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      <title>Pandemie e altri danni collaterali by mcitossi</title>
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      <description>Realizzato con la DeLorean di Marty McFly</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-10 15:39:20 UTC</pubDate>
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         <title>Io, tu e il virus  </title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Due attori hollywoodiani si baciano usando le mascherine. La foto risale al 1937 e fu scattata nell'ambio di una campagna di sensibilizzazione sui rischi di un'epidemia influenzale attiva in quei giorni. Negli anni '30 furono numerosi gli eventi epidemici che colpirono anche i paesi occidentali, senza tuttavia lasciare traccia nella memoria collettiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:42:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il medico della peste</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tornata alla ribalta in questi giorni di emergenza sanitaria, la figura del "medico della peste"* si pone ben oltre il folklore, "nascondendo" un evento storico che avrebbe potuto tradursi in una dimensione epocale. <br><br>Oltre al celebre "becco", una sorta di rudimentale filtro riempito con sostanze quali fiori secchi, lavanda, timo, mirra, ambra, menta, canfora, chiodi di garofano, aglio e riempito con spugne imbevute di aceto, i medici, i cerusici e gli speziali impegnati a combattere la "morte nera" seicentesca indossavano infatti una tonaca di lino o seta, sottile e rivestita di cera, ed è questo l'aspetto che ha maggior rilevanza storica. <br><br>Nella convinzione, sbagliata, che quella tipologia di peste si diffondesse attraverso atomi velenosi circolanti nell'aria e capaci di attaccarsi come ventose a uomini, animali, indumenti e oggetti, gli scienziati del tempo pensarono che un abito di tessuto liscio avrebbe fatto "scivolare" il morbo, proteggendo chi lo indossava. Al di là dell'errore di fondo, la tunica si rivelava però efficace, sebbene per Padre Anero Maria di San Bonaventura, il responsabile del Lazzaretto di Genova, fosse inutile, senza "altro buon effetto, solo che le pulci non sì facilmente vi s'annidano". Le pulci. Le pulci, ossia la vera causa, insieme ai ratti, della diffusione del contagio, non riuscivano ad annidarsi su una fibra del genere, al contrario di quanto avveniva con la lana, il cotone, la canapa, i tappeti, i sacchi di grano, ecc. <br><br>In un'epoca che vedeva l'uomo privo di difese contro la peste, eccezion fatta per la prevenzione ("la parte preservativa è più nobile assai, e più necessaria che la curativa", come scrisse il medico genovese Giovan Agostino Contardo nei giorni della pestilenza del 1576), una scoperta simile, se razionalizzata e approfondita, avrebbe forse potuto salvare milioni di vite.  Padre Anero Maria di San Bonaventura arrivò insomma ad un passo dall'appuntamento con la storia, mancandolo per sua sfortuna e per la sfortuna dell'intero genere umano.<br><br>*inventato in Francia agli inizi del '600, l'abito del "medico della peste" si diffuse prima in Toscana (ad esempio a Firenze, Lucca, Pioppi, Pescia e Montecarlo), poi a Bologna, a Roma e a Venezia. Stranamente era sconosciuto in Piemonte, zona confinante con la Francia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:42:53 UTC</pubDate>
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         <title>Bambini che giocano...con maschere antigas</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima delle mascherine<br>E' la II Guerra Mondiale e questi bambini di un asilo londinese giocano su una giostra indossando le maschere anti-gas. <br>In quegli anni furono inventate anche delle maschere anti-gas raffiguranti i personaggi della Disney, per non traumatizzare i bambini che avrebbero dovuto indossarle.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:43:22 UTC</pubDate>
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         <title>Lo sputo diffonde il contagio </title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un tram che si chiama pandemia<br><br>"Lo sputo diffonde la morte": cartello su un tram di Filadelfia  in piena influenza Spagnola per dissuadere i passeggeri da una pratica a quei tempi molto comune e divenuta pericolosissima. <br><br>La "città dell'amore fraterno" pagò un prezzo elevatissimo durante l'epidemia di Spagnola, registrando il più alto tasso di mortalità tra le metropoli americane. In una certa fase del contagio, un filadelfiano moriva di influenza ogni cinque minuti. A contribuire al disastro fu anche la scelta di non impedire la grande parata del 28 settembre 1918 per la raccolta fondi per l'esercito. Come altri leader, anche Woodrow Wilson decise infatti di tenere il più possibile sotto silenzio la Spagnola, così da non compromettere gli sforzi finali per la vittoria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:43:49 UTC</pubDate>
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         <title>E adesso come comunichiamo?</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>La "distanza di sicurezza" negli anni '60<br><br>L'immagine è tratta dalla serie comica americana "Get Smart" (Fatti furbo), andata in onda dal 1965 al 1970 e basata sulle vicende di un impacciato 007. Lo strano apparecchio nella foto è il  Cono del silenzio, usato per rendere segrete le conversazioni ma perennemente difettoso. Strumenti  come il Cono del silenzio (ce n'erano altri simili nella serie) possono essere interpretati anche come gli antesignani delle "camere dell'eco" (echo chamber) dell'epoca 2.0.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:44:10 UTC</pubDate>
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         <title>La quarantena di Nelson Mandela</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>La quarantena di Nelson Mandela. 27 anni in questa cella di 2,59 metri di lunghezza e 2,3 di larghezza circa. All'aria aperta solo per i lavori forzati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:46:18 UTC</pubDate>
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         <title>A passeggio al tempo della pandemia...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima delle mascherine<br><br>In realtà non si tratta di una madre con il proprio bambino, ma di un liquidatore di Chernobyl che spinge un passeggino trovato durante la pulizia della città a seguito dell'incidente nucleare (1986)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:46:54 UTC</pubDate>
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         <title>Il giornale messicano &quot;El Pueblo&quot; annuncia che l&#39;influenza Spagnola non è più presente nel Paese. </title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di recente, nel marzo-maggio 2009, il Messico fu colpito da un'altra epidemia (la cosiddetta "Suina"). Il governo reagì con la quarantena ed efficaci misure di controllo e contenimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:47:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al di là del muro...</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:47:55 UTC</pubDate>
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         <title>Un vaccino</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vaccino formulato nel 1958 contro l'Asiatica, pandemia influenzale diffusasi nel 1957 dalla Cina e responsabile di circa 2 milioni di morti in tutto il mondo (la peggiore dai tempi della Spagnola)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:48:43 UTC</pubDate>
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         <title>Chiese e funerali al tempo della spagnola...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quegli altari muti<br><br>E' l'ottobre del 1918 e le autorità di El Paso, Texas, vietano i funerali nelle chiese a causa del dilagare della Spagnola</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:49:12 UTC</pubDate>
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         <title>Lavarsi sempre le mani...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo manifesto britannico d'epoca raccomanda di lavarsi bene le mani, prima di mangiare. <br>Una pratica molto saggia e utile, soprattutto in quest giorni, la cui importanza fu capita dal medico ungherese Ignaz Semmelweis nel 1847. Noto come "il salvatore delle madri", il dottor Semmelweis raccomandava alle donne che avevano appena partorito di curare l'igiene delle mani, così da prevenire la febbre batterica puerperale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:49:28 UTC</pubDate>
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         <title>Ci baciamo? Ma se poi ti contagio???</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Frammenti di storia<br>Baci "protetti" prima del Coronavirus (New York, 1955)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:49:54 UTC</pubDate>
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         <title>Ma chi li ha visti?</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima di Rai 3: sottrazione e continuità<br><br>Negli anni '20 del secolo scorso, il popolare settimanale “La Domenica del Corriere” creò una rubrica intitolata “Chi li ha visti?”, all'inizio per la ricerca dei soldati dispersi nella I Guerra Mondiale e poi per quella degli scomparsi, più in generale. La rubrica nacque anche su ispirazione del lavoro dell'Unione nazionale familiari dei dispersi in guerra, istituita nel 1918. E' interessante notare come il suo fondatore fosse anche il Segretario per la tutela degli emigrati veronesi. Come spiega il Prof. Sbattella, psicologo e psicoterapeuta: “Può essere interessante sottolineare [...]   il legame di continuità tra le due esperienze. Anche le famiglie dei migranti, evidentemente, avevano esperienza dei drammi legati all'assenza di notizie di alcuni dei loro parenti partiti per altre nazioni”. I parenti dei migranti avevano non a caso l'abitudine di vestirsi a lutto, nel giorno della partenza dei loro congiunti. La rubrica si occupò, tra gli atlri, anche del caso di Ettore Majorana e di quello del cosiddetto “smemorato di Collegno”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:50:09 UTC</pubDate>
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         <title>Matisse disegna e crea a letto...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:50:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:51:39 UTC</pubDate>
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         <title>Una famiglia al tempo...della spagnola</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:51:58 UTC</pubDate>
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         <title>L’epidemia si diffonde...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:52:22 UTC</pubDate>
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         <title>È un’influenza gentile...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>"La Stampa" sull'influenza Asiatica (numero del 6 ottobre 1957)<br><br>L'Asiatica si diffuse in Italia nel 1956, colpendo milioni di nostri connazionali e paralizzando il Paese (circa due milioni le vittime in tutto il mondo). Fu bloccata da un vaccino preparato in tempi record. La sua pericolosità fu sottovalutata da molti, come dimostra questo articolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:52:49 UTC</pubDate>
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         <title>Russian flu</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502201697</link>
         <description><![CDATA[<div>Appunti di storia<br><br>Quella pandemia russa con gli occhi a mandorla<br>Un farmaco contro l'influenza "russa" (H1N1)<br><br>Denominata erroneamente in questo modo, fu invece una delle tante epidemie (pseudopandemia) arrivate dalla Cina nel corso del '900. Diffusasi dal nord-est del Paese nel maggio 1977, colpì soprattutto i giovani con meno di 25 anni, i quali non avevano sviluppato gli anticorpi negli anni dell' "Asiatica" (1956-1958 circa) e della "Spaziale" (1968-1970 circa), malattie causate da virus simili e anch'esse provenienti dalla Cina. <br><br>Non va confusa con la più violenta "Influenza russa" giunta a varie ondate dal 1889 al 1895,  che uccise circa 1 milione di persone in tutto il mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:53:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Prevenire l’influenza...quella spagnola!</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502202211</link>
         <description><![CDATA[<div>Uno strano macchinario, il Branston Violet Ray High Frequency Generator, garantiva di proteggere dalla Spagnola, mantenendo pulite le vie nasali, i polmoni e la gola (annuncio sul Toronto Globe, 1918)<br><br>Come oggi con il Cornavirus (pur con le ovvie differenze del caso), anche ai tempi della Spagnola proliferavano strani macchinari e tecniche inutili per difendersi dalla malattia, e ieri come oggi il morbo era stato da principio giudicato meno pericoloso delle comuni influenze o delle malattie infantili. Lo Stato dell'Ontario si segnalò tuttavia per una campagna psicologica e informativa lodevole, invitando i cittadini a non  lasciarsi coinvolgere da un certo allarmismo mediatico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:53:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>E adesso chiudiamo le scuole...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Frammenti di storia e comunicazione<br><br>E' il 1918 e le autorità di St. Louis (Missouri) decidono di chiudere scuole e teatri, per contenere la Spagnola</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:54:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L’analisi dei contagi...al tempo della spagnola</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502204051</link>
         <description><![CDATA[<div>La curva dell'influenza Spagnola, con il suo picco e la sua discesa (1918-1919). Nel 1920 sarà praticamente scomparsa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:54:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Un altro vaccino...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo lo shock per la pandemia di Spagnola, la comunità medico-scientifica iniziò a lavorare per la prevenzione. Questo vaccino del 1937 è uno dei primissimi esempi degli sforzi messi in campo a tal fine. <br><br>[notate che il virus dell’influenza viene annotato come “Bacillus”, perchè l’agente infettivo viene isolato solo nel 1933 e serviranno altri anni per poterlo vedere, grazie a nuove tecniche di microscopia... nel frattempo quindi la distinzione dai batteri non era così chiara]<br><br>Come scrisse nel 1576 il medico italiano Giovan Agostino Contardo: "la parte preservativa è più nobile assai, e più necessaria che la curativa"<br><br>https://m.youtube.com/watch?v=Dj93pVUTRwo)<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:55:02 UTC</pubDate>
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         <title> Non dimentichiamo l’estetica...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:55:36 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il colpo di tosse che uccise più del cannone</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo manifesto pubblicato in Carolina del Nord nel 1918 spiega che la Spagnola aveva ucciso molti più abitanti di quello Stato rispetto a quanto avessero fatto i tedeschi nella I Guerra Mondiale. <br><br>La Carolina del Nord fu uno degli Stati americani più colpiti dall'epidemia, ma questo gli consentì di rinnovare e ampliare le proprie strutture sanitarie, prima inadeguate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:55:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mcitossi</author>
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         <pubDate>2020-04-10 15:56:09 UTC</pubDate>
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         <title>Usa il fazzoletto!</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <pubDate>2020-04-10 15:56:21 UTC</pubDate>
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         <title>Ma il fumo fa veramente male?</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'inquietante pubblicità della Camel, con i medici che "consigliano" le sigarette dell'azienda (1952)<br><br>Apparse  per la prima volta nel 1789, le pubblicità delle sigarette furono vietate negli USA con il Public Health Cigarette Smoking Act del 1970. L'Italia le avrebbe vietate nel 1962.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 15:56:50 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Sbarazziamoci dei cadaveri...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <pubDate>2020-04-10 15:57:19 UTC</pubDate>
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         <title>Tutti riuniti appassionatamente...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <pubDate>2020-04-10 15:58:18 UTC</pubDate>
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         <title>Arte e attualità...(Gradinaru George)</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <pubDate>2020-04-10 16:04:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Prima dei &quot;lanciafiamme&quot;: violazioni e punizioni durante le epidemie del &#39;600</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <pubDate>2020-04-10 16:06:18 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Prima del Coronavirus (XIV)</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primavera "assassina": idee e suggestioni dei medici del Seicento<br><br>Negli anni '10 del Seicento, alcuni paesi della Toscana registrarono un elevato numero di morti, soprattutto tra la popolazione contadina, causate da malattie alle vie respiratorie. <br><br>Inviato dalle autorità granducali a relazionare sulla cosa, un medico del tempo, il dottor Giovan Battista Cartegni da Bagnone,  giunse alla conclusione che durante l'inverno le teste dei malati si fossero riempite di umori e catarri, che si erano poi solidificati e bloccati per il freddo fino a quando  l'aumento delle temperature in primavera "ha resi detti humori fluxibili col liquefare et aprire  le strade il che è seguito al fine dell'inverno nel qual tempo essendo il sole vicino all'equinozio riscalda notabilmente quelli che dimorano scoperti ad esso [sole ]  come fanno ordinariamente questi contadini che sempre stanno al sole". <br><br>Una tesi fantasiosa ma condivisa da altri medici dell'epoca come il dottor Ruschi, mandato da Pisa a ispezionare Campiglia nell'aprile 1611: "Nella fine del passato inverno per le molte piogge  o venti australi  che in questo luogo  regnano,  [si sono]   inbeverati i cervelli di questi tali di molte humidità et Hippocrate lo dice chiaro: austri auditium habitantes  at caput gravantes. Ne è successo  in questa  primavera  per il calor  esterno debole  ha mosso quelle  materie e non potendo  risolverle trovandosi ancor l'aria  la mattina  e la sera fredda ha constipato i pori e fattosi compressione di  queste materie   le quali per virtù espulsiva del cervello alle fauci  parte  a lui  subiecta  si faceva  questa  scherantia  e per la quantità  della materia  che quivi  concorreva in breve tempo si soffocavano".<br><br>Nell'immagine: rimedi della Scuola Medica Salernitana per i problemi alle vie respiratorie</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:08:09 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>&quot;Gastigateli&quot;: i &quot;De Luca&quot; di quattro secoli fa</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502224141</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima del Coronavirus (XIII)<br><br>Oltre alla quarantena, misura profilattica medievale ideata per la prima volta dalla Repubblica di Venezia nel secolo XIV, esistono storicamente altre misure di contenimento per far fronte ad un'epidemia, sia in mancanza di una cura specifica sia per coadiuvarla. <br><br>Sanificazioni, disinfestazioni e un aumento della cura dell'igiene sono alcune di queste pratiche, usate ieri come oggi. Ieri come oggi, tuttavia, non sempre i cittadini si sono attenuti con scrupolo alle disposizioni delle autorità medico-sanitarie, e questo per una serie complessa di fattori che no sempre li vede e li ha visti aprioristicamente colpevoli. <br><br>In riferimento alle epidemie seicentesche, nonostante a Latina il governo avesse ad esempio disposto che nessuno potesse "tenere o far tenere più che due porci  et una troia da semi" e che "nessun porcho non possa andare  per il castello senza guardia", c'erano "famiglie che ne tengono otto o dieci". <br><br>Il 3 giugno del 1622, il Podestà di Bibbiena notava invece come molti non avessero rispettato il suo ordine di rimuovere il letame dalla cittadina: "Trovato che alcuni non havevano  obidito li ordinai che fra tre giorni havessero levato il letame che è in luoghi pubblici altrimenti l'harebbe fatto levare a loro spese. Non ostante questo  no l'hanno ubbidito". <br><br>Il 27 giugno, sempre del 1622, il Podestà di Barberino del Mugello riportava: "In questo luogo ci è una piazza rimpetto al Palazzo della Podestaria  et in suddetta  piazza c'è ancora una chiesa  che dal detto palazzo a detta chiesa vi è uno spatio di braccia ottanta in circa et il sabato vi si raduna gran numero di buoi e fanno di maniera tanto sterco che non si può uscire di casa. Quando piove detto prato prende in verso il palazzo e tutta quella sporcizia corre in verso il palazzo. E vi è un pozzo inanzi al detto palazzo che detta sporcitia guasta l'acqua di detto pozzo et ancora il sito sì cattivo che non ci si può abitare. Io ho scramato e sabato passato io li feci andare là su il fiume dove già erano solito fare  e ci fu alcuno che dissono che volevano vedere chi era quel becco fottuto che li faceva levare e li fecero ritornare a mio dispetto". <br><br>Il 4 settembre 1624, ecco cosa scriveva il Podestà di Castelfiorentino: "Ho fatto bandire per il mio messo  che nessuno possa tenere porci o castroni nelle stalle di Castelfiorenino per levar via tutti i puzzi e fetori che potessino causare il morbo et  di più fattogliene notificare per cedula, nulla di meno  non mi hanno voluto obbedire e se ne son fate beffe". <br><br>Draconiano il Podestà di Castefranco di Sotto, nel maggio 1622: "Sino a quì ci si vede pocha obbedienza, parte che ci è gran povertà et perché no sentano molto finché no si venga a farne carcerare qualcheduno". <br><br>Il 22 giugno del medesimo anno, Cosimo  di Andrea Mazzantini, commissario per Fucecchio, si dimostrava della stessa linea: "Quanto ai monti di letami il Podestà fece mandare il bando e nisuno ha volsuto ubidire. Imperò a questo bisogna che Lor Signorie faccino loro un comandamento penario e ancora farne gastigare qualcuno altrimenti non si rimedierà a questi puzzi".  <br><br>Concludiamo la ricognizione con le parole del Commissario Guiducci, incaricato nell'ottobre 1627 di aiutare il Podestà di Castelfiorentino: "Questi popoli sono iscredenti e non avendo a essere gastigati delli errori che hanno commessi nel trasgredire ai bandi per il passato sempre persevereranno in quelli,  sì che sarebbe bene  per esempio il farne gastigare qualcuno acciò che la molta clemenza non generi disprezzo".</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:09:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ri-nascite (Dimitris Anastasiou)</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502226289</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:11:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ricchi, poveri, miti e leggende</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502227180</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima del Coronavirus (XII)<br><br>Tra le polemiche, inevitabili in una fase di emergenza come l'attuale, c'è anche quella che vorrebbe i "vip" (calciatori e politici soprattutto) favoriti nell'accesso alle cure e nell'accertamento del contagio, con tamponi immediati. <br><br>L'eterno "scontro di classe", con il suo carico di sospetti,  tensioni, recriminazioni e invidie, esasperato nei giorni dell'epidemia come del resto accadeva anche ai tempi delle grandi pestilenze. <br><br>Se tuttavia è innegabile che i poveri fossero (e siano) potenzialmente più esposti a virus e batteri, in ragione delle cattive condizioni igieniche in cui vivevano (e vivono), è abbastanza surreale la tesi, molto diffusa tra i medici del passato, che fossero più resistenti alle epidemie rispetto ai ricchi, al contrario resi più fragili dagli agi e dal benessere. Va inoltre ricordato come pure i nobili e gli abbienti non avessero a disposizione servizi igienici adeguati  e acqua corrente, mentre le scarse conoscenze medico-scientifiche rendevano difficile, per tutti, l'individuazione dei reali fattori di rischio.   <br><br>Citando ad esempio un contributo del Cipolla sulle epidemie di peste del 1500 e del 16000: "Il dottor Ingrassia* pensava che morbilità e letalità fossero entrambe più alte  fra i poveri. Il dottor Parisi** credeva che la morbilità fosse più elevata  tra  «la plebe»,  «per la povertà, e miseria  nelle quali sempre si trovano i poveri», ma che la letalità colpisse   «più la nobiltà, che la plebe, per essere quella più delicata, più tenera &amp; meno robusta». Tutti e due i dottori basavano le proprie convinzioni  sull'osservazione casuale, sulle congetture e sulla speculazione, e né  l'uno né l'altro davano fondamento alle proprie opinioni con elementi di fatto. Padre Antero, sovrintendente del lazzaretto di Genova durante l'epidemia del 1656-1657, condivideva il giudizio di Parisi quando concludeva che «li ricchi  son privileggiati dalla peste nella sanità, e li poveri nell'infermità», nel senso che gli uni avevano buon gioco a evitare d'ammalarsi, gli altri avevano migliori opportunità di sopravvivere quando s'ammalavano". <br><br>*Giovanni Filippo Ingrassia, medico attivo a Palermo nel 1500<br><br>**Pietro Parisi, medico attivo a Trapani nel 1500-1600<br><br> <br><br>Nell'immagine: il Griso, il guardaspalle di don Rodrigo morto di peste prima del suo padrone</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:12:01 UTC</pubDate>
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         <title>Il fantasma della pandemia</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo grande orologio a pendolo si trova all'interno della Coe University (Cedar Rapids, Iowa) e fu donato dalla famiglia di Helen Esther Roberts, una studentessa del college uccisa nel 1918 dalla Spagnola. <br><br>Leggenda vuole che il fantasma della ragazza appaia vicino all'orologio, accenda e spenga luci ed apparecchiature elettriche e telefoni all'istituto. Alcune studentesse hanno invece detto di essere state rinchiuse nelle loro stanze da lei, mentre  altre persone hanno parlato di un vento gelido nelle vicinanze dell'orologio.  Sembra che Helen sia un po' "bacchettona" e non gradisca la presenza di uomini nelle camere delle ragazze. In fondo, è pur sempre una persona di 100 anni fa...</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:17:58 UTC</pubDate>
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         <title>“State a casa”...un monito di un medico del 1600</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:21:00 UTC</pubDate>
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         <title>Please don’t kiss me</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questa madre degli anni '30 cerca di proteggere il proprio figlio dai virus influenzali. Nella mano destra aveva però una sigaretta, senza dubbio non la cosa ideale per la salute del bambino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:22:16 UTC</pubDate>
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         <title>E il calcio?</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un soldato a guardia di uno stadio chiuso per l'emergenza legata all' influenza spagnola (1918)<br><br>In realtà, non tutti i paesi colpiti sospesero le attività sportive. In segno si sfida verso l'Inghilterra, gli irlandesi continuarono ad esempio a praticare i tradizionali sport gaelici, mettendo a rischio la vita di migliaia di persone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:22:58 UTC</pubDate>
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         <title>Un selfie...nel 1917</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Senza perdere il buonumore<br><br>Il selfie sorridente di un aviatore della I Guerra Mondiale (1917)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:23:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>E adesso chiudiamo fabbriche, scuole, uffici,...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un articolo dalla prima pagina della Stampa sull'influenza "Spaziale" (20 dicembre 1969) <br><br>Seconda grande pandemia (dopo l' "Asiatica") ad aver investito anche il nostro Paese dal dopoguerra, la "Spaziale" si diffuse in Italia alla fine degli anni '60, infettando 13 milioni di nostri connazionali e uccidendone 5mila. Tra i 750.000 e i 2 milioni di contagiati morirono in tutto il mondo per la malattia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:25:12 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Lo sport si ferma a causa della pandemia...</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giocatori di baseball indossano le mascherine per proteggersi dalla Spagnola (1918)<br><br>La Spagnola non risparmiò lo sport allora più popolare degli Stati Uniti, uccidendo, tra gli altri, il famoso arbitro Silk O'Loughlin e Larry Chappell, esterno dei Chicago White Sox, dei Cleveland Indians e dei Boston Braves.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:25:57 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ma le armi?</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questa discutibile pubblicità del 1904 una bambina maneggia la pistola del padre, che è descritta come sicura per i più piccoli ("papà dice che non ci farà del male"). Non è pericolosa per loro, ma averla in casa conviene. <br><br>Un tema, quello della diffusione delle armi  negli USA, che sta tornando al centro del dibattito con i recenti "assalti" alle armerie per la psicosi legata al Coronavirus.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:29:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Amico, ti abbandono</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli anni delle grandi pestilenze, la medicina e la scienza erano convinte che la malattia fosse causata da atomi immondi e inquinati, che si "attaccavano" agli esseri umani ed agli oggetti. Per questo le autorità ordinavano disinfestazioni a tappeto e per questo il "medico della peste" indossava un abito di seta o di lino. <br><br>Paradossalmente, in alcune occasioni questi rimedi ottenevano buoni risultati, pur muovendo da un presupposto sbagliato; la veste liscia dei medico della peste non faceva ad esempio "attaccare" le pulci dei ratti (il principale veicolo del contagio), mentre bruciando pellicce, tappeti e lanerie (per il loro cattivo odore) si eliminava un altro ricettacolo della pulce.<br><br>Ieri come oggi, purtroppo, queste convinzioni inesatte portarono anche ad eliminare e ad abbandonare cani, gatti ed altri animali domestici e da compagnia (di rado responsabili del contagio). Un'idea oltremodo improvvida, che rese più facile la vita ai topi, quindi alla peste stessa*.<br><br>*durante la pestilenza del 1630, i deputati della Sanità pistoiese spesero più di tre scudi per l'operazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:31:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Mascherine...</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502252509</link>
         <description><![CDATA[<div>I liquidatori di Chernobyl (1986). Si trattava dei soldati e dei vigili del fuoco sovietici che, male equipaggiati e scarsamente informati, rischiarono (e sovente persero) la vita per contenere i danni al Reattore 4 e per decontaminare le zone del disastro.<br><br>Oggetto di una vera e propria mitizzazione, è comunque necessario ricordare come tra loro e tra i soccorritori vi fossero anche numerosi "sciacalli", ladri che fecero man bassa di quanto contenuto nelle case di Chernobyl e Pripyat rivendendo la merce al mercato nero e contribuendo così alla diffusione delle radiazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:31:53 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La salvezza per 35 centesimi...</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502254926</link>
         <description><![CDATA[<div>In questo annuncio pubblicato nel novembre 1918 sul "Vancouver Sun" si vendeva a 35 centesimi una mascherina per il naso, assicurando potesse proteggere dalla Spagnola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:33:45 UTC</pubDate>
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         <title>Senza perdere il buonumore</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502255629</link>
         <description><![CDATA[<div>Un marine in trincea sorride leggendo una lettera dei suoi cari (Battaglia di Iwo Jima, 1945)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:34:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ma state a casa!</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502256418</link>
         <description><![CDATA[<div>“State a casa"; se il monito arriva da un medico del 1600<br><br>Divampata all'inizio nel Nord Italia, la peste manzoniana del 1630 si diffuse progressivamente nel resto della Penisola. In Toscana, area che offre allo storico ed al ricercatore numerosi spunti di interesse per studiare il fenomeno e il suo impatto sull'Italia, fu portata in estate  da un commerciante di Trespiano (un borgo vicino Firenze) che aveva violato il cordone sanitario, andando a Bologna. Non sono poche, come si può vedere e anche in questo caso, le similitudini con la situazione odierna.<br><br>Dall'andamento altalenante, la pestilenza conobbe un picco elevatissimo nell'autunno del 1630, per poi calare tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera dell'anno successivo e riesplodere ad agosto (a causa del ciclo vitale dei ratti e delle loro pulci, i principali veicoli del contagio). Ed è proprio nell'estate del 1631 che si verificò un'altra drammatica similitudine con il quadro attuale (pur con le ovvie e scontate differenze del caso), ossia la mancanza di posti letto nei lazzaretti e negli ospedali. <br><br>Come ebbe a dire a riguardo il dottor Stefano Arrighi, coraggiosissimo medico 30enne impegnato contro la peste nella città di Pistoia: "Qua continuamente crescono gli ammalati e manchono i medicamenti , poiché  a più riprese  si è mandato  a chiedere al provveditore  et al Ceppo coppette, sapone nero, conconi da cavar sangue et altre cose et qua non viene niente, onde perché  questi mali  patiscono poca dilazione si ne patisce  assai et gli ammalati non possono essere spediti con quella brevità che si ricercha.  Di biancheria et coperte la maggior parte dei letti è senza  lenzuola et ancora con poche coperte. Di letti gli ammalai stanno cinque per letto con detrimento de' convalescenti, poiché  con lo stare insieme et i mali essere contagiosi vengono a tornare in recidiva".<br><br>Ancora, da un'altra relazione, successiva, del Dott. Arrighi: "Si ritrovano nel lazzaretto  in ordine per ire allo hospidale di Capo di Strada  fra huomini et donne in venti persone: vi sono vestiti sei per huomini et sei donne; Li pregho operare [che ] venghino il resto de' vestiti acciò tuti possano  andare in Capo di Strada. Gli ammalati nel lazzareto sempre vanno crescendo et non vi è più luogho ove metterli poiché  stanno quattro o cinque per letto. Ci è bisogno di cerotti et olii et lo hospidale del Ceppo duce non ne haver più; si come anchora ci bisogna cigne per legare li ammalati che eschono fuori di sé . Nel hospidale di Capo di Srada vi è ventuno ammalati et non vi è che sei letti...[ad essi] hancora si lamentano del vitto et pane quale è tanto scarso che dicono non potere vivere".<br><br>Una realtà infernale, quella descritta dal medico, e comune a quasi tutti i paesi europei travolti dalla "morte nera". Sempre in Toscana, e pure a Pistoia, dall'estate-autunno 1630 i deputati della Sanità reagirono cacciando i forestieri, i saltimbanchi e gli ebrei (mai considerati pienamente cittadini come gli altri), costruendo nuovi lazzaretti, assumendo nuovi medici, requisendo gli effetti personali dei morti per poi inviarli a lazzaretti (coperte, cuscini, ecc), requisendo le case vicine al lazzaretti, velocizzando le dimissioni dei guariti, aumentando la prevenzione con visite a chi cominciava a manifestare i primi segnali di un malessere sospetto. <br><br>Al di là, lo abbiamo detto, delle differenze tra un'epoca e l'altra, la drammaticità dello scenario illustrato può forse servire da esempio e monito anche al contemporaneo, suggerendogli quella prudenza utile ad evitare comportamenti a rischio che possano danneggiare la collettività sovraccaricando le strutture di assistenza <br><br>Nell'immagine: manoscritto miniato con illustrati due pazienti sofferenti di peste bubbonica</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:35:00 UTC</pubDate>
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         <title>Piccole regole per evitare il contagio...1918!</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502257570</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo manifesto americano del 1918 illustrava le regole per difendersi dalla Spagnola e da altre patologie. Regole non molto diverse da quelle attuali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:35:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ma è solo un’influenza!!! </title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502258474</link>
         <description><![CDATA[<div>Un giornale italiano cerca di sdrammatizzare l'influenza Spagnola (1918)<br><br>"Quello che immagina un lettore...fantasioso dopo aver letto in un giornale il seguente titolo: 'il bacillo dell'influenza è stato scoperto in un ospedale di Londra'"</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:36:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Mortalità, letalità e falsi miti della peste manzoniana</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502259756</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante la grande epidemia di peste che colpì l'Italia negli anni '30 del '600, la città di Pistoia registrò (caso non unico nel suo genere) un livello di mortalità abbastanza basso all'interno del proprio lazzaretto e dei propri ospedali.  Volendo essere più precisi, parliamo di un tasso di "mortalità" del 51%, rispetto a un tasso di "letalità" che in genere, in caso di pestilenza, si spingeva fino a punte dell'80%.<br><br>Lo "Yersinia pestis" uccideva in modo rapidissimo, mentre  all'epoca il ricovero seguiva tempi molto lunghi, ragion per cui chi riusciva ad arrivare al lazzaretto era spesso un paziente già più forte e resistente della media, con maggiori probabilità di vincere il morbo.<br><br>A riprova, gli infetti che giungevano dalla città (dove si trovavano le strutture di ricovero) morivano nel 60% dei casi, mentre la percentuale scendeva al 50% tra chi proveniva dalle campagne (lontano dalle strutture d ricovero). Il lazzaretto e gli ospedali facevano quindi registrare un numero di decessi abbastanza contenuto, statistica che era però ingannevole e fuorviante.<br><br>Si è parlato volutamente di “mortalità” rispetto a “letalità”, dal momento in cui spesso tra i ricoverati c'erano anche non-appestati, altro elemento che falsava i dati sull'epidemia. <br><br>La differenza tra “letalità” (rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa) e “mortalità” (il numero di morti sul totale della popolazione media presente ) è uno dei temi centrali anche in questi giorni di emergenza legata al Coronavirus.  <br><br>Nota: i dati provengono dalla relazione del marchese Luigi Vettori, commissario generale di sanità incaricato dal granduca toscano <br><br>Nella foto: i monatti</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:37:37 UTC</pubDate>
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         <title>Le misure italiane che fecero scuola per 500 anni </title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>In alcuni lavori precedenti si era già parlato delle misure di sicurezza adottate dall'Italia pre-unitaria per far fronte alle grandi epidemie che colpirono a varie ondate lo Stivale, da Sud a Nord. Misure spesso avveniristiche per l'epoca, sebbene basate su conoscenze primitive, e destinate a fare scuola, anche all'estero e nei secoli successivi. <br><br>Entrando nello specifico, dalla metà del XIV secolo città come Milano, Venezia e Firenze decisero di rendere stabili e permanenti le loro Magistrature di Sanità, uffici all'avanguardia creati durante la peste del 1348-1351 ma all'inizio di carattere esclusivamente temporaneo ed emergenziale. <br><br>Con le nuove disposizioni, le autorità pensarono innanzitutto alla prevenzione ("la parte preservativa è più nobile assai, e più necessaria che la curativa", come scrisse il medico genovese Giovan Agostino Contardo nei giorni della pestilenza del 1576),  migliorando le condizioni igieniche generali e ampliando e potenziando le strutture medico-sanitarie, così da non farsi trovare impreparati in caso di epidemia.<br><br>Come spiega a riguardo il Cipolla: "Le magistrature di sanità vennero ad occuparsi della qualità dei generi alimentari venduti sui mercati,  dei movimenti de medicanti  e delle prostitute, delle condizioni igieniche prevalenti nelle case della povera gente, delle farmacie e della qualità  e dei tipi di farmaci veduti, delle fognature, del funzionamento degli ospedali, delle attività della professione medica,  delle condizioni igieniche delle taverne e delle bettole, del movimento delle merci dei viaggiatori, dei pellegrini e delle navi, delle quarantene delle navi dei viaggiatori e delle merci sospette, della istituzione dei passaporti sanitari per i viaggiatori  e per le merci,  della tenuta di registri di morti in cui ci fossero indicate l'identità del defunto, la sua residenza e la sua professione  e la presunta causa di morte con l'accompagnamento della relativa dichiarazione medica.  E mille altre cose ancora"<br><br>Provvedimenti destinati a fare scuola, dicevamo, basti pensare che saranno ripresi in Inghilterra da Simon, Farr, Disraeli e Chadwick nei loro celebri studi per gestire l'epidemia di colera che si abbattè sul Paese nell'800.<br><br>Nell'immagine: il lazzaretto di Milano</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:40:37 UTC</pubDate>
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         <title>L’influenza asiatica</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:41:46 UTC</pubDate>
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         <title>Le mascherine ai tempi della Spagnola</title>
         <author>mcitossi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Qui siamo in California, è il 1918, e una delle persone in foto mostra un cartello con scritto: "Indossa la mascherina o vai in prigione" ("Wear a mask or go to jail")</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:42:59 UTC</pubDate>
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         <title>Bandi e decreti...nel 1600!</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502269087</link>
         <description><![CDATA[<div>Negli anni della peste seicentesca, le autorità dei numerosi stati in cui si componeva e divideva l'Italia presero una serie di provvedimenti restrittivi di vario livello al fine di contenere l'epidemia, spesso non molto diversi da quelli attuali. <br><br>In particolare, ne spiccavano due: <br><br>-il bando<br><br>-la sospensione<br><br>Se in entrambi i casi tutte le merci e tutti gli individui  provenienti dalle zone bandite o sospese potevano entrare solo da porti o valichi specificati e con all'interno stazioni di quarantena, il "bando" era una misura applicata quando la presenza della peste era stata accertata (si trattava allora di un provvedimento dalla scadenza indefinita, che molte volte imponeva persino la chiusura delle stazioni di quarantena), mentre la "sospensione" era una scelta precauzionale, revocabile in ogni momento. La zona sospesa poteva infatti soltanto confinare con una bandita o non avere osservato adeguate misure di controllo sanitario, causando i sospetti e i timori delle autorità degli altri stati<br><br>E' da segnalare come l'Italia diede prova, in quella circostanza, di un notevole spirito unitario di fatto; città e potenze diverse e rivali come Firenze, Genova, Venezia, Lucca, Milano, Mantova, Parma, Bologna, Ferrara, Ancona o Modena, mantennero una comunicazione molto stretta, scambiandosi pareri e informazioni per combattere e contenere il morbo (a causa di un frettoloso bando della Corsica ci fu ad ogni modo una crisi tra il Granducato di Toscana e Genova, che ai tempi controllava l'isola).   <br><br>*come testimonia il documento nell'immagine (risalente al 1720) bandi e sospensioni furono applicati anche in altre epoche</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:44:33 UTC</pubDate>
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         <title>La quarantena che fece più danno della peste</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/502270049</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell'inverno del 1630 le autorità di Firenze disposero una quarantena per tutti i cittadini dai tredici anni in su.  La decisione si basava sull'idea fosse opportuno isolare  il più alto numero di individui nel momento in cui l'epidemia di peste presentava segni di remissione, così da favorire e accelerare la fine dei contagi.<br><br>Paradossalmente, oltre ad aumentare la diffusione del morbo (concentrando la gente nei suoi focolai), tale misura finì anche con l'infliggere un durissimo colpo all'economia della città, già duramente provata. <br><br>Da 12mila, i soggetti in difficoltà economiche passarono infatti a 30mila*, non potendo lavorare come prima. Inoltre, la disoccupazione crebbe fino a punte del 150%. Immane anche lo sforzo per provvedere agli isolati: Firenze impiegò ben 1070 persone, 23 muli e investì circa 150 mila scudi. Tutto, come ripetiamo, per niente o per peggiorare le cose.<br><br>*su 80 mila cittadini totali</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-10 16:45:23 UTC</pubDate>
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         <title>Le regole contro la &quot;febbre spagnola&quot; di 100 anni fa? Le stesse di oggi</title>
         <author>mcitossi</author>
         <link>https://padlet.com/mcitossi/af2gp10jkk7mtnzz/wish/530861981</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-26 09:29:55 UTC</pubDate>
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