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      <title>L&#39;età giolittiana e la &quot;goccia che fece traboccare il vaso&quot; by Ilenia</title>
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      <description>I fatti antecedenti alla Prima Guerra Mondiale</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-12-15 09:23:08 UTC</pubDate>
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         <title>1900 Assassinio di Umberto I</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla fine dell’Ottocento l'Italia fu scossa da <strong>gravi tensioni sociali e politiche</strong>, che esplosero nel 1898 in seguito al rincaro del pane. A Milano ebbero il loro momento culminante in maggio, dove il generale <strong>Bava Beccaris aprì il fuoco sulla folla</strong> di dimostranti provocando centinaia morti. Per questo eccidio, il re Umberto I conferì <strong>un’onorificenza </strong>al generale suscitando l'indignazione di gran parte dell’opinione pubblica. Incapace di riportare l’ordine nel Paese, Rudinì chiese lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni. Il re rifiutò e assegnò al generale Pelloux l’incarico di formare un nuovo governo (giugno 1898). <strong>Pelloux</strong> tentò di dar corso a una serie di decreti che limitavano le libertà politiche, ma trovò una forte opposizione parlamentare da parte dei socialisti e delle forze liberali moderate. Le elezioni del giugno del 1900 furono vinte dalla <strong>sinistra liberale</strong>. I confitti sociali erano però ancora vivi, tanto che il 29 luglio 1900 <strong>l’anarchico Gaetano Bresci</strong> assassinò a Monza il re<strong> Umberto I </strong>per vendicare le vittime<strong> </strong>delle repressioni del 1898. Il nuovo sovrano, <strong>Vittorio Emanuele III</strong>, affidò il governo a Giuseppe <strong>Zanardelli</strong>, esponente della sinistra, che rimase in carica dal 1900 al 1903.<br><br>Nell'immagine: Gaetano Bresci che uccide Umberto I di Savoia in un'illustrazione di Flavio Costantini</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:23:08 UTC</pubDate>
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         <title>1901 Prima edizione del premio Nobel</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il premio Nobel è una onorificenza assegnata annualmente dal <strong>governo svedese</strong> a quanti si distinguono per le loro straordinarie ricerche e invenzioni e per i loro contribuiti unici alla società. Il premio fu istituito per&nbsp; volontà di <strong>Alfred</strong> <strong>Nobel</strong>, un chimico e industriale svedese, inventore della <strong>dinamite</strong>, che indicò nel suo testamento di destinare il suo patrimonio per premiare «coloro che, durante l'anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell'umanità». La prima premiazione venne celebrata il 10 dicembre 1901, anniversario della morte di Nobel, e furono assegnati i premi per la <strong>pace</strong>, per la <strong>letteratura</strong>, per la <strong>chimica</strong>, per la <strong>medicina</strong> e per la <strong>fisica</strong>. Oggi a gestire il fondo è la Fondazione Nobel, e i vincitori sono scelti da varie commissioni e accademie. Ogni anno, a ottobre, sono resi noti i nomi dei vincitori; la consegna dei premi, a Stoccolma e a Oslo, avviene il 10 dicembre.<br><br>Nell'immagine: Alfred Nobel</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:25:27 UTC</pubDate>
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         <title>1903 Giolitti presidente del Consiglio</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1903<strong> Giovanni Giolitti</strong> sostituì Zanardelli alla guida del governo, dove rimase poi quasi ininterrottamente fino al 1914.<br>Uno dei cardini della politica di Giolitti fu l’<strong>attenzione alle nuove forze </strong>del Paese e la rinuncia alla forza per risolvere i confitti, coinvolgendo nelle istituzioni le masse popolari e i loro rappresentanti (socialisti e cattolici). Egli invita, quindi le due nuove forze politiche guidate, all'epoca, da <strong>Filippo Turati</strong> (Partito Socialista Italiana, PSI) e <strong>Don Luigi Sturzo</strong> (Partito Popolare Italiano) alla collaborazione. Turati si rifiuterà, a causa dei dissidi interni al suo partito.<br>Giolitti contribuì alla <strong>modernizzazione</strong> dell'Italia: varò una serie di&nbsp; provvedimenti a tutela dei lavoratori, avviò la nazionalizzazione delle ferrovie e dei telefoni, municipalizzò i servizi pubblici (luce, acqua, gas). Tra le leggi a tutela dei lavoratori, ricordiamo:<br>- innalzamento dell'<strong>obbligo scolastico</strong> fino ai 12 anni di età;<br>- istituzione di un fondo <strong>pensionistico</strong> e <strong>infortunistico </strong>per i lavoratori;<br>- garanzia di una <strong>giornata di riposo</strong> retribuita;<br>- istituzione di un <strong>limite</strong> massimo <strong>di lavoro giornaliero </strong>(10 ore);<br>- <strong>fu vietato il lavoro minorile </strong>al di sotto dei 12 anni;<br>- <strong>tutela delle madri lavoratrici</strong>, che dopo il parto potevano stare a casa un mese, continuando a ricevere la paga.</div><div>L' "età giolittiana" fu un periodo di <strong>grande sviluppo industriale</strong> che rimase però un fenomeno circoscritto solo nel <strong>Centro-Nord,</strong> accentuando il divario economico fra il Sud e il resto del Paese.</div><div>Dopo gli esiti deludenti della <strong>guerra di Libia (1912)</strong>, in difficoltà anche sul piano interno e privo dell’appoggio del Partito socialista, Giolitti stipulò un’alleanza con i cattolici <strong>(“patto Gentiloni”</strong>), ma non riuscì ad avere una maggioranza solida e, nel marzo <strong>1914</strong>, si dimise.<br>L'epoca giolittiana fu detta anche del <strong>trasformismo</strong>.<br><br>Nell'immagine: Giovanni Giolitti</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:28:37 UTC</pubDate>
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         <title>1904 Primo sciopero generale nella storia d&#39;Italia</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1904 fu indetto il primo sciopero generale in Italia per protestare <strong>contro l’eccidio dei minatori sardi</strong> di Bugerru (Cagliari). L'adesione fu molto ampia e per quattro giorni il paese fu <strong>paralizzato</strong>. A promuovere lo sciopero fu la nuova direzione del <strong>Psi</strong>, dove la corrente <strong>massimalista</strong> aveva di recente ottenuto la maggioranza all’interno del Partito. <strong>Giolitti</strong> <strong>lasciò che lo sciopero si esaurisse da solo</strong> e nel novembre del 1904 indisse nuove elezioni dove utilizzò il disappunto suscitato dallo sciopero generale negli ambienti liberali per ottenere il voto di tutte le <strong>forze moderate</strong>, tra le quali per la prima volta anche il voto cattolico. La sconfitta politica degli intransigenti, che avevano promosso gli scioperi del 1904, si risolse sostanzialmente in una <strong>riaffermazione</strong> <strong>dei riformisti</strong> sia nel Psi sia nella Confederazione generale del lavoro (<strong>Cgl</strong>), fondata nel <strong>1906</strong> come organo di coordinamento di tutte le strutture sindacali di orientamento socialista.&nbsp;<br><br>Nell'immagine: operai davanti alla fabbrica metallurgica Tempini di Bresciia</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:37:02 UTC</pubDate>
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         <title>1905 Einstein espone i fondamenti della teoria della relatività</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1905 il fisico tedesco Albert Einstein (1879-1955) pubblicò quattro articoli dedicati alla <strong>"relatività ristretta"</strong>, destinati a rivoluzionare la nostra comprensione fisica del reale. A questa teoria si aggiunse poi, nel <strong>1915</strong>, la <strong>relatività generale</strong>, detta anche legge gravitazionale di Einstein. Dai tempi di Newton si riteneva che distanza e tempo fossero grandezze assolute, cioè misurabili oggettivamente. Einstein teorizzò, invece, un modello della realtà, in cui <strong>spazio e tempo</strong> non sono né assoluti né separati, ma <strong>relativi e collegati tra loro</strong>, se si considera costante la velocità della luce. Le ipotesi di Einstein portarono alla famosa formula<em> E= mc</em><sup>2</sup> <em>,</em> che lega l’energia cinetica (<em>E</em>) e la massa (<em>m</em>) di un corpo e la velocità della luce (c). Poiché c vale 300.000 Km al secondo, <em>c</em><em><sup>2</sup></em><em> </em>&nbsp;è un numero immenso. Ne consegue che <strong>una piccola quantità di materia può produrre una enorme quantità di energia</strong>. Nel 1921 Einstein riceverà il <strong>Premio Nobel</strong> per la Fisica.<br><br>Nell'immagine: Albert Einstein</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:37:09 UTC</pubDate>
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         <title>1907 Nasce la Triplice Intesa</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/b5moj9en5o2zowvt/wish/1948992167</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell’ultimo ventennio dell’Ottocento le <strong>tensioni internazionali </strong>finirono per determinare in Europa due schieramenti contrapposti.</div><div>Da una parte, nel <strong>1882</strong> si costituì la <strong>Triplice Alleanza</strong> fra <strong>Germania</strong>, <strong>Austria</strong> e <strong>Italia</strong>. Questa alleanza aveva subito differenti rimaneggiamenti (fino ad arrivare ad un <strong>quarto trattato </strong>nel corso degli anni), fu voluta da <strong>Bismarck</strong> per isolare la Francia.<br>Dall'alta parte, la <strong>Russia</strong> spostò progressivamente la propria politica estera dall’alleanza austriaca (e tedesca) in direzione di un’intesa con la <strong>Francia</strong> e tra i due Paesi nel <strong>1894</strong> venne stipulata un'alleanza. Inoltre, Francia e <strong>Inghilterra</strong>, sebbene rivali di vecchia data, si trovarono unite dal comune timore suscitato dalla crescita politica, militare e produttiva della Germania e nel 1904 firmarono un accordo di reciproco sostegno, denominato <em>entente cordiale</em> (intesa cordiale).<br>Nel 1907 il triangolo diplomatico tra <strong>Francia</strong>, <strong>Russia</strong> e <strong>Gran Bretagna</strong> venne completato da un’intesa anglo-russa: si formò così la <strong>Triplice Intesa</strong>, contrapposta alla Triplice Alleanza.<br><br>Nell'immagine: locandina russa del 1914 che rappresenta la Triplice Intesa</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:37:21 UTC</pubDate>
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         <title>1908 Henry Ford produce la prima Ford T</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 27 settembre 1908 uscì dallo stabilimento della Ford Motor Company di <strong>Detroit</strong> (USA) la Ford T, una delle automobili più famose della storia, conosciuta anche come <em>Tin Lizzie</em> (utilitaria) o <em>Flivver</em> (macinino). Si trattava di un'auto <strong>semplice ed economica</strong>, prodotta per la prima volta in grande serie. Henry Ford (1863-1947) applicò, infatti, nelle sue industrie i princìpi elaborati dall'ingegnere americano Frederick Winslow <strong>Taylor</strong> che&nbsp; propose una regolamentazione più efficace dei ritmi di lavoro al fine di eliminare movimenti e pause inutili, preparando la nascita della<strong> catena di montaggio</strong>. Ciò determinò un <strong>incremento</strong> <strong>della</strong> <strong>produzione</strong>, ma anche una vera e propria <strong>disumanizzazione</strong> <strong>del</strong> <strong>lavoro</strong>. L’abbattimento dei costi di produzione, reso possibile dalla catena di montaggio, fece diminuire i prezzi dei prodotti industriali rendendoli <strong>accessibili</strong> ad un numero sempre più alto di persone.<br><br>Nell'immagine: Henry Ford accanto a una delle sue automobili</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:37:29 UTC</pubDate>
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         <title>1909 Il manifesto del futurismo di Marinetti</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/b5moj9en5o2zowvt/wish/1948992870</link>
         <description><![CDATA[<div>Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) fu il massimo esponente del <strong>Futurismo</strong>, il primo movimento artistico e culturale italiano destinato ad avere una risonanza mondiale, dopo la crisi del Barocco. Il 20 febbraio del 1909 Marinetti pubblicò sul quotidiano francese <em>Le Figaro</em> il Primo manifesto del Futurismo, che segnò l’atto di nascita del movimento e ne fissò fin dall'inizio i principali caratteri. Il Futurismo celebrava il <strong>mito del&nbsp; progresso</strong>, della <strong>macchina</strong>, della nuova <strong>civiltà industriale</strong>, della <strong>velocità</strong> e della <strong>modernità</strong>. Esaltava, inoltre, la <strong>guerra</strong>, <strong>l'audacia</strong> e il <strong>disprezzo del pericolo</strong>. In campo letterario il Futurismo italiano non raggiunse risultati significativi, mentre migliori sono i&nbsp; risultati letterari del Futurismo in <strong>Russia</strong>, grazie soprattutto al poeta Vladimir <strong>Majakovskij</strong> (1893-1930).<br><br>Nell'immagine: Umberto Boccioni,&nbsp;<em>Elasticità</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:37:42 UTC</pubDate>
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         <title>1911 Guerra di Libia</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/b5moj9en5o2zowvt/wish/1948993259</link>
         <description><![CDATA[<div>Approfittando della crisi in cui si trovava l'Impero ottomano, dilaniato dalle guerre balcaniche, Giolitti decise di&nbsp; tentare la conquista dei <strong>residui territori ottomani in Africa</strong>, quelli della Libia. L’Italia inviò un ultimatum alla Turchia, con la richiesta di acconsentire alla penetrazione italiana in Cirenaica e Tripolitania. L’ultimatum venne respinto, e il 29 settembre del 1911<strong> l’Italia dichiarò guerra alla Turchia</strong>. La guerra risultò più difficile e lunga del previsto. L’Impero ottomano subì l’occupazione italiana del Dodecaneso e la minaccia diretta della fotta italiana sullo stretto dei Dardanelli. Fu così costretto a firmare il<strong> trattato di Losanna</strong> (18 ottobre <strong>1912</strong>), che riconobbe la <strong>sovranità italiana sulla Libia</strong> e l’impegno dell’Italia a lasciare le isole del Dodecaneso. La conquista della Libia diede però risultati <strong>deludenti</strong> e risultò poco rilevante a livello diplomatico. &nbsp;<br><br>Nell'immagine: una cartolina postale illustrata di propaganda bellica per la guerra in Libia</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:37:57 UTC</pubDate>
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         <title>1912 Riforma elettorale di Giolitti</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra la fine dell’Ottocento e la Prima guerra mondiale quasi tutti i Paesi dell’Europa occidentale approvarono leggi che <strong>allargavano il corpo elettorale</strong>; alla vigilia della Prima guerra mondiale in Europa votavano circa <strong>50 milioni di persone</strong>. Quarant’anni prima gli aventi diritto erano meno della metà.<br>In Italia nel <strong>1912</strong> il Parlamento approvò la riforma elettorale elaborata da Giolitti che consentì di esercitare il diritto di voto a <strong>tutti i maschi maggiorenni alfabetizzati</strong> e a tutti gli uomini analfabeti che avessero compiuto trent’anni e che fossero idonei al servizio militare.</div><div>Nel <strong>1919</strong> il <strong>suffragio maschile</strong> fu reso <strong>universale</strong> ma solo nel <strong>1946</strong>, con l'estensione del diritto di voto alle <strong>donne</strong>, si completò il percorso che portò tutti i cittadini italiani alle urne.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:38:09 UTC</pubDate>
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         <title>1912 Inizio delle guerre balcaniche</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’ottobre <strong>1912</strong>, approfittando delle difficoltà interne della <strong>Turchia (Impero Ottomano)</strong>, la coalizione della <strong>Lega balcanica </strong>che univa <strong>Bulgaria</strong>, <strong>Serbia</strong>, <strong>Grecia</strong> e <strong>Montenegro</strong>, le dichiarò guerra dando inizio alla cosiddetta prima guerra balcanica. Al conflitto, che ebbe un esito favorevole per gli Stati aggressori, pose fine il trattato di pace firmato a Londra nel 1913. La <strong>Bulgaria</strong>, però, insoddisfatta di quanto le era stato riconosciuto a Londra, decise di <strong>attaccare i precedenti alleati</strong> a cui si erano unite anche la Romania e la stessa Turchia e dando così il via alla <strong>seconda guerra balcanica</strong>. La Bulgaria ne uscì sconfitta e dovette rinunciare, con gli accordi di Bucarest del 1913, alle proprie pretese. In seguito alle due guerre balcaniche, <strong>l’Impero ottomano perse quasi tutti i suoi territori europei</strong> che vennero spartiti fra gli Stati vincitori, ai quali si aggiunse il neonato principato di Albania.<br>La <strong>Bosnia fu ceduta all'Austro-Ungheria </strong>e il governo serbo <strong>non ne fu contento</strong>: all'interno della regione bosniaca vivevano molti servi di fede ortodossa che sostenevano la causa serba legata all'espansione dei suoi territori.<br>Gli Stati della Lega Balcanica avevano <strong>l'appoggio della Russia</strong>, che voleva <strong>veder cadere </strong>del tutto l'Impero Ottomano.<br>Le due guerre balcaniche rappresentarono un'importante premessa per lo scoppio della <strong>Prima Guerra Mondiale</strong>: fu proprio in seguito all'espansione serba nella regione che l'Austria-Ungheria cominciò ad allarmarsi. Tali timori erano condivisi dalla <strong>Germania</strong>, che vedeva nella Serbia un prezioso alleato della minacciosa Russia.&nbsp;<br>Perciò, in questo periodo, i Balcani furono soprannominati "la Polveriera d'Europa".</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:38:34 UTC</pubDate>
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         <title>1912 Affonda il Titanic</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/b5moj9en5o2zowvt/wish/1948994274</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912&nbsp; il <strong>transatlantico britannico </strong>Titanic entrò in collisione con un enorme <strong>iceberg</strong> e nel giro di poche ore affondò.<br>Il Titanic, completato in tre anni nei cantieri Harland and Wolff di Belfast e costato 7.5 milioni di dollari, venne presentato come un “gioiello di tecnologia e di sicurezza” dalla <strong>White Star Line</strong>, compagnia di navigazione inglese.<br>Le cabine erano divise in tre classi. La <strong>prima</strong>, la più lussuosa era riservata agli esponenti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia dell’epoca, la seconda agli appartenenti alla <strong>classe media</strong> e l'ultima si riempì di <strong>emigranti</strong> che andavano incontro a una nuova vita nel continente americano.<br>Salpato il 10 aprile da <strong>Southampton</strong>, in Inghilterra, per il suo viaggio inaugurale, avrebbe dovuto raggiungere <strong>New York</strong>, ma delle 2.223 persone a bordo ne sopravvissero solo 705.<br>Con l'inabissamento del Titanic <strong>s’infranse il sogno della </strong><strong><em>Belle Époque</em></strong>.<br>Consiglio di lettura: "La ricamatrice di segreti" di Kate Alcott.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 09:38:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il fenomeno dell&#39;emigrazione italiana</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Circa <strong>27 milioni </strong>di italiani, tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, si imbarcarono in viaggi avventurosi verso Paesi lontani come gli <strong>Stati Uniti, l'Australia o il Sud-America</strong>, in cerca di un futuro migliore.<br>Quanto riportato nel fil pdf sono solo alcuni degli <strong>stereotipi e dei pregiudizi </strong>che circolavano nel continente americano riguardo la stirpe italica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 10:34:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <pubDate>2021-12-15 10:55:30 UTC</pubDate>
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         <title>Esempio di nave di emigrati.</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 10:58:58 UTC</pubDate>
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         <title>La questione della lingua in Italia</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con l'espressione ‘<strong>questione della lingua</strong>’ si indica una disputa su quale modello linguistico adottare nella penisola italiana; sorta in ambito letterario, ebbe la sua fase più acuta agli inizi del Cinquecento, per poi protrarsi con alterne vicende fino ad oltre Alessandro Manzoni. <strong>Solo nel Novecento</strong>, vari fattori socio-economici favoriscono la definitiva <strong>omogeneizzazione linguistica </strong>e comportano l'affermazione progressiva della lingua tra tutta la popolazione: <br>- l'<strong>amministrazione centralizzata</strong> e il ruolo del <strong>sistema scolastico</strong> nella promozione di un unico standard; <br>- le <strong>migrazioni</strong> interne (dal Sud verso il Nord) e verso l'estero; <br>- il <strong>servizio militare</strong> obbligatorio; <br>- i <strong>mezzi di comunicazione di massa </strong>(in particolare, nella seconda metà del secolo, la televisione).<br><strong>Da leggere</strong>: il libro a fumetti "Il sogno dell'italiano", su Classroom.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 11:02:29 UTC</pubDate>
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         <title>28 giugno 1914</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>L'<strong>attentato di Sarajevo</strong> fu il gesto omicida compiuto dal giovane attentatore serbo-bosniaco <strong>Gavrilo Princip </strong>contro l'arciduca <strong>Francesco Ferdinando</strong>, erede al trono d'<strong>Austria-Ungheria</strong>, e sua moglie Sofia durante una visita ufficiale nella Città bosniaca il <strong>28 giugno 1914</strong>.<br><br>In quel giorno di solenni celebrazioni in onore di San Vito e festa nazionale serba, <strong>Francesco Ferdinando e Sofia furono colpiti a morte </strong>mentre percorrevano in automobile le strade di Sarajevo in mezzo a due ali di folla, dalla quale furono sparati <strong>due colpi di pistola</strong> esplosi da <strong>Gavrilo Princip</strong>, giovane nazionalista membro della Mlada Bosna (Giovane Bosnia). Nei mesi precedenti all'attentato, <strong>Princip</strong> venne a contatto con il gruppo terroristico ultranazionalista<strong> Crna Ruka (Mano nera)</strong>, che<strong> mirava</strong> all'<strong>autonomia della Bosnia</strong> dal giogo austriaco, per diventare parte integrante del Regno di Serbia, e con questa organizzazione pianificò l'attentato. <br>L'arciduca e la consorte, prima di essere uccisi, <strong>scamparono ad un primo attentato </strong>dinamitardo compiuto da alcuni complici di Princip, i quali mancarono il bersaglio e ferirono due ufficiali a bordo della macchina a seguito dell'arciduca. Accertatosi delle condizioni di salute dei feriti ricoverati in ospedale, <strong>Francesco Ferdinando proseguì la visita </strong>lungo la via principale parallela al fiume che attraversa la città, lungo il quale <strong>Princip ebbe l'occasione di portare a termine il compito prefissatosi</strong>. Tuttavia ancora oggi non vi è assoluta certezza circa lo svolgimento esatto degli eventi principalmente a causa delle incongruenze nei racconti dei testimoni.<br><br></div><div>Il gesto fu assunto dal <strong>governo di Vienna</strong> come il <strong>casus belli</strong> che diede formalmente<strong> inizio alla Prima Guerra Mondiale</strong>. Appena un mese dopo l'uccisione della coppia, il 28 luglio l'<strong>Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia</strong>, dando il via ad un conflitto senza precedenti nella storia, che avrebbe richiesto la mobilitazione di oltre 70 milioni di uomini e la morte di oltre 9 milioni di soldati e almeno 5 milioni di civili.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-15 11:46:51 UTC</pubDate>
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         <title>Memes sull&#39;accaduto</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <pubDate>2021-12-15 12:03:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <pubDate>2021-12-15 12:09:03 UTC</pubDate>
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         <title>Il cambiamento dei confini mondiali dopo le differenti guerre</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <pubDate>2021-12-15 12:28:53 UTC</pubDate>
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