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      <title>Palermo: Città della Cultura by Giorgia Di Greg</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-08 12:01:34 UTC</pubDate>
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         <title>La Cappella Palatina</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>La Cappella Palatina sorge nel 1130 per volere di re Ruggero II D'Altavilla, primo re Normanno in Sicilia. Questa Cappella si trova all'interno del Palazzo dei Normanni. Nella parte esterna si può notare che le mura non sono quelle originarie ma sono state inglobate altre strutture. Entrando nella Cappella sembrerà di entrare in una comune Chiesa cristiana, ma se guardiamo attentamente, possiamo notare che si possono intravedere due chiese.<br>Troviamo vari stili poiché grazie alla politica di tolleranza di Ruggero, lavorarono insieme: bizantini, arabi e normanni.<br>possiamo ammirare tanti mosaici come quelli del pavimento che sono in stile arabo, arabe come le palmette stilizzate che troviamo nelle pareti. <br>mentre, i mosaici bizantini sono caratterizzati da due lastre di vetro e all'interno uno strato di oro. L'oro indica la parola di Dio perché ovviamente, si dona a Dio ciò che c'è di più prezioso.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 12:01:50 UTC</pubDate>
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         <title>Palazzo dei Normanni</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Il Palazzo dei Normanni sorge sopra un insediamento punico ubicato sotto le sale del Duca di Montalto.<br> Durante la dominazione araba viene edificato il primo corpo del palazzo il ‘<em>Qasr’</em>, termine che sta a indicare una fortificazione dai prioritari compiti militari. Con l’arrivo dei Normanni a Palermo ebbero inizio i lavori di ricostruzione ed ampliamento che avrebbero condotto nel 1130 alla trasformazione della fortezza in Palazzo Reale e centro nevralgico del potere. In tale contesto le corti di Ruggero II, di Guglielmo I e di Guglielmo II riuscirono a far convivere e contaminare culture diverse tra loro.<br> Dopo un periodo di oblio il Palazzo Reale riacquista il proprio prestigio nella seconda fase del XVI secolo per merito dei viceré spagnoli. Vennero realizzati nuovi elementi architettonici sia di stampo militare sia di rappresentanza.<br> I Borboni di Sicilia ristrutturarono il Palazzo Reale, commissionando pure le nuove decorazioni della Sala d’Ercole, ambiente utilizzato oggi per le riunioni dell’Assemblea Regionale Siciliana.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 12:12:08 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa della Martorana</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>La Chiesa della Martorana è tra le più affascinanti chiese bizantine che esistono in Sicilia risalente al Medioevo. In Italia testimonia la presenza della cultura religiosa e artistica ortodossa. Furono gli albanesi che si rifugiarono in Sicilia che apportarono questo culto che ha lasciato notevoli tracce nella pittura delle icone, nel rito religioso, nella lingua e nei costumi tradizionali delle colonie albanesi della provincia di Palermo.<br>Questa comunità appartiene oggi alla Chiesa Cattolica ma segue il rito e le tradizioni della Chiesa Orientale Ortodossa. La bellezza di questa chiesa sta anche nella molteplicità di stili che racchiude, poiché di secolo in secolo è stata arricchita da diversi dettagli artistici, architettonici e culturali. Oggi la Chiesa della Martorana è una Chiesa-Monumento, da ammirare e visitare nelle sue molteplici facce e bellezze.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 12:55:15 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Giovanni degli Eremiti</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti fu costruita in epoca normanna, tra il 1130 e il 1148, sotto il regno di Ruggero II, ma restaurata nel 1882 da Giuseppe Patricolo. Il modulo costruttivo interno della chiesa è dato da una struttura cubica sormontata da una cupola. Tale modulo si ripete cinque volte: due nelle campate dell’unica navata, tre nel transetto. L’accostamento del quadrato, che rappresenta la terra, al cerchio, che rappresenta il cielo, ricorre sia nella cultura islamica fatimita sia in quella bizantina. La navata centrale è suddivisa trasversalmente da un arco ogivale uguale all’altro che limita anteriormente il transetto. Questo ha tre absidi semicircolari delle quali solo la centrale si pronunzia all’esterno oltre la struttura del muro. Annesso alla chiesa, vi è il Chiostro, di datazione problematica, verosimilmente del XIII secolo. Esso si presenta di forma rettangolare, con gli archi a sesto acuto su colonnine binate.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 13:10:02 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Cataldo</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>La Chiesa di San Cataldo fu costruita nel 1154 sotto il regno di Guglielmo I. All'interno ha tre navate divise da colonne con capitelli che sorreggono le arcate acute. Il pavimento a tarsie policrome in marmo e porfido e l'altare in cui sono incisi una croce e il simbolo degli evangelisti sono splendidi. La Chiesa è sconsacrata al culto.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 08:26:53 UTC</pubDate>
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         <title>Piazza pretoria</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Il nome reale è Fontana Pretoria, ma i siciliani la chiamano ‘Fontana della Vergogna’ a causa della nudità delle statue che la compongono. Venne realizzata nel 1554 da Francesco Camillani a Firenze, venne poi trasferita nel 1581 in Piazza Pretoria a Palermo. Si racconta del nobile spagnolo Don Luigi Toledo che decise di abbellire il giardino della sua Villa a Firenze con una monumentale fontana. Questa incantevole piazza è stata ritenuta dagli abitanti della città come il simbolo della <em>corruzione </em>e del <em>malcostume,</em> tanto che si narra che furono addirittura le suore di clausura del convento antistante a procurare danneggiamenti alle statue privandole degli organi genitali considerati sconvenienti.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 08:27:06 UTC</pubDate>
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         <title>I quattro Canti</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>I “Quattro Canti” sono situati a piazza Vigliena.<br>Si tratta di quattro prospetti architettonici che si elevano dalle facciate convesse di bei palazzi secenteschi, delimitando lo spazio dell’incrocio. Realizzati tra il 1609 e il 1620 presentano un’articolazione su più livelli, con una decorazione basata sull’uso di ordini architettonici sovrapposti  e di inserimenti figurativi.Le decorazioni della facciata si presentano così suddivise: sul piano inferiore si trovano delle fontane<strong> </strong>che rappresentano i fiumi della città antica sopra le quali troviamo le allegorie dalle<strong> </strong>quattro stagioni <strong> </strong>l’ordine successivo ospita le statue reali<strong> </strong>di Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV; infine, nell’ordine più alto, le quattro<strong> </strong>sante palermitane, Agata, Ninfa, Oliva e Cristina. Nella parte più alta svettano degli stemmi reali<strong> </strong>di marmo bianco. </blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 08:27:16 UTC</pubDate>
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         <title>Cattedrale</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>La Cattedrale di Palermo fu costruita nel 1184 per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio, in onore della Vergine Assunta in cielo.<br>A seguito dell’avvicendarsi degli attori della scena politica di Palermo cambiano le tradizioni, le credenze religiose, la mentalità.<br>Pertanto diversi stili architettonici confluirono tutti nella struttura della cattedrale, con la predominanza dello stile proprio del XII secolo: quello normanno.<br>La maggior parte delle modifiche e delle aggiunte risalgono al XVIII secolo:<br>La pianta della chiesa diventa, ad esempio, a croce latina;<br>L’interno viene ricondotto al modello neoclassico;<br>Viene edificata una cupola nell’intersezione dei bracci laterali con la navata centrale.<br>Successivamente, si decise, invece, di cambiare l’identità della chiesa attraverso la creazione della cupola:<br>L’intervento fu progettato da Ferdinando Fuga fra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento e diverge con lo stile precedente della chiesa.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 08:51:38 UTC</pubDate>
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         <title>Villa Bonanno</title>
         <author>minolfochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>Villa Bonanno fu voluta,agli inizi del'900,dall'allora sindaco della città Pietro Bonanno.<br>La villa è caratterizzata dalle rigogliose palme che ne adornano il giardino nel quale è possibile anche ammirare  statue e busti di palermitani illustri e  la fontana con il monumento dedicato a Filippo V.</div><div>Alla fine del 1800 sono venuti alla luce i resti di due costruzioni romane appartenute a famiglie patrizie databili tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C. .<br>L'edificio A, in cui sono stati rinvenuti mosaici di raro pregio tra i quali :"Orfeo cantore tra le fiere","Mosaico delle stagioni" e il mosaico raffigurante il dio Nettuno trionfante, conservati presso il Museo archeologico Antonio<a href="http://palermodamare.blogspot.com/2010/04/museo-archeologico-asalinas.html"> </a>Salinas,si articola in due nuclei  quello "abitativo" con peristilio, e quello di carattere termale.  L'edificio B è una lussuosa dimora con peristilio su cui si aprivano le stanze di rappresentanza; nell'esedra spicca il pavimento a mosaico con la "caccia di Alessandro Magno".</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 11:10:49 UTC</pubDate>
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         <title>Porta Nuova</title>
         <author>minolfochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' la Porta più monumentale della città: eretta a fianco del Palazzo Reale, prospetta con la fastosa mole da un lato sul corso Vittorio Emanuele, dall'altro sul corso Calatafimi. Venne edificata dal Senato di Palermo negli anni 1569-70 nel sito di una pre-esistente Porta dell'Aquila, allo scopo di dare uno scenografico termine alla strada più importante della città. Quasi completamente distrutto da una esplosione nel 1667 venne ricostruito nei due anni successivi sotto la direzione di Gaspare Guercio, architetto del Senato che fu anche l'autore di tutte le sculture.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 11:17:50 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa della Madonna dei Rimedi</title>
         <author>minolfochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>La chiesa è stata costruita a partire dal 1611 e dopo varie vicissitudini è stata restaurata nel 1947.</div><div>La chiesa è stata trasformata in magazzino, in stalla, in caserma e finalmente per opera del Cardinale Ruffini, negli anni cinquanta, è stata riaperta al culto ed affidata ai Padri Carmelitani Teresiani che nel lontano seicento l'avevano fondata.</div><div>Il Cardinale Ruffini, prima di morire, ha espresso particolare desiderio di essere tumulato in questa chiesa.<br>Negli anni quaranta la chiesa era completamente vuota, senza arredi e altari, resisteva solamente un affresco in una cappella laterale che ci presentava un episodio della "vita di Sant'Anna". Quindi gli arredi  sono tutti moderni  e rifatti a cominciare dagli anni cinquanta.</div><div>La chiesa era stata costruita nel posto dove si trovava una chiesetta bizantina dedicata alla "Madonna dei Rimedi", allora, quando si cercò un nome per la chiesa divenuta Santuario venne subito in soccorso l'antico nome e si chiamò: Santuario della "Madonna dei Rimedi".</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 11:24:39 UTC</pubDate>
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         <title>Il Cassaro</title>
         <author>giodigreg788</author>
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         <description><![CDATA[<div>La strada più antica di Palermo è l’antica via detta “Cassaro” che oggi si chiama Corso Vittorio Emanuele II<strong>. </strong><br>Il “Cassaro”, subito dopo la conquista di Palermo nel 803, rappresentava la strada di collegamento tra il palazzo dei sovrani che era posto nella parte più alta e il mare, da ovest ad est, intersecata a spina di pesce da altre secondarie vie, inizialmente era più corta, fino con l’allungarsi nella seconda metà del cinquecento. Lunga poco più di un chilometro e mezzo, in essa ci si trova in un concentrato di architettura urbana: palazzi aristocratici, chiese, monasteri e conventi, alberghi, piazze e logge. <br>Cuore di questa arteria, resta dal 1600, i Quattro Canti, posta nel centro perfetto di quella che era all’epoca, la città dentro le mura, intersecandosi con la barocca via Maqueda che fu aperta proprio in quell’anno. Nel pomposo linguaggio secentesco, quest’apparato era definito “Teatro del sole” poiché in ogni ora della giornata il sole lo colpisce sempre in uno dei quattro cantoni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 11:30:32 UTC</pubDate>
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