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      <title>Egizi  by Chiara Cianfriglia</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-10-05 15:31:07 UTC</pubDate>
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         <title>LA MUMMIFICAZIONE E GLI AMULETI</title>
         <author>isabel_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo l'asportazione degli organi, si procedeva alla disidratazione del corpo, immergendolo per 40 giorni nel <em>natron</em>, un sale.</div><div>La salma veniva lavata con vino di palma che impediva lo sviluppo dei batteri decompositori.</div><div>Dopodiché l’addome veniva riempito di bende, segatura e natron. Il corpo veniva ricoperto con il sale e unto con olii balsamici.</div><div>Al termine di queste operazioni il corpo veniva strettamente avvolto con strisce di tela di lino al fine di conservare la salma.</div><div>Sulle bende venivano riportate formule magiche per proteggere il corpo, venivano inseriti vari amuleti, come ad esempio lo <em>scarabeo</em>, che era simbolo di resurrezione, <em>l’ankh</em> simbolo dell’immortalità, mentre il <em>pilastro</em> <em>di</em> <em>Djed</em> rappresentava la colonna vertebrale di Osiride. Emblema usato per la protezione dei vivi e dei morti; il <em>Thet</em> era legato alla dea Iside e serviva a proteggere il defunto. </div><div><em>L’occhio</em> <em>di Horus</em> era un simbolo di buona salute considerato sacro sin dai tempi più antichi. L'amuleto proteggeva la vita e il benessere degli uomini.</div><div>La <em>scala</em> era uno degli amuleti più frequenti nel corredo funerario. Era simbolo di rinascita e il suo significato in geroglifico era “ascendere”.<br><br>(Tre esempi degli amuleti)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:17:42 UTC</pubDate>
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         <title>IL SARCOFAGO E LE MASCHERE MORTUARIE</title>
         <author>isabel_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante i riti funebri i parenti offrivano cibo e i sacerdoti eseguivano riti magico-religiosi che dovevano proteggere il defunto nel suo viaggio verso l'Aldilà, proteggendolo nel suo percorso.</div><div>La mummia veniva posta in un sarcofago, il cui coperchio rappresentava il cielo e la base la terra, ed il suo volto era coperto da una maschera mortuaria, si riteneva che questo ornamento rafforzasse lo spirito della mummia e difendesse l'anima dagli spiriti maligni.<br><br>(In basso una mummia nel sarcofago)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:18:45 UTC</pubDate>
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         <title>LA MASCHERA FUNERARIA DI TUTANKHAMON</title>
         <author>isabel_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>La maschera funeraria di Tutankhamon è una delle opere più note dell’antico Egitto.</div><div>Nell'oro che costituisce l'oggetto sono incastonati vetri colorati e gemme, come lapislazzuli, quarzo, ossidiana e turchese ed è alta 62 cm. I lineamenti del volto sono stilizzati, indossa il copricapo nemes sormontato dalle insegne regali del cobra (<em>Uadjet</em>) e dell'avvoltoio (<em>Nekhbet</em>), che simboleggiano il potere del faraone sull'Alto e Basso Egitto. Gli scritti che si trovano nella parte posteriore della maschera richiedono la protezione di Horus, Anubi, Thot e Ptah-Sokar. La camera sepolcrale del faraone Tutankhamon fu scoperta nella Valle dei Re nel 1922 ma la squadra di Howard Carter impiegò altri due anni per raggiungere il sarcofago del faraone. La maschera fu rimossa dalla tomba nel dicembre del 1925, e trasportata al Museo egizio del Cairo, dove è in esposizione permanente.<br><br>(Di seguito la maschera funeraria di Tutankhamon)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:19:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>isabel_02</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:19:47 UTC</pubDate>
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         <title>IL VIAGGIO NELL’ALDILÀ</title>
         <author>isabel_02</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/289709315</link>
         <description><![CDATA[<div>Lasciata la tomba, l’anima, cioè il <em>Ba</em>, un componente immortale comune alle divinità che era presente nell’uomo, si avviava verso il deserto occidentale dove doveva affrontare una serie di prove che potevano essere superate solo grazie alle formule ed agli incantesimi presenti nel libro dei morti, posto nella tomba accanto al defunto.</div><div>Al termine del viaggio il defunto doveva superare l’ultima prova: quella del giudizio sulla sua vita da parte del dio Osiride e del suo tribunale.</div><div>Il defunto era condotto dal dio Anubis o dal dio Horus (a seconda delle tradizioni) all’interno della <em>sala Maaty</em> (che significa “della giustizia e della verità”).</div><div>Qui, di fronte ad Osiride e a quarantadue giudici, iniziava la sua “dichiarazione di innocenza” composta da una serie di quarantadue affermazioni, ognuna della quali era rivolta ad uno dei quarantadue giudici. In queste affermazioni il morto sosteneva la sua onestà.</div><div>La verità di queste sue parole era verificata da una bilancia su cui erano posti il cuore del defunto, simbolo della sua vita e una piuma, simbolo della dea Maat, la dea della verità e della giustizia.</div><div>Se le parole del defunto corrispondevano a verità, il cuore rimaneva in equilibrio con la piuma della giustizia. In caso contrario il cuore si appesantiva a causa dei peccati mortali commessi durante la vita e il suo piatto si abbassava rispetto a quello della piuma.</div><div>Al termine della dichiarazione di innocenza se il peso dei peccati prevaleva sulla giustizia il mostro Aam divorava il defunto e lo annientava definitivamente. Se invece l’esito era positivo e la bilancia rimaneva equilibrata le porte del paradiso di Osiride (definito “<em>Iaru</em>”) si aprivano ed il defunto poteva entrarci.<br><br>(Immagine del tribunale dei 42 giudici)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:23:21 UTC</pubDate>
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         <title>LO IARU</title>
         <author>isabel_02</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/289709754</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo <em>Iaru</em> era pensato come un luogo dove si viveva serenamente, dove il sole era splendente senza essere troppo caldo, dove un vento leggero rinfrescava continuamente l’aria, dove i campi davano sempre frutti abbondanti, dove si amava, si generavano figli e ci si dedicava a giochi in compagnia.</div><div>Per non affaticarsi nel lavoro, al momento della morte si ponevano accanto al defunto delle piccole statuette chiamate “<em>ushtabi</em>” che rappresentavano dei servi e svolgevano i lavori del defunto.</div><div>L’idea egizia del paradiso corrispondeva quindi a quella di un luogo molto simile alla terra, ma nel quale non esistevano morte, dolore e fatica.<br><br>(In basso una raccolta di ushtabi)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:24:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/289711647</link>
         <description><![CDATA[<div>I TEMPLI EGIZI<br><br>Nel panorama artistico egizio, degni di nota sono i templi, che rappresentano esemplari grandiosi di architettura sacra. Differentemente dalle altre strutture sacre delle civiltà antiche, essi non adempiono alla funzione di luoghi di culto, ma simboleggiano la dimora terrena degli dei. Secondo gli egizi il tempio era infatti il luogo in cui le divinità potessero trovare un ricovero sicuro durante la loro eterna opera di conservazione della creazione. All’interno della religione egizia vi era difatti la credenza che il succedersi del giorno e della notte non fosse affatto scontato: si pensava che ogni notte Ra lottasse contro Apòphis, l’incarnazione del male; ogni aurora viene dunque interpretata come la vittoria del bene sul male. Inoltre il tempio era anche utilizzato per la gestione del potere economico.<br>I templi hanno origini molto antiche: sono state infatti rinvenute delle tracce di capanne circolari risalenti alla preistoria al cui interno venivano celebrati rituali religiosi. Tuttavia le prime strutture templari vere e proprie risalgono all’ Antico Regno (2682-2191 a.C.):<br>gli esempi maggiori sono il tempio funerario di Chefren, in cui venivano svolti i riti di sepoltura del faraone, e il tempio solare di Abu Ghorab, nel cortile interno del quale venne eretto un obelisco, simbolo del Sole. L’acme dell’architettura sacra egizia si raggiunge durante il Nuovo Regno(1550-1069 a.C.), denominato Età dei templi.<br>I templi possono essere suddivisi in due categorie: <br>• Divini, consacrati a una divinità o più di una;<br>• Funerari, cioè quei templi che vennero eretti per rendere più agevole la vita del faraone dopo la morte.<br>Entrambe le tipologie templari avevano una struttura simile, definita a cannocchiale; il percorso si svolge in modo rettilineo e in salita, passando di stanza in stanza ad ambienti sempre minori. Gli elementi costitutivi principali erano 5 e si ripetevano canonicamente in qualsiasi tempio:<br>• All’entrata c’era il pilone, ossia l’ingresso monumentale.<br>• Procedendo si giungeva al cortile colonnato, l’unico luogo in cui i fedeli avevano libero accesso.<br>• La sala ipostila (dal greco, letteralmente che sta sotto le colonne) era riservata ai sacerdoti e vi si svolgevano i riti di purificazione.<br>• Il vestibolo, dove i sacerdoti preparavano le offerte.<br>• Infine c’era il sacrario, contenente il naos, cioè la cella della divinità.<br>Le colonne all’interno dei templi sono inizialmente ispirate alla palma e la parte verticale-il fusto- è a forma di cilindro rastremato e poteva essere liscio o scolpito e colorato. Al di sopra del fusto si trovava il capitello; esso poteva avere diverse forme: le principali sono campaniforme o papiriforme aperto, papiriforme chiuso, palmiforme, lotiforme, hathorico e a fascio di papiri.<br><br>GRANDI ESEMPI DI TEMPLI EGIZI<br><br>Il tempio di Hatshepsut e il tempio di Amenhotep III<br>I templi meglio conservati appartenenti alla XVII dinastia sono quelli rispettivamente funerario e divino della regina Hatshepsut e del re Amenhotep III.<br>Il tempio di Hatshepsut è costituito da due grandi cortili, attraverso i quali si entra nell’edificio vero e proprio. I due cortili e il nucleo templare si trovano su tre livelli e tale struttura fa in modo che il complesso si integri armonicamente con il massiccio a ridosso del quale venne costruito il tempio. Sulle pareti interne si trova inoltre il ciclo relativo alla nascita divina della regina e quello che narra la spedizione di Hatshepsut a Punt, in Eritrea.<br>Amenhotep III fece costruire un tempio a Luxor dedicato a Amon. Esso seguiva perfettamente lo schema canonico adottato anche da altri templi e inoltre Ramses II lo modificò facendo aggiungere un secondo pilone di ingresso.<br><br>Il Ramesseum e il tempio rupestre di Abu Simbel<br>Ramses II (1279-1213 a.C.) volle la costruzione di un tempio funerario a lui dedicato: il Ramesseum. Esso sorgeva equidistante dalla Valle dei Re e dalla Valle delle Regine e del suo aspetto originario sono pervenuti ai nostri giorni soltanto l’alto pilone di ingresso e alcuni resti della sala ipostila, di due sale colonnate e del sacrario. Intorno al tempio vi era una cinta rettangolare che conteneva un complesso di edifici di servizio, abitazioni e magazzini.<br>Ulteriore tempio funerario dedicato a Ramses II è il tempio di Abu Simbel, completamente scavato nella roccia. La parete della montagna sostituisce il pilone di ingresso ed è adornata da quattro colossi assisi, uno dei quali è stato danneggiato da un terremoto qualche anno dopo la fine dell’edificazione.<br><br>Il tempio di Amon a Karnak <br>Il tempio divino più grandioso è quello dedicato ad Amon, la cui costruzione si è dilungata per quasi cinque secoli. L’iniziatore dei lavori fu il faraone Thutmosis I (Medio Regno). E’ costituito da ben quattro piloni di ingresso risalenti ad epoche diverse -l’ultimo venne edificato durante la XXX dinastia-e dal primo pilone si entra nel cortile maggiore che porta poi alla sala ipostila, in cui si elevano 134 colonne con capitelli papiriformi. L’accesso al tempio consiste nel Viale degli Dei o Viale delle Sfingi, costellato da quaranta sfingi con corpo di leone e faccia di ariete che dovevano vigilare il complesso del tempio.<br><br><br>BIBLIOGRAFIA<br>E. Ferraris, autore capitolo 7, La storia dell’arte- Le prime civiltà, Milano, Edizione speciale per La Repubblica pubblicata su licenza Mondadori, 2006<br><br>A. Fassone, autore capitolo 6, La storia dell’arte- Le prime civiltà, Milano, Edizione speciale per La Repubblica pubblicata su licenza Mondadori, 2006<br><br>G. Cricco, F.P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte,  Bologna, Zanichelli editore<br><br>https://egittologia.wordpress.com/2009/12/28/architettura-templare/<br> https://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=Artegizia&amp;prod=templiegizi</div><div> </div><div> </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:27:57 UTC</pubDate>
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         <title>BIBLIOGRAFIA.</title>
         <author>isabel_02</author>
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         <description><![CDATA[<div>G. Cricco, F. Di Teodoro, <em>Il Cricco Di Teodoro - Itinerario nell'arte</em>, Bologna, Terza edizione, Zanichelli, 2012<br><br>T.G.H. James, <em>Miti e leggende dell’antico Egitto</em>, prima edizione, Mondadori, 1971</div><div><br></div><div><a href="http://ilmondodiaura.altervista.org/EGIZI/EGIZIMORTI.htm">http://ilmondodiaura.altervista.org/EGIZI/EGIZIMORTI.htm</a></div><div><br></div><div><a href="http://www.storiafacile.net/egizi/culto_morti_egizio.htm">http://www.storiafacile.net/egizi/culto_morti_egizio.htm</a></div><div><br></div><div><a href="http://www.storiamito.it/amuleti.asp">http://www.storiamito.it/amuleti.asp</a></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 16:32:12 UTC</pubDate>
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         <title>Schema assonometrico di un tempio egizio </title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
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         <pubDate>2018-10-05 16:38:32 UTC</pubDate>
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         <title>Tempio di Abu Simbel</title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
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         <title>Tempio di Hatshepsut</title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
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         <title>Tempio di Amon a Karnak</title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
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         <title>Capitelli egizi </title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
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         <title>Il culto del dio Aton </title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Amenophi IV successe al padre Amenophi III appena quindicenne e mostrò subito di avere una sua visione delle necessità politiche del Paese. Fino a quel momento l’impero era stato una fonte di ricchezza da amministrare con un sistema di guerre più o meno cruente, le quali, combattute nel nome di Amon, fruttavano al suo clero molte ricchezze e il Gran Sacerdote di Amon, che spesso ricopriva anche la carica di visir, era sottoposto al faraone solo in teoria.  Già Amenophi III fece un debole tentativo di scissione istaurando a Tebe una festa per il dio Aton (il sole come elemento fisico), ma questo timido tentativo di evasione dalla tutela sacerdotale trovò la sua piena attuazione nella politica del figlio. Infatti nei primi anni di regno, il giovane re provò a scartare Amon dalla schiera degli dèi protettori e portò alle estreme conseguenze un processo di diffusione dei culti solari. Proclamò il dio Aton come divinità suprema del paese in sostituzione ad Amon e promosse un movimento di intolleranza religiosa nei confronti di quasi tutti gli altri culti: chiuse i templi e fece cancellare dalle iscrizioni il nome del dio, le statue in suo onore furono distrutte, perseguitò violentemente il clero e incamerò nelle casse reali i beni. Verso il quinto anno di regno, mutò il proprio nome Amenophi (“Amon è soddisfatto”) in Akhenaton (“Splendore di Aton”) e decise di allontanare da Tebe, sede del culto di Amon, la capitale. Scelse al suo posto El-Amarna, dove avviò la costruzione di una città che prese il nome di Akhetaten (“L’orizzonte dell’Aton”).   La portata politica era immensa: del nuovo dio l’unico profeta era il faraone, il quale, riunendo il potere temporale e quello spirituale, era sicuro di aver eliminato il possibile emulo che era stato rappresentato precedentemente dai sacerdoti di Amon.  L’accentramento dell’autorità e la riconquista dei beni valevano lo scompiglio provocato. Il mondo immaginato dalla rivoluzione di Akhenaton è un mondo nuovo; il culto del disco solare dai raggi splendenti è la manifestazione in fieri della democrazia: al suo cospetto tutti i sudditi sono uguali, dal momento che per loro Aton brilla uguale nel cielo. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 11:48:01 UTC</pubDate>
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         <title>Cambiamenti artistici </title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Già negli ultimi anni di Amenophi III cambiamenti di tipo realistico compaiono nell’arte, ma con il suo successore tali cambiamenti assumono un aspetto deviato ed esasperato, fino alla rappresentazione di figure anatomicamente imperfette. Ciò è dovuto alla volontà del faraone di effettuare una rivoluzione, non solo a livello politico e religioso, ma anche nel campo artistico. <br><br></div><div>Se osserviamo ad esempio il <em>Ritratto di Akhenaton</em> possiamo comprendere l’ardito linguaggio formale: una nuca particolarmente pronunciata, larghi occhi a mandorla, naso lungo e sottile, labbra carnose, mento rotondo e sporgente, con il viso solcato da due caratteristiche rughe che partendo dalla base del naso arrivano agli orli della bocca, caricando l’espressione di una impenetrabile ieraticità. A prescindere dalle ipotesi relative a malattie deformanti tali da mutare tanto radicalmente il ritratto del sovrano- tenendo conto che le sue spoglie non sono mai state ritrovate- questa iconografia tanto insolita nel panorama egiziano è da ascriversi alla generale ideologia religiosa, anche perché le suddette deformazioni non riguardano solo il sovrano, ma investe anche altri soggetti. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 11:48:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292111670</link>
         <description><![CDATA[<div>Ne è un esempio il frammento di dipinto che rappresenta due figlie di Akhenaton colte in un momento di giocosa intimità: i crani sono sproporzionarti e allungati secondo un modello che diviene esemplare nell’arte amarniana. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 11:50:49 UTC</pubDate>
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         <title>Il busto di Nefertiti </title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292112117</link>
         <description><![CDATA[<div>L’attenuarsi del fervente slancio ideologico iniziale e l’addolcirsi dello stile sono particolarmente evidenti nel famoso busto di Nefertiti esposto al Museo di Berlino, databile intorno al 1340 a.C. Infatti, pur conservando l’originaria solennità, il busto di Nefertiti si caratterizza per una forte tendenza al ritratto realistico, grazie soprattutto ad una cura meticolosa nella realizzazione dei particolari del volto. Quest’ultimo emana una sensualità morbida ed inusuale, la sua superfice bruna e porosa della pietra cattura la luce, rendendo il trattamento della pelle della regina realistico e vivo. Le labbra sono dipinte di un rosso-bruno, mentre gli occhi e le sopracciglia sono messi in risalto dalla linea morbida del trucco. Fu ritrovato nel dicembre 1911, da una squadra tedesca nell’atelier di Thutmosis. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 11:52:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il rilievo amarniano </title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292112619</link>
         <description><![CDATA[<div>Il rilievo di quest’epoca finalizzato ai rituali a cielo aperto, caratteristici dei culti solari, è realizzato <em>dans le creux</em>, una tecnica che sfrutta l’incisione profonda con l’effetto di evidenziare i contorni e modellare le immagini grazie alla contrapposizione di luci e ombre. Il tema centrale è sviluppato intorno alla coppia regale, impegnata ora in pratiche rituali nel santuario dell’Aton, ora alla finestra delle apparizioni (una particolare finestra del palazzo reale dal quale il sovrano appariva al popolo) mentre elargisce doni alla folla; la scena è dominata dal disco solare e dai suoi raggi terminanti in mani aperte che recano la vita, una costante del rilievo amarniano. L’aspetto più evidente e inedito di questi rilievi consiste nell’irruzione, nei luoghi di culto, di temi connessi alla vita quotidiana. È il riflesso del dogma amarniano che tenta di rendere visibile a tutti il dio umanizzandolo, mentre il re, immagine vivente del sole, appare nella sua quotidianità. <br><br></div><div><br>Rielevo in cui lo vediamo rappresentato insieme alla moglie Nefertiti in atteggiamenti affettuosi verso le figlie, ovviamente sotto il disco solare. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 11:53:51 UTC</pubDate>
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         <title>Bak, il caposcultore di Akhenaton </title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292112967</link>
         <description><![CDATA[<div>In questa rivoluzione ebbe una straordinaria importanza, in quanto fu istruito dal sovrano in persona. Siamo davanti ad una committenza che chiede di elaborare un’iconografia e una sensibilità nuove, poiché fondate su un significato teologico. Nascono così le fisionomie dai crani allungati, le composizioni in bassorilievo che mostrano i raggi del disco solare per recare la vita sulla terra. L’importanza di Bak sta proprio nell’essersi saputo rendere interprete di una codifica che, al di là dell’impatto visivo, fosse anche funzionale ad un messaggio religioso di profonda intensità.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 11:54:57 UTC</pubDate>
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         <title>BIBLIOGRAFIA:</title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292113255</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://egittologia.wordpress.com/">https://egittologia.wordpress.com/<br></a><br></div><div><a href="https://www.aton-ra.com/egitto/faraoni-egizi/akhenaton-il-faraone-eretico.html">https://www.aton-ra.com/egitto/faraoni-egizi/akhenaton-il-faraone-eretico.html</a>&nbsp;<br><br></div><div><a href="http://www.egittoanticosito.com/history/s_rivol.htm">http://www.egittoanticosito.com/history/s_rivol.htm</a>&nbsp;<br><br></div><div><a href="http://www.didatticarte.it/storiadellarte/2%20arte%20egizia.pdf">http://www.didatticarte.it/storiadellarte/2%20arte%20egizia.pdf</a> <br><br>E. Ferraris, <em>La storia dell’arte – Le prime civiltà</em>, <em>Capitolo sette – Dal Nuovo Regno all’epoca tarda,</em> Milano, Edizione speciale per la Repubblica pubblicato su licenza Mondadori, 2006<br><br>G. Cricco, F. Di Teodoro, <em>Il Cricco Di Teodoro - Itinerario nell'arte</em>, Bologna, Terza edizione, Zanichelli, 2012<br><br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 11:55:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rachelefila</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292124642</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutto quello che si è potuto sapere sulla pittura Egizia lo si è rilevato dalle bellissime tombe dei sovrani delle varie dinastie o nei frammenti ritrovati nelle rovine degli antichi palazzi . <br>Per gli Egizi dipingere significa Campìre ovvero riempire di colore il contorno di una figura disegnata su una superficie liscia ,solitamente pietra levigata o intonaco di Limo (fanghiglia finissima di colore bruno-nerastro,depositata dal Nilo nel corso dei suoi straripamenti stagionali ,ricca di sali minerali ,residui organici e sostanze fertilizzanti ) .Le fasi di esecuzione erano affidate ad equipe di artisti, ognuno dei quali era specializzato in un lavoro diverso: il progetto era affidato al maestro, le altre operazioni come la preparazione delle pareti, il disegno dei contorni, il riempimento con il colore, veniva eseguito da altri gruppi di artisti. Il risultato era quindi un'opera collettiva che aveva una funzione  non decorativa ma religiosa. Di fatti  il suo utilizzo era riservato esclusivamente ai defunti ,che nella loro esistenza dopo la morte avrebbero trovato conforto nelle rappresentazioni che erano loro più care e famigliari ; i soggetti rappresentati oltre agli dei fanno riferimento alle attività lavorative del tempo,scene di vita domestica e a cerimonie o banchetti con danzatrici e suonatori . <br>La tecnica pittorica era definita a "tèmpera " e consisteva nel mescolare gli elementi coloranti di base (detti pigménti ) ottenuti dalla macinazione di vari minerali e terre ,con un agglutinante ovvero una sostanza collosa a base di acqua ,gomma arabica e albume d'uovo . Il colore che si otteneva aveva una consistenza semi liquida e veniva disteso grazie a dei pennelli ricavati dalle fibre di palma ,su una superficie asciutta al riparo di eventuali piogge e altre intemperie . L'artista egiziano aveva a disposizione sei colori oltre al bianco e nero , ricavati in gran parte da composti minerali , ed ogni pigmento aveva un significato simbolico. I  sei colori  erano : <br>-Il verde (wadhj) ,colore della vegetazione e della nuova vita ,ricavato  da ossidi di rame e di ferro mescolati con silice e calcio o poteva  anche essere estratto dalla malachite, un minerale naturale di rame.<br>-il rosso (deshr) ,ottenuto dal ferro ossidato , era il colore della vita e della vittoria ma anche simbolo di collera e di fuoco.Di solito con questo colore si rappresentava anche il pericolo ,la distruzione e la morte .<br>-Il  bianco (hedj e shesep) ,colore naturale del gesso , suggeriva l'onnipotenza e la purezza. Considerato come privo di colore, era usato per le cose semplici e sacre.<br>-il nero (kem) era il simbolo della morte e della notte, ma anche un simbolo naturale del mondo sotterraneo e quindi della resurrezione e probabilmente anche simbolo di fecondità e persino della vita. Si ricavava <br>da composti del carbonio come fuliggine, carbone di legna o di terra oppure ossa di animali bruciate.<br>-Il giallo (khenet, kenit) era creato dagli artigiani egiziani con ocre naturali oppure ossidi. Esso era simbolo dell'immortalità, eternità e indistruttibilità. <br>-il blu  (irtiu, sbedj)  preparato con ferro, ossidi di rame, silice e calcio.Simboleggiava il cielo e l'acqua ma anche le colture e la fertilità del Nilo .<br> La modalità della rappresentazione erano rigidamente prestabilite e l'artista doveva rispettare alcune regole fondamentali soprattutto inerenti alle proporzioni, imparate fin da piccoli . Una  figura umana doveva essere rappresentata entro un rettangolo diviso in quadretti, perché ogni parte del corpo doveva occupare un determinato numero di riquadri. Si imparava  così che il corpo umano in piedi misurava diciotto quadrati. L’artista doveva  sapere inoltre  che dalla fronte al collo la misura doveva essere di due quadrati, mentre saranno dieci i quadrati in cui si rappresentano le figure umane dal collo alle ginocchia. Dalle ginocchia alla pianta dei piedi doveva essere raffigurata in sei quadrati. Conseguentemente gli artisti ritraevano il corpo umano rispettando altri canoni ovvero : i corpi venivano costruiti secondo precise proporzioni e dovevano risultare rigidi e statici.<br>Ogni parte del corpo veniva raffigurata secondo il punto di vista più significativo :volto, braccia, gambe e piedi di profilo, mentre occhi, spalle e busto con vista di fronte . Anche il colore della pelle dei personaggi era di estrema importanza .Gli uomini appaiono sempre con un incarnato rosso-bruno ,mentre le donne sono di colore chiaro ,di solito ocra o giallognolo.<br><br><strong>"La figlia di Menna sulla barca del padre "</strong><br>È un dipinto della tomba dello scriba Mènna  ,a Sheikh Abd El-Qurna ,presso l'antica Tebe ,databile intorno al 1395 a.C ,realizzato su una pietra calcarea levigata . Rappresenta una scena di caccia e di vita quotidiana nei campi . Lo spazio non è prospettico e le figure appaiono piatte sulla superficie,la composizione è organizzata in due parti nella parte sinistra troviamo papiri , uccelli,anatre e gli aironi trattenuti da Mènna, mentre nella parte destra si riscontrano figure umane e geroglifici .Al centro del dipinto è rappresentato lo scriba in piedi su una barca di papiro  che con la mano sinistra trattiene un airone, mentre con la destra impugna uno strumento di caccia , nella parte sinistra è rappresentato mentre pesca nella palude . Possiamo notare che è stata applicata il principio della gerarchia dimensionale ,che esprime l'importanza dei soggetti in base alle loro dimensioni . La donna rappresentata vicino allo scriba in entrambi le parti è la moglie ,la quale sorregge delle canne di giunco . Nella parte sinistra in basso ,accovacciata sulla barca sotto le gambe del padre è ritratta con estrema naturalezza, venendo a meno alle regole che imponeva la visione frontale del busto , la figlioletta di Mènna . Simmetrico ad essa nella parte destra c'è un bambino intento a pescare . <br>Al centro della pittura inoltre  ci sono enormi piante di papiro importanti per la produzione di fogli,utilizzati per scrivere  e che ricoprivano nella società egizia un ruolo fondamentale. Sotto le piante è rappresentata  una coppia di pesci appena pescati dallo scriba. In basso è rappresentato il Nilo (in blu) con cinque diversi tipi di pesci . Si riscontrano poi  numerosi volatili,fra cui si può riconoscere un airone(in alto sulle piante del papiro) .Nell' estrema sinistra appare una donna che tiene in mano i “preziosi frutti” del Nilo,dei volatili e ancora foglie di papiro.Per quanto riguarda la colorazione della pelle dei personaggi è rosso-bruna per gli uomini e per le donne è più chiara (ocra) .Tutti i corpi vengono rappresentanti frontalmente in modo da esaltare la simmetria mentre i volti e le teste sono rappresentanti lateralmente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 12:29:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiara_cianfriglia</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292141210</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Bibliografia</strong><a href="https://kigeiblog.myblog.it/tag/pittura-egizia/"> <br>https://www.geometriefluide.com/pagina.asp?prod=pittura-egizia&amp;cat=Artegizia<br>-http://www.cultorweb.com/Egitto/E.html<br></a>https://kigeiblog.myblog.it/tag/pittura-egizia/ <br> <a href="https://tombadelloscribamenna.weebly.com/">https://tombadelloscribamenna.weebly.com/</a><br>G. Cricco, F. Di Teodoro, <em>Il Cricco Di Teodoro - Itinerario nell'arte</em>, Bologna, Terza edizione, Zanichelli, 2012</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 13:08:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rachelefila</author>
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         <pubDate>2018-10-12 13:26:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rachelefila</author>
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         <pubDate>2018-10-12 13:27:07 UTC</pubDate>
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         <author>rachelefila</author>
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         <pubDate>2018-10-12 13:27:23 UTC</pubDate>
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         <author>rachelefila</author>
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         <title></title>
         <author>rachelefila</author>
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         <pubDate>2018-10-12 13:27:55 UTC</pubDate>
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         <author>rachelefila</author>
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         <pubDate>2018-10-12 13:28:14 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;EVOLUZIONE DELLE TOMBE EGIZIE</title>
         <author>pizzicannellamartina</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per più di 3000 anni le tombe nell'antico Egitto si evolsero; a causa della scoperta di strumenti più efficienti ed il miglioramento delle strategie architettoniche. Nonostante questa evoluzione il profondo significato delle tombe egizie, riguardante il culto dei morti, rimase imperituro. <br>Le tombe potevano assumere diverse forme: a partire da semplici fosse arrivando a mastodontiche piramidi, costruite in base allo status della persona nella gerarchia sociale. <br>Il primo modello di tomba egizia furono le FOSSE TOMBALI: <br>Semplici scavi nel suolo, erano destinate a coloro che appartenevano ai ceti più bassi della società. venivano poi ricoperte di sabbia e la salma si seccava, fu questa l'idea che diede vita alla mummificazione artificiale. Successivamente vennero migliorate con l'aggiunta di tetti e di vere e proprie camere funerarie che contenevano gli affetti che il defunto doveva portare con se nell'aldilà.<br>Successivamente si passò alla costruzione di MASTABE: Il termine Mastaba significa gradone, fu la prima tomba ad ergersi sul suolo. Era formata da un vero e proprio gradone a tronco di piramide e da un tunnel che portava alla vera e propria tomba. La parte esterna aveva funzione monumentale ovvero di segnalare la presenza della tomba. Erano destinate soprattutto a sovrani, sacerdoti, funzionari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 17:24:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LE PIRAMIDI</title>
         <author>pizzicannellamartina</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292351111</link>
         <description><![CDATA[<div>Le piramidi sono tutt'oggi alcuni dei monumenti più misteriosi e affascinanti di tutti i tempi. Lo stesso termine <em>piramide </em>ha diverse e misteriose origini. In italiano il termine deriva da<em> piramis</em> greco, certa non è però la provenienza di questa parola greca. Alcuni credono che i greci le abbiano dato un'accezione scherzosa poiché in greco significa torta di mais; per la forma ed il colore tipico delle piramidi. Altri invece ci danno una sfumatura totalmente differente, credono derivi dal greco<em> pur</em> ovvero fuoco e il termine egizio <em>met</em>: dieci. Questo termine starebbe appunto ad indicare dieci archi di fuoco che sembrava essere il modo in cui gli egizi prendevano le misure.&nbsp; Le prime tra queste mastodontiche costruzioni furono formate da mastabe decrescenti e sovrapposte. La prima e la più antica è quella di Djoser, che supera i sessanta metri di altezza. Rappresenta una montagna sacra ovvero la salita che il faraone fa verso il regno dei cieli dopo la sua morte. La struttura è totalmente rivestita di calcare bianco e granito rosso. ( Il primo è una roccia sedimentaria mentre il secondo è una roccia magmatica). Non possiede uno spazio interno in quanto la camera sepolcrale è ipogea ovvero scavata dall'uomo in una cavatura naturale. Questa piramide si trova nella necropoli di Saqquara.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 20:38:58 UTC</pubDate>
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         <title>PIRAMIDE DI CHEOPE</title>
         <author>pizzicannellamartina</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292357451</link>
         <description><![CDATA[<div>La piramide di Cheope è la più grande e la più celebre tra le piramidi. Si trova a Giza ed è alta 147m. Le sue quattro facce sono perfettamente orientate verso i quattro punti cardinali e presentano un'inclinazione di 52 gradi. La piramide è un evoluzione di quella a gradoni poiché è liscia e rivestita di pietra calcarea. La tomba si trova all'interno al centro della piramide ed è accessibile attraverso un corridoio di stretti cunicoli molto incrinati. Ai suoi lati si trovano Chefren e Micerino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-12 21:17:32 UTC</pubDate>
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         <title>COMPLESSO DI ZOSER </title>
         <author>pizzicannellamartina</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292380826</link>
         <description><![CDATA[<div>Infine, come esponente dell'architettura funeraria troviamo il complesso funerario di Zoser.<br>Nel sito di Saqqara, la sua piramide si innalza su tutti gli altri monumenti. Questo vasto complesso funerario venne voluto e realizzato dall'architetto Imhotep. Presenta un recinto rettangolare che seppur cosi presto nel tempo gli dà l'aspetto di una fortezza. Questo tipo di architettura ara prettamente rivoluzionario perché utilizza la pietra come materiale di costruzione, calcare e granito per rivestire le camere interne. La decorazione di questi edifici ea molto originale presentando colonne che imitavano affusolati tronchi d'albero e palme, pannelli in maiolica blu. Gli elementi costruttivi di questo complesso sono quindici tra cui una grande corte, la piramide e il muro dei cobra. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 03:31:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>pizzicannellamartina</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292381675</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 03:49:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>BIBLIOGRAFIA:</title>
         <author>pizzicannellamartina</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292381695</link>
         <description><![CDATA[<div>Magnifiche Piramidi E Sfingi Misteriose, DeAgostini, Novara, 2004<br>Le Profezie Delle Piramidi, Max Toth, Milano, 1989<br>G.Cricco, F.P. Di Teodoro&nbsp; Itinerari Nell'Arte Vol. VI Zanichelli Editore. <br>www.didatticarte.it/storiadellarte/2%20arte%20egizia.pdf<br><a href="http://www.monzaepozzi.it/le-tombe-nellantico-egitto/">http://www.monzaepozzi.it/le-tombe-nellantico-egitto/</a><br>https://www.sutori.com/story/l-evoluzione-delle-tombe-egizie-c82c</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 03:50:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>INTRODUZIONE E SUDDIVISIONE</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292396783</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;In Egitto è nata e si è sviluppata per oltre tremila anni una delle civiltà più importanti della storia dell'umanità: la civiltà egizia. &nbsp;</div><div>La storia millenaria di questa civiltà ha contribuito in maniera notevole al progresso della storia umana con l'invenzione della scrittura e la realizzazione di importanti opere d'arte&nbsp; ponendo anche le basi di scienze molto importanti.</div><div>I tre millenni della storia egizia vengono comunemente suddivisi in Periodo predinastico, Periodo arcaico,Regno antico, Regno medio, Nuovo Regno, Periodo tardo, con diversi periodi intermedi tra i vari regni.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 08:28:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PERIODO PREDINASTICO E REGNO ARCAICO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292415124</link>
         <description><![CDATA[<div>Le informazioni riguardanti il periodo predinastico sono scarse, contrariamente a quelle correlate al Regno Arcaico, il quale si apre con l’unificazione di Alto e Basso Egitto (suddivisione territoriale formatasi durante il periodo storico precedente) da parte del “fondatore” della I dinastia: Narmer . Come prova di questo straordinario ed importantissimo evento fu infatti rinvenuta, nel 1898 a Hierakonpolis, la “Tavoletta di Narmer”.&nbsp; È in questa fase della storia dell'Egitto che si delinea e definisce la struttura amministrativa dell'Egitto basata sulla divisione di tutto il territorio in unità dette <em>“ nomoi ” </em>(ovvero dei tipi di provincia in cui era diviso il territorio) .&nbsp;<br>Dal punto di vista archeologico di questo periodo è rimasto veramente poco: sepolture, quasi sempre saccheggiate,&nbsp; frammenti di statue, stele e false porte provenienti da cappelle funerarie. &nbsp;</div><div>&nbsp;<br><strong><em>La tavoletta di Narmer.<br></em></strong>Questa tavoletta, conservata oggi nel museo egizio “Il Cairo”, celebra, tramite l’iscrizione di numerosi geroglifici, il faraone, il suo potere e l’unificazione dei due territori.&nbsp;</div><div>Si tratta in realtà, nonostante sia chiamata “tavoletta”, di un contenitore per cosmetici a 2 facciate.&nbsp;</div><div><br><em><sub>Tavoletta di Narmer .&nbsp;</sub></em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 12:29:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39; ANTICO REGNO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292417469</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Relativamente a questo periodo inizia la costruzione delle piramidi, imponenti monumenti funebri dei sovrani vissuti durante questa fascia temporale; Una delle più importanti ed imponenti piramidi di cui non verrà mai persa la memoria è quella di Cheope. Nelle sepolture risalenti a questo periodo sono anche stati rinvenuti i primi esempi di tecnica di imbalsamazione.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 12:59:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>I PERIODO INTERMEDIO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292417614</link>
         <description><![CDATA[<div>E' il primo periodo di sfaldamento dell'unitarietà dello stato faraonico. I governatori provinciali iniziarono a rendersi autonomi ed indipendenti.  l termine di questo periodo furono i principi tebani della XI dinastia a riunificare l'Egitto.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 13:00:59 UTC</pubDate>
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         <title>IL MEDIO REGNO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292418006</link>
         <description><![CDATA[<div>Tale periodo viene chiamato metaforicamente dagli archeologi e gli studiosi “l’età classica dell’Egitto”. Durante il Medio Regno, che comprese la XI e la XII dinastia, per la prima volta il raggio d'influenza dell'Egitto uscì al di fuori della Valle del Nilo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 13:06:09 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SECONDO PERIODO INTERMEDIO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292418667</link>
         <description><![CDATA[<div>Presentò un numero molto elevato di sovrani causato sia dalla brevità dei loro regni che dalla contemporaneità di questi ultimi. Il potere di tali “sovrani” era circoscritto ( ovvero limitato a piccole parti del territorio) e talvolta come “regnavano” come dei vassalli e tributari di altri. Durante questo periodo si ruppe l'unità dello stato , riprese il movimento di immigrazione di genti di stirpe semita, conosciuti in seguito come “Hyksos”, popolo proveniente da est. Tale fenomeno ebbe un' ampiezza tale da permettere a queste popolazioni, di prendere il controllo della regione del delta governandola e di sconfiggere i sovrani occupando Menfi e la capitale Ity Tawy.&nbsp;<br>Per la prima volta nella sua storia l'Egitto cadde sotto il dominio di popoli stranieri, che diedero vita a nuove dinastie.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 13:13:47 UTC</pubDate>
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         <title>IL NUOVO REGNO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292419261</link>
         <description><![CDATA[<div>Con il Nuovo Regno l'Egitto raggiunse&nbsp; la sua fase imperiale estendendo il proprio controllo politico e militare al di fuori dai confini naturali delle Due Terre ed entrando in relazione con gli altri imperi (come gli Ittiti) del Medio Oriente. &nbsp;</div><div>Gli Hyksos furono cacciati, i principi di Tebe ripresero finalmente il potere. Le loro influenze vennero poi estese per diminuire il rischio di nuovi attacchi da oriente.&nbsp;</div><div>Tebe divenne capitale e crebbe anche il potere del clero legato al dio tebano Amon (dio che compare più frequentemente nelle fonti egizie) potere che cominciò&nbsp; poi però a porsi in contrapposizione con il potere reale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 13:20:00 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>TERZO PERIODO INTERMEDIO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292421778</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;</div><div>Il potere regio subì un grave colpo a causa della situazione che si venne a creare nella regione intorno a Tebe dove iniziò il culto del dio Amon. Questo diminuire della sovranità reale portò ad una serie di principati semi-indipendenti da parte delle popolazioni entrate in Egitto come prigionieri di guerra rimaste poi in funzione di mercenari.&nbsp;</div><div>Iniziò un tentativo di ripresa dell'autorità dei sovrani che però finì con la totale frammentazione del potere che dovette essere condiviso con le contemporanee dinastie, con il collegio sacerdotale di Tebe e con i principati semi-indipendenti del Medio Egitto.&nbsp;<br>Un ultimo momento di ripresa sembrò esservi con la XXV dinastia di origine nubiana i cui sovrani tentarono di riunificare l'Egitto sotto il loro scettro ma furono sconfitti prima dagli Assiri che avevano invaso l'Egitto e poi dal primo sovrano della XXVI dinastia.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 13:47:21 UTC</pubDate>
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         <title>IL PERIODO TARDO</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292421872</link>
         <description><![CDATA[<div>In seguito al periodo intermedio Menfi e la regione del Delta, diventarono l'obiettivo degli attacchi degli Assiri, finché Psammetico I, riunì il Medio ed il Basso Egitto sotto il suo potere, formando la XXVI dinastia e dando inizio al Periodo Tardo. In seguito estese il suo controllo a tutto l'Egitto. Iniziò poi XXX dinastia, che fu però l'ultima dinastia nativa dell’Egitto a regnare in quanto poi giunge il termine del periodo faraonico ed inizia quello greco (per comando di Alessandro Magno) , seguito da quello romano (imperatore Augusto) e via discorrendo.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 13:48:26 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>BIBLIOGRAFIA :</title>
         <author>gloriahaskocelaj</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292422259</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://nadiaponci.info/Nadia_Ponci/Casa_editrice_files/egizi.pdf">http://nadiaponci.info/Nadia_Ponci/Casa_editrice_files/egizi.pdf</a> <br><a href="http://www.lettere.uniroma1.it/sites/default/files/269/Schloegl%20l%27antico%20egitto.pdf">http://www.lettere.uniroma1.it/sites/default/files/269/Schloegl%20l%27antico%20egitto.pdf</a><br><a href="http://www.liceoclassicodettori.gov.it/UserFiles/File/Utenti/laurafois/Appunti%20di%20storia%20egizia.pdf">http://www.liceoclassicodettori.gov.it/UserFiles/File/Utenti/laurafois/Appunti%20di%20storia%20egizia.pdf</a><br> <a href="https://www.aton-ra.com/egitto/storia-egizia/51-datazioni/71-suddivisione-storia-egizia.html">https://www.aton-ra.com/egitto/storia-egizia/51-datazioni/71-suddivisione-storia-egizia.html</a><br>G. Cricco, F. Di Teodoro, <em>Il Cricco Di Teodoro - Itinerario nell'arte</em>, Bologna, Terza edizione, Zanichelli, 2012</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-13 13:52:31 UTC</pubDate>
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         <title>LA MUMMIFICAZIONE ED I VASI CANOPI</title>
         <author>isabel_02</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_cianfriglia/b9z77up9wcir/wish/292548569</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli egizi credevano fermamente nell’eternità e nella vita oltre la morte.</div><div>L’idea dell’aldilà per gli egizi è strettamente legata alla vita terrena, infatti essi credevano che il corpo per poter rinascere dovesse rimanere integro, ecco quindi il perché della mummificazione che, inoltre, simboleggiava il rito compiuto da Anubi sul cadavere di Osiride per renderlo immortale. Nel mito di Osiride, Anubi aiuta Iside a imbalsamare Osiride, ucciso dal fratello Seth poiché aveva messo incinta sua moglie Nefti. Così egli divenne patrono degli imbalsamatori.</div><div>Durante questa pratica alla salma erano rimossi gli organi interni, la cui presenza avrebbe potuto accelerare il processo di putrefazione. Venivano estratti: i polmoni, gli intestini, il fegato, lo stomaco ed il cervello che veniva rimosso dalla scatola cranica grazie ad uncini metallici inseriti attraverso le narici. L'unico organo che non veniva rimosso era il cuore che veniva considerato la sede dell'anima.</div><div>Gli organi venivano conservati all'interno di vasi chiamati <em>canopi</em>, denominati così a causa di Canopo, una città sul delta del Nilo in cui si lavorava l’alabastro. Questi contenitori avevano le fattezze dei quattro figli di Horus: </div><div>-Hamset (di forma umana), per il fegato; (Sud)</div><div>-Hapi (con la testa di babbuino), per i polmoni; (Nord)</div><div>-Kebehsenef o Qebehsenuf (con la testa di falco), per gli intestini; (Ovest)</div><div>-Duamutef (con la testa di sciacallo), per lo stomaco. (Est)</div><div>I vasi venivano deposti nella tomba durante i riti funebri e consegnati con il defunto alla nuova vita eterna. <br><br>(In basso i quattro vasi canopi)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-14 15:49:36 UTC</pubDate>
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