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      <title>LE MEDUSE by Alice Vernier</title>
      <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse</link>
      <description>tutte le curiosità sulle meduse</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-10-28 15:38:21 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-11-17 22:37:26 UTC</lastBuildDate>
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         <title>LE MEDUSE</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/297947845</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Le meduse sono affascinanti creature plantoniche, appartenenti alla famiglia degli Cnidari. </strong>Il caratteristico aspetto gelatinoso è dovuto alla loro composizione, che comprende il 98% di acqua.</div><div>L’anatomia della medusa risulta assai semplice: è formata dall’ombrella, diversi tentacoli e tra essi la bocca, che si collega alla cavità gastrovascolare. Sulla superficie dei tentacoli sono presenti delle piccole minuscole capsule urticanti, chiamate cnidocisti.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 11:31:13 UTC</pubDate>
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         <title>come si spostano</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/297952417</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.improntaunika.it/2015/01/nuova-scoperta-sulle-meduse-si-muovono-in-mare-attivamente-video/">Recenti studi</a> hanno dimostrato che <strong>le meduse non seguono solo passivamente le correnti oceaniche</strong> ma sanno scegliere il mare più adatto e sono capaci persino di nuotare contro corrente</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 11:45:22 UTC</pubDate>
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         <title>come si riproducono</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/298133943</link>
         <description><![CDATA[<div>Le meduse vivono in mare e la loro diffusione è piuttosto equilibrata, anche se prediligono acque più calde. Hanno un ciclo vitale molto particolare, che include due fasi: quella di <em>polipo</em> e quella di <em>medusa</em>.<br>La riproduzione avviene tramite <strong>gameti</strong> emessi nell’ambiente e dal loro incontro si ha la fecondazione: la femmina depone le uova e il maschio rilascia gli spermatozoi che le  fecondano. <br>Nella prima fase lo zigote si evolve in planula, ovvero una larva che poi prende le sembianze del polipo e si sedimenta sul fondale marino.<br>I polipi sono esseri minuscoli, simili alle meduse, dotati di tentacoli, ma con la bocca rivolta verso l'alto e si riproducono in maniera asessuata, attraverso un processo detto <em>gemmazione</em>, durante il quale si formano piccole gemme che poi si staccano e danno vita a nuovi polipi. Raggiunta una certa maturazione il polipo riassorbe i tentacoli e si divide in dischi, generando così le meduse. Queste piccole meduse appena nate vengono trasportate dalle correnti, e in questo viaggio si formano i tentacoli e aumentano di dimensione (arrivando a circa un centimetro di grandezza), diventando meduse vere e proprie. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 16:47:38 UTC</pubDate>
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         <title>La puntura della medusa</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/298137617</link>
         <description><![CDATA[<div>I <strong>tentacoli</strong> sono estremità <strong>urticanti</strong> che, in alcuni casi, possono raggiungere i quindici metri di lunghezza. Queste estremità rilasciano un liquido pungente spesso paralizzante e anestetizzante, in alcuni casi velenoso. A determinare questa azione è la presenza di tre proteine che anestetizzano la preda o il nemico, paralizzandolo e infiammandolo con tanto di vescicole e rossore, agendo anche sull’apparato circolatorio e respiratorio. Nonostante in generale possano solo provocare bruciore di varia entità, la  puntura nei soggetti più sensibili può favorire la morte per <strong>shock anafilattico</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 16:53:00 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa fare dopo una puntura di medusa</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/298148307</link>
         <description><![CDATA[<div>1. Se stai nuotando al largo e vieni sfiorato da una medusa, niente movimenti scomposti; devi respirare bene e cercare di raggiungere con calma la riva. Arrivato alla riva, esci subito dall'acqua.<br><br>2.Ciò che ti serve ce l'hai a portata di mano: lava la parte colpita con l'acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata. Evita l'acqua dolce perchè potrebbe favorire la rottura delle nemotocisti (strutture urticanti che le meduse usano per difendersi) rimaste sulla pelle.<br><br>3. Con pazienza, cerca di pulire la pelle dai filamenti residui. Per rimuoverli, usa una tessera di plastica rigida, come bancomat o carta di credito, oppure un coltello usato di piatto (NON DALLA PARTE DELLA LAMA)<br><br>4. Applica un gel astringente al clorudio d'alluminio, meglio se a una concentrazione del 5%. Serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine<br><br>5. Vai al pronto soccorso o chiama il 118 se ti accorgi che subentrano delle complicazioni, come reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vertigini,confusione... <br>In alcune persone particolarmente sensibili, la puntura di una medusa (o di altre punture...) può innescare una reazione allergica estrema al veleno, lo choc anafilattico, in questi casi la tempestività di intervento è fondamentale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 17:10:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/298177192</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 17:49:34 UTC</pubDate>
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         <title>Tipi di meduse nell&#39;Adriatico</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/298389219</link>
         <description><![CDATA[<div>In Adriatico esistono diverse specie di meduse, alcune anche di grosse dimensioni. Prima fra tutte il Grosso Polmone di mare, altra specie che frequenta le nostre acque è la Cassiopea, ma una medusa che ci spaventa è la famigerata Pelagina Noctiluca (detta la medusa luminosa). Infine una specie, arrivata nelle acque Adriatiche da pochi anni: è la Carybdea Marsupialis.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 09:06:36 UTC</pubDate>
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         <title>Il Polmone di mare</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/298393118</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Polmone di mare (Rhizostoma plumo) è una grande medusa diffusa nell'Oceano Atlantico orientale, nel Mediterraneo (frequente lungo tutta la costa adriatica e costa ionica , particolarmente nei periodi tardo-estivi ed inizio-autunnali) e nel Mar Nero.<br>Questa medusa presenta un cappello di forma semisferica opalescente ma tendente al trasparente, con bordi sfrangianti blu-viola. Sotto al cappello il corpo è chiamato manubrio ed è composto da 8 prolungamenti di tessuto bianco-trasparente arricciato e grumoso, dai quali partono 8 tentacoli allungati, sfrangiati e semitrasparenti. Gli esemplari giovani tendono ad avere una colorazione più trasparente, gli adulti molto opalescente. Il nome "Polmone di Mare" è dovuto al tipico movimento palpitante compiuto dalla medusa per muoversi. Le dimensioni sono degne di nota: potendo raggiungere i 50-60 cm di diametro e i 10 kg di peso, rappresenta la più grande medusa del Mediterraneo.<br>La specie non provoca gravi conseguenze: i suoi tentacoli di norma non risultano urticanti tanto da creare pericoli seri per  l'uomo.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-30 09:25:20 UTC</pubDate>
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         <title>Cassiopea</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/300581979</link>
         <description><![CDATA[<div>La Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata)  è una scifomedusa della famiglia delle Cepheidae, comune nel Mar Mediterraneo e nel Mar Adriatico da ottobre a maggio.<br>Questa specie, che raggiunge i 30 centimetri di diametro, presenta un caratteristico ombrello a forma di disco bianco, con una gobba gialla al centro. Il margine è tipicamente frastagliato, di colore giallo o talvolta verdastro per la presenza di zooxantelle (un genere di alghe unicellulari, che vivono tipicamente in simbiosi con alcune specie di coralli). La specie, come tutte quelle appartenenti alla classe dell Rhizostomeae, è priva di tentacoli, ma ricca di braccia orali che partono dai quattro lobi della bocca; alcune braccia sono sottili e terminano con un bottoncino di colore blu/viola.<br>Questa specie non è urticante.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-05 16:54:02 UTC</pubDate>
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         <title>La Medusa Luminosa</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/300599214</link>
         <description><![CDATA[<div>La medusa luminosa (Pelagina Noctiluca), è una medusa della famiglia delle Pelagiidae.<br>Questa specie è presente nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico orientale fino al mar del Nord; è stata citata nelle cronache per la sua abbondanza nei nostri mari in alcuni periodi e per le dolorose irritazioni che provoca se sfiorata. È una specie pelagica cioè che sta nelle zone di mare aperto o di oceano, ma nel periodo autunnale primaverile si avvicina alla costa.<br>Ha un ombrello marrone/rosato o rosa-violetta di circa 10 centimetri di diametro, traslucido, composto da 16 lobi da cui partono 8 lunghi tentacoli retrattili, molto urticanti e semi-trasparenti, che partono dai bordi e si possono estendere fino a 2 metri. Le braccia orali, dello stesso colore dell'ombrello, sono lunghe fino a circa 30 centimetri. L'epiteto specifico NOCTILUCA  deriva dall'iridescenza, di colore, di cui è dotata. Si nutre di plancton e di piccoli pesci che cattura tramite i tentacoli dotati di urticanti nematocisti. È una delle meduse che non attraversano lo stadio polipoide durante la maturazione. Gli adulti sono a sessi separati: la femmina depone le uova nel mare, che vengo fecondate dagli spermatozoi dei maschi. Dallo zigote nasce la planula, una larva dotata di ciglia per il movimento e che si disperde a livello planctonico. Non attraversa però lo stadio di scifistoma, ancorandosi al terreno, ma si divide direttamente in efira, una giovane medusa che poi crescerà a formare la medusa. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-05 17:19:55 UTC</pubDate>
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         <title>Carybdea Marsupialis</title>
         <author>alice_vernier06</author>
         <link>https://padlet.com/alice_vernier06/meduse/wish/300633148</link>
         <description><![CDATA[<div>Carybdea Marsupialis è una specie di Cubomedusae della famiglia Carybdeidae, volgarmente chiamata <strong>medusa scatola </strong>o m<strong>edusa cubo.</strong><br> È una specie  Atlantica, sempre più diffusa nel Mar Mediterraneo, normalmente reperibile nella fascia batiale, molto facile incontrarle nelle acque basse e sabbiose del basso Adriatico, considerata l'evidente presenza di facili prede per questa e l'ambiente favorevole. È presente anche nelle acque del Golfo Del Messico.<br>Questa specie è dotata di ombrella all'incirca cubica, trasparente. I tentacoli  sono quattro, lunghi dieci volte il corpo e sono trasparenti con anelli rossi. L'ombrella misura fino a 3 cm, i tentacoli mediamente non vanno oltre i 30 cm negli esemplari più grandi. È facile riconoscerla sott'acqua per via della accentuata colorazione dei tentacoli. Si nutre quasi essenzialmente di copepodi (raggruppamento di molti piccoli crostacei, presenti sia nelle acque marine che in quasi tutti gli habitat dulciacquicoli) acartia e di policheti Ceratonereis e di aringhe del genere Jenkinsia. Sebbene non forte come nelle specie tropicali, il veleno di questa specie può provocare serie ustioni ed anche mettere in pericolo la vita dell'intossicato, soprattutto per via di eventuali allergie dovute a determinate particelle presenti nell'insieme proteico che ne compone il veleno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-05 18:10:07 UTC</pubDate>
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