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      <title>Segnalibri by </title>
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      <description>Realizzato con ♥
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-23 09:18:04 UTC</pubDate>
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         <title>Gloria Agrusa “studentessa” 4° CAT-ITET  (Girolamo Caruso)E-mail istituzionale: 4acat.agrusa@gcaruso.edu.it</title>
         <author>4acatagrusa</author>
         <link>https://padlet.com/4acatagrusa/Bookmarks/wish/588494942</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-22 08:03:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>4acatagrusa</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>DISPOSITIVI DI PROTEZION</strong>E: Testa e Occhi <br><br></div><div> La sicurezza è un requisito imprescindibile per il buon funzionamento di un cantiere ed occorre pianificarla adeguatamente e garantirla senza deroghe.<br>  Poiché nei cantieri edili vi sono parecchi pericoli, la normativa vigente prescrive per prima cosa <strong>l’individuazione dei rischi</strong> presenti per i lavoratori e successivamente l'adozione di una serie di misure di protezione (sia individuale che collettiva) per eliminarli o ridurli.  <br><br></div><div>La testa è una delle parti del corpo potenzialmente più soggette agli urti. In cantiere, infatti, oltre al rischio frequente di incorrere in ostacoli e di battervi la testa, perché gli spazi sono spesso angusti e mal illuminati, i lavoratori possono essere colpiti da oggetti e materiali che cadono dall’alto (da ponteggi, dalla gru, negli scavi, ecc.). <br><br></div><div>Riguardo alla protezione del capo le norme tecniche definiscono l’<strong>elmetto di protezione per l’industria</strong> come un ‘<em>copricapo il cui scopo primario è quello di proteggere la parte superiore della testa dell’utilizzatore contro lesioni che possono essere provocate da oggetti in caduta’</em>. Mentre il <strong>copricapo antiurto per l’industria</strong> è invece destinato a ‘<em>proteggere la testa dell’utilizzatore dalle lesioni causate da un urto della testa contro oggetti duri e immobili</em>’.<br><br></div><div>Vi sono poi altri dispositivi di protezione del capo come:<br><br></div><div>- l’<strong>elmo per vigili del fuoco</strong>: un copricapo destinato a ‘<em>garantire la protezione della testa dell’utilizzatore dai pericoli che potrebbero insorgere durante le operazioni condotte dai vigili del fuoco</em>’ ;<br><br></div><div>- elmetti di protezione per l’<strong>industria</strong> (UNI EN 397): difendono la testa da <strong>oggetti in caduta</strong>;<br><br></div><div>- elmetti <strong>anticapocciata</strong> (Pr EN 812): detti anche “copricapo antiurto”, proteggono da <strong>urti contro un oggetto duro e immobile</strong>, in grado di causare lacerazioni o altre ferite superficiali.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-22 08:03:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>4acatagrusa</author>
         <link>https://padlet.com/4acatagrusa/Bookmarks/wish/588498864</link>
         <description><![CDATA[<div>In relazione ai fattori di rischio per il capo il documento ricorda che la testa è esposta a “danni derivanti da rischi, che possono insorgere nelle applicazioni professionali, quali rischi di natura meccanica, termica, elettrica, chimica” e non è improbabile “la circostanza in cui si riscontri la contemporanea presenza di due o più rischi”. <br><br></div><div>Ad esempio riguardo ai:<br><br></div><div>- <strong>rischi di natura meccanica e termica</strong> il danno al lavoratore “può essere provocato dalla proiezione di frammenti o detriti, dalla  <a href="https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-quando-un-ramo-a-caderci-sulla-testa-AR-9150/"><strong>caduta di gravi</strong></a><strong>,</strong> dalla penetrazione di corpi taglienti o appuntiti, dalla collisione con oggetti statici nonché con spruzzi di materiale fuso<br><br></div><div>- <strong>resistenza agli agenti atmosferici</strong>;<br><br></div><div>- <strong>non infiammabilità</strong>;<br><br></div><div>- facilità di <strong>pulizia</strong> e la parte a contatto con la pelle non deve provocare <strong>irritazioni</strong>;<br><br></div><div>- <strong>leggerezza</strong>: &lt; 425 g (elmetti con visiera), &lt; 475 g (elmetti con falda anulare) e &lt; 550 g (elmetti speciali).<br><br></div><div>Dopo aver ricordato che il documento si sofferma sulle marcature, richieste dalle norme tecniche per l’<a href="https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-un-elmetto-per-la-nostra-testa-AR-9129/">elmetto di protezione</a> e per il copricapo antiurto, concludiamo questa breve presentazione dei DPI per la protezione della testa soffermandoci su due altri dispositivi:<br><br></div><div>- <strong>cuffia</strong>: “è un copricapo destinato a racchiudere i capelli sia per motivi di protezione (attività comportanti il transito presso organi in rotazione presentanti pericoli di impigliamento dei capelli, o presso fiamme o materiali incandescenti) sia per motivi igienici (ambito alimentare). Tali cuffie di protezione devono essere facilmente indossabili, leggere, resistenti, lavabili (o monouso) e racchiudere i capelli in modo completo”;<br><br></div><div>- <strong>cappuccio</strong>: “è un dispositivo di protezione individuale costituito da materiale flessibile che copre la testa, il collo ed a volte anche le spalle dal rischio della saldatura (UNI EN 11611), dal calore e/o dalla fiamma (UNI EN 11612) e dal rischio chimico (equipaggiamento tipo 3 e tipo 4), con visiera integrata (UNI 14605)”.<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-22 08:06:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>4acatagrusa</author>
         <link>https://padlet.com/4acatagrusa/Bookmarks/wish/588499969</link>
         <description><![CDATA[<div>I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), così come definiti nell’Art. 74 del D.Lgs. 81/2008 devono obbligatoriamente possedere specifiche caratteristiche necessarie per dimostrare la loro idoneità per l’impiego a cui saranno destinati.<br><br></div><div>Le <strong>caratteristiche tecniche</strong> del casco dipendono inoltre dal tipo di protezione extra che deve offrire:<br><br></div><div>- se protegge anche da <strong>sostanze corrosive</strong> deve possedere buoni requisiti di resistenza chimica;<br><br></div><div>- se può essere usato anche in prossimità di elementi <strong>sotto tensione</strong>, deve risultare dielettrico.<br><br></div><div>Gli elmetti possono poi disporre di <strong>sistemi di aggancio</strong> interno per l’inserimento di <strong>fasce per la traspirazione</strong> (che servono ad assorbire il sudore dalla fronte e sono facilmente sostituibili) e vengono spesso integrati con altri dispositivi destinati a proteggere l’udito (<strong>cuffie antirumore</strong>) e gli occhi (<strong>visiere</strong>), per favorirne l’adozione e l’utilizzo integrato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-22 08:07:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>4acatagrusa</author>
         <link>https://padlet.com/4acatagrusa/Bookmarks/wish/588501978</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Protezione del capo<br></strong><br></div><div>La protezione del capo deve proteggere dai pericoli di offesa determinati dalla caduta o dall’oscillazione, dal rovesciamento e proiezione di materiali e dai pericoli derivanti dai capelli lunghi. Ai sensi delle norme UNI EN 397 “Elmetti di protezione nell’industria” gli elmetti di protezione sono formati da un guscio esterno e da un rivestimento interno. Il rivestimento interno è formato dalle fasce portanti, dalla fascia perimetrale, dalla fascia posteriore, dalla fascia antisudore e dall’ imbottitura interna. L’elmetto di protezione deve possedere un’elevata resistenza agli urti e alla penetrazione, conformemente alle prescrizioni di prova contenute in UNI EN 397. La distanza tra il cranio e la parte interna del guscio dà la deflessione utile per l’esaurimento dell’energia d’urto .La conformazione dell’elmetto deve deviare, possibilmente in modo tangenziale, gli oggetti che vi urtano. La struttura interna dell’elmetto deve ripartire i carichi che gravano sul capo attraverso l’elmetto. La fascia antisudore deve essere formata da materiale ben tollerabile alla pelle e garantire una calzata confortevole dell’elmetto .La fascia posteriore deve permettere, insieme con la fascia perimetrale regolabile, una buona calzata dell’elmetto anche in posizione china. Gli elmetti devono eventualmente essere assicurati dal cadere o dal volar via mediante un sottogola.<br><br></div><div>Tra gli elementi più specifici dell’elmetto si ricordano:<br><br></div><div>- esternamente: la falda o la visiera (che fanno da schermatura a pioggia e sole);<br><br></div><div>- internamente: la cuffia (che si adatta alla testa), il sottogola (cioè il cinturino da allacciare sotto il mento) e il sottonuca (il cinturino posto dietro, tra il collo e la testa), sagomati in modo da favorire la stabilità dell’elmetto.<br><br></div><div>Ogni elmetto o copricapo deve avere marcatura CE (La marcatura CE è una procedura obbligatoria per tutti i prodotti disciplinati dall’omonima <a href="https://www.marcaturace.net/le-direttive">direttiva</a> comunitaria, deve essere eseguita dal fabbricante o da un suo sostituto, purché Europeo, il quale dichiara per mezzo della <a href="https://www.marcaturace.net/dichiarazione-di-conformita">dichiarazione di conformità</a>, che il suo<strong> prodotto</strong><strong><em> </em></strong>è conforme ai requisiti di <a href="https://www.marcaturace.net/sicurezza-prodotti">sicurezza</a> e salute, previsti dalle direttive pertinenti)  e riportare le seguenti informazioni:<br><br></div><div>- numero della norma di riferimento;<br><br></div><div>- nome o marchio di identificazione del fabbricante;<br><br></div><div>- anno e trimestre di fabbricazione;<br><br></div><div>- modello dell’elmetto, sulla calotta e sulla bardatura;<br><br></div><div>- taglia o gamma di taglie (in cm), sulla calotta e sulla bardatura.<br><br></div><div>Gli elmetti sono realizzati in modo da assorbire l’energia d’urto distruggendosi totalmente o in parte. A volte, si crea solo un danno parziale (piccole crepe non immediatamente visibili) quindi, in caso di incidente con forte impatto, è consigliabile sostituirli. La durata degli elmetti non è predefinita e dipende dalle condizioni d’uso e dal materiale che costituisce la calotta. Normalmente quelli in materiale termoplastico (polietilene) durano almeno 3 anni, mentre quelli in materiale duroplastico (policarbonato) vengono garantiti per tempi più lunghi (circa 5 anni). Chi li acquista deve archiviare la scheda del produttore e numerare o indicare sull’elmetto a quale ordine si riferisce, così da poter valutare quando sostituirlo.<br><br></div><div><strong><em> <br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-22 08:08:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>4acatagrusa</author>
         <link>https://padlet.com/4acatagrusa/Bookmarks/wish/588504195</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel mondo del lavoro gli occhi, come ricordato anche nell’allegato VIII del D. Lgs. 81/2008, devono essere preservati da una molteplicità di rischi. Ad esempio: rischi ottici (la luce naturale e artificiale o le sorgenti di radiazioni causano una gran parte delle lesioni agli occhi, in dipendenza della lunghezza d’onda);rischi meccanici (polvere a grana grossa e fine, particelle ad alta velocità, corpi incandescenti e metalli); rischi chimici (aerosol e aeriformi, spruzzi o gocce di soluzioni chimiche che possono penetrare nell’occhio, corrodere la retina e danneggiare la vista); rischi termici (il freddo può causare lacrimazione protratta, il calore può provocare infiammazioni o ustioni). E la protezione dai rischi di proiezione legati alle lavorazioni meccaniche, all’utilizzo di sostanze chimiche e all’esposizione a <a href="https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-proteggersi-dalle-radiazioni-solari-AR-13087/">radiazioni ottiche</a> che “potrebbero danneggiare l’occhio stesso o alterare la visione si può ottenere con dispositivi diversi, anche in funzione alla necessità di proteggere il viso”.<br><br></div><div>In base alle caratteristiche meccaniche, i DPI di protezione del volto e della vista si distinguono in:<br><br></div><div>- occhiali di protezione da polveri o liquidi, a intelaiatura leggera (abbinabile a quelli da vista) oppure a mascherina, cioè quasi stagni, quando la sostanza è più pervasiva; <br><br></div><div>- occhiali di protezione da schegge, con protezione laterale o a mascherina;<br><br></div><div>- schermi per saldatori, costruiti con materiale diverso a seconda che sia presente il rischio di schizzi di materiale incandescente e in relazione al tipo di saldatura da eseguire (ossiacetilenica o elettrica);<br><br></div><div>- visiere, di materiale plastico o metalliche, per proteggere da schegge, fiamme, ecc.<br><br></div><div>Il documento sottolinea che gli occhi vengono protetti mediante <a href="https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-l-importanza-degli-occhiali-di-protezione-AR-12214/">occhiali di protezione</a> o protezioni da fissare sugli occhiali e la protezione del viso avviene per mezzo di visiere o schermi di protezione. Queste dunque le tre principali tipologie di DPI:<br><br></div><div>- occhiali di protezione: “sono formati dalla montatura, che deve posizionarsi in modo perfetto sul volto, e dalle lenti (UNI EN 166), la cui dimensione determina l’ampiezza del campo visivo. La presenza di ripari laterali evita la penetrazione laterale sia di sostanze che di radiazioni. In commercio si trovano occhiali di protezione con ripari laterali dotati di aperture per l’aerazione. Sia la montatura che le lenti devono mantenere le loro caratteristiche al variare della temperatura e dell’umidità (anche dovuta al sudore), e quindi devono essere costituiti con materiali non deformabile né infiammabile, e contemporaneamente non nocivi per la salute”;<br><br></div><div>- maschere / occhiali a visiera: “fissate direttamente tramite bardatura al capo o al casco, le visiere proteggono non solo gli occhi ma tutto il volto dalle schegge, dalle sostanze chimiche o radiazioni, ma non forniscono protezione laterale. La finestra della visiera contiene lastre trasparenti, leggere, filtranti, facilmente sostituibili e regolabili”;<br><br></div><div>- schermi / ripari facciali di protezione: “gli schermi di protezione sono generalmente fissati all’elmetto di protezione o ad altri dispositivi di sostegno, ma non sono completamente chiusi. Devono proteggere dalle schegge, dagli schizzi, dalle scintille, dal calore radiante e dalle sostanze chimiche e devono essere difficilmente infiammabili. Alcuni schermi hanno lastre di sicurezza trasparenti con azione filtrante. Una lamina posizionata nella parte interna dello schermo protegge dalle scariche elettrostatiche. Gli schermi a mano sono formati da una costruzione in materiale leggero con apertura per lastra scambiabile. Vengono tenuti con la mano e salvaguardano gli occhi, il viso e parti del collo da materiali scagliati, spruzzi e radiazioni. Le cappe, in diversi materiali, vengono impiegate insieme all’elmetto di protezione o altri dispositivi di supporto. A differenza degli schermi, sono praticamente chiuse, coprono anche la testa e nel caso le spalle e sono munite frontalmente di lastre di protezione trasparenti sollevabili, le quali, a seconda della loro efficacia protettiva, possono presentare anche azione filtrante”.<br><br></div><div>Il documento pubblica un ampio prospetto che fornisce un breve sommario di alcuni tipi e fonti di pericolo nella <a href="https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-la-protezione-degli-occhi-nei-luoghi-di-lavoro-AR-12258/">protezione dell’occhio</a> e del viso in ambito industriale, un prospetto che chiaramente non può tuttavia essere esaustivo dei rischi professionali.<br><br></div><div>Riportiamo alcuni rischi di natura meccanica:<br><br></div><div>- “proiezione di particelle metalliche: macchinario per la lavorazione del metallo, trucioli di saldatura, rivettatura, taglio di fili in metallo, molatura;<br><br></div><div>- proiezione di particelle di pietra o minerali: sabbiatura, lavorazione della pietra, scultura, molatura, trapanatura di rocce;<br><br></div><div>- proiezione di particelle legnose/fibrose: tornitura del legno, abbattimento degli alberi, rimozione della boscaglia;<br><br></div><div>- particelle grossolane sospese nell’aria: miscelazione del cemento, lavorazione della pietra, segatura dellegno, sabbiatura orbitale, stoccaggio granaglie, macinatura della farina, estrazione e lavorazione del carbone;<br><br></div><div>- spruzzi/schizzi di metallo fuso: colate di metallo, scrematura del metallo, pressofusione, taglio con fiamma del metallo, brasatura;<br><br></div><div>- acqua ad alta pressione: taglio a getto d’acqua”.<br><br></div><div>Se i DPI di protezione degli occhi devono proteggere da radiazioni ultraviolette, radiazioni ionizzanti (ad es. raggi X, raggi gamma, particelle beta) o raggi laser, cioè da agenti che provocano danni irreversibili all’apparato oculare, è necessario che l’efficacia del mezzo venga specificamente garantita dal produttore e convalidata dall’oculista. Le visiere e gli schermi facciali devono essere leggeri, assicurare buona visibilità, non creare disturbi alla visuale (deformazioni di immagine, ecc.) ed essere facilmente pulibili.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-22 08:10:10 UTC</pubDate>
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         <title>Gloria Agrusa “studentessa” 4° CAT-ITET  (Girolamo Caruso)E-mail istituzionale: 4acat.agrusa@gcaruso.edu.it</title>
         <author>4acatagrusa</author>
         <link>https://padlet.com/4acatagrusa/Bookmarks/wish/588508701</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-22 08:13:26 UTC</pubDate>
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