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      <title>expo londra 1851 by </title>
      <link>https://padlet.com/francescoluxardo/adi7e1smyayhapjp</link>
      <description>Fatto con stile</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-26 11:21:52 UTC</pubDate>
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         <title>LUOGO</title>
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         <description><![CDATA[<div>Come luogo di esposizione venne ideato e costruito il Crystal Palace, un enorme edificio in vetro e ferro creato appositamente per contenere tutta l’Esposizione, tale palazzo venne definito come un vero e proprio “miracolo” ingegneristico poiché venne costruito in soli 9 mesi.<br>All’interno della struttura l’esposizione era divisa in due metà: una dedicata all’Inghilterra e alle sue colonie mentre l’altra parte per i paesi stranieri, in tutto gli espositori erano quindi circa 14.000, e le invenzioni esposte erano a loro volta suddivise in quattro classi: materie prime, macchine, prodotti manifatturieri e oggetti d’arte. L’Esposizione durò dal 1 maggio all’11 ottobre 1851 e, dopo il termine prefissato, il grande Palazzo fu spostato in una zona a sud di Londra. L’edificio rimase in piedi fino al 1936 quando, dopo un incendio, venne completamente distrutto.<br>Lungo la via principale del Palazzo, i vari paesi esponevano le proprie innovazioni e la camminata era fiancheggiata da alberi e statue imponenti, simbolo del predominio dell’uomo sulla natura. La galleria centrale culminava a trenta metri di altezza e una navata trasversale della stessa altezza permetteva di mantenere un boschetto di alberi secolari dentro l’edificio.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-27 19:59:34 UTC</pubDate>
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         <title>EXPO 1851 LONDRA</title>
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         <description><![CDATA[<div>a storia delle esposizioni universali ebbe inizio nel 1851 quando, in piena era vittoriana, l'Inghilterra, anzi l’Impero Britannico, decise di ospitare un’ Expo che mostrasse la sua potenza industriale. Da allora sono in tutto 34 le esposizioni universali riconosciute dal Bie, l'organismo internazionale che sovrintende all’ Expo.</div><div>Le prime 22 Esposizioni, che si sono svolte fino al 1933, sono definite 'storiche'.</div><div>Londra, 1851: fu questo l’anno in cui tutto ebbe inizio. Con il titolo roboante di “Grande esposizione delle opere dell’industria di tutte le Nazioni“, il Principe Alberto e Henry Cole, insieme ad altri notabili inglesi membri della Royal Society of Arts, diedero vita a Expo 1851, la prima grande Esposizione internazionale, capostipite di una tradizione che vive ancora oggi.</div><div>Il motivo di tale evento fu la celebrazione delle più moderne e innovative tecniche industriali del tempo e, a coronamento di tutto, fu indetto un concorso internazionale di architettura per la realizzazione di un edificio originale, moderno e innovativo che potesse ospitare la grande Esposizione. Alla fine, fu approvato il progetto di Joseph Paxton, un capo giardiniere di Chasseworth, noto per aver fatto fiorire nel giardino del Duca del Devonshire la più grande ninfea conosciuta. Il progetto, il Crystal Palace, fu un enorme edificio in vetro e ferro costruito appositamente per contenere tutta l’Esposizione: vero e proprio “miracolo” ingegneristico, venne costruito in soli 4 mesi.<br>L’Esposizione durò dal 1 maggio all’11 ottobre 1851 e, dopo il termine prefissato, il grande Palazzo fu spostato in una zona a sud di Londra (Sydenham).</div><div>Purtroppo, il 30 novembre del 1936 divampò un terribile incendio, che incenerì completamente il Palazzo di Cristallo. L’area dove avvenne lo scempio, fu in seguito chiamata “Crystal Palace”, a imperitura memoria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-27 20:01:38 UTC</pubDate>
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         <title>GRANDI MENTI APPREZZARONO L&#39;EVENTO </title>
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         <description><![CDATA[<div>L’evento fu molto atteso e anche tra i grandi nomi del tempo aleggiò una trepidante impazienza. Charles Darwin, Samuel Colt, Charlotte Brontë, Charles Dickens, Lewis Carroll, George Eliot, Alfred Tennyson: tutte le eminenze grigie dell’epoca erano animate da un’elettrica curiosità di come si sarebbe svolto questo evento universale. Alla fine tutti visitarono l’imponente esibizione, e non mancò neppure la Famiglia Reale, con in testa la Regina Vittoria. Notevole interesse rivestono le impressioni riportate dalla scrittrice Charlotte Bronte in occasione della sua visita all'Esposizione. In una lettera, la scrittrice raccontò della straordinaria e rutilante esperienza come di qualcosa di “vasto, strano, nuovo e <em>impossibile da descrivere</em>”, sottolineando come l’impatto dirompente fu causato proprio dai caratteri di rottura e novità per cui una descrizione “verbale” si sarebbe dimostrata insufficiente:</div><div><em>“Ieri sono stata per la seconda volta al Crystal Palace. È un luogo meraviglioso – vasto, strano, nuovo e impossibile da descrivere. La sua magnifica grandezza non consiste nelle singole cose, ma nell’irripetibile accorpamento di tutte le cose insieme. Qualsiasi oggetto che sia mai stato creato dall’industria umana è lì, dai grandi padiglioni zeppi di motori ferroviari e caldaie, i macchinari industriali in piena funzione, gli splendidi mezzi di trasporto di tutti i tipi, ogni varietà di finimenti, fino ai banconi di vetro, o rivestiti di velluto, ricoperti dei più bei lavori di oreficeria e argenteria, e gli scrigni, gelosamente custoditi, pieni di veri diamanti e perle del valore di centinaia di migliaia di sterline. Potrebbe essere definito come un bazar o una fiera, ma si tratta di un bazar o di una fiera come quelli che potrebbero essere creati da creature orientali ultraterrene. Come se solo la magia potesse aver raggruppato una tale quantità di ricchezze da tutte le parti del mondo – come se solo una mano soprannaturale potesse aver sistemato tutto ciò, con un incendio e un contrasto di colori e un meraviglioso potere di effetto. La moltitudine che riempie le grandi corsie sembra regolata e manovrata da una qualche forza invisibile. Tra le trentamila anime che erano all’esposizione quel giorno, non era possibile sentire alcun rumore troppo forte, né vedere alcun movimento irregolare; il flusso umano scorreva placidamente, producendo un basso mormorio come quello udibile, in lontananza, provenire dal mare”.</em></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-27 20:03:22 UTC</pubDate>
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         <title>POLEMICHE ED ALLARMISMI LEGATI ALL&#39;EVENTO</title>
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         <description><![CDATA[<div>Come poi si rivelarono vero e proprio <em>leitmotiv </em>di ogni successiva Esposizione Universale, non mancarono polemiche e allarmismi. I conservatori temettero che un tale afflusso di gente avrebbe favorito l’insurrezione di moti rivoluzionari; i radicali, con in testa Karl Marx, videro in Expo il trionfo del più sfrenato feticismo capitalistico; e addirittura il Re Ernest Augustus I di Hanover ebbe a scrivere, poco prima della sua morte, uno sdegnato epitafio di Expo:</div><div>“La follia e l’assurdità della Regina nel permettere questo scempio deve colpire ogni mente ragionevole e ben pensante, e io sono stupito che i Ministri stessi non facciano pressione su di lei, almeno andando a Osborne durante la mostra, dato che nessun essere umano può eventualmente rispondere di quanto potrà verificarsi in questa occasione. L’idea deve scioccare ogni inglese onesto e ben intenzionato. Ma sembra che tutto stia cospirando per sminuirci agli occhi dell’Europa. “</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-27 20:04:43 UTC</pubDate>
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         <title>PAESI E GUADAGNO</title>
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         <description><![CDATA[<div>All’esposizione non era presente solo l’Inghilterra ma parteciparono anche 35 paesi stranieri provenienti da Africa, Asia, Europa, tra cui le colonie dell’impero inglese, il Regno di Toscana e il Vaticano.&nbsp;<br>Expo 1851 fu visitato da 6 milioni di persone e fu un successo enorme per l’epoca. La media di visite giornaliere fu di 42.831 visitatori, con un picco di 109.915 persone il 9 ottobre. Questa ingente affluenza di persone fu legata soprattutto al prezzo di entrata all’esposizione, infatti inizialmente il prezzo d’ingresso era di 3 sterline per i signori e di 2 sterline per le signore ma dal 24 maggio le persone furono lasciate entrare solo per uno scellino a testa. Furono migliaia gli operai inviati dai datori di lavoro, contadini inviati da proprietari terrieri, file di scolari e personaggi di spicco che si presentarono a Londra. Un agente di viaggio organizzò inoltre treni speciali per escursioni dove un biglietto di andata e ritorno in terza classe da York costava solo cinque scellini.</div><div>Fu proprio grazie ai bassi prezzi proposti che l’evento rappresentò un grande successo economico, infatti Expo 1851 generò un guadagno di circa £186.000, con cui vennero fondati 3 importanti musei: il Victoria and Albert Museum, il Museo della Scienza e il Museo di Storia Naturale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-27 20:07:54 UTC</pubDate>
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         <title>ESPOSIZIONE</title>
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         <description><![CDATA[<div>Durante questa prima esposizione furono messi in mostra oltre 13.000 oggetti provenienti da diversi paesi e di diversi tematiche. Tutte queste invenzioni vennero poste nelle 10 miglia apposite per l’evento secondo una divisione precisa, come già detto precedentemente.<br>Si poteva trovare qualunque tipo di invenzione e ogni paese presentava qualcosa di diverso dagli altri. Dell’Italia, per esempio, si potevano ammirare pizzi, damaschi, broccati ma anche medaglie, mobili, quarzi incisi, vasi, candelabri, carta di Fabriano, mosaici in pietra e vetro, marmi, cristalli, lavori in scagliola e molti altri prodotti artigianali.<br>Nella sezione inglese invece si poteva vedere una pressa idraulica che aveva sollevato i tubi metallici di un ponte a Bangor inventato da Stevenson. Ogni tubo pesava 1.144 tonnellate, ma la pressa era gestita da un solo uomo; era presentato anche un martello a vapore in grado di forgiare con la stessa precisione il cuscinetto principale di un piroscafo o di rompere delicatamente un uovo. C’erano macchine che potevano sostituire gli impiegati di banca fuori dal lavoro e altre centinaia di innovazioni.<br>In uno degli stand si poteva trovare anche una macchina da stampa che poteva produrre 5.000 copie del periodico inglese “<em>Illustrated London News”</em> in un’ora, un’altra per stampare e piegare le buste, una macchina per fare le nuove sigarette e un carro funebre in espansione.&nbsp;<br>Si potevano osservare anche altri esempi di macchine da stampa, macchine tessili, macchine agricole, macchine a vapore e le prime locomotive ferroviarie.<br>Oggi inoltre si ricordano particolari innovazioni da record presentate durante questa prima edizione, tra cui:<br>-Il Daria-i-Noor, uno dei più rari diamanti rosa-pallido al mondo;</div><div>-La macchina di Frederick Bakewell, antenata del moderno fax;</div><div>-La prima macchina per il calcolo automatico dei voti;</div><div>-Il prototipo della prima Colt Navy, mostrato proprio dal costruttore di armi da fuoco Samuel Colt.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-27 20:09:11 UTC</pubDate>
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         <title>EXPO LONDRA </title>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://youtu.be/rceaJ06wSMQ">https://youtu.be/rceaJ06wSMQ</a></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-27 20:12:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il Koh-I-Noor</title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella mostra del 1851 furono esposti due diamanti molto importanti: il Koh-I-Noor e il Daria-I-Noor.<br>Il <strong>Koh-i-Noor,</strong> tradotto dal persiano in "Montagna di luce", è un celebre diamante bianco di 105 carati (inizialmente era di addirittura 793 carati) che è stato per molto tempo il più grande conosciuto al mondo. La leggenda che gira attorno a questo diamante dice che se a possedere la gemma fosse stato un uomo questo sarebbe il sovrano del mondo, ma soffrirebbe di una grande sfortuna; se a possederlo fosse una donna, questa sarebbe molto fortunata. Appunto per questa leggenda, successivamente questa gemma fu incastonata su una tiara con altri 2 000 diamanti su ordine della regina Vittoria, mentre ancora successivamente fu incastonata al centro della croce maltese della corona della regina Elizabeth Bowes-Lyon, dove si trova tuttora.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-28 10:20:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 10:36:30 UTC</pubDate>
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         <title>Il Daria-I-Noor</title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Daria-I-Noor, (che in persiano significa "mare di luce") ò uno dei diamanti tagliati più grandi al mondo, in quanto esso è di 182 carati da già lavorato.<br>La sua particolarità sta nel fatto che è un diamante rosa, colore molto raro<br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 10:44:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 11:02:57 UTC</pubDate>
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         <title>La fibula di Tara</title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'expo del 1851 fu esposta pure la Fibula di Tara: questa è uno tra i massimi esempi di fibula celtica&nbsp; giunti sino ai nostri giorni e risale al VIII sec. d.C. Questa fu ritrovata l'anno prima dell'esposizione<br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 11:09:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 11:16:16 UTC</pubDate>
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         <title>la macchina di Frederick Bakewell</title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il fisico inglese di nome<strong> Frederick Bakewell</strong> all'expo <strong>del 1851 a Londra</strong>, portò una versione antica del fax odierno</div><div>Egli si ispirò alla macchina inventata in precedenza da Bain, tuttavia sostituì i pendoli con dei cilindri rotanti e usò una stilo per copiare e riprodurre l’immagine.<br>Tuttavia, il dispositivo non ha mai ottenuto un successo diffuso a causa della sua scarsa qualità di riproduzione.<br><br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br><br><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 11:24:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 11:29:54 UTC</pubDate>
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         <title>Barometro a sanguisughe</title>
         <author>mikeorly6</author>
         <link>https://padlet.com/francescoluxardo/adi7e1smyayhapjp/wish/1361163023</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra le altre cose, fu pure presentato il “pronosticatore di tempeste”, meglio conosciuto come “Barometro a sanguisughe”.&nbsp;<br>questo marchingegno fu inventato da un certo dottor Merryweather, il quale aveva osservato che, poco prima dell’arrivo del&nbsp; maltempo, le sanguisughe immerse in acqua dolce&nbsp; tendevano ad agitarsi e a provare a venir fuori dal recipiente in cui erano.&nbsp;<br>Pertanto egli installo alla base del suo apparato una decina di barattoli di vetro, pieni di acqua, in ognuno dei quali era imprigionato una sanguisuga. La cima del barattolo era collegata da&nbsp; una catenella fino ad un campanile in miniatura. All’avvicinarsi del maltempo la sanguisuga usciva dalla barattolo ed azionava la campanellina . Tanto più numerose erano le sanguisughe che facevano suonare la campana&nbsp; tanto più&nbsp; probabile era l’arrivo del temporale!<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 11:36:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 11:43:23 UTC</pubDate>
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         <title>Crystal Palace</title>
         <author>francescoluxardo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Crystal Palace era un enorme edificio costruito in ferro e vetro in stile vittoriano, fu edificato a Londra nel 1851 in occasione della prima esposizione universale. Per la prima volta nel 1851 venne situato in Hyde Park, successivamente per questioni di spazio venne trasferito a Sydenham Hill, nel tempo il parco e il quartiere che ospitavano la famosa costruzione ne presero il nome, attualmente il palazzo non esiste più,&nbsp; venne infatti distrutto da un incendio nel 1936.<br>La storia di questa enorme opera inizia nel 1850, quando venne indetto un concorso dal Principe Alberto per scegliere il progetto del Palazzo delle Esposizioni, l'edificio doveva ricoprire diversi ettari ed essendo situato in Hyde Park e doveva essere smontabile una volta finita l'esposizione. Nella prima pubblicazione del concorso risposero 240 partecipanti tra cui i progetti più rilevanti furono quelli di Hector Horeau&nbsp; e Richard Turner, tuttavia i progetti vennero tutti rifiutati per l'irrealizzabilità per il maggior problema che consisteva nell'impossibilità di riutilizzare i materiali una volta smontato. Alla fine la commissione decise un  progetto più semplice che venne  presentato da Joseph Paxton che prevedeva l'uso di materiali prodotti in serie che premettevano un costo minore e la possibilità di smontaggio senza troppi problemi, il più grande vantaggio che questo progetto costituiva era l'assenza di fondamenta ciò permetteva una costruzione molto rapida.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 13:33:41 UTC</pubDate>
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         <title>La struttura </title>
         <author>francescoluxardo</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La struttura di Crystal Palace era progettata su modello delle serre, infatti non presentava grandi differenze da quest'ultima, se non la colossale dimensione. Occupava 84.000 m², era lungo 1851 feet(564 m) e largo 120m e alto 39m, presentava due livelli, il piano terra e una galleria rialzata. L'esposizione si divideva in 2 parti la south part era dedicata all'esposizione dell'Inghilterra e del impero mentre la north part era assegnata ai paesi d'oltreoceano. L'edificio venne reso ancora più particolare dalla presenza di alberi all'interno tra cui il principale che divenne uno dei simboli dell'expo, il vetro che utilizzato arrivò a 1 milione di feet<sup>2&nbsp; </sup>uguale circa a un terzo dell'intera produzione annua dei vetro del regno unito.<sup>&nbsp; </sup><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-28 14:31:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescoluxardo</author>
         <link>https://padlet.com/francescoluxardo/adi7e1smyayhapjp/wish/1361461743</link>
         <description><![CDATA[<div>Il costo per quanto il costo fosse contenuto l'edificio arrivò a costare 2 milioni di sterline, che sarebbe stato un costo molto importante per il governo, tuttavia grazie alle donazioni della popolazione il costo si ridusse a 80000 £. il 1 maggio 1851 ci fu l'inaugurazione che venne dichiarata festa pubblica e permise a 500,000/1000000 persone di venire a vedere l'arrivo trionfale della regina, grazie a questo grande afflusso di persone&nbsp; che continuò anche nei successivi giorni si raccolse una considerevole somma di denaro. Infatti grazie a questi guadagni il governo riuscì a finanziare molti musei e palazzi che tuttora vediamo ne centro di Londra come i "south kensington museum" o "royal albert hall".</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-28 15:07:39 UTC</pubDate>
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         <title>La macchina a vapore per la stampa</title>
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         <description><![CDATA[<div>Uno dei fiori all'occhiello dell'esposizione di Londra del 1851 fu senza dubbio la macchina da stampa a vapore: per la prima volta venne stampato un numero del "The Times" con l'ausilio di questa tipologia di macchina tipografica, più precisamente una pressa piano-cilindrica. Le due personalità che diedero vita a tale macchinario furono Friedrich Koenig, il progettista, e il suo assistente e costruttore Andreas Bauer.</div><div>Grazie all'utilizzo e all'invenzione di questa macchina fu possibile stampare all'incirca un migliaio di fogli l'ora per ogni cilindro e si rivoluzionò il modo di stampare quotidiani che fino ad allora erano realizzati con torchi a mano da numerosi operai.&nbsp;<br>La Rivoluzione industriale del XIX secolo, ebbe tra i suoi benefici anche l'alfabetizzazione delle masse, processo accelerato proprio dalla diffusione di questo tipo di macchine tipografiche.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-28 15:59:18 UTC</pubDate>
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         <title>La gomma vulcanizzata</title>
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         <description><![CDATA[<div>All'esposizione fu presentato anche un nuovo tipo di gomma, la cui creazione si deve a Charles Goodyear. L'inventore statunitense è considerato, infatti, lo scopritore del processo della vulcanizzazione, che conferisce alla gomma particolari proprietà di elasticità, resistenza, impermeabilità ai gas, alle azioni chimiche, all'elettricità e al calore.<br>Il processo consiste nell’aggiunta di una miscela di zolfo e di altri additivi alla gomma, che la porta alla perdita delle sue proprietà plastiche e le conferisce le caratteristiche sopra citate.<br>La gomma vulcanizzata viene ancora oggi impiegata nella produzione di pneumatici.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-28 16:30:28 UTC</pubDate>
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         <title>La pistola a tamburo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Per ciò che riguarda le novità in campo bellico, una delle innovazioni più iconiche del XIX secolo è sicuramente l'invenzione della pistola a tamburo, anche conosciuta come "revolver", o "rivoltella" in Italiano.<br>Questa tipologia di pistola nacque nella prima metà dell'Ottocento come evoluzione di un modello di arma da fuoco di estrema inaffidabilità, e prende il nome dal suo componente principale, il tamburo.&nbsp;<br>La particolarità di quest'arma, perfezionata da Samuel Colt, risiede proprio nel tamburo, il quale consentì di poter sparare più colpi senza ricaricare ogni volta, come era di consueto per la stragrande maggioranza delle armi dell'epoca. Nel modello realizzato da Colt, inoltre, l'accensione delle cariche di lancio avveniva per mezzo delle capsule a percussione, e non attraverso la pietra focaia come nel modello precedente, che risultava di conseguenza molto più pericoloso da maneggiare.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-28 17:00:41 UTC</pubDate>
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         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 17:42:19 UTC</pubDate>
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         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 17:43:47 UTC</pubDate>
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         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 17:46:36 UTC</pubDate>
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         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 17:48:40 UTC</pubDate>
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         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 17:51:33 UTC</pubDate>
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         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 17:58:48 UTC</pubDate>
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         <author>mikeorly6</author>
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         <pubDate>2021-03-28 18:18:54 UTC</pubDate>
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