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      <title>STORIA DELL&#39;ARTE by Carla Caprio</title>
      <link>https://padlet.com/archicarla68/corsodiformazione</link>
      <description>Dall&#39;arte primitiva all&#39;arte contemporanea</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-09 15:59:59 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2017-10-22 15:03:23 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera: </title>
         <author>archicarla68</author>
         <link>https://padlet.com/archicarla68/corsodiformazione/wish/195290438</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>la GROTTA CHAUVET - ARTE PRIMITIVA</strong></div><div>Per migliaia di anni il tempo si è fermato alla grotta Chauvet. Questo sito preistorico, appena dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco, è situata nel dipartimento francese dell'Ardèche. Si tratte di una delle caverne più importanti e meglio conservate, con testimonianze della vita di 36 mila anni fa.</div><div>"Sembra un po' la storia della Bella addormentata del bosco: si è addormentata in seguito a uno smottamento che ne ha ostruito l'ingresso", spiega Charles Chaveau, uno dei responsabili del sito. Per questo motivo è rimasta sconosciuta per tanto tempo, fino a quando nel 1994 tre speleologi l'hanno scoperta: e si sono trovati di fronte uno spettacolo inimmaginabile: ottocento metri di gallerie e di sale che erano abitate. E soprattutto migliaia di disegni con raffigurazioni di animali. Dal mammuth, ai leoni delle caverne e altre creature estinte con la glaciazione. "Sono animali piuttosto rari che non siamo abituati a vedere rappresentati in queste cavità", spiega Chauveau<br>Il grande pubblico purtroppo non vedrà mai questi dipinti, che sono a rischio conservazione. Ma in Francia stanno lavorando a una replica in scala naturale della grotta, vicino al sito originale. Ci saranno gli stessi graffiti, le stesse luci e profondità. Apertura prevista nella primavera del 2015.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-09 16:11:46 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera:</title>
         <author>archicarla68</author>
         <link>https://padlet.com/archicarla68/corsodiformazione/wish/195296361</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>il DORIFORO di Policleto - ARTE GRECA</strong><br>Il Doriforo è una statua che, come il nome ci indica, ritrae un atleta con un giavellotto in mano. In questa copia romana, conservata al Museo Archeologico di Napoli, manca la lancia che era retta dalla mano sinistra e si appoggiava sulla spalla.</div><div>Lo stile di Policleto è essenziale: i volumi hanno una definizione netta, senza tuttavia cadere nella semplificazione geometrica, e mancano superflue rifiniture superficiali. Per certi versi è una statua che rivela una netta origine dai precedenti esemplari scultorei dorici.</div><div>Ad un modellato, quindi, essenziale, si unisce però una calibrata ricerca di proporzioni. Il corpo è attentamente studiato, non tanto nelle sue particolarità anatomiche, ma soprattutto nelle sue misure. Ciò a cui tende Policleto è un corpo perfetto nel suo insieme: ogni singola parte sta al tutto come avverrebbe in un reale corpo umano, idealmente perfetto. In pratica la sua ricerca di perfezione è proprio nel dialogo e nel confronto tra reale e ideale. Reale è la base di partenza: i rapporti alla base del suo canone sono rilevati da reali misure effettuate sui corpi umani; ideale è l’effetto a cui tende: scartando ogni difetto che, seppur minimo, è sempre presente in ogni singolo individuo, la statua diviene un ideale di perfezione umana superiore alla realtà stessa.</div><div>Ma questa statua evidenzia anche, in maniera mirabile, la nuova positura che egli inventa per le statue stanti: il chiasmo. Il termine «chiasmo» deriva dalla lettera greca X (che in greco è pronunciata "chi") ed indica una disposizione in cui le parti creano un incrocio. Nel caso delle statue di Policleto la disposizione incrociata è tra gli arti inferiori e gli arti superiori. Osserviamo lo schema. Per rompere la rigidezza, decisamente innaturale, delle statue stanti precedenti, Policleto sviluppa la verticale del corpo secondo una "S" molto ampia. Curva da un lato la parte inferiore del corpo e, per ripristinare l’equilibrio, curva in direzione opposta la parte superiore del tronco. In questo modo la linea del bacino e quella delle spalle non sono più orizzontali ma inclinate. L’inclinazione è ovviamente opposta: se il bacino scende sul lato sinistro, la spalla, sullo stesso lato sinistro, tende ad alzarsi. Gli arti prendono quindi la seguente posizione: la gamba destra (tesa) sorregge il corpo mentre la gamba sinistra (rilassata) è flessa; il braccio destro è rilassato, mentre è teso il braccio sinistro. Gli arti inferiori e superiori agiscono quindi a coppie contrapposte: due sono tesi e due sono rilassati, ma non sullo stesso lato.</div><div>In questo modo Policleto fissa una posizione, per le statue che rappresentano figure umane erette, che resterà praticamente immutata per secoli, e che, a distanza di millenni, è ancora usata in tempi moderni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-09 16:25:42 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera:</title>
         <author>archicarla68</author>
         <link>https://padlet.com/archicarla68/corsodiformazione/wish/195299047</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>il PANTHEON - ARTE ROMANA<br></strong>ll Pantheon rappresenta, da più di duemila anni, l'espressione massima della gloria di Roma. La sua storia si lega in maniera indissolubile allo sviluppo della città eterna di cui è immagine nei secoli. Il Pantheon fu ispirazione dei più grandi architetti del Rinascimento, tanto che Raffaello volle farne il luogo del proprio riposo eterno. Unica costruzione romana rimasta praticamente intatta attraverso i secoli, questo edificio fu fondato tra il 25 e il 27 a.C da</div><div>Agrippa, come Tempio dedicato ai dodici Dei ed al sovrano vivente. Tradizionalmente si ritiene che l'edificio attuale sia il frutto della radicale ricostruzione promossa da Adriano fra il 118 e il 125 d.C. Nel 608 papa Bonifacio IV fece collocare nel Pantheon le ossa di molti martiri prelevate dalle catacombe cristiane ed il tempio passò ufficialmente al Cristianesimo con il nome di Santa Maria ad Martyres.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-09 16:33:04 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera:</title>
         <author>archicarla68</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Basilica di San Pietro - ARTE PALEOCRISTIANA<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-09 16:54:13 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera</title>
         <author>archicarla68</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Duomo di Modena - ARTE ROMANICA</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-11 14:47:23 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera</title>
         <author>archicarla68</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>DUOMO DI ORVIETO - ARTE GOTICA<br></strong><br></div><div><sup>In Italia non esistono esempi di edifici in stile gotico puro ma il gotico si miscela sempre con il romanico che predomina sul gotico. Gli esempi più importantidi edifici in stile gotico-romanico in Italia sono il Duomo di Orvieto, il Duomo di Siena e la Basilica di San Francesco ad Assisi.</sup></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-11 15:19:34 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera</title>
         <author>archicarla68</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Palazzo Rucellai - ARTE PRIMO RINASCIMENTO</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-11 16:04:34 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura dell&#39;opera</title>
         <author>archicarla68</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>AFFRESCHI DELLA CAPPELLA SISTINA/MICHELANGELO - ARTE RINASCIMENTO </strong>                         </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-11 16:28:04 UTC</pubDate>
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