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      <title>Storia di un quartiere by Sara D&#39;Arienzo</title>
      <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-02 22:25:57 UTC</pubDate>
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         <title>Storia di un quartiere</title>
         <author>kekkanugnes</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/152778322</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Intervista a mio nonno:<br>Un tempo, l'Italsider era un piccolo centro siderurgico e aveva un solo altoforno dove fuoriusciva ghisa liquida per essere poi trasformata in acciaio e lavorato.<br>Questo grande stabilimento, è situato vicino al mare dove arrivavano al pontile navi commerciali per portare materie prime o caricare prodotti finiti. L'acqua,inoltre, era anche molto importante per il raffreddamento nei reparti dove si lavorava travi o lingotti di ferro.<br>Mio nonno era uno degli operai della fabbrica, e lavorava nel reparto elettrico. Al principio,in quell'industria il lavoro era quasi sempre manuale e per questo che a qualche operaio succedeva una disgrazia. Ad esempio qualcuno è caduto nell'altoforno, qualcun altro è  stato trascinato dal treno che trasportava ghisa oppure qualcuno è precipitato da un carro gru.<br>Mio nonno dice che quando scioperavano per una giusta causa o per il nuovo contratto di lavoro,andavano in piazza e tutta la cittadina di Bagnoli si bloccava. Inoltre, si doveva controllare se c'era qualche allarme, e i compressori che azionavano i motori a 30.000 volte perchè aprivano e chiudevano i motori.<br>Con il passare del tempo la nuova tecnologia avanzava, e così quasi tutti i lavori vennero automatizzati.Nello stabilimento c'era anche una strada ferrata, una ferrovia interna per il trasporto della ghisa liquida dall'altoforno ai reparti per la loro lavorazione, e per il trasporto ai pontili per imbarcare i prodotti finiti.<br>Dove si costruivano travi si costruì un nuovo reparto, un treno a nastri, cioè un nastro metallico avvolto su se stesso, e questo, fu l'ultimo prodotto che la fabbrica ha lavorato. Quando il cantiere lavorava a pieno ritmo, c'erano quasi 10.000 lavoratori che ogni mese,quando venivano pagati, per la città circolavano molti soldi.<br>Nel 1994 mio nonno era tra gli operai che cominciarono la rottamazione degli impianti e lo smantellamento dello stabilimento. Egli, ha lavorato fino al 1996,per 35 anni,rottamando impianti elettrici e il primo Settembre di quell'anno è andato in pensione.<br>''E' vero che c'è stato inquinamento per l'esalazione dello stabilimento che prendeva tutta la città,ma il lavoro non mancava e le famiglie vivevano adagiatamente. Adesso, l'inquinamento c'è ancora con lo smog, ma con la differenza che oggi, il lavoro manca totalmente e le famiglia si sono impoverite. L'italsider dopo alcuni anni, ha cambiato nome con Ilva, come a Taranto.<br>Riguardo i parchi, purtroppo non ci sono spazi per bambini, perchè il parco dello sport è stato iniziato, ma mai finito.''<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-09 14:23:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Intervista professoressa di arte:</title>
         <author>kekkanugnes</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/152791246</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima, la zona al di là della grotta di Fuorigrotta, era diversa perchè era molto verde e le costruzioni erano rurali (scuola,edilizia) e l'area della Castellana fu distrutta per l'Italsider.<br>C'era bisogno di acqua vicino l'Italsider, infatti era posto vicino al mare, per facilitare il trasporto con navi metallici e per il raffreddamento. Questa fabbrica produceva materiali pesanti come ferro, acciaio ecc..<br>L'altoforno era sempre acceso e per questo,<br> gli operai facevano tre turni: di giorno, di sera e di notte.<br>La zona di Bagnoli serviva per gli alloggi dei lavoratori. C'è il segreto di com'è organizzata l'area all'interno; era 200.0000 metri quadri,molto curata e i capi giravano in bici.<br>Era un periodo lavorativamente florido, solo che dopo un pò le industrie procuravano inquinamento di amianto, polveri di ferro..e questo, quando si sfaldava provocava molti problemi.<br>Le case diventarono marrone o rossastri perchè   le camuffavano dipingendole di questi colori.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-09 14:53:39 UTC</pubDate>
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         <title>Storia di un quartiere</title>
         <author>annabellapaone</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153220617</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>1)Com'era Bagnoli prima durante e dopo l'Italsider ?</div><div>Racconta nonna Maria...</div><div>"La popolazione non stava in buone condizioni prima a dell'Italsider ,perché non c'era molto lavoro.Bagnoli era ricoperta da terra ,prima della costruzione dell'Italsider.Quando fu costruito ,15.000 persone diventarono dipendenti, tra questi,mio marito che ne prese parte nel 1965 fino 1995,lì faceva turni alterni dalle 8:00 alle 14:00, dalle 14:00 alle 20:00 e dalle 20:00 alle 8:00. L'Italsider era un "cantiere" che produceva ferro,era molto pericoloso e anche rischioso lavorarci .Infatti molte persone morivano cadendo nell'altoforno: un forno grandissimo che fondeva il ferro ,c'erano minimo 8 morti al giorno.Col tempo si sono verificati casi di persone con problemi uditivi respiratori e problematiche tumorali per amianto infatti molte persone hanno anche ricevuto un riconoscimento di danno biologico per i danni provacati dall amianto. Dopo l'Italsider aumentó la disoccupazione.<br><br></div><div>2)Era meglio prima o dopo?</div><div>"Sicuramente meglio prima perché la possibilità di lavorare portava meno criminalità nel quartiere."<br><br></div><div>3)Cosa pensi di Bagnoli Futura e del progetto del porto?</div><div> " Spero che Bagnoli futura sia in un futuro molto vicino perché siamo ritornati alla distesa di terra primordiale. Qualsiasi progetto venga fatto è una forma di commercio e sviluppo della zona."<br><br></div><div>4)Cosa pensi del parco dello sport incompleto?</div><div><br></div><div>"Sono stati investiti soldi inutilmente senza avere profitti"<br><br></div><div>5)Ci sono spazi per i bambini?</div><div><br></div><div>" Molto limitati e sicuramente alcuni contaminati dall amianto."</div><div><br></div><div>" La disoccupazione è incrementata, se si investisse su questa zona sarebbe sicuramente un quartiere migliore magari senza buttare soldi inutilmente ,recuperando anche i progetti mai conclusi.."</div><div><br></div><div>-Nonna Maria,81 anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-11 14:19:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153220617</guid>
      </item>
      <item>
         <title>BAGNOLI FUTURA</title>
         <author>artelludovica</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153268645</link>
         <description><![CDATA[<div>Da decenni al centro di ambiziosi progetti di riqualifica, l'area dell'ex Italsider è dal 2002 al centro dei lavori della Società di Trasformazione Urbana "Bagnolifutura" i cui azionisti sono il Comune di Napoli, la città metropolitana e la Regione Campania. <br> <br> Il progetto prevede innanzitutto la bonifica dell'intera area abbandonata per permettere la realizzazione di un parco di 120 ettari e la balneazione della spiaggia.<br> L'elemento principale del progetto è la realizzazione di un grande parco a scala urbana e territoriale di circa 120 ettari che occuperà gran parte dell'area oggetto della bonifica.  Un'area di circa 70 ettari, ai margini del parco, è stata destinata per alberghi, attrezzature turistiche e produttive (connesse alla ricerca) e residenze mentre da definire è la localizzazione del previsto approdo turistico per circa 700 posti barca.<br> <br> Nel frattempo sono stati avviati i cantieri per tre progetti:<br> <br> Porta del Parco; un centro integrato per il Turismo che ospiterà aree per la promozione del turismo, una sala conferenze per congressi e manifestazioni di vario tipo; nello specifico entro il 2008 saranno realizzate nel centro piscine termali, strutture di idroterapia, saune, bagni turchi, solarium e due bar.<br> <br> Parco dello Sport; realizzazione di un polo sportivo di oltre 30 ettari, con una pista ciclabile che consente la percorribilità longitudinale dell'intero Parco, per circa 3.200 metri. Nella parte meridionale del parco sarà invece localizzato il campeggio 3 stelle per un'estensione di circa 25.000 m2. Tra le attrezzature sportive e quest'ultimo è, inoltre, previsto un biolago costituito da due distinte vasche con funzione anche di depurazione del sistema delle acque.<br> <br> Acquario tematico; realizzazione di un acquario tematico per le tartarughe marine esede di esposizioni sul tema del mare. Ha sede nell'ex impianto trattamento acqua (TNA) e sarà gestita in collaborazione con la Stazione zoologica Anton Dohrn.<br> <br> Gli altri progetti previsti nel piano i cui cantieri non sono ancora stati definitivamente avviati sono:<br> <br> Parco urbano; tra la spiaggia e il porto turistico, il Parco sarà arricchito da attrezzature sportive e balneari, da un laghetto, da un roseto e da altre attrezzature ricettive. Quattro grandi viali panoramici attrezzati collegheranno Bagnoli al Parco Urbano. È prevista una piazza dedicata all'Archeologia Industriale, alcuni giardini tematici di grande pregio botanico, nonché sistemi innovativi, distribuiti in varie aree del Parco, per la produzione di energia da fonti rinnovabili.<br> <br> Napoli Studios; saranno realizzati nell'ex Officina Meccanica e copriranno l'intera filiera delle produzioni cinematografiche ed audiovisive, potendo fare affidamento su impianti tecnologici all'avanguardia. Inoltre consentiranno di formare e avviare un congruo numero di giovani alle nuove professioni legate ai settori della multimedialità e dell'audiovisivo.<br> <br> Polo Tecnologico dell'Ambiente; un centro di eccellenza per l'erogazione di servizi ad alto contenuto tecnologico in campo ambientale. Sarà realizzato e gestito da una società congiunta tra la Camera di Commercio e la Bagnolifutura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 12:11:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Parco dello sport</title>
         <author>artelludovica</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153268932</link>
         <description><![CDATA[<div>La struttura sportiva, parte del progetto di riqualificazione dell'area ex Italsider, è praticamente terminata. Ma non entra in attività perché i giudici ipotizzano che sotto siano stati sepolti gli scarti della bonifica dell'area industriale. Ora è meta di saccheggi e vandalismi, mentre a Napoli mancano spazi per lo sport.<br> Infatti, ora il Parco giace tra erbacce e ruggine, esposto a continui furti. Lo spazio giochi per l’infanzia e i campetti di calcio e tennis sono sommersi da rovi e sterpi alte due metri, le giostre e le altalene marciscono al sole, la pista di atletica, per via delle piogge, è interessata da voragini. La vegetazione ha ricoperto pedane e panchine, attirando colonie di gabbiani e piccioni. Il guano si ammassa ovunque. Un sogno rapidamente trasformato in un incubo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 12:18:05 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA DI BAGNOLI</title>
         <author>artelludovica</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153269387</link>
         <description><![CDATA[<div>Bagnoli è un quartiere che fa parte, assieme a Fuorigrotta, della decima municipalità del comune di Napoli. <br> Confina a nord con il quartiere Pianura e con il comune di Pozzuoli, a sud con il quartiere Posillipo, a ovest affaccia sulla baia di Pozzuoli e a est confina con il quartiere Fuorigrotta. Del quartiere fa parte l'isola di Nisida.<br> Il quartiere, contraddistinto da una forte e visibile natura vulcanica, fa parte dei Campi Flegrei.<br> <br> Il nome Bagnoli deriva probabilmente da balneolis, in quanto, prima della realizzazione degli insediamenti industriali, ospitava diversi luoghi termali. Bagnoli poi ha legato indelebilmente il suo nome alla tradizione operaia: è stata, infatti, sede di uno dei più importanti insediamenti industriali del mezzogiorno e in particolare delle acciaierie dell'Ilva, ex Italsider, attive dall'inizio del '900 e dismesse dagli anni novanta.<br> <br> L'insediamento del polo industriale ha profondamente modificato la struttura dell'area.<br> <br> Tra il 1946 e il 1951 Bagnoli ospitò un campo profughi gestito dalla Organizzazione Internazionale per i Rifugiati. <br> La struttura, costruita negli anni ‘30, fu occupata dal Ministero della Guerra italiano fino al 1942 e nel 1944 divenne un orfanotrofio, il Collegio Constanzo Ciano. A metà febbraio del 1944, il 765mo Squadrone dell'aviazione statunitense occupò la zona, dormendo sui pavimenti in marmo.  Al termine della seconda guerra mondiale fu usata come campo profughi che fu teatro di una terribile atrocità consapevolmente commessa dagli Alleati dopo la Seconda Guerra Mondiale come parte della tristemente famosa Operazione Keelhaul.<br> <br> Nel gennaio 1953 l'area del campo profughi fu occupata dal Comando delle Forze Alleate del Sud Europa (AFSOUTH, Allied Forces Southern Europe), dal 2004 divenuto l'Allied Joint Force Command Naples - Comando della forza congiunta alleata a Napoli, e il nuovo complesso fu formalmente aperto il 4 aprile 1954, giorno del 5º anniversario del Trattato del Nord Atlantico (NATO).<br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 12:26:56 UTC</pubDate>
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         <title>Italsider (Nonno)</title>
         <author>erika_puzzy</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153270320</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quel che mi è stato raccontato nel prima e dopo guerra era un'industria che ha dato lavoro a tante persone. Durante questi anni di lavoro, le persone vivevano in modo agiato grazie alla continuità del lavoro. <br>Fino a quando nell'Ottobre del 1992 è avvenuta la chiusura del cantiere a causa dell'aumento dei costi non competitivi con i prezzi di mercato.<br><br>Si preferiva prima perchè c'era più lavoro e si viveva in modo migliore. <br><br>Il progetto di Bagnoli futura è un' ottima idea ma è molto lontano. Per quanto riguarda il progetto del porto sarebbe un' ottima prospettiva di lavoro per i giovani.<br><br>Il sindaco promise che il parco sarebbe stato ultimato entro un tot di tempo, ma purtroppo i lavori non sono stati ultimati, i fondi sono stati esauriti e il parco è ancor' oggi incompleto. <br><br>Non ci sono spazi per bambini, ci sarebbe stata un'occasione, se il parco fosse stato ultimato.<br><br>SPERIAMO IN UN FUTURO MIGLIORE! </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 12:49:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>anna_fuc_as_99</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153273934</link>
         <description><![CDATA[<div>1. Com'era la vita prima, durante e dopo l'Italsider?</div><div>"Prima dell'Italsider non ricordo perché più o meno è nata nel 1910, ma posso raccontarti durante com'era e dopo. Io ho iniziato il 18 agosto del 1962 ed ho la maggior parte ricordi buoni ricordi perché si lavorava e anche duramente, ma si scherzava molto con gli altri colleghi, ovviamente però ho anche ricordi non tanto buoni a causa dell'inquinamento che l'azienda portava al luogo di bagnoli, mi ricordo che quando andavo a fare il bagno a mare uscivo nero a causa del catrame derivato dal ferro che raffreddavano nel mare, poi c'erano i forni che cacciavano tantissimo fumo nero che quando stavi in azienda quasi non si vedeva il cielo. Nel 1990 molti miei colleghi cominciarono a far causa all'azienda a causa delle polveri cancerogene che portarono molte malattie, questo fu l'inizio del declino dell'azienda, cominciarono a licenziare tutti per paura di dover affrontare altre cause e perderle, così il 30 agosto 1992 sono stato mandato in pensionamento anticipato.</div><div>Dopo l'azienda ricordo un periodo di crisi perché molti non ebbero la fortuna come me di esser mandanti in pensionamento anticipato poiché lavoravano da poco."</div><div>2. Preferisci bagnoli di prima o quella di ora?</div><div>"Ovviamente quella di prima perché era meno urbanizzata, e mi ricordo che quando ero piccolo era pieno di lidi e i miei genitori affittavano una casa per stare vicino al male e soprattuto c'era più verde"</div><div>3. Cosa pensi di bagnoli futura?</div><div>"Beh penso che c'è questo progetto da molti anni, ma non faranno niente di quello detto, perché il loro obiettivo è quello di fare una zona dove le persone faranno villette e grandi palazzi, invece di pensare a bonificare e fare più spazi per i ragazzi"</div><div>4. A proposito di spazi per ragazzi, cosa ne pensa del parco dello sport incompleto ?</div><div>"Come ho detto prima, tutti eravamo consapevoli che non sarebbe mai finito perché non pensano di bonificare prima di agire, se non si mangiassero i soldi, a Bagnoli si potrebbero fare tante cose buone!"</div><div><br></div><div>Giovanni, 73 anni.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 14:00:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Intervista a mia nonna:</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153295866</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) Com'era prima, durante e dopo l'italsider?</strong></div><div>Prima c'era la popolazione e si abitava bene perchè tutti lavoravano, era una zona balneare ed una zona più ricca di Napoli, quindi prima dell' italsider era una zona migliore. Durante iniziarono ad espandersi perchè commerciavano molto ma poi man mano l'italsider si debolì.<br>Incominciarono le cassi integrazioni per il lavoratore e quindi anche il lavoro diminuì. C'era lavoro per tutti. Le attività che si svolgevano erano per acciao,ferro e attiforno. <br>Col  tempo, il ferro non lo volevano più produrre perchè non c'era più commercio siccome venivano tante persone da tutto il mondo ad impararsi i mestieri e così tutto andò anche all'estero.  Erano 12.000 operai. <br>L'talsider chiuse perchè il commercio diminuì e le fabbriche per il ferro chiusero. La gente era contenta e gli operai no per la perdita del lavoro mentre la gente era contenta perchè non avevano più una zona inquinata anche se già c'era l'inquinamento perchè dopo anni è stato scoperto che l'amianto era nocivo per la zona flegrea, tolta l'italsider quindi per la gente o era dolorosa o gloria. <br><br><strong>2) Meglio prima o dopo? Perchè?<br></strong>Era meglio prima perchè si lavorava, ma anche dopo perchè ora non c'è lavoro ma c'è la salute. <br><br><strong>3) Cosa pensi della nuova bagnoli e del progetto del porto?<br></strong>Se farebbero miglioramenti in questa zona e dare posti di lavoro, sarebbe una nuova bagnoli. Il progetto del porto lo vogliono aprire di nuovo per i grandi turisti ma si deve avere anche una buona base economica ma anche che per bagnoli sarà una cosa ricca.<br><br><strong>4) Parco dello sport incompleto...<br></strong>Come tutti i lavori a Napoli si iniziano solo e si rimangono così...senza una finitura ed è una cosa vergognosa per la zona, anche perchè questo progetto poteva essere sicuramente un passatempo per tutti soprattutto per i bambini. <br><br><strong>5) Dove vanno i bambini a giocare siccome prima c'era più verde?<br></strong>Ad oggi è difficile che ci sono posti per i bambini col verde, anzi c'è pù smog che verde.<br><br><strong>Un mio pensiero:<br></strong>Mi piacerebbe avere una zona turistica, un'aria pulita e più lavoro. Più parchi giochi per dare un po di verde ai bambini. E che il governo non deve fare solo chiacchiere ma anche i fatti.<br><br><strong>LUANA MUSCO</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 19:20:09 UTC</pubDate>
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         <title>Com&#39;era prima, durante e dopo l&#39;italsider?</title>
         <author>cloe_991</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153297861</link>
         <description><![CDATA[<div>(INTERVISTA A MIO NONNO)<br>Prima la popolazione viveva meglio perché c'era più lavoro, ed era una delle zone migliori e ricche di Napoli.<br>Durante l'irasider le cose andavano male perché c'erano sempre degli scioperi, quindi con il passar del tempo l'irasider ebbe un calo sia per la produzione del ferro e sia per i lavoratori, infatti in lavoro man mano andava sempre a diminuire, poi dopo tempo il ferro non lo producevano più perché il commercio diminuì. <br>L'irasider chiuse nel 1995 perché divento molto pericoloso sia per i lavoratori, e sia per la zona, molte persone morivano a causa della produzione del ferro , con il passar del tempo, molte persone si ammalavano, e riscontravano gravi problemi respiratori e tumorali. <br>La maggior parte delle persone erano contente perché non c'era più un area nociva, mentre il restante era dispiaciuta, perché ovviamente questo portava alla perdita del lavora di tutti gli operai dell'italsider.<br>Avendo chiuso l'unica cosa buona che costruirono fu la città della scienza. <br><br>Meglio prima o dopo? <br>Da una parte era meglio prima perché c'era più lavoro, mentre adesso il lavoro si può dire che quasi non c'è, soprattutto per i giovani, che vogliono rimanere nel loro paese, invece dall'altra parte è "meglio" perché c'è più salute. <br><br>Cosa pensi della nuova bagnoli e del progetto del porto ?<br>Per me non è una nuova bagnoli, perché ancora oggi è una zona inquinata, e non ha buone strutture come prima.<br>Se questi progetto andrà in vigore sarà una ricchezza per la zona.<br><br>Parco dello incompleto..<br>Ci sono molti progetti che a Napoli i lavori sono iniziati ma senza nessun fine, ma solo spesi soldi inutilmente. <br><br>Dove vanno i bambini a giocare siccome prima c'era più verde? <br>Non ci sono molti spazi verdi in cui i bambini possano giocare, anche perché qui a Napoli c'è più smog che verde.<br><br>Un mio pensiero:<br>Mi piacerebbe avere una zona migliore, con meno inquinamento, più spazi dove i bambini passano giocare, un mare balneare, ed una zona che terminasse i propri progetti, mai conclusi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 19:48:17 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Italsider (ricerca)</title>
         <author>anastasiasetale</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153807306</link>
         <description><![CDATA[<div>Fin dall'antichità Bagnoli era considerata dai Graci un luogo dove c'era la ricchezza dell'acqua. Anche i Romani crearono le terme come un punto d'incontro delle classi sociali. Andando verso 800" vennero rivalutate le terme in modo da fare ricchezza, facendo diventare un luogo per turisti.<br>L'italsider nasce sul territorio di Bagnoli , che comprendeva pezzi di terreno venduti a prezzo basso e la vicinanza del mare la rendeva favorita. Era un bel progetto da un punto di vista economico ma non si pensò all'inquinamento che poteva causare, distruggendo così un luogo turistico della città di Napoli. Nel 1911 ci fu l'inaugurazione dell'italsider (nucleo acciaieria ). L'italsider diventò una vera e propria industria. L'ingegnere DE SIMONE non era d'accordo e voleva che Bagnoli diventasse un luogo ideale per turisti e non per l'industria. Con la ll° guerra mondiale l'industria ebbe una caduta, ma durante il dopoguerra gli operai cercarono di recuperare la fabbrica così iniziò a crescere in fretta provocando danni di inquinamento sia per i cittadini e sia per gli operai ,infatti nel 1933 la fabbrica venne chiusa e nel 1996 cercarono di disintossicare l'ambiente dall'inquinamento causato dalla fabbrica. Oggi nel 2017 L'italsider è ancora chiusa. L'Ex presidente del consiglio Renzi ha provato a pianificare un futuro progetto però è stato fallito. Anche con la costruzione del parco grandissimo di Cavallegeri ,i lavori sono stati terminati perché hanno trovato tracce di amianto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-14 17:51:42 UTC</pubDate>
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         <title>Nonno Nino racconta:</title>
         <author>martinanugnes</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/153994562</link>
         <description><![CDATA[<div>Io ero un elettrotecnico dell' Italsider (sorge come la prima acciaieria) che ha avuto una forte evoluzione siderurgica attraverso gli anni,come negli anni 50 oppure il dopoguerra, nata inizialmente come l'acciaieria <strong>"Thomas"</strong> la quale produsse acciai speciali per oltre 20 anni,ma poi venne smantellata e andò in funzione la nuova acciaieria "L.D" che diede ulteriore sviluppo siderurgico industriale. Naturalmente aveva tutto un processo di lavorazione che iniziava dai pontili nord e sud,tutt'ora esistenti,il quale arrivavano materiali che venivano miscelati e quindi poi cotti attraverso un processo chiamato agglomerazione ,dopo questo processo diventava ghisa attraverso la fusione degli altiforni.<br>La vita che facevamo noi operai dell'ex Italsiter era quella in maggioranza di turnisti,cioè gente che lavorava sui tre turni:  7:00 - 15:00; 15:00 - 23:00; 23:00 - 7:00. Quindi era un lavoro molto usurante e pericoloso per quanto era catalogato per industria pesante,comunque all'epoca erano assicurati anche per morte poichè molte persone morivano anche li'.<br>Per quanto riguarda la retribuzione si andava per le diverse specializzazioni in mestiere e quindi tra un minimo e un massimo di 2000.000 lire. Io per il ruolo che avevo da elettrotecnico di pronto intervento,vale a dire che al momento che vi erano guasti elettrici , assieme ad un mio aiutante dovevamo intervenire dove lo richiedevano e naturalmente gli impianti in cui intervenivamo erano molto complessi per la tecnologia e pericolosi poichè erano intrecciati attraverso strumentazioni che guardavano pressioni e alta tensione, però in fin dei conti si viveva abbastanza bene, anche se,a noi tutti che abbiamo lavorato a Bagnoli ci hanno riconosciuto "l'amianto" e ognuno di noi ne ha portato le conseguenze poichè io ho l'asbestosi,però ho messo su famiglia,ho avuto 3 figlie da mia moglie,crescendole con quello che mi dava come supporto renumerativo e grazie a Dio non è mancato niente oltre la salute.<br>Dopo che l'Italsiter ha chiuso sono stato in cassa integrazione per circa un anno e poi sono andato a lavorare all'aeroporto di Capodichino per la società di trasporti aerei "A.T.I"<br>e ho fatto ancora 10 anni in questa società che è stata migliore a livello economico della stessa attività che svolgevo a Bagnoli,dopo,grazie al riconoscimento della legge sull'amianto mi hanno posto in pensione e grazie a Dio sono ancora vivo a differenza di mio fratello che lavorava con me.<br>Per quanto riguarda Bagnoli futura se ne è parlato tanto anche perchè era un progetto che grazie ai politici era stato progettato e grazie ai politici ancora oggi è tutto fermo. Era un progetto che avrebbe potuto rivoluzionare la città,il mio "grazie" ai politici è un senso di rabbia poichè era scritta nel progetto iniziale la bonifica di Bagnoli,che comprendeva tutta la fascia costiera di Nisida fino e Pozzuoli la quale dovevano nascere alberghi,piccole fabbriche non inquinanti nel suolo dell'attuale Italsider, laboratori di ricerca ect..<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-15 13:45:07 UTC</pubDate>
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         <title>Parco dello sport</title>
         <author>martinanugnes</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154025745</link>
         <description><![CDATA[<div> </div><div><strong>V</strong>entitré ettari di <strong>strutture sportive</strong>. Campi di calcetto, basket, tennis, pallavolo, pista ciclabile, di pattinaggio, hockey, skateboard: è il <a href="http://www.napolitoday.it/cronaca/parco-dello-sport-bagnoli-degrado.html"><strong>Parco dello Sport di Bagnoli</strong></a>, struttura in realtà mai entrata in funzione ed <strong>abbandonata dal 2010</strong>. L'anno cioè della prevista consegna, prima saltata per un'ultima tranche dei fondi regionali mai giunta a destinazione, poi – e siamo al 2013 – per il sequestro da parte della magistratura dell'area di competenza Bagnolifutura.</div><div>Di recente considerato <strong>tra le alternative</strong> per ospitare la pista d'atletica cittadina, che il restyling dello Stadio San Paolo vorrebbe lontana dall'impianto di Fuorigrotta, è più probabilmente un eterno incompiuto destinato a restare ancora a lungo tale.</div><div>L'opera, costata <strong>37 milioni di euro</strong>, già cinque anni fa era per lo più <strong>completa</strong>. Bisognava soltanto costruire le strade d'accesso e portarne a termine il collaudo. Poi l'allora Governatore della Campania Stefano Caldoro, per rispettare il patto di stabilità, dovette sospendere i fondi regionali spettanti alla riqualificazione di Bagnoli rendendo così inaccessibile anche quanto stanziato dall'Unione Europea. Risultato: lavori fermi.<br>Nel 2013 la svolta, in negativo, dell'intera vicenda della riqualificazione post industriale di Bagnoli: dopo anni di indagini la magistratura finalmente interviene e <a href="http://www.napolitoday.it/cronaca/sequestro-ex-italsider-ex-eternit.html"><strong>sequestra i suoli della Stu Bagnolifutura</strong></a> ipotizzando il reato di disastro ambientale. Tra le aree sottratte alla partecipata anche il Parco dello Sport. <strong>L'ipotesi</strong> degli inquirenti – il processo è ancora in corso – è che proprio sotto l'impianto sportivo che che fiancheggia via Cattolica sia stata sotterrata gran parte degli scarti di una (costosa) bonifica in realtà mai davvero compiuta.<br>Adesso del parco restano <strong>erba alta e strutture in decadenza</strong>. L'area era troppo vasta perché la sorveglianza riuscisse ad evitarne il saccheggio. A poco a poco, dallo scorso anno, rame, acciaio, e ferro sono scomparsi, rubati. Persino l'insegna all'ingresso è stata portata via da qualcuno, a ben rappresentare un luogo senza passato né - realisticamente - futuro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-15 14:58:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154233528</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Giovanni Esposito<br><br>Bagnoli</strong><br>Nel 1885 il marchese Candido Giusso realizzò nel territorio di Bagnoli "un quartiere per la villeggiatura". A quel tempo, il sindaco Nicola Amore inseguiva il sogno di una città-albergo e l'architetto Lamont Young avrebbe da lì a poco progettato, ma mai realizzato, una nuova Venezia con un canale di collegamento con Mergellina. Poi vennero gli altiforni, i pontili per le navi cariche di carbone. Quindi, con la crisi della siderurgia, il deserto. <br><br><strong>La crisi e la chiusura</strong><br>A partire dal 1969 entrano in crisi lo stabilimento dell'Italsider e quello dell'Eternit. Nel 1985 lo stabilimento Eternit è costretto alla chiusura. L'Italsider chiude poco dopo il suo altoforno. La Cementir è costretta a riconvertire la sua produzione. L'impianto Italsider chiuderà ufficialmente nel 1992. Nel 1994 inizia una prima fase di generale dismissione e bonifica dell'area. La colata continua viene smantellata e rivenduta alla Cina, l'altoforno 5 all'India; i forni a calce sono ceduti nel 1997 alla Malesia. Subito dopo vengono smantellati e rottamati molti altri capannoni, la centrale termoelettrica e le caldaie. <br><br><strong>Il Progetto Bagnoli Futura<br></strong>Il 24 aprile 2002 nasce dunque la nuova società che in aprile opera il passaggio di consegne: la nuova società "Bagnolifutura s.p.a. società di trasformazione urbana" subentra alla precedente e assume l'incarico di portare a termine la bonifica dei suoli e la realizzazione definitiva del PUE. Scopo della STU è quello di gestire i suoli ora di sua proprietà, bonificarli, edificarli laddove previsto dal Piano con opere pubbliche e quindi vendere i restanti lotti ai privati, che realizzeranno le restanti opere previste dal PUE.<br>Nel giugno 2005, un mese dopo la definitiva approvazione del PUE da parte degli enti locali, la Bagnolifutura avvia le sue attività operative. Inizia dunque la nuova fase di realizzazione.<br><br><strong>Parco Urbano</strong><br>Al centro della trasformazione di Bagnoli Futura viene posto il progetto di Parco Urbano, per un totale di 160 ettari di cui 33 di spiaggia. Nel luglio 2006 il concorso internazionale per la progettazione preliminare del parco vede la vittoria di un gruppo di architetti diretto da Francesco Cellini, preside della Facoltà di Architettura dell'Universitá di Roma tre, su un totale di 24 progetti presentati. Il nuovo enorme polmone verde di Napoli viene diviso in quattro lotti da realizzare in tempi diversi, fruibili indipendentemente. Nel 2008 il progetto definitivo per il primo lotto viene approvato e iniziano le procedure burocratiche per avviare i lavori di realizzazione.<br>Il parco comprende tre chilometri e mezzo di viali alberati, cinque ettari di prati, cinque di laghi artificiali, un'area giochi per bambini, un roseto di tre ettari e diversi altri giardini tematici. Diversi sono gli edifici industriali che vengono riadattati a nuovi usi.</div><div><br><strong>Il Parco dello Sport</strong></div><div>Un'ampia parte dell'area ex Italsider, per un totale di 35 ettari, viene adibita a ospitare un polo sportivo. L'area individuata è quella ai piedi del costone di Posillipo Fungo via Cattolica, in uno spazio dalla complessa orografia per i dislivelli e salti di quota. Per realizzare il Parco dello Sport, dunque, il terreno viene rimodellato così da realizzare un sistema “a crateri” che riprende la morfologia tipica dei Campi flegrei. Lungo la sommità dei crateri - tre in tutto - si snoda una pista ciclabile che percorre l'intero Parco dello Sport, per un totale di 3,2 chilometri<br><br><strong>Dal sequestro al fallimento</strong></div><div>Nel 2013 ilprogetto Bagnoli Futura, ormai in crisi, subisce il colpo definitivo. In aprile, le aree dell'ex Italsider e dell'ex Eternit di Bagnoli vengono sequestrate dai carabinieri nell'ambito di un'indagine della Procura di Napoli che ipotizza una situazione di disastro ambientale. Iscritti nel registro degli indagati sono ben 21 ex dirigenti di vari enti locali e della società Bagnoli futura. Sono sequestrati tutti i cantieri, nonché il Pontile nord e la Porta del Parco, che alcuni mesi dopo verranno tuttavia riaperti, seppur parzialmente. Il mese prima, un incendio doloso di cui restano ancora ignoti gli autori distrugge il science centre di Città della Scienza, facendo letteralmente terra bruciata nell'area. Nel corso di quei mesi, inoltre, la struttura dell'Acquario tematico è oggetto di una serie di raid vandalici che distruggono o sottraggono tutte le attrezzature necessarie all'apertura dell'edificio. Anche il cantiere del Parco dello Sport subisce diversi atti vandalici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 07:31:14 UTC</pubDate>
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         <title>ITALSIDER</title>
         <author>dalindamarano</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154235035</link>
         <description><![CDATA[<div>L'ilva è una società per azioni, in amministrazione straordinaria, dove si occupava della produzione e trasformazione dell'acciaio. Con il nome della originaria azienda fondata nel 1905, è nata sulle ceneri della dismessa italsider dove c'erano i primi altiforni costruiti nell'800". Diede lavoro a migliaia di operai. Avevano la necessità di costruire un lungo pontile per lo scarico delle navi pesanti. Nella II guerra mondiale ci fù un calo di produzione del italsider a causa di bombardamenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 07:39:15 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>cdg97</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154235115</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Italsider venne costruito sui territoir di Bagnoli, in quanto il territorio comprendeva un cospicuo numero di terreni vasti che furono venduti ad un prezzo molto basso, pertanto venne favorita la vicinanza al mare affinchè si potesse realizzare la nuova linea ferroviaria che collegava Napoli a Roma; tuttavia, nonostante il programma potesse avere dei vantaggi da un punto di vista economico, purtroppo non vennero considerati i danni ambientali che avrebbe portato il progetto.<br><br></div><div>Nel<strong> 1911</strong> venne inaugurato il primo nucleo attivo dell’acciaieria.<br>E mentre l'Italsider divenne un vero colosso industriale, incrementando le occupazioni al suo interno iniziarono ad arriveer le prime critiche al progetto; tra le tante teorie riguardo il progetto ci fu chi ipotizzò di delocalizzare l’industria affinchè non si sviluppasse su tutto il territorio flegreo e chi, avrebbe invece voluto vedere il ritorno di una Bagnoli lontana dalle industrie, e di nuovo riqualificata come un luogo ideale per fare bagni e villeggiare.<br><br>Proprio durante il picco del proprio splendore l'Italsider ebbe una battuta d’arresto a causa del conflitto mondiale che, distrusse parzialmente l’industria.<br>Gli opera, però, cercarono di recuperare la fabbrica, difatti, nel dopoguerra la fabbrica continuò a crescere provocando un pericoloso inquinamento a discapito sia dei lavoratori che dei residenti nella zona. <br>Nonostante ciò, nel <strong>1961</strong> si decise di ampliare il progetto e si unirono alla fabbrica anche Cementir, Montecatini e l'Eternit.<br><br>L'Italsider venne chiuso definitivamente nel <strong>1993</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 07:39:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Intervista</title>
         <author>sara_napoli1926</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154235386</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1. Com'era la vita prima, durante e dopo l'Italsider?</strong><br>"PRIMA dell'Italsider da Coroglio, Bagnoli fino a Pozzuoli era una zona balneare frequentata da molti napoletani. Infatti, i miei genitori trascorrevano le loro vacanze estive a Coroglio. <br>CON l'insediamento dell'Italsider lo scenario è cambiato. L'inquinamento dell'industria ha chiaramente allontanato i napoletani e il quartiere di bagnoli diventò un quartiere operaio improntato esclusivamente sull'Italsider.<br>DOPO lo smantellamento dell'industria ci sono stati vari progetti di riqualificazione di Bagnoli, ma ad oggi i vari progetti sono stati bloccati a causa della mancata bonifica del territorio."<br><strong>2. È meglio prima o dopo?</strong><br>"È vero che l'Italsider ha dato lavoro a tante persone, ma è altrettanto vero che lo stesso insediamento ha causato tante morti per avvelenamento in quanto è emerso che l'industria produceva e utilizzava materiali che sono risultati cancerogeni."<br><strong>3.Cosa ne pensi del parco dello sport incompleto? E del progetto del porto?</strong><br>"Avrebbe potuto riqualificare bagnoli ed essere un trampolino di lancio per lo sviluppo turistico di Napoli. Il progetto del porto potrebbe essere ufficiale se accompagnato da una riqualificazione urbanistica non solo di Bagnoli, ma di tutta la zona dei campi flegrei.<br><strong>4. Cosa ne pensi del parco dello sport incompleto? </strong><br>"È l'ennesima opera incompiuta che avrebbe potuto essere un'occasione per i giovani di usufruire di un parco dello sport gratuito."<br><strong>5. Cosa hai da dire sugli spazi per bambini a Bagnoli?</strong><br>"Sarebbe opportuno realizzare o modernizzare gli spazi dedicati al divertimento dei bambini." </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 07:42:00 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Attanasio</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154236054</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Matteo Renzi a Napoli</strong> ha presentato il progetto per <strong>Bagnoli </strong>e impiegare così i 270 milioni entro il 2019, come promesso dal premier, per ridare dignità alla zona attraverso una massiccia opera di bonifica, ma non solo. Nel progetto sono previsti numerosi interventi quali la creazione di due porti: uno a secco per le barche piccole e uno turistico per le barche medio-grandi; alberghi nella zona del Pontile e di Nisida; una funivia che colleghi Posillipo con Bagnoli; spiagge attrezzate e ovviamente la scomparsa della colmata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 07:47:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>cdg97</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154236557</link>
         <description><![CDATA[<div>nel<strong> 1996</strong> si cercò di approvare un progetto che potesse salvaguardare Bagnoli e procedere alla bonifica di circa due milioni di mq dell’area distrutta dall’industria.</div><div>Vennero stanziati dallo Stato circa 25 miliardi, poi 340 e aumentati ancora di 50 miliardi in modo tale da bonificare l’intero territorio suddiviso in lotti; Vennero stanziati i primo 25 miliardi ed entro il <strong>1997</strong> bisognava concludere i lavori di bonifica di <strong>Coroglio</strong>, tuttavia, i lavori non vennero mai conclusi e non si arrivò ad alcun risultato. Lo stesso discorso vale per gli altri lotti. Il motivo per cui, la bonifica ebbe problemi, furono molteplici: bisognava risolvere il problema delle piccole aziende che ostacolavano gli appalti della bonifica; un secondo problema erano i fondali, i quali colmi di rifiuti inquinati e infine, il problema impiantistico che si occupava della fragilità, nonchè l’instabilità del suolo.<br><br></div><div>Per il progetto vennero stanziati 343 miliardi di lire più 25 miliardi per bonificare la spiaggia, oltretutto il decreto prevedeva anche la costruzione di una società chiamata<strong> Bagnoli Spa</strong>, affinchè ci fosse l’assunzione di 500 lavoratori rimasti <strong>all’Ilva</strong> , da destinare alla bonifica del territorio. Nel <strong>1995</strong> il decreto venne bloccato in parlamento dalla<strong> Lega.</strong>  Nel <strong>1996</strong> la questione della bonifica andò nelle mani della Regione guidata dalla giunta di centrodestra.<strong> Bassolino</strong> fu eletto sindaco e riuscì a trovare un accordo con la Regione affinchè si potesse dare vita alla <strong>Bagnoli Spa</strong>, tuttavia, il finanziamento venne nuovamente bloccato in parlamento dalla <strong>Lega</strong>, il cui partito cercherà più volte di evitare che i fondi vengano destinati alla bonifica del territorio. Nel<strong> 2001 Bassolino</strong> divenne presidente della Regione e<strong> Rosa Iervolino </strong>sindaco:  con le nuove norme bisogna decidere se affidare la bonifica al comune o agli enti privati.<br><br></div><div>Si costituì <strong>BagnoliFutura S.p.A</strong>, la quale avrebbe dovuto occuparsi della bonifica dei suoli, nonchè della commercializzazione altresì la rivalutazione e trasformazione dei suoli. I suoli pertanto vennero trasferito all’ente privato, ma il governo<strong> Berlusconi</strong> bloccò i fondi fino al<strong> 2003</strong>.<br>I progetti proposti furono numerosi, si cercò in tutti i modi di rilanciare Bagnoli: nel <strong>2004</strong> durante la crisi di rifiuti si arrivé però a pensare che l’area<strong> dell’Ilva</strong> potesse essere utilizzata per lo stoccaggio dei rifiuti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 07:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>Serena De Luca</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>"La storia dell'area industriale di Bagnoli."</strong></div><div> </div><div><strong>1853: Sulla spiaggia di Bagnoli sorge la società Vetreria Lefevre.</strong></div><div><strong>1905: Inizia la costruzione dell’impianto Ilva di Bagnoli, su una superficie di 12ha, con due (poi tre) altiforni da 250t  e quattro (poi cinque) forni Martin da 50t.</strong></div><div><strong>1908: La vetreria, gia rilevata alla fine dell’800 dalla società Colli e Concimi, passa alla Montecatini che installa una linea di produzione di solfato di rame, acido fosforico e fertilizzanti fosfatici.</strong></div><div><strong>1910:</strong> S<strong>i inaugura l’Ilva che occupa 2000 operai. Lo stabilimento è strutturato con la logica del ciclo integrale: riceve le materie prime via mare e provvede alla spedizione del prodotto finito</strong></div><div><strong>sempre via mare.</strong></div><div><strong>1917-1919: Gli eventi bellici incrementano fortemente la produzione degli stabilimenti napoletani: Ilva, Partison, Bacini e Scali; la sola Ilva, nel 1918, occupa 4000 operai. </strong></div><div><strong>1920: La crisi post-bellica determina la chiusura di numerosi stabilimenti; l’Ilva  resterà ferma fino al 1924.</strong></div><div><strong>1927: Sorge presso l’Ilva la prima fabbrica italiana di cementi per l’utilizzo delle loppe di altoforno, la Società cementiere litoranee.</strong></div><div><strong>1936-1938: Sorge lungo il tracciato della vecchia via Neghelli, oggi via P. Leopardi Cattolica, </strong></div><div><strong>la società genovese Eternit per la produzione di manufatti in cemento-amianto.</strong></div><div><strong>1939: Si attua una completa trasformazione e il completamento dello stabilimento Ilva.</strong></div><div><strong>1943: Le truppe tedesche in ritirata distruggono ciò che era sopravvissuto ai bombardamenti  anglo-americani. L’Ilva è ferma, l’Eternit demolita ed il porto di Napoli paralizzato.</strong></div><div><strong>1946:</strong> <strong>All’Ilva riprendono a funzionare i laminatoi e l’acciaieria, ma la capacità produttiva anteguerra, sarà recuperata solo nel 1951.</strong></div><div><strong>1954: Nasce la Cementir in area adiacente allo stabilimento Ilva con l’obiettivo di utilizzare come materia prima per la produzione del cemento un sottoprodotto delle lavorazioni siderurgiche:</strong></div><div><strong>la loppa di altoforno.</strong></div><div><strong>1961: Nasce l’Italsider dalla fusione dell’Ilva con la Cornigliano. In questo periodo, la produzione annua a Bagnoli è di 860'000t  di ghisa  e 820'000t di acciaio. </strong></div><div><strong>1962:</strong>  <strong>Il piano quadriennale di investimenti della Finsider prevede la costruzione di un grande centro siderurgico dell’Ilva a Taranto e l’ampliamento dello stabilimento di  Bagnoli per aumentare la capacita produttiva di circa 1'000'000 di tonnellate annue. Per l’installazione di nuovi impianti  e l’ampliamento di quelle esistenti occorre acquisire nuovi spazi mediante una colmata a mare. I lavori comporteranno 70'000'000'000 di investimenti e 800 nuovi posti di lavoro in aggiunta  ai 4'600 esistenti.</strong></div><div><strong>1964: La Montecatini viene assorbita dalla Montedison, alla quale subentra  nel 1975 la Federconsorzi che chiude la linea di produzione del solfato di rame.</strong></div><div><strong>1964-1966: Il marcato processo di deindustrializzazione costringe l’Italsider a ridimensionare la produzione.</strong></div><div><strong>1970: Il Consiglio comunale adotta il nuovo piano regolatore generale.Il piano verrà approvato nel 1972 dal ministero dei lavori pubblici, con modifiche che riguardano, tra l’altro, anche l’insediamento industriale di Bagnoli, per il quale viene stabilito che il 30% della superficie totale occupata lungo la fascia costiera venga destinata a verde attrezzato con impianti turistici ed il restante 70% ad attività di tipo manifatturiero, ad alto contenuto tecnologico, nonché impianti ed attrezzature per la ricerca applicata all’industria con l’esclusione di industrie nocive ed inquinanti.</strong></div><div><strong>1973: Allo scopo di ridurre le notevoli perdite registrate a partire dal 1969 l’Italsider propone la costruzione di un nuovo treno di laminazione e di un nuovo impianto di colata continua e chiede una variante normativa alle zone industriali (N) del Prg appena approvato.Il 21 aprile 1975 il Consiglio comunale adotta la variante, definitivamente approvata l’anno successivo dalla regione.La variante prevede la possibilità che nelle aree di proprietà dell’Italsider, senza far ricorso ai piani particolareggiati, si possono realizzare opere di ammodernamento, integrazione ed ampliamento degli impianti esistenti, ivi compreso il nuovo treno di laminazione ed il nuovo impianto di colata continua, sempre che esse non compromettano le eventuali ipotesi di delocalizzazione da inserire nel piano di assetto territoriale.</strong></div><div><strong>1978:</strong>  <strong>Il Comitato tecnico consultivo istituito con il compito di analizzare le aree di perdita esistenti all’interno del gruppo IRI nel Rapporto conclusivo del 27/10/1976, per l’impianto di Bagnoli aveva affermato che i risultati negativi registrati a partire dal 1969 erano imputabili a deficienze impiantistiche e produttive non eliminabili per carenza di spazio, giungendo alla conclusione che la localizzazione era inadatta all’esercizio di un impianto siderurgico moderno.Il successivo rapporto del Comitato per la siderurgia presieduta da Pietro Armani prevede per Bagnoli “la progressiva chiusura” in quanto le “razionalizzazioni e ristrutturazioni che si impongono” non possono essere realizzate con la normativa urbanistica vigente, nonostante le modifiche introdotte dalla variante del 1976. Per consentire la realizzazione del piano siderurgico nazionale, che per Bagnoli in stanzia circa 1'000' miliardi, il Consiglio comunale adotta una nuova variante che elimina le prescrizioni sull’intera area industriale occidentale, consentendo “La realizzazione di opere per l’ammodernamento, integrazione e ampliamento degli impianti e delle loro attività complementari esistenti, e fin qui esistenti.</strong></div><div><strong>1985: Chiude lo stabilimento dell’Eternit impossibilitato a mantenere in vita lavorazioni altamente nocive. L’area, sgomberata dagli impianti, viene acquistata dalla Mededil Spa. Nel corso del 1989 è sottoposta a una prima  bonifica ambientale.</strong></div><div><strong>1989: A seguito  del ridimensionamento dell’apparato produttivo napoletano l’Italsider chiude l’area a caldo. La Cementir, venendo meno la fornitura della loppa di altoforno, converte gli impianti per renderli idonei all’utilizzo della pozzolana.</strong></div><div><strong>1991: La Federconsorzi cessa ogni attività viene posta in liquidazione. Verrà poi rilevata dalla Fondazione Idis–Città della Scienza nel 1993.</strong></div><div><strong>1992: Chiusura definitiva dell’Italsider. La caduta complessiva di posti di lavora nell’area è particolarmente forte. Basta ricordare che nel 1973 l’Italsider occupava 7698 unità, la Cementir non considerata oggi dimessa ma temporaneamente inattiva per ragioni di mercato 327, l’Eternit 604, la ex Federconsorzi 165,  per un totale di 8794 dipendenti senza contare gli occupati dell’indotto.</strong></div><div> </div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 07:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>LUIGI BALDI</title>
         <author>sara_napoli1926</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154237386</link>
         <description><![CDATA[<div>DURANTE ITALSIDER: si dice che quando lo stabilimento dell italsider era attivo la vita scorreva più facilmente poichè includendo molti operai di conseguenza più famiglie erano adagiate e oltre tutto molte attività come anche quelle de abbigliamento lavoravano, insomma c era più vita.<br><br></div><div><br>- DOPO ITALSIDER: chiudendo l italsider molte famiglie si ritrovarono in serie, poichè molti dipendenti di ritrovarono senza un lavoro e il quartiere di bagnoli venne un po oscurato poichè era conosciuto in primo piano da quello stabilimento di conseguenza anche tutte le altre attività del quartiere si ritrovarono in difgivoltà. Scioperi e manifestazioni da parte degli ormai ex dipendenti furono dell tutto inutili e lo stabilimento da ormai più di 20 anni non ha più preso vita<br><br></div><div><br>PROGETTO PORTO: molta gente sarebbe molto d' accordo, attirirebbe molta più gente e secondo il parere degli abitanti bagnoli diventerebbe un quartiere migliore di quello che è adesso, molti più controlli sarebbero attivi e quindi non sarebbe più uno dei tanti quartieri a rischio di napoli.<br><br></div><div><br>SPAZI BAMBINI: non ce ne sono tanti ansi sono ben pochi e sono molto maltrattati dagli abitanti del posto, l' unico abbastanza preferito dai bagnolesi è uno spazziale che si situa nei pressi del mare, un piazzetta dove ci si possono spesso trovare giovani anziani e bambini nelle belle giornate di sole, ed è proprio per questo che molta gente è favorevole alle promesse del proggetto bagnoli futura<br><br></div><div>BAGNOLI FUTURA: Bagnoli Futura è stata una società di trasformazione urbana che dal 2002, fino al fallimento (2014) ha gestito il progetto di riconversione dell area di Bagnoli, il quartiere di Napoli che fino al 1991 ha ospitato l' enorme complesso industriale dell Italsider. Per estensione, il termine indica l&amp;apos;intero progetto e anche la nuova zona che sorgerà nell' area ex Italsider.</div><div>√</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 08:00:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sara_napoli1926</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154340527</link>
         <description><![CDATA[<div>La chiusura definitiva dell'Italsider.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 15:26:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sara_napoli1926</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154341272</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli spazi del Science Center andato a fuoco nel 2013</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 15:28:29 UTC</pubDate>
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         <title>Bagnoli: mancate bonifiche, sequestri, sprechi. Cos&#39;è successo dalla chiusura dell&#39;Italsider</title>
         <author>sara_napoli1926</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154345074</link>
         <description><![CDATA[<div>Il risanamento e la sistemazione dell'immensa area dell'ex acciaieria Italsider, una vicenda che si trascina senza soluzione dal 1992.<br>Bagnoli è una storia italiana con errori, continui rinvii, soluzioni non trovate. Ma potrebbe ancora andare diversamente per questa periferia di Napoli sotto la collina di Posillipo, di fronte all'isolotto di Nisida, nel cuore dei Campi Flegrei, nella regione che Goethe indicava come "la più meravigliosa del mondo". "Abbiamo un commissario straordinario - ha detto oggi il premier Renzi nella conferenza stampa che ha seguito il cdm -  dopo venti anni l'operazione Bagnoli è finalmente pronta all'attuazione. Prima un pacchetto di bonifiche, poi, un progetto strategico". Si tratta di "50 milioni pronti già dal 2015". Di esempi positivi, a livello mondiale, ce ne sono tanti. Il primo che viene in mente è quello della città americana di Pittsburg: la "steel city", in cui si produceva la metà dell'acciaio statunitense. Quarant'anni dopo è diventata un modello di urbanistica ecosostenibile, sede di Google e del G20 del 2009. Favorita dalla crisi dell'industria pesante dei primi anni Ottanta, oggi la riconversione delle industrie dell'acciaio frutta un giro d'affari di 11 miliardi di dollari, con numerose risorse destinate alla robotica, alla biomedicina, all'ingegneria nucleare. Una città che è stata in grado di rinnovarsi, dicendo basta all'inquinamento industriale.  In Europa, un esempio positivo sono i bacini della Ruhr: a partite dagli anni Ottanta, con oltre 6mila ettari di aree dismesse, lo Stato è intervenuto con finanziamenti straordinari e l'utilizzo di fondi europei, per un totale che supera i due miliardi di euro. Simbolo della rinascita è la città di Dortmund, capitale europea della cultura nel 2010. Questi modelli potrebbero ispirare chi è chiamato a decidere il futuro di Bagnoli, con l'Italsider che ha chiuso i battenti ormai da oltre 20 anni. Bagnoli Nel 1885 il marchese Candido Giusso realizzò nel territorio di Bagnoli "un quartiere per la villeggiatura". A quel tempo, il sindaco Nicola Amore inseguiva il sogno di una città-albergo e l'architetto Lamont Young avrebbe da lì a poco progettato, ma mai realizzato, una nuova Venezia con un canale di collegamento con Mergellina. Poi vennero gli altiforni, i pontili per le navi cariche di carbone. Quindi, con la crisi della siderurgia, il deserto.  La crisi e la chiusura A partire dal 1969 entrano in crisi lo stabilimento dell'Italsider e quello dell'Eternit. Nel 1985 lo stabilimento Eternit è costretto alla chiusura. L'Italsider chiude poco dopo il suo altoforno. La Cementir è costretta a riconvertire la sua produzione. L'impianto Italsider chiuderà ufficialmente nel 1992. Nel 1994 inizia una prima fase di generale dismissione e bonifica dell'area. La colata continua viene smantellata e rivenduta alla Cina, l'altoforno 5 all'India; i forni a calce sono ceduti nel 1997 alla Malesia. Subito dopo vengono smantellati e rottamati molti altri capannoni, la centrale termoelettrica e le caldaie. <br>L'inizio della dismissione e della bonifica, nel 1994, viene stabilita da una delibera del CIPE, che finanzia l'operazione per un totale di quasi 400 miliardi di lire. Inizialmente viene individuata l'ILVA in liquidazione il soggetto responsabile della bonifica; successivamente, nel 1996, nasce la Società Bagnoli S.p.a. per l'attuazione dei lavori. Viene riscontrata nel sottosuolo un'ampia presenza di metalli pesanti (arsenico, piombo, stagno, vanadio, zinco), mentre nelle acque vengo rilevate tracce superiori alla norma di ferro, manganese e idrocarburi. Nel 2005 vengono demoliti complessivamente 163.277 tonnellate di macchine e 551.383 metri cubi di opere in cemento e muratura.  Non avviene la bonifica dei suoli: il problema della colmata Nei primi tre anni di attività, tuttavia, la Bagnoli S.p.a. non procede alla velocità prevista e pur smontando la maggior parte dei fabbricati non avvia nemmeno in minima parte l'attesa bonifica dei suoli. Al termine di sei anni di lavori, finanziati per un totale di 400 miliardi di lire, la bonifica totale è al 30,35% (rispetto all'83% citato dalla Bagnoli S.p.a.) e le operazioni in tal senso si limitano alla sola "messa in sicurezza" della colmata a mare, considerata di estrema pericolosità per la preservazione dell'ambiente marino e litoraneo di Bagnoli; una messa in sicurezza criticata per le procedure messe in atto. I lavori al rilento della Società Bagnoli S.p.a. convincono intanto il Comune di Napoli a procedere a un'operazione di maggiore impatto: vengono così nel 2001 acquistati in toto gli spazi dell'area ex Italsider ed ex Eternit, con l'eccezione dunque dell'area ex Cementir che resta di proprietà del gruppo Caltagirone. Diventato proprietario degli spazi su cui dovrà sogere la Bagnoli Futura, il Comune dà via alle operazioni per la nascita della Società di trasformazione urbana (Stu) prevista dal piano urbanistico esecutivo (Pue) Bagnoli-Coroglio. La Stu prende il posto della Bagnoli s.p.a. e sarà controllata interamente da capitali comunali, provinciali e regionali. Il 24 aprile 2002 nasce la nuova società "Bagnolifutura s.p.a. società di trasformazione urbana" subentra alla precedente e assume l'incarico di portare a termine la bonifica dei suoli e la realizzazione definitiva del piano urbanistico. Scopo della Stu è quello di gestire i suoli ora di sua proprietà, bonificarli, edificarli laddove previsto dal Piano con opere pubbliche e quindi vendere i restanti lotti ai privati.  Il Piano Bagnoli-Coroglio Nel 2005 viene approvato il Piano urbanistico esecutivo di Bagnoli-Coroglio che specifica le trasformazioni da effettuare e le loro modalità. Il Piano prevede il mantenimento di alcuni fabbricati considerati di "archeologia industriale", e in secondo luogo l'individuazione in una Società di Trasformazione Urbana (Stu) dell'ente che attuerà il progetto della Bagnoli Futura.   Il Piano divide l'area di trasformazione in 9 aree tematiche: -Parco urbano e spiaggia: parco urbano di 120 ettari, recupero della spiaggia. -Coroglio-Bagnoli: borgo marinaro, alberghi, residenze di prestigio -Cavalleggeri: residenze, attività produttive, commerciali, universitarie -Cocchia: strutture per la ricerca. -Diocleziano-Campegna: centro commerciale, nuova stazione Cumana -Officine FS: attività per la produzione di servizi. -Residenze esistenti: conservazione degli abitati -Arsenale: attrezzature e strutture per l'istruzione -Parco dello Sport: 42 ettari parco con attività sportive all'aperto. Il Parco Urbano Al centro della trasformazione di Bagnoli Futura viene posto il progetto di Parco Urbano, per un totale di 160 ettari di cui 33 di spiaggia. Nel luglio 2006 il concorso internazionale per la progettazione preliminare del parco, vede la vittoria di un gruppo di architetti diretto da Francesco Cellini, su un totale di 24 progetti presentati.   Il flop della vendita dei suoli Nel settembre 2008 la Bagnoli Futura completa la vendita dei suoli dell'area 4 del Pue ("Cocchia") per un totale di 7 ettari e 52 milioni di euro ed avvia le procedure per la realizzazione del Polo tecnologico dell'ambiente, un centro che intende ospitare aziende specializzate nella produzione di servizi eco-friendly. Alla fine del 2008 viene pubblicata la gara per la selezione delle aziende che saranno ospitate nel Polo, mentre l'apertura del cantiere è prevista per il 2010 e l'apertura del centro è fissata al 2012, interamente con capitali privati.  Il sequestro e fallimento Nel 2011 vengono sequestrati due dei sette ettari a disposizione, per questioni legate alla mancata bonifica. La presenza contestuale del Polo tecnologico di Città della Scienza nella stessa area, inoltre, ridimensiona ben presto l'interesse dei finanziatori, che si tirano indietro, portando il progetto al fallimento.  Nel 2013 il progetto Bagnoli Futura, ormai in crisi, subisce il colpo definitivo. In aprile, le aree dell'ex Italsider e dell'ex Eternit di Bagnoli vengono sequestrate nell'ambito di un'indagine della Procura di Napoli che ipotizza un disastro ambientale. Iscritti nel registro degli indagati sono ben 21 ex dirigenti di vari enti locali e della società Bagnolifutura. Sono sequestrati tutti i cantieri, nonché il Pontile nord e la Porta del Parco, che alcuni mesi dopo verranno tuttavia riaperti, seppur parzialmente. Il mese prima, un incendio doloso di cui restano ancora ignoti gli autori distrugge il science centre di Città della Scienza, facendo letteralmente terra bruciata nell'area. Nel corso di quei mesi, inoltre, la struttura dell'Acquario tematico è oggetto di una serie di raid vandalici che distruggono o sottraggono tutte le attrezzature necessarie all'apertura dell'edificio. Anche il cantiere del Parco dello Sport subisce diversi atti vandalici.  Bagnolifutura fallita su istanza di Fintecna, azienda del Tesoro Il fallimento di Bagnoli Futura conclude il progetto di recupero e trasformazione dell'area urbana. Dei 190 milioni di euro di debiti contratti, 59 sono vantati da Fintecna per la vendita dei suoli di sua proprietà: è proprio quest'ultima a provocare la messa in liquidazione di Bagnoli Futura. Il 29 maggio 2014 il Tribunale di Napoli, considerata l'impossibilità della Stu di pagare i debiti, dichiara il fallimento della Bagnoli Futura, i cui 59 dipendenti in cassa integrazione vengono smistati in altre partecipate del Comune di Napoli. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 15:37:03 UTC</pubDate>
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         <title>Martina De Sio (intervista a mio nonno)</title>
         <author>martina_desio99</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/154398287</link>
         <description><![CDATA[<div>1) Com'era la vita prima; durante e dopo l'Italsider ?<br> Prima che costruissero l'Italsider Bagnoli era un luogo di villeggiatura, la gente andava a mare per rilassarsi e stare in compagnia.Con l'arrivo dell'Italsider Bagnoli divenne un         inferno: l'aria era inquinata per tutto il fumo che l'Ilva emanava, il fumo faceva diventare neri gli edifici, anche il mare era inquinato perchè per raffreddare i metalli li immergevano nel mare. Dopo, quando l'Italsider venne chiusa la gente fu molto contenta, io compreso, perchè l'aria divenne meno inquinata e il mare anche. Gli operai non furono contenti perchè con la chiusura dell'Italsider persero il posto di lavoro.<br><br>2)Preferisci prima o dopo ?<br>ASSOLUTAMENTE ORA, prima con l'Italsider si viveva un inferno. <br><br>3)Cosa pensi di Bagnoli futura e del progetto del porto ?<br>Ottimo, questo progetto lo desidero da tempo, sarebbe un grande miglioramento per Bagnoli ma dobbiamo sempre vedere se lo faranno.<br><br>4)Parco dello sport incompleto ..?<br>Questo progetto deve essere eliminato, anche perchè si sapeva che non lo portavano a termine.<br><br>5)Spazio per bambini ?<br>Questo progetto mi piace molto, ci deve essere uno spazio dove i bambini possano stare insieme e giocare.<br><br><br>  <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://gabrielerivoli.com/wp-content/uploads/2016/08/italsider-2.jpg" width="1600" height="1065"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 17:48:32 UTC</pubDate>
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         <title> ALFREDO GUASTELLA                                                                              Ital Sider è stata una delle maggiori aziende siderurgiche italiane del 20º secolo, che si occupa prevalentemente delle produzioni e trasformazione dell&#39;acciaio.  Le condizioni all&#39;interno non erano adeguate al rischio che correvano nel lavorare a contatto con sostanze nocive come l&#39;amianto. Uno dei mestieri molto pericoloso era il tagliatore. Un amico di mio nonno Aldo ha lavorato all&#39;Ital sider e mi ha raccontato che doveva tagliare il materiale ferroso A pezzi di circa 2 metri per permettere la lavorazione, tutto questo veniva fatto all&#39;aperto sotto al sole caldo che riscaldava anche i materiali. Il lavoro che faceva era controllato da  sorveglianti che controllavano che gli operai non si fermassero. Le tenute da lavoro erano una ad operaio per le intere stagioni e per proteggersi  dalle scorie degli elementi che lavoravano avevano solo  una semplice mascherina. La paga non era corrente alle loro competenze, ossia venivano inquadrati come nonostante lavoravano in una impianto siderurgico per avere un solarium minore ed in caso di incidenti sul lavoro la colpa ricadeva sui dipendenti che addirittura prendevano il lavoro. La costruzione della società  inizia nel 1905 nel quartiere di bagnoli e 20 viene in curato nei il 19 giugno 1910, nel 1946 lo stabilimento cambia il nome in  Ital sider. Nel 1999 gli ambientalisti denunciano l&#39;abbandono  di 7000 tonnellate di amianto a Cielo aperto infatti le operazioni si limitarono solo all&#39;abbattimento della maggior parte degli impianti e delle macchine. Quello che resta alla maggior parte degli operai come ad Aldo è la malattia del secolo il cancro. Dal 2002 fino al fallimento del 2014, bagnoli futura ha gestito il progetto di conversione dell&#39;aria di bagnoli che ospitava il complesso Ital sider. Il parco comprende 3 km e mezzo di viali alberati , 5 di laghi artificiali, un&#39;area giochi per bambini, un palazzetto dello sport e tanto altro con presa la spiaggia  di coroglio rissa balneabile. Sarebbe stato bellissimo, ma non è stato mai completato il reso pubblico perché sono stati ritrovati materiali tossici. Purtroppo però non c&#39;è sorveglianza e non ci sono controlli , io conosco ragazzini che per sfruttare quello spazio entrano abusivamente e le mie paure e che stando a contatto con materiali nocivi possano ammalarsi come la maggior parte degli operai dell&#39;Ital sider</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/157413090</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 17:34:05 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Italsider prima</title>
         <author>annabellapaone</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/160357620</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 19:15:23 UTC</pubDate>
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         <title>Interviste.</title>
         <author>annabellapaone</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 19:20:32 UTC</pubDate>
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         <title>Durante l&#39; Italsider.</title>
         <author>annabellapaone</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/160364067</link>
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         <pubDate>2017-03-15 19:45:02 UTC</pubDate>
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         <title>Dopo L&#39;Italsider.</title>
         <author>annabellapaone</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/160365426</link>
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         <pubDate>2017-03-15 19:51:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>annabellapaone</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/160369656</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella periferia ovest di Napoli le fibre di amianto hanno tolto la vita a 466 persone, mentre altre 148 sono costrette ancora oggi a convivere con tumori e malattie legate all’esposizione all’asbesto. Ma si sono ammalate troppo presto e il diritto al risarcimento è stato prescritto. In sede processuale non è servito citare i dati medici allarmanti di Bagnoli, con tassi di malattie tumorali decine di volte più alti della media. Come nel caso del mesotelioma, una malattia che in condizioni di normalità colpisce una persona ogni centomila, e che invece qui ha ammazzato otto operai su cento. Questo ha aiutato a ricordare che il picco di malattie tumorali a Bagnoli è previsto per il 2020. La causa nazionale dell’inquinamento, c’è quel che resta dell'Italsider e della Cementir, altre due bombe ecologiche che hanno lasciato sul territorio morte e desolazione. E i cui terreni, come quelli della fabbrica di tubi di amianto, non sono ancora stati del tutto bonificati. Mancano i soldi, e non arriveranno neppure quelli che sarebbero spettati come risarcimento alla Regione Campania. ll rogo che ha distrutto i capannoni<strong> </strong>di<strong> Città della Scienza </strong>ha colpito una storia, un'idea della città e del lavoro rivolta al futuro, nata dalla dismissione industriale dell'area dell'ex Italsider di Bagnoli, l'acciaieria che ha attraversato un secolo di storia della città di Napoli e che aveva incarnato le speranze di progresso; non solo per la sinistra cittadina, che pur aveva difeso la fabbrica da tutte le ipotesi di dismissione fin dagli anni '70, fino alla presa d'atto della fine del futuro industriale della città.E’ difficile scattare una brutta fotografia del mare davanti Bagnoli, da qualunque punto di vista, se da Coroglio, dal pontile di Bagnoli, dall’istmo di terra che collega Nisida o dalla via che conduce a Pozzuoli.  E’ difficile poi rendersi conto che il mare in realtà non bagna Bagnoli da troppo tempo.<br><br></div><div>Non è questione politica, né riguarda le problematiche relative a Bagnoli futura, a città della Scienza, enorme, ex-area industriale.  Il problema vero è capire come far sì che il mare possa bagnare nuovamente Bagnoli, dato che arenile e fondale sono “compromessi”.<br><br></div><div>Ogni volta che qualcuno torna a discutere di balneazione a Bagnoli, del fatto che la qualità delle acque di balneazione sia probabilmente eccellente, dell’originario e primigenio anelito di uno dei luoghi più belli al mondoverso un destino di turismo e ricchezza, ripenso a cosa c’è sotto la sabbia e sotto il fondale, a quell’enorme bomba ecologica che non vogliamo ricordare, a cui si aggiunge, seppur in misura di gran lunga minore, quanto viene scaricato dai collettori che raccolgono le acque degli antichi alvei sotterrati (oltre che dalle acque piovane). A Bagnoli sfociano infatti i collettori che raccolgono l’emissario di Via Cinthia, l’arena S.Antonio, l’emissario di Coroglio, le acque piovane della zona dove c’era il lago di Agnano, quel che resta infine delle antiche sorgenti termali della zona, in un mix che meriterebbe maggiore controllo.Nel 2006 è entrato in vigore il divieto di balneazione<strong>, </strong>venne interdetto l’accesso l’arenile di Bagnoli “a sud della colmata”, chi aveva attività in altre zone dell’arenile fra Coroglio e Bagnoli, per continuare ad operare, dovette provvedere a “piazzare qualcosa” sulla sabbia, che fosse erba sintetica, camminamenti in legno o altro, per ridurre al minimo il rischio per i clienti. Pare che vi sia stata anche una parziale aggiunta di sabbia durante le più recenti operazioni di messa in sicurezza, per quanto riguarda una parte di spiaggia… ma si tratta di pezze che non risolvono il problema.<strong><br></strong><br></div><div>Non è possibile pensare di eliminare il divieto di balneazione se prima non verranno rimosse le cause del divieto, sostanze altamente cancerogene (Bagnoli, al di là dell’ interesse mediatico sulla terra dei fuochi, è l’area con maggiore incidenza di tumori di tutta Napoli e dintorni, ben al di sopra della media nazionale… ).<br><br></div><div>Non è possibile pensare ad una spiaggia pubblica o privata che sia,  se prima non verrà bonificata realmente l’area (cosa complicatissima fra l’altro, a causa della tipologia di sostanze presenti).<br><br></div><div>Chiunque abbia tempo e voglia di approfondire la cosa può scaricare i dati completi riguardanti tutti i campionamenti effettuati sull’arenile, sulla colmata, sui fondali, con le differenze fra gli arenili a nord (presenza massiccia di IPA) e quelli a sud (contaminazione legata a metalli come piombo, zinco, rame e negli strati più profondi a IPA).<br><br></div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 20:12:58 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/160369656</guid>
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         <title></title>
         <author>annabellapaone</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/160375768</link>
         <description><![CDATA[<div><br><a href="https://www.facebook.com/demagistrisluigi/?ref=page_internal&amp;fref=nf"><strong>Luigi de Magistris<br></strong></a><br></div><div><a href="https://www.facebook.com/demagistrisluigi/posts/10151432567207060">3 giugno 2013</a> · <a href="https://www.facebook.com/pages/Napoli/115247758487174">Napoli</a> · </div><blockquote>La sentenza di oggi rappresenta un passo fondamentale sulla strada della giustizia per Bagnoli, per le vittime e per le famiglie dell'ex Italsider. E' stata stabilita infatti l'esistenza di un disastro ambientale doloso e riformata la sentenza di primo grado che dichiarava prescritto il reato per Bagnoli. Il Comune di Napoli in passato non si costituì' parte civile, compiendo una scelta che non condivido. Questa amministrazione percorrerà' la via di una azione civile che possa portare al risarcimento per le vittime e le loro famiglie. Il governo, alla luce anche della sentenza odierna, deve garantire subito i fondi per la bonifica che consenta il rilancio di un territorio che ha pagato troppo in termini ambientali e umani. Il diritto alla salute non deve contrapporsi al diritto al lavoro. Questo ci insegna la storia del nostro paese, anche recente se pensiamo all'Ilva di Taranto.<br>e pensiamo all'Ilva di Taranto.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 20:47:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>annabellapaone</author>
         <link>https://padlet.com/sara_napoli1926/axvyk1acl1xt/wish/160378289</link>
         <description><![CDATA[<div>Un primo importante passo verso lo sviluppo avviene nel 1993, una ONLUS di divulgazione scientifica nata sull'onda del successo della manifestazione "Futuro Remoto" (nata nel 1989 e localizzata alla Mostra d'Oltremare) ottiene dalla Regione Campania e dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca il permesso di acquisire i vecchi fabbricati della Federconsorzi, dismessi da vari anni e localizzati lungo via Coroglio, al limitare dell'area ex Italsider. Il progetto è quello di riutilizzare i capannoni come sede di un museo scientifico all'avanguardia, teso alla divulgazione della scienza e della tecnologia con mezzi interattivi. Nel 1996 il primo lotto della grande opera è completato e aperto al pubblico, per un totale di 12.000 m². Il riscontro è altissimo: tra il 1996 e il 2001, anno del primo significativo ampliamento della struttura, visitano la Città della Scienza più di 900.000 persone Per il 2009 viene prevista l'apertura dell'ultimo lotto e il completamento dell'opera, primo vero tassello operativo della nuova Bagnoli, che dimostra la reale possibilità di un riutilizzo funzionale degli spazi industriali a costi ridotti ed altissimi ritorni economici e d'immagine.<br>La <strong>Città della scienza</strong> è un'iniziativa di promozione e divulgazione della scienza che si svolge a Napoli, all'interno di una struttura composta da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese e un centro di formazione. Il vecchio Science Centre è andato distrutto in un incendio il 4 marzo 2013 ed ha riaperto il mese successivo con mostre in alcuni spazi del complesso.<br><br></div><div><br>A seguito dell'incendio, la ricostruzione dell' edificio principale dello Science Centre è prevista per il marzo 2018. Nel frattempo è aperta al pubblico nelle restanti sezioni (come quella dedicata al mare) tra cui, da marzo 2017, Corporea (il museo del corpo umano) ed il Planetario.<sup><br></sup><br></div><div><br>È gestita dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza e messa in atto attraverso una struttura multifunzionale sita nel quartiere di Bagnoli in Napoli.<br>Dopo una fase di sperimentazione avviata nel 1987 con attività temporanee da un'idea di Vittorio Silvestrini, nacque la prima edizione di “Futuro Remoto”, che si svolse alla Mostra d'Oltremare. A seguito del successo riscosso dall'iniziativa dal 1989 al 1992, fu costituita la “Fondazione Idis”<sup>]</sup>. Nell'operazione Silvestrini coinvolse Vincenzo Lipardi, socio della cooperativa editoriale CUEN, attiva nelle pubblicazioni per il Politecnico. Ad avvicinarli era la comune militanza nel PC<sup>]</sup>. La idee politiche e la concomitante crisi industriale degli stabilimenti dell'Italsider di Bagnoli, portò Silvestrini e Lipardi a concepire la realizzazione di un polo nell'area di Bagnoli, favorendo la riconversione della zona.<br><br></div><div><br>Città della Scienza è stata realizzata dalla stessa Fondazione grazie a un accordo di programma sottoscritto nel 1996 fra Ministero del Bilancio, Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Napoli e la Fondazione IDIS. Negli anni 1992-93 è stato elaborato il progetto di Città della Scienza (architetto Massimo Pica Ciamarra e Associati) ed è stato inaugurato il primo insediamento a Bagnoli. Nel 1994 la Regione Campania e il Ministero della pubblica istruzione approvarono il progetto per la quale implementazione fu acquisita la fabbrica FICPC della Campania gruppo Federconsorzi e finanziato il I lotto del progetto.<br><br></div><div><br>Solo nel 1996 fu possibile aprire al pubblico il primo embrionale nucleo del complesso museale. Nel 2001 fu inaugurato il <em>Science Centre</em> nella sua configurazione finale e nel 2003 il progetto fu completo con l'apertura del “Centro Congressi”, del “Centro di Alta Formazione” e del <em>Business Innovation Centre</em>. Entro il 2010  era prevista la realizzazione dell'ultimo lotto, relativo all'apertura di "CORPOREA", un museo sul corpo umano,poi inaugurato nel 2016.<sup><br></sup><br></div><div><br>Il 17 aprile 2008 è stato firmato un accordo di programma con l'”Associazione Assumpta Science Center Owerri”, al fine di realizzare un “Festival della Scienza in Africa”, primo passo verso la costruzione dell'Assumpta Science Center Owerri in Nigeria, sotto il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura in Città del Vaticano.<br><br></div><div><br>Il 4 marzo 2013, nel giorno di chiusura al pubblico, un vasto incendio probabilmente doloso ha danneggiato quattro dei sei capannoni della Città della Scienza, provocando la perdita di quasi tutti i beni all'interno. Nel rogo è andato distrutto anche il server del sito ufficiale. Attraverso la piattaforma di crowdfunding DeRev è stata lanciata una campagna per la raccolta fondi necessari alla ricostruzione. A seguito dell'incendio, migliaia di persone si sono riunite a Napoli in un flash mob il giorno 10 marzo. Carlo Rubbia ha lanciato un comitato di sostegno per la ricostruzione di Città della Scienza al quale hanno aderito intellettuali tra cui Claudio Abbado, Renzo Piano, David Gross e alcuni fisici del CERN.<sup><br></sup><br></div><div><br>Il rapper italiano Clementino ha girato il video del suo singolo <em>'O vient</em> nella zona incendiata.<br><br></div><div><br>Il 7 novembre 2013 il museo ha riaperto in capannoni temporanei con la mostra Futuro remoto 2013, avente come tema il cervello, e di una mostra su cuccioli ed embrioni dei dinosauri proveniente dall'Australia<sup>[</sup><br><br></div><div><br>Vittorio Silvestrini è presidente della fondazione IDIS con Lipardi consigliere delegato e Luigi Amodio come direttore generale.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 20:59:28 UTC</pubDate>
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