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      <title>La Repubblica romana by Massimo Esposito</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-12-09 18:24:43 UTC</pubDate>
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         <title>IERI E OGGI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>COLONIE<br>Una colonia romana (latino: colonia) era una comunità autonoma, situata in un territorio conquistato da Roma in cui si erano stanziati dei cittadini romani e/o latini, legata da vincoli di eterna alleanza con la madrepatria. Con la definizione di colonia romana si intende sia le sole colonie di diritto romano, sia in senso più ampio, ogni tipo di colonia.<br>L'ordinamento delle colonie latine ricalcava quello dello Stato romano con un senato, assemblee popolari e magistrature. Avevano leggi e contingenti militari autonomi e potevano battere moneta. Nei confronti di Roma avevano l'obbligo di fornire aiuti militari ed economici in caso di stato di guerra o di necessità.<br>Il colonialismo ha semplicemente assunto altre forme. Nel moderno colonialismo, il Paese dominante non intende dominare il Paese “sottoposto”, ma quest’ultimo dipende da lui sul piano economico quanto basta da non avere quasi altra scelta che rispettare il suo volere; la dipendenza economica produce dunque un’indiretta dominazione politica. ad esempio ancora oggi ci sono paesi con delle colonie come:&nbsp;<br>-Francia (Algeria e Vietnam)&nbsp;<br>-Inghilterra (Gibilterra e le Bermuda)<br>-America (Portorico e la Samoa Americane.<br><br>MUNICIPI<br>Con il termine municipio (in lingua latina mūnǐcǐpǐum) si designava, nell'antica Roma e in particolare nella Roma repubblicana, una comunità cittadina legata a Roma.<br><br>In ogni caso, ogni municipio conservava parte della propria autonomia e identità, anche nel caso di massima integrazione; infatti i munìcipes,&nbsp;<br>cioè gli appartenenti a un municipio, avevano comunque un'organizzazione separata da quella del populus Romanus.<br><br>Ogni municipio doveva fornire sufficienti garanzie per l'esercizio delle loro responsabilità,&nbsp;<br>partecipare alla gestione del tesoro pubblico e contribuire alla prosperità della comunità infatti,&nbsp;<br>quando esercitavano una magistratura, erano tenuti a versare al tesoro una somma di denaro o&nbsp;<br>a spenderla in lavori o giochi pubblici. Inoltre si richiedeva che fossero reperibili, in modo da assicurare la loro permanenza tra i cittadini.<br><br>Al tempo esistevano due tipologie di Municipio:<br>-municipia optimo iure: I cittadini avevano la piena cittadinanza romana e il diritto di voto<br>-unicipia sine suffragio: i cittadini erano esclusi dall'esercizio del voto, però questa tipologia fu di breve durata.<br><br>Nell'età moderna, è l'edificio destinato ad essere sede degli uffici di un'amministrazione comunale, non che dell'aula per le sedute del consiglio:&nbsp;<br>&nbsp;cui spetta la gestione di un area specifica del territorio di un comune: eleggere il nuovo presidente del XIII municipio.<br><br>PETROSINO, MONETA, NOTARO</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-27 08:37:47 UTC</pubDate>
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         <title>COLONIZZAZIONE (RUSSO E HERMAN)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Le colonie nell' antichità erano città-stato a servizio della propria madrepatria.&nbsp;<br>A quei tempi esistevano 2 tipi di colonie&nbsp; le colonie romane e quelle latine; la differenza sostanziale era che, le colonie romane erano insediamenti di soldati con lo scopo di gestire al meglio il loro rispettivo territorio, inizialmente usate al fine di accerchiare il territorio sannitico.<br>Le colonie latine erano di popolamento quindi i cittadini romani che godevano di pieni diritti, in ciascuna colonia vi era un municipio che avevano forme di autogoverno, propri magistrati tuttavia non sempre avevano diritto al voto e dovevano comunque pagare le tasse a Roma.<br>Vi era eccezione per le citta federali che erano alleate a Roma&nbsp;<br>avevano uno status altissimo e potevano non pagare le tasse e si autogestivano.<br>Al giorno d'oggi non vi sono colonie, tuttavia facciamo riferimento alle colonie dell'ottocento, come l'Africa e i paesi Sud Americani, il rapporto principale, anzi, una differenza, è che Roma, le colonie di popolamento avevano molti privilegi tra cui l'autogestione, nell'ottocento, si intendeva una forma di schiavismo e sfruttamento, mediante scontri violenti al fine di ottenere le risorse che il rispettivo paese offre, quindi all'accrescimento economico e dell'esplorazione geografica.<br><br><br>Russo-Herman<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-27 08:46:49 UTC</pubDate>
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         <title>La repubblica romana...Corvaglia Elisa-Baikro Bema-Natale Lorenzo</title>
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         <link>https://padlet.com/emassimo43/abpnfj5g39zs/wish/1847636339</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>MUNICIPI</em></strong></div><div><strong><em>Nell’antichità</em></strong><em>:</em></div><div>Con il termine <strong>municipio</strong> si designava, nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma_(citt%C3%A0_antica)">antica Roma</a> e in particolare nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_romana">Roma repubblicana</a>, una comunità cittadina legata a Roma. Esse per lo più conservavano un certo grado di autonomia, mantenendo i magistrati e le istituzioni loro propri, ma erano prive dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_politici">diritti politici</a> propri dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cittadini_romani">cittadini romani</a>: si distinguevano perciò dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federato">federati</a>, che conservavano la propria <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sovranit%C3%A0">sovranità</a>, e dalle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Colonia_romana">colonie</a>.</div><div><strong><em>Oggi:</em></strong></div><div>I Municipi di Roma rappresentano la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suddivisioni_di_Roma#Suddivisione_amministrativa">suddivisione amministrativa</a> del territorio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma_Capitale">Roma Capitale</a>, in attuazione degli obiettivi di decentramento dei poteri stabiliti per legge. Ciascun municipio ha un presidente, scelto con elezione diretta e una Giunta del Municipio, formata da sei assessori, di cui uno con funzioni di vicepresidente, nominati dal presidente stesso.</div><div><br></div><div><strong><em>CITTADINANZA</em></strong></div><div><strong><em>Nell’antichità:</em></strong></div><div>Essere cittadino romano comportava una notevolissima serie di privilegi, variabili nel corso della storia, a creare diverse «gradazioni» di cittadinanza.</div><div>Nella sua versione definitiva e più piena, comunque, la cittadinanza romana consentiva l'accesso alle cariche pubbliche e alle varie magistrature , la possibilità di partecipare alle assemblee politiche della città di Roma, svariati vantaggi sul piano fiscale e, importante, la possibilità di essere soggetto di diritto privato, ossia di poter presentarsi in giudizio attraverso i meccanismi dello ius civile, il diritto romano per eccellenza.</div><div>Al cittadino romano corrispondeva il Plenum ius, l'Optimum ius, ovvero il diritto pieno. A differenza di coloro che avevano soltanto il diritto latino, un civis optimo iure era iscritto in una delle trentacinque tribù territoriali, che fungevano da liste elettorali e di arruolamento militare, e dunque poteva votare nelle assemblee comiziali di Roma e arruolarsi nelle legioni.</div><div>I vantaggi della cittadinanza erano diversi: un abitante delle province che otteneva il plenum ius poteva venire esentato dalle imposte che gravavano sui provinciali; in caso di arresto, non poteva essere sottoposto a punizioni corporali.&nbsp;</div><div><strong><em>Oggi:</em></strong></div><div>In Italia il moderno concetto di cittadinanza nasce al momento della costituzione dello Stato unitario ed è attualmente disciplinata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91.</div><div>La cittadinanza italiana si acquista iure sanguinis, cioè se si nasce o si è adottati da cittadini italiani.&nbsp; Esiste una possibilità residuale di acquisto iure soli, se si nasce sul territorio italiano da genitori apolidi o se i genitori sono ignoti o non possono trasmettere la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di provenienza.</div><div>La cittadinanza può essere richiesta anche dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e sono in possesso di determinati requisiti. In particolare il richiedente deve dimostrare di avere redditi sufficienti al sostentamento, di non avere precedenti penali, di non essere in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica.</div><div>Si può diventare cittadini italiani anche per matrimonio. La 'cittadinanza per matrimonio' è riconosciuta dal prefetto della provincia di residenza del richiedente.</div><div><br></div><div><strong><em>COLONIE:</em></strong></div><div><strong><em>Nell’antichità:</em></strong></div><div>Roma fu la protagonista della più colossale impresa di colonizzazione del mondo antico. Il termine "<em>colonia</em>" deriva dal latino colonus cioè coltivatore, contadino.</div><div>Con il nome colonia i Romani non designavano il territorio conquistato, a cui veniva dato il nome di "provincia", ma il luogo di esso in cui veniva insediato un gruppo di cittadini romani, che stabilivano un centro autonomo ma con vincoli di stretta alleanza con Roma.</div><div>Le colonie erano di diversi tipi.</div><ul><li><br>Nelle <strong>colonie romane</strong> gli abitanti avevano la cittadinanza romana, e quindi il riconoscimento di tutti i diritti, e un'amministrazione cittadina direttamente sotto il controllo di Roma.</li><li>Nelle <strong>colonie immuni</strong> i cittadini potevano battere moneta ed erano esenti da imposte, come ad esempio la colonia Cesaraugusta, importante passaggio sulla Loira.</li><li>Nelle <strong>colonie di diritto latino</strong> venivano istituite le cariche di tipo romano con magistrati locali, autonomia amministrativa, talvolta con l'emissione di monete, ma con l'obbligo di fornire, in caso di guerra, l'esercito in aiuto di Roma.</li></ul><div>Le colonie erano rette dai <strong>duoviri</strong>, da un <strong>senato locale</strong> e da un'<strong>assemblea popolare</strong>. In età imperiale alcune città si arrogarono il titolo di colonia pur non possedendolo, perché questo titolo era diventato un privilegio di pochi municipi.</div><div><br></div><div><strong><em>Oggi:</em></strong></div><div>Il termine <strong>colonia</strong> (derivante dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> <em>colere</em>, cioè "coltivare") indica un insieme di persone che si trasferiscono, spontaneamente o per iniziativa della madre<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patria">patria</a>, in un altro luogo dove rimangono uniti in una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0">comunità</a>. Le comunità che vi si stanziano, generalmente preservano la propria identità culturale (e spesso anche linguistica) e sono caratterizzate da legami di appartenenza e di solidarietà tra gli individui che le compongono. Politicamente per colonia si intende un territorio dipendente da un altro. Un altro significato è riferito a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Colonia_penale">colonia penale</a>, per indicare un insediamento inospitale adibito a luogo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confino">confino</a> e/o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Detenzione">detenzione</a>.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-27 08:54:51 UTC</pubDate>
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         <title>FERRARA,PROIETTI E KALAUS PRESENTANO I  MUNICIPI E COLONIE ROMANE E DI OGGI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/emassimo43/abpnfj5g39zs/wish/1847640601</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>MUNICIPI ROMANI</strong><br>Quando Roma assumeva il controllo di una città straniera, attraverso una conquista militare o diplomatica, questa veniva inglobata nello stato romano diventando un Municipio, nonché una comunità cittadina legata a Roma.<br>Esse per lo più conservavano un certo grado di autonomia, mantenendo i magistrati e le istituzioni loro propri, ma erano prive dei diritti politici propri dei cittadini romani. Quando Roma assumeva il controllo di una città straniera, attraverso una conquista militare o diplomatica, questa veniva inglobata nello stato romano diventando un Municipio, nonché una comunità cittadina legata a Roma.<br>Esse per lo più conservavano un certo grado di autonomia, mantenendo i magistrati e le istituzioni loro propri, ma erano prive dei diritti politici propri dei cittadini romani.<br><strong>MUNICIPI DI OGGI</strong><br>I Municipi rappresentano la suddivisione amministrativa del territorio di Roma Capitale. Ciascun municipio ha un presidente scelto con elezione diretta e una Giunta del Municipio, formata da sei assessori, di cui uno con funzioni di vicepresidente, nominati dal presidente stesso.<br>I Municipi godono di autonomia gestionale, finanziaria e contabile; alle attribuzioni conferite alle Circoscrizioni, sono state aggiunte altre competenze, tra cui quella sullo sviluppo economico e quella sull'edilizia privata di interesse locale. <br><strong>COLONIE DI OGGI<br></strong>Una colonia é un insieme di persone che si trasferiscono, o per iniziativa della&nbsp; madrepatria o spontaneamente in un altro luogo dove rimangono in una comunità.<br><strong>COLONIE ROMANE</strong><br>Una colonia romana era una comunità autonoma, situata in un territorio conquistato da Roma in cui si erano stanziati dei cittadini romani e/o latini, legata da vincoli di eterna alleanza con la madrepatria. Con la definizione di colonia romana si intende sia le sole colonie di diritto romano, sia in senso più ampio, ogni tipo di colonia. Gli abitanti di una colonia romana erano cittadini romani e godevano quindi di tutti i diritti. Per lo più erano inviati per controllare una zona di rilevanza strategico-militare.</div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-27 08:57:05 UTC</pubDate>
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         <title>MOHAMMED, MENDOZA, MALTA, DI LORETO</title>
         <author>diloretom</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>COLONIE</mark></strong></div><div><br></div><div>Il termine "<strong>colonia</strong>" deriva dal latino <em>colonus </em>cioè coltivatore, contadino.</div><div><br></div><div>Con il nome<strong> colonia</strong> i Romani non indicavano il territorio conquistato, a cui veniva dato il nome di "provincia", ma il luogo di esso in cui veniva insediato un gruppo di cittadini romani, che stabilivano un centro autonomo ma con vincoli di stretta alleanza con Roma.&nbsp;</div><div>Le colonie erano un modo per appropriarsi dei territori appartenuti alle popolazioni sterminate o confiscati alle città sconfitte. Fondare colonie serviva a molti scopi: era un modo per offrire terra in abbondanza ai cittadini più poveri e ai veterani dell’esercito, al controllo delle popolazioni vinte e infine servivano da presidio militare di luoghi strategici.&nbsp;</div><div>Le colonie erano di diversi tipi.</div><ul><li>Nelle <strong>colonie romane</strong> gli abitanti avevano la cittadinanza romana, e quindi il riconoscimento di tutti i diritti, e un'amministrazione cittadina direttamente sotto il controllo di Roma. Le colonie romane solo militari erano poste ai confini o sulle coste.</li><li>Nelle <strong>colonie di diritto latino</strong> venivano istituite le cariche di tipo romano con magistrati locali, autonomia amministrativa, ma con l'obbligo di fornire, in caso di guerra, l'esercito in aiuto di Roma. Ogni colonia latina era unita a Roma da una stretta alleanza, e i suoi abitanti godevano di una serie di privilegi. Avevano per esempio il diritto di sposarsi con un romano o una romana, potevano acquistare terre nel territorio delle altre città latine e svolgere liberamente ogni attività economica, infine avevano il diritto di trasferirsi a Roma, acquistando subito la cittadinanza. le colonie latine, più dedite alla valorizzazione del territorio, stavano all'interno.<br><br></li></ul><div>Le colonie erano rette da alcuni magistrati detti <strong>duoviri</strong>, da un <strong>senato locale</strong> e da un'<strong>assemblea popolare</strong>.&nbsp;</div><div><br></div><div>La colonia romana più antica fu<strong> Anzio</strong>, fondata nel 338 a.C.&nbsp;</div><div><br></div><div>In epoca recente, le direttive attraverso cui le singole potenze attuarono l’occupazione e lo sfruttamento territoriale ai danni di popoli ritenuti arretrati o selvaggi sono state diverse nel corso dei secoli. Sino alla metà del 19° secolo è prevalsa la concezione secondo la quale <strong>il possesso delle colonie doveva servire solo all’interesse economico e politico della madrepatria</strong>. Successivamente, sono stati riconosciuti e considerati, almeno nella teoria, i diritti delle popolazioni locali.</div><div>Il problema della giustificazione morale e politica dell’espansione coloniale europea negli altri continenti ha accompagnato le vicende del fenomeno fin dal suo inizio (15° sec.). I teorici dell’espansione coloniale hanno sostenuto a lungo il tema del compito degli Europei di recare la civiltà agli altri popoli, ma non sono mancate, specialmente a partire dal 18° secolo, posizioni critiche nei riguardi dell’attività coloniale, basata sull’esclusivo interesse allo sfruttamento economico dei possessi.</div><div><br><strong><mark>MUNICIPI</mark></strong></div><div><br></div><div>La migliore condizione a cui potevano aspirare le città conquistate era il modello dei <strong>municipi</strong>. La repubblica attribuiva agli abitanti di queste città la cittadinanza romana; in cambio essi assumevano una serie di doveri (municipio viene da <em>munus</em>, ‘dovere’ e <em>capio</em>, ‘prendo’) e dovevano accettare che parte dei loro territori venisse confiscata e attribuita a colonie romane. Gli obblighi dei municipi non erano troppo diversi da quelli dei Romani: dovevano pagare tasse per le spese militari e fornire contingenti di soldati. A seconda dei municipi, cambiava l’ammontare degli obblighi. I più favoriti erano i municipi cui veniva riconosciuta una cittadinanza in tutto uguale a quella dei Romani, e che quindi potevano esercitare il diritto di voto nelle assemblee della metropoli. In altri municipi, invece, gli abitanti avevano una cittadinanza romana senza diritto di voto. Questa condizione, comunque, era considerata come provvisoria, perché con il tempo e con i meriti era facile acquisire la cittadinanza piena.</div><div><br></div><div>Oggi definiamo <strong>municipio</strong> come <strong>sinonimo di comune</strong>, cioè l'ente pubblico territoriale che, attraverso un consiglio comunale, una giunta e un sindaco, amministra autonomamente un centro abitato e il territorio circostante. Il municipio <strong>rappresenta la comunità</strong>, ne cura gli interessi <strong>e ne promuove lo sviluppo</strong>. Si definisce, per le sue caratteristiche di centro abitativo nel quale si svolge la vita sociale pubblica dei suoi abitanti.&nbsp;</div><div><br></div><div><strong><mark>CITTADINANZA</mark></strong></div><div><br></div><div>Essere <strong>cittadini romani </strong>comportava una serie di notevoli vantaggi, che potevano essere sia di natura fiscale che di natura prettamente politica. La cittadinanza infatti consentiva l’<strong>accesso alle cariche pubbliche</strong> e alle varie magistrature, la <strong>possibilità di partecipare alle assemblee politiche </strong>della città di Roma e la <strong>possibilità di essere soggetto di diritto privato</strong>. Il diritto di cittadinanza continuò a essere molto ambito e in età imperiale, la sua concessione era riservata esclusivamente all’imperatore. In ambito politico la concessione della cittadinanza ebbe un ruolo fondamentale dal momento in cui i confini romani si espandevano, le popolazioni con cui il nascente Impero entrava in contatto, non sopportavano il fatto di non poter avere gli stessi benefici che Roma elargiva, attribuire la cittadinanza romana diventava così un’arma di “stabilizzazione” e di consolidamento del potere di Roma nelle zone interessate.</div><div>Sulla base di meriti di vario tipo si poteva ottenere la cittadinanza romana di diritto come premio per alcuni servizi, in particolari circostanze come il caso degli schiavi che venivano liberati.&nbsp;</div><div><br></div><div>Oggigiorno, per <strong>cittadinanza</strong> si intende la condizione giuridica che consiste nell’appartenenza di un individuo a un determinato Stato.</div><div>Secondo la legge italiana è cittadino colui che ha almeno un genitore italiano (<strong>diritto di sangue</strong>), oppure che nasce su territorio italiano (<strong>diritto di suolo</strong>) ma solo qualora i genitori siano sconosciuti o apolidi. Si può inoltre acquistare la cittadinanza italiana per adozione, matrimonio, per nascita o per naturalizzazione.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-27 08:57:19 UTC</pubDate>
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         <title>LA REPUBBLICA ROMANA (Janus, Alessandro e Valerio)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/emassimo43/abpnfj5g39zs/wish/1847664907</link>
         <description><![CDATA[<div>COLONIE<br>Le colonie sono insediamenti in territori al di fuori dei propri che i vari popoli&nbsp;<br>fondavano per migliorare la gestione dei territori conquistati.<br><br>Nelle colonie romane antiche gli abitanti avevano la<br>cittadinanza romana, e quindi il riconoscimento di tutti i diritti.<br>Roma comincio a colonizzare i territori latini nel 4a secolo a.C. solo per la&nbsp;<br>volontà di urbanizzare il territorio e per scopi militari. Questi insediamenti&nbsp;<br>avevano soprattutto funzione strategica. Le colonie erano rette da un<br>senato locale e da un'assemblea popolare.<br><br>Le colonie oggi non esistono più, ma fino a pochi decenni fa esistevano. Però ancora oggi alcuni stati hanno mantenuto alcune abitudini dei paesi che si erano insediati lì. Oggi questo è chiamato<br>&nbsp;colonialismo o globalizzazione.<br><br>&nbsp;MUNICIPI<br>Le colonie antiche erano rappresentate da un municipio, cioè una comunità cittadina.<br>I municipi venivano creati dai romani nei territori in cui si erano insediati.<br><br>Ogni municipio moderno ha un presidente e un vicepresidente e godono di autonomia gestionale, finanziaria e contabile.<br>CITTADINANZA<br>Nel diritto romano la cittadinanza era una tutela giuridica che aveva la funzione di&nbsp;<br>riconoscimento dei diritti dei cittadini romani che avevano molti vantaggi di cui gli stranieri erano privi.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-27 09:10:27 UTC</pubDate>
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