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      <title>Perché leggere Il simposio nel 2021?  by </title>
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      <description>dialogo filosofico fra gruppi di studenti (3 H-I-T)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-08 09:14:00 UTC</pubDate>
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         <title>Amedei Francesca, Arvisti Agnese, Borsari Benedetta, Baroncini Michele, Bulf Laura, Foraboschi Emma, Leoni Gabriele, Moretta Jonas</title>
         <author>emmaforaboschi</author>
         <link>https://padlet.com/fedmontevecchi/b7xrp6tvweokzfoj/wish/1565834661</link>
         <description><![CDATA[<div>L’epoca odierna è caratterizzata da innumerevoli dibattiti, su questioni svariate. Di tutte queste tematiche ve ne sono molte che si riferiscono a temi puramente attuali e funzionali a risolvere problemi con i quali solo la popolazione del ventunesimo secolo ha a che fare. Altri temi invece per millenni hanno conservato la loro importanza e incisività nel corso di tutte le epoche. Non a caso la filosofia, che è la ricerca dei principi primi, non viene considerata obsoleta, in quanto vi sono stati innumerevoli interrogativi che hanno a che vedere con l’esistenza dell’uomo a cui non ha mai trovato una risposta. Proprio fra queste riflessioni vi è quella sull’amore. Leggere il Simposio nel 2021 non significa necessariamente venire costretti dal proprio docente. Potrebbe servire una spinta iniziale, grazie alla quale dopo aver sfogliato le prime pagine ci si rende conto che questa lettura non è un obbligo, bensì un piacere. Questo infatti perché le questioni affrontate risultano attuali.&nbsp;</div><div>Ciò nonostante l’amore descritto è diverso dalla nostra idea di esso, influenzata dalla società contemporanea. Nel <em>Mito dell’Androgino</em> Aristofane dichiara come l’unione tra maschi sia il più nobile tipo d’amore, e come il matrimonio e la riproduzione siano obblighi esclusivamente legali. Ciò è lontano dalla situazione attuale, caratterizzata da discriminazioni verso le unioni dello stesso sesso. L’uomo veniva infatti ritenuto l’essere razionale, al contrario della donna, che veniva vista come essere passionale. Di conseguenza l’amore tra uomini, che era considerato amore puro, permetteva uno scambio di conoscenze che andava ad elevare l’animo dell’amante e dell’amato.</div><div>Percorrendo quindi la storia dell’amore, con certezza si può affermare che la percezione di esso è cambiata durante i secoli ed è stata influenzata dalla società. E’ solo questa ad essere mutata o lo è anche l’amore in senso proprio? Percezione dell’amore e amore sono la stessa cosa? E’ evidente che percezione e amore non coincidono e, anzi, differiscono l’uno dall’altro. Infatti non è la società a decretare cosa sia amore e cosa non lo sia. La società può però mutare il comportamento dell’individuo rispetto ad esso.</div><div>A questo punto si affaccia un altro dubbio: l’amore è influenzato dal contesto storico in cui vivono gli uomini, oppure è una virtù che non trascende da nulla rimanendo invariato nei secoli? Può la percezione di questo influenzare il modo in cui l’amore viene vissuto o può la percezione di questo cambiare l’amore in senso assoluto?&nbsp;</div><div>L’amore nel Simposio, come dicono le parole di Diotima, riferite da Socrate, è il desiderio dell’uomo alla partecipazione dell’immortalità e dell’eternità. Il fatto che l’amore sia imperituro è attestato dalla credenza greca, secondo la quale era visto come un dio: Eros. Provando amore c’è quindi un tentativo da parte dell’uomo di avvicinarsi a quella che è la dimensione divina, universale e perciò eterna. L’amore stesso è eterno, dunque immutabile. Viene quindi stabilita una continuità tra noi e Platone, ragione per cui il Simposio viene letto e ancora oggi:</div><div><em>‘In realtà, ciò che deve guidare tutta la vita degli uomini destinati a vivere in modo bello è qualcosa che non sono in grado di inculcarci, con una tale bellezza, né la parentela, né gli onori, né la ricchezza, né qualcos’altro, se non l’amore.’</em> Come illustra Fedro l’amore è quel principio che guida la vita degli uomini, è l’esperienza che mira a ciò che è bello e buono. Questa esperienza consiste in un’indagine, caratterizzata da un continuo scambio di conoscenze, che permette all’uomo di elevarsi, poiché egli tenderà a un sapere sempre superiore. Di conseguenza gli uomini vivranno la loro vita in funzione di questa ricerca, ragione per cui Fedro definisce l’amore il bene maggiore. Leggere il Simposio permette quindi di avere consapevolezza dell’importanza di questo sentimento. Il testo insegna a trovare l’amore in ogni piccola cosa, insegna a rispettarlo e talvolta a temerlo.&nbsp;</div><div>Perché leggere il Simposio nel 2021? La riflessione sull’amore conserverà sempre la sua attualità e il Simposio è il testo che per eccellenza attesta questa sua caratteristica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-27 16:39:59 UTC</pubDate>
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         <title>Bianca Maria Benuzzi, Giorgia Zattoni, Guido Freccero, Giada Ungarelli, Federico Sciascia, Sara Frascari, Artiom Nesteruk, Filippo Zagnoli, Lorenzo Goldone</title>
         <author>giorgiazattoni</author>
         <link>https://padlet.com/fedmontevecchi/b7xrp6tvweokzfoj/wish/1566139389</link>
         <description><![CDATA[<div>L’amore è uno dei temi maggiormente esplorati dall’antichità ad oggi. Platone, uno dei punti di riferimento del mondo antico, gli ha dedicato un intero dialogo: il Simposio, nel quale discutono su questo importante e complesso argomento uomini di spicco del suo tempo. È utile leggerlo perché è uno strumento che permette di comparare l’odierna visione di Eros con quella antica e riflettere sulle loro differenze ed analogie. Esse sono presenti anche all’interno della stessa cultura greca e le diverse interpretazioni del Dio dell’Amore che danno i protagonisti, tutti appartenenti ad ambiti sociali distinti, sono la prova delle infinite forme che l’amore può acquisire. Queste diverse definizioni presentano un punto in comune: l’amore è visto come una forza, considerata da tutti di per sé né brutta né bella, ma valutata in uno o nell’altro modo attraverso i gesti delle persone in cui si manifesta.</div><div><br></div><div><br></div><div>Non è sempre facile distinguere l’amore buono dall'amore cattivo. Molto spesso si pensa che esista una sola forma di amore, giustificando anche azioni non giuste in nome di Eros; a tal proposito Fedro, nel Simposio, afferma: “Se qualcuno, difatti, allo scopo di ottenere denaro da altri, o di esercitare una magistratura, o qualche altro potere, si inducesse a compiere quelle cose appunto che gli amanti fanno per i loro fanciulli, [...] troverebbe un impedimento a comportarsi in questo modo sia negli amici sia nei nemici, poiché questi gli rimproverebbero le sue adulazioni e il suo servilismo, e quelli lo ammetterebbero e si vergognerebbero di lui. All’amante che faccia queste cose, invece, si guarda con benevolenza, e dalla legge gli è concesso di compierle senza incorrere nel biasimo, come se realizzasse un’opera bellissima.” (Simposio, 183, G. Colli)</div><div><br></div><div>Per potere esercitare positivamente questa forza, essa va rivolta in primo luogo nei propri confronti, per poi essere in grado di condividerla, insieme ai suoi benefici, con gli altri. L’amore verso se stessi e la cura di sé sono un argomento di grande spessore per i greci. È stato affrontato dai pitagorici, con il loro kalos kagathos, da Aristotele nell’Etica Nicomachea, dove distingue l’egoismo buono dall’egoismo cattivo, e perfino dagli epicurei e stoici, la cui filosofia è basata sulla ricerca del benessere. Nel simposio Socrate, riportando il dialogo di Diotima, afferma che la vita è degna d'essere vissuta da un uomo che contempli il bello in se stesso. Nel XXI secolo il rapporto con se stessi è cambiato: la società consumista spinge l’individuo a cercare la felicità e il benessere al di fuori di sé in beni materiali e non nel proprio io. Ciò suscita nella persona un incessante senso di vuoto che viene temporaneamente colmato da futilità, impedendo di raggiungere l’equilibrio interiore come sostenuto in particolare da Epicuro nella Lettera a Meneceo. Proprio questa mancanza di equilibrio provoca una perdita di temperanza e ciò causa due situazioni opposte: o ci si arrende al vuoto, autocommiserandosi e sminuendosi, o lo si tenta in ogni modo di colmare, sviluppando un bisogno costante di essere produttivi. Da questo punto di vista la pandemia, costringendo le persone a fermarsi, ha offerto la possibilità di concentrarsi su se stessi; il discorso di Socrate nel Simposio, in questo senso, fornisce uno spunto su cui riflettere.</div><div><br></div><div>L’amore è una forza talmente potente che non solo dovrebbe guidare la vita privata dei singoli individui, ma tutte le loro attività, affinché esse siano rivolte alla bellezza, così come afferma Erissimaco all’interno del dialogo. L’Eros spinge gli umani a fare le azioni migliori; tutto è scatenato dall’amore che si cela in ogni cosa. Non sono il denaro o la fama che rendono una persona migliore, come si pensa nell’odierna società, ma l’amore per ciò che si vuole fare, anche se spesso esso, come affermato da Diotima nel dialogo che Socrate riporta, non viene considerato tale. Ma l’amore è proprio la vera motivazione che permette di portare a termine un obiettivo: "Se dunque si offrisse un mezzo per formare una città o un esercito, di amanti e di amati, non sarebbe possibile che governassero la loro città in modo migliore, che per l’appunto astenendosi da tutte le cose vergognose e gareggiando tra loro nel desiderio di stima; e uomini siffatti, combattendo gli uni accanto agli altri, vinceranno 一 pur essendo pochi 一 per così dire tutta l’umanità.” Fedro (Simposio, 178e, G. Colli) Spinti dalla volontà di difendere la possibilità di amare, ci sono, ad esempio, i membri della comunità LGBTQ+ che portano avanti molte lotte da ormai diversi decenni. Proprio in questi mesi si è riacceso in Italia il dibattito sull’approvazione del DDL Zan, che ha, tra gli altri, l’obiettivo di contrastare l’omobitranslesbofobia, problema che persiste da molto: basta pensare che molte persone usano il termine “gay” come offesa, considerando questo orientamento sessuale una debolezza. Tuttavia, l’amore omosessuale, in particolare tra due uomini, non da sempre è visto sotto questa luce negativa, anzi nell’antica Grecia veniva considerato l’amore nobile, poichè portava ad un arrichimento della propria conoscenza. Platone illustra proprio questo in uno dei suoi miti, inventati ex novo, che fa dire ad Aristofane. L’amore eterossessuale, al contrario, aveva solo il fine necessario di procreare. Il ruolo attribuito alla donna era infatti solo quello di partorire. (Questa concezione si è portata avanti nel corso dei secoli fino all’avvento dei primi movimenti femministi, che hanno posto l’attenzione sul problema della parità di genere, purtroppo ancora irrisolto.) “E di questo c’è una prova importante: giunti alla maturità, infatti, soltanto gli uomini di tale natura si dimostrano adatti alla politica. Quando sono diventati uomini, inoltre, amano i fanciulli, e non si interessano del matrimonio e della procreazione dei figli, per loro natura, ma vi sono costretti dalla legge”, come afferma Aristofane. (Simposio, 192, G. Colli) Questo passo del dialogo dimostra chiaramente come la concezione dell’amore omosessuale sia cambiata radicalmente. Per molto tempo queste persone sono state considerate “strane” o “malate” dalla società, mentre nel mondo greco era esattamente l’idea di “normalità”. Platone stesso, ad esempio, sebbene fosse sposato, aveva molti pais, e non era un segreto.&nbsp;</div><div><br></div><div>L’amore è una forza che non solo può essere rivolta ad una persona, ma anche a tutto ciò che ci circonda. Francesco d’Assisi, ad esempio, nel Cantico delle creature, loda la natura, considerata da lui e dal cristianesimo, la più grande espressione dell’amore di Dio. Proprio l’amore per le cose porta ad avere cura di esse e, così come San Francesco celebra e onora il creato, allo stesso modo le persone dovrebbero imparare a rispettare il mondo che le circonda senza abusare delle sue risorse. Il cambiamento climatico è un grande problema odierno, causato proprio dalla noncuranza per la Terra, sfruttata senza preoccupazioni per le conseguenze. Accecati dalla fame di denaro e potere, gli esseri umani stanno tagliando alberi, inquinando mari e l’atmosfera, e questa mancanza di rispetto si riflette anche nei loro rapporti: quanti conflitti e guerre i popoli hanno combattuto e combattono tra loro, quante persone ancora vivono nella povertà senza essere aiutate e quante sono sfruttate disumanamente. Al giorno d’oggi molti si piegano solo alla ricchezza, ma dovrebbero imparare ad agire secondo l’amore verso sé stessi, verso gli altri e verso tutto ciò che ci circonda e ci permette di vivere.</div><div><br></div><div>Per questi motivi, la lettura del Simposio, strumento di confronto, porta a riflettere sia sul progresso sia sul regresso della visione di Eros e di tutte le sue sfumature nel corso dei millenni. In questa riflessione, che porta a mettere in discussione la propria concezione dell’amore, si ritrova il senso stessa della filosofia, quello della ricerca continua.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-27 17:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Biondi Giorgia, Bonafè Giovanni, Di Piazza Matilde, Duca Giulia, Esposito Anna, Hahn Emiko, Pirani Rebecca, Tiesi Elisa Sofia</title>
         <author>giorgiabiondi</author>
         <link>https://padlet.com/fedmontevecchi/b7xrp6tvweokzfoj/wish/1566154183</link>
         <description><![CDATA[<div><br><em>“Nell’uso corrente, amore non sensuale, che esclude rapporti sessuali e si appaga dell’unione spirituale con la persona amata.”</em>&nbsp;</div><div>Tale è la definizione di <em>amore platonico</em>, riportata nell’enciclopedia Treccani,&nbsp; usata comunemente al giorno d’oggi.</div><div>Ma cosa intendeva realmente il filosofo con il termine <em>eros</em>?&nbsp;</div><div>Leggendo il Simposio, il dialogo platonico per eccellenza dedicato all’amore, si comprende la sua concezione di questo sentimento, considerato da lui il più nobile.&nbsp;</div><div>Le due dimensioni, fisica e passionale, non sono escluse; la prima è propedeutica a quella intellettuale e la seconda, intesa come passione positiva, è imprescindibile fino all’apice dell’esperienza erotica.&nbsp; Nel corso della lettura del Simposio vengono distinte dal filosofo due concezioni antitetiche dell’<em>eros</em>: uno volgare e uno celeste. Il primo, tra uomo e donna, ha uno scopo prettamente materiale, il secondo instaura una relazione, tra due uomini, per cui uno diventa complementare dell’altro, elevandosi a vicenda passionalmente e intellettualmente.</div><div><br></div><div>La parola <em>simposio</em> si compone dalle parole <em>syn</em> “con” e <em>posis </em>“bevanda”. Identifica la pratica conviviale che seguiva il banchetto, in cui i commensali bevevano secondo le prescrizioni del simposiarca (che oggi potrebbe essere definito un moderatore), facendo girare la coppa del vino a turno e affrontando e confrontandosi, attraverso un ordine preciso, su temi di natura filosofica e morale. Se scritto con la lettera maiuscola si intende proprio il <em>Simposio</em> di Platone, un lungo dialogo in cui è trattato il tema di Amore. Il contesto del Simposio è un banchetto in casa del tragediografo ateniese Agatone, nel quale politici, filosofi e intellettuali parlano di Eros. A proporre l'argomento è il medico Erissimaco, affermando che Eros, dio dell’amore, è considerato uno dei più importanti, nonostante sia trascurato dai poeti. Il tema viene esaminato approfonditamente: come divinità, come sentimento e come mito.&nbsp;</div><div><br></div><div>In quanto avvenimento sociale, il simposio si&nbsp; presenta come la messa in atto della volontà di Agatone di confrontarsi con altri intellettuali. Questi ultimi ne prendono parte per soddisfare il desiderio connaturato in ogni uomo di dialogare nel senso etimologico del termine. Ciò che distingue l’uomo odierno dai protagonisti del Simposio non è il desiderio di conoscenza, che è intrinseco nella natura umana, bensì il contesto storico in cui vive. Al giorno d’oggi, il progresso scientifico e il conseguente approfondimento di ogni ambito hanno contribuito ad aumentare la conoscenza specifica di ognuno, accentuando tuttavia la settorializzazione del sapere, che non rappresenta più un’unica materia da trattare. È inoltre da considerare il fatto che ora la conoscenza ha uno scopo quasi sussistenziale per molti, che si trovano a sfruttarla solamente per il proprio mestiere, a sua volta funzionale al sostentamento. Le derive capitalistiche contemporanee hanno svolto la funzione di catalizzatori nel processo che ha trasformato il sapere in qualcosa che serve (è servo) a qualcos’altro. Il sapere diventa quindi un bene materiale, scambiabile con ciò che è necessario per il sostentamento (il sapere è necessario per qualificarsi se si vuole lavorare), o un ambito in cui competere (si tiene segreto il brevetto del vaccino contro il COVID-19 per averne l’esclusiva, guadagnandoci così denaro e venerazione mediatica). L’esempio benefico del Simposio sta quindi nel confrontarsi dialetticamente, per il piacere stesso di farlo, senza trarne alcun vantaggio materiale. Nella dimensione ricreativa della festa, la riflessione assume il ruolo di attività ludica principale, di fattore principale del diletto, in quanto prerogativa esclusiva dell’essere umano. Riflettere è quindi ciò che permette agli individui di raggiungere l’entelechia (ἐντελέχεια), nel senso aristotelico del termine, e di conseguenza ciò che porta loro il piacere maggiore. <em>”La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”</em> cit. Hans Georg Gadamer. La citazione di questo grande filosofo tedesco del Novecento sintetizza perfettamente ciò che accade nel Simposio, dove il pensiero di ognuno è accresciuto dalle considerazioni raggiunte ascoltando quello altrui. Il dialogo dialettico ha quindi l’effetto maieutico che, secondo le testimonianze di Platone, Socrate gli attribuisce. Dialogare rappresenta il mezzo attraverso il quale si eleva il pensiero, avvicinandosi così all’entelechia. Dunque il Simposio offre il buon esempio di un incontro, più intellettuale che fisico, in cui si riflette insieme, più per diletto (quello di portare a compimento la propria specificità) che per altri scopi.</div><div><br></div><div>La riflessione che si sviluppa durante il banchetto non è tuttavia destinata a concludersi con una definizione universale dell’<em>eros</em>. Ciò viene anticipato anche nel discorso di Pausania, nella frase riportata di seguito. <em>“Non si può affermare nettamente - come si è detto da principio - che, considerata in se stessa, la cosa sia né bella né brutta, ma sarà bella, se compiuta in modo bello, e brutta, invece, se compiuta in modo brutto.”</em> Spesso l’amore viene erroneamente generalizzato come sentimento che porta l’uomo alla felicità. In realtà ogni individuo lo percepisce a suo modo. Esso può perciò assumere una forma completamente positiva, in grado di elevare l’anima o, al contrario, può trasformarsi in una forza distruttiva. Dimostrazione di ciò si trova nella letteratura, ad esempio nella contrapposizione tra la visione petrarchesca dell’amore, valutato molto negativamente dal poeta in quanto totalizzante, e quella dantesca, secondo la quale il sentimento ha una funzione salvifica. Allo stesso tempo Dante illustra un’ulteriore concezione dell’amore nell’Inferno, quella dei lussuriosi, che sottomettono la ragione alla passione. Oggi invece si verificano ogni giorno diversi casi di violenza domestica e stupro, immagine di un sentimento degenerato in quanto caratterizzato da azioni negative o, per riprendere le parole di Pausania, compiuto in modo brutto. È dunque importante non tentare di definire il termine <em>eros</em> dal punto di vista universale e non stereotiparlo a un sentimento tra due partner. Infatti, come racconta Platone nella settima lettera, l’<em>eros</em> può anche guidare un rapporto di amicizia tra due individui o, nel mondo di oggi, una relazione tra genitore e figlio. Secondo Platone l’amicizia matura è il sentimento più nobile che si possa instaurare tra i singoli e la prima dimostrazione della loro virtù: tale amicizia non è utilitaristica e non prescinde dall’età. Si tratta bensì di un legame arricchente, che permette agli individui di condividere il proprio sapere. Tuttavia l’amore è un’idea e in quanto tale ha una natura universale e non può variare da uomo a uomo. Data la sua universalità non è possibile definirlo e la discussione riguardo ad esso è destinata a rimanere aporetica. Lo stesso Socrate, infatti, nel suo discorso durante il banchetto di Agatone, mette in luce l’aporia di questo dibattito. Dimostrazione dell’impossibilità di definire l’<em>eros</em> è il fatto che esso stesso sia un principio primo, termine con il quale Platone indica quelle questioni che, in quanto molto complesse, non possono essere affidate alla scrittura. Questa non si presta a descrivere un principio primo, in quanto è adatta solo ai primi quattro gradi della conoscenza, a loro volta intrinsechi del loro contrario (di non conoscenza).&nbsp;</div><div><br></div><div>Nonostante la lettura del Simposio, in quanto scritto, non possa portare a una vera e propria conoscenza dell’amore, essa è ancora utile nel 2021. L’opera riporta infatti in auge l’attività del dialogo, durante la quale secondo Platone può nascere la scintilla del quinto grado della conoscenza tramite lo sfregamento degli altri quattro gradi. Leggere il Simposio porta dunque a una maggiore consapevolezza della propria natura di esseri pensanti e esorta a intraprendere una riflessione e personale e condivisa, partendo dagli elogi di Amore dei pensatori presenti a casa di Agatone. Questa attività sarebbe definita dai Romani un <em>bonum otium</em>, ovvero un’occupazione positiva, volta al miglioramento della propria persona. Infatti, nel confronto dialettico, il pensiero nasce, si sviluppa e prende forme sempre più complesse, diventando un insieme di considerazioni con il fine di definire o di stimolare l’intelletto umano, in quanto azione intrinseca al nostro essere viventi dotati di una funzione intellettiva, oltre a una sensitiva e vegetativa.</div><div>La ricerca di una definizione per l’<em>eros </em>porterà sempre all’aporia, in quanto tale sentimento, nel corso dei secoli, ha mutato la sua forma, adattandosi alle nuove epoche con le rispettive usanze, dimostrando quindi la sua fluidità e il suo continuo cambiamento. Rimane tuttavia importante dialogare in modo da smentire gli stereotipi e i luoghi comuni che tendono a formarsi nel corso della storia e in modo da esercitare la capacità intellettiva, che in un’epoca dove tutto appare così scontato e sicuro, rischia di indebolirsi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-27 17:59:36 UTC</pubDate>
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         <title>Aleshina Anastasia, Benincasa Arianna, Berganti Agnese, Bertolini Arianna, Castagnoli Valentina, Galassini Giuliano, Giustini Silvia, Veronesi Aurora</title>
         <author>auroraveronesi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante molti possano pensare che sia un libro tanto distante dai giorni nostri dato il periodo storico in cui fu scritto, il <em>Simposio</em> di Platone è un dialogo estremamente attuale, nonché un classico della filosofia e della letteratura mondiale. Già solo il fatto che questo testo venga studiato, letto e analizzato ancora al giorno d’oggi, a venticinque secoli dalla sua prima pubblicazione, dimostra la grandiosità dell’opera, dell’autore e l’universalità del tema trattato: l’amore, in greco <em>Eros</em>. Esiste qualcuno che non abbia mai sentito nominare il <em>Simposio</em>? Certamente no, molti però non ne conoscono la vicenda: Agatone, importante tragediografo dell’epoca, invita a casa sua diversi intellettuali, tra cui Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane e Socrate, per festeggiare il suo premio poetico-letterario, ricevuto probabilmente nel quarto anno della 90a Olimpiade, cioè nel 416 a.C. Dal titolo stesso dell’opera si evince l’ambiente in cui si svilupperà l’intera discussione filosofica: un simposio (dal greco <em>sun</em>, “con”, <em>posis</em>, “bevanda”), ovvero un banchetto. I convitati, dopo aver mangiato e bevuto insieme, si dilettano dialogando tra loro di filosofia e, più precisamente, si dedicano all’elogio di <em>Eros</em>, grande e potente divinità che, come afferma Erissimaco citando le parole di Fedro, non ricevette mai un testo di encomio.&nbsp;<br><br></div><div>Il <em>Simposio</em> è uno scritto sempre attuale e di portata atemporale perché i valori esposti con un lessico non troppo difficile e quindi accessibile sono interpretabili anche in chiave contemporanea. Amore viene inteso da ognuno dei convitati in maniera diversa e, come afferma e spiega Pausania, ha una doppia natura: <em>Eros </em>è distinto in modo chiaro tra celeste e volgare, dove il primo è un amore inteso come sentimento profondo, intellettuale e idealtipico di noi stessi, mentre il secondo è vissuto come passione fine a sé stessa, senza coinvolgimento emotivo né razionale. Questa visione dell’amore è ancora applicabile al giorno d’oggi grazie anche alle reinterpretazioni che ha ricevuto nel corso della storia: basti pensare al Medioevo, in cui l’amore era chiaramente distinto in <em>fals’amor</em>, amore passionale (<em>Eros</em> volgare) e in <em>fin’amor, </em>amore spirituale riservato a coloro che erano nobili di cuore (<em>Eros</em> celeste).&nbsp;<br><br></div><div>Sulla base di queste due declinazioni di <em>Eros</em> si può anche instaurare una distinzione tra amore omosessuale ed eterosessuale nella cultura antica: l’amore volgare, limitato alla dimensione carnale e alla procreazione, si manifestava quando gli amanti amavano le donne, in particolare i loro corpi più delle loro anime, e si univano a loro o per passione o per volontà di mandare avanti la propria stirpe. Al contrario, per quanto riguarda l’<em>Eros</em> celeste, ci si volgeva soltanto al maschio, ovvero a ciò che per natura è più forte e valoroso. Se dunque all’epoca l’amore omosessuale era considerato nobile e perfetto, nella storia non è stato sempre così. Basti pensare al periodo del Nazismo quando, insieme agli ebrei, agli oppositori politici e ad altre categorie sociali, venivano deportati nei campi di concentramento anche gli omosessuali, considerati strani e diversi soltanto per il loro orientamento sessuale. Ancora al giorno d’oggi, purtroppo, esistono discriminazioni nei confronti di uomini e donne che provano attrazione per individui dello stesso sesso e, in difesa di queste persone vengono spesso organizzate manifestazioni utili a rivendicare i loro diritti, negati ingiustamente e in maniera immotivabile. È tuttora precaria anche la condizione femminile, in particolare in alcune parti del mondo povere e sottosviluppate: ci sono paesi in cui la donna, come presentato nel <em>Simposio</em>, è considerata soltanto utile alla procreazione, oppure come “donna di casa”, colei che appunto trascorre il tempo nella sua dimora a prendersi cura dei figli o a svolgere i lavori domestici mentre il marito lavora per sostenere economicamente la famiglia. Nemmeno nei paesi più sviluppati, anche se la condizione della donna non è così critica rispetto a quella precedentemente esposta, è stata raggiunta la parità di genere assoluta, in quanto la donna viene ancora sminuita e rappresenta talvolta una figura marginale nella società: in molti luoghi di lavoro, per esempio, a parità di impiego le donne guadagnano meno degli uomini e spesso capita che i ruoli apicali siano occupati proprio da persone di genere maschile.&nbsp;<br><br></div><div>Tornando ad <em>Eros </em>nella cultura greca, è considerato bello per i fanciulli concedersi agli amanti se e solo se il loro amore coincide con quello della sapienza: in questo senso, l’amante insegna il giusto, mentre l’amato apprende. Questa “legge” dimostra che l’amore viene inteso come tensione all’eccellenza, alla perfezione, alla giustizia, quindi al Bene, che è il valore più grande ed importante. Una riflessione sulla sapienza viene presentata da Socrate durante il banchetto, quando il filosofo racconta il mito della nascita di <em>Eros</em>, figlio di <em>Poros</em>, espediente o ingegno, e <em>Penia</em>, povertà: egli di natura è amante della bellezza, in quanto è stato concepito durante la cerimonia in onore della nascita di Afrodite, e per questo si trova in mezzo fra sapienza e ignoranza. Da una parte, gli dei non amano né desiderano essere sapienti perché lo sono già; dall'altra gli ignoranti non amano né desiderano essere sapienti perché non credono di esserne privi né di averne bisogno: saranno sapienti soltanto coloro che si trovano nel mezzo, tra cui lo stesso <em>Eros</em>. Amore, per sua natura segnato dalla povertà e dalla mancanza, costituisce quindi per ogni uomo lo slancio verso qualcosa di estraneo da sé, universale ed immortale, ovvero il Bene. Di conseguenza, i veri amanti e sapienti agiscono in funzione del bello sia privatamente che pubblicamente, compiendo azioni che verranno ricordate e celebrate nel tempo. “<em>Cominciando dalle cose belle di questo mondo, innalzarsi sempre - con quell’oggetto, il bello, come fine - mediante l’aiuto, per così dire, di scalini, da uno solo a due e da due a tutti i corpi belli, e dai corpi belli alle maniere belle di vita, e dalle maniere di vita agli apprendimenti belli, e dagli apprendimenti innalzarsi e finire in quell’apprendimento, che non di altro è apprendimento se non di quel bello in se stesso; e coglierà, giunto al compimento, proprio ciò che è bello, come tale.” </em>(<em>Simposio</em>, 211 <em>c</em>, G.Colli): questo concetto è applicabile alla società del XXI secolo, nella quale viene negato in quanto spesso si agisce spinti da desideri futili dimenticando i veri valori ed ideali in funzione dei quali comportarsi: basti pensare all’aspirazione di molti uomini ad arricchirsi, a piacere agli altri e a raggiungere la fama.&nbsp;<br><br></div><div>Dalle parole di Socrate si evince inoltre un forte disprezzo per questi falsi valori e beni esteriori, che al giorno d’oggi si pensa portino al piacere: l’uomo si deve curare soltanto della propria interiorità, cercando la felicità in sé stesso, non all’esterno: “<em>Il bello riguardante il corpo è qualcosa di meschino</em>.” (<em>Simposio</em>, 210 <em>c</em>, G.Colli). Nella prospettiva platonica, vi è un rimando chiaro al <em>kaloskagathos</em>, ovvero al concetto di bello e di buono come inscindibili. Nella società attuale è considerata troppo importante l’immagine che si fornisce di sé, che, se curata, comunica immediatamente allo spettatore un senso di equilibrio interiore, un po’ come una sorta di biglietto da visita. Questo atteggiamento è causato soprattutto dall’avvento dei social media, come Instagram o Snapchat, la maggior parte dei quali si basa su immagini di ciò che viene considerato bello secondo canoni estetici conformistici. Su queste piattaforme, ogni utente cerca di apparire il più “perfetto” possibile tramite per esempio l’utilizzo di filtri per cancellare tratti fisici che vengono ritenuti difetti. Per incarnare l’ideale di <em>kaloskagathos </em>del XXI secolo spesso si ricorre persino ad interventi di chirurgia estetica che alterano l’aspetto promuovendo standard di bellezza irraggiungibili poiché irreali.&nbsp;<br><br></div><div>In sostanza il Simposio è uno di quei libri che suscitano nel lettore innumerevoli riflessioni e, talvolta, ne modificano anche la visione della vita: questa lettura infatti permette di comprendere l’importanza dell’amore e la sua continua presenza nelle nostre vite, che si può manifestare in modi diversi, e di distinguere l’amore apparente da quello veritiero.</div><div>La riflessione su Amore rimane però aporetica, non ne esiste infatti una definizione universale. Sappiamo sicuramente che è una forza che tende all’eccellenza, all’universale, all’eternità e all’idea di Bene, ma di esso ognuno ha una concezione diversa e molto personale, che varia in base alle proprie esperienze e alle proprie idee: proprio per questo, la lettura del <em>Simposio</em> tocca ognuno in maniera diversa e, ogni volta che lo si rilegge, è possibile trovare il pretesto per nuove riflessioni che precedentemente non avevano suscitato la nostra curiosità. Il <em>Simposio</em> dimostra quanto sia interessante discutere in maniera dialettica fra amici, intellettuali o conoscenti di questa tematica e invita tutti noi a farlo, sia per tenere viva e sviluppare sempre di più la capacità di riflessione in ognuno di noi sia per confrontarsi su una tematica così affascinante come l’amore.&nbsp;</div><div><br></div><div>“<em>L’amore tende a possedere eternamente il bene</em>”&nbsp; - Diotima (<em>Simposio</em>, 206 <em>b</em>, G.Colli)</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-28 18:00:40 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Barbieri, Teresa Covelli, Diletta d&#39;Acunto, Marta Magnani, Beatrice Quartana, Gaia Ravegnini, Giuseppe Romano, Matilde Valentini, Giulio Testoni. </title>
         <author>gaiaravegnini</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Il Simposio, scritto intorno al 370 a.C., è un dialogo che Platone dedica all’amore e che fornisce un’immagine chiara di come la società del tempo lo concepisse. L’opera prende il nome dalla seconda parte del banchetto greco e romano, destinata alla degustazione di bevande e alla discussione di argomenti di comune interesse. La scena si svolge in casa del poeta Agatone, dove sono riuniti il commediografo Aristofane, il politico Pausania, il celebre autore di favole Fedro, il medico Erissimaco, il filosofo Socrate e il politico e militare Alcibiade. Il Simposio diventa per i personaggi coinvolti nel dialogo un’occasione per un confronto in onore di Eros: i principali temi emersi sono, ad esempio, le due forme di Afrodite, il rapporto sia passionale che intellettuale tra amato e amante e il dio Eros visto come demone che mette in comunicazione umano e divino, personificato da Socrate. &nbsp;</div><div>Seppur il Simposio sia un’opera risalente alla Grecia antica, contiene dei valori che restano ancora oggi molto attuali, come la tolleranza verso l’amore omosessuale. In un periodo storico come il nostro, dove la discussione riguardante i diritti delle coppie omosessuali è diventata una delle tematiche predominanti, il Simposio, specchio del pensiero antico, può accendere in noi una grande riflessione.&nbsp;</div><div>Importanti sono sia l’intervento del medico Erissimaco, che quella di Aristofane. Erissimaco, terzo tra i personaggi ad esporre il suo discorso, sostiene che esistano due tipi di amore: l’amore strettamente fisico, protetto da Afrodite Pandemia ed associato all'amore eterosessuale, e quello sentimentale, protetto da Afrodite Urania, legato a quello omosessuale.&nbsp;</div><div>Aristofane, invece, espone il mito degli androgini, secondo il quale esistevano tre tipi di esseri viventi: il maschio, la femmina e l’androgino, che incarnava entrambi i sessi. Grazie a questo racconto il commediografo, afferma che l’amore omosessuale, seppur considerato da alcuni come un atto di impudenza, è in realtà una dimostrazione di coraggio e&nbsp; di amore vero. Infatti, mentre il rapporto carnale tra uomo donna è finalizzato alla riproduzione, quello omosessuale è un atto di passione e amore generato solamente dai sentimenti dell’uno verso l’altro.&nbsp;</div><div>Come risulta evidente, nella società in cui vivevano Platone e Socrate, la concezione dell’omosessualità era molto diversa da quella odierna: l’essere omosessuali era&nbsp; riservato soprattutto agli esponenti delle classi più agiate, era legato a una particolare ritualità e di conseguenza non erano escluse relazioni eterosessuali. Il pensiero della società antica nei confronti delle coppie e degli individui non eterosessuali era quindi positivo, solamente la minoranza era contraria. Oggi invece sono in molti ad opporsi e l’omosessualità non è solo un tabù, ma addirittura una vergogna, qualcosa da nascondere perché considerato innaturale. Viene spontaneo quindi domandarsi se la società greca fosse troppo libertina, dissoluta e immorale, o se, piuttosto, col passare dei secoli, la nostra società sia diventata eccessivamente chiusa, inflessibile e retrograda. In questo senso il Simposio può indurci ad una ripresa della mentalità greca, dove l’amore veniva esaltato in ogni sua forma e non etichettato.</div><div>Procedendo con il dialogo, attraverso le parole di Socrate, viene affrontato un tema particolarmente interessante, il naturale desiderio di immortalità dell’uomo ed i vari approcci utilizzati per cercare di raggiungerla. In particolare viene sminuita l’idea di creare una discendenza familiare, considerata inferiore rispetto alla creazione di leggi o imprese politiche che possano venire ricordate nel tempo e apprezzate dai posteri. È importante notare che questo pensiero è influenzato dalla visione negativa della famiglia di Platone: infatti, nella città ideale di Callipolis, descritta nel dialogo <em>Politeia</em>, non è presente alcun tipo di nucleo familiare. In quest’ottica si potrebbe pensare che l’atto di avere un figlio diventi un semplice contributo alla società, problema discusso dalla femminista Christine Overall nel suo libro <em>Perché avere bambini?: il dibattito etico</em>, che ne critica lo stampo quasi fascista e il relegare la donna ad una semplice macchina procreatrice. Nella medesima opera l’autrice tenta anche di confutare la tesi della filosofa delle virtù Rosalind Hursthouse, fervente sostenitrice di un eroismo intrinseco in ogni mamma che la solleva dalla condizione di inferiorità socratica restituendo, invece, grande valore alla decisione di diventare madre.&nbsp;</div><div>Questo ideale è decisamente più vicino a quello della società in cui viviamo che tiene le mamme in alta stima e spinge coppie anche giovani a fare figli.&nbsp;</div><div>Questo dialogo fa nascere in noi una domanda: si può definire la virtuosità di una persona, in particolare di una donna, rispetto alla sua volontà di avere figli? Il fatto di pensare che con un figlio una donna abbia compiuto il proprio dovere è riduttivo e antiprogressista, come ci insegna lo stesso Platone, infatti, “fare la propria parte” è molto di più di questo. Ciò significa&nbsp; vivere da persone giuste che cercano di dare il proprio contributo in modo razionale, applicando nel mondo quello che apprendono. &nbsp;</div><div>Oltre agli insegnamenti acquisiti dagli interventi dei vari ospiti, quest’opera mostra l’importanza della convivialità e del dialogo, che portano a riflessioni profonde e a confronti su temi importanti. Al giorno d’oggi questo aspetto è molto sottovalutato. Infatti,&nbsp; sebbene sia chiaro che riunirsi con amici, quindi persone con cui condividiamo valori, possa portare ad uno sviluppo intellettuale notevole, è molto più facile abbandonarsi a puri piaceri terreni diffusi tra i giovani, che, oltre a danneggiare il fisico, non donano alcun beneficio intellettuale. &nbsp;</div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-29 06:13:38 UTC</pubDate>
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         <title>Adinolfi Eva, Corvino Giulia, Cossu Riccardo, Grisolia Sveva, Gunther Sebastian, Manigrasso Camilla, Pieri Arianna, Wessling Philip</title>
         <author>giuliacorvino</author>
         <link>https://padlet.com/fedmontevecchi/b7xrp6tvweokzfoj/wish/1571973725</link>
         <description><![CDATA[<div>Simposio significa etimologicamente “bere insieme” e deriva dal greco συμπόσιον: questo termine indicava anche il vero e proprio banchetto. Si tratta di un’antica pratica diffusa nella Grecia classica: al termine della cena, si iniziava a bere facendo passare di mano in mano la coppa del vino, seguendo un ordine preciso. La presenza del vino è fondamentale per togliere i freni inibitori, di conseguenza permette di intraprendere un dialogo senza barriere. Il simposio rappresenta dunque una rottura degli schemi ed un distacco dalla rigorosità della giornata.</div><div>All’interno della sua opera intitolata “Simposio”, Platone descrive proprio uno di questi banchetti, in particolare quello svolto a casa di Agatone in occasione della vittoria per la rappresentazione della sua tragedia. In questo banchetto Pausania, Erissimaco, Aristofane, Agatone, Alcibiade, Socrate e Fedro, riuniti in cerchio e&nbsp; bevendo vino a volontà, si ritrovano a discutere sul ruolo di Eros.&nbsp;</div><div>Per noi la lettura di questo libro è stata una rottura degli schemi e della nostra quotidianità. Ci siamo ritrovati non solo a leggere quest’opera ma anche a confrontarci, come se stessimo partecipando ad un vero e proprio simposio. Un simposio alternativo, senza vino, senza passarci la coppa e non nella stessa stanza, ma ognuno nella propria camera dal proprio computer. Nonostante fossimo distanti e separati da mille schermi è stato un confronto molto sincero ed autentico. Il nostro obiettivo non era quello di elogiare Eros, ma di interrogarci sul perché andrebbe letto il Simposio nel 2021. Ed è proprio durante uno di questi banchetti virtuali, in cui abbiamo messo in tavola le nostre idee, confrontandoci tra di noi, che abbiamo capito che il senso di leggere il Simposio nel 2021 è farlo con altre persone e viverlo, condividendo ognuno le proprie idee. Fatta questa premessa poco filosofica ecco perché leggere il simposio nel 2021, insieme.&nbsp;</div><div><br>Le tematiche affrontate nel “Simposio” rimangono molto attuali. I personaggi dell’opera rappresentano le diverse posizioni della tradizione greca sul tema dell’Eros: queste diverse sfaccettature si ritrovano anche nell’idea di amore presente nella nostra società.&nbsp;</div><div><br></div><div>Platone, attraverso Socrate, il quale riferisce un discorso fattogli da Diotima, descrive, senza nominarlo, il cosiddetto “amore platonico”.&nbsp; Questo termine è stato coniato specificamente per indicare l’amore secondo la visione platonica, in cui c’è un totale disinteresse del piacere fisico, ma mira piuttosto ad un arricchimento dell’anima. Nel discorso di Socrate, apprendiamo che Eros è figlio di Poros (abbondanza) e Penia (povertà); Eros dunque per natura sta nel mezzo fra ricchezza e povertà.<em> “Eros non è mai né sprovvisto né ricco, e d’altro canto sta in mezzo fra la sapienza e l’ignoranza.”&nbsp; </em>(Simposio 203)</div><div>Dal momento che i sapienti non amano la sapienza poiché già la posseggono e gli ignoranti non amano la sapienza poiché chi non ritiene di essere privo, non desidera ciò di cui non crede di aver bisogno, allora gli amanti della sapienza sono per forza coloro che stanno nel mezzo fra sapienza e ignoranza, cioè Eros. Eros quindi, in quanto amante della sapienza, rappresenta un amore dedito esclusivamente all'arricchimento dell’anima. Si può affermare che secondo Platone, questo sia l’amore vero, in quanto attraverso il prologo al discorso di Socrate, Platone afferma che ciò che Socrate dirà sia vero. <em>“Io invero, per stupidità, credevo che riguardo ad ogni oggetto da elogiare occorresse dire la verità, e che ciò dovesse rimanere alla base; in seguito, scegliendo le più belle tra queste verità, che bisognasse disporle nel modo più conveniente. [...] Le cose vere, nondimeno, se volete, intendo dirvele, alla mia maniera, non già come replica ai vostri discorsi, per non suscitare contro di me il riso."&nbsp; </em>(Simposio, 198-199).</div><div>Al giorno d’oggi l'espressione “amore platonico” viene ancora utilizzata, ma con una sfumatura di significato diversa. Nella nostra società la intendiamo come un amore in cui, come nella visione platonica, il lato passionale non è contemplato, ma si tratta anche di un amore utopistico, irraggiungibile. &nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Un’altra tipologia è “l’amore superficiale” che è incentrato solo sulla passione amorosa ed è riconducibile all'idea che ne ha Pausania. Come è già stato detto Platone non considera questo l’amore vero. Pausania distingue due Eros: Eros di Afrodite celeste e Eros di Afrodite volgare, il più ricercato. Coloro che si rivolgono a quest’ultimo vivono un amore superficiale. <em>“Costoro, anzitutto, amano le donne non meno dei fanciulli, in seguito, di quelli che amano, amano i corpi piuttosto che le anime, ed infine, per quanto è loro possibile, amano le persone più stolte, mirando soltanto al compimento dell’atto, senza curarsi che ciò avvenga in modo bello o no”.</em>&nbsp; &nbsp;(Platone,181). L’uomo in quanto essere desiderante è strettamente legato al piacere, inteso come piacere superficiale e non necessario; questo tipo di piacere può essere di vari tipi, ma certamente la sua forma più diffusa è quella del piacere erotico. Al tempo lo era anche quello che aveva come fine la procreazione, cioè l’amore eterosessuale che era considerato di minore importanza rispetto a quello tra uomini, più nobile e bello. Anche Socrate, considerato un grandissimo intellettuale, aveva amanti maschi così come Alcibiade, noto politico del IV secolo. Questo sta a significare che per l’epoca l’amore omosessuale era completamente normale e visto più nobile da tutta la società.</div><div>Quest’ambivalenza che ci descrive Pausania, è evidente anche nella società odierna: infatti oggi non è difficile trovare coppie che si dedicano solo all’aspetto erotico dell’amore, tralasciando l’arricchimento reciproco dell’anima. Questo fenomeno è alimentato dai social network: questi favoriscono una conoscenza superficiale dell’altro e un interessamento esclusivamente all’aspetto fisico. &nbsp;</div><div><br></div><div>Durante il simposio i personaggi espongono ordinatamente e a turno la loro idea in merito al tema dell’amore. Nonostante ognuno di loro abbia visioni diverse, si percepisce un’atmosfera di tolleranza e rispetto reciproci. Nel simposio le parole altrui vengono rispettate, magari confutate ma mai attaccate. Riguardo la nostra società non si possono fare le stesse affermazioni: infatti, soprattutto nel mondo dei social network, ma anche nella vita reale, le idee altrui non sempre vengono rispettate e talvolta vengono attaccate con cattiveria e disprezzo. Questo spinge le persone ad adeguarsi all’idea comune per evitare di essere aggredite, si sfocia così nel conformismo.&nbsp;</div><div><br></div><div>Prendendo in considerazione l’omosessualità, notiamo che nella società greca era vista come una cosa nobile, prevalentemente riservata alle classi sociali più elevate.&nbsp;</div><div>Ai giorni d’oggi l’omosessualità è condisderata una cosa per cui bisogna far “coming out”, una cosa anormale e fuori dagli schemi. Questa visione è diventata talmente comune che le persone non si sforzano nemmeno di riflettere sulla naturalezza dell’omosessualità e la considerano sbagliata per principio. Questo ci dimostra quanto il pensiero comune sia privo di ragione e validità, poiché al variare del periodo storico, le stesse questioni suscitano reazioni diverse. Ogni cosa ha un suo significato ed è indipendente dal pensiero comune, tuttavia viene giudicato dalla maggioranza, ed è così che si formano i preconcetti e ha luogo il conformismo. Essendo l’opinione pubblica dettata dal gruppo di persone di una società densa di individui ignoranti e mediocri, ne discende che i pensieri e le idee conformiste sono basate su opinioni non valide. Ma proprio perché queste opinioni non sono ragionate, riscuotono un grande successo tra la massa, a cui fa comodo non dover riflettere su una questione poiché già altre persone hanno enunciato la loro sentenza a riguardo. Queste sentenze spesso sono comode da condividere, anche sui social, perché non tengono conto della visione complessiva dei fatti, ne omettono alcuni, ne introducono di falsi, e valorizzano solamente gli istinti e le pulsioni di una persona, solo i pensieri più elementari e immediati. Per avere un'opinione seria su un argomento sarebbe opportuno informarsi approfonditamente ed elaborare una propria idea.</div><div>Per avere pensieri originali e evadere da questo schema sociale bisogna esercitare la ragione, il pensiero e la filosofia, che ci rendono liberi.</div><div>La filosofia, come dice Aristotele, è l’unico modo per essere intellettualmente liberi, perché non sottopone a nessun vincolo di servitù, poiché si tratta di un interesse fine a se stesso. Invece si cade in condizione di servitù se ci si limita a fare solo ciò che è praticamente utile.&nbsp;</div><div><br></div><div>In conclusione, leggere il simposio nel 2021 può essere utile per riflettere su aspetti della società moderna che esistono da sempre e sul loro cambiamento nel corso dei secoli. Inoltre serve a capire come la società e il tempo condizionano e plasmano il nostro pensiero, impedendo di cogliere il vero senso della questione e offuscando la nostra visuale con preconcetti. Resta fondamentale leggerlo insieme, col fine di avere un confronto sincero, ma soprattutto ricco di tolleranza e rispetto reciproci: in questo modo è possibile ragionare su più aspetti e raggiungere un arricchimento personale.&nbsp;</div>]]></description>
         <pubDate>2021-05-30 20:02:08 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Borriello Flavio, Cinti Matilde, De Rosa Allegra, Fantini Margherita, Italiani Giuseppe, Liconti Giulia, Musi Filippo, Quaranta Sara, Veronesi Lisa </title>
         <author>margheritafantini</author>
         <link>https://padlet.com/fedmontevecchi/b7xrp6tvweokzfoj/wish/1574215181</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Sebbene siano passati secoli da quando i Greci avevano l’egemonia sul Mediterraneo e da quando questo dialogo ha preso vita, le parole, i discorsi e le idee restano nel tempo invariate e portano ancora oggi giovani e adulti del ventunesimo secolo a soffermarsi e ad interrogarsi sul tema onnipresente dell’amore, che rappresenta il fulcro della riflessione filosofica di quest'opera. &nbsp;</div><div>Prima di analizzare gli aspetti principali del Simposio, è fondamentale comprendere le nozioni basiche e le diverse sfumature di significato che l’amore stesso comprende. Si può partire in quest’analisi dalla definizione della Treccani: <em>Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia.</em>&nbsp;</div><div>Oramai non si riflette più sul puro significato di bene e sul fatto che questo sentimento debba essere in una relazione umana ugualmente reciproco. Spesso e volentieri si è soliti vivere in un contesto che comporta l’evidenziazione dell’individualismo. A giocare un ruolo definitivo in questo ambito sono i social, basati su un sistema di approvazione da parte di sconosciuti e tendenti ad accrescere l’ego di un singolo essere umano. Abituandosi ad esporsi su un piano pubblico, si annebbiano quelli che possono essere gli interessi delle persone vicine a questo individuo sulla base di una dimensione privata. Si cessa di preoccuparsi di che cosa possa piacere a coloro che sono realmente importanti nel corso della propria vita e ci si pone in un contesto in cui si è al centro delle proprie attenzioni - <em>Può anche essere rivolto a sé stesso, come manifestazione di egoismo e di egocentrismo.</em></div><div>Ci si isola da ogni tipo di sentimento puro e stabile e si entra in un circolo inevitabile in cui l’unico obiettivo è ottenere la stima di terzi.&nbsp;</div><div>Inoltre non ci si sofferma spesso sulla profondità dell’amore poiché gli uomini, al giorno d’oggi, tendono costantemente ad accontentarsi di aspetti superficiali e, nella maggior parte dei casi, apparenti. I social ultimamente hanno traslato e snaturato la visione dell’amore. Si è sottoposti a piattaforme che non valorizzano l’interiorità e il pensiero di un individuo, ma si limitano solamente all’esposizione del suo lato esteriore, assai ingannatore e instabile. Molti giovani amano esporsi ad un pubblico di coetanei giusto per l’intrattenimento, e in questi casi l’aspetto esteriore è fondamentale. Più si è fisicamente attraenti, più si riscontra successo. Non è però facile concepire come gli spettatori di questi contenuti multimediali possano instaurare sentimenti di ammirazione o addirittura di infatuazione per questi personaggi pubblici, senza nemmeno conoscerli sulla base di una sfera privata. &nbsp;</div><div>Tali apparenze, filtri e schermi non sono altro che maschere generate da una vita vissuta, come direbbe Platone, nel mondo fenomenico, dove i piaceri del corpo regnano sovrani, offuscando la realtà vera e quindi anche la strada che conduce alla conoscenza dell’amore stesso.&nbsp;</div><div>Il Simposio si incentra fondamentalmente su questo argomento.&nbsp;</div><div>Pausania inizialmente si sofferma sull’esistenza di due dèi: l’<em>Eros celeste e l’Eros volgare,</em> nati rispettivamente dall’<em>Afrodite celeste e </em>dall’<em>Afrodite volgare. </em>Il primo<em> </em>è colui che incita ad amare in modo bello e giusto mentre il secondo si interessa al corpo, che con il tempo sfiorisce, alle ricchezze e alla potenza politica, i quali non sono altro che beni relativi, &nbsp; precari e mutabili nella loro esistenza. Di conseguenza, lo sarà anche l’amore instauratosi. È quindi necessario seguire la via che porta ad amare un carattere nobile, l’anima in sé, e che spinge a “impegnare i propri sforzi in vista dell’eccellenza”. Inoltre il giusto amore si esprime in una relazione basata su un reciproco scambio e una tendenza alla conoscenza, la quale, allo stesso tempo, porta l’essere umano sia ad insegnare che ad imparare, favorendo perciò l’arricchimento interiore al posto di quello esteriore.</div><div>Anche Erissimaco, seppur con parole diverse, sostiene che la natura dei corpi contenga questo duplice Eros. Infatti l’amore appartenente a ciò che è sano (quello che bisogna perseguire) è differente e dissimile a quello appartenente a ciò che è malato, che invece non deve essere favorito.&nbsp;</div><div>Infine questa riflessione viene conclusa da Socrate. Egli, riportando una conversazione avuta con Diotima di Mantinea, riferisce che “l’amore potentissimo ed ingannevole” (p.73) è il desiderio del possesso, la tendenza agli affari o la brama legata ai piaceri più effimeri. Bisogna quindi tenere in maggior pregio la bellezza che sta nelle anime e quella delle conoscenze. Infatti la strada che porta alla giusta disciplina amorosa consiste nell'innalzarsi avendo sempre come fine il bello, che si raggiunge salendo progressivi scalini, quindi amando e lodando prima le maniere belle della vita, poi gli apprendimenti belli e giungendo infine all’apprendimento del bello in sé.&nbsp;</div><div><br></div><div>Un altro tema estremamente centrale nel racconto e attuale al tempo stesso è quello relativo alla considerazione nel mondo greco dell’amore omosessuale. Tale argomento può essere ritrovato all’interno del testo nei discorsi di Erissimaco, rappresentante dell’ordine dei medici greci, e Aristofane, simbolo della commedia classica. Come già enunciato in precedenza, Erissimaco afferma l’esistenza di due amori distinti: quello protetto da Afrodite Pandemia, strettamente fisico e volgare, e quello protetto da Afrodite Urania, il quale tratta invece di un sentimento spirituale e nobile. In particolare però, il medico definisce questi amori in base anche al sesso da cui si è attratti: infatti il primo rappresenta l’amore eterosessuale, mentre il secondo quello omoerotico. È evidente quindi il paragone che può essere stabilito rispetto a quanto accade ai giorni nostri. Molti individui disprezzano l’amore instauratosi tra coloro che appartengono allo stesso sesso, sostenendo che sia contro la natura intrinseca dell’uomo. Tale considerazione viene esplicitamente confutata nel discorso del commediografo Aristofane. Per parlare dell’amore, egli propone quello che verrà chiamato a posteriori “mito dell’androgino”. Questa leggenda narra di come in origine il genere umano si dividesse in tre sessi: maschile, femminile e androgino, possedendo quest’ultimo caratteri anatomici comuni ad entrambi i sessi. A questo proposito Aristofane afferma: <em>“Da un tempo così remoto, dunque, è connaturato negli uomini l’amore degli uni per gli altri; esso ricongiunge la natura antica, e si sforza di fare, di due, uno, e di guarire la natura umana ”</em>. Perciò l’amore omosessuale non solo tratta di un sentimento nobile, ma costituisce anche la natura primordiale dell’uomo stesso, al contrario di quanto sostenuto da una buona parte del mondo odierno.&nbsp;</div><div>Interessante inoltre è come Erissimaco introduca un altro punto di riflessione che risulta essere tutt’ora attuale, poiché legato alla essenza degli esseri umani, ovvero l’instabilità umana sottomessa alla potenza dell’amore. Si parte dal narrare sin dalle origini, quando gli uomini erano dotati di quattro mani, quattro gambe, un doppio volto, l’uno opposto all’altro, caratterizzati inoltre da doppi genitali e quattro orecchie.&nbsp;</div><div>Costoro però, risultavano essere indomabili e arroganti, alimentati dall’interesse di cospirare contro gli dei.&nbsp; Zeus, adirato, decise dunque di punirli, arrecando loro la peggiore delle punizioni. Vennero infatti divisi in due ed è proprio ciò che li rese molto più deboli. Come se fin dal principio l’uomo, a causa del suo comportamento costantemente inadeguato, si ritrovasse costretto a fare i conti con la sua scarsa autosufficienza emotiva, che occasionalmente lo condanna ad una disperata ricerca di completezza. Ciascuno dunque, cerca sempre il proprio complemento. Così tutt’oggi, specialmente nella fase adolescenziale, gli individui percepiscono un’esigenza di affetto, un sostegno che possa supportarli e bramano dunque la realizzazione di queste pulsioni. Spesso e volentieri, la dimensione sensibile e passionale prende il sopravvento su quella intellettiva. Si giunge ad un punto di non ritorno, si è in preda alle proprie emozioni che travolgono e scombussolano l’uomo sotto tanti aspetti della sua vita.&nbsp;</div><div><br></div><div>In conclusione, il Simposio ci fornisce la visione del mondo greco, di ciò che significava amare e la modalità con cui esprimere e sviluppare tale sentimento, evidenziando dunque l’importanza dell’anima stessa e del bene in sé.&nbsp;</div><div>Una lettura di questo genere può sicuramente favorire una maturazione nel campo emotivo dei più giovani, i quali spesso vivono l’amore superficialmente e favoriscono la dimensione individuale sconfinando nell’egoismo. Per questo sono importanti nel 2021 le argomentazioni attuate, aiutano a ritrovare l’importanza e il valore di ciò che non possiamo strettamente percepire con i sensi e a comprendere i principi su cui si basa un amore genuino, puro e non contaminato quindi dalla sfera fisica.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-31 18:35:46 UTC</pubDate>
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         <title>Cristina Cotoman, Emma Degiovanni, Michele Demattè, Beatrice Fabris, Antonio Nascetti, Filippo Paletta, Viola Resi, Camilla Salgò, Andrea Tranquilli</title>
         <author>camillasalgo</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Nel 2021 è opportuno leggere il Simposio sia per avere una maggiore consapevolezza di ciò che è l’amore in tutte le sue forme, sia per approfondire la dottrina platonica.</div><div>Il termine ‘Simposio’ si riferisce alla seconda parte di un convivio organizzato da Agatone, a cui partecipano alcune tra le figure più rilevanti di Atene del V-IV secolo a. C., tra cui Socrate. Concluso il banchetto, in un’ampia discussione, questi raccontano uno dopo l’altro della potenza di Eros, parlano del dio dell’amore in riferimento a diversi ambiti e fanno osservazioni e distinzioni.</div><div><br></div><div>Il dibattito che Platone affida a Socrate e agli altri convitati invita senza dubbio i lettori a riflettere sulla concezione odierna dell’amore, il quale sembra aver perso qualsiasi valore spirituale, in favore di rapporti basati più che altro su congiungimenti carnali. Leggere il Simposio nel 2021 stimola sicuramente le seguenti domande: è forse necessario disquisire di Amore, così spesso presente soprattutto nelle sollecitazioni a riconoscerlo e attuarlo di nuovo, sollecitazione da parte per esempio del gesuita papa Francesco? Sarebbe necessario, in un mondo che "sbrodola" in ogni momento la facciata dell'amore, mentre mantiene ciò che dell'Amore non ha nulla, ritornare a chiedersi cosa ci chiede di fare "Amore"?</div><div>Oggigiorno la difficoltà maggiore è rappresentata dall’individuazione degli elementi più importanti da perseguire in un amore, il quale può essere di tipo "celeste" oppure “libidinoso”. La prima tipologia è quella che spinge all’affetto, mentre la seconda si ferma al desiderio del corpo, privando l’amore che ne deriva di quegli aspetti <em>elevati</em> e <em>spirituali</em> che lo innalzerebbero al <em>‘‘bello’’</em>.</div><div>&nbsp;</div><div>L’amore “celeste”, che supera la fisicità e la superficialità dell’apparenza, è il sentimento migliore che sin dalla giovinezza possa esserci tra gli individui ed è alla base dei rapporti costruttivi ed educativi che si possono instaurare tra gli esseri umani. Esso è proprio di coloro che tendono ad uno stile di vita caratterizzato da una continua ricerca di una crescita interiore e spirituale: questi infatti non ricercano nell’amato una figura che riempia le loro mancanze, bensì qualcuno che stimoli la loro crescita intellettuale e che condivida con loro la volontà di compiere un lungo percorso verso la conoscenza, l’equilibrio e la giustizia. Unirsi a qualcuno può dunque costituire l’inizio, o un tassello importante, di un percorso personale verso la libertà di pensiero, nonché verso la comprensione di ciò che Platone intende quando invita a <em>fare la propria parte</em>.&nbsp;</div><div>L’amore intellettuale permette agli individui di avere la certezza di poter costruire rapporti di fiducia reciproca, sia per quanto riguarda la dimensione fisica, sia per quanto riguarda quella intellettuale, senza temere di rimanere delusi, abbandonati o feriti. L’amore “celeste” nasce quindi da una consapevolezza del fondamento razionale del rapporto in cui si investe, il che garantisce stabilità e equilibrio.&nbsp;</div><div>La rilevanza dell’amore intellettuale non esclude però l'importanza dell’amore più passionale e carnale, il quale deve costituire più che altro un arricchimento del legame preesistente. Quando avviene il rovesciamento di questa gerarchia, si stabilisce ciò che nel Simposio Platone definisce come “amore volgare”, che è proprio di coloro che sono attratti dal corpo e non dall’anima e che seguono i gusti della massa, nonché l’opinione comune. In tal caso l’amore non potrà che essere incostante, in quanto instabile è l'oggetto amato. Al contrario, colui che si innamora dell’anima di un individuo investe in un rapporto stabile, dato che stabile è anche il carattere dell’amato (quest’ultimo condivide infatti l’aspirazione al raggiungimento di un equilibrio interiore). L’amore “celeste” ha sede nell’anima degli individui, la cui “grandezza” è determinata esclusivamente dalla tendenza alla conoscenza, all’equilibrio, alla giustizia e alla moderazione, virtù umane che determinano la capacità di dominare i piaceri e i desideri, di cui altrimenti si sarebbe schiavi.&nbsp;</div><div>L’anima e il carattere non sono certamente immutabili nel corso del tempo e il loro cambiamento dipende, quasi interamente, dalla dimensione razionale degli stessi individui. E’ quindi evidente che, quando ci si avvicina a persone che nella vita si impegnano a coltivare la propria razionalità, ci si rapporta con individui in grado di esercitare l’amore celeste, volto al miglioramento di individui già “nati” intellettualmente.</div><div>L’amore ha molti aspetti ma rappresenta anche un’unità e questo lo rende complesso ed estremamente pericoloso: bisogna infatti affidarsi a questo sentimento con consapevolezza e razionalità. Conseguenze negative derivano dalla volontà di favorire l’amore non equilibrato e del tutto volto a soddisfare solamente gli istinti fisici, i quali sono propri soprattutto degli animali. In tal caso viene meno ciò che differenzia gli uomini dal resto degli esseri viventi: l’intelletto.&nbsp;</div><div>L’amore è presente nelle nostre vite sin dalla nascita e questo permette di intuire che non è possibile privarsene: l’unica scelta che ci compete riguarda l’amore di cui vogliamo nutrirci.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Oggigiorno, le violenze e gli abusi sessuali in aumento dimostrano la progressiva preferenza dell’attrazione carnale a quella spirituale, dando luogo ad un vero e proprio ossimoro. I femminicidi ripetuti e brutali mostrano quanto avremmo bisogno di richiamare Socrate e i convitati del Simposio, così da poterci raffrontare con loro sull’amore. Questo permetterebbe di individuare una possibile via per arginare ciò che oggi nei programmi televisivi viene comunemente definito "Amore criminale". Non si deve dimenticare inoltre la forte lontananza tra il mondo classico e la contemporaneità: nel primo l'amore omosessuale - il più puro e delicato per Socrate nel Simposio - può, se non cede alla passione che tutto divora, diventare bello e perfetto. Anche le ultime discussioni sulla legge contro l'omofobia e su come evitare i femminicidi portano a insistere sul sapere dei greci antichi, i quali consideravano l’amore omosessuale come un superiore e più nobile, in quanto maggiormente slegato dalla tentazione carnale e non destinato alla procreazione: il suo unico scopo è infatti la crescita intellettuale dei due individui che lo coltivano.</div><div>Questi due aspetti della contemporaneità dei problemi, trovano sostanza nelle nuove regole che si stanno discutendo, a livello politico e religioso, relativamente all'amore, per poter legiferare in maniera equa e a difesa di ciò che, ancora oggi, in Italia e non solo, non si può ulteriormente procrastinare. Appare quindi evidente che l'amore abbia una ricaduta non solo nella vita privata dei cittadini ma anche in ambito politico e sociale.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Anche questo punto viene affrontato da Platone nel Simposio (Pausania parla a proposito delle leggi riguardanti l’amore) come in generale nella sua riflessione filosofica, incentrata proprio sulla riflessione politica. Non c’è quindi da sorprendersi se nei governi dittatoriali e tirannici venga ritenuto dalle leggi, come dice Pausania, brutto concedersi agli amanti, in quanto a chi comanda non conviene che nel popolo si creino forti legami, forti amicizie e amori, in quanto da questi nascerebbero forti pensieri, magari di giustizia, in grado di abbattere o danneggiare il dominio, basato sull'ignoranza e divisione del popolo, seguita dall'incapacità di emanciparsi intellettualmente. D’altro canto, nel Simposio viene anche criticata la legge che semplicemente afferma che è bello concedersi agli amanti, poiché banalizzante, ma elogiata la legge vigente in città come Atene e Sparta, la quale, malgrado sia più complessa, è più giusta, e secondo cui la cosa in sé non è né bella né brutta, ma bella quando compiuta in modo bello e brutta quando compiuta in modo brutto. Basta poi guardare la città perfetta di Kallipolis descritta da Platone nella Politeia, in cui a governare sono i filosofi, i quali, per definizione, sono amanti della conoscenza e nutrono un amore “celeste” e portano quindi avanti un governo giusto e perfetto. Quando i cittadini di uno stato si danno all’amore volgare è impossibile che ivi il governo possa essere giusto, in quanto non si può pensare rettamente alla giustizia, se nessuno ha come obiettivo la conoscenza.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Per concludere, leggere il Simposio, perfino 25 secoli dopo la sua scrittura, è necessario, poiché può dare spunti di riflessione su molte tematiche, partendo dal sentimento immortale ed eterno che accomuna tutti gli uomini: l’amore.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-31 20:21:40 UTC</pubDate>
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         <title>Arvati Sofia, Maiorelli Celeste, Mantellini Giulio, Keller Alexandra, Stopponi Tommaso, Lenzetti Gaia, Vicariucci Sofia, Castro Elisa.</title>
         <author>sofiaarvati</author>
         <link>https://padlet.com/fedmontevecchi/b7xrp6tvweokzfoj/wish/1575502665</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Simposio, uno straordinario e raffinato dialogo dedicato all’amore, può esser considerato uno degli scritti di Platone maggiormente letti ed apprezzati. Risalente al 384 a.C. circa, ha come sfondo narrativo l’invito a cena del celebre tragediografo Agatone che, per festeggiare la sua vittoria alle Grandi Dionisie di Atene, invita a casa sua degli amici. Tra questi vi sono alcuni degli intellettuali più in vista della città: il retore Fedro, il sofista Pausania, il medico Erissimaco, il commediografo Aristofane ed il filosofo Socrate; a questi si aggiungerà, irrompendo nella dimora di Agatone, il futuro politico Alcibiade, visibilmente ubriaco. Durante questo tipo di convivio, i commensali erano soliti accompagnare alla libagione di vino annacquato discorsi di carattere filosofico; l’argomento che viene scelto in questo caso per la serata è Eros, il dio dell’amore, al quale non era mai stato dedicato un encomio prima di allora. Ciò induce gli invitati ad esprimere ciascuno la propria opinione in merito alle origini, alla natura e ai doni del dio con particolare attenzione al ruolo che questa figura soprannaturale ha avuto e ha tuttora nella vita degli uomini. Pare allora lecito domandarsi perché la lettura di uno scritto come il Simposio, all’apparenza così lontano da noi, possa ancora essere di grande rilievo nel 2021.</div><div>Uno dei motivi principali potrebbe essere l’epoca in cui viviamo: infatti si può affermare che essa è caratterizzata da un grande individualismo, dalla perdita di valori e dalla conseguente messa in discussione delle norme etiche. Fondamentale per l’uomo moderno è la ricerca della felicità, tendenzialmente desiderata in modo immediato: per ottenere ciò, le persone comuni aspirano ai piaceri del corpo, come la ricchezza o la fama; nel caso dell’amore si cerca la lussuria. Stando a quanto dice Pausania nel Simposio, potremmo dire che l’Eros volgare è il più ricercato: due infatti sono gli Eroti, tanti quanti sono le Afroditi, ovvero una celeste e una volgare. A proposito di questa riflessione, va detto che al giorno d’oggi, purtroppo, viene data troppa attenzione alle superficialità e alle cose futili: la nostra è divenuta una realtà dove la bellezza esteriore e l’aspetto superficiale destano maggiore attenzione ed ammirazione rispetto a quello che invece è più profondo e bello nel vero senso della parola. Inoltre certi individui, abbagliati dalle apparenze, non conducono una vita realmente felice, amando la bellezza in quanto tale, ma preferiscono chiudersi in una bolla di parvenze che non porta a nessun tipo di serenità e beneficio. L’essere umano è dunque da considerarsi in fallo, poiché ricerca un eros deprecabile, pretendendo di raggiungere la completezza in modo immediato e senza dover compiere un percorso.</div><div>Un altro motivo per cui la lettura del Simposio può essere ritenuta ancora rilevante al giorno d’oggi è riconducibile all’analisi, e alla riflessione che ne scaturisce, di questo periodo segnato dalla diffusione di una nuova epidemia che ha cambiato così radicalmente e rapidamente la quotidianità di ciascuno di noi. Costretti in isolamento a casa e al distanziamento sociale, ciò che ne ha più risentito sono state le relazioni interpersonali, tant’è che un gesto banale come organizzare una cena con un gruppo di amici o dare un abbraccio a qualcuno ora paiono solo un ricordo lontano. Può essere, dunque, il tempo giusto per ricordare che il pensiero filosofico occidentale trova fondamento e origine proprio nelle relazioni interpersonali e nei banchetti come quello descritto nel dialogo di Platone. Già dal titolo se ne deduce il contesto conviviale: infatti la parola Simposio, in greco antico “συμπόσιον” (symposion), che a sua volta deriva da “συμπίνειν” (sympinein), significa infatti “bere insieme”. Tuttavia leggere il Simposio non serve solo a ricordare l’importanza di una serata di dialoghi in amicizia durante un periodo in cui se ne sente la mancanza: infatti nei discorsi intorno ad Amore pronunciati dai commensali di Agatone sono presenti vari strumenti utili per affrontare il tempo presente. Prima dell’insorgere della pandemia si può dire che ognuno si fosse lasciato cullare da quella che Socrate definirebbe “l’illusione della conoscenza”; infatti in una società come quella del XXI secolo, caratterizzata dall’assoluta trasparenza, tutto appare visibile, conoscibile e controllabile: ogni cosa sembra caratterizzata dall’essere così com’è e dal non poter essere altrimenti. Ma di fatto il mondo si è rivelato imprevedibile e la sicurezza data dall’illusione di aver tutto sotto controllo ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano e ci si rendesse presto conto che in realtà ciò che si pensava di sapere fino ad ora fosse poggiato su fondamenta vulnerabili. Il Simposio di Platone, invece, ricorda che per saper stare nel mondo è necessario riattivare un determinato modo di porsi alla realtà proprio di un filosofo, che può essere, inoltre, paragonato a quello di Eros.</div><div>Amore, infatti, può essere considerato un filosofo e la filosofia un discorso d’amore, come rivelato non da uno dei partecipanti alla cena ma da un personaggio misterioso, evocato dalle parole di Socrate, poiché le donne non erano ammesse ai convivi degli uomini: Diotima, la sacerdotessa di Mantinea. La donna rivela infatti che Amore è un “demone grande”, una creatura considerabile come intermedia tra il divino e l’umano, e che per questa ragione vive tra sapienza e ignoranza: non può essere considerato del tutto sapiente perché altrimenti non avrebbe desiderio di sapere e allo stesso tempo non può essere considerato ignorante perché altrimenti non si accorgerebbe di avere una mancanza e non avvertirebbe il bisogno di cercare ciò che ignora di non avere. Amore dunque è paragonabile al filosofo, poiché come lui non è sapiente ma “amante della sapienza”, non possiede la Verità ma non smette mai di cercarla.</div><div>Per concludere si può dire che grazie alla lettura di tale dialogo si può ottenere la consapevolezza dell’esistenza di più concezioni di amore e di piacere, con particolare accentuazione su una forma di amore diversa da quello volgare, in quanto prevede la ricerca della bellezza nell’anima e non nel corpo. Inoltre da tale lettura comprendiamo che la filosofia non fornisce risposte sul mondo, ma che essa è uno strumento attraverso il quale ci si può innamorare del mondo e che in questo periodo più che in ogni altro è importante prendere a modello Eros e, come lui, essere coscienti di poter accedere solo ad un sapere incompleto e parziale.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-01 07:12:26 UTC</pubDate>
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