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      <title>THE DARK SIDE OF THE SOCIETY by Julie</title>
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      <description>Realizzato con una mente aperta</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-01 14:49:55 UTC</pubDate>
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         <title>↠ THE DARK SIDE OF THE SOCIETY ↞</title>
         <author>festuccia_giulia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-01 14:53:32 UTC</pubDate>
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         <title>INTRODUZIONE</title>
         <author>festuccia_giulia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Viviamo in una società proiettata verso il raggiungimento dell' auto-realizzazione del SE , in cui  Internet ,  il mezzo mediatico per eccellenza , è diventato parte integrante della vita di tutti i giorni e in cui vengono dettate le leggi della società , ma è diventato anche un mezzo per fare Marketing e in cui vendere se stessi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-01 14:56:06 UTC</pubDate>
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         <title>Da un fenomeno di Marketing ...</title>
         <author>festuccia_giulia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Oramai non basta più seguire le ''regole'' della società soltanto in ambito del comportamento e della moda , ora esiste il credo dell'apparire , della creazione del SE perfetto , questo attraverso i Social ... I più importanti facebook, instagram , twitter e youtube in cui chiunque può diventare qualcuno. Se ci riflettiamo bene , oggi ogni azienda o compagnia di successo ha un contatto facebook o una pagina Instagram , e questo per non rimanere esclusi da tale circolo mediatico in cui l'elemento più importante è il Target che deve essere sempre presente . Oggi però esiste un' altra categoria , un nuovo mercato che sfrutta questo principio , mi riferisco al fenomeno di Youtube , che al suo interno ha varie community sparse in tutte il mondo ... ovviamente esiste anche quella Italiana più precisamente quella dei teen, che sfruttando la propria immagine e i propri contenuti , frivoli, ha creato un nuovo prodotto . Questi Teen - Youtubers non fanno altro che ''vendere'' loro stessi attraverso i loro video , con i quali con un certo numero di iscritti riescono ad avere anche una sorta di remunerazione . Esiste anche un lato positivo , nello sfruttamento della piattaforma , come quello del crowdfunding e cioè una  vera e propria raccolta fondi, attraverso piccoli contributi da parte degli utenti , destinata a cause molto spesso meritevoli ... Possiamo prendere da esempio il '' Cringemas'' , una diretta live organizzata dallo youtuber Pewdiepie , il più famoso nella community inglese, il quale ha destinato tutto il ricavato a un' associazione che si occupa di trovare delle cure contrto AIDS.  Tuttavia , il fenomeno che è andato molto di moda ultimamente  è stato quello di pubblicare dei libri autobiografici,  sfruttando come assicurazione nelle vendite la propria popolarità  , che però non hanno riscosso molto successo a livello massiccio. L'unico davvero degno di nota , che è riuscito a capire  il mercato e sfruttarlo a suo vantaggio è stato ''il mio libro sbagliato'' di Greta Menchi che ha puntato proprio sul Target utilizzando una grafia accattivante che riuscisse ad attirare non solo i fan , che vengono menzionati all'interno del libro , ma anche le persone semplicemente amanti di grafica , è riuscita a creare un prodotto appetibile a chiunque , trasferendo su carta i contenuti dei suoi video , rimanendo soprattutto coerente con se stessa , che come sapiamo in ambito aziendale è un elemento fondamentale visto che il modo di apparire di un azienda deve essere sempre  coerente con il suo nome e i suoi prodotti . Questa manovra di Marketing , che come sappiamo in ambito economico non è altro che il rapporto che l'azienda ha con il mercato , e che può essere ''product oriented'' e cioè un'azienda che prima decide il proprio prodotto e poi come venderlo , oppure '' market oriented'' e cioè un'azienda che prima si orienta su cosa richiede il mercato e di conseguenza sceglie il proprio prodotto ,  è risultata molto efficace proprio perché ha preso in considerazione i gusti del web e ha saputo sfruttarli a proprio vantaggio</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-01 15:04:41 UTC</pubDate>
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         <title>A una teoria più filosofica..</title>
         <author>festuccia_giulia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tuttavia  il fenomeno di Internet e dei relativi social  può avere un significato molto più ''profondo'' visto che viviamo in quest' immaginario dell' auto-realizzazione del SE  , di un se perfetto  che viene svelato  su queste piattaforme, che non sono altro che la manifestazione   virale delle convenzioni sociali  che non fanno altro che limitarci con le loro forme privandoci del nostro vero io. Come afferma Pirandello in '' Uno  , nessuno e centomila'' ognuno di noi ha un suo modo di vedere la realtà che raramente coincide con quella degli altri , esiste anche un incomunicabilità della parola dato che per ognuno di noi ogni termine ha un significato diverso e una valenza diversa, e quindi avviene un irreale comprensione (<strong> Uno nessuno e centomila :“Ma il </strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/guaio/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong>guaio</strong></a><strong> è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa </strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/lingua/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong>lingua</strong></a><strong>, le stesse </strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/parole/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong>parole</strong></a><strong>. Ma che </strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/colpa/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong>colpa</strong></a><strong> abbiamo, io e voi, se le </strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/parole/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong>parole</strong></a><strong>, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, ne dirmele; e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto''.)</strong> . Eppure abbiamo bisogno di una forma per esiste visto che la vita non è altro che un flusso continuo di emozioni e sensazioni che devono essere racchiuse in una forma , che però si trasforma in una gabbia mortale<strong> (  Uno nessuno e centomila : ''Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. È forse questa forma la cosa stessa? Sí, tanto per me, quanto per voi; ma non cosí per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c’è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date '' )</strong>. <br> Questa sua essenzialità viene scoperta nel romanzo '' Il fu Mattia Pascal'' , in cui al protagonista viene data la possibilità di fuggire dalla sua forma , e anche se in un primo momento viene vista come una situazione vantaggiosa , successivamente Mattia si rende conto che senza forma non è altro che uno spettatore della vita altrui che  non vive la propria  perché diventato un inetto , (<strong>Mattia Pascal : '' Ed ecco, mi cacciavo, di nuovo, fuori, per le strade, osservavo tutto, mi fermavo a ogni nonnulla, riflettevo a lungo su le minime cose; stanco, entravo in un caffè, leggevo qualche giornale, guardavo la gente che entrava e usciva; alla fine, uscivo anch'io. Ma la vita, a considerarla così, da spettatore estraneo, mi pareva ora senza costrutto e senza scopo; mi sentivo sperduto tra quel rimescolìo di gente. E intanto il frastuono, il fermento continuo della città m'intronavano’’)</strong>,quindi alla fine del romanzo c'è il recupero  e la ricerca della forma che ci permette di essere riconosciuti dalla società. C'è anche la questione della percezione  del SE esteriore che convive in noi , che gli altri possono veder vivere e conoscere , questo SE che cambia da persona a persona creandone centomila <strong>( Uno nessuno e centomila : ''Se per gli altri non ero quel che ora avevo creduto d'essere per me, chi ero io?<br>Dunque per gli altri sono quell'estraneo sorpreso nello specchio: quello, e non già io quale mi conosco: quell'uno lì che io stesso in prima, scorgendolo, non ho riconosciuto. Sono quell'estraneo, che non posso veder vivere se non così, in un attimo impensato.  Ma presto l'atroce mio dramma si complicò: con la scoperta dei centomila Moscarda ch'io ero non solo per gli altri ma anche per me '' )</strong></div><div> In fine la questione della maschera , elemento chiave, che ognuno di noi indossa creando così rapporti non autentici...Togliere la maschera significa mostrare l'IO frantumato e diviso , attraverso l'irrazionalità e la ''pazzia''.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-01 15:37:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>festuccia_giulia</author>
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         <pubDate>2017-05-21 20:19:59 UTC</pubDate>
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         <title>Van Gogh ❁</title>
         <author>festuccia_giulia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riflettendo sulla condizione dell'inetto e cercando di riportarla alla realtà, mi sono resa conto di quanto Van Gogh si avvicini a questo modello. Il suo non era un carattere comune, tendeva spesso ad isolarsi  ma al tempo stesso era sempre alla ricerca  di amore e amicizia :<strong>'' Vorrei solo che mi accettassero per quello che sono.''</strong>. Il suo comportamento agli occhi degli altri appariva quasi ridicolo, perché agiva, pensava , sentiva in un modo diverso dai suoi coetanei...aveva sempre un aria assorta , malinconica. Gli era difficile, anzi impossibile adattarsi, sembrava come non avere mai una meta e nonostante ciò fu sempre pervaso da un qualcosa simile alla fede ( arte). Per quanto riguarda la sua malattia ho potuto notare quanto fosse irregolare , e questo  per via  dei suoi numerosi alti e bassi , il più grave fu sicuramente l'episodio dell'orecchio in cui preso da un pieno attacco , si tagliò l'orecchio con un rasoio e poi , avvolgendolo in un panno, lo donò ad una prostituta, in seguito fu trovato sanguinate e privo di sensi sul suo letto e fu portato poi all'ospedale. Nonostante questo Van Gogh non perse mai la speranza , era molto legato alla vita :<strong>'' Insomma in questo momento io cerco di guarire come uno che, avendo voluto suicidarsi e avendo trovato l'acqua troppo fredda, cerca di riguadagnare la riva... e io so che la guarigione viene, se si è coraggiosi , dal di dentro, con la rassegnazione alla sofferenza e alla morte, con l'abbandono della propria volontà e dell'amor proprio... ma ciò non ha importanza per me, mi piace dipingere, mi piace vedere gente e cose, e mi piace tutto ciò che costituisce la nostra vita'' </strong>, e i suoi vari stati di eccitazione non fecero altro che spronarlo al lavoro fino a consumarvici completamente <strong>: '' Metto il mio cuore e la mia anima nel mio lavoro, e ho perso la mia mente nel farlo''</strong>. Era affascinato dalla vita e da tutto ciò che lo circondasse : <strong>“Ah, mentre ero ammalato, cadeva un'umida neve molle, mi sono alzato di notte per guardare il paesaggio - mai, mai la natura mi è apparsa così toccante e così sensibile.” </strong><br>'<strong>'Sento una chiarezza spaventosa in quei momenti in cui la natura è bellissima. Non sono più sicuro di me stesso, e i dipinti mi appaiono come sogni''</strong> , aveva un attaccamento ''morboso'' per il reale che lo aiutava a rimanere concentrato per non farsi vincere dal suo male : <strong> “</strong><strong><em>In ogni modo cercare di essere vicino alla realtà è forse un modo per combattere il male che continua sempre a tenermi inquieto. Sono cose che consolano, queste visioni chiare della vita moderna, nonostante le sue inevitabili tristezze”</em></strong><em>. </em> l'Arte per lui era la sua fede, la vocazione massima per raggiungere l'infinito, e con cui riuscir a consolare prima che se stesso anche gli altri. Rimase sempre oggettivo e critico verso i suoi dipinti, definendoli lui stesso ''incompiuti''. Spesso e anche a causa della sua malattia non fu mai davvero accettato e compreso : <strong>'' Nel mio intimo sento che ciò lavorava dentro già da tempo, e che gli altri, notando dei sintomi di deviazione, abbiano avuto naturalmente dei timori più fondati della sicurezza che io credevo di provare come persona normale, il che non era vero'' </strong>, l'unica persona davvero a lui cara fu Theo, suo fratello e amico :<strong>'' Non posso scriverti il mio dolore, né trovare conforto...è un dolore che durerà e che certo rimarrà in me finché vivrò ... la sola cosa che si possa dire è che ora Vincent gode finalmente di quel riposo al quale agognava.. la vita era un peso per lui, ma ora, come capita spesso, tutti sono pieni di lodi per il suo talento.. Oh mamma ! Eravamo tanto fratelli ''</strong>. Van Gogh morì il 29 luglio del 1890 in seguito ad un suo tentativo di suicidio avvenuto, per via di un colpo di pistola in un campo di grano, la sera del 27 luglio. </div>]]></description>
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