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      <title>LA CAMPANIA TRA TRADIZIONE E CULTURA by Michele Acierno</title>
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      <description>IL FOLCLORE, LA BELLEZZA E IL PATRIMONIO GASTRONOMICO</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-11-26 11:51:17 UTC</pubDate>
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         <title> LA CAMPANIA  FRA TRADIZIONE E CULTURA </title>
         <author>aciernomichele00_</author>
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         <description><![CDATA[<p>La Campania non è solo luoghi comuni, ma anche complessità e per alcuni versi completezza. La Regione sforna contraddizioni a gogò, bellezze, curiosità, cultura e sovente anche bruttezze. Ma forse la base sua bellezza sta proprio qua: quando tutto sembra volgere al bello, c’è sempre qualcosa che riesce a rovinarne l’immagine di fondo; quando tutto sembra volere al brutto, c’è sempre qualche particolare che la rivaluta e ne eleva l’immagine fino ad arrivare ai massimi livelli.</p><p>Questa è in fondo la Campania, che all’estero, per molti versi, identificano spesso con la nostra intera nazione. Perché non c’è dubbio che purtroppo, evocando uno pseudo-romanticismo che forse non c’è più, nel mondo esiste ancora una sorta di identificazione fra Italia da una parte e la triade sole-pizza-spaghetti.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 11:58:22 UTC</pubDate>
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         <title>PULCINELLA </title>
         <author>aciernomichele00_</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p>Pulcinella è una delle maschere più note della tradizione italiana meridionale. La sua origine risale al Seicento, essendo la sua presenza documentata da diverse raffigurazioni dell'epoca. Alcuni tuttavia rintracciano le sue origini nei personaggi delle "fabulae atellanae" come Macco e Dosseno, di cui conserva alcuni caratteri esteriori e interiori, come la gobba e il ventre sporgente, unite ad una certa malizia. L'abito di scena richiama quello dello Zanni, con l'ampio camicione bianco serrato dalla cintura nera tenuta bassa sopra i calzoni cadenti. La sua maschera è nera, glabra, con gli occhi piccoli e il naso adunco, che dava alla voce degli attori una caratteristica tonalità stridula e chioccia. Alcuni attori e burattinai utilizzavano un particolare strumento detto "sgherlo" o "pivetta", per accentuare questa caratteristica della voce. Alla voce e al naso a becco sembra essere legato anche il nome pulcinella, da "pulcino". Il carattere del personaggio richiama quello dello Zanni, pur essendo più complesso e articolato. Servo sciocco e insensato, non manca spesso di arguzia e buon senso popolare. In lui si mescolano un'intensa vitalità ed un'indole inquieta, triste e sempre pronta a stupirsi delle cose del mondo. Secondo la tradizione primo interprete e principale inventore del personaggio di Pulcinella fu l'attore Silvio Fiorillo, vissuto nella seconda metà del Cinquecento, che lo condusse alla notorietà insieme alla Compagnia degli Accesi. </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 12:07:00 UTC</pubDate>
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         <title> TARANTELLA  NAPOLETANA</title>
         <author>aciernomichele00_</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Storia della tarantella napoletana</strong></p><p><strong>I racconti popolari collocano la nascita della tarantella in epoca greca. Secondo molti, infatti, il ballo venne ideato per inaugurare i culti orgiastici di Dioniso, ragion per la quale per molto tempo fu vietato dalla religione cattolica.</strong></p><p><strong>La tarantella come oggi la conosciamo, però, nacque nel Settecento. La danza, messa in scena dai giovani popolani del tempo, aveva una preziosa funzione aggregativa: il fine del ballo era quello di animare celebrazioni religiose e feste di paese.</strong></p><p><strong>La tarantella napoletana porta con sé tantissimi diversi significati. Il legame con i culti di Dionisio, infatti, le attribuisce una grande carica erotica, mentre la repressione che ne conseguì arricchisce la danza di un nuovo senso: a seguito della persecuzione cattolica, che si abbattette contro i danzatori, il ballo divenne moto di protesta e simbolo della lotta contro l’oppressione.</strong></p><p><strong>In passato, in realtà, alla tammurriata venivano attribuite addirittura proprietà curative. In particolare, la danza era utilizzata come rimedio contro il morso di serpenti e tarantole: la credenza comune vedeva il sudore profuso durante il ballo come capace di eliminare il veleno.</strong></p><p><strong>Dal Settecento in poi – quando la tarantella venne accolta non solo dalla tradizione partenopea ma anche dalla religione cattolica – essa diviene una curiosa e allegra espressione dell’energia di Napoli.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 12:42:45 UTC</pubDate>
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         <title>GOLFO DI NAPOLI </title>
         <author>aciernomichele00_</author>
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         <description><![CDATA[<p>Una delle più belle vedute della città partenopea: Il Vesuvio che fa da sfondo al magnifico golfo di Napoli </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 12:51:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aciernomichele00_</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 12:59:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aciernomichele00_</author>
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         <description><![CDATA[<p>La <strong>dieta mediterranea</strong> è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari che sono stati diffusi in alcuni Paesi del bacino mediterraneo, ed è da ciò che deriva il nome, ispirato alle abitudini alimentari di Spagna, Italia e Grecia negli anni '60. La dieta venne riconosciuta dall'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/UNESCO">UNESCO</a> come bene protetto e inserito nella lista dei <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patrimoni_orali_e_immateriali_dell%27umanit%C3%A0">patrimoni orali e immateriali dell'umanità</a> nel 2010. Il regime alimentare si fonda su alimenti il cui consumo è abituale in Paesi del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bacino_del_Mediterraneo">bacino mediterraneo</a>, in una proporzione che privilegia <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cereali">cereali</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Frutta">frutta</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Verdura">verdura</a>, semi, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_oliva">olio di oliva</a>, rispetto ad un più raro uso di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carne">carni rosse</a> e grassi animali (grassi saturi), mentre presenta un consumo moderato di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pesce">pesce</a>, carne bianca (<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pollame">pollame</a>), <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legumi">legumi</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_(alimento)">uova</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Latticini">latticini</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vino">vino rosso</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dolce_(cucina)">dolci</a>. La dieta mediterranea è associata a una riduzione della mortalità e può aiutare, con la perdita di peso, le persone obese. Molti popoli che risiedono sulle coste del Mediterraneo con grandi differenze etniche, culturali, religiose, economiche e politiche, possono aver influito sulla quantità e sulla qualità dell'alimentazione. Per questo l'identificazione di elementi dietetici comuni ha rappresentato una sfida per gli studiosi. Data la grande varietà delle abitudini gastronomiche dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo e le loro variazioni nel corso della storia, si è ritenuto di dover riservare il termine di Dieta Mediterranea, in senso stretto, alle abitudini alimentari associate a esiti più salutari in alcune località dell'isola di Creta e dell'Italia meridionale. E poiché il principale apporto di grassi di quei <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppi_sociali">gruppi sociali</a> veniva dall'olio d'oliva, il modello dietetico è stato esteso a includere le diete consumate nei paesi mediterranei produttori di olive.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 13:02:37 UTC</pubDate>
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