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      <title>27 gennaio - IL GIORNO DELLA MEMORIA by Filippa Seminara</title>
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      <description>Ricordare il passato per non commettere gli stessi errori nel presente e nel futuro.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-08 11:28:32 UTC</pubDate>
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         <title>Le leggi razziali in Germania e in Italia e il negazionismo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il 7 Aprile 1933, il Terzo Reich emanò le prime leggi razziali tedesche, che vennero meglio definite nel 1935 con le leggi di Norimberga.&nbsp;<br>Nel 1938 ebbe, invece, inizio lo sterminio degli ebrei: vennero distrutte 200 sinagoghe, 7.500 negozi e arrestati oltre 26.000 ebrei.&nbsp;<br>In Italia , le leggi razziali vennero emanate a partire dal 5 Settembre 1938 per essere ultimate il 29 Giugno 1939. Queste ultime si basavano sulla distinzione di ''razza'': colui che era figlio di almeno un ebreo veniva considerato tale. la razza superiore era chiamata "razza ariana".&nbsp;<br>Agli ebrei vennero imposti dei divieti, infatti non potevano: sposarsi con persone appartenenti ad un'altra razza; prestare servizio militare; possedere o gestire grandi aziende; iscriversi o insegnare in scuole frequentate da italiani; amministrare enti pubblici.&nbsp;<br>Inoltre, gli ebrei vennero obbligati ad uscire dall'Italia e coloro che si sarebbero rifiutati di farlo sarebbero stati deportati nei campi di concentramento di Ferramonti di Tarsia, in Calabria.&nbsp;<br>Nel 1941, i nazisti e i fascisti imposero agli ebrei di indossare sui loro abiti, sia davanti che dietro, la ''Stella di Davide'' , una stelle di colore giallo con sei punte già simbolo della loro religione, con la quale venivano riconosciuti.&nbsp;<br>I nazisti sfruttarono questo simbolo per riconoscere più facilmente gli ebrei e per separarli dalle altre razze, considerate ''superiori'' .&nbsp;<br>Negli anni successivi alla scoperta dei campi di concentramento, si è sviluppato un movimento relativo a questi avvenimenti: il negazionismo. I negazionisti credono che la Shoah non sia mai esistita, ma che sia solo una finzione con lo scopo di far apparire colpevole la Germania di azioni mai commesse. A questi gruppi non piace essere chiamati negazionisti, preferiscono , invece , ''revisionisti'' , poiché si occupano di rivedere ciò che è successo, basandosi su prove a loro disposizione, che in realtà non sono storiche o veritiere.&nbsp;<br>In alcuni Paesi, questo fenomeno è ritenuto illecito, mentre in altri viene addirittura punito chi dice di far parte di questi gruppi.&nbsp;<br>Io credo che la Shoah non sia solo una menzogna, ma un avvenimento reale che ha avuto inizio da persone crudeli, che consideravano gli ebrei non solo come ''razza inferiore'', ma come oggetti che, non avendo alcuna utilità o valore, vengono gettati in "cestini": le orribili camere a gas.<br><br>FLAVIO ARGENTINO</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-10 17:03:10 UTC</pubDate>
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         <title>ANDRA E TATIANA BUCCI E SERGIO DE SIMONE</title>
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         <description><![CDATA[<div>Le sorelle Tatiana e Andra&nbsp; Bucci nascono nella città di Fiume nel 1937 e nel 1939, figlie di Giovanni Bucci.&nbsp;<br>Sergio De Simone era il cuginetto, nato nel 1937. Gisella, la madre, rimase sola con il figlio a Napoli dopo che il marito fu chiamato dalle forze armate e decise di tornare a Fiume dalla sorella con il piccolo Sergio.&nbsp;<br>Nel 1943 a Fiume venivano applicate le leggi razziali tedesche e per chi era ebreo iniziavano le deportazioni. Il 28 maggio 1944, in seguito ad una denuncia dell'ebreo Plech, Andra e Tatiana all'età di 4 e 6 anni vennero arrestate, insieme alla madre, alla zia, al cuginetto Sergio ed altri famigliari. Furono caricati senza cibo e acqua.&nbsp;<br>La notte del 4 aprile arrivarono ad Auschwitz. Sergio, Andra e Tatiana furono sa dubito in pericolo perché potevano diventare cavie per gli esperimenti del dottor Josef Mengell. La madre di Andra e Tati poteva vedere poco le proprie figlie e ogni volta che ci andava diceva loro di continuare a chiamarsi per nome.&nbsp;<br>Andra e Tatiana iniziarono a rifiutare quella donna smagrita rasata e sofferente che era la loro mamma, perché non avevano più un'immagine precisa.&nbsp;<br>Le bambine iniziarono a rendersi conto che erano nel campo di concentramento e anche in maniera confusa si abituarono alla propria morte.&nbsp; Iniziarono ad accettare che tra i cadaveri ci fosse anche la loro madre. Tutti, pian piano, iniziarono a dimenticare la lingua italiana e iniziarono a parlare il tedesco. Erano vestiti con dei pigiami a righe, con scarpe e senza calze.&nbsp;<br>C'era una sorvegliante che aiutava le due bambine a procurarsi del cibo e maglioni caldi e raccomandava loro di non dire che volevano andare a vedere la loro mamma se glielo proponevano. Le sorelle lo dissero anche a Sergio, ma Sergio fece il passo avanti insieme ad altri diciannove bambini. Tutti loro furono vittime di esperimenti che li hanno portati alla morte. Le due sorelle non chiesero più di vedere la propria madre.&nbsp;<br>Nel 1945 uscirono dai campi di concentramento e non avevano più notizie della madre e del padre che credevano morti. Furono portati negli orfanotrofi e per la prima volta si sentirono amate. In seguito, ritrovarono i loro genitori e furono portate a Roma da loro.&nbsp;<br>Hanno fatto tanti incontri nelle scuole e nei musei per spiegare la loro vita. E' stato realizzato un cartone animato sulla loro vita ed hanno scritto un libro dal titolo "La stella di Andra e Tati".&nbsp; A parer mio, questo argomento è molto importante per sapere che cosa è successo agli ebrei.&nbsp; &nbsp;<br><br>GABRIELE GANCI</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-10 20:44:58 UTC</pubDate>
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         <title>Liliana Segre</title>
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         <description><![CDATA[<div>Liliana Segre è nata il 10 settembre 1930 a Milano. Sua madre si chiamava Lucia Foligno e morì il 30 agosto 1931, quando Liliana aveva solo 1 anno; lei rimase sola con il padre, Alberto Segre.<br>Liliana frequentava la scuola, ma un giorno suo padre le disse che non poteva più andarci, perché era ebrea.<br>Il 10 dicembre 1943 provò insieme ai suoi familiari a scappare a Lugano, in Svizzera, però il giorno dopo venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese.&nbsp;<br>Poi fu trasferita a Como e successivamente a San Vittore a Milano, quando aveva solo 13 anni.&nbsp;<br>Il 30 gennaio 1944, Liliana venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano al campo di concentramento di Auschwitz e il viaggio durò circa 7 giorni.<br>Venne subito separata dal padre che non rivide mai più. Anche i suoi nonni furono arrestati e messi nelle camere a gas.&nbsp;<br>Il suo numero di matricola era 75190. Fu messa ai lavori forzati in una fabbrica di munizioni. Dopo il 1945, scappò dal campo e venne liberata dai russi dal campo di Malchow il 1° maggio 1945.&nbsp;<br>Liliana Segre ha scritto un libro "Fino a quando la mia stella brillerà", una testimonianza di Liliana Segre e Daniela Palumbo sulla terribile esperienza vissuta nella sua infanzia e giovinezza.&nbsp;<br>Liliana Segre fu nominata senatrice a vita il 19 gennaio 2018 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per avere illustrato la patria con altissimi meriti nel campo sociale. Liliana ha deciso di raccontare quello che vissuto anche per testimoniare e ha parlato moltissime volte della sua storia anche nelle scuole.&nbsp;<br>Un tema di cui parla sempre è l'indifferenza ma anche l'antisemitismo. Da più di due anni, Liliana Segre vive sotto scorta perché deve essere protetta in quanto ha ricevuto minacce pesanti e si teme per la sua incolumità.<br>La data di commemorazione di questi orribili fatti è il 27 gennaio e non è una data casuale: si celebra in questo giorno perché il 27 gennaio del 1945, le truppe dell'armata rossa&nbsp; liberarono il campo di concentramento di Auschwitz sancendo la fine dell'Olocausto.<br>Io sono d'accordo con lei sul considerare grave indifferenza il comportamento di queste persone senza pietà e penso che lei sia una donna fortunata perché è rimasta viva.<br><br>CAVARRA FLAVIA</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 08:39:00 UTC</pubDate>
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         <title>I RESPONSABILI DEL GENOCIDIO</title>
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         <description><![CDATA[<div>Adolf Hitler nasce nel 1889 in Austria e si trasferisce a Monaco, dove sviluppa il suo pensiero razzista e antisemita, nonostante le sue origini ebraiche. Diventa militare tedesco durante la Prima guerra mondiale, dove venne ferito e ricompensato.&nbsp;<br>Dopo la sconfitta della Germania, Hitler dà la colpa ai socialisti e agli ebrei. Nel 1923, organizza un colpo di stato ma viene incarcerato. In prigione, scrive il libro Mein Kampf - La mia battaglia, dove parla dell'odio verso gli ebrei e i comunisti.&nbsp;<br>Dopo la scarcerazione, diventa leader del partito Nazista. Nel 1933 diventa cancelliere ed elimina ogni opposizione.&nbsp;<br>Nel 1935, con le leggi di Norimberga, esclude gli ebrei dalla vita sociale e impedisce loro di entrare nei luoghi pubblici. Diventa Fuher e fa scoppiare la Seconda guerra mondiale e dà avvio alla persecuzione degli ebrei e alla shoah, tra il 1939 e il 1945.<br>Temendo la sconfitta della Germania, nel 1945 si suicidò<br><br>Benito Mussolini nasce nel 1883 in Emilia-Romagna. Fu socialista, ma venne espulso dal partito perché era favorevole all'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale. Nel 1919 diede vita ai Fasci di combattimento, un movimento nazionalista di destra. Mussolini creò squadre chiamate squadracce, per placare gli scioperi organizzati dai socialisti. Nel 1921, il partito diventa Fascismo e con un colpo di stato legalizzato, Mussolini diventa capo del governo, diventando dittatore.&nbsp;<br>Mussolini, nel 1938, emanò le leggi razziali, che dividevno la popolazione in razze superiori e inferiori. Chi non rispettava queste leggi andava nei campi di concentramenti, infatti molti oppositori furono deportati.&nbsp;<br>Nel 1939, l'Italia Fascista e la Germania Nazista, che avevano a capo due dittatori, firmarono il Patto d'Acciaio che stabiliva un legame di amicizia e alleanza fra i due Paesi.&nbsp;<br>Nel 1945, l'Italia venne liberata&nbsp; dagli antifascisti e dagli anglo-americani. Mussolini dovette scappare ma venne catturato e fucilato.<br><br>Tutti e due dittatori avevano qualcosa in comune, cioè l'odio e il disprezzo verso la razza ebraica, infatti vengono definiti razzisti, e pensavano che la loro razza fosse superiore a tutte le altre. Hanno causato molto male alle persone, portando avanti idee e azioni che l'uomo non può immaginare e solo per crudeltà e folli opinioni personali.&nbsp;<br><br>ANDREA AMENTA<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 10:03:12 UTC</pubDate>
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         <title>ANNA FRANK</title>
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         <description><![CDATA[<div>Anna Frank nasce il 12 Giugno 1929 a Francoforte sul Meno. La Germania vive una grave crisi: il lavoro scarseggia, c’è molta povertà. Nel frattempo Adolf Hitler, con il suo partito, attira un numero crescente di sostenitori. Hitler è antisemita e addossa sugli ebrei la colpa di tutti i problemi del Paese. A causa dell’odio nei confronti degli ebrei, i genitori di Anna, Otto ed Edith, si trasferiscono ad Amsterdam dove Anna impara la lingua e stringe amicizie.&nbsp;<br>Nel 1939 la Germania invade la Polonia e nel '40 invade anche i Paesi Bassi. Vengono introdotte le leggi razziali, agli ebrei è vietato frequentare parchi, cinema e negozi.&nbsp;<br>Gli ebrei devono cucire una stella Giudaica sugli abiti e Anna e la sua famiglia decidono di nascondersi per sfuggire alla persecuzione. Il padre prepara un nascondiglio nel retro dell’edificio in cui lavora nascosto da una libreria.&nbsp;<br>Per il suo tredicesimo compleanno, Anna riceve&nbsp; in dono dal padre un diario. Durante i due anni della clandestinità Anna scrive quello che succede nella casa su retro, dove sono rifugiati anche la sorella Margot e un ragazzo di nome Peter con la sua famiglia. Scrivere la aiuta a far passare il tempo.&nbsp;<br>Il 4 Agosto 1944 il nascondiglio viene scoperto e Anna e la famiglia sua e di Peter, di cui stava cominciando ad innamorarsi, vengono portati via e deportati nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.&nbsp;<br>All’arrivo al campo, i medici nazisti selezionano chi può eseguire il pensante lavoro e chi no. Circa 350 persone che hanno viaggiato con Anna vengono uccise nelle camere a gas. Nel Novembre del 1944 Anna e la sorella vengono trasferite nel campo di Bergen-Belsen ma, dopo aver contratto il tifo, muoiono.&nbsp;<br>Il padre di Anna è l’unico a sopravvivere ed è lui che trova nel nascondiglio il diario della figlia e decide di pubblicarlo.&nbsp;<br>Il diario di Anna diventa famoso in tutto il mondo, è tradotto in una settantina di lingue e ne vengono tratti spettacoli teatrali e vari film.&nbsp;<br>Nel 1960 il nascondiglio apre le sue porte come museo.&nbsp;<br>Da poco tempo, è stato scoperto chi denunciò la famiglia di Anna alla Gestapo: fu un noto notaio ebreo di Amsterdam, Arnold van den Bergh, a rivelare l’esistenza della nicchia segreta ricavata in un edificio di Amsterdam.&nbsp;<br><br>AMBRA RUBBINO<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 10:56:59 UTC</pubDate>
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         <title>I GIUSTI TRA LE NAZIONI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La definizione “Giusto tra le nazioni” è stata utilizzata, dopo la Seconda guerra mondiale, per indicare i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah.&nbsp;<br>È inoltre un'onorificenza conferita allo stato di Israele, fin dal 1962, a tutti i non ebrei riconosciuti come "Giusti".&nbsp;<br>Il termine giusto è utilizzato nella tradizione ebraica per indicare i non ebrei che hanno rispetto per Dio.<br>Le regole per designare un Giusto sono le seguenti:<br>•	l’atto di salvataggio deve essere stato effettuato da un non ebreo nei confronti di un ebreo;<br>•	deve essere un atto che abbia evitato a uno o più ebrei il pericolo di morte immediata o la deportazione in campi di concentramento;<br>•	il salvatore deve aver rischiato la propria vita per salvare uno o più ebrei;<br>•	il salvatore non deve averne tratto alcun vantaggio, né di natura economica né di altro genere, né immediato né futuro.<br>La Commissione prende inoltre in considerazione:<br>•	i rapporti specifici tra salvatore e salvato;<br>•	le condizioni del paese o della zona in cui avvennero i fatti;<br>•	il periodo storico in cui ciò accadde;<br>•	tutti gli elementi in grado di evidenziare le caratteristiche di eccezionalità dell’azione del salvatore rispetto a un normale comportamento di aiuto al prossimo (degno comunque di rispetto).&nbsp;<br>Chi viene riconosciuto Giusto tra le nazioni viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un certificato d'onore e il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme.&nbsp;<br>A ogni Giusto tra le nazioni viene dedicata la messa a dimora di un albero, poiché tale pratica nella tradizione ebraica indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. Dagli anni Novanta, tuttavia, poiché il Monte della Rimembranza è completamente ricoperto di alberi, il nome dei giusti è inciso sul Muro d'Onore eretto a tale scopo nel perimetro del Memoriale.<br>La cerimonia di conferimento dell'onorificenza si svolge solitamente presso il museo Yad Vashem alla presenza delle massime cariche istituzionali israeliane, ma si può tenere anche nel paese di residenza del Giusto se egli non è in grado di muoversi.<br>Ai Giusti tra le nazioni, inoltre, viene conferita la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele.<br>Alla data del 1º gennaio 2020 sono stati riconosciuti da Yad Vashem 27712 Giusti tra le nazioni di 51 diversi Paesi.<br>Oltre ai benefici onorifici, i Giusti tra le nazioni possono ricevere anche una sorta di pensione e aiuto economico se si trovano in difficoltà finanziarie, godono dell'assistenza sanitaria dello Stato di Israele e, se residenti in Israele, hanno diritto a una pensione.&nbsp;<br>Il 24 gennaio 2003, grazie alla proposta del Presidente di Gariwo Gabriele Nissim, è stato inaugurato a Milano il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, nella grande area verde del Monte Stella.&nbsp;<br>Riguardo questo argomento, sono stato colpito dal fatto che per ogni Giusto gli ebrei piantano un albero per non dimenticare mai queste persone e il bene che hanno fatto.<br><br>FEDERICO BIANCA</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 19:39:34 UTC</pubDate>
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         <title>I campi di concentramento</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il campo di concentramento era una struttura carceraria adatta alla detenzione di civili e militari, poteva contenere un enorme quantità di persone che venivano messe dentro dei container o edifici adattati a dormitori, uffici e refettori.&nbsp;<br>Un campo di concentramento era basato sul duro lavoro, le persone venivano portate allo sfinimento e sfruttate fino alla morte.&nbsp;<br>Le camere a gas erano dei posti dove venivano portati bambini, persone con handicap e anziani che non potevano lavorare e perciò venivano uccisi.&nbsp;<br>Le persone morte venivano portate dentro dei forni crematori che avevano lo scopo di far scomparire le persone decedute.&nbsp;<br>Questi sono stati gli elementi che hanno contribuito alla "soluzione finale" che prevedeva l'uccisione di tutti gli ebrei.<br>Ogni persona, all'arrivo al campo, veniva privata di tutti gli oggetti che possedeva e le veniva assegnato un codice tatuato sul braccio che sostituiva il suo nome.&nbsp;<br>Il perimetro del campo era sorvegliato da ronde di guardie. Ci furono molti campi di concentramento nazisti e fascisti i più tristemente noti sono:&nbsp;<br>- Auschwitz in Polonia<br>- Bergen Belsen in Germania<br>- Dachau nel Sud della Germania<br>- Mauthausen in Germania<br>- Terezin in Repubblica Ceca&nbsp;<br>- Treblinka a Varsavia.&nbsp;<br>Nel periodo della Shoah vi erano pure dei campi di concentramento in Italia, i più importanti erano quattro.<br>- Uno era quello di Bolzano che fu attivato nel 1944 alla fine della Seconda guerra mondiale che ospitò tra le 9.000 e 9.500 persone, tra cui Mike Bongiorno un famoso conduttore televisivo.&nbsp;<br>- Un altro campo era quello di Fossoli, era un campo di transito per la Germania.<br>- Il campo di Borgo San Dalmazzo fu allestito per iniziativa dei tedeschi nel 18 settembre 1943.<br>- La Risiera di San Sabba, a Trieste,&nbsp; venne utilizzata come campo di detenzione. Le vittime furono tra le 3.000 e 5.000&nbsp; e, a causa di queste morti, fu definito come un vero e proprio campo di sterminio. Dal 1965 è stato dichiarato monumento nazione e 10 anni dopo è diventato un museo.&nbsp;<br>Secondo me, questi campi di concentramento sono stati una vera e propria follia, perché sono state sterminate all'incirca 16 milioni di persone senza un motivo valido. Questo sterminio ha mostrato quanto l'uomo fosse crudele e cattivo nell'uccidere persone solamente perché appartenevano a un'altra "razza" che non era la loro.<br><br>EMANUELE RUTA</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-13 12:53:04 UTC</pubDate>
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         <title>GINO BARTALI</title>
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         <description><![CDATA[<div>Gino Bartali fu uno dei ciclisti professionisti più amati in Italia. Nacque il 18 luglio nel 1914 in un piccolo paese in provincia di Firenze, a Ponte a Ema. Suo padre, Torello Bartali, guadagnava il pane lavorando a giornata, la madre lavorava nei campi e ricamando. Gino aveva due sorelle più grandi Anita e Natalina, e&nbsp; un fratello minore, Giulio. Gino, usando in parte i suoi guadagni e in parte con l'aiuto di suo padre e delle sue sorelle, riuscì ad acquistare la sua prima bicicletta. Bartali vinse due Tour de France e tre Giri di Italia e le sue leggendarie scalate sulle Alpi e i Pirenei gli valsero il soprannome di "Gigante della montagne".&nbsp;<br>Fino a poco tempo fa, pochi erano a conoscenza del fatto che, durante la Seconda guerra mondiale, Gino Bartali rischiò la&nbsp; propria vita e quella della sua famiglia per salvare quella di centinaia di Ebrei, ne salvò 800. Usando gli allenamenti alle gare come copertura, Bartali percorse migliaia di chilometri tra Firenze, Luca, Assisi, Genova e Roma trasportando documenti falsi che dovevano rimanere segreti, nascosti nel telaio della sua bici. I suoi sforzi contribuirono a salvare centinaia di Ebrei in fuga dalle altri nazioni Europee. Nel 2013, l'organizzazione Yad Vashem, per il suo contributo, ha assegnato a Gino Bartali il titolo di " GIUSTO TRA LE NAZIONI ". Bartali non parlò con nessuno del suo ruolo avuto nel salvataggio di centinaia di persone. Fu solo dopo la sua morte che il suo contributo venne alla luce grazie alla storia raccontata dal figlio.<br><br>SYRIA MACCA<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-13 17:26:11 UTC</pubDate>
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         <title>I SIMBOLI DELLA DISCRIMINAZIONE: LA STELLA DI DAVID E I TRIANGOLI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La stella a sei punte è un simbolo molto diffuso nella tradizione ebraica, è chiamata&nbsp; Stella di David o Scudo di David e il suo nome richiama quello del profeta David.&nbsp;<br>E' presente nella bandiera dello stato di Israele dal 1948.&nbsp;<br>Nel nome ebraico "David" sono presenti due lettere "D" che venivano scritte con la forma di un triangolo, per questo sono presenti due triangoli sovrapposti.&nbsp;<br>Dal 1939 al 1945, gli ebrei vennero etichettati con la stella di David che dovevano indossare cucita sugli indumenti.&nbsp;<br>Nei campi di concentramento, gli ebrei e le altre categorie di internati vennero etichettati con simboli diversi.<br>Se il prigioniero era ebreo, si usava la Stella di David, composta di vari colori a seconda della categoria, se non era ebreo si usava solo un triangolo colorato.<br>I primi simboli furono:<br>- Una stella di David gialla e nera, ovvero un ebreo che ha avuto una relazione interrazziale.<br>- Un cerchio nero, bianco e rosso come un bersaglio che rappresentava i sospettati di fuga.<br>- Il numero identificativo del prigioniero tatuato sul braccio.<br>- Un triangolo rosso con una P ovvero i polacchi.<br>- Un triangolo rosso capovolto ovvero un politico o un membro delle forze armate.<br>C'erano, poi, altri tipi di triangoli, tutti capovolti, che rappresentavano altre categorie di prigionieri.&nbsp;<br>- Un triangolo verde rappresentavano i criminali.<br>- Uno nero per gli asociali.<br>- Uno viola per i testimoni di Geova.<br>- Uno rosa per gli omosessuali.<br>- Uno marrone per i Rom e i Sinti.<br>Io trovo che la Stella di David sia un punto di riferimento per gli ebrei e quindi è un'offesa e uno sfregio usarla come simbolo per discriminare, è assurdo differenziare gli ebrei o altre persone come se fossero oggetti, soprattutto perché le scelte che causavano questo orrore, in quel momento storico, non dipendevano da loro.<br><br>SIMONE BAZZANO<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-13 18:04:41 UTC</pubDate>
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         <title>PRIMO LEVI</title>
         <author>filippaseminara</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primo Levi è nato il 31/07/1919 a Torino da una famiglia con origini Ebraiche. E' considerato uno dei più grandi scrittori Italiani del '900, fu chimico, autore di saggi, romanzi, racconti, memorie e poesie e superstite dell'Olocausto Italiano. Nel 1943 Primo levi si rifugia sulle montagne in Valle d'Aosta a causa della guerra, viene però catturato dalla milizia fascista. Un anno dopo, si ritrova internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente viene deportato ad Auschwitz, nel febbraio del 1944. Primo levi si ritrova con tantissimi Ebrei vestiti tutti a righe e distinti con stelle e triangoli colorati sulle giacche. Primo Levi descrive nella sua poesia&nbsp; e nel suo libro, che hanno lo stesso titolo "Se questo è un uomo",&nbsp; i suoi carnefici, coloro che riescono a superare tutti i limiti della disumanità, considerando e trattando dei loro simili come bestie. Nel 1987 venne trovato morto alla base delle scale nel suo palazzo di Torino, non è stato mai stabilito se la su morte sia dovuta ad una caduta causata dalle vertigini o ad un suicidio.&nbsp;<br>Io spero che queste cose non accadano mai più e che il passato ci insegni per il futuro a non ricadere negli stessi errori e ad amarci di più.<br><br>SIRIA MACCA</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-22 10:55:47 UTC</pubDate>
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         <title>CAMPIGLIA MARITTIMA, AGGREDITO PERCHE’ EBREO UN RAGAZZO DI 12 ANNI</title>
         <author>filippaseminara</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ episodio è stato denunciato dal padre della vittima, in quanto il figlio ha riportato lesioni, sotto choc la comunità di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno.</div><div>Sputi, calci e offese pesanti del tipo "Devi morire nel forno ... devi stare zitto perché sei un ebreo ..."&nbsp;<br>Tutte queste offese sono state dette nei confronti di un ragazzo di 12 anni da parte di due ragazze di 15 anni che lo hanno aggredito domenica 23 Gennaio intorno alle 18:30, in un parco cittadino a Venturina Terme, località vicina a Campiglia Marittima.<br>Il padre della vittima ha chiamato il Comune per mettere a conoscenza la&nbsp; sindaca di quanto accaduto al figlio e ha sporto denuncia ai Carabinieri per lesioni.</div><div>Dopo tutte le testimonianze del ragazzino aggredito perché è solo un ebreo, Lia Levi ha deciso di dedicargli una lettera che ha anche letto al Tg1.</div><div>Lia Levi, nata a Pisa da una famiglia piemontese di religione ebraica, da bambina ha dovuto affrontare i problemi della guerra e della persecuzione razziale. Dopo l’8 Settembre 1943 riesce a salvarsi. Nel 1994 ha pubblicato il libro “Una bambina e basta” dove racconta la sua esperienza brutta durante la persecuzione razziale.</div><div>Lia Levi con la sua lettera comunica al ragazzo che qualche anno fa era sola senza nessuno che la voleva difendere e che pure lo Stato&nbsp; era contro gli ebrei. Invece oggi lo Stato e tutte le società civili, sono con lui, e questo fatto lo vivono con indignazione e sofferenza.</div><div>Dice che sono tante, quasi tutte, le persone che lo proteggono e spera che lui riesca a percepirlo.&nbsp;<br>Infatti, la sindaca Alberta Ticciati&nbsp; dice&nbsp; che l’amministrazione comunale di Campiglia Marittima non intende sottacere o banalizzare quanto accaduto che è di una gravità inaudita e che faranno il possibile perché la cosa non venga archiviata e banalizzata.<br>Anche il presidente&nbsp; della comunità ebraica di Livorno, Vittorio Mosseri, dice che l’episodio non può essere catalogato come una ragazzata, perché si tratta di un episodio che racconta l'ignoranza, un’ignoranza che è il terreno nel quale cresce il pregiudizio, che è l’anticamera del razzismo.&nbsp;<br>Per me quello che è stato fatto al ragazzo di Campiglia Marittima è vergognoso, mi fa male pensare che ancora nel 2022 ci siano queste persone che non hanno rispetto per gli altri e portano ancora avanti il razzismo contro gli ebrei.<br><br>GABRIELE SPADARO</div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-22 12:19:38 UTC</pubDate>
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         <title>LILIANA SEGRE </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><sub>E’ la storia di Liliana Segre, una bambina ebrea che si sentiva la regina di casa. La madre morì quando lei aveva 1 anno. Ma comunque stava bene e non le mancava nulla. La vita di Liliana cambiò nel 1938 con la promulgazione italiana delle leggi razziali contro gli ebrei. Non poteva andare più a scuola e fu costretta ad andare in una scuola privata dove incontrò una maestra che si comportò con lei come una madre. I fascisti diventavano sempre più crudeli di giorno in giorno e la famiglia di Liliana fu costretta a scappare a Inverigo. Il padre e la figlia fuggirono in Svizzera. Le guardie li respinsero e li arrestarono. Vennero deportati con oltre 603 persone ad Auschwitz. Lì Liliana e il padre vennero divisi e non si rivedranno mai più. Il padre morì nel campo Buna Monowitz, lei invece uscirà viva da Birkenau. &nbsp;<br>CECILIA JAHELEZI<br></sub></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-11 13:27:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>filippaseminara</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>&nbsp;LE PIETRE D'INCIAMPO<br>&nbsp;</strong><br>Le <strong>pietre d'inciampo</strong> sono un'iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L'iniziativa, attuata in diversi paesi europei, consiste nell'incorporare, nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone posta sul lato superiore, nella quale sono riportati i dati del deportato e il luogo in cui è morto.<br><br>TEO BASCETTA</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-13 14:23:06 UTC</pubDate>
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