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      <title>Minori stranieri non accompagnati by Victoria Hurtado</title>
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      <description>&quot;Viaggiare, ma da soli&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-06-17 09:42:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>victo97_vh</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>INTRODUZIONE</strong></div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;L’idea di approfondire il tema dell’immigrazione dei minori stranieri non accompagnati nasce da una esperienza diretta come volontaria presso le associazioni, che gestiscono i CAS nel comune di Campi Bisenzio.</div><div>&nbsp;</div><div>I CAS sono nati come centri d’accoglienza straordinari per sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti asilo ed oggi costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza.</div><div>Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. La permanenza dei migranti nei CAS dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario per il trasferimento del richiedente in strutture d’accoglienza più idonee.</div><div>&nbsp;</div><div>La mia riflessione prende spunto dall’immigrazione che rappresenta uno dei fenomeni sociali più complessi. Questo movimento di popolazioni, nelle sue varie forme e con diversi esiti, ha sempre accompagnato la formazione di società stabili. Tutto questo dovrebbe aver sedimentato un’esperienza di accoglienza in tutti i Paesi interessati da tale fenomeno, tuttavia, emergono difficoltà e pregiudizi. All’interno del vasto panorama che caratterizza l’immigrazione, ho voluto incentrare il mio percorso pluridisciplinare sui minori stranieri non accompagnati.</div><div>I conflitti bellici e una instabilità politica sono le principali cause di un disagio sociale ed economico all’interno di un Paese. Questo fa in modo di nascere il desiderio di allontanarsi o di far partire i propri figli, ancora piccoli, dalla propria terra nativa. I minori intraprendono il lungo viaggio verso paesi che sono percepiti come luoghi di benessere e di facili guadagni, immagine che alla fine si infrange di fronte alla realtà che si presenta ben più dura rispetto alle aspettative e nella maggior parte dei casi non conforme ai desideri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-28 16:04:05 UTC</pubDate>
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         <title>Intervista a un ex - minore stranieronon accompagnato</title>
         <author>victo97_vh</author>
         <link>https://padlet.com/victo97_vh/avq38r21py3n/wish/268882669</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa è un’intervista che ho fatto ad un mio coetaneo di nome “M”. Lui alloggiava presso un CAS sul suolo fiorentino e ci siamo conosciuti facendo volontariato insieme.</div><div><em>Perché si parte? Perché si affronta il mare in condizioni disumane rischiando una morte atroce?</em> A queste domande ho tentato di dare una risposta ascoltando la breve storia di chi come lui, a una giovane età, ha scelto il mare come ultima speranza.<br>Lui non è stato il primo e tanto meno l’ultimo ragazzo che è stato costretto a fuggire dalla guerra. La gestione dell’immigrazione minorile rappresenta un problema grave a causa delle leggi che spesso non considerano l’età particolare di questi soggetti e la loro storia di sofferenza, ma tendono invece a considerali come adulti.&nbsp;</div><div>Però come viene dimostrato dall’intervista, a prevalere è una scarsa attenzione per questi ragazzi, che vengono abbandonati a loro stessi, diventando così facile preda per adulti organizzatori di attività illecite come la prostituzione, lo spaccio, il lavoro nero.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-28 16:04:51 UTC</pubDate>
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