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      <title>ricerca arte by VASCO GINEBRI</title>
      <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k</link>
      <description>Realizzato da vasco, nabil, andrea, sebastian e matteo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-14 18:25:13 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2016-11-17 19:40:08 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Gli stili della pittura pompeiana</title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137506026</link>
         <description><![CDATA[<div>Attualmente non sappiamo molto sulla pittura romana, questo é dovuto al fatto che non ci sono arrivati molti reperti. Contrariamente a quanto si possa pensare però, se a Pompei il Vesuvio ha ucciso molte persone, molte strutture, fortunatamente, sono rimaste intatte e grazie a queste abbiamo un discreto numero di reperti.<br>La decorazione delle case può essere divisa in più stili a seconda dell'epoca in cui sono collocati.<br><strong>Il primo stile</strong> va dal 150 all' 80 a.C., é anche detto strutturale. Questa tecnica pittorica, diffusa sia negli edifici pubblici che nelle abitazioni, imita, utilizzando in alcuni casi anche elementi in stucco a rilievo, il rivestimento delle pareti in opus quadratum e con lastre di marmo, detto crusta, da cui il nome "stile dell'incrostazione".</div><div>Le pitture di questo stile contengono anche piccoli elementi architettonici, come ad esempio pilastri per la divisione verticale delle superfici.<br><strong>Il secondo stile</strong> invece é presente tra l'80 e la fine del primo secolo a.C. é anche detto stile architettonico.&nbsp;<br>In questo tipo di pittura elementi come cornici e fregi con tralci vegetali cominciano ad essere dipinti invece che realizzati in stucco, riproponendo così, con abile gioco illusionistico di colori e ombre, ciò che durante primo stile si realizzava in rilievo.</div><div>Rispetto al primo stile, l'innovazione è fornita dall'effetto che si crea sulle pareti, dove al posto dello zoccolo si dipingono in primo piano podi con finti colonnati, edicole e porte dietro i quali si aprono vedute prospettiche.</div><div>In questo periodo nacque così anche la figura del paesaggista, che, a Pompei, dipingeva i particolari dei giardini, molto richiesti dai committenti.</div><div>Era anche in voga dipingere nature morte con cacciagione insieme a ortaggi e frutta.<br><strong>Il terzo stile</strong> si sovrappose al secondo stile ed arrivò fino alla metà del I secolo d.C., é anche detto stile ornamentale.<br>In esso venne completamente ribaltata la prospetticità e la tridimensionalità caratteristiche dello stile precedente lasciando il posto a strutture piatte con campiture monocrome, prevalentemente scure, assimilabili a tendaggi e tappezzerie, al centro delle quali venivano dipinti a tinte chiare piccoli pannelli raffiguranti scene di vario genere.<br><strong>Il quarto stile </strong>anche detto l'ultimo stile si afferma in età neroniana fino al 79 d.C. anno in cui il Vesuvio rase al suolo la città.<br>Si distingue dagli altri per l'inserimento di architetture fantastiche e di grande scenicità.<br>Gran parte delle ville pompeiane furono decorate con pitture in questo stile dopo la ricostruzione della città a seguito del disastroso terremoto del 62, che provocò ingenti danni.</div><div>Il quarto stile si caratterizza per un revival di elementi e formule decorative già sperimentate in precedenza: tornano di moda le imitazioni dei rivestimenti marmorei e le finte architetture caratteristici del secondo stile ma anche le ornamentazioni&nbsp; caratteristici del terzo stile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-14 18:56:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137506026</guid>
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         <title>Basilica di assenzio</title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137741029</link>
         <description><![CDATA[<div>La basilica fu inizialmente fatta costruire da Massenzio agli inizi del IV secolo (308-312) e fu terminata e modificata da Costantino. Lo schema costruttivo del gigantesco edificio (100 x 65 m), di cui resta oggi soltanto il lato settentrionale, presentava una navata centrale più larga e più alta (di base 80 x 25 m). Sulla navata centrale si aprivano, invece che le tradizionali navate minori, separate da quella centrale tramite file di colonne, tre grandi nicchie per lato, coperti da volta a botte con lacunari ottagonali ancora ben visibili nella parte superstite. Gli ambienti erano collegati tra loro da piccole aperture ad arco.<br>La navata centrale era coperta da tre enormi volte a crociera in opus caementicium, alte circa 35 m che poggiavano sui setti murari trasversali che separavano gli ambienti laterali.<br>Le dimensioni e il sistema costruttivo degli spazi interni sono del tutto compatibili con quelli delle grandi sale delle terme, che venivano di fatto chiamate pure "basiliche". L'esempio più illuminante è la sala delle terme di Diocleziano, trasformata poi nella basilica di Santa Maria degli Angeli.<br>Sul lato corto occidentale, alla testata della navata centrale si apriva un'abside preceduta da due colonne. Nell'abside venne collocata una statua colossale, acrolito costruito parte in marmo e parte in legname e bronzo dorato, alto 12 m. La statua raffigurava in origine lo stesso Massenzio e in seguito venne rilavorata con i tratti di Costantino I.<br>All'abside occidentale si contrapponeva l'originario ingresso dell'edificio, sul lato corto orientale, preceduto da una scalinata. L'ingresso dava accesso ad un corridoio trasversale aperto sulla navata centrale mediante cinque aperture ad arco. L'ingresso sul lato corto opposto all'abside rappresenta una disposizione che divenne poi tipica delle prime basiliche cristiane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:50:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137741029</guid>
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         <title>L&#39;Arco di Costantino</title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137746316</link>
         <description><![CDATA[<div>L'arco fu dedicato dal senato per commemorare la vittoria di Costantino I contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio (28 ottobre del 312) e inaugurato ufficialmente il 25 luglio del 315 (nei decennalia dell'imperatore, cioè l'anniversario dei dieci anni di potere) o nel 325 (vicennalia). La collocazione, tra il Palatino e il Celio, era sull'antico percorso dei trionfi.<br>L'arco è costruito in opera quadrata di marmo nei piloni, mentre l'attico, che ospita uno spazio accessibile, è realizzato in muratura e in cementizio rivestita all'esterno di blocchi marmorei. Sono stati utilizzati indifferentemente marmi bianchi di diverse qualità, reimpiegati da monumenti più antichi, e sono stati riutilizzati anche buona parte degli elementi architettonici e delle sculture della sua decorazione. L'arco misura 21 metri di altezza (con l'attico), 25,70 di larghezza e 7,40 di profondità. Il fornice centrale è largo 6,50 metri e alto 11,45.<br>La struttura architettonica riprende molto da vicino quella dell'arco di Settimio Severo nel Foro Romano, con i tre fornici inquadrati da colonne sporgenti su alti plinti; anche alcuni temi decorativi, come le Vittorie dei pennacchi del fornice centrale, sono ripresi dal medesimo modello.<br>La cornice dell'ordine principale è costituita da elementi rettilinei di reimpiego (datati all'età antonina o primo-severiana), integrati da copie costantiniane per gli elementi sporgenti sopra le colonne, più accuratamente scolpiti sulla fronte che sui fianchi. Ancora di reimpiego sono i capitelli corinzi (sempre di epoca antonina), i fusti rudentati in marmo giallo antico e le basi delle colonne (capitelli e basi delle retrostanti lesene sono invece copie costantiniane, mentre i fusti delle lesene, probabilmente di reimpiego, sono stati quasi tutti sostituiti nei restauri settecenteschi). Di epoca domizianea, ma con rilavorazioni successive, è anche il coronamento di imposta del fornice centrale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 14:59:30 UTC</pubDate>
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         <title>Il Fregio Dell&#39;Arco di Costantino</title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137746942</link>
         <description><![CDATA[<div>L'arco fu dedicato dal senato per commemorare la vittoria di Costantino I contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio (28 ottobre del 312) e inaugurato ufficialmente il 25 luglio del 315 (nei decennalia dell'imperatore, cioè l'anniversario dei dieci anni di potere) o nel 325 (vicennalia). La collocazione, tra il Palatino e il Celio, era sull'antico percorso dei trionfi.<br>L'arco è costruito in opera quadrata di marmo nei piloni, mentre l'attico, che ospita uno spazio accessibile, è realizzato in muratura e in cementizio rivestita all'esterno di blocchi marmorei. Sono stati utilizzati indifferentemente marmi bianchi di diverse qualità, reimpiegati da monumenti più antichi, e sono stati riutilizzati anche buona parte degli elementi architettonici e delle sculture della sua decorazione. L'arco misura 21 metri di altezza (con l'attico), 25,70 di larghezza e 7,40 di profondità. Il fornice centrale è largo 6,50 metri e alto 11,45.<br>La struttura architettonica riprende molto da vicino quella dell'arco di Settimio Severo nel Foro Romano, con i tre fornici inquadrati da colonne sporgenti su alti plinti; anche alcuni temi decorativi, come le Vittorie dei pennacchi del fornice centrale, sono ripresi dal medesimo modello.<br>La cornice dell'ordine principale è costituita da elementi rettilinei di reimpiego (datati all'età antonina o primo-severiana), integrati da copie costantiniane per gli elementi sporgenti sopra le colonne, più accuratamente scolpiti sulla fronte che sui fianchi. Ancora di reimpiego sono i capitelli corinzi (sempre di epoca antonina), i fusti rudentati in marmo giallo antico e le basi delle colonne (capitelli e basi delle retrostanti lesene sono invece copie costantiniane, mentre i fusti delle lesene, probabilmente di reimpiego, sono stati quasi tutti sostituiti nei restauri settecenteschi). Di epoca domizianea, ma con rilavorazioni successive, è anche il coronamento di imposta del fornice centrale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 15:00:45 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137746942</guid>
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         <title>Battistero di San Giovanni</title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137748165</link>
         <description><![CDATA[<div>La prima costruzione, risalente al IV secolo e dovuta probabilmente a Costantino, presentava una forma ottagonale con colonne angolari.<br> La costruzione era posta sopra un impianto termale, forse di un palazzo imperiale, così da poter ipotizzare che la prima costruzione del battistero fosse semplicemente l'adattamento di uno degli ambienti dell'area termale.<br> Rappresentò probabilmente uno dei primi esempi di architettura cristiana a pianta centrale (insieme al Mausoleo di costanza).<br> In particolare, come edificio specificatamente destinato alla celebrazione del battesimo e di forma ottagonale.<br>Infatti nel suo centro era presente una vasca con l'acqua, proprio per il rito del battesimo(immergendosi all'interno della vasca).<br> La scelta dell'ottagono e legato al significato simbolico del numero otto, che alludeva alla resurrezione ( infatti Cristo risorse all'alba dell'ottavo giorno); infatti sono presenti otto collone , otto finestre e otto mura .<br>la sua cupola è sorretta da due ordini di colonne: il più basso è costituito da otto colonne di porfido rosso, alte 6,3 metri;quello superiore fu fatto realizzare da Innocenzo X con otto colonne più sottili, in marmo bianco.<br>Parte dell'edificio fu modificato nel V secolo per volontà di papa Sisto III ;l'ampio ingresso fu impreziosito da due collone in porfido che accompagnavano un atrio ; poi il battistero fu ampliato mediante la costruzione di alcune cappelle.<br>la sua cupola era decorata da mosaici e marmi colorati , di qui oggi restano pochi frammenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 15:03:20 UTC</pubDate>
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         <title>Gli stili statuari</title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137749237</link>
         <description><![CDATA[<div>Mentre, nelle statue, il volto rappresenta l'indole del personaggio rappresentato, i gesti e le vesti rappresentano il suo ruolo nella società. Qualche volta però ci si muoveva nel campo della propaganda, e se un imperatore era rappresentato in armi non voleva per forza dire che era un buon generale. Ne sono un esempio le tre statue di Augusto:<br>la statua di <strong>Augusto con il capo velato</strong> è una statua che rappresenta l'omonimo imperatore nelle vesti di pontefice massimo mentre svolge una delle sue funzioni civili.<br>La statua di <strong>Augusto di prima porta </strong>rappresenta Augusto in vesti militari: tornato dalla guerra, augusto indossa una corazza che rappresenta la restituzione al&nbsp; dio Marte delle insegne perse da Crasso nel 53 a.C..<br>Nella statua del <strong>Divo Augusto </strong>Augusto è rappresentato nella sua origine divina, e tiene in manno la lancia e il fulmine di Zeus.<br>Accanto ai tre stili prima illustrati ha una posizione privilegiata nella gerarchia degli onori la statua equestre: anche in questo tipo di statua era presente una vasta scelta nei vestiti, la posizione del cavallo(se con le zampe sollevate in battaglia o al trotto), etc.; la più famosa è sicuramente quella di <strong>Marco Aurelio</strong>.<br>La statua era formata da tre figure: il cavallo, Marco Aurelio e una terza figura (probabilmente un nemico sconfitto) che sfortunatamente è andata persa. Marco Aurelio indossa dei vestiti militari e alza la mano destra in segno di clemenza verso un nemico sconfitto. Il cavallo ha molte&nbsp; borchie sul muso, e la zampa destra era, una volta, appoggiata su un barbaro sconfitto. Marco Aurelio è seduto su di un drappo quadrangolare usato dalle popolazioni nomadi e poi adottate di romani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 15:05:22 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Mausoleo di Costanza</title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137773441</link>
         <description><![CDATA[<div>Fu fatto costruire tra il 340 e il 345, da Costantina figlia di Costantino ,come proprio mausoleo, a ridosso della basilica costantiniana.<br> Vi furono sepolte sia Costantina sia la sorella Elena. L'edificio fu detto "di Santa Costanza" quando Costantina venne venerata come santa. <br> Il mausoleo, fu di proprietà imperiale, e non ecclesiastica, e dopo esser stato utilizzato come battistero della basilica di Sant'Agnese fuori le mura, divenne chiesa autonoma nel 1254 per volere di papa Alessandro IV. <br>Questo mausoleo ha una pianta circolare ed è coperto da una cupola in origine ornata da mosaici ; questa cupola poggia su 12 coppie di colonne,  disposte ad anello e sostenuta da un colonnato,  che formava un deambulatorio nello spazio centrale. <br>Erano presenti 12 finestre che corrispondevano alle 12 coppie di colonne. <br>I mosaici nella cupola vennero distrutti intorno al 1620 in quanto in pessimo stato ; nel circolo più esterno era rappresentata una scena fluviale nella quale puttini pescavano in acque ove pullulavano pesci e crostacei; dal fiume emergevano alcune isolette dalle quali si staccavano dei candelabri. <br>Davanti l'ingresso si trovava un ampio pronao che ospitava i sarcofagi di costanza e di sua sorella Elena.<br> Il prestigio di questo edificio romano, fece in modo che queste strutture furono più presenti nell'architettura romana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 15:49:48 UTC</pubDate>
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         <title>Le basiliche di Costantino </title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137775310</link>
         <description><![CDATA[<div>nei primi secoli dell'impero romano il cristianesimo era stata praticata in maniera semiclandestina , infatti la preghiera e la liturgia avevano luogo in sedi private .<br>I defunti venivano defunti in grandi necropoli sotterranee.<br>In seguito all'editto di Milano del 313 d.c. Costantino riconobbe la legalità della fede cristiana , furono quindi costruiti i primi edifici di culto pubblici .<br>Il tempio pagano , non costituì un modello in quanto era funzionale a riti molto diversi da quelli cristiani e soprattutto perché all'interno era poco spazioso . Nonostante ciò molti templi pagani furono nel corso dei secoli trasformati in cristiani .<br>Le basiliche si dividevano in cattedrali ( chiese in qui celebrava il vescovo ) o cimiteriali ( destinate al culto dei martiri ).Costantino fu il committente delle basiliche più antiche di Roma , per sua volontà fu edificata la prima cattedrale romana , la basilica di san Giovanni in Laterano , completata prima del 324 d.C.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 15:53:24 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica di san Pietro </title>
         <author>ginebri_vasco_2001</author>
         <link>https://padlet.com/ginebri_vasco_2001/abpy18kng01k/wish/137786870</link>
         <description><![CDATA[<div>Fu realizzata fra il 319 e il 326 d.C. L'edificio si presenta come una sala rettangolare , lunga ben 119 metri e ripartita nel senso della lunghezza da quattro file di colonne che suddividevano l'interno in cinque navate .<br>Nella chiesa fu sperimentata anche la presenza del transetto , una navatta trasversale perpendicolare a quella centrale che sottolineava la presenza della sottostante tomba di San Pietro , la quale venne a trovarsi al centro dell'apside .<br>Essa fu integrata nel presbiterio e circondata da un baldacchino retto da colonne tortili. L 'arco trionfale della basilica era decorato da un mosaico raffigurante l'imperatore , mentre la chiesa era decorata da una profusione di marmi colorati .<br>L a basilica era preceduta da una grande corte porticata , il quadriportico , costruito dai figli di Costantino .</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-15 16:15:41 UTC</pubDate>
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