<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Quarta giornata by Rossella  Nocerino</title>
      <link>https://padlet.com/rossellanocerino72/afwqssrwpiyi</link>
      <description>Si narra a partire da &quot;Un matto&quot; di F. DE Andre&#39;.
Ascolta con attenzione il brano musicale e prova a costruirci intorno una storia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-12-02 13:38:16 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2021-07-13 18:59:03 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title></title>
         <author>rossellanocerino72</author>
         <link>https://padlet.com/rossellanocerino72/afwqssrwpiyi/wish/472269912</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=nuSkcLY0YQg" />
         <pubDate>2020-03-24 09:14:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossellanocerino72/afwqssrwpiyi/wish/472269912</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rossellanocerino72/afwqssrwpiyi/wish/474159932</link>
         <description><![CDATA[<div>Davide Favale </div><div>La domenica a Zagarolo spesso andavo in giro con mio padre a fare una passeggiata. Andavamo e, qualche volta ancora adesso, a comprare il giornale e a volte a fare colazione al bar. Quasi sempre mio padre salutava dall’auto un signore che stava sempre seduto su una panchina, sempre era la stessa. </div><div> </div><div>Questo signore a me appariva strano, perché aveva  viso sorridente, il cappello in testa e due buste enormi della spesa a fianco, salutava tutte le persone e le automobili che gli passavano a fianco senza degnarli di uno sguardo. </div><div> </div><div>Mio padre rispondeva al saluto e qualche volta si fermava a parlare e a scherzare con lui. Un giorno chiesi a mio padre perché, un perché che sarebbe servito a milioni di domande: - Perché aveva quella faccia? Perché tutti lo ignoravano? Perché lo salutava solo mio padre? E poi perché stava sempre sulle panchine a far passare il giorno? </div><div>Così per sapere la verità dovevo chiedere a mio padre. Lui così mi rispose che non era una persona come tutti gli altri, bensì una persona speciale, e la gente era così tanto invidiosa di lui che non aveva neanche il coraggio di guardarlo. Insomma era come un supereroe. La sua panchina era il suo cavallo e la sua migliore arma era il giornale e il sorriso con il quale portava felicità in tutto il mondo. </div><div> </div><div>Come ultima cosa mio padre mi disse che non esiste solo lui come super eroe ma ce ne sono tanti in tutto il mondo e queste sono persone con delle anormalità e il loro potere è regalare un sorriso alla gente di tutto il mondo. </div><div> </div><div>Da quel giorno ho considerato la gente “diversa” da una prospettiva diversa. Una prospettiva magnifica. </div>]]></description>
         <pubDate>2020-03-25 09:50:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossellanocerino72/afwqssrwpiyi/wish/474159932</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rossellanocerino72</author>
         <link>https://padlet.com/rossellanocerino72/afwqssrwpiyi/wish/474762369</link>
         <description><![CDATA[
ANNULLA]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2020-03-25 15:15:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rossellanocerino72/afwqssrwpiyi/wish/474762369</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
