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      <title>Pietre d&#39;inciampo, seminare memoria per estirpare odio e violenza. by Vittorio Maria De Sero</title>
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      <description>Di Giulia Grande, Benedetta Biolo, Francesco Tonin e Vittorio De Sero, Elia Bomitali di 3^C; 2022/23</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-01-26 09:25:50 UTC</pubDate>
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         <title>Lo scopo</title>
         <author>vittoriomariadesero</author>
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         <description><![CDATA[<div>La caratteristica distintiva di Stolpersteine, rispetto a qualunque altro monumento dedicato all’Olocausto, è quella di creare – esattamente nello stesso luogo in cui abitò la vittima dello sterminio dei nazisti e dei loro alleati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 09:33:31 UTC</pubDate>
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         <title>Link per maggiori informazioni</title>
         <author>vittoriomariadesero</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 09:37:05 UTC</pubDate>
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         <title>Le pietre d&#39;inciampo in Italia</title>
         <author>vittoriomariadesero</author>
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         <description><![CDATA[<div>Queste sono le pietre d’inciampo che anche in Italia, finalmente, cominciano a essere compagne dei nostri passi in tante vie e piazze. Le ha volute l’artista tedesco Gunter Demning, quando nel 1992 posò i primi blocchetti che ricordano ebrei, zingari, omosessuali e dissidenti vittime del nazismo.&nbsp;<br>Le pietre d’inciampo sono migliaia di nomi di vittime della persecuzione nazi-fascista, perseguitate per le loro idee politiche, la loro religione, il loro orientamento sessuale o il colore della pelle, portate a morire nei campi di concentramento.&nbsp;<br>Leggere i loro nomi nelle nostre città è un atto di fede nel futuro perché non succeda mai più, perché odio e violenza siano banditi anche dal vocabolario. In questi giorni, in occasione del Giorno della Memoria, centinaia di nuove pietre d’inciampo rendono più ricche, più vive città e paesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 09:38:18 UTC</pubDate>
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         <title>Pietre d&#39;inciampo in provincia di Vicenza</title>
         <author>vittoriomariadesero</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche Vicenza ha le sue pietre di inciampo, le celebri opere realizzate dall'artista tedesco Gunter Demnig per tenere viva la memoria delle vittime dei campi di sterminio nazisti attraverso la presenza di questi “segni” incastonati nel tessuto urbano e sociale delle città europee.<br>Il sindaco Francesco Rucco e il presidente del consiglio comunale Valerio Sorrentino hanno assistito alla cerimonia per la posa di due pietre d’inciampo dedicate alla memoria dei coniugi <strong>Guido Orvieto</strong> e <strong>Angelina Caivano</strong>, deportati da Vicenza nel campo di sterminio di Auschwitz nel gennaio 1944 insieme ad altre 75 uomini e donne, ebrei e non, prelevati da Vicenza e ricordati in una lapide posata dall’amministrazione comunale in occasione del Giorno della Memoria. Le due pietre d'inciampo sono state posate <strong>in corso Palladio, sul marciapiede</strong>, in corrispondenza dell'apprezzato negozio di mercerie che i coniugi Orvieto gestirono per diversi anni, fino al momento della loro deportazione ad Auschwitz, dal quale non fecero mai ritorno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 09:43:14 UTC</pubDate>
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         <title>I fratelli Caneva di Arzignano</title>
         <author>vittoriomariadesero</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Amleto ed Igino, morirono in un campo di concentramento in Germania mentre Sergio, Jertha e Lino rischiarono la vita durante la Resistenza. Verranno raccontate le loro storie e il territorio dopo l’8 Settembre 1943 anche grazie alle testimonianze dirette dei fratelli Adriano e Pierluigi.&nbsp;<br>Ora le loro pietre d'inciampo sono collocate sotto la loro storica abitazione, dove ora situa il negozio di abbigliamento Caneva in piazza ad Arzignano. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 09:51:41 UTC</pubDate>
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