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      <title>La nascita delle lingue e delle letterature romanze. by Roberta Vollero</title>
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      <description>Nel corso del Basso Medioevo vediamo che dal latino parlato nascono nuove lingue, dette neolatine o &quot;volgari&quot; così dette perchè lingua del volgo ovvero del popolo. </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-15 14:00:06 UTC</pubDate>
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         <title>Una nuova lingua, il latino volgare</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nei primi due secoli dopo Cristo nell'Impero romano si parlavano varietà di latino. Il latino letterario era la lingua dell'amministrazione e della cultura comune a tutto l'Impero, ma veniva parlato in modo diverso a seconda delle diverse regioni. La diffusione del Cristianesimo apporta nuove parole al cosiddetto "latino volgare", cioè lingua parlata dal volgo (popolo). </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:05:56 UTC</pubDate>
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         <title>I &quot;dialetti&quot; volgari</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Le caratteristiche locali delle diverse parlate del latino si approfondiscono dal V secolo con le invasioni barbariche:  le popolazioni germaniche influenzano con le loro lingue. Nel corso di un lento processo si formarono diverse lingue, dette neolatine, romanze o volgari che tutt'oggi vengono parlate: Italiano, Provenzale, Francese, Rumeno, e Spagnolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:09:48 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;influenza del parlato e i prestiti delle lingue germaniche</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il latino parlato è molto diverso da quello scritto. Nel parlato si usano parole che servono a evitare la confusione con altre che hanno la stessa pronuncia ma significato diverso.<br>Anche dalle lingue germaniche si prendono in prestito molte parole; <br>1) Per evitare confusione;<br>2) Per esprimere nuovi concetti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:16:36 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;influenza linguistica del Cristianesimo</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche la nuova religione cristiana influenza il latino parlato, cambiando il significato di molte parole.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:19:51 UTC</pubDate>
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         <title>Il Concilio di Tours</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Intorno al IX secolo, si torna  allo studio del latino e si cerca di ricondurlo all'originaria purezza. Nel 813 a.C si prende atto di un bilinguismo: gli atti della chiesa devono essere in un latino più colto mentre le predicazioni devono essere in tedesco e francese. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:22:59 UTC</pubDate>
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         <title>La difficile affermazione del volgare e le prime attestazioni.</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia il volgare si afferma in ritardo come lingua parlata e come lingua scritta.<br>La testimonianza di una frase di passaggio fra il latino volgare e l' Indovinello veronese. Ma il primo documento scritto in un volgare italiano è il Placito Capuano del 960. La scelta del volgare rendeva chiari i contenuti del discorso ai presenti, che evidentemente non conoscevano il latino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:26:52 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;egemonia francese tra le letterature romanze.</title>
         <author>volleroroberta5</author>
         <link>https://padlet.com/volleroroberta5/ahgybleh50ay/wish/137730487</link>
         <description><![CDATA[<div>Per quanto riguarda invece la nascita delle letterature romanze, il primato spetta alla Francia. Nel paese cono presenti ben 2 lingue: <br><br>1) Lingua d'oc: sopratutto lirica<br>2) Lingua d'oil: soprattutto narrativa e epica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:31:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il concetto di &quot;cortesia&quot;, La cultura cortese e i cavalieri </title>
         <author>volleroroberta5</author>
         <link>https://padlet.com/volleroroberta5/ahgybleh50ay/wish/137734432</link>
         <description><![CDATA[<div>L'aggettivo di "cortese" indica una condizione di gentilezza e una condizione ideale che implica la ricerca di un modello spirituale e culturale. <br>Infatti la cultura cortese si è diffusa in Europa nel XI e XIII è prevalentemente cavalleresca. I cavalieri erano coloro che combattevano a cavallo. Alcuni erano i figli che erano stati esclusi dal feudo mentre altri erano al servizio dei feudali. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:38:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il cavaliere poeta e la rivalutazione della donna</title>
         <author>volleroroberta5</author>
         <link>https://padlet.com/volleroroberta5/ahgybleh50ay/wish/137740483</link>
         <description><![CDATA[<div>La comparsa del Cavaliere-Poeta porta a una rivalutazione della donna e dell'amore. Per tutto l'Alto Medioevo la donna era considerata come una rincarnazione del male, mentre nella cultura cortese il rispetto per la donna era un valore supremo e alle figure femminili si attribuivano le virtù più nobili e preziose</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:49:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il valore simbolico </title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'amore cortese è paradossale: allo stesso tempo sostiene e sconvolge l'ordine sociale, lo sconvolge perché la donna amata del cavaliere in genere era la donna del signore. La donna concedendo il proprio corpo concedeva: rispetto, onore, protezione  e promozione sociale al cavaliere-poeta. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:52:59 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;importanza della tecnica amorosa</title>
         <author>volleroroberta5</author>
         <link>https://padlet.com/volleroroberta5/ahgybleh50ay/wish/137744516</link>
         <description><![CDATA[<div>L'amore è al centro dei due maggiori generi letterari della società cortese: la lirica e il romanzo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:56:38 UTC</pubDate>
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         <title>Il poema epico: La Chanson de Roland</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>L'epica nell'Europa medievale:<br></strong>Abbiamo visto come la Francia ha ottenuto il primato tra le letterature europee delle origini. In Francia infatti si sviluppano generi letterari come il poema epico e il romanzo cortese. Al di fuori della Chanson de Roland ci sono altri 3 grandi poemi epici  che nascono al di fuori della Francia: <br>1) Isole britanniche : Bewolf<br>2) Penisola iberica: Cantar de mio Cid<br>3) Area linguistica tedesca : Nibelungenlied (Cantare dei Nibelunghi</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:58:42 UTC</pubDate>
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         <title>La scuola siciliana</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia la lirica si sviluppa sulle tradizioni poetiche della Provenza e della Francia del nord, dove si era diffusa la poesia in lingua d'oil. La metrica e i temi usati sono quelli tipici della letteratura cortese. La poesia lirica italiana nasce nella prima metà del duecento in Sicilia. Le città siciliane di Palermo e Messina grazie a Federico ll divennero centri di cultura. Oggi si parla di scuola siciliana per indicare un gruppo di poeti. <br>1)I poeti siciliani non sono più nobili e giullari ma diventano borghesi e si dedicano alla poesia solo per  diletto.<br>2) Non sono più neppure musicisti infatti le loro poesie non erano più scritte per essere cantate al pubblico ma venivano scritte per essere lette  in privato.<br>3) La poesia d'amore siciliana risulta più astratta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:59:19 UTC</pubDate>
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         <title>La canzoni di gesta in Francia</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>I poemi epici francesi in lingua d'oil sono chiamati canzoni di gesta, vengono interpretate da un cantore con accompagnamento musicale, narrando le imprese degli eroi protagonisti. Le canzoni di gesta vengono trasmesse oralmente. La canzone di gesta più importante è quella di Carlo Magno, dove vengono narrate le imprese del re Carlo e dei suoi paladini contro i saraceni. La morte di Orlando segna il momento di maggiore tensione emotiva e ideologica del poema egli rappresentava insieme il <strong>perfetto guerriero</strong> e il <strong>perfetto Cristiano. </strong>D'altra parte la<strong> Chanson de Roland </strong>si caratterizza come <strong>uno scontro tra religioni, </strong>infatti il personaggio di Orlando divenne subito popolare in tutta l'Europa e le sue imprese continueranno ad essere narrate. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 15:49:15 UTC</pubDate>
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         <title>La poesia lirica provenzale</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div> I primi testi in volgare nascono nella Francia meridionale e in Provenza. La forma metrica principale di poesia in lingua d'oil è costituita dalla canzone d'amore. I componimenti spesso presentano una struttura che si ripete. L'amore (tema centrale della poesia trobadorica) è modellato secondo i canoni. Nella poesia provenzale ci sono anche temi politici, guerresco religioso o storico. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 16:43:55 UTC</pubDate>
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         <title>I poeti provenzali </title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>I poeti provenzali principali sono Guglielmo IX d'Aquitania, Jaufrè Rudel, Raimbaut d'Aurenga e Bernat de Ventadorn, loro si soffermano su diversi aspetti di amor cortese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 16:48:37 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;amore di lontano poesia</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div> Quando son lunghe le giornate, a maggio, <br>mi piace dolce canto d’uccelli di lontano,<br> e quando me ne sono dipartito <br>mi rimembro un amore di lontano. <br>Vado crucciato  in cuore ed avvilito<br> sì che canto né fior di biancospino<br>m’aggrada più dell’inverno gelato.<br><br>Giammai d’amore non prenderò gioia<br> se non di questo amore di lontano,<br> ché più bella non so, né più valente, <br>in nessun luogo, vicino o lontano. <br>Tanto suo pregio è verace e perfetto<br> che laggiù, nel reame dei Saraceni,<br> io bramerei, per lei, essere schiavo.<br><br> Triste e gioioso me ne partirò, se vederlo mai possa , l’amore di lontano, ma non so quando alfine lo vedrò,  <br>ché i nostri paesi son troppo lontano:<br> lungo è il viaggio, per terra e per mare,<br> e non posso per ciò far previsioni;<br> ma così sia tutto come Dio vuole.<br><br> Ben conoscerò gioia, quando le chiederò <br>per amore di Dio l’ospizio di lontano,<br> e se a lei piace, sarò ospitato<br> vicino a lei, benché sia di lontano.<br> Allora si parranno i cortesi conversari,<br> quando amante lontano sarà così vicino<br> che di belle parole godrà conforto. <br><br> Ben tengo per verace il Signore<br> per cui vedrò l’amore di lontano;<br> ma per un bene che me ne tocca,<br> soffro due mali,  tanto m’è lontano.<br> Ah! foss’io là pellegrino,<br> sì che il mio bordone e il mio sa<br> fossero mirati dai suoi occhi belli. <br><br>Dio che tutto creò quanto viene e va<br> e formò questo amore di lontano, <br>mi dia potere come io ne ho volere<br> che veda questo amore di lontano, <br>per davvero, e così intimamente<br> che la camera e il giardino<br> abbiano sempre a sembrarmi una reggia.<br><br>  Dice il vero chi ghiotto mi chiama  <br> e bramoso d’amore di lontano: <br>niun’altra gioia tanto mi piace,<br> come gioire d’amore di lontano. <br>Ma ciò che vorrei m’è negato, <br>ché tal sorte gettò su di me il mio padrino <br>ch’io amassi senz’essere amato.<br><br> Ma ciò che vorrei m’è negato. Maledetto sia sempre il padrino che mi gettò la sorte di non essere amato. <br>ino <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 16:55:30 UTC</pubDate>
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         <title>Mecenatismo</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>mecenatismo</strong> è il sostegno ad attività artistiche e culturali e, più nello specifico, nei confronti degli stessi artisti coinvolti in tali attività. Chi sostiene queste attività è detto mecenate</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 17:44:14 UTC</pubDate>
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         <title>Federico ll di Svevia </title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br>Federico di Hohenstaufen</strong>  è stato re di Sicilia Duca di Svevia, re dei Romani e poi Imperatore del Sacro Romano Impero incoronato ad Aqisgrana nel 1215 e, successivamente, a Roma dal papa nel 1220  e Re di Gerusalemme dal 1225 al 1229.</div><div>Apparteneva alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen e discendeva per parte di madre dalla dinastia normanna degli Altavilla.Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l'attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male.<br>Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa e di innovazione artistica e culturale, volta a unificare le terre e i popoli, ma fortemente contrastata dalla Chiesa, di cui il sovrano mise in discussione il potere temporale. Federico stesso fu un apprezzabile letterato, convinto protettore di artisti e studiosi: la sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, germanica, araba ed ebraica.Uomo straordinariamente colto ed energico, stabilì in Sicilia e nell'Italia meridionale una struttura politica molto somigliante a un moderno regno, governato centralmente e con una amministrazione efficiente.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_II_di_Svevia#cite_note-2"><br></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 17:49:38 UTC</pubDate>
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         <title>Federico ll di Svevia </title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>&quot;Scuola&quot; siciliana</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <title>Definizione di sonetto</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>sonetto</strong> è un breve componimento poetico tipico soprattutto della letteratura italiana, il cui nome deriva dal provenzale. Nella sua forma tipica, è composto da quattordici versi endecasillabi raggruppati in due quartine a rima alternata o incrociata. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-17 15:30:14 UTC</pubDate>
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         <title>Definizione di Canzone</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>canzone</strong>, dal provenzale "canso", è un genere metrico formato da un numero variabile di strofe dette  stanze di solito 5, 6 o 7 più eventualmente una STANZA più piccola detta congedo/commiato, in cui il poeta si rivolge direttamente al lettore o al componimento stesso.Ciascuna strofa di una canzone è divisa in due parti, una detta <em>fronte</em> divisa in piedi con un numero identico di versi e con uguale disposizione di versi l'altra, chiamata <em>coda</em> o <em>sirma</em>  può rimanere indivisa oppure può dividersi in due parti chiamate <em>volte</em>, cioè periodi metrici strutturalmente identici come nel caso dei piedi. Fronte e sirma sono di solito uniti da un verso chiamato chiave. Alla fine della canzone, può trovarsi un <em>congedo</em> che consiste in una strofa più breve con una struttura metrica ripresa dalla sirima e che ha lo scopo di specificare il significato o fine della canzone. Generalmente i versi che compongono la canzone sono endecasillabi misti a settenari e le rime di regola sono disposte in modo che la chiave,  faccia rima con l'ultimo verso della fronte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-17 15:37:41 UTC</pubDate>
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         <title>Scuola siciliana alla scuola toscana</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la battaglia di Benevento, la civiltà letteraria siciliana decade velocemente. Tra il 1240 e il 1266 i funzionari di Federico II avevano intrattenuto frequenti rapporti con il Ghibellini. Questa comunanza politica spiega la diffusione della poesia siciliana in Toscana, fino alla piena affermazione dello Stilnovo. In Toscana la poesia incontra la nuova realtà dei comuni che impone agli autori nuovi temi, nuove forme, e una nuova lingua (il Toscano). gli autori non sono più funzionari imperiali ma cittadini che partecipano alla politica. Tra il rimatori siculo-toscani un ruolo importante spetta a Guittone D'Arezzo (guelfo), costretto a lasciare la sua città per motivi politici. Nel 1265 aderisce ai cavalieri di Santa Maria detti "Frati gaudenti". I suoi trecento componimenti sono divisi in due parti: le rime amorose e le rime morali religiose</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-11 22:24:30 UTC</pubDate>
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         <title>Dolce stilnovo</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>La scuola siciliana e quella sicula- toscana erano rimasti indietro dal punto di vista poetico. Per gli Stilnovisti l'amore non è più un semplice corteggiamento ma un'elevazione spirituale, la donna viene considerata un angelo. Sul piano stilistico gli stilnovisti usano il volgare illustre dolce e puro.La lingua dello Stilnovo infatti è un dialetto fiorentino depurato, elimina i provenzalismi e i sicilianismi. Il bolognese Guido Guinizzelli è considerato il precursore della scuola stilnovista. Nel suo canzoniere il tema del saluto alla donna assume un valore particolare per gli stilnovisti che giocano sulla duplice interpretazione dell'espressione latina "salutem dare" che può significare sia "dare saluto" sia "donare salute". Il saluto dell'amata si carica anche di un valore spirituale. Guinizzelli aspira un linguaggio dolce e leggiadro. Fra gli stilnovisti la persona di maggiore rilievo dopo Dante è Guido Cavalcanti, la cui casata era tra le più potenti e nobili di Firenze. Tema unico del suo canzoniere è l'amore vissuto come mezzo per raggiungere la nobiltà d'animo. La poesia di Cavalcanti fissa un nuovo modello letterario che risulta decisivo per il futuro della lirica. I temi e le forme della tradizione provenzale e siciliana, vengono riorganizzati da Cavalcanti secondo un fondamento filosofico e con lui si affermano un lessico e uno stile specifici e quasi tecnici. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-11 22:25:44 UTC</pubDate>
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         <title>Dante Alighieri Vita e Biografia</title>
         <author>volleroroberta5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il poeta nasce il 1265 a Firenze. Il padre, Alighiero, apparteneva alla piccola nobiltà cittadina infatti Dante nei suoi anni della giovinezza riceve una formazione culturale ampia e varia. Dante, a 18 anni, incontrò per la seconda volta Beatrice  alla quale dedica un'opera ("Vita Nova") scritta in prosa nella quale narra il suo amore verso di lei. Muore il 14 Settembre del 1321 a Ravenna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-11 22:29:05 UTC</pubDate>
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         <title>Le opere di Dante </title>
         <author>volleroroberta5</author>
         <link>https://padlet.com/volleroroberta5/ahgybleh50ay/wish/143022787</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel periodo in cui venne esiliato fino alla sua morte, Dante, si dedicò alla stesura della maggior parte delle sue opere. Tra il 1302 e il 1305 si dedicò al "De Vulgari Eloquentia" (Unica sua opera scritta in latino che non era riferita al popolo in generale ma alle persone colte alle quale gli spiega quale linguaggio devono utilizzare) in cui concentra la propria riflessione sulla lingua.<br>Nel 1304 si dedica al "Convivio" che fu concepito come un'originale enciclopedia del sapere medievale. Tra il 1310 e il 1313 scrive il "De Monarchia" nel quale espone le sue idee politiche. Dante però era concentrato soprattutto nella stesura della sua "Commedia".<br>Dopo Firenze girò molti posti nei quali rimase a volte pochissimo tempo ed altre interi anni. Fu ospite a Verona di Cangrande della Scala ed anche a Ravenna da Guido Novello da Polenta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-11 22:30:37 UTC</pubDate>
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