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      <title>Festa della Liberazione by Ilaria Barbuto</title>
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      <description>25 aprile 2023</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-20 16:33:44 UTC</pubDate>
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         <title>CHI SONO I PARTIGIANI</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>I partigiani italiani sono un mondo eterogeneo: <strong>ex soldati</strong> che hanno abbandonato l’esercito dopo l’armistizio, <strong>antifascisti</strong> che da tempo vivono in clandestinità, <strong>donne e uomini comuni</strong>, spesso <strong>giovani</strong>, disposti a rischiare la vita per riconquistare la libertà. I primi gruppi di resistenza armata nascono in modo spontaneo, quindi si organizzano in brigate (spesso in base all’orientamento politico), che successivamente iniziano a coordinarsi tra di loro. Vivono nascosti nei luoghi più difficili da raggiungere dai nazifascisti e colpiscono di sorpresa, attaccando i reparti nemici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 16:44:05 UTC</pubDate>
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         <title>LE MONTAGNE COME RIFUGIO</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante la guerra molti partigiani si rifugiano sulle <strong>montagne</strong>, dove riescono a trovare ripari e luoghi in cui nascondersi dal nemico. I territori delle montagne sono infatti ben noti alla popolazione locale e ai partigiani, che vi si muovono con abilità, mentre i reparti tedeschi faticano a orientarsi. Inoltre i mezzi corazzati dei nazifascisti stentano a raggiungere i territori montani: in questo modo si riduce il divario militare tra le forze armate di Mussolini e Hitler e le forze partigiane, che con i loro attacchi rapidi ed efficaci mettono in crisi il nemico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 16:44:36 UTC</pubDate>
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         <title>LE DONNE: UN RUOLO DI PRIMO PIANO</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un ruolo di primo piano nella Resistenza è ricoperto dalle <strong>donne</strong>. Prestano soccorso agli uomini feriti, si occupano dei servizi logistici, forniscono i rifornimenti di viveri e di materiali, organizzano manifestazioni contro la guerra. Le più giovani svolgono la funzione di “staffetta”, cioè portano notizie e informazioni tra i vari gruppi partigiani. Molte donne, poi, sono combattenti armate e lottano in prima linea.&nbsp;<br><br></div><div>Alla fine della guerra poche donne (35.000 contro 150.000 uomini) si vedranno riconosciute come partigiane combattenti, anche se nei fatti il loro impegno è stato molto più consistente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 16:45:09 UTC</pubDate>
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         <title>I RASTRELLAMENTI E GLI ECCIDI FASCISTI</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel corso della guerra, i nazifascisti compiono <strong>rastrellamenti ed eccidi</strong> ai danni di intere comunità di civili. Una delle prime e più feroci stragi avviene nel marzo del 1944, prima della liberazione di Roma da parte degli Alleati. Per punire un’azione compiuta dai partigiani in via Rasella in cui sono morti 33 militari tedeschi, i nazifascisti arrestano 335 persone scelte a caso tra la popolazione (con un rapporto di più di 10 civili per ogni soldato tedesco deceduto). Poco dopo le fucilano nei pressi di una vecchia cava, nota con il nome di <strong>Fosse Ardeatine</strong>.&nbsp;<br><br></div><div>Nel corso della guerra i nazifascisti compiono altri massacri in diverse località, come a Sant’Anna di Stazzema, nei pressi di Lucca, in cui vengono uccise 560 persone, o a Marzabotto, vicino a Bologna, dove i morti sono più di 800.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 16:49:03 UTC</pubDate>
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         <title>LA PRIMAVERA PORTA LA LIBERTÀ</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con l’arrivo della primavera del 1945 gli Alleati riescono a superare la Linea Gotica. A questo punto i partigiani sono pronti per lanciare la <strong>rivolta generale</strong>. Il Comitato di Liberazione Nazionale invia ai vari gruppi un telegramma con un messaggio in codice divenuto celebre, che recita: “Aldo dice 26×1. Nemico in crisi finale”: è l’avvio dell’insurrezione. Il 25 aprile 1945 i ribelli si sollevano nelle grandi città come Milano, Torino e Genova, ancor prima dell’arrivo dell’esercito angloamericano. La Repubblica Sociale Italiana crolla.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 16:50:05 UTC</pubDate>
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         <title>Museo Nazionale della Resistenza</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 16:50:51 UTC</pubDate>
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         <title>Memoriale della Resistenza italiana</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 16:51:11 UTC</pubDate>
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         <title>Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 16:51:31 UTC</pubDate>
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         <title>Schedario delle commissioni per il riconoscimento degli uomini e delle donne della Resistenza</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 16:51:51 UTC</pubDate>
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         <title>Il Fiore del Partigiano</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia il papavero è considerato il fiore simbolo della Resistenza e del 25 aprile. A renderlo tale hanno contribuito alcune sue caratteristiche. Esso è un fiore <strong>spontaneo</strong>, e quindi definibile “<strong>libero</strong>”, che cresce, cioè, autonomamente, anche dove indesiderato. Si tratta, poi, di un vegetale estremamente <strong>tenace </strong>che possiede straordinarie capacità di <strong>adattamento</strong>. Possiamo, infatti, osservare i papaveri nei <strong>paesaggi</strong> più disparati che vanno dai campi sterminati, ai bordi delle strade, passando per le ferrovie. La loro vivacità dava, dunque, <strong>nuova vita</strong> ad ambienti ostili, accompagnando le azioni dei partigiani nei vari contesti. Il colore <strong>rosso</strong> dei petali li trasforma, poi, in una metafora per indicare il <strong>sangue</strong> versato e gli <strong>ideali </strong>perseguiti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 16:56:08 UTC</pubDate>
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         <title>Gli emblemi della Resistenza</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 16:57:58 UTC</pubDate>
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         <title>Luoghi simbolici della Resistenza italiana</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 16:58:34 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La guerra di Piero&quot;, F. De André</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dormi sepolto in un campo di grano<br>Non è la rosa, non è il tulipano<br>Che <strong>ti fan veglia</strong> dall'ombra dei fossi<br>Ma <strong>son mille papaveri rossi</strong><br><br></div><div>Lungo le sponde del mio torrente<br>Voglio che scendano i lucci argentati<br>Non più i cadaveri dei soldati<br>Portati in braccio dalla corrente<br><br></div><div>Così dicevi ed era d'inverno<br>E come gli altri verso l'inferno<br>Te ne vai triste come chi deve<br>Il vento ti sputa in faccia la neve<br><br></div><div>Fermati Piero, fermati adesso<br>Lascia che il vento ti passi un po' addosso<br>Dei morti in battaglia ti porti la voce<br>Chi diede la vita ebbe in cambio una croce<br><br></div><div>Ma tu non lo udisti e il tempo passava<br>Con le stagioni a passo di giava<br>Ed arrivasti a varcar la frontiera<br>In un bel giorno di primavera<br><br></div><div>E mentre marciavi con l'anima in spalle<br>Vedesti un uomo in fondo alla valle<br>Che aveva il tuo stesso identico umore<br>Ma la divisa di un altro colore<br><br></div><div>Sparagli Piero, sparagli ora<br>E dopo un colpo sparagli ancora<br>Fino a che tu non lo vedrai esangue<br>Cadere in terra a coprire il suo sangue<br><br></div><div>E se gli sparo in fronte o nel cuore<br>Soltanto il tempo avrà per morire<br>Ma il tempo a me resterà per vedere<br>Vedere gli occhi di un uomo che muore<br><br></div><div>E mentre gli usi questa premura<br>Quello si volta, ti vede e ha paura<br>Ed imbracciata l'artiglieria<br>Non ti ricambia la cortesia<br><br></div><div>Cadesti a terra senza un lamento<br>E ti accorgesti in un solo momento<br>Che il tempo non ti sarebbe bastato<br>A chiedere perdono per ogni peccato<br><br></div><div>Cadesti a terra senza un lamento<br>E ti accorgesti in un solo momento<br>Che la tua vita finiva quel giorno<br>E non ci sarebbe stato un ritorno<br><br></div><div>Ninetta mia, a crepare di maggio<br>Ci vuole tanto, troppo coraggio<br>Ninetta bella, dritto all'inferno<br>Avrei preferito andarci in inverno<br><br></div><div>E mentre il grano ti stava a sentire<br>Dentro alle mani stringevi il fucile<br>Dentro alla bocca stringevi parole<br>Troppo gelate per sciogliersi al sole<br><br></div><div>Dormi sepolto in un campo di grano<br>Non è la rosa, non è il tulipano<br>Che <strong>ti fan veglia</strong> dall'ombra dei fossi<br>Ma sono <strong>mille papaveri rossi</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:02:05 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La madre del partigiano&quot;, Gianni Rodari</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gianni Rodari associa alla parola “libertà” un obbligo della <strong>memoria</strong>, che ogni <strong>25 aprile deve tornare viva</strong>, perché non si scordi il sacrificio di migliaia di partigiani che si batterono in nome di un ideale.&nbsp;<br>La libertà dunque non è percepita come una parola astratta, ma un obbligo morale: finché la Libertà continuerà a vivere i partigiani non saranno mai morti, e persino il dolore straziante di una madre potrà trovare consolazione.<br><br>NON LO STRAPPARE.<br><br></div>]]></description>
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         <title>Ricerca e Ascolta</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <title>La versione di Tosca</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <title>La citazione ne &quot;La casa di carta&quot;</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 17:14:00 UTC</pubDate>
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         <title>Flash Mob</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>(25 aprile 2016) Flash mob in metropolitana in difesa degli equilibri costituzionali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:16:04 UTC</pubDate>
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         <title>Lungometraggio </title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <pubDate>2023-04-20 17:20:03 UTC</pubDate>
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         <title>Inno di Mameli voluto dalla Resistenza</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il racconto del Partigiano Aldo Sacchetti (Classe 1921) al Sindaco di Morozzo (CN), che illustra in modo preciso ed appassionato i momenti vissuti direttamente a fianco dei fondatori della Repubblica nel momento in cui si è deciso di proporre l'adozione dell'Inno Nazionale "Fratelli d'italia".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:21:02 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;L&#39;Agnese va a morire&quot;, Renata Viganò</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’Agnese va a morire è un romanzo, probabilmente di ispirazione autobiografica, di Renata Viganò, partigiana bolognese. <br>La protagonista, Agnese, è una delle donne che partecipano in maniera attiva e paritaria rispetto agli uomini alla resistenza: la lavandaia, dopo che i tedeschi hanno deportato suo marito in Germania, decide di diventare staffetta, cioè di occuparsi dei contatti tra le retrovie della resistenza e i reparti avanzati dei partigiani.<br><em>Leggi il brano proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:23:08 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Il sentiero dei nidi di ragno&quot;, Italo Calvino</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Il sentiero dei nidi di ragno</em> è un celebre romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1947 e ambientato in Liguria nel periodo della Resistenza, appena dopo l’8 settembre del 1943. <br>La storia viene narrata dal punto di vista di Pin, un orfano di dieci anni che, dopo una serie di vicissitudini, si trova a girovagare nel bosco in solitudine finché non incontra un partigiano, Cugino, che lo condurrà al gruppo segreto di militanti partigiani a cui appartiene, il distaccamento del Dritto.<br><em>Leggi il brano proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:24:30 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Associazione Nazionale Partigiani Italiani</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, con i suoi oltre 120.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l'occupazione nazifascista.<br><em>Visita il sito ufficiale.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:31:59 UTC</pubDate>
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         <title>ASCOLTA LA RESISTENZA</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal 18 aprile su <a href="http://www.noipartigiani.it/">www.noipartigiani.it<br></a><br></div><ol><li><strong>Storie d’amore e Resistenza&nbsp; &nbsp;&nbsp;</strong></li><li><strong>Gli internati militari italiani&nbsp;</strong></li><li><strong>La guerra dei bambini&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong></li><li><strong>La Resistenza è donna&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong></li><li><strong>Le delusioni del dopoguerra</strong></li></ol><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:34:22 UTC</pubDate>
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         <title>Interviste</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:34:41 UTC</pubDate>
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         <title>Donne e Uomini della Resistenza</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Queste poche migliaia di biografie vogliono quindi essere solo un omaggio a tutti coloro che, in ogni tempo e in ogni condizione, seppero mettere i valori della libertà e della democrazia al di sopra di ogni cosa, persino della incolumità propria e dei propri cari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:37:43 UTC</pubDate>
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         <title>I libri di Bulow</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pagine di apprendimento e approfondimento dei principi e valori che mossero la lotta delle combattenti e dei combattenti per la libertà.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://bulow.anpi.it" />
         <pubDate>2023-04-20 17:39:04 UTC</pubDate>
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         <title>Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Centododici partigiani vengono catturati dai tedeschi o dai fascisti e già sanno che saranno giustiziati dal plotone d’esecuzione o uccisi dalle torture. Scrivono ai familiari, alla madre, alla moglie, alla fidanzata, ai compagni di studio, di lavoro, di vita. Appartengono alle realtà sociali e culturali più diverse. Tutti vivono, per la prima e l’ultima volta, l’atroce esperienza di:</div><blockquote>un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all’uomo il suo più intimo bene, la speranza</blockquote><div>e in cui sono costretti, in preda allo smarrimento e all’angoscia, a “dare ordine” al proprio destino e al proprio animo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:44:47 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Diario partigiano&quot;, Ada Gobetti</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fu Benedetto Croce che sollecitò Ada Gobetti a raccontare agli amici che cos’era stata nel suo svolgimento quotidiano la lotta di liberazione. Ada così rievoca la sua avventura di madre che va a combattere accanto al figlio Paolo, diciottenne, e ne divide i pericoli e i disagi. Non c’è divario tra la donna che sfida le pattuglie tedesche e la madre in perenne ansia per il figlio. Ada è animata da una passione di libertà, da un bisogno di azione, da una femminile concretezza e semplicità che si ritrovano intatte sulla pagina, in cui affiora anche la sua vena di schietto umorismo. Accanto a lei figure di comandanti, di politici, o di semplici partigiani. Introduzione di Goffredo Fofi. Nota di Italo Calvino. Postfazione di Bianca Guidetti Serra</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:46:33 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Il partigiano Johnny&quot;, Beppe Fenoglio</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l’autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, Il partigiano Johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all’estate del ’44 e alla presa di Alba seguiamo l’odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:47:12 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La casa in collina&quot;, Cesare Pavese</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>La casa in collina</em></strong> è probabilmente uno dei testi più autobiografici di <strong>Cesare Pavese</strong>. Infatti, già dalla trama stessa possiamo trovare analogie con la vita dell’autore: il protagonista del romanzo è <strong>Corrado</strong>, un professore di Torino che <strong>si rifugia in collina e non partecipa alla Resistenza</strong>, come farà lo stesso Pavese. Con un contrappunto particolare nella narrazione Pavese alterna schemi opposti, contrapponendo infatti la <strong>città</strong>, luogo di guerra, e la <strong>campagna</strong>, apparentemente luogo sicuro ma poi anche questo travolto dalla violenza. E allora si oppongono anche la vita e la morte, l’azione e la non-azione, la contemplazione e l’attività. L’intellettuale e l’uomo in generale si trova dentro questi dissidi che sono prima di tutto interiori: la guerra è il grimaldello mediante il quale Pavese penetra nelle porte di una <strong>crisi esistenziale</strong> che non è solo di Corrado, ma anche prima di tutto sua. Dei suoi tormenti e paure sentiamo profondamente un’eco forte, ma a tratti anche tenue, che lascia spazio ad una riflessione più ampia. Ben presto tali tormenti sono diventati il culmine di una crisi che non è solo sua, ma simbolo di un male universale.</div><blockquote>Ora che ho visto cos’è la guerra, cos’è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: – E dei caduti che facciamo? Perché sono morti? – Io non saprei cosa rispondere. Non adesso, almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:49:31 UTC</pubDate>
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         <title>Partigiano</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 17:55:13 UTC</pubDate>
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         <title>La Resistenza italiana: un fenomeno complesso</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>È lo stesso <strong>Claudio Pavone</strong> che definendo la Resistenza sì complessa ma decifrabile, la ricorda in tre mosse come “<strong>guerra patriottica, guerra civile, guerra di classe</strong>”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 18:00:33 UTC</pubDate>
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         <title>Speciale</title>
         <author>barbutoilaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ma la storia è storia, e va ricordata bene: per questo apriamo qui un <strong>grande speciale</strong> che ricorda il 25 aprile: dalla storia, alle donne ai giovani, un ricordo a tutto tondo per questa importantissima ricorrenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-20 18:02:19 UTC</pubDate>
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