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      <title>Benvenuti a Casoli by Teresa Valente</title>
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      <pubDate>2022-09-06 09:06:56 UTC</pubDate>
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         <author>amministratore30</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Nell’aprile del 1940 Casoli fu scelta dal ministero dell’Interno come luogo idoneo all’internamento di “ebrei stranieri”.Furono individuati due edifici principali per allestirvi il campo di concentramento,&nbsp;<strong>Palazzo Tilli e l'</strong>ex <strong>Municipio.&nbsp;</strong>Il 27 gennaio 2018 il Comune di Casoli ha apposto una targa contenente tutti i 218 nomi degli internati civili “ebrei stranieri”(108), e degli internati politici “ex jugoslavi” (110) – così definiti dal regime fascista – che tra gli anni 1940 e 1943 furono internati nel campo di concentramento di Casoli ed ha dato il nome di <strong>Piazza della Memoria</strong> allo spazio antistante i luoghi dell’ex campo fascista.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 21:36:24 UTC</pubDate>
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         <author>amministratore30</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel cuore di Casoli (Chieti) rinasce <strong>Palazzo Tilli</strong>. L'edificio storico settecentesco, appartenuto alla famiglia Tilli e agli eredi fino al 2013, è stato rilevato e sottoposto ad un minuzioso intervento di restauro conservativo da parte dell'imprenditrice <a href="http://www.antonellallegrino.it/"><strong>Antonella Allegrino</strong></a>.&nbsp;<strong>Palazzo Tilli </strong>è uno dei gioielli del patrimonio artistico e architettonico abruzzese perché rappresenta un caso esemplare di costruzione arrivata integra fino ai nostri giorni. L'immobile è costituito da quattro piani con cantine, piano Cappella, primo e secondo piano, ambienti questi ultimi che vedono un susseguirsi di antichi saloni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 21:42:02 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>LA CHIESA PARROCCHIALE</div><div>Nel centro storico è situata la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, derivata dalla cappella palatina dell’adiacente Castello Ducale e dedicata a Santa Maria Assunta nel 1455 per opera dei principi Orsini. Nel XVIII secolo, sotto la signoria dei D’Aquino, la Chiesa fu ampliata con l’aggiunta della navata centrale, della zona absidale e della navata destra. Dopo un successivo restauro effettuato nel 1868 la Chiesa ha assunto un aspetto neoclassico anche nella facciata ingentilita da una doppia scalinata che conduce all’ingresso principale. All’interno, nonostante le perdite subite dal XVIII secolo in poi, la Chiesa conserva pregevoli arredi sacri e quadri di sicura rilevanza artistica, tra cui una Madonna del Rosario del 1572 ed una Madonna del Carmine della seconda metà del XVI secolo di autore ignoto, un San Gilberto in Gloria del 1797 di Pasquale Bellonio da Ortona ed una Madonna con Bambino, San Giacinto e San Biagio del 1848 di Francesco Maria De Benedictis. Da segnalare anche lo sportello ligneo del Battistero antico del XVI secolo con scolpito lo stemma della Università di Casoli e l’arma degli Orsini.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 21:50:31 UTC</pubDate>
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         <author>amministratore30</author>
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         <description><![CDATA[<div>IL CASTELLO</div><div>Nella seconda metà del IX secolo, Casoli era già un “Castrum” della contea di Manoppello e vi restò sino alla fine del XV secolo cadendo in potere la contea stessa fino agli Orsini.</div><div>La torre pentagonale a forma di puntone costituì la prima struttura del Castello Ducale. La forma fa risalire l’origine al periodo alto medievale e fu realizzata fra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, per il controllo delle Valli dell’Aventino e del Sangro. Lo sviluppo del Castello nella struttura che vediamo oggi, è legato al passaggio di proprietà tra le famiglie più importanti quali gli Orsini (XIV secolo), i D’Aquino (XVII secolo) ed infine dei Masciantonio (XIX secolo).</div><div>Insieme al castello, agli Orsini si deve la costruzione della adiacente Chiesa di Santa Maria Maggiore, come testimoniano i due leoni ora posizionati sulla facciata esterna della cappella del purgatorio, navata sinistra della chiesa.</div><div>Inizialmente la chiesa era la cappella gentilizia della famiglia Orsini che utilizzava saltuariamente&nbsp; il Castello che, inizialmente aveva la funzione, di deposito di derrate alimentari.</div><div>Con il passare degli anni la costruzione di altre stanze fece sì che fosse anche residenza delle famiglie nobili in particolare della famiglia D’Aquino, il completamento definitivo avvenne ad opera delle famiglie Di Benedetto-Masciantonio.</div><div>Ospiti illustri del Castello furono Gabriele d’Annunzio, di cui si leggono ancora oggi i suoi versi sulle pareti della stanza nella quale pernottava; il cenacolo abruzzese e lo scienziato Guglielmo Marconi, tutti ospiti dell’onorevole Pasquale Masciantonio.</div><div>Nel 1928, con provvedimento del Ministero della pubblica Istruzione, il palazzo e la torre sono stati dichiarati monumento nazionale.</div><div>Durante la II guerra mondiale, Casoli si trovava lungo la linea Gustav e il castello fu occupato prima dai tedeschi e poi dagli anglo americani che, il 5 dicembre del 1944 videro nascere “La brigata Majella” formazione partigiana che contribuì a liberare il paese fino a Castel San Pietro Terme città gemellata con Casoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 21:54:11 UTC</pubDate>
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         <author>amministratore30</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il nostro olio è frutto di un mix ponderato di tutte le nostre cultivazioni che insieme donano profumi inconfondibili e ragalano all’olio un gusto unico.<br><br>Un olio forte e gentile così come il suo territorio, l’Abruzzo.<br>Conserviamo gelosamente gli antichi appezzamenti di famiglia con impianti secolari che hanno visto susseguirsi a lavoro diverse generazioni della famiglia Tilli, dove dimorano le storiche cultivazioni del territorio casolano (Gentile, Intosso, Crognalegno, Olivastro), nel corso degli anni abbiamo affiancato nuovi impianti mono varietali realizzate con moderne scelte agronomiche proprio a voler proseguire il lavoro dei nostri nonni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 21:56:35 UTC</pubDate>
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         <author>amministratore30</author>
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         <description><![CDATA[<div>A Casoli c’era tanto tempo fa un carcere mandamentale, cioè era a servizio, se così si può dire anche dei paesi limitrofi, come Palombaro, Altino, Roccascalegna e Gessopalena.<br><br></div><div>Pare che la presenza delle carceri a Casoli risalga agli anni dell’Unità d’Italia. Siamo nel 1862 quando il famoso, almeno per le terre della provincia di Chieti,&nbsp; brigante Domenico Valerio detto Cannone o Cagnotto, venne catturato e portato nelle carceri di Casoli.<br><br></div><div>“Il brigante Domenico Valerio, lungamente detenuto nelle carceri di Casoli, nel 27 e 28 luglio del 1862, era riuscito ad evadere e, subito dopo, associatosi alla bande brigantesche, ha prestato ad esse la sua opera in tutti i fatti clamorosi di quell’epoca; egli è il brigante più famigerato della provincia di Chieti, d’indole feroce, tale da incoraggiare i compagni ad imitarlo…<br><br></div><div>Trovandosi a scontare una pena per furto, fece un foro al tetto del nostro carcere e, saltando sui tetti delle case vicine, si diè alla campagna.”<br><br></div><div>Una volta finire in carcere era una cosa semplice, senza troppi complimenti, soprattutto senza carte, scartoffie e indagini del caso, si finiva in prigione per aver rubato qualcosa da mangiare, oppure per una scazzottata…il rituale era questo: il carcerato dalla caserma dei carabinieri ammanettato veniva fatto sfilare lungo il paese esposto “al pubblico ludibrio” e poi condotto in un posto misero, varcare un portone e subito dopo un cancello di ferro, salire due rampe di scale e qui iniziare il suo soggiorno…<br><br></div><div>Le carceri di Casoli hanno svolto la loro funzioni durante la Grande guerra, la seconda guerra mondiale e, agli inizi degli anni cinquanta, era ormai iniziato il suo lento declino.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-21 11:24:25 UTC</pubDate>
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         <author>amministratore30</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ORTO DI CRISTO rappresentava un collegamento con la chiesa di San Giacomo al piano situata l’attuale via Garibaldi, e apparteneva alla confraternita del Santissimo Sacramento e si trovava alla sinistra di chi guarda dal basso verso l’alto le cento scale. Nell’orto di Cristo, sono stati ritrovati scheletri umani, poiché era luogo di sepoltura da parte della confraternita, delle persone povere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-21 11:38:54 UTC</pubDate>
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         <author>isataraborrelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>La&nbsp;Chiesa di Santa Reparata è dedicata alla patrona di Casoli. All’inizio era dedicata a Santa Liberata, ma verso il 1800 prese il nome di Santa Reparata Martire, entrata nella venerazione dei Casolani in seguito all’apparizione ad un contadino locale. La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1447, come si legge in una iscrizione nella parete in fondo alla navata sinistra.&nbsp;<br><br></div><div>Secondo una leggenda, una delegazione di Casolani si recò a Roma per soddisfare un voto fatto in occasione di una pestilenza ed ottenne dal Papa il corpo di Santa Reparata. Durante la Seconda Guerra Mondiale una bomba cadde sulla chiesa e danneggiò solo alcuni quadri del soffitto a cassettoni dipinto in oro ed argento. Al suo posto sono stati realizzati riquadri piani. Possiamo ammirare, inoltre, la statua in legno di Santa Reparata e il trittico dedicato a Santa Liberata del 1600 circa.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-22 19:51:26 UTC</pubDate>
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         <author>isataraborrelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo stemma dei Comune di Casoli rappresenta una torre che poggia su una collina verde con uno sfondo azzurro. Nella parte superiore troviamo una corona d’argento e nella parte inferiore un ramoscello di alloro e uno di quercia con al centro il nastro tricolore.&nbsp; &nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-22 19:56:09 UTC</pubDate>
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         <author>isataraborrelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Casoli è uno dei&nbsp; "Borghi più belli d'Italia" ed ha conquistato il sesto posto nella classifica de “Il Borgo dei borghi 2023” nel programma <a href="https://www.facebook.com/KilimangiaroRai3/?__cft__%5b0%5d=AZWpNQGpIftdGfBKVattrTIGoFbhQQQVuON5g7i928ckUz2RG3ue9ags4rL4wuKQsHz_P0znbilTDVG3c-TlqJpBHmdRmi4tkfT7jngOWcBtYjjsg7Al36FP5rb7kLaf1RO-TjxxYLOYZTgzrbJGhuZOG4WQOQuGYpYnewcgX65ilb3nGti6QK9uExdSBqR5Idg&amp;__tn__=kK-R">Kilimangiaro</a>. Fa parte dei “Borghi più belli d’Italia” dal 18 agosto 2020, come potete leggere nell’insegna...<br><br></div><div>Casoli è situato su di una collina che domina la Valle dell’Aventino e si trova all’interno del bel Parco Nazionale della Majella; insomma, capite bene che ci troviamo in un’area naturalistica a dir poco meravigliosa!</div><div>Le origini di Casoli risalgono al periodo dell’alto Medioevo, quando gli abitanti della città romana di Cluviae ebbero la necessità di spostare le loro abitazioni per difendersi dagli attacchi dei Saraceni, ed è così che nei tempi più antichi la città di Casoli si chiamava “Casulae”, appunto, agglomerato di piccole case.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-22 19:58:26 UTC</pubDate>
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