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      <title>Bookmarks by Lucia D’Onofrio</title>
      <link>https://padlet.com/luciadonofrio04/Bookmarks</link>
      <description>Made with a warm hug</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-28 15:25:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luciadonofrio04</author>
         <link>https://padlet.com/luciadonofrio04/Bookmarks/wish/2163997750</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Nell’opera dell’artista russo Kar Brjullov, nato a Pietroburgo nella metà dell’Ottocento e morto in Italia, si può risalire a quale malattia lo avesse colpito. Osservando bene il suo autoritratto, dal suo volto sofferente e pallido, si può ipotizzare addirittura che avesse un’endocardite, una infezione alle valvole del cuore che era molto diffusa in quel periodo. In un altro ritratto, quello del famoso pittore Surikov “Persona con mano dolorante”, si vede un uomo con la mano sinistra visibilmente gonfia e arrossata. La causa di ciò, potrebbe ascriversi ad una frattura oppure ad una lussazione o ad una semplice artrosi. L’artista, aveva cercato in tal senso, un soggetto con un arto malato al fine di poterne ritrarre la sua sofferenza. Altrettanto noto è anche il quadro del pittore Kramskoj che ritrae il poeta Nekrasov, costretto a letto da una malattia, nei suoi ultimi giorni di vita.<br><br><br><br></strong><br></div><pre><br></pre><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 08:49:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luciadonofrio04</author>
         <link>https://padlet.com/luciadonofrio04/Bookmarks/wish/2164008093</link>
         <description><![CDATA[<div>Quest’opera visionaria è sia una diagnosi che una celebrazione di ciò che potrebbe essere vista oggi come una malattia. La melancholia era conosciuta e vissuta nel Medioevo, un buio della mente derivante da uno squilibrio degli umori. L’oscurità è sul volto dello spirito di malinconia qui incarnato dall’immagine di una donna. Nell’abbattersi lei non sembra in grado di continuare con le sue grandi opere. A giudicare dagli strumenti la figura rappresentata è un matematico, geometra e architetto: un genio del rinascimento. Durer ritrae attraverso questo simbolo la propria vita interiore e intuisce la complessità della mente. Per malinconia qui si intende aspirare a conoscere e creare e crollare infine nella disperazione. L’infelicità è nobile, per Durer. Questa stampa è probabilmente l’inizio della psicologia moderna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 08:58:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luciadonofrio04</author>
         <link>https://padlet.com/luciadonofrio04/Bookmarks/wish/2164009666</link>
         <description><![CDATA[<div>L’intuizione di Durer (per non parlare di Shakespeare e Cervantes) per cui le ombre mentali sono parte della vita umana venne afferrata anche dai fondatori del Bedlam Hospital di Londra. Il famigerato “Bedlam” venne fondato nel Medioevo ed era specializzato in malattie mentali già nel XIV secolo. Quando Hogarth nel XVIII secolo raffigura un giovane uomo la cui mania per il gioco d’azzardo lo aveva portato lì, il Bedlam era un luogo in cui i londinesi potevano vedere la pazzia in tutte le sue forme. Hogarth mostra due donne “sane” che godono lo spettacolo della follia, che comprende persone che pensano di essere re e vescovi. Naturalmente, secondo Hogarth, il confine tra sanità e pazzia non è così evidente a tutti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 09:00:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luciadonofrio04</author>
         <link>https://padlet.com/luciadonofrio04/Bookmarks/wish/2164010933</link>
         <description><![CDATA[<div>In età romantica stati estremi della mente e sofferenze interiori erano materia per la poesia e per l’arte. Questo stato d’animo di introspezione apre nuovi modi di vedere la salute mentale nei ritratti di folli realizzati da Gericault. Dipinse dieci di questi, di cui cinque ancora esistono, tutti pazienti che del suo amico dottor Etienne-Jean Georget. Questo quadro non ci ispira rispetto e simpatia umana per una donna la cui malattia mentale sembra essere una profonda infelicità. Per fuggire da stereotipi e pregiudizi, Gericault dipinge la malattia mentale come una parte della condizione umana che egli stesso sente chiaramente vicino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 09:01:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luciadonofrio04</author>
         <link>https://padlet.com/luciadonofrio04/Bookmarks/wish/2164011858</link>
         <description><![CDATA[<div>In un momento di euforia romantica Courbet ritrae sé stesso come un folle, il suo volto è estatico e terrorizzato. Il suo stato d’animo disperato, non è una malattia ma un segno distintivo d’orgoglio artistico. In una tradizione che risale alla Melancholia di Durer, ma che ha raggiunto nuova potenza in età romantica, egli equipara genio e follia. Questo volto di disperazione è il volto del XIX secolo, avanguardia che rischia e corteggia la malattia con alcol e droghe.</div><div>Courbet si presenta così come un personaggio di uno dei racconti di Edgar Allan Poe.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 09:02:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luciadonofrio04</author>
         <link>https://padlet.com/luciadonofrio04/Bookmarks/wish/2164013152</link>
         <description><![CDATA[<div>Vincent van Gogh fu affascinato da un dipinto di Emile Wauters intitolato La pazzia di Hugo van der Goes. In quell’opera l’artista, che nella vita reale venne confinato in un convento a causa di una malattia mentale, cova il tormento, mentre quelli intorno a lui cercano di aiutarlo. Van Gogh ha scritto che a volte si è identificato con quel dipinto. Qui invece lo vediamo poco dopo il taglio del suo lobo che ci guarda come afflitto in modo simile a Hugo nel dipinto di Wauters. Gli occhi di Vincent sono di cristallo blu, il suo sguardo acuto e penetrante. Ci guarda con il volto ferito, con una verità profonda. Egli non è né sano né folle, ma un essere umano che ci parla di sé con coraggio e onestà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 09:03:36 UTC</pubDate>
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