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      <title>Esercitazione sull&#39;intelligenza emotiva (2 anno DGD 2022-23) by UNI_PEDlet</title>
      <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9</link>
      <description>Individuare una esperienza personale, anche molto semplice, della proprio  vita “professionale-formativa” (scuola, università, lavoro). </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-11-14 17:39:41 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-07-07 16:56:35 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Esercitazione sull&#39;intelligenza emotiva</title>
         <author>UNI_PEDlet</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2383342047</link>
         <description><![CDATA[<div>Prendere <strong><em>tutte </em></strong>le emozioni indicate (Rabbia; Paura; Tristezza; Gioia; Sorpresa; Disgusto) e sceglierne una:</div><div>• Individuare <strong><em>una </em></strong>esperienza personale, anche molto semplice, della proprio vita vita “professionale-formativa” (scuola, università, lavoro).</div><div>• Descrivere in modo sintetico:<br>– la <strong><em>situazione</em></strong>, (interna/esterna) in rapporto alla quale è sorta l’emozione – la nostra <strong><em>emozione</em></strong></div><div>• Analizzare il <strong><em>rapporto </em></strong>tra l’emozione e i fattori della nostra <strong><em>cultura </em></strong>personale (idee, valori, esperienze precedenti, ecc.) che a nostro parere l’hanno generata / favorita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-14 17:41:09 UTC</pubDate>
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         <title>Laura Ciotti</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>GIOIA - a lavoro - lavoravo in un ristorante/locale, prima dell'inizio del servizio al ristorante ero salita in terrazza dai miei colleghi e abbiamo cantato e ballato tutti insieme canzoni italiane, è stato bellissimo, ho provato gioia, felicità, spensieratezza, ma queste non sono state provocate solo dal momento in se, ma da una cliente che poco dopo mi si è avvicinata e mi ha detto che le avevamo messo allegria perché era raro vedere uno staff cosi unito e felice. Questo effettivamente mi fa riflettere su quanto sia facile migliorare la giornata o anche semplicemente far sorridere gli altri, anche solo essendo felici noi per primi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-15 12:30:41 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Pierobon</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2384725428</link>
         <description><![CDATA[<div>Era una domenica pomeriggio, appena finita la partita di calcio con la mia squadra, mi preparo per andare a lavoro (cameriere).<br>Arrivo sul posto, comincio a servire un po' di tavoli ed a un certo punto vedo sedersi a un tavolo il mio allenatore che era appena arrivato.<br>Le emozioni che provai furono un misto tra sopresa e gioiga.<br>Ci eravamo salutati nemmeno 2 ore fa e fatalità, nel rincasare dalla partita, si fermò al ristorante dove lavoro.<br>Quando andai a servire al suo tavolo lo salutai e ci feci 2 chiacchere.<br>L'emozioni prevalente era la sopresa e secondo me è stata generata dalla coincidenza che si era venuta a creare. Questo mi fece riflettere in quante cose la vita ci possa sorprendere quando non te lo aspetti minimamente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-15 12:43:17 UTC</pubDate>
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         <title>Niccolò Romanato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2384933270</link>
         <description><![CDATA[<div>Il mio primo esame universitario in presenza è stato un momento di gioia (è stato un mix di emozioni, ma prevaleva la gioia). Ero abituato ad aspettare il mio turno davanti ad uno schermo, da solo, sentendo i miei compagni su whatsapp. Dal vivo era tutto diverso, potevo parlarci e interagire vivendo al massimo ogni emozione e mi ricordo che per tutto il tempo che ho aspettato avevo un sorrisone stampato sul volto, nonostante stessi morendo dall'ansia.<br>Pensandoci mi viene ancora da sorridere ma so che è stata una reazione normale della mia personalità che mi fa dare il meglio di me quando ci sono altre persone con me, specialmente se sono miei amici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-15 14:44:39 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Crocetta</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante lo scorso semestre universitario, a seguito di un esame andato bene, ho provato un forte senso di rabbia, di irritazione. Questa mia emozione era provocata dal fatto che, nonostante l'esito fosse già che soddisfacente, durante l'esame non sono riuscita ad esporre quello che avevo appreso durante il corso in quanto la professoressa mi aveva lasciato poco tempo per parlare, interrompendomi spesso, e facendomi domande che non riguardavano gli argomenti del corso. Mi sembrava che quel voto mi fosse stato messo a caso, senza darmi alcuna soddisfazione. Quando sono tornata a casa ho riflettuto su come mi sentivo e cosa mi aveva tanto infastidito, e ho capito che questa mia rabbia era stata generata in particolare dal rapporto che, durante tutte le superiori, mi è stato insegnato e io stessa ho sviluppato nei confronti dello studio. Sono sempre stata educata a esporre tutto quello che sapevo e a farmi vedere preparata sugli argomenti di studio, cosa che invece questo esame non aveva richiesto per niente, adottando&nbsp; un modello differente, in cui non veniva data la possibilità di esibirsi.&nbsp; Ho così capito che devo studiare per me e la mia cultura personale, e non per dimostrare a qualcuno di aver studiato.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-15 15:42:18 UTC</pubDate>
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         <title>Sara Pastorelli - GIOIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2386451534</link>
         <description><![CDATA[<div>pur non essendo retribuito, considero un po' come un lavoro allenare il corso dei piccoli nella mia palestra. I primi allenamenti erano difficili da organizzare e gestire sopratutto vista l'età dei bambini (5-9 anni) che spesso non prestano ascolto e sono abbastanza ingestibili. Inizialmente ero un po' sconfortata ma un giorno in cui ero già prevenuta su come sarebbe andato anche quell'allenamento, sono rimasta spiazzata da come, appena entrata in palestra, 3 bimbi si sono avvicinate a me salutandomi con "Ciao Maestra". Mi si è riempito il cuore di gioia e non ho potuto trattenere un sorriso e li ho istintivamente abbracciati. Ho riflettuto sul perchè un gesto così piccolo abbia svoltato completamente il mio approccio e il mio umore: il fatto che mi abbiano chiamata in quel modo significa tantissimo per me. Nelle arti marziali infatti l'allenatore non è semplicemente una figura che ti insegna determinati movimenti e tecniche ma è una persona che io considero un modello sia dentro che fuori dal tatami, per questo non si chiama semplicemente "allenatore-coach" ma "maestro". Sentirmi chiamare in quel modo e non "Sara" da bambini che qualche mese prima pensavo non mi volessero nemmeno ascoltare mi ha regalato tanta soddisfazione, dovuta proprio dal fatto che io considero il legame con il mio maestro Massimiliano qualcosa di molto forte, per me è un punto di riferimento e una persona verso cui nutro molta stima e sentirmi riconosciuto questo "ruolo" mi sia fatto immedesimare in Massimiliano sia reso davvero tanto felice, oltre che migliorare da quel giorno gli allenamenti anche ai bambini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-16 11:46:34 UTC</pubDate>
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         <title>Anita Albanese - PAURA</title>
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         <description><![CDATA[<div>L’ anno scorso mi sono iscritta alla facoltà di psicologia e solamente dopo due mesi avevo capito che quello non era il percorso di studi che volevo intraprendere, ho infatti preso la decisione di cambiare immediatamente ed iscrivermi a Digital&amp;Graphic design nonostante provassi insoddisfazione e paura. Mi sono sentita un fallimento dal momento che sono sempre stata abituata a portare a termine le cose iniziate e allo stesso tempo provavo paura di ricadere nello stesso errore e nuovamente non aver fatto la scelta giusta. Questo è successo perchè viviamo in un contesto in cui si punta ad andare avanti e ad essere in continua concorrenza, senza focalizzarci sul fatto che bisogna formarsi per un interesse personale e non per essere approvati dagli altri.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-18 18:38:23 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea Schenato - GIOIA </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ormai è da un anno e mezzo che i weekend lavoro in un negozio nella mia città. Da quando ho intrapreso questo percorso, la mia titolare mi ha sempre insegnato che il metodo di vendita adottato da tutte le colleghe è porsi al cliente con un sorriso e soprattutto con gentilezza. Mi è rimasta impressa una scena, di per sè molto semplice, in cui dopo aver seguito ed aiutato una signora con tutti i suoi acquisti, poco prima di uscire dal negozio, mi ha fermata ringraziandomi per la gentilezza avuta nei suoi confronti. Questo ha provocato in me un sentimento di estrema gioia perchè, pur essendo nell'ambiente da relativamente poco tempo, sono riuscita ad avere un riscontro positivo a livello professionale, ma soprattutto umano.<br>Al giorno d'oggi, soprattutto in contesti lavorativi come questo, tutto sembra dovuto con estrema velocità, di conseguenza l'essersi fermata per farmi sapere ciò che pensava, mi ha fatto riflettere sul fatto che anche una minima cosa o il comportamento che abbiamo con l'altro può cambiarci la giornata. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-15 12:38:06 UTC</pubDate>
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         <title>Vittoria Nuzzo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>GIOIA: due anni fa, quando ho scoperto di essere presente nell'elenco della graduatoria di ingresso all'università ho provato gioia, felicità e sorpresa, oltre ad una sensazione di riscatto dovuta al fatto che l'anno precedente avevo già tentato di entrare ma non ero passata. Tale emozione è sorta spontaneamente ma anche come dimostrazione del fatto che l'impegno, la perseveranza e forse anche un pizzico di fortuna ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-27 15:09:28 UTC</pubDate>
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         <title>Ludovica Brussolo - GIOIA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>A gennaio 2022 ho svolto la prima sessione universitaria della mia vita. Mi ricordo con precisione tutti gli esami che ho dato finora ma, uno di quelli che mi ha dato più soddisfazione è stato il primo, non tanto per quale fosse il corso quanto proprio per il fatto che non avevo mai dato un esame universitario e ciò mi suscitava ansia e preoccupazione. L’esame alla fine è andato molto bene e ciò mi ha ovviamente resa felice, non solo per il voto in sé o per il fatto di avere un esame di meno, ma perché sono stata fiera di me stessa e ciò mi ha fatto pensare che forse la strada che avevo deciso di intraprendere e che sto proseguendo tuttora fosse quella giusta per me.&nbsp;</div><div>Nel momento in cui si devono prendere grandi decisioni nel corso della vita si è sempre accompagnati da un grande senso di responsabilità e di angoscia per una serie di motivi, per esempio si vogliono soddisfare le aspettative che gli altri hanno su di noi, non si vogliono deludere i genitori, non si vuole perdere tempo intraprendendo una strada per poi scoprire che non è quella giusta per noi… Proprio per questo motivo quel momento ha significato molto per me e mi ha riempita di gioia: è stata una di quelle volte in cui ho pensato di star facendo bene una cosa che mi piace e che mi servirà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 15:49:00 UTC</pubDate>
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         <title>Beniamino Re - Rabbia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2437594628</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella mia vita questa è una delle situazioni dove ho provato maggiormente rabbia tanto da ricordarmela ancora adesso, nonostante sia un'esperienza di anni fa.<br>Ero a una masterclass di violoncello e avrò avuto se non ricordo male 13-14 anni.&nbsp;<br>Durante una lezione collettiva con un violoncellista, compositore e direttore d'orchestra che oggi è parecchio famoso (del quale non faccio nomi per correttezza anche se non se lo meriterebbe) io mi persi. Stavamo suonando un pezzo suo quindi forse l'ha anche preso sul personale ma ha iniziato a urlarmi e dirmi le peggior cose davanti a tutti e io che, nato in una famiglia che mi ha sempre trattato con rispetto e dignità, che non ha mai osato alzare le mani o la voce per evitarmi dei traumi e che, venivo dalla scuola steineriana il rapporto insegnate-studente era molto diverso non ero abituato. Ne rimasi molto sconvolto. Sconvolto e con una rabbia fortissima dentro che comunque non potevo esprimere più di tanto se non volevo giocarmi la carriera.&nbsp;<br>Vista a posteriori questa esperienza mi ha sicuramente fatto crescere e messo davanti alla vita "vera" a cui non ero tanto abituato ed è stato un modo per imparare a gestire esperienze di grande rabbia simili che sono venute in seguito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 11:05:13 UTC</pubDate>
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         <title>Ludovica Berto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Lavorando come barista e cameriera sono ovviamente a contatto molto stretto con i clienti. Un episodio che mi è rimasto nel cuore è stata quella volta che una signora, prima di uscire dal locale, si è fermata per ringraziarmi per essere stata gentile e socievole nei suoi confronti e dicendomi che le avevo rallegrato la giornata che fino a quel momento era stata terribile. Questo ha suscitato in me un forte sentimento di gioia, in quanto anche se inconsapevolmente avevo fatto del bene a qualcuno e, di conseguenza, lei ha migliorato la giornata a me dicendomi questa cosa. L'esperienza mi ha fatto riflettere su come anche i nostri gesti più piccoli possono influenzare gli altri e suscitare in loro emozioni o cambiamenti di stati d'animo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 10:01:59 UTC</pubDate>
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         <title>Matteo Fuser - Sorpresa</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2441095994</link>
         <description><![CDATA[<div>L'anno scorso ho lavorato come bagnino durante l'estate per una società che ha diversi appalti come campeggi e residence nella zona di Jesolo e Cavallino. Dopo due giorni di lavoro in campeggio vengo mandato in un residence a Jesolo dove non ero mai stato, arrivato lì cerco il custode che vedendo l'ennesimo bagnino nuovo rimane scocciato perché doveva insegnarmi tutti i lavori ordinari di manutenzione. Il giorno dopo sono di nuovo lì e finito il secondo giorno il mio coordinatore mi chiama e mi dice che "ho fatto colpo" sul custode per il mio lavoro e mi chiede se potessi rimanere fisso tutta la stagione. Mi sono sentito fiero di me stesso ed ero felice che il mio lavoro fosse stato notato subito e apprezzato così tanto. Non me lo aspettavo perché era una situazione che non mi è capitata spesso e in quell'occasione sapevo di aver fatto il mio lavoro, nulla di più. La sorpresa è partita proprio dal fatto che non credevo di aver fatto un così buon lavoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-11 16:34:11 UTC</pubDate>
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         <title>Gregorio Fabris - Tristezza</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Qualche anno fa provai ad intraprendere una carriera universitaria ad un corso di informatica. Dopo poco meno di un anno decisi di ritirarmi deluso per i scarsi risultati. Questo mi portò ad una situazione di tristezza e sconsolatezza per quello che definivo un vero e proprio fallimento, probabilmente dovuto anche ad una situazione familiare dove ogni membro della famiglia è laureato con ottimi risultati.</div><div>Dopo un periodo di riflessione sono riuscito però ad accettare l’avvenimento, decidendo così di rimettermi in gioco cercando qualcosa di più adatto a me avendo compreso che quel fatto in realtà mi sia servito per comprendere maggiormente di me stesso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-13 10:54:26 UTC</pubDate>
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         <title>Ormenese Angela - GIOIA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La matematica non è mai stata il mio forte, per poter raggiungere la sufficienza ho sempre dovuto impegnarmi molto di più rispetto alle altre materie.<br>Durante il secondo quadrimestre della quarta superiore, a causa di un susseguirsi di eventi, non sono più riuscita a concentrarmi nello studio come prima. Ciò ha ovviamente portato ad un calo del mio rendimento scolastico, e a non avere più la sufficienza in questa materia. L'unica occasione di recupero che avevo a disposizione era un'interrogazione che il professore aveva fissato a fine anno.<br>Dopo essermi impegnata duramente ed aver preso ripetizioni, sono riuscita a recuperare la materia.<br>Ricordo questa interrogazione con particolare gioia, sia per la valutazione al di sopra delle mie aspettative, ma soprattutto per la soddisfazione provata nel realizzare che con l'impegno posso raggiungere anche gli obiettivi che mi sembrano più difficili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-13 15:09:46 UTC</pubDate>
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         <title>Franchetto Denise - GIOIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2444291669</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima di iniziare l'università ho lavorato per un anno come scaffalista notturna in un supermercato. All'inizio mi sentivo fuori luogo ed è stato veramente molto difficile abituarsi a lavorare di notte con dei turni pesantissimi e con un ritmo di lavoro altrettanto pesante. Dopo quattro mesi il vice caposquadra si licenziò e con mia grande sorpresa la caposquadra chiese a me, la più giovane e che non ci sperava minimamente, di ricoprire il ruolo di sua vice dandomi veramente tante responsabilità come per esempio aprire o chiudere il negozio oppure firmare le carte quando arrivavano i camion. Non me lo aspettavo e non ci credevo, io sentivo che non stavo dando il massimo e mi sentivo inferiore agli altri della mia squadra ma in realtà non era così e il mio impegno è stato ripagato. In quel momento ho provato tanta gioia perchè non mi aspettavo che il mio impegno e il mio lavoro fossero stati notati.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-14 11:33:28 UTC</pubDate>
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         <title>Federiko Rosaj</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2444482043</link>
         <description><![CDATA[<div>Gioia - al lavoro<br>Era un week-end di novembre dell'anno scorso e tutte le mie colleghe erano a casa in quarantena causa covid, quindi ero rimasto a lavorare da solo per la maggior parte dei turni con l'aiuto di una signora che non conoscendo il lavoro mi aiutò come poteva, alla fine del week-end il titolare mi chiamò in ufficio per complimentarsi per come avevo gestito il locale in assenza di aiuto e mi disse che potevo portarmi a casa una cassa di vino, non sembrerà molto ma mi rese felice perché aveva riconosciuto il mio impegno e la mia dedizione al lavoro nonstante le difficoltà cosa che nessun'altro titolare aveva fatto prima.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-14 20:54:17 UTC</pubDate>
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         <title>Leonardo Pizziolo - GIOIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2444878326</link>
         <description><![CDATA[<div>Tre anni fa quando ancora giocavo a calcio mi è capitato un periodo in cui in un mese avevo svolto un totale di 18 allenamenti e 6 partite tra prima squadra e juniores, di cui 3 senza mai entrare. Inutile dire quanta fosse la mia delusione nel vedere che il mio minutaggio nel weekend non era corrispondente a quanto effettivamente mi stessi impegnando e sacrificando il mio tempo libero (o meglio extrascolastico), dato che per andare ad allenarmi tra treno ed allenamento mi andavano via nel migliore dei casi almeno 4 ore e mezza. A ogni modo sono rimasto però piacevolmente soddisfatto quando ad un certo punto il mister in allenamento mi ha tirato in parte per dirmi che stava riconoscendo ed apprezzando il mio impegno e che dunque quella settimana avrei esordito dal primo minuto con la prima squadra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 18:16:46 UTC</pubDate>
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         <title>Niccolò Cocchetto - PAURA</title>
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         <description><![CDATA[<div>PAURA (lavoro) - Qualche anno fa, durante il primo anno di lavoro in area vendita ho provato un senso di ansia da prestazione e paura molto forte in quanto l'azienda richiedeva di rispettare una serie di target aziendali in modo molto serrato e preciso. Il non rispetto di questi obiettivi portava a una serie di conseguenze psicologiche che mi arrecavano ansia e mi portavano ad avere paura di non raggiungere i risultati prestabiliti. Questo tipo di mentalità, a mio parere, è stata generata dal metodo di insegnamento e dai valori che mi sono stati impartiti nel corso della mia esperienza scolastica pre-universitaria (e non), la quale mi portava a non sentirmi mai abbastanza bravo e a dover fare sempre di più in modo tale da superare persone che reputavo migliori di me anche senza apparente motivo. Solo negli ultimi anni ho cominciato a prendere consapevolezza del fatto che molte volte non ero consapevole del mio potenziale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 11:10:56 UTC</pubDate>
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         <title>Zanin Lorenzo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Partita di Basket Semifinale Regionale.<br>In quella partita capimmo tutti quanti che eravamo ad un passo da realizzare il nostro sogno, arrivare in finale per poi giocarci quella che sarebbe stata "LA PARTITA" che ci avrebbe aperto le porte per la serie D, ma purtroppo non sempre le cose vanno per il meglio; La nostra squadra perse per 86 a 80, i motivi possono essere molti ma quello evidente era che la nostra occasione era andata in fumo.<br>L'emozione che mi scorreva in corpo era la RABBIA miscelata con tanta TRISTEZZA, ma il basket è così ed è per questo motivo che amo questo sport di squadra, proprio così di SQUADRA: ogni allenamento, ogni schema, ogni canestro lo facciamo tutti assieme, compreso perdere e questo ha aiutato ognuno di noi a legare ancora di più e trovare quella forza per rialzarci e ricominciare un'altra volta a rincorrere il nostro sogno.<br>Questo fa pensare sulla nostra società, la quale ci porta sempre a giudicare una situazione, in un'ottica quasi sempre negativa. Quello che secondo me è molto più importante è alzare la testa e guardarsi intorno: si vedranno molte persone cha camminano insieme a noi e che provano le stesse cose, e sono proprio quelle persone che ci aiuteranno a migliorare le nostre vite in una storia degna di esser raccontata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-17 09:01:02 UTC</pubDate>
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         <title>Samuele Niero - GIOIA</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ho vissuto il periodo di scuola superiore in grande sofferenza, facevo fatica a relazionarmi con gli altri, mantenendo sempre poche amicizie e facendo fatica a coltivarle. Come già detto in una precedente esercitazione alla fine del biennio la mia classe è stata smembrata e di conseguenza tutte le persone con cui avevo legato di più sono state collocate in altre sezioni rendendo la situazione ancora peggiore. Con l'arrivo del covid e della prima pandemia la situazione apparentemente migliorò, iniziai a concentrarmi su me stesso, con scarsi risultati, mi sentivo molto solo e vivevo questa situazione con molta frustrazione, diventando sempre più freddo e anaffettivo.<br>Con l'arrivo del quinto anno decisi di impormi di affrontare le difficoltà con più leggerezza.&nbsp;<br>Arrivò giugno e mi resi conto di aver trovato degli amici con cui ho stretto un bel legame e che tutt'ora sento molto vicini. Il momento di più gioia lo vissi il giorno del mio diploma, quando sentii quel percorso negativo per la mia persona e come periodo buio della mia vita come un capitolo chiuso e archiviato nella mia storia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-17 17:30:05 UTC</pubDate>
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         <title>Alessia Ferraboschi </title>
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         <description><![CDATA[<div>A&nbsp;ottobre&nbsp;ho deciso di portare un curriculum in una pasticceria, avevo molta ansia e paura al riguardo perché non ero certa che cercassero dipendenti essendo che non era scritto da nessuna parte ma mi era stato semplicemente riferito, inoltre non avevo nessuna esperienza in quel campo. Ho passato due ore a camminare per la città intorno alla pasticceria prima di entrare. Durante questo tempo ho lavorato molto su me stessa, cercando di riconoscere il mio potenziale,  cercando di autoconvincermi a fare il passo ed entrare, e a immaginare i peggiori scenari possibili. Alla fine ci sono riuscita, sono entrata e oggi sono quattro mesi che ci lavoro. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-17 21:49:15 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Compagnin -GIOIA</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni sabato lavoro al mercato centrale di Padova, qui ogni giorno passano moltissime persone, la reazione di tutte davanti a me è sempre la medesima: indifferenza e superiorità nei miei confronti.<br>Un giorno una signora si avvicinò e mentre le mostravo i capi di abbigliamento, iniziammo a parlare e ad avere una veloce discussione sulle nostre vite, questi 5 minuti hanno riattivato la mia umanità poiché, dopo un'intera giornata in piedi davanti a volti indifferenti qualcuno mi ha degnato di umanità parlandomi e vedendo ciò che c'è oltre la persona che ti sta vendendo un prodotto.<br>Questo mi ha fatto riflette su quanto una parola, un cenno o un saluto possono migliorare la giornata di una persona, gesti all'apparenza insignificanti che in realtà trapelano felicità e gioia a chi invia e a chi li riceve.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 10:59:44 UTC</pubDate>
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         <title>Cristian Bartic</title>
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         <description><![CDATA[<div>GIOIA<br>Era il mio ultimo giorno di lavoro prima di iniziare l'Università, presso una stamperia/legatoria dove avevo passato poco più di due anni.<br>Tra la tristezza di dover salutare i miei colleghi, che nel corso del tempo diventarono&nbsp; ormai amici, ci fu un momento in cui provai molta felicità che ancora oggi, pensandoci mi mette il sorriso ed è stato quando i proprietari dell'azienda mi presero in disparte e mi riempirono di complimenti riguardo il mio modo di lavorare, il mio impegno, la mia attenzione e cura e l'aiuto che gli avevo dato in questi due anni.<br>Questo mi ha riempito di gioia in quanto il mio contributo era stato in primo luogo notato e successivamente apprezzato: ricevere apprezzamenti di questo tipo, dal datore di lavoro era raro all'intero di quell'ambiente e mi sono sentito veramente fiero non solo per i ringraziamenti ma anche perché era la conferma che in tutto questo tempo ho fatto un buon lavoro</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 15:43:47 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Magarotto - Sorpresa</title>
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         <description><![CDATA[<div>Era un giorno come gli altri al liceo scientifico dove ho passato i miei cinque anni di superiori, fino a quando non arrivò la notizia della pubblicazione dei voti di una verifica di scienze, in particolare biologia (materia che mi piace molto). Origliando i voti dei miei compagni cominciavo già a rassegnarmi, dispiaciuto e deluso perché convinto che il piacere e la fatica di studiare una materia simile, non mi avrebbero portato ad alcuna soddisfazione. Scopro invece di aver ottenuto un risultato più che inaspettato, per questo ricordo ancora il momento. Quest'emozione di sorpresa che venne a crearsi è probabilmente dovuta al confronto che feci con esperienze passate, nelle quali se il compito era mediamente andato male, non ero l'eccezione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 18:13:48 UTC</pubDate>
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         <title>Gaia Busso - GIOIA</title>
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         <description><![CDATA[<div>Qualche mese fa iniziai a lavorare in una pizzeria come cassiera, era la prima volta che ricoprivo quel ruolo. Ci misi qualche giorno per imparare il funzionamento delle varie cose e costantemente ero terrorizzata dall'idea di sbagliare qualcosa, qualche conteggio o qualche prezzo. Qualche errore lo feci pure e quando succedeva con i clienti mi sentivo triste e imbarazzata. Dopo circa due mesi di lavoro il mio datore di lavoro mi disse che era da tempo che non trovava perone sveglie ed energiche come me, in&nbsp; quel momento provai un senso di felicità e leggerezza, ero felice di me stessa.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 19:28:33 UTC</pubDate>
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         <title>Maddalena Veltri</title>
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         <description><![CDATA[<div>Rabbia<br>A luglio di quest’anno ho iniziato a lavorare come barista nel luogo in cui prima facevo solo la cameriera. Un giorno per una serie di sfortunate vicissitudini mi sono trovata a lavorare da sola con un ragazzo nuovo, che aveva iniziato da pochi giorni. Ovviamente il servizio era più lento del solito a causa della difficoltà di entrambi nel ricoprire un ruolo nuovo. Alcuni clienti si sono lamentati per i tempi di attesa e cordialmente ho cercato di spiegare la situazione, scusandomi, ma nonostante questo se ne sono andati molto arrabbiati ed insultandoci per la nostra pessima gestione del locale. Questo avvenimento ha compromesso il mio morale durante tutta la giornata ed al momento ho provato un grande senso di frustrazione. Episodi del genere non sono più capitati, ma mi fa sempre molto arrabbiare ripensare alla totale assenza di rispetto e di empatia che hanno dimostrato. Spesso si fatica a credere che chi si ha davanti sia una persona e non solo un dipendente di un bar.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 20:35:11 UTC</pubDate>
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         <title>Troisi Davide</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Sorpresa<br>Durante le superiori ho avuto l'opportunità di svolgere l'attività di scuola-volontariato presso una struttura che si prendeva cura di bambini e adolescenti sottratti da contesti familiari difficili. È stato condiviso un percorso in cui, per un giorno alla settimana, si svolgevano delle attività ricreative atte a creare dei rapporti tra noi studenti e questi ragazzi. Dal semplice gioco alla costruzione di un divano utilizzando oggetti di recupero come i bancali si è instaurato un rapporto, tuttavia finito l'anno scolastico non abbiamo più avuto modo di rimanere in contatto. Quella stessa estate ho avuto modo di incontrare alcuni di quei ragazzini durante un evento svoltosi nel centro della mia città. Con sorpresa, dopo aver scambiato qualche parola, ho notato che il legame che si era creato non era solamente superficiale, ma la nostra attività di volontariato aveva lasciato un segno, positivo, in quelle persone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 20:48:15 UTC</pubDate>
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         <title>Matteo Soravia - Paura</title>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo le scuole superiori ho intrapreso la mia carriera universitaria all’università Ca’ Foscari di Venezia ma mi sono ben presto reso conto che quella non era la strada giusta per me. Andare a lezione era un peso e non ero motivato se non dalla paura di lasciare gli studi e trovarmi davanti all’incertezza del futuro. Ho dovuto quindi analizzare e riflettere in modo razionale riguardo alla mio futuro da studente e ho dovuto confrontarmi in prima persona con la paura e l’ansia che vivevo in quella determinata situazione. Oltre alla consapevolezza di aver sbagliato e fallito nella scelta che avevo fatto a livello universitario, il fattore che più mi creava disagio era il fatto di dover dare questa notizia ai miei genitori, non sapendo la loro reazione e le loro opinioni a riguardo. Alla fine ho realizzato che la scelta migliore da fare era cambiare percorso di studi e lasciarsi la cosa alle spalle ma con la consapevolezza che sono situazioni che possono capitare nella vita e che è importante trarne insegnamenti.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 20:53:58 UTC</pubDate>
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         <title>Feltrin Marco - Gioia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Quest'estate ho lavorato presso una pizzeria come cameriere. Durante questi mesi ho potuto conoscere alcuni miei colleghi anche nel privato. Spesso mi trovavo a parlare con il signore che lavorava nella zona bar. Si parlava del più e del meno e a volte si litigava pure.&nbsp;<br>Al termine della mia ultima giornata di lavoro, questo mio collega mi prese da parte, e si complimentò con me per la persona che ero, e per come ho arricchito le sue monotone serate di lavoro in pizzeria.<br>Quest'ultima conversazione mi ha riempito di gioia, e mi ha permesso di avere una visione nuova di una persona con cui avevo condiviso molto, ma conosciuto poco.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 15:19:19 UTC</pubDate>
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         <title>Martina Rupani</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>SORPRESA<br>Durante il terzo anno di superiori come stage scuola-lavoro ho avuto l'opportunità, per 4 settimane, di andare a insegnare ad alcune classi di bambini in terza e quarta elementare ad utilizzare un ambiente di programmazione con un linguaggio di tipo grafico (Scratch).&nbsp;<br>Qualche settimana prima dello stage non ne ero troppo entusiasta: la ritenevo una perdita di tempo, credevo fosse un'attività non in linea al mio percorso di studi e alla mia persona (data la mia scarsa pazienza).<br>Con il passare del tempo e l'inizio di questa esperienza iniziai a ricredermi: il confronto con i bambini riusciva a estorcere da me tutta la pazienza e la gioia che, negli anni, avevo dimostrato di avere in pochissime situazioni.<br>Al termine dell'esperienza le maestre stesse si congratularono con me dicendomi che avevo potenzialità nel campo dell'insegnamento e alcuni bambini piansero dopo aver saputo che non avrei continuato quel percorso con loro.<br>Con mia grande sorpresa e stupore mi dovetti ricredere su tutto ciò che avevo inizialmente pensato.<br>I giudizi iniziali e il mio sentirmi inferiore erano stati completamente sovrastati dalle lacrime e dalla gioia dei bambini durante quei giorni: mi hanno fatta ricredere e sentire adatta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-03 14:37:20 UTC</pubDate>
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         <title>Nicol Baiti - Rabbia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Lavoro in una pizzeria per asporto come cassiera. Essendo una catena siamo aperti 7 giorni su 7 festività comprese. Qualche mese fa, a causa di ciò, ci siamo ritrovati ad essere l'unica pizzeria aperta nel paese. I telefoni continuavano a suonare, gli orari erano quasi completamente pieni e tantissima gente continuava ad arrivare sul momento per ordinare le pizze creando però un sovraccarico di lavoro praticamente ingestibile.  Non accettavano il fatto di dover attendere più di 20 minuti, sfogandosi contro di noi e pretendendo di superare chi aveva già prenotato. Il servizio è risultato lento, i clienti hanno cominciato a lamentarsi, alcuni anche in maniera piuttosto pesante, iniziando discussioni inutili e facendoci perdere ancor più tempo nonostante le pizze uscissero calde. Ho cercato di spiegare la situazione, di scusarmi e rimediare in qualche modo, cercavo di dare una mano anche a condire e consegnare le pizze nella speranza di velocizzare le tempistiche. Ma nonostante ciò ci siamo presi degli incapaci e che se non sapevamo fare il nostro lavoro di cambiare. Una situazione a dir poco frustrante, ma la cosa che fa più rabbia è come la gente non riesca a vederti come una persona che fa del suo meglio ma come una macchina o un oggetto di sfogo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-06 10:01:51 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Vendrame - gioia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Quest'anno ho inizio ad aiutare un ragazzino di seconda media a studiare e fare compiti, perchè da solo non riesce e deve essere seguito ed aiutato. Il primo giorno che sono arrivata da lui nel registro elettronico aveva 4 materie insufficienti da recuperare prima degli scrutini per decidere il voto in pagella. In un mese e mezzo sono riuscita a fare recuperare a questo ragazzo 3 materie su 4 e la gioia e la soddisfazione che ho provato quando mi ha detto che con me riesce a capire le materie che studia, è indescrivibile. Sono veramente contenta di sta intraprendendo un'esperienza di questo genere ora. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-06 11:59:21 UTC</pubDate>
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         <title>Dalila Lacava - gioia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2470780612</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel mio attuale lavoro mi capita spesso di dover fare molto di più in termini di orario rispetto alla disponibilità che ho dato. Purtroppo spesso mi ritrovo nella condizione in cui non riesco a dire di no al mio datore di lavoro in difficoltà, anche se controvoglia, mettendo così da parte le mie cose personali e che realmente mi interessano come ad esempio il tempo per lo studio.<br>Questo mi genera un forte senso di rabbia perché detesto non riuscire a dire di no mettendo così in secondo piano i miei obiettivi per dare maggiore importanza a quelli degli altri.<br>Tuttavia ad oggi mi ritrovo ad aver dato tutti gli esami, consapevole di aver fatto grandi sacrifici ed aver passato notti insonni, ma quando mi fermo un attimo e ci penso provo in realtà un grande senso di gioia e soddisfazione per la forza di volontà che ho pur di portare avanti qualcosa a cui tengo e mi sento grata e felice di essere riuscita a far conciliare fino ad ora tutti i miei impegni tra studio, lavoro e interessi personali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-06 21:06:21 UTC</pubDate>
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         <title>Gianluca Costa</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>GIOIA<br>Nella mia esperienza di barman sono molto a contatto con le persone e questo mi permette di socializzare e instaurare rapporti con molte persone. In un giorno di lavoro stavo parlando con un cliente abitudinale del locale, un signore anziano che frequenta il bar costantemente. Mentre stava per uscire mi mette due euro nella tasca e mi ringrazia per la gentilezza e per come ogni volta che mi trova al bar si sente meglio perché gli trasmetto un senso di convivialità. Questo mi ha fatto capire come svolgere la propria mansione con amore possa rendere le persone felici e ed inoltre anche noi stessi in quanto ci sentiamo soddisfatti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-07 20:46:45 UTC</pubDate>
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         <title>Ines Bortoletto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Rabbia - Un episodio risalente al secondo anno di superiori mi rimane ancora in mente in modo cristallino per quella che è stata la mia spontanea reazione all'accaduto. Successe che dopo ripetuti richiami alla classe in generale la professoressa di inglese per ristabilire l'ordine decise furbescamente di innescare uno scherzo in cui avrebbe sgridato in maniera esagerata un alunno innocente nella situazione; l'alunna in questione in tal caso ero io (successe altre volte anche ad altri ragazzi). Lei quindi si alza in piedi e inizia ad urlarmi contro inutili motivazioni della mia apparente colpevolezza per il disordine generale facendo calare il silenzio in aula. Il mio stato emotivo però in quella situazione, ben consapevole della mia “innocenza”, fu estremamente passivo e freddo. Al crescere della rabbia della professoressa, la rabbia che invece provavo io per l’ingiustizia della situazione si trasformava in lucidità e distacco per cui rispondevo formalmente alle accuse dandole ragione e mediando per una risoluzione quanto più pacifica dell’accaduto. Al termine della scena, tutti, compresa la professoressa si complimentarono per il mio autocontrollo descrivendo quanto apparivo sicura e calma, quando in realtà la mia rabbia per quanto forte si era manifestata come un apatia in uno stato fisico di “sequestro emozionale"</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-08 00:35:12 UTC</pubDate>
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         <title>Marta Calgaro - sorpresa</title>
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         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/agmgmqdrcij55el9/wish/2610707841</link>
         <description><![CDATA[<div>Un episodio da cui sono rimasta piacevolmente sorpresa riguarda uno dei primi esami della sessione universitaria. Prima del suo inizio mi sentivo particolarmente agitata per la paura di non riuscire a trasmettere in modo adeguato la mia preparazione e l'impegno messo nello studio. Ero partita quindi molto demoralizzata e non sentendomi all'altezza, ma una volta finito l'esame, andato molto bene, ho capito che quella paura che avevo inizialmente significava quanto mi importasse dimostrare di "essere in grado" di svolgere il mio ruolo da studentessa. Sono quindi rimasta sorpresa e mi sono sentita soddisfatta di me stessa e della voglia di migliorare ancora.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-31 15:54:04 UTC</pubDate>
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         <title>Alpago Ludovica - gioia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Qualche anno fa ho lavorato come animatrice in un centro estivo per bambini.<br>Durante le prime settimane, mi sono trovato in difficoltà con un bambino particolarmente vivace, che spesso disturbava le attività e non seguiva le regole. Inizialmente reagivo con irritazione e severità, pensando che fosse solo disobbediente.<br>Con il tempo, però, ho iniziato ad osservarlo meglio e a parlargli con più calma. Ho scoperto che si sentiva spesso escluso dagli altri bambini e che quel comportamento era un modo per attirare attenzione. Cambiando atteggiamento, ho cominciato a coinvolgerlo in modo più diretto.<br>Il suo comportamento è migliorato visibilmente, e il nostro rapporto è diventato molto positivo.<br>Questa esperienza mi ha fatto capire l’importanza dell’ascolto, dell’empatia e della gestione delle emozioni anche in contesti apparentemente semplici, come un centro estivo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-07-07 16:56:34 UTC</pubDate>
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