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      <title>Learning Diary di Maria Grazia Fonti by Grazia Fonti</title>
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      <description>mooc &quot;Strategie di valutazione e insegnamento per la classe digitale&quot; </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-06 19:34:21 UTC</pubDate>
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         <title>Il primo post</title>
         <author>magraz57</author>
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         <description><![CDATA[<div>6 febbraio 2017</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:43:17 UTC</pubDate>
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         <title>Primo compito</title>
         <author>magraz57</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riflessioni dopo aver visto il Prezi<br><strong>1° compito</strong></div><div>Leggendo la slide sulla “Definizione di un professionista riflessivo (Charlot-Bautier)” contenuta nel prezi…osissimo prezi, mi sono resa conto che numerosi punti sono assolutamente disattesi da parte di molti colleghi. Noto infatti, proporzionalmente al mio procedere nell’esplorazione del carattere innovativo che la scuola italiana vuole fare proprio attraverso il legislatore, che vi è uno scollamento notevole tra la percezione e la consapevolezza del singolo insegnante delle aspirazioni e degli indispensabili cambiamenti che vengono auspicati o addirittura prescritti, e il suo proprio modo di vivere la scuola, di stare in classe, di relazionarsi ai colleghi e al personale della scuola, perfino di disporre gli arredi scolastici o usare gli spazi e i tempi.</div><div>Come se fossero due mondi diversi che si sfiorano senza mai integrarsi, senza neanche riconoscersi. Per avviare un discorso di reale cambiamento è necessario che le parti coinvolte ne sentano le necessità, sappiano riconoscere le problematicità, individuare le criticità, e, soprattutto avere voglia di impegnarsi a fondo per contribuire da “protagonisti”. Credo che il primo punto dal quale ripartire dovrebbe essere una obbligatoria lettura critica  e condivisa della 107, del PNSD, del PNFD… Se non sanno dove andare, non andranno mai da nessuna parte. E’ il primo passo per portare tutto il corpo docente ad una reale “riflessione”, sui bisogni della scuola e sul loro operato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:44:32 UTC</pubDate>
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         <title>Secondo compito</title>
         <author>magraz57</author>
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         <description><![CDATA[<div>I MIEI ALBERELLI</div><div>Vorrei che i semi gettati in cinque anni di vita spesa per buona parte insieme, germogliassero nelle coscienze dei miei bambini, guidandoli a sviluppare solide radici, alimentate da valori universali come l’amore per la pace ed i rispetto verso se stessi, gli altri e la natura; da cui s’innalzasse un tronco robusto fatto di saperi ineludibili e capacità di continuare ad apprendere per sempre; da cui spuntassero rami capaci di resistere flessibili alle tempeste dei tempi che vivranno senza spezzarsi, con un’etica ed una capacità critica che eviteranno di inclinarsi là dove non c’è sole; rami ricchi di foglie e fiori, in osmosi con l’ambiente, capaci di dare e di ricevere, perché il senso di scambio nel saper collaborare e partecipare è l’unica garanzia di crescita per l’intero bosco; e frutti… frutti che contengono quegli stessi semi che sono stati gettati in loro e che renderanno loro stessi educatori, quanto meno come di genitori, moltiplicando come in un frattale l’intenzione di chi cominciò la semina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:45:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>magraz57</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-02-06 19:49:42 UTC</pubDate>
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         <title>STRATEGIE</title>
         <author>magraz57</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div><strong>Don McDowell</strong> (2009) parla di <strong><em>Intelligenza strategica</em></strong>, in un libro non scritto <em>in primis</em> per la scuola e gli insegnanti.</div><div>Come funziona la mente di una persona strategicamente intelligente?</div><div>1.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Sa chiaramente quale <strong>obiettivo</strong> vuole raggiungere.</div><div>2.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Sa bene perché lo vuole (o lo deve) raggiungere.</div><div>3.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Conosce bene le <strong>risorse</strong>, umane e materiali, di cui dispone.</div><div>4.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Sa pianificare una <strong>sequenza di azioni</strong> che lo possono condurre a conseguire il proprio obiettivo (progetto).</div><div>5.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Sa <strong>gestire il processo</strong> della realizzazione del proprio piano.</div><div>6.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Sa quali <strong>strumenti di monitoraggio</strong> attivare per assicurarsi che i lavori procedano nella giusta direzione.</div><div>7.&nbsp; &nbsp; &nbsp;Sa quali <strong>strumenti di valutazione</strong> utilizzare alla fine per valutare se l'obiettivo è stato raggiunto, e, nel caso l'obiettivo non sia stato raggiunto, per comprendere quali errori abbiano causato l'insuccesso, parziale o totale.</div><div>Detto ciò, come docente inizio subito a mettermi una mano sulla coscienza: posso davvero dire di ragionare e lavorare così con i miei studenti?<br>&nbsp;Ma il punto essenziale non è solo questo.<br>&nbsp;Il punto davvero importante è che occorre <strong>ribaltare tutto questo sugli studenti</strong>.<br> Perché debbo sforzarmi di pensare e lavorare come un <strong>insegnante strategico</strong>?<br> Perché voglio che i miei studenti, osservando me e modellando il loro modo di fare sul mio, <strong>imparino loro stessi ad essere strategici</strong>. Potenziare la propria intelligenza strategica è un requisito fondamentale per cavarsela con successo nel mondo di oggi.</div><div>Se condivido questo ragionamento, vuol dire che, arrivato al bivio "Cognitivismo-Costruttivismo", la svolta decisiva nello sviluppo storico delle teorie sull'apprendimento negli anni '80 del secolo scorso:</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;ho svoltato per la strada del costruttivismo;</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;interpreto il mio ruolo di docente nei termini di un facilitatore/<em>coach</em> (allenatore) piuttosto che di un magnifico capitano;</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;mi interessa "lanciare" i miei studenti come persone capaci di gestire il proprio apprendimento in maniera autoregolata (Costa &amp; Kallick, 2004).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-20 18:40:31 UTC</pubDate>
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         <title>COMPETENZE PER L&#39;APPRENDIMENTO PERMANENTE</title>
         <author>magraz57</author>
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         <pubDate>2017-02-20 18:43:38 UTC</pubDate>
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         <title>HOOK&amp;HOLD</title>
         <author>magraz57</author>
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         <title>ZONE DI SVILUPPO PROSSIME</title>
         <author>magraz57</author>
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         <pubDate>2017-02-20 18:46:40 UTC</pubDate>
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         <title>TERZO COMPITO</title>
         <author>magraz57</author>
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         <description><![CDATA[<div>La mia scheda per le competenze chiave</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-20 18:48:51 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di affrontare il terzo compito...</title>
         <author>magraz57</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Un compito non semplice: “Il mio sogno dentro i sogni dell’Europa</strong>”</div><div> </div><div>In fondo, ogni alunno delle mie classi è il mio studente ideale, se riesco a farlo diventare. In ogni alunno cerco di discernere il già e il non ancora, quello che è realtà e quello che è sogno, speranza. <a href="http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/poesia_diversa.htm"><strong><em>Ciascuno cresce solo se sognato</em></strong></a>, recita la famosa poesia di Danilo Dolci. <strong>Zone di sviluppo prossimo</strong>, la definisce in maniera assolutamente scientifica Lev Semënovič Vygotskij.</div><div>Poesia o scienza che sia, certo è che la categoria del sogno è fondamentale per comprendere che cosa sorregge e alimenta la complessa impalcatura della <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32006H0962"><em>RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente</em></a>.</div><div> </div><div><em>Fai copia e incolla su una tabella di Excel o un file di Word di quello che potrebbe diventare il tuo piccolo libro dei sogni, la mia risposta alla domanda “</em><strong><em>Qual è il mio allievo ideale?</em></strong><em>” detta però con le parole dell’Unione Europea.</em></div><div><em>Si tratta di uno sforzo da fare una volta per tutte. Io l’ho fatto e la trovo davvero fatica ben spesa. Ogni anno inserisco la mia tabella nei miei piani di lavoro, e questo mi dà la sensazione di avere le spalle coperte quando mi butto a sperimentare attività nuove con o senza le TIC, perché posso dimostrare che quello che propongo ai ragazzi di fare non è un pallino personale, ma ha una giustificazione molto più ricca ed ampia, ufficialmente accreditata dal MIUR a partire dal Decreto Ministeriale n. 139 del 22 agosto 2007 sul nuovo obbligo di istruzione, fino alla Circolare Ministeriale n. 3 del 13 febbraio 2015 contenente le Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-20 18:54:18 UTC</pubDate>
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         <title>Scheda di lavoro  4.1</title>
         <author>magraz57</author>
         <link>https://padlet.com/magraz57/b8i7v5ek5h40/wish/155267427</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-02-21 19:06:19 UTC</pubDate>
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