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      <title>Frobel by Ilaria Puzone</title>
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      <description>Realizzato con serendipità</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-30 09:33:42 UTC</pubDate>
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         <title>LA VITA</title>
         <author>ilariapuzone11</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:150,&quot;url&quot;:&quot;http://www.accademianuovaitalia.it/images/stories/com_form2content/p3/f981/0-froebel.jpg&quot;,&quot;width&quot;:291}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.accademianuovaitalia.it/images/stories/com_form2content/p3/f981/0-froebel.jpg" width="291" height="150"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Nato in Turingia, la madre morì quando lui aveva nove mesi, forse fu proprio la mancanza d’affettuose cure materne nell’infanzia che lo spinse ad interessarsi vivacemente dell’educazione dei più piccoli. Una caratteristica di Froebel è l’amore per la natura (da piccolo lavorò presso un ispettore forestale, quindi visse maggiormente a contatto con la natura). Froebel, prima di conoscere la sua autentica vocazione, sperimentò varie occupazioni e si dedicò a studi diversi.Venne a contatto con il Pestalozzi tramite un discepolo del pedagogista che lo assunse come collaboratore nella sua scuola. Soggiornò anche a Yverdon come accompagnatore di tre ragazzi della famiglia presso la quale era precettore.</div><div><br>In seguito si dedicò nuovamente agli studi (scienze naturali, cristallografia) e divenne assistente al Museo di mineralogia. Froebel creò la sua prima istituzione educativa, perché si doveva occupare dell’educazione di cinque nipotini.<br>Nasce così l’Istituto generale tedesco di educazione, una scuola, che nonostante il nome importante contava di solo cinque alunni. In seguito la scuola venne ingrandita e venne cambiata la sede, ma non ebbe lunga durata, un po’ per difetti amministrativi e un po’ per l’ostilità locale. In seguito froebel fece varie esperienze in Svizzera e in Germania (anche lui diresse un orfanotrofio a Burgdorf), nel frattempo aveva pubblicato la sua opera più importante, “L’educazione dell’uomo”.<br>A Blankenburg nel 1837 ebbe vita il primo istituto d’educazione per bambini al disotto dei sei anni, quello che avrebbe chiamato nel 1840 Giardino d’infanzia.<br>Lo stesso anno Froebel creava la prima scuola per Maestre Giardiniere (il paragone tra educatore e giardiniere è stato utilizzato per la prima volta da Pestalozzi). La fama di Freobel aumentò al punto che veniva salutato come caposcuola, ma nel 1851, la Prussica decretò la chiusura dei Giardini d’infanzia, perché impostati su di un’educazione “atea” e “socialista”. Era in pratica un’accusa di liberalismo, probabilmente alimentato dal fatto che durante la rivoluzione, i maestri progressisti si erano stretti intorno a Froebel, anche se la sua figura non suggeriva affatto idee sovversive.<br>Froebel morì nel 1852.La sua istituzione sopravvisse a lungo e si diffuse un po’ ovunque in Europa e anche in America.In Germania i Giardini d’infanzia vennero riaperti dopo il 1860.In Italia il froebelismo godette di particolare favore dopo l’unità, ma si andò gradualmente sostituendo al metodo aportiano.<br>IL PENSIERO DI FROBEL<br>È dall'inizio dell'Ottocento che, grazie alle nuove scoperte in campo medico-scientifico che portarono a una netta diminuzione della mortalità infantile, che il bambino acquista una sua posizione all'interno della famiglia fin dalla nascita, anche se l'attenzione pedagogica alla prima infanzia inizia con Rousseau e Pestalozzi. Ma è merito di <strong>Friedrich Fröbel</strong> (1782-1852) se tali intuizioni pedagogiche giunsero a tradursi in istituzioni scolastiche. Fröbel ebbe, infatti, l'occasione di sperimentare in pratica la validità del suo progetto formativo, dapprima lavorando a <strong>Keilhau</strong> con cinque bambini, e poi con la fondazione del <strong>primo “giardino generale tedesco dell'infanzia”</strong> a Blankenburg. L'istituzione sarà però chiusa dal governo prussiano nel 1850 sotto il sospetto di ateismo e socialismo.</div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:475,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/86/NIE_Kindergarten_Pratt_Institute_Brooklyn.jpg/600px-NIE_Kindergarten_Pratt_Institute_Brooklyn.jpg&quot;,&quot;width&quot;:600}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/86/NIE_Kindergarten_Pratt_Institute_Brooklyn.jpg/600px-NIE_Kindergarten_Pratt_Institute_Brooklyn.jpg" width="600" height="475"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Rispetto allo sperimentalismo di Pestalozzi, le posizioni di Fröbel prendono il via da riflessioni più filosofiche. Egli cerca dunque di&nbsp;</div><div><strong>arrivare a scoprire le leggi che regolano la natura, l'organizzazione della sua struttura interna, per arrivare su queste basi a ricondurre la variabilità del tutto a un principio generale di unità</strong>. Questo sarà il concetto guida della sua filosofia come della sua pedagogia: se tutto proviene dall'unità e a essa tende, lo scopo naturale di tutte le attività – e quindi soprattutto di quella formativa – è aspirare al raggiungimento di tale unità.<br>L'infanzia corrisponde per Fröbel alla prima fase educativa del bambino (<strong>prima educazione</strong>) e inizia subito dopo i primi mesi di vita, <strong>quando il bambino inizia a “rappresentare spontaneamente l'interno nell'esterno</strong>”. La funzione psicologica che rappresenta l'inizio di questa fase è <strong>il linguaggio</strong>, che permette al bambino di tradurre, grazie all'impulso creativo che è in lui, in rappresentazioni e quindi in azioni la complessità del sentire che è in lui.<br><br>L'INFANZIA E IL GIOCO&nbsp;</div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:479,&quot;url&quot;:&quot;https://image.slidesharecdn.com/ilgioco-140111113055-phpapp02/95/il-gioco-19-638.jpg?cb=1389443218&quot;,&quot;width&quot;:638}" data-trix-content-type="image"><img src="https://image.slidesharecdn.com/ilgioco-140111113055-phpapp02/95/il-gioco-19-638.jpg?cb=1389443218" width="638" height="479"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div><strong>Ogni atto umano per Fröbel è creativo</strong>&nbsp; è quindi espressione diretta del divino che è in ogni uomo. <strong>La spontaneità del bambino va comunque salvaguardata a ogni costo</strong>, ed è in questo contesto che Fröbel introduce l'importante concetto del <strong>gioco come strumento educativo</strong>. L'autore, infatti, vede il gioco come attività fondamentale del bambino, e quindi come strumento principe per favorire l'espressione e la rappresentazione del suo interno in maniera creativa, naturalmente con il supporto del linguaggio. <strong>Il gioco è visto come momento in cui nel bambino si sperimenta il concetto di unità</strong> tanto caro a Fröbel in quanto permette in un certo senso al bambino di penetrare nelle cose, facendole sue, e alle cose di penetrare in lui, prestandogli i loro attribuiti nel gioco di finzione.<br>Il gioco è importante anche perché conduce il bambino alla scoperta del <strong>disegno</strong>, facilita l'evoluzione linguistica, metta le basi per l'apprendimento di concetti logico-matematici e anche per future applicazioni lavorative.<br>Il disegno diventa importante già in questa prima fase educativa, in quanto <strong>con la sua natura grafica favorisce nel bambino l'impulso a strutturare in un qualche modo le proprie rappresentazioni interne</strong>(mentre il linguaggio permette anche un fluire continuo, non strutturato), spesso ordinandole sulla base di categorie numeriche. Non bisogna poi dimenticare che Fröbel include in questa prima fase educativa anche una forte attenzione all'educazione motoria, al ritmo, un'introduzione al mondo della musica e della danza, senza sottovalutare neanche l'importanza dei piccoli compiti domestici che possono essere affidati al bambino quali fonte di apprendimenti pratici.<br>LA PRIMA INFANZIA<br>Froebel sostiene che, molto spesso, nell’educare si commette un grande errore: non educare il bambino per quello che è ma per quello che sarà (concetto già vivo in Rousseau), errore perpetrato a causa dell’errata considerazione della evoluzione psichica del bambino, analizzata in tappe delimitate che evidenziano la diversità di questo dall’adulto, consigliando erroneamente una educazione rapportata alle caratteristiche che il fanciullo dovrà avere da grande, e non a quelle che ha realmente nei momenti della sua crescita. Per il nostro, infanzia, fanciullezza, adolescenza, giovinezza, virilità, vecchiaia, sono espressione di un "continuum" di uno sviluppo psichico che vive e si costruisce sulle esperienze e sviluppo precedenti. Ogni intervento educativo deve essere cosciente del momento "sincronico" in un cammino "diacronico" nel quale si torna ad agire. In particolare, l’educazione deve tenere presente il grado di conoscenza e di azione del bambino, che si esplica nello sviluppo progressivo di tre forze: religione, laboriosità e temperanza. "là dove agiscono queste tre forze indivisibili, sostiene Froebel, ivi è il paradiso in terra". Froebel è riuscito a trattare soltanto i primi due stadi: l’infanzia e la fanciullezza. L’azione educativa dovrà essere consapevole delle caratteristiche di ciascun periodo e sviluppare (secondo queste caratteristiche), le tre forze indivisibili: della religione per mezzo della parola e dell’esempio, della laboriosità per mezzo del gioco e delle attività di lavoro, della temperanza mediante il tirocinio della volontà. Le tre forze si sviluppano, inoltre, utilizzando anche altri modi di esprimersi: il disegno, il ritmo, il canto, la fiaba.</div><div>L’infanzia (dalla nascita ai sei anni) viene distinta in:</div><div>Prima infanzia (fino ai due-tre anni) e seconda infanzia quando, ormai, il bambino è in grado di parlare. La prima infanzia in cui predomina il momento senso-motorio ha per ambiente educativo la famiglia. Il bambino è incapace di distinguere gli oggetti fra loro, e se stesso dagli oggetti. La madre, parlandogli, gli fa acquisire progressivamente tali distinzioni. Il bambino sviluppa la capacità di possedere oggetti con il manipolarli se sono vicini, con il muoversi verso di essi se sono lontani. Il possesso degli oggetti stimola il desiderio di sapere che il bambino manifesta mediante domande e tentativi di esaminarli, di rappresentarli, di averne la nozione quantitativa.<br>Il termine tedesco&nbsp; <em>Spielgaben </em>è stato tradotto in inglese come "gifts", in italiano "doni di gioco" o sempllicemente <a href="http://www.tesionline.it/v2/appunto-sub.jsp?p=18&amp;id=287">"doni".</a> <figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:480,&quot;url&quot;:&quot;http://3.bp.blogspot.com/-9KwGSwSFvac/UJu53GGGSXI/AAAAAAAAAiY/MRS9AZCNxdw/s640/froebel_200.JPG&quot;,&quot;width&quot;:640}" data-trix-content-type="image"><img src="http://3.bp.blogspot.com/-9KwGSwSFvac/UJu53GGGSXI/AAAAAAAAAiY/MRS9AZCNxdw/s640/froebel_200.JPG" width="640" height="480"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><br> I "doni" possiamo dire che sono stati i primi giochi didattici. Erano oggetti di legno confezionati accuratamente in delle scatoline (come se fossero proprio dei regali) che venivano offerti ai più piccoli in una determinata frequenza.&nbsp; Froebel definì sette, ma i suoi collaboratori ampliarono l'elenco incorporando altri giochi manuali che venivano utilizzati nei suoi giardini d'infanzia.Presto divennero molto populari ed ancora oggi sono in <a href="http://www.froebelgifts.com/gift1.htm">produzione</a>. Questi oggetti avevano un alto contenuto metafisico e simbolico.&nbsp; Attraverso la manipulazione di queste forme perfettamente geometriche Froebel pretendeva che il bambino arrivasse al "presentimento" del concetto di "Unità", un'idea che torna spesso nella sua concezione pedagogica e che ha a che vedere con l'intuizione dell'idea di Dio.&nbsp; D'altronde da un punto di vista strettamente estetico e formale sono meravigliosi.&nbsp; Le loro dimensioni sono perfettamente in rapporto alle capacità dei piccoli di manipolarle e nel progredire dell'offerta passano da una manipolazione che pretende il riconoscimento della forma allo sviluppo di una motricità fine.&nbsp; E infine la loro perfezione geometrica e la loro qualità tattile è quello che li rende ancora oggi perfettamente contemporanei.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:375,&quot;url&quot;:&quot;http://2.bp.blogspot.com/-11KeKEDfE1s/UJ0Tr6thNMI/AAAAAAAAAjA/BtAEKvJJnDE/s640/tm_big_Froebel_5000.jpg&quot;,&quot;width&quot;:500}" data-trix-content-type="image"><img src="http://2.bp.blogspot.com/-11KeKEDfE1s/UJ0Tr6thNMI/AAAAAAAAAjA/BtAEKvJJnDE/s640/tm_big_Froebel_5000.jpg" width="500" height="375"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><br><br></div><div>LA SECONDA INFANZIA (DALL'ESPRESSIONE ALL'APPRENDIMENTO)<br>La seconda fase dell'educazione segue un percorso opposto rispetto a quella della fase precedente. Se prima si trattava di favorire la spontanea esposizione da parte del bambino della sua interiorità, ora si chiede al fanciullo di intraprendere un <strong>cammino di interiorizzazione che deve essere guidata dalla curiosità e dall'interesse, così come l'espressività era guidata dalla creatività</strong>. Si passa dunque <strong>dall'espressione all'apprendimento</strong>, e fanno la loro comparsa <strong>l'istruzione formale</strong> e la scuola. Quest'ultima è vista come luogo dove l'uomo arriva a conoscere gli oggetti fuori di sé, la loro natura, le leggi che li governano. <br>L'impostazione metafisica di Fröbel si avverte molto distintamente nei suoi suggerimenti per l'insegnamento religioso e per quello scientifico. Per il primo egli immagina di <strong>richiedere ai fanciulli di arrivare all'intuizione di Dio</strong> (così come essi devono arrivare all'intuizione dell'unità), appoggiandosi essenzialmente agli strumenti dati dalla fede o, meglio, data la richiesta di una contemplazione, un riconoscimento, di un “pervenire” a Dio, attraverso una sensibilità mistica. Per l'apprendimento scientifico, invece, egli parte dalla considerazione che la natura tutta è espressione e rivelazione di Dio. Questa è la prima consapevolezza che, anche a livello formativo, si deve raggiungere per poter arrivare a comprendere le leggi scientifiche che regolano il mondo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-30 09:39:49 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;infanzia come gioco: Frobel</title>
         <author>ilariapuzone11</author>
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