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      <title>feurebach e marx in v d by Salvatore Improta</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-11 17:24:06 UTC</pubDate>
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         <title>La dis-alienazione</title>
         <author>sarettabeautiful97</author>
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         <description><![CDATA[<div>Già nei <em>Manoscritti economico-filosofici</em> Marx giunge all’importante risultato che la storia è legata alla produzione e che l’uomo produce il proprio mondo, ma solo togliendo l’alienazione (non teoricamente ma praticamente) sarà realmente libero ed emancipato.<br>                     Sara Brasiello</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-25 16:58:26 UTC</pubDate>
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         <title>RICARDO, SAINT SIMON E ADAM SMITH A CONFRONTO</title>
         <author>iolemennillo117</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Le teorie di Ricardo appartengono all'ambito del positivismo, quell'idea secondo cui gli oggetti razionali determinano la realtà e la realtà è il prodotto delle relazioni di oggetti razionali fisicamente misurabili. Egli, cristiano-ebreo e banchiere, va alla ricerca delle leggi razionali con cui definire le relazioni economiche. Secondo Ricardo, e prima di lui Adam Smith, queste leggi, sono misurabili ed oggettive. E' importante partire da questo punto perché, se nel 1700 il nobile guardava il mondo e ringraziava il dio padrone per averlo reso ricco e degno di ricchezze e potere, la borghesia industriale è alla ricerca di ragioni "oggettive" per le quali lei è ricca e ha il potere. Non cerca le spiegazioni nella volontà del dio padrone, ma cerca le spiegazioni nei meccanismi razionali e scientifici del proprio successo e del proprio potere.<br><br></div><div><strong>Qual è il valore delle merci prodotte?</strong><br><br></div><div>Mentre Adam Smith afferma che il grano ha sempre lo stesso valore in quanto diventa sempre cibo attraverso cui sfamare gli uomini, Ricardo afferma che il valore del grano è determinato dalla quantità di lavoro necessario per produrlo calcolata sul terreno meno favorevole per la sua produzione. Dunque, se per Smith il valore del prodotto è una costante data dall'uso del prodotto, per Ricardo l'uso del prodotto non determina il valore del prodotto in sé (semmai il guadagno del proprietario), ma <strong><em>il valore del prodotto è determinato dal lavoro necessario per la sua produzione.<br></em></strong><strong><br>Come assicurarsi il profitto?</strong><br>Tutte le soluzioni economiche nella formazione della ricchezza del banchiere Ricardo consistono nel <strong><em>costruire la miseria</em></strong> nella società al fine di assicurarsi i profitti: o non pagare i produttori o creare scarsità di prodotti al fine di aumentarne il valore. E' sufficiente nascondere il valore oggettivo della merce dato dal valore del lavoro, diretto ed indiretto, per produrla per assicurare i guadagni anche costringendo i consumatori a chiedere un prodotto inadeguato ai propri reali bisogni.<br><br></div><div><strong>Una teoria asociale</strong><br>La teoria economica di Ricardo è una teoria asociale e una vera e propria strategia di guerra finalizzata sia al profitto che al controllo economico della società ( è evidente quanto il pensiero di Hobbes abbia influenzato la sua teoria econimica, il filosofo difatti sosteneva "omni homini lupus"). In sostanza, Ricardo scende in guerra contro la società. Per farlo, sul modello degli stati sociali francesi, divide la società in classi. In questa divisione i produttori, intesi come i salariati che producono merci, diventano il "nemico" che va costretto a vivere nell'angoscia e nell'incertezza e i consumatori viene imposta l'angoscia e la paura di non poter accedere ai prodotti di cui necessitano. se vero è che la quantità di lavoro determina il valore del prodotto, l'aumento o la diminuzione dei salari non determina variazione alcuna. Pertanto, scopo del capitalista è quello di ridurre i salari al fine di incamerare un maggior guadagno dato dalla minor parte di valore del prodotto distribuito ai salariati. Ne seguirà, nel tempo, la costruzione di prodotti finanziari il cui valore, in termini di lavoro, è zero e sui quali verrà investita la ricchezza prodotta dal lavoro effettivo... in sostanza, nelle strategie economiche di Ricardo ci sono gli elementi che, applicati dai banchieri USA e Inglesi porteranno alla crisi economica che, iniziata nel 2008 vede, ancor oggi alle soglie del 2013 il saccheggio delle condizioni di vita in tutti i paesi occidentali.<br><br></div><div><strong>SAINT SIMON E LA "COLLABORAZIONE"</strong><em><br><br></em>Tutta la visione di Saint Simon della collaborazione fra produttori, salariati e capitalisti, viene vista da Ricardo come antagonista al profitto delle banche che si apprestano a prendere il controllo dei produttori e dei capitalisti in particolare. A Ricardo interessa il conflitto. Il conflitto permette al detentore dei mezzi di produzione di impedire al salariato di uscire dalla dipendenza assoluta dalla sua condizione di salariato. Deve dipendere, angosciato, dal detentore dei mezzi di produzione.<br><br></div><div>Saint Simon coniò il termine "proletario", derivandolo da condizioni giuridiche di Roma Antica che designavano coloro che, non avendo ricchezza, potevano concorrere alla società solo con la prole. Egli volle il termine "proletario" in sostituzione del termine "popolo" e del termine "plebe" che suonavano dispregiativi rispetto all'oggetto indicato, e in contrapposizione al termine "cittadino" della Rivoluzione Francese, che non distingueva al suo interno le classi di potere e di controllo sociale. Questa scelta di Saint Simon finì per assumere, in Ricardo, la stessa connotazione di <strong><em>"bestiame umano"</em></strong> propria dell'ideologia religiosa dell'ebraismo e del cristianesimo. Il proletario, nella visione economica di Ricardo, è colui la cui unica ricchezza sono i figli. I figli, ridotti a bestiame posseduti dal padre padrone ad immagine del dio padrone cristiano, vengono depersonalizzati in quanto oggetti posseduti e privati di ogni diritto in modo che siano pronti per diventare, a loro volta, individui angosciati dipendenti da chi controlla i mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza.<br><br></div><div>Sarà <strong><em>MARX</em></strong> a definire in maniera diversa il termine "proletario" in un'ottica di liberazione dell'uomo dalla sottomissione, dall'angoscia e dall'impotenza sociale.<br><br></div><div><strong><em>Lo stato è l'unica variabile.<br></em></strong><br></div><div>Nell'attività per creare la miseria umana, Ricardo dice allo Stato: "<strong><em>Stanne fuori</em></strong>". La costruzione della miseria umana deve essere lasciata al "libero mercato". E qui interviene il concetto di libertà del mercato di Ricardo che non è altro che la riproposizione del concetto di libertà del dio padrone dei cristiani che, per loro, deve essere lasciato libero di fare quello che vuole anche se vuole macellare l'umanità col diluvio universale.</div><div><br></div><blockquote>L'alleanza clero-possessori mezzi di produzione per il controllo della società si trasforma in alleanza politica di controllo dello Stato che agirà in funzione del clero cristiano e dei possessori dei mezzi di produzione. I possessori dei mezzi di produzione spingeranno per le guerre coloniali, al fine di favorire lo sviluppo della loro ricchezza. Il clero spingerà per le guerre coloniali per disporre di un esercito da affiancare ai propri missionari. Medesimi fini, medesimi mezzi, giustificazioni propagandistiche diverse.</blockquote><div><br></div><div>Ciò che nella Rivoluzione Francese era "Viva la Nazione" come corpo sociale, Ricardo divide la società in classi subalterne ai banchieri e al clero. I nemici sono le classi sociali e le sottoclassi. I nemici sono i "poveri" che anziché essere una ricchezza per la nazione, seguendo le teorie di <strong><em>Malthus</em></strong>, vanno macellati periodicamente. La teoria economica di Ricardo viene elaborata in relazione alle teorie sociali di Malthus. I  annientati periodicamente perché fanno troppi figli e i ricchi non possono mantenere i figli dei poveri. Non è il salariato che crea ricchezza all'industriale e alla banca, ma è la banca e il proprietario che mantengono il salariato. L'idea che le persone siano un costo e non una ricchezza è proprio dell'ideologia ebrea e cristiana in cui gli uomini rappresentano "un costo" per il loro dio padrone. Si tratta di una distorsione patologica delirante della realtà sociale ed economica fatta propria dal razionalismo malato dei positivisti.<br><br></div><div><strong><em>Qual'è in quest'ottica, il ruolo delle banche?<br></em></strong><br></div><div>La funzione della banca è il controllo del mercato. Ma un controllo del mercato, dice Ricardo, può essere fatto solo mediante l'usura e lo strozzinaggio e non come partecipazione alle dinamiche della società civile.<br><br></div><blockquote> <strong><em>la mafia, l''ndrangheta e la camorra, anche senza studiare Ricardo, lo hanno applicato perfettamente.</em></strong></blockquote><div><strong><em><br>LA MISERIA SOCIALE E LA CARITA' CRISTIANA</em></strong></div><div><br>Su questa miseria sociale interviene la carità cristiana il cui compito è quello di impedire a chi è stato ridotto in miseria dalle banche, di uscire dalla miseria stessa. Organizzazioni religiose cristiane e sistema finanziario, controllando lo Stato, impediscono gli interventi dello Stato nel sociale. Quando qualche intervento non è procrastinabile, allora viene fatto filtrare attraverso le organizzazioni di controllo sociale religiose cristiane. Così, tali organizzazioni, gestendo gli interventi dello Stato, aumentano la loro capacità di controllo sugli schiavi permettendo alle banche di continuare il loro lavoro di strozzinaggio.</div><div>Fino ad un punto di rottura violento della società. Questo è stato messo in conto da Ricardo e da Malthus che incitando scontri violenti e massacri vogliono ridurre la popolazione povera mediante il genocidio: come il dio dei cristiani riduce la popolazione <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-29 15:54:00 UTC</pubDate>
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         <title>Adam Smith</title>
         <author>iolemennillo117</author>
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         <description><![CDATA[<div>ABATE<br>Smith è stato definito il padre della scienza economica. In effetti, nonostante molti precursori dell'economia classica avessero prodotto singole tessere o parti dell'intero <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mosaico">mosaico</a>, nessuno di essi fu in grado di fornire in un'unica opera il quadro generale delle forze che determinassero la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ricchezza">ricchezza</a> delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nazione">nazioni</a>, delle politiche economiche più appropriate per promuovere la crescita e lo sviluppo e del modo in cui milioni di decisioni economiche prese autonomamente vengano effettivamente coordinate tramite il mercato.<br><br>Nel libro primo de <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_ricchezza_delle_nazioni"><em>La ricchezza delle nazioni</em></a> Adam Smith analizza le cause che migliorano il "potere produttivo del lavoro" e il modo con il quale la ricchezza prodotta si distribuisce naturalmente fra le classi sociali. La ricchezza di una nazione viene identificata all'insieme dei beni prodotti suddivisi per l'intera popolazione<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adam_Smith#cite_note-1">[1]</a>, si può quindi parlare di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reddito_pro_capite">reddito pro-capite</a>. La ricchezza viene prodotta attraverso il lavoro e può essere incrementata aumentando la <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Produttivit%C3%A0_del_lavoro&amp;action=edit&amp;redlink=1">produttività del lavoro</a> o il numero di lavoratori. Il lavoro permette inoltre di determinare il <em>valore di scambio</em> di un bene: Adam Smith sviluppa così una teoria del valore-lavoro, in contrapposizione all'idea di una ricchezza proveniente dalla natura sostenuta dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fisiocrazia">fisiocratici</a>.<br><br></div><div>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Divisione_del_lavoro">divisione del lavoro</a> permette l'incremento della produttività del lavoro, come illustrato dal celebre esempio della "manifattura di spilli": se un individuo deve, da solo, fabbricare spilli partendo dall'estrazione dal suolo della materia prima fino alla realizzazione di ogni singola fase artigianale, riuscirà difficilmente a produrre quantità elevate di spilli in poco tempo; se a questo stesso individuo viene fornito il filo metallico già pronto riuscirà ad aumentare la sua produzione; con la suddivisione delle varie fasi artigianali e l'assunzione di queste da parte di più artigiani specializzati in una singola fase, allora la produzione di spilli sarà nettamente superiore alla somma degli spilli che verrebbero prodotti, dallo stesso numero di individui, nelle modalità produttive precedenti.<br><br>Con il celebre esempio dell'acqua e del diamante, Adam Smith introduce la distinzione fra "valore d'uso" (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Utilit%C3%A0_(economia)">utilità</a>) e "valore di scambio" (facoltà che il possesso di un oggetto conferisce nell'acquisire altri beni). L'acqua, bene quanto mai necessario, ha un prezzo inferiore al diamante, il più superfluo fra tutti gli oggetti superflui. L'acqua ha un elevato valore d'uso, ma un basso valore di scambio mentre il diamante possiede uno scarso valore d'uso ma ha un elevato valore di scambio. Il valore d'uso, attualmente considerato soggettivo, era considerato oggettivo da Adam Smith così come il valore di scambio lo è essendo quest'ultimo misurabile e risultante dallo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scambio">scambio</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-29 16:34:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>  perrotta<br><br></div><div><strong>Il socialismo prima di Marx</strong></div><div><strong>Saint-Simon (1760-1825)</strong></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="null" width="192" height="140"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Con lo sviluppo del capitalismo, al posto dei vecchi ceti privilegiati (nobili e possessori di rendite) acquistarono maggiore prestigio il</div><div><em> “lavoro”</em>, le capacità tecniche e intellettuali. Un personaggio importante per questa nuova visione “borghese”, ancora aperta in alcuni casi alle istanze democratiche dei lavoratori, si rivelò essere Saint-Simon, che comprese l’importanza dei nuovi ceti imprenditoriali. Nella sua opera principale, il <em>Nuovo Cristianesimo</em> (1825) espresse aspirazioni associazionistiche e comunitarie. Nella sua celebre <em>Parabola</em> (1819) scriveva: “Supponiamo che la Francia perda all’improvviso i suoi migliori tremila sapienti, artisti, artigiani. Questi uomini sono i produttori più necessari alla Francia, forniscono i beni più importanti, dirigono i lavori più utili per la nazione e la rendono feconda nelle scienze, nelle arti, nelle manifatture e nei mestieri: sono realmente il fiore della società francese”.</div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="null" width="196" height="44"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Saint-Simon, con le sue polemiche contro le strutture dello stato, contro la burocrazia e i proprietari parassitari, rappresentò la contrapposizione tra lavoro produttivo e sfruttamento passivo, e l’avversione ai poteri dello stato rappresentante dei ceti privilegiati. La nuova società nascente si basava su scienziati, professionisti, banchieri, fabbricanti, artigiani, negozianti; non più su nobili e proprietari (e nemmeno su contadini e operai).</div><div>Le sue idee esercitarono notevoli influssi, legandosi poi a tendenze egualitarie emerse dalla Rivoluzione francese (ad esempio, quelle di Babeuf) e alle prime teorie economiche capitalistiche (Smith, Malthus, Ricardo).</div><div> </div><div><strong>Robert Owen (1771-1858)</strong></div><div>Uno dei pionieri dell’attività sindacale inglese fu senz’altro Owen, direttore e proprietario di un grande stabilimento tessile scozzese. Filantropo, si accorse che la produttività aumentava considerevolmente quando gli operai non venivano sottoposti a uno sfruttamento troppo intenso e quando venivano istruiti. Owen, puntando sulla cooperazione sull’istruzione, realizzò negli Stati Uniti una comunità sperimentale, chiamata <em>New Harmony </em>(1825), regolata sui suoi principi. Non ebbe il successo sperato e tornò quindi in Inghilterra, dove si dedicò alle <em>Trades unions</em>, (organizzazioni sindacali), e al movimento cooperativistico, che portò alla realizzazione di molte cooperative di consumo.</div><div>Su queste basi si diffuse anche il successivo movimento del <em>cartismo</em>, che rivendicava uno statuto (<em>People’s Chartes</em>) che coniugava istanze sociali a richieste politiche (suffragio universale maschile, elezioni annuali). Il movimento si diffuse tra il 1836 e il 1848.</div><div> </div><div><strong>Charles Fourier (1772-1837)</strong></div><div>Discepolo di Saint-Simon, scrisse alcune opere, tra cui <em>La fausse industrie</em> che proponeva una visione di tipo cooperativistico. In opposizione all’ideale della libera concorrenza capitalistica, proponeva come modello di una nuova organizzazione della società i <em>falanstieri</em>, utopistiche comunità formate ciascuna da 810 uomini e 810 donne, che avrebbero dovuto realizzare l’armonia sociale. Queste comunità avrebbero dovuto dedicarsi alle libere attività agricole, più che ai monotoni lavori industriali: in questo Fourier si mostrò in grado di cogliere il pericolo dell’alienazione insito nello sviluppo del mondo industriale.</div><div> </div><div><strong>Pierre Joseph Proudhon (1809-1865)</strong></div><div>Questo filosofo divenne celebre come socialista utopista. Scrisse <em>Che cos’è la proprietà? </em>(1840) e sostenne, con grande scandalo, che “la proprietà è un furto”. Pur criticando l’organizzazione del credito e l’usura, va considerato portavoce non delle istanze dei lavoratori più poveri, ma della piccola borghesia mercantile ed agraria, spingendo all’estremo le aspirazioni individualistiche fino a forme anarchiche.</div><div> </div><div><strong>Louis Blanc (1813-1882)</strong></div><div>Nel suo testo <em>L’organizzazione del lavoro</em> (1841) prospettò come rimedio alla disoccupazione e alle difficoltà legate alle crisi economiche l’istituzione di industrie finanziate dallo stato e gestite dai lavoratori. Lo stato doveva avere una funzione fondamentale nella pianificazione economica e nello sviluppo dei servizi sociali. La democrazia rimaneva però (a differenza di altri sansimoniani) un valore fondamentale. Avversario della lotta di classe, è considerato uno dei primi sostenitori del <em>socialismo di stato</em>, e le sue idee avranno ripercussioni sulla situazione parigina del 1848.</div><div> </div><div><strong>Auguste Blanqui (1805-1881)</strong></div><div>Esponente di una dottrina della dittatura rivoluzionaria, desunta nelle linee essenziali da Babeuf e Buonarroti. Credeva fermamente nell’efficacia di un piccolo partito armato, fortemente disciplinato, organizzato per la rivoluzione e destinato ad instaurare una dittatura che avrebbe educato il popolo, in vista dell’istituzione del nuovo sistema sociale socialista. Fondò, tra l’altro, la <em>Società segreta delle famiglie </em>e poi quella<em> delle stagioni</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-12 10:19:17 UTC</pubDate>
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         <title>Aversa Carmela: Perchè Marx critica Hegel? Alienazione religiosa in Marx e Feuerbach</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' innegabile che l'hegelismo abbia avuto un importante influenza nel pensiero di Marx. Il primo testo in cui Marx rivolge la sua critica ad Hegel è <strong><em>"La critica alla filosofia del diritto di Hegel" :</em></strong> lo scritto è filosofico e politico al tempo stesso e si divide in due parti, la prima si immedesima in un momento filosofico-metodologico, la seconda in un momento storico-politico. La prima parte critica fortemente il metodo di Hegel e secondo Marx lo "stratagemma" di Hegel consiste nel trasformare le realtà empiriche in manifestazioni dello Spirito. In altre parole, invece di limitarsi a constatare che in certi ordinamenti esiste la monarchia, Hegel afferma che lo Stato presuppone il concetto di sovranità, la quale si incarna nella figura del monarca. Inoltre, poichè per Hegel tutto ciò che è necessario è anche razionale, deduce la piena logicità della monarchia, identificandola con la razionalità politica in atto. Questo procedimento Marx lo denomina <strong>"misticismo logico": </strong>in esso le istituzioni, finiscono per essere allegorie o personificazioni. Marx, seguendo la filosofia di Feuerbach arriva alla conclusione che il misticismo logico è capovolgimento idealistico tra soggetto e oggetto, tra concreto e astratto: l'idealismo fa del concreto la manifestazione dell'astratto. Marx oppone al metodo di Hegel un metodo "trasformativo" che consiste nel capovolgere ciò che l'idealismo ha capovolto, riconoscere ciò che è veramente soggetto e ciò che è veramente predicato. Marx afferma <strong>"Così come non è la religione che crea l'uomo, ma l'uomo che crea la religione, così non è la costituzione che crea il popolo, ma il popolo che crea la costituzione".<br>Alienazione religiosa in Feuerbach e Marx: <br>FEUERBACH:</strong></div><div>Per Feuerbach la teologia (studio di Dio) è in realtà antropologia (studio dell’uomo).</div><div>La religione può essere considerata vera in quanto è una prima forma di autocoscienza dell’uomo, ma in realtà è falsa perché porta all’alienazione. Scinde infatti l’uomo in:</div><ul><li>PARTE CORPOREA, SENSIBILE, FINITA (individuo) in contrapposizione con</li><li>PARTE DIVINA, ASSOLUTA, INFINITA (essenza) </li><li>Feuerbach proietta un Dio riflettendo in esso i caratteri migliori dell'umanità e in questo modo l'uomo, inconsapevolmente, si aliena.</li></ul><div><strong>MARX: l</strong>'alienazione in Marx assume caratteri differenti rispetto a quella di Feuerbach<strong>. </strong>In particolare per Marx la religione è:</div><ul><li>un’ancora di salvezza per coloro che vivono in una condizione di miseria perché permette di sperare in un mondo migliore nell’aldilà</li><li>un’illusione creata dai potenti per sottomettere l’uomo, per far dimenticare i problemi e la miseria; Marx la chiama “oppio dei popoli”</li></ul><div>L’alienazione religiosa è in realtà un aspetto di una più generale alienazione economica. Marx giunge a evidenziare alcune fondamentali contraddizioni tra i presupposti dell’economia:</div><ol><li>l’aumento della ricchezza genera l’impoverimento dell’operaio</li><li>la concorrenza sfrenata porta al monopolio</li><li>l’interesse del capitalista è in contrasto con quello della società</li><li>l’economia non mostra interesse per l’uomo, considerandolo solo come un mezzo di guadagno</li><li>suppone cose che in realtà non sono naturali (Es. proprietà privata, mezzi di produzione )</li></ol><div>Dunque l'economia porta all'alienazione dell'operaio, in quanto è alienato rispetto al prodotto del suo lavoro (ciò che produce non gli appartiene), rispetto al suo stesso lavoro (in quanto è un lavoro non libero ma forzato), rispetto alla sua stessa estenza (all'interno della società capitalista l'uomo è costretto ad un lavoro forzato e ripetitivo), rispetto al prossimo (identificato nel capitalista che si serve di lui solo per arricchirsi) La causa dell'alienazione è dunque la proprietà privata e i mezzi di produzione</div><div><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 12:52:42 UTC</pubDate>
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         <title>del prete</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Perché l'alienazione del lavoro è all'origine delle altre alienazioni?<br>CHE COS'è IL LAVORO?</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-13 12:53:56 UTC</pubDate>
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         <title>PERCHè LA LOTTA DI CLASSE è IL MOTORE DELLA STORIA?</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>CESARO</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 10:27:05 UTC</pubDate>
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         <title>PINTO.</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>IL CAPITALISMO.<br><br>Nell'ottica dell'analisi scientifica marxista,il capitalismo è un sistema economico caratterizzato dall'accumulazione di capitale e dalla scissione di proprietà privata e mezzi di produzione dal lavoro salariato.Per Marx un tale sistema si regge sullo sfruttamento degli operai a vantaggio del profitto del capitalista.Secondo Marx alla base del concetto capitalistico c'è il concetto di  merce e valore.Una merce deve possedere il valore d'uso in quanto deve essere utile poichè nessuno acquista un qualcosa che non soddisfi dei bisogni.L'altra caratteristica importante di un merce è il valore di scambio ovvero deve garantire la possibilità di poter essere scambiata con altre merci.Secondo Marx piu' lavoro è necessrio per produrla piu' la merce vale,inoltre il valore di una data merce non si identifica col suo prezzo poichè su quest'ultimo influiscono vari fattori,ciò significa che il prezzo di una data merce può superare i valori reali o stare al di sotto di essi.    <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 10:39:28 UTC</pubDate>
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         <title>setola</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>CRITICA ALLO STATO MODERNO.<br>Percchè lo stato moderno-borghese privilegia solo gli interessi dei borghesi?</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 10:54:41 UTC</pubDate>
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         <title>UNITà DIDATTICA </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>MARX<br><a href="http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=5150"><em>Non è la coscienza degli uomini che determina la loro vita, ma le condizioni della loro vita che ne determinano la coscienza.</em></a><br><br>LE DOMANDE:<br><br>1)Come mai il lavoro, che dovrebbe essere il segno distintivo  del valore e della nobiltà dell’uomo, rende il lavoratore  simile alla bestia?<br><br></div><div>2)Perché, nella società capitalistica, l’uomo subisce un processo di alienazione (cioè perde la sua identità  più genuinamente umana)?<br><br></div><div>3)E’ un fenomeno necessario  e inevitabile o è possibile sanare questa profonda ingiustizia?<br><br></div><div>4)E’ possibile  una società giusta senza  sfruttatori e sfruttati?<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 11:51:02 UTC</pubDate>
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         <title>la realtà determina il pensiero    MARX </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>MAISTO</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 12:14:51 UTC</pubDate>
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         <title>PERCHè  NASCE   IL COMUNISMO? E&#39; INEVITABILE?</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>MAISTO</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 12:30:28 UTC</pubDate>
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         <title>MELE</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>il socialismo si è realizzato?<br>Lenin fonda l'unione delle repubbliche socialiste sovietiche  su basi ideologiche  MarxisteQuesto box: <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Template:Storia_della_Russia">vedi</a> • <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Discussioni_template:Storia_della_Russia">disc.</a> • <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Template:Storia_della_Russia&amp;action=edit">mod.<br></a><br></div><div><br>La <strong>rivoluzione d'ottobre</strong> è la fase finale e decisiva della <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_russa">rivoluzione russa</a> iniziata in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Russia">Russia</a> nel febbraio 1917 (secondo il calendario giuliano), che portò alla caduta dell'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Impero_russo">impero russo</a> degli <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Zar">zar</a>.<br>Dopo alcuni mesi in cui la Russia fu sconvolta da conflitti tra i partiti politici e dalla crescente disgregazione militare ed economica, il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bolscevismo">partito bolscevico</a> guidato da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lenin">Lenin</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lev_Trockij">Lev Trockij</a>decise l'insurrezione contro il debole governo provvisorio di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_F%C3%ABdorovi%C4%8D_Kerenskij">Aleksandr Fëdorovič Kerenskij</a>per assumere tutto il potere a nome dei <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Soviet">Soviet</a>degli operai e dei contadini.<br>L'insurrezione avvenne il 7-8 novembre 1917 a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/San_Pietroburgo#Precedenti_nomi">Pietrogrado</a> e si concluse con successo; i bolscevichi formarono un governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio Impero zarista. La reazione armata delle forze controrivoluzionarie e l'intervento delle potenze straniere provocò l'inizio di una cruenta <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_russa">Guerra civile</a> che si concluse con la vittoria bolscevica entro il 1921.<br><br></div><div><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 15:07:04 UTC</pubDate>
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         <title>introduzione a marx</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/154337688</link>
         <description><![CDATA[<div>venturelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 15:20:09 UTC</pubDate>
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         <title>VALERIO A</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/154341400</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em>In che modo&nbsp; il capitalista utilizza il lavoro?</em></strong></blockquote><div>Secondo Marx, il vero motore della storia è l'economia intesa come attività di produzione e distribuzione dei beni materiali. ogni epoca storica&nbsp; ha prodotto in sè i germi della propria dissoluzione: l'economia schiavista ha generato il feudalesimo da cui è stata uccisa; il feudalesimo ha prodotto la borghesia che doveva rovesciarlo. A sua volta la borghesia genera il proletariato che la soppianterà. Infatti opponendosi il proletariato allo sfruttamento del capitalismo, ne nascerà un'aspra lotta di classi che si concluderà con la vittoria del proletariato attraverso molteplici fasi.<br>Prima il grande capitalismo schiaccerà la piccola azienda fino a raccogliere la ricchezza nelle mani di pochissimi: i piccoli artigiani così spodestati accresceranno le file dei salariati, che in base alle leggi della domanda e dell'offerta e nell'intento da parte dell'imprenditore di evitare una diminuzione dei propri profitti, saranno trattati sempre peggio fino ad essere costretti alla rivoluzione. Conclusasi questa vittoriosamente, vi sarà una fase transitoria che Marx definisce dittatura del proletariato, in cui le masse rivoluzionarie controlleranno i mezzi di produzione e lo Stato sarà l'unico imprenditore: saremo allora in pieno periodo socialista nel quale a ciascuno sarà dato secondo i suoi meriti.<br>Superata questa fase però, essendo scomparsa ogni disuguaglianza di interessi, sparirà anche la divisione tra le due classi:&nbsp; NON VI SARANNO PIU' NE' DITTATURA DEL PROLETARIATO NE' SOCIALISMO, MA VI SARA' IL COMUNISMO. Ossia un epoca in cui, cessati gli egoismi ognuno dedicherà se stesso e il proprio lavoro alla società.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 15:28:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/154400865</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-02-16 17:54:51 UTC</pubDate>
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         <title>ALIENAZIONE DEL LAVORO. Del Prete Mariagrazia</title>
         <author>drill964</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/154785053</link>
         <description><![CDATA[<div>Per Marx l'alienazione costituisce un qualcosa di davvero esistente e di natura socio-economica perchè essa coincide con la situazione del salariato all'interno di un sistema capitalistico. Questa viene suddivisa in quattro aspetti:<br>1) l'operaio è alienato rispetto al prodotto del suo lavoro, perchè egli in base alla sua forza lavoro produrrà un oggetto che però non gli appartiene <br>2)l'operaio è alienato rispetto al suo stesso lavoro, perchè il lavoro che lui produce è forzato infatti lui non è altro che uno strumento manovrato da forze esterne <br>3)l'operaio è alienato rispetto alla sua stessa essenza, perchè mentre l'uomo è un essere libero all'interno della società capitalista è invece costretto ad un lavoro forzato <br>4)l'operaio è alienato rispetto al prossimo, perchè il prossimo s'identifica nel capitalista che fa uso di lui solo per arricchirsi.<br>La causa quindi dell'alienazione è la proprietà dei mezzi di produzione e il fatto che il capitalista sfrutti l'operaio.<br>La soluzione è eliminare la proprietà privata, di conseguenza i mezzi di produzione non dovranno più essere di proprietà dei singoli capitalisti borghesi (coloro che si arricchiscono sul lavoro fatto da altri e non sul lavoro proprio) bensì dovrà instaurarsi un regime comunista.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-19 10:36:18 UTC</pubDate>
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         <title>Critica al liberismo e allo stato borghese</title>
         <author>michelasetola_98</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/154865059</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Critica allo Stato liberale</strong></div><div>Secondo Marx lo Stato liberale non porta la societa' al bene comune, ma e' la societa' ad abbassare lo Stato agli interessi particolari, per cui poi lo Stato fa apparire universale l'utile (inter partio) della classe dominante, e questa falsa universalita' dello Stato deriva dalla borghesia. Cio' porta Marx a rifiutare lo Stato liberale, fondato sull'individualismo e per realizzare una societa' solidale occorre abolire le disuguaglianze ossia la proprieta' privata, grazie ad una rivoluzione da parte del proletariato, e fondare una democrazia sostanziale, dove ognuno e' un "momento".</div><div><strong>Critica all'economia borghese</strong></div><div>Secondo Marx, l'economia borghese che si configura come sistema capitalistico non vede le contraddizioni tra capitale e lavoro salariato, ovvero l'alienazione a cui porta il capitalismo. Per Hegel, l'alienazione e' lo Spirito che esce da se' per riappropriarsi di se' in modo arricchito; per Feuerbach e' la sottomissione a qualcosa di superiore che l'uomo stesso ha creato. Per Marx l'alienazione e' autoestraniazione di natura economica. Infatti l'operaio e' alienato:</div><div>-rispetto al prodotto del suo lavoro poiche' non gli appartiene</div><div>-rispetto al suo lavoro poiche' e' forzato</div><div>-rispetto alla propria essenza, perche' l'uomo non e' piu' creativo ma ripetitivo</div><div>-rispetto alla societa', poiche' egli e' un mezzo di questa.</div><div><br></div><div>L'alienazione e' appunto causata dal sistema capitalistico, ma prima ancora dalla proprieta' privata. Il superamento dell'alienazione e' possibile abolendo la proprieta' privata e con l'avvento del comunismo. <br>Setola</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-20 06:20:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>teresa_marinielloo</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/154874303</link>
         <description><![CDATA[<div>E' sempre a partire dalla proprietà privata che secondo Marx la società è destinata alla lotta di classe. La lotta tra classi è visto come il motore della storia. La divisione del lavoro (da cui deriva la proprietà privata) genera la disuguaglianza sociale perché vede da una parte il datore di lavoro che ha come una fortuna quella di possedere capitale, e l’operaio dovrebbe lavorare per i propri interessi ma si ritrova a lavorare per gli interessi del suo datore di lavoro. Quando a un determinato sviluppo della divisione del lavoro non corrispondono più rapporti sociali adeguati, per cui l’operaio diventa al servizio dell’accumulo di ricchezze dell’imprenditore, i rapporti di cooperazione per il raggiungimento dell’uguale benessere di tutti entrano in contraddizione e si crea una crisi e una volontà rivoluzionari da parte di chi ne è vittima. Così è avvenuto quando la borghesia si è ribellata all’antico regime feudale dove pochi aristocratici vivevano alle spalle della “classe media” detta anche borghesia. L’ascesa della borghesia coincide con lo sviluppo del capitalismo; con il capitalismo però nasce una nuova classe rivoluzionaria, che come abbiamo visto è la classe operaia o il proletariato. È per questo motivo che Marx conclude il suo Manifesto con la frase: “proletari di tutti i paesi unitevi”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-20 07:51:47 UTC</pubDate>
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         <title>RIVOLUZIONE D&#39;OTTOBRE</title>
         <author>fedemele999</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/154881396</link>
         <description><![CDATA[<div>Federica Mele<br><br>La <strong>rivoluzione d'ottobre</strong> è la fase finale e decisiva della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_russa">rivoluzione russa</a> iniziata in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Russia">Russia</a> nel febbraio 1917 (secondo il calendario giuliano), che portò alla caduta dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_russo">impero russo</a> degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zar">zar</a>.<br><br></div><div>Dopo alcuni mesi in cui la Russia fu sconvolta da conflitti tra i partiti politici e dalla crescente disgregazione militare ed economica, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bolscevismo">partito bolscevico</a> guidato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lenin">Lenin</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lev_Trockij">Lev Trockij</a> decise l'insurrezione contro il debole governo provvisorio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_F%C3%ABdorovi%C4%8D_Kerenskij">Aleksandr Fëdorovič Kerenskij</a> per assumere tutto il potere a nome dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Soviet">Soviet</a> degli operai e dei contadini.<br><br></div><div><br>L'insurrezione avvenne il 7-8 novembre 1917 a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietroburgo#Precedenti_nomi">Pietrogrado</a> e si concluse con successo; i bolscevichi formarono un governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio Impero zarista. La reazione armata delle forze controrivoluzionarie e l'intervento delle potenze straniere provocò l'inizio di una cruenta <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_russa">Guerra civile</a> che si concluse con la vittoria bolscevica entro il 1921.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-20 08:41:25 UTC</pubDate>
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         <title>cos&#39;è la moneta?</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <title>come funziona l&#39;impresa?</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-02-20 13:26:03 UTC</pubDate>
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         <title>le tasse</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <title>il deficit, il debito pubblico, il default, recessione, depressione</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-02-20 13:26:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariarosaria9</author>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-02-21 10:55:34 UTC</pubDate>
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         <title>SINTESI DA PORTARE ALL&#39;ESAME</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>KARL MARX<br></strong><a href="http://totaro.xoom.it/marx.pdf"><strong></strong></a><br><br></div><div>"I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo in diversi modi; ora si tratta di trasformarlo" . Con questa celebre affermazione – incisa pure sulla sua tomba – Marx intende rivendicare che quello che conta non è tanto la sola teoria quanto l’azione, e l’azione rivoluzionaria (praxis). L’uomo risolve i suoi problemi non solo con la speculazione quanto con una azione criticamente illuminata e diretta. Insomma, la teoria deve servire alla pratica. Marx ha cercato di realizzare una interpretazione del mondo e dell’uomo che sia, contemporaneamente, impegno di trasformazione e attività rivoluzionaria.<br><br></div><div>Alla base della teoria di Marx e della sua adesione al comunismo (esplicita dal 1848 col Manifesto del partito comunista; si noti che Marx usò in genere i termini di comunismo e di socialismo in modo equivalente, anche se dal 1848 in poi preferirà le espressioni comunisti e comunismo) vi è una critica radicale della società e dello Stato moderno. Nel mondo attuale l’uomo è costretto a vivere come due vite, diviso tra gli interessi particolari e privati e quelli comuni. I tratti essenziali della civiltà moderna sono l’individualismo e l’atomismo, nel senso che il singolo è separato ed anche escluso dalla comunità. E siccome lo Stato legalizza tale situazione, riconoscendo quali diritti il liberismo economico e la proprietà privata, esso non è altro che la proiezione politica di una società strutturalmente asociale. Marx ritiene che l’unico modo di realizzare una comunità solidale sia l’eliminazione delle disuguaglianze reali tra gli uomini, e in particolare il principio stesso di ogni disuguaglianza, cioè la proprietà privata (come già diceva Rosseau) dei mezzi di produzione. Per Marx sarà proprio la classe priva di ogni proprietà, cioè il proletariato, che è destinata a eseguire la condanna storica della civiltà egoistica e proprietaria e a realizzare la democrazia comunistica.<br>Marx accusa Hegel di misticismo logico, cioè di aver capovolto i rapporti con la realtà facendo del concreto una manifestazione dell’astratto. Ne La sacra famiglia (1845), Marx fa un celebre esempio: mentre l’uomo comune e il filosofo realista pensano che esistano prima le mele, le pere, le fragole, le mandorle reali e poi il concetto di frutto, Hegel pensa che esista il concetto di frutto e poi i frutti concreti come sue manifestazioni necessarie e derivate. Tale misticismo logico finisce per diventare anche conservatore sul piano politico perché tende a giustificare la realtà, porta cioè alla accettazione delle istituzioni vigenti, che non potrebbero essere cambiate in quanto intrinsecamente razionali e positive. Marx riconosce ad Hegel il merito di aver elaborato una visione dialettica della realtà (intesa come una totalità storica e processuale che è costituita da elementi concatenati tra loro e mossa dalle opposizioni), però Hegel ha cercato – secondo Marx – una mediazione troppo facile con la sintesi degli opposti dimenticando che, nella realtà concreta, tra gli opposti vi è solo lotta od esclusione.<br><br></div><div><strong>IL MATERIALISMO STORICO</strong><br>L’economia borghese viene accusata da Marx di considerare il sistema capitalistico come il modo naturale, immutabile e razionale di produrre e distribuire la ricchezza mentre è soltanto uno dei tanti modi possibili. Il lavoratore, nella società capitalistica, vive in una situazione di alienazione perché la proprietà privata lo ha trasformato in uno strumento di un processo impersonale di produzione che lo rende schiavo, senza alcun riguardo ai suoi bisogni. Il proprietario della fabbrica (capitalista) utilizza il lavoro di una certa categoria di persone (salariati) per accrescere la propria ricchezza secondo una dinamica che Marx descrive in termini di sfruttamento e di logica del profitto. La disalienazione dell’uomo dipenderà allora dal superamento della proprietà privata e dall’avvento del comunismo.<br>Come si può arrivare a ciò? L’unico modo di abbattere l’alienazione sarà la rivoluzione. Come poterlo fare? Per rispondere a questa domanda, Marx comincia col dire che l’uomo si distingue dall’animale in quanto produce i propri mezzi di sussistenza, ossia lavora. Il lavoro è creatore di civiltà e cultura ed è ciò che rende l’uomo tale. In ogni società vi sono le forze produttive ed i rapporti di produzione. Le forze produttive sono gli uomini che producono ed anche il modo come producono ed i mezzi di cui si servono per produrre (ad esempio: salariati; industria; azienda e macchinari). I rapporti di produzione o di proprietà sono invece le relazioni che si formano tra gli uomini nei processi di produzione e che, in concreto, consistono nel possesso o meno dei mezzi di produzione (ad esempio capitalisti e proletari). Ora, le forze produttive e i rapporti di produzione costituiscono la struttura della società, che è definita dal modo di produrre e distribuire ricchezza, ossia dall’economia. Quindi l’economia è la struttura o la base della società, sopra cui vi sono molteplici sovrastrutture (diritto, politica, arte, religione, filosofia ecc.), che sono espressioni dipendenti dalla struttura economica. In altri termini, è la struttura economica che determina le leggi di uno Stato, le forme artistiche, le religioni, le filosofie e non viceversa. Ecco il materialismo storico: le forze motrici della storia sono di natura materiale, cioè socio-economica e non spirituale o astratta.<br><br></div><div><strong>LA RELIGIONE</strong><br>Per quanto riguarda la religione, essa è vista da Marx come "il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo spietato… è l’oppio del popolo". Dunque è il prodotto di una umanità alienata e sofferente che cerca illusoriamente nell’aldilà ciò che le è negato di fatto nell’aldiqua. Se perciò la religione è il sintomo di una condizione umana e sociale alienata, l’unico modo di eliminarla non sarà la semplice critica filosofica alla Feuerbach ma la trasformazione rivoluzionaria della società; in altri termini, la distruzione delle strutture sociali che la producono. La disalienazione religiosa ha come suo presupposto la disalienazione economica ossia l’abbattimento della società capitalistica. Con l’avvento del comunismo, non vi sarà più alcun bisogno religioso, e non esisterà più alcuna religione.<br><br></div><div><strong>L’AVVENTO DEL COMUNISMO</strong><br>Le forze produttive, in relazione al progresso tecnologico, si sviluppano più rapidamente dei rapporti di produzione (che esprimendo rapporti di proprietà, tendono a voler rimanere statici): ne segue periodicamente una serie di crisi e di conflitti. Nel capitalismo moderno la fabbrica, pur essendo proprietà di un capitalista o di un gruppo di azionisti, produce, grazie al lavoro comune di operai, tecnici, impiegati, dirigenti e via dicendo, ma se sociale è la produzione della ricchezza, sociale dovrebbe essere anche la distribuzione della stessa: il che significa che il capitalismo porta in sé la base del socialismo. Ma allora il comunismo è lo sbocco inevitabile della storia perché ogni formazione economica e sociale è un gradino di un processo che porta inevitabilmente al comunismo, inteso come forma di società in cui l’uomo, vincendo l’alienazione, si pone come padrone del proprio destino. "Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti". Il carattere dialettico della teoria marxiana e il suo legame con Hegell è evidente. Per entrambi la storia è un processo dominato dalla forza della contraddizione e che mette capo ad un risultato finale inevitabile. Per Marx la dialettica non è spirituale come per Hegel bensì materiale ovvero economico-sociale e consiste nell’inevitabilità del passaggio dalla società capitalistica a quella comunistica. Come e quando avverrà tutto ciò?<br>Nel Manifesto Marx individua come soggetto della storia la lotta di classe: Marx puntualizza che 1) le classi si definiscono in rapporto alla proprietà o meno dei mezzi di produzione, il che fa sì che in ogni epoca vi siano sempre due classi antagonistiche; 2) la lotta di classe conduce inevitabilmente, attraverso la dittatura del proletariato, alla soppressione delle classi e ad una società senza classi e quindi senza Stato.<br>Ad un certo punto della storia, vi saranno pochi capitalisti che deterranno tutto il potere, e la maggioranza di proletari sfruttati (cfr. oltre nel paragrafo sulla "economia politica" la legge della caduta tendenziale del saggio di profitto). I proletari sfruttati prenderanno allora coscienza di classe e saranno in particolare i comunisti, "l’avanguardia cosciente ed organizzata del proletariato", che guideranno la rivoluzione della classe sfruttata. La rivoluzione proletaria abbatterà le istituzioni dello Stato borghese ed in primo luogo la proprietà privata dei mezzi di produzione. Cancellando la proprietà privata, eliminando la divisione del lavoro e il dominio di una classe sull’altra, vi sarà una nuova epoca nella storia del mondo. In un primo momento vi sarà la dittatura del proletariato che, a differenza delle altre dittature, sarà la dittatura della maggioranza degli oppressi sulla minoranza degli oppressori. Essa sarà comunque solo una fase di transizione e durerà solo fino all’avvento completo del comunismo e cioè quando non vi sarà più lo Stato: lo Stato, infatti, essendo lo strumento di potere della classe sociale più potente, non avrà più ragione di esservi, poiché non vi sarà più divisione tra le classi e sfruttamento di una sull’altra. Al fondo del comunismo vi sta forse un ideale di tipo anarchico con la differenza che lo Stato non viene abbattuto subito (come si vorrebbe nell’anarchismo) ma si passerà attraverso il periodo della dittatura proletaria che coincide con il farsi della rivoluzione. Quando infine l’edificazione del socialismo sarà completa, lo Stato farà posto ad un autogoverno dei produttori associati, in cui il dominio sugli uomini sarà sostituito dalla semplice amministrazione delle cose. All’uomo "economico" ossessionato dall’avere, Marx contrappone un uomo onnilaterale e totale che esercita in modo creativo le sue potenzialità. "Ciascuno secondo le sue capacità; a ciascuno secondo i suoi bisogni".<br><br></div><div><strong>L’ECONOMIA POLITICA</strong><br>Ogni merce ha un valore d’uso (= essa dev’essere utile a qualcosa e ciò dipende dall’uso ossia dal consumo che si fa della merce) e molteplici valori di scambio (secondo le altre merci con cui può essere scambiata) che dipendono però da un fattore comune: cioè dalla quantità di lavoro socialmente necessario (produttività sociale media in un determinato periodo storico) per produrla. Più lavoro è necessario per produrre una merce, più essa vale. Il valore però non si identifica col prezzo: su quest’ultimo influiscono anche altri fattori come l’abbondanza o la scarsezza di una merce. Marx contesta inoltre il cosiddetto feticismo delle merci, tipico del capitalismo, in cui il prodotto domina l’uomo e i rapporti sociali appaiono come semplici rapporti fra cose, autonome rispetto a chi le ha prodotte e dimenticando che le merci sono il frutto del lavoro umano.<br><br></div><div>Nel capitalismo la produzione non è solo finalizzata al consumo ma anche alla accumulazione del denaro. La formula tipica del processo capitalistico è D – M – D¹ ( denaro – merce – denaro uno ovvero più denaro) perché il denaro acquisito alla conclusione del ciclo è aumentato rispetto al denaro impiegato inizialmente per comprare la merce.<br>Il plusvalore. Marx parte dal presupposto che il valore di un bene sia dato dalla quantità di lavoro necessaria a produrlo (come già dicevano gli economisti classici Smith e Ricardo). Ora, il capitalista compra la forza-lavoro dell’operaio dandogli un salario. Se infatti il capitalista desse al salariato l’intero prodotto del suo lavoro, non ne avrebbe per sé alcun profitto. Egli invece paga solo in base a quanto occorre per il sostentamento dell’operaio. Da ciò si origina il plusvalore, che è quella parte del valore prodotto dal lavoro salariato (pluslavoro) di cui il capitalista si appropria. Ed è proprio il plusvalore che rende possibile l’accumulazione capitalistica, cioè la produzione del denaro col denaro.<br>Marx distingue poi tra capitale variabile (il capitale investito nei salari) e il capitale costante (quello investito nei macchinari e in tutto ciò che serve per far funzionare la fabbrica). Poiché il plusvalore nasce solo in relazione ai salari, ossia al capitale variabile, il saggio del plusvalore, ossia quant’è la percentuale del plusvalore, è dato dal rapporto tra il plusvalore e il capitale variabile. Ma il capitalista investe non solo in salari ma anche in impianti (il capitale costante), per cui il saggio del profitto, cioè quanto intasca il capitalista, deriva dal rapporto tra il plusvalore e il capitale variabile più quello costante. Di conseguenza il saggio di profitto sarà sempre minore rispetto al saggio del plusvalore.<br><br></div><div>La caduta tendenziale del saggio di profitto. Per ottenere una sempre maggiore produttività nel lavoro, vi è la necessità nell’economia capitalistica di introdurre nuovi e più efficienti metodi e strumenti di lavoro. Proprio l’aumento di produttività genera il fenomeno delle crisi cicliche di sovrapproduzione. Essa porta anche alla distruzione dei beni e alla disoccupazione. Genera altresì la caduta tendenziale del saggio di profitto. Con tale termine Marx intende quella legge per cui aumentando smisuratamente il capitale costante (macchine e materie prime) diminuisce il saggio di profitto cioè il guadagno del capitalista. La legge equivale ad un andamento decrescente ed essa è il "tallone d’Achille" del sistema capitalistico, infatti essa, mettendo in difficoltà la borghesia, finisce per produrre la scissione della società in sole due classi antagonistiche : un giorno vi saranno solo più pochi capitalisti da una parte e molti salariati sfruttati dall’altra. Ma ciò porterà, come accennato più sopra, all’inevitabile rovesciamento del capitalismo e alla rivoluzione proletaria con la vittoria finale del comunismo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-16 18:38:11 UTC</pubDate>
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         <title>Feuerbach: vita e opere</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>È la figura maggiore della Sinistra hegeliana ed è il fondatore dell’ateismo filosofico ottocentesco positivo.
<br>•• Ha come insegnante di filosofia all’Università di Berlino proprio Hegel, il quale tronca i suoi studi perché aveva notato una forte ostilità di pensiero circa le idee sulla religione esposte in uno dei primi scritti: Pensieri sulla morte e l’immortalità. Si ritira allora nella solitudine e nello studio. Tiene delle Lezioni sull’essenza della religione, evento reso possibile dagli eventi del 1848. Passa gli ultimi anni in miseria.
<br>•• All’inizio era fortemente hegeliano. Con la Critica della filosofia hegeliana se ne distacca totalmente. Scrive poi le Tesi provvisorie per la riforma della filosofia e i Principi della filosofia dell’avvenire. L’opera fondamentale è L’essenza del cristianesimo poi seguita dalla sempre importante L’essenza della religione. Le opere successive riprendono e ri-espongono le teorie contenute in questi scritti e sono: Lezioni sull’essenza della religione, Teogonia secondo le fonti dell’antichità classica ebraico-cristiana, Divinità, libertà e immortalità dal punto di vista dell’antropologia, Spiritualismo e materialismo, L’eudemonismo (postumo).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:24:56 UTC</pubDate>
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         <title>Dio come proiezione dell&#39;uomo</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo Feuerbach, Dio non è altro che l'essenza oggettiva del soggetto, cioè l'immagine riflessa, o la proiezione illusoria, di alcune qualità umane &lt;&lt; tutte le qualificazioni dell'essere divino sono qualificazioni dell'essere umano&gt;&gt;<br>Egli vede la religione come l'antropologia capovolta, ovvero intesa come &lt;&lt;la prima ma indiretta autocoscienza dell'uomo. Infatti&lt;&lt; come l'uomo pensa, quali sono i suoi principi, tale è il suo Dio. Tu conosci l'uomo dal suo Dio,e, reciprocamente, Dio dall'uomo&gt;&gt;. da ciò la possibilità di una riduzione in chiave antropologica, di tutti i dogmi teologici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:25:09 UTC</pubDate>
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         <title>Alienazione e Ateismo</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>il termine "alienazione" indica l'elemento patologico insito nell'oggettivazione religiosa, cioè nella condizione dell'uomo he si aliena proiettandosi fuori di sè come un vero e proprio "oggetto", per riconoscere quest'ultimo come una potenza superiore, cui si sottomette. In Feuerbach la presa di coscienza dell'alienazione genera la necessità dell'ateismo, che si identifica con la riappropriazione, da parte dell'uomo, della propria essenza alienata. l'ateismo , tuttavia, non ha un carattere puramente negativo, ma si presenta anche in positivo come una forma di "antropoteismo", cioè di riconoscimento di una nuova divinità: l'uomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:25:16 UTC</pubDate>
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         <title>La filosofia dell&#39;avvenire</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>questa espressione indica la nuova filosofia proposta da Feuerbach in antitesi alla veccia filosofia teologizzante e si identifica con una forma di "umanisimo naturalistico": umanismo perchè  rintraccia nell'uomo l'oggetto e il fine della riflessione filosofica; naturalistico perchè identifica tutta la realtà con la natura<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:25:24 UTC</pubDate>
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         <title>La Destra e la Sinistra hegeliana</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><em>Destra </em>-&gt; si sviluppa in campo religioso. Vedevano Hegel come un rigido assertore dello Stato prussiano e della religione. Quindi miravano a celebrare la monarchia e lo Stato prussiano, la Chiesa cattolica e protestante, cercando di conciliare l'idea di Dio con la filosofia dell'Idealismo;</li><li><em>Sinistra</em> -&gt; mirò a risolvere anche il problema economico-sociale. Vedevano Hegel come un rivoluzionario per il suo ritmo dialettico, che vede la realtà in continua trasformazione e senza garanzia di sicurezza per nessuna istituzione. Essi definiscono che in un divenire assoluto ogni istituzione sociale, morale, religioso, è destinata a perire.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:31:11 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;emancipazione dall&#39;hegelismo</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Feuerbach accusa Hegel di aver divinizzato la Ragione dandole quegli stessi attributi di infinità e assolutezza che la ragione tradizionale assegnava a Dio. Per esistere bisogna essere concreti e reali, materiali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:31:29 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Ho per caso dimostrato che Dio non esiste&quot;</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Homer dimostra a Ned Flanders che Dio non esiste.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/yPW-6kJf0mo" />
         <pubDate>2018-01-11 17:32:00 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;NOI SIAMO INFINITO&quot;</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/220694475</link>
         <description><![CDATA[<div>L'uomo come individuo si sente debole e limitato; come specie si sente infinito e onnipotente.<br>•Ma su che base si può sostenere l’<strong>identità Dio-uomo</strong>? L’uomo è finito, mentre Dio è concepito dalla fede come infinito. </div><div>•Feuerbach è costretto a dire che ciò che l’uomo proietta <strong>in Dio</strong> non è il suo essere individuale ma l’essere della <strong>specie umana</strong>:<strong> </strong></div><div>•<strong>infinito, onnipotente e onnisciente</strong> non è l’individuo ma l’intera umanità.</div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/ueZ3ioonBtc" />
         <pubDate>2018-01-11 17:32:22 UTC</pubDate>
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         <title>Ateismo</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Feuerbach l'<strong>ateismo</strong> si configura come un atto di onestà filosofica e come un vero e proprio <strong>dovere</strong> <strong>morale</strong>. E' ormai venuto il tempo, secondo Feuerbach, che l'uomo recuperi<em> in sé</em> i predicati positivi che ha proiettato <em>fuori di sé</em>, in quello specchio illusorio e astratto della propria esistenza che è Dio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:32:35 UTC</pubDate>
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         <title>Alienazione</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Qualunque sia l'origine della religione, è certo, secondo Feuerbach, che essa costituisca una sorta di <em>alienazione</em>, dove con tale termine il filosofo intende quello stato patologico per cui l'uomo, <em>"sciendendosi"</em>,<em> </em>o<em> "alienandosi", </em>proietta fuori di sé  una potenza superiore (Dio) alla quale si sottomette.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:32:39 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;L&#39;uomo è ciò che mangia.&quot;</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/220694704</link>
         <description><![CDATA[<div>L'uomo è fatto delle sostanze di cui si nutre, quindi di cose materiali (<em>filosofia materialistica</em>), egli è fatto <em>di carne e di sangue</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:32:51 UTC</pubDate>
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         <title>La filosofia dell&#39;avvenire</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>La nuova filosofia, ha la forma di un <strong>umanismo naturalistico</strong>: "umanismo" perché fa dell'<strong>uomo</strong> l'oggetto e lo scopo del discorso filosofico; "naturalistico" perché da della <strong>natura </strong>la realtà primaria da cui tutto dipende, anche l'uomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 17:33:17 UTC</pubDate>
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         <title>SIAMO CHI SIAMO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-11 17:33:35 UTC</pubDate>
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         <title>Adam Smith</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Adam Smith (1723-1790) è con Ricardo l'esponente più importante dell'economia classica.<br>L'opera più importante di Smith è intitolata <em>Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1776">1776</a>).&nbsp;<br>Le sue tesi principali sono:<br>a) la ricchezza delle nazioni deriva dalla loro produttività, mentre il lavoro immateriale vi concorre soltanto indirettamente.<br>b) la ricchezza di una nazione è tanto maggiore quanto minore è la massa di oziosi.<br>c) lo Stato deve lasciare gli individui liberi di lavorare. Grazie alla cosiddetta "mano invisibile"(una sorta di provvidenza) lo sforzo del singolo si manifesterà anche sull'intera società.<br><br>Smith è considerati il teorico fondamentale del liberismo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:39:40 UTC</pubDate>
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         <title>David Riccardo</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>David Riccardo (1772-1823) è il teorico del libero scambio all'interno della nazione e tra le nazioni. Egli riteneva che il prezzo migliore per le merci è quello che si realizza in un libero mercato, attraverso il libero gioco della domanda e dell'offerta. <br><br>La teoria del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salario">salario</a> di Ricardo è per certi aspetti simile a quella di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adam_Smith">Adam Smith</a> e per altri, invece, se ne discosta<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/David_Ricardo#cite_note-10">[10]</a>. Essa può essere rappresentata con riferimento a quattro punti essenziali:<br>a)come in Smith, c'è in Ricardo l'idea di un saggio del salario minimo, che per Ricardo corrisponde a ciò che è necessario per la sussistenza del lavoratore e della sua famiglia;<br>b)come in Smith, se il saggio del salario si mantiene al suo livello minimo la popolazione lavoratrice tende a rimanere stazionaria, tende invece ad aumentare se il salario sale al di sopra della sussistenza;<br>c)diversamente da Smith, non c'è in Ricardo un esplicito riferimento alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Potere_contrattuale">forza contrattuale</a> dei lavoratori rispetto ai datori di salario quale circostanza che influisce sul livello dei salari;<br>d)diversamente da Smith, il livello naturale del salario è identificato con la sussistenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:39:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 15:40:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 15:40:41 UTC</pubDate>
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         <title>La “piramide del capitalismo” in un’immagine satirica di inizio Novecento</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 15:41:03 UTC</pubDate>
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         <title>                                                                             PROUDHON</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/222473457</link>
         <description><![CDATA[<div>Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865) elaborò una forma di socialismo antiborghese e anarchico. Dal punto di vista economico analizzò la natura e i problemi dell'economia capitalistica. Da Che cos'è la proprietà? alla pubblicazione postuma di La teoria della proprietà, dichiarò che "la proprietà è un furto" e "la proprietà è libertà". Quando infatti disse "la proprietà è un furto", si riferiva ai possidenti terrieri e ai capitalisti i cui proventi considerava come furti nei confronti dei lavoratori. Nell'affermare che "la proprietà è libertà", si riferiva invece non solo al prodotto del lavoro individuale, ma anche a quello di contadini e artigiani che ricavano beni dalla vendita dei propri servizi e del proprio surplus. Per Proudhon l'unica e legittima fonte di proprietà è il lavoro. E perciò non approvava che la società possedesse tutti i mezzi di produzione o tutti i beni terrieri, ma proponeva  piuttosto che chi ne fruisce li possegga (sotto il controllo da parte della società, tramite le regolazioni di mercato.  La summa del suo pensiero politico si trova nell'opera "Del Principio Federativo ", pubblicata pochissimi anni prima di morire. In essa definisce il federalismo come teoria dello stato basato sul contratto politico (o di federazione). Afferma che lo stato, per essere coerente con il suo principio, deve equilibrare nella legge l'autorità con la libertà e che questo si ottiene ponendo a perno del loro equilibrio il contratto politico o di federazione fra le persone responsabili. È cosiderato il padre del federalismo integrale. Nella Célébration du Dimanche definì la proprietà privata come l'ultimo dei falsi dèi, in quanto è un ostacolo all'uguaglianza fra gli uomini, cioè alla giustizia. In realtà ciò che Proudhon vuole combattere è soltanto la proprietà come mezzo di sfruttamento di altri uomini: i mezzi di produzione e la casa da abitare devono appartenere a chi li adopera, finché li adopera. Nella sua forma di governo ideale, egli rifiuta la presenza di uno stato perché considerato un'istituzione assurda, finalizzata semplicemente allo sfruttamento del lavoro altrui da parte di alcuni uomini. Egli rifiuta ogni tipo di potere al di sopra dell'individuo, ivi compreso Dio che, in ambito religioso, è esattamente come lo stato in ambito politico e la proprietà in quello economico: istituzioni illegittime finalizzate al controllo degli altri uomini ed al loro sfruttamento.<strong>  L’anarchia è una forma di governo o di costituzione nella quale la coscienza pubblica e privata, formata dallo sviluppo della scienza e del diritto, basta da sola a mantenere l’ordine ed a garantire tutte le libertà.  </strong><br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:43:44 UTC</pubDate>
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         <title>                                                                       SAINT-SIMON</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/222473514</link>
         <description><![CDATA[<div> Claude-Henri de Rouvroy de Saint-Simon (1760-1825) é uno dei cosiddetti "<strong>socialisti utopistici</strong>", come li definì Marx, per contrapporli al suo "<strong>socialismo scientifico</strong>"; i socialisti utopistici, infatti, non prevedevano il raggiungimento dei loro obiettivi sociali con la rivoluzione (come sosterrà invece il socialismo scientifico di Marx), bensì progettavano a tavolino delle società utopiche e le presentavano ai ceti dominanti, sperando che essi volessero metterle in atto: ovviamente si tratta solo di un'utopia, in quanto le classi dominanti non concederanno mai quanto richiesto da questi socialisti. Tuttavia il motivo per cui non penseranno ad un'azione rivoluzionaria, come farà invece Marx, é piuttosto semplice: a quei tempi stava appena nascendo e non aveva ancora preso piena coscienza di sè l'attore principale della rivoluzione prevista da Marx: il proletariato. Saint-Simon nacque a Parigi da nobile famiglia e, dopo aver partecipato alla guerra d'indipendenza americana e alla rivoluzione del 1789, costituì una società d'affari con il conte di Redern, si arricchì, ma successivamente sperperò i suoi beni viaggiando per l'Europa. Ormai in povertà, iniziò a comporre scritti in cui formulò i suoi progetti di riorganizzazione della società. Nell' <em>Abbozzo di una nuova enciclopedia</em> (1810) sostenne che l'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert aveva distrutto il sapere proprio dell'epoca teologico-feudale, mentre una nuova enciclopedia sarebbe stata alla base della nuova società fondata sull'industria . Secondo Saint-Simon la Rivoluzione francese ha seppellito il vecchio mondo dato che ha rappresentato un' <em>epoca critica</em> che ha comportato la dissoluzione della precedente <em>epoca organica</em> , fondata sul sapere teologico e organizzata su basi feudali. La crisi é foriera non di morte, ma di salute, ovvero prepara il terreno alla costituzione di una nuova epoca organica, fondata su un corpo sistematico di credenze, diverso da quello che reggeva l'antica società: infatti il suo nucleo non può più essere fornito dalla religione; per riorganizzare la società, al posto della fede, deve subentrare la scienza . La società moderna é infatti caratterizzata da un nuovo elemento, l'industria, sorta dal progresso scientifico e dalle sue applicazioni tecniche. Nella nuova epoca industriale, il cui scopo sono le attività produttive, la posizione che nelle precedenti società aristocratiche, fondate sulla guerra, era occupata dalla nobiltà feudale, é ora assunta dalle nuove classi produttive. Nella nuova epoca il potere temporale é destinato a passare nelle mani della nuova classe degli industriali, i quali essendosi mostrati capaci di dirigere la produzione nei vari settori ed essendo i legittimi rappresentanti degli interessi di tutte le classi produttrici, devono anche assumere la direzione della vita pubblica, in virtù di un potere fondato non sulla costrizione, ma sul consenso. Ma nel tratteggiare la sua società tecnocratica, Saint-Simon commette un grave errore: egli infatti si scaglia contro i ceti parassitari e sostiene che la società debba essere amministrata dagli "industriali", ovvero dagli imprenditori e dai lavoratori, senza differenza: Saint-Simon non vede quello scontro di classe tra proletariato e borghesia che sta alla base della società moderna e che Marx vedrà benissimo. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:43:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:55:04 UTC</pubDate>
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         <title>WHERE&#39;S THE REVOLUTION </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/222479093</link>
         <description><![CDATA[<div>Traduzione della canzone dei Depeche Mode.<br>Sei stato contenuto <br>Sei stato maltrattato <br>Ti hanno mentito <br>Ti hanno fornito verità <br>Chi sta prendendo le vostre decisioni? <br>Voi o la vostra religione <br>Il tuo governo, i vostri paesi <br>Voi drogati patriottici<br><br></div><div>Dov'è la rivoluzione? <br>Forza, gente <br>Mi state deludendo <br>Dov'è la rivoluzione? <br>Forza, gente <br>Mi state deludendo<br><br></div><div>Ti hanno pisciato addosso <br>Per troppo tempo <br>Diritti abusati <br>Le vostre opinioni sono state rifiutate <br>Vi manipolano e minacciano <br>Con il terrore come arma <br>Vi spaventano fino a rendervi stupefatti <br>Vi sfiniscono fino a portarvi dalla loro parte<br><br></div><div>Dov'è la rivoluzione? <br>Forza, gente <br>Mi state deludendo <br>Dov'è la rivoluzione? <br>Forza, gente <br>Mi state deludendo<br><br></div><div>Il treno è in arrivo <br>Il treno è in arrivo <br>Il treno è in arrivo <br>Il treno è in arrivo <br>Quindi, salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo<br><br></div><div>ronzio del motore <br>ronzio del motore <br>ronzio del motore <br>ronzio del motore <br>Quindi, salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo<br><br></div><div>Il treno è in arrivo <br>Il treno è in arrivo <br>Il treno è in arrivo <br>Il treno è in arrivo <br>Quindi, salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo<br><br></div><div>ronzio del motore <br>ronzio del motore <br>ronzio del motore <br>ronzio del motore <br>Quindi, salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo <br>Salite a bordo<br><br></div><div>Dov'è la rivoluzione? <br>Forza, gente <br>Mi state deludendo <br>Dov'è la rivoluzione? <br>Forza, gente <br>Mi state deludendo<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:55:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 15:56:48 UTC</pubDate>
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         <title>Concetto dell&#39;unione fra teoria e prassi. (Grillo)</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div> Prassi deriva da l greco praxis (compiere) e nel marxismo non è </div><div>altro che la tendenza a rivoluzionare la società. Ciò che Marx critica ai filosofi che lo hanno preceduto è il non aver saputo indirizzare il loro pensiero verso un risvolto pratica e l'essersi concentrati su conoscerer più che sull'agire. A tal proposito Engels pronuncerà le seguenti parole sulla </div><div>tomba dell’amico Karl: “lo scienziato non era neppure la meta di Marx...Perché Marx era prima di tutto un rivoluzionario”. L’ideale, secondo Marx, era infatti l’unione tra teoria e prassi.  <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:57:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <title>orefice</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>DEL PRETE</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>PEZZELLA<br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>DIRASCO</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:58:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>VARDARO</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:58:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>VARRACCHIO</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:58:47 UTC</pubDate>
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         <title>il quarto stato</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>PEZZELLA<br>Il quarto stato raffigura un gruppo di braccianti che marcia in segno di protesta in una piazza. Intende celebrare l'imporsi della classe operaia, il «quarto stato» per l'appunto, a fianco al ceto borghese. In primo piano, davanti alla folla in protesta, sono definiti tre soggetti, due uomini ed una donna con un bambino in braccio. A destra della donna procede quello che probabilmente è il protagonista della scena, un «uomo sui 35, fiero, intelligente, lavoratore» che, con una mano nella cintola dei pantaloni e l'altra che regge la giacca appoggiata sulla spalla, procede con disinvoltura, forte della compattezza del corteo. Alla sua destra vi è un altro uomo che avanza muto, pensoso, con la giacca fatta cadere sulla spalla sinistra. La quinta costituita dal resto dei manifestanti si dispone sul piano frontale: quest'ultimi rivolgono lo sguardo in più direzioni, suggerendo di avere il pieno controllo della situazione. Tutti i contadini compiono gesti molto naturali: di questi, taluni reggono bambini in braccio, altri appoggiano la mano sugli occhi per ripararli dal sole, ed altri ancora, semplicemente, guardano diritti davanti a loro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:59:07 UTC</pubDate>
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         <title>il socialismo criticato da marx</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>grillo  </div><div><strong>Il socialismo prima di Marx</strong></div><div><strong>Saint-Simon (1760-1825)</strong></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="null" width="192" height="140"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Con lo sviluppo del capitalismo, al posto dei vecchi ceti privilegiati (nobili e possessori di rendite) acquistarono maggiore prestigio il</div><div><em>“lavoro”</em>, le capacità tecniche e intellettuali. Un personaggio importante per questa nuova visione “borghese”, ancora aperta in alcuni casi alle istanze democratiche dei lavoratori, si rivelò essere Saint-Simon, che comprese l’importanza dei nuovi ceti imprenditoriali. Nella sua opera principale, il <em>Nuovo Cristianesimo</em> (1825) espresse aspirazioni associazionistiche e comunitarie. Nella sua celebre <em>Parabola</em> (1819) scriveva: “Supponiamo che la Francia perda all’improvviso i suoi migliori tremila sapienti, artisti, artigiani. Questi uomini sono i produttori più necessari alla Francia, forniscono i beni più importanti, dirigono i lavori più utili per la nazione e la rendono feconda nelle scienze, nelle arti, nelle manifatture e nei mestieri: sono realmente il fiore della società francese”.</div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="null" width="196" height="44"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Saint-Simon, con le sue polemiche contro le strutture dello stato, contro la burocrazia e i proprietari parassitari, rappresentò la contrapposizione tra lavoro produttivo e sfruttamento passivo, e l’avversione ai poteri dello stato rappresentante dei ceti privilegiati. La nuova società nascente si basava su scienziati, professionisti, banchieri, fabbricanti, artigiani, negozianti; non più su nobili e proprietari (e nemmeno su contadini e operai).</div><div>Le sue idee esercitarono notevoli influssi, legandosi poi a tendenze egualitarie emerse dalla Rivoluzione francese (ad esempio, quelle di Babeuf) e alle prime teorie economiche capitalistiche (Smith, Malthus, Ricardo).</div><div> </div><div><strong>Robert Owen (1771-1858)</strong></div><div>Uno dei pionieri dell’attività sindacale inglese fu senz’altro Owen, direttore e proprietario di un grande stabilimento tessile scozzese. Filantropo, si accorse che la produttività aumentava considerevolmente quando gli operai non venivano sottoposti a uno sfruttamento troppo intenso e quando venivano istruiti. Owen, puntando sulla cooperazione sull’istruzione, realizzò negli Stati Uniti una comunità sperimentale, chiamata <em>New Harmony </em>(1825), regolata sui suoi principi. Non ebbe il successo sperato e tornò quindi in Inghilterra, dove si dedicò alle <em>Trades unions</em>, (organizzazioni sindacali), e al movimento cooperativistico, che portò alla realizzazione di molte cooperative di consumo.</div><div>Su queste basi si diffuse anche il successivo movimento del <em>cartismo</em>, che rivendicava uno statuto (<em>People’s Chartes</em>) che coniugava istanze sociali a richieste politiche (suffragio universale maschile, elezioni annuali). Il movimento si diffuse tra il 1836 e il 1848.</div><div> </div><div><strong>Charles Fourier (1772-1837)</strong></div><div>Discepolo di Saint-Simon, scrisse alcune opere, tra cui <em>La fausse industrie</em> che proponeva una visione di tipo cooperativistico. In opposizione all’ideale della libera concorrenza capitalistica, proponeva come modello di una nuova organizzazione della società i <em>falanstieri</em>, utopistiche comunità formate ciascuna da 810 uomini e 810 donne, che avrebbero dovuto realizzare l’armonia sociale. Queste comunità avrebbero dovuto dedicarsi alle libere attività agricole, più che ai monotoni lavori industriali: in questo Fourier si mostrò in grado di cogliere il pericolo dell’alienazione insito nello sviluppo del mondo industriale.</div><div> </div><div><strong>Pierre Joseph Proudhon (1809-1865)</strong></div><div>Questo filosofo divenne celebre come socialista utopista. Scrisse <em>Che cos’è la proprietà? </em>(1840) e sostenne, con grande scandalo, che “la proprietà è un furto”. Pur criticando l’organizzazione del credito e l’usura, va considerato portavoce non delle istanze dei lavoratori più poveri, ma della piccola borghesia mercantile ed agraria, spingendo all’estremo le aspirazioni individualistiche fino a forme anarchiche.</div><div> </div><div><strong>Louis Blanc (1813-1882)</strong></div><div>Nel suo testo <em>L’organizzazione del lavoro</em> (1841) prospettò come rimedio alla disoccupazione e alle difficoltà legate alle crisi economiche l’istituzione di industrie finanziate dallo stato e gestite dai lavoratori. Lo stato doveva avere una funzione fondamentale nella pianificazione economica e nello sviluppo dei servizi sociali. La democrazia rimaneva però (a differenza di altri sansimoniani) un valore fondamentale. Avversario della lotta di classe, è considerato uno dei primi sostenitori del <em>socialismo di stato</em>, e le sue idee avranno ripercussioni sulla situazione parigina del 1848.</div><div> </div><div><strong>Auguste Blanqui (1805-1881)</strong></div><div>Esponente di una dottrina della dittatura rivoluzionaria, desunta nelle linee essenziali da Babeuf e Buonarroti. Credeva fermamente nell’efficacia di un piccolo partito armato, fortemente disciplinato, organizzato per la rivoluzione e destinato ad instaurare una dittatura che avrebbe educato il popolo, in vista dell’istituzione del nuovo sistema sociale socialista. Fondò, tra l’altro, la <em>Società segreta delle famiglie </em>e poi quella<em> delle stagioni</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 15:59:14 UTC</pubDate>
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         <title>La causa dell&#39;alienazione - Mellone</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il suo pensiero si sviluppa dal contatto e poi dal contrasto con la filosofia di Hegel.<br>Si distacca dalla sinistra hegeliana, distinguendosi per il carattere antiteoretico e l’impegno volto a promuovere l’emancipazione della classe proletaria.<br>Il punto di partenza è la rivendicazione dell’uomo, critico nei confronti dell’idealismo hegeliano.<br>Secondo Hegel la Dialettica è il metodo di investigazione della verità mediante l'analisi critica di argomenti e ipotesi opposte. <br>Per il filosofo idealista Hegel la dialettica non è illusoria, perché riguarda lo sviluppo della realtà intesa come realtà razionale: dalla contraddizione fra una tesi e un'antitesi si genera una sintesi, cioè una verità superiore rispetto ai due poli opposti. Tale sviluppo non riguarda solo il pensiero dell'uomo, ma la realtà tutta<br>Ribaltando l'approccio hegeliano, Karl Marx applicò il concetto di dialettica ai processi economici e sociali: la contraddizione dialettica non è contraddizione fra concetti che si sviluppano poi nella realtà, ma consiste anzitutto nell'opposizione, intesa in senso materialistico, fra classi antagonistiche nella storia e inoltre fra le forze produttive e i rapporti di produzione che contraddistinguono i diversi modi economici di produzione (vedi Struttura e sovrastruttura).<br>L’uomo si distingue dall’animale quando comincia a produrre i propri mezzi di sussistenza: il lavoro e la produzione non sono quindi una condanna, bensì sono l’uomo stesso. <br>Il lavoro è l’unica manifestazione della libertà umana.<br>Tuttavia, la condizione dell’uomo nella società capitalistica è caratterizzata da Marx, come Alienazione: <strong>Marx vi trova uomini non realizzati ma alienati, espropriati del proprio valore di uomini a causa dell’espropriazione o alienazione del loro lavoro.</strong><br>Il prodotto del lavoro dell’uomo, viene alienato dallo stesso uomo perché diventa proprietà privata dell’altro sotto forma di capitale. Non è l’operaio che adopera i mezzi di produzione ma viceversa.<br>Costituendo il lavoro l’essenza dell’uomo, ma essendo egli alienato nel lavoro, è alienato da sé: Autoalienazione.<br>Quella che si verifica è anche alienazione politica: c’è contrasto tra uomo “bourgeois” (società borghese) e l’uomo “citoyen” (società politica).<br>L’alienazione nella sfera della coscienza invece, comporta l’alienazione religiosa. Marx considera la religione come l’immagine di un mondo rovesciato in cui, al posto dell’uomo reale, è stata messa l’essenza astratta dell’uomo.<br>La religione è l’oppio dell’uomo: l’opera di un’umanità sofferente e oppressa costretta a cercare consolazione nell’universo immaginario della fede.<br>La storia è giunta, con la formazione del proletariato, all’estrema disumanizzazione dell’uomo.<br><br><strong>Jugband Blues - Pink Floyd<br><br></strong>È molto cortese da parte vostra pensarmi qui<br>E vi sono molto grato per aver chiarito<br>che io non sono qui<br>Ed io non sapevo che la stanza potesse essere così grande<br>E non sapevo che la stanza potesse essere così triste<br>E vi sono grato per aver gettato via le mie vecchie scarpe <br>Ed avermi portato qui invece vestito di rosso<br>E mi chiedo chi stia scrivendo questa canzone<br><br>Non mi importa se il sole non splende<br>E non m'importa se nulla è mio<br>E non m'importa se sono nervoso con te<br>Amerò d'inverno<br><br>Ed il mare non è verde<br>Ed io amo la regina<br>E cos'è esattamente un sogno?<br>E cos'è esattamente uno scherzo?</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 16:00:07 UTC</pubDate>
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         <title>il deficit, il debito pubblico, il default, recessione, depressione</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 16:00:24 UTC</pubDate>
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         <title>le tasse</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 16:00:29 UTC</pubDate>
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         <title>cos&#39;è la moneta?</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 16:00:47 UTC</pubDate>
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         <title>proletari di tutto il mondo unitevi</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>spiegazione del manifesto di Marx Engels<br><a href="https://padlet.com/federicasalzano54/gbcbeg7s87xv">https://padlet.com/federicasalzano54/gbcbeg7s87xv</a><br>SALZANO</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 16:01:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-01-18 16:01:32 UTC</pubDate>
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         <title>MARX E L&#39;ALIENAZIONE CONFRONTO CON HEGEL E FEUERBACH</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Alienazione</strong></div><div>Per “alienazione” Marx intende la condizione dell’operaio salariato nella società capitalistica, il quale, a causa della proprietà privata, si trova scisso, o separato, sia rispetto al <em>prodotto</em> della sua attività (che appartiene al capitalista), sia rispetto all’<em>attività</em> stessa (che assume la forma di un lavoro costrittivo, in cui l’operaio è reso “strumento” di fini estranei), sia rispetto alla propria <em>essenza</em> (che lo vorrebbe lavoratore libero e creativo), sia rispetto al suo <em>prossimo</em> (innanzitutto al capitalista e, di conseguenza, all’intera umanità).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 16:01:44 UTC</pubDate>
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         <title>CRITICA ALLO STATO MODERNO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>GRILLO <br>Secondo Marx in tempi moderni si è verificata la scissione tra società civile e Stato; infatti mentre nella polis greca non c’era differenza tra io privato e io pubblico, nel mondo moderno ml’uomo deve vivere due vite: una in terra come borghese (mirando solo ai propri interessi) e una in cielo come cittadino (mirando all’interesse comune). Tuttavia Marx giudica il cielo dello Stato un’illusione  perché lo Stato non si occupa del bene comune, ma al contrario degli interessi dei pochi, delle classi sociali più elevate.<br><br></div><div>Ne è un esempio la Rivoluzione Francese che ha portato ad un’eguaglianza formale di fronte alla legge, ma ad un divario sostanziale tra le varie classi sociali sempre più ampio. La società post-rivoluzionaria è la società dell’egoismo reale e della fratellanza illusoria, gli uomini con diversi condizioni civili ci consolano pensando di essere uguali di fronte allo Stato, mentre invece il capitalismo non è altro che il trionfo della diversità. L’errore dello Stato moderno sta nell’aver riconosciuto valori come la libertà individuale e la proprietà privata incoraggiando l’individualismo e la guerra di tutti contro tutti. <br><br></div><div>Al contrario Marx rifiuta ogni aspetto della civiltà liberale, affermando che ci deve essere una compenetrazione perfetta tra individuo e comunità e che bisogna mirare alla conquista della vera uguaglianza eliminando le disuguaglianze reali e in particolare la proprietà privata. La soluzione per attuare questo progetto sta nel’avere fiducia nel motore della rivoluzione socialista: il proletariato, poiché è la classe priva di proprietà che potrà debellarle, priva di potere politico che potrà portare al suffragio universale e mirare ad una democrazia non più formale ma sostanziale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 16:01:55 UTC</pubDate>
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         <title>Marx la critica al misticismo logico</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 16:02:29 UTC</pubDate>
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         <title>TEOLOGIA MASCHERATA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>La critica di Feuerbach a Hegel.<br><br>Per Feuerbach, che pure era stato hegeliano, la teologia di Hegel è una TEOLOGIA MASCHERATA e RAZIONALIZZATA. Per Feuerbach Dio non è altro che una proiezione illusoria dei desideri dell'uomo, che non potendo desiderare cose terrene, avviliti dalla realtà, proiettano tutte le loro speranze in un mondo altro e migliore. Dio quindi non è altro che lo specchio dell'uomo, ed il mistero della teologia deve rivelarsi nell'antropologia.  Hegel aveva insomma idealizzato anche Dio, che creava secondo il filosofo l'intera natura. <br>La nuova filosofia di Feuerbach invece cerca di far tornare al centro dell'attenzione l'uomo, che viene non più considerato come astratta individualità , ma piuttosto come essere che vive, che soffre e che ha dei bisogni dai quali si sente dipendente: un essere insomma che è condizionato dalle sue passioni terrene.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 16:02:36 UTC</pubDate>
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         <title>La classe operaia va in paradiso</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/222483278</link>
         <description><![CDATA[<div>VARDARO<br><br>Lulù è un metalmeccanico così veloce nel lavoro che il padrone esige dagli altri lo stesso ritmo. Quando però una macchina gli trancia un dito, passa dalla parte dei compagni in sciopero. Licenziato, viene riassunto per opera dei sindacalisti, ma - divenuto un po' folle - farnetica d'un paradiso che oltre un muro attende la classe operaia.<br>                   Sara Brasiello</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-18 16:03:02 UTC</pubDate>
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         <title>appunti per gli studenti per la verifica orale</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/ag1vpc5flp39/wish/223273750</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Osservando la realtà sociale in cui viveva e in cui erano in atto profondi cambiamenti dovuti alla crescente industrializzazione, Marx si chiedeva:<br><br>1)Come mai il lavoro, che dovrebbe essere il segno distintivo  del valore e della nobiltà dell’uomo, rende il lavoratore  simile alla bestia?<br><br></div><div>2)Perché, nella società capitalistica, l’uomo subisce un processo di alienazione (cioè perde la sua identità  più genuinamente umana)?<br><br></div><div>3)E’ un fenomeno necessario  e inevitabile o è possibile sanare questa profonda ingiustizia?<br><br></div><div>4)E’ possibile  una società giusta senza  sfruttatori e sfruttati?<br><br></div><div><br>La filosofia di Marx possiede due caratteristiche principali:</div><div>1.     costituisce una sorta di analisi della società e della storia, che si estende al mondo della borghesia, in tutte le sue espressioni. Infatti, proprio perché Marx si occupa di analizzare tutti gli aspetti della società viene considerato il padre della sociologia.</div><div>2.     Offre un interpretazione dell’uomo e del suo mondo. Infatti, nel discorso che Engels pronunciò al funerale dell’amico, diceva che neanche uno scienziato era ai livelli di Marx perché lui è prima di ogni cosa un rivoluzionario, infatti per tutta la sua vita Marx è rimasto fedele all’ideale dell’unione tra teoria e prassi (sapere +. Azione)</div><div>3.     Ma, la principale caratteristica che differenzia la filosofia di Marx da quella di altri filosofi come Hegel, consiste nel fatto che Marx si propone di mettere in atto l’incontro tra realtà e razionalità attraverso la prassi, costruendo una nuova società; mentre Hegel l’aveva solo pensato. La filosofia di Marx risente dell’influenza di tre principali tendenze culturali:</div><div>1.  la filosofia classica tedesca, attingendo alcune idee da Hegel a Feuerbach</div><div>2.  l’economia classica da Smith a Ricardo, infatti Marx parte dall’approfondita conoscenza del sistema liberale, nonostante non lo sostenesse.</div><div>3.  Il pensiero socialista da Saint Simon a Owen</div><div>Per Marx i filosofi fino a questo momento storico hanno interpretato il mondo  ora devono cambiarlo: in altre parole la filosofia  e cioè la dialettica non deve limitarsi a riflettere la realtà, ma deve agire su di essa fino a rovesciarne il processo storico.</div><div>Infatti secondo Marx l’uomo deve eliminare gli ostacoli che impediscono all’uomo di soddisfare i bisogni, da qui nasce quell’azione  umana  nella storia che Marx chiama la prassi che rovescia, cioè la molla della sua dialettica, totalmente diversa da quella hegeliana. Perché per Marx la filosofia non deve essere più Idea ma azione, non si deve più contemplare ma lottare.</div><div>Dal punto di vista dialettico, l’alienazione è il termine che Marx usa per affermare la negazione dell’essenza umana; per Marx l’uomo può «riappropriarsi di se stesso» negando la negazione, ovvero attuando un radicale cambiamento politico ed economico che abolisca il fondamento materiale dell’alienazione: la proprietà privata.</div><div>La dialettica hegeliana, in questa prospettiva, non è più la legge del divenire dello spirito, poiché per Marx non esiste una ragione che governa il mondo e la storia: è da intendere invece come strumento di pensiero e di pratica rivoluzionaria. La dialettica di Marx, rispetto a quella di Hegel, è una dialettica rovesciata, ovvero interpretata in senso materialistico: le idee e i sistemi di idee non sono dotati di autonomia reale. Ciò significa contestare la prospettiva hegeliana secondo cui la storia rappresenta il progresso dello spirito. Per Marx non è la coscienza (la produzione e lo sviluppo delle idee) a determinare la vita (l’insieme dei rapporti economici, sociali e politici tra gli uomini), ma è la vita che determina la coscienza.</div><div><br></div><div>Per Marx le ideologie sono sistemi di idee (valori, norme etiche, concezioni della natura, dell’uomo o della divinità ecc.) particolari e relativi, che invece si presentano come assoluti: vengono elaborate con l’intento di spiegare la realtà, ma finiscono con il riflettere gli interessi e la mentalità di coloro che le hanno pensate. Di fatto le ideologie sono usate dalle classi dominanti come strumenti per esercitare l’egemonia sulla cultura: grazie a esse, influenzano il modo di pensare delle classi dominate, riuscendo a presentare la propria visione della realtà come vera e necessaria. Ma le ideologie sono, innanzitutto, autoinganni: ciò significa che – al di là dell’intenzione con cui vengono elaborate – sono comunque visioni della realtà «astratte», parziali. Esempi di ideologia sono la pretesa dell’aristocrazia che i suoi privilegi abbiano una base naturale, o l’idea che il diritto di proprietà sia naturale: in realtà quest’ultima credenza è  il risultato di uno sviluppo storico di cui ha beneficiato una classe (la borghesia), e infatti è formulato in maniera tale da costituire una difesa dell’organizzazione borghese della proprietà privata</div><div> </div><div>Dunque se l’idealismo  considerava la realtà espressione dell’Idea per Marx la realtà è materia, cioè natura in continuo svolgimento e progresso,,,, cioè un <em>materialismo dialettico</em>, perché  materia in perpetua evoluzione, che si attua attraverso un ritmo di tesi, antitesi e sintesi.</div><div>LA TESI è l’uomo  con tutti i suoi bisogni e appetiti</div><div>L’ANTITESI è formato da tutto ciò che si oppone  al soddisfacimento di queste esigenze.</div><div>LA SINTESI è  il processo di superamento  di tali ostacoli.</div><div>Nella concezione materialistica della storia l’uomo è considerato a partire dalla sua esistenza concreta: l’indagine è incentrata sull’aspetto fisico ed economico della vita umana: il lavoro è inteso come «totalità delle attività vitali dell’uomo». Tale materialismo è detto storico perché intende analizzare l’agire dell’uomo nella sua dimensione storica e sociale.</div><div> </div><div> </div><div><br></div><div>Ecco perché la storia  non è dominata da esigenze spirituali ma  condizionata da elementi economici, quali:</div><div>-mezzi di produzione</div><div>-distribuzione delle ricchezze</div><div>- rapporti tra le varie classi</div><div>-sviluppi della tecnica</div><div>Questi rappresentano la <em>struttura (</em>ossatura) del processo storico che caratterizzano l’ambiente sociale.</div><div>Poi lo stesso ambiente sociale  dà luogo a determinate <em>sovrastrutture</em> (arte, religione,cultura) che si sviluppano solo se le strutture economiche  sono determinanti.</div><div>Dunque il vero motore della storia è l’<em>economia</em>  intesa come attività di produzione e distribuzione dei beni materiali, tutto il resto se vuole sopravvivere deve nutrirsi alla sua fonte.</div><div>Marx presenta la storia umana come una successione di modi di produzione, ognuno dei quali è caratterizzato da una diversa organizzazione della proprietà..</div><div><br>Il processo storico va dunque interpretato attraverso elementi economici, che Marx definisce  materiali in quanto l’economia ha come suo oggetto la natura degli uomini e delle cose e cioè la materia: questo spiega come tale interpretazione economica assuma il nome di <em>materialismo storico</em>.</div><div>In base a tali premesse Marx divide la storia i n cinque periodi:</div><div>1)regime di comunità primitiva &gt;TUTTO è DI TUTTI</div><div>2)regime schiavistico&gt; PADRONI\SCHIAVI</div><div>3)società feudale&gt; I SERVI DELLA GLEBA lavorano il feudo che dà loro il SIGNORE</div><div>4)Periodo capitalistico borghese CAPITALISTI\PROLETARI</div><div>5) società proletaria</div><div><br></div><div>Ogni epoca storica , come si è visto, ha prodotto  in sé i germi  della propria dissoluzione: l’economia schiavista  ha generato il feudalesimo da cui è stata uccisa; il feudalesimo  ha prodotto la borghesia che doveva rovesciarlo. A sua volta la borghesia  genera il proletariato  che la soppianterà.</div><div>Infatti opponendosi il proletariato allo sfruttamento del capitalismo, ne nascerà un ‘aspra lotta di classe  che si concluderà  con la vittoria  del proletariato attraverso  molteplici fasi..</div><div>Prima il grande capitalismo schiaccerà la piccola azienda fino a raccogliere la ricchezza nelle mani di pochissimi; i piccoli artigiani così spodestati accresceranno le file dei salariati, che in base alla legge della domanda e dell’offerta e nell’intento da parte dell’imprenditore di evitare una diminuzione dei propri profitti, saranno trattati sempre peggio fino ad essere costretti alla rivoluzione. Conclusasi questa vittoriosamente, vi sarà una fase   transitoria  che il Marx definisce  dittatura del proletariato, in cui le masse rivoluzionarie, strette in unità, controlleranno i mezzi di produzione e lo Stato sarà l’unico imprenditore: saremo allora in pieno periodo socialista  nel quale a ciascuno sarà dato secondo i suoi meriti.</div><div>Superata questa fase però, essendo scomparsa  ogni disuguaglianza di interessi, saprirà pure la divisione fra le due classi:</div><div>NON VI SARANNO Più  NE’ DITTATURA DEL PROLETARIATO NE’ SOCIALISMO, MA VI SARA’ IL COMUNISMO.  Ossia un epoca in cui, cessati gli egoismi ognuno dedicherà se stesso e il proprio  lavoro alla società. In questo nuovo periodo  si darà a ciascuno secondo i propri bisogni.</div><div>.</div><div>Ecco perché il socialismo di Marx è <em>scientifico</em> di fronte a quello utopistico di Saint Simon e Proudhon, perché questo processo filosofico-storico è esaminato  senza alcuna visione umanitaria,  cioè non ha badato a ciò  che sarebbe  giusto che fosse, ma a ciò che di fatto è avvenuto e a ciò che di fatto avverrà secondo le leggi della sua dialettica. La dialettica si spegnerà con la società proletaria.</div><div> </div><div>IL CAPITALE  e  L’ALIENAZIONE</div><div> </div><div>1.     La critica dell’economia borghese e l’alienazione:<br><br></div><div>Marx applica la sua ideologia politica anche all’economia, esponendo la sua tesi nei cosiddetti <em>Manoscritti economico-filosfici. </em></div><div>Il filosofo mostra un duplice atteggiamento nei confronti dell’economia borghese, infatti da una parte egli ritiene tale economia come l’espressione teorica della società capitalistica, mentre dall’altra parte le imputa il fatto di propagandare una falsa immagine del mondo borghese. Secondo Marx l’economia borghese compie questo errore in quanto anziché porsi nella prospettiva storico-processuale tende a considerare il sistema capitalistico, semplicemente come il metodo razionale, naturale e immutabile di produrre e distribuire ricchezze. Inoltre, questa economia è caratterizzata da una grande contraddizione, rappresentata dall’opposizione reale tra borghesia e proletariato.  </div><div> Per Marx il «modo di produzione capitalistico» ha generato una società in cui l’uomo vive in uno stato di alienazione economica. Nell’economia capitalistica chi possiede i mezzi di produzione (macchinari, terra, materie prime) è proprietario anche del lavoro e dei prodotti altrui: il lavoratore cede («aliena») al capitalista tutto ciò che possiede, ovvero la forza delle sue braccia, ma anche il tempo e il prodotto del suo lavoro. Sia il lavoratore sia il suo lavoro sono ridotti a merce, esattamente come i prodotti a cui ha lavorato. Tali prodotti, agli occhi del lavoratore, risultano così estranei: il lavoratore non li riconosce come qualcosa che deriva dalla sua attività, piuttosto li percepisce come «feticci» (ovvero idoli, entità apparentemente oggettive, dotate di vita propria). Alienandosi dal proprio agire, il lavoratore – di fatto – si aliena da se stesso: il lavoro non è più un’espressione della sua «essenza», ma si degrada a semplice «mezzo della sua esistenza». L’alienazione a cui è soggetto il lavoratore nel mondo capitalistico si risolve in un’autoalienazione. Questo processo è accresciuto dalla divisione del lavoro, che rende sempre più parziale il contributo del lavoratore al prodotto finale, e dalla separazione del lavoro mentale da quello fisico.</div><div>Questa contraddizione assume il nome di alienazione, che è un concetto che deriva dalla filosofia antecedente a Marx. Infatti, ad esempio in Hegel l’alienazione assume una connotazione sia positiva che negativa, in quanto costituisce il movimento dello spirito, allo scopo di riappropriarsi di sé ma in modo arricchito. Mentre, secondo Feuerbach l’alienazione costituisce un qualche cosa di negativo, in quanto coincide con la situazione dell’uomo, che scindendosi proietta fuori di sé una potenza superiore (Dio) , alla quale egli si sottomette. Marx si rifà principalmente alla concezione di Marx, e costituisce un fatto realmente esistente, di natura socio-economica poiché coincide con la situazione del salariato all’interno del sistema capitalistico. L’alienazione del salariato viene descritta attraverso quattro aspetti strettamente collegati tra di loro:</div><div>a)     <em>l’operaio è alienato rispetto al prodotto del suo lavoro</em>, poiché egli in base alla sua forza lavoro, fabbrica un oggetto (il capitale) che non appartiene a lui e che lo domina.</div><div>b)    <em>l’operaio è alienato rispetto al suo stesso lavoro</em>, in quanto tale lavoro è forzato, e l’operaio è semplicemente uno strumento utilizzato da forze esterne (i capitalisti) allo scopo di arricchirsi.</div><div>c)     <em>l’operaio è alienato rispetto alla sua stessa essenza</em> (wesen). Infatti, rispetto all’animale il lavoro dell’uomo è libero, poiché egli produce in misura di ogni specie, mentre all’interno della società capitalista l’uomo è costretto ad un lavoro forzato e ripetitivo.</div><div>d)    <em>l’operaio è alienato rispetto al prossimo</em>, poiché il prossimo si identifica nel capitalista, che si serve di lui solamente per arricchirsi e lo espropria della sua umanità e del suo lavoro; e da ciò non può che nascere un rapporto conflittuale tra l’operaio e il capitalista.</div><div>La causa dell’alienazione sostanzialmente quindi, è la proprietà privata dei mezzi di produzione. E il fatto che il capitalista utilizzi l’operaio come semplice strumento costituisce una forma di sfruttamento.</div><div>La soluzione per annullare l’alienazione consiste nel superamento del regime della proprietà privata e l’instaurazione del regime comunista. Per questo motivo la storia costituisce il momento della perdita e della riconquista dell’uomo della propria essenza e in tal senso il comunismo rappresenta la soluzione alla storia. <br><br></div><div>6.     Distacco da Feuerbach e interpretazione della religione in chiave sociale:<br><br></div><div>La filosofia di Marx oltre che prendere spunto da Hegel, si ispirò anche al pensiero di Feuerbach tant’è che nei Manoscritti Marx definisce F. come il superatore della vecchia filosofia. Il rapporto con tale filosofo risulta molto complesso, in quanto si evolve con il passare del tempo fino a concludersi,nel momento in cui Marx intraprende una strada tutta sua.</div><ul><li>La principale cosa che Marx riconosce a F. consiste nella rivendicazione della naturalità e concretezza dell’individuo e nel criticare e rifiutare l’ideologia teologizzante di Hegel, che ha ridotto l’uomo in spirito. Ciò che F. ha dimenticato però è la storicità dell’uomo, dimenticandosi che l’uomo non è solo natura, ma è soprattutto società, poiché l’individuo è l’insieme dei rapporti sociali. Non esiste l’uomo in astratto, ma esiste l’uomo nato da una determinata società. </li></ul><div>In sostanza <em>Marx cerca di correggere Hegel con Feuerbach e quest’ultimo con Hegel</em>, poiché in tal modo con uno difende la naturalità dell’uomo e con l’altro la socialità e la storicità dell’uomo.</div><ul><li>Il secondo aspetto che lega e separa i due filosofi è rappresentato dalla concezione della religione; Marx condivide la concezione secondo cui non è Dio a creare l’uomo, ma è quest’ultimo a creare Dio in base ai propri bisogni, però secondo il filosofo F. non è riuscito ad individuare le cause del fenomeno religioso e tanto meno a superarle. In quanto F. si è dimenticato che chi ha creato la religione non è un essere astratto, ma è un individuo prodotto dalla società. In tal senso Marx ha elaborato una teoria nota come la religione come oppio dei popoli, che sostiene che la religione è il prodotto di un’umanità alienata e oppressa. </li></ul><div>Siccome la religione nasce appunto dalla condizione umana e sociale dell’individuo (che è alienata), l’unico modo per distruggerla al contrario di ciò che sosteneva F. non è la critica filosofica ma la trasformazione rivoluzionaria della società.  La religione è il prodotto malato di una società malata e l’unico modo per annientarla e distruggerla è quello di distruggere anche l’intera struttura sociale responsabile della sua creazione. <br><br></div><div> </div><div> </div><div> </div><div><br></div><div>Quando lo sviluppo delle forze produttive non è più compatibile con i rapporti di produzione (e di proprietà) esistenti, allora il conflitto di classe esplode in una rivoluzione: ciò perché nessuna classe, benché “superata dalla storia”, è disposta a cedere il comando, come dimostra la Rivoluzione francese, in cui la borghesia ha strappato il potere all’aristocrazia. Secondo Marx la borghesia e il sistema capitalistico da lei prodotto saranno soppiantati dalla rivoluzione proletaria. Questa rivoluzione, tuttavia, sarà diversa dalle altre: la società capitalistica ha fatto crescere il proletariato fino a farlo diventare così vasto che non è più una classe come le altre, ma una «classe universale»; addirittura coincide con l’umanità intera. Il proletariato diventa portatore dell’interesse generale della società: di conseguenza, la sua rivoluzione riscatterà l’umanità intera. La rivoluzione proletaria non consisterà nella sostituzione di una classe dominante con un’altra, ma porterà a una società senza classi; ciò sarà ottenuto abolendo la base materiale della divisione della società in classi: la proprietà privata.</div><div> </div><div> Plusvalore</div><div> Nel modo di produzione capitalistico, il salario del lavoratore non equivale al valore della merce che ha prodotto, ma ha un valore inferiore, corrispondente agli oggetti d’uso che sono necessari al sostentamento suo e della sua famiglia: di fatto, il lavoratore produce più valore di quello per il quale viene pagato. Tale plusvalore è la base del profitto: provenendo da lavoro non retribuito del salariato, esso va interamente a beneficio dell’imprenditore capitalista, che può utilizzarlo a suo piacimento. La struttura sociale dell’età capitalistica è dunque fondata sullo sfruttamento della classe operaia. Contraddizione interna al capitalismo Il plusvalore è per il capitalista nuovo capitale da investire in nuove attività: questo processo, tuttavia, non produce un aumento della domanda di lavoro, ma anzi la sua diminuzione. </div><div><br></div><div>Lo sviluppo dell’industria genera infatti un aumento dei costi di meccanizzazione, e dunque del capitale che va in macchinari (capitale costante): di conseguenza, diminuisce la quota di capitale che va in salari (capitale variabile). Ciò comporta una diminuzione dei salari, oppure una diminuzione degli occupati. Questa situazione, tuttavia, è destinata a entrare in crisi; col diminuire del numero dei lavoratori, il capitalista ha sì un aumento di produttività, ma i prodotti in questione – richiedendo meno lavoro umano – possiedono meno pluslavoro (e meno plusvalore): dunque generano meno profitto. Marx ritiene che nel tempo questa contraddizione (aumento della produttività ma diminuzione del profitto) determinerà il crollo del modo di produzione capitalistico: la conseguenza inevitabile di questa crisi sarà la rivoluzione proletaria, che aprirà la strada all’era del comunismo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-22 11:33:07 UTC</pubDate>
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         <author>festalucia170400</author>
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         <pubDate>2018-01-29 19:20:45 UTC</pubDate>
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         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2019-01-22 17:46:21 UTC</pubDate>
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         <title>Concetto dell&#39;unione fra teoria e prassi. (Grillo)</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div> Prassi deriva da l greco praxis (compiere) e nel marxismo non è </div><div>altro che la tendenza a rivoluzionare la società. Ciò che Marx critica ai filosofi che lo hanno preceduto è il non aver saputo indirizzare il loro pensiero verso un risvolto pratica e l'essersi concentrati su conoscerer più che sull'agire. A tal proposito Engels pronuncerà le seguenti parole sulla </div><div>tomba dell’amico Karl: “lo scienziato non era neppure la meta di Marx...Perché Marx era prima di tutto un rivoluzionario”. L’ideale, secondo Marx, era infatti l’unione tra teoria e prassi.  <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-22 18:58:40 UTC</pubDate>
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         <title>il socialismo criticato da marx</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>grillo  </div><div><strong>Il socialismo prima di Marx</strong></div><div><strong>Saint-Simon (1760-1825)</strong></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="null" width="192" height="140"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Con lo sviluppo del capitalismo, al posto dei vecchi ceti privilegiati (nobili e possessori di rendite) acquistarono maggiore prestigio il</div><div><em>“lavoro”</em>, le capacità tecniche e intellettuali. Un personaggio importante per questa nuova visione “borghese”, ancora aperta in alcuni casi alle istanze democratiche dei lavoratori, si rivelò essere Saint-Simon, che comprese l’importanza dei nuovi ceti imprenditoriali. Nella sua opera principale, il <em>Nuovo Cristianesimo</em> (1825) espresse aspirazioni associazionistiche e comunitarie. Nella sua celebre <em>Parabola</em> (1819) scriveva: “Supponiamo che la Francia perda all’improvviso i suoi migliori tremila sapienti, artisti, artigiani. Questi uomini sono i produttori più necessari alla Francia, forniscono i beni più importanti, dirigono i lavori più utili per la nazione e la rendono feconda nelle scienze, nelle arti, nelle manifatture e nei mestieri: sono realmente il fiore della società francese”.</div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="null" width="196" height="44"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Saint-Simon, con le sue polemiche contro le strutture dello stato, contro la burocrazia e i proprietari parassitari, rappresentò la contrapposizione tra lavoro produttivo e sfruttamento passivo, e l’avversione ai poteri dello stato rappresentante dei ceti privilegiati. La nuova società nascente si basava su scienziati, professionisti, banchieri, fabbricanti, artigiani, negozianti; non più su nobili e proprietari (e nemmeno su contadini e operai).</div><div>Le sue idee esercitarono notevoli influssi, legandosi poi a tendenze egualitarie emerse dalla Rivoluzione francese (ad esempio, quelle di Babeuf) e alle prime teorie economiche capitalistiche (Smith, Malthus, Ricardo).</div><div> </div><div><strong>Robert Owen (1771-1858)</strong></div><div>Uno dei pionieri dell’attività sindacale inglese fu senz’altro Owen, direttore e proprietario di un grande stabilimento tessile scozzese. Filantropo, si accorse che la produttività aumentava considerevolmente quando gli operai non venivano sottoposti a uno sfruttamento troppo intenso e quando venivano istruiti. Owen, puntando sulla cooperazione sull’istruzione, realizzò negli Stati Uniti una comunità sperimentale, chiamata <em>New Harmony </em>(1825), regolata sui suoi principi. Non ebbe il successo sperato e tornò quindi in Inghilterra, dove si dedicò alle <em>Trades unions</em>, (organizzazioni sindacali), e al movimento cooperativistico, che portò alla realizzazione di molte cooperative di consumo.</div><div>Su queste basi si diffuse anche il successivo movimento del <em>cartismo</em>, che rivendicava uno statuto (<em>People’s Chartes</em>) che coniugava istanze sociali a richieste politiche (suffragio universale maschile, elezioni annuali). Il movimento si diffuse tra il 1836 e il 1848.</div><div> </div><div><strong>Charles Fourier (1772-1837)</strong></div><div>Discepolo di Saint-Simon, scrisse alcune opere, tra cui <em>La fausse industrie</em> che proponeva una visione di tipo cooperativistico. In opposizione all’ideale della libera concorrenza capitalistica, proponeva come modello di una nuova organizzazione della società i <em>falanstieri</em>, utopistiche comunità formate ciascuna da 810 uomini e 810 donne, che avrebbero dovuto realizzare l’armonia sociale. Queste comunità avrebbero dovuto dedicarsi alle libere attività agricole, più che ai monotoni lavori industriali: in questo Fourier si mostrò in grado di cogliere il pericolo dell’alienazione insito nello sviluppo del mondo industriale.</div><div> </div><div><strong>Pierre Joseph Proudhon (1809-1865)</strong></div><div>Questo filosofo divenne celebre come socialista utopista. Scrisse <em>Che cos’è la proprietà? </em>(1840) e sostenne, con grande scandalo, che “la proprietà è un furto”. Pur criticando l’organizzazione del credito e l’usura, va considerato portavoce non delle istanze dei lavoratori più poveri, ma della piccola borghesia mercantile ed agraria, spingendo all’estremo le aspirazioni individualistiche fino a forme anarchiche.</div><div> </div><div><strong>Louis Blanc (1813-1882)</strong></div><div>Nel suo testo <em>L’organizzazione del lavoro</em> (1841) prospettò come rimedio alla disoccupazione e alle difficoltà legate alle crisi economiche l’istituzione di industrie finanziate dallo stato e gestite dai lavoratori. Lo stato doveva avere una funzione fondamentale nella pianificazione economica e nello sviluppo dei servizi sociali. La democrazia rimaneva però (a differenza di altri sansimoniani) un valore fondamentale. Avversario della lotta di classe, è considerato uno dei primi sostenitori del <em>socialismo di stato</em>, e le sue idee avranno ripercussioni sulla situazione parigina del 1848.</div><div> </div><div><strong>Auguste Blanqui (1805-1881)</strong></div><div>Esponente di una dottrina della dittatura rivoluzionaria, desunta nelle linee essenziali da Babeuf e Buonarroti. Credeva fermamente nell’efficacia di un piccolo partito armato, fortemente disciplinato, organizzato per la rivoluzione e destinato ad instaurare una dittatura che avrebbe educato il popolo, in vista dell’istituzione del nuovo sistema sociale socialista. Fondò, tra l’altro, la <em>Società segreta delle famiglie </em>e poi quella<em> delle stagioni</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-22 19:00:01 UTC</pubDate>
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         <title>Marx la critica al misticismo logico</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2019-02-22 19:06:13 UTC</pubDate>
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         <author>vincy_landinetti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mito: nascita della speranza </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-13 18:58:15 UTC</pubDate>
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         <author>adriana_bongiorno78</author>
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         <description><![CDATA[Aversa Carmela: Perchè Marx critica Hegel? Alienazione religiosa in Marx ]]></description>
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         <pubDate>2020-03-13 07:52:26 UTC</pubDate>
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         <author>adriana_bongiorno78</author>
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         <description><![CDATA[Aversa Carmela: Perchè Marx critica Hegel? Alienazione religiosa in Marx e Feuerbach]]></description>
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         <pubDate>2020-03-13 07:53:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>adriana_bongiorno78</author>
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         <description><![CDATA[MARX E L'ALIENAZIONE CONFRONTO CON HEGEL E FEUERBACH]]></description>
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         <pubDate>2020-03-13 07:56:19 UTC</pubDate>
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         <title>                                                                       SAINT-SIMON</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div> Claude-Henri de Rouvroy de Saint-Simon (1760-1825) é uno dei cosiddetti "<strong>socialisti utopistici</strong>", come li definì Marx, per contrapporli al suo "<strong>socialismo scientifico</strong>"; i socialisti utopistici, infatti, non prevedevano il raggiungimento dei loro obiettivi sociali con la rivoluzione (come sosterrà invece il socialismo scientifico di Marx), bensì progettavano a tavolino delle società utopiche e le presentavano ai ceti dominanti, sperando che essi volessero metterle in atto: ovviamente si tratta solo di un'utopia, in quanto le classi dominanti non concederanno mai quanto richiesto da questi socialisti. Tuttavia il motivo per cui non penseranno ad un'azione rivoluzionaria, come farà invece Marx, é piuttosto semplice: a quei tempi stava appena nascendo e non aveva ancora preso piena coscienza di sè l'attore principale della rivoluzione prevista da Marx: il proletariato. Saint-Simon nacque a Parigi da nobile famiglia e, dopo aver partecipato alla guerra d'indipendenza americana e alla rivoluzione del 1789, costituì una società d'affari con il conte di Redern, si arricchì, ma successivamente sperperò i suoi beni viaggiando per l'Europa. Ormai in povertà, iniziò a comporre scritti in cui formulò i suoi progetti di riorganizzazione della società. Nell' <em>Abbozzo di una nuova enciclopedia</em> (1810) sostenne che l'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert aveva distrutto il sapere proprio dell'epoca teologico-feudale, mentre una nuova enciclopedia sarebbe stata alla base della nuova società fondata sull'industria . Secondo Saint-Simon la Rivoluzione francese ha seppellito il vecchio mondo dato che ha rappresentato un' <em>epoca critica</em> che ha comportato la dissoluzione della precedente <em>epoca organica</em> , fondata sul sapere teologico e organizzata su basi feudali. La crisi é foriera non di morte, ma di salute, ovvero prepara il terreno alla costituzione di una nuova epoca organica, fondata su un corpo sistematico di credenze, diverso da quello che reggeva l'antica società: infatti il suo nucleo non può più essere fornito dalla religione; per riorganizzare la società, al posto della fede, deve subentrare la scienza . La società moderna é infatti caratterizzata da un nuovo elemento, l'industria, sorta dal progresso scientifico e dalle sue applicazioni tecniche. Nella nuova epoca industriale, il cui scopo sono le attività produttive, la posizione che nelle precedenti società aristocratiche, fondate sulla guerra, era occupata dalla nobiltà feudale, é ora assunta dalle nuove classi produttive. Nella nuova epoca il potere temporale é destinato a passare nelle mani della nuova classe degli industriali, i quali essendosi mostrati capaci di dirigere la produzione nei vari settori ed essendo i legittimi rappresentanti degli interessi di tutte le classi produttrici, devono anche assumere la direzione della vita pubblica, in virtù di un potere fondato non sulla costrizione, ma sul consenso. Ma nel tratteggiare la sua società tecnocratica, Saint-Simon commette un grave errore: egli infatti si scaglia contro i ceti parassitari e sostiene che la società debba essere amministrata dagli "industriali", ovvero dagli imprenditori e dai lavoratori, senza differenza: Saint-Simon non vede quello scontro di classe tra proletariato e borghesia che sta alla base della società moderna e che Marx vedrà benissimo. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-14 17:47:02 UTC</pubDate>
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