<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Italsider Bagnoli by Sara Buono</title>
      <link>https://padlet.com/sarabuono2001/az9qqkd9xq2e</link>
      <description>Classe operaia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-06 13:51:26 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-05-06 14:06:34 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet-assets.s3.amazonaws.com/icons/Dootheets.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>Le condizioni di lavoro</title>
         <author>sarabuono2001</author>
         <link>https://padlet.com/sarabuono2001/az9qqkd9xq2e/wish/258302748</link>
         <description><![CDATA[<div> Il 20 ottobre 1990, dopo lʼultima colata, viene spenta lʼarea a caldo del centro siderurgico di Bagnoli, uno dei più grandi dʼEuropa. La sua attività era cominciata 84 anni prima, nel 1906, grazie alla «Legge per il risorgimento economico di Napoli» del 1904, ispirata e fortemente voluta dal meridionalista Francesco Saverio Nitti. Intorno alla metà degli anni ‘90 del secolo scorso, inizia la «dismissione» di quello che gli operai chiamavano «‘O cantiere». Si consuma così il destino della «città del ferro», la cui vicenda ha una valenza che trascende lʼambito locale, in quanto si intreccia strettamente con il cammino dellʼItalia industriale, con il Novecento e i suoi aspetti fondamentali, con le esperienze e lʼesistenza di intere generazioni di lavoratori. Anche i politici non davano alcuna importanza ai lavoratori tanto è vero che usarono Bagnoli ,come arma di lotta politica e di potere, e non nellʼinteresse economico e produttivo del Paese e dei lavoratori. Era una fabbrica infernale con escursione termiche intollerabili con condizioni igieniche da terzo mondo , tanto è vero che gli operai lavoravano con dei “pantaloncini” e dei “sandali” questa era la loro divisa se si può definire tale. Fino allʼinizio degli anni 70 si registra una media di 4 morti e centinaia di infortuni allʼanno , tra questi ci fu anche un incidente gravissimo un operaio cadde nellʼacciaio bollente ( la cui temperatura si aggirava intorno ai 1.650 gradi ) per cui non rimase niente del corpo, i superiori voleva che questa ghisa veniva usata , ma gli operai si ribellarono per rispetto al loro compaesano. Le condizioni disumane dellʼacciaieria comportavano anche danni sulla vita privata degli operai , soprattutto il colore infernale comportava stress e malattie. </div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-05-06 13:56:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sarabuono2001/az9qqkd9xq2e/wish/258302748</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
