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      <title>Giappone by Lucrezia Deriu</title>
      <link>https://padlet.com/lucreziaderiu02/aagueye0bvaz</link>
      <description>De Giorgi Edoardo, Deriu Lucrezia, Gamberoni Paola, Ricci Giulia Ludovica, Terralavoro Chiara</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-04-05 11:42:33 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-02-22 04:20:37 UTC</lastBuildDate>
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         <title>PERIODO PREISTORICO</title>
         <author>lucreziaderiu02</author>
         <link>https://padlet.com/lucreziaderiu02/aagueye0bvaz/wish/348881123</link>
         <description><![CDATA[<div>Fino alla fine del paleolitico superiore (circa 12.000 a.C.), l’attuale arcipelago giapponese era unito al continente asiatico a nord con l’attuale Siberia e a ovest con la penisola coreana, le due lingue di terra vennero poi sommerse dall’innalzamento del livello del mare derivante dallo scioglimento degli immensi ghiacciai al termine dell’era glaciale.</div><div>Si può supporre che il Giappone fosse abitato da popolazioni paleolitiche, probabilmente arrivate dal continente asiatico già 30 mila anni prima della nascita di Cristo.Gli archeologi non hanno finora scoperto tracce rilevanti sull’esistenza di una civiltà paleolitica nell’arcipelago, ma sono generalmente d’accordo nel riconoscere la prima era del neolitico in gippone :il periodo jomon.</div><div>Il periodo della preistoria in Giappone è temporalmente esteso poichè la scrittura fu introdotta solo in seguito ai contatti con la limitrofa Cina avvenuti nel VII secolo dopo Cristo.Il periodo che va dal 10^000 a. C. al 300 a. C. Il periodo Jōmon è però durata un periodo eccezionalmente lungo (quasi diecimila anni) è detto Jōmon jidai, il cui nome deriva dal tipico vasellame che contraddistingue questo periodo: il quale presenta delle decorazioni caratterizzate da dei motivi a corda. Questo vasellame viene chiamato Jōmon doki .</div><div>Su questo lungo periodo storico si sa pochissimo, si presuppone che questi uomini preistorici fossero almeno in parte stanziali, in quanto il vasellame per la sua singolare fragilità non si addirebbe affatto a continui spostamenti , presumibilmente vivevano di caccia, pesca, e raccolta dei frutti della terra. La pesca soprattutto era tra le fonti di sostentamento principali , ed il pesce anche odiernamente ,quasi al pari del riso , è un componente fondamentale della cucina giapponese, il pesce usato nel quasi al pari del riso.</div><div>La agricoltura nel periodo Jomon non era ancora praticata, venne importata solo in seguito al contatto con la civiltà cinese.</div><div>Sono caratteristici di questa cultura i dogū , singolari statuette di terracotta che riproducono misteriose figure femminili stranamente stilizzate la cui funzione tuttora non è ancora chiara. L ipotesi che sembrerebbe più valida sostiene che rappresentino le divinità.</div><div>Sensibilmente pare che il passaggio tra cultura paleolitica e la cultura Jōmon sia avvenuta all'interno di una stessa popolazione, tuttavia alcuni storici sostengono che questo passaggio sia avvenuto grazie allo stimolo dell'immigrazione di un piccolo numero di uomini che potrebbero aver introdotto tecniche più avanzate.<br><br></div><div><strong>Periodo Yayoi            </strong>Il periodo sucessivo è detto Yayoi e va dal 300 a.C. al 250 d.C. Il suo nome deriva dal distretto di Tokyo dove furono per la prima volta ritrovati resti archeologici di quest' era. A seconda della fonte che si prende in considerazione il periodo Yayoi lniza o con la coltivazione del riso nelle risaie oppure con la creazione di nuovi tipi di vasi differenti da quelli del periodo jomon . . Sebbene i vasi Yayoi fossero tecnologicamente più avanzati di quelle del periodo Jōmon (poiché erano prodotti al tornio), esse erano decorate in modo più semplice. Nel periodo Yayoi iniziò anche la lavorazione del bronzo i nipponici di questo periodo con questo metallo realizzarono campane cerimoniali in bronzo, specchi e armi. Intorno al I secolo d.C. iniziarono ad utilizzare strumenti e armi in metallo.</div><div>La popolazione Yayoi crebbe e la loro società divenne sempre più complessa. Indossavano vestiti, vivevano in insediamenti stabili, costruivano abitazioni in legna e pietra, accumulavano ricchezza attraverso il possesso della terra e la conservazione del grano e svilupparono distinte classi sociali.</div><div>Mentre nel resto del mondo si passa gradualmente dall'età della pietra a quella del bronzo per approdare al ferro, in Giappone si ha la fase della pietra e contemporaneamente quella del ferro.</div><div>Verso la metà del I secolo i bronzi iniziano&lt; a differenziarsi da quelli cinesi per la percentuale di stagno impiegata. Durante la prima metà del periodo Yayoi si diffondono particolari oggetti in bronzo a forma</div><div>di campana (dotaku) ritrovati generalmente raggruppati sotto terra, ma non si ritrovano nelle tombe, l'ipotesi è che venissero utilizzate come dono a uno spirito della Terra per propiziare il raccolto. La forma è tronco conica simile ad una U rovesciata, le decorazioni sono essenzialmente: scene di vita dei cacciatori, forme geometriche o sinusoidali, case, baracche, agricoltori al lavoro.</div><div>Le comunità raggruppate si stabilirono in villaggi stabili grazie allo stimolo della produzione agricola. Le abitazioni erano costruite a livello del suolo come alla fine del periodo precedente, la novità comunque è l'inserimento delle case sopraelevate, costruite cioè su pali (takayasuka), tipologia usata principalmente per i granai e la casa dello sciamano, i due cardini della vita sociale del villaggio. Il miglior esempio di comunità Yayoi è fornito oggi dal villaggio di Toro (prefettura di Shizuoka) dove si possono vedere sia abitazioni di tipo semi infossata che sopraelevata. I resti archeologici mostrano che la struttura della casa era costituita da parti di legno incastrati negli angoli. È attestato anche l'uso di abitazioni diverse a seconda della stagione e del clima per cui vennero usate anche capanne infossate per l'inverno e capanne al livello del terreno con tetto in bambù per l'estate. Generalmente il pavimento delle abitazioni era in terra battuta, con un foro al centro dove alloggiava il focolare.<br><br></div><div><strong>Culti</strong></div><div>Vari e diversificati, presero forma attorno all'esperienza comunitaria. Il benessere di queste comunità dipendeva infatti dalla terra, dall'acqua e dal sole, ciascuno indispensabile per assicurare un buon raccolto, e i riti erano finalizzati a propiziarsi il favore della natura, così come a scandire il tempo delle fasi della coltivazione. Le divinità locali, i Kami, assunsero un ruolo centrale nella vita comune e il capo della comunità diviene il custode del potere spirituale accanto a quello politico. Questo è il culto dello shinto (via degli dei) primitivo, caratterizzato da credenze animistiche, pratiche magiche e influssi sciamanici</div><div>Il periodo della storia del Giappone che va dal 300 d.C. fino alla metà del VI secolo è detto periodo Kofun o periodo dei Tumuli.</div><div>Il nome deriva dalle caratteristiche tombe a tumulo ("Kofun") che andarono diffondendosi sempre più. Le tombe potevano essere di diverse dimensioni e forme a seconda dello status sociale del defunto. All'interno, intorno al corpo del defunto venivano posti oggetti a lui cari, per lo più d'origine continentale e di tipo prezioso. I Kofun erano spesso corredati di sculture in terracotta (haniwa) che ritraevano elementi zoomorfi o soldati, a protezione dello spirito del defunto.</div><div>Le famiglie più importanti venivano chiamate Uji e possedevano tombe maestose. Il termine uji viene tradotto come "clan", ed il capostipite era lo uji no kami ovvero colui che discendeva direttamente dalla divinità protettrice e detentore dei treb simboli sacri: la spada, lo specchio in bronzo e il gioiello. Tutto ciò ribadiva e rinforzava il legame di continuità tra passato e presente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 11:49:50 UTC</pubDate>
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         <title>PERIODO FEUDALE</title>
         <author>lucreziaderiu02</author>
         <link>https://padlet.com/lucreziaderiu02/aagueye0bvaz/wish/348882317</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Periodo Kamakura (1185-1333)</strong></div><div>Dal 1185 al 1333 la famiglia Minamoto e la famiglia della moglie di Yoritomo, gli Hojo, mantennero il controllo del Paese attraverso la figura dello shogun e del reggente shogunale, lo Shikken. Gradualmente i signori locali (i futuri daimyō) acquistarono autonomia e il potere del governo di Kamakura si ridusse. Nel 1274 e nel 1281 gli Hojo dovettero fronteggiare l'invasione mongola nella baia di Hakata, che riuscirono a respingere anche grazie al provvidenziale intervento di tempeste marine note come kamikaze ( letteralmente "venti divini"). La guerra, anche se vittoriosa, creò un diffuso malcontento perché i vassalli dello shogun non furono adeguatamente ricompensati.L'imperatore Go Daigo cercò a questo punto di riprendere il potere appoggiandosi ai clan militari fedeli alla sua causa. Vinse, ma Ashikaga Takauji, uno tra quelli che l'avevano appoggiato, si ribellò. Ne conseguì una lotta civile che portò a uno scisma dinastico. Risultarono così due imperatori: uno legittimo ed esule a Yoshino, sui monti del Giappone centrale, e Takauji, illegittimo a Kyoto, dove istituì un governo proprio dalla residenza della famiglia nel quartiere Muromachi.<br><br><strong>Il periodo Muromachi (1333-1573)<br></strong><br></div><div>Nonostante Ashikaga Yoshimitsu facesse cessare lo scisma nel 1393 proclamandosi shogun e dando al Paese un periodo di pace, il secondo shogunato giapponese non mantenne mai l'effettivo governo sul Paese e subì un lento declino, segnato dal crescente potere dei daimyo, i signori locali. Dal 1467 al 1568 il caos politico del Paese diede vita a infinite battaglie, che costituiscono l'era Sengoku ("Stati combattenti"). Nel 1573 l'ultimo shogun Ashikaga fu deposto da Oda Nobunaga.La scoperta del Giappone si deve ad alcuni portoghesi che attorno al 1542 e 1543 giunsero sulle sue coste a bordo di un bastimento cinese, spinto verso l'isola di Kyushu a causa di una tempesta. La scoperta fu puramente casuale, anche se di scoperta propriamente non si deve parlare, dato che i giapponesi avevano già un qualche tipo di rapporto con la Cina e la Corea da svariati secoli.Infatti la Cina ed il Giappone avevano stipulato una sorta di accordo nel 1402 chiamato "sistema dei tributi", con il quale i Giapponesi si impegnavano a riconoscere la superiorità dell'imperatore cinese ed in cambio potevano commerciare con la Cina.I portoghesi vi introdussero la prima arma da fuoco, l'archibugio che venne venduto a circa 1000 tael d'argento, approssimativamente 40 kg del prezioso metallo. L'introduzione delle armi da fuoco da parte degli europei piuttosto che dai cinesi (legittimi inventori) può sembrare strana, ma del resto i rapporti con la Cina non andavano oltre il commercio. Si trattò naturalmente di una rivoluzione che cambiò la concezione militare fino a quel tempo in vigore in Giappone, nonostante i primi pezzi prodotti nel Paese negli anni a venire fossero perlopiù copie imperfette e difettose rispetto alle loro controparti europee, nel giro di poco tempo la qualità delle armi migliorò mutando anche i rapporti all'interno della stessa società giapponese: ora anche un contadino poteva dotarsi di un'arma che potesse uccidere un samurai, senza sottoporsi all'addestramento necessario per maneggiare un arco.Le impressioni tra giapponesi e portoghesi furono positive e questi ultimi, al loro ritorno in India, spinsero i compatrioti verso l'apertura di nuovi mercati commerciali, ai quali naturalmente seguirono i missionari cristiani. I gesuiti disponevano di un certo vantaggio al fare proselitismo, contribuendo con le nozioni nel campo della medicina e dell'astronomia, di molto superiori a quelle cinesi e giapponesi e naturalmente con i remunerativi commerci tra il Paese e le altre colonie portoghesi, quali Macao, Malacca, Ternate e Goa.Nel 1571 venne fondata la prima stazione commerciale a Nagasaki e grazie alle lettere dei gesuiti e i rapporti dei mercanti portoghesi, erano nel frattempo aumentate considerevolmente le conoscenze occidentali relative al Giappone.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 11:55:31 UTC</pubDate>
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         <title>PERIODO CLASSICO E ANTICO</title>
         <author>lucreziaderiu02</author>
         <link>https://padlet.com/lucreziaderiu02/aagueye0bvaz/wish/348883962</link>
         <description><![CDATA[<div>Il corso della storia giapponese prosegue poi con il periodo classico e antico.<br><br></div><div>Quest'ultimo va dal 710 fino al 1185,  ed è caratterizzato da due periodi differenti:<br><br></div><div>Il periodo Nara (710-784)<br><br></div><div>e il periodo Heian (784-1185).<br><br></div><div>Durante il periodo Nara iniziarono a delinearsi i primi segnali di crisi politica, che si espliciterà poi nel periodo Heian, in quanto le riforme del periodo Asuka avevano introdotto un modello di governo proveniente dalla Cina.<br><br></div><div>In questo periodo la capitale venne trasferita a Hejō, e venne costruita su pianta rettangolare, con strade che la dividevano in isolati uniformi.<br><br></div><div>Il palazzo imperiale si trovava nella parte settentrionale della città con l'ingresso rivolto a sud, secondo la tradizione cinese.<br><br></div><div>Questo periodo è inoltre caratterizzato da una grande diffusione del Buddismo, e vennero costruiti numerosi templi buddisti appartenenti a quelle che verranno poi ricordate come le "sei sette buddiste di Nara": Hono, Jojitsu, Kegan, Kusha, Sanron e Ritsu.<br><br></div><div>Più avanti pero, il potere politico del clero buddista cominciò ad essere visto con molta preoccupazione da parte delle famiglie nobili, che vedevano in esso una minaccia alla loro influenza sull' imperatore.<br><br></div><div>Abbiamo poi il periodo Heian, che prende il nome dalla capitale Heian-Kyō (capitale della pace e della tranquillità), e che durò fino al 1185.<br><br></div><div>Questo periodo viene suddiviso in due parti:<br><br></div><div>la prima parte è caratterizzata dalla continuità politica con il periodo Nara, secondo la tradizione del governo cinese;<br><br></div><div>nella seconda parte invece il potere si indebolisce, fallisce il modello di stato centralizzato e nascono i domini terrieri (Shōen) che apriranno la strada al feudalesimo.<br><br></div><div>•Arte e Scrittura•<br><br></div><div>-Durante il periodo Heian si cominciò a sviluppare l'ideazione dei giardini giapponesi.<br><br></div><div>-Risale al periodo Nara l'importazione del sistema di scrittura cinese: i Kanji, che furono modellati sulla base degli Hanzi cinesi<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 12:02:30 UTC</pubDate>
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         <title>PERIODO PREMODERNO</title>
         <author>lucreziaderiu02</author>
         <link>https://padlet.com/lucreziaderiu02/aagueye0bvaz/wish/348886382</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>PERIODO AZUCHI-MOMOYAMA<br></strong><br></div><div>Nella seconda metà del XVI secolo, per opera di tre importanti uomini politici – <strong>Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Ieyasu Tokugawa</strong> – ha inizio la riunificazione del Paese.<br><br></div><div>Il primo, Oda Nobunaga, ambiva a riunificare il Giappone e nel 1568, sfruttando la posizione territoriale favorevole del proprio feudo, riuscì ad occupare la capitale Kyōto dove si stabilì.<br><br></div><div>Continuò con efferata crudeltà a combattere e ad eliminare i propri rivali tra i quali si contavano anche alcuni militanti di importanti sette buddiste.La rapida ascesa di Nobunaga disturbò molti daimyō. La guerra che ne seguì e che durò tre anni vide Nobunaga vincitore. Nobunaga si distinse per la brutalità con cui rase al suolo il tempio Enryakuji trucidando tutti i suoi monaci; sterminò inoltre, tre anni più tardi, 20 mila seguaci della setta Ikkō (inclusi donne e bambini) nella loro fortezza di Nagashima.<br><br></div><div>Tra il 1576 e il 1578 egli condusse una campagna militare contro Kenshin Uesugi, suo  ex alleato. Uesugi inflisse diverse sconfitte alle truppe di Nobunaga ma morì prima dello scontro definitivo con le armate di Nobunaga.<br><br></div><div>Nel 1582, ormai padrone di tutta l’isola maggiore del Giappone (Honshū), rientrò nel castello di Azuchi e ricevette dalla corte imperiale la carica di Shōgun. Subito dopo venne però ucciso dal generale Mitsuhide Akechi. Il corpo di Nobunaga non venne mai ritrovato; si pensa sia morto tra le fiamme o si sia ucciso per evitare di cadere nelle mani del nemico.<br><br></div><div>Akechi spedì un messaggio a Terumoto, il capo del clan Mōri, per informarlo dell’uccisione del comune nemico ma il messaggero venne catturato dagli uomini di Hideyoshi, generale del clan di Nobunaga.<br><br></div><div>Hideyoshi riuscì facilmente a concludere la pace con i Mōri, che acconsentirono a lasciargli i territori già conquistati e si diresse a marce forzate verso Kyōto, cogliendo di sorpresa Akechi e presentandosi ai funerali di Oda Nobunaga con la testa del suo uccisore.<br><br></div><div>La corte imperiale nell’aprile del 1584 nominò Hideyoshi Ministro degli Interni ma ben presto egli riprese le campagne militari per estendere i propri domini.<br><br></div><div>Verso la fine del 1585 Hideyoshi, nominato reggente dell’Imperatore, invase l’isola di Kyūshū ottenendo una facile vittoria contro il clan Shimazu.<br><br></div><div>Ormai tutto il Giappone era nelle mani di Hideyoshi.<br><br></div><div>Il Kantō fu assegnato a Ieyasu Tokugawa che si trasferì dal suo feudo originario di Mikawa a Edo. Dopo la morte di Hideyoshi nel 1598 la sua  successione fu piuttosto tormentata.Nel 1598 Hideyoshi aveva nominato Ieyasu Tokugawa tra i cinque reggenti che dovevano assicurare la successione al figlio Hideyori.<br><br></div><div>Subito dopo la morte di Hideyoshi, Ieyasu cominciò a minacciare gli altri reggenti cercando di ingrandire i propri possedimenti a loro spese e stringendo una serie di alleanze militari con signori delle province orientali.<br><br></div><div>Ben presto si formò contro di lui una coalizione di potenti feudatari che portò alla più grande battaglia della storia giapponese: la battaglia di Sekigahara nel 1600.<br><br></div><div><strong>PERIODO EDO<br></strong><br></div><div>Questo periodo iniziò con il governo <strong>Tokugawa</strong>, che divenne governatore assoluto del Giappone e si trasferì ad Edo, oggi chiamata <strong>Tokyo</strong>.<br><br></div><div>Fu questa l'epoca in cui gli occidentali ricominciarono a fare pressioni sul Giappone, sia sul lato commerciale che su quello religioso, creando numerose  minacce al paese.<br> Per questo motivo la religione cristiana fu <strong>bandita definitivamente</strong> e gli scambi  commerciali vennero limitati a pochi mercanti cinesi e olandesi.<br> In seguito, sotto il governo di <strong>Iemitsu</strong>, venne costruito a Nikko il più grande santuario del Giappone e l'esercito Giapponese si rafforzò a tal punto da diventare uno dei più potenti e disciplinati eserciti, scoraggiando così potenziali invasioni dall'occidente.<br><br></div><div>Ad ogni modo si può affermare che per il Giappone il periodo Tokugawa costitusce un lungo periodo di pace, di relativo ordine e di progresso economico.<br> Nel corso del 1600 la produzione agricola ebbe un forte incremento a causa del miglioramento delle tecniche di coltivazione e di irrigazione nonché della bonifica di nuovi terreni.<br> Di conseguenza si innalzò il tenore di vita e la domanda di nuovi prodotti favorì la diversificazione delle coltivazioni. In tale fase aumentarono però anche i prezzi dei beni di prima necessità con conseguente ulteriore impoverimento dei ceti meno abbienti e dei samurai di rango inferiore i cui salari erano fissati in termini di quantità di riso, mezzo di pagamento che andava progressivamente perdendo il proprio valore.<br><br></div><div>In questo periodo vi fu anche un notevole sviluppo urbano con la costruzione di città intorno ai grandi castelli che i vari daimyō avevano iniziato a costruire a partire dal periodo Azuchi-Momoyama e che, una volta persa l’importanza militare, erano diventati sede dell’apparato amministrativo dei signori locali. Nelle vicinanze dei castelli vivevano un gran numero di samurai, le cui esigenze logistiche avevano attirato commercianti e artigiani.<br> All’inizio del 1700 il paese aveva un tasso di urbanizzazione tra i più alti nel mondo<br><br></div><div>La struttura sociale vedeva a capo di tutto la casa imperiale (con limitati poteri), poi gli Shogun (con ampi poteri), i Daimyo, i samurai, i mercanti ed i contadini, che erano quelli che più subivano soprusi e pressioni fiscali.<br><br></div><div>Per quanto riguarda la scrittura infatti sappiamo che la stampa con blocchi di legno mobili era già standard da secoli, dopo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1500">1500</a> gli stampatori giapponesi iniziarono a sperimentare l'uso dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stampa_a_caratteri_mobili">caratteri mobili</a>, ma ritornarono all'uso dei blocchi di legno. Per gli anni ottanta del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo">XVIII secolo</a> in Giappone venivano pubblicati tremila libri all'anno. Negli anni cinquanta del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo">XIX secolo</a> la nuova tendenza era la traduzione di testi geografici e scientifici occidentali.L'istruzione universale obbligatoria venne istituita nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1871">1871<br></a><br></div><div> La fine della politica di isolamento del Giappone fu tuttavia dovuta alla determinazione degli Stati Uniti che nel 1853-54, dopo un tentativo fallito nel 1845, riuscì, inviando quattro navi da guerra guidate dal commodoro Matthew Perry, ad ottenere un trattato che concedeva agli americani il permesso di commerciare con il Giappone attraverso l’accesso a due porti. A tale accordo seguirono trattati analoghi con Inghilterra, Russia e Olanda.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 12:11:24 UTC</pubDate>
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         <title>PERIODO MODERNO</title>
         <author>lucreziaderiu02</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>PERIODO MEIJI<br></strong><br></div><div> da “Meiji” ossia periodo del regno illuminato, è una fase storica del Giappone Moderno (1868-1912), dell’imperatore Mutsuhito.<br><br></div><div>Questo periodo fu di notevole importanza perché vide numerosi cambiamenti in ogni settore, come ad esempio il ritorno al potere dell’imperatore, la persecuzione dei cristiani e una modernizzazione economica.<br><br></div><div>Quest’ultima fu caratterizzata dall’importante rivoluzione industriale giapponese, il quale iniziò all’incirca nel 1870 quando i capi nazionali decisero di mettersi in pari con le potenze occidentali.<br><br></div><div>Tuttavia gli storici giapponesi sostennero che nel tardo periodo Meiji, ci furono numerose guerre a cui il Giappone partecipò attivamente, ma le più importanti furono senza dubbio la guerra sino- giapponese (1894-1895) in cui si scontrarono con i cinesi in Corea e la guerra russo-giapponese con i russi in Manciuria, in entrambe il Giappone ne risultò vincente.<br><br></div><div> <br><br></div><div><strong>PERIODO TAISHO<br></strong><br></div><div> da “Taisho” ovvero periodo di grande giustizia, è un arco di tempo della storia giapponese che va dal 1912 al 1926.<br><br></div><div>In questa fase la salute dell’imperatore Mutsuhito non era delle migliori e succedette nel 1912 suo figlio Taisho.<br><br></div><div>Egli era differente dal padre sia nell’aspetto che nella personalità e a causa di problemi neurologici, venne tenuto il più possibile lontano dalla scena pubblica.<br><br></div><div>Nonostante ciò, in questo lasso di tempo ci fu la catastrofica crisi politica Taisho, successa tra il 1912 e il 1913.<br><br></div><div> <br><br></div><div><strong>PERIODO SHOWA<br></strong><br></div><div>da “Showa” ossia periodo di pace illuminata, è la fase della Storia Giapponese coincidente all’ imperatore Hitohito, tuttavia risulta il regno più lungo infatti durò dal 1926 al 1989 e fu caratterizzato da molteplici mutamenti.<br><br></div><div>- nei primi 20 anni in seguito alla prima guerra mondiale, in Giappone si sviluppò la concezione di ultranazionalismo imperialista e militarista, che si presentò mediante l’espansione dei confini territoriali<br><br></div><div>-tra il 1945 e il 1989 invece in Giappone ci fu inizialmente il rimedio dei danni patiti nella guerra e la creazione di un regime democratico, alleato agli Stati Uniti.<br><br></div><div>Successivamente a partire dagli anni 50’, il Giappone affrontò un grande periodo di sviluppo dal punto di vista economico, che lo portò a divenire la seconda economia mondo.<br><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong>PERIODO HEISEI<br></strong><br></div><div> da “Heisei” cioè compimento della pace è quella fase che va dal 1989 ad oggi.<br><br></div><div>Il 1989 evidenziò una delle più prospere crescite economiche della storia giapponese, infatti i tassi di interesse erano molto bassi e per questo motivo ci fu un boom di investimenti soprattutto nell’ambito immobiliare.<br><br></div><div>Sempre in questo anno morì Hirohito e gli successe il 7 gennaio, suo figlio Akihito attualmente è l’unico imperatore a essere vivo al mondo.<br><br></div><div>Tuttavia si tramanda che la Dea Amaterasu gli abbia affidato i sacri simboli del potere imperiale, vale a dire i gioielli la spada e lo specchio sacro.<br><br></div><div><br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 12:20:19 UTC</pubDate>
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         <title>CULTURA</title>
         <author>lucreziaderiu02</author>
         <link>https://padlet.com/lucreziaderiu02/aagueye0bvaz/wish/348889582</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>GIARDINI GIAPPONESI<br></strong><br></div><div>I giardini sono stati costruiti nel corso della storia, in ogni parte del mondo, in genere, dalle classi dirigenti (aristocratici, monaci, guerrieri, politici e industriali)con gli scopi più disparati: luoghi dove godere di momenti ricreativi oppure luoghi dove celebrare riti religiosi.<br><br></div><div><strong>L’evoluzione dei giardini in Giappone</strong> può essere considerata in parallelo con il susseguirsi dei periodi storici. Alcuni tipi di giardino sono scomparsi nel corso del tempo mentre altri vivono ancora oggi.</div><div>Una delle prime forme di giardino in Giappone sono stati i <strong>luoghi sacri in mezzo alla natura,</strong> delimitati da ciottoli e pietre.</div><div>Il diffondersi della cultura cinese e del <strong>buddhismo</strong> a partire dal VI secolo, hanno fortemente influenzato il disegno del giardino giapponese. Durante questo periodo, i giardini sono stati costruiti nei palazzi imperiali per lo svago e il divertimento dell’imperatore e della sua corte. Durante il <strong>periodo Heian,</strong> di relativa pace, la capitale fu trasferita a <strong>Kyoto,</strong> dove gli aristocratici dedicavano molto loro tempo alle arti. Nascono così i <strong>giardini Shinden,</strong> progettati partendo da elementi della cultura cinese: grandi stagni e isole collegate da ponti ad arco, ghiaia a copertura della piazza di fronte l’edificio principale, uno o più padiglioni del palazzo estesi sull’acqua.</div><div>Nel tardo periodo Heian, si diffonde il <strong>Buddhismo della Terra Pura</strong> e i giardini vengono costruiti per assomigliare a quel paradiso buddhista, dove l’elemento focale è un grande stagno con fiori di loto e isole.</div><div>All’inizio del <strong>periodo Kamakura,</strong> il potere passa dalla corte aristocratica all’élite militare. Il Buddhismo Zen si diffonde tra coloro che governano, influenzando anche il disegno del giardino. I giardini sono costruiti a fianco ai templi e diventano luoghi di meditazione.</div><div>Il giardino diviene più piccolo, più semplice anche se mantiene molti elementi in comune con il passato. I <strong>Chaniwa</strong> (giardini del tè) raggiungono il loro splendore durante il periodo Azuchi-Momoyama, quando i maestri del tè raffinano e rendono più semplice la loro progettazione.</div><div>Durante il <strong>periodo Edo,</strong> il giardino diviene stravagante e un luogo di gioco e intrattenimento. Ne conseguono grandi passeggiate lungo un percorso circolare in giardini con laghetti, isole e colline artificiali dalle quali godere di molteplici punti di vista.</div><div><strong> </strong></div><div><strong>Caratteristiche del giardino giapponese</strong></div><div>Il Giappone il giardino ha un ruolo molto importante e si configura non solo come un luogo dedicato alla natura, ma soprattutto come un luogo di pace, in cui dedicarsi alla meditazione e alla contemplazione. Nel giardino giapponese nulla è lasciato al caso ma tutto è espressione di una precisa simbologia ed ogni cosa acquista un suo specifico significato. Il tradizionale manto erboso è sostituito da <strong>muschio</strong> e <strong>pietre</strong> che costituiscono un manto verde per tutto l’anno, con fioriture esclusivamente primaverili. A differenza degli spazi verdi occidentali, nel giardino giapponese <strong>manca completamente la simmetria</strong> e gli elementi naturali che lo costituiscono sono sempre in numero dispari.</div><div>Un ruolo importante è svolto dalle <strong>forme sinuose e </strong>dai<strong> contrasti</strong>: si vedrà così una piccola pianta accanto ad una di grandi dimensioni, mentre un canneto circonderà un sentiero. Fondamentale è poi <strong>l’acqua</strong>, presente mediante laghetti artificiali più che ruscelli.</div><div>Le forme del giardino sono semplici ed essenziali, mai elaborate ed eccessivamente decorative. Tuttavia ogni elemento è ponderato, scelto e posizionato con grande attenzione.<br><br></div><div><strong><br></strong><br></div><div><br><strong>RELIGIONE<br></strong><br></div><div>Le più diffuse religioni in Giappone sono lo Scintoismo e il Buddismo; lo Scintoismo è strettamente legato alla storia del Giappone e si basa sul culto degli antenati e della natura; il Buddismo invece fonda le proprie radici sull'adorazione del genere umano e di ogni essere vivente. Dal 1946 (poco dopo la conclusione della seconda Guerra Mondiale) l’imperatore Hirohito fu costretto a rinunciare alla pretesa di essere considerato una divinità scintoista e dal 1947 venne concessa a tutta la popolazione (a seguito anche di forti pressioni del Governo Americano) la libertà di religione.<br><br></div><div>Dal VI secolo d.C. si diffusero in Giappone alcune religioni dell'India, la principale delle quali fu il Buddismo che, come per il Cristianesimo in Occidente, ha assunto un ruolo determinante per lo sviluppo della civiltà nipponica. Inoltre, fra il ‘600 e il ‘900 fece la sua comparsa anche il Confucianesimo, che molti seguaci dello Scintoismo abbracciarono dando vita ad una sorta di coesistenza tra le due fedi.<br><br></div><div>Anche il Buddismo ha trovato, con il tempo, forme di adattamento alla cultura giapponese, soprattutto attraverso la scuola "Zen". Nella meditazione Zen i samurai trovavano la concentrazione ed il coraggio necessari per combattere. Così, una religione da sempre considerata "di pace", divenne uno dei principali strumenti dell’addestramento dei guerrieri. Il Buddismo Zen influenzò anche lo sviluppo di molte "arti" nipponiche tipiche: dal Judo, al Karate, fino a buona parte della produzione artistica vera e propria.<br><br></div><div>Verso la metà del XVI secolo giunse in Giappone anche il Cristianesimo (che venne perseguitato dalle autorità governative, fino all'era Meji - anno 1868): attualmente i cristiani, dei quali i due terzi sono protestanti, rappresentano circa il 2% di tutta la popolazione giapponese.<br><br></div><div>Ad oggi comunque lo Scintoismo può essere considerata la religione nazionale nipponica, seguita dal Buddismo nonché da un vasto numero di religioni "minori" (oltre cento) che, soprattutto dal dopoguerra, hanno assunto sempre più importanza e che spesso sono veri e propri sviluppi delle principali fedi, ma con spiccati caratteri eclettici che raggruppano milioni di adepti.<br><br></div><div><strong>Lo Scintoismo<br></strong><br></div><div>Vero e proprio culto politeista, lo Scintoismo o "Shintoismo" (da "Shito", ossia "via degli Dei") venera un cosiddetto pantheon di "Kami" ("Dei") che comprende varie  classi di divinità, tra cui gli dei locali, i fenomeni naturali, gli esseri viventi ed i nobili antenati. Nelle cerimonie più importanti (strettamente legate ai cicli stagionali) vengono fatte offerte di riso, sakè, pesce, frutta e verdura alle varie divinità. Ogni fedele esprime la propria spiritualità in maniera personale, infatti nello Scintoismo non c'è una vera e propria gerarchia di culto, forse anche perché questa religione non ha un fondatore e le cerimonie mettono il fedele in contatto diretto con le divinità. Nello Scintoismo vi sono diversi milioni di Dei, manifestati spesso attraverso la natura (come alberi, animali, fiumi, montagne ma anche uomini). La mitologia giapponese racconta che in epoca primordiale discese dal cielo una coppia divina (Izanagi e Izanami) che diede vita alle isole e a tutto il mondo. Successivamente, la Dea del sole "Amaterasu" mandò sulla Terra una serie di Dei in modo da poter creare il genere umano. Si narra che il primo discendente degli Dei fu proprio il primo imperatore giapponese e per questo tutte le dinastie imperiali future vennero considerate divinità Scintoiste (fino al 1946). <br><br></div><div><strong>Il Buddismo<br></strong><br></div><div>Il Buddismo assunse in Giappone un'elevata importanza nell'arco di poco tempo.<br><br></div><div>L'ordine buddista prevedeva l'esistenza di laici e di monaci come due caste ben distinte fra sé, ma accomunate dalla fede in Buddha. I laici erano assoggettati all'osservanza di cinque fondamentali comandamenti:<br><br></div><div>1.   Non nuocere a nessuna creatura vivente<br><br></div><div>2.   Non rubare<br><br></div><div>3.   Non fornicare<br><br></div><div>4.   Non mentire<br><br></div><div>5.   Non bere bevande inebrianti<br><br></div><div>A questo doveva aggiungersi l'obbligo di provvedere al  Statua del Buddasostentamento dei monaci. Se la loro condotta fosse stata conforme a tali comandamenti, avrebbero potuto raggiungere lo stato di "Nirvana".<br><br></div><div>L'entrata nell'ordine monastico era preclusa ai soldati, a tutti coloro che svolgevano una qualsiasi attività per conto del re e a chi non avesse la completa disponibilità delle proprie azioni, come i minori di 15 anni, i servi, i debitori, i criminali, ecc.<br><br></div><div>I monaci, che non ricevevano nessuna speciale investitura, erano sottoposti ad obblighi più rigidi rispetto a quelli dei laici:<br><br></div><div>•castità<br><br></div><div>•assoluta povertà<br><br></div><div>•divieto di fornicazione<br><br></div><div>•adorazione del genere umano<br><br></div><div>•obbligo di avere la testa rasata<br><br></div><div>•obbligo di non portare barba e baffi<br><br></div><div>•proibizione di ricevere denaro o altri doni<br><br></div><div>•obbligo di indossare sempre una tunica di colore giallo-arancione <br><br></div><div><strong>Le "nuove" religioni<br></strong><br></div><div>Le cosiddette nuove religioni, sono nate per la maggior parte dopo la seconda Guerra Mondiale e hanno riempito il vuoto spirituale causato dalla caduta dello "Scintoismo di Stato" e dalla rovina economica dell'apparato scintoista finanziato, fino ad allora, dalla Stato stesso. Fanno eccezione alcune sette come la "Tenri-kyò" e la "Kurozumi-kyò", nate prima del periodo Meji e tutt'ora esistenti.<br><br></div><div>Dal punto di vista del contenuto, tali nuove religioni sono spesso veri e propri sviluppi delle religioni principali (quali appunto Scintoismo e Buddismo): alcune fondano il proprio filone di pensiero sulla venerazione di divinità tradizionali, mentre altre seguono la tradizione "confuciana", o altre ancora si caratterizzano per un progressivo avvicinamento al Monoteismo.<br><br></div><div><strong>La mitologia Giapponese<br></strong><br></div><div>La mitologia, nata con lo Scintoismo, viene documentata da due antichi scritti.<br><br></div><div>Il primo è il Kojiki, definito la Bibbia dei Giapponesi; le storie in esso contenute e tramandate oralmente per secoli, furono messe per iscritto intorno al 700 d.C. e trattano del regno degli Dei e della creazione del Giappone. Il punto centrale è il racconto di come Jinmu-Tenno, discendente di Amaterasu (la Dea del Sole), divenne il primo imperatore del Giappone.<br><br></div><div>L'altro grande testo mitologico giapponese è il Nihongi. Più tardo rispetto al Kojiki e caratterizzato da profondi influssi di dottrine cinesi, il Nihongi riporta gli stessi miti con alcune varianti.<br><br></div><div><br><br></div><div><strong>SUPERSTIZIONI<br></strong><br></div><div>Il numero 4 il 9 sono numeri considerati sfortunati in Giappone. Questo perché 4 si legge <em>shi</em>, e <em>shi</em> in Giappone vuol dire anche morte ,mentre 9 si legge <em>ku</em>, che vuol dire anche dolore.Uno dei numeri considerati più sfortunati è il 42 <em>(Shi-ni),</em> che rimanda sia a <em>shini</em> (morire), che <em>shinin</em> (cadavere). Per questo motivo, negli hotel spesso non troverete stanze col numero 42.<br> L’8 invece è un numero considerato fortunato, questo perché le due linee che formano il kanji si allargano sul fondo, in giapponese si dice <em>suehirogari</em> in cui (sue) = fine,  (hirogari) = allargarsi, e questo indica miglioramento, prosperità. Anche i numeri 7, 5, 3  (<em>Shichi, go, san</em>), sono considerati fortunati, tanto che il 15 novembre viene celebrata la festa chiamata appunto <a href="http://www.tradurreilgiappone.com/2014/11/15/shichi-go-san/">Shichi-go-san</a>, in cui i bambini di 3 e 5 anni, e le bambine di 3 e 7 anni vengono vestiti con i kimono e portati in visita al tempio. Ai bambini, inoltre, viene regalata una caramella lunga, bianca e rossa chiamata <em>Chitose Ame</em> , letteralmente “la caramella dei mille anni”, che simboleggia una crescita sana.<br><br></div><div><strong>Detti e credenze popolari<br></strong><br></div><div> [<em>Asa no kumo wa engi ga ii ga yoru no kumo wa korosu beshi</em>]<br> Se di mattina vedi un ragno, non ucciderlo perché è di buon auspicio, mentre il ragno della sera porta male (quindi, fallo fuori senza pietà!).<br><br></div><div> [<em>Reikyuusha wo mitara oyayubi wo kakusu</em>]<br> Se vedi passare un carro funebre, nascondi i pollici (cioè chiudi le mani a pugno mettendo i pollici all’interno). Questo perché in giapponese pollice si dice <em>oyayubi</em>, cioè <em>oya</em>= genitori, <em>yubi</em>= dito, in questo modo si proteggono i genitori dalla morte.<br><br><br></div><div><strong>CERIMONIA DEL THE<br></strong><br></div><div>La <strong>cerimonia del tè</strong> è un rito giapponese che va al di là del semplice consumo di una tazza di tè, poiché esso segue un codice di comportamento ben preciso,dalla programmazione dell’evento ai gesti da fare prima di bere la bevanda, è basato su regole estremamente precise. Inoltre ogni utensile che viene utilizzato per la preparazione e il consumo del tè ha un nome specifico così come la stanza in cui si svolge la cerimonia (<em>chashitsu)</em> e deve avere determinate caratteristiche.</div><div>Originaria della Cina meridionale, veniva usata per scopi terapeutici fin dall’antichità, poi, intorno al X secolo, la bevanda da essa ricavata giunse anche in Giappone, portata dai monaci buddisti .In particolare sarebbe stato il monaco tendai <strong>Eisai</strong>, vissuto tra il 1141 e il 1215, a portare il tè in Giappone nel 1191, mentre un altro monaco, <strong>Murata Jukō</strong>, vissuto tra il 1423 e il 1502, è considerato il vero fondatore della cerimonia del tè giapponese.Fu poi <strong>Sen no Rikyū</strong>, vissuto tra il 1522 e il 1591, a riformare lo stile <em>wabi-cha</em> e a codificare la cerimonia del te, che si chiama <em>cha no yu</em> (che significa “acqua calda per il tè”), così come la conosciamo oggi.</div><div>La cerimonia del tè è nata dunque nei <strong>monasteri buddisti</strong>, dove il consumo del tè aveva un duplice scopo: far mantenere svegli i monaci durante le lunghe ore di meditazione e aiutarli nella ricerca interiore di sé. Per i monaci zen la cerimonia del tè è riconosciuta al pari dell’arte, è intrisa di profonda spiritualità e attraverso gesti quotidiani porta a raggiungere la totale calma e consapevolezza interiore.</div><div>Sen no Rikyū, che fu <strong>maestro del tè</strong> di noti personaggi politici, perfezionò e codificò tutti i movimenti e progettò anche la prima stanza del te indipendente dal resto dell’abitazione. Egli, inoltre, stabilì i <strong>quattro principi costitutivi</strong> della cerimonia del tè, che sono: <strong>armonia, rispetto, purezza e tranquillità</strong>. Questi principi non riguardano soltanto il rapporto tra i <strong>partecipanti</strong> alla cerimonia, e in particolare tra ospite e invitato, ma anche gli <strong>oggetti</strong> utilizzati e la scelta del cibo che viene consumato prima del tè.</div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong>ARTE<br></strong><br></div><div>L’Arte Giapponese comprende molteplici realizzazioni artistiche inerenti a periodi differenti tra loro.<br><br></div><div>Le più conosciute senza dubbio sono: le ceramiche, la pittura, la scultura, la calligrafia su seta e carta, le stampe xilografiche ukiyo-e, gli origami e, più contemporanei, i manga.<br><br></div><div>Fin dagli inizi, il Giappone è riuscito ad assorbire le tecniche e caratteristiche di altre paesi a causa di lunghe fasi di invasione.Ma nonostante ciò, la pittura rimane la tecnica più eseguita sia dai principianti che dai professionisti.Come nell’ antichità, attualmente i giapponesi utilizzano per scrivere un pennello invece della penna, risultando così particolarmente sensibili ai valori estetici della pittura.Al contrario invece la scultura giapponese, adibita quasi esclusivamente a principi religiosi, ma poi con il corso del tempo è andata a diminuire sempre più la sua produzione.<br><br></div><div>In ambito architettonico invece, i Giapponesi hanno sempre privilegiato l’utilizzo di materiali di tipo naturale al fine di creare un’ “armonia”, “una connessione”, fra il mondo interno è quello esterno.Tuttavia, fu profondamente influenzata dall'architettura cinese e la maggioranza degli edifici esistenti dell'architettura pre-moderna giapponese sono dei castelli, ossia del templi buddhistio cioè santuari scintoisti.<br><br></div><div>Tra i monumenti architettonici più importanti ricordiamo: <br><br></div><div>- Il Castello di Himeij, costruito intorno al 1333, ed è la migliore realizzazione dell’architettura giapponese dei castelli. Attualmente è la fortezza più grande e maggiormente visitata Tuttavia la struttura è importante per le sue mura, oltre che per i suoi sentieri che ricreano un labirinto idealizzato per confondere i nemici.          <br><br></div><div>- Il Padiglione d'oro, tempio buddista Zen a Kyoto, è uno degli edifici più straordinari del Giappone, costruito sul terreno dello Shogun  nel 1397, realizzato al fine di conservare le reliquie di Buddha. Il primo e il secondo piano sono ricoperti da foglie d’oro, motivo per il quale prende questa denominazione e con un laghetto nei dintorni e al suo giardino, è uno dei luoghi più visitati del Giappone.<br><br></div><div>- Il Tempio di Kiyomizua Kyoto, edificio buddista Tendai. È noto per la sua architettura e per il fatto che, non sia mai stato restaurato. Kiyomizu letteralmente significa 'acqua limpida', ed è stato chiamato così per una cascata nei pressi.<br><br></div><div>- Parco della Pace, situato presso Hiroshima ed è uno dei parchi più importanti del Giappone a causa della sopravvivenza all’olocausto.  Ad oggi ci sono milioni di monumenti e biblioteche che riuniscono milioni di turisti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 12:21:54 UTC</pubDate>
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