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      <title>L&#39; angelus di Millet by Xdany1706X</title>
      <link>https://padlet.com/daniloventorino/az923tq5gaud</link>
      <description>Danilo Ventorino 3^F</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-12-20 15:31:18 UTC</pubDate>
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         <title>la storia di Millet</title>
         <author>daniloventorino</author>
         <link>https://padlet.com/daniloventorino/az923tq5gaud/wish/217518249</link>
         <description><![CDATA[<div>Jean-François Millet nacque il 4 ottobre 1814 a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gr%C3%A9ville-Hague">Gréville-Hague</a>, in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Normandia">Normandia</a>, primogenito di Jean-Louis-Nicolas e Aimée-Henriette-Adélaïde Henry Millet, entrambi poveri contadini. Millet iniziò la sua precoce ma irregolare formazione su iniziativa dei genitori, che lo affidarono ad alcuni precettori privati, per poi proseguire gli studi a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cherbourg">Cherbourg</a>, dove giunse nel 1833 a studiare pittura sotto la guida del ritrattista Paul Dumouchel, senza per questo trascurare di aiutare la famiglia nel duro lavoro dei campi. Nel 1835 passò a <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lucien-Th%C3%A9ophile_Langlois&amp;action=edit&amp;redlink=1">Lucien-Théophile Langlois</a>, un emulo di <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Baron_Gros&amp;action=edit&amp;redlink=1">Baron Gros</a>, e nel 1837 grazie a una borsa di studio si trasferì a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a> per frequentare l'École des Beaux-Arts sotto la direzione del pittore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Delaroche">Paul Delaroche</a>. Fu nella capitale francese che Millet esordì senza gloria, al Salon del 1839.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Millet#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a><br>Tornato a Cherbourg nell'inverno 1840-1841 vi incontrò Pauline-Virginie Ono, fanciulla della quale si invaghì perdutamente e che fu la sua prima moglie: purtroppo morì precocemente, tre anni dopo le nozze, lasciando l'artista sopraffatto dal dolore. Millet, in ogni caso, decise inizialmente di dedicarsi alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ritrattistica">ritrattistica</a>, genere che nella piccola Cherbourg riusciva a fruttargli qualche commissione, per poi adattarsi pur di vivere a una mediocre produzione di dipinti a soggetto mitologico.<br><br></div><div><br>Fu nel 1846-47 che Millet strinse amicizia con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Constant_Troyon">Constant Troyon</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Narcisse_Diaz">Narcisse Diaz</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Charles_Jacque&amp;action=edit&amp;redlink=1">Charles Jacque</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Th%C3%A9odore_Rousseau">Théodore Rousseau</a>, artisti che formeranno il primo nucleo della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_di_Barbizon">scuola di Barbizon</a>. Fu grazie a questi incontri che Millet iniziò a dedicarsi alla vita contadina, il tema più vicino alla sua sensibilità artistica. Nel 1848 iniziò a riscuotere i primi successi al Salon, che ospiterà le sue tele sino al 1865: tra le sue tele più acclamate vi fu <em>Il seminatore</em> (1850), tela che pur venendo aspramente criticata dalle firme più conservatrici riscosse i plausi dei repubblicani e dei critici di sinistra.<br><br></div><div><br>Sotto l'influsso dei <em>Barbizonniers</em>, nel giugno 1849, Millet decise di trasferirsi definitivamente a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barbizon">Barbizon</a>, sfruttando una piccola somma stanziatagli dallo Stato. L'artista sarebbe rimasto in questo paesino per il resto della sua vita, allontanandosene raramente in occasioni di due viaggi a Cherbourg, (1854, 1870) e a Vichy (1866, 1868). Fu proprio qui, tra l'altro, che licenziò le sue opere più celebri, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Angelus_(Millet)"><em>L'Angelus</em></a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Le_spigolatrici_(Millet)"><em>Le spigolatrici</em></a>, consolidando gradualmente la sua fama e arrivando persino a essere insignito del Cavalierato della Legion d'onore. Morì, infine, il 20 gennaio 1875.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Millet#cite_note-2"><sup>[2]<br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-20 15:38:30 UTC</pubDate>
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         <title>Il ritratto di Millet</title>
         <author>daniloventorino</author>
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         <description><![CDATA[<div>fatto da Fèlix Nadar</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-20 15:42:19 UTC</pubDate>
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         <title>Il suo stile</title>
         <author>daniloventorino</author>
         <link>https://padlet.com/daniloventorino/az923tq5gaud/wish/217522009</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Dal punto di vista stilistico Millet fu assai sensibile all'offensiva realista di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gustave_Courbet">Gustave Courbet</a>, dal quale prese ispirazione nel realizzare quadri diretti e privi di abbellimenti e dipingervi soggetti sino ad allora considerati triviali ed indegni di rappresentazione pittorica (in questo caso il lavoro quotidiano dei contadini). A differenza degli altri pittori realisti, tuttavia, Millet non utilizzò i suoi dipinti come strumento di denuncia sociale e, anzi, spesso li ricolmò con intensi coinvolgimenti lirici e sentimentali: questo fu uno degli aspetti più criticati dagli altri artisti e critici, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/C%C3%A9zanne">Cézanne</a>, che paragonava i dipinti di Millet ad una «vecchia ghiandola lacrimale».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Millet#cite_note-gf-5"><sup>[5]<br></sup></a><br></div><div><br>Malgrado ciò, le opere millettiane si distinguono per l'essenzialità geometrica delle forme, la regolarità e armonia delle composizione, il meditato equilibrio tra le luci e le ombre e per il bilanciamento tra macchie e tonalismi dei colori: sono tutte caratteristiche che rivelano un'impostazione classica, oltre che una ponderata riflessione compiuta sugli archetipi rinascimentali. Le figure umane presentano un corpo modellato con energica plasticità e hanno atteggiamenti ben definiti: al contrario, i dettagli del dipinto non sono analiticamente descritti, bensì sono appena accennati e fissati nella loro essenzialità.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Millet#cite_note-gf-5"><sup>[5]<br></sup></a><br></div><div><br>Le pitture di Millet ebbero vastissima eco e furono in molti a subire il suo influsso: speciale menzione meritano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pissarro">Pissarro</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seurat">Seurat</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gauguin">Gauguin</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Segantini">Segantini</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Ridgway_Knight">Knight</a> e, soprattutto, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Van_Gogh">Van Gogh</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Millet#cite_note-gf-5"><sup>[5]<br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-20 15:51:08 UTC</pubDate>
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         <title>Temi</title>
         <author>daniloventorino</author>
         <link>https://padlet.com/daniloventorino/az923tq5gaud/wish/217522587</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Dopo gli esordi, indirizzati alla produzione di ritratti e di dipinti a soggetto storico-mitologico ed erotico-galante, Millet si orientò definitivamente verso la fonte più vera e sentita della sua ispirazione artistica: la vita agreste. I suoi quadri, in tal senso, furono rivoluzionari, poiché egli conferì ai suoi contadini una solennità e una dignità quasi eroica che verranno interpretati, in un clima segnato dalle lotte di classe, come un forte segno di emancipazione. Ispirandosi a un quadro millettiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Victor_Hugo">Victor Hugo</a> nel 1866 avrebbe celebrato «il gesto augusto del seminatore»,<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Millet#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a> e lo stesso Millet era consapevole della forza eroica dei suoi contadini, tanto che nel febbraio del 1851 scrisse:<br><br></div><div>« Come potete capire dai titoli, non ci sono donne nude o soggetti mitologici. Voglio cimentarmi con temi diversi da questi, che sento non essermi vietati, ma che non vorrei essere costretto a fare […] e questo perché, a costo di passare ancor più per socialista, è il lato umano, schiettamente umano, quello che in arte mi tocca di più; e, se potrò fare ciò che voglio, o almeno provarci, non farò nulla che non sia il risultato di impressioni ricevute dall'aspetto della natura, sia essa paesaggio o figure. E non è mai il lato gioioso quello che mi appare; non so dove sia e non l'ho mai visto. Ciò che di più allegro conosco è questa calma, questo silenzio di cui si gioisce così intimamente all'interno del bosco o sui campi arati. Mi direte che questo discorso è molto da sognatore, di un sogno triste, anche se certo dolcissimo [...] ma è lì, secondo me, che si trova la vera umanità, la grande poesia »</div><div><br>Attuando una vera e propria «epopea dei campi», Millet fu in grado di raccontare la vita dei contadini con vivissima vicinanza affettiva, analizzando la loro semplice e faticosa quotidianità nei campi in tutte le sue fasi e in ogni momento della giornata, dall'alba al tramonto. I quadri di Millet, pertanto, sono popolati da zappatori, piantatori di patate, contadini che lavorano nei vigneti, e pastorelle, impegnati in operazioni tipiche della sfera agreste (mietitura, fienagione, pasti) e non di rado idillicamente accolti dalla natura circostante, spesso resa in chiave mistica.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Fran%C3%A7ois_Millet#cite_note-4"><sup>[4]<br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-20 15:53:03 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; angelus</title>
         <author>daniloventorino</author>
         <link>https://padlet.com/daniloventorino/az923tq5gaud/wish/217524259</link>
         <description><![CDATA[<div><br>«<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angelus">Angelus</a>» (per esteso <em>Angelus Domini</em>) è il nome dato al rintocco delle campane che, tre volte al giorno, invitano i fedeli a recitare una devozione in ricordo del mistero perenne dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Incarnazione">Incarnazione</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Angelus_(Millet)#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a> È, per l'appunto, quello che stanno facendo i due contadini ritratti nel dipinto, che al suono delle campane della chiesa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chailly-en-Bi%C3%A8re">Chailly-en-Bière</a>, appena accennata sullo sfondo, hanno sospeso per un attimo la raccolta delle patate e si sono raccolti silenziosamente in preghiera; abbandonati gli strumenti di lavoro (la carriola con i sacchi sopra, il rastrello, il cesto pieno di verdure), entrambi sono completamente assorti nell'orazione, tanto che presentano il capo chino e le mani giunte al petto.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Angelus_(Millet)#cite_note-gf-2"><sup>[2]<br></sup></a><br></div><div><br>Mostrandosi assai sensibile all'influenza di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Baptiste-Sim%C3%A9on_Chardin">Jean-Baptiste-Siméon Chardin</a> e dei maestri olandesi del Seicento, il pennello di Millet ricolma <em>L'Angelus</em> di una solennità grave seppure sommessa, resa con la monumentalità dei due contadini (disegnati con un tratto vigoroso e sintetico), l'immobilità assorta di questi ultimi, l'improvviso splendore del tramonto, la visione dal basso e la sapiente sintesi delle forme.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Angelus_(Millet)#cite_note-gf-2"><sup>[2]<br></sup></a><br></div><div><br>In alto a destra, infine, vola lontanissimo uno stormo di rondini: la presenza dei volatili, ai margini del quadro, e l'abbigliamento dei due agricoltori suggeriscono che la scena è ambientata in una stagione calda, presumibilmente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Estate">estate</a> o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Primavera">primavera</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Angelus_(Millet)#cite_note-3"><sup>[3]<br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-20 15:58:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>daniloventorino</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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