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      <title>Petrarca by Rosa R</title>
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      <description>Fatto con gli occhi sul premio</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-12 16:10:17 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author>raorosa67</author>
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         <description><![CDATA[<p>Letterato e poeta della letteratura italiana del '300, con Petrarca la lirica amorosa italiana raggiunse una perfezione stilistica che per secoli fu considerata ineguagliabile e il suo Canzoniere, modello di molteplici imitazioni, fu alla base della tradizione classicistica nella lirica successiva.</p><p>Come uomo del suo tempo, seppe cogliere in profondità le inquietudini della sua epoca e consegnarcele in una forma moderna e attuale. Spirito inquieto e tormentato, fu continuamente dibattuto fra il fascino dei nuovi valori laici e umanistici che si stavano affermando e l'aspirazione a un mondo di certezze metafisiche ormai irrimediabilmente perdute; estremamente moderno però è l'atteggiamento di analisi interiore che lo porta a riconoscere nella contraddizione il tratto distintivo della sua personalità, e in ultima analisi della stessa condizione umana.</p><p>Il culto del mondo antico, la vasta ed elegante produzione latina e il ruolo di libero uomo di cultura che vive con serenità i rapporti con il potere signorile fanno inoltre di lui il primo esempio di intellettuale umanista.</p>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-18 08:06:32 UTC</pubDate>
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         <title>Opere latine</title>
         <author>raorosa67</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p><strong>De viris illustribus</strong></p><p>Iniziata nel 1338 in Valchiusa, l'opera fu sviluppata in periodi successivi subendo modificazioni anche nel progetto originario, che era quello di fornire le biografie degli uomini più illustri vissuti nell'antichità romana. È un'opera celebrativa ispirata all'ammirazione per il mondo classico, di cui Petrarca vuole esaltare la grandezza morale. La biografia si presta a questo scopo perché permette di mettere in luce virtù individuali e comportamenti esemplari. Le biografie petrarchesche si staccano completamente dalla tradizione medievale di tipo agiografico e sono già biografie umanistiche, in cui non viene mai meno la consapevolezza dei limiti e delle debolezze dei protagonisti. La fonte principale è Livio, le cui affermazioni sono sottoposte però a un confronto di tipo filologico con altre fonti, in particolare Valerio Massimo.</p><p><strong>Rerum memorandarum libri</strong></p><p>Scritta tra il 1343 e il 1345, l'opera è rimasta incompiuta al IV libro. Il progetto prevedeva una raccolta di aneddoti significativi riuniti in diversi libri che dovevano avere come unità tematica le virtù cardinali. In essa prevalgono spirito e contenuti medievali. La classificazione e le partizioni delle virtù sono di origine scolastica e tradizionale è anche la meccanica contrapposizione di esempi di virtù e del vizio corrispondente. Nuovi sono però: lo spirito filo logico presente nell'opera, per compilare la quale l'autore ricerca e compara testi diversi e ricostruisce versioni originali di opere classiche; la presenza, anche se occasionale, di tematiche care a Petrarca come il desiderio dell'otium creativo e il culto del passato.</p><p><strong>Secretum</strong></p><p>Composta tra la fine del 1342 e l'inizio del 1343 a Valchiusa e ritoccata poi a Milano tra il 1353 e il 1358, l'opera consta di un proemio e di tre libri. È scritta sotto forma di dialogo. Petrarca immagina lo svolgersi di un serrato colloquio tra lui e sant'Agostino, colloquio della durata di tre giorni alla presenza di una donna silenziosa, la Verità. L'opera è ispirata al pensiero e alle opere di sant'Agostino, riprende alcuni concetti della filosofia stoica e riproduce la forma del dialogo prediletta da Cicerone e Seneca.</p><p>La scelta di sant'Agostino come interlocutore del dialogo ha motivazioni profonde, legate al mondo interiore del poeta. Esse sono principalmente:</p><p>• la capacità di analisi interiore testimoniata da Agostino nelle Confessioni;</p><p>• l'esemplarità della sua vita, caratterizzata da coerenza e forza morale nell'abbracciare la via del bene e nel resistere alle tentazioni.</p><p>Agostino cioè ha le qualità di Petrarca ma non i suoi difetti; in lui si incarna così l'autocoscienza dell'autore, che gli addita ciò che potrebbe essere e non è. Il santo svolge pertanto nell'opera una duplice funzione: da un lato indaga e accusa, svela colpe e peccati; dall'altro sollecita al ravvedimento, stimola ad attivare la volontà e la forza morale, indica la strada da seguire per raggiungere la verità e il bene.</p><p>Gli argomenti affrontati nel “Secretum” sono quelli su cui Petrarca meditò per tutto il corso della sua vita, nel tentativo di dare risposte definitive e assolute ai suoi dubbi e alle sue indecisioni. In particolare dall'opera emergono: il senso profondo della presenza della morte e la conseguente presa di coscienza della precarietà e futilità di tutti i beni terreni, anche di quelli, come la gloria e l'amore, che sembrano più di altri resistere al tempo e alla mutabilità umana; il desiderio sofferto di sfuggire alla labilità degli interessi terreni per rivolgere invece le proprie forze al raggiungimento di valori eterni; la coscienza del fascino che gli ideali terreni della bellezza, dell'amore, della gloria e della poesia esercitano su di lui; la consapevolezza dell'incapacità di riuscire ad abbandonare le aspirazioni esclusivamente mondane per dedicarsi agli ideali religiosi e la conseguente scelta di vivere fino in fondo la contraddizione tra le due tensioni.</p><p>Nel “Secretum” Petrarca, con attitudine moderna, fa della ricerca interiore il segno caratteristico della sua personalità intellettuale. Seguendo gli insegnamenti di Sant'Agostino scava nella propria coscienza alla ricerca della verità e di certezze profonde. Il suo è un itinerario alla scoperta di sé, della propria identità umana così ricca ma anche così debole e contraddittoria. Al termine del percorso Francesco accetta, seppure dolorosamente, i limiti del suo essere uomo e riscopre l'unità del proprio io nello scontro tra le diverse tensioni che lo agitano.</p><p><strong>De vita solitaria</strong></p><p>Ispirandosi all'otium letterario dei classici e in particolare alla concezione della solitudine meditativa elaborata da Cicerone, Petrarca esalta un ideale di vita i cui componenti fondamentali sono:</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la lontananza dalla mondanità;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; il contatto con la natura;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la solitudine riempita con gli studi e ogni tanto con la presenza di amici.</p><p>È il modello di vita che poi sarà fatto proprio dagli umanisti e che per ora, in Petrarca, rimane un'aspirazione solo occasionalmente realizzata.</p><p>De otio religioso</p><p>Partendo sempre dall'esigenza di isolamento e di purificazione dalla turbolenta realtà cittadina, Petrarca in quest'opera decanta la gioia e la pace legate alla solitudine monastica. Superando la mondanità in favore dell'ascesi mistica l'uomo accede a un'esperienza di libertà inferiore. È solo nella quiete spirituale dell'isolamento religioso che l'uomo può definitivamente innalzarsi oltre gli impegni della quotidianità.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Epistole</strong></p><p>Le lettere permettono di approfondire i tratti della personalità di Petrarca, di conoscere meglio l'evoluzione del suo pensiero e della sua cultura, tenendo conto però dei limiti posti da quel particolare genere letterario che è l'epistolografia medievale. Le caratteristiche di tale genere facevano si che la lettera fosse comunque un documento pubblico, una piccola opera d'arte che doveva rispettare ben precisi canoni di contenuto e di stile. Bisogna pertanto osservare che:</p><p>• gli elementi biografici sono sempre filtrati e talvolta modificati, per fare emergere l'immagine ideale che il poeta aveva di sé e che voleva trasmettere agli altri;</p><p>• le lettere così come sono state rese pubbliche non sono quasi mai quelle originali, infatti il poeta in vista della pubblicazione le rivede radicalmente, togliendo elementi troppo cronachistici, correggendo lo stile e alterando la struttura.</p><p>Molti e diversi sono i destinatari delle epistole petrarchesche: uomini di corte, nobili, religiosi, letterati. Ciò dimostra quanto vasto fosse il mondo delle relazioni intessute dal poeta e quanto egli fosse stimato dai suoi contemporanei. Alcune lettere sono rivolte a interlocutori del passato, a persone scomparse da tempo ma tanto amate e stimate dal poeta da essere scelte come destinatari delle sue lettere più riflessive e meditative. Vi sono così alcune epistole indirizzate a Omero, Virgilio, Seneca, Cicerone e altri uomini illustri dell'antichità.</p><p>Tranne alcune lettere, dal cui contenuto risulta chiaramente che furono scritte per qualche dovere sociale, la maggioranza delle epistole tratta di eventi particolari della vita del poeta. Sono confessioni e meditazioni attorno a problemi personali, che da Petrarca vengono vissuti come problemi di tutta l'umanità: la felicità, l'amore, la solitudine. La sua esperienza diviene così, attraverso le lettere, patrimonio di tutti e acquista un valore esemplare.</p><p>Dalle riflessioni su di sé, sulla propria sorte, sulla vita, sui classici e sulla cultura Petrarca si allontana solo quando scrive le 19 epistole Sine nomine, che attaccano duramente la curia papale accusata di vivere nel peccato e di considerare avarizia, cupidigia e lussuria più virtù che vizi. Per questo il poeta invoca l'intervento punitivo di Dio che riporti la Chiesa e i suoi membri sulla strada della Verità.</p><p>&nbsp;<strong>Africa</strong></p><p>La dimestichezza con i grandi classici latini fornisce a Petrarca la base di quest'opera. Egli utilizza innanzitutto Tito Livio per le notizie sulla seconda guerra punica, Virgilio ed Ennio per la struttura metrica e infine Cicerone. Africa, al di là del contenuto storico, è un grande poema di glorificazione epica del mondo latino. Al centro dell'opera non sono quindi tanto la seconda guerra punica o le imprese di Scipione, quanto invece la grandezza e la magnificenza della Roma repubblicana.</p><p>Nato da ispirazioni di carattere epico, questo poema, al di là del tono enfatico e del contenuto eroico, affronta tematiche tipicamente petrarchesche. In particolare dall'opera emergono:</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; il senso della vanità della gloria;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; l'angoscia per l'inarrestabile fluire del tempo;</p><p>• l'affermazione dell'alto valore della poesia.</p><p>Nonostante le intenzioni di Petrarca, Africa risulta poco riuscito proprio in quello che avrebbe dovuto essere il suo elemento caratteristico: l'epicità. Non appartengono infatti al poeta le qualità del cantore di racconti eroici; inoltre l'opera pecca di moralismo nel contrapporre in maniera manichea Romani e Cartaginesi, poiché Petrarca si lascia trasportare dall'eccessivo culto del mondo latino.</p><p>&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-01 17:44:56 UTC</pubDate>
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         <title>Canzoniere</title>
         <author>raorosa67</author>
         <link>https://padlet.com/raorosa67/a53pcyx1r6vg/wish/2772608572</link>
         <description><![CDATA[<p>Le composizioni del “Canzoniere”, piuttosto brevi, liriche, scritte partendo da occasioni di vita, non rientravano negli schemi della poesia «alta» e potevano essere definite, senza che questo le svalutasse, poesiole.</p><p>Fondamentali per la conoscenza del “Canzoniere” sono due manoscritti di diretta stesura petrarchesca: il Vaticano latino 3195, in parte autografo e in parte scritto sotto dettatura (il poeta ebbe quindi il diretto controllo di tutta l'opera), che dà il quadro finale e completo del “Canzoniere”; il Vaticano 3196, che è una raccolta di fogli sparsi con semplici abbozzi di poesie, prime stesure, trascrizioni e annotazioni in margine.</p><p>I criteri che Petrarca adottò per ordinare le poesie del “Canzoniere” nella successione con la quale sono giunte fino a noi, sono molteplici. Ciò è dovuto alla varietà dei materiali, composti in periodi anche molto lontani fra loro e con motivazioni differenti, e all'incessante lavoro di riscrittura e di correzione che il poeta continuò per molti anni. Tre comunque sono i criteri principali che hanno presieduto all'ordinamento dei testi:</p><p>• un criterio cronologico, per cui i testi poetici rispecchiano il succedersi delle occasioni che li hanno provocati;</p><p>• un criterio psicologico, che ordina le fasi della vita interiore del poeta in relazione all'amore per Laura;</p><p>• un criterio retorico, rispondente al progetto ideale di offrire un'antologia di stili e di generi.</p><p>Il Canzoniere petrarchesco, con la sua struttura attentamente calibrata, con il succedersi delle poesie secondo una scansione ideale che prevede esclusioni e collocazioni meditate, divenne ben presto un modello molto imitato.</p><p>Al centro dell'opera c'è il personaggio Francesco Petrarca, che riporta anche nel più breve respiro delle liriche tutta la ricchezza e la complessità del suo mondo morale. Le tematiche dominanti, l'amore e la gloria, cui si contrappongono la consapevolezza dell'inevitabile scorrere del tempo, la vanità delle cose umane, il pensiero della morte ribadiscono e riepilogano le posizioni già affermate da Petrarca nelle altre opere. L'introspezione, che già aveva trovato grande forma espressiva nel “Secretum”, prende l'asprezza che aveva nell'opera latina e prende toni elegiaci e malinconici, ma non perde in profondità. La forma lirica anzi offre al poeta un'espressione più essenziale e definitiva, capace di concentrare in un'immagine, in un verso o in una parola una grande ricchezza di significati e di suggestioni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p><p>Tutte le liriche amorose del “Canzoniere” sono ispirate all'amore per Laura, sulla cui identità e perfino sulla sua reale esistenza sono stati sollevati in passato molti dubbi.</p><p>&nbsp;Seppure non unico, l'amore è il tema dominante del Canzoniere. Petrarca fa propria l'esperienza precedente cortese e stilnovista sviluppandola e trasformandola. </p><p>Una modalità caratteristica della lirica amorosa petrarchesca è poi la memoria, attraverso la quale situazioni e immagini si presentano in un alone di indeterminatezza temporale, che però consente al poeta di disporre in ogni momento contemporaneamente di tutto il suo patrimonio emotivo ed esistenziale.</p><p>La tipologia dell'amore nel Canzoniere riprende dunque spunti tradizionali ma ne ribalta dall'interno il significato. Petrarca non parte da un modello (sociale, filosofico o religioso) attraverso il quale interpretare la propria esperienza, ma anzi di essa sottolinea l'individualità e l'irripetibilità. In particolare, abbandonando la concezione teologica dell'amore (la donna angelo) si trova di fronte ad un conflitto fra i suoi ideali religiosi e l'amore per Laura, sentito come peccato sia per i suoi risvolti sensuali sia perché distoglie dal pensiero di Dio.</p><p>Nel “Canzoniere” l'amore, pur senza perdere la sua specificità, assume anche un significato più vasto: è strumento privilegiato per dar modo al poeta di scavare in profondità nella sua anima, ed esempio di un itinerario spirituale che tocca tutti gli aspetti del suo mondo morale. Nell'esperienza amorosa ritroviamo infatti le contraddizioni e le tensioni proprie delle altre esperienze letterarie e umane del poeta: il conflitto fra i piaceri terreni (la bellezza fisica di Laura, il desiderio del poeta di appagare umanamente il suo amore) e le aspirazioni ascetiche; l'impossibilità di appagarsi di valori umani a cui però viene riconosciuta un'intrinseca nobiltà (la virtù di Laura, la purezza sostanziale del sentimento che ella suscita, la gloria poetica); la costante presenza del pensiero della morte.</p><p>L'amore per Laura diviene così un mito, cioè una vicenda esemplare le cui componenti acquistano una molteplicità di significati. L'amore è la rivelazione dell'«io» a &nbsp;se stesso e la poesia d'amore è l'esplicitazione delle tappe di questo percorso di conoscenza. Petrarca porta così a compimento il processo, già iniziato dalla lirica cortese, che attribuiva alla poesia amorosa un compito privilegiato di analisi psicologica. Ma egli si spinge molto più in là: spogliandola di tutti gli elementi dottrinali e allegorici della cultura medievale, fa dell'esperienza d'amore una metafora della condizione umana.</p><p>&nbsp;Alcune poesie del “Canzoniere” affrontano tematiche politiche e civili. Il fatto che tali temi siano inseriti in un'opera come questa testimonia del significato etico che Petrarca attribuisce ai&nbsp; problemi politici e delle origini letterarie delle sue riflessioni in questo campo. Nelle canzoni civili e nei sonetti contro la curia avignonese il poeta rivendica il ruolo del saggio che esorta al cambiamento, fustiga i cattivi costumi e la decadenza dei tempi, propone una diversa prospettiva politica, sebbene venata di utopia. La sua poesia politica verte intorno ad alcuni punti nodali: il dolore per la situazione italiana, la speranza di una nuova Italia unita e pacificata, la riscoperta delle radici latine e romane, il sogno di un'umanità incorrotta e magnanima, l'indignazione per l'immoralità dei prelati.</p><p>Alternando invettive e rievocazioni storiche, interrogazioni retoriche e allegorie il poeta costruisce dei testi dal tono nobilmente indignato e persuasivo. Egli realizza così l'aspirazione a diventare coscienza del suo tempo e rivendica per la letteratura una funzione di primo piano nella società civile. Alla omogeneità tematica e psicologica del “Canzoniere” corrisponde una compattezza stilistica che non ha eguali e che ha fatto per secoli di Petrarca il modello esemplare del classicismo nella lirica, e non solo in Italia.</p><p>Nel “Canzoniere” viene attuata con la massima compiutezza una scelta stilistica che caratterizza tutta l'opera di Petrarca: l'unilinguismo, cioè l'uso di un linguaggio specifico per ogni genere letterario, che si attiene rigorosamente alla tradizione escludendo sperimentalismi e innovazioni. In ciò Petrarca si discosta decisamente da Dante, che innovò e ampliò la lingua poetica italiana superando la tradizione e le codificazioni della retorica medievale. L'unilinguismo petrarchesco, tuttavia, non si può considerare una semplice riproposizione della «partizione degli stili» medievale. Infatti:</p><p>• attinge a una tradizione assai più ampia di quella medievale, comprendendo i classici latini rivisitati con spirito già umanistico;</p><p>• è una consapevole scelta stilistica che risponde a una esigenza di essenzialità e di coerenza espressiva, e non l'accettazione aprioristica di norme precostituite. Petrarca infatti ha superato la concezione strumentale della letteratura, propria della retorica medievale,e sceglie gli strumenti espressivi unicamente per ragioni poetiche e non d'altro genere (filosofiche, retoriche, didattiche ecc.).</p><p>Il “Canzoniere” è pertanto caratterizzato da una estrema purezza espressiva, frutto di una elaborazione basata sui classici latini e sulla lirica colta italiana, e da un raffinato equilibrio compositivo, nel quale prende forma poetica il complesso e contraddittorio mondo interiore di Petrarca. La perfezione stilistica del “Canzoniere” lo colloca in una posizione privilegiata sia rispetto alle altre opere del poeta sia all'interno della storia letteraria italiana. Rispetto alle altre opere, la perfezione del “Canzoniere” nasce dall'assoluta sintonia fra il mondo interiore del poeta e lo strumento espressivo: la lingua volgare e il registro lirico infatti permettono a Petrarca di accantonare le scorie retoriche, letterarie, filosofiche che talvolta appesantiscono la sua produzione latina e di giungere a un linguaggio poetico limpido ed essenziale, che non serba tracce apparenti dell'incessante e tormentosa ricerca espressiva.</p><p>Nella storia della lirica italiana il “Canzoniere” rappresenta un punto focale. In esso convergono le linee di sviluppo della lirica precedente e da esso si diparte una tendenza (il petrarchismo) che avrà un ruolo primario nella lirica italiana fino al primo Ottocento. Il “Canzoniere” cioè è divenuto un classico, un punto di riferimento obbligato per la lirica soprattutto amorosa. Ciò è potuto accadere per la coesistenza in quest'opera di una tematica moderna, che esce dai confini dell'esperienza dell'autore e del suo tempo, con una purezza stilistica conclusa nella sua perfezione, che non lascia spazio a innovazioni e cambiamenti. Il peso della lezione petrarchesca è avvertibile per secoli in gran parte della lirica amorosa italiana, per imitazione, per derivazione o anche per opposizione, specie nel sonetto, forma metrica che con Petrarca divenne canonica del genere lirico.</p><p><br></p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-01 17:50:31 UTC</pubDate>
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