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      <title>Il genocidio dei nativi americani by Ludovica Montagna</title>
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      <description>Realizzato con un pò di tristezza per i nativi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-31 13:53:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ludovica_montagna</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>L’olocausto degli Indiani d’America, conosciuto come i “500 anni di guerra” e il “Più Grande Olocausto del mondo nella storia del genere umano, come durata e perdita di vite umane.” </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 13:55:37 UTC</pubDate>
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         <title>Lo sterminio etico</title>
         <author>ludovica_montagna</author>
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         <description><![CDATA[<div> Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, dal Nord America all’America Centrale fino al Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi operato per mano degli Occidentali. L’olocausto dei nativi americani non fu solo lo sterminio di milioni di persone, fu qualcosa di più profondo. Fu, oltre l’eccidio, anche la totale distruzione delle loro avanzatissime culture molto più in contatto con la natura, la conoscenza delle piante e leggi dell’universo. Per avere un’idea della loro meravigliosa etica vedi <a href="https://www.dionidream.com/codice-etico-nativi-americani/">Il Codice Etico dei Nativi Americani</a>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 13:57:57 UTC</pubDate>
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         <title>Le regole etiche a contatto con la natura</title>
         <author>ludovica_montagna</author>
         <link>https://padlet.com/ludovica_montagna/abheb1g0luso/wish/226551805</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1.</strong> Alzati con il sole per meditare. Medita da solo. Meditate spesso.<br> Il Grande Spirito ascolterà, se si prega da soli.</div><div><strong>2.</strong> Sii tollerante con quelli che si sono persi nel loro percorso.<br> L’ignoranza, la presunzione, la rabbia, la gelosia e l’avidità germogliano<br> da un’anima perduta. Prega affinché trovino una guida.</div><div><strong>3.</strong> Cerca per te stesso, da solo. Non permettere ad altri<br> di fare il tuo percorso per te. E’ la tua strada, e<br> solo tua. Altri possono camminare con te,<br> ma nessuno può camminare per te.</div><div><strong>4.</strong> Tratta gli ospiti nella tua casa con molta considerazione.<br> Servigli il cibo migliore, dagli il letto migliore<br> e trattali con rispetto e onore.</div><div><strong>5.</strong> Non prendere ciò che non è tuo anche se è di<br> una persona, di una comunità, della natura o di una<br> cultura. Non è guadagnato né dato. E non è tuo.</div><div><strong>6.</strong> Rispettare tutte le cose che risiedono su<br> questa terra – che si tratti di persone, animali o vegetali.</div><div><strong>7.</strong> Onora gli altrui pensieri, desideri e parole.<br> Non interrompere mai un altro e non deriderlo né imitalo.<br> Consenti ad ogni persona il diritto della propria espressione personale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 13:58:15 UTC</pubDate>
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         <title>Dall’Alaska alle prossimità dell’Antartico</title>
         <author>ludovica_montagna</author>
         <link>https://padlet.com/ludovica_montagna/abheb1g0luso/wish/226554703</link>
         <description><![CDATA[<div> Gli Indiani d’America popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 13:59:33 UTC</pubDate>
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         <title>Chi è un nativo americano</title>
         <author>ludovica_montagna</author>
         <link>https://padlet.com/ludovica_montagna/abheb1g0luso/wish/226558668</link>
         <description><![CDATA[<div>Con l'espressione <strong>Nativi americani</strong> si intende indicare le popolazioni che abitavano il continente americano prima della colonizzazione europea e i loro odierni discendenti.&nbsp;</div><div>L'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Etnonimo">etnonimo</a> "Indiani d'America" (anche "Pellirosse") era utilizzato per indicare i Nativi americani ma non è univoco ed è stato spesso oggetto di discussione. Nei paesi di lingua spagnola dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/America_Latina">America Latina</a> si usa prevalentemente il termine "Indios" mentre negli Stati Uniti d'America, si usa l'espressione "Indiani d'America" benché ormai non sia più considerata un'espressione politicamente corretta. L'uso del termine "Indiano" si deve a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cristoforo_Colombo">Cristoforo Colombo</a> che, in cerca di una rotta che consentisse di raggiungere l'Asia attraversando l'oceano Atlantico, credette di aver raggiunto le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indie_Orientali">Indie Orientali</a>, ignaro invece di aver toccato le coste di un continente allora sconosciuto agli Europei; gli Spagnoli battezzarono quindi il nuovo mondo "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indie_occidentali">Indie occidentali</a>", e solo successivamente America, in onore di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amerigo_Vespucci">Amerigo Vespucci</a>.</div><div>In <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Centroamerica">Centro</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sud_America">Sud America</a> i Nativi americani si organizzarono in grandiose <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0">civiltà</a> come i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maya">Maya</a> e gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aztechi">Aztechi</a> nell'odierno Messico e gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inca">Inca</a> sulla cordigliera delle Ande, mentre in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/America_del_Nord">America del Nord</a> i Nativi americani rimasero prevalentemente popolazioni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Popoli_nomadi">nomadi</a> o seminomadi.&nbsp;</div><div>I nativi americani presentano caratteristiche somatiche affini alle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mongoloide">popolazioni asiatiche</a>: occhi allungati, zigomi sporgenti, con in più la quasi assenza di barba e capelli perlopiù scuri e lisci. Queste caratteristiche portarono gli antropologi a ipotizzare la loro origine da antichi asiatici che attraversarono lo stretto di Bering nella preistoria, ipotesi confermata da successivi studi linguistici e soprattutto genetici.<sup><br></sup><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 14:07:11 UTC</pubDate>
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         <title>I nativi americani oggi</title>
         <author>ludovica_montagna</author>
         <link>https://padlet.com/ludovica_montagna/abheb1g0luso/wish/226559443</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;La situazione governativa delle Riserve Indiane, oggi, è <strong>divisa tra amministrazione di tipo federale gestita dal Congresso degli Stati Uniti, amministrazione fiduciaria di cui è incaricato il Bureau of Indian Affair (BIA), e amministrazione di tipo tribale. Le riserve sono inoltre divise tra federali e statali. </strong><br><br>&nbsp;Oggi sono 566 le riserve federali, la maggior parte di esse è situata a ovest del Mississippi, comprese le rancherie della California. Le riserve statali sono invece 21 e si trovano quasi tutte a Est. Alcune riserve ospitano una sola tribù, altre sono condivise da più ceppi tribali; alcune hanno al loro interno terreni affittati, occupati o di proprietà di non indiani, altre sono divise da terre appartenenti allo stato federale, altre ancora sono invece su un’unica area.<br>&nbsp;La riserva più grande è di 14 milioni di acri ed è di proprietà dei Navajo, con una popolazione di 180.462 abitanti (censimento del 2000) si trova tra Arizona, Nuovo Messico e Utah<br>&nbsp;Nonostante i trattati che si sono susseguiti nell’arco degli anni, facendo quindi della <strong>realtà tribale un vero e proprio Stato, </strong>ancora oggi la sovranità delle riserve non viene riconosciuta e i rapporti tra esse e il governo federale non si differenziano molto dai rapporti tra il Governo e gli altri Stati. Di fatto, le tribù godono del diritto di governarsi, ma il loro potere è limitato dalle restrizioni dello Stato federale che sovrintende servizi quali i trasporti, l’istruzione, ecc… È delle corti federali il potere di giudicare e condannare i reati maggiori, così come stabilito dall’Atto sui Crimini Maggiori del 1885. Lo Stato garantisce, inoltre, <strong>sussidi</strong> a favore dello sviluppo e dell’addestramento professionale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 14:08:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ludovica_montagna</author>
         <link>https://padlet.com/ludovica_montagna/abheb1g0luso/wish/226580588</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 12 ottobre rimane conosciuto nel mondo come il <strong>Columbus Day</strong>, ricorrenza che negli Usa è festa nazionale. <strong>Tra le tante pagine oscure della storia poche hanno goduto di una falsificazione tanto sfacciata</strong> quanto il genocidio dei nativi americani, dove i crimini commessi sono stati non solo rimossi ma anzi <strong>invertiti di senso e glorificati.</strong> Solo da pochi anni, a oltre mezzo millennio di distanza, si fa luce sulla <strong>vera storia della conquista delle americhe</strong>. <strong><em>La pagina più nera nella storia della civiltà occidentale.</em></strong></div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.dolcevitaonline.it/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-24-09.20.59-am.png" width="279" height="257"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>È il 1519 quando il conquistadores spagnolo </div><div><strong>Hernan Cortés</strong> parte da Cuba, dove Colombo aveva costituito i primi insediamenti europei, alla volta del Messico con l’obiettivo di sottomettere l’antica civiltà azteca. Gli avventurieri spagnoli sono numericamente inferiori ma hanno dalla loro due assi nella manica:<strong> le armi in acciaio</strong>, che gli permettono di surclassare militarmente i rivali, e<strong> le malattie infettive</strong>. I conquistatori spagnoli sono portatori di virus mai esistiti nelle americhe e verso i quali i nativi non hanno anticorpi. Il contatto con il vaiolo e la peste stermina gran parte degli aztechi, che sono costretti a capitolare in pochi mesi. La terza arma dei conquistatori è<strong> la crudeltà</strong>.  Questa viene utilizzata a piene mani nella più difficile guerra contro gli inca, autori di una resistenza valorosa sotto gli ordini di Tupac Amaru, che verrà spezzata solo dopo decine di assedi ed esecuzioni di massa. Nella seconda metà del XVI secolo gran parte dell’America del centro-sud è sotto il giogo degli spagnoli. Al posto delle loro civiltà millenarie i conquistatori creano latifondi e miniere di oro e argento, dove far lavorare in condizione di schiavitù i nativi rimasti in vita.</div><div>All’inizio del Cinquecento, mentre gli spagnoli dilagano nella parte centrale e meridionale del continente, francesi ed inglesi iniziano a esplorare le coste atlantiche della sua parte settentrionale.</div><div><a href="http://www.dolcevitaonline.it/wp-content/uploads/2017/05/7896a50c75bbdc18e27c52f5e72e380e.jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.dolcevitaonline.it/wp-content/uploads/2017/05/7896a50c75bbdc18e27c52f5e72e380e.jpg" width="736" height="970"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div><div>La situazione nelle terre settentrionali era molto differente rispetto al sud delle grandi civiltà mesoamericane. <strong>A nord del fiume Rio Bravo la popolazione indigena non superava i 12 milioni di persone</strong>, riunite in<strong> tribù</strong> indipendenti che vivevano secondo i precetti di dignità, fierezza e simbiosi con la terra. I primi coloni si stabiliscono in Florida, New Messico e in Qebec: gli indiani non li trattano con ostilità e <strong>lasciano loro prendere i terreni</strong>. Non hanno il concetto di proprietà privata e secondo il loro modo di vedere il mondo la terra appartiene a tutti gli animali e a tutti gli uomini, inclusi quei bianchi arrivati via mare. Ma ben presto scoprono che gli europei la pensano diversamente e non vogliono solo stabilirsi in qualche terra, <strong>vogliono possederle tutte quante</strong>. Gli inglesi partono dalla costa est spingendo progressivamente gli indigeni verso ovest.</div><div>Alcune tribù non si ribellano apertamente, continuano a credere che il nord sia abbastanza grande per tutti e fare la guerra per il possesso non è nella loro indole, tuttavia non accettano neppure di essere colonizzati, non è nella loro indole neppure diventare schiavi. Si sentono, e sono, uomini liberi. Altre tribù invece capiscono da subito che gli uomini bianchi sono assetati di dominio e ricchezze, e decidono di provare a fermarli prima che sia troppo tardi. Le tribù più numerose, come i Sioux e gli Apache, decidono di opporsi con le armi. Per oltre tre secoli la conquista del nord continua a dare problemi ai coloni euro-americani, essi riescono ad avanzare verso ovest ma la resistenza dei nativi è indomita, inoltre il loro rifiuto categorico di lavorare al soldo dei bianchi, preferendo la morte alla schiavitù, rende l’occupazione molto meno fruttuosa di quella degli spagnoli nel sud. Verso metà del 1800 il presidente americano Grant ordina la soluzione finale, dando carta bianca ai generali. <strong>Il 26 dicembre 1862 si tiene l’esecuzione di massa di 38 capi Sioux</strong>, i cui corpi rimangono esposti per giorni come monito per i nativi. Pochi mesi dopo riescono a catturare il vecchio capo Apache <strong>Mangas Coloradas</strong>, lo torturano prima di decapitarlo e poi inviano il teschio al governo, che lo espone in un museo. <strong>Nel ’64 ecco il massacro di Sand Creek</strong>, i coloni conquistano il territorio Apache, i nativi vorrebbero arrendersi e trattare la resa, si avvicinano sventolando bandiere bianche. Ma hanno osato resistere e questo non è accettabile per i coloni, tutti i 200 prigionieri vengono fucilati mentre gli scalpi dei capi vengono amputati ed usati come ornamenti.</div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.dolcevitaonline.it/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-24-09.24.23-am.png" width="279" height="232"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Lo sterminio dei nativi del nord America in questi decenni è tanto più</div><div><strong> raccapricciante</strong> perché <strong>portato avanti in modo scientifico</strong>. Nel 1800, gli Usa sono ormai una nazione e <strong>lo sterminio viene pianificato</strong> con agghiacciante freddezza. Gli indigeni che si ribellano vengono massacrati, mentre quelli risparmiati vengono rinchiusi nei <strong>campi di concentramento</strong>, le cosiddette “riserve indiane”. Mentre il Parlamento americano crea leggi apposite per autorizzare la pulizia etnica, come l’Indian Removal Act col quale nel 1830 si autorizzava la deportazione dei nativi per ragioni di sicurezza nazionale. Nel 1890 la “conquista del selvaggio west” come la retorica Usa ama ancora oggi chiamare questo genocidio, può dirsi conclusa. In tutto il nord America rimanevano in vita appena 250mila nativi. Erano 12 milioni quattro secoli prima.</div><div><strong>Nelle americhe</strong>, sia del nord che del sud, tra il 1492 e il 1890<strong> sono stati sterminati un numero compreso i 70 e il 115 milioni di nativi</strong>. Di gran lunga il più lungo e sanguinoso genocidio mai commesso nella storia umana.</div><div><a href="http://www.dolcevitaonline.it/wp-content/uploads/2017/05/Img2_Fossa-comune-a-Wounded-Knee.jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.dolcevitaonline.it/wp-content/uploads/2017/05/Img2_Fossa-comune-a-Wounded-Knee-300x225.jpg" width="300" height="225"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>Un genocidio che, esattamente come quello nazista, si è alimentato innanzitutto di pregiudizi culturali e religiosi, verso il quale nessuna delle istituzioni dell’epoca può essere considerata innocente, tanto meno la chiesa cattolica. Alla guida dei conquistadores spagnoli vi erano infatti <strong>vescovi e cardinali</strong>, che si spinsero fino a <strong>benedire le spade</strong> con le quali si fecero i massacri. I nativi venivano considerati esseri adoratori di divinità diaboliche e secondo la chiesa era legittimo sottometterli e costringerli alla conversione con ogni mezzo. Con il tempo poi alle giustificazioni religiose se ne sommarono altre che si pretendevano scientifiche, come le teorie sull’evoluzionismo culturale che legittimavano la sottomissione dei nativi, chiamandola “civilizzazione”. Mentre la nascente industria culturale, prima con i romanzi western e poi con i film contribuì a radicare l’immagine dei “pellerossa” barbari e violenti per natura, ai quali si opponeva l’epopea degli eroici bianchi alla scoperta del selvaggio West. Una falsificazione storica.</div><div>Oggi le vicende dei nativi americani possono sembrare racconti lontani nel tempo, ma non è così. <strong>Nonostante il massacro sono molti i nativi che vivono ancora nelle americhe</strong>. Nel centro e nel sud del continente ne rimangono decine di milioni che, dopo secoli di sfruttamento e privazioni in alcuni paesi stanno conoscendo finalmente il riscatto sociale. Le rivoluzioni bolivariane nate nel continente sul finire degli anni ’90, hanno portato in molti paesi alla nascita di governi più sensibili ai loro diritti, un processo culminato nell’elezione di <strong>Evo Morales</strong> a presidente della Bolivia nel 1998, <strong>il primo indios americano al potere dopo oltre quattro secoli</strong>.</div><div>Non si può dire lo stesso dei nativi rimasti in nord America. Nonostante vi sia stato un lento riconoscimento dei crimini commessi, culminato nelle scuse ufficiali presentate dal senato statunitense nel 2005, <strong>i nativi continuano a vivere in condizioni di drammatica esclusione sociale</strong>. Tra i giovani indigeni che vivono nelle riserve il tasso di suicidi è ancora oggi 150 volte superiore rispetto a quello dei coetanei bianchi, mentre l’alcolismo e la disoccupazione sono piaghe che colpiscono un nativo su cinque.</div><div>Così come non è ancora cessata neanche la presunzione da parte del governo Usa di poter disporre dei territori nativi come se fossero i propri. Lo dimostra il recente caso del <strong>Dakota Access Pipeline</strong>, il grande oleodotto in costruzione nelle zone sacre della nazione Sioux in Nord Dakota. I nativi hanno protestato per mesi, ottenendo in cambio ancora una volta una spietata repressione con cariche e arresti da parte della polizia. Un secolo fa per i bianchi la vita dei nativi non valeva più di quella degli animali, oggi non è più così, ma i loro diritti valgono comunque meno di un barile di petrolio</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 14:41:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ludovica_montagna</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 14:47:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ludovica_montagna</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-13 15:53:51 UTC</pubDate>
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         <title>Colonie di sfruttamento</title>
         <author>ludovica_montagna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando:1600<br>Dove: America (principalmente del sud)<br>Chi: portoghesi e spagnoli vs amerindi e africani<br>Cosa: I portoghesi e gli spagnoli decisero di basare l’economia delle nuove colonie su nuove piantagioni e grandi lantifondi nelle quali ovviamente lavoravano gli schiavi amerindi o Africani ( costretti a lavorare anche nelle miniere) <br>Vengono chiamate Colonie di sfruttamento perché i territori del nuovo mondo erano per i coloni un luogo di aumento della produzione di molti prodotti di commercio a scapito degli schiavi SFRUTTATI </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-14 17:53:47 UTC</pubDate>
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         <title>Commercio traingolare</title>
         <author>ludovica_montagna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Who: Schiavi africani, colonizzatori europei<br>When: dalla fine del 15° secolo alla metà del 19° secolo.<br>Where: America (nord e sud), Africa, Europa.<br>What: Cominciò tutto con le prime colonie portoghesi in Africa e a seguire quelle in America (anche spagnole) e, per rispondere alla enorme quantità di lavoro mancante in queste nuove terre per via delle malattie e guerre     </div><div>che quasi sterminarono le popolazioni native americane, gli Europei si rivolsero all'Africa, dove i piccoli regni commerciavano volentieri schiavi (debitori, criminali,prigionieri di guerra) in cambio di armi, rum e altri prodotti industriali. Questo portava ad un arricchimento da parte dei regni, che però dovevano combattere la concorrenza dei regni vicini, quindi la schiavitù divenne una pena comune a molti crimini, e molte guerre vennero combattute per ottenere altri schiavi da vendere. <br>Questo fenomeno portò ad un enorme collasso di questi regni una volta terminata questa tratta commerciale, lasciandoli esposti al colonizzazione e la conquista. <br>Why: per rispondere all'enorme quantità di lavoro nelle nuove colonie Americane, gli Europei si rivolsero all'Africa, dove i regni e mercanti erano volenterosi di scambiare schiavi in cambio di armi e altri prodotti industriali, con i quali affermare la propria superiorità sui vicini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-14 17:55:12 UTC</pubDate>
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