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      <title>Sotto la polvere... by Elena Bortoluzzi</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-22 19:42:40 UTC</pubDate>
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         <title>DISCHI IN VINILE</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>memoria meccanica</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-23 13:22:29 UTC</pubDate>
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         <title>procedimento di ritrovamento </title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-10-23 13:24:07 UTC</pubDate>
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         <title>periodo/storia della vecchia memoria</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>è stato introdotto nel 1948 negli USA, successivo al precedente disco di 78 giri.<br>-Prima erano fatti in gommalacca: una resina naturale ed ha una composizione chimica a base di sostanze idrocarburiche dette terpeni (da molti è considerata una plastica naturale).<br>-È una piastra circolare avente su entambi le facce un solco a spirale (dalla parte esterna-bordo), in cui è incisa la registrazione del suono.<br>-rispetto ai dischi in gommalacca hanno solchi ridotti, minore passo della spirale e più bassa velocità di rotazione da 78 a 33⅓ giri per minuto; ottenendo così una maggiore qualità di ascolto e maggiore capienza (fino a 40 minuti)<br>-per la riproduzione del disco viene utilizzato il giradischi collegato ad un amplificatore<br>-viene sostituito negli anni '80 dalle musicassette e negli anni '90 deifinitivamente dai compact-disc<br>Ma nel 2011 tornano e in forte richiesta.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-23 13:24:56 UTC</pubDate>
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         <title>tipologie di memoria simile </title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>cilindro fonografico<br>Dischi in gommalacca<br>Nastro magnetico: è un supporto destinato alla memorizzazione di dati che consiste in una sottile striscia in materiale plastico,rivestita di un materiale magnetizzabile.<br>Troviamo il nastro video e il nastro audio. Tra i nastri audio troviamo le bombine e le musicassette, che anticipano i dischi<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-23 13:25:25 UTC</pubDate>
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         <title>tipologie di dischi in vinile</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>-45 giri: sono quelli più piccoli, con il foro centrale più grande (necessita di un adattatore)<br>-33 giri: sono i più grandi con il foro più piccolo<br>-78 giri: quello prima del vinile (in gommalacca)<br>meno flessibile, più pesante </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-23 14:20:25 UTC</pubDate>
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         <title>come vengono prodotti (storia)</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-10-23 14:30:49 UTC</pubDate>
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         <title>pro e contro</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-23 14:31:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-28 06:27:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli apparecchi per riprodurre i cilindri erano ancora rari (i fonografi), presenti praticamente solo in alcuni locali (funzionavano come primitivi juke-box) e permettevano sia di registrare sia di riprodurre la musica o la voce: questo fu uno degli elementi che riuscì a prolungare la vita dei cilindri fonografici, che rimasero il principale supporto per la musica fino ai primi anni del Novecento.<br>Il primo a intuire che una superficie piatta e circolare sarebbe stata un supporto più pratico di un cilindro fu Berliner, che chiamò l’apparecchio per leggerla <strong>grammofono</strong>, alimentato a manovella come il fonografo. I primi dischi di Berliner erano in zinco e ricoperti di uno strato di cera: l’incisione del solco, con il metodo di Berliner, divenne laterale e non più verticale (la puntina scorreva a destra e a sinistra, e non dall’alto al basso).<br>La qualità delle registrazioni era inferiore a quella dei cilindri, ma era più facile registrare una traccia sui dischi e soprattutto farne più di una copia. I primi dischi furono venduti in Europa nel 1889 e avevano un <strong>diametro di 12,5 centimetri</strong>, ma erano poco più che un giocattolo. All’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento Berliner arrivò a vendere 1000 grammofoni e 25mila dischi all’anno, mentre i fonografi e i cilindri avevano vendite molto più basse. Nei primi anni del Novecento aprì a Montreal, in Canada, una fabbrica della sua società, la Victor Talking Machine Company: riuscì a perfezionare la qualità delle registrazioni, e a produrre <strong>dischi molto più grandi </strong>(con un diametro di circa 30 centimetri) che duravano più di tre minuti e mezzo, contro i due minuti dei cilindri fonografici. Edison riuscì a mettere sul mercato cilindri che duravano di più, e negli anni successivi continuò ostinatamente con il suo formato, chiedendo anche soldi alle altre società che lo volevano adottare. Questo contribuì alla progressiva scomparsa dei cilindri: <strong>negli anni Dieci</strong> i dischi presero definitivamente il sopravvento, e finalmente Edison cominciò a produrli, ma in modo che potessero essere letti solo dai suoi grammofoni e con poco successo. Gli ultimi cilindri furono prodotti da Edison alla fine degli anni Venti.<br>Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il contenuto dei dischi o cilindri soprattutto musica popolare o brevi monologhi comici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 06:44:06 UTC</pubDate>
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         <title>i grammofoni</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>I primi grammofoni erano alimentati a manovella, e quindi la velocità alla quale veniva fatto girare il disco dipendeva dall’utilizzatore. <br>Il numero di giri al minuto corretto veniva indicato sul disco e poteva variare tra i 60 e i 130. Alla fine dell’Ottocento furono messi sul mercato <strong>fonografi e grammofoni a molla</strong>, più affidabili, e ancora più avanti, negli anni Venti, furono attrezzati con un <strong>motore elettrico,</strong> che quindi consentiva di mantenere una velocità costante: nei primi vent’anni del Novecento i grammofoni si diffusero tra il grande pubblico, anche tra le persone meno ricche grazie alla progressiva diminuzione dei prezzi e alla nascita di generi nuovi, come il jazz. Il riconoscibile corno dei primi grammofoni cominciò a essere nascosto sotto il piatto per motivi estetici, e dal 1904 la RCA cominciò a incidere i dischi su entrambi i lati, per aumentare il numero dei minuti di musica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 06:53:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201387223</link>
         <description><![CDATA[<div>A partire dalla metà degli anni Venti fu scelta la velocità di 78 giri al minuto. <br>Dopo i primi esperimenti di Berliner con lo zinco e la cera, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il materiale principale usato per produrre i <strong>dischi fu la gommalacca,</strong> cioè il risultato della lavorazione delle secrezioni di un particolare insetto simile alla cimice, raccolte sugli alberi in Asia. In realtà furono anni di sperimentazioni con varie materie prime, finché una ebbe più successo delle altre: nel 1931 la RCA Victor, cioè il nome che aveva assunto la società di Berliner, introdusse il <strong>vinile</strong>, un materiale plastico resistente e leggero, molto adatto come supporto ma che era <strong>troppo costoso</strong> da utilizzare. I primi dischi in vinile di RCA Victor erano anche incisi per essere letti a 33 giri al minuto (33 e un terzo, a essere precisi).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 06:57:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>Insieme al <strong>passaggio</strong> <strong>dalla gommalacca al vinile</strong>, si ha anche il passaggio <strong>dai 78 giri ai 33 giri</strong>. I 78 giri, che ormai erano stampati da entrambi i lati, duravano soltanto pochi minuti per facciata: i 33 giri invece duravano una decina di minuti per lato. Ma negli anni Trenta faticarono a trovare mercato, anche per via della Grande Depressione. Poi arrivò anche la Seconda Guerra Mondiale, che complicò il processo di sostituzione tra la gommalacca e il vinile e tra il 78 giri e il 33 giri. Alla fine fu la Columbia Records a presentare, nel 1948, il “long playing” (LP) in vinile per come lo conosciamo oggi: la sua incisione avveniva tramite <strong>microsolco</strong>, una tecnica resa possibile dalle qualità del vinile che permetteva di far stare molte più informazioni nel disco e quindi di prolungarne la durata.&nbsp;<br>Pochi mesi dopo, RCA Victor rispose a Columbia introducendo sul mercato un vinile a microsolco a 45 giri, con un diametro di circa 18 centimetri (contro i 30 centimetri degli LP di Columbia). Il buco al centro dei 45 giri, quello per fissare il disco al piatto, era più grande e incompatibile con quello degli LP.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:00:02 UTC</pubDate>
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         <title>dischi 33-45 giri</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>I 45 giri potevano contenere una canzone di pochi minuti per lato, e RCA li presentò subito come formato per i singoli, cioè per canzoni pubblicate autonomamente. Tradizionalmente, sul lato A del 45 giri veniva incisa la canzone più forte, mentre quella sul lato B poteva essere anche un semplice riempitivo (ma spesso non fu così). Ma RCA mise sul mercato anche gli <strong>“extended play”</strong> (gli EP), che aumentando il numeri di solchi – e diminuendo di conseguenza la qualità della registrazione – permettevano di mettere sui dischi due canzoni per lato. Iniziò quindi una <strong>“guerra dei formati”</strong>, tra 33 giri e 45 giri, tra <em>Columbia e RCA Victor.</em> Sia i <strong>33 giri</strong> che i 45 giri sarebbero rimasti in commercio, ma i primi ebbero da subito più successo: anche RCA cominciò a produrli a partire dal 1950, periodo in cui i <em>giradischi</em> cominciarono a essere <strong>“a tre velocità”</strong>, costruiti cioè in modo da poter riprodurre tutti i formati (compresi i 78 giri), utilizzando un <em>adattatore </em>per riempire il buco più largo dei 45 giri. La maggior parte dei giradischi aveva anche un sistema per mettere automaticamente sul piatto un nuovo disco una volta finito di suonare il primo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:18:37 UTC</pubDate>
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         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fino sostanzialmente agli anni Cinquanta, quindi, i dischi uscivano con soltanto poche canzoni, perché potevano contenere meno di cinque minuti di musica per lato. Con gli LP, i minuti aumentarono fino a più di venti per ogni lato. Inizialmente furono impiegati soprattutto per la musica classica, perché consentivano di raccogliere intere opere prima divise su più dischi da 78 giri. Ma in poco tempo il formato dei 33 giri cambiò radicalmente la musica. Quelle che fino ad allora erano state raccolte di poche canzoni diventarono raccolte di <em>più canzoni</em>, finché qualcuno si rese conto che diverse canzoni una dietro l’altra potevano avere un senso complessivo: nacque così l’album, che rimane ancora oggi il principale medium musicale per gli artisti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:26:33 UTC</pubDate>
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         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ultima grande rivoluzione tecnica dei dischi in vinile fu la <strong>registrazione in formato stereo</strong>: prima, i dischi erano tutti <strong>monofonici</strong>, il suono usciva cioè dal diffusore come unico flusso. Se i diffusori erano più di uno, ciascuno riproduceva lo stesso suono. La registrazione stereofonica fu inventata dall’ingegnere di EMI Alan Dower Blumlein nel 1931, che progettò un sistema per incidere due canali in un solo solco,<em> sfruttando oltre al movimento orizzontale della puntina anche quello verticale</em>. Le due distinte informazioni venivano lette indipendentemente e trasformate in <em>due canali diversi nella diffusione del suono</em>, mantenendo comunque la compatibilità con i giradischi mono, che continuavano a leggere solo uno dei due canali. I primi <strong>dischi in formato</strong> <strong>stereo</strong> furono messi in commercio solo alla fine degli anni Cinquanta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:29:25 UTC</pubDate>
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         <title>descrizione dell&#39;oggetto</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-28 07:33:36 UTC</pubDate>
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         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-28 07:34:21 UTC</pubDate>
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         <title>la registrazione del suono</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima dell'avvento del CD il disco in vinile era il sistema più pratico per distribuire il suono.<br>Era la fonte audio per eccellenza con la radio e il riproduttore di musicassette e di gran lunga quello con la qualità maggiore.<br>Negli anni è stato migliorato sia come tecnica di produzione che di riproduzione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:36:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-28 07:37:55 UTC</pubDate>
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         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un disco da 45 giri microsolco in vinile ingrandito 250 volte con un microscopio ottico.<br>Si notano le tracce incise con movimento orizzontale.<br>Si notano anche un certo numero di granelli di polvere e impurità che non mancheranno di produrre qualche "tic" in fase di ascolto.</div>]]></description>
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         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-28 07:40:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201389162</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo stesso disco nella foto di sinistra con evidenziati i bordi di un solco e il relativo centro.<br> Si noti la distanza che separa un solco dall'altro sempre diversa in funzione del segnale impresso che ha deflesso orizzontalmente lo stilo di registrazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:42:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201389242</link>
         <description><![CDATA[<div>In fase di registrazione sul supporto sono incise delle onde che hanno lo stesso andamento delle onde sonore che rappresentano.<br>Per i <strong>bassi</strong> potremo trovare onde di notevole lunghezza mentre per gli <strong>acuti</strong> onde molto corte.<br>Le onde riportate sul supporto seguono l'andamento delle onde sonore originali che le hanno prodotte come si possono anche vedere su un oscilloscopio.<br>Questo è visibile con un microscopio guardando il supporto inciso.<br><strong>L'ampiezza</strong> di queste onde incise sul supporto determina <strong>l'intensità del suono</strong>.<br>Maggiore è l'ampiezza maggiore è il volume del suono che è inciso sul supporto.<br>L'incisione di un disco viene effettuata partendo dalla periferia del disco e procedendo con una spirale verso il centro.<br>Nelle prime incisioni (cilindro di Edison e primi dischi) l'onda veniva incisa sfruttando la profondità del solco, poi venne adottata l'incisione sulla superficie laterale del solco (incisione laterale), motivo per cui nelle incisioni i solchi sono esattamente concentrici solo in assenza di segnale registrato, mentre deviano rispetto all'ipotetico centro del solco in funzione dell'intensità del segnale registrato.<br>Quindi nelle incisioni dei dischi attuali la profondità del solco è costante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:44:34 UTC</pubDate>
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         <title>Distanza fra tracce adiacenti e massima deviazione della testina, ampiezza dell&#39;incisione e frequenza.</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201389564</link>
         <description><![CDATA[<div>Adottando l'incisione sulla superficie laterale della traccia va da se che la massima deviazione possibile della testina deve essere tale da non invadere le tracce adiacenti, ovvero meno della metà della distanza fra le due tracce adiacenti.<br>Purtroppo a questo punto sorge un  problema: a parità di volume del suono registrato la deviazione rispetto al centro della traccia di una frequenza bassa è enormemente maggiore rispetto a quella di un acuto.<br>Questo per <strong>motivi fisici</strong> (energia associata alle varie frequenze e inerzia della testina di lettura / scrittura).<br>Quindi occorreva trovare una soluzione per evitare uno spostamento eccessivo della testina per i suoni bassi.<br>Altro problema: la rugosità del materiale genera un <strong>fruscio</strong> spettralmente <strong>collocato sulle frequenze alte</strong> che si sovrappone al suono inciso.<br>Questi due problemi sono stati risolti con una particolare equalizzazione che riduce l'ampiezza delle frequenze basse e aumenta invece l'ampiezza delle frequenze alte.<br>Da una parte si riduce la deviazione della testina sui bassi e dall'altra si aumenta il rapporto segnale / rumore sulle frequenze alte.<br>Negli apparati attuali questa equalizzazione è stata standardizzata (Recording Industry Association of America).<br>Si attua attenuando le basse frequenze ed esaltando le alte in fase di registrazione e facendo esattamente l'opposto in fase di riproduzione.<br>In fase di riproduzione si attua in genere con una rete passiva composta da condensatori e resistenze messa sul percorso del segnale dopo il primo preamplificatore in modo da lavorare su un segnale di ampiezza abbastanza alta da ridurre il pericolo di inquinarlo con del rumore.</div><div>Normalmente in fase di registrazione gli acuti vengono tagliati a 15Khz che è il limite della macchina che opera tale operazione.<br>Questo fa si che la banda passante di un disco in genere vada da 50 Hz a 15 Khz.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 07:51:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 08:06:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201390267</link>
         <description><![CDATA[<div>Il master da cui vengono poi prodotte per stampaggio le varie copie di un disco è realizzato con un particolare tornio che inizia ad incidere dalla periferia verso il centro del disco che ruota a <strong>velocità angolare costante</strong> (da non confondersi con la <strong>velocità periferica</strong> che dipende dalla distanza fra la testina e il centro del disco ed è variabile).<br>Vengono prodotte due matrici per disco e il disco viene stampato da ambedue i lati, il che permette di raddoppiare il tempo della registrazione presente sullo stesso.<br>Nella versione stereo il solco viene inciso in modo che ciascun fianco corrisponda ad un canale.<br>L'angolo che separa i due fianchi del solco è di 90°.<br>Ciascun fianco del solco quindi si discosta dall'asse verticale di 45°.<br>La testina di lettura è composta concettualmente da due pick-up spostati fra loro di un angolo di 90° e rispetto all'asse verticale di 45°.<br>Questo sistema non si presta ad una grande separazione fra i canali, quindi soffre di una grande diafonia.<br>Come è possibile vedere nel disegno a destra, il canale sinistro è inciso nel solco che si trova verso l'interno del disco mentre il canale destro è inciso nel solco che si trova verso il bordo esterno del disco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 08:07:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201391140</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Pro</strong><br>-il suono riprodotto in modo meccanico e analogico, produce una serie di imperfezioni che per alcuni rendonola musica più "interessante"<br>-sono tollerabili graffi poco profondi <br>-la tecnica alla base di un disco vinile è più semplice e anche più durevole<br><strong>Contro</strong><br>-l'utilizzo è scomodo. Per salvaguardare la massima qualità andrebbero puliti sia il disco che lo stilo della testina di lettura<br>-la testina di lettura è sensibile alle variazioni di temperatura e all'umidità<br>-la risposta di frequenza e la qualità di riproduzione deldisco possono ridursi con l'ascolto frequente, in particolar modo se la puntina di lettura è consumata o la testina è regolata con un peso di lettura eccessivo, oppure se l’articolazione dello stilo ha perso l’originaria cedevolezza meccanica, necessaria per seguire accuratamente i solchi laddove sono incise alte frequenze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 08:25:11 UTC</pubDate>
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         <title>Pulizia dischi</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 08:34:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201391739</link>
         <description><![CDATA[<div>I dischi in vinile infatti sono molto <strong>fragili e delicati. </strong>Se vengono maneggiati in modo non corretto o se si utilizzano prodotti inappropriati possono <strong>graffiarsi e rovinarsi irrimediabilmente</strong>, rendendo impossibile poterli ascoltare.<br>-<strong>Spolverare</strong><br>Prevenzione: non lasciare che la polvere si accumuli sui solchi altrimenti sarebbe più difficile da togliere e il rischio di danneggiamento aumenterebbe.<br>Bisogna spolverarli continuamente con apposite spazzole in grado di eliminare anche la carica elettrostatica che attira la polvere all'interno del disco.<br>In alternativa ci sono i rulli appositi che sfurttano le capacità adesive della colla per catturare la polvere.<br>-<strong>Lavare<br></strong>Solo di rado e in caso di effettiva necessità, ossia quando ormai lo sporco e la polvere sono accumulati nei solchi.<br>Non utilizzando prodotti aggressivi, ma più leggeri come l'acqua demineralizzata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-28 08:36:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-28 16:19:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-29 12:39:39 UTC</pubDate>
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         <author>s_elena_bo99</author>
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         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-29 12:45:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-29 12:50:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>s_elena_bo99</author>
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         <pubDate>2017-10-29 12:52:57 UTC</pubDate>
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         <title>Come sostituire/costruire la puntina di un giradischi?</title>
         <author>s_elena_bo99</author>
         <link>https://padlet.com/s_elena_bo99/Esercitazione1_EB/wish/201509897</link>
         <description><![CDATA[<div>Se non c’è la possibilità di poter comprarla, procurando un foglio di carta e uno spillo per ricrearla.<br>Stendiamo il foglio(di cartone/robusto) a forma di cono con l’estremità inferiore molto sottile con i bordi coperti di nastro adesivo nei punti in cui inserirai lo spillo.<br>Se c’è invece la possibilità di comprare la puntina (che va cambiata ogni volta che si consuma) bisogna vedere il modello del grammofono</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-29 17:02:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[more_horiz
Sotto la polvere...
Avatar di Elena Bortoluzzi
Elena Bortoluzzi
●
7me
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         <pubDate>2018-05-20 06:07:54 UTC</pubDate>
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