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      <title>PATOLIUK by GULLIVER</title>
      <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc</link>
      <description>MATERIALE COMPLETO A CURA DI LUCA LAGUARDIA
Sbobine 2020/2021 + Robbins + Pontieri + Abbas + Guyton + Boron + Cellule, molecole e organismi (Ginelli)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-12-23 11:28:44 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-05-02 16:42:16 UTC</lastBuildDate>
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         <title>CONCETTI INTRODUTTIVI</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2427973781</link>
         <description><![CDATA[<div>DEFINIZIONE: sequenza dinamica di fenomeni che costituiscono la risposta stereotipata a stimoli dannosi (chimici, fisici o biologici), basata principalmente sull'attivazione dell'immunità innata, la risposta infiammatoria è la stessa qualunque sia l'agente lesivo.<br>I sintomi sono simili per ogni agente lesivo ma la sua durata varia in base all'entità dello stimolo lesivo.<br>L'infiammazione vede l'interazione cellule del tessuto - cellule immunità innata -cellule endoteliali dei vasi .<br>Il processo infiammatorio diventa <strong>cronico</strong> qualora non si riesca a spegnere l'infiammazione a causa o dello stimolo che persiste o delle caratteristiche dell'ospite che non è capace di attivare lo spegnimento.<br><br>FUNZIONE:<br>- Promuovere la difesa da patogeni e circoscrivere le aree di danno<br>-Promuovere la guarigione:<br>1) RIGENERAZIONE: si ritorna ad un tessuto con le funzioni fisiologiche di partenza.<br>2) RIPARAZIONE: si ha un tessuto connettivale che sostituisce il tessuto funzionale danneggiato, per via dell'azione dei fibroblasti.<br>Le due scelte di guargione dipendono dalla capacità delle cellule di rigenerare di quel tessuto)<br>-Mantiene l'omeostasi<br>-Rimuovere gli eventuali detriti <br><br>NB: l'organismo risponde a stimoli lesivi sia con l'infiammazione che con la coagulazione --&gt; se ci sono problemi a questi due meccanismi--&gt; conseguenze patologiche.<br><br>BREVE LISTA DI TUTTI I MOTIVI CHE POSSONO PORTARE A CONSEGUENZE PATOLOGICHE:<br>-alterazione meccanismi di difesa: eccesso, non&nbsp; corretta ( iper-sensibilità, immunodeficienze, autoimmunità)--&gt; può portare ad aumento del danno tissutale.<br>-alterazione della fase di riparo del processo infiammatorio:<br>1) Ripato con fibrosi<br>2) Alterazione morfo-funzionale delle cellule per cui le cellule nel tentativo di difendersi cambiano la loro morfologia--&gt; METAPLASIA<br>-Patologie cronico-degenerative: patologie che perdurano nel tempo e progressivamente la sintomatologia peggiora.<br>(NB: in questa categoria rientrano anche le patologie neuro-degenerative, metaboliche (diabete di tipo II), malattie cardiovascolari, tumori e la cosa che le è accomuna è l'INVECCHIAMENTO come fattore di rischio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-23 11:50:27 UTC</pubDate>
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         <title>CELLULE COINVOLTE NEL PROCESSO INFIAMMATORIO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2428270170</link>
         <description><![CDATA[<div>-NEUTROFILI&nbsp;<br>-MACROFAGI<br>-Cellule con attività macrofagica </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-24 11:36:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>TIPI DI INFIAMMAZIONE </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2428275662</link>
         <description><![CDATA[<div>Può essere di 2 tipi in base alla durata:<br>-ACUTA/ANGIOFLOGOSI (per la prevalenza di fenomeni vascolo-ematici, ovvero endotelio-cellule immunità innata con predominanza di neutrofili [RB: i neutrofili sono numerosi e con emivita breve]): minore durata, può essere risolta o seguire la cronicizzazione.<br>Più facile da diagnosticare, poichè ci sono più marcatori di laboratorio che ci indicano l'intensità del fenomeno.<br>Può comparire come localizzata ma può diventare sistemico--&gt; ce ne accorgiamo che diventa a livello sistemico perchè compare la febbre--&gt; questa si presenta per via di molecole che sono state prodotte che intaccano i centri del controllo della termoregolazione (SNC) e quindi l'infiammazione ha coinvolto un altro tessuto.<br>Il danno tissutale è lieve.<br>L'infiammazione cronica è un processo stereotipato, sintomotologia sempre uguale ma cambia l'intensita dei sintomi in maniera proporzionale all'intensità dello stimolo stesso.<br>Di solito l'infiammazione acuta viene nomenclata con il suffisso -ite (dermat-ite, vascul-ite, gastr-ite, otit-ite).<br><br>-CRONICA/ISTOFLOGOSI (per la prevalenza di fenomeni tissutali, le cellule preponderanti sono i macrofagi e linfociti): persistente, può presentarsi come latente per poi presentare riacutizzazioni.<br>Più subdola e meno facilmente diagnosticabile, per via della sintomatologia aspecifica, si evidenzia con la comparsa di patologie e di solito ha un esordio lento con un danno tissutale progressivo.<br>Può essere specifica di organi/tessuti o avere caratteristiche sistemiche.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-24 12:04:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>GRADING DEL DANNO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429375946</link>
         <description><![CDATA[<div>La risposta infiammatoria è caratterizzata, andando in ordine sequenziale:<br>1)Condizione omeostatica<br>2)Stess cellulare: interessa poche cellule e non interessa l'immunità innata circolante.<br>3) Parainfiammazione: dovuta a stimoli endogeni, lo stress cellulare per via di un eccesso di attività metabolica (trascrizione eccessiva), attivazione di oncogeni, senescenza cellulare questi fattori portano all'attivazione immunitaria innata di basso grado (risposta che si ritrova in diabete II, cardiovascolari, tumori, parkinson e Alzheimer).<br>4)Risposta infiammatoria: il danno interessa più cellule tissutali&nbsp; ed è tale da indurre la risposta innata, il processo infiammatorio aumenta la propria intensità nel tempo per via di un richiamo delle cellule dell'immunità innata nei vasi)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-27 13:02:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>PLEIOTROPIA ANTAGONISTA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429827759</link>
         <description><![CDATA[<div>L'infiammazione viene definita in questo modo e sta ad indicare tutti quei fenomeni che sono pro-salutari in una certa fase della vita ma che possono diventare dannosi in un'altra fase.<br>E' considerata una moneta a due facce perchè una sua non attivazione porta a morte mentre una sua continua attivazione porta a sviluppo di patologie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 11:26:51 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>5 sintomi principali del processo infiammatorio acuto</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429828275</link>
         <description><![CDATA[<div>-calore<br>-rossore<br>-gonfiore<br>-dolore<br>-functio lesa (perdita di funzione con sostituzione del tessuto funzionale con tessuto cicatriziale) / restitutio ad integrum (rigenerazione del tessuto funzionante).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 11:28:51 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>1) FASE DI RICONOSCIMENTO DEL PERICOLO E DI INIZIO DEL PROCESSO INFIAMMATORIO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429828933</link>
         <description><![CDATA[<div>E' analogo a quanto avviene nell'immunità innata, vi sono svariati recettori che riconoscono profili molecolari o molecole associate al danno.<br><br>-PAMPs: prodotti da organismi esogeni: tossine batteriche, virus, funghi.<br>-DAMPs: molecole di danno endogene prodotte appunto dove si verifica la distruzione del tessuto, ergo sono prodotti della necrosi.<br>Es: stress cellulare ( causato da attività trascrizionale o proliferazione intensa)--&gt; DAMPs esposti sulla superficie cellulare (es prodotti di degradazione di acidi nucleici e proteine).<br>Alcuni DAMPS sono inducibili, quindi attivamente secreti dalle cellule, per esempio le ALARMINE possono entrare nelle cellule dall'esterno e provocare alterazione cellulari.<br>Esempi di DAMPs<br>-prodotti della glicosilazione non enzimatica--&gt; riconosciuti da RAGE<br>-proteine con funzione di alarmine (citochine), molecole integre funzionanti la cui sintesi aumenta in caso di danno --&gt; attivano e rendono più efficiente la risposta infiammatoria (aumentano il legame tra recettore immunità innata - molecola di danno)--&gt; le più importanti sono IL-1, HSP heat shock protein, HMGB1 proteine ad alta mobilità, S100 proteine leganti il calcio.<br>-Strutture di natura proteina non ulteriormente degradabili (amiloide)<br>-Componenti della matrice extracellulare: fibronectina, frammenti di acido ialuronico.<br>-Acidi nucleici: RNA, DNA, IBRIDI, ATP, DNA mitocondriale<br>-Cristalli di acido urico --&gt; attivano inflammosoma<br><br><br><br>-ALARMINE: sono molecole self la cui espressione e dunque produzione aumenta durante il danno --&gt; aumentano la risposta ai DAMPs e ai PAMPs (diciamo che possono essere considerate DAMPs).<br>esempi di alarmine:<br>-Famiglia delle IL-1 (11):<br>1) IL-beta--&gt; (sintetizzata come pro-IL) --&gt; attiva --&gt; NF-KB e viene attivata dall'inflammosoma.<br>2) IL-1 alpha --&gt; definita "alarmina" --&gt; entra direttamente nel nucleo --&gt; si lega al DNA --&gt; trascrizione geni target&nbsp;<br>3) IL-33 è analogo per funzione a IL-1&nbsp;.<br><br><br><br>-MAMPs: patogeni simbionti della flora intestinale<br>Il meccanismo infiammatorio è stereotipato per via della convergenza dei numerosi stimoli sui recettori (membrana, citosolitici e solubili ) sui medesi pathway cellulari che inducono a :<br>-Attivazione dei processi infiammatori<br>-Dispendio energetico<br>-Insulino-resistenza<br>-Reclutamento di cellule dell'immunità innata.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 11:31:15 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>FASI DELL&#39;INFIAMMAZIONE ACUTA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429828968</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 11:31:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>INFIAMMAZIONE ACUTA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429828989</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 11:31:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>RECETTORI TOLL (Toll like receptor)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429840510</link>
         <description><![CDATA[<div>Come si evince dall'immagine riconoscono:<br>-DNA e RNA virali o batterici<br>-Acidi nucleici dei patogeni<br>-DNA e RNA endogeno.<br>Nelle cellule può essere presente fisiologicamente DNA endogeno derivato dagli esosomi (contengono lipoproteine, glicoproteine e acidi nucleici tra cui anche DNA nucleare e mitocondriale)&nbsp; che tutte le cellule producono e si dirigono verso una cellula bersaglio e i TOLL sono in grado di riconoscere queste molecole soprattutto se presenti su membrana intere.<br>Inoltre ci sono molte molecole di RNA con funzione regolatoria che passano dal nucleo al citoplasma e sempre nel citoplasma si possono trovare molecole ibride DNA-RNA.<br>Analisi dei vari TOLL:&nbsp;<br>-TOLL9 riconosce DNA poco metilato tipico di quello batterico e mitocondriale<br>-TOLL7 e 8 riconoscono RNA a singola elica<br>-TOLL3 riconosce RNA a doppia elica.<br>-TOLL4 riconosce LPS (NB: la sua attivazione prevede la formazione dell'eterodimero MD2-TRL4-LPS-BLPS in cui la "B" di BLPS sta per biding protein di LPS), MD2 associata a TLR4 amplifica la risposta agli antigeni riconosciuti da TLR2.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 12:12:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 12:12:22 UTC</pubDate>
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         <title>RECETTORI RAGE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429931873</link>
         <description><![CDATA[<div>Recettore per i prodotti avanzati della glicosilazione non enzimatica delle proteine.<br>Quindi riconoscono AGE (prodotti non terminali della glicosilazione non enzimatica delle proteine) -&gt; lo attivano:<br>-LPS<br>-S100, amiloide beta--&gt; alarmine.<br>L'attivazione di RAGE porta all'attivazione di NFKB.<br>E' associato a patologie neurodegenerative come Alzheimer, coinvolto nei danni dell'iperglicemia e quindi nelle complicanze del diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 16:22:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2429938050</link>
         <description><![CDATA[<div>-STRUTTURA DI RAGE:<br>Simile alla catena pesante delle Ig, possiede due porzioni costanti e una variabile e può essere adeso a membrana o solubile.<br>L'attivazione di RAGE porta ad un feedback a loop positivo --&gt; aumenta l'espressione del recettore stesso a livello di membrana amplificando l'attivazione cellulare--&gt; stimolazione cronica della cellula bersaglio a cui si associa danno tissutale.<br>Al contrario in alcuni casi vi è un feedback negativo.<br><br>FORME DI RAGE:<br>-COMPLETA:&nbsp; ancorata a membrana con la porzione variabile che riconosce il ligando--&gt; quindi è una forma attivatoria<br>-TRONCATE: non trasducono il segnale<br>-RILASCIATA: può essere SECRETA (solubili) o CLIVATA, nel caso del clivaggio si ha un taglio proteasico della proteina ancorata a membrana, essendo le due forme solubili non trasducono il segnale ma sono INIBITORIE--&gt; perchè sottraggono in circolo ligandi alle forme complete.<br>Quindi c'è un bilancio tra la forma infiammatoria (forma completa) e anti-infiammatoria (solubile), si assiste, soprattutto nei maschi, una riduzione della forma solubile del recettore con l'età--&gt; quindi si abbassa la capacità antinfiammatoria (riduce soprattuttto la forma clivata) --&gt; quindi nell'invecchiamento aumenta l'infiammazione.<br><br>-GENE RAGE:<br>Cromosoma 6, all'interno di HLA di classe 3, viene trascritto a bassi livelli dai seguenti citotipi:<br>linfociti, endoteliali, muscolari lisce, fagociti mononucleati e microglia, neuroni, bipolari della retina, miociti cardiaci e epatociti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 16:38:18 UTC</pubDate>
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         <title>GLICOPROTEINE RICONOSCIUTE DAI RAGE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2430269400</link>
         <description><![CDATA[<div>RB: Le proteine possono venir glicosilate tramite enzimi che trasportano glucidi a proteine in fase di produzione nel RE.<br>Invece i RAGE riconoscono proteine NON glicosilate per via enzimatica --&gt; quindi proteine il cui gruppo amminico reagisce con uno zucchero senza enzimi in maniera spontanea--&gt; formazione di una <strong>BASE DI SHIFT</strong> (prodotto instabile e intermedio) --&gt; <strong>poi ai prodotti di AMADORI (es --&gt; emoglobina glicata: </strong>quando aumenta la glicemia --&gt; aumento di glucosio in circolo --&gt; aumento glicosilazione non enzimatica delle proteine, tra cui appunto l'emoglobina che sta in circolo con il glucosio---&gt; attivano i RAGE su cellule endoteliali--&gt; quindi la glicemia alta induce uno stimolo pro infiammatorio cronico sul nostro epitelio)<br>Prodotti di Amadori --&gt; incontro a degradazione --&gt; formazione di AGE --&gt; prodotti terminali della glicosilazione non enzimatica.<br>Gli AGE possono essere fluorescenti come caratteristica intrinseca --&gt; vi sono strumenti che permettono di dosarli tramite la lettura della fluorescenza dell'epidermide --&gt; determinare/stimare il profilo di rischio cardio/vascolare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 11:05:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2430270669</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 11:09:59 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Gli AGE creano cross-linked tra proteine determinandone perdita di funzione e attivando l'infiammazione perchè si legano a RAGE.<br>-Tutte le situazioni che portano a maggior stress ossidativo (agenti ossidanti) --&gt; aumentano la produzione degli AGE.<br>-Sono stabili e poco degradabili ( effetto perdura nel tempo) --&gt; ci sono recettori con funzione di clearance degli AGE:<br>--AGE-R1: internalizzano gli AGE e li degradano&nbsp; (sono meno espressi nelle complicanze diabetiche che interessano il rene, perchè avendo una glicemia cronicamente elevata si ha una diminuizione di questi recettori)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 11:21:14 UTC</pubDate>
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         <title>HSP</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Appartengono alla famiglia delle alarmine e attivano i TRL, corrispondono a circa 1/2% delle proteine presenti dentro la cellula in condizioni fisioligiche, mentre in condizioni di stress (come shock termico) --&gt; percentuale raddoppia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 11:46:49 UTC</pubDate>
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         <title>HSP90</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Condizioni fisiologiche--&gt; citoplasma--&gt; HSP90-HSF1 (heat shock factor 1, associato alla HSP90, è un fattore di trascrizione delle HSP stesse)--&gt;&nbsp; trascrizione fisiologica dei geni --&gt; se ho problemi di varia natura con proteine endogene ( mutazioni, stress ossidativo, calore --&gt; tutti problemi legati alla struttura proteica --&gt; "misfolden" )--&gt; HSP90 si lega alla proteina non ripiegata bene, avendo triplice funzione chaperone:<br>-cercano di ripiegarle in maniera corretta (refolding)<br>-cercano di non fare aggreggare tra loro le proteine mal ripiegate).<br>-Le portano al proteasoma facendole degradare<br>-Vengono anche rilasciate HSP all'esterno--&gt; attivano i recettori TOLL --&gt; risposta infiammatoria<br>Allo stesso tempo:<br>-HSF1 viene lasciato libero--&gt; trimerizza--&gt; entra nel nucleolo--&gt; geni HSP--&gt; aumenta la trascrizione<br><br>NB: le HSP si possono trovare anche in presenza di altri PAMPs e DAMPs.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 12:09:03 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>PROTEINE AD ALTA MOBILITA&#39; (HMGB1)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' una proteina che sta nella cromatina, è una proteina non istonica che permette di organizzare il DNA nello spazio ad esso dedicato.<br>Questa proteina viene rilasciata:<br>-Necrosi<br>-Cellule sotto stress<br>HMGB1 una volta rilasciata --&gt; si lega a recettori dell'immunità innata TRL 2,4 e RAGE --&gt; NFKB</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 12:28:21 UTC</pubDate>
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         <title>S100 proteina citosolitica legante il calcio.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono proteine strutturalmente simili alle calmoduline, legano Ca2+, ma sono cellula-specifiche, la quantità d'espressione dipende dai fattori ambientali.<br>Legandosi ai RAGE e ai TRL4 --&gt; infiammazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 16:19:23 UTC</pubDate>
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         <title>BETA AMILOIDE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Deriva da APP presente sulla superficie cellulare, questo può subire un taglio proteolitico da delle secretasi:<br>-ALPHA-SECRETASI: determina taglio e degradazione delle componenti proteiche che originano dal taglio<br>-BETA<br>-GAMMA<br>Quest'ultime generano un frammento non più ulteriormente degradabile e tende a oligomerizzare--&gt; Beta-amiloide --&gt; quindi crea danno perchè:<br>-Si formano degli accumuli nello spazio extracellulare che interferiscono con la trasmissione di stimoli tra le cellule neuronali<br>-La beta-amiloide lega anche RAGE (espresso anche nel SNC, per esempio dagli astrociti ) --&gt; NFKB --&gt; attivazione infiammazione --&gt; danno ai neuroni<br>NB: questo è alla base della malattia di Alzhaimer &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 16:42:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 16:46:43 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2430368179</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 16:47:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>FASE 2: fenomeni vascolari </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel processo infiammatorio è coinvolto il microcircolo: arteriole, capillari, venule per una superficie totale di 400m^2.<br>Questi vasi hanno un diametro che va dai 5/9mm, sono formati da un monostrato di cellule endoteliali che poggiano su una membrana basale (collagene IV), fibrocellule muscolari lisce (periciti) presenti prevalentemente nelle arteriole e nelle venule.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 17:16:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 17:18:06 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Fasi del processo vascolare:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-FASE INIZIALE O DELLA VASOCOSTRIZIONE: rapidissima (da pochi secondi a qualche minuto)--&gt; effettuata da vasi integri vicini alla zona di danno<br>-FASE DELLA VASODILATAZIONE ARTERIOSA O "IPEREMIA ATTIVA": le arteriole vanno incontro a 2 modifiche:<br>1) rilasciamento dei periciti--&gt; vasodilatazione<br>2) rilasciamento degli sfinteri pre-capillari--&gt; apertura di nuovi letti capillari --&gt; maggiore afflusso di sangue<br>Questi due meccanismi determinano: rossore e calore nella zona infiammata .<br>NB: in condizioni fisiologiche i due processi servono per non far risentire il microcircolo delle variazioni di pressione sistemica.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 17:51:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>3) AUMENTO DELLA PERMEABILITA' CAPILLARE E FUORIUSCITA DI LIQUIDO DAI VASI:&nbsp;<br>RB:&nbsp;<br>-Molecole permeabili nel microcircolo: acqua e piccoli soluti.<br>-Parzialmente permeabili: proteine plasmatiche (albumina, globuline, fibrinogeno)<br>Gli scambi avvengono nello spazio interstiziale, spazio compreso tra parete dei vasi e cellule dei tessuti.<br><br>Forze che regolano il passaggio dei soluti tra i due compartimenti:<br>-PRESSIONE IDROSTATICA: determinata dalla pressione sanguigna (dall'attività di pompa del cuore) --&gt; spinge i fluidi dai vasi (contrapposta alla pressione oncotica)<br>-PRESSIONE COLLOIDO-OSMOTICA (ONCOTICA): esercitata dalle proteine plasmatiche e tende a trattenere i liquidi nei vasi<br>-PERMEABILITA' CAPILLARE&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 17:57:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>CONDIZIONI FISIOLOGICHE VS INFIAMMAZIONE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2430410729</link>
         <description><![CDATA[<div>In <strong>condizioni normali</strong> a livello delle arteriore ho:<br>P idrostatica=35mmHg<br>P oncotica=25mmHg<br>Mentre vado verso il lato venoso si ha un diminuzione della P idrostatica e quella oncotica pur rimanendo uguale, supera quella idrostatica permettendo il flusso verso l'interno del versante venoso --&gt; permette di fare scambi tra i compartimenti senza variazioni volumetriche di sangue.<br><br>In <strong>condizione di infiammazione acuta</strong>, vengono prodotte una serie di molecole che determinano un aumento del calibro dei vasi che della permeabilità del vaso---&gt; aumenta il flusso di liquidi e proteine verso l'esterno --&gt; la fuoriuscita di proteine permette un calo della P oncotica e quindi un minor richiamo d'acqua nei vasi&nbsp; --&gt; i fluidi interstiziali aumenteranno --&gt; GONFIORE (sul sito dell'infiammazione)--&gt; col tempo verrà riassorbito ad opera dei vasi linfaticiti (fenestrati).<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-29 19:37:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Mediatori chimici che permettono l&#39;aumento della permeabilità e della vasodilatazione:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>-AMINE VASO-ATTIVE:</strong><br><strong>ISTAMINA</strong>: si lega ai recettori H1/2/3/4 delle cellule muscolari liscie (specialmente <strong>arteriole</strong>) --&gt; rilasciamento--&gt; vasodilatazione <br>Nelle <strong>venule</strong> induce contrazione del citoscheletro endoteliale--&gt; apertura di fenestrature --&gt; aumento della permeabilità.<br><strong>Reazione all'ortica (flogosi da istamina pura)</strong>: le micro-spine dell'ortica iniettano, al contatto, nel derma l'istamina --&gt; <br>vasodilatazione --&gt; arrossamento <br>aumento permeabilità --&gt; pomfo<br>eritema --&gt; riflesso assonale dei nervi sensoriali.<br>(H1 è l'isoforma endoteliale, bronchiale e presente in alcuni compartimenti del SNC)<br><br><strong>SEROTONINA</strong>: <br>Grandi vasi intracranici --&gt; 5-HT1D --&gt; vasocostrizione ( inibisce l'emicrania che è invece causata da una vasodilatazione) <br><br>Serotonina rilasciata dalle piastrine: <br>-Se l'endotelio è intatto --&gt; vasodilatazione.<br>-Se l'endotelio è danneggiato --&gt; vasocostrizione.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-30 12:05:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-<strong>MEDIATORI DERIVATI DALL'ACIDO ARACHIDONICO:<br></strong>E' una molecola polinsatura a 20C che si trova esterificata nei fosfolipidi di membrana --&gt; PLP A2 (chinasi Ca2+ dipendente) e PLP C --&gt; attaccano:<br>-<strong>fosfatidilcolina</strong> --&gt; <strong>acido arachidonico</strong> + <strong>PAF</strong> (fattore attivante le piastrine)<br>-<strong>fosfitidilinositolo-2P</strong> --&gt; <strong>aracido arachidonico</strong> + <strong>IP3<br>Quindi si ha la formazione dell'acido arachidonico che può prendere le seguenti strade:<br><br></strong>- <strong><mark>Lipossigenasi</mark></strong> --&gt; <br>-<strong>leucotrieni</strong>--&gt; aumentano la permeabilità e hanno azione chemiotattica promuovendo l'attivazione dei neutrofili, vasocostrizione, broncocostrizione (Farmaci inibitori usati per la cura del'asma).<br>-<strong>Lipossine</strong>--&gt; sopprimono l'infiammazione inibendo il reclutamento leucocitario.<br>I neutrofili producono intermedi di sintesi delle lipossine--&gt; questi intermedi saranno convertiti in lipossine dalle piastrine che interagiscono con i neutrofili<br><br><br>-<strong><mark>Ciclossigenasi</mark></strong> -(<strong>COX-1</strong> presente sulle cellule non inducibili e <strong>COX-2</strong> presente su quelle inducibili, prevalentemente su cardiomiociti, cellule del sistema immunitario)-&gt; <strong>prostaglandine</strong> (Ognuna derivata da un diverso enzima che agisce su un intermedio della via biosintetica, in base alle caratteristiche strutturali sono divise in: PGD, PGE, PGG e PGH seguite da una pedice che indica il numero di doppi legami)--&gt; <strong>sono prodotte da Mastociti, macrofagi e cellule endoteliali</strong> --&gt;<strong> azione autocrina, paracrina e endocrina</strong> --&gt; diffondono attraverso la membrana plasmatica --&gt; legame con recettori nucleari --&gt; attivano programmi di espressione genica --&gt; vasodilatazione e aumento permeabilità vascolare --&gt; aumento edema (ovviamente l'azione di ogni prostaglandina dipende dalla stessa tipologia).<br>Esempi di prostaglandine:<br>-<strong>TXA2 tromboxano</strong>: prodotto dalle piastrine--&gt; essendo instabile si converte subito in trombossano B2 --&gt; aggregazione piastrinica e vasocostrizione.<br>-<strong>PGI2</strong> --&gt; prodotto dalle cellule endoteliali --&gt; inibisce l'aggregazione piastrinica, favorisce la vasodilatazione, mantiene l'endotelio integro (se è sano produce prostaciclina --&gt; inibisce l'adesione delle piastrine alla superficie, crea una barriera inibitoria --&gt; cosi non si attiva la piastrina.<br>-<strong>PDG2:</strong> prodotta dai mastociti--&gt; provoca vasodilatazione, aumento della permeabilità e chemiotassi dei neutrofili.<br><br>Queste tipologie di molecole sono definite "eicosanoidi" e legano recettori accoppiati alle proteine G e sono coinvolte nella patogenesi del dolore e dalla febbre agendo a distanza su strutture del SNC che permettono l'autoregolazione della temperatura (ipotalamo).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-30 12:31:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-<strong>NO</strong> (produzione ad opera di eNOS NO sintetasi indotta delle cellule endoteliali e iNOS presente sui macrofagi, nNOS produce NO che agisce da neurotrasmettitore nel SNC) --&gt; arginina in citrullina--&gt; rilascio di NO) --&gt; l'NO endoteliale è prodotto da <strong>eNOS</strong> che viene a sua volta attivato da VEGF, angiopoietina, estrogeni tramite pathway con PLCgamma, PI3K, stress metabolico che potenziano questo enzima--&gt; <br>--vasodilatazione<br>-- rilasciamento muscolatura liscia<br>--diminuzione adesione leucocitaria <br>--diminuizione dell'adesione piastrinica <br>--rilasciamento degli sfinteri precapillari --&gt; aumentata portata nei vasi <br>Quando i livelli di NO diminuiscono --&gt; riduzione di calibro--&gt; può avvenire sia nell'infiammazione cronica che acuta:<br>-ACUTA --&gt; se il vaso è una coronaria --&gt; <br>coronaria-spasmo--&gt; ischemia miocardica acuta, ipossia ischemica che comporta un dolore toracico definita "angina pectoris"&nbsp; --&gt; la cura è la creazione di una sorgente che provochi la produziona di ossido nitrico --&gt; vasodilatazione.<br>Uso farmaceutico:<br>Lo sviluppo della <strong>farmaceutica</strong> ha portato quindi all'introduzione della <strong>trinitrina</strong> o <strong>trinitroglicerina</strong> in fiale o cerotti --&gt; forniscono NO.<br>Di solito la trinitroglicerina viene somministrata per via sublinguale (specialmente in pazienti con provlemi cardiovascolari come l'angina).<br><br>L'NO prodotto da macrofago determina:<br>-burst ossidativa<br>-diminuzione dell'adesione piastrinica<br>Inoltre i macrofagi in alcuni distretti fungono da sponda vascolare (attracco per piastrine) e ne permettono nel fegato, milza (emocaretesi) e ipofisi.<br><br>L'ossido nitrico sintetasi viene indotta anche da:<br>-INF-gamma --&gt; NFKB --&gt; attiva ulteriormente COX-2<br>-Ipossia --&gt; HIF-1alpha (nelle neoplastiche l'ipossia e quindi l'induzione di questo enzima permettono un aumento della resistenza alla morte).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-30 12:32:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2430661809</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Bradichina</strong> (potenza simile all'istamina, prodotto localmente in seguito a danno fisico, aumenta la permeabilità dei vasi facendo contrarre le cellule endoteliali stesse --&gt; toglie le gap junction, inoltre, permette il rilasciamento della muscolatura liscia dei vasi --&gt; vasodilatazione)&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-30 12:32:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Sistema del complemento</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2433387308</link>
         <description><![CDATA[<div>La parte solubuile del complemento va a scolgere le seguenti funzioni--&gt; ci riferiamo soprattutto a C3a e C5a: <br>-Aumento della permeabilità vascolare e vasodilatazione (poichè facilitano il rilascio di istamina da parte dei mastociti)<br>-C5a: causa <strong>adesione</strong> dei neutrofili all'endotelio ed è <strong>chemiotattico</strong> per monociti e neutrofili, inoltre attiva la <strong>lipossigenasi</strong> nei neutrofili e monociti.<br>-C3b: opsonina sulla parete dei batteri --&gt; favorisce la fagocitosi dei neutrofili e macrofagi con recettore per C3b.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-04 10:37:14 UTC</pubDate>
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         <title>Sistema delle chinine</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2433387432</link>
         <description><![CDATA[<div>Simili al complemento, sono enzimi presenti nel circolo in forma inattiva che inseguito a stimoli dannosi vengono attivati.<br>Chininogeni (MWK) --&gt; 2 forme di splicing del gene:<br>-Chininogeno ad alto peso molecolare (HMWK)--&gt; nel circolo lega la <strong>Pre-callicreina</strong> --&gt; e li porta sulla superficie endoteliale che se c'è un danno possiederà una carica negativa--&gt; qui incontra <strong>fattore della</strong> <strong>coagulazione XII</strong> (fattore di Hageman, della via intrinseca della coagulazione) che viene attivato quando in circolo troviamo agenti associati al danno:<br>-LPS (superficie batterica)<br>-Collagene<br>-Elastina<br>-Glicosamminoglicani, molecole della matrice extracellulare <br>(Queste tre componenti sono dovute a danni endoteliali che espongono nel circolo componeneti che di solito sono rivolti verso la membrana basale, ma in seguito a danno sono esposti all'esterno nel dominio vascolare)<br>-Superfici con molecole cariche negativamente: se l'endotelio è integro ha carica positiva, se invece ci sono danni, le piastrine vi aderiscono e espongono molecole cariche negativamente.<br>-Molecole come plastica e vetro (miracolo di san gennaro)<br>Tutte queste molecole attivano il <strong>fattore della</strong> <strong>coagulazione XII</strong> --&gt; induce:<br>-attivando la callicreina tramite taglio proteolitico della pre-callicreina legata al chininogeno ad alto peso molecolare<br>-converte plasminogeno in plasmina --&gt; <strong>fibrinolisi e complemento</strong> (quindi viene attivata la via indiretta della coagulazione).<br>-Chininogeno a basso peso molecolare (LMWK)<br>-Il fattore di Hageman si attiva al contatto con HMWK-Pre-callicreina --&gt; attacca un altro fattore XI e la callicreina --&gt; la<strong> callicreina attivata</strong> tramite un meccanismo a <strong>feedback positivo</strong> converte un altro fattore XII e anche le chinine.<br><br>Ora abbiamo quindi la formazione della <strong>callicreina plasmatica </strong>che è una serin-proteasi --&gt; agisce su HMWK --&gt; stacca un piccolo peptide di 9 aa --&gt; <strong>Bradichinina</strong> --&gt; <br>-Vasodilatazione<br>-Incrementa la permeabilità vascolare<br>-Broncocostrizione<br>-Algogena--&gt; induce il dolore tramite una sensibilizzazione delle terminazioni nervose compresse dall'essudato ( dalla vasodilatazione e aumento di permeabilità --&gt; fuoriuscita di molecole--&gt; compressione)<br>-Stimola sintesi delle prostaglandine<br>-Stimola la fibrinolisi<br><br><strong>Confronto con l'Istamina:</strong><br>Al contrario dell'istamina non ha azione chemiotattica e ha azione algogena.<br>E' più potente dell'istamina ma ha:<br>-azione locale<br>-emivita breve perchè subito disattiva da enzimi --&gt; <strong>chininasi 1 e 2</strong> (ACE enzima di conversione dell'angiotensina--&gt;&nbsp; converte angiotensina I in II --&gt; vasocostrittore, i <strong>farmaci inibitori di ACE/chininasi 2</strong> --&gt; favoriscono l'infiammazione per un aumento dell'emivita della bradichinina plasmatica)--&gt; tagliano gli aa N terminali (per mantenere sotto controllo la sua azione)<br><br><strong>Callicreina tissutale</strong> --&gt; localizzata nei tessuti --&gt; stacca da LMVK un peptide di 10aa --&gt; <strong>Callidina</strong> --&gt; azione simile alla Bradichinina<br><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-04 10:37:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Sistema fibrinolitico/coagulazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2434493902</link>
         <description><![CDATA[<div>Il sistema fibrinolitico ha delle molecole infiammatorie che protraggono nel tempo l'infiammazione --&gt; il processo coagulativo produce <strong>fibrina</strong> --&gt; questa viene degradata dopo la riparazione dell'endotelio --&gt; i prodotti di degradazione della fibrina sono essi stessi fattori stimolanti l'infiammazione tramite i seguenti modi:<br>-Legandosi a TLR dei leucociti attivandoli--&gt; causando anche l'attivazione delle citochine pro-infiammatorie.<br>-Favorendo l'adesione leucocitaria aumentando l'espressione di Mac-1b e LFA-1.<br><br>-<strong>Trombina:</strong> lega i recettori PAR (recettori attivati da proteasi, di cui appunto fa parte anche la trombina) --&gt; processi vasodilatatori, processi infiammatori e risposta endoteliale.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-05 10:12:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Meccanismi di aumento delle permeabilità vascolare l&#39;infiammazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2434517679</link>
         <description><![CDATA[<div>I primi meccanismi ad attivarsi sono quelli <strong>pre-formati</strong> (immediata di circa 15-30m di durata) e inseguito quelli di <strong>nuova sintesi</strong> ( citochine pro-infiammatorie: TNF-alpha, IL-1, INF-gamma, IL-6 ) --&gt; riarrangiamento del citoscheletro e retrazione endoteliale --&gt; e questa mantiene le caratteristiche dell'infiammazione nel tempo (dolore, gonfiore--&gt; va dalle 4 alle 6 ore).<br> L'edema infiammatorio che appunto viene mantenuto dalle 4/6 ore serve per permettere la diapedesi dei leucociti fuori dai vasi --&gt; questo può permettere:<br>1) I linfociti rilasciano ROS ed enzimi litici (es. i neutrofili danneggiano l'endotelio soprattutto a livello dei capillari polmonari e delle venule).<br>2) L'antigene genera la rottura delle cellule endoteliali.<br>3) Le cellule endoteliali essendo danneggiate --&gt; sono più permeabili --&gt; protrarsi dell'edema.<br>Bisogna ricordare che l'infiammazione acuta è rapida e intensa appunto per evitare questi effetti collaterali, ma nel caso di un'infiammazione prolungata (ustione o traumi importanti) --&gt; determina l'adesione dei leucociti in grande quantità --&gt; rilascio di enzimi litici --&gt; danno cellule endoteliale ai margini della zona infiammata --&gt; aumento della permeabilità.<br>RB: la transcitosi è un meccanismo tipico delle venule ed è stimolato da VEGF</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-05 10:45:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-05 10:52:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ESSUDATO INFIAMMATORIO (classificazione in base alla sede anatomica)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2434564985</link>
         <description><![CDATA[<div>L'essudato si produce durante l'infiammazione acuta e in base alla sua localizzazione prende denominazioni diverse:<br>-<strong>Empiema</strong>: in una cavità già preformata nell'organismo <br>-<strong>Ascesso</strong>: se si forma in uno stesso dhe non è una cavità<br>-<strong>Flemmone</strong>: se siamo in tessuti molli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-05 12:00:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Classificazione in base al contenuto dell&#39;essudato</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2435784592</link>
         <description><![CDATA[<div>-Fibrinoso--&gt; proteasi lisosomiali o molecole di danno--&gt;che hanno rispettivamente attivato i fattori della coagulazione e la fibrina che passa nell'essudato<br>-Catarrale o Mucoso --&gt; indotto dai batteri<br>-Allergico: i mastociti si legano alle IgE--&gt; rilasciano istamina, in loco si trovano tanti eosinofili, questo essudato ha dunque le cellule tipiche dei processi allergici<br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-06 15:47:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-06 15:47:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Funzione dell&#39;essudato</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2435791659</link>
         <description><![CDATA[<div>-Permette di portare le <strong>cellule dell'immunità innata e alcuni componenti del complemento sul sito di danno</strong>&nbsp; --&gt; opsonizzazione dei microrganismi.<br>-Permette (tramite appunto la presenza di fluidi e tossine) di <strong>diluire e tamponare le tossine batteriche</strong><br>-<strong>Diffonde nell'area di danno glucosio e ossigeno e mediatori del processo infiammatorio</strong>, inoltre, diffonde la fibrina per permettere la formazione di una rete che limita la diffusione di patogeni.<br>-l'<strong>essudato viene riassorbito dalla rete linfatica</strong> che drena il contenuto del filtrato nei linfonodi--&gt; <strong>trasporto e presentazione di antigeni </strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-06 15:54:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-07 10:51:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-07 10:53:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-07 10:54:50 UTC</pubDate>
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         <title>TRASUDATO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2436288166</link>
         <description><![CDATA[<div>Forma di edema non infiammatorio che si caratterizza per il minor contenuto di cellule e proteine --&gt; manco i mediatori dell'infiammazione --&gt; non si ha aumento di permeabilità dei vasi.<br>Il trasudato e essudato si caratterizzano per un aumento di acqua nell'interstizio.<br>Cause del trasudato:<br>-Aumento della P idrostatica nel microcircolo --&gt; dovuta da un ostacolo al rientro venoso (occlusione).<br>-Riduzione della P oncotica --&gt; la causa è una riduzione del contenuto proteico nel sangue.<br>-Ostacolo al drenaggio linfatico del liquido interstiziale (<strong>linfoedema ereditario:</strong> mutazione del fattore di trascrizione FOXC2 responsabile dello sviluppo del sistema linfatico loco-regionale, appare fin dalla nascita con malfunzionamento linfatico caratterizzato da insufficienza valvolare e dilatazione anomale, la persistenza di questa patologia porta a una fibrosi nello spazio interstiziale (subcutaneo), la forma più comune è quella degli arti inferiori che porta ad un aumento&nbsp; del volume dell'arto, e la pelle è soggetta a lesione tramautiche e infezioni&nbsp; <strong>;</strong> <strong>elefantiasi</strong>)&nbsp;<br>-Ipernatriemia ipovolemica.<br>-Edema cerebrale: aumento dei liquidi cerebrali dovuto a inibizione di trasudato in associazione a ischemie, tumori o traumi.&nbsp;<br>NB: a livello encefalico gli scambi tra vasi e parenchima sono regolati dalla barriera ematoencefalica --&gt; vi partecipano prevalentemente gli astrociti con l'acquaporina 4 .<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-07 11:31:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2436293630</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-07 11:45:52 UTC</pubDate>
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         <title>MARGINAZIONE LEUCOCITARIA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>1) Rolling: i macrofagi che hanno riconosciuto il danno in un tessuto producono --&gt; IL-1 e TNF (farmaci contro TNF sono antifiammatori per malattie infiammatorie croniche)-si legano a recettori sul dominio basale delle cellule endoteliali-&gt; permettono l'espressione sull'endotelio di E/P selectine --&gt; (contemporaneamente i vasi si dilatano per via della presenza di fattori descritti precedentemente) --&gt; vasodilatazione --&gt; leucociti entrano in contatto con la parete vascolare --&gt; esprimendo il ligando della selectina (sialil lewis X) --&gt; legame a bassa affinità --&gt; rallentamento tramite rotolamento dei leucociti che si attaccano e staccano continuamente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-08 14:02:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>2) <strong>Adesione ferma</strong>: i leucociti hanno integrine <strong>(VLA-4, VLA-5, LFA-1)</strong> che si trovano in uni stadio di <strong>bassa affinità (ripiegate) </strong>--&gt; per legare il controlaterale devono passare ad <strong>alta affinità (distesa)</strong> --&gt; chemochine ( espresse dall'endotelio e legate ad esso tramite eparansolfato --&gt; <strong>recettori per le chemochine </strong>(7 domini transmembrana) --&gt; il l<strong>egame permette il cambio di conformazione </strong>delle integrine ad alta affinità --&gt; legano i rispettivi ligandi <strong>VCAM-1, fibronectina, ICAM-1</strong>) sulle cellule endoteliali --&gt;<strong> ferma adesione.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-08 14:05:22 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>3) <strong>Diapedesi (migrazione trans-epiteliale)</strong>: la cellula ora è ferma --&gt; si appiattisce riorganizzando il citoscheletro -(contemporaneamente)-&gt; avviene la <strong>fosforilazione</strong> delle <strong>VE-caderine </strong>sulle cellule endoteliali che formano appunto le tight junction, e la p<strong>erforazione della membrana basale tramite la collagenasi</strong> --&gt; cosi si ha la <strong>dissoluzione</strong> del legame tra le due cellule endoteliali e avviene il passaggio del leucocita, raramente i leucociti riescono anche a passare attraverso la cellula tramite <strong>migrazione transcellulare.&nbsp;</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-08 14:22:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>CHEMIOTASSI</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-08 14:41:50 UTC</pubDate>
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         <title>Chemiotassi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>I fattori che permettono il richiamo dei neutrofili sono:<br>-Citochine<br>-Componenti del sistema del complemento&nbsp;<br>-Metaboliti dell'acido arachidonico ( leucotrieni, prostaglandine ecc)<br>Tutti questi legano recettori accoppiati alle proteine G espressi sui leucociti --&gt; trasduzione del segnale --&gt; leucociti emettono filopodi in direzione del gradiente della chemochina.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 12:59:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>FAGOCITOSI ED ELIMINAZIONE DELL&#39;AGENTE CAUSALE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leucociti migrati nel tessuto --&gt; TLR --&gt; riconoscono i il danno tramite il riconoscimento della carica elettrica negativa della parete batterica esogena oppure tramite componenti del complemento o immunoglobuline che vengono riconosciute --&gt; ingerito tramite estroflessione di lingue citoplasmatiche --&gt; il fagosoma si fonde con il lisosoma --&gt; fagolisosoma --&gt; uccisione tramite vari metodi:<br>-iNOS indotta da IFN-gamma --&gt; NO <br>-Ossidasi fagocitica (proteina formata da componenti sia cellulari che lisosomiali, i quali si incontrano a formare l'enzima attivo con la fagocitosi, questo enzima consuma molto O2 --&gt; burst ossidativo)&nbsp; --&gt;&nbsp; ossigeno --&gt; anione superossido --&gt; può essere smaltito dalla superossido dismutasi --&gt; H2O2 --&gt; che a sua volta viene smaltita con la reazione di Fenton che in presenza di Fe2+ diventa radicale idrossile OH.<br>Quindi NO si unisce a ione superossido --&gt; PEROSSINITRITO --&gt; danneggia lipidi, proteine e acidi nucleici <br><br>-Neutrofili hanno la mieloperossidasi --&gt; con Cl- --&gt; produce radicali tossici come lo ione ipoclorito --&gt; distrugge microrganismi per alogenazione o per ossidazione di proteine e lipidi.<br><br>Poi si procede con la digestione con le idrolasi lisosomiali (<strong>elastasi e catepsina</strong>)&nbsp;<br>NB: Questi enzimi sono controllati da un sistema di antiproteasi presenti nel siero e nei liquidi tissutali --&gt; tra queste l'alpha-1-antitripsina (inibitore dell'elestasi).<br>Invece contro i ROS --&gt; superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi, ceruloplasmina, porzione priva di ferro della transferrina.<br> <br>&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 13:02:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 13:03:12 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>FATTORI MEDIATORI DELL&#39;INFIAMMAZIONE ACUTA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Fattori chimici che permettono l'attivazione leucocitaria sono: trombina, istamina e PAF --&gt; attivano l'endotelio --&gt; reclutamento e la fuoriuscita dai vasi dei leucociti.<br>-Citochine attivate durante l'infiammazione acuta, in ordine di produzione: <br>--<strong>IL-1</strong> deriva dalla pro-IL--&gt; viene tagliata dall'inflammosoma e trasformata in IL-1-alpha e beta.<br>--<strong>TNF-alpha</strong><br>-- <strong>IL-6<br>--IL-10 </strong>--&gt; ultima a essere prodotta (usando i stessi pathway delle precedenti)--&gt; azione antinfiammatoria.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 15:28:59 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>IPEREMIA PASSIVA (rallentamento del circolo)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vasodilatazione e apertura sfinteri delle venule --&gt; aumento della superficie del letto capillare nella zona intorno al danno --&gt; fuoriuscita di liquido (essudato) e aggregazione dei globuli rossi --&gt; aumento della viscosità del sangue --&gt; rallentamento del circolo --&gt; fuoriuscita di leucociti dai vasi --&gt; fagocitosi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-09 15:49:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-10 15:16:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-10 15:17:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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      <item>
         <title>3) MANIFESTAZIONI SISTEMICHE DELL&#39;INFIAMMAZIONE ACUTA </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>NB: <br>Mediatori chimici coinvolti in varie parti del sistemiche:<br>-Tessuto nervoso: Febbre--&gt; ipotalamo (area preottica) --&gt; <br>Pirogeni esogeni: batterici<br>Pirogeni endogeni:&nbsp; <br>&nbsp;modificano il normale setpoint di 36,5°-36,9° <br>-Sistema ematopoietico: leucocitosi --&gt; aumento dei globuli bianchi in circolo<br>-Fegato: aumenta la sintesi di proteine di fase acuta <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-10 15:58:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>FEBBRE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quindi in condizioni normali il setpoint dettato dall'area preottica dell'ipotalamo è 36.5° - 36.9°<br>Molecole che permettono le modifiche:<br>-Citochine pro-infiammatorie IL-1/6 e TNF-alpha<br>-INF-alpha, INF-beta, INF-gamma<br>-Allarmina (HMGB1)<br>--&gt; circolo ematico --&gt; Barriera ematoencefalica (<strong>BEE</strong>) --&gt; meccanismi che ne determinano il passaggio attraverso:<br>-Trasporto transendoteliale<br>-L'area preottica è un organo circumentricolare (l'ipotalamo comprende anche la <strong>lamina terminale</strong> che possiede dei capillari fenestrati) <br>-Tramite recettori presenti sull'endotelio a livello del dominio luminale che permettono la formazione di <strong>prostaglandina E2 (PGE2)</strong> e rilasciata sul dominio opposto e quindi quello cerebrale<br>-I linfociti T che attraversano la <strong>prostaglandina E2 (PGE2) <br>Quindi lo scopo finale delle molecole prima menzionate è quello in qualche modo di arrivare nell'area preottica e indurre la formazione della prostaglandina E2 (PGE2).<br><br></strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 11:17:35 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 11:27:19 UTC</pubDate>
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         <title>recettori di prostaglandina E2 (PGE2).</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>EP3 (dell'area preottica)--&gt; lega PGE2 --&gt; inibisce l'adenilato ciclasi --&gt; riduzione intracellulare di cAMP --&gt; vasocostrizione e ipertermia<br><br>NB: gli altri recettori menzionati nell'immagine, al contrario, inducono la sintesi di cAMP.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 11:34:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2444680149</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 11:39:04 UTC</pubDate>
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         <title>Sepsi e febbre</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2444687449</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;La presenza di patogeni in circolo --&gt; può causare febbre per via di pirogeni esogeni batterici in circolo --&gt; temperature elevate.<br>La <strong>febbre alta </strong>porta a spasmi muscolari involontari (brividi) --&gt; causano aumento d'espressione di PGC1 --&gt; questo fattore di trascrizione attiva la mitocondriogenesi --&gt; l'aumento di mitocondri permette un aumento dell'espressione di UCP --&gt; aumento genesi di calore tramite lo sfruttamento del gradiente protonico&nbsp;<br>NB: ricorda che la UCP è analoga della ATPasi che permette la produzione di ATP, solo che la UCP sfrutta il gradiente protonico per generare calore --&gt; ergo c'è minore produzione di ATP e dunque della respirazione cellulare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 11:56:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-15 12:03:30 UTC</pubDate>
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         <title>Proteine prodotte nella fase acuta</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pathway di base per la produzione di tutte le proteine della fase acuta:<br><strong>cellule endoteliali e dell'immunità innata</strong> in seguito a infiammazione --&gt; <strong>producono citochine pro-infiammatorie</strong> --&gt; agiscono sul <strong>fegato</strong> --&gt; secrezione delle <strong>proteine della fase acuta (SAA, SAP, PCR)</strong><br><br><strong>-Proteina C reattiva</strong> (fa parte dei PRR solubili, della famiglia delle pentrassine, lega DAMP e PAMP, lega specialmente il <strong><em>polisaccaride C dello streptococcus pneumonie, </em></strong><em>attiva C1q ergo induce il complemento, lega anche istoni e particelle ribonucleoproteiche, modula l'attivazione delle piastrine</em>): i valori in condizioni normali sono tendendi a zero, il suo aumento è una conseguenza dell'infiammazione.<br>L'infarto del miocardio induce un danno cellulare che provoca un evento infiammatorio (contenuto rispetto ad una infiammazione batterica)--&gt; i livelli basali aumetano massimo di 10x<br>Un'infezione da parte di meningite batterica può rilevare valori migliaia di volte superiori rispetto a quelli basali.<br><br><br><strong>-Componente sierico P dell'amiloide</strong> (SAP, lega la componente P dell'amiloide, corrisponde al 5% della componente della amiloide, fa parte della famiglia delle pentrassine e non è degradabile, si deposita nei tessuti a seguito di diversi fenomeni compreso un eccesso infiammatorio--&gt; si possono verificare casi di amiloidosi accompagnada da processi infiammatori): <br><strong>In condizioni infiammatorie (prodotta di più):</strong><br>attiva il complemento, lega molecole endogene e esogene, essendo iperprodotta può portare alla formazione delle amiloidi--&gt; <strong>amiloidosi reattiva (dovuta anche alla SAA)</strong><br><strong>In condizioni fisiologiche:<br>ruolo pro-risolutivo: </strong>limita i processi di adesione dei neutrofili, macrofagi e induce la sintesi di molecole antinfiammatorie stimolando la fagocitosi da parte dei macrofagi<br><br><br>NB: l'amiloide per il 95% della sua composizione è data da proteine di varia natura che subiscono un cambio conformazionale --&gt; assumento resistenza alla degradazione proteolitica --&gt; accumulo.<br><br><strong>-Proteina sierica dell'amiloide A</strong>(SAA, fa parte delle HDL, ci sono 3 isoforme, SAA1 70% delle SAA in fase acuta, SAA2 insieme a SAA1 sono sotto il controllo delle citochine pro-infiammatorie --&gt; ad esse si deve l'incremento delle SAA in fase acuta): ha emivita maggiore della PCR, è una <strong>apolipoproteina</strong> --&gt; si lega ai lipidi formando complessi lipoproteici --&gt; circolano nel sangue.<br>-Nel sangue può legarsi anche alle HDL --&gt; rimodula il metabolismo delle lipoproteine nei processi infiammatori --&gt; le fanno diventare più affini ai macrofagi , neutrofili e cellule endoteliali e meno affini agli epatociti-(questo è dovuto al fatto che sono ricche di SAA)-&gt; controllo metabolismo del colesterolo nelle cellule coinvolte nei processi infiammatori.<br>La sintesi della SAA spiazza le apolipoproteine A-I e A-II nelle HDL. <br>-La SAA permette la chemiotassi dei monociti e linfociti.<br>-opsonizza le componenti batteriche (Outer membran Protein) --&gt; una proteina di membrana dei gram negativi.<br>-Si comporta come proteina di adesione alla matrice extracellulare --&gt; interagisce con eparan-solfato, laminina e fibronectina --&gt; si lega dunque a componenti della matrice extracellulare da un lato e con i macrofagi nell'altro--&gt; ne favorisce il <strong>movimento</strong> nei tessuti, inoltre aiuta la <strong>riparazione</strong> e <strong>protezione</strong> di questi durante la <strong>flogosi acuta.</strong> <br><br>Tra le proteine della fase acuta rientrano anche<strong> protidi</strong> (molecole trasportatrici del ferro)--&gt; esempio:<br>Esistono due tipi di <strong>macrofagi</strong>, <strong>M1 </strong>(trattiene il ferro per funzione <strong>battericida</strong>) e <strong>M2</strong> ( induce il<strong> riparo del tessuto</strong>) --&gt; in caso di infezione batterica --&gt; la transferrina si riduce nel processo infiammatorio perchè lo ione <strong>Fe2+ è trattenuto dai M1</strong> --&gt;<strong> anemia</strong> ma non per carenza di ferro ma per sequestro dei macrofagi<br><br>Altre molecole prodotte nella fase acuta:<br><strong>fibrinogeno: </strong>questo fa aumentare la <strong>VES velocità di sedimentazione degli eritrociti </strong>--&gt; il fibrinogeno forma strutture con i globuli rossi che si impilano gli uni sugli altri ed essendoci una minore repulsione tra i <strong>globuli rossi</strong> (di solito sono <strong>carichi</strong> <strong>negativamente</strong> e tendono a respingersi, ma quando c'è un eccesso di <strong>fibrinogeno</strong>, per via del fatto che questo ha <strong>carica positiva</strong>, si riescono a complessare tra loro e con il fibrinogeno) aumenta la velocità di formazione di questi complessi.<strong><br>aptoglobina (Apt)<br> alpha1-Glicoproteina Acida (alpha1-GPA)<br>alpha1-antitripsina (alpha1-AT)<br> ceruloplasmina (Cp)<br> alpha1-antichimotripsina (alpha1-Acht). </strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-15 16:38:59 UTC</pubDate>
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         <title>Amiloidosi reattiva</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come visto parecchie proteine possono entrare a far parte dell'amiloide poichè assumono una <strong>conformazione a beta foglietto</strong> che le rende <strong>non degradabili da enzimi proteolitici</strong>, quindi, più proteine di origine diversa vengono prodotte in grande quantità più possono andare incontro a modifiche conformazionali e formare le <strong>fibre amiloidi</strong> che si organizzano attorno alla <strong>componente P dell'amiloide (SAP)</strong> che fa parte delle lamine basali.<br><br><strong>L'Amiloidosi reattiva:</strong><br>Legata all'infiammazione--&gt; viene causata da un eccesso di concentrazione di SAA a seguito di eventi infiammatori che si protraggono nel tempo (autoimmuni o infezioni croniche)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 10:45:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-16 10:54:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 10:54:36 UTC</pubDate>
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         <title>Leucocitosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Definita come l'aumento dei fattori che inducono:<br>-Aumento proliferazione <br>-Aumento della differenzazione a livello midollare dei leucociti<br>Si può cercare, durante l'infiammazione, la cellula che è aumentata di numero per fare ipotesi diagnostiche (es: neutrofili --&gt; infezioni batteriche, eosinofili --&gt; elminti-allergie e i linfociti --&gt; infezioni virali).<br>Nel midollo --&gt; fenomeno infiammatorio determinato da un antigene --&gt; secrete CSF (fattore stimolante le colonie) --&gt; proliferazione e differenzazione leucociti.<br><br>SIRS Sindrome della risposta infiammatoria sistemica: è una risposta infiammatoria sistemica grave innescata da:<br>-Microrganismi in circolo (sepsi)<br>-Prodotti di degradazione tissutale gravi (ustioni) <br>La risposta è una <strong>tempesta citochinica --&gt; aumento livelli di citochine infiammatorie </strong>--&gt; agiscono su tutti i distretti dell'organismo --&gt; danno.<br>(Questa tempesta si verifica anche nei pazienti covid --&gt; causa eventi trombotici, infiammazione elevata, attivazione della coagulazione --&gt; eventi dannosi. Ovviamente in questo caso, il virus del Covid localizzato prettamente nelle vie aeree può innescare risposte sistemiche)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 11:16:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 11:18:33 UTC</pubDate>
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         <title>Molecole la cui concentrazione si riduce durante l&#39;infiammazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Albumina: perchè a livello epatico vi è alta produzione di altre proteine (SAP, SAA, PCR) e quindi viene prodotta di meno.<br>-Transferrina: l'Fe2+ viene sequestrato da macrofagi e enterociti della mucosa intestinale, i livelli di transferrina si riducono poichè la sua concentrazione dipende dalla quantità di ferro da trasportare</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 14:41:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Molecole antinfiammatorie che derivano da EPA (Acido Eicosapentaenoico) o da DHA (Acido Docosaesaenoico):<br></strong>EPA e DHA sono omega3 perchè hanno il doppio legame sul C3<br>NB: il metabolismo degli omega6 porta a molte molecole infiammatorie e alle lipossine come molecole antinfiammatorie<br>Dal metabolismo degli omega3 porta prevalentemente a molecole antinfiammatorie.<br>Rapporto assunzione omega6/3 = 5/1.<strong><br><br>--Resolvine E: </strong>derivano dall'EPA --&gt; 2 modi per produrla:<br>1) via aspirina dipendente: acetilazione della COX2<br>2) Via attraverso il citocromo p450<br>Azione che si sovrappone a quella dele lipossine --&gt; <strong>efferocitosi (eliminazione delle cellule apoptotiche)<br><br>--Neuroprotettine e Resolvine D: </strong>derivano dall'acetilazione della COX2.<br><br>Sia le resolvine che le neuroprotettine hanno azione pro-risolutiva e antinfiammatoria ma agiscono su recettori diversi proteggendo i tessuti da stress ossidativo e dai danni da infiammazione --&gt; favoriscono la guarigione.<br>Le resolvine E, D e le neuroprotettine riducono l'infiammazione stimolando la fagocitosi da parte dei macrofagi --&gt; rimozione cellule apoptotiche, necrotiche e particelle microbiche.<br><br>Recettore per le resolvine (RvE) è la <strong>Chemerina R23</strong> antagonista del leucotriene B4.<br><strong><br>--Meresine:</strong> identificate nei macrofagi, simili alle resolvine ma agiscono su recettori diversi --&gt; proteggono i vari tessuti:<br>1) su cui si sta sviluppando il processo infiammatorio<br>2) Proteggono da danno infiammatorio<br>3) proteggono dal danno ossidativo<br>4) favoriscono i processi di guarigione.<br><br><br><strong><br><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 11:43:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Altri derivati dell'AA:<br>-Endocannabinoidi:<br>--Anandamide</strong>: il legame ai suoi recettori induce una sensazione piacevole ma durante il processo infiammatorio l'equilibrio è sbilanciato verso la formazione dei metaboliti dell'acido arachidonico --&gt; minore produzione di endocannabinoidi --&gt; malessere<br>(paracetamolo sposta la reazione, un abuso del principio attivo porta a degenerazione epatica)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 16:27:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Glucocorticoidi: <br>Meccanismo d'azione: <br></strong>Attraversano la membrana plasmatica --&gt; recettore intracellulare (solitamente complessato con molecole inibitrici (HSP, proteggono le proteine cellulari dallo shock termico, l'ormone steroideo spiazza le HSP) --&gt; complesso ormone-recettore&nbsp; --&gt; si lega al DNA a livello degli elementi responsivi ai glucocorticoidi (GRE, sono appunto sequenze sensibili al controllo trascrizionale di questi complessi) --&gt; possono sia attivare che inibire la trascrizione.<br><br><strong>Altre azioni indipendenti da quelli genomici:<br>-Blocco fosfolipasi A2 --&gt; blocco cascate molecole proinfiammatorie<br>-Riconoscono i PRR dei macrofagi e i PAMPS e i DAMPS --&gt; </strong>stabilizzano le membrane rendendole meno affini al legame recettore-ligando --&gt;<strong> inibizione dei macrofagi.<br>-Stabilizzano anche le membrane lisosomiali --&gt; blocco rilascio di enzimi litici da parte di macrofagi e neutrofili.<br>-Inibiscono accumulo neutrofili in sedi infiammatorie.<br>-Controllo del Ca2+<br>-Controllo trasporto elettroliti attraverso la membrana.<br>-Si legano al recettore ALX/FPR2 (condiviso con le lipossine)<br><br>Usi terapeutici:<br>Patologie autoimmuni e infiammatorie:&nbsp;</strong>asma bronchiale, broncopneumopatia cronica ostruttiva, morbo di Crohn, colite ulcerosa, glomerulonefrite immunomediata, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico e sclerosi multipla.<br>I glucocorticoidi quindi attenuano i sintomi tramite la soppressione immunitaria ma hanno effetti collaterali come: ipertensione, iperglicemia, osteoporosi, Sindrome di Cushing e disturbi dell'umore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 16:42:36 UTC</pubDate>
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         <title>CONTROLLO NEUROLOGICO DELL&#39;INFIAMMAZIONE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2449604679</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>"RIFLESSO INFIAMMATORIO"</strong><br><strong>Sistema nervoso autonomo</strong> --&gt;<strong> rilascia Acetilcolina</strong> in prossimità delle zone infiammatorie dove ci sono i macrofagi --&gt;<strong> recettore nicotinico</strong> espresso sui macrofagi --&gt;<strong> disattivazione dei macrofagi</strong> --&gt; inibisce il rilascio di citochine.<br>Questo riflesso è importante perchè è diretto e non dipende, come gli altri fattori visti prima, dal gradiente di concentrazione che si viene a creare dal rapporto tra molecole antinfiammatorie/proinfiammatorie --&gt; il cui spostamento di bilancio ci darà la risoluzione o l'attivazione dell'infiammazione.<br><em><br>NB: Il processo infiammatoria svantaggia chi in età giovane ha una grande propensione alla risposta infiammatoria --&gt; questo perchè da vecchio aumentano gli stimoli infiammatori e si avrà una maggiore risposta e sono meno protetti da patologie.&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 10:36:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Molecole antinfiammatorie esogene:</strong><br>-Farmaci steroidei (simili ai glucocorticoidi)<br>-FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)<br>es: Aspirina --&gt; antidolorifico, antinfiammatorio, antifebbrile e antiaggregante --&gt; blocca la sintesi di molecole proinfiammatorie e stimola la produzione di molecole antinfiammatorie.<br>Inibisce la COX delle piastrine --&gt; antiaggregante</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-19 10:41:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-19 10:42:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Definizione:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2449629006</link>
         <description><![CDATA[<div>Insieme dei processi deputati al mantenimento dell'integrità dei vasi sanguigni e della fluidità del sangue.<br><br>Quindi ci vuole un <strong>bilanciamento tra integrità vascolare/fluidità del sangue</strong>.<br>Ergo ci vuole un <strong>bilanciamento tra anti-coagulanti/pro-coagulanti.</strong><br>Se il primo sbilancia --&gt; emorragie (aumento del tempo di coagulazione e perdita di sangue)<br>Se il secondo sbilancia --&gt; aumento di malattie trombotiche.<br><br><strong>NB: differenza tra trombo e coagulo:</strong><br><strong>TROMBO:</strong> massa solida formata da cellule circolanti che si forma per coagulazione del sangue all'interno di un sistema vascolare integro<br><strong>COAGULO:</strong> massa di sangue coagulata che si forma all'esterno del sistema vascolare.<br><br>Dopo la sua formazione il trombo può andare incontro a:<br>-<strong>Risoluzione del trombo</strong> --&gt; degradazione da parte del <strong>processo fibrinolitico</strong><br>-<strong>Embolizzazione</strong> tramite il distacco del trombo in varie parti dalla parete del vaso su cui si era generato.<br>NB: definizione di<strong> EMBOLO</strong> --&gt; qualsiasi sostanza non solubile all'interno del circolo ematico.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 11:01:52 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Cellule e molecole interessate:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>cellule:<br>-endoteliali<br>-piastrine<br>-muscolari lisce delle pareti dei vasi&nbsp;<br><br><br>Molecole:<br>-Cascata dei fattori della coagulazione<br>-Fattori della fibrinolisi<br>-proteine plasmatiche ad attività pro-coagulante<br>-proteine plasmatiche ad attività fibrinolitica<br>-proteine plasmatiche ad attività anticoagulante<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 11:06:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-19 11:33:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-19 11:33:41 UTC</pubDate>
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         <title>FASI DEL PROCESSO EMOSTATICO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2450054475</link>
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         <pubDate>2023-01-19 16:34:02 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>1) Fase vascolare</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2450087079</link>
         <description><![CDATA[<div>DANNO VASALE --&gt;<br>-Prima di tutto avviene una vasocostrizione del vaso la cui forza è direttamente proporzionale allo spessore della tunica media (muscolare liscia) del vaso leso --&gt; è mirato a ridurre momentaneamente la perdita di sangue.<br>E' dovuto a questi fattori:<br>-Stimolazione meccanica fibrocellule <br>-Riflesso neurovegetativo vasomotore (<strong>nerva vasorum</strong>, riflesso dovuto all'interazione del danno con i recettori del dolore)<br>-Liberazione di sostanze vasoattive come <strong>endotelina, </strong>secreta dall'endotelio immediatamente dopo la lesione endoteliale, presente in 3 isoforme: <strong>ET-1/2/3</strong>--&gt; rispettivamente con i recettori <strong>ETA e ETB.&nbsp; <br></strong>Nello specifico:<br><strong>- ETA </strong><em>(presente sulle cellule muscolari liscie sotto il polo basale endoteliale da cui viene secreta ET-1) </em><strong>-ET-1 --&gt; vasocostrizione.<br>- ETB </strong><em>(presente sulle cellule endoteliali limitrofe) </em><strong>-ET-1--&gt; </strong>rilascio di fattori che inducono la vasodilatazione come<strong> NO e PGI2</strong>).<br>NB: le cellule endoteliali sovra esprimono ET-1 in risposta a: ipossia, LDL ossidate, citochine pro-infiammatorie e tossine batteriche; E' stato notato un aumento ematico anche in pazienti <strong>diabetici</strong> e <strong>ipertesi</strong> allora si sono sviluppati dei farmaci antagonisti del recettore per l'endotelina --&gt; riduzione della pressione sistolica e diastolica dopo la somministrazione.<br><br>-<strong>Serotonina: </strong>secreta successivamente nella fase tardiva dalle piastrine, contenuta nei granuli delta.<br>Le piastrine accumulano serotonina durante il transito nella circolazione intestinale, essendo in loco ricca di serotonina per consentire la peristalsi.<br><strong>Se l'endotelio</strong> è <strong>intatto</strong> la liberazione di istamina da parte delle piastrine --&gt; <strong>vasodilatazione</strong>, altrimenti --&gt; <strong>vasocostrizione.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 16:56:15 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>2) Fase piastrinica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2450208426</link>
         <description><![CDATA[<div>Focus sulle piastrine:<br>Derivano dai megacariociti che proliferano tramite il <strong>fattore CSF-MK</strong>, la differenzazione e il rilascio delle piastrine è dovuto alla <strong>trombopoietina (TPO) </strong>prodotta da fegato e reni --&gt; agisce su recettore <strong>C-MPL</strong> dei megacariociti.<br>NB: mutazioni di C-MPL --&gt; <strong>trombocitemie essenziali.<br><br></strong>Caratteristiche:<br>-Concentrazione plasmatica normale: 150k-400k/mm3<br>Dentro hanno:<br><strong>-Granuli densi</strong> con ADP, ATP, 5-HT, istamina e Ca2+<br>-<strong>Granuli alfa</strong>: proteine cationiche, fibrinogeno e proteine della coagulazione, fattore di von Willebrand (vWF), trombospondina, PDGF, fattori chemiotattici leucocitari, fattore di permeabilita vasale (PAF).<br><br>Hanno un'emivita di 5-10g dopo vengono sequetrati dagli organi emocateretici (milza e fegato) dove vengono fagocitati dalle cellule del sistema dei fagociti mononucleati.<br><br>La loro morfologia dipende dalle interazioni tra le componenti del citoscheletro (microtuboli e filamenti contrattili).<br>All'esterno hanno uno strato di polisaccaridi (glicocalice) formato da lipo/glicoproteine che rivestono la membrana plasmatica (sono i recettori per le funzioni piastriniche coinvolte nell'adesione e aggregazione)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 18:25:09 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La fase piastrinica è suddivisa in sottofasi che si sovrappongono temporalmente:<br>1) Adesione e attivazione<br>&nbsp;2) Cambiamento di forma<br>&nbsp;3) Secrezione dei granuli<br>&nbsp;4) Aggregazione <br><br>Subito dopo il danno ci troviamo che l'endotelio è scoperto e espone il collagene (IV) sottostante che lega il recettore piastrinico <strong>GPIIa.<br></strong>Il recettore piastrinico<strong> GPIIb </strong>lega<strong> vWF </strong>(<em>è il </em><strong><em>fattore di von willebrand</em></strong><em> che può trovarsi o sotto l'endotelio o nei granuli alpha delle piastrine (autoamplificazione del processo), la sua forma più efficiente è quella multimerica, ovvero formata da vari monomeri di vWF</em>)<strong> </strong>che a sua volta lega il collagene.<br>All'inizio basta una piccola quantità di molecole attivatrici (inizio del legame piastrina-collagene) sopra la soglia di concentrazione e poi si va incontro all'amplificazione dettata dal rilascio di ulteriore vWF da parte delle piastrine tramite i granuli alpha.<br><strong>vWF lega FVIII stabilizzandolo.<br><br>NB: </strong>se lo stimolo attivante è debole o di breve durata le piastrine riacquisiscono subito la morfologia iniziale (una volta attivate cambiano morfologia per cercare di rilasciare i granuli, ma se lo stimolo non è forte o è breve comunque non riescono nell'intento) --&gt; presentano un periodo di refratterietà piastrinica --&gt; autolimitazione del processo di attivazione piastrinica. <br>Se lo stimolo è forte allora riescono con il cambiamento di forma a rilasciare i granuli e ad aggregarsi (fase 3).<br><br><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 18:57:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-19 18:58:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-19 19:06:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-19 19:06:42 UTC</pubDate>
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         <title>Trasduzione del segnale delle piastrine</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>I recettori GpIIa/b legano il collagene (IV) --&gt; proteina Gq--&gt; si attiva la fosfolipasi C --&gt; aumento della produzione di IP3 (da IP2) e DAG <br><br>-<strong>IP3</strong>--&gt; RE --&gt; uscita Ca2+ --&gt; MLCK (chinasi della catena leggera della miosina --&gt; miosina viene fosforilata --&gt; cambio forma della piastrina --&gt; degranulazione alpha e delta (contengono ADP che amplifica, tramite il legame con altri recettori, il meccanismo).<br><br><strong>-DAG</strong>--&gt; attiva la PKC --&gt; fosforila la plekstrina --&gt; interagisce con la miosina fosforilata --&gt; cambio conformazionale.<br>Induce la formazione e l'espressione in mebrana del complesso <strong>GpIIb/IIIa --&gt; </strong>legano il <strong>fibrinogeno </strong>--&gt; formazione di legami tra piastrine.<br>&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 10:05:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 10:06:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 10:06:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Se lo stimolo che conduce alla degranulazione è quantitivamente insufficiente o limitato nel tempo --&gt; l'aggregazione piastrinica è recersibile nel tempo --&gt; aggregato si dissolve.<br>Se lo stimolo è di maggiore entità --&gt; liberazione di ADP --&gt; recettore P2Y12 (bersaglio di trattamenti farmacologici atti a ridurre il rischio trombotico)---&gt;<br><br>-PLA2 --&gt; stacca l'acido arachidonico --&gt; COX (l'aspirina lo inibisce--&gt; antiaggregante) --&gt; Trombassano A2 (TXA2 è il più potente agonista dell'aggregazione piastrinica innescando un circuito autocrino e paracrino di amplificazione) --&gt; favorisce l'espressione di GpIIb/IIIa --&gt; stabilizza il legame tra le piastrine (Quindi attiva dei cicli di trasduzione del segnale --&gt; aggregazione irreversibile)<br>-PLC --&gt; amplificazione del pathway precedente.&nbsp;<br><br>NB: i farmaci inibitori di COX non inficiano sull'immunocompteneza perchè le cellule normali sono in grado di risentitizzare l'enzima mentre le piastrine essendo prive di nucleo no.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Recettori purinergici sulle piastrine --&gt; 3 isoforme:<br><br>-P2Y12 --&gt; lega ADP<br>-P2Y13 --&gt; lega ADP<br>-P2X1 --&gt; lega ATP<br><br>Inviano tutti segnali di attivazione piastrinico.<br><br>-FARMACI CHE AGISCONO SU QUESTI RECETTORI:<br></strong>(NB: <em>sono tutti profarmaci perchè il vero principio attivo deriva dalla degradazione epatica del profarmaco</em>)<strong><br>-Irriversibili: Copidagrel e Prasugrel<br>-Reversibili: Ticagrel</strong> (effetto dose dipendente)<strong><br></strong><br>Le piastrine quando cambiano forma per degranulare espongono <strong>fosfatidilserina</strong> che gli fa conferire una carica negativa --&gt; quindi diventano un substrato solido per <strong>legare il Ca2+ e assemblare le molecole della coagulazione</strong> --&gt; <strong>generazione del tappo emostatico primario.</strong><br><br>-Se la lesione interessa un capillare l'emostasi primaria è sufficiente a riparare il danno.<br>-Se la lesione è a carico di vasi di calibro maggiore, l'esposizione della carica negativa insieme ai fattori piastrinici attiva il sistema della coagulazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 11:16:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>3) FASE COAGULATIVA </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2450946112</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo scopo di questa fase è passare dal tappo piastrinico al coagulo insolubile di fibrina --&gt; quindi formare una rete in cui rimangono imbrigliate le cellule del sangue.<br><br>Consiste nell'attivazione sequenziale dei fattori della coagulazione, presenti nel plasma in forma inattiva, menzionati nell'immagine apposita.<br><br>Divisione dei fattori della coagulazione:<br>-Proenzimi (zimogeni) --&gt; quando attivati esplicano attività proteasica (serinproteasi, ovvero nel sito catalitico è presente la serina).<br>-Cofattori che accelerano le reazioni enzimatiche.<br>-Alcune sono proteasi (II, VIII, IX, X e proteina C) --&gt; sono prodotti dal fegato e sono dipendenti della disponibilità di vit K<br><strong><mark>&nbsp;NB: Utilizzo di farmaci chelanti la vit K</mark></strong> (<strong>Cumadinici:</strong> antagonisti della vitamina) per inibire i fattori e ridurre il rischio di trombosi, sono anticoagulanti, anti aggreganti, essendo che creano tanti disagi al paziente (ematomi se esposti al sole) si stanno sostituendo questi farmaci con NAO (anticoagulanti orali).<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 11:27:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Vie di attivazione della coagulazione --&gt; confluiscono poi in un tronco comune.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2451460540</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><mark>-Via estrinseca (più breve della intrinseca):</mark></strong><br><strong>TF </strong>(fattore tissutale/tromboplastina/<strong>III fattore della coagulazione</strong>/CD142) --&gt; proteina integrale di membrana dei <strong>fibroblasti</strong> della <strong>matrice subendoteliale</strong> e sul <strong>versante basolaterale delle endoteliali</strong> --&gt; Quindi la tromboplastina viene esposto sulla superficie dell'endotelio solo in caso di:<br>1) Lesione<br>2) Stimolo pro-infiammatorio all'endotelio (citochine infiammatorie, LPS ecc).<br>NB: stimoli infiammatori acuti possono indurre la coagulazione.<br><em>(E' un cofattore,</em> <em>unico tra le proteine della coagulazione a non essere prodotta dal fegato--&gt; questo permette di controllare gli altri fattori ed impedire la loro inappropriata attivazione</em>)<br><br>In circolo sono presenti delle microvescicole che esprimono TF sulla loro superficie --&gt; si possono fondere con la membrana delle piastrine --&gt; piastrine TF+<br>Inoltre, sono state formulate due ipotesi per spiegare il TF sulle piastrine:<br>1) Circa il 35% dei megacariociti potrebbe esprimere TF <br>2) In condizioni patologiche si possono avere 2 scenari:<br>-Un aumento dei megacariociti TF+ fino al 50-60% del totale.<br>-I megacariociti TF+ presenti datto origine a un numero aumentato di piastrine (50/60% del totale)<br><br>Il TF della parete endoteliale agisce in concomitanza con quello piastrinico:<br>-TF della parete endoteliale--&gt; serve nella prima fase di formazione del trombo<br>-Piastrine TF+ --&gt; servono a propagare e far crescere il trombo stesso.<br><br><strong>Descrizione via intrinseca:</strong><br><br>Nella via estrinseca avviene la formazione del complesso TF-FVII in presenza di Ca2+ --&gt; attivazione di <strong>FVII in FVIIa </strong>--&gt; FVIIa attiva FX che si converte in FXa --&gt; attiva sia altro FVII che continuare la cascata coagulativa, FVIIa interagisce anche cin FIX in FIXa crossover con la via intrinseca che quindi viene attivata.<br>Quindi FIX in presenza di FVIII e Ca2+ forma il complesso che porta all'attivazione di <strong>FX in FXa --&gt; e da qui si arriva alla via comune con l'attivazione del FII (protrombina) in FIIa (trombina)</strong><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 19:07:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2451995204</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-21 18:26:27 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2451998661</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Via intrinseca della</strong> coagulazione<br><br>Inizia da FXII (fattore di Hageman) che si attiva in seguito al contatto con il complesso SPAC (sistema di attivazione da contatto)<br><br>Complesso SPAC:<br>-<strong>Chininogeno ad alto peso molecolare</strong> (<strong>HMWK</strong>, circola nel torrente sanguigno come proenzima e si porta dietro proteine più piccole come i fattori della coagulazione, può essere attivata da superfici negative visto che li attraggono e il complesso HMWK-proteine aderisce al vaso)<br>-Superficie carica negativamente dovuta a:<br>--Fosfolipidi anionici sulla membrana piastrinica<br>--Sostanze che alterano la struttura dei vasi (immunocomplessi, endotossine, veleni, citochine)<br>-Tossine batteriche<br>-Collagene (per via della presenza dei fosfati)<br>-Acidi nucleici <br>-Callicreina <br>-Materiali artificiali (NB: la plastica ha carica negativa e potrebbe attivare dei fattori piastrinici, per questo si usano provette di vetro con l'anticoagulante)<br><br><strong><mark>Descrizione via intrinseca:<br><br></mark></strong><mark>La presenza di complessi HMWK-proteine legate alla superficie dei vasi attiva FXII --&gt; </mark><br><br>-<mark>Attivazione della </mark><strong><mark>precallicreina</mark></strong><mark> in </mark><strong><mark>callicreina</mark></strong><mark> (PK)</mark> --&gt; <strong>amplifica l'attivazione di FXII e stacca dal chininogeno un monopeptide --&gt; bradichina</strong> (monopeptide staccato) --&gt; molecola infiammatoria che causa:<br>--aumento di permeabilità dei vasi<br>--dilatazione arteriolare <br>--contrazione della muscolatura liscia extravasale <br>--aumento della dimensione degli spazi tra le cellule endoteliali<br>(<em>RB:</em> <em>è più attiva dell'istamina ma ha emivita minore perchè viene degradata da chinasi che si trovano in circolo e vanno a clivare alcuni amminoacidi inattivandola, inoltre non ha azione chemiotattica ed è algogena</em>)<br>La callicreina attiva il plasminogeno in plasmina --&gt; scinde la fibrina --&gt; attiva C3 in C3a --&gt; produzione di anafilotossine (C3a)<br>Per queste reazioni sono necessari:<br>--<strong>Ca2+</strong> (si usano anticoagulanti (EDTA) che sono chelanti di Ca2+)<br>--<strong>FVIII</strong>, cofattore essenziale per il fattore IX (per la reazione che porta IX a diventare IXa), viene stabilizzato da vWF allungandone la vita rendendolo disponibile per attivare FX.<br><br>-<mark>Attivazione della via coagulativa intrinseca ( </mark><strong><mark>attivazione di FXI</mark></strong><mark>)</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-21 18:34:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2451998769</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-21 18:34:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452254557</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><mark>Via comune della coagulazione:<br></mark></strong>Lo scopo principale della via comune è l'attivazione della <strong>protrombina (II) in trombina (IIa)</strong> e l'attivazione del <strong>fibrinogeno in fibrina.<br><br>-</strong>La trombina (FIIa) che si forma (sia tramite FXa che tramite la plasmina) --&gt; attiva FV (loop positivo) --&gt; l'FV adatta sui fosfolipidi di membrana FXa, che si ancora ai fosfolipidi tramite ioni Ca2+ --&gt; formazione del complesso FXa+FVa+Ca2+fosfolipidi --&gt; "<strong>complesso pro-trombinasico</strong>" --&gt; converte protrombina in trombina --&gt; la trombina attiva il fibrinogeno in fibrina --&gt; costruzione polimero.<br>-La trombina effettua un taglio proteolitico sul fibrinogeno (solubile) --&gt; fibrina (insolubile)<br><br><strong>Breve descrizione del fibrinogeno:</strong><em> è formato da tre catene (alpha, beta e gamma) --&gt; alpha e beta hanno la porzione terminale che deve essere rimossa per formare la fibrina --&gt; il taglio genera due fibrinopeptidi (uno alpha FPalpha e uno beta FPbeta) --&gt; fibrinogeno prende una conformazione tale che può polimerizzare<br><br></em><strong><em>Continuando con la via comune..</em></strong><em><br> </em>Il fibrinogeno ha due <strong>domini D e uno E</strong> (da dove si sono distaccati FPα e β) --&gt; formazione di <strong>legami tra monomeri D-E </strong>--&gt; generano una <strong>fibrina instabile </strong>che viene <strong>stabilizzata da FXIII</strong> che <strong>genera legami crosslink tra domini D di due monomeri diversi</strong> --&gt; quindi FXIII porta alla formazione di <strong>D-dimeri</strong> (marker di fenomeni coagulativi in circolo) --&gt; il tutto arriva alla formazione del <strong>coagulo al posto del tappo piastrinico</strong> e le proteine contrattili delle piastrine danno luogo al fenomeno di <strong>retrazione del coagulo</strong>.<em><br></em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 11:17:21 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Valutazioni laboristiche sulla funzionalità delle via.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452254870</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Valutazione della funzionalità della via estrinseca (FVII):</strong><br>Si utilizza il tempo di protrombina (TP) , si aggiunge l'FT come agente specifico.<br><br>-<strong>Valutazione della funzionalità della via intrinseca:</strong><br>Si utilizza il tempo di tromboplastina parziale (TPP), si aggiungono molecole cariche negativamente.<br><br>In entrambi i casi viene addizionato del Ca2+ per contrastare il coagulante in provetta.<br><br><br><br>I test si effettuano ponendo agenti specifici nelle provette e si calcola il tempo che il sangue impiega a coagulare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 11:18:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 11:18:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452255647</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 11:20:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>CONTROLLO DELLA COAGULAZIONE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fattori inibitori della coagulazione:<br><strong>-ATIII:</strong> blocca l'attivazione di FIX e FX --&gt; bloccano quindi FII (Eparina e anticoagulanti endogeni potenziano l'effetto dell'ATIII)<br><strong>-Proteina C</strong>: blocca FVa e FVIIIa e il suo effetto è potenziato dalla proteina S.<br><strong>-Trombomodulina:</strong> cofattore della trombina nel processo di attivazione della Proteina C --&gt;quindi la trombomodulina è un aiutante della proteina C --&gt; anticoagulante.<br><strong>-TFPI (inibitore del pathway di TF): </strong>si trova legato alla parete vascolare cosi da autolimitare la generazione di FXa.<br><br>L'endotelio integro ha funzione antipiastrinica, anticoagulante e fibrinolitica.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 16:57:56 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452420677</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 16:58:06 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 16:58:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 17:39:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452452618</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Agonisti della coagulazione:</strong><br><strong>-c4bBP:</strong> è una proteina di fase acuta --&gt; lega la proteina S sottraendola alla proteina C --&gt; impedisce l'attivazione e quindi aumenta sia l'infiammazione che la coagulazione.<br><br><strong>-IL-1:</strong> riduce l'espressione di trombomodulina sulla superficie dell'endotelio --&gt; quindi come con c4bBP quando aumenta l'infiammazione (ergo la produzione di IL-1) aumenta anche l'attività pro-coagulative.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 17:46:53 UTC</pubDate>
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         <title>Anticoagulanti orali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452461151</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Blocco dell'aggregazione piastrinica (antiaggreganti)</strong> --&gt; bloccanti della COX, recettore per l'ADP.<br><strong>-Antagonisti della vitamina K (Cumadin)</strong><br><strong>-NAO: </strong>inibitori diretti di FXa e/o FIIa</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 18:00:01 UTC</pubDate>
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         <title>4) FASE FIBRINOLITICA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La fibrinolisi è a cura della plasmina che degrada la fibrina nei suoi prodotti di digestione (FDP) che vengono poi fagocitati dai macrofagi.<br><br>Pathway: <br>Attivatori degli attivatori del plasminogeno vengono attivati da 2 meccanismi:<br><strong>-t-PA:</strong> meccanismo tissutale, prodotto dalle cellule endoteliali<br><strong>-u-PA: </strong>meccanismo urochinasico, forma libera nel plasma e prodotta da vari tipi cellulari.<br>Questi attivano gli attivatori del plasminogeno che quindi convertono il plasminogeno in plasmina, i due meccanismi sono <strong>inibiti da PAI-1 e 2.</strong><br>La <strong>plasmina è inibita da alpha2-antiplasmina e alpha2-macroglobulina.</strong><br>La scissione del trombo genera i D-dimeri.<br>Farmaci fibrinolitici vengono utilizzati in presenza di trombi che occludono un vaso, o in caso di tromboembolia.<br><br>Il processo coagulativo una volta attivo rimane circoscritto perchè la maggior parte della trombina rimane intrappolata nel reticolo di fibrina e perchè la trombina in eccesso viene neutralizzata da sostante anticoagulanti in circolo</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 18:00:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-22 18:59:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-22 18:59:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-22 19:00:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-22 19:00:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-22 19:01:15 UTC</pubDate>
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         <title>Rapporto tra Infiammazione e Coagulazione --&gt; riassunto</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-22 19:02:39 UTC</pubDate>
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         <title>PATOLOGIE DELL&#39;EMOSTASI</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 19:06:15 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>MALATTIE EMORRAGICHE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Definizioni:<br>-Emoraggia: perdita di sangue da un vaso che si va a localizzare nello spazio extracellulare.<br>-Diatesi emorragica: tendenza al sanguinamento&nbsp;<br>-Emorragie imponenti: emorragie con perdita di sangue pari al 7-8% del peso corporeo o 30% del volume totale.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 19:23:22 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Cause delle patologie emorragiche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>-Fragilità dei vasi --&gt; anomalie parietali<br>-Alterazioni delle piastrine<br>-Alterazione dei fattori della coagulazione.</mark><br><br>Descrizione di ognuna delle cause menzionate:</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 19:25:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>PATOLOGIE DOVUTE A FRAGILITA&#39; VASALE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452514369</link>
         <description><![CDATA[<div>La fragilità dei vasi comporta la comparsa di emorragie a livello cutaneo relativamente ridotte e si distinguono in base alle dimensioni:<br><strong><mark>-Petacchia:</mark></strong> diametro &lt; 3mm<br><br><strong><mark>-Porpora:</mark></strong> quando le emorragie tendono ad unirsi e quindi aumentano di dimensioni (1/2cm) --&gt; ben evidenti nelle mucose o a livello cutaneo.<br><br><strong><mark>-Ecchimatosi o Ematosi: </mark></strong>sono raccolte di sangue a livello suttocutaneo (tessuti più profondi)<br><br>Queste patologie si possono vedere esternamente in quanto abbiamo macchie emorragiche puntiformi, dovute alla fragilità capillare, che si possono vedere all'esterno</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-22 19:25:14 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 09:18:59 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 09:19:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452962611</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Patologie genetiche o ereditarie che inducono fragilità vasale:</strong><br><br><strong><mark>-Sindrome di Ehlers-Danlos</mark></strong> --&gt; mutazione dei geni che codificano per il <strong>collagene</strong> --&gt; tessuti ricchi di collagene caratterizzati da lassità ma anche fragilità dei capillari.<br><strong><mark><br>-Teleangectasia emorragica ereditaria --&gt; </mark></strong>induce una dilatazione nella parte finale del vaso --&gt; alterazioni del circolo nel punto di anastomosi tra arterioso-venoso --&gt; i capillari sono ridotti e le venule si anastomizzano direttamente con le arteriole.<br>I geni coinvolti sono: <strong>endotelina</strong> e<strong> il recettore per l'activina</strong> --&gt; fanno parte delle proteine di membrana, entrano tra le <strong>subunità della famiglia di TGF-beta</strong> --&gt; sono collegate allo sviluppo corretto delle anastomosi arteriole-venule.<br>In questa condizione abbiamo:&nbsp;<br>-Fuoriuscita di sangue dal naso.<br>-Comparsa di alterazioni legate alle piccole emorragie.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 09:35:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Forme acquisite di fragilità vasale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452969589</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><mark>-Porpora senile:</mark></strong> comparsa di macchie emorragiche a livello cutaneo --&gt; spesso confluiscono.<br>Causata da<br>1)atrofia dei tessuti del derma <br>2)fragilità dei vasi<br>3)Alterazioni del tessuto connettivo<br>4)riduzione dell'espressione delle fibre elastiche <br>5) disorganizzazione delle fibre di collagene <br>Questi sono tutti avvenimenti legati all'invecchiamento.<br><br><strong><mark>-Porpora indotta:</mark></strong><mark> </mark>da malattie infettive e batteriche --&gt; danni ai vasi per deposito di immunoglobuline --&gt; ci può quindi anche essere danno a livello dell'endotelio basale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 09:42:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PATOLOGIE DOVUTE AD ALTERAZIONI DELLE PIASTRINE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2452970424</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 09:42:55 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Piastrinopenie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2453055427</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando il <strong>numero di piastrine</strong> scende <strong>sotto i &lt;100.000 unità/microL.</strong><br><br><strong>Cause: </strong><br><strong><mark>-Aplasia midollare:</mark></strong> nessuna maturazione dei megacariociti<br><strong><mark>-Tumori al midollo </mark></strong>--&gt; leucemia --&gt; alterazione nella proliferazione delle piastrine o distruzione di quelle circolanti.<br> <br><br>-<strong>Distruzione delle piastrine con eziologia immunitaria:</strong><br><strong><mark>Porpora trombocitopenica autoimmune:</mark></strong> produzione di autoanticorpi (IgM e IgG) contro recettori (di solito gpIIb/gpIIIb, recettore che lega le piastrine e permette l'aggregazione stabile) sulla superficie piastrinica, gli immunocomplessi possono legare il complemento facilitando la fagocitosi soprattutto dei macrofagi della milza e fagato --&gt; causando spleno e epatomegalia --&gt; a volte la terapia richiede la splenectomia terapeutica.<br><br>-<strong>Distruzione delle piastrine con eziologia non immuntaria:<br></strong><br><strong><mark>-Porpora trombotica trombocitopenica (TTP): </mark></strong><strong><br></strong>Causa:<br><em>(RB: il vWF serve per l'aggregazione piastrinica e la ADAMTS13 lo degrada evitando che la formazione dei trombi perdura nel tempo, inoltre, essendo che stabilizza il FVIII della coagulazione, la proteasi inibisce anche una prolungata coagulazione)</em><br>-Deficit della metalloproteasi ADAMTS13 o formazione di autoanticorpi contro --&gt; vWF --&gt; ergo carenza genetica o autoimmunitaria della proteasi induce --&gt;<br>1) Diatesi emorragica per consumo di piastrine<br>2) Aumento della formazione di trombi&nbsp; <strong><br><br></strong><br><strong><mark>-Sindrome emolitico-uremica (SEU)</mark></strong><mark>:</mark> simile alla TTP ma con l'insufficienza renale che è più marcata, può essere familiare (1<em>0%, mutazione del fattore H, fattore che inibisce l'attivazione del complemento --&gt; via alternativa, inattivando C3b, quindi quando è mutato il complemento è eccessivamente attivato --&gt; danno endotelio basale --&gt; attivazione dell'adesione e aggregazione piastrinica</em>) o sporadica (<em>90%, dovuta alle tossine batteriche, infezioni a livello oro-fecale in età pediatrica specialmente</em>).<br>E' causata da infezioni specifiche di ceppi batterici --&gt; E. coli e shighella dysenteriae --&gt; producono tossine di Shiga --&gt; danno alla mucosa intestinale --&gt; passano cosi nel circolo --&gt; si legano a:<br>1) epitelio gastrointestinale --&gt; alterano la funzione anticoagulativa endoteliale favorendo così la coagulazione --&gt; danni endotelio --&gt; vWF presente in grandi quantità in forma multimerica --&gt; attivazione dei fattori di aggregazione piastrinica --&gt; <strong>danni soprattutto all'endotelio renale </strong>(differenza con la TTP).<br>2) cellule nervose<br>3) cellule endocrine<br><br><br><br>In entrambe vi è un consume delle piastrine --&gt; trombi intravascolari --&gt; anemia emolitica perchè risultano coinvolti anche i globuli rossi (riduzione numero eritrociti con l'emoglobina in essi contenuta) --&gt; anemia.<br>La distruzione delle piastrine è dovuta al fatto che tendono ad aggregarsi, specialmente nei piccoli vasi --&gt; consumo di piastrine .<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 11:01:16 UTC</pubDate>
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         <title>Piastrinopatie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dovute ad alterazioni delle piastrine (NON NEL NUMERO), specialmente a livello dei recettori di membrana che mediano l'adesione delle piastrine all'endotelio dei vasi e l'aggregazione.<br><strong><br>Piastrinopatie genetiche:</strong><br><strong><mark>-Tromboastenia di Glanzman:</mark></strong> autosomica recessiva --&gt; il recettore mutato è <strong>gpIIb/gpIIIa</strong> ed è fondamentale poichè il trombo piastrinico possa diventare un trombo stabile (tutto mediato ovviamente dal fibrinogeno) --&gt; quindi con la mutazione si ha solo la formazione di piastrine adese al vaso danneggiato a formare un ammasso che viene poi trasportato per inondazione dal torrente circolatorio --&gt; trombo non si stabilizza.<br><br><strong><mark>-Malattia di Bernard-Soulier:</mark></strong> autosomica recessiva, mutazione <strong>gp1b</strong>, recettore in grado di riconoscere il collagene sottoendoteliale tramite vWF e quindi media l'adesione delle piastrine alla parete.<br><em>(NB: anche gp1a riconosce il collagene ma è meno efficiente rispetto gp1b).<br></em>Quindi si ha una ridotta capacità di aggregazione delle piastrine.<br><br><strong><mark>-Malattia delle piastrine grigie:</mark></strong> carenza di granuli alpha --&gt; la formazione del tappo piastrinico diventa difficoltosa.<br><br><strong><mark>-Sindrome da deficit di granuli densi:</mark></strong> contengono ADP, ATP, Ca2+, serotonina --&gt; mediatori più importanti per far si che la piastrina una volta adesa al vaso vada incontro a degranulazione.<br><strong><br>Piastrinopatie acquisite:<br></strong>In caso di farmaci:<br>-Aspirina --&gt; inibisce la COX --&gt; non avviene la formazione del trombassano dall'acido arachidonico --&gt; non avviene l'aggregazione piastrinica<br>-Farmaci che inibiscono il decettore di ADP (P2YP)<br>-Farmaci che aumentano i livelli di cAMP<br>-Farmaci che inibiscono la glicoproteina piastrinica gpIIb/IIIa<br>-Farmaci che inibiscono il recettore piastrinico della trombina (PAR)<br><br>Cause al di fuori dei farmaci:<br><strong>-Uremia:</strong> dovuta al malfunzionamento renale, questa patologia può determinare danno ossidativo --&gt; cellule endoteliali rilasciano NO --&gt; riduce l'adesione alla parete.<br><br><br><strong><br></strong><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 11:46:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Esami effettuati per verificare la funzionalità piastrinica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2453536315</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Emocromo</strong> --&gt; effettua una conta piastrinica --&gt; n piastrine per microlitro --&gt; range in situazioni fisiologiche va da 150.000 a 450.000 piastrine per microL di sangue.<br><strong>-Test per valutare l'aggregazione piastrinica:</strong> si prende il plasma --&gt; centrifuga --&gt; si ottiene plasma ricco di piastrine --&gt; aggiunte sostanze aggreganti --&gt; si valuta l'aggregazione con delle macchine che valutano se passa la luce attraverso gli aggregati piastrinici (se c'è una buona aggregazione non accade)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 16:42:02 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PATOLOGIE DA ALTERAZIONE DEI FATTORI DELLA COAGULAZIONE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2453596753</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Patologie ereditarie:</strong><br><strong><mark>-Emofilie</mark></strong> --&gt; patologie dovute a mutazione di alcuni geni che codificano per i fattori della coagulazione:<br><em>(NB: per avere mancanze nel processo coagulativo non bisogna avere una determinata riduzione dei fattori della coagulazione nè al 100% nè del 3-10% ma una riduzione che ne determini la patologia.)</em><br><strong><mark>--Emofilia A:</mark></strong> caratterizzata da mutazioni del gene che codifica per FVIII sul cromosoma X, è la forma più diffusa (80%), si tiene a bada con la somministrazione di FVIII.<br><strong><mark>--Emofilia B:</mark></strong> caratterizzata da mutazioni del gene che codifica per il FXIX, si diagnostica con il tempo di tromboplastina parziale attivata (perchè questi fattori li troviamo tutti nella via classica di attivazione). <br><strong><mark>--Emofilia C:</mark></strong> mutazione del fattore FXXI.<br><strong><mark>-Mutazioni del gene del vWF.<br></mark></strong><br><strong>Sintomi dei pazienti con emofilia:</strong><br>-Sanguinamento intensivo ( a seguito di traumi o anche spontanei nelle forme gravi)<br>-Problemi articolari (con processo infiammatorio: calore, gonfiore, rossore e dolore)--&gt; <strong>EMARTRI </strong>(lesioni con accumulo di sangue a livello articolare e comparsa dei processi infiammatori) --&gt; può portare a perdita della mobilità articolare temporanea.<br><br><strong><mark>-Malattia di von Willebrand:</mark></strong> autosomica dominante, alterazioni della proteina vWF che interviene sia nell'aggregazione piastrinica che nella stabilizzazione del FVIII --&gt; situazione simile a emofilia A.<br><br><strong><mark>-Mutazione del fattore XXIII </mark></strong>--&gt; rara<br><br>NB: tutte le emofilie si curano con la somministrazione dei fattori --&gt; non è necessario arrivare al 100% del fattore, basta una buona percentuale.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 17:18:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2453624694</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Patologie acquisite:</strong><br><strong><mark>-Mutazioni della vitamina K (ipovitaminosi):</mark></strong> i fattori della coagulazione sono quasi tutti prodotti nel fagato e la vit K è usata come cofattore per la sintesi, deficit di vi K --&gt; riduzione della sintesi dei fattori e un deficit della cogulazione.<br>Cause della carenza:<br>--Neonati<br>--Somministrazione di farmaci anticoagulanti che mirano alla vit K.<br><br><strong><mark>-Danni epatici:</mark></strong><mark> </mark>non avviene la sintesi dei fattori della coagulazione<br><strong><mark>-Terapia impropria con anticoagulanti</mark></strong><mark> </mark><br><strong><mark>-Malattie autoimmuni con produzione di anticorpi</mark></strong><br><br><br><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 17:37:00 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PATOLOGIE DA ALTERAZIONI DEL PROCESSO FIBRINOLITICO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2453667884</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Anomalie ereditarie:</strong><br><strong><mark>-Deficit di alpha-2-antiplasmina e alpha-2-macroglobulina:</mark></strong> regolano la plasmina, quindi se inattivate si ha rapida degradazione della fibrina --&gt; minore efficacia del processo coagulativo.<br><br><strong>Anomalie acquisite: </strong><br><strong><mark>-CID (coagulazione intravasale disseminata):</mark></strong> ridotta presenza dei fattori della coagulazione e aumentata fibrinolisi.<br>E' una patologia molto grave che si presenta inseguito a <strong>diffuso danno endoteliale</strong> (<em>ustioni, sepsi (prevalentemente gram negativi), traumi massivi</em>) o a <strong>livello del sistema circolatorio</strong> --&gt; per cui la <strong>tromboplasmina</strong> (che fa partire la cascata coagulativa per via estrinseca) è <strong>liberato massivamente in circolo</strong>.<br><br>--La tromboplasmina (che non è mai esoresse sul versante luminale endoteliale dei vasi perchè altrimenti farebbe partire a raffica la cascata) in situazioni come quelle descritte viene espressa da macrofagi e cellule endoteliali--&gt; cascata<br><br>--<strong>Situazioni infiammatorie acute</strong> --&gt; poichè producono citochine pro-infiammatorie come IL-1, IL-1beta, IL-6 e TNF alpha --&gt; promuovono l'espressione della tromboplasmina a livello endoteliale --&gt; cascata.&nbsp; <br>Durante l'infiammazione si ha un aumento quindi dell'espressione della tromboplasmina e una riduzione della trombomodulina (questa lega la proteina C e S che attivano il sistema anticoagulante) --&gt; quindi la coagulazione tende ad autoattivarsi.<br><br><strong>Es: ustione grave</strong> --&gt; produzione di DAMPS e PAMPS --&gt; fortissimi stimoli infiammatori --&gt; grande produzione di citochine proinfiammatorie --&gt; riduzione della produzione di trombomodulina --&gt; forte coagulazione senza inibizioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 18:05:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2453881497</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Effetti della CID:</strong><br><br><strong>-Consumo totale dei fattori di coagulazione</strong> <em>(sintetizzati nel fegato)</em> e delle piastrine<em> (prodotte dai megacariociti del midollo spinale) --&gt; </em>poichè inseguito a tanti eventi trombotici in contemporanea, i fattori non riescono a rinnovarsi e si consumano --&gt; quindi poi si ha sanguinamento --&gt; nel complesso ho trombi e emorragie.<br><br>-Essendo che si formano i trombi si ha anche un'<strong>eccessiva attivazione di plasmina</strong> (in seguito al processo fibrinolitico) --&gt; <strong>danno proteolitico ai fattori della coagulazione</strong> --&gt; sanguinamento e aumento velocità di consumo dei fattori.<br><br>-Durante la fibrinolisi si ha la formazione dei prodotti di degradazione della fibrina --&gt; inibiscono la trombina --&gt; sanguinamento<br><br>Alla fine si hanno trombi più o meno diffusi e emorragie --&gt; attivazione dei pathway pro-coagulanti e riduzione di quelli soppressori della regolazione.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-23 20:44:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2454371399</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Segni precoci della CID:</strong><br>-Trombocitopenia<br>-Riduzione delle piastrine (&lt;100.000/mm3)<br>-Monomeri di fibrina (fibrinopeptidi) --&gt; dimostrano che c'è stato un taglio del fibrinogeno.<br>-Diminuzione della proteina C attivata.<br>-Antitrombina ridotta.<br><br><em>NB: per valutare la funzionalità dei fattori della coagulazione delle vie intrinseca e estrinseca si usa anche il dosaggio di fibrinogeno direttamente in circolo e dei singoli fattori della coagulazione.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 09:11:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PATOLOGIE TROMBOTICHE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2454372012</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono patologie determinate da un aumentato rischio legato all'attività coagulante.<br><br><strong>-Trombosi:</strong> è caratterizzata dall'attivazione intravascolare dei meccanismi dell'emostasi --&gt; meccanismo atto a riparare un danno endoteliale (con la formazione del tappo emostatico) --&gt; quindi è il meccanismo che porta alla formazione del trombo nella parete del vaso.<br><br><strong>-Zona di formazione del trombo: </strong>Si forma sulla parete del vaso dove ho danno endoteliale --&gt; aggregazione piastrinica.<br><br><strong>-Morfologia del trombo:</strong> testa (piastrine adese alla parete vasale), corpo e una coda che si allunga in direzione del flusso sanguigno.<br><br><strong>I tre tipi di trombi sono descritti nell'immagine.</strong><br><br>Inoltre possiamo fare una distinzione tra:<br><strong>-Trombo arterioso</strong> --&gt; ricco di piastrine, di solito sono complicaze del processo aterosclerotico.<br><strong>-Trombo venoso</strong> --&gt; ricchi di globuli bianchi --&gt; associate più frequentemente ai varici --&gt; sono più frequenti e si localizzano maggiormente negli arti inferiori<br>Le trombosi venose poi possono essere <strong>profonde</strong> o <strong>superficiali.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 09:12:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Triade di Virchow</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Danno endoteliale&nbsp;<br>-Condizioni spesso genetiche di ipercoagulabilità del sangue<br>-Alterazione del flusso ematico (eccessiva turbolenza o occessiva stasi) </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 09:20:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2454423207</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Destino del trombo:</strong><br><strong>-Risoluzione spontanea: </strong>senza occludere il vaso e senza riscontri clinici<br><strong>-Embolizzazione: </strong>si stacca un frammento di trombo e comincia a circolare nel sangue --&gt; essendo insolubile prende il nome di "embolo trombotico" --&gt; può occludere dei piccoli vasi<br><strong>-Si accresce e occlude totalmente il vaso</strong> --&gt; i danni più rilevanti si hanno se si va ad occludere un vaso della circolazione terminale--&gt; le più importanti:<br>1)circolazione del cuore --&gt; infarto del miocardio<br>2)SNC --&gt; ictus ischemico cerebrale<br><strong>-Ricanalizzazione.<br>-Organizzazione del trombo.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 09:58:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Analisi dei 3 fattori della triade di Virchow</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2454427210</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 10:01:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>DANNO ENDOTELIALE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel caso in cui vi sia la comparsa delle <strong>placche ateromasiche</strong> --&gt; aumenta il rischio di danno endoteliale --&gt; aumento rischio di trombosi.<br><br>I fattori che portano alla formazione delle placche ateromasiche sono: <br><br><strong>-Disglicemia:</strong> <strong>aumento della concentrazione di glucosio</strong> <em>(diabete specialmente di tipo II)</em>&nbsp; --&gt; i prodotti della <strong>glicosilazione non enzimatica</strong> <strong>delle proteine</strong> <em>(dovuta al perdurare di una situazione ad alta concentrazione di glucosio)</em> --&gt; quindi diventano delle <strong>base di Schiff</strong> --&gt; poi si trasformano in <strong>prodotti di amadori </strong>--&gt; poi direttamente o indirettamente attraverso la formazione di <strong>aldeidi </strong>--&gt; formazione di <strong>AGE</strong> <em>(prodotti di glicosilazione non enzimatica)</em> --&gt; <strong>legano i recettori RAGE sulle cellule endoteliali</strong> --&gt; attivazione delle cellule endoteliali in senso pro-infiammatorio.<br><br><strong>-Dislipidemia:</strong> aumento della presenza in circolo delle lipoproteine --&gt; aumento del rischio trombotico <em>(obesità, ipercolesterolemia)</em><br><br><strong>-Danno da fumo: </strong>la nicotina e le altre sostanze in esso contenute possono --&gt; stimolano l'immunità prevalentemente innata --&gt; produzione di citochine proinfiammatorie --&gt; microambiente infiammatorio.<strong>&nbsp;<br>-Danno da sedentarietà<br>-Ipertensione <br>-Invecchiamento <br><br></strong>Cellula endoteliale disfunzionale: cellula che non risponde più a gli stimoli fisiologici a cui viene sottoposta.<br>Es: la cellula endoteliale interagisce con la cellula muscolare liscia per regolare i fenomeni di vasocostrizione e vasodilatazione --&gt; determinare la capacità del vaso di rispondere a gli stimoli --&gt; se non è più ingrado è disfunzionale<br>A prescindere viene <strong>sempre considerata una cellula pro-infiammatoria </strong>--&gt; perchè se ha i <strong>mitocondri disfunzionali </strong>produrrà <strong>ROS o specie reattive dell'azoto</strong> --&gt; aumentano la <strong>trascrizione di geni proinfiammatori.</strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 10:16:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Processo aterogenetico:<br></strong>E' un processo che avviene nel tempo iniziando dalla nascita, però in ogni individui ha velocità diverse.<br>La <strong>placca</strong> si forma sulla parete del vaso su cui si <strong>depositano le strie lipidiche</strong> per via della <strong>permeabilità dell'endotelio</strong> --&gt; in seguito a <strong>stimoli infiammatori</strong> la <strong>permeabilità aumenta</strong> --&gt; aumenta il deposito specialmente di lipoproteine <strong>LDL </strong>--&gt; <strong>passano nel sottoendotelio per via della permeabilità </strong>raggiunta dall'endotelio stesso (le cellule endoteliali disfunzionali aumentano la permeabilità).<br>Ora le <strong>LDL</strong> <em>(ma in realtà qualsiasi lipoproteina) </em>che <strong>sono adese al vaso possono andare incontro a modificazioni (ossidate o modficiazioni)</strong> --&gt; il <strong>macrofago</strong> le riconosce con il <strong>recettore scavenger</strong> <em>(riconosce i PAMP specifici di tipo lipidico a anche le molecole endogene modificate)</em> --&gt; le <strong>fagocita</strong> --&gt; i <strong>lisosomi non riescono a degradare</strong> --&gt; il <strong>macrofago si trasforma in una </strong><strong><mark>cellula schiumosa</mark></strong><strong> </strong><em>(citoplasma ricco di LDL ossidate)</em> --&gt; quindi <strong>cellule proinfiammatorie che formano sincizi </strong>tra di loro e <strong>rilasciano enzimi litici</strong> nella speranza di aumentare la capacità fagocitica e eliminare le LDL ma senza successo --&gt; il rilascio del contenuto lisosomiale e di molecole vanno a <strong>richiamare le cellule muscolari liscie e fibroblasti </strong>--&gt;<strong><mark> placca ateromasica </mark></strong><em>(muscolari lisce + fibroblasti + cellule schiumose + depositi lipidici)</em> --&gt; questo protrae come infiammazione cronica --&gt; finchè l'endotelio è integro non abbiamo un impatto sulla coagulazione del sangue --&gt; ma <strong>quando si danneggia</strong> --&gt; <strong>aggregazione piastrinica, attivazione fattori della coagulazione e formazione di fibrina</strong> --&gt; <strong>si forma un trombo al posto della placca nel sottoendotelio e questa placca si rompe.</strong><br><br><strong>Fattori che portano alla rottura della placca:</strong><br><strong>-Turbolenze</strong> (più probabile vicino alle biforcazioni dei vasi) <br><strong>-Attivazione dei macrofagi con la tendenza a passare da M1 a&nbsp; M2&nbsp; </strong>--&gt; macrofagi <strong>arrivano nella placca come M1 </strong>proinfiammatori nel tempo comincieranno a far avvenire tentativi di riparo che coesistono con processi infiammatori --&gt; <strong>macrofago si trasforma in M2</strong> --&gt; predispongono al riparo e <strong>rilasciano metalloproteasi </strong>che degradano la matrice --&gt; ma nella placca portano appunta alla <strong>rottura della capsula che riveste la placca e danneggiano l'endotelio.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 10:23:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Il pathway è stato descritto con i macrofagi ma in realtà è analogo anche con i monociti e neutrofili ( che però muoiono poco tempo dopo la fagocitazione)</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 15:00:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 15:01:47 UTC</pubDate>
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         <title>Trombosi da ipercoagulabilità</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Predisposizione genetica: </strong>mutazione di alcuni fattori che favoriscono un eccesso di coagulazione <br><br><strong>Es: <br></strong><strong><mark>-mutazione del fattore V (di Laiden)</mark></strong><mark>:</mark> il fattore in condizioni fisiologiche favorisce la trasformazione della protrombina in trombina --&gt; favorendo la coagulazione.<br><em>NB: La proteina C attivata effettua un taglio proteolitico su FV rendendolo inattivo --&gt; inattiva la cascata coagulativa.</em><br>Quando FV è mutato ha l'amminoacido <strong>glutammina</strong> <strong>in posizione 506' al posto dell'amminoacido arginina</strong> e questo amminoacido era quello bersaglio della proteina C --&gt; ergo <strong>la proteina C non potrà più limitare la coagulazione.<br><br></strong><strong><mark>-Mutazione della protrombina: </mark></strong>mutazione particolare che determina un'eccessiva attivazione.<br><br><strong>-Predisposizione acquisita:<br>Es:<br></strong><strong><mark>-Antcoagulante tipo lupico (LAC):</mark></strong><strong> </strong>anticorpi che riconoscono i fosfolipidi --&gt; aumento del rischio trombotico.<br><strong><mark><br>-Iperomocisteinemia:</mark></strong> sia genetiche che acquisite che determinano un aumentato rischio trombotico --&gt;<strong> l'omocisteina </strong>si forma dalle proteine introdotte con la dieta --&gt; omocisteina --&gt; <strong>enzima MTHFR+acido folico+vitamina B12</strong> --&gt; <strong>metionina. </strong><br>Se ho un <strong>ridotto apporto dei 3 fattori</strong> che servono per la reazione di sintesi della metionina a partire dall'omocisteina --&gt; <strong>aumento dell'omocisteina in circolo</strong> --&gt; <strong>aumento rischio trombotico.<br></strong><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 15:22:56 UTC</pubDate>
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         <title>Patologie trombotiche legate ad alterazione del flusso</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Turbolenza </strong>--&gt; può provocare danno endoteliale e se c'è una placca ne favorisce la rottura.<br>-Stasi --&gt; essendo che il circolo rallenta si favorisce l'autoattivazione poichè i vari fattori si avvicinano tra loro&nbsp; --&gt; le piastrine aderiscono, essendo più vicine, all'endotelio vasale --&gt; rischio trombosi (es: stasi venosa).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 15:55:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>NB: per avviare il processo di guarigione è necessario ovviamente che vi sia l'infiammazione, poichè le molecole dell'infiammazione sono anche quelle che stimolano la guarigione.<br>Bisogna stare attenti alla connessione tra coagulazione e infiammazione (viene chiesto spesso all'esame)<br><br>RB: differenza tra riparazione/reintegrazione connettivale e rigenerazione tissutale:<br>-Riparazione o reintegrazione connettivale: </em></strong><em>organi il cui parenchima è danneggiato e sostituito da tessuto connettivo --&gt; non riacquista la funzione fisiologica </em><strong><em><br></em></strong><em>&nbsp;(tessuto muscolare cardiaco --&gt; infarto --&gt; sostutito da tessuto connettivo e non da tessuto muscolare com'era precedentemente con perdita di funzione).<br>Quindi si ha quando il danno è esteso e il tessuto danneggiato non ha un pool staminale per la rigenerazione.<br></em><strong>-Rigenerazione:</strong> Il tessuto per rigenerarsi deve avere un pool staminale tale da poter rigenerare completamente il tessuto, la rigenerazione è direttamente proporzionale quindi alla capacità del tessuto di autorigenerarsi (più rigenerazioni ci sono e più la funzionalità del tessuto si mantiene), più si riducono le capacità rigenerative più aumentano quelle della reintegrazione connettivale.<br><br>A livello evolutivo: i mammiferi, hanno perso la capacità rigenerativa (come quella dei vermi piatti o degli anfibi) per essere compensata da una complessa risposta infiammatoria/immunitaria --&gt; rapida riparazione.<br>Es: danno nei mammiferi --&gt; immunità innata, coagulazione e attivazione dei meccanismi di riparazione --&gt; di solito rapidissima reintegrazione connettivale --&gt; cicatrizzazione.<br><br>Ovviamente rimane un bilanciamento tra processi infiammatori e guarigione --&gt; nell'invecchiamento il bilancio vede verso l'infiammazione.<br>Nel feto, le ferite piccole vengono rigenerate mentre le grandi vengono reintegrate con il connettivo.<br><em><br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-24 21:12:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-24 21:58:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-25 10:05:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-01-25 10:05:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 10:06:00 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>I 3 elementi fondamentali della guarigione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>- POTENZIALE PROLIFERATIVO DELLE CELLULE DEL TESSUTO.&nbsp;<br>- RUOLO DELLE CELLULE STAMINALI.&nbsp;<br>-COMPONENTI E FUNZIONI DELLA MATRICE EXTRACELLULARE (ECM).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 10:06:40 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>POTENZIALE PROLIFERATIVO CELLULARE:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>3 TIPI DI CELLULE:<br><strong>-Perenni:</strong> es neuroni, riparato per reintegrazione connettivale<br><strong>-Labili:</strong> in alcune circostanze si ha una rigenerazione (cellule epiteliali)<br><strong>-Stabili:</strong> in condizioni omeostatiche non si dividono ma se c'è un danno iniziano a proliferare (epatociti)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 10:09:01 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Tipi di cellule staminali </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Cellule staminali embrionali (ESC): dotate di maggiore capacità proliferative e differenziative --&gt; totipotenti<br>-Cellule staminali dell'adulto (ASC): sono in grado di dare origine sono a varie tipologie cellulari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 10:31:09 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>RUOLO DELLA MATRICE EXTRACELLULARE (ECM)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Forma <strong>l'impalcatura lungo la quale le cellule migrano</strong> in maniera ordinata e coordinata<br>-Mantiene la giusta <strong>polarizzazione</strong> necessaria alla corretta ricostruzione delle strutture pluristratificate<br>-Contribuisce alla <strong>formazione di nuovi vasi</strong><br>-Le <strong>cellule</strong> in essa immerse <em>(fibroblasti, macrofagi etc.)</em><strong> producono fattori di crescita/guarigione</strong> che servono per organizzare il lavoro delle cellule coinvolte nel processo di guarigione --&gt; la <strong>ECM li trattiene per rilasciarli </strong>quando sono prodotte le molecole che rimodellano la matrice.<br>-I componenti della ECM legano <strong>recettori cellulari</strong> --&gt; diversi effetti cellulari in modo diretto.<br><br><strong>&nbsp;Funzioni della ECM:</strong><br>-<strong>Sostegno</strong> meccanico per le cellule del tessuto<br>-Influenza <strong>forma e movimento</strong> delle cellule<br>-Influenza lo <strong>sviluppo e differenziamento</strong> delle cellule <br>- <strong>Coordina le funzioni cellulari </strong>(interazione fra molecole ECM e molecole della membrana cellulare); <br>- Costituisce una <strong>riserva di molecole di segnalazione</strong> che possono essere liberate quando la matrice viene degradata (VEGF, TGF-beta, PDGF, FGF, BMP-4).&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 16:19:05 UTC</pubDate>
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         <title>Compontenti della ECM</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>1) Proteine strutturali fibrose:</mark></strong><strong> </strong><br><strong>-Collagene:</strong> permette la resistenza alla trazione.<br>Struttura tipo dell'ECM --&gt; cellula con glicoproteine di superficie-integrine legate alla fibronectina e laminina- legano il collagene e molecole saccaridiche/proteiche (GAG e proteoglicani) .</div><pre>Ci sono 29 tipi di collageni --&gt; la singola catena <em>(con sequenza X+Y+glicina, la glicina permette l'avvolgersi dell'elica, X e Y spesso sono lisina e prolina e possono andare incontro a modificazioni post-traduzionali ad opera di specifici enzimi che li idrossilano nel lume del RER e possibile glicosilazione del golgi ,con una reazione vit C e O2 dipendente, in--&gt; idrossilisina e idrossiprolina --&gt; possono formare legami H tra le catene della stessa molecola o tra catene anche di altre molecole --&gt; questo conferisce resistenza alla trazione )</em> si unisce con altre due catene per formare una <strong>molecola di collagene</strong>--&gt; <strong>tre catene proteiche</strong> <strong>avvolte ad elica </strong><em>(tutte catene alpha avvolte in senso sinistrorso, qualsiasi tipo di collagene sia, solo una parte le tre catene sono avvolte tra loro in senso destrorso)</em> --&gt; questa unità si aggrega con altre per formare le <strong>fibrille di collagene </strong>--&gt; le fibrille si aggregano a formare le <strong>fibre di collagene.

BIOSINTESI DEL COLLAGENE:
</strong>mRna -&gt; splicing alternativo -&gt; ribosomi -&gt; traduzione -&gt; Nel RE si allineano le tre catene proteiche sintetizzate -&gt; si formano ponti di-solfuro in C-term il chè permette di avvolgere l'elica a cerniera in direzione C-term -&gt; N-term -&gt; contemporaneamente si idrossilano le proline e le lisine -&gt; formazione di legami tra le catene -&gt; formazione del procollagene -&gt; golgi -&gt; glicosilazione -&gt; rilasciata nello spazio extracellulare -&gt; taglio dei telopeptidi in C-term e N term(tramite enzimi preteolitici) -&gt; formazione del collagene -&gt; ogni molecola si appaia parallelamente all'altra per i 3/4 della sua lunghezza -&gt; cross-link delle idrossilisine e idrossiproline tramite ponti a H -&gt; formazione della fibrilla con 10&lt;diametro&lt;300nm (le molecole si appaiano in posizione leggermente sfalsata) -&gt; fibrille si assemblano -&gt; fibre.</pre><div><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 16:57:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>3A) Glicoproteine di adesione:</strong><br>-Uniscono gli elementi della ECM-cellule (tramite le proteine di membrana):<br>Sono: selectine, integrine e caderine.<br><br><strong>3B) Glicoproteine strutturali</strong>: servono per aderire alla matrice, sono componenti dell'ECM fibronectina, laminina e tenascina.<br><br>Quindi molecole espresse sulle cellule-molecole strutturali extracellulari (queste glicoproteine descritte) - collagene.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 16:57:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 17:11:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Collagene di tipo I:<br></strong>Forma più diffusa, codificata dai geni COL1A1 e COL1A2 --&gt; rispettivamente codificano per le catene alpha 1 e alpha 2 --&gt; la struttura base è formata da 2 catene alpha 1 e una catena alpha 2.<br>E' presente a livello di tendini, osso, legamenti e derma.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 17:11:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'immagine sono descritti gli altri tipi di collagene, nel processo riparativo viene prodotto prima il tipo III e poi questo viene convertito nel tipo I.<br><br>-Collagene di tipo IV:&nbsp;<br>Si assembra sotto forma di rete e forma le membrane basali.<br>Ci sono 6 catene alpha e combinazioni di 3 catene alpha formano le unità di collagene IV.<br>Ogni catena possiede 3 domini:&nbsp;<br>-N-term 7S coinvolti nelle interazioni tetrameriche e dimeriche e definiscono la struttura 3D della molecola <br>-Centrale a tripla elica<br>-C-term globulare non-collagenoso (NC1) --&gt; due domini di due molecole si aggregano per formare complessi esamerici stabilizzati da ponte disolfuro<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 17:29:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 17:35:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Degradazione del collagene </strong>--&gt; può avvenire in 2 modi:<br>-tipo basale: non richiede proteolisi lisosomiale --&gt; turnover<br>-tipo intensivo: avviene per proteolisi lisosomiale come processo di degradazione intensivo (deficit ormonale o nutrizionale)<br>La degradazione della matrice e del collagene avviene solo in condizioni patologiche e il dosaggio nelle urine di idrossiprolina indica il turnover osseo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 17:39:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>PATOLOGIE DEL COLLAGENE:<br><br>-Alterazioni genetiche:</strong><br><strong><mark>Sindrome di Ehlers-Danlos (EDS):</mark></strong></div><pre>Caratterizzata da mutazioni che avvengono a livello dei geni che sintetizzano collagene --&gt; collagene viene sintetizzato ma conferisce meno resistenza del normale al tessuto.</pre><blockquote>Sintomi: Iperelasticità della cute, lassità dei legamenti, dolore cronico e acuto e infine, ci sono sintomi extra-muscolo-scheletrici che possono compromettere la qualità della vita dei pazienti.</blockquote><div>Ci sono tre forme:<br><strong>Classica --&gt;</strong> mutazione del collegene di tipo I --&gt; iperestensibilità della cute e iperelasticità a livello articolare, in rari casi vi è la mutazione del gene per la <strong>tenascina</strong> (proteina dell'ECM).<br><br><strong>Ipermobile --&gt; </strong>la maggior parte dei pazienti è di sesso femminile, c'è un'<strong>apoinsufficienza della tenascina X</strong>, una glicoproteina espressa nel tessuto connettivo e codificata dal gene TNXB (mutazione come già detto possibile anche nella forma classica).<br><br><strong>Vascolare --&gt;</strong> mutazione a carico del collagene di tipo III --&gt; pazienti a rischio di aneurisma aortico --&gt; rischio di danno dovuto a lassità dei connettivi che circondano arterie e intestino.<br><br><strong><mark>-Osteogenesi imperfetta:</mark></strong></div><pre>Dovuta a mutazione del collegene di tipo I</pre><blockquote>Comporta fragilità ossea --&gt; fratture frequenti e spontanee con presenza di deformazioni osee.</blockquote><div>Ci sono 5 forme:<br><strong>I tipo:</strong> lieve<br><strong>II tipo</strong>: letale<br><strong>III tipo: </strong>grave<br><strong>IV e V tipo: </strong>moderate<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 17:54:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Patologie acquisite (alterazioni post-traduzionali):</strong><br><br><strong><mark>-Scorbuto:</mark></strong></div><pre>Patologie derivante da deficit di vit C --&gt; cofattore della prolil-idrossilasi e della lisil-idrossilasi --&gt; non avviene stabilizzazione tramite cross-linking dei propeptidi del collagene.</pre><blockquote>Sintomi: fragilità capillare --&gt; maggiore facilità di sanguinamento --&gt; rallenta guarigione delle ferite, formazione di ossa e denti (dentina) alterata</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 18:03:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>2) Fibre elastiche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2456590372</link>
         <description><![CDATA[<div>Donano elasticità --&gt; ritorno alle condizioni iniziali dopo la sollecitazione.<br>Sono formate da:<br><strong>-Elastina (ELN): </strong>come porzione amorfa, ricca di prolina e glicina (non glicosilata e idrossilata, sussiste solo&nbsp; poca idrossiprolina).<br><strong>Secreta da:</strong> fibroblasti, muscolari lisce ed endoteliali.<br><strong>Molecole che ne stimolano la sintesi:</strong><br><strong>TGF-beta --&gt;</strong> stimola la sintesi di elastina e collagene.<br><strong>Glucocorticoidi --&gt;</strong> stimolano la sintesi di elastina<br><strong>Aumento della pressione --&gt; </strong>stimolano la sintesi di elastina<br><br><br><strong>-Fibrillina I (FBN1), fibrillina II (FBN2), fibrillina III, microfibril-associated glycoprotein (MAGP1/2):</strong> come porzione fibrillare.<br>Le fibre elastiche sono costituite da: elastina + molecole microfibrillari I e II<br>Posizioni anatomiche: polmoni, pareti delle arterie, nei legamenti, nella pelle e nell'intestino --&gt; ritorno elastico.<br><br>-<strong>Fibrilline:</strong> sono proteine fibrose, dure e stabili, responsabili delle caratteristiche elastiche e della stabilità del tessuto connettivo.<br><br><em>NB: il collage dona solo resistenza alla trazione</em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-25 18:20:51 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Degradazione dell&#39;elastina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2457772734</link>
         <description><![CDATA[<div>Enzimi coinvolti e liberati durante i processi infiammatori:<br><strong>-Elastasi:</strong> nei lisosomi dei neutrofili, secreto pancreatico.<br><br><strong>-Metalloproteinasi (MMP2, MMP9)<br>&nbsp;</strong><br>Entrambe provvedono alla <strong>degradazione</strong> delle fibre elastiche --&gt; rimodellamento della matrice (vengono degradate anche le fibre di collagene).<br>Dalla degradazione dell'elastina si producono <strong>matrichine</strong> --&gt; favoriscono chemiotassi e vasodilatazione --&gt; quindi sono molecole pro-infiammatorie.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 15:27:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie delle fibre elastiche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Alterazioni ereditarie</strong><br>Elastina: <br>Patologie: <br><strong><mark>Cutix laxa </mark></strong>(restringimento di grandi arterie e stenosi aortica) -&gt; mutazione gene ELN, autosomica recessiva --&gt; cute iperestensibile.<br><br><strong><mark>sindrome di Marfan:</mark></strong> <br>Sintomi: aneurismi alla aorta, legamenti, aracnodattilia, sostegno cristallino, problemi a livello delle valvole cardiache, dolicostenomelia (mani molto allungate e anomalie delle articolazioni)<br>E' causata dal alterazioni del gene FBN1&nbsp; della fibrillina I: di solito la fibrillina 1 lega TGF-beta e lo rilascia inseguito a degradazione, in condizioni patologiche, c'è una iperattivazione.<br><br><br><strong><mark>Sindrome di Beals (aracnodattilia contratturale congenita)</mark></strong><br> Mutazione del gene FBN1 --&gt; Fibrillina II<br>Sintomatologia: simile alla sindrome di Marfan ma la differenza è:<br>-Presenza di contratture articolari multiple e padiglione auricolare accartocciato.<br>-Non sussistenza di problemi di tipo vascolare<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 15:37:26 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>4)Proteoglicani, glicosamminoglicani ed acido ialuronico:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2458102438</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Sono molecole bi/polisaccaridiche e proteiche che danno resistenza meccanica ed effetto lubrificante-sostanza amorfa.<br><br><strong>-Proteoglicani</strong>:<br>I glicosamminoglicani (GAG) sono l'unità di base per formare i proteoglicani.<br>I GAG si legano con l'acido ialuronico.<br>I GAG sono formai da catene di glucidi ( disaccaridi come condroitin-solfato, cheratan-solfato) legati poi a proteine (core centrale) --&gt; formano il proteoglicani--&gt; donano volume, lubrificazione e resistenza meccanica alla ECM.<br><br><em>Riassumendo: GAG-core proteico = proteoglicani --&gt; il tutto legato ad acido ialuronico --&gt; aggregato di grecani che vanno a costituire la ECM</em>.<br><br>Possono essere secreti o associati alla membrana --&gt; possono essere legate dai toll-like receptor delle cellule dell'immunità (specialmente i frammenti che derivano dalla degradazione della matrice con lisi delle strutture come i proteoglicani --&gt; attivazione del processo infiammatorio)<br><br></div><blockquote>Durante i processi infiammatori le cellule dell'immunità innata esprimendo in superficie<strong> CD44 </strong>riescono ad aderire alle componenti proteiche della matrice extracellulare --&gt; il <strong>sindecano</strong> (proteoglicano) permette l'adesione delle cellule dell'immunità innata con il collagene, acido ialuronico e laminina (questa interazione viene sfruttata anche dalle cellule tumorali).</blockquote><div>&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-26 19:18:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-22 11:42:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Patologie della ECM</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>FIBROSI/SCLEROSI</mark></strong>: condizioni in cui c'è un'aumentata deposizione di ECM (collagene).<br>L'aumento quantitativo può andare a scapito della componente qualitativa <em>(riduzione funzionalità dell'organo, come nel caso di riparazioni di un danno o come nell'invecchiamento possono portare a alterazioni dell'architettura tissutale --&gt; alterazione funzionalità).</em><br><strong>Cause:<br>-Invecchiamento</strong>: si riduce il turn over delle fibre elastiche --&gt; minore deposizione di elastina e componenti delle fibre elastiche.<br><strong>-Guarigione</strong>--&gt; regolata da Potenziale proliferativo delle cellule del tessuto;&nbsp;<br> Ruolo delle cellule staminali;&nbsp; Componenti e funzioni dell’ECM.<br><br>La fibrosi può essere:<br>-Sistemica&nbsp;<br>-Localizzata<br><br>Ovviamente i responsabili della deposizione di matrice sono le cellule fibrogeniche --&gt; fibroblasti.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-22 11:56:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Fasi del processo di guarigione --&gt; riparazione per reintegrazione connettivale (si prende come esempio il processo di guarigione delle ferite cutanee).</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>1) Si attivano il <strong>processo infiammatorio </strong>e quello<strong> caogulativo </strong>(vaso leso --&gt; le piastrine vengono a contatto con il collagene --&gt; aggregazione piastrinica --&gt; con i fattori della coagulazione attivati --&gt; coagulazione --&gt; coagulo e <strong>escara</strong>)</div><blockquote><strong>Escara --&gt; sangue coagulato fuoriuscito dai vasi --&gt; </strong>è una crosta che serve per isolare la zona sottostante limitando le infezioni e per favorire la contrazione dei margini della ferita.</blockquote><div>A questi si aggiunge la rimozione di tutti i detriti tramite i macrofagi.</div><blockquote><strong>Azione dei macrofagi</strong>:<br>-All'inizio arrivano i <strong>macrofagi M1 (pro-infiammatori) </strong>--&gt; producono molecole infiammatorie, chemochine e si formano nel sito di danno.<br>-Con un timing sfalsato i macrofagi si differenziano anche in <strong>M2</strong> --&gt; predominante nei processi riparativi (antiinfiammatorie, stimola la matrice, favorisce angiogenesi e riparo) --&gt; produce <strong>molecole antiinfiammatorie come TGF-beta, PDGF</strong> (prodotta anche da piastrine e fibroblasti, permette di organizzare la capacità dei fibroblasti di deporre fibre di collagene), <strong>IL-10 e VEGF</strong>, inoltre, anche fattori che permettono l'arrivo dei fibroblasti e la deposizione di collagene.<br><strong>-Macrofagi M2C</strong> --&gt; sono un sottotipo dei M2 e sono coinvolti nei processi di deposizione della matrice e di rimodellamento tissutale. (spesso associati a IL-10 e glucocorticolidi --&gt; antinfiammatori).<br><strong>Quindi il processo riparativo dipende dal rapporto tra M1/M2.</strong></blockquote><div><br>2) Processo di <strong>neoangiogenesi </strong>--&gt; formazione di un<strong> tessuto di granulazione </strong>(tipico della riparazione delle ferite) --&gt; con formazione di nuovi vasi che permettono di importare cellule dell'immunità innata, fibroblasti per deporre collagene <em>(</em><strong><em>Di tipo III</em></strong><em> che poi maturerà in</em><strong><em> tipo I </em></strong><em>e fibronectina formando la matrice su cui scorreranno i nuovi vasi e il nuovo epitelio)</em> e elementi nutritivi e <strong>cheratinociti </strong>che, tramite proteine di membrana, si legano alla <strong>fibronectina</strong> che è legata alla fibrina del coagulo --&gt; questo permette la<strong> riepitelizzazione (entro 72h).</strong><br>Entro 24/48 ore arrivano i leucociti che arrivano tramite i vasi integri durante l'infiammazione acuta per aumento della permeabilità vasale <em>(escono prima neutrofili e poi i macrofagi).</em><br><em>I topi senza il gene per il plasminogeno fanno fatica a riepitelizzare</em>.</div><blockquote><strong>Fibronectina-1</strong>: ha domini di legame per fibrina, collagene, eparina e molecole eparino-simili<br><strong>Tessuto di granulazione</strong>: tessuto ricco di capillari neoformati che derivano dai vasi non lesionati vicini alla lesione --&gt; formazione: vengono rilasciate proteasi da parte delle cellule endoteliali (del vaso integro che stanno ricevendo il gradiente del fattore angiogenico) --&gt; digestione della membrana basale --&gt; cellule endoteliali proliferano e formano un gettone endoteliale (processi che si ramificano durante la proliferazione e vanno in direzione del gradiente e quindi verso la ferita) --&gt; si cavitano --&gt; formazione dei nuovi capillari --&gt; degenerano a fine guarigione</blockquote><div><br>3) Proliferazione dei fibroblasti arrivati in sede<br>4) I fibroblasti sintetizzano e depositano collagene portando alla formazione del <strong>tessuto connettivo cicatriziale</strong>.<br>5) <strong>Rimodellamento</strong> e <strong>contrazione </strong>della cicatrice.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-22 17:45:16 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-22 17:45:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-22 17:45:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-22 17:46:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-22 17:46:38 UTC</pubDate>
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         <title>Modello di riparazione dei tessuti --&gt; ferite cutanee (dermo-epidermica) con reintegrazione connettivale.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ci sono due tipi di ferite:<br>-Ferita di prima intenzione:</strong> se presenza margini giustapposti --&gt; uniti (es, ferite dovute a interventi chirurgici) --&gt; qui non avviene la contrazione della ferita.<br><strong>-Seconda intenzione:</strong> interventi con margini non perfettamenti giustapposti --&gt; es ferite lacero-contuse (eventi accidentali) --&gt; contrazione della ferita.<br><br></div><blockquote><strong>Contrazione della ferita</strong>:<br>I <strong>fibroblasti </strong>sotto <strong>TGF-beta ( activina )</strong> --&gt; espongono le <strong>fibre da stress</strong> (microfilamenti di actina e miosina) al di fuori della membrana e prendono contatto con componenti della matrice --&gt; formazione dei miofibroblasti --&gt; tramite la <strong>contrazione di questi filamenti</strong> la ferita si ridimensiona fino ad un 10% , contemporaneamente vi è anche la secrezione di collagene--&gt; riavvicinamento dei lembi della ferita --&gt; è un processo ciclico.<br>Dopo il riavvicinamento avviene: regressione rete vascolare, scomparsa dei leucociti e fibroblasti--&gt; sostituzione del collagene III con collagene I.<br>Ovviamente mancano: fibre elastiche, annessi cutanei e ghiandole sudoripare --&gt; non avviene la reintegrazione funzionale.<br>NB: le fasi iniziali, come da immagine, sono estremamente veloci per impedire l'invasione di microrganismi e il dissanguamento.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-22 21:12:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 09:57:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 09:58:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Processi molecolari del macrofago</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2492344624</link>
         <description><![CDATA[<div>Secerne delle molecole che peremttono di regolare la riparazione durante la risoluzione del processo infiammatorio --&gt; secerne molecole in grado di:<br>1) Regolare i fibroblasti --&gt; deposizione della matrice <br>2) Degradazione della matrice<br><br><strong>Fattori coinvolti:<br>-TGF-beta: </strong>rilasciata dai M2 durante il rimodellamento della matrice (M2C specialmente) --&gt; si lega alle componenti della matrice extra-cellulare (es con la fibrillina 1) --&gt; ha funzione antinfiammatoria e stimola il fibroblasto a deporre matrice e effetti sul tessuto nervoso della ferita (fibre sensitive).<br><strong>Activina</strong> --&gt; appartiene alla famiglia delle TGF-beta --&gt; proliferazione dei cheratinociti --&gt; riepitelizzazione.<br><br><strong>-PDGF (PLATELED DERIVED GROWTH FACTOR):</strong> viene rilasciato dalle piastrine nelle fasi della coagulazione e dai macrofagi e cellule endoteliali nelle fasi tardive della riparazione --&gt; stimola i fibroblasti a diventare miofibroblasti.ù<br><br><strong>-EGF (EPIDERMAL GROWTH FACTOR):</strong> stimola la proliferazione delle cellule epidermiche --&gt; riepitelizzazione. <br><br><strong>-VEGF (VASCULAR ENDOTELIAL GROWTH FACTOR)</strong>: prodotto dai M2 e cellule endoteliali --&gt; si lega ai recettori VEGFR2 (KDR) sulle cellule endoteliali --&gt; induce:<br>-Proliferazione<br>-Migrazione cellulare --&gt; arrivo al tessuto&nbsp; di granulazione <br>-Blocca l'apoptosi (blocca le caspasi) <br>-Favorisce la rigenerazione cellulare.<br><em>Le cellule tumorali lo possono esprimere accrescendo cosi la rete vascolare --&gt; aumenta il nutrimento.<br>In questi casi ci sono farmaci anti VEGF (recettore o fattore) --&gt; usati anche in angiogenesi anomale --&gt; psoriasi</em>.<br><br><br><br><strong>-FGF (FIBROBLAST GROWTH FACTOR)</strong>: prodotto da macrofagi e fibroblasti --&gt; simile a VEGF.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 10:06:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cellule staminali epiteliali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo strato basale dell'epidermire ha un pool di cellule staminali per il turnover --&gt; ma nelle cicatrici fibrose non si ha il rinnovamento e diventano anche più sensibili ai raggi solari non avendo quella zona i melanociti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 10:25:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Deficit di cicatrizzazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2492376941</link>
         <description><![CDATA[<div>Deficit possono portare a:<br><strong>-Deiscenza: </strong>complicazione postoperatoria --&gt; riapertura spontanea della ferita saturata (dipenda da possibili infezioni o ritardi di guarigione) <br><strong>-Ulcerazione<br>-Cheloidi: </strong>eccesso di tessuto fibroso --&gt; ipertrofia dei fibroblasti --&gt; eccesso deposizione dei componenti della matrice.<br>Seguono una carrellata di slide di approfondimento specialmene sull'ulcerazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 10:41:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-23 10:41:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-23 10:42:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Riparazzione di fratture ossee</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-23 11:08:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>NB: nell'infiammazio cronica avremo contemporaneamente sia infiammazione che riparazione.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 11:11:02 UTC</pubDate>
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         <title>Famiglia delle IL-6</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<pre><strong>-IL-6:</strong> ha sia ruoli pro-infiammatori che modulatori e quindi di tipo antinfiammatorio.
<strong>Attraversa la barriera emato-encefalica</strong> --&gt; induce la sintesi di <strong>PGE2 </strong>nell'ipotalamo area preottica --&gt; provoca aumento della temperatura corporea (mediatore della febbre insieme a IL-1).
Attiva la sintesi epatica di proteine di fase acuta.
Attiva il catabolismo dei substrati energetici nei muscoli e tessuto adiposo.
Media il passaggio dell'infiammazione acuta a cronica --&gt; favorendo il rilascio di chemochine per i macrofagi.

<strong>Viene secreta da:</strong> linfociti T, macrofagi, cellule muscolari (miochina, si trova aumentata in seguito a esercizio fisico, mobilizza i substrati energetici e quindi l'apporto di sostanze nutritive al muscolo), osteoblasti, cellule endoteliali (pro-infiammatoria), muscolari lisce dei vasi e adipociti (negli obesi l'espressione aumenta fino al 30%)
Recettore per IL-6: formato da due catene gp130 e da una catena IL-6R-alpha --&gt; sono proteine transmembrana che legano tramite questo complesso tetramerico IL-6 -&gt; trasduzione del segnale --&gt; NF-KB/STAT3 --&gt; entrano nel nucleo --&gt; espressione di geni infiammatori.
<strong>Vie di trasduzione di IL-6: 
a) Via di classica di attivazione </strong>(sistema usato dalle cellule che hanno il recettore e quindi possono rispondere a IL-6)<strong>:</strong> al complesso trimerico (IL-6R-alpha/gp80 + 2 catene di gp130) --&gt; si lega IL-6 solubile --&gt; trasduzione del segnale --&gt; JAK e STAT3 --&gt; NFKB e STAT --&gt; porta all'espressione di molecole antifiammatorie come IRAP, TNFsR, molecole che inducono proliferazione cellulare e rigenerazione, inoltre, riduce la produzione di molecole proinfiammatorie. 

<strong>b) Via trans-signalling di attivazione </strong>(via che permette di rispondere a IL-6, le cellule non responsive per esso)<strong>: </strong>è propria di cellule che non esprimono in modo costitutivo il recettore per IL-6 ma solo le due catene di gp130, quindi il recettore in questo caso solubile (IL-6R-alpha) lega IL-6 e poi successivamente si va a legare alle due catene presenti sulla membrana delle cellule responsive --&gt; processo proinfiammatorio portando all'espressione di citochine --&gt; 

a)poichè con questo meccanismo le cellule endoteliali riescono a legare IL-6 e quindi aumentare i processi infiammatori.
b) produzione di citochine proinfiammatorie come TNF-alpha, IL-1beta, NF-IL6 (fattore di trascrizione nucleare dell'IL-6, quindi permette l'aumento di IL-6) --&gt; infiammazione cronica.

<strong><em>NB:</em></strong><em>
1)Il recettore viene tagliato tramite ADAM17 dalle cellule che lo esprimono in maniera costitutiva.
2)Le catecolammine e TNFalpha stimolano l'espressione di IL-6
3)</em>la forma solubile del recettore può derivare anche da Splicing alternativo

Quindi durante l'infiammazione si dosa sia IL-6 che il recettore di IL-6 solubile in circolo, essendo un suo agonista.

<strong><em>Farmaci che inibiscono IL-6:</em></strong><em> 
</em><strong><em>-Anticorpi monoclonali --&gt; TOCILIZUMAB </em></strong><em>--&gt; antagonista del </em>recettore dell’IL-6 sia nella sua forma transmembrana (mIL-6R-alfa), che in quella solubile (sIL-6R-alfa) --&gt; blocca entrambe le vie. 
Usato per patologie autoimmuni come artrite reumatica e sars-cov-2 con risultati diversi:
Una parte dei pazienti rispondeva bene
L'altra parte --&gt; NON RESPONDER --&gt; nessun miglioramento.
Per aumentarne l'efficacia si fa un trattamento combinato con il cortisolo.
<strong>-Glucocorticoidi la inibiscono</strong></pre><div><br></div>]]></description>
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         <title>Citochine proinfiammatorie e i relativi farmaci biologici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-23 11:21:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Ciliary neurotrophic factor (CNTF)</strong>: riduce l'obesità, viene prodotto da astrociti e dalle cellule di Schwann.<br><br><strong>-IL-11</strong>: struttura simile a IL-6, viene prodotta dalle cellule stromali del midollo osseo.<br><strong>Recettore: </strong>IL-11Ralpha + gp130 --&gt; gp130 omodimerizzazione --&gt; attiva JAK --&gt; trasduzione del segnale.<br><strong>Funzioni:</strong> <br>1) induttore della produzione di <strong>proteine della fase acuta</strong><br>2) Promuove la <strong>proliferazione dei linfociti</strong><br>3) Proprietà <strong>osteotrofiche</strong> --&gt; promuove la <strong>proliferazione e differenzazione delle cellule dell'osso</strong><br>4) Principale citochina coinvolta nella <strong>maturazione dei megacariociti</strong> nel midollo.<br><br><strong>-IL-30: </strong>nota anche come p28 --&gt; subunità di IL-27, ma può agire anche in maniera autonoma.<br><br><strong>-IL-31: </strong>citochina infiammatoria che permette di innescare l'immunità cellulo-mediata contro i patogeni --&gt; azione immunoregolativa --&gt; invia segnali attraverso un complesso recettoriale (IL-31RA + recettore beta dell'oncostatina M espresso nelle cellule epiteliali e immunitarie) --&gt; attivano ERK1/2 MAP chinasi, PI3K/AKT e segnalazione JAK1/2.<br><br><strong>-Oncostatina M (OSM)</strong>: svolge funzioni legate all'emopoiesi, infiammazione, sviluppo dell'osso e del SNC --&gt; si lega ai recettori di tipi 1 e 2 --&gt; trasduzione -&gt; STAT --&gt; trascrizione --&gt; SOC3, IRF1, IRF7, IL-6, ICAM1, VCAM1.<br><br><strong>-LIF (leukemia inhibitory factor)</strong>:&nbsp; il recettore è formato da LIFR (LIF receptor beta) + gp130 assemblati insieme (legano anche oncostatina M, cardiotrophin1, CLC) --&gt; LIF una volta legato a LIFR --&gt; stimola proliferazione, differenzazione e sopravvivenza cellulare e a volte innesco processi infiammatori.<br><br><strong>• Cardiotrophin-like cytokine (CLC);<br><br>• Cardiotrophin-1 (CT-1); <br><br>• Neuropoietina </strong><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 12:42:04 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>IL-1 alpha</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Appena prodotta in "pro" inattiva si può legare:<br>-<strong>HAX1</strong> --&gt; viene trasportata nel nucleo --&gt; trascrizione geni target.<br>-<strong>Recettore per IL-1 del tipo R2</strong> (R2 è citosolitico, R1 è di membrana).<br>La sua funzione è prevalentemente quella di una alarmina--&gt; quindi agisce a livello intracellulare e ha bassissimi livelli ematici (azione simile a IL-33), l'enzima che si occupa dell'attivazione è la <strong>calpaina</strong> (famiglia delle proteasi della cisteina Ca++-dipendenti) che si trova nel citosol di tutte le cellule.<br><strong>Sclerodermia</strong>: patologia infiammatoria cronica, nei fibroblasi si evidenzia IL-1 alpha a livello nucleare dove potenzia i meccanismi infiammatori.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 16:59:58 UTC</pubDate>
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         <title>FAMIGLIA DELLE IL-1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Componenti: IL-1, IL-18, IL-33, IL-36, IL-37, IL-38</strong><br>Poi ci sono 3 sottofamiglie che riguardano le interleuchine: IL-1, 18, 36.<br><br><strong>Proinfiammatorie 6:</strong> IL-1 alpha, IL-1 beta, IL-18, IL-36 alpha, IL-36 beta, IL-36 gamma <br><br><strong>Sia pro che antinfiammatoria in base ai casi (funzione modulatoria) 1:</strong> IL-33<br><br><strong>Antinfiammatorie 4:</strong> IL-1 Ra, (cioè il recettore antagonista dell’IL-1), IL-36 Ra (che è il recettore antagonista delle tre isoforme dell’IL-36), IL-37, IL-38. <br><strong><br>Caratteristiche comuni delle interleuchine di questa famiglia:</strong><br>-Tutte <strong>trascritte in forma "pro" (si trovano nel citoplasma, hanno una sequenza consenso AXD che si localizza 9 AA dopo il sito di taglio) </strong>e inseguito attivate per taglio proteolitico <br>-Tutte hanno la <strong>sequenza consenso condivisa</strong>, tranne <strong>IL-Ra</strong> che legandosi a IL-1 ne impedisce la trasduzione del segnale e questa citochina viene trascritta nella sua forma funzionale (quindi <strong>non ha una forma "pro"</strong>).<br>-Tutte queste proteine <strong>sono attivate da enzimi ad azione proteasica</strong> (es: caspasi 1 attiva IL-1-beta/18/37, tra altri enzimi menzionabili troviamo la calpaina, catepsina G, Elastasi e proteinasi 3)<br><strong>-IL-1-alpha e IL-33</strong> si comportano come <strong>alarmine</strong>, dunque possono sia legare il DNA e attivare la trascrizione di geni target (avviene anche senza il taglio proteolitico che le attiva), che agire come le altre citochine in maniera autocrina, paracrina o sistemica. Vengono espresse costitutivamente nell'epitelio dell'intestino, polmone, rene e fegato, cellule epiteliali e negli astrociti.<br>Una volta prodotte nel citoplasma possono rientrare nel nucleo tramite proteine di trasporto (HAX1).<br>Quindi i destini di IL-1alpha sono:<br><strong>-Nucleo tramite HAX1<br>-Lisosomi<br>-Ancorata alla membrana</strong> in attesa di un enzima proteolitico che effettua il taglio e IL-1alpha viene convertita nella sua forma matura.<br>NB: pro-IL-1  può essere attivata, oltre che da caspasi1, anche da caspasi4/5/11, proteinasi 3, elastasi --&gt; tramite meccanismo inflammosoma- indipendente. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 17:00:19 UTC</pubDate>
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         <title>IL-1 beta</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Funziona solo in forma clivata, viene tagliata caspasi 1, ha azione antinfiammatoria.<br>NB: se l'attivazione di queste molecole tramite caspasi è protratta nel tempo si può andare incontro a <strong>piroptosi </strong>--&gt; morte litica programmata che si verifica in caso di patogeni intracellulari, dipendenti da caspasi 1.<br>La proIL-1 può essere attivata da caspasi-11, caspasi4, caspasi5 tramite un meccanismo inflammosoma dipendente (TLR3/TLR4-TRIF-LPS) oppure da altri enzimi proteolitici come Proteinasi3 e Elastasi.<br><br><strong>Pathway generico di produzione di IL-1beta:</strong> TLR --&gt; segnale pro-infiammatorio mediato dai TLR --&gt; produzione e attivazione di NF-KB, pro-IL-1beta e pro-IL-18 e un secondo segnale che porta alla formazione dell'inflammasoma in modo da attivare la caspasi 1 --&gt; attivazione di queste citochine<br>(ovviamente IL-1 beta è antagonista di IL-1 alpha).<br><br><strong>IL-1 alpha vs IL-1 beta:</strong><br>Si legano ad un recettore comune<br>IL-1alpha può essere già attiva come allarmina mentre la IL-1beta necessita di essere processata per poter funzionare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 17:00:32 UTC</pubDate>
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         <title>Caratteristiche delle citochine</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Azione locale o sistemica<br>-Possono avere effetto autocrino, paracrino o sistemico.<br>-Emivita di pochi minuti <br><br><strong>In base alla funzione possono essere classificate in 4 gruppi:</strong><br>• famiglia delle interleuchine: dall’IL-1 all’IL-41;&nbsp;<br>• famiglia dei TNF (tumor necrosis factor), tra cui il TNF-α (include 19 ligandi e 29 recettori);&nbsp;<br>• famiglia delle chemochine, tra cui MIP-1°, RANTES, IL-8;&nbsp;<br>• famiglia delle ematopoietine, che include diversi fattori di crescita, tra cui l’eritropoietina e varie interleuchine (hanno a che fare con la stimolazione, la proliferazione e la differenziazione delle cellule emopoietiche).&nbsp;<br><br>Le interleuchine sono proteine sintetizzate e secrete da cellule del sistema immunitario e a volte da cellule endoteliali, adipociti, muscolari (specialmente in condizioni infiammatorie)<br>Es: IL-40 viene prodotta in basse concentrazioni nei linfociti B a riposo e in alte quando questi vengono attivati<br>Es: il timing di risposta all'LPS batterico prevede l'espressione sequenziale di TNF, IL-1, IL-6 e IL-10.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-23 17:02:03 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>IL-37 (antinfiammatoria)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ci sono 5 isoforme: IL-37a,b,c,d,e.<br>L'attivazione è Caspasi1 dipendente, sono tutti precursori attivati inseguito da proteasi presenti sui neutrofili e vengono rilasciati quando i neutrofili mettono in atto il <strong>NET trappola extracellulare dei neutrofili </strong>(poichè vi è il rilascio di cromatina e lisosomi che contengono appunto gli enzimi litici).<br>Il NET può non essere litico, ovvero il rilscio avviene senza lisi del neutrofilo (se il rilascio è eccessivo --&gt; morte cellulare)<br><br><strong>NET:</strong> neutrofilo rilascia la cromatina --&gt; quest'ultima forma una struttura gelatinosa nelle cui maglie intrappola i patogeni, citochine e enzimi litici --&gt; le forme inattive delle citochine vengono quindi attivate --&gt; attivazione del processo infiammatorio (grazie a IL-36)<br><br><strong>-IL-37 funzioni:</strong><br>A livello intracellulare:<br>-Si complessa con SMAD3 --&gt; complesso va nel nucleo e reprimere geni target pro-infiammatori o bloccando l'attivazione di NFKB.<br><br>A livello extracellulare:<br>-Si lega a IL-1R8 (Recettore 8 dell'interleuchina-1)--&gt; il recettore sequesta MYD88 --&gt; blocca la trasduzione del pathway infiammatorio.<br>-Interferisce il legame di IL-18 con il suo recettore --&gt; blocca IL-18 e il recettore catena alpha e beta--&gt; blocco formazione del complesso.<br>-Può anche direttamente bloccare IL-18.<br><br><strong>Alterazioni:</strong><br>-Alterazione della sua espressione sono coinvolte con l'aterosclerosi (patologia infiammatoria a carico delle grande arterie)<br>-Coinvolti anche in altre patologie come: psoriasi (risulta diminuita), rinite allergica, ipersensibilità di tipo 1, nell'icuts, nel covid si assistono ad una sua elevata concentrazione nei soggetti affetti e che guariscono prima (negativazizzazione) e si rilevano anche bassi livelli di citochine proinfiammatorie.  Mentre nei pazienti COVID con bassi livelli si associano ad una prognosi più severa e hanno anche un livello più alto di molecole infiammatorie come CRP (proteina C reattiva).<br><br><br><br><br><br><br><strong><br></strong><br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Altre interleuchine</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>IL-38<br>E' presente sia in forma pro che in forma attiva ma non si conosce l'enzima attivatore</strong><br>Ha <strong>funzione antinfiammatoria</strong> e regola l'infiammazione.<br>Si lega ai recettori di membrana a livello della catena 1 invariante della proteina accessoria del recettore IL-1RAPL1 (recettore di IL-1) e a livello del recettore IL-36R --&gt; <strong>blocca la via di NFKB.</strong><br>Viene prodotta anche dalle cellule B della memoria --&gt; durante l'invecchiamento c'è una riduzione dell'azione antinfiammatoria legata ad alterazioni immunitarie che si trovano nei quadri di immunosenescenza.<br>Si pensa che possa sopprimere la sintesi di citochine pro-infiammatorie in condizioni di infiammazione sia locale che sistemica.<br>Si pensa che sia prodotta dai linfociti B della memoria --&gt; deficit di queste cellule --&gt; aumento di infiammazione in processi in condizioni di invecchiamento, malattie cardiovascolari e metaboliche.<br>E' usata dall'organismo per cercare di spegnere l'infiammazione in alcune patologie, in cui si riscontrano degli aumenti ematici della citochina: lupus, morbo di Crohn, artrite reumatoide e psoriasi.<br><br><br><br><strong>-IL-36<br></strong>E' presente in varie forme --&gt; alpha, beta e gamma --&gt; favoriscono la polarizzazione dei linfociti Th1 e Th17 --&gt; Proinfiammatoria.<br>&nbsp;E' coinvolta nelle infiammazioni della pelle e delle articolazioni&nbsp; --&gt; si trova in alti livelli in patologie come --&gt; psoriasi&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:01:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2493735359</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Regolazione trascrizionale di IL-6:<br></strong>La produzione di IL-6 è a feedback positivo --&gt; poichè l'innesco avviene ad opera di NFKB ma poi arrivano altri fattori ridondandi come AP-1, CREB, NF-IL-6 quest'ultimo è complice dell'autoalimentazione del processo.<br><br><strong>IL-6 è l'interleuchina dei gerontologi:<br></strong>Nell'invecchiamento c'è un suo aumento a livello ematico che indica uno stadio proinfiammatorio cronico tipico dell'invecchiamento ed è un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie comuni in età avanzata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:02:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Recettori per le citochine della famiglia delle IL-1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono proteine transmembrana con un dominio intracellulare TIR (Toll-IL-1-Receptor).<br><strong>Chemochina - Recettore:</strong><br><strong>IL-1 alpha e beta </strong>- IL-1R1 + proteina accessoria (ACP--&gt;IL-1RAcP) --&gt; MYD88, TRAF6 (TNF-alpha receptors associated factor) e IRAK (IL-1R activated kinase).<br>IL-1Ra è una molecola che si lega al recettore di IL-1 e non permette il reclutamento della proteina accessoria ACP --&gt; non c'è trasduzione del segnale.<br>Ci sono recettori decoy (IL-1R2) --&gt; lega IL-1 ma non trasducono il segnale.<br>NB: per TNF, oltre alle proteine menzionate prima, è arruolata un'altra proteina chinasi "RIP".<br><strong>IL-33 </strong>- ST2/IL-33R + IL-1RAcP --&gt; MYD88 --&gt; NFKB e JNK --&gt; portano NFKB e AP-1 nel nucleo per la trascrizione.<br><strong>IL-18</strong> - recettore con catena alpha e beta (a IL-18Rα e IL-18Rβ) --&gt; NFKB.<br>(IL-18 ha funzioni simili a IL-1)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:02:39 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Meccanismo d&#39;azione dell&#39;IL-1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La trasduzione avviene se si hanno la catena R1, Proteina accessoria del recettore dell'IL-1 --&gt; segnale trasdotto --&gt; NFKB.<br>Le classi di farmaci antinfiammatori vanno a colpire parti di questi processi --&gt; come il blocco di IL-1.<br>I recettori decoy sono recettori che legano IL-1 ma non trasducono (es: IL-1R2) --&gt; meccanismo antinfiammatorio.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:03:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Funzioni di IL-1 e TNF alpha nell&#39;infiammazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2493736316</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Azioni sistemiche di IL-1:<br>-febbre<br>-Sintesi delle proteine della fase acuta <br></strong>Questi due fattori attivano l'endotelio --&gt; esprime molecole di adesione e favorisce ,tramite il contatto, la sopravvivenza dei neutrofili e monociti.<br><strong>-Promuove angiogenesi tumorale<br>-Promuove metastatizzazione</strong><br><strong>Infiammazione sterile:</strong> quando i prodotti di necrosi cellulare vanno a stimolare la sintesi di queste citochine <br><br><strong>Azioni di TNF-alpha:</strong><br><strong>-Attiva NFKB<br>-Attiva AP1<br></strong><br><strong>I due fattori in sinergia + IL-6:</strong><br><strong>-Cardiocircolatorio:</strong> <strong>diminuisce</strong> la <strong>pressione</strong> per via di un <strong>aumento </strong>della <strong>vasodilatazione</strong> con <strong>facilitazione dell'extravasione</strong> dei <strong>neutrofili.</strong> <br>Favoriscono anche l'<strong>espressione di molecole di adesione</strong> delle cellule endoteliali.<br><strong>-Fegato:</strong> stimola la <strong>risposta acuta</strong> --&gt; sintesi di proteine della fase auta (PCR)<br><strong>Induce insulino resistenza</strong> promuovendo la fosforilazione della serina sul recettore IRS-1 dell'insulina che blocca il sistema di segnalazione dell'insulina.<br><strong>-Inzio attivazione meccanismi antinfiammatori</strong> (es produzione di IL-10 o stimolano l'ipofisi --&gt; ACTH --&gt; surrene --&gt; cortisolo --&gt; inibisce la fosfolipasi A2 e quindi la produzione di metaboliti dell'acido arachidonico)<br><strong>-Rilascio di cortisolo da parte della corticale del surrene </strong>(infatti questi inducono la produzione di ACTH da parte dell'adenoipofisi) --&gt; spengono la produzione di IL-1 e TNF inibendo la fosfolipasi A2 --&gt; feedback negativo.<br><br><strong>La stimolazione cronica nel tempo da parte di TNF alpha induce effetti tossici:</strong><br><strong>-Cachessina:</strong> perdita di massa muscolare per via dell'atrofia muscolare.<br>-Nei processi neuroinfiammatori stimola il dolore appunto cronico (es: nei pazienti con <strong>artrite reumatoide</strong>, la sua inibizione permette la scomparsa del dolore cronico (per via del blocco di questo neurotrasmettitore a livello delle <strong>corna dorsali</strong>) e riduzione del gonfiore articolare)<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:03:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2493736541</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:03:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Farmaci biologici agonisti o antogonisti delle citochine</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2493737005</link>
         <description><![CDATA[<div>L'inibizione dell'IL-1 è associata ai seguenti effetti:<br>• nelle <strong>cellule endoteliali</strong>, si riduce l’adesione leucocitaria e la produzione di mediatori infiammatori e di prostaglandine pirogeniche; <br>• nelle<strong> cellule muscolari lisce</strong>, si riduce la proliferazione e la produzione di mediatori dell’infiammazione; <br>• negli <strong>epatociti</strong>, viene ridotto il rilascio di proteine di fase acuta; <br>• nei<strong> leucociti</strong>, viene ridotta la produzione di mediatori infiammatori come le citochine, chemochine e lipidi; <br>• nelle<strong> cellule staminali e cellule cancerose</strong>, si inibisce la transizione epitelio-mesenchimale propria dell’oncogenesi e si riduce la produzione di procoagulanti; • nelle <strong>cellule stromali e tumorali</strong>, si riduce la produzione di proteinasi che degradano le membrane basali, processo associato all’insorgenza di metastasi. <br><br><br><br><strong>-Tocilizumab:</strong> contro il recettore di IL-6 --&gt; blocca entrambe le vie di segnalazione.<br>Il Tocilizumab è stato recentemente testato anche in pazienti affetti da COVID19 per ridurre lo storm citochinico. L’efficacia e la sicurezza del farmaco è stata approvata nel trattamento dell’artrite reumatoide e in altre patologie su base autoimmune <br><br><strong>-Anakinra:</strong> antagonista del recettore dell'IL-1 --&gt; impedisce di far funzionare il recettore (utilizzato per patologie autoimmuni come "artrite reumatoide e CAPS, perdita dell'udito autoimmune" ma anche su infarto e osteoartrite, mima l'IL-1RA quindi lega IL-1 impedendone il legame col recettore originale)<br><strong><em><mark>NB: CAPS--&gt; Cryopyrin Associated Periodic Syndrome”</mark></em></strong><em>, malattie genetiche molto rare associate a mutazioni della </em><strong><em>criopirina</em></strong><em>, implicata nel controllo dell’attivazione dell’inflammasoma. Quando la criopirina è mutata, l’inflammasoma viene attivato senza controllo, con conseguente attivazione della caspasi 1, quindi di IL-1β e IL-18. Si ha così una serie di patologie tutte accomunate da una forte componente infiammatoria. </em><br>-Ci sono degli anticorpi monoclonali che hanno il recettore per TNF-alpha e&nbsp; inibisce quest'ultimo, viene utilizzato contro malattie autoimmuni.<br><br>-<strong>L’Infliximab (Remicade®)</strong>: anticorpo monoclonale anti-TNFalpha --&gt; somministrato per via endovenosa --&gt; Usato nel trattamento dell’artrite reumatoide, della spondilite anchilosante e dell’artropatia psoriasica.<br>Però presenta una componente murina a cui col tempo i pazienti si immunizzavano --&gt; perdita di efficacia.<br><br><strong>&nbsp;-L’Adalimumab (Humira®)</strong>: anticorpo monoclonale anti-TNFalpha --&gt; somministrato per iniezione sottocutanea --&gt; la differenza col precedente è che non possiede la componente murina ma viene sostituita con una umana impedendo quindi l'immunizzazione e ergo la perdita di efficacia.<br><br><strong>-L’Etanercept (Enbrel®)</strong>: mima il recettore del TNFalpha, somministrato per iniezione sottocutanea.<br><br><strong>-Certolizumab e Golimumab (più recente dell'altro)</strong>: anticorpi monoclonali contro&nbsp; TNF-alpha --&gt; hanno una parte della molecola schermata dalla glicole polietilenico (PEG).<br><em>NB: La </em><strong><em>PEGiliazione</em></strong><em> prevede di legare la catena polimerica del glicole polietilenico ad una molecola (farmaco o proteina terapuetica) in modo da mascherare l'agente al sistema immunitario ospite (riducendone immunogenicità e antigenicità), inoltre, aumentandone le dimensioni idrodinamiche --&gt; non riuscendo a superare la barriera di ultrafiltrazione --&gt; diminuisce la clearance renale e prolungangone l'emivita</em>.<br><br><strong>-Anticorpi monoclonali contro IL-23 (Risankizumab, approvato ed utilizzato per il trattamento della psoriasi, malattia su base infiammatoria )&nbsp; e IL-12</strong>. Queste due citochine intervengono nella modulazione della risposta infiammatoria, attivando Th17 e Th1 e portando all’attivazione di TNF-α e di IL-17 , un’altra citochina implicata nello stimolo di processi infiammatori.&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:03:44 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:52:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2493784152</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 11:57:43 UTC</pubDate>
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         <title>Inflammosomopatie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2493802401</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Sono malattie genetiche rare --&gt;<br>-Intrinseche:</strong> mutazioni a carico del gene NLRP3 --&gt; inducono patologie chiamate CAPS (cryopirin associated periodic syndromes) --&gt; facile attivazione di NLRP3.<br><strong>Tra queste ci sono:</strong> <strong><mark>sindrome di Muckle-Wells (MWS), la sindrome autoinfiammatoria fredda familiare (FCAS) e la sindrome CINCA (cronica, infantile, neurologica, cutanea e articolare).</mark></strong> <br><strong>Sintomi:</strong> nelle forme lievi ci sono comuni sintomi infiammatori mentre nelle forme acute si manifesta: febbre, congiuntiviti, rush cutanei, artropatie, artralgia, affaticamento, perdita dell'udito, amiloidosi, artriti e poi manifestazioni neurologiche.<br><br><strong>-Estrinseche:</strong> mutazioni o disfunzioni di fattori regolatori l'inflammasoma NLRP3 --&gt; pirina (dominio pyrin, espressa dai granulociti neutrofili, fibroblasti sinoviali e cellule dendritiche).<br>Mutazioni della pirina --&gt; <strong><mark>febbre mediterranea familiare (FMF)</mark></strong> --&gt; mutazione del gene MEFV sul cromosoma 16 (codifica per la pirina) --&gt; è una patologia autoinfiammatoria con brevi episodi ricorrenti di febbre e sierosite che si esplicano in dolore addominale, toracico, articolare e muscolare. <br><br><strong>2 Meccanismi eziopatogenetici per MEFV: </strong><br>1) La <strong>pirina</strong> modula negativamente la caspasi1 perchè <strong>compete per il legame</strong> con la proteina ASC (CARD-PIRIN, tramite legame PYD-PYD) sottraendo così il legame con il dominio CARD di ASC (da parte della caspasi1).<br><br>2) La pirina <strong>inibisce direttamente l'attività della caspasi1</strong> interagendo con quest'ultima --&gt; unione dei domini "della morte" --&gt; PYRIN (della pirina) - CARD (caspasi1) --&gt; interazione eterotipica.<br><br><strong>Terapie per quest patologie:</strong><br>-Colchicina (radice)<br>-Anticorpi monoclonali --&gt; anakinra --&gt; agonista dell'IL1RA (Questo continua a legare IL-1 ma ne impedisce la trasduzione del segnale)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 12:21:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2494138061</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 16:59:52 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2494138243</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 17:00:01 UTC</pubDate>
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         <title>FORMAZIONE DELL&#39;INFLAMMOSOMA </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2494141929</link>
         <description><![CDATA[<div>2 molecole di NLRP3--&gt; dopo aver riconosciuto il rispettivo ligando--&gt; tramite il dominio NACHT--&gt; formano un omodimero che presenza nella parte finale il dominio PYRIN che si lega ad un altro dominio PYRIN--&gt; essendo che viene reclutato un dominio PYRIN, in effetti si ha il reclutamento di una molecola ASC che comprendete PYRIN 1 (che si lega al PYRIN che l'ha reclutato), PYRIN 2 che si lega al PYRIN 1 e da un dominio CARD 1 che si lega all'enzima PROCASPASI 1 formato anch'esso da un dominio CARD 2--&gt; il complesso che si viene a formare è L'INFLAMMOSOMA.<br>Quando la PROCASPASI1 SI LEGA--&gt; TAGLIO PROTEOLITICO--&gt; ATTIVAZIONE CASPASI1--&gt; attiva molecole cellulari inattive come IL-1 (nel frattempo è stata prodotta e per essere ATTIVATA necessita di un taglio proteolitico effettuato dalla CASPASI1)--&gt; attivazione IL-1/8/15, e la PIROPTOSI.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-24 17:03:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>FATTORI CHE INNESCANO LA FORMAZIONE DELL&#39;INFLAMMOSOMA.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>1) Presenza di grandi quantità di ATP vicino a cellule morte (NB: quest'ultime rilasciano ATP dopo la morte)<br>2) Presenza di DNA virale<br>3) Presenza di prodotti della parete batterica.<br>4) UMS cristalli di sali come l'urato monosodico--&gt; il deposito di questi cristalli a livello delle articolazioni--&gt; gotta.<br>5) CPPD cristalli di calcio pirofosfato diidrato--&gt; pseudogotta (stesso meccanismo della gotta)<br>(NB: nella gotta, la sensazione dolorosa a livello articolare è dovuta alle grandi quantità di IL-1--&gt; si somministrano antagonisti dell'IL-1)</div>]]></description>
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         <title>IL-33</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ha 4 forme: alpha, beta, gamma e Ra. <br>Non sono attivate da caspasi ma da proteasi </strong>--&gt; <br>-Alpha --&gt; Catepsina G<br>-Beta --&gt; Catepsina G e proteinasi3<br>-Gamma --&gt; Catepsina S<br>-Ra --&gt; Elastasi<br>Queste proteasi sono rilasciate dai neutrofili durante la <strong>netosi </strong>o <strong>NET</strong> <em>(formazione di troppole di cromatina, se ne viene rilasciata tanta il neutrofilo muore, queste servono per intrappolare i patogeni e allo stesso tempo di attivare le citochine della famiglia delle IL-1)</em>.<strong><br>Azione di tipo pro o antinfiammatorio legata al contesto</strong>:<br>E' rilasciata dalle cellule danneggiate, in necrosi o andate incontro a stimoli proinfiammatori.<br>-Di solito in un ambiente infiammatorio hanno azione proinfiammatoria.<br>-IL-33 permette di guidare lo shift dei linfociti T verso i T helper di tipo 2 --&gt; a livello intracellulare interagisce con le metiltrasferasi istoniche --&gt; modifica processi epigenetici sia sul DNA che su proteine istoniche (IL-33 si comporta come un'allarmina)<br>-A livello extracellulare stimola la produzione delle citochine legate ai Th2 (IL-4)--&gt; stimola i macrofagi a polarizzarsi come M2.<br>-Ci sono recettori di tipo decoy solubili che lega IL-33 ma ne impedisce la trasduzione del segnale.</div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Famiglia delle TNF</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il TNF può essere:</strong><br>-Forma trimerica legata alla membrana: mem TNF<br>-Fattore solubile sTNF ( a seguito del clivaggio operato dalla metalloproteasi TACE o ADAM17)<br><strong>Recettori del TNF:</strong> <br><strong>-TNFR1:</strong> espresso in tutti i tessuti --&gt; TRADD --&gt; recluta la chinasi <strong>RIPK1 </strong>(receptor interacting serine threonine protein kinase 1, può esistere in forma poliubiquinata o meno, l'ubiquitinazione avviene tramite inibitori dell'apoptosi --&gt; <strong>Ciap1/2</strong>) --&gt; ci sono quindi 2 casistiche:<br><br></div><blockquote><strong>1)Se RIPK1 poliubiquinata</strong> --&gt; interagisce con i <strong>NEMO</strong> (inibitori di NFKB--&gt; IKK1 e IKK2) inibendoli --&gt; quindi essendo la via di NFKB libera dai suoi inibitori--&gt; p65 e p50 possono entrare nel nucleo.<br>Quindi se sono presenti molecole inibitrici dell'apoptosi --&gt; RIPK1 diviene poliubiquinato --&gt; quando lega TNF --&gt; attiva programmi proinfiammatori.<br><br><strong>2)Se RIPK1 non è poliubiquitinato </strong>--&gt; interagisce con il complesso <br><strong>-IIa</strong> (formato da TRADD, FADD, FLIPL -FLIP nella forma long e la procaspasi8) --&gt;&nbsp;<ul><li>Se la procaspasi8 non è attivata --&gt; <em>tramite FLIPL--&gt;</em>RIPK1/3 viene degradata e si hanno stimoli di sopravvivenza.</li><li>Se procaspasi8 è attiva a caspasi --&gt; la proteolisi (dovuta alla capsasi attiva) di RIPK1/3 porta ad apoptosi (morte anti-infiammatoria)</li></ul><strong>-IIb</strong> (formato da RIPK1 fosforilata e da RIPK3, FADD, FLIPL e procaspasi8)&nbsp;<ul><li>Se la procaspasi8 non è attiva --&gt; il complesso (tramite FLIPL) inattiva RIPK1/3 generando segnali di sopravvivenza cellulare</li><li>Se la procaspasi8 è attiva a caspasi --&gt; questa degrada RIPK1/3 --&gt; cellula in apoptosi</li></ul><strong>-IIc</strong> (formato da RIPK1 fosforilato associato a più molecole di RIPK3 fosforilate, che formano dei filamenti(che creano una struttura amiloido-simile), FLIPL e procaspasi8) --&gt; in questa forma<strong> FLIPL</strong> ( fattore che effettua il taglio quando la procaspasi non è attiva e induce la sopravvivenza cellulare, come visto nei pathway precedenti) e <strong>procaspasi8</strong> (che se attiva induce apoptosi tramite il taglio proteolitico di RIPK1/3) non&nbsp; sono in grado di effettuare tagli proteolitici (che portano quindi alla sopravvivenza) --&gt; ma invece induce la <strong>fosforilazione MLKL</strong> --&gt; queste traslocano nella membrana attivando <strong>necroptosi.<br>NB:</strong>(da ricordare che <strong>l’apoptosi </strong>è un processo di morte cellulare antiinfiammatorio, infatti non promuove ulteriormente l’infiammazione), o la <strong>necroptosi</strong> (processo proinfiammatorio).&nbsp;</blockquote><div><br><strong>-TNFR2:</strong> espresso nelle cellule immunitarie, neuronali ed endoteliali --&gt; induce sempre segnali di sopravvivenza --&gt; attiva NFKB per via non canonica --&gt; traslocazione di RelB e p52 nel nucleo.<br><em>NB: per funzionare devono prima trimerizzare appena legano il ligando</em>.<br><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-25 11:14:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-25 11:15:01 UTC</pubDate>
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         <title>TNFalpha</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' una molecola pro-infiammatoria ma può avere un ruolo anti-infiammatorio di tipo pro-apoptotico, La citochina agisce su numerosi organi in sinergia con IL-1 e IL-6<em> (infatti descritti nel paragrafo di azioni sinergiche tra i due)</em>.<br>Un aumento locale della concentrazione di TNFα causa sintomi tipici dell’infiammazione acuta: calore, gonfiore, rossore, dolore. <br><br><strong>Tossicità di TNF-alpha:<br>-A livello muscolare:</strong> attiva i processi pro-infiammatori --&gt; atrofia muscolare --&gt; perdita di volume muscolare (per questo effetto viene definita anche <strong>cachessina</strong>)<br><strong>-A livello endoteliale:</strong> specialmente in condizioni patologiche in cui vi è un'elevaa produzione di DAMPS --&gt; <strong>necroptosi</strong>.<br><strong>-A livello nervoso</strong> si comporta da <strong>neurotrasmettitore nocicettivo</strong> nelle corna dorsali del midollo --&gt; media il dolore cronico in patologie come l'artrite reumatoide --&gt; si cerca di inibire questo fattore (<strong>dolore da TNF</strong>).<br><strong><em>NB: Il TNF-α esercita un ruolo rilevante </em></strong><em>nel determinare il quadro clinico </em><strong><em>dell’artrite reumatoide</em></strong><em>, responsabile sia della flògosi che della distruzione della cartilagine articolare e del rimaneggiamento osseo. Ecco perché il TNF-α, capace di indurre proliferazione dei sinoviociti ed aumentare la produzione di prostaglandine, metalloproteinasi e citochine, viene considerato bersaglio ideale per l’immunoterapia specifica (anticorpi monoclonali) dell’artrite reumatoide. </em><br><br><strong>Mutazioni dei recettori per il TNF-alpha</strong>:<br><strong><mark>-Febbre familiare iberniana (FHF)/TRAPS (sindrome febbrile periodica associata al recettore del TNF)</mark></strong>: malattia ereditaria autosomico-dominante che colpisce prevalentemente gli abitanti del nord europa (scozia o irlanda), le mutazioni del recettore ne potenziano l'azione pro-infiammatoria.<br>Effetti:<br>-Febbri ricorrenti di 2/3 settimane<br>-Disturbi gastrointestinali<br>-Eritemi cutanei dolorosi rossi<br>-Dolori muscolari&nbsp;<br>-Gonfiore periorbitale<br>Il decorso della malattia è piuttosto benigno e limitato a se stesso, anche se il 14% circa dei pazienti sviluppa una grave amiloidosi (accumulo di proteine pro-infiammatorie che assumono una conformazione tale da non poter essere più degradate).&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-25 11:29:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-25 11:51:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-25 11:53:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-25 11:53:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-25 11:53:18 UTC</pubDate>
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         <title>Definizioni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Amiloidosi/beta-fibrillosi:</strong> si intende una serie di alterazioni caratterizzate dall'accumulo di sostanza amiloidea (o amiloide). <br>La definizione del nome deriva dal fatto che i comuni coloranti la facevano apparire amorfa e vitrea come l'amido mentre invece questa è di natura proteica.<br>Se colorata con il rosso Congo --&gt; appare di colore verde.<br>E' costituita da fibrille con d=7,5-10nm e una lunghezza variabile (più sono lunghe e più sono tossiche) e ovviamente anche da una componente non fibrillare.<br>Queste fibre derivano da proteine che hanno perso la conformazione tipica --&gt; diventano <strong>unfolded protein </strong>--&gt;<strong> struttura beta-fibrillare</strong> --&gt; che dipende sempre dalla <strong>composizione in AA del peptide amiloidogenico</strong>.<br><em>NB: le fibrille sono inattaccabili dagli enzimi proteolitici --&gt; non possono essere degradate</em>.<br><br><strong>Situazion che permettono alle proteine di assumere una struttura beta-fibrillare</strong>: <br>-Rimodellamento proteolitico anomalo di precursori proteici<br>-Perturbazioni dell'ambiente chimico-fisico --&gt; es. variazioni di pH<br>-Alterazioni con componenti della matrice extracellulare<br><br>Le fibrille hanno tutte la stessa struttura ma composizione chimica variabile a seconda della proteina d'origine --&gt; ci sono 31 precursori proteici delle fibrille amiloidi --&gt; molti di questi circolano nel plasma --&gt; se c'è amiloidosi aumenta la loro concentrazione.<br><br><strong>Zone di deposito delle fibrille di amiloide</strong>:<br><strong>-Extracellulare:</strong>&nbsp;</div><ul><li>causano danni alle membrane delle cellule del parenchima del tessuto&nbsp;</li><li>&nbsp;Interferiscono negli scambi di segnalazione tra le cellule.</li></ul><div><strong>-Intracellulare:</strong> attivano l'inflammasoma.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-26 10:52:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Componenti non fibrillari:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Proteina amiloide P sierica (SAP):</strong> proteina di fase acuta, espressa nelle membrane basali, appartiene alla famiglia delle pentrassine --&gt; dalla <strong>SAP</strong> deriva la <strong>AP componente P dell'amiloide </strong>--&gt; si lega alle fibrille attraverso un meccanismo calcio-dipendente.<br><strong>-Laminina e collagene di tipo IV </strong>(componente delle membrani basali)<br><strong>-Proteoglicani/glicosamminoglicani</strong> (componenti della matrice extracellulari)<br><strong>-Apolipoproteine (Apo-E - Apo-J)</strong><br>La co-deposizione favorisce la fibrillogenesi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-26 11:18:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Pathway di formazione:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2495215695</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono presenti <strong>precursori proteici con struttura ad alpha-elica</strong> e con<strong> alto peso molecolare </strong>--&gt; possono andare incontro a <strong>parziale digestione</strong> da parte di enzimi proteolitici --&gt; <strong>formazione di peptidi amiloidogenici </strong>--&gt; assumono una <strong>conformazione beta-fibrillare con struttura&nbsp; a beta-foglietto</strong>&nbsp; --&gt; <strong>non potendo essere digeriti </strong>ulteriormente si <strong>aggregano e si formano placche di amiloide </strong>(grazie alla componente P e ai glicosamminoglicani --&gt; spesso si trova SAP insieme a condroitinsolfato e eparansolfato --&gt; questi formano il nucleo centrale intorno a cui si depositano le fibrille).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-26 11:26:16 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Quadro clinico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Dipende da:</strong><br>-Dalla patologia che determina la formazione di beta-fibrille (amiloidosi)<br>-Dalla quantità di amiloide formata<br>-Dal grado di perdita di funzionalità dell'organo coinvolto</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-26 11:29:32 UTC</pubDate>
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         <title>Tipologie di amiloidosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Le amiloidosi possono essere:<br><br>-Sistemiche</strong> (dal punto di vista clinico danno la sintomatologia più grave):</div><ul><li><strong>Immunocitiche:</strong> è la forma più comune, possono essere determinate dalla presenza di <strong>fibrille AL</strong> (catena leggera lambda delle immunoglobuline) o <strong>fibrille AH</strong> (formate dalle catene pesanti H delle immunoglobuline) --&gt; sono associate a patologie di tipo ematologico:</li></ul><div><strong><mark>-Mieloma multiplo<br>-Macroglobulinemia di Waldestrom:</mark></strong> malattia linfoproliferativa dei linfociti B --&gt; accumulo di cellule monoclonali nel midollo osseo e nei tessuti linfatici periferici --&gt; iper-produzione di IgM da parte delle plasmacellule.<br><strong><mark>-MGUS (malattie linfoproliferative di significato incerto) </mark></strong>--&gt; tipiche degli anziani.<br>Quello che accomuna tutte queste patologie è una grande presenza di plasmacellule che producono anticorpi --&gt; vanno incontro a digestione proteolitica paziale --&gt; formazione di aggregati fibrillari o di catene leggere o di pesanti --&gt; queste strutture beta-fibrillari si possono depositare nei reni, cuore, fegato, SNP e SNA, polmoni, pelle, lingua, tiroide, intestino e vasi sanguigni<br><br></div><ul><li><strong>Reattive: </strong>la proteina di fase acuta SAA proteina amiloide A sierica è anche una apoliproteina che fa parte delle HDL e viene sintetizzata dal fegato sotto stimolo di citochine pro-infiammatorie --&gt; quindi la concentrazione di SAA aumenta in&nbsp; condizioni di fenomeni infiammatori di tipo cronico.</li></ul><div>Quindi si verifica nei soggetti che hanno dei processi infiammatori (artrite reumatoide) o fenomeni necrotici tissutali (ulcere, tubercolosi)--&gt; aumento di sintesi di SAA.</div><div><em>NB: le metalloproteasi, presenti nella matrice extracellulare, possono essere importanti nel processare le SAA --&gt; quindi deficit di queste metalloproteasi possono portare ad accumulo di SAA</em>.<br><br>Queste due prime tipologie vengono definite anche secondarie perchè derivano prevalentemente da patologie preesistenti.</div><div><br></div><ul><li><strong>Eredo-familiari</strong>--&gt; si dividono in:</li></ul><div><strong>-Neuropatiche</strong>: <br><strong><mark>Fibrillosi dovuta a mutazioni del gene TTR</mark></strong><strong> </strong>--&gt; <strong>transtiretina</strong> --&gt; molecola che lega gli ormoni tiroidei --&gt; la mutazione induce ad un suo maggiore accumulo (quindi non aumenta la concentrazione) --&gt; si accumula nel SNC --&gt; formazione di<strong> polineuropatia</strong>.<br>Varie mutazioni del gene TTR:<br>a) Val-30-Met (sostituzione in posizione 30 della valina al posto della metionina): danni ai nervi e al sistema elettrico cardiaco.<br>b) Thr-60-Ala --&gt; USA<br>c) Val-122-ile --&gt; 4% degli afroamericani<br><strong><mark>Amiloidosi senile sistemica:</mark></strong> anzianità--&gt; alterazione della funzione del miocardio --&gt; accumulo della transtiretina--&gt; quindi è acquisita.<br>Altri tipi di amiloidosi senile:<br><strong>-APro (da prolattina)<br>-ACal (da calcitonina)<br>-AIAOO (da amilina) <br>-AANF (fattore natriuretico atriale)</strong><br>Ovviamente tutte derivano da proteine mal ripiegate o wilde type prodotte in contesti particolari in cui non possono essere degradate --&gt; non hanno però alcuna relazione con senilità o demenza.<br><strong>-Non neuropatiche</strong><br><br></div><ul><li><strong>Da emodialisi</strong>:</li></ul><div>L'MHC-I --&gt; <strong>beta-2-microglobulina</strong> --&gt; viene filtrata a livello della barriera di ultrafiltrazione --&gt; riassorbita nel tubulo prossimale e qui poi viene degradata --&gt; se ci sono alterazioni nello smaltimento renale (insufficienza renale)--&gt; può essere ridotta tramite l'utilizzo di membrane da dialisi con maggiore permeabilità alla beta-2-microglobulina.<br><br> <strong>-Localizzate:</strong> la deposizione delle fibrille avviene in un determinato tessuto e in un organo --&gt; es:<br><strong><mark>-Alzheimer</mark></strong>: forma di demenza più comune con l'età, aumenta con gli anni, &gt;75 anni c'è una maggiore casistica, si caratterizza specialmente a livello dell'ippocampo per una progressiva perdita di neuroni.<br><br><strong>A livello extracellulare:</strong><br>Nei pazienti si rileva a <strong>livello extracellulare </strong>una <strong>deposizione di placche amiloidi (amiloide beta-fibrillare 40)</strong> --&gt;deriva dalla degradazione, tramite taglio proteolitico di <strong>secretasi alpha</strong> <em>(non porta alla formazione di peptidi amiloidogenici) </em>,<strong> beta, gamma</strong> <em>(alpha e beta portano alla formazione di peptidi amiloidogenici, quindi non ulteriormente degradabili che si accumulano--&gt; si aggregano --&gt; oligomeri)</em> --&gt; di una proteina transmembrana (presente soprattutto a livello neuronale) --&gt; <strong>APP</strong> (proteina precursore dell'amiloide) --&gt; l'accumulo di oligomeri nello spazio extracellulare interferisce con il <strong>cross-talk </strong>tra neuroni e interferisce quindi con la trasmissione del segnale a livello delle sinapsi e possono creare<strong> danno alle membrane</strong>. <br>Forme di peptidi amiloidogenici:<br><strong>-Beta-40</strong> più frequente<br><strong>-Beta-42<br><br>A livello intracellulare:<br></strong>Come <strong>componente fibrillare</strong> si ha la <strong>proteina Tau fosforilata</strong>: questa in condizioni normali <strong>è non fosforilata</strong> ed è fondamentale per la stabilità dei microtubuli dell'assone&nbsp; --&gt; se fosforilata --&gt; non è in grado di assemblare i microtubuli dell'assone --&gt;<strong> aggregati fibrillari intracellulari</strong>.<br><br><strong>Nel liquor:</strong><br>Si possono dosare la <strong>beta-amiloide</strong> <em>(che diminuisce per via della presenza a livello extracellulare)</em> e la <strong>proteina Tau fosforilata</strong> <em>(che aumenta perchè questi aggregati si accumulano all'interno della cellula --&gt; neuroni vanno incontro a necrosi --&gt; rilascio di contenuto nel liquor)</em><br><strong><br></strong><br><br><br></div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-26 11:52:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Forme familiari: </strong>mutazioni sia su APP che su molecole associate alla gamma-secretasi<br><strong>Forme sporadiche</strong>: difetti nella clearance della beta-amiloide --&gt; graduale aumento a livello extracellulare<br><br><strong>Possibili terapie:</strong><br>La beta-amiloide lega i <strong>recettori RAGE</strong> (presenti sulla microglia e in particolare sugli astrociti) --&gt; parte stimolo pro-infiammatorio --&gt; problematiche neuronali con infiammazione cronica--&gt; si cerca di inibire le molecole prodotte dall'attivazione dei RAGE per vedere se hanno un minimo di efficacia (sperimentale)&nbsp;</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Encefalopatie spongiformi </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono conosciute con il nome di <strong><mark>malattia di Kuru o malattia di Creutzer-jacob</mark></strong> ma in modo particolare come <strong><mark>malattie da prione.</mark></strong><br>Il prione è una particella proteica infettiva, non contiene acidi nucleici ed è resistenze ai raggi UV --&gt; composizione esclusivamente proteica.<br>Questa proteina è monomerica e solubile ed è presente fisiologicamente --&gt; il gene è sul cromosoma 20 braccio corto&nbsp; --&gt; codifica per una proteina di membrana.<br><strong>Si parla di particella infettiva</strong> perchè quando questa è mutata ed è quindi presente in forma beta-fibrillare ( polimerica e insolubile, legata ai neuroni) --&gt; quando entra a contatto con una wild type le fa cambiare conformazione verso il tipo beta-fibrillare --&gt; neurodegenerazione progressiva perchè questi aggregati insolubili precipitano--&gt; si accumulano e allo stesso tempo inducono altri wildtype a precipitare.<br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>ACal</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le beta-fibrillosi possono essere causate da altri tipi di proteine che assumono forme beta-fibrillari --&gt; tra queste --&gt; <strong>ACal </strong>--&gt; calcitonina modificata --&gt; <strong>procalcitonina</strong> (in pazienti con carcinoma midollare della tiroide) e <strong>Amilina</strong> (nel pancreas dei diabetici).<br><em>NB: anche altre proteine unfolded dopo posso essere ulteriormente degradate assumendo una conformazione beta-fibrillare.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 10:11:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Motivi del danno cellulare:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2496130333</link>
         <description><![CDATA[<div>-Si superano i limiti delle risposte adattative<br>-Cellule esposte ad agenti nocivi o stimoli stressanti<br>-Insufficienza di sostanze nutritive<br>-Danneggiate da mutazioni che colpiscono i componenti cellulari fondamentali <br><br><strong>Una cellula soggetta a stimoli (anche di tipo nocivo ha solo due possibilità)--&gt;<br>1) L'adattamento: </strong>ipertrofia, atrofia e metaplasia.<br><em>NB: se lo stimolo è breve e di poca intensità il cambiamento d'adattamento è reversibile e la cellula può tornare alle condizioni di partenza.</em><br><strong>2) Morte (accidentale (necrosi) o morte cellulare programmata (apoptosi e altri tipi di morte)</strong><br><em>NB: se il danno è importante la situazione è irreversibile e va incontro a morte</em>.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 10:20:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>3 gruppi di alterazione proteica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Degradazione delle proteine alterate </strong>--&gt; proteasoma<br><strong>2) Risposta a proteine mal ripiegate </strong>(parte dal RER --&gt; UPR unfolded protein response)<br><strong>3) Meccanismo dell'autofagia</strong>: macroautofagia, microautofagia e autofagia associata a chaperonine</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 10:29:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Adattamenti cellulari</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Definizione di adattamento cellulare:</strong><strong><em> </em></strong><em>l'insieme di meccanismi di adeguamento della cellula a maggiori richeste funzionali e al danno --&gt; è una forma di plasticità che ci permette di adattarci al danno</em>.<br>Quindi le cellule attuano cambiamenti reversibili per continuare a vivere e attuare le proprie funzioni --&gt; nuovi stati stazionari.<br><strong>Possono attivare programmi genici per:<br>-Aumentare la funzione</strong> (<strong>tramite ormoni/citochine-cellula</strong>, <strong>cellula-cellula/matrice</strong> (giunzioni), <strong>recettori intracellulari</strong> (ncRNA non coding RNA, meccanismo più fine)--&gt; modulazione espressione genica.))<br><strong>-Modifica del tasso di rigenerazione cellulare</strong> (iperplasia/ipoplasia)<br><strong>-Modificare le loro dimensioni</strong> (ipertrofia/ipotrofia/atrofia)<br><br><strong>Adattamenti cellulari più comuni:<br>-Modificazioni del numero di cellule--&gt;</strong> aplasia-ipoplasia/iperplasia<br><strong>-Modificazioni delle dimensioni delle cellule--&gt; </strong>atrofia-ipotrofia/ipertrofia<br><br><strong>Tipi di cellule in base alla capacità di dividersi:<br>-Cellule labili:</strong> sono le cellule che si dividono e si replicano continuamente, come gli epiteli di rivestimento (epidermide, endometrio, mucose, midollo emopoietico) <br>-<strong>Cellule stabili:</strong> sono le cellule che non si replicano continuamente ma che sono capaci di divisione cellulare in risposta a certe richieste, come i tessuti ghiandolari (cellule parenchimali di fegato, pancreas), cellule endoteliali. <br>-<strong>Cellule perenni:</strong> sono le cellule che sono incapaci di divisione cellulare, cellule altamente specializzate come i neuroni e le cellule muscolari cardiache. <br>-<strong>Cellule staminali pluripotenti</strong>: le cellule che derivano dai tre foglietti non per forza devono differenziarsi in un determinato citotipo (es: neuroectoderma= neuroni) ma possono essere:<br><strong>a) Tessuto specifiche</strong>: residenti e più resistenti, espletano meglio la loro funzione rispetto alle staminali non tessuto specifiche.<br><strong>b) Non tessuto specifiche:</strong> quelle che possono essere più facilmente trasformate sono quelle che arrivano dal midollo o da altri distretti.<br>Ciò che determina la differenzazione stamilane è il microabiente che lo circonda.</div><div><br>Le cellule che hanno capacità proliferative --&gt; possono andare incontro a fenomeni di adattamento cellulare --&gt; iperplasia e ipertrofia<br>Le cellule che non hanno capacità proliferative --&gt; solo ipertrofia (cellule perenni)<br><br><strong>Alcune definizioni:</strong><br><strong>• l’aplasia</strong>, assenza congenita di un organo o di sue parti, <br><strong>• l’agenesia</strong>, dovuta a difetti/arresto dell’ontogenesi di un organo, <br><strong>• la disgenesia</strong>, alterazione delle dimensioni di un organo (es. disgenesia dell’anca); <br><strong>• l’ipoplasia</strong>, dovuta a piccoli difetti di dimensioni di un organo. <br><strong>-Organogenesi extrauterine</strong>: per esempio se taglio nei neonati le falangi queste ricrescono parzialmente.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 10:55:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Iperplasia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tessuto risponde agli stimoli modificando il numero delle cellule che lo compongono.<br><br><strong>Condizione fisiologica:</strong><br>Questo si verifica quando c'è un <strong>aumento del carico di lavoro/aumento richiesta funzionale -&gt; iperplasia compensatoria</strong> (rigenerazione epatica) o un' <strong>aumentata stimolazione ormonale sul tessuto </strong>(proliferazione epitelio ghiandolare della mammella alla puberta , durante la gravidanza e l’allattamento; utero -endometrio e miometrio in gravidanza).<br>Un aumento del numero --&gt; aumento della funzionalità<br><br><strong>Condizioni patologiche</strong>: il tessuto sta tentando di rispondere allo stimolo ma non sempre questa diventa una risposta efficiente alla funzionalita dell’organo. <br><br><strong>Iperplasia compensatoria epatica:</strong><br>- Rimozione di parenchima epatico in condizioni di epatectomia parziale (sperimentale-roditori) <br>- Rimozione di parenchima epatico in presenza di tumori o metastasi tumorali <br>- Riduzione di parenchima epatico conseguente a citotossicita verso gli epatociti - “small for size transplant”, trapianto di una ridotta porzione epatica <br>Quando gli epatociti riprendono la divisione mitotica si parla di "<strong>recupero funzionale</strong>" --&gt; perchè il fegato regola la propria massa a seconda delle esigenze funzionali.<br>Normalmente l'indice mitotico degli epatociti è 0,5% mentre in condizioni di danno --&gt; 10-15 giorni&nbsp; per riportare il fegato in condizioni normali (aumenta la velocità).<br><strong><em>NB:</em></strong><em> Nel fegato siamo in un tessuto adulto, dove non abbiamo quindi ne le cellule staminali epatiche ne le pluripotenti, perche non siamo nel midollo. Pero i progenitori epatici che risiedono nel fegato adulto (HPC, hepatic progenitor cells) sono bipotenti: possono dare origine ad epatociti o colangiociti.</em> <br><em>Le HSC possono intervenire nei casi di danno esteso o danno cronico e possono essere attivate anche quando la proliferazione degli epatociti è bloccata.</em><br><strong>L'iperplasia epatica la troviamo nei casi di:</strong><br><strong>-Assunzione di barbutici </strong>--&gt; bisogna aumentare il REL per metabolizzare gli xenobiotici<br><br><strong>Il processo vede 2 fasi:<br>1) PRIMING: </strong>IL-6 e TNF-alpha prodotte in sede del danno (sede di infiammazione) --&gt; sensibilizzano gli epatociti a rispondere ai fattori di crescita (HGF fattore di crescita degli epatociti e il suo recettore si chiama MET--&gt; attivo nei tumori ed è bersaglio di terapie farmacologiche, TGF-alpha e EGF)<br><strong>2) Proliferano</strong> anche le cellule <strong>endoteliali, Kupffer, stellate epatiche </strong>(quest'ultime rilasciano componenti della matrice extracellulare e rilasciano fattori mitogeni come HGF e TGF-alpha).<br><br><strong>Iperplasia patologica<br></strong>Fattori che la inducono:<br><strong>• RIPARAZIONE </strong>delle ferite da eccesso di fattori di crescita <br><strong>• INFEZIONE</strong> da virus (verruche e lesioni cutanee delle mucose da papillomavirus) <br><strong>• IPERALIMENTAZIONE: </strong>induce iperplasia delle cellule adipose nel giovane <br><strong><em>• IPERPLASIA ORMONALE:</em></strong> Eccessiva stimolazione ormonale; es- iperplasia benigna dell’endometrio per eccesso assoluto o relativo di estrogeni/iperestrogenismo- lesione precancerosa), altri esempi <br><strong><mark>-iperplasia benigna della prostata</mark></strong> indotta da risposta agli androgeni (patologica) <br><strong><mark>-iperplasia della tiroide (Malattia di Graves)</mark></strong>: è la forma più comune di ipertiroidismo --&gt; aumento del volume, peso e cellule follicolari.<br>Patogenesi: stimolazione da parte di autoanticorpi del recettore per il TSH (Ormone stimolante la tiroide) --&gt; quindi gli autoanticorpi simulano l'ormone e si legano ai recettori --&gt; iperstimolazione delle cellule della tiroide e maggiore secrezione ormonale.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 11:36:05 UTC</pubDate>
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         <title>Ipertrofia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Aumento del volume dell'organo per aumento delle dimensioni delle singole cellule parenchiamtose che lo compongono (aumento del contenuto di proteine strutturali e una diminuzione della degradazione proteica con un aumento invece della sintesi)--&gt; diminuzione del rapporto DNA/peso tissutale<br>Il numero rimane invariato.<br><br><strong>Ipertrofia fisiologica</strong>: <br><strong>-Ormonale: </strong>es utero in gravidanza --&gt; ipertrofia e iperplasia, mammella in allattamento<br><strong>-Componesatoria/aumento della domanda funzionale </strong>(muscolo scheletrico e cardiaco)</div><pre><strong>Es muscolo cardiaco:</strong> aumento del carico funzionale --&gt; ipertrofia --&gt; aumento dei diametri longitudinali e trasversali  in maniera proporzionale --&gt; se siamo in condizioni fisiologiche la variazione è fisiologica --&gt; reversibile mentre  ci possono essere stimoli con esiti più gravi --&gt; morte del cardiomiocita.Il cardiomiocita non potendo dividersi può solo andare incontro a ipertrofia e specialmente nel ventricolo sinistro degli alleli per aumento della sintesi di proteine contrattili guidato da IGF-1.
<strong>Ipertrofia cardiaca in condizioni patologiche:</strong>
Conseguente a: ipertrofia arteriosa, difetti valvolari e infarto del miocardo.
<strong>-Ipertrofia del miocardio patologica</strong>: dovuta a ipertensione cronica --&gt; aumenta la pressione del sangue --&gt; aumento sovraccarico emodinamico --&gt; per compiere più lavoro --&gt; ipertrofizza --&gt; arriva al punto che l'ingrossamento della massa muscolare non è più in grado di accogliere l'aumento del carico <em>(il carico è il sangue e se le pareti aumentano di spessore per l'ipertrofia è ovvio che c'è meno spazio per il carico --&gt; minore capacità di eiezione, quindi anche in condizioni fisiologiche può diventare maladattativa)</em> --&gt; non aumenta la perfusione del miocardio --&gt; insufficienza cardiaca, aritmie, morte improvvisa.
Questo aumento di sovraccarico emodinamico viene rilevato da meccanocettori espressi dai miocardiociti --&gt; trasduzione --&gt;
-Stimolano la <strong>produzione di fattori di crescita </strong>(IGF-1, TGF-betalpha) --&gt; agisce in maniera autocrina
-Attivazione di alcuni <strong>fattori di trascrizione</strong> --&gt; sintesi di <strong>proteine del muscolo</strong>.
Quindi avvengono modifiche epigenetiche del programma trascrizionale che riattiva geni espressi durante la vita fetale --&gt; questo può ostacolare la reversibilità del meccanismo.
L'ipertrofia patologica si può dividere in:
<strong>-Concentrica</strong>: quando l'aumento più importante è l'aumento del diametro trasverso del cardiomiocita perchè avviene un'addizione parallela dei sarcomeri e la crescita laterale dei singoli cardiomiociti --&gt; di solito dovuta a sovraccarico pressorio.
<strong>-Eccentrica:</strong> il diametro aumenta più verso quello longitudinale che quello trasverso perchè i sarcomeri vengono aggiunti in serie --&gt; dovuta a sovraccarico legato a infarti pregressi del miocardio.
<strong>
Avvengono delle modifiche anche a livello:</strong>
<strong>-Endoteliale</strong> --&gt; riduzione dell'elastacità dei vasi --&gt; alterazione del microcircolo
<strong>-Fibroblasti</strong> --&gt; stimolazione e aumentano la secrezione dei componenti della matrice --&gt; aumento rigidità della struttura.
I fattori che possono far diventare le forme ipertrofiche del Vsx da fisiologiche/adattative a disfunzionali/patologiche sono: ipertensione, diabete, obesità e invecchiamento.
Si puo avere un aumento fino al 60% della massa del ventricolo sx e questa ipertrofia cardiaca patologica essenzialmente puo essere dovuta a ipertensione, difetti valvolari, obesita o infarto del miocardio.
 
<strong>Differenze con l'ipertrofia del muscolo scheletrico:
1) Contrattilità ridotta 
2) Rara reversibilità --&gt;</strong> essendo che avviene il rimodellamento epigenetico del cardiomiocita anche se rimuoviamo la causa primaria il problema persiste.</pre><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 11:39:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:39:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:39:54 UTC</pubDate>
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         <title>Adattamento del tessuto adiposo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tessuto adiposo può usare sia iperplasia che ipertrofia.<br><br><strong>Iperplasia del tessuto adiposo</strong>:<br>Aumento del numero cellulare e dell'adiponectina --&gt;non c'è un aumento del rilascio di acidi grassi e citochine infiammatorie&nbsp; --&gt; non c'è reclutamento delle cellule immunatarie e non venendo richiamati i fibroblasti non c'è fibrosi e l'adipocita si mantiene insulino-sensibile --&gt; quindi è una risposta fisiologica.<br><br><strong>Ipertrofia del tessuto adiposo</strong>:<br>Stimoli di aumentata funzionalità --&gt; ipertrofia --&gt; problema di ipossia dovuto a aumento delle dimensioni dell'adipocita --&gt; ergo i vasi si trovano man mano più lontani dall'adipocita --&gt; stimolo lesivo --&gt; morte cellulare degli adipociti (che assumono una conformazione a coroncina) più lontani dal vaso--&gt; rilascio di acidi grassi, citochine infiammatorie, reclutamento di cellule immunitarie (macrofagi ATM, quindi specifiche del tessuto adiposo, e di tipo M1) e quindi rilascio di DAMPs --&gt; processo infiammatorio e diminuita sensibilità all'insulina&nbsp; --&gt; predisposizione all'insorgenza di patologie croniche età-associate (diabete di tipo II).<br>La dimensione degli adipociti è inversamente proporzionale alla resistenza dell'insulina <br>i limiti funzionali dell’ipertrofia, dovuti al fatto che le cellule fanno scambi attraverso la membrana, sono:<br>- aumento del volume <br>- non proporzionale aumento della superficie<br>- ridotta possibilita di fare scambi, che influenza le parti piu interne.<br><br><strong>&nbsp; Quindi cosa induce l'uno o l'altro?</strong><br>-Nell'individuo giovane e sano --&gt; aumento richiesta funzionale --&gt; iperplasia, i macrofagi che si trovano in queste condizioni sono di tipo M2 e rilasciano TGFbeta --&gt; non c'è richiamo delle cellule immunitarie e c'è rilascio di molecole antinfiammatorie.<br>-Individuo anziano (con aggravanti come patologie o fattori di rischio, in cui si istaurano disfunzioni metaboliche) --&gt; ipertrofia --&gt; peggiora le disfunzioni del soggetto.<br><br></div><blockquote><strong>Interno di un adipocita</strong>:<br>-Goccioline lipidiche<br>-Filamenti di actina del citoscheletro<br>-Recettori insulinici pronti per fare il turnover<br>Durante l'ipertrofismo le goccioline si fondono avendo un'unica goccia lipidica che si accresce&nbsp;e quando l'insulina lega il recettore, le vescicole con GLUT4 all'interno della cellula non riescono a esocitare per via del riarrangiamento del citoscheletro alterato --&gt; insulino resistenza --&gt; l'adipocita non riesce a diminuire la glicemia accumulando il glucosio sottoforma di glicogeno --&gt; questo spiega l'insulino-resistenza dei soggetti obesi<br><br></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 18:18:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>In individui obesi (condizione associata anche all'età)--&gt; aumenta il tessuto adiposo --&gt; gli stimoli proinfiammatori superano quelli antinfiammatori --&gt; disfunzione del tessuto adiposo.<br>Se in condizioni omeostatiche M2 prevalgono su M1.<br>Mentre nel tessuto obeso essendo che ha l'adipocita ipertrofico va più facilmente incontro a morte cellulare di tipo pro-infiammatorio (richiama i macrofagi e li fa differenziale in M1) --&gt; prevalgono gli M1.<br>I linfociti T (Th1 specialmente) nel tessuto adiposo dell'obeso tendono ad aumentare insieme ai neutrofili --&gt; situazione pro-infiammatoria.<br>I linfociti NK invarianti ( a metà strada tra linfociti T e NK) --&gt; riconoscono antigeni lipidici presentati sugli adipociti ipertrofici --&gt; producono stimoli antinfiammatori quando gli adipociti non sono ipertrofici mentre quando lo sono , non riescono più a mantenere lo stato antinfiammatorio e si passa ad una risposta infiammatoria.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 10:34:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ipoplasia e Ipotrofia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ipoplasia:</strong> morte apoptotica --&gt; il termine viene usato o per indicare la diminuzione del tessuto o per indicare l'arresto di crescita del tessuto<br><strong>Ipotrofia:</strong> di solito si associa alla terminata richiesta di iperlavoro e le cellule tendono a tornare in condizioni basali --&gt; riduzione del volume per aumento dei processi catabolici e diminuzione dei processi di sintesi.<br><strong>Aplasia: </strong>mancato sviluppo di un organo o tessuto o le sue cellule hanno cessato di dividersi (aplasia del midollo in corso di anemia aplastica)<br><br><strong>Cause di ipotrofia e ipoplasia:</strong><br>-Riduzione dell'attività funzionale<br>-Riduzione della stimolazione ormonale<br>-Mancanza di nutrimento per ridotto apporto ematico<br>-Compressione locale<br>-Denervazione di un muscolo<br>-Invecchiamento<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 10:42:58 UTC</pubDate>
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         <title>Ipotrofia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Fisiologica:</strong><br>Diminuzione del volume in condizioni fisiologiche<br>-Nel timo durante la pubertà (involuzione)<br>-Riduzione del miometrio dopo il parto<br>-Ipotrofia dell'endotemio dell’epitelio vaginale e della mammella in seguito a perdita dello stimolo degli estrogeni dopo la menopausa <br>-riduzione di grandezza delle fibre muscolari con la riduzione dell’attivita (tipica atrofia senile); non e fisiologica ma e tipica dei processi di invecchiamento <br><br><strong>Patologica:</strong><br>-Riduzione del carico di lavoro: ipotrofia muscolare da disuso (es: dopo che si viene immobilizzata per una frattura ossea)<br>-In caso di attività prolungata dei muscoli --&gt; perdita di fibre muscolari<br>-Perdita di innervazione --&gt; un danno alle strutture nervoso --&gt; ipotrofia delle fibre muscolari da esse innervate.<br><strong><mark><br>Atrofia muscolare spinale (SMA):</mark></strong><br>Autosomica recessiva, atrofia muscolare da perdita di innervazione --&gt; dovuta a delezione del gene SMN1 (survival motor neuron gene 1 ) --&gt; codifica per la proteina NAIP (proteina anti-apoptotica per i neuroni) --&gt; maggiore suscettibilità alla morte dei motoneuroni --&gt; denervazione --&gt; atrofia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 10:48:21 UTC</pubDate>
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         <title>Metaplasia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando le cellule cambiano il loro programma trascrizionale e quindi la loro morfologia in risposta ad uno stimolo più o meno lesivo --&gt; può portare alla trasformazione tumorale.<br>Questo tipo di adattamento avviene quando il danno potrà essere reversibile --&gt; quindi non ha indotto danni a membrana, genoma, mitocondri ecc.<br><strong>-membrane (controllo omeostasi ioni Na/Cl) <br>-genoma <br>-mitocondri <br>-reticolo endoplasmatico e ribosomi <br>-citoscheletro <br><br>Se vengono alterate queste strutture --&gt; processi di morte della cellula<br><br>La capacità di resistere a stimoli lesivi di pende da:</strong><br>-Intensità <br>-Tipologia <br>-Tipo di cellula <br>-Capacità di resistenza a stimoli lesivi (ischemia) --&gt; Es cardiomiociti: 20-40m, muscolo scheletrico: 1-2 ore (riserve di glicogeno).<br><strong><br>Fattori che inducono la cellula verso la morte:</strong><br><strong>-Condizioni che riducono le capacità della cellula di produrre ATP: </strong>basta una riduzione del 5-10% della normale capacità di produzione di ATP --&gt; induce una compromissione di processi cellulari:</div><ul><li>Ridotta funzionalità di pompe ATP-dipendenti (Na/K) --&gt; mantengono l'integrità della cellula e delle membrane.</li><li>Metabolismo energetico da ossidativo a glicolitico (diminuzione pH intracellulare) --&gt; permette di mantenere il pH</li><li>Dissociazione dei ribosomi dal RE &nbsp;</li><li>Alterazione delle proteine e attivazione della risposta UPR --&gt; inseguito a proteine neosintetizzate alterate</li></ul><div><strong>-Quando aumenta la [Ca2+] nel citosol:</strong> si accumula nei mitocondri e nel RE.<br>E' un segnale di danno perchè attiva una serie di enzimi litici: ATPasi, fosfolipasi, proteasi, endonucleasi, l'attivazione di proteasi inducono anche la rottura di lisosomi che rilasciano catepsine --&gt; autolisi mediante scissione dei costituenti proteici, aumento della permeabilità di membrane mitocondriali con ulteriore riduzione dei livelli di ATP. <br><br><strong><em>NB:</em></strong><em> la riduzione della produzione di ATP accompagnata ad aumento della concentrazione di Ca2+ sono associate a disfunzione mitocondriale --&gt; aumenta il carico di danno andando a determinare anche un aumento dei radicali liberi dell'O2 --&gt; aumentano il danno a livello di tutte le strutture molecolari della cellula --&gt; danno alle membrane, proteine neosintetizzate e mutazioni del DNA</em>.<br><strong><br>-Danni indotti da ROS: </strong>danni a livello delle membrane --&gt; danno alla membrana plasmatica e lisosomiali --&gt; contrubiuscono al quadro di danno all'interno della cellula.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 11:19:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2497832509</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Ci sono 2 vie implicate nel sistema di degradazione delle proteine danneggiate:</strong><br><br><strong>1) Via lisosomiale: </strong>tramite l<strong>'autofagia </strong>abbiamo la degradazione sia di molecole endogene che esogene, ma anche di lipidi, aggregati proteici, infine, organuli citoplasmatici tramite <strong>macroautofagia</strong>)<br><strong>2) Via non lisosomiale: </strong><br><strong>-Proteasoma:</strong> abbiamo la degradazione di proteine endogene sintetizzate nel RE <em>(che hanno problemi e vanno smaltite tramite </em><strong>ERAD</strong><em> che è un sistema che possiede dei sensori che si rendono conto dei problemi delle proteine neosintetizzate --&gt; escono dal RE e le mandano al proteasoma --&gt; ubiquitinate e degradate)</em> che molecole che si trovano nel citoplasma. <br><strong>-UPR: </strong>integra la risposta ERAD, cerca, prima di eliminare le proteine neosintetizzate non funzionanti, di mettere in atto processi di refolding o se la situazione è tragica può indurre a morte cellulare.<br><br>Qualsiasi accumulo è un meccanismo di danno --&gt; es Alzheimer&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 11:58:15 UTC</pubDate>
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         <title>Ubiquitinazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2497853783</link>
         <description><![CDATA[<div>L'ubiquitina è una proteina ubiquitaria di 76 aa --&gt; legata alle proteine su residui di lisina (modifica post-traduzionale) -(si possono legare più monomeri di ubiquitina)-&gt; segnale di degradazione al proteasoma --&gt; rilascio di singoli AA.<br>In base a quale lisina viene ubiquitinata si hanno destini diversi, a volte si può attivare anche il pathway infiammatorio di NFKB.<br><strong><em>RB immunologia:</em></strong><em><br>Degradazione delle proteine nel proteasoma --&gt; vengono portati in membrana associati a MHC-I e presentati ai linfociti CD8 --&gt; se sono molecole self ovviamente non si ha risposta immunitaria.</em><br><br><strong>-UPS</strong>--&gt; comprende:&nbsp;</div><ul><li>ubiquitinizzazione&nbsp;</li><li>deubiquitinizzazione&nbsp;</li><li>Proteine simili all'ubiquitina (UBL) --&gt; <strong>proteine SUMO</strong> (dall'inglese: <em>Small Ubiquitin-like MOdifier</em>) --&gt; le SUMO possono essere legate e rimosse da proteine e si riscontrano in patologie come: Corea di Huntington (SUMOlazione dell'huntingtina, Alfa-sinucleina nel parkinson, beta-amiloide nell'Alzheimer. Nei tumori può avere vari ruoli (es SUMOlazione di TBK1 (chinasi che regola NFKB)</li></ul><div>Aumento dell'attività di UPS è associata a invecchiamento e porta a ipotrofia del muscolo scheletrico.<br><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 12:18:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Meccanismi di degradazione proteica che partono dal RER</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2497926493</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cause di alterazione di proteine neosintetizzate:<br>-Sequenza di DNA mutata ma che viene comunque tradotta </strong>--&gt; es Huntingtina<br><strong>-Stress cellulare </strong>--&gt; ipossia, mancata glicosilazione che non permette il corretto folding --&gt; ERAD (verranno portate fuori dal RER tramite proteine canale es: <strong>Hrd1,</strong> poi verranno ubiquitinate e eliminate dal proteasoma) <br>L'aumento delle proteine mal formate, oltre al sistema ERAD, può essere messo in atto<strong> UPR</strong>: permette di cercare di ripiegare le proteine tramite le chaperonine ATP-dipendenti, queste proteine si legano alle proteine noenascenti e ne valutano l'integridità strutturale e le indirizzano verso le varie strutture --&gt; se il ripiegamento non avviene in maniera corretta --&gt; attivazione a cascata delle <strong>HSP (heat shock proteins)</strong>, <strong>degradazione nel proteasoma </strong>e <strong>autofagia </strong>in casi estremi e<strong> UDR Unfolded Protein Response</strong> (attraverso la proteina GRP 78, della stessa famiglia della HSP-70, localizzata nel reticolo endoplasmatico e chiamata anche<strong> BIP , ha funzione di far acquisire il giusto ripiegamento alla proteinsa, se però il grado di unfolded aumenta, BIP si stacca e interagisce con alcuni recettori della membrana del RE --&gt; innesca 3 vie (IRE1, ATF6 e PERK) che confluiscono a valle</strong>. )<br><strong>-Deprivazione di nutrienti<br>-Bassi livelli di ATP<br>-Stress ossidativo<br>-Fenomeni associati all'insulino-resistenza<br>-Inibizione del sistema ubiquitina-proteasoma</strong><br>Quindi tutto quello che può alterare una possibile alterazione della sintesi proteica.</div><pre><strong>Analisi delle 3 vie innescate da BIP:</strong>
<strong>-PERK chinasi:</strong> fosforila i fattori di elongazione delle proteine, inibendo la sintesi proteica (che è appunto difettosa), e induce la trascrizione di ATF4 --&gt; nucleo --&gt; DNA --&gt; aumenta espressione delle chaperonine e HSP, in alcuni casi innesca reazioni antiossidanti e autofagia.

<strong>-IRE1alpha</strong>: ha attività di tipo RNAasico --&gt; modificazioni nello splicing alternativo dell'RNA messaggero o di eliminazione dello stesso --&gt; non avviene la sintesi proteica, inoltre induce la trascrizione di XBP-1s che può traslocare nel nucleo -&gt; trascrive chaperonine e aumenta l'efficacia di ERAD e del metabolismo lipidico.

<strong>-ATF6:</strong> transla nel golgi con successiva lisi --&gt; si ottiene la subunità p50 attiva --&gt; fattore di trascrizione per chaperonine e CHOP e inoltre potenzia ERAD.
Dunque UPR parte da questi 3 segnali che attivano meccanismi di regolazione su ERAD, processi infiammatori e morte cellulare di tipo apoptotico.</pre><div><br></div><div>Una delle alternative della cellula è incapsularle in vescicole le molecole difettose per poi riversarle nello spazio extracellulare.</div><div>L'espressione di CHOP (ATF6 attivato da UPR) permette l'attivazione delle caspasi --&gt; apoptosi della cellula.<br>CHOP permette la trascrizione di IL-6 legandosi all'inibitore del suo fattore di trascrizione --&gt;<strong> la IL-6 può far partire il pathway di NFKB infiammatorio.</strong><br>Quest'ultimo pathway ci indica come in base allo stimolo prima si cerca di risolverlo con l'apoptosi, ma se esso perdura avremo danno irreversibile con necrosi e attivazione della risposta infiammatoria.<br><br><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 13:17:14 UTC</pubDate>
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         <title>HSP</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2498308573</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>HSP Heat shock proteins</strong><br>Sono chaperonine, chiamate così perchè si riscontrano in cellule che sono ad elevate temperature.<br><strong>-Trasporto intracellulare: </strong>HSP 70 e 60 --&gt; veicolano le proteine nel mitocondrio, facilitano la presentazione degli antigeni nei macrofagi e nelle cellule dendritiche, HSP70 lega proteine che regolano il ciclo cellulare --&gt; segregano altre proteine nel citoplasma.<br><strong>-Funzione antiapoptotica: </strong>HSP27 e HSP70<br><strong>-Possono legare i Toll-like recptor</strong> --&gt; attivazione dei processi infiammatori.<br><strong>HSF1 </strong>--&gt; è il fattore di trascrizione per le HSP e si lega ai promotori dei geni per le HSP (non hanno introni --&gt; quindi è più facile da tradurre) --&gt; infatti vengono tradotte durante lo stress e quindi si devono sviluppare in pochissimi minuti.<br>Corrispondono circa all' 1-2% della quantità totale di proteine --&gt; 4/6% in condizioni di stress <br><strong>Es HSP90</strong>: si lega alla proteina unfolded/misfolded tramite il riconoscimento di sequenze --&gt; ( se non si lega la proteina unfolded si trasforma in una struttura Beta --&gt; dà origine ad aggregati e a inclusioni cellulari) --&gt; una volta legato: <br><strong>1)libera il fattore HSF1 </strong>--&gt; trimerizza --&gt; passa nel nucleo --&gt; trascrizione di altre HSP<br><strong>2)</strong>La HSP cerca di far <strong>prendere il giusto ripiegamento</strong> alla proteina --&gt; se non riesce viene ubiquinata --&gt; degradazione al proteasoma (quindi le HSP facilitano la degradazione nel proteasoma).<br>Le HSP40 e 70 possono decidere il destino della proteina unfolded --&gt; se degradarla o tentale il refolding oppure la via del lisosoma.<br><br>HSP70: può essere citosolitica, nucleare o mitocondriale e modula il processo apoptotico:<br>-Riduce il danno mitocondriale<br>-Riduce l'attivazione delle caspasi<br>-Riduce la frammentazione del DNA<br>-Si lega al fattore apoptotico rilasciato dai mitocondri apaf-1, impedendo il reclutamento della procaspasi 9 nell'apoptosoma<br>-Lega proteine pro apoptotiche<br>E' iperespresso nelle cellule tumorali --&gt; favorisce sopravvivevanza essendo antiapoptotica.<br>Quindi, le chaperonine sono importanti per veicolare le proteine, ad esempio, nei mitocondri o per determinare la corretta organizzazione e la corretta struttura terziaria e quaternaria. Chiaramente in presenza di stress sono in grado di veicolare queste molecole o al refolding oppure al proteosoma. L’hsp70 e le hsp in generale sono davvero uno snodo importante per attivare meccanismi di risposta allo stress&nbsp;</blockquote><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 17:12:25 UTC</pubDate>
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         <title>HSP</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2498310565</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>HSP Heat shock proteins</strong><br>Sono chaperonine, chiamate così perchè si riscontrano in cellule che sono ad elevate temperature.<br><strong>-Trasporto intracellulare: </strong>HSP 70 e 60 --&gt; veicolano le proteine nel mitocondrio, facilitano la presentazione degli antigeni nei macrofagi e nelle cellule dendritiche, HSP70 lega proteine che regolano il ciclo cellulare --&gt; segregano altre proteine nel citoplasma.<br><strong>-Funzione antiapoptotica: </strong>HSP27 e HSP70<br><strong>-Possono legare i Toll-like recptor</strong> --&gt; attivazione dei processi infiammatori.<br><strong>HSF1 </strong>--&gt; è il fattore di trascrizione per le HSP e si lega ai promotori dei geni per le HSP (non hanno introni --&gt; quindi è più facile da tradurre) --&gt; infatti vengono tradotte durante lo stress e quindi si devono sviluppare in pochissimi minuti.<br>Corrispondono circa all' 1-2% della quantità totale di proteine --&gt; 4/6% in condizioni di stress <br><strong>Es HSP90</strong>: si lega alla proteina unfolded/misfolded tramite il riconoscimento di sequenze --&gt; ( se non si lega la proteina unfolded si trasforma in una struttura Beta --&gt; dà origine ad aggregati e a inclusioni cellulari) --&gt; una volta legato: <br><strong>1)libera il fattore HSF1 </strong>--&gt; trimerizza --&gt; passa nel nucleo --&gt; trascrizione di altre HSP<br><strong>2)</strong>La HSP cerca di far <strong>prendere il giusto ripiegamento</strong> alla proteina --&gt; se non riesce viene ubiquinata --&gt; degradazione al proteasoma (quindi le HSP facilitano la degradazione nel proteasoma).<br>Le HSP40 e 70 possono decidere il destino della proteina unfolded --&gt; se degradarla o tentale il refolding oppure la via del lisosoma.<br><br>HSP70: può essere citosolitica, nucleare o mitocondriale e modula il processo apoptotico:<br>-Riduce il danno mitocondriale<br>-Riduce l'attivazione delle caspasi<br>-Riduce la frammentazione del DNA<br>-Si lega al fattore apoptotico rilasciato dai mitocondri apaf-1, impedendo il reclutamento della procaspasi 9 nell'apoptosoma<br>-Lega proteine pro apoptotiche<br>E' iperespresso nelle cellule tumorali --&gt; favorisce sopravvivevanza essendo antiapoptotica.<br>Quindi, le chaperonine sono importanti per veicolare le proteine, ad esempio, nei mitocondri o per determinare la corretta organizzazione e la corretta struttura terziaria e quaternaria. Chiaramente in presenza di stress sono in grado di veicolare queste molecole o al refolding oppure al proteosoma. L’hsp70 e le hsp in generale sono davvero uno snodo importante per attivare meccanismi di risposta allo stress&nbsp;</blockquote><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 17:13:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-28 17:41:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-28 17:41:55 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-28 17:42:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-28 17:42:23 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-28 17:42:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-02-28 17:43:58 UTC</pubDate>
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         <title>Autofagia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2498396436</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Autodegradazione di componenti cellulari di vario tipo</strong> --&gt; proteine <em>(i processi visti precedentemente sono mirati alla degradazione di singole proteine con emivita breve, mentre, questa punta a proteine con emivita più lunga)</em>, aggregati proteici, interi organelli come i mitocondri <em>(quest'ultimi una volta degradati rilasciano DNA mitocondriale che lega recettori citosolitici per gli acidi nucleici)<br>E' un meccanismo adattativo in condizioni di stress che è finalizzato a mantenere l'omeostasi cellulare riciclando i metaboliti ed eliminando detriti</em><br>Nei mammiferi sono coinvolti 37 geni.<br>La correlazione tra proteasoma e autofagia è inversamene proporzionata --&gt; se viene inibito farmacologicamente il proteasoma la cellula potenzia l'autofagia e viceversa.<br><br><strong>-Macroautofagia: <br><br>Permette di eliminare organelli intracellulari e grandi aggregati.<br>FASI: <br><br>ATTIVAZIONE</strong><br>Parte da 2 complessi macromolecolari nel citoplasma ULK e PI3K attivate da:</div><ul><li>Ipossia</li><li>Mancanza di nutrienti</li><li>Aumento di radicali liberi&nbsp;</li><li>Infezioni</li><li>Indotte da farmaci</li></ul><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 18:09:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2498442711</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-28 18:40:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>INIZIO</strong><br>Questi due complessi permettono l'estroflessioni delle membrane del RE --&gt; formazione del golgi.<br>Avviene perchè in carenza di nutrienti o deficit energetico--&gt; mTORC defosforila <strong>ULK chinasi </strong>(composta da ULK2 + ATG13) attivando la sua funzione catalitica --&gt; passa dal citosol al RE --&gt; vicino ai <strong>PAS</strong> (Siti di assemblaggio del fagoforo, ovvero il precursore del fagosoma) &nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 09:32:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>FASE DI NUCLEAZIONE DELLE VESCICOLE </strong><br>Il complesso della <strong>ULK chinasi</strong> attiva il <strong>complesso BECLIN1/BECN1</strong> <em>(complesso che si trova legato a proteine della famiglia antiapoptotica come Bcl-2 tramite il sito di legame BH3 del complesso)</em> --&gt; si dissocia da <strong>Bcl-2 </strong>--&gt; il complesso trasloca al complesso PI3K<em> (associata tramite microdomini lipidici alla membrana del RER --&gt; permette la formazione di IP3 --&gt; che serve per la chiusura dell'autofagosoma)</em> --&gt; il complesso BCN1 recluta proteine della <strong>famiglia ATG.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 09:48:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>FASE DI ESPANSIONE DEL FAGOFORO E FORMAZIONE DELL'AUTOFAGOSOMA</strong><br>L'espansione della vescicola e la chiusura dell'autofagosoma richiedono il coinvolgimento coordinato di 2 complessi:<br><strong>1) Complesso ATG12 - ATG5<br>2) Complesso LC3 </strong><br>Queste permettono di ultimare l'autofagosoma scegliendo le molecole che vi devono entrare.<br>Alla vescicolare che si origina dal RE possono contribuire anche Golgi e membrana plasmatica)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 09:51:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>FUSIONE AUTOFAGOSOMA-LISOSOMA</strong><br>L'autofagosoma si fonde con il lisosoma --&gt; fagolisosoma&nbsp;<br>(la fusione avviene tramite le proteine RAB e SNARE)<br>All'interno dell'autofagosoma possono entrare anche molecole esogene che devono essere eliminate</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 09:53:01 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Microautofagia:</strong> invaginazioni del lisosoma che permettono di eliminare porzioni del citosol (non permette di eliminare organuli)<br><br><strong>-Medianta dalle Chaperonina:</strong> HSP70 lega le proteine mal ripiegate legandosi a una sequenza di AA che viene esposta da queste in caso di mal ripiegamento (presente nel 30% dei casi) --&gt; la HSP la porta vicino al lisosoma ed entra tramite il canale LMPA2.<br><br><strong><em>NB: </em></strong><em>La proteina di risposta al danno HMGB1 oltre attivare i processi infiammatori può regolare i meccanismi autofagia, apoptosi e piroptosi (effetti pleiotropici)</em>.<br><em>Mediante l’autofagia possiamo eliminare: organuli, nucleosomi, mRna, molecole batteriche, virioni, ribosomi danneggiati, componenti danneggiati del RE, gocce lipidiche</em>.<br><br><strong>-Autofagia selettiva:</strong> ci sono recettori (p62, NBR1 ecc) che possono legare le molecole intracellulari da eliminare --&gt; interagendo tra aggregati proteici da eliminare e fagosoma che si sta creando.&nbsp; <br><br><strong>-Mitofagia:</strong> Nix e p62 riconoscono i mitocondri non più funzionanti tramite il riconoscimento di proteine poliubiquinate associate ai mitocondri.<br><br><strong>-Pexofagia</strong>: eliminazione dei perossisomi (servono a ridurre la formazione dei ROS smaltendo acqua ossigenata)<br><br>L'autofagia permette di sopravvivere o andare in apoptosi&nbsp; eliminando le molecole esogene e endogene che possono alterare l'omeostati ostacolando le reazioni metaboliche.&nbsp;<br>Questi meccanismi permettono di comprendere come l'insulina (proteina che viene attivata dalla preproinsulina) se ha problemi di unfolding --&gt; compromette anche il rilascio di insulina dalle cellule beta del pancreas --&gt; diabete di tipo II.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 10:13:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 10:16:22 UTC</pubDate>
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         <title>SISTEMA DI VESCICOLE CELLULARI (EV)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>VESCICOLE EXTRACELLULARI</strong><br>Le EV sono rivestite da un doppio strato fosfolipidico e sono rilasciate nello spazio esterno da tutte le cellule.<br><strong>In base alle dimensioni possono essere divise in:<br>-Small Evs (esosomi) 30-100nm</strong> --&gt; originano dai corpi multivescicolari (MVB)<br><strong>-Large Evs (microvescicole) 100-1000nm</strong>, si possono formare per: <br>1) Fusione di esosomi<br>2) Gemmazione dalla membrana plasmatica<br><strong>-Corpi apoptotici:</strong> sono i più grandi e si formano quando la cellula va in poptosi<br><br>Le vescicole extracellulari sono isolabili in tutti i liquidi corporei.<br><br><em>NB: La cellula è in grado di sentire cosa c’è nell’ambiente esterno, eliminare o confinare elementi potenzialmente dannosi presenti al suo interno e poi decidere cosa mandare a degradazione e cosa mandare all’esterno. </em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 10:33:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Per quanto riguarda le dimensioni:</strong><br><strong>-Esosomi </strong>le più piccole vescicole sovrapponibili alle lipoproteine circolandi (solo HDL e LDL sono più piccole)<br><strong>-Esomeri: </strong>sono nanoparticelle e hanno contenuti proteici e lipidici particolari --&gt; sono più piccoli degli esosomi e rientrano nelle <strong>SMALL EXTRACELLULAR VESCICLE</strong> (vescicole con dimensioni sovrapponibili a quelle delle lipoproteine e virus)<br><strong>-MICROVESCICOLE:</strong> dimensioni simili a quelle dei batteri.<br><br><strong>Gli endosomi</strong> possono essere trasportati ad un altro polo della cellula tramite la rete citoscheletrica dei microtubuli e ancorarsi a questo nuovo polo con l'aiuto delle proteine MVB-docking --&gt; fusione con la membrana plasmatica e rilascio di esosomi al di fuori della cellula.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 10:37:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 10:44:07 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita delle small e large vescicole</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Derivano da gemmazione della membrana plasmatica --&gt; BLEBBING --&gt; estroflessione della membrana con successiva chiusura.<br><strong><br>SMALL:</strong><br>Nascono all'interno di strutture cellulari --&gt; <strong>multivescicolar bodies (MBV)</strong> --&gt; si muovono verso la superficie cellulare tramite il citoscheletro --&gt; rilasciano all'esterno il contenuto dopo la fusione con la membrana.<br>I corpi multivescicolari MBV derivano da meccanismi di endocitosi --&gt; le molecole endocitiche entrano all'interno di queste strutture e possono avere scambi con il sistema del golgi e RE.<br>Quindi rappresentano un crocevia tra ciò che viene endocitato e ciò che viene esocitato e i MBV possono mandare il proprio contenuto ai lisosomi --&gt; degradazione.<br>Gli MBV si possono aggiungere agli autofagosomi --&gt; anfisomi --&gt; si liberano a livello della membrana plasmatica.<br>Gli MBV contengono anche endosomi prodotti exnovo pronti per la liberazione extracellulare.<br><br>La cellula sente cosa c'è all'esterno ed è in grado di sapere cosa smaltire e mandare all'esterno non solo come spazzatura ma anche come messaggi per la comunicazione.<br><br>Gli <strong>esosomi </strong>sono i principali messaggeri extracellulari e vengono rilasciati in vari modi:<br>-Fusione di MBV con la membrana plasmatica<br>-Rilasciati in cluster<br>-Attraverso la formazione di estroflessioni cellulari e rilascio degli esosomi <br><br>Gli esosomi assorbiti possono anche essere degradati dai lisosomi con i quali possono fondersi, oppure possono fondersi con <strong>ESE (early-sorting endosomes)</strong> preestistenti --&gt; successiva disintegrazione e rilascio di contenuto nel citoplasma.<br><strong><br>Composizione degli esosomi</strong>: (il contenuto varia in base a condizioni di stress e stati patologici)<br><strong>-mRNA, microRNA, ncRNA/DNA </strong>(sono regolatori dell'espressione genica, tipo fattori di trascrizione).<br>Sono RNA funzionali, il DNA è stabile perchè ci sono anche meno DNAasi intra e extracellulari rispetto alle RNAasi, quindi gli esosomi permettono di trasportare con sicurezza l'RNA in modo che questo arrivi nella cellula bersaglio e quest'ultima lo possa tradurre come se l'avesse sintetizzata lei.<br>La presenza di citochine, chemochine, proteine e non coding RNA (miRNA) mette alla luce la funzione degli esosomi di concentrare e trasportare le molecole di segnalazione.<br><br><strong>Proteine sempre presenti:</strong><br><strong>-Tetraspanine (CD63/81/9) </strong>--&gt; espresse in superficie --&gt; sono recettori usati come marcatori per riconoscere se le vescicole isolate sono esosomi.<br>-TSG101 e Alix --&gt; usate come marcatori<br>-lipidi<br>-Prostaglandine<br>-HSP --&gt; anche usati da marcatori<br><em>La funzione degli esosomi ha a che fare con meccanismi di segnalazione cellulare di situazioni di problematiche, di stress, condizioni che, infatti, portano ad un aumento della sintesi di queste proteine rispetto ai valori basali. </em><br>-Enzimi di vario tipo<br>-Proteine citoscheletro, intracellulari, AA e metaboliti<br><strong>Altre molecole espresse in superficie</strong>:<br>-Integrine<br><strong>-MHC-I e II associate a gli antigeni </strong>--&gt;&nbsp;</div><pre>presentano l'antigene e possono avere anche un ruolo nell'induzione della tolleranza (Come il fattore AIRE nel timo)
Quindi in <strong>stati patologici </strong>possono presentare l'antigene ai linfociti T che maturano nel timo (ovviamente gli autoreattivi vengono eliminati) È una questione di quantità: più ce ne sono con quell’antigene, più elevata sarà la probabilità che essi giungano, tramite la circolazione, nel midollo e nel timo e vengano mostrati ai linfociti B e T durante la loro maturazione, bloccandola in caso di riconoscimento del complesso.&nbsp; <br>Mentre in uno <strong>stato fisiologico </strong>possono indurre la tolleranza immunologica --&gt; È una questione di quantità --&gt; più ce ne sono con quell’antigene, più elevata sarà la probabilità che essi giungano, tramite la circolazione, nel midollo e nel timo e vengano mostrati ai linfociti B e T durante la loro maturazione, bloccandola in caso di riconoscimento del complesso. Viceversa avviene invece in stati patologici in cui la maggior parte presenta invece l'antigene.</pre><div><br>Nelle cellule senescenti aumenta il rilascio delle vescicole small --&gt; esosomi.<br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 10:52:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 11:01:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 11:19:06 UTC</pubDate>
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         <title>Significato del rilascio vescicolare</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 11:28:45 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Ruolo degli esosomi in condizioni patologiche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Riassumendo le funzioni degli esosomi sono:</strong><br>-Guidare la difesa dell'ospite e eliminazione del patogeno<br>-Mediano la diffusione dei fattori di virulenza --&gt; promuove sopravvivenza e la malattia del patogeno.<br>Le due condizioni possono verificarsi contemporaneamente raggiungendo un stato quasi di equilibrio</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 12:26:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 12:26:50 UTC</pubDate>
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         <title>SINAPSI IMMUNOLOGICA E GLI ESOSOMI</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2499438473</link>
         <description><![CDATA[<div>Interazione tra la cellula presentante l'antigene e il linfocita T --&gt; avvengono 2 interazioni:<br>1) MHC-I/II --&gt; TCR<br>2) scambio di vescicole (informazioni) tra i esosomi e linfocita T<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 12:33:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Infezioni virali </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2499811352</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli esosomi, generati da cellule infette, possono essere considerati come delle vescicole che trasportano proteine virali e genomi virali --&gt; rientrano quindi tra i virus non infettivi.<br><strong><br>Caratteristiche condivise tra virus e esosomi:<br>-Dimensioni simili </strong>&nbsp;(&lt;300nm = simile a quella dei retrovirus)<br><strong>-Circondate da mambrana lipidica</strong> che contiene anche proteine della membrana cellulare<br><strong>-Si formano nel sistema endosomiale o sulla membrana plasmatica</strong> attraverso percorsi di biogenesi definiti, ad esempio, coinvolgendo i complessi di smistamento endosomiale necessari per i meccanismi di trasporto (ESCRT).<br><strong>-Possono legarsi alle membrane plasmatiche di cellule bersaglio</strong>, penetrarvi tramite fusione o endocitosi e innescare reazioni specifiche nelle cellule riceventi.<br><strong>-Trasportano materiale genetico che può modificare le funzioni delle cellule riceventi<br>-Contengono proteine funzionali e enzimi</strong><br>-Soprattutto nei retrovirus,&nbsp; le EV generate da cellule infettate contengono molecole selezionate di origine virale&nbsp; e possono essere simili a virus non infettivi (hanno perso la capacità di replicare) --&gt; quindi le EV diffondono solo l'infezione (trasferenzo materiale genomico e recettori virali sia come proteine che come RNA) non si replicano<br><br>Le EV possono fornire ai virus (che non ne sono dotati), un involucro (es epatite A) e questi poi potranno infettare le cellule sane.<br>Le EV possono contenere proteine della risposta antivirale (mRNA) che servono alla cellula bersaglio per rispondere ai virus, e recettori PAMP per favorire la capacità della cellula di rispondere ai patogeni.<br><br><strong>Quindi le EV rappresentano la situazione delle cellule:</strong><br>Se aumenta l'infezione --&gt; aumentano le vescicole con materiale virale--&gt; maggiore diffusione dell'infezione e allo stesso tempo tramite queste le cellule del sistema immunitario scambiano informazioni --&gt; risposta alle infezioni in maniera potenziata.<br>Quanto detto vale anche per infezioni batteriche e parassitarie (anche in quest'ultime gli esosomi possono modulare le funzioni delle cellule immunitarie bloccandole o stimolando i processi anti-infiammatori)<br>In base alle varie situazioni può essere più avvantaggiato il patogeno o il nostro organismo.<br><br><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:26:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Esosomi nei processi infiammatori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le cellule infiammate con inflammosoma attivato --&gt; producono citochine infiammatorie come IL-1beta --&gt; queste entrano a far parte dei corpi multivescicolari --&gt; diffusione paracrina e sistemica dei processi infiammatori.<br>La cellula infiammatoria che perdura nell'attivazione dei processi infiammatori --&gt; può morire per piroptosi --&gt; rilascio di molecole proinfiammatorie.<br><strong><br>Descrizione processo:</strong><br><strong>1) IL1R, TLR e altri PRR vengono attivati </strong>--&gt; PRIMO SEGNALE --&gt; trasduzione del segnale --&gt; espressione di NLRP3 e dei precursori delle citochine infiammatorie IL-1beta e IL-18 e all'induzione dell'espressione di centinaia di altre proteine<br><strong>2) Secondo segnale</strong> --&gt; attivazione inflammasoma --&gt; catalizza l'elaborazione di pro-IL-1beta e della gasdermina D --&gt; la parte N-term di quest'ultima si lega alla membrana --&gt; oligomerizza --&gt; crea un poro --&gt; secrezione di piccole proteine, citochine e favorisce flussi ionici attraverso la membrana.<br><strong><em>NB:</em></strong><em> Inoltre, le concentrazioni di calcio e potassio sono influenzate anche dai recettori di iantiporto di membrana o dalla fuoriuscita di lisosomi, amplificando l’attivazione dell’inflammasoma e causando l’attivazione di floppasi, flippasi e scramblasi, che catalizzano la traslocazione transmembrana di fosfatidilserina e fosfatidiletanolamina</em>.<br><strong>3)</strong> Queste fuoriuscite influiscono sulla curvatura di membrana --&gt; si formano germogliamenti verso l'esterno --&gt; formazione di microvescicole incorporate con proteine presenti in prossimità alla membrana (IL-1beta o in forma pro), nonchè di proteine presenti nel lume tramite il passaggio dalle vescicole intraluminari del MBV.<br><strong>4)</strong> Infiammazione prolungata --&gt;<strong> piroptosi </strong>--&gt; rilascio di componenti dell'infiammazione, citochine, proteine tramite lisi di membrana o strutture vescicolari più grandi risultanti dalla frammentazione cellulare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:41:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Esosomi e patologie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le EV rilasciate nelle vie aeree in processi infiammatori dei polmoni&nbsp; --&gt; vanno in circolo e stimolano processi infiammatori in altri tessuti.<br><strong>La disbiosi </strong>(alterato equilibrio microbico nelle mucose) e la colonizzazione dei patogeni sono state collegate ad alterazioni delle risposte immunitarie e allo sviluppo di malattie nei polmoni ed è stato dimostrato che le EV derivate da agenti patogeni, compresi i batteri, trasferiscono il loro contenuto alle cellule ospiti e modulano l’immunità innata dell’ospite. &nbsp;<br><br>Quindi le EV derivate sia dalla flora intestinale (che come visto prima può corrispondere ai patogeni) che dalle cellule immunitarie che interagiscono con la flora:&nbsp;<br>-Le EV prodotte dai batteri commensali possono giovare all'ospite promuovendo la tolleranza della mucosa e proteggendo dall'insorgenza di malattie polmonari con effetto antifiammatorio<br>-Le EV derivate dalla disbiosi del microbiota polmonare o intestinale possono indurre risposte immunitarie polmonari o intestinali attivate e patogenesi infiammatoria polmonare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:51:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Interesse nelle vescicole </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ambito oncologico:<br>Biopsie liquide --&gt; </strong>si vede se ci sono esosomi con fattori metastatizzanti o con fattori di angiogenesi.<br><br><strong>Ambito sperimentale:</strong><br>-Si è dimostrato che le EV scambiano messaggi, mettendo le EV prodotte da cellule senescenti in coltura con cellule giovani --&gt; dopo poco quest'ultime vanno in senescenza.<br><em>(negli esosomi delle cellule senescenti aumenta l’espressione di miR-21 che può modulare la metilazione del DNA, la proliferazione cellulare, la risposta infiammatoria)</em>. <br><strong>-Patologie neurodegenerative --&gt;</strong><br>1) Possono contribuire al rilascio di proteine misfolded nello spazio extracellulare (beta-amiloide, alfa-sinucleina)<br>2) Possono mantenere attivo il processo infiammatorio<br><strong>-Come biomarcatori di proteine malripiegate --&gt; diagnosi precoce<br>-Target per essere bloccati<br>-Sistema di delivery --&gt;</strong> si utilizza per trasferire nelle cellule materiale genetico o proteine di vario tipo --&gt; si limita la propagazione di molecole patogene e della patologia stessa.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 17:23:11 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Meccanismo di risposta alla presenza di acidi nucleici nel citoplasma (misplaced)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2499926163</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel citosol abbiamo recettori che riconoscolo il DNA fuori posto (mispaced) --&gt; riconoscono DNA/RNA a singolo e a doppio&nbsp; e anche ibridi.<br>Ci sono anche su membrane endosomiali (TLR).<br>Questi recettori riconoscono gli acidi nucleici di patogeni, batteri o virus --&gt; la trasduzione prevede l'attivazione di una risposta infiammatoria (attivazione di NFKB che è il fattore di trascrizione per IL-1beta e IL-18 --&gt; citochine proinfiammatorie) e produzione di IF1 (interferone 1, grazie all'attivazione dei fattori di trascrizione IRF3 e IRF7) --&gt; risposta antivirale.<br><strong><br>Lista dei recettori:</strong><br><strong>-RIG-1: </strong>infezioni virali, riconoscono i dsRNA corti (doppio filamento) <br><strong>-MDA5:</strong> dsRNA lunghi<br>Questi due convergono sulla produzione di molecole infiammatorie e interferoni<br><strong>-LGP2: </strong>regola negativamente i due recettori appena descritti<br><br><strong>Sensori di DNA:<br>-cGAS --&gt; </strong>può essere attivato sia da frammenti lunghi (questi fanno partire la risposta mediata da TBK1) che brevi, inoltre riconosce ibridi DNA-RNA (tipici dei retrovirus).<strong><br>-DDX41</strong><br>Confluiscono tutti nella via che attraverso cGMP recluta STING --&gt; fosforila <strong>TBK1 </strong>attivandola --&gt; fosforila IRF3 --&gt; via degli interferoni<br>Nel caso di mitosi --&gt; quando si ha la scomparsa della membrana nucleare --&gt; si blocca il riconoscimento degli acidi nucleici per portare avanti la mitosi.<br>TBK1 è un inibitore di<strong> RIPK1</strong> <em>(responsabile della morte cellulare indotta da TNF-alpha --&gt; necroptosi --&gt;meccanismo proinfiammatorio)</em>.<br><em><br></em><strong><em>NB:</em></strong><em> classica risposta proveniente dai recettori del TNF e toll-like receptor --&gt; ubiquitinazione degli inibitori di NFKB --&gt; vengono degradati nel proteasoma e p65 e p50 migrano nel nucleo --&gt; NFKB1 attivato (infiammazione rapida), esiste un altro pathway (non canonico) dipendente dalla produzione di p100 (che verrà degradata dal proteasoma a p52 e insieme a Rel B formerà NFKB) e permette di mantenere l'infezione più a lungo (AP1 --&gt; attivato per indurre infiammazione protratta nel tempo)</em><br><br>Il segnale provenienti dagli acidi nucleici va a regolare le risposte infiammatorie --&gt; TBK1 fosforila le molecole nell'attivazione del pathway quindi si può decidere se spingere di più sulla produzione degli interferoni o l'attivazione dei pathway di NFKB.<br><strong>Es nei pazienti covid </strong>--&gt; lo shift verso la produzione di interferoni alpha e beta invece dell'infiammazione permette una eliminazione nel patogeno, se il meccanismo è alterato e si ha invece un aumento dell'infiammazione --&gt; elevata produzione di citochine infiammatorie --&gt; sintomi più gravi --&gt; quindi -&gt;<br><strong>-Blocca il pathway non canonico --&gt; </strong>non permette una infiamazione&nbsp; a lungo termine <br><strong>-Attiva normalmente il pathway canonico --&gt; </strong>infiammazione rapida e transiente<br><strong>-Permette l'aumento di produzione di interferoni</strong>.<br><br><br><strong>-TLR9 (fa parte dei recettori TALL --&gt; recettori endosomiali per il riconoscimento di acidi nucleici esogeni o fuori posto o ibridi):</strong> presente negli endosomi, permette di riconoscere gli ibridi DNA/RNA --&gt; pathway interferoni e citochine pro-infiammatori.<br><br></div><blockquote><strong><em>NB:</em></strong><em> Le cellule del sistema immunitario non riconoscono se una molecola viene da fuori o da dentro e c'è un meccanismo per cui i sensori di acidi nucleici citoplasmatici e endosomiali, sono attivati anche da molecole endogene, sotto una certa soglia non vi è attivazione, ma se si supera farà scattare la risposta interferonica e infiammatoria</em>.<br><strong>Es una cellula senescente</strong> --&gt; aumenta la trascrizione di RNA simili a quelli di virus e aumenta anche la presenza di ibridi (soprattutto sotto "stress" --&gt; induce un aumento degli ibridi) --&gt; attivazione dei pathway --&gt; cellula senescente = cellula proinfiammatoria.</blockquote><div><br><strong>Derivazione degli ibridi endogeni: </strong><br>Derivano dai <strong>trasposoni</strong> --&gt; sono delle sequenze del genoma che possono staccarsi e inserirsi in un'altra parte del DNA.<br><strong>I retrotrasposoni </strong>sono invece un tipo particolare di trasposoni che possono tramite essere trascritti in un <strong>filamento intermedio</strong> --&gt; passano nel citoplasma insieme all'mRNA per essere retrotrascritte a DNA (tramite la trasposasi inversa, e poi si reinseriranno nel DNA)--&gt; quindi nel citoplasma durante questo processo si formano degli ibridi DNA/RNA --&gt; attivazione dei sensori intracellulari.<br><br><strong>Derivazione degli ibridi esogeni: </strong><br><strong>-Virus a RNA:</strong> l'ibrido è creato dalla retrotrascrittasi<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 17:41:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 11:56:37 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2500989207</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 11:56:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Sequenze tandem nel DNA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<pre>Nel genoma non codificante --&gt; 20% sequenze ripetute --&gt; "satellite" + altre ripetute e sparse nel genoma (LINE e SINE).
<strong>• DNA satellite:</strong> lungo e con ripetizioni di 171 nucleotidi ed è la massa principale dell’eterocromatina. 
<strong>• DNA minisatelllite: </strong>ipervariabile e altamente polimorfico e formato da unità ripetute di 5-7 nucleotidi, presente soprattutto a livello dei telomeri. 
<strong>• DNA microsatellite:</strong> molto polimorfo, da 1 a 4 nucleotidi che possono essere ripetuti più volte. 

Tra gli elementi sparsi, invece, abbiamo sequenze short e long e possono dar luogo a:
<strong>• Trasposizione diretta: </strong>si staccano dalla regione di genoma in cui si trovano per scissione e si inseriscono in altre parti. 
<strong>• Retrotrasposizione:</strong> il DNA trasposto viene trascritto in RNA, poi viene retrotrascritto (anche in più copie) in DNA e reintegrato nel genoma. 
Il loro reinserimento permette variabilità genetica perchè il taglio è asimmetrico e le sequenze adiacenti a quella inserita devono essere riportate alla simmetria riempiendo gli spazi vuoti.
<strong>I ncRNA</strong> controllano che non ce ne sia un eccesso in modo da non creare mutazioni deleterie, infatti, i regolano la stabilità del genoma, difendono dai trasposoni, regolano la trascrizione, trasportano enzimi in maniera sequenza specifica per modificazioni epigenetiche, collaborano nella difesa verso DNA e RNA virali. 

<strong>I retrotrasposoni possono essere:
▪ LTR, long terminal repeat:</strong> hanno alle estremità lunghe sequenze ripetute 
<strong>▪ NON LTR:</strong> non presentano queste sequenze alle estremità, possono essere: 

<strong>- short (sine):</strong> la famiglia più abbondante è <strong>ALU</strong> e le troviamo in quasi tutti i cromosomi. Non sono capaci di retrotrasporsi da sole, ma hanno bisogno che siano espresse le retrotrascrittasi. La retrotrasposizione è stata vista in particolari patologie, infatti possono portare a mutazioni del genoma. Per esempio sono stati descritti casi di emofilia A dove abbiamo una LINE1 che si è inserita in un gene codificante per il fattore VII sul cromosoma X, e casi di neurofibromatosi di tipo 1 in cui si è vista un’inattivazione inserzionale. 

<strong>- long (line):</strong> abbiamo 3 famiglie maggiori, L1 è la più abbondante. Il genoma di queste sequenze codifica per ORF1 (RNA binding protein) e ORF2 (trascrittasi inversa). Quindi le line avendo la retrotrascrittasi possono retrotrasporsi (retrotrascriversi) da sole.
Quindi da LINE1 --&gt; trascrizione RNA a singolo filamento --&gt; citoplasma --&gt; traduzione parte inerente al complesso di retrotrascrizione --&gt; questo ritorna nel nucleo --&gt; trascrizione --&gt; filamento ibrido --&gt; poi DNA a doppio filamento
In condizioni fisiologiche avviene in questo modo, in condizioni patologiche o di stress o invecchiamento --&gt; il citoplasma si riempie di molecole ibride --&gt; poichè sono retro-trascritti anche nel citoplasma --&gt; attivazione di cGAS --&gt; infiammazione.
Questo è alla base della degenerazione maculare (patologia oculare dovuta all'invecchiamento).
Nelle cellule germinali sia che <strong>LINE</strong> che <strong>ALU</strong> sono demetilate mentre nelle cellule somatiche sono represse con meccanismi di metilazione del DNA -&gt; blocco dell'espressione dei geni --&gt; <strong>con l'INVECCHIAMENTO </strong>--&gt; <strong>alterazioni epigenetiche</strong> --&gt;<strong> demetilate e acetilazione istoni</strong> <em>(Le </em><strong><em>Sirtuine=deacetilasi</em></strong><em> -- [</em><em><sub>es: SIRT6--&gt; blocca i geni che codificano per LINE1]</sub></em><em>--&gt; che bloccano l'attivazione di sequenze retro-trasponibili, se si toglie il gene o lo si blocca si ha un aumento della risposta infiammatoria e di interferone)</em>  --&gt; espresse --&gt; questo meccanismo dovrebbe permettere alle cellule di adattarsi allo stress tramite le varie mutazioni che subisce ad ogni replicazione --&gt; ma essendo la cellula senescente --&gt; questa non si replica e causa solo infiammazione.

<br></pre><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 12:14:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Risposta al danno al DNA (DDR)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2501381492</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando il DNA nucleare viene tagliato --&gt; pathway converge su NFKB --&gt; innesco dell'infiammazione --&gt; NFKB e IRF3/7.<br>La cellula senescente ha:<br>-I telomeri corti che vengono letti come telomeri rotti --&gt; attivazione DDR.<br>-Aumento della presenza di acidi nucleici fuoriposto nel citoplasma<br>-Alterazioni epigenetiche nel nucleo<br>Queste inducono l'attivazione cronica di NFKB.<br>-NFKB non si riesce a dosare se non misuando le citochine circolanti come IL-1beta, IL-6 e PCR.<br>-NFKB non si può sopprimere nei soggetti altrimenti non riescono a rispondere neanche alle infezioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 16:30:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IMMUNITA&#39; CONTRO I VIRUS</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2501385954</link>
         <description><![CDATA[<div>Struttura virus:&nbsp;<br>dall'esterno verso l'interno:<br>-Envelope (poco frequente)--&gt; membrana plasmatica.<br>-Capside (come l'envelope presenta delle proteine che servono per infettare la cellula)<br>-Acido nucleico<br><br>2 cicli vitali:<br>-Ciclo litico: il virus si moltiplica all'interno del virus --&gt; la cellula si riempie di virus e espode per lisi cellulare--&gt; fuoriuscita di virus--&gt; poco efficiente perchè porta all'immediato riconoscimento da parte dei citotossici e NK.<br>-Ciclo lisogeno: il virus a RNA entra nella cellula tramite la trascriptasi inversa --&gt; produzione di DNA virale --&gt; doppio filamento tramite integrasi--&gt; incorporato nel genoma dell'ospite--&gt; in questa fase il virus è chiamato PRO-VIRUS--&gt; non crea nessuna particella virale e non è individuabile da parte dei linfociti--&gt; ad ogni divisione cellulare il virus entrerà a far parte sempre di un maggior numero di cellule --&gt; elude sistema immunitario--&gt; se si abbassano le difese immunitarie riprende il ciclo litico,</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 16:33:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IMMUNITA&#39; INNATA CONTRO I VIRUS</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2501386474</link>
         <description><![CDATA[<div>-Cellule infettate rilasciano IFN-i (alpha e beta)--&gt; induce le cellule adiacenti e le cellule dendritiche plasmacitoidi (rafforzano le cellule limitrofe tramite rilascio di IFN-I) ad indurre lo stato antivirale--&gt;IFN-recettore--&gt; attiva 3 molecole:<br><br>-PKR: protein chinasi da Rna a doppio filamento--&gt; attiva se infettata da virus a RNA a doppio filamento, porta all'inattivazione tramite fosforilazione di fattori di trascrizione virali e enzimi essenziali per la traduzione virale.<br>-OAS: Oligo adenilato sintetasi--&gt; riconosce e viene attivato da RNA virale a doppio filamento--&gt; induce la sintesi di una molecola che presenza diversi adenil legati tra loro--&gt; oligoadenilato (n adenilati &lt; 20)--&gt; attiva RNAasi specifica per RNA virale a doppio filamento--&gt; degradazione del filamento.<br><br>-GTPasi Mx: vengono prodotte molte molecole di GTPasi Mx in caso d'infezione virale--&gt; multimerizzano --&gt; molecola multimerica --&gt; inibizione dei geni virali e della repressione dell'assemblaggio di nuovi virus.<br><br>IFN-I altri ruoli:<br>-Induce espressione di CD69 nel linfonodo--&gt; trattiene i linfociti all'interno cosi facilita l'interazione con un APC legante l'antigene.<br>-Potenzia inizialmente la citotossicità delle cellule NK e successivamente quella dei linfociti citotossici<br>-Induce apoptosi intrinseca ( mediata dai mitocondri ) nelle cellule infettate<br>-aumenta la snesibilità per l'apoptosi estrinseca (mediata da legame con ligandi di morte) delle cellule infette<br>-Stimola la riespressione dell'MHC-I che viene gradualmente soppresso e poi ripristinato dalla cellula infettata per via del fatto che è impegnata a produrre molecole proteiche per i virus, l'espressione permette ai citotossici di uccidere le cellule infette<br>NB:&nbsp;<br>-NK: riconoscono cellule con una bassa quantità di MHC-I--&gt; morte<br>-CTL riconoscono le cellule infette dopo la riespressione del MHC-I.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 16:33:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 16:34:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La morte cellulare è un modo per impedire che meccanismi infiammatori contribuiscano ad alimentare processi infiammatori che fanno seguito ai tentativi di adattamento cellulare</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 16:43:16 UTC</pubDate>
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         <title>Suddividiamo 2 grandi compartimenti </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-ACD:</strong> morte cellulare accidentale<br><strong>-RCD: </strong>morte cellulare regolata --&gt; es apoptosi.<br><br><strong>Necrosi</strong>:<br>Danno cellulare irreversibile --&gt; dovuto a cause accidentali --&gt; interessa gruppi di cellule e comporta:<br><strong>-Distruzione del tessuto<br>-Formazione di molti DAMPs<br>-Morti di tipo pro-infiammatorio</strong><br>Ovviamente le cellule prima di morire provano processi compensatori al danno, inoltre, il danno ovviamente, sarà concentrati soprattutto nella zona centrale di danno.<br>Dopo 24-48h si osserva un infiltrato di macrofagi e neutrofili nell'area di necrosi --&gt; ripuliscono la zona dai DAMPs --&gt; per questo abbiamo alterazioni dei marker dell'infiammazione --&gt; infarto del miocardio --&gt; aumento di PCR o IL6 circolante (ma comunque &lt; rispetto ai livelli durante l'infezione).<br><br><br><strong>Morte necrotica:<br></strong>Rigonfiamento cellulare --&gt; rigonfiamento torbido associato ad aumento della permeabilità di membrana --&gt; dovuto al fatto che la cellula non è più in grado di produrre ATP (livelli di ATP sotto la soglia di necessità delle pompe)--&gt; le pompe per l'omeostasi non funzionano più.<br>In più c'è un aumento esponenziale dei ROS (dovute sempre alla mancaza di ATP).<br>Il punto di non ritorno è la "<strong>cariolisi</strong>"--&gt; quando si verifica la distruzione del DNA --&gt; danno irreversibile<br>In seguito al danno irreversibile --&gt; necrosi --&gt; processo infiammatorio per la genesi di molecole che fungono da DAMPs.<br><br><strong><br>Tipi di stimoli che inducono la necrosi (processo passivo):</strong><br>o Agenti chimici e fisici (radiazioni, calore). <br>o Traumi. <br>o Ipossia/anossia. <br>o Riduzione dei nutrienti. <br>o Patogeni. <br><br><strong>Valutazioni microscopi in ematossilina-eosina della necrosi:</strong><br>In necrosi il nucleo è più piccolo e il citoplasma diventa più eosinofilo per aumento dell'affinità per l'eosina del tessuto necrotico, non ci sono le striature per blocco della sintesi proteica <em>(senza ATP si bloccano tutti i meccanismi attivi della cellula e si ha la degradazione degli RNA citoplasmatici tramite RNAasi e degradazione di proteine citosolitiche tramite proteasi)</em>.<br>Normalmente proteine e RNA (mRNA e rRNA) sono affini per l'ematossilina ma in condizioni necrotiche sono affini per l'eosina.<br><br><strong>Quindi le alterazioni morfologiche della cellula necrotica sono:<br>-Picnosi: </strong>diminuzione delle dimensioni del nucleo per via della perdita di materiale nucleare e della condensazione della cromatina residua --&gt; aumenta la basofilia.<br><strong>-Cariolisi:</strong> frammentazione e scomparsa del nucleo<br><strong>-Carioressi: </strong>digestione del DNA da parte di specifiche endonucleasi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 18:01:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-02 18:01:35 UTC</pubDate>
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         <title>Tipi di necrosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Necrosi coagulativa:</strong> quadro morfologico evolutivo di fenomeni ischemici/infarti a carico del tessuto ventricolare del cuore o più generalmente a livello sistemico di tutti i tessuti <em>(NB: ictus o infarto cerebrale hanno come quadro evolutivo prevalentemente necrosi colliquativa)</em>.<br>E' tipica anche delle cellule con ridotte quantità di lisosomi (cuore, rene fegato), la presenza di lisosomi vedrebbe una rapida distruzione delle strutture cellulari.<br>Il quadro visto precedentemente con proteasi e RNAasi che degradano proteine e RNA rispettivamente, impedisce che venga alterata completamente la struttura della cellula e la forma cellulare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 18:09:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-02 18:09:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-02 18:10:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 18:14:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Necrosi colliquativa: </strong>tipica dei tessuti in cui le cellule sono ricche di lisosomi --&gt; viene riversato nel citoplasma e nello spazio extracellulare --&gt; autolisi e eterolisi --&gt; perdità di integrità strutturale e tissurale --&gt; il tessuto assume una consistenza amorfa, liquida e apparentemente liquida che può contenere polimorfonucleati.<br>Anche qui siamo in una situazione pro-infiammatoria --&gt; richiamo di cellule dell'immunità innata che contribuiscono ai meccanismi del danno rilasciando enzimi litici.<br>Si osserva nei casi di:<br><strong>-Processi infettivi micotici e batterici </strong>--&gt; possono richiamare i neutrofili --&gt; rilascio di enzimi litici --&gt; digeriscono il tessuto <br><strong>-Ischemia o ipossia</strong> (es: SNC)<br><br><strong>Differenze con la coagulativa:</strong><br>-Il tessuto (architettura generale) è differente da quelle normali.<br>-Il processo infettivo e la riduzione della quota di ossigeno è lenta e si ha diminuzione del pH delle cellule che vanno in necrosi con conseguente attivazione di idrolasi lisosomiali --&gt; rendono il tessuto quasi cremoso.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Necrosi caseosa</strong>: è legata a --&gt;</div><ul><li><strong>Fenomeni infiammatori tipici&nbsp;</strong></li><li><strong>Fenomeni infettivi</strong> --&gt; <strong><mark>tubercolosi </mark></strong>--&gt; determina la formazione di granulomi nel parenchima polmonare (<strong>granuloma tubercolare </strong>= massa amorfa centrale <em>(cellule lisate e proteine degradate)</em>, circondata da diverse cellule infiammatorie macrofagi e linfociti)</li></ul><pre><strong>Tubercolosi:</strong> è un micobatterio resistente a gli enzimi litici dei polimorfonucleati --&gt; poichè produce una proteina in grado di inibire la fusione tra lisosomi e fagosoma --&gt; macrofagi meno efficienti nella degradazione --&gt; le cellule immunitarie si localizzano intorno ai siti in cui è presente il micobatterio, contribuendo a fenomeni di necrosi.
<br></pre>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 18:33:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Necrosi gangrenosa: </strong>non è un quadro specifico di morte cellulare ma è un termine che fa riferimento a un danno d'organo.<br>Con essa si considerano situazioni che solitamente riguardano gli arti (inferiori specialmente), perchè --&gt; necrosi coagulativa --&gt; porta a ridotto apporto ematico di O2 e sostanze nutritive.<br><br><strong>Si possono avere due tipi di gangrena:<br>-Gangrena secca: </strong>tipica degli arti inferiori rimasti senza apporto ematico --&gt; aree colpite diventano da rosse a nere (aspetto mummificato), a volte richiede l'amputazione dell'arto.<br><br><strong>-Gangrena umida: </strong>quando alla necrosi coagulativa si sovrappone un evento infettivo --&gt; porta a necrosi colliquativa per azione di batteri e leucociti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 20:25:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-02 20:25:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Steatonecrosi:</strong> si associa alla pancreatite acuta --&gt; si caratterizza per il rilascio di enzimi pancreatici digestivi (lipasi e proteasi) negli spazi extracellulari --&gt; alterano membrane degli adipociti --&gt; rilascio di trigliceridi (degradati dalle stesse lipasi che rompono le membrane) --&gt; acidi grassi liberi --&gt; precipitano come sali di calcio --&gt; esteri saponificati con il calcio --&gt; formazione di depositi biancastri e di aspetto gessoso&nbsp;--&gt; focolai di steatonecrosi.</div>]]></description>
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         <title></title>
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         <title>Varie forme di morte regolata</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La morte regolata può essere o no pro-infiammatoria (apoptosi non lo è).<br>E non generano DAMPs che attivano l'immunità innata --&gt; danno inizio a processi infiammatori.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 21:12:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Tipi di morti regolate:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Apoptosi:</strong> i corpi apoptotici sono estrusi dalla cellula e annoverati tra le vescicole rilasciate in cirocolo --&gt; vengono fagocitati dai macrofagi.<br>Può riguardare singole cellule o comunque parti limitate di un tessuto.<br><br><strong>In condizioni fisiologiche si trova:</strong><br>o Durante <strong>diverse fasi dello sviluppo embrionale. </strong><br>o In caso di <strong>eliminazione di cellule in tessuti ad elevato turnover </strong>o indice mitotico. <br>o Nell’ambito del<strong> sistema immunitario</strong> (es. linfociti autoreattivi, tolleranza, maturazione LyT o linfociti immaturi nel midollo). <br>o In caso di <strong>involuzione dei tessuti ormono-dipendenti </strong>in seguito alla riduzione della stimolazione ormonale; quindi, è un ulteriore meccanismo di adattamento oltre a iper o ipoplasia e iper- o ipotrofia. <br>o In caso di <strong>morte di cellule che hanno esaurito la loro funzione</strong>, come i neutrofili per non procrastinare il processo infiammatorio. <br><br><strong>In condizioni patologiche si ha:</strong><br>-Quando la cellula è <strong>esposta a danno del DNA</strong> per esposizione a UV, chemioterapici, agenti fisici e chimici (dipende anche da quanto si protrae nel tempo lo stimolo).<br><strong>-Alterazione delle proteine</strong>.<br>-Morte indotta in condizione di<strong> ipotrofia patologica</strong><br><strong>-Segnali di morte </strong>che arrivano dall'ambiente extracellulare --&gt; necroptosi<br>(Quando c'è un danno che determina necrosi, nelle zone limitrofe al danno, si hanno meccanismi intermedi)<br><br><strong>Casi in cui aumenta l'apoptosi: </strong><br>-Malattie infiammatorie croniche<br>-Patologie neurodegenerative.<br><br><strong>Casi in cui diminuisce l'apoptosi</strong>:<br>-Malattie autoimmuni<br>-Tumori --&gt; la cellula neoplastica non riesce ad andare incontro ad apoptosi.<br><br><strong>Modificazioni che possono prendere le cellule inseguito ad apoptosi:</strong><br>1) <strong>Perde i contatti </strong>con le cellule vicino tramite riduzione delle molecole di adesione<br>2)<strong>Contrazione del citoscheletro</strong> --&gt; riduzione del citoplasma<br>3)<strong>Cromatina condensata</strong> <strong>alla periferia</strong> del nucleo<br>4)<strong> Collasso del citoscheletro</strong><br>5)<strong>Disgregazione dell'involucro nucleare e frammentazione del DNA </strong>(a seguito dell'attivazione di enzimi che tagliano il DNA)<br>6)<strong>Rigonfiamento della membrana plasmatica</strong><br>7) <strong>Frammentazione della cellula con generazione di corpi apoptotici rivestiti di membrana</strong>, che tramite delle modificazioni, riesce a mandare segnali di riconoscimento dell'immunità innata (macrofagi) --&gt; fagocitosi.<br>8) <strong>La cellula apoptotica non attiva la risposta infiammatoria</strong> o comunque l'attivazione sarà limitata e ridotta.<br><br><br><strong>Due fenomeni tipici che possono indurre alla morte cellulare sono:<br>1) Catastrofe mitotica (MC): </strong>quando una cellula in mitosi non riesce a superare i checkpoint della mitosi (danni al DNA)<br><strong>2) Anoikis: </strong>succede quando una cellula a causa di modificazione genetiche esprime minori molecole di adesione --&gt; si stacca dalla matrice extracellulare.<br>(anche le cellule tumorali lo fanno ma rimangono in vita)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 21:38:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>APOTOSI --&gt; 3 vie di attivazione:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2502400595</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutte attivano le caspasi (<strong>c</strong>isteina <strong>asp</strong>artato-specifiche prote<strong>asi</strong> sono 12)--&gt; enzimi che hanno la <strong>cisteina nel sito di taglio</strong> e <strong>tagliano substrati proteici </strong>dopo un r<strong>esiduo di acido aspartico.<br></strong>Suddivisione delle caspasi:<br><strong>1) Infiammatorie</strong>: hanno il dominio CARD (presente anche nell'inflammasoma) --&gt; vanno a processare pro-IL1-beta e pro-IL-18 trasformandole in citochine attive.<br>Questo meccanismo è messo in atto da CASPASI 1/4/5/12 che possiedono il dominio CARD --&gt;inducono morte piroptotica (tipica delle cellule che hanno attivo in maniera protratta il signaling infiammatorio)<br>(L'apoptosi non determina sempre l'infiammazione)<br><br><strong>2) Legate all'apoptosi --&gt; possono essere:<br>-Iniziatrici</strong>: hanno una sequenza molto lunga di pro-dominio con moduli che permettono l'interazione proteina-proteina --&gt; attivazione, sono caratterizzate dai domini "DED".<br><strong><em>Es:</em></strong><em> ci sono le caspasi&nbsp; iniziatrici 8 e 10 che invece hanno il dominio "DED" o di morte</em>.<br>Le iniziatrici attivano le effettrici tramite un fenomeno di amplificazione (una ne attiva molte).<br><strong>-Effettrici o esecutrici: </strong>possono essere attivate da caspasi iniziatrici e hanno pro-domini con sequenze più brevi --&gt; inducono l'apoptosi --&gt; sono le <strong>caspasi 3, 6, 7.<br></strong>Le effettrici sono responsabili di tagli proteolitici su molti substrati proteici --&gt; alterazioni a livello delle componenti del citoscheletro della cellula e delle molecole di adesione, inibitori degli DNAasi, distruzione della lamina<br><br><strong><br>Substrati attivati dalle caspasi:<br></strong>▪ Proteine legate ai processi apoptotici. <br>▪ Proteine legate alla trasduzione segnali vario tipo. <br>▪ Proteine del citosol o nucleari o di membrana nucleare. <br>▪ Fattori di riparo. <br>▪ Regolatori del ciclo cellulare. <br>▪ Molecole legate a patologie. <strong><br><br>La differenza con la necrosi si vede anche a livello elettroforetico:<br>-Apoptosi:</strong> il taglio avviene tra un nucleosoma e l'altro --&gt; il DNA rimane arrotolato alle proteine istoniche e ogni frammento sarà preciso di 180 paia di basi.<br><strong>-Necrosi:</strong> il taglio avviene casualmente --&gt; i frammenti avranno lunghezza casuale</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 09:39:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Via estrinseca --&gt; mediata da segnali esterni alla cellula</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2502408174</link>
         <description><![CDATA[<div>Ci sono 3 "ligandi di morte" --&gt; <strong>TNF-alpha, FAS e TRAIL</strong> --&gt; riconosciuti dai recettori cellulari rispettivamente--&gt; <strong>TNF-R1, FASR, TRAIL R1/DR4, TRAIL R2/DR5</strong> -<em>(questi recettori sono caratterizzati da domini ricchi di cisteine nella parte extracellulare e dominio di morte nella parte intracellulare "</em><strong><em>DED</em></strong><em>" con cui interagiscono poi </em><strong><em>FADD </em></strong><em>e</em><strong><em> TRADD </em></strong><em>--&gt; formazione </em><strong><em>DISC</em></strong><em>)</em>-&gt; <strong>trimerizzazione del recettore</strong> --&gt; <strong>legame dei tre ligandi </strong>--&gt; recluta a livello intracellulare <strong>FADD </strong>e la proteina <strong>TRAD </strong>che trasduce il segnale --&gt; queste <strong>formano il complesso DISC </strong>(Death Inducing Signaling Complex) --&gt; <strong>richiama procaspasi-8 e 10</strong> --&gt; si autoattivano producendo --&gt; <strong>caspasi 8 e 9 iniziatrici </strong>--&gt; attivano la<strong> caspasi-3 effettrice</strong> --&gt; <strong>cellula in apoptosi.</strong><br><br><strong>Proteine che trasducono per i vari ligandi:</strong><br><strong>-FAS --&gt; FADD<br>-TNF-alpha --&gt; TRADD e FAD <br>-TRAIL --&gt; FADD</strong>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 09:46:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Attivazione della caspasi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2502751698</link>
         <description><![CDATA[<div>Caspasi iniziatrice con il pro-dominio lungo e 2 subunità (una large e una small) con una sequenza linker  --&gt; sui siti di taglio c'è l'acido aspartico --&gt; avviene il taglio sia a livello del pro-dominio che a livello del linker --&gt; i due dimeri si trasformano in tetrameri (quindi le due subunità raddoppiano -&gt; 2 small e 2 large) --&gt; caspasi iniziatrice attiva (es la 3)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 15:10:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>I 3 ligandi della morte</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2502815198</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-TNF-alpha</strong>: in un contesto infiammatorio porta all'attivazione di <strong>NFKB </strong>--&gt; molecole pro-infiammatorie (spinge verso la proliferazione), mentre in un contesto apoptotico --&gt; <strong>necroptosi </strong>(spegnendo il processo infiammatorio)<br><em>(Numerosi farmaci biologici, cioe anticorpi che legano in maniera selettiva il TNF-α e i suoi recettori, sono stati sviluppati proprio per modulare i processi indotti dal TNF-α)<br></em><strong><em>L'attivazione di un processo o di un altro è dovuto a cosa vede la cellula nell'ambiente extracellulare--&gt;</em></strong><em><br>Es: se NFKB è attiva attraverso i TLR --&gt; nella cellula sono attiviti meccanismi proinfiammatori --&gt; attivazione ulteriore di NFKB da parte del ligando o invece, se ci sono meccanismi di danno la cellula spinge sulla via dell'apoptosi riducendo l'attivazione di NFKB.<br></em><br><strong>-FASL:</strong> recettore trimerizza --&gt; FADD attivato dal recettore --&gt; lega pro-caspasi 8 attivandola tramite i domini DED (attiva la caspasi iniziatrice).<br>Molto spesso inseguito al legame e dunque alla trimerizzazione, c'è l'internalizzazione del recettore-ligando che permette di attivare in maniera più diretta i processi apoptotici.<br>E' in grado di attivare NF-KB.<br><br><strong>-FAS:</strong> porta all'internalizzazione dei recettori --&gt; meccanismo apoptotico o meccanismo di stimolo mitotico <br><br><strong>-TRAIL: </strong>trimerizzazione --&gt; FADD --&gt; pro-caspasi 8 e 10 --&gt; attivano le iniziatrici.<br>(stesso meccanismo di FASL)<br>(anche qui ci sono meccanismi che regolano la trasduzione del segnare tramite per esempio recettori che legano il ligando ma non trasducono)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 16:02:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2502815403</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 16:02:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2502815540</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 16:02:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Via intrinseca --&gt; dipendente da una serie di danni in cui può andare incontro la cellula.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2502957454</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Danni più comuni:<br>-Danno al DNA<br>-Ipossia (determinata magari da ischemia)<br>-Mancanza sostanze nutritive<br>-Folding errato</strong><br>ecc<br>Questi fattori inducono a <strong>mancanza di segnali di sopravvivenza</strong> --&gt; i <strong>mitocondri per alterato equilibrio </strong>tra proteine della famiglia <strong>Bcl pro </strong>e<strong> anti-apoptotiche </strong><em>(a favore delle prime che vengono maggiormente trascritte per via di questi segnali e quindi antagonizzate le anti-apoptotiche) </em>--&gt; maggiore permeabilità di membrana --&gt; <strong>poro di membrana mitocondriale </strong><em>(tra le due membrane il materiale si trova prevalentemente predisposto in caveole, invaginazioni della membrana mitocondriale, chiuse da alcuni complessi proteici come </em><strong><em>OPA-1</em></strong><em>)</em> con il <strong>disassemblaggio di OPA-1 </strong>--&gt; <strong>rilascio nel citoplasma di citocromo C--&gt;</strong></div><pre><strong>V</strong><strong><em>engono rilasciate anche altre molecole come:</em></strong><em>
1)</em><strong><em>inibitori degli inibitori dell'apoptosi </em></strong><em>come </em><strong><em>DIABLO, HTRA2 e HIAP</em></strong><em> --&gt; queste molecole permettono l'attivazione delle caspasi.<br>2)</em><strong><em>endonucleasi --&gt; ENDO G</em></strong><em> --&gt; una volta nel citoplasma --&gt; entra nel nucleo --&gt; degrada DNA<br></em><strong><em>3)AIF </em></strong><strong>(Apoptosis Inducing Factor) </strong>--&gt; citoplasma --&gt; nucleo --&gt; favorisce la condensasione e il rimodellamento della cromatina e il successivo taglio da parte delle endonucleasi.
<strong><em>NB: </em></strong><em>la si trova anche nella partanatosi (un tipo di morte cellulare)</em></pre><div>-&gt; questa <strong>interagisce con APAF-1 </strong>(Apopototic Proteasi Factor 1) --&gt; questo cambia conformazione <strong>liberando il sito CARD</strong> --&gt; il <strong>dominio CARD lega altre molecole di APAF-1 </strong>che contemporaneamente <strong>legano anche il citocromo C </strong>--&gt; formazione dell'<strong>apoptosoma</strong> (complesso proteico similie all'inflammosoma) --&gt; <strong>recluta pro-caspasi 9 attivandola</strong> --&gt; essendo una caspasi effettrice induce l'<strong>apoptosi</strong>.<br><em><br>NB: se il danno riguarda pochi mitocondri non avviene, c'è biaogno di un rilascio massiccio di inibitori degli inibitori e di endonucleasi per far si che si formi l'apoptosoma</em>.<br>Durante l'apoptosi viene degradato dalle caspasi ICAD inibitore di CAD (endonucleasi attivata dalla caspasi) --&gt; CAD dimerizza --&gt; trasloca nel nucleo e frammenta il DNA.<br><br><strong>Lista di inibitori dell'apoptosi<br>-XIAP: </strong>inibite da DIABLO e HTRA2, lega le caspasi favorendone l'eliminazione col proteasoma.<br><strong>-IAP-1/2: </strong>sono proteasi regolatrici delle caspasi che legandole sono in grado di promuovere l'ubiquitinazione --&gt; eliminazione a livello del proteasoma&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 18:05:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Proteine della famiglia Bcl-2</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2503121318</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Sottofamiglia Bcl-2: </strong>azione anti-apoptotica --&gt; Bcl-Xl, Bcl-W.<br><strong>-Sottofamiglia Bax:</strong> azione pro-apoptotica --&gt; comprende Bak e Bok --&gt; sono effettori che portano all'apertura dei pori mitocondriali<br><strong>-Sottofamiglia BH3-only:</strong> azione pro-apoptotica --&gt; comprende molecole iniziatrici che agiscono inibendo la funzione delle proteine della famiglia Bcl-2 --&gt; Bid, Bim, Bad, Noxa e Puma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 21:08:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Altre proteine con azione pro/anti-apoptotica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2503131849</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Oligomeri VDAC:</strong> presenti sulla membrana esterna mitocondriale--&gt; controllano lo scambio di ioni, produzione di ATP.<br>Sono formati da una proteina che forma un reticolo che delimita le pareti del canale.<br>Stimolo pro-apoptotico -<em>(induce la sintesi di più canali VDAC che oligomerizzano favorendo la fuoriuscita di citocromo C)</em>-&gt; proteine effettrici Bax, Bak e Bok --&gt; si associano al canale VDAC --&gt; aumentata fuoriuscita di citocromo C.<br><strong><em>NB: </em></strong><em>le proteine anti-apoptotiche mantengono la corretta funzione di VDAC.<br></em><br><strong>-Bax, Bak e Bok </strong>a loro volta possono formare dei canali (vengono sintetizzate di più in seguito a danno)<br><br><strong>-p53: </strong>legata a processi tumorali --&gt; riconosce la presenza di danni al DNA --&gt;<br>1) blocco della cellula in G1<br>2)Aumenta la trascrizione di Bax --&gt; apoptosi<br>3)Favorisce la trascrizione dei geni FAS --&gt; apoptosi per via intrinseca e estrinseca</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-03-03 21:27:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Punto di unione tra la via intrinseca e la via estrinseca</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2503133957</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Via estrinseca </strong>--&gt; caspasi 8 --&gt; attiva Bid (BH3-only) --&gt; idiventa t-bid --&gt;inibisce Bcl-2 --&gt; consente a Bax di determinare la fuoriuscita del citocromo C e delle altre molecole--&gt;via intrinseca per facilitazione dell'apertura del poro.<br>(Ovviamente più caspasi 8 vengono attivate e più proteine Bid si attivano inducono l'altra via)<br><strong><em>NB:</em></strong><em> l'apoptosi procede solo per via intrinseca quando coinvolge cellule isolate che hanno subito danno e non c'è produzione di molecole pro-infiammatorie</em>.<br><br><strong>Gruppi di cellule danneggiate </strong>--&gt; via intrinseca --&gt;ambiente infiammatorio --&gt; liberazione di molecole di danno e l' infiammazione acuta determina la produzione di citochine pro-infammatorie --&gt; TNF-alpha --&gt; apoptosi per via estrinseca.<br><strong><em>NB:</em></strong><em> essendo un processo infiammatorio ci sarà anche necrosi --&gt; concentrata soprattutto nella zona di danno, man mano che ci si allontana si trova invece apoptosi cellulare</em>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-03 21:31:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Apoptosi indotta dai linfociti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2503398520</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Linfociti T e NK (ma anche: </strong>mastociti, condrociti, cheratinociti, pneumociti e cellule dendritiche) <strong>--&gt; granzimi:<br>-Granzima A: </strong>attivazione di endonucleasi<strong> --&gt; </strong>frammentazione del DNA-Caspasi-INdipendente.<br><strong>-Granzima B: </strong>attiva la caspasi 9 e 3, degradazione ICAD, attivazione Bid--&gt; apoptosi<br>Attivare l'apoptosi conviene perchè limita la diffusione del patogeno nell'ambiente esterno --&gt; tramite apoptosi viene poi subito fagocitato dai fagociti che degradano il fagosoma --&gt; quindi l'apoptosi è sempre un meccanismo anti-infiammatorio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 10:26:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-04 10:39:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-04 10:40:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-04 11:05:18 UTC</pubDate>
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         <title>Apoptosi da stress del RE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Accumulo di proteine mal ripiegate --&gt; diverse via di trasduzione (tra cui anche UPR) --&gt; IRE-1alpha --&gt; morte per via apoptotica in 3 modi:<br>1) Direttamente --&gt; attivazione caspasi 12<br>2) Indirettamente --&gt; attivazione di Bim&nbsp;<br>3) Blocco diretto di Bcl-2 tramite molecole CHOP --&gt; attivano anche le caspasi</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 11:09:02 UTC</pubDate>
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         <title>Efferocitosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' il processo che permette lo smaltimento dei corpi apoptotici (Derivano dalla suddivisione della cellula in tante componenti, ognuna rivestita da membrana e contenente frammenti di DNA) --&gt; se non avviene efficaciemente --&gt; la cellula apoptotica piuttosto che spegnere la catena infiammatoria con la fagocitosi, va incontro a necrosi.<br>-Viene favorita dal <strong>rilascio di molecole di ATP e chemochine</strong> da parte delle cellule apoptotiche, che permettono l'attazione dei fagociti.<br>-I corpi apoptotici espongono sul foglietto esterno del doppio strato lipidico, la <strong>fosfatidilserina </strong>(di solito è presente nel foglietto interno) --&gt; questa viene riconosciuta dai recettori scavengers dei fagociti.<br>-Tra il corpo apoptotico e il recettore fagocitico ci può essere a ponte<strong> C1q </strong>(fattore del complemento che riconosce gli anticorpi legati sulla superficie cellulare e attivare la cascata del complemento).<br>-Per via dell'aumentata esposizione di <strong>fosfatidilserina</strong> --&gt; macrofago espone <strong>recettori TAM </strong>--&gt; riconosce sui corpi apoptotici ligandi quali <strong>proteina S </strong>e <strong>Gas6</strong>.<br><br><strong>-I fagociti inseguito ai segnali di riconoscimento--&gt;</strong><br>1) Diminuiscono la produzione di molecole pro-infiammatorie&nbsp;<br>2) Aumentano la produzione di molecole come TGF-beta --&gt; apoptosi e spegnimento della risposta infiammatoria.<br>3) Impedisce la liberazione di DAMPs<br>4) Si differenzia in M2<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 11:32:21 UTC</pubDate>
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         <title>Sviluppi farmacologici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Farmaci inibitori di Bcl-2 e Blc-xl -</strong>-&gt; permettono di mandare in apoptosi cellule tumorali (che hanno attivano programmi di proliferazione cellulare e che quindi hanno subito danni al DNA).<br><strong>-Farmaci che inducono l'apoptosi </strong>-&gt; nell'invecchiamento le cellule hanno ridotta capacità di intraprendere la via apoptotica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 11:34:28 UTC</pubDate>
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         <title>Necrosi mediata da MPTP (fa parte delle morti regolate)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Necrosi mediata da cambiamento di permeabilità (aumento) del poro mitocondriale (membrana mitocondriale) ai soluti di basso peso molecolare (&lt;1,5KD) --&gt; impediscono al mitocondrio di produrre ATP --&gt; processi necrotici --&gt; meccanismi di degradazione e lisi delle membrane cellulari.<br><strong><em>NB:</em></strong><em> nella via intriseca il poro è nella membrana esterna e semplicemente si ha il passaggio di sostanze nel citoplasma dallo spazio intermedio ai due foglietti, mentre qui si ha dissipazione del gradiente di H+ con passaggio di molecole a basso peso molecolare dall'interno</em>.<br><br><strong>Formazione del poro:</strong><br><strong>Ciclofillina D </strong>(presente nel versante interno della membrana interna del mitocondrio) --&gt; lega <strong>ANT</strong> (adenina nucleotide traslocasi, presente nel foglietto interno ed è transmembrana) --&gt; lega il canale di transizione della membrana esterna (<strong>VDAC</strong>) --&gt; formazione canale.<br>E' associata a ischemia cerebrale e cardiaca --&gt; la morte cellulare in questo modo va a peggiorare l'ischemia in atto.<br><br><strong>Inibitori della ciclofillina D --&gt; ciclosporina A e sangliferina A </strong>--&gt; impediscono la formazione dei pori a livello dei mitocondri neuronali --&gt; riducono l'ischemia<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 11:52:48 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-04 13:08:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Necroptosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' un tipo di morte cellulare di tipo necrotico che passa attraverso la produzione di molecole che danno segnali di morte (TNF-alpha) --&gt; questo fattore essendo coinvolto tra questa via e la via estrinseca fa prendere il nome alla via di necroptosi.<br><strong>Pathway di TNF-alpha: </strong>TNF-alpha lega il recettore --&gt; trimerizza --&gt; promuove l'attivazione di TRADD e la chinasi RIPK1 --&gt;attivazione di RIPK3 --&gt; queste proteine fosforilano substrati proteici che andranno a distruggere la membrana cellulare e nucleare --&gt; necrosi.<br><br><strong>Recettori che può legare TNF-alpha:</strong><br><strong>-R2: </strong>attiva NFKB--&gt; segnali di sopravvivenza<br><strong>-R1: </strong>può trasdurre--&gt;<br>1) Segnali di sopravvivenza<br>2) Segnali di morte tramite --&gt; necroptosi, via estrinseca e caspasi 8.<br>R1 trimerizza al legame con TNF-alpha --&gt; recluta TRADD --&gt; poi a seconda che le molecole siano poli ubiquinate o non si avrà--&gt;</div><ul><li>Nel caso di<strong> RIP1 </strong>poliubiqutinata dalle<strong> IAP</strong><strong><em> </em></strong><em>(inibiscono l'apoptosi, blocca RIP1 che altrimenti favorirebbe processi apoptotici e necrotici)</em> --&gt; attivazione <strong>NFKB </strong><em>(specialmente in caso di stimolo pro-infiammatorio)</em>.</li><li><strong>IAP sono inibite / ci sono molecole che deubiquitinizzano RIP1</strong> --&gt; RIP1 è libera --&gt; formazione di un complesso che coinvolge RIP1 e RIP3 che vengono appunto fosforilate --&gt; attivano caspasi --&gt; da quindi in base alla presenza di <strong>caspasi 8</strong> si può andare in <strong>apoptosi </strong>(in sua presenza) incontro a morte <strong>necroptotica </strong>(se non c'è o è inibita) --&gt; l<strong>a necroptosi determina l'attivazione di MLKL </strong>--&gt; una volta fosforilato --&gt; rompe membrana cellulare.</li></ul><div><br>La necroptosi si è vista in casi di ischemia da perfusione --&gt; inibitori do RIPK1 e MLK sicuramente permettono di peggiorare l'ischemia.<br>La necroptosi si distingue dall'apoptosi poichè il DNA è degradato similmente alla necrosi e quindi senza attivazione delle endonucleasi (tipiche dell'apoptosi)<br><br><strong>Fattori che inattivano la caspasi 8:<br>-Stimoli --&gt; sostanze chimiche o proteine virali<br>-FLIP</strong> (omologa di caspasi 8, ma rispetto alla caspasi manca di sito catalitico--&gt; non può trasdurre il segnale se viene reclutata) --&gt; viene reclutata dal complesso RIP1-RIP3 --&gt; non trasduce il segnale --&gt; necroptosi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 13:40:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-04 13:43:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-04 13:43:32 UTC</pubDate>
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         <title>Riassunto degli effetti del TNF-alpha:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Apoptosi --&gt; via estrinseca<br>-Piroptosi<br>-Necroptosi:</strong> fosforilazione di RIP1/3 --&gt; fosforilano molecole che si inseriscono sulla membrana plasmatica --&gt; rottura --&gt; produzione di DAMS<br><strong>-Infiammazione: </strong>se i programmi di morte non sono attivi --&gt; NFKB --&gt; aumento sintesi citochine infiammatorie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 17:36:08 UTC</pubDate>
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         <title>Ischemia da perfusione e danno da riperfusione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>MPTP e necroptosi --&gt; sono implicate nell'ischemia di perfusione sia celebrale che cardiaca --&gt; aumenta la permeabilità mitocondriale --&gt; formazione del poro--&gt; tramite vari meccanismi:<br><strong>-Sovraccarico di Ca2+:</strong> ischemia --&gt; metabolismo produce lattato --&gt; abbassa il pH per la produzione di H+ --&gt; per ristabilire il pH fisiologico c'è una pompa che scambia H+/Na --&gt; il sodio viene riportato fuori tramite una pompa Na+/Ca2+ --&gt;aumento intracellulare di calcio.<br>-Variazioni di pH<br>-Ruolo centrale dei mitocondri<br><strong>-Specie reattive dell'ossigeno (ROS)</strong>:&nbsp;</div><ul><li><strong>Cellule endoteliali</strong> --&gt; ossidasi --&gt; ciclossigenasi, ossido nitrico sintetasi e xantina ossidasi <em>(implicata nel metabolismo delle purine, es da ATP a cAMP --&gt; fino ad adenosina, inosina, da xantina a ipoxantina)</em>--&gt; consumano O2 e nelle cellule parzialmente danneggiate producono ROS (durante la riperfusione la xantina ossidasi ritorna a produrre ROS come radicale superossido O2- e idrossilico OH-) --&gt; aumento del danno.</li><li><strong>Leucociti: NADPH ossidasi </strong>--&gt; favorisce la produzione di ROS --&gt; vengono intrappolati nei lisosomi --&gt; se la cellula subisce danno --&gt; lisosomi più permeabili --&gt; liberano ROS e idrolasi acide</li></ul><div>Per smaltire i ROS le cellule possiedono la <strong>superossido dismutasi</strong> (mitocondriale) e la <strong>glutatione perossidasi</strong> (citosolitica) --&gt; durante i fenomeni ischemici questi si riducono.<br>La riperfusione nelle zone ormai andate in necrosi è inutile mentre nelle zone periferiche al danno la riperfusione implica l'arrivo di O2 in maniera importante --&gt; aumento di radicali liberi -<em>(gli enzimi che detossificano sono di meno)</em>-&gt; si legano alle molecole biologiche --&gt; degradazione.&nbsp;<br>L'aumento dei ROS --&gt; induce l'aumento di permeabilità del poro mitocondriale --&gt; apertura e necrosi legata a MPTP.<br>Quindi con l'ischemia di perfusione --&gt; infiltrato infiammatorio --&gt; situazione è pro-infiammatoria per la necrosi e la liberazione di DAMS --&gt; richiamano le cellule dell'immunità --&gt; producono citochine IL-1beta, IL-6 e TNF-alpha.<br>Le IgM si legano ai tessuti ischemici e dopo la riperfusione attivano il complemento --&gt; danno all'endotelio --&gt; danno microvascolare.<br><br>Es: Ischemia renale: richiamo di macrofagi e neutrofili --&gt; vanno incontro a piroptosi, MPTP e necroptosi --&gt; TNF-alpha contribuisce ai contesti di danno inducendo fenomeni necroptotici.<br><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-04 17:48:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-05 10:53:37 UTC</pubDate>
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         <title>Ferroptosi </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><strong>Metabolismo del ferro: </strong>assorbito a livello intestinale come ferro eminico (carne) o non eminico (vegetale) --&gt; rilasciato in circolo legato alla transferrina come ione Fe3+ (la ferritina invece è di deposito) --&gt; cellule lo captano tramite i recettori per la ferritina --&gt; viene utilizzato per l'emoglobina o nei lisosomi --&gt; radicali liberi del ferro --&gt; maggiore azione litica dei lisosomi e delle cellule dotate di attività fagocitaria.</blockquote><div>Questa forma del ferro può perossidare i lipidi --&gt; viene smaltita dalla glutatione perossidasi (specialmente di <strong>tipo 4(GPX4)</strong> ) --&gt; si trova a valle di un sistema di scambio che riguarda il glutammato e la cistina --&gt; la cistina viene ridotta a cisteina --&gt; coinvolta nella sintesi di GSH (glutatione) --&gt; GPX4.<br><br><strong>Riassumendo il pathway di formazione del glutatione si ha:&nbsp;</strong></div><blockquote>1)Cistina entra attraverso il canale che la scambia con il glutammato --&gt; cistina ridotta a cisteina.<br>2) Cisteina viene metabolizzata da GPX4 (cofattore)<br>3) la metabolizzazione permette di far scambiare il glutammato (che avevamo menzionato prima) all'esterno.</blockquote><div><br><strong>GPX4 </strong>trasforma i <strong>perossidi lipidici </strong>in <strong>alcoli lipidici </strong>(sono meno reattivi e dunque blocca l'eccessiva produzione di radicali lipidici --&gt; determinerebbero la ferroptosi)&nbsp;<br>Tutte le molecole che bloccano le sostanze tossiche (azione detossificante, come vit E, CoQ10) --&gt; bloccano la formazione dei radicali lipidici --&gt; bloccano la ferroptosi.<br><br>La ferroptosi è associata a malattie neurodegenerative, ischemie cerebrali (stroke) e tumori (in quest'ultimi si sta cercando di inibire la GPX4 e quindi provocare la morte delle cellule tumorali), contribuisce alla morte cellulare inseguito a emorragie cerebrali, quindi i neuroni andati incontro a ferroptosi possono rilasciare metaboliti lipidici --&gt; tossici per i neuroni vicini --&gt; perpetuano l'infiammazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-05 11:08:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-05 16:41:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-05 16:42:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-05 16:42:15 UTC</pubDate>
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         <title>Piroptosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Morte caspasi dipendente, si ha nelle cellule con forte attivazione dell'inflammosoma --&gt; attivazione caspasi 1 e produzione di citochine infiammatorie --&gt; è importante per le cellule dell'immunità (macrofagi).<br>E' indotta da infezioni batteriche <em>(bisogna distinguere tra l'inflammosoma --&gt; caspasi 1 nelle cellule dell'immunità e l'apoptosoma --&gt; caspasi 9 nelle via estrinseca) --&gt; la piroptosi tende a stimolare il processo infiammatorio.<br>Mentre quello indotto per via estrinseca --&gt; induce a ridurre l'infiammazione tramite efferocitosi e fagocitosi dei corpi apoptotici (eliminano DAMPs e PAMS, rilasciano TGF-beta e riducono la produzione di citochine pro-infiammatorie).<br></em><strong><em><br></em></strong><strong>Pathway tipico:</strong><br>Macrofago degrada batteri --&gt; alcuni possono sfuggire all'interno di esso --&gt; macrofago può fungere da serbatoio dell'infezione --&gt; caspasi 1 attiva la piroptosi --&gt;rilascio di citochine pro-infiammatorie IL-1beta e IL-18 --&gt; formazione di pori sulla membrana plasmatica --&gt; aumento della pressione osmotica e rilascio dei componenti intracellulari all'esterno --&gt; i fattori proinfiammatori richiamano i neutrofili che riescono meglio ad eliminare gli agenti batterici.</div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-06 10:18:11 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La piroptosi è una morte proinfiammatoria che rilascia allarmine (IL-1 e IL-18) e inoltre, la rottura di membrana cellulare provoca il rilascio di DAMPs e PAMPs</div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-06 10:19:13 UTC</pubDate>
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         <title>Pironecrosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Avviene sempre nei contesti di infezione causati da determinati batteri che possono replicarsi all'interno dei macrofagi --&gt; è attivata dal legame dei ligandi con vari recettori:<br><strong>-TLR: </strong>legano DAMP e PAMP --&gt; attivazione di NFKB --&gt; trascrizione dei messaggeri per pro-IL-18 e IL-1-beta --&gt; l'inflammasoma (che parte dai recettori NOD) --&gt; attiva le caspasi --&gt; attivano le interluchine tradotte tramite questa via.<br><strong>-Rig like receptor</strong>:<br><strong>-NRL</strong> --&gt; sensibili alla formazione di cristalli, presenza di ATP, aumenti di concentrazione di Ca2+ --&gt; inducono alla formazione dell'inflammasoma (ricorda il pathway di NOD).<br><br><strong>La piroptosi viene indotta da:</strong><br>-Batteri e dalle loro componenti gram -.<br>-Variazioni di ioni Ca2+<br>-ROS<br><em><br></em><strong><em>NB:</em></strong><em> la pironecrosi è anche dipendente dalla proteasi lisosomiale catepsina B</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-06 10:31:11 UTC</pubDate>
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         <title>Breve recap sulla struttura dell&#39;inflammasoma:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-NRL <br>-Caspasi 1 (con p20 e p10 card)<br>-ASC (PYD + CARD) <br>Quando si forma l'inflammasoma --&gt; nelle cellule dell'immunità innata che devono vivere a lungo --&gt; attivata caspasi 1 e 11 --&gt; causano piroptosi.<br><strong><br>Somiglianze tra caspasi 1 (pro-infiammatoria) e capsasi 9 (apoptotica)</strong>:<br>-Caspasi 1 --&gt; si attiva legandosi a complessi multiproteici (inflammasoma)<br>-Caspasi 9 --&gt; si attiva legandosi a complessi multiproteici (apoptosoma con Apaf1 che funge da NLR).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-06 10:44:11 UTC</pubDate>
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         <title>Partanatosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2504974439</link>
         <description><![CDATA[<div>Attivazione dei PARP (Poli ADP-ribosio polimerasi ) --&gt; produzione di polimeri di poli ADP-ribosio --&gt; inducono a morte.<br><br><strong>Ci sono 16/17 forme di PARP:</strong><br><strong>-PARP-1: </strong>enzima che si localizza nel nucleo e rileva le:</div><ul><li>Rotture a singolo filamento del DNA (dovute a UV, radiazioni ionizzanti, ROS)</li><li>Aggregati proteici (come avviene nelle malattie neurodegenerative, in cui avviene l'accumulo di aggregati proteici di proteine mal ripiegate e non digeribili dalla cellula e si possono accumulare nella cellula o nello spazio extracellulare)--&gt; eccitotossicità&nbsp;</li><li>Modificazioni post-traduzionali di PARP 1 (fosforilazioni, acetilazioni o ADP-ribosilazione)</li><li>Vie di segnale Ca2+ dipendenti&nbsp;</li></ul><div>Una volta attivata <strong>sintetizza i polimeri PAR</strong> --&gt; richiamano gli enzimi necessari a <strong>riparare il danno</strong> --&gt; DNA ligasi, DNA polimerasi --&gt; dopo la riparazione degli enzimi <strong>PARG (poli ADP-ribosio glicoidrolasi)</strong> --&gt; ma inseguito a gravi danni al DNA --&gt; fuoriescono dal nucleo ( i polimeri PAR) --&gt; vanno nei mitocondri --&gt; alterano la permeabilità del poro mitocondriale --&gt; fuoriuscita di molecole che si trovano nello spazio tra le due membrane --&gt; processo in cui è importante anche il fattore AIF (induce l'apoptosi).<br>Il fattore AIF si trova nello spazio intermembrana dei mitocondri in cui svolge la funzione di NADH-ossidasi (ossidoreduttasi nella catena di trasporto degli elettroni), ha un sito di legame per HSP70può --&gt; i polimeri PAR ne permettono il distacco e il rilascio nel citoplasma --&gt; rientrare nel nucleo --&gt; favorisce la condensazione della cromatina e la degradazione del DNA (forse associata ad altre endonucleasi).<br><strong>Il fattore AIRE induce</strong>:<br>Se i danni non sono gravissimi -&gt; apoptosi<br>Se i danni sono gravi --&gt; partanatosi.<br>Infatti PARP viene inattivata spontaneamente in caso di enormi danni al DNA perchè l'energia necessaria alla riparazione è maggiore rispetto a quella presenza nella cellula --&gt; cellula indirizzata a morte o all'attivazione di caspasi (i meccanismi di morte si intrecciano tra di loro).<br><br><strong>Ci sono farmaci inibitori di PARP </strong>--&gt; bloccano l'eccessiva attivazione di PARP in seguito a danni al DNA --&gt; prevenendo partanatosi (a cui sono molto sensibili i neuroni --&gt; malattie neurodegenerative --&gt; Alzheimer)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-06 11:07:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-06 11:52:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-06 11:52:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-06 11:52:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-06 11:52:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-06 11:52:50 UTC</pubDate>
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         <title>Entosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' la capacità delle cellule di trasportare, inglobare altre cellule (entocita, che ovviamente si dovrà staccare dalla ECM) che può rimanere viva e duplicarsi all'interno (processo reversibile) o degradata dai lisosomi.<br>Risultati dell'entocitosi:<br>-Vera e propria: morte della cellula che fagocita<br>-Morte della cellula entocitata<br>-Morte di entrambe<br>-Rilascio della cellula entocitata<br>La cellula che ingloba avendo un'altra cellula all'interno ha problemi a dividersi --&gt; meccanismi di aneuplodia (il DNA viene duplicato ma ci sono problemi nella divisione del citoplasma --&gt; mantiene il nucleo con una quantità maggiore di DNA).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-06 12:11:56 UTC</pubDate>
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         <title>Netosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Morte che interessa i neutrofili --&gt; rilascia il contenuto enzimatico dei granuli citoplasmatici insieme al contenuto cromatinico del nucleo --&gt; in fase acquosa determina la formazione di una<strong> rete di sostanza gelatinosa NET</strong> --&gt;in questa maglia restano imbrigliati gli enzimi litici stessi (catepsina G, elastasi neutrofila, proteasi, mieloperossidasi ecc) con eventuali patogeni o DAMPs che verranno quindi degradati dagli enzimi litici.<br>Se riguarda più neutrofili --&gt; aggregato più grande --&gt; <strong>aggregati NET (aggNETs)</strong> nei siti infiammatori con patogeni resistenti.<br><strong><em>NB:</em></strong><em> Il DNA derivato dalla fagocitosi --&gt; </em><strong><em>lega AIM2 </em></strong><em>(riconosce il DNA dal nucleo, mitocondri, che è stato fagocitato che deriva dal NET attivando le caspasi e l'inflammasoma-AIM2) --&gt; attivazione delle caspasi 1 e 8</em>.<br>Il neutrofilo non sempre muore inseguito a netosi ma a volte può rilasciare cromatina senza andare incontro a morte conservando ancora per poco la sua attività fagocitica.<br>Il neutrofilo può rilasciare il <strong>DNA mitocondriale (mtDNA)</strong> tramite meccanismo attivo, chiamato anche <strong>"rilascio a catapulta"</strong> <em>(si osserva un addensamento di mitocondri nei pressi della membrana cellulare tramite un riarrangiamento del citoscheletro che consente appunto lo spostamente dei mitocondri alla periferia) </em>--&gt; formazione di NET.<br>Il DNA rilasciato --&gt; molecola pro-infiammatoria (DAMP aumentando il rilascio di NF-KB e IFN1) --&gt; SE viene rilasciato quello mitocondriale fa ancora più danno perchè essendo non metilato è simile al DNA batterico.<br><br>Esistono enzimi che controllano e regolano la formazione del NET appartenenti alla famiglia delle DNAasi --&gt; nei pazienti con patologie croniche autoimmuni (come il LES) l'isoforma 1 di questi enzimi è poco efficiente --&gt; persistenza in circolo del NET --&gt; infiammazione.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-06 12:17:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Marker di netosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nelle patologie autoimmuniti c'è la produzione di autoanticorpi contro molti antigeni self rivolti contro il nucleo (DNA, RNA, istoni) --&gt; la Netosi può essere un marker eziopatologico in quanto determina un meccanismo autoimmunitario contro le proteine nucleari.<br><br>Tramite i test ELISA possono essere valutati 3 marcatori di netosi in circolo:<br><strong>-nucleosomal citrullinated histone H3 (H3Cit-DNA) <br>-cell-free (cfDNA) <br>-neutrophil elastase (NE) </strong><br>(nei pazienti covid sono tutti aumentati in fase acuta --&gt; testimonianza della loro implicazione nel sostegno dell'infiammazione)</div>]]></description>
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         <title>LDCD (Lysosomal-Dependent Cell Death)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Morte cellulare dovuta alla permeabilizzazione delle membrane lisosomiali (LMP)</strong>--&gt; rilascio di idrolasi acide (catepsine) --&gt; danneggiano i mitocondri&nbsp; --&gt; morte.<br>Fisiologicamente i lisosomi sono protetti dall'azione enzimatica grazie a proteine glicosilate (LAMP-1/2) ma anche proteine come la HSP70 --&gt; il rilascio di enzimi lisosomiali è coinvolto nell'insorgenza di necrosi, piroptosi, ferroptosi, apoptosi.<br>Lo stress lisosomiale può far aumentare il rilascio di esosomi come metodo alternativo per eliminare i componenti spazzatura della cellula <br><strong>LMP può essere stimato tramite indagini di microscopia a fluorescenza esaminando: </strong><br>- gli enzimi lisosomiali liberati nel citosol&nbsp;<br>- la localizzazione dei lysotrackers (coloranti specifici per le strutture lisosomiali)&nbsp;<br>- la localizzazione di fluorocromi (sostanze che possono essere facilmente endocitate dalla cellula e finire quindi nei lisosomi).<br><br>Vari pathway convergono a livello di lisosomi come la macro-autofagia, fenomeni di endocitosi, fagocitosi ed esocitosi&nbsp;<br>&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-07 17:43:59 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-07 17:44:48 UTC</pubDate>
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         <title>ADCD (Autophagy-dependent cell death)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Morte cellulare dovuta ad <strong>un’eccessiva attivazione dei meccanismi autofagici e mitofagici </strong>(riguardanti fenomeni di autofagia mitocondriale) --&gt; l'eccessiva autofagia può portare a morte per distruzione dei mitocondri e citoplasma --&gt; riduzione dei mitocondri e perdita di energia, anche l'attivazione delle pompe sodio/potassio a livello della membrana con squilibrio osmotico può portare a morte.<br>La morte in questo caso avviene per morte cellulare per mancanza di substrati energetici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 18:20:50 UTC</pubDate>
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         <title>ICD (Immunogenic Celle Death)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si definisce<strong> morte cellulare immunogena </strong>qualsiasi tipo di morte cellulare che provoca una risposta immunitaria (necrosi, vari tipi di morte regolata, ecc.). <br>E' tipico di malattie autoimmuni ed è tipica di cellule in cui c'è aumentata secrezione di DAMP.<br><br><strong>Marcatori della ICD:</strong><br><strong>-Calreticulina (CRT): </strong>molecola di DAMP molto importante,&nbsp; è normalmente contenuta nel lume del RE --&gt; viene esposta in superficie come segnale per la fagocitosi durante questo tipo di morte.<br><strong><em>NB: </em></strong><em>la calnexina e la calreticolina sono due lectine --&gt; proteine che legano i carboidrati --&gt; riconoscono strutture di glicani che si formano nel RE</em>.<br><br><strong>-HSP70 e HSP90</strong>: in condizioni di stress --&gt; traslocano sulla membrana avendo effetto di immunostimolazione basato sulla loro interazione con i recettori APC e CD8<br><br><strong>-ATP</strong>.<br><br><strong>-HMGB1:</strong> proteina normalmente contenuta nel nucleo --&gt; funge da potente stimolo della risposta immunitaria.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-07 18:47:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-07 18:47:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-07 18:48:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-07 18:48:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-07 18:48:38 UTC</pubDate>
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         <title>Sistemi di adattamento cellulare cambiando i programmi trascrizionali.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-07 21:16:05 UTC</pubDate>
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         <title>Meccanismi epigenetici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<pre><strong>Recap sui meccanismi epigenetici</strong>:
<strong>1) Metilazione del DNA</strong>: avviene ad opera di dimetiltransferasi --&gt; metilando le citosine blocca l'espressione genica, invece, la demetilasi --&gt; demetilano le citosine -&gt; riaprono l'espressione genica.
<strong>Ci sono varie tipologie di dimetiltransferasi:</strong>
<strong>-Tipologia 1:</strong> di mantenimento, consente durante la duplicazione di mantenere il patterno di metilazione nei due filamenti della cellula figlia e  madre.
<strong>-Tipologia 2:</strong> interviene soprattutto nel tRNA (quindi non metila citosine sul DNA)
<strong>-Metiltransferasi 3a e 3b</strong>: dette anche "de novo" --&gt; introducono nuovi pattern di metilazione sul DNA non metilato (anche in cellule quiescenti), mantengono anche repressi determinati geni codificanti per le sequenze ripetute (trasposoni) --&gt; vengono tenute metilate --&gt; poco espresse.

<strong>Funzioni della demetilazione:</strong>
<strong>-Durante lo sviluppo embrionale e nella linea germinale</strong> per riazzerare l'epigenoma della cellula dell'individuo per creare nuovi pattern.
<strong>-Nell'imprinting:</strong> variare l'allele in maniera diversa a seconda che sia di origine materna o paterna.
<strong>-Nella toti potenza e pluripotenza</strong> --&gt; in modo da mantenere alcune cellule liberare alla differenzazione senza aumentare la metilazione.
<strong>-Controllo dei trasposoni</strong>.

<strong>Luogo della metilazione</strong>:
La metilazione avviene sulle citosine del promotore (nelle isole C-G).
<strong>5-metilcitosina</strong>: sono più instabili delle citosine normali e può andare incontro a deaminazione (la citosina normale deaminata da uracile) dando origine a uracile (riconosciuto dai meccanismi di riparo).
Per deaminazione della 5-metilcitosina si arriva anche alla timina --&gt; mutazione puntiforme non vista dai meccanismi di riparo.
d
Ci sono delle proteine --&gt; le <strong>MECP2 (metil-citosina biding protein, gene sul cromosoma X) </strong>che si legano alle zone dove ci sono citosine metilate --&gt; mettendo come un lucchetto impedendo che vengano trascritte --&gt; mutazioni del gene --&gt; <strong><mark>sindrome di Rett </mark></strong>--&gt; patologia neurologica che si manifesta con deficit cognitivo grave soprattutto nelle donne <em>(la causa potrebbe essere un'alterazione dei meccanismi di controllo dell'espressione genica durante lo sviluppo embrionale del SNC)</em>.

<strong>2) Modificazioni istoniche</strong>:
<strong>-Acetilazione:</strong> le più importanti avvengono su H3 e H4 --&gt; acetilazione di lisina
<strong>-Metilazione:</strong>  le più importanti avvengono su H3 e H4 --&gt; metiliazione della lisina
<strong>-Fosforilazione: </strong> le più importanti avvengono su H3 e H4 --&gt; fosforilazione della serina
<strong>-Sumoilazione e ubiquitinazione</strong> (non induce solo a degradazione proteica ma anche a regolazione trascrizionale)

<strong>3) Non coding RNA:</strong>
La maggior parte del corredo genico non è codificante --&gt; sono sequenze ripetute in basso o alto numero di copie --&gt; garantiscono l'aumentata variabilità del genoma umano (es sequenze retrotrasponibili)
Il genoma mitocondriale invece, la maggior parte codifica per proteine, il rimanente per non-coding DNA.
L'evoluzione ha voluto aumentare la regolazione dei meccanismi trascrizionali
(Sono 2500-3000 i geni che se mutati causano patologie all'uomo --&gt; la maggior parte sono mutazioni missenso --&gt; alterano le triplette --&gt; cambio AA nella proteina).
La maggior parte del DNA non codificante viene trascritto (ma non tradotto) e svolge la sua azione sotto questa froma (Rrna (più pesanti, tRna (più numerosi). microRNA (20-25 nucleotidi), long non coding RNA (200+ nucletidi) ecc).
<strong><em>NB:</em></strong><em> tutti gli stimoli esterni vanno a interferire con meccanismi epigenetici di controllo di programmi trascrizionali modulando di fatto l'espressione di questi non coding RNA</em>.

<strong>Micro RNA (miRNA)</strong>
I geni codificanti per i miRNA corrispondono circa:
<strong>-Il 50% degli introni dei geni codificanti per proteine</strong>--&gt; questi geni per i miRNA possono avere un promotore proprio o sfruttare quello del gene. 
<strong>-il resto si trova in cluster</strong> --&gt; regioni geniche in cui si trovano più sequenze per miRNA una vicina all'altra --&gt; queste regioni geniche hanno un promotore che dà l'avvio alla trascrizione di più miRNA.
<strong>-Mirtroni:</strong> derivano dallo splicing degli mRNA.
L'RNA polimerasi che li trascrive è la II (le stesse che trascrivono gli mRNA).
<strong><em>NB</em></strong><em>: anche i MiRNA quando vengono trascritti hanno il capputto metilico in 5' e la poliadenilazione in 5'</em>.
<strong>
Formazione dei MiRNA:</strong>
Pri-miRNA --&gt; sono più lunghi e si appaiono a forcina <em>(lo troviamo in forma singola solo se il gene codifica per un singolo miRNA o quando i geni sono in cluster e viene trascritto un unico lungo pri-miRNA) </em>--&gt; vengono tagliati da enzimi (GDCR8 e Drosha) --&gt; i frammenti a doppio filamento con loop vengono trasportati fuori da trasportina 5 --&gt; nel citoplasma sono attaccati da DAICER --&gt; endonucleasi che stacca il loop e uno dei due filamenti viene degradato e l'altro fungerà da miRNA --&gt; questi si associato a proteine --&gt; <strong>formando il complesso di inattivazione dei mRNA = complesso RISC </strong>--&gt; si porta vicino ai ribosomi --&gt; dove gli mRNA vengono tradotti in proteine --&gt; i miRNA si appaiono <em>(in maniera completa ma anche incompleta e l'integrazione del complesso con i mRNA è facilitata dalla </em><strong><em>proteina AGO2</em></strong><em>, per silenziare la traduzione basta l'appaiamento della </em><strong><em>seed sequence</em></strong><em> (altamente conservata nella specie) --&gt; sequenza di sole 5 paia di basi --&gt; dalla 2 alla 7 del miRNA a partire dal 5' che si appaia con la seed dell'mRNA--&gt; uno stesso miRNA si può appaiare a diversi target diversi) con questi in 3' UTR nella regione non tradotta (vicino la poliadenilazione) </em>--&gt; blocco della traduzione --&gt; blocco dell'espressione genica --&gt; tramite distacco prematuro dei ribosomi dall'mRNA o favorendo la deadenilazione dell'mRNA --&gt; favorendo la degradazione, oppure, determina il mancato allungamento della sequenza proteica, o taglio dell'mRNA.

Questi vengono usati in casi di rapidissimo adattamento da parte della cellula, per esempio in caso di ischemia la risposta a ridotto apporto di O2 e nutrienti deve essere velocissima.
Da uno stesso trascritto possono generarsi 2 miRNA che avendo sequenze diverse agisce su target diversi.
<strong>Esistono isomiR </strong>--&gt; sono varianti di uno stesso miRNA (stesso gene) che differiscono per basi diverse in 3' o 5' o nella sequenza stessa (es isomiR al 5') --&gt; le differenze sono dovuta a tagli imprecisi di dicer o DGCR8 o per fenomeni di RNA-editing.
Questi isomiR non hanno la stessa funzione di miRNA perchè per esempio la sequenza seed può essere modificata dall'aggiunta di basi in 5'.
<br></pre><div><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<pre><strong>Regolazione della trascrizione da parte dei miRNA:</strong>
I miRNA maturi ritornano nel nucleo tramite importina8 (per essere importato il miRNA deve possedere una sequenza segnale al 3')--&gt; regola la trascrizione tramite legame sia a molecole di DNA che RNA --&gt; possono sia bloccare che promuovere la trascrizione --&gt; 
-favorire l’inserimento di tutto il macchinario che serve per attivare la trascrizione, come RNApolimerasi 
-rimuovere i blocchi trascrizionali. 
-inibire la trascrizione portando enzimi che la bloccano -
portare enzimi che modificano gli istoni oltre al DNA. 
Si pensa che sia i miRNA che i long non-coding RNA possono trasportare enzimi come la polimerasi, acetilasi, deacetilasi, metilasi per istoni e DNA. 
(volendo l'esportina1 potrebbe rifarli uscire)
<strong><em>NB: </em></strong><em>I miRNA competono con gli RNA endogeni per controllare i mRNA, quindi uno stesso miRNA potrà legarsi a: - pseudogeni, - long non coding RNA, -mRNA sovraespresso o può essere sequestrato da un RNA circolare (circRNA)</em>. 
Ovviamente quello che succede nei cardiomiociti o nei neuroni ma bensi in qualsiasi altra cellula dipende non solo dai microRNA ma anche dall'espressione dei suoi messaggeri target.
Si pensa che i miRNA non sono prodotti all'occorrenza ma che siano tonicamente prodotti sempre e sequestrati da circRNA, non long-coding RNA o DNA di pseudogeni --&gt; in modo che in caso di stress il rilascio sia immediato.

<strong>CircleRNA:</strong> derivano da introni, esoni. 

<strong>MiRNA-Oncogeni:</strong>
Si è visto che nelle cellule tumorali, la selezione tumorale tende ad accorciare la sequenza non codificante in 3'UTR (vicino poliA) --&gt; questa sequenza è quella che permette il legame con i miRNA ergo più lunga è e più facilmente avviene l'inibizione --&gt; se si accorcia i miRNA iniziano ad avere problemi nel controllo di oncogeni --&gt; tumore.

<strong>Analisi dei miRNA:</strong>
Si trovano in tutti i liquidi biologici (anche in vescicole, lipoproteine o associate a proteine argonauta), nel plasma vengono degradati dalle RNAsi --&gt; si possono studiare tramite appaiamenti con mRNA (appaiamenti funzionali) e tramite analisi molecolare vedere se effettivamente quel miRNA blocca la traduzione dell'mRNA targer.
<strong>In patologie cardiovascolari</strong> --&gt; (es infarto del miocardio) --&gt; aumento dell'espressione di <strong>miR-499</strong> a livello cardiaco (in caso di infarto--&gt; marker, infatti viene rilasciato per via di attivazione di meccanismi di adattamento da parte del cardiomiocita --&gt; precedente alla necrosi) e del muscolo scheletrico.
miR--34a: è associato ad infarto.
miR-21: marker di diabete, malattie cardiovascolari e infettive.
Nelle patologie età-associate i miR potrebbero modulare il processo infiammatorio --&gt; Es nell'inflammasoma (TLR caspasi1 ecc) --&gt; miR-146A modula TRAF e IRAK, miR-21 blocca geni che controllano la proliferazione, altri miR che controllano NFKB, ma anche miR circolanti che si possono dosare in biopsia liquida.

<strong>Tumori associati a miRNA: 
</strong>I miRNA possono essere sia oncoMir che oncosoppressori --&gt; possono regolare tutte le fasi di cancerogenesi.
Circa il 50% dei miRNA si trova in regioni geniche associate a tumori o siti fragili soggetti a rotture spontanee o indotte (portate dai tumori).
I <strong>miR-15 e 16 targhettano Bcl-2 </strong>--&gt; facilitano l'apoptosi delle cellule tumorali --&gt; in tumori come la <strong><mark>leucemia linfocitica cronica </mark></strong>si vede iperespressione di <strong>BCL2</strong> (proteina con funzione anti-apoptotica) per delezione delle regioni che codificano per i geni dei 2 miRNA menzionati sul cromosoma 13q14.
Altri meccanismi vedono la metilazione dei promotori dei geni dei miRNA --&gt; ne regolano la trascrizione.

<strong>Elenco di miRNA di cui se n'è verificato lo scopo oncologico:</strong>
miR-127 --&gt; regola protoncogene BCL6
miR-126 --&gt; regola la ciclina D chinasi 6 (indispensabile per la divisione cellulare)
miR-15/16/21 --&gt; carcinoma gastrico, glioblastoma e tumore alla mammella.
miR-21 (blocca molti oncosoppressori--&gt; facile proliferazione)--&gt; carcinoma al polmone
Nelle terapie si cerca di diminuire gli oncomir e aumentare gli oncosoppressori.</pre><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-08 11:22:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 11:22:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 11:22:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 11:22:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 11:22:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 11:23:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 11:23:23 UTC</pubDate>
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         <title>Definizione di invecchiamento:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Molteplici modificazioni morfologico-funzionali che avvengono nelle cellule e nei tessuti con l’avanzare dell’età, che nel loro insieme determinano l’aumento del rischio di malattia e di morte. La parola invecchiamento evoca la parola involuzione e disfunzione: le patologie che rappresentano le principali cause di morte hanno tutte come fattore di rischio principale l’età. <br><br><strong>La durata della vita è definita in ogni specie da due parametri: <br>-aspettativa di vita media </strong>-&gt; età alla quale sopravvive il 50% dei nati in un determinato periodo <br><strong>-aspettativa di vita massima</strong>-&gt; età massima alla quale può sopravvivere un individuo di una determinata specie, nell’uomo 130 anni. <br>Si fanno sempre di più ricerche sui genomi --&gt; ci sono alcune mutazioni del genoma che possono allungare l'aspettativa di vita.<br>[Quando si è andato a studiare, utilizzando il modello dei centenari, molti studi condotti sul genoma hanno individuato una serie di gruppi di geni coinvolti nella longevità che riguardano: <br>• Il controllo di infiammazione e stress, <br>• Controllo del metabolismo energetico, <br>• Controllo del riparo di DNA, proteine, e DNA mitocondriale. <br>Esempi sono l’APO-E e alcuni geni della via dell’insulina e dell’IL-6.] <br>I figli di centerani hanno maggiore probabilità di essere anch'essi centenari.<br><br><strong>Per studiare la genetica della longevità si usa il modello dei centenari --&gt; popolazione molto eterogenea --&gt; si divide in 3 gruppi:</strong><br><strong>1) Fortunati: </strong>coloro che sono riusciti a sfuggire a patologie di rilievo<br><strong>2) Delayers:</strong> chi si è ammalato solo negli ultimi anni di vita --&gt; ritardando la comparsa delle malattie<br><strong>3) Surveyvors:</strong> coloro che sono riusciti a vivere a lungo nonostante la malattia.<br>La <strong>genetica</strong> fa circa il 30% del lavoro per arrivare a diventare centenari, il resto ambiente (I<strong> fattori epigenetici </strong>influiscono sulla probabilita di invecchiare bene con un peso in percentuale maggiore rispetto ai fattori genetici pero e dalla combinazione dei due che si arriva ad una longevita in buona salute. ) e la <strong>fortuna</strong> (componente stocastica).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-08 11:50:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Misurazione dell&#39;età biologica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2508481521</link>
         <description><![CDATA[<div>L'età anagrafica è una convenzione --&gt; si è posto a 75 anni l'inizio della vecchiaia.<br>Ma l'invecchiamento a livello biologico è eterogeneo --&gt; variabilità tra individui --&gt; <strong>età biologica</strong> --&gt; calcolo del rischio di sviluppare malattie o andare incontro a complicanze.<br>In un invecchiamento normale --&gt; età biologica = età anagrafica --&gt; else --&gt; fenomeni di invecchiamento patologico --&gt; di solito coincidono fino ai 75 anni --&gt; da qui si può assistere ad invecchiamento accelerato o decelerato.<br><br><strong>Come si misura:</strong><br>-Individuare le cause molecolari&nbsp;<br>-Capire la velocità di aging (sia da fattori genetici che da fattori ambientali)<br>-Fattori eziopatogenetici<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-08 11:58:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Meccanismi molecolari  dei processi di invecchiamento</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2508770235</link>
         <description><![CDATA[<div>i meccanismi si dividono in:<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-08 15:20:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>1) Primari</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2508897247</link>
         <description><![CDATA[<div>Comprendono:<br><strong>a) INSTABILITA' GENOMICA</strong>:<strong>&nbsp;la si definisce come l'aumento di mutazioni di vario tipo.</strong><br><strong>-Accumulo di mutazioni somatiche</strong> che si accumulano negli individui invecchiati<br><strong>-Fenomeni di diminuzione di copie geniche</strong><br><strong>-Aumento del mosaicismo clonale</strong> --&gt; anomalie cromosomiche osservati in cloni.<br>Queste modifiche alterano la trascrizione --&gt; disfunzione cellulare --&gt; compromette le cellule staminali --&gt; l'instabilità può essere causata anche da esposizione a radiazioni (basse dosi= processi di mutazione, alte= danni diretti).<br>Sono state trovate mutate molte proteine del ciclo cellulare (come quelle che segregano i cromatidi) --&gt; nei tumori sono mutate per perdita di stabilità genomica.<br>Alcune malattie ereditarie derivano da difetti nei meccanismi di riparazione del DNA.<br>Nell'invecchiamento ci si concentra soprattutto sulle mutazioni somatiche (interessano solo le cellule somatiche)<br>Di solito aging (invecchiamento), tumori e patologie età associate hanno lo stesso corso ed è nei meccanismi primari che si intercettano per capire i vari scopi.<br>Si possono trovare dei marker comuni allo sviluppo di patologie (quindi oltre ai marker specifici di patologie come il diabete) --&gt; questi possono misurare l'età biologica essendo che possono intercettare l'aging e lo sviluppo di patologie nel momento in cui questi due fattori sono accumunati.<br>Quindi il percorso dell'aging (accumulo di mutazioni) = percorso dei tumori.<br><strong>L'aumento dell'età induce all'aumento di cellule senescenti </strong>--&gt; meccanismo antitumorale --&gt; ma se le cellule senescenti vanno incontro a mutazioni che levano il blocco alla proliferazione --&gt;<strong> cellula senescente diventa cellula tumorale</strong>.<br>Se le cause sono geniche queste si valutano con il trascrittoma --&gt; cambio della trascrizione.<br>Le cellule quando diventano senescenti --&gt; bloccano la replicazione e producono molecole pro-infiammatorie (citochine, IL-1beta, IL18) --&gt; favorendo lo sviluppo di malattie età associate --&gt; promuovendo un ambiente infiammatorio --&gt; favorisce meccanismi di rilascio di fattori di crescita e molecole che rimodellano la matrice --&gt; tutto cio favorisce la crescita dei tumori.<br><strong>L'accumulo di alterazioni a carico del DNA</strong> <em>(dovuto all'istabilità genomica --&gt; sistemi di riparo non più funzionanti, se funzionassero si attiverebbe la morte apoptotica come la parthanosi --&gt; danni al DNA --&gt; attivazione di PARP --&gt; produzione di poli-A --&gt; attaccano il mitocondrio --&gt; aumento di permeabilità e attivazione della via intrinseca)</em> --&gt; <strong>rende le cellule prima senescenti e poi se bypassano il blocco di replicazione possono diventare anche tumorali</strong>.<br>I danni più grandi sono le double-strand break --&gt; di solito riparati con ricombinazione omologa e non --&gt; se si accumulano e i sistemi di riparazione non funzionano--&gt; instabilità.<br><strong>Mutazioni mismatch:</strong> quando le basi non sono più appaiate bene perchè una delle due viene modificata e sostituita dall'altra --&gt; avviene con l'accorciamento telomerico --&gt; indicatore di danno al DNA.<br><strong>Radiazioni ultraviolette e ionizzanti </strong>--&gt; instabilità genomica.<br>Terapie come la chemioterapia e la radioterapia inducono un aumento dell'instabilità genomica --&gt; aumento di sviluppare patologie età-associate --&gt; es diabete, cardiovascolari ecc.<br><br><strong>Quindi in risposta al danno al DNA abbiamo:<br>-DDR </strong>(attivata quando la cellula si accorge dei danni al DNA nei 2 checkpoint --&gt; dallo stadio G1 a S e da G2 a M--&gt; tramite molecole di riconoscimento dei danni) --&gt; può portare a riparazione o morte cellulare.<br>Può essere attivata anche da modificazioni delle basi azotate <em>(soprattutto inseguito a ossidazione inseguito ad eccesso di attività di ROS (come accade in iperglicemia --&gt; aumento ROS) --&gt; es 8-oxo-guanina --&gt; blocco di trascrizione) <br></em>Anche da metilazione di basi --&gt; citosina metilata --&gt; uracile, mentre la guanosina ossidata tende ad essere rimossa e rimpiazzata da timina --&gt; meccanismi mismatch --&gt; appaiamento errato di basi --&gt; risposta al danno<em>.<br>Queste mutazioni sono riparate da un meccanismo chiamato </em><strong><em>NER o Nucleotide Excision Repair </em></strong><em>--&gt; riconoscono i mismatch, mutazione dei geni di questi sistemi --&gt; associati a patologie che portano a invecchiamento precoce e aumentata incidenza di cancro --&gt;&nbsp;</em></div><blockquote>Esempio: <br>-<strong><mark>Xenoderma pigmentoso:</mark></strong><strong> </strong>coinvolge 8 geni implicati nella riparazione del DNA (soprattutto mismatch) --&gt; vi è ipersensibilità alla luce ultravioletta --&gt; aumento incidenza di tumori cutanei con invecchiamento precoce della cute --&gt; aumento delle cellule senescenti e aumentano lo sviluppo di cellule tumorali.<br><strong><mark>-Sindrome di Werner: </mark></strong>autosomica recessiva --&gt; mutazione all'elicasi del DNA coivolta nei meccanismi di riparazione dei danni (i primi segni sono durante l'adolescenza--&gt; <em>(canizie e perdita dei capelli, assottigliamento della cute, sviluppo precoce di cataratta, diminuita tolleranza al glucosio con diabete, aterosclerosi e osteoporosi, aumentata velocità di insorgenza di tumori. La morte sopraggiunge di solito intorno ai quarant’anni per problemi cardiovascolari. I fibroblasti di questi pazienti si dividono solo circa 20 volte in colture cellulari, e presentano livelli aumentati di gruppi carbonilici legati alle proteine, indicatore di aumentato stress ossidativo )<br>E' una sindrome da istabilità genetica --&gt; la si osserva per perchè si trovano traslocazioni cromosomiche e un elevato tasso di mutazioni nelle cellule somatiche e infine, accorciamento telomerico.</em><br><strong><mark>-Sindrome di Bloom: </mark></strong><br><em>si caratterizzano per mutazioni in geni che codificano per le DNA-elicasi --&gt; geni che srotolano la doppia elica del DNA e permettono l'accesso delle proteine riparatrici --&gt; se non funziona --&gt; invecchiamento precoce.<br>Ci sono 5 diverse elicasi e mutazioni in due di queste creano le sindromi descritte.</em></blockquote><div><strong><mark>Sindrome di Hutchinson-Gilford </mark></strong>--&gt; autosomica recessiva con esito infausto intorno ai 12 anni --&gt; mutazione dovuta a perdita di funzione della laminina A (si legano le anse della cromatina intermitotica) --&gt; se non funziona la membrana nucleare non riesce a mantenere la sua organizzazione spaziale che permette di determinare i cromosomi/ regioni maggiormente accessibili e quelli meno accessibili e probabilmente anche l'accesso alle molecole che devono riparare il danno --&gt; sintomi --&gt; <em>&nbsp;</em>aterosclerosi, sarcopenia, osteolisi, diminuzione del tessuto adiposo&nbsp;</div><div><strong>-Senescenza: </strong>permette alla cellula che ha subito danni di non morire ma cambia il programma trascrizionale (quindi è a metà tra riparazione e apoptosi)<br>Es il taglio ai doppi filamenti --&gt; aumento dei livelli dell'istone H2 fosforilato --&gt; indivativo di un aumento del danno al DNA ed e anche marcatore della senescenza (perchè indica anche l'accorciamento del telomero --&gt; mima danno al DNA, quindi se il telomero è lungo --&gt; la lunghezza riesce a mascherare la rottura dei due filamenti e non intervengono i meccanismi di risposta al danno, else --&gt; se il telomero è corto non si riesce a mascherare --&gt; meccanismi di danno).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-08 16:41:22 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 17:47:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-08 17:47:29 UTC</pubDate>
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         <title>b) Accorciamento telomerico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2508994694</link>
         <description><![CDATA[<div>Insieme all'instabilità genomica concorre all'invecchiamento.<br><br></div><pre><strong>Riassunto sui telomeri:</strong>
Sequenze finali ripetute TTAGGG <em><sup>(La sequenza esamerica ripetuta del telomero determina la possibilità di poter formare le quadruplette che potrebbero inibire l’espressione dei geni, modulare lo splicing, diventando elementi che alterano la normale organizzazione del DNA)</sup></em><em> </em>che formano il capping dei cromosomi --&gt; permettono la formazione del T loop (permette di nascondere la presenza di un doppio taglio al DNA agli enzimi di riparo, non permettendo di vedere mai i punti di terminazione del doppio filamento che forma il cromosoma --&gt; evitando l'innesco delle risposte al danno) --&gt; se non ci fosse il T loop --&gt; il cromosoma terminerebbe con 5' e 3' --&gt; la fine verrebbe riconosciuta una double strand break --&gt; meccanismi di danno --&gt; riparo. 
(quindi le estremità dei cromosomi sono formate dai loop T che le proteggono dai meccanismi di danno)
Il T loop si forma grazie a proteine del complesso della <strong>shelterina</strong> (TFR1, TFR2 e POT) --&gt; si associa alla parte a singolo filamento.
Se non c'è il loop T --&gt; risposta al danno --&gt; cellula senescente.
Il T loop permette l'interazione con la laminina A e la laminina C --&gt; organizzazione spaziale dei cromosomi.</pre><div><br><strong>Accorciamento replicativo:<br>-Durante la replicazione</strong> il primer si trova in 5' e questo non potendo essere rimosso durante la duplicazione avviene la sua perdita sul filamento controlaterale --&gt; accorciamento ad ogni replicazione --&gt; quando i telomeri si accorciano troppo ( a seguito di ripetute replicazioni) --&gt; questi non sono abbastanza lunghi da poter consentire la formazione del T loop --&gt; risposta al danno (checkpoint --&gt; telomeri sentiti come double strand break)<br><strong>-Danno da stress ossidativo: </strong>essendo il telomero ricco di guanine --&gt; queste possono essere ossidate e sostituite con tiamine --&gt; instabilità del DNA --&gt; risposta al danno.<br><strong>-Attivazione delle endonucleasi: </strong>attivazione di enzimi endogeni che tagliano il DNA --&gt;<br><strong>Endonucleasi G</strong>: sequestrata dentro ai mitocondri --&gt; quando aumenta la permeabilità di membrana mitocondriale --&gt; esce migra nel nucleo e taglia il DNA --&gt; riconosce siti ricche in triplette di C e di G --&gt; quindi riconosce le sequenze telomeriche.<br><strong>Fattore AIF:</strong> promuove la morte apoptotica condensando la cromatina e ha attività endonucleasica<br><strong>-Telomere trimming:</strong> attivazione di endonucleasi che vanno a tagliare il telomero in cui si richiude il loop T --&gt; formazione di un DNA telomerico circolare --&gt; telomero più accorciato --&gt; questo meccanismo elimina in poco tempo il telomero.<br><br><strong>Ruolo antinfiammatorio dei telomeri</strong><br>Il segmento di telomero che viene tagliato ad ogni replicazione quando passa nel citoplasma passa sotto il controllo dei recettori cellulari di DNA (cGAS e TLR9) --&gt; vengono spenti --&gt; ruolo antinfiammatorio (dovuto alla ricca presenza di citosine e guanine) e quindi i telomeri fungono anche da riserva di molecole antinfiammatorie.<br>Vengono utilizzati farmaci con frammenti di telomeri a ruolo antinfiammatorio --&gt; bloccano via di STING e del TLR9.<br>Quindi man mano che si invecchia --&gt; cellule con telomeri sempre più corti --&gt; sempre meno molecole antinfiammatorie.<br>La lunghezza dei telomeri delle cellule del sangue --&gt; marker di mortalità,aging e patologica.<br><br><strong>TERRA (Telomeric Repeat-containing RNA)</strong> <br>Il DNA telomerico non viene tradotto ma viene comunque trascritto -(ci sono anche telomeri nel mezzo dei cromosomi che prendono il nome di <em>"telomeri interstiziali")</em>-&gt; il trascritto prende il nome di TERRA --&gt; un aumento della sua quantità è indice di accorciamento telomerico --&gt; instabilità genomica --&gt; parte la risposta al danno (perchè TERRA è ingrado di portare molecole di risposta al danno, considerandoli come dei long non-coding RNA, questi trasportano enzimi in siti specifici del DNA e li portano con un meccanismo di appaiamento specifico--&gt; le molecole che vengono reclutate sono ARTEMIS, DNA ligasi4 e xrcc4 --&gt; riparazione del danno tramite ricombinazione omologa (se ci sono 2 cromatidi) o non omologa (se non ci sono i due cromatidi)<br><strong>Funzione dei TERRA:</strong><br>-Indice di instabilità genomica<br>-Fungono da scaffold per fattori proteici (facilitano l'interazione con altre proteine particolari)<br>-Contribuisce a mantenere il capping dei telomeri (il cappuccio non contiene solo DNA ma anche RNA TERRA)</div><blockquote><strong><mark>Sindrome di instabilità centromerica e anomalie facciali (icf) </mark></strong>caratterizzata da mutazione in dimetil-transferasi-3b e il DNA è molto sensibile al danno. In questa situazione TERRA è a livelli molto elevati e i telomeri sono molto corti.&nbsp;</blockquote><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <title>c) Alterazione dei meccanismi epigenetici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Nell'invecchiamento si assiste ad una down-regolazione di alcuni geni legati a</strong>:<br>-Metabolismo dell'RNA --&gt; sintesi proteica<br>-Sistema immunitario<br>-Riparo e replicazione del DNA<br>-Regolazione dell'attività mitocondriale<br> <br><strong>Mentre c'è un UP-regolazione di geni che coordinano</strong>:<br>-Immunità adattiva e specifica<br>-Metabolismo degli acidi grassi, dei lisosomi e del citoscheletro<br>-Adesione cellulare<br>-Degradazione dei glicosamminoglicani<br><br><strong>Metilazione del DNA tra giovane e adulto:</strong><br>Nei giovani i promotori sono globalmente metilati mentre nell'anziano c'è una ipometilazione diffusa e un'ipermetilazione a livello dei promotori --&gt; minore capacità di controllo e regolazione della trascrizione.<br>A questo quadro si accompagnano acetilazioni e deacetilazione degli istoni --&gt; rimodellamento del DNA --&gt; instabilità cromosomica --&gt; rumore di fondo al DNA --&gt; problemi ai sistemi di riparo --&gt; invecchiamento.<br>Es: se nei soggetti giovani le CpG sono ipometilate e sono metilate le sequenze di DNA non coding in aging abbiamo il contrario --&gt; viene bloccata l'espressione di alcuni geni e liberate delle sequenze retro-trasponibili che possono portare a mutazioni --&gt; <strong>OROLOGI EPIGENETICI </strong>(Es orologio di Orbat, di Hunnan prevede l'analisi di 71 isole CpG, ingrado di misurare l'età biologica) --&gt; si basa sull'analisi di 353 isole CpG e si vede come cambia la metilazione con l'età --&gt; erano in grado di predire la mortalità a 3 mesi da un ictus.<br>Queste accelerano in donne in menopausa e a fenomeni ambientali.<br>Anche la <strong>metilazione di alcuni singoli geni </strong>può essere associata all'invecchiamento --&gt; gene ELOVL2 --&gt; elongasi --&gt; trasforma l'acido arachidonico in un acido grasso più lungo --&gt; effetti antinfiammatori.<br><br><strong>Le sirtuine</strong> --&gt; deacetilasi --&gt; possono deacetilare istoni (reprime la trascrizione del gene) ma anche proteine coinvolte nei processi metabolici dell'invecchiamento) --&gt; bloccano l'aging, permettolo la proliferazione della cellula (alcune controllano il ciclo cellulare con funzione mitocondriale e di riparo del DNA), permettono alla cellula di aumentare il metabolismo e il riparo del DNA e mettono in atto strategie pro-survivor.<br><strong>La sirtuina1 </strong>è legata al pathway epatico --&gt; secrezione di insulina, ritmi circardiani e metabolismo neuronale.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 10:30:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>d) Perdita della proteostasi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510072864</link>
         <description><![CDATA[<div>Perdita della capacità di mantenere il corretto metabolismo delle proteine --&gt; si studiano proteine e lipoproteine la cui organizzazione si altera con l'invecchiamento --&gt; l'aumento dello stress ossidativo, calore --&gt; proteine cambiano conformazione --&gt; meccanismi cellulari per la sua rimozione o rielaborazione --&gt; ubiquitinazione, autofagia, correzione dell'errore e infine accumulo.<br><br><strong>Meccanismi di invecchiamento molecolare:<br>-Formazione di AGE (</strong>Advanced Glycosylation End products) --&gt; derivanti dalla glicosilazione non enzimatica delle proteine (es diabete): il glucosio reagisce con i gruppi aminici terminali delle proteine --&gt; si formano prodotti stabili che si disidratano --&gt; subiscono riarrangiamenti --&gt; AGE --&gt; accumulano nei tessuti durante l'invecchiamento.<br>Es: collagene --&gt; interagisce con strutture glucidiche --&gt; alterazione delle proteine del derma e invecchiamento cutaneo.<br>Gli AGE --&gt; possono legarsi ai RAGE (riconoscono anche LPS) dei macrofagi e cellule endoteliali --&gt; stimolo pro-infiammatorio --&gt; danno cardiovascolare, retinopatia, nefropatia e neuropatia diabetica infine disordini al SNC.<br><strong>&nbsp;-Perossidazione lipidica --&gt; porta:<br>a) Accumulo nei tessuti senescenti (cute) di lipofuscine </strong>--&gt; fosfolipidi di membrana che polimerizzano e diventano non degradabili da idrolasi lisosomiali nè per esocitosi.<br><strong>b) Sclerosi dei connettivi e del cristallino</strong> --&gt; cute diventa meno elastica e degenera il cristallino <em>(questo attorno ai 16 possiede le fibrocellule con nessuna attività di espressione genica o sintesi di proteine --&gt; non ci può essere turn-over di molecole eventualmente alterate --&gt; perdita progressiva di trasparenza --&gt; </em><strong><em><mark>cataratta</mark></em></strong><em>, fino ad arrivare a disorganizzazione del cristallino con depositi di calcio -&gt; </em><strong><em><mark>cataratta matura senile</mark></em></strong><em>)</em>.<br>-Formazione di aggregati di proteine mal ripiegate --&gt; es Alzheimer --&gt; placche beta-amiloidi --&gt; riconosciute dai RAGE delle cellule della microglia --&gt; stato infiammatorio cronico cerebrale.<br>Nell'aging aumentano le proteine unfolded --&gt; queste possono andare incontro:<br>-Legate a chaperone --&gt; ritenta il refolding<br>-HSP70 --&gt; le fa entrare nei lisosomi --&gt; autofagia mediato da hsp.<br>-Vengono ubiquitinate e condotte ai proteasomi<br>Nell'aging la funzionalità del proteasoma si riduce&nbsp; insieme al meccanismo di autofagia basato sul lisosoma --&gt; le cellule perdono la capacità di morire per apoptosi, netosi (segnala la presenza di agenti infettivi) e di effettuare autofagia.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 10:30:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>HALLMARKS ANTAGONISTI: MECCANISMI DI RISPOSTA AL DANNO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510142361</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Deregolazione dei pattern dei nutrienti:<br>mTOR: </strong>target della rapamicina (immunosoppressore usato nei trapianti di organo) di mammiferi --&gt; è ingrado di sentire i livelli di nutrienti presenti nelle cellule --&gt; è una serintroninchinasi --&gt; si hanno 2 complessi:<br><strong>-mtorc1</strong>: attivato dai nutrienti come AA --&gt; coinvolto nella proliferazione, sintesi proteica e autofagia.<br><strong>-mtorc2</strong>.<br><strong>Bassi livelli di</strong> <strong>insulina</strong> (la glicemia è un marker dell'aging, va tenuta sotto i 10mg/dl) e <strong>IGF1 </strong>(sono 2 fattori che attivano mTOR) --&gt; migliorano l'invecchiamento (restrizione calorica è un meccanismo che riduce la velocità di aging) .<br>L'eccessiva attivazione di mTOR --&gt; aging e aumento della patologie età-associate.<br>La presenza di AA --&gt; attiva mTORC1 --&gt; si localizza sulla superficie lisosomiale --&gt; modificazioni della funzionalità dei lisosomi.<br><br><strong>Funzione dei lisosomi:</strong><br>Sono al crocevia tra processi coinvolti nell'invecchiamento e metabolici --&gt; tramite mTORC1 può essere coinvolto nei meccanismi di accumulo/conta di AA e metaboliti disponibili per la sopravvivenza e regolazione di biogenesi dei lisosomi.</div><blockquote><strong>IGF1 </strong>è una molecola che ha effetti positivi che riguardano:<br>-Neurogenesi<br>-Crescita di cellule neuronali<br>-Sopravvivenza<br>-Blocco dell'autofagia<br>-Resistenza allo stress<br>Si lega a recettori specifici o ibridi che legano sia IGF che insulina --&gt; invecchiamento (come effetto del signaling) --&gt; perchè attivano NFKB.<br>Di regola tutto quello che attiva NFKB --&gt; promuove infiammazione, SASP e senescenza --&gt; per questo inducono azione infiammatoria anche mtor,IGF1, insulina, ROS e danni al DNA.</blockquote><div><br><strong>Disfunzione mitocondriale:</strong><br>Il DNA mitocondriale avendo un tasso replicativo maggiore (ogni mitocondrio possiede 2-10 copie di DNA mitocondriale) rispetto al DNA nucleare --&gt; con l'invecchiamento accumula più mutazioni (maggiore probabilità che vengano commessi errori durante la duplicazione e che vengano trasmesse alle generazioni successive) --&gt; queste vengono trasmesse per via materna --&gt; diminuzione dell'aspettativa di vita (anche se il DNA nucleare non è degradato) --&gt; quindi la longevità si trasmette per via materna.<br>La prima causa di danni al DNA mitocondriale sono i ROS --&gt; sottoprodotti del metabolismo aerobio --&gt; sono molto reattivi --&gt; reagiscono con macromolecole --&gt; se la velocità di danneggiamento supera quella di riparazione --&gt; accumulo di molecole alterate e non funzionati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 11:34:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510142361</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Senescenza cellulare</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510366539</link>
         <description><![CDATA[<div>Invecchiamento delle molecole -&gt; invecchiamento delle cellule --&gt; queste accumulano danni--&gt; senescenza (invecchiamento) o morte.<br><strong>La senescenza è dovuta a stimoli di 2 categorie:<br>-Senescenza replicativa:</strong> dovuta a accorciamenti dei telomeri (ovviamente avviene in cellule che possono duplicarsi).<br>Viene studiata in coltura ed è definita come limite di Hayflick --&gt; si mettono in coltura in vitro cellule primarie --&gt; arrivano ad un massimo di cellule che dopo non riusciranno più a replicarsi --&gt; senescenza cellulare --&gt; seguendo dei grafici si può intuire che il potenziale replicativo è massimo nei neonati (e nelle cellule staminali) e man mano decade fino ad arrivare al minimo nei soggetti con <strong><mark>sindrome di Werner</mark></strong>.</div><blockquote><strong>Telomerasi</strong><br>Le cellule germinali esprimono la telomerasi --&gt; allunga i telomeri&nbsp; --&gt; non c'è senescenza replicativa, le cellule somatiche riducono fortemente l'espressione della telomerasi durante l'invecchiamento.<br><strong>-Adulto:</strong> non esprime telomerasi --&gt; verso la senescenza<br><strong>-Staminali e germinali:</strong> mantengono l'espressione della telomerasi --&gt; proliferano per tuttta la vita (anche le staminali possono andare incontro a senescenza --&gt; riduzione del pool di cellule staminali)<br><strong>-Tumorali: </strong>esprimono la telomerasi --&gt; escape dal blocco replicativo --&gt; accumulano danni al DNA ma continuano a prolierare accumulandone altri per via della telomerasi che gli consente di continuare il ciclo proliferativo.</blockquote><div><br></div><pre><strong>Telomeri interstiziali</strong>:
Si pensa che siano sequenze aggiunte dalle telomerasi nei siti fragili (siti in cui il DNA tende a spezzarsi) --&gt; quindi è un meccanismo di riparo al danno del doppio filamento di DNA (ovviamente la telomerasi aggiunge TTAGGG).
Si trovano nelle sequenze introniche dei geni e potrebbero influenzare l'attività dei geni stessi, un'altra parte invece è sparsa nel genoma.
Questi una volta trascritti danno origine a TERRA.
<br></pre><div><br><br></div><blockquote><strong>Allungamento alternativo dei telomeri (ALT, senza telomerasi)</strong>:<br>Il cromosoma ricerca le sequenze omologhe in corrispondenza dei telomeri interstiziali in modo che i telomeri possano ripiegarsi sul cromosoma e combaciare con la sequenza dei telomeri interstiziali ricreando il loop T (lo può fare anche su altri cromosomi!)<br>Le cellule tumorali non hanno i telomeri più lunghi delle cellule sane per via del fatto che vanno sempre incontro ad una tonica mitosi mentre le cellule sane non lo fanno, quindi la telomerasi o ALT permettono solo di mantenere i telomeri lunghi quel che basta per la replicazione, i telomeri delle cellule tumorali quindi sono più corti.</blockquote><div><br><br><strong>-Senescenza indotta da stress</strong> (SIPS, stress-induced premature senescence), ad attivazione di oncogeni, stress genotossico, danni al DNA e depressione epigenetica di specifici loci. <br><br><strong>SIPS (stress-induced premature senescence)</strong>:<br>Stress ossidativo --&gt; il DNA telomerico è più soggetto a ossidazione delle guanine --&gt; danno al DNA e ai telomeri --&gt; senescenza cellulare.<br><br><strong>OIS (Oncogene-induced Senescence)</strong>:<br>Iperespressione di oncogeni --&gt; senescenza cellulare o tumorale --&gt; la differenzazione in uno dei due tipi dipende dal fatto che se un gene (RAS, RAF e MYC) è iperespresso ad un certo punto finiscono i nucleotidi necessari alla trascrizione --&gt; determina un aumento dei danni e alterazione dei RNA prodotti --&gt; apoptosi o senescenza --&gt; se non si hanno uno di questi due tipi meccanismi --&gt; trasformazione tumorale.<br><strong><br>Epigenetic derepression of specific DNA loci:</strong><br>Sono geni che di solito sono repressi --&gt; i geni p16 e p21 sono iperespressi durante la senescenza cellulare --&gt; sono inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti --&gt; quindi bloccano la progressione del ciclo cellulare --&gt; la cellula va in senescenza.<br>(il meccanismo potrebbe essere reversibile)<br><br><strong><br>In ogni caso la cellula senescente cambia morfologia</strong> --&gt;&nbsp;<br>1) Diventa più grande --&gt; più citoplasma, organuli, lisosomi di maggiori dimensioni e aspetto multinucleato.<br>2) Aumento di dimensioni dell'apparato di sintesi proteica (non può dividersi ma metabolicamente è attiva)<br>Aumento dell'enzima lisosomiale beta-galattosidasi--&gt; marker di senescenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 14:22:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Caratteristiche distintive delle cellule senescenti e induttori della senescenza</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510379770</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Arresto del ciclo cellulare</strong> --&gt; per iperespressione di p16,p21 e p53 (questa è una molecola che controlla i danni al DNA, e perde i marker per la proliferazione (KI67 e BRDU).<br><strong>-Aumento attività beta-galattosidasi lisosomiale </strong>(se in ambiente neutro [considerando che lavora in ambiente acido] aumenta l'attività è indice di senescenza)<br><strong>-L'attivazione della risposta al danno --&gt; marker --&gt; istone H2 fosforilato, TIF </strong>--&gt; foci di disfunzione a livello dei telomeri --&gt; quindi una cellula senescente ha il marcatore TFR2 (proteina del complesso della shelterina).<br><strong>-Fenotipo secretorio associato alla senescenza: </strong>aumento di molecole pro-infiammatorie --&gt; IL-6, IL-8 (richiama neutrofili e macrofagi) --&gt; favorisce clearance e eliminazione delle cellule senescenti.<br><strong>-Aumento degli ibridi di DNA e RNA</strong> --&gt; rilevato da recettori di DNA --&gt; infiammazione, nei centenari c'è anche un aumento di espressione di RNAasi H2 che li degrada.<br><br><strong>Quindi si può delineare un SASP fenotipo secretorio associato alla senescenza --&gt; l'accumulo di cellule senescenti va a determinare la comparsa di un ambiente di tipo pro-infiammatorio</strong>:<br>-Secrezione di IL-8, IL-6, IL-1 e TNFalpha<br>-Attivazione di NFKB<br>-Espressione differenziale dei microRNA 121,126,146 (quest'ultimo è un inflamma-miR che regola NFKB) e altri associati all'attivazione di NFKB.<br>Il problema maggiore deriva dal fatto che queste vengono secrete sia per via paracrina che endocrina (se non venisse secreto niente il problema di tutto ciò non si porrebbe) --&gt; ambiente pro-infiammatorio sistemico --&gt; fattore di rischio per le malattie età-associate.<br>Misurare la SASP permette di misurare l'età biologica --&gt; il marker è IL-6 --&gt; si associa alla mortalità, declino funzionale, però non indica l'infiammazione età-associata in quanto aumenta anche per infiammazioni dovute a infezioni.<br>Tutte le molecole della SASP attivano --&gt; NFKB --&gt; attivazione dell'infiammazione.<br>Le cellule senescenti --&gt; rendono un ambiente infiammatorio --&gt; favoriscono comparsa di tumori.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 14:30:21 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>HALLMARKS INTEGRATIVI</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510409330</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Esaurimento della funzione delle staminali nell'invecchiamento</strong>:<br>Sono alterate nei tessuti più ricchi di cellule senescenti perchè viene a trovarsi in un ambiente pro-infiammatorio --&gt; alterano la sua funzionalità--&gt; in base al distretto in cui succede: anemia, osteoporosi, diminuzione del riparo delle fratture e delle fibre muscolari <em>(queste per quanto riguarda il midollo osseo --&gt; derivano anche le cellule del metabolismo osseo, negli osteociti c'è la tendenza a sviluppare la SASP)</em>, diminuzione della funzione intestinale.<br><br><strong>Alterazioni della comunicazione:</strong><br>Nell'invecchiamento si ha:<br>-Disfunzioni neuroendocrine<br>-Aumento dell'inflammaging<br>-Immunosenescenza<br>-Danni anche a distanza (effetto bystander)<br>La senescenza è contagiosa --&gt; esosomi --&gt; contagiano altre cellule tramite il loro contenuto (MHC, DNA nucleare, mRNA, miRNA, lncRNA, TERRA, HSP.<br><br><strong>Accumulo di cellule senescenti dopo l'invecchiamento</strong>:<br>Immunosenescenza --&gt; le cellule deputate alla rimozione delle cellule senescenti (NK e linfociti T) vanno anch'essi in senescenza --&gt; es nell'arco dell'aorta (zona più probabile per formazione di una placca aterosclerotica) si vedono cellule senescenti con alterazioni delle cellule immunitarie.<br>Le NK riconoscono le cellule senescenti tramite i recettori NKG2B --&gt; nei soggetti obesi ci sono meno NK e nell'invecchiamento viene alterata la sua funzionalità.<br><br><strong>Pleiotropia antagonista</strong>:<br>Un meccanismo che in un momento della nostra vita è positivo e in un altro è negativo.<br><strong>La senescenza è un meccanismo di questi:<br>-Nel giovane</strong> --&gt; fenomeni senescenti sono programmati --&gt; rimodellamento cellulare durante l'ontogenesi o causati da stimoli ambientali che determinano danni sporadici --&gt; bloccano la proliferazione di cellule danneggiate --&gt; prevengono tumori e invecchiamento --&gt; garantiscono l'omeostasi tissutale in un ambiente giovane.<br><strong>-Nell'anziano: </strong>si assiste ad un aumento del danno e a una diminuzione della capacità di clearance, riparo e rinnovamento cellulare --&gt; accumulo di cellule senescenti --&gt; effetto pro-aging.<br><br>In definitiva la cellula senescente protegge dai tumori ma producendo citochine pro-infiammatorie che inducono alla proliferazione si ha che se ci sono cellule con mutazioni queste vengono invogliate a proliferare.<br>C’è una connessione, inoltre, tra la lunghezza del telomero e la produzione di ncRNA; le cellule senescenti producono più TERRA (un lncRNA con una sequenza complementare a quella del telomero, favorisce nella cellula giovane il capping del telomero), che hanno un effetto pro-infiammatorio (sono liberati con gli esosomi).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 14:48:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Invecchiamento di organi e tessuti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510475639</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli organi invecchiano ognuno in maniera diverse --&gt; la velocità dipende dall'accumulo di cellule senescenti e dalle capacità rigenerative.<br><strong>-Invecchiamento del sistema nervoso:</strong> il numero rispetto alla nascita si riduce circa del 20/30% con stessa cadenza in tutti gli individui --&gt; causa:<br>• O allungamento dei tempi di reazione, <br>• O diminuzione della capacità di attenzione, <br>• O riduzione della memoria a breve termine, <br>• O riduzione delle capacità di apprendimento, <br>• O tendenza alla depressione, o ridotto controllo della termoregolazione. <br><br><strong>-Invecchiamento del cuore:</strong> in un cuore senile (in assenza di patologie) osserviamo: <br>• O diminuzione del volume, <br>• O aumento di lipofuscine e di collageno, <br>• O ispessimento dell’endocardio, <br>• O in circa un terzo dei soggetti ultrasettantenni accumulo di materiale beta-amiloide derivato dalla pre-albumina, <br>• O riduzione del numero di cellule nel nodo senoatriale (a 75 anni sono presenti solo il 10% delle cellule presenti a 20 anni) e questo determina una ridotta risposta della frequenza cardiaca alla stimolazione. <br><br><strong>-Invecchiamento delle arterie:</strong> ispessimento graduale della tonaca intima per neoformazione di connettivo nella tonaca media.<br>Con l'età diminuisce la componente elastica e aumenta invece quella connettivale di collagene --&gt; aumento delle resistenze di parete per aumento dello spessore della parete che determina un minor calibro (simile alla vasocostrizione) --&gt; questo porta ad un aumento della pressione arteriosa (aumento della sistolica maggiore rispetto alla diastolica).<br><br><strong>-Invecchiamento del connettivo: </strong><br>a) Rapporto tra sostanza fondamentale/componenti fibrillari --&gt; decresce durante tutta la vita<br>b) La quota di collageno e il suo grado di compattazione aumentano durante tutta la vita<br>c) Si riduce la componente elastica.<br><br><strong>-Invecchiamento del sistema immunitario</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 15:27:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tipi di invecchiamento</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510480975</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Fisiologico:</strong> essendo che si verifica in tutti gli organismi complessi<br><strong>-Patologico: </strong>Rischio di insorgenza di patologie età-associate (dopo i 60-70 anni c'è una minor fitness)<br><strong>-Invecchiamento demografico:</strong> aumento delle persone di età avanzata di una determinata zona/regione geografica--&gt; causato da: diminuzione mortalità infantile, aumento del tempo di sopravvivenza degli individui.<br><strong>• Invecchiamento delle famiglie</strong>. È la coesistenza di diverse generazioni in una famiglia</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 15:30:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510480975</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Teorie dell&#39;invecchiamento</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2510544559</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Teoria dell'accumulo di errori </strong>(stocastiche, il caso è il maggior artefice dell'invecchiamento, quindi errori casuali al DNA nucleare e mitocondriale --&gt; dovute al rapporto con un ambiente ostile e l'accumulo di queste mutazioni --&gt; deterioramento delle funzionalità di tessuti e organi):<br><strong>In sintesi:</strong> l’invecchiamento è determinato dall’accumulo di errori casuali nella conservazione, trascrizione, traduzione o post-traduzione dell’informazione genica.&nbsp;</div><blockquote><strong>Ci sono delle sottoteorie:</strong><br><strong>-Teoria del "disposable soma" </strong>--&gt; la selezione natura ha salvaguardato i processi di riparazione dei danni finalizzati al mantenimento della linea germinale ma non di quella somatica per via del costo in termini energetici (se si nota, l'invecchiamento avviene dopo il periodo riproduttivo --&gt; è un meccanismo che vede la sopravvivenza dei figli e la scomparsa dei genitori.<br><br></blockquote><div><br><strong>-Teorie del programma genetico </strong>(invecchiamento=geneticamente programmato, geni responsabili dell'invecchiamento) --&gt; esisterebbero degli orologi biologici capaci di regolare l'invecchiamento.<br>Ci sono prove sperimentali su animali, che singole mutazioni sono in grado di aumenta la durata della vita di questi.<br><strong><mark>-Sindrome di Werner</mark></strong> --&gt; già discussa<br><strong><mark>-Progeria di Hutchinson-Gilford</mark></strong> --&gt; già discussa</div><blockquote><strong>Si fonda su due concetti di base:</strong> <br><strong>-pleiotropia antagonista:<br></strong>Un gene pleiotropo = gene la cui espressione influenza più caratteri, un esempio di pleiotropia antagonista è il concetto di inflammaging (infiammazione dovuta ad invecchiamento) --&gt; durante lo sviluppo embrionale, nei processi di riparazione e rigenerazione tissutale --&gt; i meccanismi che regolano la senescenza cellulare sono positivi --&gt; con l'invecchiamento --&gt; senescenza cellulare = pleiotropia antagonista --&gt; infiammazione cronica (ambiente infiammatorio sistemico).<br>La senescenza potrebbe indicare il risultato della perdita della forza della selezione naturale.<br><br>-il concetto di <strong>geni che hanno fitness globale positiva anche se negativa per il singolo soggetto. <br></strong>I geni che determinano l’invecchiamento potrebbero essere geni vantaggiosi per la specie ma svantaggiosi per il singolo individuo, soprattutto in un ambiente limitato con risorse limitate, quindi il tipo di ambiente naturale in cui l’uomo si è evoluto.<br><strong>Geni con fitness globale positiva</strong> (positivi per la specie ma negativi per il soggetto):<br><strong>a) Geni per le cure parentali: </strong>cura della prole e effetto nonna (post menopausa --&gt; sopravvivenza dei nipoti --&gt; le nonne accudendo i nipoti lasciavano più tempo alle madre per fare altre cucciolate, le nonne essendo forti e in buona salute (per poter gestire i nipoti) davano quindi più spazio a generazione della prole contribuendo di più al pool genico della specie umana rispetto invece a nonne poco forti e in mala salute che non permettevano alle figlie dunque di produrre più figli --&gt; contribuiscono di meno.<br><strong>b) Geni che regolano il comportamento: </strong>la tendezza all'egoismo è stata selettivamente selezionata rispetto alla tendenza all'altruismo --&gt; es chi ha il cibo ha più vantaggio a non donarlo.<br><strong>c) Geni che regolano l'invecchiamento:</strong> sono geni legati alla capacità di resistere allo stress ossidativo --&gt; regolano pathway metabolici come --&gt;<br>• La risposta infiammatoria, • La risposta allo stress, • Il metabolismo energetico, • La sintesi e la riparazione del DNA, • La sintesi delle proteine. <br>Due geni in particolare:<br><strong>Gene di IL-6<br>Gene di APO-E</strong> --&gt; si è visto che chi porta l'allele epsilon 4 ha minore aspettative di vita (l’allele e4 è un fattore di trascrizione nucleare, è capace di legarsi al DNA, a livello dei promotori di molti geni, associati con epatosi, funzioni sinaptiche, sirtuine, invecchiamento e resistenza all’insulina, regolando così la trascrizione genica. Probabilmente anche le altre varianti di APO-E svolgono una funzione analoga, ma con diversa affinità. Inoltre e4 è anche un allele che è legato alla patogenesi della patologia di Alzheimer )<strong><br>Quindi riassumendo --&gt; l'invecchiamento è dovuto:<br></strong>• Fattori genetici → 30%&nbsp;<br>• Fattori ambientali → 65%&nbsp;<br>• Fattori stocastici → 5%&nbsp;<br>In questa teoria si includono anche i meccanismi epigenetici.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-09 16:11:38 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Relazione tra la capacità di riparazione del DNA e longevità</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli animali che più longevi sono quelli che riescono a riparare la maggiore quantità di danni/mutazioni (es: fibroblasti esposti a radiazioni --&gt; dimeri di timina --&gt; si aspetta il tempo impiegato per la riparazione).<br>All'azione ambientale si aggiungono altri fattori --&gt; radicali liberi e glicosilazione non enzimatica delle proteine (glicazione)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 11:51:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Teoria dell&#39;invecchiamento &quot;quasi programmato&quot;</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2511741092</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Esiste una terza teoria </strong>--&gt; invecchiamento dovuto dall'attivazione del pathway genetico dell'accrescimento (inizia dal periodo dello sviluppo pre-riproduzione e si avvale di GH/IGF, mTOR, ncRNA).<br>Invecchiamento = prezzo che si deve pagare per la spinta di crescita dovuto ai meccanismi che insieme mTOR regolano lo sviluppo.<br>Iperfunzionalità di mTOR --&gt; aumento possibilità di sviluppo tumori per aumento della proliferazione e riduzione dei meccanismi protettivi come quelli antiossidanti.<br>I maschi invecchiano più velocemente perchè hanno una maggiore spinta d'accrescimento.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 11:55:37 UTC</pubDate>
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         <title>Stress e invecchiamento</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Principio dell'ormesi:<br>-Stress a breve termine</strong> --&gt; positivo perchè attiva i meccanismi per la detossificazione dallo stress --&gt; vantaggioso per la sopravvivenza<br><strong>-Stress prolungato</strong> --&gt; tossico --&gt; accorciamento della sopravvivenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 16:14:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Medicina anti-aging</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Restrizione calorica --&gt; alimentazione equilibrata e in quantitativi ridotti<br>-Esercizio fisico&nbsp;<br>-Metformina --&gt; inibitore di mTOR -&gt; usato per il diabete come ipoglicemizzante --&gt; determina forse un miglioramento delle aspettative di vita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 16:16:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Caratteristiche distintive delle celule senescenti e induttori di senescenza</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<pre><strong>Facendo un breve riassunto --&gt; gli induttori di senescenza sono:</strong>
<strong>-Accorciamento telomerico: </strong>replicazione, stress metabolico o ossidativo, attivazione incontrollata di oncogeni 
<strong>-Aumento dell'attività della beta-galattosidasi:</strong> taglia legame tra glucosio e galattosio, lavora a pH 4/5 (come tutti gli enzimi lisosomiali) --&gt; nella senescenza si rileva attività anche a pH 6.
<strong>-p21 e p16:</strong> marcatori di arresto del ciclo cellulare --&gt; aumentati nelle cellule senescenti.
<strong>-Perdita dei marcatori di proliferazione:</strong> KI67 associata a BRDU.
<strong>-Attivazione della risposta al danno DDR: </strong>aumento fosforilazione H2 e comparsa dei TIFs foci associate ai danni telomerici --&gt; Queste foci sono presenti sui telomeri co-localizzati con marcatori di danno come l'istone H2 fosforilato e proteine del gruppo della scelterina (TRF2).
<strong>-Aumento del fenotipo secretorio SAPS:</strong> IL-8 e IL-6, TNFalpha, microRNA16/146/21, pro-IL-1beta e IL-18 --&gt; attivate poi dall'inflammasoma --&gt; una volta attivate stimolano la produzione di citochine pro-infiammatorie.
Infine vi è la attivazione di NFKB (tramite attivazione dei TOLL e secondi messaggeri --&gt; attivazione dell'inflammosoma) --&gt; l'attivazione cronica di NFKB induce effetto pro-aging.
Quindi, lo stress ossidativo, lo stress genotossico, la presenza di PAMPs e DAMPs, le citochine della famiglia del TNF e segnali insulino-simili possono portare ad attivazione del pathway di NFKB. 
Quindi le cellule senescenti bloccano il ciclo in G1 e acquisiscono fenotipo secretorio --&gt; aumeno dell'infiammazione.
SAPS: durante lo sviluppo embrionale, quando c’è riparo tissutale o quando c’è induzione della soppressione tumorale, la senescenza cellulare e la SASP sono fenomeni positivi per l'organismo; diventano negativi quando da acuti diventano cronici e quando si protraggono nel tempo e l’organismo comincia a invecchiare: a quel punto favoriscono la degenerazione tissutale e anche la promozione tumorale 
<strong>-Aumento degli ibridi DNA/RNA:</strong> aumento di questi nel citoplasma --&gt; sono degradati dalle RNAsiH2 (negli individui anziani aumenta la loro espressione) --&gt; in ogni caso la presenza di questi ibridi attiva recettori di acidi nucleici come TLR9, NOD e RIG.</pre>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 16:35:03 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 16:51:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 16:52:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nelle cellule senescenti:&nbsp;<br>-Aumento numero dei lisosomi --&gt; alterazione della loro funzionalità e del pH&nbsp;<br>-Aumento di golgi e microfilamenti citoplasmatici<br>-Disfunzione mitocondriale --&gt; aumento produzione di ROS<br>-Cellula più allargata e tende ad essere più aderente alla plastica in coltura<br>-Aumento dimensioni nucleo e nucleoli --&gt; possono diventare anche multinucleate<br>-Alterazione degli organuli interni (mitocondri e lisosomi) </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 17:02:24 UTC</pubDate>
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         <title>INFLAMM-AGING</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Nel giovane:</strong> SASP e senescenza --&gt; richiamano immunità --&gt; eradicazione delle cellule che producono fattori infiammatori (clearance delle cellule senescenti) --&gt; risoluzione dell'infiammazione.<br><strong>Nell'anziano:</strong> immunosenescenza --&gt; l'infiammazione non si risolve --&gt; infiammazione cronica.<br>I soggetti man mano che diventano anziani aumentano le probabilità di stimolare il sistema immunitario per via dell'accumulo di cellule senescentiche si comportano come i macrofagi --&gt; rilasciando molecole pro-infiammatorie --&gt; <strong>fenomeno chiamato "macrofaging" --&gt; macrofago sempre più stimolato nel tempo perchè attivato dai sistemi dell'immunità innata e dalle cellule senescenti</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 19:23:34 UTC</pubDate>
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         <title>Paradosso tra cellule senescenti e cellule tumorali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Paradosso: se le cellule vanno incontro a senescenza (si bloccano in G0/G1 inseguito a problemi come errori del DNA) per non diventare tumorali come mai nei tessuti con cellule senescenti c'è maggiore probabilità che le cellule diventino tumorali? --&gt; si spiega con la SASP --&gt; l'ambiente infiammatorio produce stimoli mitogeni che permettono di eliminare il blocco replicativo che si era instaurato magari inseguito a mutazioni del DNA --&gt; cellula neoplastica.<br>Quindi la cellula senescente stessa interagendo con le cellule vicino induce tramite il rilascio di fattori di tipo pro-mitogenico.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 19:29:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 19:29:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 19:30:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 19:31:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 19:31:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Senescenza precoce: meccanismi iniziali di senescenza --&gt; clearance<br>Senescenza acuta: “wound healing”, ossia riparazione di un danno, durante lo sviluppo embrionale, durante l’attivazione di oncogeni;&nbsp;<br>Senescenza cronica: aumento graduale di stress ossidativo --&gt; meno efficienti nel richiamare le cellule dell'immunità.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 19:38:43 UTC</pubDate>
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         <title>Clearence delle cellule senescenti in modelli murini:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le cellule NK tramite i recettori di superficie NK-G2D --&gt; riconoscono ligandi espressi dalle cellule senescenti (ULBP1-6, glicoproteine maggiormente espresse in caso di infezioni --&gt; favoriscono l'eliminazione delle cellule infettate) e le proteine MICA e MICB --&gt; queste proteine/ligandi menzionati aumentano nelle cellule senescenti.<br>NB: ULBP1 è una glicoproteine di membrana legata alla molecola di MHC-I.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 21:17:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SASP e patologie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La cellula senescente diventa come una cellula dell'immunità innata --&gt; in più oltre a produrre citochine pro-infiammatorie, esprime anche molecole di adesione.<br>Patologie in cui vi è un aumento delle cellule senescenti:<br>-Fibrosi polmonare<br>-Patologie osteo-artritico<br>-Ateromi (macrofagi senescenti)<br><br><strong>Mentre la senescenza funge da fattore di rischio per le patologie età-associate:</strong><br><strong>-Diabete di tipo II</strong></div><blockquote>L'obesità è il maggior fattore di rischio per questa patologia, le cellule senescenti con fenotipo SAPS richiamano i macrofagi --&gt;&nbsp; i macrofagi del tessuto adiposo di un individuo obeso sono differenziati prevalentemente verso il tipo M1 --&gt; ambiente pro-infiammatorio sistemico --&gt; fenomeni di insulino-resistenza (quindi più si acumulano cellule senescenti e più&nbsp; c'è promozione di insulino-resistenza).</blockquote><div><strong>-Malattie cardiovascolari<br>-Tumori<br>-Malattie neurodegenerative</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 21:26:17 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Effetto Bystander</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La potenzialità delle cellule senescenti di poter far diventare senescenti le cellule vicine (contagiosità).<br><strong>Esempi:</strong><br>1)Se si irradia una cellula questa riesce indirettamente a irradiare quelle vicine, perchè la cellula irradiata acquisisce un fenotipo SASP --&gt; diffusione.<br>2)Esosomi di cellule anziani --&gt; tramite i microRNA in esse contenute fanno invecchiare le cellule giovani.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 21:31:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 21:31:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 21:32:59 UTC</pubDate>
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         <title>Interventi atti a ridurre gli effetti dannosi dell&#39;invecchiamento</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si confrontano i figli di centenari (con età dai 60-70-80 anni) e i pazienti con patologie età-associate --&gt; questi due estremi opposti possono fornire indicazioni su marcatori genici e epigenetici che modulano le traiettorie di invecchiamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 21:39:42 UTC</pubDate>
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         <title>Studi sulla reversibilità del processo di invecchiamento</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Studi su animali:<br>-Riattivazione della telomerasi</strong> --&gt; reverte i danni tessutali osservati in topi invecchiati che avevano deficienza della telomerasi.<br><strong>-Clearence delle cellule senescenti </strong>--&gt; ritarda effetti dell'invecchiamento</div><blockquote>In quest'ultimo esperimento --&gt; si prende un topo progerioide (con mutazioni che portano a invecchiamento accelerato --&gt; simile alla malattia di Hutchinson-Gilford dove il gene implicato è la prelamina A --&gt; eliminando le cellule senescenti il topo appariva man mano più giovane.</blockquote><div><br><strong>Le cellule blu</strong><br>La caccia a queste cellule --&gt; la loro presenza è indice di senescenza --&gt; sono blu per via dell'alta presenza di beta-galattosidasi --&gt; si possono trovare nel tessuto adiposo --&gt; probabilmente sono macrofagi senescenti richiamati dagli adipociti ipertrofici (es nell'obesità) --&gt; queste cellule blu contribuiscono all'inflammaging e all'effetto bystander.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 21:43:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 21:51:26 UTC</pubDate>
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         <title>Senolitici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Farmaci senolitici --&gt; rimuovono le cellule senescenti tramite il riconoscimento di una serie di molecole.<br>Es:&nbsp;<br>1)Navitoclax --&gt; agisce su BCL-2 --&gt; regola i processi apoptotici --&gt; apoptosi cellule senescenti.<br>2)Inibitori delle HSP90<br>Gli inibitori siano in grado di abbassare la produzione di IL-6.<br>Si notò che l'accumulo di macrofagi senescenti è deleterio per le cellule vecchie in quanto crea una disfunzione pro-infiammatoria.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 22:01:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 22:01:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Immunosenescenza</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'invecchiamento delle cellule immunitarie presenza elevata variabilità da individuo a individuo derivata dall'interazione del nostro patrimonio genetico con le modulazioni epigenetiche e la presenza di agenti patogeni e stressogeni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 22:05:34 UTC</pubDate>
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         <title>Granulociti neutrofili</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono i primi che si recano sui siti infiammatori --&gt; riconoscimento di DAMPs e PAMPs tramite i PRR --&gt; fagocitosi .<br>Con l'invecchiamento il numero rimane costante mentre si riduce la loro attività:<br>-Chemiotassi<br>-Fagocitosi<br>-Risposta alla stimolazione dei loro TLR<br>-Rilascio di NET<br>Quello che cambia da neutrofilo giovane a vecchio:<br>Nei neutrofili giovani si tende ad evitare l'apoptosi andando in NETosi e aumentando l'autofagia (associata sempre alla NETosi)--&gt; il vacuolo autofagico per formarsi ha bisogno di molecole come ULK, ATG (isoforma 5 soprattutto ATG5) --&gt; molecole che sono espresse nel neutrofilo invecchiato --&gt; non si forma il NET --&gt; diminuzione dell'eliminazione del patogeno.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 22:15:57 UTC</pubDate>
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         <title>Monociti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Esprime in superficie</strong>:<br><strong>-CD14 </strong>--&gt; recettore per LBS (LPS biding protein) --&gt; il complesso (LPS-LBS) viene presentato ai TLR4<br><strong>-CD16</strong> associato a FcgammaR3 (frazione costante delle IgG)--&gt; citotossicità anticorpo dipendente<br><br>In base a questi due marcatori si hanno:<br><strong>-Monociti classici</strong> 80-90% dei circolanti--&gt; alto CD14 e basso CD16<br><strong>-Non classici </strong>--&gt; entrambi alti<br><strong>-Intermedi</strong> --&gt; espressione intermedia <br>Questi ultimi due sono quelli che aumentano di più con l'invecchiamento.<br><br><strong>Nell'invecchiamento si assiste anche a:<br>-Riduzione espressione TLR1: </strong>dimerizza con TLR2 --&gt; riconoscono e rispondono a diversi antigeni di patogeni.<br><strong>-Aumento dell'espressione di NLRP3:</strong> molecola intracellulare che rileva --&gt; ROS, influsso di K+, danni lisosomiali, presenza di cristalli e aumento in ingresso di ATP.<br><strong>-Aumento sintesi e secrezione di citochine pro-infiammatorie: </strong>sia tramite inflammasoma che attiva IL-1beta e IL-18 che tramite la trascrizione di IL-1/6/TNFalpha.<br>-I monociti vanno in senescenza --&gt; SASP --&gt; inflamaging.<br>-Con l'invecchiamento si ha un aumento dei monociti M2 (di solito antinfiammatorio ma poichè sono senescenti sono anche disfunzionali --&gt; fenotipo SASP --&gt; aumento dell'infiammazione).<br>-Aumento di monociti con telomeri corti<br>-Ridotta capacità fagocitica da parte dei monociti<br>-Aumento dello stato pro-infiammatorio sistemico<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <title>Cellule dendritiche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cellule presentanti l'antigene --&gt; possono essere di varia origine:<br><strong>-Mieloide (MDC) </strong>--&gt; hanno il marker CD11b e sono localizzati nei tessuti --&gt; presentano tanti TLR2/4/5, producono TNF-alpha, IL-1 e IL-6.<br><strong>-Plasmacitoide (PDC):</strong> nei tessuti e nel sangue, i TLR7/9 (quest'ultimo riconosce DNA non metilati sia di origine batterica che virale) sono importanti in quanto associati a diversi tipi di antigeni --&gt; riconoscono molecole di tipo virale.<br>Questa linea produce interferone di tipo 1 legato alla risposta virale.<br><strong>Nell'invecchiamento</strong> le MDC rimangono costanti e con le stesse funzioni mentre le PDC sono ridotte di numero e di funzionalità --&gt; rispondono in maniera minore ai virus (a virus nuovi non presenti nelle cellule della memoria).<br>Quindi la risposta ai virus, nell'invecchiamento, è sbilanciata verso una risposta infiammatoria piuttosto che una risposta antivirale (produzione di interferoni).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 22:41:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riassunto risposta antivirale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La cellula infettata dai virus: </strong><br>-Presentano MHC-I ai linfociti T<br>-Produce IFN-1 --&gt; lega i recettori NK e altre cellule non infettate --&gt; protezione dai virus<br>-Risposta antivirale --&gt; degradazione RNA virale e blocco della sintesi proteica.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 22:47:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 22:50:44 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 22:50:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-10 22:51:06 UTC</pubDate>
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         <title>Cellule NK</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Hanno recettori attivatori e inibitori di superficie --&gt; con l'invecchiamento diventano meno responsive per i ligandi (p30 e p46).<br><strong>Ci sono 3 tipi di NK:<br>-NK regolatorie:</strong> ad alta espressione di CD56<br><strong>-NK citotossiche ed infiammatorie</strong> --&gt; con espressione sia di CD56 che CD16<br>Con l'invecchiamento diminuiscono le regolatorie e aumentano le citotossiche e le infiammatorie --&gt; equilibrio sbilanciato verso l'infiammazione.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 22:56:42 UTC</pubDate>
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         <title>Linfociti T</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>I linfociti T gamma-delta --&gt; hanno catene gamma-delta nel loro TCR R (quindi hanno un minore repertorio di variabilita di queste catene e sono anche CD4 e CD8 negativi). <br>Nell'invecchiamento c'è una alterazione (riduzione) del rapporto tra <strong>CD4/CD8 --&gt; 2:1 --&gt; aumentano i CD8 specialmente quelli della memoria (aumento dei cloni della memoria), perchè rispetto ai CD4 sono soggetti a maggiore espansione clonale, soprattutto se sotto stimolo antigenico</strong>.<br>Questi linfociti riconoscono anche cellule che esprimono antigeni come MIC-A e MIC-B --&gt; iperespressi nelle cellule senescenti --&gt; clearence --&gt; questi linfociti si riducono con l'età.<br>Si riducono i linfociti T naive (abbondanti nei giovani) --&gt; essendo che i linfociti non possono aumentare più di tanto ma devono avere un conteggio costante, se aumentano quelli della memoria questi diminuiscono.<br><br><strong>3 tipi di linfociti T della memoria:</strong><br><strong>-Effettori: </strong>esprimono CD45RA (non presente negli altri due tipi)--&gt; marcatore --&gt; sono delle cellule NAIVE --&gt; sono anche CD28 negativi (non possono andare incontro a espansione clonale)--&gt; essendo cellule della memoria che esprimono un marker delle cellule naive sono definiti "<strong>revertant</strong>" --&gt; sono citotossiche --&gt; esprimono grandi quantità di perforina e granzimi --&gt; quindi aumentano con l'invecchiamento soprattutto linfociti T della memoria che non possono andare incontro a proliferazione per via del fatto che hanno telomeri corti e sono all'ultimo stadio di differenziamento --&gt; quindi sono meno efficienti --&gt; cellule invecchiate.<br><strong>-Centrali<br>-Residenti nei tessuti (periferici)</strong><br><br><strong>Tra i linfociti T della memoria inefficienti troviamo:</strong><br>-Ridotto repertorio di TCR<br>-Ridotta capacità di homing nei linfonodi<br>-Alta espressione di recettori inibitori<br>-Exhausting --&gt; mostrano disfunzione durante le infezioni virali prolungate<br>-Senescent T cell --&gt; CD28 negativi --&gt; incapaci di andare incontro a espansione clonale.<br>-Si potrebbero differenziare verso il fenotipo SASP di tipo pro-infiammatorio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-10 23:02:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 10:05:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 10:05:47 UTC</pubDate>
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         <title>Linfociti B</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con l'invecchiamento si riducono i linfociti B circolanti --&gt; hanno anche ridotta espressione di AID (deaminasi indotta da attivazione) che serve per l'ipermutazione somatica e lo switch isotipico --&gt; meno capaci di produrre anticorpi e antigeni specifici --&gt; alcuni microRNA sono coinvolti nell'immunosenescenza dei linfociti B (miRNA 155 e 16 --&gt; permettono una diminuzione dell'espressione di AID).<br>L'esposizione cronica al citomegalovirus (infezione molto diffusa nella popolazione) --&gt; porta ad un'alterata funzione dei linfociti B.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 10:09:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 10:31:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 10:31:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Distinzioni anatomiche della temperatura:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Core centrale:</strong> torace, addome e SNC --&gt; 37 gradi (qui viene mantenuta per convenzione 36,8 +/- 4) <br><strong>-Involucro:</strong> superficie cutanea e gli arti --&gt; temperatura simile a quella esterna.<br><br><strong>Zone di misurazione</strong>:<br>-La temperatura più affidabile --&gt; esofagea inferiore --&gt; simile a quella rettale --&gt; 37/37.6 gradi.<br>-Temperatura timpanica --&gt; leggermente inferiore a quella orale e di 0,8 inferiore a quella rettale (utilizzata soprattutto a livello pediatrico)<br>-Misurazione inguinale e ascellare --&gt; molto variabile e non molto affidabile --&gt; non si utilizza mai.<br><br><strong>Variazioni della temperatura durante il giorno</strong>:<br>-Minimo fra le 4 e 6 del mattino.<br>-Massimo fra le 16 e le 18 del pomeriggio.<br><strong><br></strong><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 11:43:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Variazioni cicliche nella donna in età fertile --&gt; Metodo di Ogino-Knaus</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>-Nel periodo dell'ovulazione</strong> (14° giorno dopo la mestruazione): aumento di circa mezzo grado della temperatura e persiste in tutta la fase luteinica.<br><br><strong>Metodo di Ogino-Knaus: </strong><br>E' un metodo impreciso con cui si cercava di capire il periodo dell'ovulazione in base alla temperatura corporea (proprio questo è il fattore che può variare --&gt; motivi endocrini, metabolici o anche in base all'attività fisica.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 11:51:05 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-11 11:52:17 UTC</pubDate>
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         <title>Produzione di calore --&gt; metabolismo basale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'origine è chimica tramite reazioni metaboliche esotermiche --&gt; redox a livello della catena respiratoria mitocondriale.<br>Nel metabolismo basale si ha una resa energetica di ATP di circa il 40% il resto si tramuta in calore --&gt; quindi il metabolismo basale (a riposo e temperatura ambientale) è il calore liberato in condizioni di omeostasi fisiologica in assenza di sovraccarico funzionale --&gt; a tale regolazione presiedono gli ormoni tiroidei.<br><br><strong>Il metabolismo basale si può misurare:<br>-Metodo diretto: calorimetro<br>-Metodo indiretto (ma più preciso): </strong>quoziente respiratorio --&gt; rapporto tra il volume di CO2 liberata con l'espirazione e il volume di O2 inspirato --&gt; la CO2 deriva appunto dall'ossidazione delle sostanze (oltre all'H2O prodotta nelle medesime reazioni) e l'ossigeno corrisponde invece al reagente.<br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-11 12:07:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>In un soggetto normale il metabolismo basale che gli consente di mantenere la temperatura corporea e tutte le funzioni è di circa 1400-1800 cal/die --&gt; bisogna tener conto dell'effetto termogenico del cibo che varia in base alla composizione dei nutrienti: <br><strong>-Protidi:</strong> ha il valore più alto termogenico --&gt; l'energia spesa per i processi di digestione e metabolismo ammonta al 30% dell'apporto calorico fornito dalle proteine assunte con gli alimenti.<br><strong>-Glucidi: </strong>basso potere termogenico (7% dell'energia fornita viene dispersa come calore)<br><strong>-Lipidi:</strong> bassissimo potere termogenico (3%)<br><br><strong>Termogenesi facoltativa:</strong> produzione di calore in eccesso in confronto a quella richiesta per lo stato basale (avviene quando assumiamo più calorie rispetto a quelle necessarie per il mantenimento della temperatura corporea) --&gt; a tale regolazione presiedono le catecolamine.<br><br><strong>Sensori di temperatura periferici e centrali </strong>--&gt; portano informazioni al centro termoregolatore (area preottica dell'ipotalamo anteriore) --&gt; il centro determina un <strong>set point</strong> (temperatura di riferimento = 36.8 +/- 0,4 gradi)&nbsp; --&gt; regolazione delle varie funzioni tramite effettori sia centrali che periferici --&gt; per arrivare alla temperatura di set point</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-11 12:21:22 UTC</pubDate>
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         <title>Centro termoregolatorio</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Input del centro:</strong><br>-Locali --&gt; temperatura del sangue<br>-Periferici --&gt; termocettori cutanei periferici e profondi<br><br><strong>Distinguiamo vari tipi di neuroni:<br>-Regolatori (W)</strong> --&gt; ricevono afferenze e collegati con i neuroni effettori (w e c)<br><strong>-Cold (c)</strong> --&gt; effettori --&gt; responsabili della risposta termoconservativa e termogenetica<br><strong>-Warm (w)</strong> --&gt; risposta termodispersiva<br><strong>-Integrazione </strong>--&gt; insensibili alla temperatura --&gt; integrano i segnali termici ricevuti.<br><br><strong>Se T=37 gradi </strong>--&gt; i neuroni W non mandano segnale (T=set point) --&gt; stimoli eccitatori = a stimoli inibitori.<br><strong>Se T&gt;37 gradi</strong> --&gt; neuroni W attivano i neuroni w --&gt; dispersione di calore <br>W inibiscono i neuroni c&nbsp; che sono termoconservativi.<br><strong>Se T&lt;37 gradi </strong>--&gt; succede il contrario.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 10:37:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 10:37:45 UTC</pubDate>
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         <title>Meccanismi di controllo della temperatura</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Termoconservazione:</strong><br>Meccanismi che permettono lo spostamento del circolo sanguigno dalla superficie verso i visceri --&gt; vasocostrizione dei vasi superficiali --&gt; aumento del pallore cutaneo del soggetto.<br><br><strong>Processi termogenetici</strong>:<br><strong>-Contrazioni involontarie del muscolo striato.</strong><br><strong>-Aumento attività delle ATPasi</strong> (attivate da ioni come Ca2+,Na+,K+) --&gt; ATP in ADP+P+calore.<br><strong><em>NB:</em></strong><em> gli ormoni tiroidei stimolano la sintesi di ATPasi e l'ingrasso di ioni.</em><br><strong>-Adrenalina</strong> --&gt; mobilizzazione del glicogeno dal fegato e dai muscoli e di acidi grassi dalle cellule adipose.<br><strong>-Glucocorticoidi </strong>--&gt; produzione di glucidi --&gt; possono sempre essere utilizzati nelle reazioni cataboliche.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 10:52:39 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Processi di termodispersione:</strong><br>avvengono in 3 modi:<br>1) Convenzione --&gt; tramite l'aria interposta tra un corpo che produce calore e quello che riceve<br>2) Conduzione --&gt; contatto diretto tra i due conduttori<br>3) Irraggiamento --&gt; emissione di raggi infrarossi<br>4) Evaporazione (avviene solo che sistemi biologici ad alto contenuto d'acqua) --&gt; avviene tramite:<br><strong>-Perspiratio insensibilis</strong> --&gt; eliminazione continua e impercettibile di piccolissime quantità di acqua da parte della cute e delle mucose.<br><strong>-Sudorazione profusa </strong>--&gt; regolata dal sistema ortosimpatico e dal sistema endocrino --&gt; adrenalina --&gt; ghiandole sudoripare.<br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 10:58:21 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per disperdere calore la via migliore è quella cutanea --&gt; è la più estesa e la dispersione aumenta con la dilatazione dei vasi superficiali e aumenta il passaggio della circolazione dai visceri alla superficie cutanea (vasodilatazione) --&gt; rossore e accaldamento<br><br><strong>-Via respiratoria <br>-Via urinaria <br>-Via digerente</strong> (emissioni di feci)<br><br><strong><em>NB:</em></strong><em> in caso di termodispersione avviene in sequenze: vasodilatazione, perspiratio insensibilis e infine sudorazione</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:02:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Alterazioni della termoregolazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ipertermie: T corporea sopra i 37 gradi di 0,5 o 1 grado<br>Ipotermia: diminuzione del set point (37 gradi)<br><br><strong>Differenza tra febbre e ipertermie:</strong><br>Febbre= alterazione reversibile della temperatura corporea<br>Ipertermie=alterazione dei meccanismi di regolazione --&gt; inefficaci.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:06:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:06:49 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Patogenesi della febbre</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Pirogeni esogeni: </strong>sostanze come LPS, microrganismi, danni che determinano attivazione dei PRR (riconoscono DAMP e PAMP).<br><strong>-Pirogeni endogeni: </strong>sostanze prodotte in risposta a un danno o agente patogeno --&gt; sono classicamente indicate con IL-1, TNF, IL-6 --&gt; tutte citochine pro-infiammatorie.<br><strong>Essendo che queste sono molecole ad alto peso molecolare e non possono attraversare la BEE --&gt; si sono pensate varie teorie</strong>:<br>1) IL-1, TNF e IL-6 attraversano la barriera ematoencefalica a livello dell'<strong>organum vasculosum della lamina terminale dell'ipotalamo </strong>(endotelio fenestrato) --&gt; agiscono sui neuroni ipotalamici.<br>2) Le citochine possano passare all'ipotalamo anche tramite <strong>transcitosi endoteliale.</strong><br>3) <strong>Trasduzione a livello dell'endotelio dei vasi ipotalamici </strong>--&gt; liberazione di prostaglandine E2 direttamente nel versante cerebrale --&gt; cambia il set point verso una temperatura che è direttamente proporzionale alla sua concentrazione (più c'è PGE2 e più si innalza la temperatura).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:16:25 UTC</pubDate>
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         <title>Recettori per PGE2</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Solo il recettore di tipo 3 --&gt; EP3 è coinvolto nella patogenesi della febbre --&gt; abbondante nell'area preottica --&gt; il legame con PGE2 --&gt; trasduce la diminuzione di cAMP intracellulare --&gt; vasodilatazione e ipertermia dei vasi ipotalamici --&gt; inibizione dei neuroni "w" termoconservativi --&gt; aumento del set-point.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:18:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Decorso della febbre in 3 fasi:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Fase del rialzo termico</strong>:<br>Dovuta a grande produzione di PGE2 a livello ipotalamico --&gt; si innalza la temperatura --&gt; sensazione di freddo (brividi e pallore per la vasocostrizione cutanea) dovuta allo spostamento del termostato (set-point) da 37 a 40 gradi (o qualsiasi temperatura superiore a 37) --&gt; quindi il set-point è impostato ad un nuovo livello<br><strong>2) Fase del fastigio: </strong><br>Aggiustamento del set-point con temperatura più o meno costante sui nuovi livelli --&gt; si mantiene persistente l'eccesso di PGE2 (Il paracetamolo ne abbassa la concentrazione --&gt; riporta il set-point a 37 gradi ma non ne elimina la causa --&gt; quindi a effeto finito si ha di nuovo l'accumulo di PGE2 e l'aumento del set-point)<br><strong>3) Fese della defervescenza: </strong><br>si ha quando il sistema immunitario con i processi infiammatori elimina la causa --&gt; non si produzione di PGE2 --&gt; setpoint ritorna a 37 gradi --&gt; si avrà al contrario della fase del rialzo termico, una sensazione di calore per l'abbassamento del setpoint --&gt; misure termodispersive --&gt; per ritornare alla termperatura fisiologica del set-point.<br><strong>La caduta della febbre può avvenire in 2 modi:<br>-Crisi: </strong>scende rapidamente per intensa sudorazione --&gt; quando si ha caldo si sta guarendo<br><strong>-Lisi:</strong> scende gradualmente giorno per giorno.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:33:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-12 11:37:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-12 11:37:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Tipologie di febbre</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Febbre continua</strong>: si vede la fase di rialzo termico seguita poi dalla fase del fastigio --&gt; si mantiene continua e poi si ha la caduta della febbre per crisi.<br>Quindi è una febbre in cui il rialzo termico si mantiene per vari giorni e poi c'è una sua rapidissima caduta --&gt; si verifica in seguito a infezioni da parte dello pneumococco a livello polmonare (con persistenza alveolare e successiva eliminazione con processi infiammatori, immunitari) o a seguito di infeziona da salmonella.<br><br><br><br></div>]]></description>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Febbre remittente:</strong><br>Durante il periodo del fastigio si hanno delle oscillazioni che possono essere superiori o inferiori di 1 grado senza mai raggiungere la defervescenza.<br><strong><em>Es</em></strong><em> un giorno 39, il secondo 38 e il terzo di nuovo 39 e poi 37.5.</em><br>Si ritrova in infezioni batteriche come lo streptococco beta-emolitico e anche nelle setticemie.<br><br><strong>Febbre ricorrente o periodica:</strong><br>Si osservano picchi febbrili che si alterano a periodi di assenza di febbre (apiressia) con differenze tra i picchi e le cadute anche di 4 gradi.<br>E' il caso della <strong>malaria</strong> (febbre malarica terzana o quartana) o in caso di <strong>ascesso epatico</strong>.<br><strong>Febbre terzana: </strong>un picco febbrile e poi 2 giorni di apiressia e cosi via<br><strong>Febbre quartana: </strong>il picco c'è ogni 4 giorni.<br><strong>Febbre quintana:</strong> in caso di <strong><mark>rickettsiosi </mark></strong>--&gt; 4 giorni di apiressia e 1 di febbre</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:44:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Febbre ondulante:</strong><br>Caratteristica di tumori come quello di Hodgkin --&gt; si presentano variazioni giornaliere con picchi febbrili alternati con momenti di apiressia, senza seguire uno schema preciso <br><br><strong>Febbricola</strong>:<br>Febbre che rimane sempre al di sotto dei 38 gradi --&gt; può essere causata da infezioni tonsillari, urinarie, alcuni tipi di tumore e in caso di tubercolosi --&gt; elevazioni quotidiane di piccola intensità e lunga durata.<br><br><strong>Febbre media:</strong> innalzamento entro i 2 gradi rispetto al setpoint.<br><br><strong>Febbre alta:</strong> innalzamento sopra i 2 gradi rispetto al setpoint.<br><br><strong>Iperpiressia: </strong>sopra i 40 gradi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 11:53:37 UTC</pubDate>
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         <title>Febbre come effetto sistemico dell&#39;infiammazione --&gt; meccanismo di difesa primitivo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513131299</link>
         <description><![CDATA[<div>1) La crescita e virulenza dei microrganismi si riduce ad alte temperature<br>2) L'aumento di temperatura aumenta il potere fagocitico e battericida dei neutrofili e aumenta l'effetto citotossico dei linfociti.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 12:20:24 UTC</pubDate>
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         <title>Problemi provocati dalla febbre</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513133275</link>
         <description><![CDATA[<div>1) Accelerazione dei processi catabolici (calo ponderale, negativizzazione del bilancio d'azoto)<br>2) Riduzione dell'acutezza mentale --&gt; delirium o allo stato stuporoso se la febbre è altissima<br>3) Convulsioni febbrili (soprattutto se sono elevate e se siamo in ambito pediatrico)<br>4) Rischio di anomalie fetali se la temperatura corporea della donna incinta supera i 37,8 gradi nel primo trimestre di gravidanza.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 12:24:11 UTC</pubDate>
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         <title>Alterazioni metaboliche della febbre</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513173699</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) maggior consumo di carboidrati </strong>--&gt; riduzione riserve di glicogeno --&gt; lieve iperglicemia<br><strong>2) Se la febbre perdura nel tempo</strong> --&gt; <strong>acidi grassi di deposito mobilizzati</strong> --&gt; corpi chetonici --&gt; chetonemia e chetonuria --&gt; acidosi metabolica --&gt; può essere compensata da aumento delle ventilazione --&gt; aumento eliminazione di CO2<br><strong>3) Metabolismo delle proteine</strong> si negativizza: le proteine endogene vengono metabolizzate per produrre calore (febbre protratta nel tempo) --&gt; riduzione delle masse muscolari e eccessiva eliminazione dell'azoto urinario totale --&gt; aumento dell'eliminazione della creatinina --&gt; creatina nelle urine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 13:39:36 UTC</pubDate>
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         <title>Ipertermie </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il centro termoregolatore funziona in maniera normale ma ci sono alterazioni a livello dei meccanismi effettori che portano a T&gt;37 gradi, possono essere di 2 origini:<br><strong>-Origine endocrina: </strong>si osserva in tutte le forme di ipertiroidismo primario (iperproduzione di T3 e T4) che secondario (aumento di produzione del TSH, in caso di tumori ipofisari secernenti TSH --&gt; TSH attiva la tiroide --&gt; aumento concentrazione degli ormoni tiroidei in circolo), ma anche ipotiroidismo --&gt; quantità insufficienti di T3/T4 --&gt; controllano metabolismo basale e temperatura.<br><br><strong><mark>-Ipertermia maligna: </mark></strong>malattia autosomico dominante --&gt; mutazione del gene che codifica per il recettore della rianodina-Ryr1 --&gt; proteina canale per il calcio espressa soprattutto a livello dei muscoli scheletrici.<br>I portatori di tale malattia sono asintomatici fino alla somministrazione di anestetici (somministrazione casuale durante la vita del soggetto) --&gt; vanno incontro a sintomatologia:<br><strong>-Brusco e immediato rialzo termico --&gt; fino anche a 46 gradi<br>-Contrattura muscolare<br>-Acidosi metabolica</strong><br>Gli anestesisti controllano costantemente la temperatura corporea appposta.<br>La mutazione non permette la corretta chiusura di questi canali e i farmaci anestetici (es Alotano e la succinil colina) portano all'apertura dei canali che poi non si riescono a chiudere in maniera corretta --&gt; danneggiamento dell'omeostasi del calcio intracellulare --&gt; attivazione delle funzioni di questo ione:<br><strong>-Contrazione muscolare prolungata</strong> --&gt; consumo di ATP protratto nel tempo e si fa fatica a rideterminare un re-uptake del Ca2+<br><strong>-Induzione della funzione ATPasi --&gt; generazione di calore<br>-Aumento del metabolismo catabolico</strong><br>Queste sono tutte reazioni esotermiche --&gt; aumento del calore.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 17:36:39 UTC</pubDate>
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         <title>Sindromi febbrili ereditarie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>-Febbre mediterannea familiare:</mark></strong> tipica di gruppi di famiglie arabe, turche e in genere di popoli che affacciano sul mediterraneo.<br>Mutazione della pirina (importante per la funzione infiammatoria dei granulociti --&gt; neutrofili, ed è un regolatore negativo dell'infiammazione --&gt; inattiva l'anaflatossina C5a che è un chemiotattico per i neutrofili) che causa una maggiore presenza di C5a ematico --&gt; amplificazione del processo infiammatorio.<br><br><strong><mark>-Febbre periodica associata al recettore per il TNF</mark></strong> (TRAPS: TNF recettore associata periodica): presente in alcuni nuclei familiari irlandesi --&gt; ha una mutazione che impediscono l'inattivazione di TNF --&gt; eccessivo signaling infiammatorio.<br><br><strong><mark>-Hypertermia-IgD syndrome (HIDS)</mark></strong>: febbre periodica familiare dovuta --&gt;mutazione del gene della mevalonato chinasi --&gt; enzima del metabolismo del colesterolo --&gt; rigidità o meno di membrana.<br>I pazienti hanno ipertermia e elevati livelli di IgD solubile nel sangue.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 17:44:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Patologie ambientali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dovute soprattutto all'esposizione per lungo tempo a temperature ambientali elevate.<br><br><strong><mark>Colpo di sole:</mark></strong><br>Quando ci si espone ai raggi solati a capo scoperto --&gt; cefalea e alterazioni psichiche ( a volte culminanti con la morte).<br>All'esame autoptico: meningi iperemiche, ventricoli encefalici turgidi di liquor.<br>Si può prevenire con la copertura del capo con materiale isolante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 17:48:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 17:48:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513323679</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 17:48:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513330690</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Colpo di calore tropicale</strong>:<br>Patologia che mette a rischio persone che vivono in regioni tropicali con temperatura ambientale molto elevata (&gt;40 gradi) e con elevata umidità --&gt; la comparsa è favorita dagli sforzi muscolari --&gt; aumentano ancora di più la produzione di calore --&gt; se si arriva a 44 gradi di temperatura corporea --&gt; convulsioni, perdita di coscienza e come.<br>Patogenesi: dovuta ad alterazione dell'equilibrio idrosalino --&gt; il soggetto esposto ad elevatissime --&gt; inizia a sudare per eliminare calore --&gt; ma essendo elevatissima l'umidità non riesce a eliminare calore --&gt; continua perdita di sali col sudore --&gt; ipovolemia --&gt; caduta di pressione sanguigno e aumento della viscosità del sangue --&gt; il cloruro di sodio concentrandosi nell'ambiente extracellulare richiama acqua dal sangue peggiorando ancora di più la situazione --&gt; la ipovolemia peggiora.<br><strong>Soluzione: acclitamamento </strong>--&gt; giorni ai tropici senza fare sforzi --&gt; il rene vedendo la nuova condizione ambientale aumenta la ritenzione di cloruro di sodio e attiva il riflesso della sete --&gt; introduzione maggiore di acqua --&gt; aumento di disponibilità di acqua e sale.<br><br><strong>Colpo di calore comune:</strong> si verifica alla latitudine europea --&gt; locali chiusi e poco ventilati con un'elevata concentrazione di vapore acqueo = alta umidità (come lavanderie o locali con caldaie)&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 17:58:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ustioni --&gt; patologie da trasferimento di energia termica (trasferimento ad un distretto preciso del nostro organismo)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513332541</link>
         <description><![CDATA[<div>Capita se la temperatura sull'area colpita supera i 40-45 gradi --&gt; la gravità dipende da:<br><strong>1. Dall’estensione della zona colpita <br>2. Dalla profondità delle lesioni <br>3. Dalla quantità di calore trasferito </strong><br><strong>4. Dalla temperatura raggiunta dai tessuti durante questo trasferimento di calore <br>5. Dalla durata dell’esposizione</strong> (un conto se dura 5millesimi di secondo un conto se dura un’ora) <br><strong>6. Dalla modalità di trasferimento del calore</strong>, in quanto a parità di temperatura il calore umido è molto più dannoso rispetto a quello secco perché non determina evaporazione, che è un importante meccanismo termodispersivo. <br><strong>7. Dal tessuto interessato:</strong> per esempio l’epitelio con abbondante strato corneo (callosità palmari o quelle del piede) è più resistente di quello in cui lo strato corneo è scarso o del tutto assente come avviene a livello delle mucose.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 18:01:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Gravità delle ustioni in base ai gradi:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513337832</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Ustioni di 1° grado: </strong>si ha solo vasodilatazione come alterazione patologica --&gt; interessa solo cute e epidermide --&gt; eritema<br>Es: esposizione a lungo alla luce solare.<br><br><strong>Ustioni di 2° grado: </strong>Avviene un vero e proprio processo infiammatorio che comporta la compromissione del tessuto e l'interessamento del derma e degli annessi cutanei.<br>Si può assistere alla comparsa del <strong>flittene</strong> --&gt; bolla che si vede per esempio dopo la scottatura con olio bollente --&gt; questa è piena di essudato (liquido sieroso) con basso contenuto proteico.<br><br><strong>Ustioni di 3° grado: </strong>interessa epidermide, derma e tessuti sotto dermici --&gt; si verifica una necrosi --&gt; la manifescazione clinica è data dall'escara.<br><br><strong>Ustioni di 4° grado: </strong>distruzione dei tessuti con formazione di ceneri --&gt; combustione e quindi eliminazione vera e propria del tessuto<br><br>I grandi ustionati si distinguono dagli altri ustionati per l’estensione della superficie corporea interessata.<br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 18:10:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie associate alla bassa temperatura</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513340037</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Congelamento: </strong>interessa parti del corpo poco riparate come mani, piedi, orecchie e naso --&gt; la cute impallidisce per vasocostrizione riflessa --&gt; poi si arrossa per sopravvenuta vasoparalisi --&gt; segue iperemia passiva con formazione di edema --&gt; infine <strong>cianosi per via della mancanza di O2 ai tessuti --&gt; la zona assume un colore rosso-bluastro --&gt; congelamento di primo grado.</strong><br><br>Se la condizione persiste --&gt; formazione di bolle (per via dell'aumento dell'edema) --&gt; <strong>flittene --&gt; congelamento di secondo grado.</strong><br><br>Se ancora continua --&gt; <strong>necrosi tissutale --&gt; congelamento di terzo grado</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 18:14:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie da bassa temperatura ambientale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513341626</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Assideramento:</strong> prolungata esposizione in ambiente a basse temperature --&gt; dovuto alla mancanza di compensazione con meccanismi termogenetici e termoconservativi --&gt; ipotermia --&gt; man mano c'è la soppressione di tutte le attività metaboliche e della funzione cardiocircolatoria --&gt; se T&lt;25 gradi = morte.<br><strong>Sintomi: </strong>freddo --&gt; poi apatia che si trasforma subito in sonnolenza e completa incapacità reattiva.<br><strong>Cura:</strong> riscaldamento lento altrimenti una vasodilatazione generalizzata immediata provocherebbe ipotensione --&gt; shock.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 18:17:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513427574</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Neoplasia:</strong> è una crescita incontrollata di una popolazione cellulare sfuggita ai normali controlli proliferativi ed esprimente gradi variabili di fedelta rispetto ai propri precursori.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 21:01:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tipi di cellule e fasi del ciclo cellulare</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Nell'organismo ci sono 3 categorie di cellule:<br>-Labili:</strong> si dividono continuamente passando subito dalla fase M alla successiva G1 poichè sono sempre presenti i fattori di crescita responsabili --&gt; staminali, epiteliali, germinali e del midollo osseo.<br><strong>-Stabili:</strong> sono in uno stato differenziato e non si dividono ma lo possono fare in risposta a stimoli appropriati come i fattori di crescita che le fanno uscire dalla fase G0 (epatociti)<br><strong>-Perenni: </strong>cellule estremamente specializzate --&gt; cellule nervose, muscolari e i globuli rossi (hanno perso la capacità di dividersi)&nbsp; --&gt; rimangono bloccato in fase G0.<br><br><strong>Ci sono 4 fasi:</strong> <br><strong>-G1: </strong>può durare ore, giorni, settimane --&gt; è la fase più cruciale perchè la cellula deve sentire se nell'ambiente circostante e intracellulare sono presenti tutte le condizioni per dividersi (nutrienti, fattori di crescita ed energia)<br><strong>-S<br>-G2<br>-M<br>-Citodieresi</strong><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 21:47:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 21:48:09 UTC</pubDate>
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         <title>Punti di controllo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513453125</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) A 3/4 della fase G1 </strong>--&gt; punto di restrizione --&gt; divide la fase G1 una fase <strong>precoce</strong> (il fattore di crescita porta all'attivazione dei fattori di trascrizione, la fase G1 precoce è indipendente dal fattore di crescita) e <strong>tardiva </strong>(trascrizione dei geni che portano alla transizione dalla fase G1 alla fase S).<br><strong>Durante questo primo checkpoint verifica:<br>o le dimensioni della cellula o la presenza di nutrienti <br>o la presenza di fattori di crescita <br>o la presenza di danni al DNA:</strong> nel caso in cui siano presenti, viene ripristinata la corretta sequenza di DNA e poi riprende il ciclo&nbsp;<br>Se tutti questi requisiti non sono soddisfatti tornano in G0.<br>Il fattore di crescita deve essere presente fino al primo checkpoint --&gt; dopo di chè si può proseguire anche senza fattore di crescita.<br><br></div><blockquote><strong>Proteine RB</strong><br><strong>La proteina Rb (p110Rb, 107Rb e P130Rb)</strong> --&gt; molecola che avvolge i fattori di trascrizione non facenodoli lavorare -&gt; quando si attiva il complesso ciclina D-CDK4/6 --&gt; fosforila Rb&nbsp; --&gt; l'iperfosforilazione di Rb --&gt; rilascio dei fattori di trascrizione (E2F, DP) --&gt; vanno sui promotori dei rispettivi geni (ciclina E e le successive) --&gt; e da qui in poi si andrà avanti anche senza fattore di crescita (quando Rb è completamente fosforilato non ho più bisogno del fattore, se lo tolgo prima la cellula torna in G0).<br>Rb quando trattiene i fattori di trascrizione, porta e attiva una <strong>istone deacetilasi</strong> --&gt; deacetila la cromatina --&gt; più compatta e meno accessibile ai fattori di trascrizione.<br>Rb quando rilascia i fattori (iperfosforilato) --&gt; recluta una <strong>istone acetilasi </strong>--&gt; rende la cromatina facilmente trascrivibile.<br><strong>Funzioni di p110Rb:</strong><br>Permette la progressione dalla fase G1 precoce alla terdiva e trattiene fattori di trascrizione importanti per l'eventuale successiva differenzazione.<br><br></blockquote><div><br><strong>2) Alla fine della fase S</strong> --&gt; controlla:<br>-Che non siano avvenuti errori durante la fase di sintesi del DNA --&gt; quindi presenza di danni al DNA.<br><br><strong>3) Fine della fase G2</strong> --&gt; controllo:<br><strong>-Dimensioni della cellula<br>-Completamente della replicazione del DNA</strong><br>Se questo non è verificato --&gt; la cellula viene mandata fuori dal ciclo cellulare e fatta entrare in uno stato di quiescenza <br><br><strong>4) Punto di controllo dell'assemblaggio del fuso:</strong> viene controllato l'attacco dei cromosomi al fuso per la divisione</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 21:58:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 22:37:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2513469646</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-12 22:37:49 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Molecole che fanno avanzare il ciclo cellulare</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2514061011</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) Cicline </strong>--&gt; attivano le Cdk, le cicline sono espresse in maniera variabile ed hanno breve emivita --&gt; degradate dal sistema dell'ubiquitina.<br><strong>2) Cdk chinasi ciclina dipendenti </strong>--&gt; sono delle serintreonin chinasi che vengono attivate parzialmente dalle rispettive cicline e completamente attivata poi con l'interazione con un'altra proteina (CAK chinasi che attivano le cdk) --&gt; fosforilano substrati.<br>Sono espresse sempre in maniera costitutiva all'interno della cellula.<br><strong>Es</strong> <strong><em>pathway generico</em></strong><em>: G1 --&gt; fattore di crescita permette l'entrata nel ciclo --&gt; si ha la produzione della ciclina corrispondente --&gt; attiva la Cdk della fase G1 --&gt; checkpoint --&gt; se tutto va bene --&gt; si passa alla fase successiva (S) con degradazione da parte del proteasoma e sintesi della ciclina successiva che attiverà la Cdk corrispondente</em>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-13 08:43:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Complessi ciclina-Cdk per ciascuna fase del ciclo:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2514069067</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Fase G1 precoce -&gt; G2 tardiva: </strong>ciclina D (3 differenti cicline D: D1/2/3 hanno tutte la stessa funzione) -&gt; ciclina D si associa nel nucleo alla Cdk4 o alla Cdk6 --&gt; fanno progredire fino al punto di restrizione --&gt; bypassato il checkpoint --&gt; cicline D ubiquinate e dirette al proteasoma mentre si ha produzione di cicline E.<br><strong>Fase G1 tardiva – S:</strong> Ciclina E → Cdk2 --&gt; <br>1) fosforilano gli istoni e permettono la compattazione dei cromosomi.<br>2) Fosforilano proteine della membrana nucleare --&gt; disassemblano e rompono l'involucro nucleare<br>3) Fosforilano proteine del citoscheletro per riorganizzarlo durante la divisione.<br><strong>Fine di S e completamento della duplicazione del DNA:</strong> Ciclina A → Inizialmente si associa alla Cdk2 sostituendosi alla ciclina E della fase precedente. Successivamente la ciclina A si associa a Cdk1 (quest’ultima originariamente fu chiamata Cdc2 in studi sul lievito). <br><strong>Fase M: Ciclina B → Cdk1</strong>.<br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-13 08:50:55 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-13 08:56:02 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-13 08:56:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-13 08:56:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Proteine CAK</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-13 09:31:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Attivazione:</strong><br>Per l'attivazione delle Cdk --&gt; prima c'è bisogno della ciclina --&gt; attivazione parziale --&gt; poi CAK permette l'attivazione grazie alla fosforilazione di una serina carbossiterminale della Cdk.<br><br><strong>Inattivazione:</strong><br>La Cdk-I (inibitore della Cdk) --&gt; fosforila delle serine in N-term --&gt; complesso (ciclina-Cdk) si inattiva e poi verrà ubiquitinato --&gt; eliminazione della ciclina.<br><br><strong>Ripristino del complesso:</strong><br>Ci sono delle fosfatasi che rimuovono il fosfato inserito dalle CDK-I --&gt; ripristina il complesso.<br><br><strong>La regolazione delle Cdk avviene:</strong><br>-Cicline -&gt; attivazione parziale<br>-CAK --&gt; attivano fosforilando in C-term<br>-CDK-I<br>-Fosfatasi&nbsp;<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-13 14:02:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Inibitori CKD:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ci sono di 2 classi:<br>-Per il complesso ciclina D-CDK4/6 </strong>--&gt; <strong>INK4</strong> --&gt; sono inibitori che si differenziano in base al loro peso molecolare in p16ink, p15ink, p18ink o p19ink, --&gt; inattivano i complessi durante la fase G1 precoce prima del punto di restrizione.<br><strong>-Per tutti gli altri complessi ciclina-CDK </strong>--&gt; p21cip1, p57kip2 e p27kip1. <br>Nelle cellule tumorali sono alterate: p21 e p27.<br>p21 e p27 usano un fosfato inibitorio --&gt; alla fine della fase tardiva si ha l'inizio della trascrizione della ciclina D --&gt; legame con CDK4/6 attivandolo e va a requisire p21 e p27 presenti e vengono anche tolti quelli che sono legati ai complessi CDK2-ciclina E attivandoli e quindi entrando nella fase S.<br><br><strong><em>NB:</em></strong><em> QUINDI TUTTO CIO’ CHE IN TUTTE LE FASI DEL CICLO SERVE DA INIBITORE, FA DA ATTIVATORE NELLA FASE G1 PRECOCE</em>.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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      </item>
      <item>
         <title>Cicline D</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Esistono 3 diversi tipi di cicline D</strong> --&gt; il tipo di ciclina dipende dal tipo di trasduzione che c'è nella cellula stessa.<br><strong>-recettori </strong>--&gt; Ap1,NFKB, complesso tcf/lef --&gt; si legano al promotore D1<br><strong>-recettori </strong>--&gt; produzione di molecole come MYC o CAMP (questo associato ai recettori associati alle proteine G a 7 domini transmemebrana) --&gt; si legano al promotore della D2.<br><strong>-recettori </strong>--&gt; STAT3/5 (presenti nella trasduzione delle cellule del sistema immunitario soprattutto) --&gt; D3</div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Gene p53</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Controlla la qualità del DNA cellulare.<br>E' all'interno di un ciclo futile</strong> --&gt; viene trascritta, tradotta --&gt; portata al golgi --&gt; tramite una sequenza di localizzazione viene inglobata in vescicole dirette verso il nucleo --&gt; si associa a 4 molecole della proteina MDM2 --&gt; queste monoubiquitinano ogni subunità di p53 --&gt; questo segnale per uscire dal nucleo --&gt; va nel citoplasma --&gt; ogni molecola di p53 è poliubiquitinata --&gt; proteasoma (tramite la via MHC-I) e poi distrutta --&gt; nella cellula sana non si trova a meno che la cellula non sia in una condizione precaria.<br>Ha 4 subunità uguali che cooperano --&gt; è attiva solo nella forma omotetramerica.<br><br><strong>Funzioni di p53 e molecole di cui ne induce la trascrizione:</strong><br><strong>Se presente un danno al DNA interviene ATM</strong> --&gt; fosforila p53 --&gt; perde affinità per MDM2 e quindi non viene ubiquitinata --&gt; va sul promotore di:<br><strong>-p21 e p27 </strong>--&gt; trascrizione, traduzione e blocco del ciclo cellulare (non in fase G1)<br><strong>-Geni adibiti al riparo del DNA (gene Gadd45 Ga= grow arrest DD= dna damage inducible</strong> <strong>)</strong>: promotore di una proteina coinvolta con altre nell'arresto del ciclo cellulare (se c'è danno al DNA ferma tutto), nell'attivazione della risposta dei geni coinvolti nel riparo del DNA.<br><strong>-IGFBP3 (BP= binding protein igf = fattore di crescita insulino )</strong>: proteina legante il fattore di crescita insulinico --&gt; inibendolo --&gt; quindi inibisce l'attività proliferativa della cellula e ha azione pro-apoptotica.<br><strong>-MicroRNAs (mir34): </strong>induce senescenza cellulare<br><strong>-MDM2: </strong>è un meccanismo a feedback negativo --&gt; dopo che si è riparato/aggiustato tutto --&gt; p53 deve ritornare al ciclo futile.<br><br><br><strong>Altre condizioni per far uscire p53 dal ciclo futile:</strong><br>• Iperproliferazione&nbsp;<br>• Deprivazione di nutrienti&nbsp;<br>• Ipossia&nbsp;<br>• P53 va anche sul promotore del gene IGF-BP3 che codifica per una proteina che lega il fattore di crescita insulinico, che ferma la proliferazione.&nbsp;<br>• P53 va anche ad attivare BTG2, coinvolto nella senescenza cellulare.<br>• Attiva geni apoptotici come BAK, BAX, NOXA --&gt; via apoptotica.<br>Se il blocco del ciclo futile di p53 non funziona, accumulerò mutazioni.&nbsp;<br>Questi meccanismi permettono di evitare la trasformazione tumorale della cellula.<br><br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Struttura di p53</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Domini TAD1/TAD2</strong> --&gt; dominio N-term --&gt; responsabili dell'attivazione della funzione di p53 (domini di attivazione trascrizionali).<br><strong>-DominioDBD </strong>--&gt; dominio di legame al DNA (DNA binding domain) --&gt; con questa parte p53 si lega ai promotori dei geni.<br>Nell'immagine si vedono dei numerini a livello di questo dominio --&gt; questi indicano gli AA che sono più soggetti a mutazioni (trasformazione da cellula normale a tumorale)<br><strong>-Dominio TET:</strong> in C-term --&gt; dominio di tetramerizzazione <br><strong>-Dominio BASIC:</strong> è chimicamente basico e ha azione regolatoria sulla funzione di p53.<br><br></div>]]></description>
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      </item>
      <item>
         <title>Esempio di pathway di duplicazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>PDGF-R fattore di crescita piastrinico --&gt; recettore --&gt; via di RAS --&gt; attiva le MAP chinasi --&gt;&nbsp;<br>-Fosforilazione di substrati citoplasmatici<br>-Trasloca nel nucleo --&gt; attivazione di altri fattori di trascrizione (FOS e JUN appena traslocato --&gt; formando AP-1 --&gt; dirige la cellula verso la completa proliferazione)<br>-Attivazione del gene MYC che insieme a FOS --&gt; trascrizione ciclina D.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-13 18:34:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Recettori Tirosin-chinasici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>I recettori che permettono tramite la trasduzione la divisione cellulare sono per la maggiorparte tirosin-chinasici.<br>Hanno un'attività chinasica intrinseca --&gt; una volta attivi fosforilano le proteine sui residui di tirosina.<br><strong>Si distinguono 3 regioni:</strong><br>-Extracellulare --&gt; legame con il fattore di crescita<br>-Transmembrana --&gt; con AA idrofobici per ancorarsi al doppio strato lipidico<br>-Intracellulare --&gt; responsabile dell'attività chinasica intrinseca di questi recettori.<br><br></div>]]></description>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Funzionamento dei recettori tirosin-chinasici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Legame con il ligando (fattore di crescita) --&gt; due recettori vicini tra loro che hanno legato entrambi il ligando si uniscono --&gt; dimerizzano --&gt; il dominio chinasico dell'uno stando a contatto con il dominio chinasico dell'altro si transfosforilano (l'uno fosforila le tirosine dell'altro, si dimostra con westernblot o digestione enzimatica --&gt; le tirosine fosforilate si riscontrano solo nei recettori su cui si è fatto reagire il ligando) --&gt; i domini di tirosina fosforilati attirano molecole dotate di domini SH2 --&gt; li portano vicino al recettore e sono trasduttore intracellulari.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-13 20:59:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Varie tipologie di recettori tirosin-chinasici:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Recettore per NGF --&gt; 2 domini immunglobulinici extra-cellulari<br>-Recettore per EGF, IGF-1 e EPH --&gt; domini extracellulari ricchi di cisteine --&gt; fanno assumere la conformazione terziaria fondamentale per il legame con il ligando.<br>-Recettore PDGF, FGF, VEGF --&gt; il dominio chinasico non è un tutt'uno ma è spaziato da una piccola regione che non ha attività enzimatica<br>-Recettore per l'insulina --&gt; esiste gia come tetramero --&gt; 2 subunità alpha (extracellulari) e 2 beta (intracellulari).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 09:36:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Vari domini di trasduzione del segnale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-SH2 Src Homology 2 : riconoscono i domini di tirosina fosforilati, ma per il riconoscimento è importante anche la sequenza di AA che si trova in C-term rispetto alla tirosina fosforilata.<br>-PTB binding phosphotirosine --&gt; riconoscono i domini di tirosina fosforilati, quello che fa la differenza nel riconoscimento è la presenza di AA N-term rispetto alla tirosina fosforilata.<br>-SH3 (presente nell'interazione tra GRB e Sos) --&gt; i domini SH3 fanno legare 2 molecole --&gt; una che ha il dominio SH3 con&nbsp; un'altra con residui ricchi di prolina<br>-PH pleckstrin homology --&gt; riconosce fosfoinositidi sulla membrana --&gt; specialmente sul plasmalemma.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 09:49:25 UTC</pubDate>
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         <title>Vari meccanismi di trasduzione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Vie fosforilata la PLC </strong>--&gt; va sulla membrana su PI2 --&gt; lo scinde originando: -DAG: attivazione della PKC <br>-Inositolo1,4,5trifosfato = PI3 --&gt; REL --&gt; rilascio di calcio<br><strong>2) La PI3K presenta i domini SH2</strong> --&gt; viene fosforilata --&gt; cambia di conformazione --&gt; fosforila dei residui di inositolo in posizione 3,&nbsp; presenti su lipidi (lo stesso della PLC ovvero PIP2) del foglietto interno --&gt; PIP3 rimane sulla membrana --&gt; viene riconosciuto da molecole con dominio PH&nbsp; (AKT)</div><pre><strong>Struttura della PI3K: C
</strong>ostituita da 2 sub-unità --&gt; 
-P85 con funzione regolatoria
-P110 responsabile dell'attività enzimatica
Dopo il reclutamento dal recettore tirosinico attivato --&gt; cambia conformazione e porta sulla membrana AKT e PDK-1 (che hanno dominio PH),
PDK-1 fosforila AKT attivandola </pre><div><strong>3) Grb-SoS --&gt;</strong> è una molecola intracitoplasmatica con dominio SH2 e SH3 (che lega le regioni ricche di prolina di Sos, quindi Grb è solo il trasportatore di SoS scambiatore di nucleotidi guanosinici ) --&gt; viene reclutato dalla tirosina del recettore --&gt; una volta attiva --&gt; Sos agisce su RAS (legato al foglietto interno) legandolo al GTP e sostituendo quindi il GDP a cui RAS era legato --&gt; RAS-GTP ha affinità per RAF --&gt; via delle MAP chinasi-<br>Grb-Sos può essere attivato anche da Shc (chic) che lega le tirosine fosforilate del recettore e possiede un sito di legame PTB per grb-sos.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 10:20:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 10:20:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 10:20:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 10:27:36 UTC</pubDate>
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         <title>Via delle MAP chinasi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono tutte serintreoninchinasi fatta eccezione per MAPKK (MEK --&gt; sia serintreoninchinasi che tirosinachinasi) <br>RAS --&gt; RAF (prototipo di MAPKKK) --&gt; fosforila MEK (MAPKK)sui residui di serina e treonina --&gt; fosforila ERK (MAPK) --&gt; fosforila proteine che traslocano nel nucleo o fosforila e attiva vari fattori di crescita.<br><br>RAS fosforila anche Mnk1 --&gt; attivazione del fattore di elongazione 4E (elF4E) <br><br>RAS trasloca anche nel nucleo --&gt; fosforila i fattori di trascrizione:<br><strong>-Ets: </strong>si lega sul promotore di geni come la ciclina D e Fos (che insieme a Jun che arriverà li forma AP1) --&gt; entrambi servono per l'avanzamento dalla fase G1.<br><strong>-Elk1/2: </strong>permette la traslocazione nel nucleo di due chinasi che fosforilano hmg14 e dell'istone H3 --&gt; rilassamento della cromatina --&gt; zona prona alla trascrizione.<br><strong>-Sap1</strong>:<br><br>RAS attiva RAL-GEFs tramite l'attivazione dello scambiatore di fattori guanosinici (GEFs)--&gt; sostituisce il GDP con il GTP a RAL A e RAL B --&gt; queste attivano il citoscheletro --&gt; riarrangiamento per prepararsi a mitosi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 10:58:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Le tirosine legano molecole diverse in base al contesto</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le proteine intracellulari possono avere più domini contemporaneamente (SH2 insieme ad altri per esempio).<br>E' importante conoscere la parte C-term del recettore --&gt; perchè ci saranno delle tirosine che andranno a reclutare SRC (come nel legame col fattore di crescita piastrinico) mentre altre che reclutano altri indotti da EGF.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 11:04:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Geni immediati e Geni ritardati</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ci sono 2 ondate di fattori di trascrizione:<br>-Quelli preesistenti --&gt; determinano la trascrizione di altri fattori di trascrizione che devono essere trascritti e tradotti per funzionare<br>-Ritardati: appunto i fattori di trascrizione che vengono trascritti dai preesistenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 11:04:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cambio conformazionale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Es del recettore insulinico:&nbsp;<br>Inseguito al legame&nbsp;con il ligando --&gt; cambio di conformazione --&gt; (ma essendo gia un dimero di 2 alpha e 2 beta non recluterà altri recettori) --&gt; attivazione del dominio chinasico</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 11:12:36 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Ligando dimerico e monomerico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2515925874</link>
         <description><![CDATA[<div>-Dimerico: nel caso di PDGFR --&gt; il ligando riconoscerà contemporaneamente 2 porzioni --&gt; dimerizzazione --&gt; transfosforilazione --&gt; attivazione del dominio chinasico.<br>-Monomerico: caso del EGFR --&gt; ogni ligando lega un recettore --&gt; aggregazione dei recettori (dimerizzazione) --&gt; attivazione dei domini chinasici e trasduzione del segnale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 11:16:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Famiglia dei recettori ErB</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2515935967</link>
         <description><![CDATA[<div>A questa famiglia appartengono EGFR,ErB-1, ErB-2, ErB-3, ErB4.<br>-1,2,4 --&gt; hanno dominio chinasico attivabile&nbsp;<br>3: chinasi inattiva --&gt; non ha dominio chinasico.<br>Erb-1 lega EGF, TGFalpha, amphiregulina, betacellulina, HB-EGF e epiregulina.<br>Erb-2: ha attività chinasica costitutiva e indipendente da qualsiasi ligando<br>Erb-3: lega hereguline<br>Erb-4: NRG2,NRG3,Heregulline, beta-cellulina.<br><br>Durante la loro attivazione si possono formare sia omodimeri che eterodimeri in base all'espressione relativa di membri di questa famiglia a livello cellulare.<br>Es:<br>Essendo Erb-2 molto più potente degli altri nell'indurre una risposta proliferativa --&gt; un eterodimero con EGFR sarà più potente come stimolo mitogeno rispetto all'omodimero EGFR-EGFR dato che Erb-2 è più forte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 11:24:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 11:25:06 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Proteine della famiglia SRC (sarc) </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono ancorati al foglietto interno di membrana e presentano 3 differenti domini:<br>-SH1: dominio ad attività tirosin-chinasica<br>-SH2: riconosce le tirosine fosforilate<br>-SH3: recluta proteine intracellulari ricche di prolina<br>Una chinasi intracellulare fosforila la tirosina Y527 --&gt; questo comporta la formazione di un legame intramolecolare tra la tirosina fosforilata e il dominio SH2 --&gt; il dominio SH1 rimane intrappolato in una conformazione chiusa --&gt; attività chinasica minima.<br>Quando c'è l'attivazione dei recettori tirosinchinasici --&gt; l'affinità delle tirosine fosforilate del recettore per il dominio SH2 di src è maggiore rispetto a quello della tirosina --&gt; Tirosina Y527 si stacca da SH2 --&gt; apertura del dominio SH1 --&gt; dominio attivo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 12:05:25 UTC</pubDate>
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         <title>Fattore di trascrizione MYC</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Myc è un fattore di trascrizione che per funzionare necessita di creare omo/eterodimeri con altri fattori di trascrizione.<br>Riconoscono delle sequenze --&gt; <strong>Box E con sequenza CACGTG</strong> --&gt; trascrizione di geni come la ciclina D2, Cul1 e Cks1 (Myc associato a Max, Cul1 e Cks1 servono per la degradazione di p27kip attraverso ubiquitinazione) e CDK (per poi formare il complesso ciclina D-CDK4) --&gt; permette avanzamento della fase G1.<br>I livelli di Max restano costanti mentre quelli di Myc aumentano in seguito a segnali mitogeni --&gt; man mano che si va avanti aumenta la concentrazione di Mad che man mano spiazza Myc dal legame con Max e ne determina la differenzazione cellulare.<br>Se si analizza l'espressione di questi fattori di trascrizione nelle cripte intestinali si nota che nel fondo della cripta Myc è al massimo livello d'espressione e man mano che si arriva al villo diminuisce e aumenta invece Mad.<br>Myc e Max in G1 tardiva regolano l'espressione di fattori di trascrizione che devono determinare l'entrata in fase S e devono essere liberati dopo la fosforilazione di Rb.<br>Myc si associa anche a Miz-1 --&gt; determina la soppressione della p15ink e della p21 --&gt; avvia la cellula al secondo complesso ciclina E-CDK2.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 12:13:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 15:54:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 15:54:27 UTC</pubDate>
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         <title>Altre forme di recettori per la trasduzione del segnale:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Recettori a 7 domini transmembrana --&gt; legati al trimero di proteine G --&gt; subunità alpha, beta e gamma --&gt; alpha legata al GDP --&gt; a seguito del legame col ligando il cambio conformazionale del recettore permette la sostiutizione di alpha-GDP con alpha-GTP --&gt; agisce su adenilato ciclasi, PLC-beta.<br>Le subunità beta e gamma possono attivare la PI3K o la PLC-beta o SRC.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 16:01:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 16:01:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 16:01:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Recettore Notch:</strong><br>Ha una via di segnalazione justacrina --&gt; necessita di un contatto fisico tra due cellule --&gt; legame tra un recettore di una cellula e una molecola non solubile presente sulla membrana della cellula vicina.<br>Per l'attivazione il recettore subisce 3 tagli:<br>1) Dal RE al Golgi --&gt; da lineare assume una conformazione a zig zag --&gt; viene portata in superficie<br>2) Se incontra il suo ligando (DLL o JAG) --&gt; subisce il taglio da parte di una proteasi a livello della membrana.<br>3) Avviene in superficie ma nella porzione intracellulare della membrana ad opera di una gamma-secretasi --&gt; libera un frammento --&gt; NICD dominio intracitoplasmatico di NOTCH --&gt; trasloca nel nucleo e trascrive geni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 16:08:25 UTC</pubDate>
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         <title>3 tipi di modelli definiti per spiegare la formazione di un tumore storicamente</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Modello epigenetico:</strong> il tumore deriva da anomalie che si instaurano durante il differenziamento delle cellule --&gt; processo esclusivamente epigenetico ed esclude la possibilità di anomalie nel codice genetico da un punto di vista molecolare.<br><br><strong>2) Modello virale: </strong>non è stato dimostrato che i soli virus sono l'unica causa dei tumori ma possono concorrere alla formazione di una neoplasia (es papilloma virus --&gt; carcinomi uterini)<br><br></div><pre><strong>Esperimento di Rous (dimostra che un virus può dare un tumore in un animale):</strong>
Preleva un pezzo di pollo con cellule neoplastiche da una formazione tumorale (sarcoma) --&gt; sminuzza il campione --&gt; lo passa attraverso un filtro con pori tali da non poter far passare attraverso cellule --&gt; ottiene un filtrato di sole particelle virali che inocula in un pollo sano --&gt; ottiene un nuovo sarcoma --&gt; virus del sarcoma di Rous.
Il virus è un retrovirus in cui vi sono le classiche sequenze:
<strong>LTR</strong> → sequenze poste alle estremità, importanti per l’inserimento del retrovirus nel genoma dell’ospite; 
<strong>-GAG</strong> → contiene i geni codificanti per le proteine del capside; 
<strong>-POL </strong>→ contiene i geni codificanti per la trascrittasi inversa, la polimerasi e l’integrasi; 
<strong>-ENV </strong>→ contiene i geni codificanti per le proteine dell’envelope. 
Nel sarcoma di Rous vi è una sequenza in più --&gt; ne determina l'oncogenesi:
<strong>-V-onc/V-src </strong>
Ogni oncogene virale viene identificato con una sigla di 3 lettere che indicano il virus, la neoplasia che provoca e in quale specie animale. </pre><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 16:32:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 16:32:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>3) Modello ambientale:</strong> l'ambiente fa insorgere il tumore --&gt; alterazione genetica di cellule somatiche tramite il potere dei cancerogeni di mutare il DNA</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 16:48:17 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerca degli oncogeni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Protoncogene </strong>= gene che se mutato con guadagno di funzione induce una trasformazione tumorale --&gt; es un recettore tirosinchinasico con perdita di funzione non fa acquisire un fenotipo neoplastico mentre uno con guadagno di funzione spinge per la divisione --&gt; fenotipo neoplastico.<br>Un esempio di oncogene è&nbsp;<strong>c-src.</strong><br><strong>Oncogene:</strong> gene mutato --&gt; es <strong>v-src</strong>.<br><strong>Oncosoppressore</strong>: geni che codificano per proteine che frenano il ciclo cellulare --&gt; mutazione con perdita di funzione --&gt; fenotipo tumorale.<br><br>Si possono osservare perchè quando una cellula diventa tumorale ha 3 differenze con quelle normali --&gt; le cellule normali presentano:<br><br><strong>1) Inibizione da contatto:</strong> quando le cellule si toccano l'un l'altra con le membrane cellulari smettono di crescere.</div><blockquote>Le cellule tumorali possono formare un focus cellulare --&gt; si replicano sopra ad altre cellule formando strati.<br><strong>Test di formazione dei foci:</strong> si prende una molecola che si pensa sia causa di un tumore e la si mette in una cellula sana e si assiste se avviene la formazione dei foci cellulari.</blockquote><div><br><strong>2) Ancoraggio dipendenza:</strong> una cellula normale per crescere deve aderire o alla matrice extracellulare o a un substrato --&gt; non può crescere in sospensione --&gt; viene indotta Anoikis (senza casa) --&gt; morte p53-indipendente.</div><blockquote>Per esempio le cellule normali morirebbero in soft agar mentre le tumorali si accrescono comunque formando delle colonie.</blockquote><div><br></div><div><strong>3) Divisione limitata: </strong>per via della questione dei telomeri.</div><blockquote>Nelle cellule tumorali la telomerasi permette il ripristino dei telomeri.<br><strong>Ipotesi della programmazione di Hayflick:</strong><br>Il numero di Hayflick identifica il numero limitato delle divisioni di ogni tipo cellulare e dipende da: specie, tessuto, origine e età.</blockquote><div><br>Nelle cellule tumorali perdiamo queste 3 caratteristiche.<br><br>Negli esperimenti su fibroblasti murini si confronta il DNA recuperato dalle cellule <em>(che formano il focus--&gt; ovvero aggregati stratificati, ma anche da cellule che hanno perso inibizione da contatto e/o senescenza replicativa) </em>rispetto al DNA della cellula sana --&gt; se i test in vitro sono positivi --&gt; si inocula in un modello sperimentale (topo) la cellula trasformata --&gt; si vede se insorge il tumore<br>Quindi si cerca di trovare i geni che mutati possono portare la cellula a modificazioni neoplastiche, di solito sono geni che stimolano la proliferazione cellulare e quindi la divisione.<br><br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-14 18:04:00 UTC</pubDate>
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         <title>Cancro</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Definizione: malattia genetica --&gt; riguarda i geni e le mutazioni di essi che si accumulano nelle cellule somatiche.<br>Si sono identificati centinaia di protoncogeni e di proteine che svolgono vario ruolo nella trasduzione del segnale.<br>Es:<br>-SIS --&gt; fattore di crescita di derivazione piastrinica che stimola le cellule.<br>-Recettori tirosin-chinasici<br>-Proteine di membrana (RAS o src)<br>-Proteine localizzate nel nucleo (Myc, JUN, Fos)<br>La cellula somatica per mutare deve subire un numero variabile di mutazioni (un solo oncogene non basta) </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 18:07:58 UTC</pubDate>
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         <title>Meccanismi di attivazione dei protoncogeni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516581411</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Meccanismi con cui possiamo attivare un protoncogene in oncogene --&gt; sono di 2 tipi:</strong><br><strong>-Qualitativi </strong>--&gt; vengono divisi in:<br><br><strong>a) Mutazioni puntiformi </strong>--&gt; mutazione di un nucleotide --&gt; mutazione di un AA della proteina.</div><blockquote><strong>Es: nei tumori si trova nel gene di RAS mutato il codone 12,13 e 61 --&gt; <br>-12 e 13</strong> sono i siti di aggancio delle GTP-asi che regolano la sua funzione --&gt; essendo mutati rimane sempre legata al GTP e quindi sempre attiva --&gt; guadagno di funzione.<br><strong>-61: </strong>altera la sua attività GTP-asica intrinseca --&gt; guadagno di funzione.<br>(Riassumendo: RAS-GDP --&gt; GEF --&gt; scambia GDP con GTP --&gt; RAS-GTP --&gt; GTPasi rimuovono il fosfato trasformando il GTP in GDP)</blockquote><div><br><strong>b) Riarrangiamento cromosomico:</strong><br>Taglio tra 2 cromosomi --&gt; il riparo avviene in maniera errata --&gt; e si ha che magari la porzione N-term (5') di un gene partner fusa con la porzione terminale del protoncogene --&gt; se viene mantenuta la cornice di lettura porta alla sintesi di una proteina chimerica.</div><blockquote><strong>Es riarrangiamento 9-22</strong> --&gt; cromosoma philadelphia --&gt; codifica per la proteina chimerica bcr/abl --&gt; leucemie mieloidi croniche.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 18:27:06 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516593501</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Quantitativi:<br>a) Amplificazione genica:</strong> protoncogene viene espresso in maniera abnorme perchè il suo gene si è amplificato.<br>L'amplificazione del gene può avvenire anche fuori dal cromosoma --&gt; “<strong>double minutes</strong>” --&gt;ovvero piccoli agglomerati di DNA privi di centromero che continuano a duplicarsi.&nbsp;</div><blockquote>Es erbB3 (recettore tirosin-chinasico) --&gt; induce un fortissimo segnale mitogenico anche essendo privo di ligando --&gt; è iperespresso nel carcinoma mammario --&gt; si usa un anticorpo monoclonale (farmaco herceptin) --&gt; downregolazione del recettore di superficie che insieme alla chemioterapia ne aumenta la sopravvivenza.</blockquote><div><br><strong>b) Riarrangiamento cromosomico:</strong></div><blockquote>Es nel linfoma di Burkitt per traslocazione cromosomica il gene di Myc (cromosoma 8) viene posto dopo il promotore del gene delle catene pesanti delle Ig (cromosoma 14) --&gt; Myc diventa pesantemente iperespresso.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 18:36:57 UTC</pubDate>
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         <title>Oncosoppressori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516604432</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono geni che regolano in maniera negativa il ciclo cellulare --&gt; favoriscono la progressione neoplastica se subiscono una mutazione con perdita di funzione.<br><strong>Vengono divisi in 2 categorie:</strong><br><strong>a) Care-taker o curatori:</strong> geni che codificano per meccanismi di riparo del DNA<br><strong>b) Gate-keeper o custodi: </strong>p53 e Rb <br><strong>NB: </strong>per i protoncogene basta la mutazione su uno dei due alleli mentre per gli oncosoppressori entrambi gli alleli devono essere mutati ai fini della trasformazione neoplastica. <br><strong><br>Meccanismi di inattivazione:</strong><br><strong>-Delezione a livello cromosomico<br>-Mutazioni puntiformi<br>-Metilazione del DNA</strong> --&gt; epigenetico --&gt; a livello dei promotori ci sono molte isole CpG --&gt; l'ipermetilazione di un promotore inattiva la sua trascrizione --&gt; perde la sua funzione --&gt; nelle cellule tumorali sono molto metilate.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 18:46:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LOH (loss of heterozygosis) o perdità dell’eterozigosi.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516616359</link>
         <description><![CDATA[<div>La mutazione di entrambi gli alleli (perdita dell'eterozigosi) è un evento raro (10^-12) --&gt; si cerca di capire i motivi che portano ad un aumento della probabilità:<br><strong>-Ricombinazione mitotica: </strong>durante la mitosi ci può essere lo scambio di un allele mutato su entrambi gli alleli dello stesso cromosoma --&gt; in seguito alla segregazione dei cromatidi possiamo avere o il mantenimento dell'eterozigosi o entrambi gli alleli mutati<br><strong>-Conversione genica: </strong>la DNA polimerasi inizia la duplicazione su un cromosoma e la finisce sullo stesso però può succedere che passi da un cromosoma all'omologo per poi tornare al cromosoma iniziale --&gt; se ciò avviene in corrispondenza di una regione in cui è presente l'allele mutato --&gt; avrò entrambe le copie dell'allele mutato.<br><strong>-Non disgiunzione mitotica: </strong>se non si ha la giusta separazione durante l'anafase --&gt; si ha una cellula con 3 cromosomi e una con solo uno --&gt; nel tentativo di ripristinare l'assetto corretto si può perdere la copia senza mutazione --&gt; cellula con entrambi gli alleli mutati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 18:54:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516616488</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 18:54:54 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516616633</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 18:55:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Classificazione dei tumori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516694899</link>
         <description><![CDATA[<div>In base alla loro attività proliferativa, comportamento nei confronti dei tessuti circostanti si possono dividere in:<br><strong>-Benigni: </strong><br>Formati da cellule simili alle progenitrici ma con un fenotipo che le fa proliferare in modo incontrollato e attuano altri comportamenti.<br>Se originari dell'epitelio ghiandolare: sono avvolti da una capsula di tessuto connettivo fibroso che li delimita completamente rispetto ai tessuti circostanti --&gt; comprimendo i tessuti vicini.<br>I tessuti parenchimali vicini possono andare incontro a ipotrofia o atrofia.<br>Il tumore benigno assume un rapporto di continuità con il tessuto vicino non invadendolo e non infiltrandolo.<br>La compressione può creare danni come nel caso del tessuto cerebrale (es tumore benigno alla adenoipofisi --&gt; compressione dei chiasma ottico --&gt; alterazioni del campo visivo e ipertensione endocranica).<br>I tumori benigni una volta asportati non danno recidiva --&gt; non compare un altro tumore.<br><br><strong>-Maligni: </strong><br>a) Infiltrano e distruggono i tessuti circostanti <br>b) Proliferano per sostituirsi al tessuto distrutto<br>Es: se ha origine da un epitelio di rivestimento (cute) o da una mucosa --&gt; le cellule tumorali rompono la membrana basale --&gt; si intromettono nei tessuti sottostanti --&gt; invasività neoplastica.<br>c) Possono entrare nel circolo sanguigno formando <strong>micrometastasi</strong> (emboli neoplastici) --&gt; gruppetti di cellule tumorali che possono raggiungere altri siti corporei uscendo dal vaso --&gt; tumori secondari = metastasi.<br><br><strong>Altre classificazioni:<br>-Istogenico:</strong> riconoscimento del tessuto da cui il tumore si è originato (quindi il progenitore della neoplasia) --&gt; alcuni tumori sono eponimi --&gt; prendono il nome dallo scienziato che li ha studiati (mentre altri dal tessuto da cui derivano --&gt; epatoma --&gt; dal fegato)<br>La classificazione istopatologica non dà informazioni in merito allo sviluppo del tessuto d'origine.<br><br><br><strong>-Prognostico:</strong> previsione del comportamento biologico della neoplasia (maligno o benigno) <br><strong><em>NB:</em></strong><em> le cellule potrebbero essere indifferenziate (anaplastiche) --&gt; l'anatomopatologo non riesce a fornire notizie sull'istogenesi</em>.<br><br>In particolare, epiteli del polmone, del fegato e della vescica prendono origine dall'<strong>endoderma</strong> a differenza dell'epidermide che si forma dall'<strong>ectoderma</strong> per poi arrivare alle <strong>ovaie</strong> che invece originano dal mesoderma. <br><br><strong>In ordine di frequenza sono</strong>:</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 20:06:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tumori benigni e maligni dell&#39;epitelio</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516779831</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Polipi: </strong>protuberanza epiteliale che emerge dalla superficie epiteliale alla quale aderisce tramite un peduncolo più o meno pronunciato.<br>Nell'immagine ci sono 4 tipi di tumori benigni:<br><strong>b) Polipo adenomatoso --&gt; </strong>peduncolo<strong> </strong>piuttosto pronunciato e all'interno della struttura vi sono ghiandole --&gt; nascono da un epitelio di rivestimento ricco in ghiandole che si aprono diferramente sulla superficie (es polipi nasali).<br><strong>c) Polipo teleangectasico o angiomatoso </strong>--&gt; i vasi sono congesti di sangue --&gt; molto dilatati.<br><strong>d) Papilloma </strong>--&gt; forma di arbusto, con estroflessioni fin dalla base (peduncolo vaso-connettivale), presenti nell'epidermide, laringe (papilloma laringeo)<br><strong>e) Verruca </strong>--&gt; si presenta sull'epitelio rivestito dalla cute <br>La <strong>verruca volgare</strong> indica --&gt; eziologia virale.<br><br><br><strong>I tumori maligni dell'epitelio </strong><strong><em><br></em></strong><em>Si presentano microscopicamente con un aspetto irregolare, caratterizzato da margini sfrangiati che si insinuano nel tessuto sano circostante --&gt; possono apparire come: esofiti, noduli o ulcere --&gt; i tumori dell'epitelio prendono il nome di epiteliomi o carcinomi:<br></em><strong><em><br>-</em></strong><strong><em><mark>Epitelioma/carcinoma spinocellulare</mark></em></strong><em> (carcinoma a cellule squamose o anche solo epitelioma): è un tipo di tumore composto da cellule che imitano quelle dello strato squamoso dell'epidermide.<br>Può insorgere --&gt;<br>a) Area del rivestimento cutaneo<br>b) Superficie delle mucose (es cervice, labbra, laringe ecc) <br><br>-</em><strong><em><mark>Epitelioma basocellulare o basalioma:</mark></em></strong><em> se prolifera dallo strato basale (quindi formato da cellule simili a quelle dello stato basale dell'epidermide) e sorge preferenzialmente nelle regioni scoperte del corpo, di solito invade il connettivo dermico ma raramente da metastasi.<br>Si presenta in superficie come una piccola area rotondeggiante di cute rilevata e di aspetto traslucido o anche di una papula che frequentemente si ulcera.</em><br>Quindi le cellule scarsamente differenziate ma non vi è metastatizzazione e si può rimuovere.<br><br><strong><mark>-Adenocarcinomi:</mark></strong><strong> </strong>tumori maligni che prendono origine da un epitelio ghiandolare --&gt; quindi denota una lesione in cui le cellule neoplastiche epiteliali crescono in strutture ghiandolari --&gt; quindi le cellule neoplastiche formano strutture acinose che ricordano quelle ghiandole da cui originano (i tessuti più frequenti sono polmone, colon, mammella )<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 21:55:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tumori dei tessuti connettivi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2516782559</link>
         <description><![CDATA[<div>Le forme benigne sono i sarcomi --&gt; a seconda del tipo cellulare abbiamo un tumore benigno e il corrispondente tumore maligno:<br><strong>-Osteoma </strong>-&gt; osteocita forma benigna <br><strong>-Osteosarcoma </strong>-&gt; forma maligna del tumore a gli osteociti.<br><strong>-Leiomioma </strong>-&gt; si riferisce al tumore benigno al muscolo liscio<br><strong>-Leiomiosarcoma</strong> --&gt; tumore maligno al muscolo liscio<br><strong>-Rabdoma:</strong> benigno allo striato<br><strong>-Rabdmiosarcoma:</strong> il maligno allo striato<br><strong>-Fibroma: </strong>tumore benigno dei fibroblasti.<br><strong>-Fibromiosarcoma:</strong> controparte maligna<br><strong>-Angioma: </strong>tumore benigno all'endotelio <br><strong>-Angiosarcoma: </strong>controparte maligna<br><strong>-Condroma: </strong>tumore benigno alla cartilagine<br><strong>-Condromiosarcoma: </strong>controparte maligno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-14 21:59:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tumori dei tessuti emapoietici:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517612707</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Leucemie:</strong> neoplasie delle cellule ematopoietiche con grossa compromissione della loro maturazione, che troviamo a livello circolatorio e a seconda della cellula di origine.</div><blockquote>Si possono dividere in<strong> croniche</strong> e <strong>acute</strong>:<br><strong>-Acuta:</strong> cellule poco differenziate --&gt; cellula capostipite ematopoietica è ferma a stadi maturativi molto precoci --&gt; diagnosi piuttosto infausta<br><strong>-Cronica:</strong> il blocco maturativo avviene più avanti (quindi a differenza dell'acuta il blocco maturativo non avviene immediatamente) --&gt; decorso più lento. <br><br>Si dividono anche in<strong> linfoidi e mieloidi:</strong><br><strong>-Linfoidi:</strong> derivano come progenitore dai linfociti B o T.<br><strong>-Mieloidi: </strong>sono classificate sulla base della linea di differenzazione.</blockquote><div><br><strong>-Eritroleucemie:</strong> trasformazione neoplastica degli eritrociti<br><strong>-Linfomi --&gt; </strong>abbiamo cellule neoplastiche negli organi secondari che tendono a formare masse solide in corrispondenza di linfonodi e aggregati del sistema immunitario --&gt; i linfomi si distinguono in <strong>Hodgkin </strong>e <strong>non hodgkin.</strong><br><strong><br>-Mielomi multipli:</strong> sono un tipo di tumori che riguardano le plasmacellule --&gt; producono un grande quantità di anticorpi (visibili con analisi elettroforetica a livello sierico --&gt; picco di gammaglobuline --&gt; picco gamma supera il picco alpha) --&gt; rilasciano nel sangue un eccesso di catene leggere che prendono il nome di proteine di Bence jones --&gt; attraversano il filtro molecolare --&gt; tubuli --&gt; l'epitelio tubulare le riassorbe e di conseguenza viene danneggiato --&gt; una parte è riscontrabile nelle urine <br><br><strong>-Malattia mieloproliferativa:</strong> rilascio di cellule mature nel sangue di uno dei precursori del midollo osseo che prolifera in maniera incontrollata --&gt; forma benigna perchè comunque le cellule hanno compiuto una completa differenzazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 11:42:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Breve recap di medlab sulle bande alpha, beta e gamma dell&#39;elettroforesi.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517779508</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 13:37:03 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Proteine plasmatiche e elettroforesi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517874049</link>
         <description><![CDATA[<div>Le proteine plasmatiche si suddividono principalmente in albumina e globuline, ma possono essere classificate anche in base alle caratteristiche fisiche (solubilità, sedimentazione, migrazione elettroforetica), chimiche (proteine semplici, glicoproteine, lipoproteine) e funzionali. <br><strong>Funzioni: </strong>mantenimento pressione oncotica, albumina e ferritina hanno funzione anche di trasporto, alcune sono implicate nella coagulazione e nella difesa immunitaria.<br><br><strong>Distinguiamo quattro metodiche elettroforetiche:</strong><br><strong>-Elettroforesi frontale</strong>: si pongono le proteine in una soluzione elettrolitica --&gt; applico una corrente attraverso un tubo di quarzo ad "U" --&gt; in base all'indice di rifrazione si distinguono le varie frazioni: albumina, globuline alpha e beta e gamma.<br>La problematica è la formazione di moti convettivi nel tubo rendendo imprecisa la distinzione tra le proteine.<br><br><strong>-Elettroforesi zonale</strong>: si basa su supporti solidi, come carta da filtro, membrana di acetato di cellulosa, gel di agarosio (AGE) e gel di poliacrilamide (PAGE), in base alle caratteristiche del mezzo utilizzato (tampone, potenza del campo elettrico) e in base alle caratteristiche intrinseche delle proteine (massa, forma, carica elettrica e grandezza).<br><strong><br>-Elettroforesi capillare</strong>: utilizzo di capillari con SiOH nelle superfici interne, posti tra anodo e catodo, quindi in base alla massa e alla carica queste migreranno dall'anodo verso il catodo.<br><br><strong>-Immunoelettroforesi</strong>: applica il principio dell'immunoprecipitazione --&gt; si separano le proteine in bande con diversa intensità e ampiezza --&gt; producono un grafico bidimensionale.<br>Dal grafico si prense in considerazione il rapporto tra albumina/globuline che deve essere &gt;1.<br><br><strong>Banda alpha 1</strong>: può essere divisa in due picchi, la banda alpha 1 che può contenere <strong>α1-antitripsina</strong> (<em>costituisce la maggior parte delle proteasi circolanti, sintetizzata da epatociti, macrofagi e altri tessuti,</em><strong><em> inibisce la tripsina pancreatica, la chimotripsina, trombina. la proteina C reattivata, i fattori Xi e XIII della coagulazione, e l'elastasi neutrofila soprattutto a livello polmonare, acquisendo un ruolo nello sviluppo dell'enfisema</em></strong>), α1- glicoproteina acida, α1-antichimotripsina e α1-lipoproteina (HDL),&nbsp; α1-Antichimotripsina e l’α1-fetoproteina. <br><br><strong>Banda alpha 2</strong>: invece comprende <strong>α2-macroglobulina</strong> (anodica, principale inibitore delle proteasi e modulatore dell'attività delle citochine, viene prodotta nel fegato e la produzione aumenta in caso di infiammazione acuta, epatopatie e diabete), <strong>aptoglobina </strong>(catodica, lega l'emoglobina libera nel plasma e diminuisce in caso di emolisi), proteina carrier della vit D e <strong>ceruloplasmina</strong>. <br><br><strong>Banda beta 1</strong>: fanno parte la <strong>transferrina</strong> (lega lo <strong>ione ferrico</strong>, aumenta in caso di <strong><mark>sideropenie</mark></strong> e diminuisce in caso di <strong><mark>emosiderosi</mark></strong>) e la beta lipoproteina (componente delle LDL) e C3 (fattore del complemento)<br><strong>Banda beta2</strong>: caratterizzata invece da proteine del complemento, beta2-microglobulina, proteina-C-reattiva e fibrinogeno.<br><strong>Banda gamma:</strong> comprende le immunoglobuline, anche se IgM e IgA sono a cavallo tra la banda beta2 e gamma e possono occupare anche la zona alpha.<br><strong>Anticorpi in orgine di frequenza nel sangue:</strong> • IgG • IgA (a cavallo tra banda beta e gamma) • IgM • IgD • IgE <br><br>L'elettroforesi siero-proteina andrebbe richiesta solo per la ricerca di picchi monoclonali --&gt; studio di gammapatie monoclonali.<br>La componente monoclonale è dovuta alla proliferazione di un singolo clone plasmacellulare e caratterizzato da un'unica mobilità elettroforetica --&gt; si presenta in caso di<strong> gammopatia monoclonale di incerto significato (MGUS), mieloma multiplo e sue varianti, microglobulinemia di Waldenstrom, malattie delle catene pesanti, amiloidosi e leucemia plasmacellulare</strong>.<br><br>L'immunoelettroforesi serve a distinguee all'interno della banda in esame quali proteine hanno una concentrazione aumentata.<br><br><strong>Picco della pre-albumina:</strong><br>Vi è un picco prima del picco dell'albumina, questo corrisponde al picco della prealbumina <em>(la proteina prodotta a livello epatico, essendo più veloce migra davanti l'albumina, tra le sue funzioni lega la tiroxina e la retinol-biding protein, inoltre, si riduce in condizioni di malnutrizione, epatopatie e diabete, mentre aumenta in caso di amiloidosi.)</em><br><em>NB: vi è una distinzione anodica e catodica perchè ogni banda ha uno spettro interno in&nbsp; cui una parte di proteine di questo picco si dispone più verso l'anodo e da una parte più verso il catodo</em>.<br><em>NB2: </em><strong><em><mark>amiloidosi:</mark></em></strong><em> è una patologia provocata da proteine che hanno assunto una configurazione anomala e formano fibrille amiloidi che si accumulano in tessiti e organi --&gt; disfunzioni e insufficienze organiche e morte del soggetto.<br><br></em><strong>Albumina</strong>: regola la pressione oncotica e permette il trasporto di ormoni, ioni e alcuni farmaci --&gt; essendo prodotta nel fegato, il suo dosaggio è rappresentativo di funzionalità epatica.<br><strong><mark><br>Bisalbuminemia</mark></strong>: dovuta a varianti genetiche che portano alla presenza di forme diverse di albumina<br><br><strong>Ipoalbuminemia</strong>: causata da:<br>-infiammazioni acute --&gt; possono aumentare le globuline (diminuzione relativa, diluizione-<br>-Epatopatie--&gt; la diminuzione dell'albumina stessa.<br><br><strong>Analbuminemia</strong>: dovuta a diminuita sintesi o sintesi di forme inattive.<br><br><strong>Quadri elettroforetici patologici:<br>-Profilo renale:</strong> caratteristico della sindrome nefrosica con perdite di proteine plasmatiche nelle urine --&gt; si osserva riduzione di albumina, alpha1-antitripsina (banda alpha1), transferrina (banda beta) e Ig (banda gamma) e un aumento di beta lipoproteina.<br><br><strong>- Profilo epatico</strong>, caratterizzato da ridotta capacità protidogenetica e formazione di liquido ascitico (ricco di albumina). Si osservano riduzione dell’albumina, un aumento delle Ig, ponte β- γ (dovuto ad aumento policlonale di IgA). <br><br><strong>- Profilo infiammatorio</strong>, caratterizzato da aumento delle proteine di fase acuta, come α1- antitripsina (banda α1), α1, glicoproteina acida (banda α1), aptoglobina (banda α2), C3 (banda β), Ig policlonali (banda γ). Si osserva riduzione relativa dell’albumina, infatti il rapporto A/G &lt;1&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 14:33:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517874720</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 14:33:30 UTC</pubDate>
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         <title>Tumori del sistema melanoforo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517899113</link>
         <description><![CDATA[<div>I benigni -&gt; <strong>nevo/neo</strong> --&gt; tumore del melanocita circoscritto che iperprolifera e diventa più scuro per iperproduzione di melanina.<br>I meligni -&gt;<strong> melanomi </strong>--&gt; hanno elevate capacità metaplastiche.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 14:48:13 UTC</pubDate>
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         <title>Tumori di origine placentare o embrionale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prendono origine dal <strong>trofoblasto</strong> --&gt; <strong>corionepitelioma </strong>e <strong>mola vescicolare</strong> (non sono presenti nell'adulto ma nel corso di mutazioni possono regredire).<br>Se prendono origine da cellule embrionali pluripotenti ricomparse nell'organismo --&gt; <strong>teratoma </strong>--&gt; insorgono di solito nell'ovaio (sottoforma di cisti che contiene tessuti molto differenziati) e nel testicolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 14:55:16 UTC</pubDate>
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         <title>Tumori del SNC e SNP</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517921692</link>
         <description><![CDATA[<div>Qui anche i tumori benigni possono avere esito infausto per via della compressione di parti cerebrali con funzionalità vitale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 15:02:59 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517922258</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 15:03:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>APUDOMI</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517934272</link>
         <description><![CDATA[<div>Prendono il nome dalle cellule del sistema <strong>APUD (Decarbossilasi dei precursori delle ammine) </strong>--&gt; sono cellule endocrine presenti in tutto il corpo che:<br>1) Decarbossilano gli AA<br>2) Sintetizzano catecolammine e serotonina&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 15:11:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Classificazione dei tumori su stadazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517972141</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La stadiazione prende il nome di stadiazione TNM:</strong><br>In cui ogni lettera indica:<br><strong>-T:</strong>&nbsp;</div><blockquote>Indica l'estensione del tumore --&gt; quindi le sue dimensioni e la quantità di filtrato del tessuto sottostante.<br>E può essere seguita da un numero compreso tra 1 e 4 --&gt; es T1 tumore meno esteso.<br><strong>Dopo la T si può trovare:</strong><br>"X": il tumore non è primario ma è una metastasi<br>"SI": carcinoma in situ</blockquote><div><strong><br>-N: </strong></div><blockquote>Indica lo stato dei linfonodi regionali che arrivano all'anatomopatologo dalla sala chirurgica --&gt; sul referto si trova:<br>"K": carcinome <br><strong>Es T2N5: </strong>tumore ha una certa estensione, è infiltrato (2 indica il numero dei linfonodi).</blockquote><div><br><strong>-M: </strong></div><blockquote>Riguarda le metastasi:<br>Es M0 -&gt; assenza di metastasi&nbsp;<br>M + numero viene seguito anche da 3 lettere che denominano la localizzazione in inglese della metastati --&gt; es M1pol -&gt; metastasi sita nei polmoni.</blockquote><div><br><strong>Dopo le tre lettere ci possono essere delle lettere che indicano chi ha effettuato la stadiazione:</strong><br><br></div><blockquote>-P: anatomopatologo<br>-C: chirurgo di sala&nbsp;<br>-A: medico legale --&gt; autopsia<br>-Y: stadiazione effettuata dopo chemioterapia<br>-R: tumore recidivi che si presentano nella stessa sede.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 15:35:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Classificazione sulla gradazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2517972766</link>
         <description><![CDATA[<div>Indica il grado di differenziamento neoplastico --&gt; tanto più si discosta dalla cellula d'origine tanto meno sarà differenziata --&gt; la nomenclatura va da G1 a G4 (GX indica un grado di differenzazione indefinibile).<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 15:35:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tumori monoclonali e policlonali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518084204</link>
         <description><![CDATA[<div>I tumori monoclonali sono tumori che si generano da un unico precursore:<br><strong>-Leiomiomi uterini</strong> (tumori della muscolatura liscia dell'utero) --&gt; donne eterozigote per la G6PDH (cromosoma X) --&gt; ricordando che nella donna uno dei cromosomi X è inattivato ed è presente sulla membrana nucleare come corpo di barr --&gt; e presentando solo le isoforme A o B --&gt; tumore è monoclonale (se erano presenti entrambe le isoforme doveva derivare da varie parti).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 16:50:52 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518084644</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 16:51:12 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Evoluzione dei tumori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518090196</link>
         <description><![CDATA[<div>Massa cellulare (tessuto qualsiasi) --&gt; una cellula acquisisce una mutazione (o perdita di funzione su un oncosoppressore o d'acquisto di funzione su un protoncogene) --&gt; acquisisce un vantaggio proliferativo sulle altre cellule --&gt; quasta cellula prolifera e man a mano le cellule figlie accumulano una seconda mutazione --&gt; aumenta il vantaggio proliferativo </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 16:55:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Caratteristiche delle cellule tumorali </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518124485</link>
         <description><![CDATA[<div>-Rapporto volume citoplasma/nucleo diminuisce<br>-Cambia la forma del nucleo<br>-Tante cellule in mitosi<br>-Perdita di specializzazione<br>-Confini non definiti (nei benigni c'è una capsula fibrosa che l'avvolge e li delimita)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 17:18:32 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Cancro come malattia genetica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 5-10% di casi di cancro vi è una spiccata aggregazione familiare.<br>In molti casi invece dipende dallo stile di vita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 17:20:58 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Predisposizione ereditaria ai tumori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518137947</link>
         <description><![CDATA[<div>Non esistono tumori ereditari --&gt; perchè ciò comporterebbe che l'uovo fecondato porti con sè 4/5 mutazioni.<br>Il soggetto più che altro è predisposto per via di una mutazione (a un oncosoppressore o oncogene) --&gt; quindi tutte le cellule partono una una prima mutazione e sono soggetti particolari che svilupperanno un tumore in età precoce rispetto alla maggior parte della parte della popolazione.<br>Es mutazione dei geni BRCA1/2 --&gt; si associano allo sviluppo dei tumori all'ovaio e della mammella --&gt; se presenti alla nascita il soggetto è predisposto al cancro (Angelina Jolie)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 17:28:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;oncogene RAF (MAPKKK)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518164120</link>
         <description><![CDATA[<div>Proteina ad attività serin-treonin chinasica localizzate nel citoplasma , sono stati identificati 3 geni che codificano per questa famiglia di molecole, hanno un dominio di legame per RAS-GTP (non può legare RAS-GDP) --&gt; attiva RAF che può comunque essere modulato dalla fosforilazione da parte di altre proteine.<br><strong>Ci sono 3 proteine RAF: RAF-A/B </strong><em>(ha maggiore tasso di mutazioni soprattutto nei melanomi e nei carcinomi papillari della tiroide)</em>/<strong>C</strong>.<br><br><strong>Domini di RAF:</strong><br>-Sito di legame per RAS-GTP<br>-Siti di fosforilazione<br>-Attività serin-treonin-chinasica<br><br><strong>Mutazioni:</strong><br>Più di 40 mutazioni missenso --&gt; la più frequente riguarda il codone 600 --&gt; sostituzione della timidina con adenosina --&gt; si ha acido glutammico al posto della valina --&gt; responsabile del 90% delle mutazioni di RAF presenti nei melanomi e nei carcinomi papillari della tiroide.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 17:47:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 17:50:23 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>RET (rearranged during transfection, proto-oncogene)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' un recettore di membrana con attività Tirosin-chinasica.<br>Il gene che codifica per RET è MEN2.<br><strong>Nella MEN2 si possono riscontrare 3 sottotipi: </strong><br><strong>• MEN 2A: </strong>predisposti al MTC, carcinoma alle paratiroidi e al feocromocitoma (tumore della midollare del surrene)<br><strong>• MEN 2B:</strong> dovuta alla sostituzione di una metionina con una treonina nel codone 918 --&gt; attivazione abnorme del dominio tirosin-chinasico.<br>Sono predisposti a MTC, feocromocitoma e ganglioneuromi (tumori dei gangli nervosi), habitus marfanoide (tipico della sindrome di Marfan).<br><strong>• FMTC: </strong>predisposti solo al carcinoma midollare della tiroide familiare (questo sottotipo è dovuto a mutazione negli esoni che codificano per il dominio extracellulare)<br><br>Il nome <strong>"RET"</strong> deriva da un esperimento fatto su cellule fibroblastiche murine che sono state trasfettate con DNA umano estratto da un linfoma a cellule T --&gt; in queste cellule si è trovato il gene riarrangiato (traslocazione cromosomica).<br>E' un solo gene --&gt; splicing alternativo --&gt; 3 isoforme che vengono numerate in base a gli AA nella coda carbossiterminale --&gt; RET51,43,9 (1 e 9 le più comuni e studiate).<br><strong>Possiamo dividere il recettore in 3 zone:</strong><br>-Extracellulare: ricco di cisteine responsabili del legame con diversi ligandi<br>-Transmembrana: con AA idrofobici.<br>-Citoplasmatici: dove è localizzato il dominio catalitico ricco di tirosine per la transfosforilazione (C-term)<br><strong>Funzioni:</strong> sviluppo renale e del SNE (sistema nervoso enterico) --&gt; la delezione del gene porta alla <strong><mark>malattia di Hirschsprung (megacolon congenito)--&gt; <br></mark></strong><strong>assenza, per un tratto del canale alimentare, del plesso mioenterico e del plesso sottomucoso, che garantiscono la coordinazione dei movimenti peristaltici intestinali</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 17:52:14 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518280757</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 19:16:32 UTC</pubDate>
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         <title>Ligandi di RET</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono stati identificati 4 ligandi --&gt; fattori di derivazione gliale:<br>• GDNF: fattore neutrofico di derivazione gliale propriamente detto <br>• NRTN: neurturina <br>• ARTN: artemina <br>• PSPN: persefina <br>Per l'attivazione di RET (dimerizzare) è necessario un co-recettore della famiglia delle GFR (recettori per i fattori di crescita alpha 1/2/3/4) ancorati alla membrana tramite ancora GPI.<br><strong>Come in tutti i recettori tirosin-chinasici ci sono tirosine che:</strong><br>-Devono essere fosforilate per determinare l'aumento di attività chinasica (es la 900 e la 905).<br>-Altre tirosine che devono essere fosforilate per reclutare trasduttori (PLCg, GRB2) --&gt; in base al residuo terminale --&gt; es solo la RET51 ha la tirosina (al C-term) che fosforilata può reclutare GRB2.<br>Alterazioni di RET --&gt; neoplasie della tiroide --&gt; se colpiscono:<br>-Tireociti: <strong><mark>carcinomi papillari (PTC)</mark></strong><br>-Cellule C paracellulari: <strong><mark>carcinomi midollari (MTC) </mark></strong>(presentano spesso mutazioni che riguardano il dominio extracellulare ma possono avere mutazioni anche nel dominio tirosin-chinasico sono più vicini alla MEN2A che non alla MEN2B).<br>Si è visto come le mutazioni di MEN2 possono essere trasmesse&nbsp; --&gt; i bambini portatori possono sviluppare un carcinoma alla midollare della tiroide (MTC) che può facilmente metastatizzare --&gt; morte.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 19:33:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Carcinoma midollare della tiroide MTC</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2518301585</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 75% dei casi è causata da un evento sporadico mentre nell'altro 25% è ereditario in una famiglia affetta dalla patologia MEN2 (neoplasia endocrina multipla di tipo 2). <br><br>In questi tipi di neoplasie MEN2 sono presenti mutazioni puntiformi di RET con guadagno di funzione --&gt; <strong>&nbsp;<br>a) MEN2A</strong> la mutazione riguarda una cisteina del dominio extracellulare (quelle che permettono tramite la formazione di ponti disolfuro per legare il ligando) --&gt; cisteina del recettore non si appaia più con un'altra cisteina del recettore essendo sostituita dalla mutazione in un altro AA --&gt; il recettore quindi può muoversi lateralmente sulla membrana e incontrare un altro RET mutato --&gt; forma un ponte disolfuro intermolecolare --&gt; dimerizza e transfosforilazione --&gt; quindi quanto è mutato si autoattiva anche in assenza di ligando.<br><strong>b) MEN2B: </strong>la mutazione è nel dominio tirosin-chinasico --&gt; metionina M918 sostituita dalla treonina --&gt; attivazione costitutiva enzimatica --&gt; completamente indipendente dalla dimerizzazione e dal ligando (mentre MEN2A solo dal ligando) --&gt; vantaggio proliferativo nelle cellule C della tiroide e altri citotipi.<br>Si è notato che la mutazione riguardante RET (cisteina) ha caratteristiche familiari (la madre con il tumore alla tiroide ha questa mutazione che l'ha trasmessa anche al figlio).<br>Con il sequenziamento e con una PCR è possibile diagnosticare precocemente se un paziente può essere affetto o meno da questa patologia<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-15 19:36:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Carcinoma papillare della tiroide (PTC)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2519270349</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 20% dei casi --&gt; traslocazioni cromosomiche il gene RET -<em>(la traslocazione cromosomica porterà una parte del gene partner in prossimità del dominio intracellulare di RET quindi non è presente il dominio transmembrana --&gt; può trovarsi anche solo nel citoplasma venendo a contatto con vari trasduttori intracellulari) </em>-&gt; il gene RET <em>(non espresso a livello dei tireociti ma solo dalle cellule C)</em> si viene a trovare davanti il promotore di un altro gene --&gt; se viene mantenuta la cornice di lettura si avrà nei tireociti l'espressione di RET (espressione ectopica) --&gt; i geni in cui si inserisce hanno di solito anche una regione coiled oil --&gt; strutture proteiche in grado di determinare la dimerizzazione --&gt; quindi RET può anche essere attivato costitutivamente.<br>Questi riarrangiamenti sono stati chiamati<strong> RET/PTC</strong> --&gt; ovviamente sono state trovate varie forme in cui tutte hanno il dominio intracitoplasmatico --&gt; quello che cambia è il gene partner:<br>-RET/PTC1: il gene partner è H4 <br>-RET/PTC3: il gene partner è RFG<br>(nella maggior parte sono presenti le regioni coiled-coil <br><br><strong>Evidenze trovate:</strong><br>1) Questa <strong>traslocazione è un evento molto precoce</strong> nel corso della formazione del tumore tiroideo --&gt; si riscontrano infatti nei microcarcinomi/metastasi.<br><strong>2) Se si inserisce nei topi knock-in il gene RET/PTC sotto il controllo del promotore della tireoglobulina</strong> --&gt; il gene chimerico si esprime solo a livello della tiroide --&gt; formazione di carcinomi papillari della tiroide<br><strong>3) Legame tra i riarrangiamenti RET/PTC e le radiazioni ionizzanti: </strong>si prende una coltura cellulare --&gt; si sottopone a radiazioni ionizzanti --&gt; aumenta la frequenza di questo tipo di riarrangiamento --&gt; infatti la rottura del DNA che ne deriva può essere seguita da una fusione inappropriata di RET con il gene che gli sta vicino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-16 11:56:11 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2519270745</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-16 11:56:26 UTC</pubDate>
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         <title>Oncogene MET </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2519554345</link>
         <description><![CDATA[<div>E' un recettore tirosin-chinasico <em>(C-met indica la forma mutata)</em> --&gt; viene definito anche HGFR --&gt; ovvero recettore del fattore di crescita epatocitico HGF (scatter factor, perchè quando presente permette alla cellula di emettere propaggini che permetteranno l'invasione) --&gt; il legame induce sia una risposta <strong>mitogenica</strong> (stimola la proliferazione) che <strong>motogenica </strong>(stimola il movimento chemiotattico della cellula).<br>Quindi la presenza di tale ligando permette lo spostamento delle cellule in varie direzioni --&gt; nei tumori si ha un aumento dell'espressione di questo recettore<br>Mutazione del gene MET è responsabile del <strong>carcinoma papillare ereditario delle cellule renali</strong>.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-16 15:01:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2519554839</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-16 15:01:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Carcinoma papillare ereditario delle cellule renali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520637088</link>
         <description><![CDATA[<div>Si sono riscontrate mutazioni (germinali) di MET presenti gia nella cellula uovo fecondato --&gt; MET diventa oncogene.<br>In rari casi si ha l'amplificazione genica (trisomia) di MET<br>Ovviamente ci sono casi di questo tumore senza mutazioni di MET, come ci sono tumori sporadici con mutazione di MET.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 09:23:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Oncogene KIT</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520656736</link>
         <description><![CDATA[<div>KIT è stato identificato perché la sequenza mutata era presente in un retrovirus in grado di dare sarcomi nei felini [il sarcoma felino di Hardy-Zuckerman].<br>Il protoncogene = C-KIT, mentre l'oncogene è V-KIT (KIT sta per virale).<br>E' un recettore tirosin-chinasico il cui ligando è SCF (fattore delle cellule staminali o dei mastociti).<br>&nbsp;La trasduzione permette il differenziamento e la proliferazione di diversi tipi cellulari:<br>-linea ematopoietica<br>-Melanociti<br>-Cellule interstiziali di cajal<br><br><strong>Struttura:</strong><br><strong>-Regione giustamembranaria: </strong>due regioni inibitorie --&gt; tengono inibito il recettore quando non è stimolato.<br><strong>-Loop di attivazione:</strong> presenza una tirosina la cui fosforilazione induce l'eliminazione dell'inibizione.<br><strong><br>Attivazione:</strong><br>1) Legame con SCF<br>2) Avviene una minima tranfosforilazione a livello dei residui di tirosina del dominio giustamembranario --&gt; parziale transfosforilazione --&gt; dominio cambia conformazione togliendo il blocco inibitorio --&gt; consentendo la transfosforilazione minima basale --&gt; (fase 3).<br>3) Transfosforilazione della tirosina presente nel loop di attivazione --&gt; viene liberato il dominio catalitico --&gt; completa attivazione di KIT<br>Quindi per attivarlo bisogna eliminare due blocchi presenti a livello di queste regioni.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 09:41:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520658662</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 09:43:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tumori dovuti alla mutazione di questo recettore</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520672544</link>
         <description><![CDATA[<div>-Mastocitomi<br>-Tumori gastrointestinali GIST --&gt; essendo che KIT appartiene alla stessa famiglia del recettore per il fattore di crescita di tipo piastrinico --&gt; possono essere somministrati dei farmaci sotto menzionati.<br><br><strong>Mutazioni che si possono avere di KIT</strong><br>-Parte extracellulare<br>-Giustamembranaria<br>-Esone 13 (dominio chinasico)<br>Nella maggioranza delle volte si ha mutazione con guadagno di funzione sulla tirosina 527 --&gt; che in condizioni fisiologiche (senza mutazione) riesce a formare un legame intramolecolare con il dominio SH2 quando si è in assenza di ligando in modo che non si possa attivare --&gt; con la mutazione acquisisce un vantaggio proliferativo inibendo la formazione di questo legame e rendendo SRC sempre attiva.<br><br><strong>Farmaci:</strong><br><strong>Glivec (imatinib)</strong> --&gt; viene somministrato in caso di GIST --&gt; è inibitore delle tirosin-chinasi --&gt; l'efficacia di questo farmaco dipende dal punto in cui ho la mutazione --&gt; in alcune favorisce la prognosi in altre selezione sottocloni che diventano resistenti alla chemioterapia --&gt; quindi c'è bisogno del sequenziamento sempre di KIT.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 09:55:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>I geni di fusione ABL nelle leucemie acute e croniche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520688860</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Abl</strong> (o Abelson --&gt; oncogene virale scoperto nel topo --&gt; linfoma della linea B) --&gt; oncogene presente nei retrovirus&nbsp; --&gt; leucemia murina di Abelson (la cui attivazione vuole sempre la traslocazione cromosomica)<br><br>Mutazione:<br>-Traslocazione cromosomica tra i cromosomi 9:22 --&gt; <br>9 --&gt; Proteina Abelson --&gt; ad attività tirosin-chinasica (non è un recettore) <br>22 --&gt; Bcr<br>La fusione porta ad una proteina chimerica --&gt; trascritta a partire dal cromosoma philadelphia che si viene a formare e che ovviamente mantiene la cornice di lettura.<br>Il cromosoma philadelphia traslocato è presente nel 95% delle leucemie mieloidi croniche e nel 40% delle leucemie linfoidi acute.<br><br><strong>Vari tipi di mutazioni possibili:</strong><br>In base a dove avviene la traslocazione su Bcr si possono avere leucemie diverse --&gt; sul cromosoma 9 (Abl) è stato identificato un solo punto di rottura mentre sul cromosoma 22 ne sono stati identificati diversi (BCR= break cluster regione --&gt; regioni in cui si possono avere i punti di rottura) --&gt; quindi in base a dove avviene il taglio su Bcr --&gt; si possono avere proteine chimeriche contenenti tutte Abl di diversa lunghezza:<br>-Più corta --&gt; leucemie mieloidi croniche<br>-Più lunga --&gt;&nbsp; leucemie linfoidi acute.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:11:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520689035</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:11:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-17 10:11:58 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-17 10:13:18 UTC</pubDate>
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         <title>Abl</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Espresso in tutti i tessuti.<br><strong>Struttura: </strong><br>-Regione ad attività tirosinchinasica (SH1, ha omologie col dominio chinasico di SRC)<br>-NLS: sequenze di localizzazione nucleare.<br>• un dominio SH3, che possiamo immaginare interessato a legare qualche trasduttore intracellulare ricco in proline&nbsp;<br>• un dominio SH2, importante per il reclutamento su tirosine fosforilate&nbsp;<br>• il dominio chinasico&nbsp;<br>• queste tre regioni di sequenza di localizzazione nucleare&nbsp;<br>• un dominio necessario per il legame con il DNA&nbsp;<br>• un dominio actin binding, predittivo che questa proteina agisca da shuttle tra il nucleo ed il citoplasma dove si potrebbe andare a legare all’actina del citoscheletro (fa da shuttle tra nucleo e citoplasma.)<br>Ha un controllo nel ciclo cellulare e nell'apoptosi, interagisce con p53.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:18:13 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Bcr</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Struttura:</strong><br>-Dominio SH2 di dimerizzazione<br>-Dominio GAP --&gt; determina la sua attività tirosinchianasica --&gt; inattiva proteine che legano GTP<br>-Residui di tirosina sparsi --&gt; possono essere fosforilati<br><strong>I punti di rottura segnalati sono:</strong><br>-m-Bcr: minor lunghezza<br>-M-Bcr: maggior lunghezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:21:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Funzione della proteina chimerica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Avrà relativamente al gene Bcr:<br>-Dominio di dimerizzazione SH2 </strong>--&gt; fa avvicinare le due regioni chinasiche di Abl --&gt; quindi dimerizzo due proteine Bcr-Abl che avvicinandosi tra loro permettono la transfosforilazione dei domini chinasici (di Abl)  attivandole costitutivamente --&gt; fosforilazione aberrante dei trasduttori intracellulari -(essendo che Abl non è più regolato)-&gt; vantaggio proliferativo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:26:52 UTC</pubDate>
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         <title>Diagnosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per fare diagnosi di leucemia linfoide acute o mieloide cronica --&gt; basta fare una PCR --&gt; si valuta la presenza della proteina chimerica.<br><strong>&nbsp;Quindi ci sono 3 forme di Bcr:</strong><br>-Corta --&gt; forma cronica --&gt; dà la proteina p210<br>-Lunga --&gt; forma acuta --&gt; dà la proteina p185<br>-Una terza presente in piccole percentuali di leucemia -&gt; contempla sempre la presenza del dominio SH2 di Bcr.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:29:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Geni oncosoppressori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:30:13 UTC</pubDate>
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         <title>Retinoblastoma</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tumore maligno delle cellule pigmentate della retina --&gt; colpisce 1:20000 bambini (colpisce prima dei 6-8 anni).<br><br><strong>Teoria dei due colpi:</strong><br>Per fare questo tumore, RB deve essere perso in entrambi gli alleli.<br><br><strong>Può essere presente in varie forme:</strong><br><strong>-Sporadica (tardiva entro i 6/8 anni): </strong>insorgenza monolaterale e monofocale --&gt; non ci sono più focolai neoplastici.<br>Nella stessa cellula dobbiamo avere 2 mutazioni (doppio colpo).<br><strong>-Spontanea<br>-Substrato ereditario (familiare, precoce --&gt; intorno al primo anno d'età)</strong> --&gt; spesso <strong>multifocale </strong>(ci sono più tumori a carico della retina ) e spesso è anche <strong>bilaterale</strong> (entrambi gli occhi), spesso sono predisposti a sviluppare altre forme di neoplasie come l'<strong><mark>osteosarcoma</mark></strong>.<br>Nella forma a substrato familiare c'è già un allele mutato e per avere un vantaggio proliferativo servirà una seconda mutazione.<br>Ma la prima mutazione permette la bilateralità e la presenza di focolai neoplastici che permetteranno lo sviluppo di altri tumori.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:42:39 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:43:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Mutazione de novo:</strong> mutazione insorta su RB nello spermatozoo o nella cellula uovo -&gt; quindi insorge nella linea germinale di uno dei due genitori che non sono affetti, sono presenti in più del 50% dei casi di retinoblastoma e si ritrova anche nelle MEN2 e tumori del tratto gastrointestinale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 10:47:00 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Errori nel DNA e meccanismi di riparo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:03:12 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Geni care-taker</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Codificano per proteine che intervengono a mentenere l'integrità del DNA<br>(Ricorda che la doppia elica è un meccanismo naturale di difesa contro possibili danni)<br>Le fasi in cui è più esposto a danni il DNA è la fase S, inoltre, il DNA può andare incontro a modificazioni biochimiche e spontane dovute a meccanismi intrinseci della cellula e a mutageni esogeni.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:06:26 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Errori durante la fase S</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520760764</link>
         <description><![CDATA[<div>Vengono riparati da 2 meccanismi essenziali:<br><strong>-Proof-reading della DNA-polimerasi:<br>La DNA polimerasi delta</strong> --&gt; mentre aggiunge nucleotidi crea anche legami fosfodiesterici --&gt; attività endonucleasica in direzione 5'-3' e ha attività esonucleasica in 3'-5' quindi in questa direzione (torna indietro perchè la direzione di aggiunta è 5'-3') --&gt; può tornare indietro --&gt; eliminare nucleotidi se si accorge di errori (per farlo deve eliminare tutti i nucleotidi aggiunti fino al sito di taglio)</div><blockquote><strong>Esperimento negli animali il tasso di sopravvivenza allo sviluppo di tumori in relazione all'età:</strong><br>-(Wild type) Se entrambi gli alleli non sono mutati (della polimerasi delta)--&gt; segue il corso di vita<br>-Se è eterozigote (una copia mutata e quindi priva dell'attività esonucleasica) --&gt; situazione poco drammatica.<br>-Omozigote per la mutazione --&gt; cominciano a sviluppare tumori --&gt; muoiono prima rispetto ai wild type.</blockquote><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:21:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520760894</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:22:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520761119</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:22:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2520774519</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Sistema mismatch:</strong><br>La DNA polimerasi delta ha dei problemi nell'attività di proofreading nelle regioni dei microsatelliti (regioni in cui ci sono tantissime ripetizioni di un solo nucleotidi o di coppie di nucleotidi) --&gt; la polimerasi ha difficoltà nel capire se ha aggiunto 23 adenine piuttosto che 22.<br>Quindi qui entra in gioco il sistema mismatch --&gt; <strong>formato da 2 molecole:<br>MutS </strong><em>(formato da un dimero che può essere la coppia MSH2-MSH6 o MSH2-MSH3)</em><strong>:</strong> riconosce la presenza di nucleotidi messi in più o in meno --&gt; quindi scorre riconoscendo i frammenti e si ferma vicino alla zona di errore<br><strong>MutL </strong><em>(formato da due molecole --&gt; MLH1-PMS2)</em><strong>:</strong> interviene dopo MutS --&gt; si sposta a valle (dietro quindi a MutS) per riconoscere il filamento di nuova sintesi <em>(</em><strong><em>i filamenti "vecchi"</em></strong><em> sono metilati dalla metilasi mentre quelli "neosintetizzati" non hanno ancora avuto il tempo di essere metilati --&gt; quindi principalmente riconosce la metilazione, oppure se siamo a livello del </em><strong><em>filamento in ritardo</em></strong><em> e sono presenti i frammenti di Okazaki, riconosce i NICK ovvero i frammenti ancora non legati dalla ligasi) </em>--&gt; una volta riconosciuto il filamento neosintetizzato --&gt; degrada completamente il filamento fino ad arrivare poco più a monte di dove si è fermato MutS --&gt; ora interviene la DNA polimerasi e la DNA ligasi per saldare i frammenti che sono stati sintetizzati di nuovo.<br><em>Questo meccanismo di riparo predispone all'insorgenza dei tumori del tipo colon-retto.</em><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:35:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-17 11:37:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-17 11:38:59 UTC</pubDate>
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         <title>Cause delle mutazioni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante la replicazione avvengono circa 10 rotture della doppia elica che portano all'intervento di meccanismi di riparazione e qui essendo nella fase S i filamenti sono aperti e quindi suscettibili a modifiche biochimiche spontanee anche in assenza di sostanze mutageneche.<br>Anche in fase G1 nonostante l'integrità della doppia elica (legami H interni) --&gt; possono avvenire alterazioni.<br><br><strong>In ordine di frequenza le alterazioni sono:</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:42:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Depurinazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando il pH cellulare &lt;7 --&gt; c'è distacco spontaneo di adenina o guanina dal desossiribosio&nbsp;<br>Quindi ho un nucleotide abasico --&gt; interviene l'enzima APE1 --&gt; riconosce il desossiribosio senza la base azotata --&gt; opera un taglio e la DNA polimerasi reintroduce il nucleotide e ricostruisce i legami a H.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:45:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:45:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Depirimidinazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Distacco della pirimidina&nbsp; --&gt; 50/100 volte meno frequente rispetto alla depurinazione<br>Interviene sempre APE1.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:46:54 UTC</pubDate>
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         <title>Deaminazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Rimozione enzimatica di un gruppo amminico dalle basi (citosina, adenina e guanina) --&gt;<br>Citosina -&gt; Uracile<br>Adenina -&gt; ipoxantina<br>Guanina -&gt; Xantina<br>Metilcitosina --&gt; Timina --&gt; al ciclo successivo porta un ulteriore mutazione<br>Le ultime due possono provocare rotture nella forca di duplicazione del DNA --&gt; perchè la DNA polimerasi quando le vede si ferma --&gt; la stasi provoca la rottura del filamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 11:51:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ROS </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si formano durante la riduzione dell'ossigeno ad acqua nei mitocondri --&gt;&nbsp;<br>-Possono essere prodotti in eccesso<br>-Gli enzimi non riescono a neutralizzarli correttamente<br>In questi i casi i ROS essendo permeabili --&gt; escono dai mitocondri --&gt; azione tossica nel citoplasma e nel nucleo --&gt; DNA.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 12:01:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Sostanze esogene</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 12:01:50 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Raggi X</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono radiazioni ricche di energia che portano alla formazione eccessiva di ROS a partire da acqua --&gt; rottura sia del singolo che doppia elica del DNA.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 12:02:58 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Raggi ultravioletti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono molto poco penetranti --&gt; perchè dotate di minore energia --&gt; causano danni a livello della retina e dell'epidermide.<br>Provocano la formazione di dimeri pirimidinici --&gt; possono rimanere per lungo periodo di tempo e determinare nella struttura a doppia elica del DNA distorsioni abbastanza notevoli --&gt; la melanina dell'epidermide serve a proteggerci --&gt; le persone di colore che vivono nei pressi dell'equatore --&gt; esprimendo tanta melanina sono protetti dal sole mentre nelle popolazioni che vivono ad alte latitudini la quantità è minima perchè è minima anche l'esposizione al sole.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 12:13:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Sistemi che intervengono in caso di alterazione delle basi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si dividono in sistemi diretti (unica azione enzimatica) e indiretti (azione di più molecole):<br><strong>-Diretti:</strong><br><strong>Sistema MGMT (metilguaninametiltransferasi): </strong>interviene quando si legano all'ossigeno (legato al carbonio 6') della guanina gruppi alchilici --&gt; quindi O2 perde il doppio legame e lega questo gruppo --&gt; essendo che l'O2 è occupato non può formare legami a idrogeno --&gt; l'enzima rimuove il gruppo alchilico.<br>Citosina e guanina formano 3 legami a idrogeno.</div><blockquote><strong>Esperimento:</strong><br>Abbiamo un topo knockIN (quindi con la mutazione della proteina MGMT in modo che funzioni di più con tutti e due gli alleli dell'MGMT) e un altro wildtype --&gt; si somministra metilnotrosorea (sostanza cancerogena che induce la mutazione prescritta) --&gt; il topo wildtype più linfomi rispetto all'altro per la minore attività.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 16:19:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521141003</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Indiretti:</strong><br><strong>BER</strong> (processo di scissione delle basi): interviene quando ci sono piccole distorsioni dell'elica o alterazioni che riguardano una sola base (es xantina --&gt; DNA glicosilasi rimuove la xantina --&gt; rimane uno zucchero abasico (deossiribosio) --&gt; APE1 rimuove la base --&gt; DNA polimerasi risistema un nucleotide formando i legami fosfodiesterici).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 16:33:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 16:33:55 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521141320</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 16:34:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521141872</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>NER (sistema riparo con escissione di una regione nucleotidica molto piu grande</strong>): interviene per grandi distorsioni dell'elica (azione dei raggi UV si possono formare dimeri di pirimidine) --&gt; formata da una serie di enzimi che lavorano in modo coordinato --&gt; <br>1) Endonucleasi riconosce alterazioni tra i nucleotidi --&gt; riconosce quindi la grande porzione distorta dell'elica.<br>2) L'elicasi apre l'area della distorsione <br>3) Endonucleasi di incisione --&gt; rimuove precisamente tutti i nucleotidi che si trovano 5 basi a valle e 24 basi a monte rispetto alla distorsione --&gt; quindi rimuove in tutto 29 nucleotidi <br>4) Poi interviene la polimerasi epsilon o delta --&gt; ripristina la corretta sequenza dei nucleotidi <br>5) DNA ligasi (determina la formazione dei legami fosfodiesterici)<br>Il sistema è formato da tanti enzimi e alterazioni di almeno 8 geni (7 del sistema NER e un altro che comporta la stessa patologia) --&gt; portano a <strong><mark>Xeroderma pigmentoso</mark></strong>.<br><br><strong><mark>Xeroderma pigmentoso:</mark></strong><br>Viene classifiato di tipo A, B, C, D e si arriva fino all'8ava lettera --&gt; ognuna indica e distingue la patologia da deficit di quali enzima e di quale gene dato.<br>I soggetti sono sensibili ai raggi UV --&gt; cute assume un aspetto a pergamena pieno di lentiggini e sono predisposti allo sviluppo di tumori quali: melanoma, epiteliomi basocellulari.<br>Il gene che appartiene alla <strong>DNA elicasi</strong> fa parte della <strong>famiglia FANK</strong> --&gt; determina l'insorgenza della sindrome di Bloom --&gt; affetti da un eritema telangectasico (dilatazione dei vasi sanguigni superficiali come i capillari del derma, ipersensibilità alla luce e ritardo fisico e mentale, difetti nel sistema immunitario e possibile sviluppo di neoplasie in età giovanili).&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 16:34:36 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Meccanismi di riparo del DNA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521360164</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Sistema di riparo diretto dall'omologia HDR (conosciuta anche come DSB --&gt; double strand break) : </strong>avviene nelle fasi S e G2 --&gt; <br>1) Una esonucleasi toglie una parte del filamente in modo da ottenere due estremità a singoli filamenti.<br>2) Essendo in G2 la sintesi del DNA è avvenuta e quindi abbiamo l'altro cromatidio integro e i filamenti singoli si andranno ad introdurre all'interno di esso.<br>3) Quindi il cromatidio intatto si è aperto e ogni singolo filamento si appaierà con il singolo filamento del cromatidio che inizialmente si è rotto --&gt; la DNA polimerasi lavorerà in 5'-&gt;3' <br>4) Raggiunta una certa lunghezza i due filamenti si distaccheranno e ritorneranno nel cromatidio che inizialmente era rotto per essere riportato alla doppia elica<br>Quindi viene ripristinata la sequenza originale utilizzando il cromatidio fratello come stampo.<br>Questo processo include una serie di molecole che va sotto il complesso BASC (complesso di sorveglianza associato alla molecola BRCA1) --&gt; pathway:<br><strong>Rottura del doppio filamento</strong> --&gt; si recluta la <strong>proteina ATM </strong>(gene ATM) --&gt; giunge sul sito di danno (sensore) e insieme ad altre molecole ( <strong><em>(Nbs1, Rad50 e Mre11 (complesso MRN) --&gt; reclutano altre molecole ATM e le molecole X,Y,Z</em></strong>) fosforila gli istoni H2AX --&gt; è un meccanismo a feedback positivo quindi più fosforila e più recluta altre molecole ATM --&gt; ATM recluta sul sito di danno anche BRCA1 che viene fosforilata e permette di reclutare BRCA2 --&gt; recluta 8 molecole di RAD51 (consentono la penetrazione del singolo filamento su un filamento del cromatidio fratello non rotto), ATM fosforila anche la chinasi CHK2 che a sua volta fosforila p53 (si stacca da M2) --&gt; funziona da fattore di trascrizione --&gt; blocca il ciclo cellulare&nbsp; sintetizzando le molecole inibitorie&nbsp; p27 e p21 --&gt; quindi produzione di molecole di riparo del DNA e trascrizione di geni proapoptotici nel caso non si ripari il danno.<br><br></div><blockquote><strong>Ruolo di BRCA1 e BRCA2:</strong><br><strong>-BRCA1: </strong><br><strong>Dominio RING in N-term</strong> --&gt; regola la trascrizione e ubiquitinazione<br><strong>2 Sequenze di localizzazione nucleare</strong> --&gt; per riparo DNA<br><strong>Dominio DBD DNA biding domain</strong> --&gt; permette il legame col DNA<br><strong>2 domini BRCT in C-term</strong>--&gt; permettono il riparo del DNA<br><br><strong>-BRCA2: </strong><br><strong>Domini BRC</strong> --&gt; 8 domini che reclutano 8 molecole (1:1) di RAD51 <br><strong>2 Sequenze di localizzazione nucleare in C-term</strong><br><strong>Siti di fosforilazione da parte di CDK2</strong><br><strong><br>Rottura singolo filamento --&gt; sistema RPA</strong> --&gt; si recluta ATR --&gt; attiva CHK1 --&gt; fosforila p53 --&gt; il pathway è lo stesso.&nbsp;</blockquote><div><br></div><blockquote><strong><mark>Sindrome di Li Fraumeni 1</mark></strong>:<br>Mutazioni di p53 --&gt; i soggetti sono predisposti allo sviluppo di tumori --&gt; tendenza a sviluppare neoplasie in età giovanile.<br><strong><mark>sindrome di Li Fraumeni 2:</mark></strong><br>Mutazioni di CHK2 --&gt; p53 non viene fosforilata <br>p53 è un oncosoppressore quindi teoricamente dovrei avere problemi solo se sono mutati entrambi gli alleli --&gt; per questo caso basta uno --&gt; perchè p53 essendo un omotetramero --&gt; parte della proteina arriverà sempre anche dall'altro allele che trovandosi mutato determina in alcune p53 un'alterata funzione.<br><strong><mark>Atassia Teleangectasica </mark></strong><br>Mutazione di ATM --&gt; atassia cerebellare, ritardo mentale, dilatazione dei piccoli vasi cutanei, difetti al sistema immunitario, invecchiamento precoce, neoplasie<br><strong><mark>Carcinoma ereditario della mammella e dell'ovaio</mark></strong> (dovute a mutazioni di BRCA1/2:<br>Presentano raggruppamenti familiari pari al 15/20% mentre una componente ereditaria pari al 5-10% legata a mutazione di BRCA1/2.<br>Sono state trovate più di 500 mutazioni di BRCA1 e di meno di BRCA2.<br>Il microRNA 182 reprime il gene BRCA1 --&gt; se aumenta diminuisce l'attività del gene --&gt; maggiore sviluppo dei tumori.<br>In molti tumori mammari si osserva ipermetilazione del promotore del gene BRCA --&gt; inattivazione del gene oncosoppressore (perdita di funzione) --&gt; neoplasia.<br><br></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:12:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521360270</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:13:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:13:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521360431</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 21:16:23 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Meccanismo delle estremità non omologhe NHEJ: avviene in G1 quindi non abbiamo un cromatidio fratello come stampo in quanto questo non è stato ancora creato (siamo prima della fase S):</strong><br>Danno a singolo filamento --&gt; una esonucleasi forma 2 monconi di DNA sulle porzioni a singolo filamento --&gt; i due monconi vengono uniti da Ku70 e Ku86 che sono affini tra di loro quindi si ravvicinano --&gt; poi reclutano la DNA chinasi DNA-PK che sulla base di micromologie di circa 10 basi cerca di appaiare al meglio i 2 singoli filamenti singoli che sono stati avvicinati e se non riesce a ripristinare (perchè non trova alcun tipo di omologia) i 2 monconi --&gt; attiva p53 --&gt; apoptosi.<br><br>Essendo che l'appaiamento è comunque casuale --&gt; le zone mancanti (rotte) non verranno mai ripristinate in maniera fedele --&gt; mutazione inevitabile.<br>Statisticamente il DNA codificante è l'1,5% --&gt; la probabilità di fissare una mutazione di un gene e soprattutto di un oncogene/oncosoppressore --&gt; estremamente bassa.<br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-17 21:32:40 UTC</pubDate>
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         <title>Carcinoma del colon retto CRC</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo il tumore al polmone e alla mammella è il tumore (di solito si parla del tipo sporadico) con maggiore incidenza dei paesi industrializzati --&gt; si manifesta sopra i 40 anni con un picco tra i 75-80 anni.<br>Eziologia: legata soprattutto a fattori ambientali, inoltre, ci sono delle lesioni anatomiche predisponenti ben definite come ad esempio la formazione di polipi (tumore benigno dell'epitelio) o di adenomi (tumore dell'epitelio con però funzione secernente).<br>Le lesioni genetiche e conseguenti meccanismi patogenetici molecolari sono comunque comuni alle forme sporadiche.<br><strong>I raggruppamenti familiari </strong>che sviluppano questo tumore sono dovuti a fattori alimentari: dieta ricca di carne, grassi, povera di cereali e fibre vegetali.<br><strong>I piccoli tre spicchi sono le forme a substrato ereditario:</strong>&nbsp;<br>o In rosso HNPCC (carcinoma del colon retto non poliposico a substrato ereditario). &nbsp;<br>o In verde la FAP (poliposi adenomatosa di tipo familiare).&nbsp;<br>o In rosa altre forme piu rare di CRC a substrato ereditario.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 22:11:14 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title> FAP (poliposi adenomatosa di tipo familiare)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' caratterizzata dalla presenza di centinaia se non migliaia di polipi presenti a livello del colon (e in alcuni casi fuori da esso, in particolare a livello di stomaco, duodeno o altri siti) --&gt; l'espressione avviene entro i 30 anni.<br><strong>È provocata da mutazioni del gene APC.</strong><br><strong>Anatomia del polipo:</strong><br><strong>-Forma sessile:</strong> base di impianto larga<br><strong>-Peduncolato:</strong> dotato di peduncolo<br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Patologie associate a questo tipo di CRC</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong><mark>-Sindrome di Gardner: </mark></strong>tumori alla parete addominale del mesentere non metastatici, di solito benigni ma localmente invasivi (questa è l'unica forma non associata a polipi al colon)<br><strong><mark>-Sindrome di Turcot: </mark></strong>associata alla FAP, numerosi adenomi del colon retto e neoplasie a livello del SNC (glioblastomi o medulloblastomi) --&gt; è una sindrome collegata al CRC non poliposico.<br><strong><mark>-CHRPE:</mark></strong> ipertrofia congenita dell'epitelio pigmentato della retina <br><strong><mark>-FAP attenuata: </mark></strong>i polipi compaiono in età più avanzata.<br><strong><mark>-Sindrome di Muir-Torre:</mark></strong> è una sindrome collegata al CRC non poliposico HNPCC , oltre a carcinoma non poliposico del colon retto ci sono numerose neoplasie sebacee, cutanee e cheratoacantomi&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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      </item>
      <item>
         <title>Gene APC</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Localizzato sul braccio lungo del cromosoma 5 --&gt; si produce una proteina di 310kD.<br>E' un oncosoppressore la cui mutazione di solito è "non senso" --&gt; quindi si genera un codone di stop --&gt; proteina tronca e non funzionale.<br>Per dare la patologia c'è bisogno dell'omozigosi (entrambi gli alleli mutati).<br>Si può ereditare un allele da uno dei due genitori o a volte può mutare la cellula germinale (spermatozoo o ovocita) che danno origine all'individuo.<br>Con l'omozigosi si ha una poliposi florida che può progredire verso stadi di malignità.<br><br><strong>Struttura di APC:</strong><br>-NLS <br>-NES (sequenza di uscita dal nucleo) --&gt; proteina shuttle che passa costantemente tra nucleo e citoplasma.<br>Regola i livelli citoplasmatici di Beta-catenina --&gt; per funzionare ha bisogno di:<br>➢ Una chinasi (GSK-3β) <br>➢ Axina <br>➢ Molecola APC <br>Quando si forma il trimero (APC + Axina + GSK-3beta) --&gt; la chinasi attiva fosforila la beta-catenina --&gt; determinando la poliubiquitinazione della beta-catenina --&gt; trasferimento al proteasoma --&gt; degradazione --&gt; questo avviene quando i livelli di beta-catenina superano/raggiungono un valore soglia.<br>Questa via viene interrotta se:<br><strong>Recettore di membrana Frizzled (a 7 domini transmembrana)</strong> --&gt; lega WNT (ligando, ha però bisogno del corecettore LRP di tipo 6 per legarsi a Frizzled) --&gt; attivazione di <strong>Dishevelled</strong> (proteina intracellulare) --&gt; requesisce Axina (quindi la GSK-3beta non è più attiva non potendo formare il trimero di attivazion --&gt; la beta-catenina non viene fosforilata e quindi eliminata --&gt; quindi si accumula nel citoplasma e aumentando la concentrazione riesce a traslocare nel nucleo --&gt; qui stacca l'inibitore (<strong>Groucho</strong>) dal fattore di trascrizione tcf/lef --&gt; formano l'eterodimero che attiva la trascrizione dei geni che favoriscono la proliferazione --&gt; Myc e ciclina D --&gt; avanzamento lungo la fase G1.<br><br><strong>Altre funzioni di APC:</strong><br>-APC è coinvolto nella regolazione dei microtuboli che formano il fuso mitotico --&gt; le cellule che non esprimono APC hanno una marcata instabilità cromosomica (hanno un numero aumentato o diminuito di cromosomi) --&gt; aneuploidia per irregolarità della formazione dei microtuboli del fuso --&gt; inappropriata segregazione dei cromosomi in mitosi --&gt; quindi possono anche determinare alterazione di copie di alcuni geni e dei oncogeni/oncosoppressori.<br>-Forma protrusioni citoplasmatiche --&gt; regola la motilità cellulare ( alterazioni portano a ridotta motilità)<br>Alterazioni di APC portano sia a alterazione dell'adesione omotipica che della migrazione cellulare.<br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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      <item>
         <title>Funzione della beta-catenina </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521404897</link>
         <description><![CDATA[<div>La beta-catenina deve essere sempre presente in piccola quantità --&gt; stabilizza le giunzioni aderenti (fatte da dimeri di dimeri di E-caderina di una cellula formano un omodimero con una E-caderina di una cellula adiacente) del tessuto epiteliale --&gt; la E-caderina a livello intracellulare prende contatto con il citoscheletro (actina) tramite la beta e la alpha catenina.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 23:16:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-17 23:17:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-17 23:18:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-17 23:18:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>APC nell&#39;organizzazione della cripta intestinale --&gt; genesi del polipo.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521603114</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Nell'intestino tra un villo e il successivo sono poste delle cripte</strong>--&gt; <br>-Alla base ci sono le cellule di <strong>Paneth</strong> (cellule ricche di granuli citoplasmatici di lisozima --&gt; azione battericida , fosfolipasi A2 --&gt; azione lipolitica) --&gt; secerne i granuli nel succo enterico --&gt; protezione contro eventuali batteri patogeni.<br>-Sopra le cellule di Paneth sono presenti le<strong> cellule staminali. </strong><br>-Fine della cripta --&gt;<strong> enterociti differenziati </strong>con funzione di assorbimento.<br>-Sotto la cripta le cellule stromali producono wnt --&gt; le cellule alla base dalla cripta risentono di wnt tramite frizzled --&gt; proliferazione cellulare --&gt; si viene quindi a creare un gradiente di wnt in cui man mano che si va verso l'alto si ripristinano i bassi valori di beta-catenina (per diminuzione di segnalazione) --&gt; diminuisce la proliferazione delle cellule.<br><br><strong>Genesi dei polipi per la mutazione di APC</strong><br><strong>Quando ci troviamo in omozigosi della mutazione di APC </strong>(perdita di funzione) --&gt; le cellule che vanno verso l'alto non potendo in ogni caso inibire la beta-catenina --&gt; questa va nel nucleo e induce la proliferazione cellulare --&gt; cellule diventano iperplastiche e portano alla formazione del polipo.<br>Ovviamente per la formazione del polipo non basta la mutazione di APC ma risulta facile comprendere che il vantaggio proliferativo porta&nbsp; ad accumulare altre mutazioni --&gt; ed è proprio questo che permette al polipo di subire una transizione e diventare maligno trasformandosi in un carcinoma.<br>Nel 90% delle forme di carcinoma poliposico di tipo sporadico c'è l'inattivazione di APC e <strong>nell'altro 10% APC non è mutato ma:<br>-Promotore ipermetilato<br>-Mutazioni del gene della beta-catenina</strong> --&gt; mancanza di siti per la fosforilazione da parte di GSK-3beta --&gt; beta-catenina sempre attiva e mai degradata --&gt; iperespressa.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 10:21:12 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Mutazioni del gene APC portano:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-FAP attenuata<br>-FAP classica<br>-CHRPE (ipertrofia del pigmento dell’epitelio retinico) in associazione con i polipi a livello intestinale. <br><strong>-Nel CRC sporadico-</strong>-&gt; devono avvenire due mutazioni (teoria del doppio colpo di Knudson).<br><strong>-Nel CRC a substrato ereditario</strong> --&gt; la prima mutazione è ereditaria e la perdita dell'altro allele (perdita dell'eterozigosi) si ha per:<br>a) Ipermetilazione del promotore<br>b) Mutazione puntiforme<br>c) Delezione cromosomica. <br><br><strong>Le differenze tra i due tipi di CRC sono --&gt; quelli a substrato ereditario:</strong><br>-Comparsa precoce nel tempo (intorno ai 30)<br>-Presenza di più polipi (centinaia di migliaia)<br>-I consanguinei hanno lo stesso tumore<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 11:10:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Evoluzione di questo tumore</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521637695</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) Parte a livello iperplastico</strong> (mutazioni di APC è sempre presente)<br><strong>2) Attivazione di RAS</strong> --&gt; quadro displastico di <strong>polipo</strong><br><strong>3) Inattivazione di DCC</strong> (deleted in colorectal carcinoma) --&gt; una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Proteina_transmembrana">proteina transmembrana</a> che svolge la funzione di adesione intercellulare --&gt; una sua delezione porta alla progressione verso la malignità e si ha anche <strong>delezione/mutazione di SMAD2 e SMAD4</strong> --&gt; viene fosforilata (quindi sono trasduttori) inseguito all'attivazione di un recettore che lega TGF-beta (pathway che inibisce il ciclo cellulare), quindi fa parte della trasduzione del segnale e permette di inibire la proliferazione --&gt; se deleto --&gt; la proliferazione non viene inibita.<br>Sia DCC che SMAD4 sono oncosoppressori.<br>4) Con l'inattivazione di <strong>SMAD4 e 2, </strong>e la <strong>perdita di funzione di p53</strong> permettono di definire <strong>maligno il tumore</strong> --&gt; poichè inizia ad invadere e a mandare empoli (micrometastasi) in giro nel corpo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 11:56:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521643653</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 12:12:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Sindrome di Peutz-Jeghers</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521685390</link>
         <description><![CDATA[<div>Caratterizzata da numerosi polipi a carico dell'ileo --&gt; hanno come componenti:<br><strong>-Amartomatosa: </strong>cellule di origine embrionale differenti molto disorganizzate.<br><strong>-Miofibrillare</strong><br><strong>-Macchie melaniniche muco-cutanee</strong> con localizzazione preferenziale intorno alla bocca.<br>Le donne hanno una spiccata predisposizione allo sviluppo di tumori anche alla mammella o all'apparato riproduttivo.<br>Il gene associato a questa sindrome a substrato ereditario è <strong>STK11</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:46:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Poliposi giovanile JPS</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Associata alla mutazione del gene SMAD4, i polipi insorgono precocemente, sono amartomatosi ma mancano della componente miofibrillare.<br>(La FAP classica invece non è amartomatosa)<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 13:59:57 UTC</pubDate>
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         <title>HNPCC</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cancro del colon retto di tipo sporadico o ereditario --&gt; non poliposico (è un adenoma piatto).<br>Si manifesta solitamente in soggetti di una quarantina d'anni se è a substrato ereditario.<br>E' una neoplasia benigna di cellula epiteliale secernente (adenoma) ma può essere associata contemporaneamente a carcinomi in altre sedi --&gt; viene distinta <strong>in 2 forme:<br>-Lynch I:</strong> neoplasia a livello del colon ( di solito ascendente)<br><strong>-Lynch II:</strong> la presenza di questo tipo di tumore si associa alla comparsa di tumori epiteliali in altre sedi come endometrio e ovaio.<br>Questa classificazione è andata persa, ora si parla solo di HNPCC.<br><strong>Sindromi collegate sono:</strong><br>-Sindrome di Turcot<br>-Sindrome di Muir-Torre.<br><br>La lesione predisponente nelle famiglie che hanno questa mutazione è rappresentata da un adenoma piatto che evolve in 2-3 anni --&gt; le famiglie devono fare la colonscopia ogni 2 anni per identificare l'eventuale lesione ed intervenire tempestivamente.<br>E' presente anche un'intensa risposta infiammatoria con molti linfociti che infiltrano la massa tumorale, il fenotipo è scarsamente differenziato quindi nella classificazione oscillano tra un grado G3-G4.<br><strong>Caratteristiche cliniche dell’HNPCC ereditario: <br></strong>• l’insorgenza avviene in un eta precoce <br>• e preceduto dallo stadio di adenoma, prima di diventare carcinoma vero e proprio <br>• si trova soprattutto nel colon ascendente <br><strong>Caratteristiche dell’HPNCC di tipo sporadico: </strong><br>• l’insorgenza e variabile, ma sopra i 40 anni <br>• e anche qui preceduto da un adenoma <br>• localizzazione preferenzialmente a livello del colon distale, non piu ascendente. <br>• e quello che si associa piu spesso ad altri carcinomi; quindi, rientra nella categoria Lynch II ed e molto piu aggressivo sia per quanto riguarda la metastasi che l’aspettativa di vita.<br><strong>Caratteristiche comuni:</strong><br>-Si ha prima la formazione di un'adenoma asintomatico -(seguito poi dalla formazione del carcinoma)-&gt; si può intervenire con resezione chirurgica.<br>Le famiglie a rischio devono sottoporti a colonscopia.<br><br><br><strong>Geni coinvolti:</strong><br><strong>-Geni del mismatch repair (MMR) </strong>--&gt; la mutazione non è condizione sufficiente per la formazione di un adenoma ma aumenta la probabilità nella cellula di accumulare altre mutazioni.<br>I mismatch sono delle basi appaiate male --&gt; se si riesce ad aprire l'elica si risolve tutto altrimenti nell'uomo entrano in azione MutS (un etero dimero formato da MSH2-MSH6 o MSH3-MSH6) e MutL (eterodimero composta MLH1 e PMS2).<br>Nei soggetti in cui MMR è difettivo si ha instabilità delle regioni microsatelliti (zone del DNA altamente ripetute in cui c'è maggiore probabilità d'intervento dei&nbsp; MMR)<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 14:15:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-18 17:09:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 17:30:41 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Slide riassuntiva </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 95% dei carcinomi non poliposici sono associati a difetti del MMR --&gt; presentano instabilità dei microsatelliti --&gt; tramite elettroforesi si può vedere se un individuo è portatore o meno.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 17:32:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riassunto dei oncosoppressori implicati nei tumori a substrato ereditario</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>✓ Gene APC e associato alla poliposi adenomatosa familiare&nbsp;<br>✓ VHL&nbsp;<br>✓ Gene RB1 (retinoblastoma)&nbsp;<br>✓ P53 - sindrome di Li Fraumeni&nbsp;<br>✓ MEN1&nbsp;<br>✓ BRCA1 e BRCA2 li abbiamo associati alla predisposizione e allo sviluppo dei tumori dell’ovaio e della mammella.&nbsp;<br>✓ NF1 e NF2 sono geni associati allo sviluppo di neurofibromatosi di tipo 1 e 2.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 17:33:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>NF1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La neurofibromatosi di tipo 1 e nota anche con il nome di sindrome di Recklinghausen --&gt; è un disordine genetico con frequenza 1: 3/4000 abitanti.<br>Ha associazione familiare e differente penetranza (in base al backgroung genetico si esprime in maniera diversa).<br>La prima caratteristica è lo sviluppo di tumori benigni intorno ai nervi (neurofibromi) --&gt; raramente progrediscono in un tumore maligno --&gt; neurofibrosarcoma.<br><strong>I pazienti con NF1 sono a rischio di sviluppare:</strong><br>• Glioblastomi: sono tumori che interessano la linea degli astrociti nel cervello <br>• Feucromocitomi: tumori maligni che interessano la parte midollare del surrene <br>• Leucemie di tipo mieloide <br>Inoltre, i pazienti affetti da NF1 spesso soffrono anche di altre caratteristiche cliniche: <br>o Macchie di color caffellatte <br>o Alterazioni della morfologia delle cellule sia della pelle che delle ossa lunghe o Deficit cognitivi <br>o Lesioni caratteristiche a livello dell’iride che vanno sotto il nome di noduli di Lish (sono dei nei nell’iride). <br><br><strong>Gene responsabile:</strong><br>Neurofibromina --&gt; appartiene alla classe delle GAPs --&gt; è un gene oncosoppressore che inattiva RAS idrolizzando il GTP a cui è legato in GDP.<br>A<strong>ploinsufficienza: </strong>l'eterozigosi non riesce comunque a mantenere la funzionalità, è dovuto tutto al fatto che la quantità necessaria per il corretto funzionamento si riesce ad ottenere solo con entrambi gli alleli funzionati, con uno solo non si riesce ad ottenere una quantità sufficiente --&gt; non si applica il concetto dei due colpi di Knudson.<br>Soprattutto nel SNC e SNP sono necessari alti livelli di NF1.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 17:56:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>NF2</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>In questo caso nei soggetti si verificano neurinomi a carico di uno o di tutti e due i nervi acustici. Il gene che predispone allo sviluppo di questa malattia e il gene Merlina, la cui funzione e ancora ignota.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 17:57:46 UTC</pubDate>
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         <title>MEN1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521821021</link>
         <description><![CDATA[<div>Come con MEN2 si hanno sempre tumori che riguardano ghiandole endocrine (adenomi) ma riguardano adenoipofisi, paratioridi e pancreas.<br>La mutazione coinvolte un oncosoppressore (MEN1 --&gt; menina) --&gt; la sindrome è anche chiamata di Werner.<br>Ci possono anche essere tumori neuroendocrini con stessa origine a livello: bronchiale e gastrointestinale.<br>La menina è un fattore di trascrizione che regola una serie di bersagli con funzione di stop del ciclo cellulare e inibizione della crescita --&gt; permette la trascrizione di:<br>-INK --&gt; inibiscono la progressione durante la G1 precoce.<br>-p27 --&gt; inibitore delle altre fasi del ciclo <br>-Caspasi 8<br><strong>-Inibisce la trascrizione della telomerasi, JUN, NK-kb tramite interazione con fattori coinvolti nel rimodellamento della cromatina (HDAC) mentre permette la trascrizione sempre mediante interazione con altri fattori (HMT) --&gt;</strong><br>a) HMT --&gt; istone metil-transferasi per attivare la trascrizione<br>b) HDAC --&gt; istone deacetilasi --&gt; blocca la trascrizione<br>La mancanza di questa molecola, comportera una mancata inibizione del ciclo, un comportamento pro-apoptotico (la caspasi 8 non viene piu trascritta) e trascrizione di JUN e NFKB che hanno uno stimolo proliferativo sulle cellule.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 18:20:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 18:22:16 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521821923</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 18:22:25 UTC</pubDate>
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         <title>VHL</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>Sindrome di Von Hippel-Lindau</mark></strong> --&gt; legata alla mancanza del gene VHL --&gt; coinvolto nel ciclo futile della subunità alpha del fattore di risposta all'ipossia HIF.<br><strong>Normossia</strong> --&gt; prolina idrossilasi --&gt; usa O2 per idrossilare il fattore di trascrizione HIF-1alpha --&gt; viene riconosciuto da VHL che ne determina la poliubiquitinazione --&gt; degradazione nel proteasoma.<br><strong>Ipossia</strong> --&gt; la cellula avendo poco O2 non lo usa per idrossilare HIF-1alpha --&gt; si associa a HIF-1beta --&gt; eterodimero --&gt; fattore di trascrizione di risposta all'ipossia --&gt; trascrizione di: VEGF (angiogenesi), PDGF (fattore di crescita piastrinico) e TGF-alpha --&gt; tutte molecole volte alla sopravvivenza e alla ricerca di modi per far aumentare l'apporto di O2.<br><strong>Prima di questo pathway</strong> --&gt; la cellula non potendo compiere la fosforilazione ossidativa --&gt;<strong> fermentazione lattica</strong> con aumento dell'espressione dei trasportatori per il glucosio.<br><strong>Dopo il pathway descritto</strong> --&gt; come ultima spiaggia si induce da parte del rene la produzione di <strong>eritropoietina</strong> --&gt; agisce sul midollo --&gt; produzione di eritrociti di circolo.<br>Se VHL (oncosoppressore) è mutato la cellula andrà facilmente incontro ad angiogenesi e formazione di tumori a livello dei vasi sanguigni (emangioblastomi) a livello del SNC e retina --&gt; quindi formazione di aree di vascolarizzazione non controllata a livello del SNC e retina.<br><strong>Essendo coinvolti anche altri fattori di crescita si può andare incontro anche a :</strong><br><strong><mark>-Feucromocitomi <br>-Carcinoma renale a cellule chiare</mark></strong> (quello non a cellule chiare è associato all'oncogene MET)<br><br>Qualsiasi cellula che dista pià di 0,02 mm dal vaso comincia a soffrire di ipossia e quindi va in sofferenza producendo grandissime quantità di VEGF sperando nella formazione di un vaso che segue appunto il gradiente --&gt; quindi anche un tumore benigno --&gt; all'interno ha cellule al centro in ipossia --&gt; quindi non può crescere più di una certa dimensione perchè è limitato dall'ipossia.<br><br>Si ipotizza che VHL abbia anche altre funzioni per via del fatto che una mutazione della prolina idrossilasi porta semplicemente a <strong><mark>policitemia</mark></strong> per aumento della produzione di eritropoietina --&gt; aumento di eritrociti --&gt; aumento dell'ematocrito.<br><strong>Mentre la mancanza di VHL porta anche a:</strong><br>✓ la cellula perde la sua capacita di assemblare la fibronectina nella sua matrice extracellulare&nbsp;<br>✓ non regola piu la stabilita dei microtubuli&nbsp;<br>✓ incapacita di influenzare l’attivazione di P53 e del programma apoptotico&nbsp;<br>✓ incapacita di regolare NF-kB e la transizione epitelio-mesenchimale&nbsp;<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 18:44:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-18 18:44:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-18 18:45:45 UTC</pubDate>
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         <title>IL PATHWAY DELLA PI3K (fosfati-dilinositolo 3-chinasi)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Struttura della PI3K:<br>-p85:</strong> possiede il dominio SH2 --&gt; riconosce la tirosina specifica fosforilata sul recettore tirosinchinasico --&gt; funzione regolatoria<br><strong>-P110: </strong>funzione catalitica.<br>Questo enzima può essere reclutato da tutti i recettori per i fattori di crescita --&gt; p85 una volta legata la tirosina subisce un cambio conformazionale --&gt; cosi permetta l'attivazione di p110 --&gt; agisce su PIP2 (fosfatidilinositolo-4,5-bifosfato) presente sulla faccia interna della membrana --&gt; aggiunge all'anello dell'inositolo un terzo fosfato --&gt; inositolo trifosfato --&gt; la fosforilazione e il fatto che rimanga ancora ancorato alla membrana permette di rappresentare dei siti per reclutare molecole intracellulari con dominio PH (Pleckstrin Homology domain) --&gt; vengono reclutate 2 molecole con questo dominio:<br><strong>-Akt: serin-treonin chinasi <br>-PDK-1: attiva Akt</strong><br><strong><br>Funzioni di Akt:</strong><br><strong>-Stimola la proliferazione cellulare per inibizione di:</strong><br><strong>a) GSK-3beta</strong> --&gt; degrada la beta-catenina (regola insieme ad APC e all'Axina i suoi livelli intracitoplasmatici) --&gt; essendo inibita --&gt; accumulo di beta-catenina --&gt; trascrizione ciclina D e Myc.<br><strong>b) p27:</strong> inibitore del ciclo cellulare<br><strong>c) Foxo </strong>(fattore di trascrizione antiproliferativo) <br><strong>-Inibisce l'apoptosi:</strong> inibendo la trascrizione e l'espressione di <strong>Bad e caspasi 9.</strong><br><strong>-Stimola l'angiogenesi --&gt; stimola la trascrizione di HIF-1alpha&nbsp;<br>-Stimola la sintesi proteica tramite l'attivazione di mTOR.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 19:03:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-18 19:08:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>mTOR mammalian target of rapamycin</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521845358</link>
         <description><![CDATA[<div>E' associato a 2 differenti tipi di complessi:<br>mTORC1 e mTORC2</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 19:18:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>mTORC1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521845522</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Costituito da una serie di proteine: </strong><br><strong>• mTOR</strong> (serin-treonin chinasi) <br><strong>• Raptor </strong>(lega i substrati che stanno a valle) <br><strong>• MLST8 (o GbetaL)</strong> (stabilizza l’attività chinasica di tutto il complesso) <br><strong>• PRAS40 </strong><br><strong>• DEPTOR</strong> (insieme a PRAS40 svolge un’attività inibitoria su tutto il complesso) <br><br><strong>Pathway:</strong><br>Akt --&gt; fosforila i complessi TSC2-TSC1 (della famiglia delle GAPs) che inibiscono Rheb -GTP --&gt; quindi la fosforilazione rimuove gli inibitori di Rheb-GTP --&gt; attiva mTOR --&gt; <br>1) fosforila S6K --&gt; S6KP ora si trova su una proteina sulla subunità più piccola del riposoma --&gt; determina l'assemblaggio della subunità minore con la maggiore del ribosoma --&gt; formazione del ribosoma intatto --&gt; favorisce la sintesi proteica.<br>2) Fosforila inibendo 4E-BP1 (binding protein 1 che lega il fattore di elongazione eIF4E) --&gt; quindi eIF4E essendo non più inibito può favorire la traduzione.<br><br>Il coplesso mTOR è un sensore che ci permette di sentire se ci sono elevati livelli energetici e soprattutto grandi quantità di nutrienti --&gt; importante ai 3/4 di G1 quando c'è un punto di restrizione che serve appunto per capire se si hanno le "energie e nutrienti" per andare avanti nella replicazione.<br>mTor viene reclutato vicino Rheb --&gt; in prossimità dei ribosomi.<br><br><strong>In condizioni di digiuno (mancanza di nutrienti) o stress (ipossia) </strong>--&gt; la cellula ha un elevato livello di AMP (derivante dall'ATP che si è consumato completamente) --&gt; l'aumento di concentrazione di AMP viene sentito dalla chinasi AMP-K --&gt; attiva TSC1 (amartina)-TSC2 (tuberina) --&gt; inibiscono Rheb --&gt; fermano mTOR.<br><br><strong><mark>Sindromi tumorali amartomatose:</mark></strong><br><strong>Mancanza di TSC1/2 </strong>--&gt; non vi è controllo della sintesi proteica --&gt; predisposizione di carcinomi in vari distretti come: tiroide, mammella, endometrio, inducono anche la formazione di polipi amartomatosi del tratto gastrointestinale.<br><br><strong><mark>Sindrome di Peutz-jeghers (tumori al colon visti precedentemente): </mark></strong><br>Mancanza di STK11 molecola attivata da AMP-K e inibisce mTOR --&gt; la sua mancanza spinge verso la proliferazione --&gt; formazione dei polipi<br><strong><mark><br>Sclerosi tuberosa:</mark></strong><br>Mutazione della tuberina (TSC2) --&gt; iperplasia delle cellule di origine meso ed ectodermica --&gt; formazione di lesioni amartomatose a livello di cute e SNC (ectoderma) e vari organi che derivano dal mesoderma (cuore e reni).<br><br><strong>PTEN</strong> --&gt; inibitore di Akt --&gt; se mutato o il suo promotore è ipermetilato --&gt; silenzia il gene e aumenta l'azione di Akt (carcinoma alla mammella --&gt; Akt è amplificato).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 19:19:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 19:39:25 UTC</pubDate>
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         <title>mTORC2</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>E' costituito da:</strong> <br>• mTOR <br>• RICTOR, che ha la funzione di determinare il legame del complesso ai substrati (akt) --&gt; attiva Akt<br>• MLST8 (GbetaL) che ha il compito di stabilizzare l’attività enzimatica dell’intero complesso <br>• PROTOR 1/2 <br>• SIN1 <br>• DEPTOR <br>Il complesso agisce a monte e tramite <strong>RICTOR </strong>va ad attivare<strong> akt</strong> (mentre MTORC1 va ad attivare substrati a valle di Akt).<br>Il complesso di mTOR2 è anche definito PDK-2 perchè insieme a PDK-1 permette l'attivazione di Akt.<br>La rapamicina (prodotta da un batterio) bersaglia mTOR1 (a valle di Akt).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 20:03:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 20:03:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 20:04:04 UTC</pubDate>
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         <title>PTEN</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' un gene oncosoppressore presente sul cromosoma 10 e codifica per una fosfatasi in grado di defosforilare la componente lipidica di PIP3.<br>La perdita di funzione di PTEN predispone i soggetti ad un gruppo di malattie che nel loro insieme sono chiamate sindromi amartomatose associate a PTEN: <br><strong><mark>- La sindrome di Cowden: </mark></strong>è la più diffusa ed il soggetto può sviluppare tumori alla mammella, alla tiroide, all’endometrio, al cervello e polipi amartomatosi del tratto gastrointestinale <br><strong><mark>- La sindrome di Bannayan-Riley-Ruvalcaba</mark></strong> (basta ricordarsi il primo nome ovvero Bannayan): in cui invece la predisposizione riguarda i tumori della cute, tiroide, endometrio, cervello e del tratto gastrointestinale <br><strong><mark>- La sindrome di Proteus:</mark></strong> caratterizzata da tumori alla cute e al SNC&nbsp;<br>L’alterazione di questo pathway è presente in molti tumori umani indicati nell'immagine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 20:10:15 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 20:10:27 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Riassunto evoluzione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521868780</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima mutazione --&gt; cellule del tessuto epiteliale acquisiscono un vantaggio proliferativo --&gt; iperplasia --&gt; si aggiungono altre mutazioni che modificano la morfologia e l'architettura del tessuto <strong>(fase displasica)</strong> --&gt; dopo entra nella <strong>fase avascolare</strong> perchè più di tanto non può crescere per l'assenza di vasi --&gt; ipossia --&gt; per continuare la sua sopravvivenza deve fare --&gt; <strong>switch angiogenetico.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 20:23:41 UTC</pubDate>
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         <title>Switch angiogenetico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2521872204</link>
         <description><![CDATA[<div>Si pensava che fosse facile per un tumore attuarlo invece è un evento estremamente difficile.<br>Ovviamente le cellule tumorali per mandare i segnali alle cellule endoteliali dei vasi devono rompere la mebrana basale con il sottostante stroma --&gt; se non avviene la degradazione della matrice extracellulare si ha che la matrice extracellulare sequestra i fattori prodotti dalle cellule tumorali e impedisce l'angiogenesi.<br><br><strong>Pathway:</strong><br><strong>Cellule in ipossia </strong>--&gt; HIF-1alpha --&gt; VEGF (insieme a PDGF e TGF-alpha)--&gt; legato da VEGFR-I e II espressi a livello endoteliale.<br><br>I<strong> fibroblasti circostanti </strong>producono<strong> bFGF</strong> (fattore di crescita fibroblastico di tipo basico) --&gt; legato da recettori endoteliali.<br><strong><br>La cellula endoteliale lega VERGF e bFGF </strong>--&gt; la cellula endoteliale comincia a proliferare e contorce il suo citoplasma per unirsi con un'altra cellula endoteliale e formare un nuovo vaso.<br>Vengono reclutate cellule endoteliali anche grazie al fatto che i fattori angiogenetici permettono di reclutare dal circolo sanguigno le EPC (cellule progenitrici endoteliali) che sono prodotte a livello del midollo osseo.<br>&nbsp;<br><strong>2 esperimenti che mettono in evidenza le difficoltà dello switch angiogenetico:</strong></div><blockquote><strong>1) Si prendono dei topi transgenici --&gt; Topi Rip-Tag</strong> --&gt; sono stati inseriti due geni virali (<strong>SV40LT antigene grande del virus SV40 </strong>--&gt; requisisce <strong>Rb e p53</strong> --&gt; toglie due oncosoppressori --&gt; no stop alla proliferazione, e SV40ST antigene piccolo del virus SV40 --&gt; requisisce la fosfatasi A2 --&gt; permette di defosforilare e quindi interrompere segnali intracellulari) sotto il controllo del promotore dell'insulina --&gt; quindi verranno espresse nel fegato --&gt; nelle isole beta --&gt;<br>-Dopo 5 settimane dalla nascita: isole beta sono sane<br>-Tra 5 e 7 settimane --&gt; più del 50% mostra fenotipo iperplastico --&gt; ma non si nota aumento dei vasi<br>-Dopo 12 settimane --&gt; 10% delle isole iperplastiche fa lo switch angiogenetico<br>-Dopo 14 settimane --&gt; solo il 2/4% delle isole iperplastiche diventano effettivamente maligne --&gt; invadono il tessuto sottostante<br>Il secondo sperimento verte a capire quali sono i fattori che permettono di fare lo switch --&gt; in particolare serve che le celluli producano VEGF ma anche che richiamino cellule dell'infiammazione come macrofagi e mastociti:<br><strong>2) Si prende un topo knock-out per c-kit </strong>--&gt; v-kit (ricorda che è un recettore tirosinchinasico che permette lo sviluppo del tratto gastrointestinale, delle cellule responsabili della peristalsi (Cajal) sia delle origini ematopoietiche, le mutazioni che attivano di più c-kit danno mastocitoma) --&gt; questi topi non sviluppano mastociti essendo knock-out per c-kit --&gt; si fanno incrociare con i topi Rip-Tag --&gt; i figli non sono in grado di fare lo switch angiogenetico per via della mancanza di mastociti --&gt; questi producono la<strong> metalloproteasi 9 (MMP) </strong>(prodotta anche dai macrofagi)--&gt; degrada la matrice extracellulare --&gt; e libera il fattore VEGF precedentemente sequestrato dalla matrice --&gt; ora si può legare alle cellule endoteliali --&gt; switch<br>Quindi avviene una <strong>segnalazione eterotopica</strong> tra i vari tipi cellulari e le cellule per poter fare lo switch devono produrre:<br>-VEGF<br>-Molecole per richiamare cellule infiammatorie come mastociti e macrofagi.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-18 20:34:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522363867</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 17:16:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522363941</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 17:16:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522365333</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 17:18:40 UTC</pubDate>
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         <title>Carcinoma in situ</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522365715</link>
         <description><![CDATA[<div>-BM: membrana basale<br>-Marrone: VEGF<br>Il carcinoma in situ di solito è benigno perchè non ha ancora invaso i tessuti circostanti ma di fatto avendo un aspetto morfologico maligno (i vasi che si sviluppano intorno alla membrana basale che circonda il tumore ma che non penetrano dentro) è una condizione appena poco precedente all'invasione --&gt; carcinoma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 17:19:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Esperimento sulla pelle dei topi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Rosso = vasi (cellule endoteliali)<br>Linea = confine tra epidermide e derma</strong><br>In un topo viene introdotta una proteina virale del pipilloma virus sotto al controllo del promotore del gene della cheratina --&gt; quindi la proteina virale sarà espressa a livello cutaneo e requisisce Rb.<br>Man mano che passa il tempo i topi vanno incontro a iperplasia e si nota nel derma una aumento dei vasi --&gt; ancora più evidente quando va incontro a displasia (architettura tissutale persa)&nbsp;<br>Le immagini mostrano la necessità da parte del tumore di rompere la membrana basale per far in modo che i vasi possano effettivamente formarsi all'interno del tumore.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 17:37:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Segnalazione tumorale eterotipica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522401550</link>
         <description><![CDATA[<div>La presenza di cellule mesenchimali (leucociti e cellule del sistema immunitario) di vario tipo all'interno della massa tumorale fa pensare 2 ipotesi:<br><strong>1) Rimangono intrappolate durante l'invasione <br>2) Vengono attivamente reclutate dalle cellule tumorali </strong>--&gt; segnalazione eterotopica --&gt; ipotesi più accreditata essendo che avviene anche fisiologicamente per esempio tra tessuto epiteliale e connettivo per architettare la giusta proliferazione dei diversi tipi cellulari --&gt; altri esempi:<br>-PDGF: prodotto dall'epitelio dei tubuli seminiferi --&gt; recettore nelle cellule mesenchimali circostanti<br>-HGF: fattore di crescita epatocitario prodotto dalle cellule mesenchimali epatiche e il recettore è espresso dalle cellule epiteliali epatiche. <br><br><strong>Esperimento a conferma della segnalazione eterotopica:</strong><br>Si effettua un autotrapianto di cellule di un basalioma (tumore dello strato basale dell'epidermide) --&gt; in altre zone della cute:<br>-In alcune parti trapiantiamo solo cellule tumorali (quindi le altre cellule vengono eliminate) --&gt; il tumore non si riforma.<br>-In altre parti viene trapiantato cellule tumorali insieme alle cellule che c'erano in loco --&gt; il tumore si riforma --&gt; dimostrazione del fatto che il tumore per crescere ha bisogno anche delle altre cellule e quindi di una segnalazione eterotopica --&gt; ergo si pensa che le cellule tumorali (in questo caso epiteliali) sfruttano gia il programma biologico che si ritrovano per comunicare con le altre cellule e modificarlo per i loro scopi.<br>(L'altra teoria vede che le cellule tumorali imparino nuovi sistemi per comunicare e non sfruttino quelli intrinseci).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 18:13:28 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Recap sulla riparazione delle ferite dermo-epidermiche -&gt; la segnalazione eterotopica è simile a quella che si verifica nei tumori.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Fase coagulativa:</strong> esce il sangue inseguito ad una ferita --&gt; piastrine secernono vari fattori di crescita (<strong>PDGF</strong> fattore di derivazione piastrinica, <strong>TGF-beta1</strong> --&gt; induce i fibroblasti a diventare miofibroblasti) e inizia la coagulazione --&gt; coagulo --&gt; la fibrina tiene uniti i lembi della ferita e la parte più esterna va incontro a disidratazione --&gt; escara (crosta, fondamentale per evitare l'entrata di patogeni dall'esterno).<br><strong>2) Fase di ri-epitelizzazione:</strong> i cheratinociti che stanno ai lembi&nbsp; della ferita --&gt; proliferano --&gt; ricostruiscono il primo strato epiteliale sotto l'escara --&gt; questo avviene se i margini sono lineari, se invece sono frastagliati --&gt; i cheratinociti --&gt; transizione epitelio-mesenchimale (cambiano l'espressione genica)--&gt; migrano in modo da poter ricostrutire lo strato epiteliale.<br>Contemporaneamente sono reclutate cellule dell'infiammazione, <strong>macrofagi</strong> <em>(che producono </em><strong><em>PDGF</em></strong><em> --&gt; differenzazione dei fibroblasti in miofibroblasti, </em><strong><em>TGF-alpha</em></strong><em> (un recettore per il fattore di crescita epidermico inducendo la proliferazione dei cheratinociti) e</em><strong><em> TGF-beta1 </em></strong><em>--&gt; nei cheratinociti induce la transizione epitelio-mesenchimale)</em> e <strong>neutrofili </strong>--&gt; rimuovono tutti i detriti cellulari o il coagulo.<br><em>(i miofibroblasti che si sono differenziati producono anche metalloproteasi --&gt; degradazione dalla matrice --&gt; aumento della permeabilità vasale --&gt; entrano più cellule del sangue nel tessuto --&gt; si osservano gli aggregati di fibrina)</em>.<br>Quando i cheratinociti si rincontrano ai due fronti, opereranno un programma inverso e faranno una transizione mesenchimo-epiteliale. <br><strong>3) Fase di neoangiogenesi: </strong>vengono reclutati dei fibroblasti che producono molti fattori angiogenetici --&gt; arrivano i vasi che soddisfano le esigenze di nutrienti e O2 per la cicatrizzazione.<br>I fibroblasti secernono collagene li dove le cellule sono state perse, e lo secernono sotto gli strati formati dai cheratinociti proliferanti --&gt; quindi le cellule sono sostituite da tessuto fibroso --&gt; cicatrice.<br>I miofibroblasti tramite la contrazione di alpha-actina all'interno riescono a far avvicinare i bordi della ferita --&gt; favorendo il processo di guarigione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 18:47:34 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 18:50:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Similitudini tra i fattori rilasciati durante la riparazione delle ferite dermo-epidermiche e la segnalazione eterotopica delle cellule tumorali:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522427359</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Nelle cellule tumorali troviamo secrezione di:<br>-PDGF</strong><br><strong>-Produzione di metallo-proteasi </strong>da parte dei fibroblasti<br><strong>-Macrofagi:</strong> permettono tramite il rilascio di <strong>TGF-beta1 </strong>--&gt; la transizione epiteliomesenchimale --&gt; invasione, insieme ai mastociti permettono lo switch angiogenetico.</div><blockquote><strong>La EMT (transizione epitelio-mesenchimale): <br></strong>E' caratterizzata dal cambiamento dell’espressione genica, infatti durante la EMT la E-caderina (normalmente espressa dai cheratinociti) scompare e al contrario compare la N-caderina (una molecola tipicamente mesenchimale).&nbsp;</blockquote><div><strong>-Aumento di permeabilità vasale</strong> --&gt; all'interno dei tumori si riscontrano <strong>aggregati di fibrina</strong> (esce fibrinogeno dai vasi).<br>Questi processi non sono consequenziali <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 18:52:00 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Le cellule importanti nella progressione tumorale sono:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522505577</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>-Fibroblasti associati al tumore --&gt; CAFs <br></strong>Spesso i tumori di origine epiteliale --&gt; producono continuamente PDGF (si è visto aumentare la sua espressione in tumori come quelli alla mammella) --&gt; richiama all'interno della massa tumorale i fibroblasti.<br>Fibroblasti --&gt; sotto TGF-beta1 --&gt; miofibroblasti --&gt; alpha-actina del muscolo liscio --&gt; possono contrarsi.<br>La presenza di CAFs determina lo stroma desmoplastico (più duro del normale) dovuto alle ingenti quantità di ECM che viene depositata.<strong><br></strong><br></div><blockquote><strong>Esperimento 1:<br></strong>Si prendono dei <strong>cheratinociti immortalizzati per la riattivazione della telomerasi</strong> e modificati in modo che <strong>esprimino alti livelli di PDGF</strong> --&gt; non sono tumorogenici e in vitro possono solo accrescersi per via della mancanza del recettore per il PDGF --&gt; se li iniettiamo in topi --&gt; formazione di tumori&nbsp; --&gt; questo dimostra che tramite la secrezione di PDGF reclutano fibroblasti, cellule stromali (macrofagi) e insomma tutte le cellule che presentano il recettore per il PDGF.</blockquote><div><br></div><blockquote><strong>Esperimento 2:</strong><br>Si prendono:<br>-Fibroblasti presi da una prostata sana<br>-Fibroblasti isolati da un carcinoma prostatico --&gt; quindi CAFs<br>-Cellule epiteliali prostatiche immortalizzate non tumorigeniche (enzima telomerasi).<br><strong>Ora si fanno 4 prove:</strong><br><strong>a) corsia rossa:</strong> topi inoculati solo con le cellule epiteliali immortalizzate --&gt; il tumore si sviluppa in maniera minore.<br><strong>b) Corsia azzurra: </strong>topi inoculati con cellule epiteliali immortalizzate e fibroblasti isolati dal tumore prostatico --&gt; grande sviluppo del tumore (sia come peso della massa che come quantità)<br><strong>c) Corsia arancione: </strong>topi inoculati con cellule epiteliali immortalizzae e fibroblasti normali --&gt; formazione minima di tumori<br><strong>d) Corsia viola: </strong>topi inoculati con CAFs e cellule epiteliali normali: sviluppo minimo di tumori.<br>Questo esperimento dimostra che i CAFs si comportano in maniera diversa rispetto ai normali fibroblasti perchè hanno risentito della segnalazione della cellula tumorale che gli ha fatto cambiare l'espressione di alcuni geni.</blockquote><div><br><br></div><div><strong>- Linfociti T infiltranti il tumore --&gt; TIL</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 21:11:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522517722</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Macrofagi associati al tumore --&gt; TAM</strong>.<br>Molecole che determinano la reclusione dei macrofagi all'interno di alcuni tumori:<br><strong>➢ MCP-1 (proteina macrofagica chemoattraente)</strong> → viene espressa in quantità significative da un gran numero di tumori maligni epiteliali e di natura neuroectodermica. L’espressione di questa proteina da parte di alcuni tumori sembra essere un segnale molto critico per attrarre i monociti dal circolo sanguigno e indurne la differenziazione in macrofagi. <br><strong>➢ CSF-1 (fattore che stimola le colonie di tipo macrofagico) </strong>→ questa molecola non è solo chemoattrattiva nei confronti dei monociti dal circolo ma ne determina anche la loro differenziazione in macrofagi, CSF-1 viene espresso sulla membrana dei macrofagi e i monociti (avendo il recettore) vengono richiamati e la legano direttamente a contatto con le cellule tumorali --&gt; differenzazione in macrofagi --&gt; induzione della produzione di EGF --&gt; segnalazione paracrina sui recettori delle cellule tumorali.<br><strong>➢ VEGF<br>➢ PDGF<br>&nbsp;</strong><br>Una volta entrati nella massa tumorale --&gt; cambiano fenotipo --&gt; aiutano lo sviluppo del tumore--&gt;<br><strong>1) Rilasciano metalloproteasi</strong> (insieme ai mastociti) <strong>insieme ad altri enzimi</strong> --&gt; <strong>distruggono la matrice extracellulare</strong> --&gt; stimolano angiogenesi (MMP9 libera VEGF) e eventualmente la transizione epitelio-mesenchimale del tumore --&gt; si passa alla malignità con rottura della membrana basale e il raggiungimento del torrente sanguigno.<br><strong>2) Favoriscono il fenotipo invasivo del tumore rilasciando EGF</strong> (fattore di crescita epidermico), con altri fattori può promuovere la motilità cellulare e l'invasione.<br><br><strong>Esperimenti:</strong></div><blockquote><strong>Primo esperimento:</strong><br>Topi knock-out per CSF non presentano TAMs e quindi non presentano tumori maligni ma solo benigni.</blockquote><div><br></div><blockquote><strong>Secondo esperimento:</strong><br><strong>Si prendono 3 piastre:</strong><br><strong>a) si coltivano le cellule tumorali </strong>(carcinoma mammario colorate con colorante fluorescente verde con uno strato sovrastante di collagene.<br><strong>b) si coltivano TAMs</strong> colorati con colorante fluorescente rosso con uno strato sovrastante di collagene<br><strong>c) si coltivano insieme sia TAMs che cellule tumorali</strong> --&gt; si ha la transizione epitelio mesenchimale --&gt; le cellule tumorali invadono lo strato di collagene --&gt; dimostrazione dell'interazione.</blockquote><div><br></div><blockquote><strong>Terzo esperimento: </strong><br>Si prendono dei topi transgenici Rip-Tag --&gt; tumore delle isole pancreatiche --&gt; si analizzano --&gt;&nbsp;<br>In vicinanza dei TAMs (esprimono catepsina B, proteasi, marcata in verde con colorante fluorescente) c'è una diminuzione dell'espressione della E-caderina (marcata in rosso) --&gt; cellule tumorali più vicine ai TAMs vanno incontro a transizione epitelio-mesenchimale (perdita E-caderina che forma dimeri con quella adiacente e espressione della N-caderina tipica delle cellule migratorie mesenchimali) --&gt; migrano verso la membrana basale --&gt; approciano con i vasi sanguigni.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 21:38:41 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522518286</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 21:39:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522528707</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 21:59:52 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Conclusioni sulla segnalazione eterotopica (interazione con il microambiente)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522532226</link>
         <description><![CDATA[<div>Il microambiente permette insieme alle mutazioni per diventare tumorali.<br>A livello farmacologico questo ha permesso di creare farmaci che bloccano la segnalazione eterotipica mentre precedentemente erano focalizzate su bloccare la segnalazione intracellulare (Rapamicina -/-&gt; mTOR).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 22:07:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>EMT (transizione epitelio-mesenchimale)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522543783</link>
         <description><![CDATA[<div>Fattori necessari per la transizione:<br><strong>-TGF-beta1 --&gt; </strong>transizione e invasione.<br><strong>-HGF --&gt;</strong> recettore presente sulla superficie di molti tumori dell'epitelio (il recettore è sempre presente sulla membrana delle cellule epiteliali) <br>Se le cellule reclutate producono HGF --&gt; le cellule che stanno facendo la transizione cominciano a disperdersi e disassemblarsi --&gt; assumono completamente il fenotipo invasivo.<br><br><strong>Geni che vanno rielaborati dal punto di vista espressivo per promuovere EMT:</strong><br>• Organizzazione dei filamenti intermedi del citoscheletro, perché la cellula si comincerà a muovere; <br>• Migrazione cellulare (la cellula mesenchimale a differenza della cellula epiteliale si può attivamente muovere); <br>• La sensibilità all’apoptosi, quindi la capacità della cellula di sopravvivere anche in ambienti diversi da quello originale; <br>• Le connessioni con le cellule vicine (devono venire meno perché se no la cellula non può migrare e questo si verifica con la diminuzione dell’espressione della E-caderina); <br>• Rilascio di proteasi (come le metalloproteasi, importanti per rompere la membrana basale. In particolar modo i componenti della membrana basale che agiscono da confine con il connettivo sottostante. Ma poi nel connettivo dovranno degradare tutte le fibre che incontrano, per fare in modo che la cellula possa attraversare il connettivo stesso); <br>• Cambio delle integrine e dei GFRs in superficie <br><br><strong>La EMT è promossa da un set di fattori pleiotropici</strong> (un solo gene influisce su più fenotipi) <strong>che si ritrovano anche nell'ontogenesi dell'individuo</strong> (la transizione si verifica durante la gastrulazione --&gt; le cellule epiteliali si trasformano in mesenchiami e migrano fino a formare i 3 foglietti embrionali) <strong>e durante la riparazione delle ferite</strong>:<br><strong>- Snail <br>- Slug <br>- Twist </strong><br>Questi fattori si influenzano tra di loro:<br>Twist si lega ai promotori di Snail --&gt; trascrive Snail --&gt; Snail regola la trascrizione di Slug.<br>Esempi:&nbsp;<br>-Le drosophile esprimono elevati quantitativi di twist durante la gastrulazione<br>-Nei cheratinociti durante la riparazione esprimono elevati livelli di slug --&gt; influenza altri geni --&gt; transizione epitelio-mesenchimale.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 22:33:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Invasione e mobilità delle cellule neoplastiche --&gt; fasi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522545247</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo stato di malignità si assume nel momento in cui si rompe la membrana basale e viene invaso il connettivo sottostante.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 22:35:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>1.Modificazione adesività cellulare.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522547755</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Determinata dalla perdita dell'espressione della E-caderina </strong>tipica delle cellule epiteliali (giunzioni aderenti) e&nbsp; dell'espressione delle integrine.<br>La <strong>beta-catenina </strong>(che era legata alle E-caderina) rimane libera nel citoplasma --&gt; si accumula superando la capacità degradativa del complesso GSK/3betaAPC/axina--&gt; passa nel nucleo --&gt; lega Tcf --&gt; promuove la trascrizione di geni che spingono per la proliferazione cellulare e l'angiogenesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 22:41:45 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522548304</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 22:42:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>2.Degradazione della matrice.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2522558129</link>
         <description><![CDATA[<div>Per l'invasione è necessario rompere non solo la membrana basale ma qualsiasi tipo successivo di ECM che si incontrerà dopo.<br>Per questo serve <strong>l'attivatore del plasminogeno urochinasico uPA</strong>.</div><pre><strong>Recap sull'attivazione del plasminogeno:</strong><br><strong>Ci sono 2 attivatori del plasminogeno:<br>• tPA</strong> (attivatore del plasminogeno di tipo tissutale) → estremamente importante nel processo emostatico.<br><strong>• uPA</strong> (attivatore del plasminogeno di tipo urochinasico) → urochinasico perché è stata identificata ed individuata nelle urine --&gt; più importante nel processo di movimento cellulare.
Hanno azioni simili (tagliano il plasminogeno in plasmina).
Sono codificate da geni differenti, tPA non presenza un recettore cellulare mentre uPA presenta un recettore (uPAR)</pre><div>Le cellule che si muovono attivamente coe i macrofagi e le cellule tumorali esprimono il <strong>recettore dell'urochinasi (uPAR</strong>) che si concentra nella membrana plasmatica proprio a livello del fronte migratorio.<br><br><strong>Struttura di uPA:</strong><br>-Componente fondamentale per l’azione enzimatica di attivazione del plasminogeno; <br>-Componente in grado di trasdurre all’interno della cellula un segnale migratorio. <br>uPA può degradare le proteine della ECM in direzione del fronte di migrazione.<br><br><strong>Chi produce uPA:</strong><br>L’urochinasi può essere prodotta o da cellule stromali (CAFs, TAMs) oppure dalla stessa cellula tumorale che in modo autocrino si autofacilita nel movimento. <br><br><strong>Struttura del uPAR:</strong><br>E' legato alla membrana esterna tramite un'ancora di GPI --&gt; ergo può funzionare anche in forma solubile<br>Lo spostamento dei recettori per l'urochinasi su un polo permette alla cellula di concentrare l'attività proteolitica dell'urochinasi (che degrada la matrice una volta che si è legata al recettore) -&gt; si fa strada più facilmente, ovviamente a questo processo concorrono anche altre proteine come le metalloproteasi e la catepsina D)</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-19 23:05:31 UTC</pubDate>
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         <title>3.Migrazione. </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le cellule non aderiscono mai con tutta la loro lunghezza al substrato ma aderiscono ad esso solo tramite le <strong>placche focali.</strong></div><blockquote><strong>In queste vi sono:</strong> integrine (necessarie per aderire alle varie molecole della matrice) e sono associate a livello intracellulare con un complesso di proteine (FAK (chinasi associata alle placche focali), la vinculina, paxillina e una proteina della famiglia src) che prendono contatto con le fibre del citoscheletro (actina)&nbsp;</blockquote><div>Inizialmente si verifica un allungamento del citoplasma (polimerizzazione dell'actina e depolimerizzazione al polo opposto (tramite ATP -&gt; ADP) --&gt; lamellipodio (contemporaneamente si ha la formazione di una nuova placca focale) --&gt; contrazione dei filamenti di actina del citoscheletro --&gt; cellula si sposta in avanti in direzione del lamellipodio --&gt; distacco della placca focale retrograda.<br><strong><br>I lamellipodi presentano estroflessioni --&gt; filopodi </strong>--&gt; sensori della direzione di movimento --&gt; quindi individuano la direzione della cellula attraverso recettori e meccanismi di trasduzione ad essi associati.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 23:07:38 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-03-19 23:22:47 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-19 23:23:05 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-19 23:24:23 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-19 23:24:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-19 23:25:08 UTC</pubDate>
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         <title>Formazione dei lamellipodi e filopodi --&gt; proteine della famiglia Rho.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Sono molecole simili a Ras per il funzionamento:</strong><br>Attivi legati al GTP e inattivi legati al GDP.<br><strong>Ci sono (come per RAS) molecole:</strong><br>-Gnef --&gt; scambiatore di fattori guanosinici <br>-Gabs --&gt; responsabile della degradazione GTD a GDP.<br><strong>Nella superfamiglia Rho sono individuati principalmente 3 membri:<br>&nbsp;➢ la molecola Rac</strong>, a cui appartengono le proteine coinvolte nella formazione del lamellipodio; <br><strong>➢ le proteine Rho propriamente dette</strong>, a cui appartengono proteine coinvolte nella contrazione e riorganizzazione del citoscheletro durante il movimento (in particolar modo durante la polimerizzazione e depolimerizzazione dell’actina); <br><strong>➢ molecole cdc42</strong>, a cui appartengono proteine coinvolte nella formazione dei filipodi. <br><strong>Rac </strong>e <strong>cdc42</strong> oltre a indurre lamellipodi e filopodi --&gt; inducono anche l'espressione di alcune proteasi che facilitano ulteriormente il movimento.<br>In molti tumori invasivi è stata messa in evidenza la loro iper-espressione esplicativa di una notevole attività motoria e migratoria&nbsp;</div><pre><em>(Per il movimento dei linfociti T esiste una Gnef che prende il nome di TIAM1, che appartiene alla famiglia delle Rho propriamente dette e che quindi è responsabile della polimerizzazione dell’actina e depolimerizzazione)</em>. </pre><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-19 23:34:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-19 23:34:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-19 23:34:51 UTC</pubDate>
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         <title>Tumore secondario (metastasi)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>A livello di dimensioni dobbiamo considerare che 1cm^3=1mld di cellule --&gt; prima di renderci conto della presenza di un tumore possiamo arrivare anche fino a 100mld di cellule.<br>Difficilmente ci si accorge dei tumori perchè il sintomo più comune è la compressione delle strutture limitrofe che può dare chiari segni nei tumori al SNC (ipofisi) ma se invece avvengono in zone come il colon, ci accorgiamo di ciò solo in seguito a parziale ostuzione del passaggio dei prodotti digestivi nel lume --&gt; in questo caso è molto probabile che il tumore abbia già inviato tumori secondari.<br>I tumori secondari vengono evidenziati con la PET (tomografia ad emissione di positroni) in associazione alla CT (tomografia computerizzata) --&gt; si sfrutta il fatto che le cellule tumorali usino prevalentemente la glicolisi aerobia --&gt; prima dell'analisi si inietta fluorodeossiglucosio (FDG) uno zucchero radiattivo che viene assorbito dalle cellule tumorali e le mette in evidenza.<br><br><strong>Bisogna contraddistinguere il fenotipo invasivo da quello metastatico </strong>--&gt;<br>-Tumori invasivi: carcinoma basocellulare, tumori del SNC e altri --&gt; non metastatizzano.<br>-Tumori metastatici: osteosarcoma (alla diagnosi il 50% dei pazienti ha gia metastasi alle ossa)<br><br><strong>Distinzione tra:<br>-Macrometastasi</strong> -&gt; tumore secondario<br><strong>-Micrometastasi</strong> -&gt; gruppetti di cellule presenti in giro per il sistema sanguigno o per il corpo in fase quiescente (emboli tumorali).<br><br>Metastatizzazione:<br>Le cellule tumorali dopo lo switch angiogenetico --&gt; passano nel vaso sanguigno --&gt;<br>Nei vasi linfatici non passano perchè non riescono a fare la linfoangiogenesi tramite il fattore di crescita vasco-endoteliale di tipo C e anche se i vasi linfatici passassero dentro la massa tumorale questi collasserebbero.<br>Le cellule presenti nella massa sono quasi tutte di tipo diverso perchè nel frattempo si sono sviluppati sottocloni ben distinti dal tumore primario --&gt; <strong>quando entrano nel circolo sanguigno devono affrontare delle problematiche:</strong><br><strong>-Morte per Anoikis: </strong>senza casa, ovvero devono aver acquisito l'ancoraggio indipendente e devono essere indipendenti dalla segnalazione stromale eterotipica.<br><strong>-Forze idrodinamiche del torrente circolatorio<br>-Lisi immune (NK, CTL, Ab+C’)</strong>.<br><br><strong>Invece ciò che protegge le cellule tumorali:</strong><br>-Emboli di cellule tumorali<br>-Emboli di piastrine e cellule tumorali<br><br></div><blockquote><strong>Esperimento:</strong><br>Si prendono 2 topi --&gt;<br>1) senza piastrine<br>2) Topo normale --&gt; controllo.<br>Si iniettano cellule di melanoma --&gt;<br>Nel primo si ha un numero ridotto di metastasi perchè le metastasi non venendo ricoperte da piastrine non riescono a proteggersi dai NK.<br>Se a questi si tolgono i NK --&gt; il numero di metastasi torna normale.</blockquote><div><br>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 09:23:02 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523235357</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 09:23:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Recap dei 7 step che portano il tumore a metastatizzare:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>1) Formazione del tumore primario&nbsp;<br>2) Invasione locale del carcinoma (rompe membrana basale e penetra nel connettivo)&nbsp;<br>3) Intravasazione del tumore nel circolo sanguigno&nbsp;<br>4) Raggiungimento organi bersaglio distanti&nbsp;<br>5) Extravasazione (uscita dal circolo)&nbsp;<br>6) Formazione micrometastasi quiescenti&nbsp;<br>7) Ripresa replicazione e formazione delle macrometastasi&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 09:40:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cellule tumorali nel torrente sanguigno </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tumore primario </strong>--&gt; metastasi --&gt; torrente sanguigno --&gt; Adx --&gt; capillari polmonari qui le cellule tumorali hanno un d=20micron mentre il d del capillare è 3-8 micron ergo non ci passa --&gt; ma i tumori possono passare per extravasione delle cellule tumorali tramite 2 meccanismi:<br><strong>1) Le cellula una volta incastrate nei capillari </strong>--&gt; perdono molto del loro citoplasma --&gt; si rimpiccioliscono per poter passare e poi riacquisiscono le dimensioni di partenza dopo essere passate.<br><strong>2) Cellule bypassano capillari polmonari usando shunt atero-venosi</strong>.&nbsp;<br>Questi due meccanismi avvengono in contemporanea.<br>Per intravasare fanno l'Homing come le cellule del sistema immunitario --&gt; cellula tumorale si stacca dal micro-trombo piastrinico --&gt; si insinua nella giunziona tra due cellule endoteliali --&gt; rompe la membrana basale --&gt; arriva al tessuto solido.<br>Durante la formazione delle micrometastasi le cellule tumorali restano quiescenti (anche per anni) per poi riprendere la loro attività replicativa --&gt; formazione del tumore secondario.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 09:50:05 UTC</pubDate>
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         <title>Inefficienza metastatica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tropismo metastatico: </strong>zone dove sarà più probabile avere metastasi conoscendo l'origine del tumore primario.<br><strong>Ci sono 2 teorie che spiegano la frequenza di metastasi in un organo:</strong><br>1) E' data dalla frequenza con cui le cellule circolanti sono fisicamente intrappolate nel letto capillare dell’organo stesso ed una volta intrappolata per sfuggire non le resta che uscire dal circolo&nbsp;<br>2) E' data dalla capacità che le cellule tumorali hanno nell’adattarsi ad un nuovo ambiente= teoria ZIPCODE→ cellula tumorale che circola trova molecole di homing ed entrando nel tessuto da metastatizzare trova fattori di crescita adatti al suo sviluppo .</div><pre><strong>Entrambi i meccanismi descritti collaborano:<br>-Nel 66% </strong>dei casi la sede di metastasi dipende dal <strong>flusso di sangue tra l’organo in cui ha sede il tumore primario e la sede di metastasi</strong> (Es. tumore al colon metastatizza nel fegato per scarico portale) <br><strong>- Nel 20 % </strong>dei casi la sede di metastasi è in un<strong> microambiente favorevole</strong> <br><strong>- Nel 14 % </strong>dei casi le metastasi si sviluppano per <strong>esclusione</strong>, in quanto alcuni organi producono delle molecole che impediscono la formazione di tumori secondari (ad esempio il cuore), per cui le metastasi giungono ad organi rimanenti. </pre><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 09:50:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 09:50:58 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ci sono 4 teorie tutte accettate:</strong><br>A) Secondo una teoria la capacità metastatica è prerogativa solo di alcuni subcloni del tumore perché hanno delle mutazioni specifiche&nbsp;<br>B) Esiste nel tumore un profilo genetico della massa tumorale che già a monte consente metastasi indipendentemente da mutazioni successive --&gt; più verosimile.<br>C) Il tumore primario è già predisposto a metastatizzare (possiede i geni) ma si devono anche accumulare delle mutazioni nei subcloni affinchè si abbia fenotipo metastatico&nbsp;<br>D) Alcuni subcloni hanno capacità di metastasi, ma dipende da mutazioni e segnalazione eterotipica che hanno sviluppato in sede primaria e in sede di metastasi, mediante dialogo con fibroblasti e macrofagi&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 10:02:40 UTC</pubDate>
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         <title>Nuove frontiere</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523293115</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>Tecnica del Microarray</strong>:<br>Si&nbsp; cerca l'espressione genica delle cellule tumorali confrontandola con quella dei tessuti sani o di metastasi secondarie.<br>Si estrae il DNA delle cellule in coltura--&gt; si isola l'RNA messaggero --&gt; trascriptasi inversa --&gt; cDNA --&gt; lo coloro di rosso per le cellule tumorali e in verde per le cellule normali --&gt; si usano dei chip (supporti in cui sono state attaccate sequenze rappresentative l'intero genoma) --&gt; si incubano i cDNA --&gt; si evidenziano le differenze d'espressione --&gt;<br>-Giallo comune ad entrambi --&gt; quindi si legano sia i cDNA tumorali che normali alla sequenza complementare sul chip.<br>-Rosso o verde --&gt; rispettivamente geni di pertinenza solo del genoma tumorale o normale.</blockquote><div><br></div><blockquote><strong>GWAS:</strong><br>Si studiano i polimorfismi tra 2 popolazioni cellulari differenti, inoltre è usata anche per identificare polimorfismi predisponenti a varie malattie (Es. diabete mellito).&nbsp;</blockquote><div>Si sta studiando anche la resistenza ai farmaci che i subcloni acquisiscono durante la chemioterapia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 10:12:28 UTC</pubDate>
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         <title>Oncogenesi chimica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523301088</link>
         <description><![CDATA[<div>Legame tra le proprietà cancerogene di una sostanza chimica e il suo potere mutagenico.<br><strong>IARC: </strong>ogni anno pubblica un resoconto di quelli che sono i cancerogeni accertati in campio sia animale che sperimentale e li classifica in 4 categorie in base a dei criteri --&gt; <br>Il primo gruppo sono quelle più pericolose --&gt; <strong>sostanze sicuramente cancerogene</strong> (sono circa 120).<br>Il secondo gruppo --&gt; <strong>Cancerogeni probabili o possibili</strong><br>Il terzo gruppo --&gt; <strong>Studi insufficienti</strong> per metterli nel secondo gruppo <br>Il Quarto gruppo --&gt; <strong>sostanza probabilmente non cancerogene </strong>(vi è il coprolattame --&gt; precursore del nylon)<br><br><strong>Alcuni associazioni tra tumori e sostanze tossiche:</strong><br>-Tabacco --&gt; polipi nasali --&gt; carcinomi<br>-Fuligine (spazzacamini) --&gt; tumore allo scroto<br>-Vapore di arsenico (operatori addetti alla fusione del rame)--&gt; tumore allo scroto<br>-Catrame --&gt; tumori cutanei sulla sede di contatto (mani e avrambracci) --&gt; mesotelioma.<br>-Anilina (fabbrica di vernici) --&gt; tumore alla vescica<br>-Inalazione di composti aromatici eterociclici --&gt; cancro polmone.<br><br></div><blockquote><strong>Esperimento dei due giapponesi:</strong><br>Prendono un coniglio --&gt; radono il pelo in una zona (orecchio)--&gt; spennellano la zona con il catrame periodicamente soprattutto sul lato interno dell'orecchio --&gt; dopo tempo si osservano verruche sulle zone trattate --&gt; trasformazione in carcinoma.<br>(Di solito si usa il topo perchè è più: economico, manegevole e minor tempo di latenza).</blockquote><div><br>Dopo questo esperimento si cercò di capire quale delle sostanze presenti nel catrame induce la cancerogenesi:<br><br></div><blockquote><strong>Altro esperimento:</strong><br>Si sottopone a distillazione frazionata il catrame --&gt; si ottengono i suoi derivati --&gt; la cancerogenicità è stata dimostrata per la presenza di <strong>3,4 benzopirene </strong>(usando lo stesso esperimento dei giapponesi) e anche il <strong>dibenzoantracene (DBA).</strong></blockquote><div><br><strong>Per quanto riguarda gli esperimenti in vitro</strong> --&gt; si va ad analizzare la formazione di foci, perdita dell'ancoraggio dipendenza e immortalizzazione delle cellule.<br>Ad oggi non si è trovato un cancerogeno per animali che non lo sia anche per l'uomo.<br><br><strong>Definizione di cancerogeno: </strong>è una qualsiasi sostanza chimica o fisica la cui somministrazione induce la comparsa di tumori in animali da laboratorio e che in assenza di questo trattamento restano esenti da neoplasie o agenti che possono anticipare l’insorgenza di quei tumori che insorgono, nella quasi totalità degli animali di alcuni ceppi selezionati, ad un’età ben determinata (comunque avanzata) e in assenza di qualsiasi trattamento .Se in un determinato ceppo il tumore si verifica naturalmente ad una certa età, il cancerogeno anticipa la sua insorgenza. <br><br>La somministrazione di un cancerogeno a dose unica elevata --&gt; fenomeni di tossicità acuta --&gt; morte del soggetto.<br>Per indurre invece la neoplasia, i cancerogeni devono essere somministrati quotidianamente fino ad arrivare alla <strong>dose soglia </strong>e il periodo tra l'inizio della somministrazione e l'affioramento della patologia viene detto <strong>periodo latente</strong>.<br><strong>(Es</strong>, per il DAB la dose soglia si raggiunge intorno ad 1g --&gt; quindi ogni giorno viene somministrata una dose tot ma l'insorgenza si ha solo quando si arriva ad 1g)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 10:19:05 UTC</pubDate>
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         <title>Teoria Bifasica di Beremblum</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523345171</link>
         <description><![CDATA[<div>Notò che inseguito allo spennellamento (il tipo di cancerogeno è indifferenze) --&gt; si verficava consecutivamente --&gt; <strong>iperplasia --&gt; verruca --&gt; papilloma --&gt; carcinoma squamoso (stadio irreversibile)</strong>.<br>Questi processi risultano reversibili fino alla condizione del papilloma --&gt; quindi se interrompevo in questa fase la cute ritornava normale --&gt; se ricominciavo a spennellare --&gt; indipendentemente dal tempo trascorso nel mezzo la ricomparsa si presentava sempre dopo il valore soglia.</div><blockquote><strong>Si provò spennellando due cancerogeni contemporaneamente --&gt; DBA e TPA </strong>(estere del forbolo che si ottiene dai semi di croton) --&gt; si è visto che:<br>-Se smettevo di trattare con TPA --&gt; si ha la regressione dei papillomi<br>-Se si continua --&gt; man mano si formano dei papillomi che non regrediscono più (papillomi TPA-indipendenti) che potevano anche evolvere eccezionalmente in carcinomi cutanei squamosi.<br>-Se si applica sulla cute dosi minime di uno solo dei due --&gt; non succede nulla.</blockquote><div>Questo permise di formulare questa teoria e dire che la formazione del tumore avviene secondo 2 stadi distinti della cancerogenesi chimica, denominati:<br><strong>-Iniziazione</strong>: che morfologicamente non è apprezzabile, ma è irreversibile e indotta dal trattamento con dose minima del cancerogeno.<br><strong>-Promozione</strong>: indotta nella zona in cui ho applicato l'iniziatoree, con agenti non cancerogeni detti agenti promoventi o cocancerogeni.&nbsp;<br>Si dimostra con gli esperimenti di Raus --&gt; conigli con papillomi cutanei (di tipo virale) --&gt; dopo tempo scomparivano --&gt; se si aggiungevano sostanze chimiche irritanti (trementina, cloroformio) o tramite irritazione meccanica (punzecchiatura) --&gt; quindi stimoli non cancerogeni --&gt; si vede la ripresentazione dei papillomi --&gt; quindi l’irritazione\infiammazione agisce come un agente promuovente e può avere la sua importanza nella genesi della neoplasia se la zona era stata trattata, inizialmente, ad un cancerogeno, anche se in dose subliminale (bassa).&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 10:58:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523345390</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 10:58:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523345533</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 10:58:24 UTC</pubDate>
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         <title>Iniziatore</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523359629</link>
         <description><![CDATA[<div>Rappresenza la prima mutazione indotta dal cancerogeno in dose subliminale --&gt; cellule preneoplastiche (ovviamente l'effetto del cancerogeno è inevitabilmente misurabile con l'efficacia dei sistemi riparativi che possono riparare il danno prima della divisione cellulare)&nbsp; --&gt; se si divide senza riparazione del DNA --&gt; processo di iniziazione (se viene riparato o apoptosi --&gt; l'iniziazione non avrà effetto).<br><br></div><blockquote><strong>Iniziazione in vitro:</strong><br>Fibroblasti murini --&gt; si usano dosi elevate di benzopirene --&gt;<br>-In vitro da sole non vanno incontro a trasformazione tumorale<br>-Iniettate in topi immunodeficienti con scid o nudi --&gt; non si ha trasformazione tumorale<br>-Se le tratto per tempi prolungati (tali da indurre danni --&gt; mutazioni) si ha il passaggio del tumore in vivo.<br>Quindi il benzopirene è un cancerogeno, se le cellule io le tratto con dosi elevate per un periodo breve non ho la capacità di indurre mutazioni, se i tempi sono con dosi minore ma tempo maggiore le cellule avranno mutazioni, quindi alterazioni biologiche come perdita dell’inibizione da contatto, la crescita incontrollata, tali che se inoculate in topo nudo\scid sono in grado di indurre tumori.&nbsp;</blockquote><div>Si sono cercate sostanze iniziatrici pure --&gt; inducono l'iniziazione ma senza innescare la fase di promozione (cancerogenesi) --&gt; etil-uretano se iniettato altrimenti se inalato si comporta come un induttore di entrambe le fasi.<br><br><strong>La fase di iniziazione può essere rappresentata anche da:</strong><br><strong>-Cellule precancerose/iniziate: </strong>cellule con mutazioni trasmette per via ereditaria che predispongono all'insorgenza di tumori.<br><strong>-Infezioni da parte di virus oncogeni </strong>(specialmente se il genoma virale si introduce in qurllo cellulare --&gt; produzione di proteine che alterano la produzione di proteine importanti) --&gt; papilloma virus.<br><strong>-Disastri radioattivi </strong>--&gt; formazione di mutazioni per assorbimento di materiale radioattivo--&gt; formazione di cellule iniziate (sempre se i sistemi riparativi non riescono a riparare eventuali danni).<br>Di solito il gene vittima è il prooncogene RAS --&gt; spesso mutazioni sui codoni 12 e 13 --&gt; proteina con vantaggio proliferativo.<br><br>La fase di iniziazione è irreversibile.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:10:48 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Promozione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523360454</link>
         <description><![CDATA[<div>E' una fase reversibile --&gt; se si smette di somministrare l'agente promuovente le modificazioni da esso indotte si risolvono.<br><strong>Quindi sono sostanze che al contrario dell'agente iniziatore non inducono mutazioni ma solo modificazioni reversibili.</strong><br>E' un agente capace di influenzare l'attività proliferativa (pur non essendo mutageno) oltre ad essere un agente che da irritazione cellulare.<br>Es. Raus vede che i papillomi scompaiono nel tempo se non si sottopone più la cavia ad agenti cancerogeni, ma con stimoli irritanti essi ricompaiono.</div><pre>Il <strong>TPA </strong>può essere definito come un agente promuovente  (come anche il PMA) --&gt; <strong>mima l'azione biologica del diacil-glicerolo</strong> (DAG, ottenuto dalla PLC-gamma) --&gt; essendo <strong>analogo del DAG </strong>--&gt; attiva la PKC --&gt; fosforilazione di IKB --&gt; NFKB libero --&gt; trasloca nel nucleo --&gt; promotori dei geni per proteine antiapoptotiche e mitogeniche --&gt; TNF-alpha --&gt; richiamo di cellule dell'infiammazione.
PKC induce anche la via delle MAP-chinasi (in maniera diretta o indiretta) --&gt; attivazione di AP1 --&gt; trasloca --&gt; nucleo --&gt; promotore dei geni per la progressione del ciclo cellulare --&gt; i geni trascritti in entrambi i casi, nel loro insieme sono chiamati<strong> TRE (T.R.E) </strong>che codificano per proteine che spingono per la proliferazione cellulare come MYC, ciclina D.</pre>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:11:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523373265</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:22:53 UTC</pubDate>
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         <title>Azione dell&#39;agente promuovente</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523380075</link>
         <description><![CDATA[<div>Agente iniziante --&gt; mutazione che dà vantaggio proliferativo ma che in assenza di altri fattori rimane in uno stato silente e morfologicamente indistinguibile --&gt; se la cellula viene sottoposta a ripetuti trattamenti con agente promuovente --&gt; questo determina un ulteriore vantaggio proliferativo reversibile (perchè se smetto di somministrare TPA non si ha più DAG in eccesso e si ritorna alle condizioni di partenza) --&gt; sviluppo papilloma.<br><br>Se la cellula normale (senza agente iniziante) --&gt; la tratto con l'agente promuovente --&gt; si ha proliferazione ma non formazione del papilloma (nella fase di promozione, stimolando i processi replicativi, facilitando così mutazioni a carico dell’oncosoppressore p53).&nbsp;<br><br>Se continuo il trattamento con l'agente promuovente (negli animali che hanno subito anche l'agente iniziante)--&gt; i papillomi iniziano ad essere indipendenti dall'agente e quindi si mantengono anche se sospendiamo il trattamento.<br>Di solito l'agente iniziante agisce su RAS --&gt; acquisto di funzione --&gt; e aggiungo l'agente promuovente porta le cellule a numerosi cicli di duplicazione cellulare --&gt; formazione di un papilloma.<br>Se invece non si ha avuto la mutazione di RAS (mancanza dell'agente iniziante o perchè non ha avuto effetto) --&gt; sono meno soggetti all'azione dell'agente promuovente e non si duplicano in maniera cosi ripetuta.<br>Quindi i papillomi promotori indipendenti (quelli che ormai sono indipendenti dall'agente promuovente) sono dovuti all'acquisizione di una seconda mutazione (p53) dovuta ai cicli cellulari indotti dall'agente promuovente.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:28:09 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523380290</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:28:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Progressione tumorale -&gt; Teoria multifasicadella cancerogenesi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523397825</link>
         <description><![CDATA[<div>Si intende l'accumulo di mutazioni --&gt; per diventare neoplastica (divisioni incontrollate) bastano 2 mutazioni ( la prima indotta dall'agente iniziante e la seconda indotta dall'agente promuovente inseguito ai cicli replicativi) --&gt; dalla seconda in poi si va verso la malignità.<br>Quindi il modello difasico non è più valido perché sappiamo che c’è un accumulo di molte mutazioni e l’esempio classico è l’evoluzione dei polipi edemomatosi a livello intestinale; per cui si parla modello multifasico.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:42:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523398069</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:42:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2523400067</link>
         <description><![CDATA[<div>La conferma del modello multifasico --&gt; che vede appunto che per la cancerogenesi abbiamo bisogno di più di 2 mutazioni --&gt; si ha con l'evoluzione dei polipi edemomatosi a livello intestinale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:43:59 UTC</pubDate>
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         <title>SINCANCEROGENESI e COCANCEROGENESI</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'azione dei due cancerogeni porta alla comparsa di tumori a dosi minori rispetto a quando invece si somministrano singolarmente magari a dosaggi più alti --&gt; <strong>sincancerogenesi </strong>--&gt; i due composti sono sinergici --&gt; l'effetto di uno porta ad un rendimento maggiore dell'altro --&gt; anticipa l'insorgenza del tumore --&gt; es uno induce mutazioni in RAS mentre l'altro di p53 --&gt; fenotipo trasformato a dosi minori.<br><br><strong>Cocancerogenesi: </strong>quando una sostanza può sostituire l’altra come dose soglia ma non ho l’effetto a dosi inferiori= hanno un effetto additivo ma non sinergico, quindi, forse entrambe hanno lo stesso target molecolare (o p53 o RAS).&nbsp;<br><br>Anticancerogenesi: un cancerogeno può dare l'effetto contrario dell'altro --&gt; si contrastano.<br>Es:&nbsp; 4-dimetilaminobenzene e 3-metilcolantrene --&gt; somministro prima il primo e poi il secondo --&gt; nessuna trasformazione tumorale --&gt; il secondo induce gli enzimi che annullano gli effetti dell'agente del primo (es il 3 determina la sintesi di enzimi che trasformano il 4 a derivati inattivi dal punto di vista oncogeno).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 11:50:10 UTC</pubDate>
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         <title>Teoria multifasica della cancerogenesi:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>affinché si sviluppi una néoplasia, é nécéssario ché néllé divérsé céllulé si accumulino molté altérazioni génétiché, il ché porta alla formazioné di svariati subcloni con comportaménti biologici différénti (capacita invasiva, vélocita réplicativa, poténzialita métastatica, résisténza a farmaci chémiotérapici). <br><br>I <strong>cancerogeni chimici</strong> hanno tutti un comune meccanismo patogenetico --&gt; effetto genotossico (alterazione del DNA) --&gt; possono essere:<br><strong>-Diretti:</strong> cancerogeni genotossici --&gt; causano direttamente mutazioni<br><strong>-Indiretti : </strong>cancerogeni non genotossici --&gt; agiscono direttamente intérféréndo con i normali fénoméni épigénétici é modificando la régolazioné déll’éspréssioné génica. <br><strong>Es: Diossina</strong> --&gt; prodotto derivato dalla manifattura dei fenoli policorurati e generato dall'incerimento dei rifiuti --&gt; attivazione o inibizione di proteine coinvolte nel mantenimento dell'omeostasi di cellule e tessuti.<br><br><strong>I cancerogeni genotossici si possono dividere in:<br>o cancerogeni diretti:</strong> possiédono réattivita éléttrofilica é réagiscono covaléntéménté con composti nucléofili (comé il DNA), sénza nécéssitaré di modificazioné énzimatica; <br><strong>o cancerogeni indiretti (pro-cancérogéni):</strong> sono povéri di gruppi éléttrofili é pértanto incapaci di intéragiré diréttaménté con il DNA, dovéndo dapprima ésséré attivati métabolicaménté da parté di compléssi énzimatici. Si dividono in cancérogéni <strong>intermedi</strong> é cancérogéni definitivi (o <strong>terminali</strong>), i quali dérivano da trasformazioni chimiché déi primi. <br>Tali réazioni (spontanéé) possono avvéniré néllé céllulé bérsaglio o piu fréquéntéménté nél fégato, in cui il dérivato attivo viéné libérato dagli épatociti, va in circolo éd éspléta la sua azioné néi vari téssuti .<br>Attivazione epatica --&gt; enzimi di detossificazione <strong>DMES </strong>(Drug Métabolizing Enzymé Systém) o <strong>MFO </strong>(cytrocromo P450-associatéd Mixéd Function Oxidasé) --&gt; p450 (emoproteina) codificata da geni altamente poliorfi e può agire su tantissimi substrati sia esogeni che endogeni --&gt; <br><strong>-RH + O</strong><strong><sub>2</sub></strong><strong> + 2H</strong><strong><sup>+</sup></strong><strong> + 2e</strong><strong><sup>–</sup></strong><strong> → ROH + H</strong><strong><sub>2</sub></strong><strong>O</strong> --&gt; trasferisce un ossigeno ad un substrato con ossidazione quindi del substrato e ossidazione dell'O2 in H2O.<br>E in base ai polimorfismi della p450 noi possiamo avere effetti diversi dei cancerogeni diretti e indiretti e dei vari farmaci (smaltiti in modo diverso).<br><strong>Altri enzimi che convertono i procencerogeni:</strong><br><strong>-Monossigenasi citocromo C dipendenti<br>-Transferasi (glutatione-S-transferasi) --&gt; </strong>trasferiscono sui procancerogeni gruppi polari attraverso un residuo di cisteina presente sul cofattore glutatione.<br><strong>-Enzimi che trasferiscono piccoli residui come solfato, acetato, glucuronil-trans-ferasi</strong> --&gt; trasferiscono sul proprio substrato acido glucoronico.<br>La possibilita di trasformaré métabolicaménté un pro-cancérogéno o di auméntarné il potéré oncogéno o di néutralizzarlo (anti-cancérogénési) é una carattéristica éréditaria é di solito é spécifica pér una détérminata spécié. &nbsp;<br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 18:08:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 18:23:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 18:24:10 UTC</pubDate>
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         <title>Cancerogeni chimici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>• Aril-alchilanti: idrocarburi policiclici aromatici;&nbsp;<br>• Poli-alchilanti: N-nitroso composti, aflatossiné;&nbsp;<br>• Aril-idrossilamminé: anilina (associata a tumoré délla véscica).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 18:24:55 UTC</pubDate>
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         <title>Prove di cancerogenicità</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Microrganismi:</strong></div><blockquote><strong>Test di ames:</strong><br>Si utilizza un ceppo di salmonella typhimurium geneticamente modificato incapace di codificare l'AA istidina (questo tipo di batterio riesce a crescere solo utilizzando l'istidina quindi se cresce significa che lo produce)--&gt; viene inserito in un terreno privo di istidina --&gt; contenente la sostanza da analizzare --&gt; se il composto è mutageno indurra delle modificazioni nel genoma batterico che permetteranno di riprendere a sintetizzare l'istidina (il composto non deve essere per forza cancerogeno, ma se il test è positivo sicuramente è mutageno).</blockquote><div><strong>-Colture cellulari:</strong> vengono saggiate eventuali: perdita di inibizione da contatto, immortalità , comparsa di aberrazione cromosomiche e mutazioni di particolari geni --&gt; se si riscontrano --&gt; queste cellule vengono coltivate in agar e poi inoculate in topi nudi per verificarne la capacità cancerogena.<br><strong>-Animali:</strong> esemplari con stesso: ceppo, età, sesso, condizioni ambientali e dietetiche --&gt; suddivisi in almeno 4 gruppi (di cui 1 di controllo senza trattamento e altri con dosi basse, intermedie e alte del composto che si deve analizzare) --&gt; si vedono gli effetti del composto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 18:46:29 UTC</pubDate>
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         <title>Cancerogeni fisici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Radiazioni eccitanti e ionizzanti<br>-Corpi estranei: </strong><br>Denti scheggiati e protesi difettose --&gt; carcinomi gengivali e linguali.<br>Prolungata presenza di calcoli biliari --&gt; carcinomi a cistifellea<br>-Ritenzione di schegge di proiettile --&gt; sarcomi in sede.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 18:48:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Modello virale --&gt; 15/20% delle neoplasie mondiali totali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Papilloma virus</strong> --&gt; tumori cervice uterina<br><strong>-EBV</strong> (responsabile della mononucleosi infettiva) --&gt; linfoma di Burkitt, carcinoma naso-faringeo e altri linfomi che insorgono in soggetti immunodepressi.<br><strong>-Herpes virus di tipo 8</strong> --&gt; associato al sarcoma di Kaposi<br><strong>Virus epatite B e C</strong> --&gt; associato al carcinoma epatico<br><strong>-Virus della leucemia umana a cellule T di tipo 1 HTLV-1<br><br>Trasformazione cellulare per via del RSV (sarcoma di Rous):<br></strong>Il virus infetta un progenitore di un focus --&gt; lo trasforma influenzando il comportamento dei discendenti (virus presente nella progenie anche se non sono state infettate direttamente).<br>Nella sperimentazione si usa un mutante di RSV temperatura-sensibile in grado di infettare ad una temperatura ottimale di 37 gradi ma non di 41 --&gt; si noto che:<br><strong>-Se le cellule venivano mantenute a 37 gradi </strong>--&gt; mutavano il loro fenotipo<br><strong>-Se le cellule venivano mantenute a 41 gradi</strong> il focus subiva una reversione fenotipica<br>Dunque per mantenere il fenotipo trasformato è necessario il mantenimento dell'informazione presente nel genoma virale --&gt; il virus del sarcoma di Rous compie il ciclo lisogeno.<strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 19:07:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-20 19:09:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Virus oncogeni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Virus a RNA</strong> --&gt; dotati di trascrittasi inversa ed integrasi --&gt; ciclo lisogeno (integrano il loro DNA nei cromosomi dell'ospite) --&gt; effetto trasformante.<br><strong>-Virus a DNA</strong> --&gt; bisogna distinguere in base alla cellula che andrà infettata:<br><strong>Cellule permissive</strong> --&gt; è possibile trascrizione e traduzione sia dei geni precoci che tardivi del ciclo virale --&gt; produzione di proteine virali (assemblaggio dei nuovi virus)--&gt; effetto citopatico (ciclo litico) --&gt; le cellule vengono uccise con fuoriuscita dei virus.<br>I virus a RNA danno sempre effetto trasformante.<br><strong>Cellule non permissive</strong> --&gt; permettono la trascrizione e la traduzione dei geni precoci ma non tardivi a causa di mancanza di enzimi specifici nella cellula ospite --&gt; il genoma si integra con quello dell'ospite (ciclo lisogenico) --&gt; cellule possono andare incontro all'effetto trasformante.<br>La <strong>permissività</strong> è legata al grado di differenzazione della cellula e al tipo cellulare oltre che alle caratteristiche intrinseche dell'ospite.<br>I virus SV40 e EBV sono presenti in forma circolare nel citoplasma della cellula e non si integrano immediatamente con il suo genoma.</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Cancerosi virale -&gt; trasformazione cellulare da parte di virus</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Processo a colpo unico</strong> --&gt; basta la penetrazione di un solo virione per indurre la trasformazione neoplastica.<br><strong>2) E' associata alla persistenza di tutto o di parte del genoma virale</strong> (di solito presente in forma non infettiva)<br><strong>3)&nbsp; E' sempre accompagnata dalla continua espressione di un numero limitato di geni virali </strong>(un singolo gene virale è sufficiente per mantenere la cellula in uno stato trasformato).<br>Il gene virale o è integrato nel genoma o persiste come episoma nel nucleo (in forma circolare come SV40 e EBV).<br>In vitro un virus può immortalizzare una cellula senza necessariamente renderla neoplastica.<br><strong>La trasformazione virale avviene secondo 2 meccanismi:</strong><br>-Introduzione di un nuovo gene trasformante<br>-Alterata espressione di geni cellulari preesistenti</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 19:36:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Virus oncogeni a RNA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>2 categorie:<br>-Trasformanti acuti:</strong> determinano la rapida comparsa di tumori in vivo e la trasformazione neoplastica di cellule normali in vitro --&gt; Es RSV e MC29 (mielocitomatosi --&gt; provoca leucemia nel pollo)<br><strong>-Trasformanti lenti:</strong> causano tumori dopo prolungati periodi di incubazione in vivo e sono incapaci di trasformazione neoplastica di cellule normali in vitro --&gt; ALV virus della leucosi aviaria.<br><strong>RSV</strong> e <strong>MC29 </strong>derivano da ALV --&gt; hanno le classiche regioni GAG, POL, ENV in più hanno V-ONC (a differenza di ALV) --&gt; codifica per il protooncogene (Myc per MC29 e src per RSV)<br>-Trans-attivazione: nella sequenza virale è presente anche il segmento TAX --&gt; codifica per fattori di trascrizione che regolano l'espressione di geni dell'ospite ubicati in vari punti del genoma --&gt; vantaggio proliferativo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 20:56:26 UTC</pubDate>
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         <title>Induzione della formazione di un tumore da parte di ALV</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di solito i virus si inseriscono a caso nel genoma e danno un vantaggio proliferativo a tutti i geni dopo il provirus integrato --&gt; quindi l'evento d'integrazione fa diventare i geni a valle oncogeni per iperespressione --&gt; cis-attivazione o mutagenesi inserizionale.<br>ALV dopo vari tentativi riesce a inserirsi a monte di MYC (presente sul genoma umano, quindi myc non è mutato ma soltanto iperespresso --&gt; tumore) --&gt; per questo motivo ha tempistiche più lente rispetto al <strong>trasformante acuto </strong>--&gt; una volta integrato nel genoma esprime subito la sua specifica sequenza V-onc.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 21:13:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-20 21:17:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-20 21:17:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-20 21:17:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Famiglie di virus a RNA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Oncovirus: </strong>a cui appartengono 3 tipi: A,B,C; malgrado si chiamino oncovirus non lo sono tutti e vi appartengono HTLV1/2.<br><strong>-Lentivirus:</strong> Virus dell'HIV e Visna-Maedi --&gt; infetta le pecore --&gt; provoca una malattia cronico-degenerativa.<br><strong>-Spumavirus:</strong> quando le cellule infettate entrano in ciclo litico assumono un aspetto spumoso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-20 21:28:00 UTC</pubDate>
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         <title>Famiglie di virus a DNA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>• Papopavirus</strong> a cui apparténgono il Papillomavirus e il Poliomavirus (Polioma del topo é SV40).</div><pre>Il Poliomavirus é gli Adénovirus sono considérati oncogéni solo in modélli spériméntali, tuttavia, pér lé loro diménsioni é pér la facilita con cui possono ésséré manipolati, sono tra i méglio conosciuti pér quanto riguarda il méccanismo d’azioné con cui trasformano lé céllulé. Tutti gli altri sono coinvolti anché in tumori ché insorgono spontanéaménté in divérsé spécié di mammiféro (uomo incluso). </pre><div>E' un acronimo derivante da papilloma,polioma e vacuoli (che si formano in SV40 quando da effetto citopatico).<br><br></div><blockquote><strong>Virus SV40</strong><br><strong>Nel topo SV40 dà informazioni per codificare:</strong><br><strong>-Antigene T grande</strong> --&gt; localizzato nel nucleo --&gt; sequestra gli oncosoppressori<strong> p53 e Rb.</strong><br><strong>-Antigene T medio</strong> --&gt; localizzato nella membrana plasmatica --&gt; attiva <strong>src </strong>(che sta in conformazione chiusa con il proprio dominio catalitico SH1 --&gt; l'attivazione è mediata dal legame con T medio).<br><strong>-Antigene T piccolo</strong> --&gt; localizzato tra citoplasma e nucleo --&gt; inattiva la fosfatasi A2 presente nella cellula ospite non permissiva --&gt; quindi i livelli di fosforilazione interna si mantengono alti (manca chi defosforila --&gt; inattiva) e questo comporta un vantaggio proliferativo nel corso della trascrizione del segnale.<br>L'azione combinata del medio e grande spinge per la replicazione delle cellule infettate --&gt; Polioma del topo.<br>Questi sono geni precoci --&gt; vengono trascritti nelle prime fasi di entrata del virus nelle cellule --&gt; favoriscono la sintesi delle componenti virali.<br>Ci sono geni tardivi che codificano per delle proteine che permettono l'assemblaggio finale del virus.</blockquote><div><br></div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 09:02:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><strong>Papillo virus (HPV)</strong><br>Sono una famiglia che comprende 60 genotipi diversi --&gt; hanno tropismo per le cellule epiteliali cutanee e delle membrane mucose.<br>Di solito provocano lesioni benigne come verruche a mani e piedi e papillomi alle mucose genitali.<br>I genotipi HPV16 e 18 --&gt; patogenesi del cancro alla cervice.<br>(NB: la permissività dipende anche dal grado di differenzazione) --&gt; l'HPV può infettare le cellule dello strato basale dell'epidermide (cellule non permissive) fino ad arrivare a gli strati superficiali (cellule permissive) .<br>Le cellule dello strato basale --&gt; citomorfosi cornea --&gt; si differenziano in cheratinociti man mano che vanno verso l'alto --&gt; muiono --&gt; restano intrappolate nella cheratina prodotta --&gt; strato corneo con verruche.<br><strong>Trasmissione:</strong> atto sessuale --&gt; lacerazione dell'epitelio --&gt; virus infetta lo strato basale (cellule non permissive) --&gt;&nbsp; avviene la produzione di proteine precoci (identificate con la sigla E early + numero da 1 a 7) --&gt; E7 lega Rb e E6 lega p53.<br>In tutte le biopsie di cancro alla cervice c'è HPV16 con trascritti di E7 e E6.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 09:03:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 09:07:01 UTC</pubDate>
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         <title>Herpesvirus</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Composta da 8 membri principali.<br><strong>Dal primo all'ultimo scoperso sono: </strong>Herpes simplex 1 e 2, varicella-zooster, EBV, citomegalovirus, herpes virus 6, 9 e 8.</div><blockquote><strong>Virus di Epstein-Barr (EBV)</strong>: Linfoma di Burkitt, carcinoma nasofaringeo e mononucleosi infettiva.<br>Il 4° scoperto in ordine cronologico, si scoprì che nei pazienti con patologie sopra menzionate vi erano anticorpi contro HBV --&gt; quindi si giunse alla conclusione che era proprio il virus a determinare la formazione di tumori --&gt; il virus è in grado di immortalizzare i linfociti B umani.<br><strong><em>NB: </em></strong><em>la differenza con RSV è che EBV li immortalizza senza trasformarli mentre RSV li trasforma anche</em>.<br><br><strong>Struttura di EBV:</strong><br>Capside a struttura eicosaeide --&gt; p160 + gp125 (antigeni del capside o VCA) --&gt; dentro vi è il DNA genomico.<br>Esternamente vi è un doppio strato lipidico --&gt; Envelope su cui sono inserite 3 glicoproteine --&gt; complesso di antigene di membrana --&gt; <strong>GP350, GP250 </strong>(questi due servono per <strong>prendere contatto con la cellula da infettare</strong> --&gt; riconoscendo<strong> CD21</strong> <em>(recettore del complemento 2) </em>dei linfociti B&nbsp; --&gt; <strong>CD21 + CD19 e CD81 --&gt; complesso TAPA-1 (corecettore per l'antigene)</strong>--&gt; presente sui linfociti B maturi --&gt; determina il secondo segnale --&gt; nel linfocita B vergine, anche dopo aver riconosciuto l'antigene serve che CR2 riconosca C3b del complemento&nbsp; --&gt; determina il secondo segnale --&gt; proliferare) e<strong> GP85 </strong>che invece determina la fusione delle membrane --&gt; o per endocitosi oppure il DNA virale viene rilasciato direttamente nella cellula ospite --&gt; trascritto e replicato nel DNA --&gt; persiste in forma episodica (in numerose copi extracromosomiche).<br><br><br></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><strong>Il genoma virale contiene più di 80 geni </strong>--&gt; durante l'infezione non produttiva --&gt; ovvero l'infezione dei linfociti B nelle quali non si ha l'effetto citopatico ma solo immortalizzazione delle cellule --&gt; sono trascritti solo 10 geni --&gt; 6 antigeni precoci <strong>EBNA1,2,3,4,5,6 localizzati a livello nucleare</strong>, <strong>3 proteine associate alla membrana del linfocita LMP1, LMP2A e LMP2B e piccoli RNA poliadenilati noti come EVERs </strong>--&gt; sono microRNA che svolgono funzioni di controllo all'interno della cellula infettata.<br><br><strong>Infezione da EBV:</strong><br>Infezione primaria --&gt; scambi di saliva dell'orofaringe --&gt; il virus replica nelle cellule epiteliali stratificate (infezione primaria) --&gt; poi infetta i linfociti B circolanti --&gt; infezione secondaria.<br><strong>2 osservazioni:</strong><br>-In soggetti EBV+ --&gt; sottoposti a trapiando di midollo e<strong> irradiati </strong>in preparazione dell'intervento --&gt; viene colpito il compartimento linfoide privando le cellule epiteliali del loro ceppo virale --&gt; soggetto diventa EBV-.<br>-Pazienti EBV+ trattati con <strong>ACYCLOVIR</strong> antivirale che inibisce la replicazione del DNA negli herpesvirus --&gt; la secrezione virale nell'orofaringe è bloccata mentre il numero di linfociti B infettati rimane uguale.<br><strong>Quindi EBV è un virus B linfototropo </strong>--&gt; i linfociti B sono l'unico citotipo che può essere infettato da questo virus e che in essi persiste allo stato latente --&gt; linee cellulari linfoblastoidi (che si ottengono dai linfociti B infettati) --&gt; solo una piccola percentuale di queste cellule immortalizzate è permissiva per la replicazione virale mentre le altre non essendo permissive replicano solo i 10 geni detti prima --&gt; mentre in vivo si è visto che esistono in base alla cellula che viene infettata, diverse forme di latenza.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 09:50:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 09:51:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525087920</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>Forme di latenza:<br>LAT I: programma di altenza </strong>--&gt; trascrizione e traduzione EBNA1 e EVERs --&gt; si osserva nelle linee di linfoma di Burkitt sia in vitro che in biopsie.<br><strong>LAT II: programma di default </strong>--&gt; trascrizione e traduzione di EBNA 1, LMP 1 e 2 associati alla membrana e dei microRNA, si riscontra in pazienti con AIDS e nei carcinomi nasofaringei e nel linfoma di Hodgkin.<br><strong>LAT III: programma di crescita </strong>--&gt; Trascrizione e traduzione di tutti i 10 geni&nbsp; --&gt; si osserva in linee linfoblastoidi e in linee ottenute da biopsie di linfoma di Burkitt emesse in coltura per molto tempo.<br><strong>EVERs: nel genoma virale ci sono 2 regioni che codificano per miRNA:</strong><br><strong>-BHRF1: </strong>contiene miRNA trascritti dal linfocita B quando il virus sta compiendo il ciclo litico e durante le forme di latenza.<br><strong>-BART: </strong>contiene miRNA trascrittia dalle cellule epiteliali infettate in caso di carcinoma nasofaringeo.<br>Emerge quindi che a seconda del programma genetico espresso il virus produce miRNA diversi che influenzano il comportamento della cellula ospite.&nbsp;</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 09:58:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Le forme di latenza del linfocita B cambiano durante l'infezione<br><strong>1) Virus infetta le cellule epiteliali orofaringee</strong> --&gt; sono <strong>permissive</strong> --&gt; producono particelle virali.<br>2) <strong>Seconda infezione</strong> --&gt; linfociti B vergini in vicinanza --&gt; latenza di tipo II (<strong>programma di default</strong>) --&gt; maturazione del centro germinativo.<br>3) Quindi il l<strong>infocita B viene attivato </strong>--&gt; produzione di l<strong>infociti B della memoria </strong>con il genoma del virus in forma episodica --&gt; <strong>escono dal centro germinativo </strong>ed essendo il genoma virale integrato dentro quello del linfocita B, il virus elude il sistema immunitario, mettendo in atto una <strong>latenza di tipo I </strong>--&gt; circola --&gt; individuo EBV+.<br>4) Il linfocita della memoria fa <strong>homing tramite le HEV </strong>(vene endotelio alto) --&gt; inizia così a produrre particelle virali tramite il <strong>ciclo litico </strong>--&gt; se questo avviene a livello delle <strong>tonsille, linfonodi </strong>--&gt; troveremo nella <strong>saliva</strong> particelle virali che permetteranno l'infezione.<br>Quindi il programma del virus dipende dalla regione anatomica di infezione e dipende anche dalla differenziazione del linfocita B.&nbsp;</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 10:06:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><strong>Linfoma di Burkitt</strong>:<br>In africa centrale EBV è associato alla<strong> forma endemica</strong> (intorno a gli 8 anni)di linfoma (di Burkitt) e il 95% delle biopsie è EBV+. <br>Mentre alle nostre latitudini (a partire dall'africa occidentale) si trova in <strong>forma sporadica</strong> (intorno ai 16-17 anni)--&gt; mononucleosi infettiva o carcinoma nasofaringeo come cofattore --&gt; l'80% delle biopsie sono EBV-<br>Dopo l'infezione il virus persiste per tutta la vita in uno stato quiescente e in forma asintomatica.<br>I linfociti B infettati lo tengono in forma latente e inizieranno a esprimere antigeni del virus --&gt; linfociti T citotossici li uccidono.<br><br>Le due<strong> forme endemica</strong> e <strong>sporadica</strong> sono sempre associate a traslocazioni cromosomiche --&gt; cromosoma 8 --&gt; in cui vi è il prooncogene MYC --&gt; questo passa sotto il controllo del promotore di geni che sono attivi nel linfocita B --&gt; vari tipi di traslocazioni:<br><strong>-8-14 --&gt;</strong> myc sotto il promotore delle catene pesanti delle immunoglobuline.<br><strong>-8-2 --&gt;</strong> myc sotto il controllo del promotore della catena leggera K delle Ig.<br><strong>-8-22 --&gt; </strong>myc sotto il controllo del promotore della catena leggere gamma delle Ig.<br>Quindi EBV causa una proliferazione maligna dei linfociti B --&gt; che sono resi immortali e replicano indipendetemente dall'antigene --&gt; questa stimolazione alla proliferazione causa la traslocazione di myc.<br>La forma endemica di linfoma di Burkitt si trova in quadri clinici di forme gravi di malnutrizione e immunodeficienza e a volte, esposti ad antigeni malarici che mettono i linfociti T in condizione di immunodeficienza --&gt; non rispondono all'infezione. <br>La proliferazione dei linfociti B li porta ad avere un vantaggio proliferativo su gli altri linfociti --&gt; insorgenza del linfoma.<br><strong>Nel caso del carcinoma orofaringeo</strong> si pensa ad una associazione ambientale --&gt; molto comune in cina ma i cinesi di seconda generazione che vivono in america hanno una incidenza minore --&gt; ergo dipende da ambiente e alimentazione o stile di vita ma ci sono anche fattori genici per via del fatto che comunque i cinesi di seconda generazione che vivono in america hanno incidenza maggiore rispetto a gli americani.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 10:25:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Herpesvirus di tipo 8 -&gt; sarcoma di Kaposi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525161913</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>In africa è presente una forma endemica molto simile a quella del linfoma di Burkitt.<br>Il sarcoma di Kaposi si riscontra soprattutto in soggetti immunodepressi (AID 20.000x rispetto a soggetto sano) o in seguito a trapianto d'organo.<br>Tuttavia, si è dimostrato che questo virus, l’herpesvirus di tipo 8, è presente invariabilmente in tutti i casi di sarcoma di Kaposiindipendentemente dallo stadio della selezione o dalla presenza del HIV.<br><br><strong>Struttura:</strong><br>Simile ad altri herpesvirus linfotropici (EBV) --&gt; non possiede geni simili a gli EBNA o a gli LMP.<br>Possiede la pirateriamolecolare, possiede geni omologhi a geni cellulari che controllano processi importanti quali apoptosi, la risposta immune e il ciclo cellulare.<br><br><strong>Sarcoma di Kaposi:</strong><br>Le cellule tumorali sono cellule fusate --&gt; spindle cells --&gt; la maggior parte sono endoteliali (con markers endoteliali) altre invece esprimono caratteristiche di cellule macrofagiche o cellule dendritiche.<br>Questo suggerisce che derivano da un precursore multipotente la cui progenie da luogo sia a cellule ematopoietiche che endoteliali.<br>Si caratterizza per macchie rosso-violacee a livello cutaneo, delle mucose e degli organi interni --&gt; frequentemente da insorgenza di noduli.<br>Il virus una volta che ha infettato codifica per proteine simili a quelle della cellula ospite --&gt; impedisce l'attivazione dell'immunità acquisita sintetizzando:<br><strong>-Proteine che bloccano l'azione dell'interferone di tipo I </strong>(attiva lo stato antivirale)<br><strong>-Molecole che intercettano l'azione dei fattori angiogenetici o di regolazione del complemento</strong>.<br><br><br></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 10:58:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Virus dell&#39;epatite B e C</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Herpes virus a DNA con tropismo per gli epatociti --&gt; provoca danni cronici e acuti --&gt; induce processi infiammatori a carico del fegato --&gt; se l'infiammazione diventa cronica --&gt; insorgenza del carcinoma epatico.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 11:01:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Virus HTLV-1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525173249</link>
         <description><![CDATA[<div>Virus a RNA associato a forme di leucemia adulta dei cellule T ATL (prima forma di leucemia in giappone) --&gt; interessa i <strong>linfociti T maturi CD-4+</strong> in cui&nbsp; vi è over espressione dell'antigene <strong>CD-25</strong> (catena del recettore per IL-2).<br>Il virus immortalizza e non trasforma i linfociti T (azione simile a EBV) e il meccanismo di trasformazione è <strong>TAX</strong> --&gt; ovvero il virus va ad influenzare l'espressione di geni che si trovano su altri cromosomi e che sono importanti dal punto di vista del ciclo cellulare.<br>Si scoprì che l’HTLV-1 era associato ad una malattia completamente differente, laparaparesi spastica tropicale, che era stata già descritta 25 anni prima in Jamaica&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 11:08:39 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>I cancerogeni possono indurre anche importanti anomalie epigenetiche:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525184878</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-ipometilazione genomica globale; </strong><br><strong>-ipo- o iper-metilazione del DNA gene-specifica; </strong><br><strong>-anormalità funzionali degli enzimi che vanno a modificare gli estoni </strong>(e quindi vanno poi a modificare quella possibilità trascrizionale della cellula); <br><strong>-anormale espressione di micro-RNA</strong> in seguito ad esposizione ai cancerogeni nei tessuti ad esso suscettibili. <br><strong>Es:</strong> esposizione a cancerogeni polmonari (benzopirene, 3-metilcolantreneo e n-metiltrosourea) --&gt; inducono ipermetilazione gene-specifica delle citosine nella zona dei promotori --&gt; silenziamento trascrizionale.<br>Questa ipermetilazione aumenta man mano che si arriva al carcinoma polmonare vero e proprio --&gt; nei polmoni questi eventi sono causati da un aumento dell'espressione della DNA-metiltransferasi di tipo I e della DNA-metiltransferasi di tipo IIIA --&gt; però nei tumori polmonari si assiste ad una ipometilazione --&gt; riduzione fino a 5 volte della 5-idrossimetilcitosina --&gt; prodotto di ossidazione della 5-metilcitosina.<br>I fenomeni di iper/ipo metilazione si vedono anche in cancro al colon-retto e fegato (causati dall'esposizione da parte di agenti genotossici e non).<br><strong><br>Cancerogeni e microRNA</strong><br>Dopo l'esposizione a cancerogeni ci sono alterazioni dell'espressione dei micro-RNA --&gt; i cancerogeni tramite variazioni dell'espressione dei microRNA possono indurre cambiamenti reversibili e precoci nelle cellule bersaglio<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 11:17:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Effetto Warburg</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525248995</link>
         <description><![CDATA[<div>Le cellule tumorali accumulano e metabolizzano il glucosio in modo completamente diverso dalle cellule normali --&gt;<br><strong>-Le cellule normali</strong> --&gt; fosforilazione ossidativa passando per il ciclo di Krebs e i meccanismi di accumulo dei nutrienti sono dettate dalle esigenze metaboliche della cellula e dalla presenza di segnali extracellulari (fattori di crescita, contatto con le cellule, con ECM e ambiente esterno).<br><strong>-Cellule tumorali </strong>--&gt; glicosili con fermentazione lattica --&gt; glicolisi aerobia (di solito si ha in condizioni di poco O2 ma in questo caso l'O2 è presentissimo) --&gt; dovuto ad alterazioni della respirazioni cellulare --&gt; ergo difetto dei mitocondri --&gt; poco efficienti che rendono impossibile l'uso del ciclo di Krebs.<br>E in queste cellule i meccanismi di segnalazione extracellulare sono compromessi da meccanismi di attivazione oncogenica o di attivazione oncosoppressorica.<br>L'effetto Warburg è alla base della PET --&gt; monitora l'uptake del fluorodeosiglucosio radioattivo da parte delle cellule tumorali (sulla base che hanno appunto un alterato metabolismo).<br>Le cellule tumorali quindi aumentano l'uptake di glucosio e glutammina.<br>Quindi i prodotti degli oncogeni e degli oncosoppressori vanno a controllare anche la regolazione delle vie metaboliche.<br>L'attivazione costitutiva di neccanismi che controllano la crescita convergono nel pathway di PI3K --&gt; akt --&gt; responsabile dell'accumulo di glucosio tramite aumento dell'espressione di GLUT-1, lo stesso pathway va a regolare un aumento dell'attività degli enzimi glicolitici (es <strong>esochinasi</strong> che fosforila il glucosio permettendo di rimanere dentro ed accumulare altro glucosio smaterializzando il gradiente causato dalla sua entrata).<br><strong>Ras </strong>--&gt; aumento di GLUT-1 <br><strong>Myc </strong>--&gt; aumento espressione del recettore della glutammina (MYC)<br>L'avidità che viene indotta nell'accumulo di queste due molecole nasce dal bisogno di far fronte alle esigenza proliferative --&gt; però con l'ingrandimento del tumore si ha anche maggiore eterogeneità delle cellule e il processo di vascolarizzazione inoltre protrebbe essere subottimale --&gt; ergo acquisiscono altre mutazioni che consentono di utilizzare vie alternative:<br><strong>-RAS-SRC mutati</strong> --&gt; attiva un meccanismo di rimodellamento del citoscheletro --&gt; attivazione di una macropinocitosi --&gt; che permette di internalizzare le proteine che si trovano nella ECM in vescicole endocitiche--&gt; vengono degradate dai lisosomi --&gt; recupero di AA.<br>In assenza di nutrienti extracellulari le cellule tumorali possono attivare processi metabolici adattivi --&gt; autofagia --&gt; permettono di superare i momenti di stress nutrizionale.<br>La divisione cellulare non determina un grosso aumento di <strong>ATP</strong> e<strong> NADH</strong> --&gt; facendo la glicolisi aerobia si evita di accumulare queste due molecole nei mitocondri.<br>Il passaggio da fosforilazione ossidativa -&gt; fermentazione lattica è tipico anche dei tessuti embrionali, in cui le cellule hanno alto tasso replicativo --&gt; il rilascio di acido lattico nel microambiente --&gt; acidificazione del microambiente e favorisce:<br>-Produzione di VGF da parte delle cellule endoteliali<br>-Modulazione delle cellule associate al tumore ( il fenotipo dei macrofagi passa da M1 -&gt; M2)<br>Si pensa che serva per la biosintesi di molecole che serviranno per andare incontro a proliferazione --&gt; gli intermedi generati dalla glicolisi aerobia possono entrare in vie biosintetiche di AA, lipidi e zuccheri.<br>La glutammina invece dona atomi di N --&gt; sintesi di nucleotidi e AA non essenziali.<br>Myc infatti regola l'espressione di numerosi enzimi richiesti nella produzione di nucleotidi.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 12:05:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 12:10:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-21 12:10:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>• Hepadnavirus;&nbsp;<br>• Poxvirus.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 12:11:38 UTC</pubDate>
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         <title>Meccanismi che ci difendono dall&#39;insorgenza di tumori:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-A livello intracellulare dalla riparazione dei danni al DNA<br>-A livello cellulare dall'apoptosi<br>-A livello tissutale dall'anoikis (morte cellulare p53 dipendente)<br>-A livello sistemico dalla risposta immunitaria<br><br><strong>Immunosorveglianza:</strong> il sistema immunitario ha la capacità di intercettare le cellule trasformate e di evitare la formazione dei tumori o, se questi si sono già formati, di bloccarne la crescita e di eliminarli. <br><strong><br>Maturazione del pensiero dell'immunosorveglianza:</strong><br>Inizialmente si pensava che il fatto che se impiantassi in un topo il tumore di un altro topo, il motivo per cui non si riformava il tumore è per via del sistema immunitario, ma la vera ragione è che si trattava di un trapianto allogenico --&gt; differente istocompatibilità --&gt; le cellule dell'immunità aggredivano le cellule tumorali per il diverso MHC.<br>L'immunosorveglianza decadde per un periodo perchè si vide che nei topi nudi (immunodeficienti) e i topi normali avevano la stessa probabilità di andare incontro a tumori spontanei --&gt; ma la questione fu spiegata da fatto che l'immunodeficienza incide sui linfociti T (presenti in quota minore) ma non sui NK --&gt; uccidono le cellule tumorali.<br><strong>Prove dell'immunosorveglianza:<br>Esperimento:</strong></div><blockquote><strong>1) </strong>Topi affetti da tumori indotti chimicamente con 3MC (3metilcolantrene) --&gt; si prelevano delle cellule tumorali --&gt; vengono irradiate in modo da non potersi riprodurre --&gt; vengono inoculate in un'altra cavia dello stesso ceppo (stesso MHC) --&gt; i topi riuscivano ad evitare la crescita del tumore (tipo vaccinazione).<br>Poi inoculo sempre nello stesso topo cellule provenienti da un tumore diverso (sempre proveniente da un animale singenico e indotto da 3MC) --&gt; topo sviluppa la malattia --&gt; quindi il primo tumore ha un profilo antigenico diverso rispetto al secondo --&gt; ergo uno stesso cancerogeno può indurre tumori differenti dal punto di vista antigenico.<br><br></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 14:57:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><strong>2) Topo trattato con 3MC </strong>--&gt; si sezionano le cellule tumorali (senza irradiamento) --&gt; si trapiantano in un altro topo singenico --&gt; sviluppa la malattia, mentre, se le trapianto nello stesso topo non darebbe luogo alla crescita tumorale avendo gia subito una sorta di immunizzazione.<br><strong>3) Per determinare quale cellula ha un ruolo nella vaccinazione</strong> --&gt; si prelevano dal primo topo --&gt; anticorpi, linfociti citotossici e T-helper:<br>-Si iniettano i citotossici isolati in un topo (singenico) che riceve anche le cellule tumorali --&gt; non sviluppa il tumore.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 15:03:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Sistema antitumorale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Non è capace di combattere le cellule neoplastiche --&gt; perchè molti tumori sviluppano meccanismi specifici in grado di eludere il sistema immunitario, inoltre, essendo che le cellule derivano tutte dallo stesso precursore --&gt; sono tutte simili tra loro --&gt; debolmente immunogeniche.<br>I tumori che danno risposte immunotarie sono quelle causate dai virus oncogeni le cui proteine virali si comportano come antigeni estranei.<br>si deduce come la risposta del sistema immunitario possa essere eterogenea e come la rapida crescita tumorale possa talvolta prevalere sulle capacità difensive dell’organismo. <br>Dagli esperimenti murini si può indurre un'immunizzazione attiva inducendo linfociti citotossici --&gt; antigeni tumore specifici che sono ristretti per MHC-1.<br><br><strong>Altri esperimento:</strong></div><blockquote>1) Si prendono delle cellule tumorali con una forma dominante negativa del recettore per IFN-gamma --&gt; quindi non funziona la trasduzione di questo recettore --&gt; si inoculano in topi singenici esprimenti IFN-gamma --&gt; queste cellule sono estremamente più tumorigeniche delle cellule con il recettore funzionante.<br><strong>Questo perchè IFN-gamma induce:</strong><br>-Stimola i macrofagi<br>-Stimola l'aumento dell'espressione delle molecole di MHC-I su tutte le cellule (tumorali comprese) --&gt; blocca il messaggio di missing self (se la cellula non esprime MHC-I viene riconosciuta come estranea) e non viene uccisa dai NK lasciando il testimone ai CD8+ che per funzionare necessitano di MHC-I che gli presenta l'antigene.<br>-Si associa a NK e Th1.<br><strong>2) Si generano topi knock-out per la perforina</strong> --&gt; (serve ai NK e citotossici) --&gt; cellule più suscettibili ai tumori.<br><strong>3) Si creano dei topi deficienti per RAG-1 e 2</strong> --&gt; permettono il riarrangiamento del TCR e BCR --&gt; topi SHID -&gt; senza linfociti T,B, NKT --&gt; maggiore suscettibilità a tumori indotti e spontanei --&gt; il sistema immunitario in minima parte ci difende.<br><strong>4) Si prendono dei topi wild-type e topi immunocompromessi --&gt; si trattano con 3MC --&gt; sviluppo di sarcomi --&gt; varie vie:</strong><br>-Si prelevano i sarcomi generati dagli immunocompromessi e si inoculano sia nei normali che in quelli immunocompromessi --&gt; nei wild type il 50% sviluppa il sarcoma, nei immunocompromessi lo sviluppano al 100%<br>-Si prelevano i sarcomi generati dagli individui wildtype e si iniettano come prima in entrambe le categorie --&gt; in entrambi si sviluppano i tumori.<br>I sarcomi che si sviluppano nelle due tipologie di topi sono diversi --&gt; perchè nei topi wild-type il sistema immunitario è forte e permette di eliminare i tumori indotti da 3MC ad alto profilo immunologico (perchè riconosciuti dal sistema immunitario) dando spazio solo a quelli a basso profilo immunologico.<br>Nei topi immunocompromessi sono presenti entrambe le categorie (alcuni con profilo immunogenico forte e altri debole).<br>Il tumore che si sviluppa in un individuo immunocompetente dà origine a varianti tumorali poco immunogeniche: questo fenomeno si chiama <strong>immunoediting tumorale</strong>. ed è la capacità del sistema immunitario di eliminare tumori con grande forma immunogenica e di tollerare quelli debolmente antigenici.<br><br><br></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 15:03:37 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 15:35:14 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525620274</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 15:35:48 UTC</pubDate>
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         <title>Sperimentazioni sull&#39;uomo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Si studiano soggetti immunocompromessi per:<br>1) Trapianto di organo: </strong>hanno maggiore incidenza di tumori rispetto ad individui sani --&gt; il 72% ha sviluppato almeno un tumore negli anni a venire (aumento di 3-5 volte la probabilitò, di solito tumori autoctoni) --&gt; però in una piccola percentuale di pazienti trapiantati l’insorgenza di neoplasie è dovuta, più che all’immunodeficienza del soggetto, alla presenza di cellule neoplastiche insite nell’organo trapiantato (ciò oggi non si verifica più perché sono impiegati esclusivamente organi perfettamente sani). <br><strong>2) AIDS:</strong> aumentano i pazienti vivi affetti da questa patologia per via delle nuove terapie.<br><strong><br>SIR (Rapporto di Incidenza Standardizzato</strong>: mette in rapporto il numero totale dei casi di tumore riscontrati negli immunodepressi con l’incidenza della popolazione normale; se il rapporto è uguale ad 1 non c’è differenza fra le due categorie):<br>-Tumori solidi: gli immunocompromessi sono più soggetti di 2/3 volte<br>-Tumori virali : incidenza mille volte maggiore (Sarcoma di Caposi, linfoma di Hodgkin)&nbsp; --&gt; spiegazione:<br>Vi sono 2 teorie --&gt; <br><strong>Il sistema immunitario compromesso:</strong><br>1) Non riesce ad eliminare tutti i virus fra cui quelli oncogeni.<br>2) Non riconosce le cellule tumorali trasformate dai virus<br>Entrambe le teorie sono aggreditate.<br>Nell'AIDS non si presentano particelle virali di EBV mentre le cellule linfoidi infettate (latenti) sono altamentee proliferanti (linfomi di Hodgkin) --&gt; questo accredita la teoria per cui le cellule infettate sono eliminate dal sistema immunitario di individui sani, non durante l'infezione ma quando sono state trasformate.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 17:33:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Riconoscimento dei tumori (non virali) da parte del sistema immunitario</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525824980</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>TILs:</strong> linfociti T associati al tumore, spesso infiltrati nella massa tumorale e rientranti nelle cellule stromali reclutate dalle cellule tumorali.<br>Es carcinoma ovarico, chi presenta un elevato numero di tali linfociti ha un tasso di sopravvivenza maggiore e risultati simili sono stati riscontrati anche nel melanoma.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 17:40:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Antigeni che determinano risposte del sistema immunitario</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525844629</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-TSA: antigeni specifici del tumore </strong>--&gt; espressi dalle cellule tumorali.<br><strong>-TAA: antigeni associati al tumore</strong> --&gt; espressi da tutte le cellule e nei tumori in un quantitativo aberrante.<br><br></div><blockquote><strong>Esperimenti per la loro identificazione:<br>1) Melanoma</strong> --&gt; se ne asporta un pezzo --&gt; si isolano le cellule tumorali vere da quelle mononucleate immunitarie --&gt; entrambi i citotipi vengono messi nella stessa coltura --&gt; tempo di incubazione --&gt; si isolano i linfociti T citotossici specifici attivati dalla presenza di tale melanoma.<br><strong>Si prendono dal melanoma i mRNA</strong> --&gt; trascrittasi inversa --&gt; cDNA --&gt; si impianta in un plasmide --&gt; ogni plasmide corrisponde ad una molecola espressa dal melanoma.<br>Prendo i plasmidi --&gt; transfezione di cellule che esprimono MHC-I --&gt; le metto a coltivare con i cloni linfocitari (precedentemente isolati (1)) --&gt; se vi è lisi di cellule transfettate --&gt; vuol dire che in queste cellule transfettate c'è la sequenza antigenica che stimola i linfociti T.</blockquote><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 17:53:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525863767</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>2) SEREX (analisi sierologica del DNA ricombinante)</strong>:<br>Massa tumorale --&gt; si estrae mRNA con <strong>colonne oligo dt</strong> (legano la coda di poliA) --&gt; trascrittasi inversa --&gt; cDNA --&gt; lo mettiamo in batteriofago --&gt; infettono una coltura batterica --&gt; lisi dei batteri --&gt; su questa piastra applichiamo un foglio di nitrocellulosa che sarà in grado di prelevare i fagi che hanno portato alla lisi batterica --&gt; aggiungiamo gli anticorpi ottenuti dai pazienti affetti dal tumore oppure da pazienti normali che attaccano i fagi in questione --&gt; se c'è reazione positiva possiamo vedere la sequenza che ha indotto la risposta.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 18:05:39 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Antigeni tumorali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525892729</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Prodotti di forme oncogeniche mutate di geni normali: </strong><br><strong>Es: </strong><br>a)mutazione di RAS --&gt; non viene più riconosciuta come self.<br>b)Geni di fusione che derivano dalla formazione del cromosoma Philadelphia --&gt; formazione del gene Bcd/Abl --&gt; vengono riconosciuti come non self e presentati (sottoforma di proteina) su MHC-I.<br>c) Prodotti delle mutazioni di geni oncosoppressori come p53.<br><br><strong>-Prodotti di geni mutati casualmente:</strong> non sono correlati al genotipo tumorale ed alle sue caratteristiche, si tratta di una mutazione su un gene che non causa e non determina l’insorgenza di tumori ma che viene riconosciuto come non self. <br><br><strong>-Prodotti di oncogeni espressi in maniera anomala pur non avendo mutazioni:</strong> <br><strong>Es:</strong><br><strong>Iperespressione di Her2/Neu</strong> --&gt; carcinoma della mammella --&gt; evoca una risposta immunitaria dovuta alla rottura della tolleranza.<br><strong>Tirosinasi: </strong>biosintesi della melanina --&gt; cloni CD8+ MCH1 e CD4+ MHC2 sono stati identificati in pazienti affetti da Melanoma ed aventi specificità per la tirosinasi (di norma è espressa in piccole quantità qui invece si trova iperespressa).<br><br><strong>-Prodotti di geni silenti nella maggior parte dei tessuti normali:</strong><br>Es: gli antigeni tumorali testicolari espressi nel gamete e nel trofoblasto --&gt; riespressi in numerosi tumori (mai nelle cellule somatiche).<br>Il primo tipo di questi fu scoperto durante il clonaggio di geni che codificavano <br>per proteine del melanoma e vennero chiamati <strong>MAGE</strong>. Sono stati identificati anche in altri tipi di tumori. <br><br><strong>- Prodotti di virus oncogeni:</strong> la proteina E6 e E7 son tipiche del HPV mentre EDNA del virus di Epstein Barr associato a carcinoma nasofaringeo <br><br><strong>-Antigeni oncofetali: </strong>l'antigene<strong> carcinoembrionario </strong>è espresso dal fegato e dal pancreas nei primi mesi di vita intrauterina e dalle cellule della mammella durante l'allattamento.<br>Viene espresso in alcuni tumori, stessa cosa l'alphafetoproteina.<br><br><strong>- Glicolipidi e Glicoproteine</strong>: possono essere alterati in molti tumori fungendo da antigeni non self.<br><strong>Es gangliosidi</strong> --&gt; bersaglio dei linfociti gamma-delta che non hanno restrizione MHC ma riconoscono antigeni di varia natura.<br><br><strong>-Mucine:</strong> sono glicoproteine di membrana che possono essere glicosilate in modo aberrante diventando così dei determinanti antigenici.<br><br><strong>&nbsp;-Antigeni di differenziazione espressi in tessuti diversi da quelli di origine</strong>:&nbsp;questi non sono importanti tanto nella risposta immunitaria ma sono utili per valutare la prognosi di un tumore. Un marcatore molto importante è il PSA (elevati livelli in tumori della prostata) ed il CD20 (Espresso dalle cellule B ed espresso anche nei linfomi a cellule B).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 18:24:37 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 18:26:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2525897654</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 18:27:45 UTC</pubDate>
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         <title>Immunosorveglianza</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2526178421</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Massa tumorale è eterogenea</strong> --&gt; può essere rappresentata da vari cloni ognuno con un diverso assetto antigenico --&gt; la risposta immunitaria eterogenea.<br><br><strong>Linfociti T</strong><br><strong>I linfociti T citotossici </strong>possono riconoscere cellule potenzialmente maligne che esprimono un peptide anomalo in associazione all'MHC --&gt; questi possono essere isolati dai portatori dei tumori animali, uomini) --&gt; più è alto il numero e meglio è a livello di prognosi.<br><strong>I linfociti T infiltrati nei tumori (TIL)</strong>: includono anche i citotossici, ma per attivare una risposta è necessaria sempre la cross-presentazione da parte delle cellule dendritiche.<br>La loro presenza è correlata anche alla possibilità di sviluppare metastasi<br><strong>Presentazione degli antigenti tumorali ai linfociti T</strong>:<br>-Le cellule dendritiche fagocitano antigeni/cellule tumorali --&gt; li porta al linfonodo drenante --&gt; presentati sulle molecole MHC-I ai linfociti T citotossici e ai linfociti T helper (le cellule dendritiche hanno anche i fattori costimolatori per attivarli) --&gt; i T helper danno segnali necessari per la differenzazione dei linfociti T vergini CD8+ in T citotossici effettori per il tumore --&gt; migrano verso la cellula tumorale e la uccidono senza necessità della costimolazione.<br><br><strong>Immunoscore: </strong>classificazione immunologica per predire la diagnosi di un tumore e indirizzare la scelta terapeutica --&gt; maggiore è il numero di citotossici e maggiore è l'immunoscore e dunque migliore è la prognosi.<br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 23:18:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ATTIVAZIONE LINFOCITICA (IPOTESI DEL DOPPIO SEGNALE)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>I linfociti naive (sia B che T) sono quelli che non hanno mai incontrato un antigene e circolano nel sangue e negli organi linfoidi secondari--&gt; sono in G0 (quiescenti)--&gt; in seguito a stimolazione--&gt; G1--&gt; mitosi e si dividono in modo da creare un altissimo numero di cellule con recettori uguali in grado di riconoscere il medesimo antigene specifico.<br>Per attivare i linfociti naive c'è bisogno di 2 segnali distinti:<br>1) il BCR o TRC (recettori presenti rispettivamente su linfociti B e T) riconoscono l'antigene (RISPOSTA SPECIFICA).<br>2) Molecole prodotte dall'immunità innata dopo l'incontro con microbi o cellule danneggiate, per esempio la B7 prodotta dalle cellule dendritiche dopo aver incontrato un microorganismo e averlo fagocitato. (GARANTISCE UNA RISPOSTA SOLO IN CASO DI INFEZIONE E NON QUANDO RICONOSCONO ANTIGENI NON PERICOLOSI).<br>Le molecole (COSTIMOLATORIE) che si occupano del secondo segnale sono:<br>1) CITOCHINE&nbsp;<br>2) PRODOTTI DI DEGRADAZIONE DEL COMPLEMENTO (SOLO PER I "B")<br>E SI LEGANO SUL "CORECETTORE".<br>NB: senza la costimolazione (secondo segnale) il linfocita diventerà per tutta la via ANERGICO ( parte un programma che lo inattiverà per sempre).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 23:22:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 23:31:25 UTC</pubDate>
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         <title>Linfociti B</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Portatori di tumori sviluppano anticorpi contro vari antigeni tumorali --&gt; questi uccidono le cellule tramite:<br><strong>-Attivazione del complemento </strong><br><strong>-ADCC (citotossicità cellulare anticorpo dipendente)</strong> --&gt; operata dai NK che possiedono il recettore Fcgamma.<br>Non è stata dimostrata l'efficacia contro i tumori.<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 23:39:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 23:41:32 UTC</pubDate>
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         <title>Cellule NK</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono cellule in grado di uccidere le cellule danneggiate o infettate dai virus.<br><strong>LAK (cellule killer attivate dalle citochine)</strong> --&gt; sono dei natural killer mette in coltura con IL-2 che ne rafforza l'attività citotossica.<br>Anche IFNgamma ne fa aumentare l'attività.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 23:44:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-21 23:45:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 08:35:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 08:35:34 UTC</pubDate>
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         <title>Macrofagi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Esistono 2 differenti fenotipi:<br>-M1 --&gt; </strong>attività citotossica e produzione di <strong>IL-1 e TNF-alpha</strong> --&gt; sono in opposizione con la crescita del tumore.<br><strong>-M2 --&gt;</strong> fenotipo antinfiammatorio --&gt;<strong> produce IL-10 e TGF-beta </strong>--&gt; favoriscono la crescita tumorale.<br><strong>TAMS:</strong> sono macrofagi che infiltrano il tumore --&gt; inizialmente sono M1 poi in seguito alla produzione di determinate molecole da parte del tumore switchano verso M2.<br>(Si sta cercando di caratterizzarli --&gt; magari non facendogli fare lo switch)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 08:39:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Meccanismi di elusione dell&#39;immunosorveglianza</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Li dividiamo in intrinseci ed estrinseci:<br></strong>Intrinseci:<strong><br>a) il tumore non presenta più l’antigene e quindi non abbiamo più il riconoscimento da parte del linfocita CD8+. <br>b) Possiamo avere una mutazione del complesso MHC I o nei geni necessari per il processamento dell’antigene causando la mancata esposizione dell’antigene sulla superfice della cellula. <br>c) Inibizione dell’immunità da parte di citochine immunosoppressive come CTLA4 e PD-1 --&gt; </strong>queste due molecole mantengono la tolleranza al self --&gt; quindi in eventuali terapie ci possono essere effetti collaterali come reazioni autoimmuni: <br>Recentemente l'EMA ha autorizzato anticorpi anti-CTLA4 e ANTI-PD-1 --&gt; hanno poca efficacia contro i tumori con scarse mutazioni somatiche --&gt; ergo sono pochi i linfociti T tumore specifici in grado di rispondere a questi anticorpi.<strong><br></strong>Estrinseci:<strong><br>a) Macrofagi M2<br>b) Linfociti T reg<br>c) MDSC (Myeloid Derived Suppressor Cells)&nbsp;<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 08:48:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 08:49:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 08:50:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Immunosorveglianza dei tumori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Teoria delle tre "E" </strong>--&gt; nata osservando 3 differenti situazioni:<br><strong>• Eliminazione: </strong>il sistema immunitario durante questa fase elimina le cellule tumorali che hanno antigeni riconoscibili, questa è la fase di vera immunosorveglianza. <br><strong>• Equilibrio: </strong>a causa dell’instabilità genetica arriviamo in una fase di equilibrio tra eliminazione e l’insorgenza di nuovi subcloni tumorali che hanno un profilo antigenico molto più basso o hanno sviluppato molecole inibitorie. <br><strong>• Escape:</strong> le cellule tumorali sfuggono al controllo del sistema immunitario e la risposta immunitaria risulta completamente inefficiente. Da qui le cellule tumorali possono moltiplicarsi fino a diventare evidenti.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 08:52:36 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Approci terapeutici dei tumori</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Immunizzazione attiva</strong>:<br>Immunizzazione attiva usando antigeni tumorali:<br>Stimolazione aspecifica<br><strong>Stimolazione specifica</strong> --&gt; vaccini con :</div><ul><li><strong>Cellule tumorali uccise</strong></li><li><strong>Antigeni tumorali ricombinanti&nbsp;</strong></li><li><strong>Cellule dendritiche incubate con antigeni tumorali </strong>--&gt; le cellule dendritiche vengono trasettate con un plasmide che esprime un antigene tumorale --&gt; cellula dendritica esprime la molecola tumorale e la presenta al linfocita T --&gt; <strong>immunizzazione attiva </strong>nel paziente.</li><li><strong>Vaccinazione con cellule tumorali che esprimono IL-2 e molecole costimolatorie</strong> (che introduciamo noi) --&gt; presentano così l'antigene al CD8+ che per via della presenza dell'interleuchina verrà anche ulteriormente potenziato e esso stesso indurra la produzione di IL-2.</li><li><strong>Nei </strong><strong><mark>tumori alla vescica</mark></strong><strong> si usa il Bacillo di Calmette </strong>--&gt; una forma attenuata del batterio della tubercolosi --&gt; si inocula nell'area peritumorale --&gt; va a stimolare l'immunità innata per potenziare l'attività macrofagica.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:06:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:06:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Immunità passiva:</strong><br>a) Immunoterapia cellulare --&gt; linfociti T:<br>Vengono isolati dal sangue o dall'infiltrato tumorale --&gt; messi in coltura con IL-2 --&gt; ne induce l'espansione per poi essere di nuovo inoculati --&gt; nei pazienti (soprattutto con melanoma) --&gt; si ha regressione del tumore.</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:10:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>b) Terapia genica CAR-T:</strong><br>Soprattutto se il paziente soffre di tumore ematogici --&gt; si prelevano i globuli bianchi --&gt; si isolano i linfociti T --&gt; vengono fatti replicare e vengono riprogrammati tramite l'ingegneria genetica in cui viene introdotta una molecola "chimerica --&gt; recettori dei linfociti T che riescono a riconoscere gli antigeni tumorali" --&gt; molecola che presenta:</div><ul><li><strong>Porzione anticorpale esterna --&gt; riconosce l'antigene tumorale e attiva la porzione transmembrana</strong></li><li><strong>Parte variabile sia della catena pesante che di quella leggera</strong></li><li><strong>Dominio transmembrana&nbsp;</strong></li><li><strong>Dominio intracitoplasmatico con sequenza ITAM della catena zeta del TCR in grado di innescare l'attivazione del linfocita</strong> --&gt; (questo dominio è presente soprattutto nelle CAR-T di prima generazione) --&gt; nei CAR-T di seconda generazione --&gt; oltre a ITAM nel dominio intracitoplasmatico viene aggiunta la <strong>porzione intracellulare di CD28 </strong>(induttore dell'attivazione linfocitaria) --&gt; nei CAR-T di terza generazione --&gt; si è aggiunto anche <strong>41BB </strong>--&gt; membro della famiglia del recettore del TNF.</li></ul><div>La porzione extracellulare riconosce l'antigene tumorale --&gt; attiva la porzione intracitoplasmatica senza aver bisogno di un secondo messaggero (cofattore stimolatorio)<br>I CAR-T sono dunque Linfociti T ingegnerizzati che esprimono recettori chimerici.&nbsp;<br>Si sono utilizzati linfociti T e non B perchè si attivano più potentemente e perchè modificando il recettore --&gt; questo può attivarsi senza molecole costimolatorie.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:27:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:28:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ostacoli di questa terapia:</strong><br>-Se il paziente ha una grande massa tumorale --&gt; enorme attivazione in contemporanea di CAR-T --&gt; risposta infiammatoria sistemica --&gt; <strong>sindrome da rilascio di citochine </strong>--&gt; molti pazienti sono morti a causa edema cerebrale.<br>(Per ovviare alcuni pazienti sono trattati preventivamente con anticorpi anti-recettore IL-6).<br>-Nel tempo CAR-T perde di efficacia perchè le cellule tumorali possono presentare un marcatore di disfunzionalità --&gt; <strong>esprimono alti livelli di PD-1</strong> --&gt; inattivano i linfociti T --&gt; ripresentazione del tumore.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:31:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>c) Anticorpi Monoclonali</strong>:<br>Sono usati per attuare una immunizzazione passiva.<br>L'anticorpo monoclonale viene umanizzato --&gt; le gammaglobuline vengono prima prodotte dal topo --&gt; viene rimaneggiato in modo che Fab (lega l'antigene) deve rimanere in grado di legare gli antigeni tumorali e Fc deve essere di tipo umano --&gt; altrimenti rigetto.<br><strong>Herceptin</strong> (contro il carcinoma alla mammella) --&gt; contro il recettore HER2/Neu --&gt; viene inibito con prognosi nettamente migliore.<br>Rituxan (linfoma a cellule B) --&gt; inibisce CD20 marker dei linfociti B.<br>Anticorpi contro il fattore di crescita epidermico, carcinomi testa-collo o tumori del colon-retto.<br>Anticorpo contro VEGF --&gt; induce angiogenesi (non viene usato per il carcinoma polmonare).<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:52:22 UTC</pubDate>
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         <title>Marcatori tumorali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Marcatori circolanti: </strong>molecole che troviamo nei fluidi biologici, che troviamo a livello sierico-plasmatico o anche salivare.<br><strong>Marcatori istologici: </strong>molecole che possono essere espresse normalmente da cellula tessuto normale e che poi vengono messe in evidenza dall’anatomopatologo. <br>Bisogna osservare la variazione di concentrazione di un marker nel tempo e non solo il fatto che sia al di sopra del cut-off.<br><strong>Alcuni tipi di marker:</strong><br><strong>-Antigeni oncofetali</strong> --&gt; antigene carcinoembrionario (CAE o CD66) --&gt;&nbsp;</div><blockquote>è una molecola di adesione che interviene nell'adesione omotipica ed eterotipica --&gt; viene espressa durante la vita intrauterina, nella mammella in allattamento e nel colon a bassi livelli, durante i primi 6 mesi di gravidanza ad alta concentrazioni la troviamo: nell'intestino, pancreas e nel fegato.<br>Questo ci fa capire come alti livelli sierologici sono associati a: tumore al colon, al pancreas o alla mammella ma può essere presente anche in caso di patologie di tipo infiammatorio.&nbsp;<br>Viene usato prevalentemente nei carcinomi al tratto colon-retto in cui è indice dell'estensione del tumore e viene dosato ad ogni ciclo di chemioterapia sia prima che dopo --&gt; (Oltre al CEA vengono dosati altri marcatori quali per esempio alcune mucine (CA 19.9 e CA 72.4) e alcune citocheratine circolanti (TPA, TPS e Cyfra21.1).&nbsp;</blockquote><div><strong>-Glicolipidi </strong>(gangliosidi --&gt; GM2)<br><strong>-Glicoproteine </strong>(mucine --&gt; sono indicate con CA-numero che varia da tumore a tumore, rispetto a quelle fisiologiche sono particolarmente glicosilate).<br><strong>-Alphafetoproteina AFP</strong> --&gt; è una glicoproteina normalmente sintetizzata durante la vita fetale --&gt; prima dal sacco vitellino poi dal fegato --&gt; la sua concentrazione nel siero fetale è di 2.3 mg/ml e se compare nel siero dell’adulto può indicare la presenza di un tumore o uno stato infiammatorio. <br>Si associa solitamente a tumori epatici o a casi di cirrosi o epatite.<br>Nei paesi con alta incidenza di epatocarcinomi si dosa AFP come screening dei soggetti a rischio.<br><strong>Nella cirrosi epatica </strong>--&gt; AFP i livelli di fucosilazione sono minori rispetto alla neoplasia --&gt; quindi può essere indice di stato infiammatorio o formazione neoplastica.<br><strong>-CA125</strong> --&gt; carcinomi ovarici.<br><strong>-PSA</strong> --&gt; carcinomi prostatici --&gt;&nbsp;</div><blockquote>è un enzima semonogelase che contribuisce a rendere il seme fluido dopo l'eiaculazione permettendo il movimento degli spermatozoi.<br>E' uno screening usato per gli uomini over 50 anni --&gt; se i valori vanno sopra la linea cut-off&nbsp; --&gt; viene usato sia a livelli prognostici che terapeutici.<br>Il valore soglia è 4/10 ng/ml --&gt; può indicare sia uno stato neoplastico che infiamamtorio.<br>Si valuta anche la densità --&gt; PSA/volume dell'organo (indagato tramite ecografia trans-rettale).<br><strong>PSA velocity: </strong>valuta l'incremento annuo di PSA.<br><strong>PSA libero: </strong>inattivo che circola nei vasi<br>Il PSA nel sangue può essere legato:<br><strong>-Alpha1-antichimotripsina<br>-PSA non coniugato --&gt; inattivo</strong></blockquote><div>Nei<strong> carcinomi polmonari </strong>si valuta:</div><blockquote>-<strong> a non piccole cellule</strong> in cui analizziamo il CEA+CITOCHERATINE+SCC (antigene squamocellulare), <br>- <strong>a piccole cellule </strong>in cui analizziamo l’NSE (Neuron Specific Enolase).&nbsp;</blockquote><div><br></div><blockquote><strong>Nei Feocromocitomi</strong> valutiamo le catecolamine urinarie+ NSE.&nbsp;La NSE viene espressa nei tumori endocrini (come appunto il feocromocitoma, nei tumori a piccole cellule, apodomi, carcinomi midollari della tiroide) è molto specifica anche per i tumori polmonari a cellule piccole&nbsp;</blockquote><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 09:55:57 UTC</pubDate>
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         <title>Sensibilità e specificità dei test</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Sensibilità:</strong> misuriamo la capacità di questo di identificare correttamente i pazienti malati --&gt; quindi è la probabilità che un paziente risulti positivo al test.<br><strong>Specificità:</strong> è la capacità di identificare correttamente i pazienti sani --&gt; quindi la probabilità che un paziente sano risulti negativo.<br>Ergo:<br>Se un test è molto sensibilile→ raramente misclassifica gli ammalati. Se un test è molto specifico→ raramente misclassifica i sani.&nbsp;<br>Nella situazione reale può accadere che se siamo in un valore basso o vicino al valore del cut-off --&gt; falsi positivi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 10:00:42 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 10:01:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 10:01:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 10:01:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 10:01:53 UTC</pubDate>
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         <title>MicroRNA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vengono usati come marcatori tumorali.<br><strong>La deregolazione dei miRNA può avere un ruolo nella: </strong><br>- Iniziazione tumorale <br>- Progressione tumorale <br>- Nella metastasi <br>- Nella resistenza alla terapia <br>I microRNA possono comportarsi sia da oncosoppressori che da oncogeni:<br><strong>-MicroOnco:</strong> se iperespresso e il suo bersaglio è un oncosoppressore --&gt; disattiva oncosoppressore --&gt; <strong>mir-21 </strong>--&gt; degrada PTEN --&gt; regola il pathway di PI3K e akt (NB: L’interazione tra CD28 e la molecola costimolatoria porta al reclutamento la chinasi PI3 e ciò a sua volta attiva la chinasi Akt che permette la sopravvivenza del linfocita T attivato. )<br><strong>-Da oncosoppressore: </strong>quando inibisce un protoncogene ma la sua espressione viene diminuita e quindi aumenta quella del protoncogene --&gt; di questi --&gt; <strong>miRNAs-15 e 16 </strong>--&gt; regolano Bcl-2 (molecola anti-apoptotica) --&gt; se sono ipoespressi --&gt; Bcl-2 aumenta --&gt; cellula avrà maggiore sopravvivenza-<br>Un altro esempio è <strong>miRNA let-7 </strong>--&gt; sono ipoespressi nei tumori del colon, polmon e della mammella --&gt; bersagliano RAS --&gt; vantaggio proliferativo alla cellula.<br>Si sta valutando il loro uso come marker e agenti terapeutici.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 10:54:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Figure 1. MicroRNA-Mediated Regulation of RAS Expression in Caenorhabditis elegans and Humans. In specific vulval precursor cells from worms (Panel A) and in normal human lung tissue (Panel B), mir-84, a member of the let-7 microRNA family, and let-7, respectively, are transcribed, and the transcripts, which have characteristic hairpin structures, are processed into mature microRNAs. These are then incorporated into a silencing complex (called miRISC). MicroRNA species guide miRISC to target mRNAs by hybridizing to complementary sequences in the 3'UTRs of the mRNAs and thereby prevent their translation. A recent study by Johnson and colleagues1 showed that members of the let-7 family repress the expression of RAS genes and that this mechanism is potentially relevant to the pathogenesis of lung cancer (Panel C). The question marks in Panel C indicate that the reduced expression of let-7 microRNA in lung cancer may be due to alterations in transcription, processing, or maturation. The abrogation of translational repression results in the overexpression of RAS proteins in lung-cancer cells. Additional details of the mechanism by which microRNA represses gene expression are available elsewhere.2 ORF denotes open reading frame</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 10:54:26 UTC</pubDate>
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         <title>Recap sui microRNA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 10:54:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 10:54:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 10:55:02 UTC</pubDate>
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         <title>Organizzazione gerarchica cellulare</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni tessuto ha 3 compartimenti:<br>-Staminale<br>-In rapida mitosi --&gt; rapido aumento delle cellule<br>-Altamente differenziate<br><strong>Es: </strong>cripte intestinali --&gt; fondo = staminali che si dividono occasionalmente in maniera asimmetrica --&gt; poi vanno in continue mitosi (la cellula asimmetrica) man mano che arriva in cima --&gt; all'apice --&gt; massima differenzazione.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 11:20:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Proprietà delle cellule staminali:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>- Autorinnovamento: </strong>dividendosi in maniera asimmetrica la cellula staminale permette il mantenimento del compartimento staminale. <br><strong>- Capacità di differenziamento:</strong> l’organizzazione della loro cromatina permette di dare diversi tipi differenziativi <br><strong>- Controllo omeostatico dei tessuti:</strong> il pool staminale deve essere in grado di sostituire le varie cellule che vengono eliminate. <br><strong><em>NB:</em></strong><em> la cellula staminale può dividersi sia in maniera asimmetrica che simmetrica.</em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 11:22:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Fattori molecolari che regolano la divisione asimmetrica delle cellule staminali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Meccanismi intrinseci:</strong><br>Troviamo molecole presenti nella cellula che si sta dividendo:<br><strong>-Fattori di polarizzazione: </strong>complesso formato dalla proteina chinasi Calpha (PKCalpha) e da molecole PAR --&gt; αPKC-PAR3 o 6, un altro fattore di polarizzazione è la molecola "<strong>inscrutable</strong>" in associazione alle proteine PINS (pattern di inscrutable)<strong><br>-Determinanti del destino cellulare: </strong>complesso Miranda-Brat associato a prospero o dalla proteina PON associata a Nub.<br>Questi due durante la divisione asimmetrica si distribuiscono solamente in un polo della cellula determinandone la porzione che rimarrà staminale.<br><br><strong>-Meccanismi estrinseci:</strong><br>Molecole prodotte da cellule che costituiscono la nicchia staminale (non dalle staminali stesse) --&gt; coadiuvano l'azione dei meccanismi intrinseci determinando il trattenimento della staminale a livello della nicchia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 11:34:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 15:06:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 15:06:50 UTC</pubDate>
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         <title>Vari tipi di cellule staminali</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Staminali embrionali:<br>Cellule totipotenti </strong>--&gt; danno origine sia a tessuti embrionali che a tessuti extraembrionali (blastocisti --&gt; la massa interna (embrioblasto) --&gt; sono cellule totipotenti da cui originano tutti i tessuti.<br>Questo è alla base dei topi Knock-out e Knock-in --&gt; si prendono le cellule staminali della blastocisti --&gt; si mettono in coltura e si determina il silensiamento specifico di un determinato gene --&gt; si rimettono nella blastocisti --&gt; si mette in una madre surrogata --&gt; prole con un gene Knock-out, nei Knock-in invece si accende o si inserisce una sequenza genica di interesse --&gt; poi il procedimento è identico.<br><br><strong>-Cellule staminali adulte:</strong><br>a) <strong>Cellule staminali multipotenti</strong>, capaci di dare origine a tutti i citotipi che compongono un particolare tessuto (es. le cellule mesenchimali dal quale origina tutte le cellule del connettivo), <br>b) <strong>Cellule staminali oligopotenti</strong>, con minore capacità proliferativa responsabile di formazione di alcune linee cellulari <br>c) <strong>Cellule staminali unipotenti </strong>che danno origine ad un solo citotipo <br><br><strong>Nicchie staminali presenti nell'adulto:</strong></div><ul><li>a livello cutaneo nel bulbo pilifero, nelle ghiandole sebacee e negli strati più profondi dell’epidermide&nbsp;</li><li>a livello dell’<strong>intestino tenue</strong>, si trovano nel fondo della cripta intestinale&nbsp;</li><li>a livello <strong>epatico</strong>, situate nei canali di Hering, sono le Cellule Ovali&nbsp;</li><li>a livello<strong> corneale</strong>, che si trovano nella regione del Limbo: regione di congiunzione tra congiuntiva e cornea&nbsp;</li></ul><div>In ogni caso queste cellule staminali hanno una potenzialità limitata e daranno luogo solamente a determinati citotipi e la nicchia darà indicazioni sul destino della cellula staminale.</div><div><strong>Troviamo cellule staminali nel:</strong>&nbsp;</div><ul><li><strong>midollo osseo</strong> che danno origine, non solo alle staminali emopoietiche, ma anche a quelle endoteliali e mesenchimali;&nbsp;</li><li>nel <strong>SNC </strong>in cui sono presenti in due precise zone: la zona sottoventricolare dei ventricoli laterali e la zona sottogranulare del giro del dentato;&nbsp;</li><li>nel<strong> miocardio adulto </strong>in cui sono state identificate staminali che iniziano a proliferare a seguito di un danno d’organo ed esprimono marcatori miocardio-specifici (GATA4, MEF-2c, alpha-cardiac MHC, laminina)&nbsp;</li></ul><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 15:17:51 UTC</pubDate>
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         <title>Cellule staminali pluripotenti indotte (iPS)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Riprogrammazione del DNA --&gt; da differenziata a pluripotente.<br>Pecora Dolly: </strong>ovocita di pecora --&gt; si toglie il nucleo --&gt; la cellula denucleata si fa fondere con il nucleo di un fibroblasto di cellula mammaria --&gt; si ottengono morule --&gt; si inseriscono nell'utero di pecora --&gt; di 29 morule solo 1 ha completato lo sviluppo geneticamente uguale alla pecora che aveva donato il fibroblasto.<br>Quindi il DNA va solo riprogrammato per creare cellule diverse.<br>Sono stati identificati 4 fattori di trascrizione: oct3/4, Sox2, c-myc, Klf4.&nbsp;<br>E' stata identificata la proteina NANOG (Terra celtica dell’eterna giovinezza) che impedisce il differenziamento cellulare.<br>Si sono fatti esperimenti in cui si sono presi fibroblasti umani e sono stati transfettati con oct3/4, Sox2, c-myc, Klf4 e fibroblasti transfettati con oct3/4, Sox2, NANOG e Lin28 e si sono originate cellule staminali pluripotenti.<br>Il problema delle iPS è una erronea metilazione degli istoni che porta ad una espressione inappropriata.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 15:29:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 15:29:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-22 15:30:43 UTC</pubDate>
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         <title>Cancerogenesi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima si pensava ad un <strong>modello stocastico</strong>: ogni cellula potesse essere il bersaglio del processo cancerogenetico, indipendentemente dal compartimento che sia differenziata oppure no, le cellule sono biologicamente equivalenti. <br>Poi si vide che in realtà che il target delle molecole cancerogene sono le cellule staminali che potendo replicarsi sempre possono accumulare più mutazioni (alle molecole cancerogene non conviene attaccare la cellula del villo intestinale che dopo 10g per via dei danni va in apoptosi --&gt; non avrebbe tempo di far nascere il tumore).<br>Quindi si passa ad un <strong>modello gerarchico</strong>:<br>I tumori sono composti da cellule biologicamente differenti, eterogenei nella loro capacità di indurre il tumore --&gt; quindi distinguiamo:<br><strong>-le cellule staminali del tumore</strong> --&gt; tra i tre tipi cellule del tumore (quelle elencate sotto) queste sono le uniche che se inoculate in un topo immunodeficiente possono sviluppare il tumore (tumorigeniche)<br><strong>-le cellule in attiva proliferazione <br>-le cellule a vari stati differenziativi </strong><br>Quindi i farmaci antitumorali eliminano le cellule il proliferazione e non eliminano le cellule staminali tumorali che sono generalmente quiescenti e che solo sotto necessità possono riattivare il ciclo.<br><strong>Esperimento:</strong></div><blockquote>Mieloma multiplo --&gt; cellule messe a crescere su agar --&gt; cellule che hanno perso l'ancoraggio-dipendenza --&gt; solo 1:10000 riesce a formare una colonia --&gt; questo implica che o le cellule leucemiche sono a bassa attività proliferativa oppure solo una piccola frazione di esse è clonigenica --&gt; esiste una gerarchia cellulare nel tumore che mima quella del tessuto (con a capo le staminali).<br>Nella leucemia mieloide cronica --&gt; sono state identificate dai marker CD34+ e CD38- cellule staminali tumorali --&gt; sono le uniche che possono rigenerare la massa tumorale dei topi immunodeficienti.<br>Quindi la maggior parte delle cellule tumorali contribuiscono all’incremento del tumore ma non alla generazione e al mantenimento della neoplasia tipica solamente della staminale.&nbsp;</blockquote><div>E' stata dimostrata l'esistenza di tumori che hanno cellule dormienti che rimangono tali per molto tempo e sono responsabili delle recidive (neoplasie che si manifestano dopo molti anni).<br>Sono state identificate in diversi tumori le cellule staminali tumorali --&gt; presentano marcatori che sono marcatori di staminalità --&gt; queste cellule presentano un'errata divisione asimmetrica e vengono identificate in 2 modi tramite<strong> FACS (Fluorescent Activated Cell Sorting)</strong> :<br>-Vengono trapiante in topi --&gt; si vede se rigenerano il tumore<br>-Vengono messe in colture --&gt; si vede se formano sfere.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Sviluppo della farmacoresistenza</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come avviene nei batteri --&gt; dopo tempo sotto farmaci antitumorali --&gt; si vengono a selezionare i cloni resistenti al trattamento farmacologico (chemioterapia) mentre le altre che ovviamente non resistono vanno incontro a destino infausto --&gt; la massa si riduce ma quelle che rimangono sono resistenti.<br><strong>Modi con cui le cellule tumorali sviluppano resistenza:</strong><br><strong>- possono alterare i meccanismi di riparo del DNA e ridurre i tassi di apoptosi,</strong><br>- in altri casi alcune cellule neoplastiche possono <strong>ipo-esprimere recettori superficiali o trasportatori</strong> in modo tale che il farmaco non possa più legarsi alla cellula, <br>- possono <strong>aumentare specifiche proteine coinvolte nel trasporto extracellulare del farmaco</strong> ad esempio la glicoproteina P, <br>- abbiamo <strong>un’alterazione del metabolismo del farmaco</strong> per modificazione di un enzima cellulare coinvolto nel catabolismo del medicinale causando una diminuzione dell’azione del farmaco o un aumento dell’inattivazione.<br> <br>Tutti questi fattori portano ad un accumulo limitato del farmaco nella cellula con conseguente: <br><strong>- blocco della morte cellulare programmata </strong><br><strong>- dell’attivazione dei meccanismi di risposta che detossificano i farmaci <br>- attivazione del ciclo cellulare.</strong>&nbsp;<br>Il 90% delle morti è dovuta alle metastasi perchè spesso queste derivano da cellule chemioresistenti derivanti dal primo tumore che ha subito un primo trattamento chemioterapico.<br>Non posso rimuoverle chirurgicamente altrimenti vado a fare un'ulteriore selezione di cellule che sono in giro nell'organismo, magari sono quiescenti e purtroppo poi le cellule diventano inarrestabili.<br>Riassumendo il limite dei nostri trattamenti chemioterapici sta nel fatto che andiamo a bersagliare le cellule sbagliate, ovvero, quelle cellule in attiva proliferazione e non le CST e aggiungiamo che le cellule tumorali inoltre sviluppano anche farmacoresistenza.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fin dall'antichità si indicano vari tipi di diabete con sintomi con poliuria (eccessiva produzione di urine), accompagnata da polidipsia (stato di sete intensa che porta a ingerire notevoli quantità di liquidi.<br>Dalla pratica di assaggiare le urine dei pazienti --&gt; nascono 3 forme diverse di diabete --&gt;<strong> terminologie ancora usate oggi:</strong><br><strong>-Urine senza sapore</strong> --&gt; <strong>Diabete insipido</strong> --&gt; deficit ADH --&gt; causato da:<br>a) Mancata produzione --&gt; diabete insipido centrale<br>b) Alterazione della sua azione biologica a livello renale --&gt; diabete insipido nefrologico --&gt; determina poliuria con conseguente polidipsia.<br><strong>-Urine con sapore metallico di ferro</strong> --&gt; <strong>Diabete bronzino</strong> --&gt; emocromatosi (termine usato oggi) --&gt; patologia metabolica causata da abnorme e progressivo deposito di ferro in vari tessuti --&gt; disfunzione di organi quali fegato, pancreas, cute e cuore.<br>Esistono forme ereditarie (emocromatosi genetica) e altre forme di tipo morboso (emocromatosi secondaria).<br><strong>-Urine dolci --&gt; diabete mellito</strong>.<br> Il diabete mellito è stato scoperto casualmente da due scienziati che rimuovengo il pancreas da un cane si resero conto che sviluppava diabete mellito e dimostrarono anche che il reimpianto del pancreas curava il diabete mellito ma non la funzione digestiva --&gt; diabete non dipendeza dalla digestione del glucosio ma da una funzione endocrina --&gt; Langherans scoprì le omonime isole e più in là si scoprì l'insulina --&gt; si notò che iniettando estratti di pancreas (ottenuti da un cane sano) in un cane diabetico --&gt; questo guariva --&gt; aprì la strada all'isolamento dell'insulina.<br>Oggi come cura per il diabete di tipo I si usa l'insulina di derivazione biotecnologica sintetica.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 21:33:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>BREVE RACAP DELLE MALATTIE DA IPERSENSIBILITA&#39;</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si riscontrano quando:<br>1) Risposta immunitaria è inadeguatamente controllata<br>2) Risposta immunitaria rivolta verso il self--&gt; autoimmunità<br>Sono classificate in base alla tipologia di risposta immunitaria e al meccanismo effettore responsabile del danno cellulare e tissutale:<br>- IPERSENSIBILITA' DI TIPO I (IPERSENSIBILITA' IMMEDIATA/ALLERGIA--&gt; dovuta a anticorpi IgE specifici per antigeni ambientali<br>-IPERSENSIBILITA' DI TIPO II: causata da autoanticorpi (IgG e IgM) diretti contro antigeni cellulari o componenti della matrice extracellulare<br>-IPERSENSIBILITA' DI TIPO III: mediata da immunocomplessi.<br>La patologia è causata da autoanticorpi contro molecole solubili formano immunocomplessi che si depositano nei tessuti (vasi sanguigni)--&gt; danno tissutale.<br>-IPERSENSIBILITA' DI TIPO IV: provocata da linfociti T helper o citotossici.<br>Es: diabete melito tipo I--&gt; CD4 e CD8 contro le cellule beta del pancreas--&gt; distrutte&nbsp;<br><br>Per ulteriori spiegazioni vedere la sezione dedicata su ImmunoLiuk.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 21:52:16 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>EPIDEMIOLOGIA, DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per diabete mellito si intende un insieme di sindromi differenti --&gt; è un diabete a forma epidemica perchè effettivamente si assiste ad un notevole aumento dei casi anno per anno come una vera e propria epidemia.<br><strong>Tutte i diabeti melliti sono accumunate da:</strong><br><strong>-Iperglicemia cronica<br>-Alterato metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine.</strong><br>Queste due alterazioni sono causate da deficit di insulina --&gt; causato da --&gt;<br><strong>-Mancata o inadeguata secrezione di insulina</strong><br>-Diminuzione dell'azione biologica dell'insulina --&gt; <strong>insulino resistenza</strong>.<br>Nell'uomo sono riscontrabili 2 forme:<br><strong>-Diabete mellito di tipo 1 (diabete giovanile o insulino-dipendente) </strong>--&gt; mancata produzione o inadeguata secrezione di insulina per via di --&gt;<strong> ipersensibilità di tipo IV </strong>--&gt; quindi si ha una rottura della tolleranza caratterizzata da una risposta autoimmunitaria mediata dai CTL e T helper --&gt; attaccano le cellule beta del pancreas --&gt; non si ha più insulina.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 21:53:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Diabete mellito di tipo II</strong> (diabete senile o insulino-indipendente) --&gt; diminuzione dell'efficacia dell'insulino --&gt; insulino resistenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 21:55:06 UTC</pubDate>
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         <title>Metabolismo degli organi principali implicati nel controllo della glicemia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il glucosio entra nel sangue</strong>:<br>-Per via endogena --&gt; gluconeogenesi.<br>-Per via esogena --&gt; alimentazione.<br><strong>Il glucosio esce dal sangue:</strong><br>-In condizioni fisiologiche --&gt; per la fosforilazione ossidativa --&gt; energia.<br>-In condizione patologiche --&gt; quando i livelli sono eccessivi e vanno al di sopra del riassorbimento del tubulo renale --&gt; eliminazione a livello renale.<br>La glicemia subisce variazioni giornaliere --&gt; 3 picchi --&gt; ora dei pasti --&gt; colazione, pranzo e cena (fegato accumula glucosio 6P)--&gt; in condizioni fisiologiche rimangono comunque compresi da un minimo di 80 ad un massimo di 110 mg/dl grazie all'azione di insulina (abbassa la glicemia se questa è &gt; di 110-120mg/dl) e glucagone.<br>-<strong>Ipoglicemia --&gt; se la glicemia &lt; 80mg/dl</strong> --&gt; l'insulina non può espletare la sua azione e le cellule non assorbono il glucosio --&gt; cellule neuronali in sofferenza (si può svenire), mentre le muscolari hanno il deposito di glicogeno e gli adipociti hanno un deposito di trigliceridi.<br><strong>-Iperglicemia --&gt; glicemia &gt; 120mg/dl il glucosio va ad intaccare le proteine plasmatiche</strong> --&gt; viene alterata la loro struttura e funzione per via della glicosilazione aspecifica (Es emoglobina glicata).<br>Quando aumenta la glicemia (pasto ricco di carboidrati) --&gt; <br>-Fegato lo internalizza --&gt; glucosio6P<br>-Rilascio di insulina dal pancreas --&gt; glicogeno sintesi epatica e muscolare (3x fegato come quantitativo di glicogeno).<br>-Inibizione gluconeogenesi epatica<br>-Sintesi di acidi grassi nel tessuto adiposo<br>Tutti questi meccanismi --&gt; fanno diminuire la glicemia --&gt; diminuzione dle rilascio di insulina e aumento della secrezione di glucagone --&gt; per via della ridotta insulinemia entra meno glucosio a livello muscolare e epatico.<br><strong>Se invece la glicemia scende sotto gli 80mg/dl:</strong><br>-mobilizzazione del glicogeno e rilascio di glucosio da parte del fegato (indotta dal glucagone),&nbsp;<br>-rilascio di acidi grassi da parte del tessuto adiposo,&nbsp;<br>-cambiamento del combustibile da glucosio ad acidi grassi da parte di muscolo e fegato]&nbsp;<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 22:10:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Metabolismo del glucosio nei vari organi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Cervello:</strong></div><blockquote>Le cellule che lo compongono mancano di enzimi per perseguire altre strade al di fuori del metabolismo del glucosio --&gt; necessita di continuo rifornimento di glucosio --&gt; se il digiuno continua a lungo può usare i corpi chetonici per minimizzare la demolizione delle proteine.<br>Glucosio entra --&gt; fosforilato a glucosio-6-P --&gt; fosforilazione ossidativa.</blockquote><div><strong>-Muscolo: </strong></div><blockquote>Come il cervello manca di glucosio-6-fosfatasi --&gt; il glucosio non può essere esportato fuori --&gt; quindi il glucosio accumulato sotto glicogeno non può essere esportato ma solo consumato in loco per le contrazioni rapide --&gt; infatti viene subito convertito in glucosio-6P.<br><strong>Nel muscolo in attività prevale la glicolisi alla fosforilazione ossidativa</strong> (ciclo di Krebs) --&gt; piruvato --&gt;<br>-lattato --&gt; fegato --&gt; conversione in glucosio tramite gluconeogenesi --&gt; questo riciclo prende il nome di "<strong>ciclo dei cori</strong>".<br>-Transaminazione in alanina --&gt; sangue --&gt; fegato --&gt; gluconeogenesi-<br><strong>Nel muscolo a riposo</strong> --&gt; il combustibile sono gli acidi grassi, capsa acidi grassi dalle VLDL.</blockquote><div><strong>-Tessuto adiposo: </strong><br>Immagazzina grandi riserve energetiche sottoforma di trigliceridi --&gt; gli A.grassi derivano dal fegato e dalle VLDL --&gt; sono NEFA --&gt; acidi grassi non esterificati --&gt; quindi hanno bisogno del glucosio&nbsp; non essendo in grado da soli di fare il glicerolo-3P --&gt; quindi nel tessuto adiposo vengono attivati e trasferiti sul glicerolo-3P.<br>All'occorenza tramite lipasi può formare degli acidi grassi --&gt; quando c'è glucosio --&gt; vengono esterificati --&gt; formazione dei tg --&gt; quando non c'è glucosio --&gt; vengono staccati dalle lipasi e rilasciati non esterificati (NEFA).<br><strong>-Metabolismo epatico:</strong><br>E' una vera e propria pompa di nutrienti che vengono poi immessi nella circolazione --&gt; regola i livelli ematici di molti metaboliti.<br>Assume grandi quantità di glucosio che trasforma in glicogeno --&gt; se poi ci sarà bisogno di glucosio --&gt; glicogenolisi.<br>I principali precursori del glucosio sono il lattato e l’alanina provenienti dal muscolo, il glicerolo proveniente dal tessuto adiposo, e gli aminoacidi gluconeogenetici eventualmente assunti con la dieta. <br><strong>Ruolo del fegato nel metabolismo lipidico:</strong></div><blockquote><strong>-Ipernutrizione</strong> --&gt; sintetizza A.grassi --&gt; li esterifica --&gt; VLDL --&gt; tessuto adiposo (in queste condizioni presenta molto malonil-CoA, molecola che fornisce unità acetiliche durante la sintesi degli acidi grassi) --&gt; tg.<br>-Digiuno --&gt; beta-ossidazione degli acidi grassi --&gt; corpi chetonici.<br>Lo switch tra queste due modalità dipende dalla possibilità degli acidi grassi di entrare nella matrice mitocondriale interna dove avviene la beta-ossidazione mentre nel citoplasma avviene la formazione delle VLDL --&gt; quindi lo switch dipende dai meccanismi di trasporto degli acidi grassi nella matrice mitocondriale&nbsp; --&gt; molecola shuttle <strong>carnitina</strong> --&gt; permette di trasportare gli acidi grassi a catena lunga esterificati con la carnitina (acil-carnitina) attraverso una <strong>traslocasi</strong> --&gt; quindi sul lato citoplasmatico del mitocondrio si forma per esterificazione acil-carnitina (carnitina acil-transferasi I <em><sub>(inibito dal malonil-CoA che è un intermedio della sintesi degli A.grassi --&gt; ergo avvisa che si può tornare alla sintesi e non c'è più bisogno di metabolizzare acidi grassi)</sub></em>--&gt; acil-CoA <sub>(acido grasso attivato)</sub> con la carnitina --&gt; formazione di acilcarnitina e coenzima A).<br>Il diabete mellito = digiuno --&gt; perchè in entrambi i casi non c'è insulina e quindi il glucosio non venendo captato induce metodi alternativi --&gt; beta-ossidazione --&gt; formazione dei corpi chetonici per unione di tante molecole di Acetil-CoA che non potranno essere condensate con l'ossalacetato essendo questo impiegato nella gluconeogenesi --&gt; ciclo di Krebs bloccato.<br><strong>Breve recap sulla circolazione delle lipoproteine:</strong><br>Nel circolo inoltre sono usati per mantenere lo stato di nutrizione di tutte le cellule (discorso analogo si può fare per i chilomicroni, sintetizzati dagli enterociti e immessi in circolo, ma formati da lipidi esogeni); a livello soprattutto del tessuto muscolare e del tessuto adiposo, le lipoprotein-lipasi staccano gli acidi grassi presenti all’interno dei chilomicroni: gli acidi grassisono quindi captati dalle cellule di questi tessuti. Contemporaneamente, soprattutto l’intestino, ma anche il fegato, producono le HLD, lipoproteine molto povere di lipidi, che presentano una proteina assentenei chilomicroni: l’ApoE. In circolo i chilomicroni sono attaccati dalle lipoprotein-lipasi e di conseguenza, riducono il loro quantitativo di acidi grassi, riducendo progressivamente le loro dimensioni. Quando i chilomicroni incontrano in circolo le HDL, si realizza uno scambio: il chilomicrone cede l’eccesso di fosfolipidi all’HDL, mentre l’HDL cede ai chilomicroni l’ApoE, che, dopo questa acquisizione, prendono il nome di remnants; quest’ultimi, possono quindi essere ricaptate dal fegato, le cui cellule sono provviste del recettore per l’ApoE.</blockquote><div><br><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 22:40:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Entrata del glucosio nelle cellule</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il glucosio è una molecola polare --&gt; non può entrare nella cellula --&gt; trasportatori GLUT --&gt; diffusione facilitata --&gt; entra per gradiente (avviene sempre nei capillari perchè il glucosio è più concentrato).<br>Ci sono 5 isoforme di GLUT --&gt; tutte presentano 12 segmenti transmembrana idrofobici (alpha-eliche), l'ansa tra i segmenti 1-2 è glicosilata e sono presenti 3 siti ai quali si può legare il D-glucosio e gli inibitori della diffusione facilitata).<br><strong>5 isoforme:<br>GLUT 1/3: </strong>in tutte le cellule --&gt; responsabili della captazione basale di glucosio --&gt; hanno un'elevata affinità per il glucosio (costante di Micheal-Menten --&gt; Km=1mM), GLUT3 è espresso soprattutto nel cervello.<br><strong>GLUT 2:</strong> è espresso nel fegato (deposito) e cellule beta del pancreas (sensore di glicemia --&gt; rilascio di insulina post-prandiale)--&gt; bassa affinità per il glucosio km=15-20mM ma ha elevata capacità di trasporto --&gt; quindi fa entrare il glucosio solo in condizioni di iperglicemia --&gt; quindi periodi postprandiali ed entra in maniera estremamente veloce.<br><strong>GLUT 4: </strong>media l'ingresso del glucosio negli organi insulino-indipendenti --&gt; km=5mM ma l'espressione dipende dalla stimolazione insulinica (cuore, muscolo cardiaco e scheletrico).<br><strong>GLUT 5: </strong>presente nel tenue e lavora insieme a SGLUT (cotrasportatori di Na+/glucosio da parte degli enterociti --&gt; pompa glucosio nelle cellule epiteliali intestinali --&gt; quindi <strong>trasporto di glucosio dal lume intestinale al sangue</strong>.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 22:57:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 22:57:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 22:57:44 UTC</pubDate>
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         <title>Sintesi dell&#39;insulina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cellule beta --&gt; RER --&gt; pre-pro-insulina --&gt; quindi necessita di 2 tagli proteolitici per l'attivazione --&gt; rimozione del peptide segnale di 19 AA --&gt; pro-insulina costituito da un’unica catena polipeptidica di 84 residui, con due ponti disolfuro intramolecolari. --&gt; esce dal RER e va nel golgi tramite granuli secretori --&gt;&nbsp; l'attivazione avviene nel golgi prima della secrezione con formazione di insulina e di peptide C (suo marker essendo prodotto in concentrazione equimolare --&gt; valutazione dell'efficienza della secrezione insulinica).<br>L'insulina quindi è formata da una catena A di 21 AA e da una catena B di 30AA unite covalentemente mediante 2 ponti disolfuro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 23:05:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Secrezione dell&#39;insulina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2527899183</link>
         <description><![CDATA[<div>Cellule beta --&gt; granuli di insulina --&gt; quando la glicemia aumenta permette l'entrata di glucosio tramite <strong>GLUT2</strong> --&gt; glucosio entra molto velocemente --&gt; aumento della concentrazione di ATP (glicolisi aerobia e anaerobia) --&gt; <strong>attivazione dei canali ionici K+</strong> sensibili alla concentrazione di ATP <em>(SUR recettore delle sulfaniluree, si chiude se aumenta la concentrazione di ATP, ha quattro  subunità ioniche poste centralmente e quindi interne (Kir 6.2) e quattro subunità regolatorie esterne, note con il nome di SUR1 (Sulfonilurea Receptor), poiché sensibili all’azione di sostanze usate nella terapia del diabete insulino-resistente dette sulfaniluree. )</em>--&gt; diminuisce l'uscita di potassio --&gt; accumulo di cariche positive --&gt; depolarizzazione --&gt; apertura di un canale Ca2+-voltaggio dipendente --&gt; l'entrata di calcio permette l'esocitosi delle vescicole (risposta rapida per esocitosi delle vescicole preformate --&gt; risposta al picco glicemico, intanto inizierà la produzione di nuova insulina per una seconda onda di risposta al picco glicemico) e quindi dei granuli di insulina e peptide C&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 23:14:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Azione dell&#39;insulina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2527902636</link>
         <description><![CDATA[<div>Cellule beta --&gt; sangue --&gt; recettori per l'insulina --&gt; presenti negli organi insulino-dipendenti:<br><strong>Fegato: </strong></div><blockquote>-facilita l’ingresso del glucosio,&nbsp;<br>-stimola la glicogenosintesi,&nbsp;<br>-stimola la glicolisi,&nbsp;<br>-blocca la gluconeogenesi.&nbsp;<br>• aumenta l’azione delle lipoproteinlipasi endoteliali; quindi, un deficit di insulina ha come conseguenza la presenza in circolo di VLDL o chilomicroni,&nbsp;<br>• inibisce l’attività delle lipasi del tessuto adiposo, impegnato in condizioni di iperglicemia nel processo inverso, ovvero nella captazione del glucosio per formare trigliceridi; quindi, un deficit di insulina determina liberazione in circolo di una quantità elevata di acidigrassi,&nbsp;<br>• favorisce la captazione dei remnants (sono lipoproteine) da parte del fegato; quindi, se manca l’insulina i remnants in circolo aumentano,&nbsp;<br>• inibisce la sintesi delle VLDL, inibendo la produzione di ApoB100; quindi, un deficit insulinico fa venir meno questo effetto inibitorio, aumentano VLDL in circolo. Per questi motivi, oltre che l’iperglicemia, nel soggetto diabetico si riscontra un dismetabolismo lipidico.&nbsp;</blockquote><div><strong>Muscolo:</strong></div><blockquote>• facilita l’ingresso del glucosio,&nbsp;<br>• stimola la glicogenosintesi,&nbsp;<br>• consente l’ingresso di aminoacidi con catena laterale ramificata (come valina, leucina ed isoleucina) i quali favoriscono la costruzione di proteine muscolari.&nbsp;</blockquote><div><strong>Tessuto adiposo</strong></div><blockquote>• facilita l’ingresso del glucosio,&nbsp;<br>• stimola la sintesi e conservazione dei trigliceridi, data l’abbondanza temporanea di acidi grassi e glucosio.] L’insulina ha, inoltre, un effetto stimolatore generale sulla sintesi proteica ed inibisce la degradazione intra cellulare delle proteine.&nbsp;</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 23:19:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Recettore per l&#39;insulina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2527916218</link>
         <description><![CDATA[<div>E' un recettore tirosin-chinasico --&gt; porzione extracellulare (a cui si può legare anche IGF1 prodotto dal fegato in risposta all'aumento dei livelli di GH,e l'insulina può legare il recettore per IGF), transmembrana e intracellulare con attività chinasica.<br>E' l'unico recettore tirosin-chinasico sottoforma di tetramero --&gt; 2 alpha (costituiscono la parte centrale che lega l'insulina) + 2 beta (poste ai lati esterni del tetramero --&gt; sono protirosinchinasi attivabili per transfosforilazione, innescata dal legame con l'insulina e il cambio di conformazione nelle subunità alpha)&nbsp; --&gt;&nbsp; il recettore attiva gli elementi di risposta "KIRS" --&gt; famiglia di proteine composta da almeno 4 membri che iniziano a mediare la cascata intracellulare del signaling --&gt; pathway (come PI3K illustrato):<br><strong>-Mitogeni</strong><br><strong>-Regolazione del metabolismo</strong> --&gt; inibizione della gluconeogenesi (tramite inibizione di akt data da foxo1 nelle cellule del fegato e dei tubuli renali in cui appunto avviene).<br><strong>-Traslocazione GLUT4</strong> (esocitosi delle vescicole) --&gt; questo viene traslocato anche con l'attività fisica che attiva una chinasi 5'AMP-dipendente (quindi dipendente dal consumo di ATP dovuto all'attività fisica) --&gt; ai diabetici si consiglia di fare attività fisica.<br><strong>- via delle MAPchinasi</strong> --&gt; la via stimolata dall’insulina è la via RAS - ERK1/2 - P90 - sintesi proteica di promotori che legando il DNA promuovono la trascrizione di determinati messaggeri e il differenziamento cellulare.&nbsp;<br><br>mTor attivato dalla PI3K fosforila le serine del dominio extracellulare --&gt; minore capacità di attivazione --&gt; interferenza.<br><br>Fattori attivati dal recettore dell'insulina:<br>p-FOXO per GLUCONEOGENESI, p-GSK3 per GLICOGENOSINTESI e p-mTOR per SINTESI PROTEICA e ATTENUAZIONE SIGNALLING DELL’INSULINA&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 23:39:32 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2527916612</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 23:40:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Classificazione del diabete mellito</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2527919037</link>
         <description><![CDATA[<div>La classificazione eziologica corrente contempla più di 50 forme differenti, causate da un’insufficiente secrezione di insulina e/o da fattori che contrastano la sua azione biologica, generando una condizione di insulinoresistenza.&nbsp;<br>Forme più frequenti:<br>-MD2 --&gt; insulinoresistenza --&gt; 90-95%<br>-DM1 --&gt; autoimmune --&gt; 5-10%<br>Sono entrambi multifattoriali --&gt; perchè alla loro patogenesi contribuiscono anche fattori ambientali e componenti poligeniche.<br>Le altre sono forme sia monogeniche (mutazione di un singolo gene, vanno sotto il nome di MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young, “un inizio giovaniledi un diabete di tipo maturo” ) --&gt; deficit secretivo, che a cause non genetiche (traumi, neoplasie, infezioni virali, farmaci e sostanze chimiche).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-22 23:43:32 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>DIABETE MELLITO DI TIPO 1</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2527933253</link>
         <description><![CDATA[<div>Per prevenire la chetoacidosi (coma e morte) è indispensabile la somministrazione di insulina, le persone malgrado l'iperglicemia presentano un basso BMI (non in sovrappeso).<br>Patogenesi:<br>Componente genetica (prevale, in quanto predispone) e ambientale (di solito una infezione che attiva la reazione autoimmune --&gt; distruzione delle isole beta)<br>-E' prevalentemente ad insorgenza giovanile.<br>-Ha esordio acuto --&gt; molto brusco --&gt; il soggetto manifesta poliuria, polidipsia e polifagia e infezioni acute.<br>-Essendo che mancano le cellule beta il peptide C non si può dosare (l'insulina non viene prodotta).<br><strong>In un paziente con sospetto DM1 occorre valutare: </strong><br>• la glicemia, --&gt; ci sarà sempre iperglicemia per la mancanza di insulina.<br>• la glicosuria, --&gt; il glucosio sarà maggiore della capacità di riassorbimento del tubulo contorto prossimale --&gt; glucosio nelle urine --&gt; poliuria (produzione eccessiva di urina) e polidipsia (sete) sono prodotte dal fatto che servirà acqua per solubilizzare tutto il glucosio che si accumula in giro.<br>• la chetonemia, --&gt; per via della formazione dei corpi chetonici derivanti dalla beta-ossidazione (non essendoci glucosio viene messa in atto questa via)<br>• la chetonuria, <br>• i markers autoimmunitari. <br>Nei pazienti si osserva anche iperlipidemia (può portare a calcoli e malattie cardiovascolari): aumentata mobilitazione di A.grassi --&gt; per produrre energia --&gt; beta-ossidazione --&gt; corpi chetonici --&gt; sangue iperchetonemia e chetonuria.<br>-Alito acetonico --&gt; l'acetone è volatile.<br>-Acetoacetato e beta-idrossibutirrato --&gt; sono corpi chetonici fissi --&gt; vengono tamponati dai sistemi tampone --&gt; i sistemi tampone ad una certa non riescono più a tamponare --&gt; acidosi metabolica scompensata --&gt; disequilibrio della quantità di elettroliti renali e nel sangue --&gt; coma e morte.<br><br>Viene classificata come una <strong>ipersensibilità di tipi IV</strong> perchè ci sono<strong> citotossici </strong>aiutati da<strong> T-helper</strong> che uccidono le cellule beta, si riscontrano anche autoanticorpi (quindi possibile classificarla anche come ipersensibilità di tipo II) contro le cellule beta ma si è visto che non ne determinano l'uccisione.<br><br><strong>Gli autoanticorpi trovati nell’affetto da DM1 sono: </strong><br><strong>• anticorpi anti-insulari (ICA, Islet Cells Autoantibodies)</strong> --&gt; un alta concentrazione predicono un rischio del 40-60% nei successivi 5-7 anni.<br><strong>• anticorpi anti-insulina (IAA, Insulin AutoAntibodies), <br>• anticorpi anti-antigene insulinoma-associato 2 (IA2), <br>• anticorpi anti-glutamicodecarbossilasi 65 (GAD65).</strong> <br>Questi anticorpi sono presenti nel periodo pre-diabete quindi potrebbero essere dei marker della patologia.<br>Se vengono rilevate alte concentrazioni di vari anticorpi (anticorpi multipli) --&gt; aumenta la capacità predittiva e il tempo di esordio diminuisce.<br><br><strong>Fattori predisponenti e scatenanti:</strong><br><strong>-Fattore genetico</strong> --&gt; HLA di classe II (HLA-DR3, DR4 e DQ2) predispongono allo sviluppo di questa malattia.<br><strong>-Fattori ambientali </strong>--&gt;</div><blockquote>1) le infezioni (specialmente da parte di Coxsackie A e B, o da Echovirus) --&gt; si è notato che l'incidenza della malattia aumenta in inverno in seguito all'aumento di infezioni --&gt; le infezioni scatenano risposte autoimmuni tramite:<br><strong>-Mimetismo molecolare: </strong>antigene virale/batterico ha sequenza simile a quella presentata dalle cellule beta --&gt; reazione autoimmune.<br><strong>-Effetto bystander: </strong>virus --&gt; reazione immunitaria nel pancreas --&gt; danno tissutale --&gt; esposizione antigeni self --&gt; perdita di tolleranza --&gt; autoimmunità.<br><strong>2) Tossine e alcuni alimenti </strong>--&gt; latte materno sfavorisce l'insorgenza di DM1 rispetto al latte vaccino somministrato nei primi anni di vita (che favorisce l'insorgenza di DM1 nei soggetti predisposti), stesso discorso vale per glutine e vit D.</blockquote><pre>Negli individui che hanno superato il target d'età del diabete insulino-dipendente --&gt; <strong><mark>LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults, diabete autoimmunitario dell’adulto) </mark></strong>--&gt; caratterizzata da:
-Anticorpi anti-cellule beta
-Visto che l'aumento del fabbisogno di insulina è lento viene confuso con DM2 --&gt; però poi si vede che dopo periodi di dieto-terapia dopo c'è la necessità di usare l'insulina (insulina-dipendenti).</pre><div>Infine, il diabete mellito di tipo 1 costituisce il 5-10% dei casi totali. Gli obiettivi più importanti che i pediatri diabetologi perseguono sono: <br>• ottenere il miglior controllo glicemico e metabolico possibile, <br>• ridurre significativamente la prevalenza delle complicanze, <br>• fare in modo che la malattia interferisca il meno possibile sulla qualità di vita del bambino. <br><br>Bisogna ricordare che la funzionalità delle cellule alpha --&gt; glucagone --&gt; dipende dalla funzionalità delle beta e se queste sono distrutte risulterà alterata anche la funzionalità delle alpha.<br><br><strong>La diagnosi viene fatta tramite la ricerca di 3 autoanticorpi:</strong><br>-Anti beta-cellule<br>-Anti-insulina<br>-Anti-glutammicodecarbossilasi<br>(a volte possono essere presenti senza la malattia e possono essere marker del fattore di rischio).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 00:01:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>DIABETE MELLITO DI TIPO2 MD2</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528573066</link>
         <description><![CDATA[<div>E' caratterizzato da un disordine della secrezione insulinica o dell'azione dell'insulina (insulino-resistenza) --&gt; nei tessuti insulino dipendenti non determina l'esposizione di GLUT4 --&gt; iperglicemia.<br>Sia disordine della secrezione che insulino resistenza sono presenti al momento della manifestazione clinica della malattia.<br>Dovuta a fattori sia genetici che ambientali (più importanti) --&gt; l'insulino resistenza si istaura lentamente (di solito insorge dai 45 in su) --&gt; è una patologia associata all'età e all'infiammazione.<br><strong>Negli individui si riscontra:</strong> emoglobina glicata, BMI, età e HOMA index (prodotto fra i livelli circolanti di insulina e la glicemia ottenuta da prelievo a digiuno) --&gt; questo è indice dell'insulino resistenza --&gt; sarà 0 nel diabete di tipo I e se in un individuo adulto non presenta insulino-resistenza --&gt; bisogna indagare la presenza di patologie autoimmuni ad insorgenza ritardata.<br><strong><br>Ci sono due condizioni "pre-diabetico" --&gt; zone grigie (tra normalità e diabete conclamato):</strong><br><strong>• IMPAIRED FASTING GLUCOSE</strong> si identifica con glicemia compresa fra 100-125 mg /dl <br><strong>• IMPAIRED GLUCOSE TOLLERANCE</strong> nella quale si fa riferimento a glicemia random o glicemia dopo due ore dal pasto che abbia valori compresi fra 140 e 199 mg/dl <br><strong><br>Classificazione di 4 gruppi che hanno diverse combinazioni di fattori:</strong><br>[SAID&nbsp; diabete autoimmune severo – comprende tutti i soggetti sono diabete di tipo I] <br><strong>➢ SIDD (Diabete Severo Insulino-Carente)</strong>: comprende soggetti con diabete simile al tipo I ma che non producono autoanticorpi, e che hanno maggior tendenza a sviluppare retinopatia; <br><strong>➢ SIRD (Diabete ad elevata Insulino-Resistenza con alto BMI)</strong>: questi soggetti hanno maggior tendenza a sviluppare nefropatia; <br><strong>➢ MOD</strong> -&gt; diabete in cui l’insulino-resistenza non è ancora elevata (M sta per Moderated); <br><strong>➢ MART </strong>-&gt; diabete correlato all’età, legato a squilibri metabolici tipici dell’anziano. <br><br><strong>Diagnosi</strong><br>• Glicemia a digiuno -&gt; = 126 mg/dl&nbsp;<br>• Emoglobina glicata -&gt; 6,5%&nbsp;<br>• Glicemia random -&gt;= 200 mg/dl&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 09:56:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Forme pre-diabetiche di DM2</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528577474</link>
         <description><![CDATA[<div>L'obbiettivo è trovarle in modo da intervenire prima che ci siano dei danni --&gt; l'insorgenza della malattia la possiamo trovare in differenti fasi:<br><strong>• fase di normale tolleranza al glucosio: </strong>la situazione è fisiologica, quindi la glicemia è normale, così come la sensibilità all’insulina e la secrezione di insulina; <br><strong>• fase di alterato metabolismo del glucosio</strong>, in cui inizia a instaurarsi l’insulino-resistenza; osserviamo una sensibilità all’insulina ridotta (70%), che si accompagna a una aumentata produzione di insulina (del 150%): in altre parole l’iperglicemia determinata dalla diminuita sensibilità insulinica stimola ancor di più il pancreas a produrre questo ormone; <br><strong>• fase di intolleranza al glucosio (IGT)</strong>, in cui aumenta l’insulino-resistenza: la sensibilità all’insulina si è dimezzata (50%), e il pancreas, esausto, non è più in grado di sostenere un’elevata secrezione insulinica (che scende al 70-100%); <br><strong>• diabete mellito di tipo 2 conclamato</strong>, in cui il paziente affetto è quasi insensibile all’azione dell’insulina (30%), e la secrezione insulinica è ulteriormente diminuita (50%), perché le cellule βsonomolto stressate. In queste condizioni, se non si interviene, il paziente anche in questo caso diventerà insulino-dipendente (perché il pancreas endocrino ha esaurito tutte le sue forze).<br><br>Se quindi si riscontra una predizione della patologia --&gt; tramite dieta ed esercizio fisico si può tenere a basa il DM2 prima che arrivi a condizioni irreversibili (conclamato quindi).<br>Di solito purtroppo la diagnosi avviene casualmente (magari durante interventi chirurgici o infezioni)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 10:00:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OGTT ED EMOGLOBINA GLICATA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528581647</link>
         <description><![CDATA[<div>I pazienti a rischio di sviluppare DM2 --&gt; sono monitorati tramite --&gt; <strong>test da carico orale di glucosio (OGTT):</strong><br>-Si misura la glicemia a digiuno<br>-Viene fatto bere un beverone di acqua e glucosio <br>-Si misura a distanza di 2 ore per 4 volte i picchi glicemici.<br><br><strong>In associazione si effettua anche l'emoglobina glicata</strong> --&gt; iperglicemia --&gt; glucosio attacca l'emoglobina --&gt; svolge la sua azione normalmente ma diventa un mezzo diagnostico --&gt; considerando che l'eritrocita ha emivita di 2 mesi --&gt; si valuta l'iperglicemia e l'efficacia di una terapia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 10:04:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Meccanismi molecolari che determinano le complicanze a lungo termine date dal diabete.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528619733</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Formazione di AGE (Advanced Glycation End-product):</strong><br>Inseguito a glicosilazione aspecifica (irreversibile) di proteine sia intra che extra cellulare indotta dall'iperglicemia.<br>I gruppi carbossilici possono legarsi ai gruppi aminici liberi delle proteine --&gt; cambiamento conformazionale --&gt; alterazione della loro attività.<br>Le proteine glicate --&gt; istaurano legami intermolecolari --&gt; formazione di complessi macromolecolari potenzialmente dannosi per la cellula.<br><br><strong>-Attivazione PKC:</strong><br>Iperglicemia --&gt; aumento della sintesi di DAG intracellulare --&gt; attivazione della PKC --&gt; aumento espressione di molecole:<br>➢ Molecole pro-angiogenetiche (ad esempio il TGF (Fattore di Crescita Trasformante)) <br>➢ Molecole della matrice extracellulare <br>➢ Endotelina-1 <br>➢ Citochine pro-infiammatorie <br><br><strong>-Attivazione della via dei polioli:</strong><br>Iperglicemia --&gt; saturazione esochinasi --&gt; il glucosio in eccesso nella cellula (che appunto non riesce a diventare Glucosio6P) --&gt; tramite l'aldoso reduttasi --&gt; trasformazione in sorbitolo con oddisazione del NADPH in NAD --&gt; si ha diminuzione del glutatione ridotto GSH (che riduce il NAD a NADH) --&gt; con aumento del glutatione ossidato GSSG.<br>Il sorbitolo si accumula a livello intracellulare --&gt; aumento della pressione osmotica all'interno della cellula --&gt; richiamo di H2O --&gt; si verifica nel cristallino --&gt; formazione della <strong>cataratta</strong>.<br><br><strong>-Attivazione della via delle esosamine:</strong><br>Glutammina Fruttosio-6-fosfato Amino-Transferasi --&gt; usa il glucosio per O-glicosilare i gruppi aminici delle proteine&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 10:38:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Forme di diabete monogenico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528637495</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><mark>-MODY<br>-MIDD D </mark></strong>(Maternally Inherited Diabetes with Deafness) --&gt; mutazioni a livello del DNA mitocondriale --&gt; si associa a sordità neurosensoriale di grado variabile.<br><em>(Fra le varie mutazioni, quella piu frequentemente legata a questo tipo di diabete e la A3243G tRNA(Leu)(UUR).)<br></em><strong><mark>-Diabete neonatale permanente (PNMD)<br>-Diabete neonatale transiente (TNDM)</mark></strong><br>Entrambe sono associate a mutazione del canale K+/ATP sensibile --&gt; e (piu precisamente la subunita Kir6.2, codificata dal gene KCJN11), che svolge la sua attivita principalmente a livello delle cellule β del pancreas --&gt; quindi questi canali mutati sono sempre aperti --&gt; iperpolarizzazione perenne --&gt; non si attiva il canale per il calcio --&gt; non entra questa --&gt; non vengono esposti i trasportatori --&gt; decifit secrezione insulinica<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 10:54:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>variabilita interindividuale ha implicazioni nella risposta ai trattamenti farmacologici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528644485</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei pazienti portatori dell'allele di rischio del gene TCF7L2 --&gt; rispondono poco al trattamento con solfunilurea.<br>I farmaci a base di solfunilurea inducono le clelule beta a produrre insulina --&gt; questi farmaci vengono smaltiti dal p450 nel fegato --&gt; ergo per via del p450 altamente polimorfo ogni soggetto risponde in maniera diversa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 11:01:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Fosfolipidi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528675458</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>I lipidi si possono suddividere in:</strong><br><strong>-Polari: </strong>limitata solubilità all'acqua dovuta ad un gruppo alcolico OH (fosfolipidi di membrana, colesterolo, alcuni acidi grassi e glicolipidi) --&gt; fanno parte delle membrane --&gt; doppio strato --&gt; esterno idrofilo e interno idrofobo.<br><strong>-Apolari:</strong> trigliceridi, esteri del colesterolo --&gt; presenti nei tessuti (adiposo sopratutto) sottoforma energetica (trigliceridi) e non energetica (colesterolo esteri).<br><strong>Il trasporto dei lipidi nel sangue è influenzato dalla polarità:</strong><br>-NEFA (acidi grassi non esterificati) --&gt; viaggiano legati all'albumina<br>-Retinolo --&gt; tramite proteine plasmatiche.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 11:30:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LIPOPROTEINE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono complessi formati da molecole apolari circonadate da fosfolipidi posti con la testa idrofobica verso l'interno e la testa polare verso l'esterno (come uno strato di membrana, in cui vi è inserito anche il colesterolo non esterificato) --&gt; in associazione sono presenti apolipoproteine Apo --&gt; tipica per ogni classe di lipoproteine.<br>Hanno funzione di struttura e aumentano la solubilità, ma anche funzioni enzimatiche correlate nel metabolismo dei lipidi e come ligandi per recettori.<br><br><strong>Le proteine si classificano per </strong><br><strong>-densità: </strong>chilomicroni, VLDL, IDL, LDL, HDL, VHDL <br><strong>-Migrazione elettroforetica: </strong>alfa-lipoproteine (rappresentate dalle HDL), pre beta-lipoproteine (VLDL) e beta-lipoproteine (LDL)&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 11:34:55 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 11:37:51 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>METABOLISMO ESOGENO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Provenienza dei lipidi dell'organismo --&gt;</strong><br>-Biosintesi endogena (lipogenesi)<br>-Dall'alimentazione <br><strong>Utilizzo --&gt;</strong><br>-Come combustibile in periferia<br>-Immagazzinati come Tg nel tessuto adiposo.<br><strong><br>Degradazione dei trigliceridi --&gt;</strong><br>Tenue --&gt; Tg --&gt; lipasi pancreatica --&gt; si formano 2 molecole di acidi grassi e una molecola di monogliceride --&gt; formazione delle micelle --&gt; diffusione attraverso le membrane dei microvilli --&gt; enterocita --&gt; riesterificazione a Tg --&gt; assemblati con il colesterolo esterificato --&gt; chilomicroni <em>(ApoB48, ApoC2 --&gt; cofattore enzimatio della lipasi proteica)</em> --&gt; linfa intestinale --&gt; sangue tramite la circolazione linfatica --&gt; capillari (del tessuto adiposo e muscolare) --&gt; sull'endotelio c'è la lipoproteinlipasi --&gt; idrolizza i Tg presenti nei chilomicroni --&gt; quindi una parte degli acidi grassi viene assorbita dal tessuto adiposo e muscolare mentre un'altra parte circola libera trasportata dall'albumina --&gt; captata dal fegato --&gt; vengono prodotte HDL --&gt; contengono una quantità maggiore di proteine e minore di lipidi.<br>Quando i chilomicroni nella circolazione si incontrano con le HDL --&gt; essendo i chilomicroni scarichi di acidi grassi e invece in eccesso di fosfolipidi presenti sulla membrana --&gt; questi vengono trasferiti sulle HDL insieme ad alcune apolipoproteine mentre le HDL trasferisce apoE sul chilomicrone --&gt; che ora prenderà il nome di remnant --&gt; viene captato dall'epatocita con recettore per ApoE (il chilomicrone esce dalla circolazione solo dopo l'incontro con le HDL).<br><br>Dunque durante la circolazione i chilomicroni perdono acidi grassi e diminuiscono di dimensioni.<br>Il colesterolo viene assorbito nell'intestino sotto forma di micelle miste --&gt; nell'enterocita viene riesterificato --&gt; immesso nella linfa.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 13:37:10 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 13:37:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Metabolismo endogeno</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528877899</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il fegato recupera:</strong><br>-Remnants (tramite il recettore per Apo-E)<br>-Acidi grassi a corta o media catena assorbiti dall'enterocita<br>-NEFA dal tessuto adiposo che circolano coniugati all'albumina.<br>Se siamo in condizioni di ipernutrizione: il fegato sintetizza nuovi acidi grassi (lipidi endogeni) a catena lunga --&gt; sono impacchettati e secreti sotto forma di VLDL dotate di (ApoB100, ApoE e ApoC2) --&gt; entrano nel circolo sanguigno --&gt; vengono attaccate dalle lipoproteinlipasi (espresse dalle cellule endoteliali dei capillari del tessuto muscolare e adiposo) --&gt; diventano IDL (esprimono solo ApoB100 e ApoE) --&gt; dopo il rilascio dell'endotelio dei capillari --&gt; <br>-Il 50% viene rapidamente<strong> integrato dal fegato</strong> attraverso un trasporto mediato dal <strong>recettore delle LDL</strong> (coinvolto nella clearance epatica delle LDL) --&gt; riconosce Apo-E e ApoB100.<br>-Il restante 50% di IDL --&gt; subisce rimaneggiamento metabolico da parte della <strong>trigliceridolipasi</strong> (prodotta dal fegato) --&gt; rimuove la maggior parte dei trigliceridi rimanenti e l'ApoE --&gt; generando LDL, ricche di colesterolo e acidi grassi liberi --&gt; tornano al fegato sottoforma di NEFA.<br>Le IDL rappresentano la forma immediata e primaria delle LDL plasmatiche.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 13:47:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Trasporto e metabolismo cellulare del colesterolo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il colesterolo è:</strong><br>-un componente delle membrane cellulari; <br>-il precursore di acidi biliari, vitamina D, ormoni steroidei. <br>Le LDL hanno una maggior concentrazione di colesterolo esterificato e rimangono più a lungo in circolo rispetto alle altre lipoproteine.<br>Sono recuperate con il recettore per le ApoB100 dalle cellule epatiche, cortico-surrenali e gonadiche --&gt; sintesi di ormoni steroidei.<br>Il recettore per le LDL --&gt; riconosce ApoB100 presente su LDL e IDL --&gt; endocitosi clatrino-dipendente dal complesso lipoproteina-recettore (il rivestimento di clatrina viene perso quando la vescicola è completa) --&gt; la vescicola si fonde con il lisosoma --&gt; LDL si dissociano dai recettori che vengono riciclati tramite una vescicola di esocitosi --&gt; <strong>mentre nei lisosomi si assiste alla degradazione della molecola di LDL per via enzimatica --&gt;<br>-Porzione apoproteica: </strong>--&gt; AA immessi nel citoplasma per idrolisi.<br><strong>-Esteri del colesterolo: </strong>--&gt; scissi per formare colesterolo libero --&gt; esterasi lo rende libero --&gt; 3 vie:<br>a) Sopprimere la sintesi di colesterolo endocellulare --&gt; <strong>riducento l'attività dell'enzima HMG-CoA-reduttasi.</strong><br>b) <strong>Aumentare l'attività della ACAT</strong> (Acil-CoA colesterolo Acil Transferasi) --&gt; esterificazione --&gt; sposta il grado di saturazione da una forma polinsatura ad una più satura (il colesterolo delle LDL ha acido linoleico, mentre quello endocellulare è esterificato con acido oleico), favorendone quindi l’accumulo; <br>c) <strong>Diminuire il colesterolo libero nella cellula</strong> tramite la <strong>soppressione della sintesi del recettore ad alta affinità per le LDL</strong> --&gt; limita quindi l'entrata di nuovi esteri del colesterolo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:04:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>Aterosclerosi:</mark></strong> le LDL possono rimanere nel plasma diversi giorni --&gt; ApoB100 possono subire modifiche e venir riconosciute sempre meno dai recettori per LDL e nel frattempo possono essere ossidate.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:07:09 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ruolo delle HDL</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Hanno il compito di prendere il colesterolo dai tessuti periferici per poterlo poi trasferire al fegato --&gt; eliminato con bile e acidi biliari.<br>Fegato e intestino --&gt; producono HDL con forma di disco (contengono fosfolipidi e presentano ApoA1) --&gt; sono dei recettori avidi di colesterolo prendendolo dalle cellule in cui è abbondante e (macrofagi, fibroblasti o cellule del sistema reticolo- endoteliale), cellule morte o da membrane durante il loro turnover --&gt; colesterolo viene assunto dalle HDL --&gt; esterificato da un enzima plasmatico (usa Apo1 sul chilomicrone come cofattore) --&gt; iniziano ad acquisire una morfologia a sfera --&gt; acquistano:<br>-ApoC dalle VLDL<br>-ApoE dal liquido interstiziale.<br>Le HDL ora cariche di colesterolo --&gt; trasporto al fegato --&gt; assunta grazie ai recettori per ApoE.<br>Hanno quindi una funzione opposta alle LDL, impedendo l’accumulo di colesterolo in periferia&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:07:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:07:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Destino del colesterolo epatico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Trasportato ai tessuti extraepatici (tramite il sistema VLDL -&gt; ILDL -&gt; LDL)<br>-Eliminato con la bile o sotto forma di acidi biliari.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:20:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Controllo ormonale del metabolismo lipidico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528944657</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Insulina </strong>--&gt; <br>Liberazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo <br>Immagazzinamento degli acidi grassi nelle cellule (tramite aumento dell'attività della lipoprotein-lipasi) <br>A livello epatico --&gt; lipogenesi e sintesi VLDL.<br><br><strong>-Adrenalina, noradrenalina, ormone della crescita (GH), glucocorticoidi, glucagone </strong>--&gt; azione opposta all'insulina --&gt; tramite aumento dell'attività dell'adenilato ciclasi --&gt; aumenta la sintesi di cAMP (tessuto adiposo) --&gt; stimolano la lipasi --&gt; lipolisi inibendo la lipogenesi.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:24:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Fisiopatologia del processo aterosclerotico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2528947443</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Aterosclerosi: </strong>significa indurimento delle arterie, ovvero ispessimento della parete delle grosse arterie elastiche (aorta, carotidi, arterie muscolari), quindi perdita della loro elasticità, praticamente assente in capillari, vene e linfatici. Da non confondere con arteriosclerosi, patologia associata ad un processo tipico degli invecchiamenti ma che riguarda le piccole arterie con diminuzione del plasma che arriva, soprattutto, a livello cerebrale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 14:26:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Formazione delle placche:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>LDL</strong> --&gt; a lungo in circolo --&gt; man mano che rimangono vengono ossidate<em> (nel plasma sono protette dall'ossidazione ma appena vi è un minimo di permeabilità endoteliale --&gt; si infiltrano e si legano alle proteine della matrice --&gt; qui vengono modificate e ossidate per azione delle cellule endoteliali e macrofagiche) </em>e non sono più riconosciute dai recettori specifici --&gt; vengono riconosciute come DAMPs (profili molecolari associati al danno) dai recettori scevengers (monociti/macrofagi) --&gt; questi tramite i PRR riconoscono la struttura --&gt; fagocitosi --&gt; processo infiammatorio cronico perchè non riuscendole a digerirle --&gt; si riempiono di LDL ossidate --&gt; diventano cellule schiumose.<br><br><strong><mark>L'aterosclerosi </mark></strong>ha inizio precoce --&gt; i bambini compresi tra 10-14 anni morti per cause accidentali --&gt; hanno evidenziato a livello autoptico dei vasi gia compromessi con infiltrati di grasso nella parete rappresentate a livello istologico da macrofagi carichi di grasso e infiltrati sotto l’intima, nel sotto-endotelio --&gt; strie grasse (o lipidiche, ancora non rappresentano l’ateroma) --&gt; il fenomeno progredisce con l'età (le donne per questioni ormonali sono più protette degli uomoni, ma nelle donne si sviluppa più velocemente e non c'è tempo sufficiente per la genesi di una risposta omeostatica efficace --&gt; senza lo sviluppo di circoli collaterali in grado di supplire i diffeti di perfusione).<br><br>&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 15:00:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Placca aterosclerotica </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si forma per accumulo di colesterolo, detriti cellulari e altre sostanze --&gt; si accumulano all'interno della parete cellulare delle arterie di grosso-medio calibro --&gt; ateroma --&gt; riduzione del calibro vascolare.<br>La placca si sviluppa all'interno della tonaca intima --&gt; evolve portando ad indurimento vasale.<br><br><strong>Genesi ed evoluzione della placca:</strong><br><strong>1) Passaggio delle oxLDL dal plasma all'intima dell'endotelio --&gt; </strong>oxLDL --&gt; attività pro-infiammatoria e pro-trombotica --&gt; estensione del danno endoteliale.<br><strong>2) Reclutamento e infiltrazione di macrofagi nella parete vasale </strong>--&gt; alcune OxLDL aumentano l'espressione di molecole di adesione per i monociti sulla superficie endoteliale e la produzione di chemiochine --&gt; risposte simili all'infiammazione cronica --&gt; come l'adesione e l'infiltrazione dei monociti nelle zone di accumulo lipidico&nbsp; (Parete vasale infiltrata da oxLDL) --&gt; l'infiltrazione ha un ruolo difensivo finalizzato a cercare di rimuovere le oxLDL prima che queste possano danneggiare la parete stessa --&gt; ma l'accumulo dei macrofagi --&gt; non essendo regolato --&gt; fagocitosi massiva di oxLDL mediata da recettori scavengers posti sulla superficie dei macrofagi leganti le ApoB100 ossidate delle oxLDL --&gt; il colesterolo delle LDL viene esterificato --&gt; formazione di inclusioni lipidiche --&gt; conferiscono alle cellule il tipico aspetto schiumoso --&gt; cellule schiumose.<br>I macrofagi per evitare l'accumulo di colesterolo possono esocitarlo --&gt; reclutato dalle HDL --&gt; circolo.<br>Mutazioni del gene che codifica per M-CSF mancheranno quasi completamente di macrofagi --&gt; quindi questi non potendosi infiltrare --&gt; determinano resistenza all'arterosclerosi anche a livelli elevatissimi di colesterolo circolante.<br><strong>3) Reclutamento e migrazione delle cellule muscolari lisce:</strong><br>I macrofagi --&gt; reclutano le cellule muscolari lisce della tonaca media del vaso tramite la produzione di fattori di crescita e chemiotattici per queste cellule (PDGF, TGF-beta e FGF) --&gt; migrano nello spazio sottoendoteliale --&gt; queste proliferano, producono proteine della matrice e contribuiscono alla formazione della capsula fibrosa che chiude la placca, inoltre, esprimono recettori scavenger --&gt; internalizzano oxLDL --&gt; acquisiscono le caratteristiche di cellule schiumose.<br>L'aumento delle dimensioni induce stenosi.<br><strong>4) Formazione delle strie lipidiche e core lipidico:</strong><br>La maggior parte delle cellule schiumose (che tra l'altro si accumulano e aggregano) --&gt; vanno incontro ad apoptosi --&gt; <strong>evolvendo la stria lipidica in core lipidico</strong> --&gt; può presentare deposizione di sali di calcio.<br><strong>5) Formazione della capsula fibrosa:</strong><br>Dopo la formazione del core lipidico --&gt; questo viene delimitato da una capsula fibrosa <em>(formata da proteine di matrice come fibronectina e collagene,secrete ed organizzate dalle cellule muscolari lisce e fibroblasti)</em> --&gt; conclusione della placca ateromasica.<br>- Lo <strong>spessore della capsula </strong>è fondamentale nel determinare la sua fragilità; <br>- Al contrario, le <strong>dimensioni della placca</strong> (la sua estensione) non sono prognostiche della sua rottura. <br>Estensione della capsula e spessore sono correlabili:<br>-Spesso placche molto grosse ed estese --&gt; presentano una capsula molto spessa --&gt; stabili e resistenti alla rottura.<br>-Placche piccole o poco occlusive --&gt; capsule sottili --&gt; prone alla rottura in seguito a vasocostrizione o altri eventi meccanici.<br>Placca + capsula fibrosa = <strong>Placca ateromasica complessa</strong>.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Rottura della capsula fibrosa e trombosi</title>
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         <description><![CDATA[<div>E' un evento rapido e nella maggior parte dei casi non predicibile --&gt; pericoloso.<br><strong>Formazione di trombi:</strong><br>-Se si <strong>rompe la capsula fibrosa</strong> le cellule muscolari lisce e i macrofagi sono esposti sul versante luminale del vaso --&gt; esprimono fattori sulla membrana che attivano la coagulazione e la formazione di trombina.<br>-Il materiale fibroso ed i lipidi esposti --&gt; inducono <strong>adesione ed attivazione delle piastrine.<br>Il trombo si forma velocemente e può agire in 2 modi:<br>-Occlusione luminale completa --&gt; ischemia a tutti i tessuti a valle <br>-Occlusione luminale parziale --&gt; minor afflusso di sangue.<br></strong><br><br></div>]]></description>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 17:48:37 UTC</pubDate>
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         <title>Definizioni:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Ischemia: </strong>condizione di mancata perfusione del circolo in un tessuto --&gt; si arriva alla necrosi tessutale --&gt; se avviene in tessuti importanti (miocardio e cervello) --&gt; morte dell'organismo.<br><strong>-Infarto: </strong>occlusione brusca, seguita da necrosi ischemica di una parte dell'organo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 17:51:08 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Arterie coronariche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Restringimento luminale</strong> (in seguito a placca o trombo) --&gt; condizione dolorosa --&gt; chiamata angina pectoris --&gt; causata da ischemia (riduzione di perfusione) della zona miocardica --&gt; miocardiosclerosi (malattia degenerativa del muscolo cardiaco, sostituito da tessuto fibroso non contrattile); <br><strong>-Occlusione brusca </strong>--&gt; infarto --&gt; necrosi di tutte le cellule del cuore a valle del vaso --&gt; l'esito deriva dall'estensione di tale zona e dalla eventuale compromissione di cellule peacemaker o cellule che conducono l'impulso elettrico.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 17:57:39 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 17:59:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 17:59:39 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Occlusioni di altre arterie importanti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529277808</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Occlusione brusca arterie cerebrali</strong> --&gt; ictus/infarto cerebrale (può essere provocato da un embolo che si stacca dal luogo di origine e va a fermarsi non appena incontra un vaso di dimensioni inferiori)<br><strong>-Arterie iliache: </strong>possono essere occluse da placca aterosclerotica --&gt; si ha solo una sintomatologia dolorosa dovuta al restringimento del vaso --&gt; claudicatio intermittens (zoppicamento e dolore che si verifica in queste condizioni) --&gt; grazie all'azione di circoli collaterali non produce infarto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 18:02:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Fattori di rischio di processi aterosclerotici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529284675</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Età: gli effetti arrivano negli adulti </strong>--&gt; in età variabile dai 40 ai 70.<br><strong>-Sesso: </strong>donne più protette ma si sviluppa più velocemente<br><strong>-Predisposizione ereditaria di tipo poligenico:</strong> legata alla combinazione tra fattori di rischio (caratteri ereditabili che possono lavorare in sinergia --&gt; es ipertensione e iperlipidemia)<br><strong>-Diabete:</strong> associato a ipercolesterolemia<br><strong>-Fumo:</strong> aumenta l'incidenza del 200%<br><strong>-Livelli elevati di omocisteina</strong> (solitamente associati al fumo di sigaretta)&nbsp; --&gt; l'omocisteina provoca danno endoteliale --&gt; modifica le proprietà vasodilatatrici e antitrombotiche espletate dall'ossido nitrico.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 18:07:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Alterazioni delle lipoproteine</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529371256</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Iperlipoproteinemie e ipolipoproteinemie --&gt; </strong>diversi tipi di cause:<strong><br>-Cause di tipo genetico --&gt; base ereditaria --&gt; alterazione genetiche --&gt; <br><br>Iperlipoproteinemie familiari --&gt; 6 fenotipi fondamentali (Fredrickson):<br></strong>- Un fenotipo causato dall’aumento nel siero di colesterolo <br>- Due fenotipi causati dall’aumento contemporaneo di colesterolo e trigliceridi <br>- Tre fenotipi causati da un aumento nel siero dei trigliceridi <br><strong>Oggi si dividono invece in 4 classi:<br>- Ipercolesterolemia primitiva:</strong></div><blockquote><pre>Può essere distinta in 3 forme in base alla modalità di trasmissione:
 - Ipercolesterolemia familiare, che incide sul 5% degli individui affetti da ipercolesterolemia primitiva: autosomica dominante, caratterizzata dall'assenza o diminuzione dei recettori ad alta affinità per le LDL --&gt; aumento della concentrazione plasmatica di LDL --&gt; permangono più tempo e quindi aumenta anche la concentrazione di colesterolo ematica --&gt; deposizione di colesterolo in: 
- Cornea, con formazione dell’arco corneale 
- Tendini (xantomi) 
- Arterie (ateromi) 
<strong>Gli individui eterozigoti: </strong>essendo che in minima parte riescono a sequestrare le LDL --&gt; hanno una ipercolesterolemia moderata (350-550mg/dl) --&gt; formazione di xantomi ed eteromi dopo i 30 anni.
<strong>Omozigoti:</strong> ipercolesterolemia severa (650-1100mg/dl) con xantomi entro i 4 anni e infarto miocardico e cerebrale prima dei 20.</pre><br><strong>- Iperlipidemia (o ipercolesterolemia) di tipo multiplo:</strong><pre> incide sul 15%, autosomica dominante ad alta penetranza --&gt; caratterizzata da elevata sintesi di ApoB100 --&gt; iperproduzione di LDL e VLDL --&gt; nominata cosi per via dell'assetto multiplo a livello lipidico --&gt;
- In un terzo dei membri, si osserva <strong>ipercolesterolemia </strong>
- In un altro terzo dei membri, si osserva solo <strong>ipertrigliceridemia</strong> 
- Nell’ultimo terzo, si osserva sia un <strong>ipertrigliceridemia </strong>sia un’<strong>ipercolesterolemia.
</strong> Si sviluppa intorno al terzo anno di vita ed è frequentemente collegata allo sviluppo precoce di aterosclerosi.
La patologia si associa ad altre patologie --&gt; obesità, ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito, ipertensione e iperuricemia.</pre><strong>- Ipercolesterolemia poligenica:</strong><pre> incide sul restante 80%, dovuta sia a fattori genici (l'isoforma dell'Apo-E E4-E4) che ambientali --&gt; solitamente asintomatica e la prognosi cardiovascolare è nettamente meno grave rispetto agli altri tipi di ipercolesterolemia primitiva --&gt; si possono formare xantomi tuberosi e tubero-eruttivi --&gt; ma si ha minor rischio di malattie cardiovascolari.
Infatti, l'aumento delle LDL sieriche non supera 300mg/dl.</pre></blockquote><div><strong>- Disbetalipoproteinemia familiare&nbsp;</strong></div><blockquote>Caratterizzata da un aumento plasmatico sia di colesterolo che di Tg.<br>In questi casi --&gt; nel siero ci sono lipoproteine<strong> beta-VLDL</strong> --&gt; lipoproteine con Apo-E e ricche di colesterolo, ma di dimensioni più piccole rispetto alle VLDL.<br>Inoltre, si assiste ad un aumento di remnants e di IDL.<br>Il difetto molecolare --&gt; forma mutata dell'Apo-E (sostituzione di un singolo AA --&gt; cisteina al posto di arginina) --&gt; diminuzione dell'affinità delle VLDL per i recettori epatici.<br>Si manifesta un alterato catabolismo dei remnants --&gt; regolato sempre dall'Apo-E.<br>Quindi sia i remnants che le VLDL non sono rimossi dalla circolazione --&gt; rimangono in circolo --&gt; determinano depositi di colesterolo --&gt;<br> a) xantomi --&gt; quando vengono captati da macrofagi&nbsp;<br>b) Possono generare ateromi quando assunti sotto l'intima dei grossi vasi<br>Sul piano clinico, questa malattia porta alla formazione di:&nbsp;<br>- Xantomi palmari, si manifestano come depositi giallastri sul palmo&nbsp;<br>- Xantomi tubero e tubero-eruttivi, presenti nel gomito&nbsp;<br>- Marcata predisposizione ad una marcata aterosclerosi precoce delle coronarie e delle arterie periferiche&nbsp;</blockquote><div><strong><br>- Iperalfalipoproteinemia familiare:</strong></div><blockquote>Aumento dei livelli sierici di HDL --&gt; lieve aumento dei livelli sierici di colesterolo totale.<br>Autosomica dominante.<br>L'aumento delle HDL potrebbe conferire protezioni nei confronti dell'infarto del miocardio.</blockquote><div><strong><br>- Ipertrigliceridemia familiare&nbsp;</strong></div><blockquote><pre>È caratterizzato da un aumento dei trigliceridi Possono essere di vari tipi: 
<strong>- Iperchilomicronemia familiare</strong>, ovvero un aumento sierico di chilomicroni, causato da un deficit di lipoproteinlipasi (idrolizza i trigliceridi trasportati sia dai chilomicroni che dalle VLDL a livello capillare). 
-<strong> Ipertrigliceridemia familiare: </strong>Dovuta ad anomalie genetiche differenti, l'alterazione dei trigliceridi è spesso accompagnata da obesità, anormale tolleranza al glucosio, iperinsulinemia e predisposizione a malattie coronariche.
Il fenotipo 4: non è familiare ma manifestazione secondaria di patologie come diabete melito, eccessivo consumo di alcol, contraccettivi orali, gravidanza e nefrosi.
<strong>- Ipertrigliceridemia mista: </strong>autosomica dominante, caratterizzata da ridotta clearance sia dei lipidi esogeni<strong> </strong>quindi dei chilomicroni, sia dei lipidi endogeni, quindi delle VLDL. i trigliceridi sono molto elevati e in provetta forma uno strato cremoso al di sopra del plasma. L’iperlipidemia si associa a obesità, ridotta tolleranza al glucosio e iperuricemia <strong> </strong>
<strong>- Ipertrigliceridemia dovuta ad una deficienza familiare di ApoC2</strong>, ovvero quell’apolipoproteina all’incirca ubiquitaria che funge da cofattore per la lipoproteinlipasi --&gt; accumulo sierico di VLDL, chilomicroni, substrati di questo enzima, è autosomica recessiva.</pre></blockquote><div><strong>-Alterazioni secondarie</strong> --&gt; associate a stati patologici primari.<br><strong><br>Ipolipoproteinemie</strong><br>Sono divise in 2 gruppi principali in base all'eziologia: <br><strong>- primitive,</strong> ovvero espressione di un difetto genico primario <br><strong>- secondarie</strong>, ovvero un aspetto secondario di altre condizioni morbose&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 19:17:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie da dislipidemie (integrazione da Medlab per capirci di più)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529372912</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><strong>Malattie del metabolismo lipidico<br>Cause: </strong><br>-Malattie gravi: arteriosclerosi, pancreatite, infarto del miocardio<br>-Patologie minori: xantomi e xantelasmi (formazioni cutanee di depositi del materiale lipidico), splenomegalia e epatomegalia.<br><strong><br>Classificazione:</strong><br><strong>-Primari: causa genetica,</strong> può interessare un<strong> unico gene</strong><strong><em> (trasmessi con alleli dominanti/recessivi)</em></strong><strong> </strong>e <strong>multigenici </strong><strong><em>(di differente grado)</em></strong><strong><br>-Secondari: conseguente ad un'altra patologia</strong><br><br><strong>Iperlipidemie primarie --&gt; classificazioni di Fredrickson:</strong><br>Per capire la categoria a cui appartiene il paziente:<br>1) prelievo ematico<br>2) isolare il plasma e porlo a 4C° per una notte (questo facilita la separazione delle varie fasi poco miscibili.<br>3) dosare i tg e colesterolo, osservare l'aspetto del plasma.<br><br><strong>-Tipo primo: Ipertrigliceridemia esogena</strong><br>Si assiste ad una netta separazione di fasi: <br>parte superiore = torbida e leggera (chilomicroni--&gt; iperchilomicronemia)<br>parte inferiore = limpida (fase acquosa)<br>Questo è dovuto al fatto che in questa iperlipidemia c'è un aumento di concentrazione di chilomicroni --&gt; molti tg esogeni. <br>Mentre, il colesterolo, rimane costante.<br>C'è una pseudo alterazione del quadro lipidico:<br>Na+ --&gt; più basso del normale (in realtà è solo perchè si ripartisce nella fase acquosa e non si trova in quella lipidica) --&gt; pseudo-iponatriemia.<br><br><strong>-Tipo secondo A: ipercolesterolemia essenziale</strong><br>Unica con plasma limpido, aumentano le LDL e le VLDL --&gt; aumenta il colesterolo mentre i tg sono costanti. <br><br><strong><em>NB: dal secondo tipo B in poi hanno tutte il plasma opalescente a causa della notevole componente lipidica.<br></em></strong><br><strong>-Tipo secondo B: Iperlipidemia mista</strong><br>aumentano le LDL associate ad un aumento del colesterolo e tg --&gt; xantomi e xantelasmi<br><br><strong>-Tipo 3: come la classe II B --&gt; iperlipidemia mista<br></strong>come il tipo secondo B, ma dovuto ad un aumento delle IDL<br><br><strong>-Tipo 4: Ipertrigliceridemia endogena</strong><br>aumento dei tg endogeni (ovvero VLDL)<br><br><strong>-Tipo 5</strong>: <strong>Ipertrigliceridemia mista </strong><br>come il quarto tipo, opalescenza più marcata<br><em>&nbsp;<br>NB: Ogni patologia causante la dislipidemia può cambiare tipo nel corso del decorso.<br></em><br><strong>PATOLOGIE (tra le dislipidemie primarie):</strong><br><strong><mark>-Deficit familiare di LPL:</mark></strong> ipertrigliceridemia --&gt; chilomicroni non vengono aggrediti da LPL --&gt; di tipo I --&gt; xantomi e pancreatiti<br><strong><mark>-Deficit familiare di APO CII</mark></strong> --&gt; ipertrigliceridemia e rischio pancreatite --&gt; classe I o V.<br><strong><mark>-Ipertrigliceridemia familiare:</mark></strong> deficit genetico sconosciuto del catabolismo --&gt; --&gt; aumento delle VLDL --&gt; obesità intrattabile con la dieta --&gt; ipertensione, obesità e diabete<br><strong><mark>-Ipercolesterolemia familiare (deficit di LPL) </mark></strong>--&gt; deficit funzionale del recettore per le LDL --&gt; non vengono internalizzate --&gt; in circolo subiscono glicosilazione e ossidazione --&gt; nel tempo rilasciano colesterolo --&gt; arteriosclerosi coronarica e xantomi.<br><strong><mark>-Iperlipidemia combinata familiare:</mark></strong> aumento di VLDL e di LDL --&gt; rischio arteriosclerosi.<br><strong><mark>-Disbetalipoproteinemia familiare:</mark></strong> mancanza di attività o malfunzionamento di APO-E --&gt; non permette catabolismo delle VLDL --&gt; iperlipidemia mista conseguente alla riduzione della clearance delle VLDL-remnats --&gt; si accumulano nel sangue --&gt; vasculopatie e xantomi<br><br><strong>PATOLOGIE tra le dislipidemie secondarie </strong>--&gt; derivano da conseguenze di altre patologie: danno renale,<br>- sindrome nefrosica,&nbsp; ipotiroidismo --&gt; aumento del colesterolo<br>- Cirrosi (alcolismo) e Diabete --&gt; aumento dei tg.<br><br>Si possono eseguire 3 esami:<br>1) colesterolo totale<br>2) colesterolo HDL<br>3) trigliceridi <br>4) in alternativa al colesterolo totale e HDL --&gt; si può richiedere il dosaggio di APO-A e APO-B --&gt; caratteristiche rispettivamente di HDL e LDL.<br><strong>Fattore di rischio: colesterolo totale/ colesterolo HDL</strong> <em>(NB: anche se siamo in moderata ipercolesterolemia, un alto valore di HDL permette un efficiente ricaptazione --&gt; no placca ateromatosa</em>).<br><br>Valori di riferimento:<br>• TG: 70-140 mg/dL&nbsp;<br>• HDL: 30-75 mg/dL&nbsp;<br>• LDL: 60-130 mg/dL&nbsp;<br>• Colesterolo totale: 140-200 mg/dL&nbsp;<br>• Colesterolo totale/HDL ≤ 5 (fattore di rischio)<br>Il fattore di rischio può essere anche calcolato come APOB/APOA:<br>a)&gt;0,8 -&gt; alto rischio<br>b)0,6&lt;x&lt;0,8 -&gt; rischio normale<br>c)&lt;0,6 -&gt; rischio basso<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 19:18:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Composizione del sangue </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529424994</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell'immagine si vede la composizione del sangue dopo la centrifugazione.<br><strong>Ematocrito:</strong> volume di sedimento ottenuto dopo centrifugazione.<br><strong>Siero:</strong> plasma privo del fibrinogeno e delle proteine della coagulazione<br><strong>Normovolemia:</strong> volume di sangue intorno ai 6/7 --&gt; se sopra iper se sotto ipo.<br>Il plasma si ottiene inserendo nella provetta anticoagulante che chela il calcio e non permette l'attivazione della coagulazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 20:12:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529425337</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 20:12:44 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Esame emocitometrico completo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529431947</link>
         <description><![CDATA[<div>Da aggiungere a questi --&gt; nell'emocromo c'è anche:<br><strong>Formula leucocitaria </strong>che esprime la percentuale dei vari leucociti, ossia in ordine decrescente neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili (mnemo frase NEver Let MOnkeys Eat Bananas). <br><strong>-MCV (mean corpuscolar volume):</strong> indica la dimensione degli eritrociti --&gt; ematocrito/n eritrociti --&gt; in base a questo distinguiamo:<br>i) Normociti, quando abbiamo eritrociti che rientrano nel MCV normale <br>ii) Microciti, quando abbiamo un MCV&lt;80 fl <br>iii) Macrociti, quando gli eritrociti sono più grandi di 8 μm e si ha un MCV&gt;95 <br>iv) Megaloblasti che vuol dire super macrociti quando abbiamo eritrociti con dimetro maggiore di 8,5 e un MCV&gt;115 fl. <br><strong>-MCH (mean corpuscolar hemoglobin): </strong>indica il contenuto di Hb per eritrocita --&gt; [Hb] in un litro / concentrazione eritrociti in un litro.<br><strong>-MCHC (mean corpuscolar hemoglobin concentration)</strong> --&gt; percentuale di Hb rispetto al volume di un eritrocita --&gt; 32-36 g/dl --&gt; quindi dà informazioni sulla quantità di Hb presente su ogni eritrocita in relazione alle sue dimensioni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 20:20:41 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Dati sui vari elementi nucleati</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Eritrociti --&gt; forma biconcava, privi di nucleo, d=8micrometri.<br>-Leucociti polimorfonucleati --&gt; nucleo con uno o più lobi --&gt; vengono divisi in categorie in base alla colorazione che assumono i loro granuli:<br>Neutrofili se non si colorano ne con eosina che con ematossilina<br>Eosinofili se si colorano con colorante acido<br>Basofili se si colorano con colorante basico<br>-Linfoticiti B/T cellule con elevato rapporto nucleo/citoplasma.<br>-Monocita: nucleo a ferro di cavallo</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 20:24:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Colorazione degli eritrociti (data dal contenuto di Hb)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Normocromia: </strong>campione con valori di MCH e MCHC nella norma<br><strong>-Ipocromia: </strong>valori di MCH&lt;27pg e MCHC&lt;30microgrammi --&gt; sangue meno<br>colorato.<br><strong>-Ipercromia: </strong>non ci sono parametri che mi fanno parlare a riguardo.<br><strong>-Anisocromia:</strong> colorazione disomogenea nella popolazione di globuli rossi --&gt; ogni popolazione di eritrociti ha quantità diversa di emoglobina.<br><strong>-Policromatofilia:</strong> eritrociti con granulazioni basofile --&gt; rappresentate da residui di RNA nel citosol.<br><strong>-Parametro RDW (Red Blood Cell Distribution Width)</strong> --&gt; indica la distribuzione dei volumi eritrocitari --&gt; dà una curva gaussiana che descrive la distribuzione del volume degli eritrociti sia in percentuale sia in valore assoluto.<br><strong>-HDW (Hemoglobin Distribution Width): </strong>grafico che descrive i valori di concentrazione cellulare dell'emoglobina nei vari globuli rossi --&gt; permette di identificare i casi di anisocromia, i valori normali sono tra 9 e 288g/dl.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 20:39:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 20:39:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Morfologia degli eritrociti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si valuta tramite emocromo automatizzato --&gt; analizzo lo striscio di sangue al microscopio ottico (colorazione col metodo May-Grunwald e Giemsa).<br><strong>-Poichilocitosi </strong>--&gt; alterazioni della morfologia della cellula --&gt; può portare Eritropoiesi fragile e inefficace --&gt; maggiore distruzione dei globuli rossi --&gt; emocaretesi.<br><strong>-Anisocitosi </strong>--&gt; alterazioni rispetto alle dimensioni (volume) dell'eritrocita --&gt; macrociti o microciti.<br>Nelle anemia tanto è maggiore l'<strong>anisocitosi</strong> (tanto maggiore è la variazione di volume )--&gt; tanto è più frequente anche una variazione della loro forma --&gt; <strong>poichilocitosi --&gt; </strong>si parla spesso di<strong> anisopoichilocitosi </strong>(eritrociti di dimensione e forma diversa dalla norma).<br><br><strong>Si possono osservare:<br>● le cellule a bersaglio</strong>, chiamate anche leutociti o platiciti, che sono dei globuli rossi con una apparente condensazione di Hb al centro tanto che sembrano proprio un bersaglio delle freccette, e alle estremità abbiamo zone più chiare; <br><strong>● l’acantocita </strong>che si presenta come un globulo rosso con una distribuzione irregolare di spicole di forma e numero variabile. <br><strong>● schizociti </strong>che sono eritrociti a forma frammentata con forme molto particolari e insolite, il più delle volte a forma di elmetto oppure triangolari o a spirale. <br><strong>● i corpi di Howell-Jolly </strong>che sono degli eritrociti sferici che presentano una colorazione viola scuro in una determinata porzione periferica che è frutto di un residuo nucleare. <br><strong>● Lo stomatocita</strong> è un globulo rosso che presenta un’area centrale di forma allungata e pallida dove è presente meno Hb. <br><strong>● anelli di Cabot </strong>che sono globuli rossi con residui nucleari a forma generalmente di anello o eventualmente a forma di otto. <br><strong>● dacriociti</strong>, globuli rossi che assumono una tipica forma lacrima. <br><strong>● globuli rossi carenati</strong> in cui sono presenti proiezioni superficiali di membrana a forma variabile, però, a differenza dell’acantocita, sono uniformemente distribuiti. <br><strong>● siderociti </strong>che sono cellule che contengono piccoli granuli di colore blu chiaro. Possiamo anche osservare quello che viene chiamato rouleaux, un'aggregazione di globuli rossi impilati in colonne in maniera lineare, a differenza dell’agglutinazione in cui abbiamo globuli rossi associati in modo non lineare. <br><strong>● I drepanociti</strong>, chiamati anche cellule a falce, sono globuli rossi falciformi tipici dell’anemia omonima.&nbsp;<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 21:48:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 21:49:41 UTC</pubDate>
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         <title>Formula leucocitaria</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Leucociti:</strong> 6000/10000 globuli bianchi per microlitro di sangue.<br><strong>Leucocitosi:</strong> se al di sopra &gt; 11000<br><strong>Leucopenia:</strong> se sotto &lt;6000 --&gt; si può dividere in:</div><blockquote><strong>● neutropenia</strong> se interessa solo i neutrofili<br><strong>● linfopenia </strong>se interessa solo i linfociti, <br><strong>● agranulocitosi</strong> per indicare la totale assenza di granulociti dal sangue.&nbsp;</blockquote><div><br>In ognuno di questi due casi siamo in condizioni in cui i rapporti numerici tra i vari tipi di leucociti varia in modo considerevole:<br><strong>● linfocitosi </strong>se l’aumento è relativo ai linfociti<br><strong>● monocitosi </strong>se è relativo ai monociti<br><strong>-granulocitosi</strong> se è relativo ai granulociti e in questo caso possiamo ulteriormente dividere in neutrofilia, basofilia ed eosinofilia per indicare rispettivamente l’aumento di neutrofili basofili o eosinofili.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 22:28:36 UTC</pubDate>
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         <title>Conta piastrinica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>tra 150.000 e le 400.000 unità per microlitro --&gt;<br>-Se &gt; piastrinosi o trombocitosi<br>-Se &lt; Piastrinopenia o trombocitopenia</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 22:29:43 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Emopoiesi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529530817</link>
         <description><![CDATA[<div>In ordine di sviluppo embrionale --&gt; gli organi a funzione ematopoietica sono:<br><strong>1) Sacco vitellino </strong>--&gt; 2°/3° settimana --&gt; le cellule mesodermiche che derivano dalla cavità celomatica iniziano differenziarsi in e angioblasti e emangioblasti che poi prolifereranno e formeranno quei cordoni e ammassi cellulari che sono definiti come isolotti di wolf o isole sanguigne. Gli angioblasti più esterni si differenziano invece in cellule endoteliali periciti e provvedono quindi alla formazione delle pareti dei vasi primitivi e quindi fanno la vasculogenesi, successivamente dai vasi primitivi si svilupperà la rete vascolare definitiva e quindi parliamo propriamente di angiogenesi. <br><strong>2)</strong> Dalla quinta/sesta settimana le cellule, in particolar modo della regione ortogonadomesenterica colonizzeranno la <strong>milza</strong> e in particolare il <strong>fegato</strong> che diviene quindi principale organo emopoietico dell'embrione dal secondo al terzo mese di vita intrauterina. <br>Al sesto mese di gravidanza le cellule staminali colonizzano po' finalmente il midollo osseo e così prenderà origine il definitivo tessuto emopoietico. <br><strong>3)</strong> Nascita --&gt; <em>midollo osseo</em> è costituito completamente dal <strong>midollo rosso</strong> --&gt; la fase emopoietica prevalente è la fase mieloide che si attua nella cavità midollare delle ossa lunghe.<br>Attivo nelle coste, nello sterno, nel bacino, nelle ossa del cranio e le ossa lunghe, però dal sesto anno di età gli elementi emopoietici iniziano ad essere sostituiti da cellule adipose e avremo quindi la formazione del <strong>midollo osseo giallo</strong>. <br><strong>4)</strong> La funzione ematopoietica è mantenuta nel <strong>midollo rosso </strong>di: scheletro assile, parliamo qui delle ossa piatte del cranio, della colonna vertebrale, delle coste, dello sterno, cintura della spalla, cintura pelvica e solo nelle epifisi prossimale di femore e Omero.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 22:43:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Midollo osseo </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529538845</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-MSC (cellule staminali mesenchimali)</strong><br>Possono differenziarsi in cellule mesodermiche, sono rare e hanno una morfologia simil fibroblastica --&gt; hanno adesività in vitro alla plastica e fenotipo negativo per una serie di molecole ma uniformemente positivo per CD29, CD73 CD90, CD105 e CD166.<br><strong><br>-HSC (cellule ematopoietiche staminali)</strong>&nbsp;<br>Da queste derivano tutte le cellule ematiche nella vita adulta, derivano dalle MSC (in quantità 10 volte superiore rispetto alle HSC).<br>Sono negative per CD38 e per LYN.<br>Sono positive per CD34, CD49, C-KIT e CD59.<br>In questo modo si possono dividere per tecniche di immunocitofluorimetriche.<br>Sono cellule ematopoietiche staminali.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 22:57:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ematopoiesi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529545631</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cellula staminale </strong>--&gt; divisione asimmetrica --&gt; una staminale e l'altra diventa una cellula emopoietica (TAC cellula amplificatrice di transito) --&gt; numerosi cicli mitotici --&gt; ad una certa cominceranno a biforcarsi nella cellula staminale linfoide e nella cellula staminale mieloide --&gt; entrambe dopo una serie di clichi di proliferazione saranno soggetti a stimoli --&gt; origine di precursori (linfoidi e mieloidi rispettivamente).<br><strong>Homing:</strong> migrazione di cellule staminali dal sangue periferico al midollo.<br>Come può avvenire il contrario: midollo --&gt; sangue --&gt; fegato e milza.<br>Questi due processi sono orchestrati da molteplici fattori di natura chemiotattica --&gt; adesione delle cellule staminali all'endotelio dei sinusoidi --&gt; migrazione attraverso l'endotelio --&gt; ancoraggio in spazi extravascolari o midollari --&gt; proliferazione o differenziamento delle staminali.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 23:09:52 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Spostamenti delle cellule staminali nei compartimenti midollari e Sinusoidi.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2529554914</link>
         <description><![CDATA[<div>Compartimento midollare (precursori e progenie cellulare di una particolare linea differenziativa ematica, es compartimento eritroide --&gt; comprende tutte le cellule che vanno dal proeritroblasto all'eritrocita maturo --&gt; reticolocita --&gt; la cellula che verrà immessa nel sangue).<br>Ogni compartimento midollare viene definito anche di transito perchè comprende le varie fasi (proliferazione, differenzazione e maturazione).<br>&nbsp;<strong>Tempo di transito: </strong>tempo che impiegava un precursore midollare prima di raggiungere la fase maturativa.<br>Es: l'intervallo di tempo che intercorre dal proeritroblasto all'ultima mitosi policromatofica sia tra i 2 e i 5 giorni, per la serie mieloide si stima un tempo di 23h.<br><strong><br>Il numero delle cellule del sangue viene mantenuto costante </strong>--&gt; se per qualche motivo patologico (es emolisi, ipersensibilità di tipo II ecc) --&gt; queste variano di numero (diminuiscono) --&gt; <strong>iperplasia midollare parziale </strong>(se interessa un solo specifico compartimento) o <strong>totale </strong>se invece coinvolge tutte le serie di cellule che devono essere ripristinate --&gt; in queste circostanze --&gt; la capacità ematopoietica viene acquisita sia da milza che da fegato.<br><br>La nicchia ematopoietica è composta da 2 zone ben distinti:<br><br><strong>● La Nicchia osteoblastica</strong>, localizzata nell'interfaccia tra l’osso e il midollo osseo --&gt; ambiente ipossico --&gt; si distingue per un gran contenuto in glicoproteine extracellulari e grande densità di sali di calcio.<br>La funzione di questa nicchia è far mantenere le rare cellule ematopoietiche staminali (Long term, LTHSC, staminali a ciclo lento) in uno stato di quiescenza (G0 o G1 precoce).<br>La nicchia osteoblastica interagisce principalmente con cellule staminali mesenchimali nessina positive --&gt; permettono l'omeostasi delle HSC a lungo termine.<br>Il trattenimento delle LTHSC nella nicchia osteoblastica ( e quindi in uno stato di quiescenza) --&gt; sono date da:<br>1) chemiochina CXCL12 prodotta dall'osteoclasto e il suo recettore CXCR4 che invece è presente sulle LTHSC --&gt; stimola i legami della varie integrine (VCAM-VLA-4 --&gt; aumenta la forza dell'interazione)<br>2) Fattore di crescita staminale SCF (prodotto dall'osteoblasto) --&gt; recettore C-KIT sulle LTHSC --&gt; garantisce la staminalità e le trattiene nel microambiente (nei trapianti induce l'homing verso il midollo).<br>In condizioni fisiologiche la nicchia osteoblastica in loco e mantiene crescenti le cellule staminali long-term. <br>3) Anfiopoietina-1 (espressa sugli osteoblasti) --&gt; lega il recettore Tie-2 (sulle LTHSC)<br>4) Attivazione della via di trasduzione JAGGED-NOTCH --&gt; mantiene la staminalità.<br><br><strong>● La Nicchia perivascolare</strong>, o per meglio dire perivascolare o endoteliale che è nelle immediate vicinanze delle cellule endoteliali sinusoidali e delle cellule perivascolari --&gt; regola la proliferazione e il differenziamento e la migrazione transendoteliale --&gt; verso i sinusuoidi (per loro è homing).<br>Vicino ai sinusoidi si localizzano quelle che sono cellule staminali short-term --&gt; ciclo veloce.<br>Quindi se ci sono alterazioni di numero --&gt; stimoli provenienti dal sangue o da altrove --&gt; la nicchia perivascolare provvede a far entrare in circolo le LTHSC --&gt; Short term --&gt; ripristino del normale numero di cellule ematopoietiche che andranno in circolo<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-23 23:24:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Eritropoiesi </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2530186868</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Eritrone: </strong>unità anatomo-funzionale dell'eritropoiesi --&gt; comprende tutta la popolazione che va dalla cellula staminale ai suoi precursori BFU-E (unità formanti il burst eritrocitico) e CFU-E (unità formanti le colonie eritrocitiche, tra questi 2 passano 5g) --&gt; poi si arriva alla formazione dei reticolociti --&gt; eritrociti.<br>1% viene distrutto degli eritrociti maturi per mantenere l'omeostasi.<br>Differenzazione partendo da BFU-E.<br><strong>-BFU-E:</strong> linea eritroide più immatura (lo si trova anche nel sangue periferico) e ad alta capacità proliferativa (molti sono allo stato quiesciente --&gt; perchè hanno pochi recettori per l'eritropoietina --&gt; le BFU-E tardive --&gt; BFU-L --&gt; mostrano sensibilità allo stimolo eritropoietico (presentano più recettori per eritropoietina)<br><strong>-CFU-E </strong>--&gt; perdono la capacità di autorinnovamento (non sono nel circolo periferico) --&gt; hanno antigeni del sistema Rh, recettori per eritropoietina e per la transferrina --&gt; molto più proliferanti.<br><strong>-Pro-normoblasto: </strong>prima cellula riconoscibile al microscopio ottico --&gt; cellula rotondeggiante grande e ricca di cromatina, provvista di uno o più nucleoli e un citoplasma estremamente basofilo.<br><strong>-Eritroblasto basofilo = normoblasto</strong>: diametro inferiore, minore rapporto nucleo/citoplasma, nucleoli meno evidente e cromatina organizzata in zolle a ridosso della membrana nucleare (eterocromatina).<br><strong>-Eritroblasto policromatofilo:</strong> ultima ad avere attività mitotica, il citoplasma comincia ad arricchirsi di emoglobina e la sintesi di DNA ed RNA inizia a venir meno.<br><strong>-Eritroblasto ortocromatico:</strong> non può andare in mitosi e sta per perdere il nucleo, ha molta emoglobina, i ribosomi preesistenti cominciano ad essere distrutti.<br>Quando raggiunge la giusta quantità di Hb --&gt; la funzione del nucleo viene meno --&gt; diventa picnotico, piccolo e scuro e poi man mano espulso e distrutti dai macrofagi.<br><strong>-Reticolocita: </strong>presenta ancora qualche mitocondrio, ribosoma e si evidenzia con Blu di metilene, il materiale forma un reticolo, permane nel midollo per 24.<br><strong>-Eritrocita:</strong> reticolocita che è uscito da midollo --&gt; ha perso i mitocondri e ribosomi, permangono per 120g --&gt; poi emocaretesi.<br>L'emopoiesi è un processo che è poco efficace --&gt; il 10% viene dei precursori va in apoptosi durante il processo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 09:50:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2530187145</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 09:50:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 09:50:58 UTC</pubDate>
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         <title>Eritropoietina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ormone glicoproteico di 193 AA prodotto dall'apparato iuxtraglomerurale e dal fegato (minima parte) in condizioni di ipossia&nbsp; --&gt; induce la proliferazione e differenzazione con la maturazione dei progenitori eritroidi.<br>-Insufficienza renale cronica --&gt; difetto produzione di eritropoietina --&gt; si sottopone il paziente ad una terapia esogena di eritropoietina che dopo 24h determina il rilascio di reticolociti --&gt; termina dopo 4-6g.<br>-Doping --&gt; si usa per aumentare la capacità di trasporto dell'ossigeno --&gt; maggiore viscosità del sangue --&gt; aumento ematocrito --&gt; malattie trombotiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 09:55:26 UTC</pubDate>
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         <title>Caratteristiche degli eritrociti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>S=140micrometri^2<br>V=85-90 micrometri^3<br>d= 7,82 micrometri<br>Sono privi di nucleo, mitocondri e della maggior parte degli organuli intracellulare --&gt; serve ad aumentare il massimo contenuto di emoglobina --&gt;95% peso secco.<br>Hanno forma di dischi biconcavi con vita di 120g, devono essere in grado di resistere alle forze di flusso --&gt; sono in grado di flettersi e deformarsi.<br>Lo 0,5%-2,5% dei globuli rossi è rappresentato dai reticolociti --&gt; la loro conta è indice della funzionalità midollare (efficacia del sistema eritroie a condizioni di eventuali anemie)<br><br><strong>Membrana plasmatica</strong> --&gt; marcata asimmetria:<br><strong>-Versante interno: </strong>viene a contatto con la componente citoscheletrica tramite proteine di membrana.<br><strong>-Versante esterno:</strong> si trovano glicoproteine e glicolipidi --&gt; glicocalice --&gt; protegge le cellule dai danni meccanici e da virus e batteri.<br><br>Lipidi di membrana:<br>-Colesterolo --&gt; presente in uguale maniera su entrambi i foglietti in forma non esterificata.<br>-Fosfolipidi --&gt; asimmetrici tra i foglietti --&gt; flippasi (energia indipendente, trasporta lipidi dal foglietto esterno --&gt; interno), floppasi (controgradiente, interno -&gt; esterno) e scambrasi (Ca2+ dipendenti) permettono di spostare i fosfolipidi tra i due foglietti in base al loro gradiente.<br>Foglietto interno: contiene fosfatidil etanolammina, piccole quantita di fosfatidil inositolo e fosfatidil serina.&nbsp;<br>Foglietto esterno: contiene fosfatidilcolina e sfingomielina.&nbsp;<br>Questa disposizione assicura:&nbsp;<br>-Normale flusso sanguigno nella microcircolazione --&gt; la fosfaditilserina potenzia l'adesione degli eritrociti alle cellule endoteliali vascolari --&gt; alterando il normale transito.<br>-L'esposizione di fosfatidilserina all'esterno --&gt; segnale di morte --&gt; vengono riconosciuti dai macrofagi --&gt; fagocitosi (avviene nel sistema reticolo-endoteliale della milza).<br>-La fosfatidilserina e il PIP2 (fosfatidilinositolo 4-5 bifosfato) stabilizzano la struttura della membrana modulando le interazioni tra il doppio strato fosfolipidico e le proteine del citoscheletro di membrana (come vedremo tra poco la spettrina e la proteina della banda 4.1R).&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 10:42:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Proteine di membrana:<br>-Periferiche</strong> --&gt; sia sul lato esterno che interno (prendono contatto con il citoscheletro formato da --&gt; eterodimeri di spettrina connessi tra loro con oligomeri di actina e tropomiosina e stabilizzati dal complesso della banda 4.1R)<br><strong>-Integrali</strong> --&gt; Banda 3, Glicoforine --&gt; sito di ancoraggio tra membrana e citoscheletro.<br><strong>-Banda 3: </strong>il suo dominio intracitoplasmatico puo interagire con differenti proteine e talvolta con differenti enzimi della via glicolitica, mentre il suo dominio extra-cellulare media gli scambi cloruro-bicarbonati attraverso la membrana del globulo rosso che risultano importanti per il mantenimento dell'equilibrio elettrolitico.<br>Responsabile del <strong>gruppo sansuigno "Diego"</strong> composto da 21 fattori antigenici.<br><strong>-Acquaportine 1 e 3<br>-Proteine associate al trasporto dell'ammonio:</strong> associate a loro volta ai domini RH che si trovano su proteine di membrana integrali non glicosilate adiacenti (glicoproteine associate al fattore Rh).<br>L'eritrocita prende lo ione ammonio nel cervello --&gt; lo rilascia a livello epatico e renale --&gt; detossificazione e eliminazione rispettivamente.<br><strong>-Ca2+-Mg2+ ATPasi</strong> --&gt; media l'entrata di calcio controgradiente <br><strong>-Pompa sodio-potassio.<br>-Proteine integrali di adesione intracellulare e extracellulare<br>-Proteine con funzione enzimatica:</strong> glicosiltransferasi e del gruppo Kelly --&gt; attive come metalloproteasi.<br><strong>-Proteine con funzioni recettoriali:</strong> proteina Duffy --&gt; proteina glicosilata che funge da recettore per chemochine e parassiti malarici (alcuni suoi polimorfismi caratterizzano il <strong>sistema sanguigno "Duffy"</strong>.<br><strong>-Proteine con funzione di riconoscimento cellulare</strong> --&gt; glicoproteine che costituiscono i gruppi sanguigni classici<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 11:00:19 UTC</pubDate>
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         <title>Metabolismo degli eritrociti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Non avendo mitocondri tutta la loro energia è data dalla glicolisi anaerobica --&gt; utilizza circa il 90% del glucosio cellulare --&gt; e provvede al mantenimento del NAD in forma ridotta --&gt; così poi provvedere alla riduzione della metaemoglobina e alla sintesi di 2,3bifosfoglicerato --&gt; “shunt di Rapoport-Luebering”.<br>Può anche usare la via dei pentosi fosfato --&gt; glucosio non viene usato per generazione di ATP ma per rigenerare NADPH --&gt; cofattore della glutatione reduttasi --&gt; permette di mantenere il glutatione ridotto in modo che possa proteggere dall'ossidazione tutte le molecole presenti nell'eritrocita.<br>Se questa via è deficitaria o gli ossidanti ambientali superano le capacità riducenti dell'eritrocita --&gt; denaturazione globina e Hb --&gt; forma un precipitato --&gt; <strong>corpi di Heinz</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 11:31:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 11:31:21 UTC</pubDate>
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         <title>Emoglobina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cromoproteine tetramerica costituita da 4 subunità uguali a 2 a 2 e tenute insieme da legami non covalenti.<br>Forma adulta: due alpha e 2 beta --&gt; ognuna di essere ha una catena peptidica "globina" + gruppo protestitico "eme" (protoporfirina 9 + Fe2+ presente al centro dell'eme --&gt; 6 legami di coordinazione --&gt; 4 covalenti con atomi di N della porfirina, gli altri 2 perpendicolari al piano --&gt; una lega l'istidina prossima e l'altra l'ossigeno che a sua volta lega l'istidina distale) --&gt; l'ancoraggio della porfirina alla globina avviene tramite un legame con il ferro e un altro legame che interessa la catena laterale dell'acido propionico.<br>(L'istidina è l’unico amminoacido compatibile al pH fisiologico grazie al suo punto isoelettrico pari a 7,6).<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 11:47:43 UTC</pubDate>
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         <title>Isoforme di Hb</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>In base alle richieste di ossigeno e del momento di vita (es periodo embrionale) presenta diverse isoforme.<br>Esistono 6 tipi di subunità globiniche: alpha, beta, gamma, delta, epsilon, zeta --&gt; le prime 4: vita extrauterine, le altre 2: vita intrauterina.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 11:51:47 UTC</pubDate>
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         <title>Tipi di emoglobina nella vita intrauterina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Emoglobina Gower1: 2 zeta e 2 epsilon <br>-Emoglobina di Portland: 2 zeta e 2 gamma.<br>-Emoglobina Gower2: 2alpha e 2 epsilon.<br><br>Man mano che fegato e milza diventano organi ematopoietici (7° settimana) --&gt; l'emoglobina embrionale viene sostituita dall'emoglobina fetale: 2gamma e 2 alpha.<br><br><strong>Entro 8 settimane dalla nascita</strong> --&gt; viene sostituita con <br>-emoglobina A2 (adulta) --&gt; 2 alpha e 2 delta <br>-emoglobina A (adulta)--&gt; 2 alpha e 2 beta.<br>Alla nascita la fetale corrisponde a circa 70-80% , esse ha maggiore affinità per l'O2 per garantire lo sviluppo intrauterino, la maggiore affinità è data dalla scarsa interazione con 2,3-bifosfoglicerato --&gt; facilitando il trasporto di O2 dai globuli rossi della madre a quelli del feto.<br><br><strong>Struttura emoglobina e mioglobina:</strong><br>Mioglobina ha una sola catena peptidica di 153 AA mentre l'emoglobina ha 4 subunità ognuna composta da 4 subunità (alpha 143 AA e beta 146 AA) --&gt; la struttura terziaria è molto simile tra mioglobina ed emoglobina.<br>Nell'emoglobina ogni alpha prende rapporto con entrambe le beta e viceversa:<br>Alpha 1 - beta 1 e Alpha 2 e beta 2 --&gt; legami forti<br>Alpha 1 -beta 2 e alpha 2 e beta 1 --&gt; legami deboli --&gt; regioni di scorrimento.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 16:14:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Curva di dissociazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La mioglobina</strong> (essendo prettamente delle cellule muscolari e tessuti che ne consumano molta), porta l'ossigeno ai mitocondri per essere usato nella catena respiratoria) ha maggiore agginità per l'O2 --&gt; p50 = 1mmhg mentre l'Hb p50 = 26mmHg.<br>La mioglobina avendo una sola catena polipeptidica non presenta allosterismo --&gt; ha andamento iperbolico e lega l'O2 sempre con la stessa affinità.<br><strong>L'emoglobina </strong>ha <strong>allosterismo positivo</strong> --&gt; il legame con una molecola di O2 aumenta l'affinità degli altri siti per l'O2 --&gt; vale il contrario --&gt; il rilascio di una molecola di O2 permette il rilascio più velocemente delle altre.<br>L'allosterismo è il passaggio dallo stato T (conformazione tesa) allo stato R (conformazione rilasciata) --&gt;<br>Se non c'è O2 --&gt; la conformazione T predomina ed è più stabile per via della formazione di ponti salini --&gt; il legame con la prima molecola di O2 --&gt; permette di passare allo stato R e di facilitare il legame con le altre molecole --&gt; quando è completamente satura --&gt; forma R completa.<br>L'emoglobina ha un ruolo prevalentemente a livello alveolare e capillare periferico.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 16:24:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 16:26:11 UTC</pubDate>
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         <title>Spostamenti della curva dell&#39;emoglobina in presenza di vari fattori:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Variazioni del pH (effetto Bohr)</strong><br>A livello capillare --&gt; CO2 prodotta entra nei capillari (prima rispetto al passaggio di O2 dal sangue alla cellula)--&gt; la CO2:<br>a) 10% si scoglie<br>b) 20% si lega all'emoglobina non legata all'ossigeno --&gt; carboemoglobina<br>c) 70% --&gt; a livello degli eritrociti --&gt; l'anidrasi carbonica la idrata --&gt; CO2 +H2O --&gt; H2CO3 --&gt; HCO3- + H+ --&gt; aumenta la concentrazione degli H+ --&gt; diminuzione del pH --&gt; spostando la curva di dissociazione dell'emoglobina a destra --&gt; l'emoglobina rilascia, a parità di pressioni di O2, più O2 rispetto al pH fisiologico.<br>Se siamo a livello alveolare --&gt; l'H+ viene rilasciato per via della maggiore pressione di O2 che permette di legare l'O2 e staccare l'H+ --&gt; l'effetto Bohr sposta verso sinistra la curva --&gt; aumentando il pH e quindi l'affinità per l'O2.<br>L'anidrasi carbonica catalizza una reazione che può avvenire anche spontaneamente ma con tempistiche decisamente più lunghe.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 16:37:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Presenza di 2,3-difosfoglicerato DPG:</strong><br>E' una molecola che allo stato T si riesce ad intrufolare tra le due subunità beta --&gt; queste sono le prime a cedere l'O2 ergo sono le prime ad aprire uno spazietto in il DPG può inserirsi diminuendo l'affinità per l'O2 della molecola e rilasciando più velocemente O2 --&gt; quindi sposta la curva verso destra con effetto allosterico negativo.<br><strong>Adattamento ad alte altitudini:</strong><br>Il DPG si concentra prevalentemente sugli eritrociti e poco nei tessuti --&gt;&nbsp;<br>-A livello del mare --&gt; l'Hb è satura a livello polmonare mentre scende del 60% nei tessuti periferici --&gt; il 40% della quantità massima di O2 trasportabile nel sangue viene rilasciata.<br>-In montagna --&gt; la pO2 diminuisce --&gt; dunque non si ha la saturazione al 100% e il rilascio ai tessuti di O2 è minore --&gt; quindi viene prodotto più DPG in modo che a livello periferico vi sia un maggiore rilascio di O2 mentre i cambiamenti a livello polmonare sono minimi.<br>Nello sviluppo fetale:<br>L'emoglobina fetale per prelevare O2 dagli eritrociti materni deve avere maggiore affinità rispetto a quest'ultima --&gt; l'emoglobina fetale non permette affinità con il DPG (quindi con le catene gamma) --&gt; aumentando l'affinità per l'O2.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 16:47:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Aumento di temperatura:</strong><br>Se T&gt; --&gt; l'affinità per l'O2 diminuisce.<br>Sforzo muscolare --&gt; temperatura basale di 37 gradi aumenta per la produzione di calore --&gt; a parità di pressione questo fa diminuire la saturazione dell'O2 --&gt; liberazione maggiore di O2.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 16:49:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 16:49:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 16:50:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 16:50:27 UTC</pubDate>
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         <title>Altre forme particolari di emoglobina:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Met-emoglobina:</strong><br>Presenza il ferro allo stato ferrico (Fe3+) --&gt; non si combina con l'O2&nbsp; ed è completamente inutile.<br>Corrisponde a circa 1,7% del totale per via <strong>autossidazione</strong> o <strong>per reazione dell'emoglobina ossigenata con l'ossido di azoto</strong> --&gt; formazione dello ione nitrato.<br>Sugli eritrociti è presente la met-Hb reduttasi NADH-dipendente --&gt; riconverte l'emoglobina grazie all'ossidazione di fattori riducenti come ascorbato o glutatione.<br>La metaemoglobinemia --&gt; cianosi, cefalea, dispnea e coma.<br>Le forme acquisite sono conseguenti a periodi prolungati di stress, esposizione a farmaci ossidanti o sostanze chimiche varie come nitrati o nitriti.<br><br><strong>-Carbossiemoglobina:</strong> legame con CO--&gt; affinità 200/250 volte maggiore rispetto a quella per l'O2.<br><br><strong>-Cianoemoglobina:</strong> Se lo ione cianuro si lega alla citocromo C ossidasi --&gt; blocco della catena respiratoria --&gt; la cellula non può utilizzare O2 --&gt; morte per anossia istotossica e l'O2 si accumula in circolo in quanto non può essere usata a livello tissutale per via del cianuro--&gt; sangue appare rosso brillante.<br>Il cianuro si può legare alla metemoglobina --&gt;<strong> cianometemoglobina </strong>--&gt; prodotto non tossico.<br>In caso di intossicazione da cianuro --&gt;<strong> si somministra:</strong><br><strong>Sodio nitrato</strong> --&gt; permette la formazione di Hb a partire da met-Hb che nel frattempo può avere strappato il cianuro dalla citocromo C.<br><strong>Sodio tiosolfato </strong>--&gt; reagisce con il cianuro --&gt; tiocianato --&gt; prodotto non tossico.<br><br><strong>-Emoglobina glicata:</strong><br>Diabetici --&gt; iperglicemia --&gt; glicosilazione non enzimatica delle catene beta.<br>O in ogni caso di iperglicemia, l'emoglobina glicata mantiene la sua funzione.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 17:03:33 UTC</pubDate>
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         <title>Geni globinici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Cromosoma 16 </strong>--&gt; gruppo alpha --&gt; geni per le subunità zeta, alpha.<br><strong>Cromosoma 11 </strong>--&gt; gruppo beta --&gt; geni per le subunità beta, epsilon, 2 per le gamma (Agamma e Ggamma) e delta.<br>Tutti i geni globinici sono inferiori a 16kb e costituiti da 3 esoni e 2 introni.<br>A monte di tutti i geni globinici ho una regione chiamata LCR (locus control region) --&gt; necessaria per l'espressione dei vari geni --&gt; assicura alti livelli d'espressione dovuti al prodotto di domini di cromatina attiva e della diretta attivazione del gene, inoltre, regola l'espressione nel corso dello sviluppo ontogenetico)<br>L’associazione dei geni in direzione 5’→3’ ricorda la loro progressione trascrizionale, in particolar modo nel cluster α durante lo sviluppo avremo prima attivazione del gene zeta e poi degli α, mentre nel cluster β avremo prima la produzione delle catene dell’emoglobina embrionale e poi di quelle dell’emoglobina dell’adulto.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 17:10:01 UTC</pubDate>
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         <title>Emocaretesi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2530735065</link>
         <description><![CDATA[<div>Fagocitosi da parte dei macrofagi splenici e epatici --&gt; degli eritrociti che hanno esaurito la loro funzione --&gt; la membrana perde acido sialico, galattosammina, si riducono le funzioni enzimatiche data la scarsa attività metabolica --&gt; cellula diventa sempre meno deformabile e più suscettibile alla lisi osmotica --&gt; eriptosi (determina il riconoscimento da parte dei fagociti) --&gt; si ha attivazione di processi che permettono la produzione di prostaglandina E2, ingresso di Ca2+, rilascio di PAF (induce l'attivazione delle sfingomieline con formazione di ceramide) --&gt; l'aumento di Ca2+ e la formazione di ceramide spingono alla traslocazione sul foglietto esterno della fosfatidilserina (tramite flippasi) --&gt; rappresenta un segnale per i fagociti del sistema reticoloendoteliale li rimuovono dalla circolazione (nella milza e in minor misura nei vasi del fegato) --&gt; gli eritrociti vengono fagocitati.<br>Il tasso di eritropoiesi è proporzionale a quello di emocaretesi.<br><strong>Emoglobina viene riciclata --&gt; scissa in componenti: </strong><br>-Fe2+ --&gt; transferrina plasmatica o alla ferritina&nbsp;<br>-Eme --&gt; biliverdina --&gt; bilirubina --&gt; fegato --&gt; glucoronazione --&gt; escreta con la bile.<br>-Porzione globinica --&gt; degradata --&gt; AA riciclati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 17:26:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2530735244</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 17:26:17 UTC</pubDate>
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         <title>Elementi necessari per una corretta eritropoiesi:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2530778091</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Ferro:</strong></div><blockquote>Fabbisogno giornaliero=4-6g --&gt; 3,5g si trovano nell'emoglobina, il resto tra ferritina, mioglobina e proteine plasmatiche.<br>Ogni giorno si perde 1g tra: desquamazione cellulare, sudore, urine e feci.<br>Durante il ciclo vengono persi più di 15/30mg di ferro --&gt; nella donna inoltre i depositi sono minori rispetto all'uomo --&gt; maggiore frequenza di carenze marziali.<br>La dieta deve introdurre almeno 10-30 mg di ferro (l'assorbimento è al 5-10%):o legumi, tuorli dell’uovo, carni rosse, e fegato.<br>In questi alimenti il ferro può essere presente in varie forme chimiche, distinguibili in <strong>forma eminica</strong>, cioè quello contenuto in emoglobina, mioglobina, citocromi ecc., e forma<strong> non eminica</strong> rappresentata ad esempio da idrossidi di ferro e complessi ferroproteici. <br><br><strong>Assorbimento del ferro:</strong><br>-In forma eminica --&gt; viene assorbito dagli enterociti duodenali a livello apicale grazie al carrier HCP --&gt; vescicola endosomiale --&gt; porta il ferro eminico vicino al RE --&gt; emeossigenasi --&gt; converte l'eme in Fe2+, biliverdina e CO.<br>-In forma non eminica -(l'assorbimento avviene con efficienza inferiore)-&gt; perchè deve essere ridotto a Fe2+ (avviene nello stomaco per bassi valori di pH e nel duodeno tramite DCYTB espressa sulla parete luminale) --&gt; ione ferroso --&gt; entra nell'enterocita tramite DMT1 --&gt; vari destini:<br><strong>a) Ferritina </strong>--&gt; conservato in forma intracellulare<br><strong>b) Ferroportina</strong> --&gt; è espressa sul polo basolaterale e ne consente l'unita nel sangue dopo che l'efestina lo converte in Fe3+.<br><strong>L'epcidina </strong>--&gt; ormone sintetizzato nel fegato --&gt; riduce l'assorbimento del ferro introdotto con la dieta<br><strong>Stati infiammatori o condizioni di alto ferro nei depositi</strong> determina un aumento a livello epatico di questo ormone mentre una diminuzione del ferro o un aumento dell’eritropoiesi determina una sua diminuzione <br><strong>c) Transferrina</strong> --&gt; proteina plasmatica sintetizzata a livello del fegato --&gt; lega fino a 2 Fe2+ --&gt; a è responsabile della quasi totale capacità ferro-legante plasmatica che va sotto il nome di TIBC il cui indice di saturazione in condizioni fisiologiche si aggira tra il 15 e il 30%.<br>Se la transferrina non lega Fe2+ -&gt; apotransferrina.<br>Di solito&nbsp; la maggior parte del ferro trasportato dalla transferrina è di origine endogena e proviene dai siti di deposito dell'organismo.<br>Di solito il ferro endogeno proviene anche dall'emocaretesi&nbsp; --&gt; mantiene il fabbisogno giornaliero tramite il riciclo.<br>Il controllo del suo assorbimento a livello intestinale assume un ruolo importante per rispondere adeguatamente a eventuali variazioni dei livelli dei depositi e per far fronte alle richieste delle cellule eritroidi, le quali sono le principali consumatrici di ferro, utilizzato per la sintesi di emoglobina per formare eritrociti funzionali. <br>La transferrina --&gt; trasporta Fe2+ alle cellule eritroidi del midollo --&gt; formazione di nuovi eritrociti.<br>Cede Fe2+ anche alle cellule che ne hanno bisogno per attività metaboliche (es reazione nel mitocondrio).<br><br><strong>Rilascio di transferrina:</strong><br><strong>Recettori di membrana TFR --&gt;<br>-TFR1: </strong>espresso da tutte le cellule <br><strong>-TFR2:</strong> espresso da epatociti, cellule eritroidi e cellule duodenali.<br>Ferritina-Fe2+ --&gt; si lega al recettore --&gt; endocitosi --&gt; fusione del lisosoma e acidificazione --&gt; dissociazione del complesso --&gt; il ferro --&gt; esce dalla vescicola --&gt; si può accumulare nella forma intracitoplasmatica con la ferritina o spostato tramite la ferroportina mentre il TFR viene riciclato ma all'interno della vescicola viene separata la parte extracellulare e intracellulare --&gt; viene esocitata solo la parte solubile del recettore.<br>La concentrazione nel plasma del recettore solubile è proporzionale alla concentrazione di recettore presente sulla membrana cellulare. <br>In caso di carenze di ferro o se le riserve sono quasi esaurite --&gt; maggiore espressione dei recettori --&gt; up-regolation mentre se succede il contrario --&gt; downregolation.<br><br><strong>Parametri misurabili:</strong><br>La<strong> TIBC</strong> è un parametro utile per distinguere una condizione di:<br><strong>-anemia da carenza di ferro</strong>, nella quale la TIBC è normale o aumentata perchè produco poca epcidina quindi la TIBC non diminuisce.<br><strong>-condizione infiammatoria protratta </strong>in cui la produzione epatica di transferrina viene inibita e aumenta la produzione di epcidina --&gt; inibisce la ferroportina --&gt; portano ad una riduzione della TIBC per riduzione del ferro plasmatico.<br><strong>Rapporto tra sTFR </strong>(recettore per la trasferrina solubile, non è influenzato da stati infiammatori, neoplasie o epatopatie <strong>) / transferrina stessa</strong>:&nbsp;</blockquote><div><br><strong>-B12:</strong></div><blockquote>Formata da un anello tetrapirrolico con un atomo di cobalto, il fabbisogno è di 1-2microgrammi e può soddisfare una dieta equilibrata attraverso carni rosse, latte e pesce.<br>Entra nell'organismo --&gt; viene staccata dai legami con i peptidi a cui è legata --&gt; si lega al fattore intrinseco (prodotto dalle parietali della mucosa gastrica) nel duodeno--&gt; viene assorbito il complesso nell'ileo --&gt; tramite recettori --&gt;&nbsp; sulla membrana dell'enterocita tramite esocitosi la B12 si stacca dal fattore intrinseco --&gt; esce --&gt; si lega a proteine plasmatiche di trasporto --&gt; transcobalamine --&gt; la distribuiscono a tutto l'organismo depositandola soprattutto a livello epatico.</blockquote><div><br><strong>-Acido folico:</strong></div><blockquote>Vitamina idrosolubile contenuta nei vegetali.<br>L'assorbimento avviene nel tenue --&gt; i folati vengono ridotti a tetraidrofolato (reazione di riduzione catalizzata dall'enzima diidrofolato reduttasi e consuma NADH) --&gt; viene coniugato con un residuo metilico --&gt; diffonde attraverso le membrane cellulari --&gt; entra in circolo e si lega all'albumina plasmatica --&gt; cellule.<br><strong>Funzione:</strong><br>Svolge un ruolo nella sintesi di AA e purine --&gt; carenze di acido folico --&gt; arresto o rallentamento della sintesi di DNA specialmente in tessuti con altro turnover (sistema eritropoietico --&gt; se c'è carenza --&gt; avremo produzione di precursori eritropoietici morfologicamente più grandi e con forma strana).</blockquote><div><br><strong>B6: coenzima della sintesi dell'eme<br><br>Vit E: </strong>metabolismo della membrana eritrocitaria<strong><br><br>Vit C e riboflavina </strong><br><br>Questi ultimi quattro menzionati non sono essenziali.<br><br><strong>Amminoacidi </strong>--&gt; carenza --&gt; ipoplasia midollare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 18:05:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 18:06:16 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 18:07:14 UTC</pubDate>
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         <title>Anemia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ematocrito --&gt; 41% nell'uomo e 46% nella donna --&gt; rappresenta il volume occupato dagli eritrociti rispetto al sangue intero.<br>Al di sotto di questi valori --&gt; anemia <br>Aumento di questi valori --&gt; policitemia<br><br><strong>Anemia: </strong>riduzione di Hb circolante nel sangue periferico all'interno degli eritrociti (<strong>[emoglobina] X volume ematico totale</strong> --&gt; quest'ultimo parametro è ritenuto costante anche se può variare nel caso di 2 situazioni --&gt; emorragia acuta e gravidanza (emodiluizione del volume plasmatico) ) --&gt; ridotto trasporto di ossigeno ai tessuti.<br>OMS --&gt; soglia dell'anemia --&gt;<br>Uomo: 13g/dl <br>Donna: 12g/dl<br>Neonato: 15g/dl<br>Al di sotto di questi dati --&gt; anemia.<br><strong><br>Sintomi generali:</strong><br>-Ipossia<br>-Aumento della portata circolatoria proporzionale alla riduzione del contenuto di Hb e/o eritrociti <br>-Incremento della frequenza respiratoria<br><br><strong>Cause di anemia:</strong><br>- Morfologico&nbsp;<br>- Clinico&nbsp;<br>- Genetico&nbsp;<br>- Patogenetico&nbsp;<br>- Fisiopatologico&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 18:48:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 18:48:46 UTC</pubDate>
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         <title>Classificazione delle anemie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 19:20:44 UTC</pubDate>
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         <title>Anemie Microcitiche</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anemie il cui meccanismo fisiopatologico determina una riduzione del volume di globuli rossi --&gt; MCV molto inferiore alla norma e emoblobina molto bassa --&gt; si caratterizza per produzione di globuli rossi di dimensioni inferiori alla norma --&gt; diminuzione dell'emoglobina --&gt; è l'anemia più frequente in clinica --&gt; se c'è riduzione di produzione di eritrociti --&gt; c'è riduzione dell'emoglobina.<br><strong>• Anemia sideropenica:</strong> ferro-prive o anemie marziali.</div><blockquote>E' la più frequente, causata da:<br><strong>-perdite di ferro</strong> --&gt; emorragiche croniche (ciclo mestruale)<br><strong>-ridotto assorbimento di ferro</strong> (dovuto a patologie che compromettono l'assorbimento intestinale --&gt; celiachia, morbo di Crohn.<br><strong>-Diete povere di ferro</strong> (spesso utilizzate da vecchi e adolescenti)<br><strong>Sintomi:</strong><br><strong>-Microcitosi e ipocromia</strong> per mancanza di ferro (minor produzione di emoglobina)<br><strong>-Coinvolgimento neurologico<br>-Malattie degli epiteli</strong><br>Le ultime due sono dovute ad una minor efficienza mitocondriale a causa del minor apporto di O2.</blockquote><div><br></div><div><strong>• Anemia da infiammazione cronica</strong> (20% ACD)&nbsp;</div><blockquote>Circa l'80% di queste si presenta normocitiche e normocromiche --&gt; nel resto presentano anemie microcitiche normocroniche.<br>Si presenta soprattutto negli anziani --&gt; con l'aumentare dell'età aumenta l'infiammazione (inflammation + aging) -&gt; stato infiammatorio cronico --&gt; persistenza di citochine proinfiammatorie e (IL1, IL6, IL2, TNF, INFgamma).&nbsp;<br>Le citochine hanno un effetto inibitorio sull'eritrone, ipertrofia sui macrofagi --&gt; con aumento della ritenzione di ferro (come meccanismo innato per evitare che questo venga usato dai batteri per accrescersi) e riduzione della ferritinemia.<br>Quindi l'effetto microcitico è dovuto ad una ridotta biodisponibilità nei distretti midollari.<br>In questa anemia si inibizione epatica della produzione di transferrina --&gt; TIBC viene ridotta --&gt; questo la contraddistingue dall'anemia sideropenica in cui TIBC rimane normale o aumentato.</blockquote><div><br><strong>• Anemia sideroblastica:</strong> alterazione della produzione del gruppo prostetico.&nbsp;</div><blockquote>Presenza di <strong>microciti e ipocromici</strong> in ridotta quantità e nel midollo di <strong>sideroblasti ad anello</strong> (eritroblasti contenenti depositi di ferro, ad alto contenuto di ferritina).<br>In questa patologia l'organismo dispone del ferro ma non è in grado di incorporarlo nell'emoglobina per blocco della sintesi dell'anello protoporfirinico (malattie genetiche --&gt; porfirie).<br>Esiste anche una forma acquisita --&gt; intossicazione da piombo --&gt; Pb inibisce l'attività dell'alasintetasi --&gt; inibizione della sintesi dell'anello protoporfirinico essenziale per formare l'EME.</blockquote><div><br></div><div><strong>• Talassemie:</strong> alterazione di catena globiniche.</div><blockquote>Sono un gruppo di malattie genetiche ereditarie autosomiche recessive --&gt; si riscontra un difetto quantitativo nella sintesi di una o più subunità proteiche delle catene globiniche (le catene immunoglobiniche non presentano alterazioni strutturali ma sono solo prodotte in quantita inferiori rispetto alla norma).<br>In base alla catena alterata --&gt; avremo:<br><strong>-Talassemia alpha </strong>--&gt; produzione inferiore o assente della subunità alpha in seguito a delezioni, mutazioni puntiformi a carico di una delle 4 copie dei due geni.<br>Nella vita adulta hanno accumulo di catene beta e mancanza di alpha e nel neonato accumulo di gamma --&gt; porta alla formazione di emoglobine patologiche.<br>Hanno frequenza elevata nelle popolazioni mediterranee, asia.<br><strong>Distinguiamo 4 diverse combinazioni genotipiche in base a se la mutazione interessi 1/2/3/4 alleli:</strong><br><strong>1) Alterazioni di una sola copia del gene </strong>--&gt; -alpha/alpha-alpha --&gt; 1 non funzionante e 3 si --&gt; asintomatici da adulti e da bambini hanno un minimo di emoglobina patologica di Bart <br>Sono caratterizzate da anemia cronica e la gravidà dipende dalla catena che è compromessa e dall'entità del difetto.<br><strong>2) Altro portatore è l'eterozigote --/alpha-alpha</strong> --&gt; due alleli alterati.<br><strong>3) </strong><strong><mark>Malattia di HBH / emoglobina Beta4</mark></strong> --&gt; almeno 3 copie mutate --&gt; presentano una forma lieve di anemia microcitica, alterazioni ossee (simili a quelle delle beta-talassemie) e splenomegalia.<br>Ha una frequenza di 7:1000 --&gt; i figli affetti possono nascere solo se i genitori sono affetti del tipo I o II (1/2 alleli mutati --&gt; altrimenti sarebbero incompatibili con la vita)<br><strong>4) Mancanza di tutti e 4</strong> --&gt;<strong><mark> idroprefetale/ malattia HBHbeta4 </mark></strong>--&gt; incompatibile con la vita --&gt; l'emoglobina si forma con 4 catene beta --&gt; precipita --&gt; ipossia tissutale non compatibile con la vita --&gt; il tetramero è poco solubile ma molto instabile --&gt; precipitando determina fragilità di membrana e anemia emolitica.<br>Si diagnostica con l'analisi biochimiche molecolari sui geni alpha globinici.<br><br><strong>-Beta-talassemie:</strong><br>Talassemie mediterranee --&gt; per la diffusione.<br>Autosomica recessiva --&gt; ridotta o assente sintesi della globina beta --&gt; il gene è solo uno --&gt; quindi due alleli (uno per cromosoma) --&gt; la mancata produzione porta a sottoproduzione di HBH --&gt; conferisce protezione contro la malaria ma a volte la talassemia può essere peggio in alcune formi.<br><strong><mark>Talassemia major: </mark></strong>forma più grave --&gt; <strong><mark>morbo di Cooley </mark></strong>--&gt; completa assenza dei geni --&gt; eccesso di sintesi di catene alpha.<br>Si scopre intorno ai 6 mesi di vita -&gt; le catene alpha non potendo formare un tetramero precipitano --&gt; formano inclusioni negli eritrociti --&gt; eritropoiesi incompleta.<br>Il paziente deve sottostare a trasfusioni ogni 15-20 giorni e la soluzione è solo il trapianto di midollo osseo.<br><strong><mark>Talassemia minor:</mark></strong> vi è un minimo di produzione di catene beta --&gt; anemia microcitica ed è asintomatica anche se l'Hb è sotto la norma.<br><strong><mark>Talassemia intermedia: </mark></strong>ci sono mutazioni su 2 geni differenti --&gt; uno manca completamente la sintesi l'altro invece è ridotto oppure è ridotta in entrambi --&gt; il soggetto risulta asintomatico e con scarsa necessità di effettuare transfusioni.<br>Sintomi: splenomegalia costante e esaltamento dell'assorbimento del ferro a livello intestinale per via dell'anemia cronica --&gt; emocromatosi acquisita.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-24 20:56:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 20:56:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-24 20:56:25 UTC</pubDate>
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         <title>ANEMIE NORMOCITICHE E NORMOCROMICHE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>MCV rientra nella norma, il contenuto emoglobinico e di globuli rossi è inferiore alla norma.<br>Queste anemie sono causate da:<br><strong>-Riduzione del numero di eritrociti <br>-Riduzione della loro produzione<br>-Cause extramidollari </strong>(emorragia) --&gt; vi è un'aumentata perdita che non viene compensata.<br><br><br><strong>• Anemia da infiammazione cronica (ACD 80%)&nbsp;</strong></div><blockquote>Si hanno anche quelle da infiammazione cronica --&gt; l'80% si ha un'anemia normocitica e normocromica.</blockquote><div><br></div><div><strong>• Anemia aplastica:</strong></div><blockquote>Sia ridutta funzionalità neoplastica midollare (aplasia midollare) --&gt; mancanza di cellule midollari oppure un'ipoplasia --&gt; riduzione di cellule midollari.<br><strong>Cause:</strong><br>-Uso di farmaci come: FANS, antibiotici e antitiroidei.<br>-Chemioterapia --&gt; sostanza chemiotossiche colpiscono le cellule del midollo --&gt; diminuzione della produzione di eritrociti.<br>-Leucemia: in pochissime ore la crescita esponenziale delle cellule neoplastiche supera quelle midollari --&gt; tutti gli elementi midollari non vengono più prodotti --&gt; <strong><mark>pancitopenia</mark></strong>.</blockquote><div><br></div><div><strong><mark>• Anemia di Fanconi:</mark></strong></div><blockquote>&nbsp;E' una forma congenita di un'anemia aplastica --&gt; autosomica dominante --&gt; mutazioni dei geni FANC --&gt; proteine per la riparazione del DNA --&gt; instabilità cromosomica.<br><strong>Sintomi:</strong> pancitopenia, ritardo dell'accrescimento, varie malformazioni (radio e deformità craniche) e tendenza a sviluppare leucemie o tumori testa-collo.</blockquote><div><br></div><div><strong><mark>• Anemia di Blackfan diamond / Eritroblastopenia ereditaria</mark></strong><strong>:</strong></div><div>E' una forma di <strong>aplasia eritroide congenita</strong> --&gt; si presenta in età infantile --&gt; bassissima conta di reticolociti e assenza di precursori eritroidi.<br>Non essendoci anomalie a livello midollare abbiamo nel sangue un numero di reticolociti e eritrociti normali o addirittura aumentati (se siamo di fronte a emorragie acute in conseguenza di traumi, interventi chirurgici o terapia anticoagualente o sindromi emorragiche come coagulopatia intravascolare disseminata).</div><div><br><strong>Anomalie congenite:&nbsp;</strong></div><blockquote>malformazioni ossee (cranio-facciali, palatoschisi, anomalie degli arti superiori e del primo dito della mano), difetti cardiaci e malformazioni uro-genitali.</blockquote><div><br></div><div><strong>• Anemia associata ad insufficienza renale cronica:</strong></div><blockquote><em>Dovuta ad insufficienza renale cronica --&gt; alterata produzione di eritropoietina --&gt; diminuzione del numero di globuli rossi.</em></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 09:45:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 09:54:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 09:55:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531182613</link>
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         <pubDate>2023-03-25 09:56:26 UTC</pubDate>
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         <title>ANEMIE MACROCITICHE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'MCV --&gt; è maggiore di 100fl --&gt; nettamente superiore alla quota fisiologica.<br><em>(Un aumento di MCV può verificarsi in caso di anemia postemorragica --&gt; come risposta compensatoria all'emorragia il midollo immette nel circolo reticolociti che hanno anche un volume maggiore rispetto a gli eritrociti --&gt; aumento dell'MCV --&gt; ma è una risposta transitoria perchè dopo 2-3 giorni i reticolociti si trasformano in eritrociti --&gt; MCV ritorna normale.)<br></em>La <strong>macrocitosi </strong>è legata soprattutto a<strong> anisopoichilocitosi </strong>--&gt; emazie con forma e volume variabile --&gt; dovuto a difetti di maturazione dei globuli rossi <em>(difetti dovuti all'eliminazione del nucleo).<br></em><br><strong>• Anemia megaloblastica</strong></div><blockquote>Abbiamo un'<strong>eritropoiesi inefficace</strong> e quindi la presenza a livello del midollo di megaloblasti o megalociti.</blockquote><pre><blockquote><strong>Megaloblasti:</strong> precursori midollari anomali che hanno delle caratteristiche intermedie tra le cellule mature e i blasti in via di differenziazione, quindi c’e ancora al loro interno un nucleo e il citoplasma e ricco di emoglobina tipico dei precursori eritroidi prematuri.&nbsp;</blockquote></pre><blockquote><strong>Le anemie megaloblastiche sono dovute da diverse cause:<br>-Carenza di B12 </strong>(maggiore cause di questa anemia) --&gt; <strong><mark>anemia perniciosa </mark></strong>--&gt; dovuta a:</blockquote><pre><blockquote>a) Dieta insufficiente<br>b) Malattie ileali (scarso assorbimento)<br>c) Deficit di fattore intrinseco&nbsp;<br>1) non c'è fattore intrinseco<br>2) il fattore intrinseco viene riconosciuto da autoanticorpi che lo degradano --&gt; inattivo.<br>3) Patologie infiammatorie come il morbo di Crohn&nbsp;<br>4) malattie autoimmuni&nbsp;<br>5) epatopatie</blockquote></pre><blockquote><strong>-Carenza di folati:</strong> per insufficiente produzione (anziani e alcolisti), aumento di consumo (gravidanza, allattamento, accrescimento, emolisi cronica), alterato metabolismo.<br>Può essere rilevata dimostrando la diminuzione di folati nel siero, eritrociti o B12.<br>Abbiamo grandi riserve di B12 ma poche di folati --&gt; facilmente in deficit (specialmente in gravidanza).<br><strong>-Farmaci: </strong>analoghi purinici, pirimidinici, idrossiurea, procarbazina, antivirali.<br><br><strong><mark>L'anemia perniciosa </mark></strong>ha un quadro clinico cronico, progressivo e ingravescente --&gt; che quindi si caratterizza per anisopoichilocitosi:<br>-Eritrociti macrocitici e di forma ovale nel sangue periferico.<br>-Midollo ipercellulare per aumento dei precursori macropoietici <br><br><strong>Diagnosi:</strong>&nbsp;<br>-si basa sul rilievo di una moderata e severa anemia megaloblastica con marcato aumento di reticolociti, leucopenia, bassi livelli di B12, elevati livelli di omocisteina e acido metil-malonico nel siero.<br>-Si usa anche un'analisi automatizzata dell'emocromo per analizzare la morfologia degli eritrociti --&gt; striscio di sangue al microscopio ottico con una colorazione May-Grunwald Giemsa --&gt; fornisce informazioni per una corretta diagnosi --&gt; Es Anemia megaloblastiche --&gt; si ha spesso in associazione un'anisoipochilocitosi --&gt; eritrociti con forme e volumi variabili --&gt; la forma è indicativa dell'eziopatogenica di base.</blockquote><div><strong><br>• Anemia macrocitiche non megaloblastiche</strong></div><blockquote>Formazione di macrocitosi (volume più grande e forma diversa) --&gt; senza la presenza di megaloblasti nel midollo --&gt;&nbsp;<br>-assunzioni di particolari sostante --&gt; alcol<br>-Malattie epatiche<br>-Mixedema<br>-Sindromi mielodisplastiche e assunzioni di farmaci citotossici (come gli analoghi purinici, pirimidinici, idrossiurea, procarbazina e antivirali)<br>Si possono verificare anche in condizioni fisiologiche per aumentata richiesta:<br>-Gravidanza&nbsp;<br>-Ipertiroidismo<br>O in caso di mielomi multipli.<br>Caratteristicamente nelle anemie macrocitiche e non, anche normoblastiche, con assenza di megalociti, non riscontriamo ovulociti in giro per il plasma&nbsp;</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 10:57:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 10:57:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>ANEMIE DA RIDOTTA SOPRAVVIVENZA ERITROCITARIA, ANEMIE EMOLITICHE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Emolisi: quando il tempo di sopravvivenza degli eritrociti scende sotto i 120 giorni.<br>L'emolisi viene compensata dallo stimolo dell'eritropoietina che induce a compensare tramite la riserva dell'eritrone.<br>Anemia emolitica: quando la velocità di distruzione supera quella di produzione --&gt; queste anemie possono essere sia norocitiche che normocromiche e a volte possono essere macrocitiche per l'elevato numero di reticolociti in circolo (superiori al valore fisiologico).<br><br><br>• Anemie da deficit enzimatici: deficit di glucosio 6-fosfato deidrogenasi; deficit di piruvatochinasi&nbsp;<br>• Sferocitosi ereditaria&nbsp;<br>• Ellissocitosi&nbsp;<br>• Emoglobinopatia: anemia falciforme&nbsp;<br>• Emoglobinuria parossistica notturna&nbsp;<br>• Anemie extraglobulari su base immune&nbsp;<br>• Anemie extraglobulari meccaniche&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 11:11:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le cause di anemia emolitica sono molto diverse, per classificarle le distinguiamo attraverso diversi criteri: <br><br><strong>1) Anemie emolitiche intravascolari&nbsp; ed extravascolari </strong>(in base alla sede di emolisi --&gt; intravascolari ed extravascolari):<br><br><strong>-Intravascolari:</strong></div><blockquote>Si verificano per reazione trasduzionale o per una crisi emolitica --&gt; causano rilascio di Hb --&gt; viene coniugata dall'aptoglobulina (chiamata anche alfaglobina sierica, prodotta dal fegato) --&gt; il complesso viene captato dalle cellule --&gt; eliminato nel RE --&gt; la crisi emolitica intravascolare porta a:</blockquote><ul><li><blockquote>Rapido consumo dell'alfaglobina epatica --&gt; anaptoglobulinemia. L'alfaglobina coniuga fino ad 1,4g di Hb --&gt; poi una volta saturata --&gt; l'Hb rimane libera nel plasma (facendo assumere un colore al plasma rosso vivo --&gt; emoglobinemia, quando viene ossidata in meta-Hb conferisce invece un colorito brunastro --&gt; metaemoglobinemia) --&gt; degradata e rilascio dell'eme --&gt; coniugato con:</blockquote></li></ul><blockquote>&nbsp; &nbsp; a) Emopessina<br>&nbsp; &nbsp; b) Albumine sieriche<br><br><strong>L'eccesso di Hb se filtrata dal glomerulo </strong>--&gt; causa:<br>a) emoglobinuria<br>b) meta-emoglobinuria<br><br>Le anemie intravascolari sono eventi drammatici --&gt; innescano sistemi enzimatici --&gt; attivazione del complemento e cascata della coagulazione --&gt; creano grossi danni sia a livello renale che endoteliale.&nbsp;</blockquote><div><br><strong>-Extravascolari:</strong><br>Si ha Hb libera --&gt; ma si osserva un aumento dei prodotti di degradazione dell'eme --&gt; bilirubina e i bilinogeni fecale e urinario, e un aumento delle isoforme della lattico deidrogenasi degli eritrociti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 11:26:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>2) Anemie emolitiche da cause intraglobulari</strong>:</div><blockquote>Comprendono alterazioni interne all'eritrocita --&gt; riguardano alterazioni di membrana e citoscheletro --&gt; eventualmente possono comprendere instabilità del contenuto emoglobinico.<br><br><strong>-Forme acquisite</strong> --&gt; <strong><mark>Emoglobinuria parossistica notturna </mark></strong>--&gt;<br>Nella cellula staminale emopoietica vi è una mutazione a carico del gene PIG-A --&gt; codifica per l'enzima fosfatidil-inositolo-glican-A --&gt; responsabile del trasferimento del fosfatidilinositolo (necessario per la sintesi delle proteine con l'ancora di GPI) --&gt; questo provoca forme solubili (sena ancora di GPI che le tiene alla membrana) --&gt; delle molecole CD55 e CD59 --&gt; se solubili e quindi non presenti sulla membrana --&gt; rendono l'eritrocita più suscettibile all'azione del complemento --&gt; formazione di MAC --&gt; emolisi diffusa.<br>Terapia --&gt; Attualmente in uso è l’Eculizumab un anticorpo monoclonale in grado di bloccare la proteina C5 del complemento, impedendo la formazione di prodotti attivi di tale sistema. Si è dimostrato efficace nel ridurre gli episodi emolitici e può ridurre il fabbisogno trasfusionale.<br><br><strong>-Forme ereditarie: </strong><br><strong><mark>Sferocitosi ereditaria/ittero emolitico costituzionale</mark></strong>: 1:5000.<br>E' caratterizzata da eritrociti sferoidali con squilibrio tra l'area superficiale e il contenuto intracellulare --&gt; eritrociti meno flassibili e molto più suscettibili alla lisi osmotica.<br><strong>Cause:</strong><br>a) Carenza di spettrina&nbsp;<br>b) Carenza di Ankirina --&gt; mancato ancoraggio tra citoscheletro-membrana<br>c) Carenza delle proteine della banda 3 e della banda 4.2.<br><br>Ellissocitosi: ereditaria --&gt; autosomica dominante --&gt; dovuta ad un deficit della proteina della banda 4.1 --&gt; determina forma ellittica del globulo rosso --&gt; minor flessibilità --&gt; maggior emolisi.<br>Si possono anche avere emolisi innescate da fattori diversi, come infezioni, stress fisico o psichico e sonno, che determina un abbassamento del pH, in grado di attivare il complemento.&nbsp;</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>3) Anemie emolitiche da deficit enzimatici</strong>:</div><blockquote>Sono malattie ereditarie associate a geni che codificano per enzimi coinvolti nel metabolismo del glucosio.<br><strong><mark>-Favismo:</mark></strong> carenza della glucosio-6P-deidrogenasi (G6FD) --&gt; trasmissione X-linked --&gt; se è assente o mutato --&gt; diminuisce la quantità di glutatione ridotto --&gt; viene meno la protezione contro gli agenti ossidanti i gruppi SH della membrana del globulo rosso --&gt; ossidati.<br>Il nome deriva dal fatto che in assenza di questo enzima, esposti all'azione di agenti ossidanti presenti in farmaci e in legumi (fave) --&gt; l'ossidazione provoca la formazione di legami crociati tra i gruppi tiolici SH delle cisteine presenti sulle catene globiniche dell'Hb --&gt; denaturazione delle catene --&gt; precipitazione --&gt; corpi di Heinz --&gt; eritrociti danneggiati vengono rimossi dal circolo --&gt; crisi emolitica intravascolare acuta associata ad emoglobinemia ed emoglobinuria.<br>Questa e un’enzimopatia che e prevalente nel Medio-Oriente, nel Mediterraneo e in Africa, tutte zone caratterizzate da un’endemica malaria. <br>Conferisce come l'anemia falciformi resistenza alla malaria --&gt; ha favorito la selezione dei soggetti eterozigoti.<br>La maggior parte degli inidividui è asintomatico e se vengono scatenate crisi ossidative l'emolisi parte --&gt; sintomatologia variabile e dipende dall'alterazione molecolare del paziente --&gt; varia da condizioni abbastanza benigne a crisi emolitiche molto acute indotte dagli agenti ossidanti. <br><br><strong><mark>-Deficit della piruvatochinasi </mark></strong>--&gt; gli eritrociti non avendo mitocondri compione prevalentemente la glicolisi anaerobia --&gt; questo enzima è importante all'interno di questo pathway metabolico.<br>E' a trasmissione autosomica recessiva --&gt; blocco della glicolisi --&gt; riduzione della quantità di ATP disponibile per l'eritrocita --&gt; ridotta capacità della pompa Na/K che mantiene l'omeostasi --&gt; rapida eliminazione degli eritrociti danneggiati --&gt; anemia emolitica di entità variabile.</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 11:47:19 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>4) Emoglobinopatie</strong></div><blockquote>Patologie associate a mutazioni di una o più catene globiniche --&gt; produzione di emoglobine funzionalmente o morfologicamente alterate.<br><br><strong><mark>-Anemia falciforme/anemia drepanocitica</mark></strong>: <br>In questo caso la mutazione puntiforme colpisce le catene beta --&gt; sostituzione dell'AA 6' (<strong>Valina al posto di Acido glutammico</strong>) --&gt; le catene alpha sono invece normali --&gt; si forma l'HbS --&gt; in condizioni di ipossia risulta meno solubile --&gt; polimerizza --&gt; con la progressiva deossigenazione, le molecole aggregate di HbS si assemblano in lunghe fibre simili ad ago nei globuli rossi, producendo un eritrocita falciforme o ad agrifoglio. <br>Gli eritrociti a falce quando attraversano un vaso --&gt; non essendo più elastici e deformabili --&gt; tendono ad occludere il vaso aderendo alla parete --&gt; microtrombi.<br>La loro emocaretesi è aumentata --&gt; anemia indotta da ridotta sopravvivenza degli eritrociti.<br><br><strong>-HbC:</strong> sostituzione dell'Acido glutammico in posizione 6 con una lisina.<br><strong>-HbE:</strong> sostituzione di acido glutammico in posizione 26 con una lisina.<br><br><strong>Emoglobinopatie che portano alla formazione di emoglobine instabili perchè la mutazione è a livello del legame con l'eme:</strong><br><strong>-Hb Torino<br>-Hb Zurich<br>-Hb Hirisaki</strong><br>Le emoglobine instabili tendono a precipitare molto facilmente nel citoplasma --&gt; <strong>corpi di Heinz</strong> --&gt; alterano la membrana rendendo gli eritrociti molto fragili.<br><strong><br>Emoglobinopatie che portano alla produzione di Hb con ridottà affinità per l'O2 per cui i pazienti presentano policitemia:</strong><br><strong>Hb Bethesda<br>Hb Ford Gordon<br>Hb Reiner</strong><br>Queste tipologie di emoglobinopatie portera ad una maggiore produzione di eritropoietina per insufficienza di erogazione di ossigeno a livello tessutale.&nbsp;</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>5) Anemie emolitiche da cause extraglobulari (su base immune)</strong>:<br>Sono tipi di ipersensibilità di tipo II --&gt; presenza di anticorpi contro gli eritrociti --&gt; anemia emolitica autoimmune.<br><strong>Anemia emolitica allo-immuni</strong>: quando gli anticorpi si sono sviluppati in seguito a gravidanze (per esempio per via del fattore Rh --&gt; incompatibilità dei gruppi sanguigni) o in base a trasfusioni sanguigne --&gt; malattia emolitica neonatale e la eritroblastosi fetale (Rh- e +).<br><strong>&nbsp;<br>Anemie emolitiche che si verificano quando si hanno basse temperature</strong>:<br><strong>-Malattie da crioagglutinine</strong>: si ha la presenza nel sangue di un anticorpo di tipo IgM attivi da sotto i 20 gradi --&gt; diretto contro un antigene presente sugli eritrociti: Antigene I.<br>Questo autoanticorpo ha la capacità di determinare agglutinazione degli eritrociti e successiva loro emolisi&nbsp; solo a temperature tra 0 e 20°C.<br><strong>-Emoglobinuria parossistica a frigore </strong>--&gt; si manifesta inseguito a infezione virale o anche da sifilide --&gt; attraverso la produzione di auto-anticorpi IgG diretto contro gli antigeni eritrocitari del sistema P.<br><strong>L'anticorpo ha un comportamento bifasico:</strong><br>Si fissa agli eritrociti a basse temperature --&gt; esplica la sua funzione litica a temperatura corporea --&gt; la reazione antigene-anticorpo attiva il complemento --&gt; alterazione della membrana del globulo rosso e alla sua emolisi intravascolare --&gt; emoglobinemia ed emoglobinuria.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>6<strong>) Anemie emolitiche extraglobulari meccaniche </strong></div><blockquote>Anemie caratterizzate da emolisi indotta da stress meccanici --&gt; le cause sono:<br>-Ipertensione<br>-Stenosi valvolari<br>Queste due condizioni portano ad un'alterazione del flusso all'interno dei grossi vasi.<br>Altre cause sono:&nbsp;<br>-Ustioni<br>-Aneurismi<br>-Attività fisica prolungata (emoglobinuria da marcia)<br>-Malattie infettive --&gt; malaria, leptospirosi, infezioni da clostridium.<br>-Carcinomi molto invasivi --&gt; stress meccanico.<br>-Coagulopatia intravascolare disseminata</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 17:27:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 17:32:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>7) Anemie emorragiche</strong></div><blockquote>Consistenti emorragie sia interne (purtroppo meno avvertibile) che esterne possono portare ad anemia acuta&nbsp;</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 17:37:26 UTC</pubDate>
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         <title>POLICITEMIE</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le policitemie o poliglobulie --&gt; sono condizioni in cui si ha un aumento dell'ematocrito e un aumento dell'Hb plasmatica come conseguenza dell'aumento della massa eritrocitaria --&gt; eritrocitosi --&gt; quindi una <strong>conta eccessivamente alta di eritrociti</strong>.<br>Tipi di policitemie:<br><strong>1)</strong><strong><mark> Policitemia vera o morbo di Vaquez</mark></strong>:&nbsp;</div><blockquote>E' un disordine mielo-proliferativo cronico --&gt; si ha proliferazione anomala di precursori staminali --&gt; ergo iperplasia nel compartimento midollare eritroide, dei leucociti (neutrofili soprattutto) e delle piastrine.<br><strong>Manifestazioni cliniche:</strong><br>Aumento del numero di eritrociti --&gt; aumento dell'ematocrito e dell'Hb accompagnati da riduzione drastica dell'eritropoietina (essendo che gli eritrociti sono in eccesso, il rene diminuisce la sua secrezione).<br>Si caratterizza per :<br><strong>-Prurito generalizzato<br>-Sudorazione notturna<br>-Ipertensione arteriosa</strong> --&gt; eventuale esposizione a fenomeni trombotici a livello delle arterie e delle vene a causa di iperviscosità ematica.</blockquote><div><br><strong>2)</strong><strong><mark> Policitemia secondaria familiare congenita</mark></strong><strong>:</strong></div><blockquote>Causata da un difetto nel sistema di derivazione delle disponibilità di ossigeno (quindi il sistema che si occupa di osservare quanto ossigeno c'è in circolo) --&gt; dovuto a mutazioni a carico del gene VHL o altri geni che determinano l'aumento dell'eritropoietina.</blockquote><div><br><strong>3) </strong><strong><mark>Policitemia secondaria ad ipossia:</mark></strong></div><blockquote>Soggiorno in alta montagna, insufficienza respiratoria, patologie cardio-polmonari --&gt; ipossia --&gt; ipersecrezione di eritropoietina (indotta anche nel doping in cui viene somministrata insieme al fattore intrinseco in modo da far avvenire una corretta produzione di eritrociti) --&gt; patologie renali --&gt; rene policistico, neoplasie renali --&gt; portano a maggiore produzione non regolata dell'eritropoietina.&nbsp;</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 17:45:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 17:53:32 UTC</pubDate>
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         <title>LEUCOCITOPOIESI DA IMMUNOLOGIA</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>I precursori non esprimono recettori per l'antigene-(ovviamente non riconoscono e non rispondono gli antigeni)-&gt; maturazione linfocitaria--&gt; sviluppo dei recettori per l'antigene.<br><br>Cellule staminali emopoietiche (HSC) presenti nel midollo e nel fegato fetale--&gt; divisione asimmetrica--&gt; biforcazione--&gt; da vita ad un precursore mieloide e <strong>precursore linfoide</strong> --&gt; da quest'ultimo avranno origine tutte le cellule del sistema immunitario.<br><br>SVILUPPO DEL TESSUTO CON FUNZIONE EMOPOIETICA (che contiene le HSC), IN ORDINE CRONOLOGICO:<br>-VITA INTRAUTERINA--&gt; sacco vitellino&nbsp;<br>-FEGATO FETALE (i linfociti B di questa derivazione sono i linfociti B1, mentre per i T qui si ha la formazione dei T gamma-delta che sono intraepiteliali)<br>-MIDOLLO OSSEO (SEDE FINALE), i linfociti B in questa sede sono i B follicolari e per quanto riguarda i linfociti T, dalle HSC midollari si producono i T alpha-beta.<br>Esiste una sottopopolazione di linfociti B confinati nella milza: linfociti B della zona marginale.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 17:56:39 UTC</pubDate>
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         <title>MATURAZIONE </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Linea linfoide--&gt; stimolazione da parte di fattori di trascrizione indotti dall'attivazione di recettori di membrana--&gt; linfocita pro-B/T --&gt; si moltiplicano in gran numero per via dell'azione di IL-7 situata a livello midollare e timico-(NB: molti andranno persi)-&gt; dopo avviene:<br>-Linfocita pro B: cambiamenti a livello del locus corrispondente alla catena pesante dell'immunoglobulina --&gt; enzimi andranno a fare tagli e ricombinazioni casuali--&gt; se tutto va bene si avrà l'espressione in superficie della catena pesante del BRC--&gt; pseudo recettore (possiede solo la catena pesante)--&gt; LINFOCITA PRE B-(NB: se sviluppa lo pseudo-recettore invierà segnali di sopravvivenza altrimenti andrà in apoptosi, ovviamente se il meccanismo di espressione sulla membrana non funziona si va comunque in apoptosi)-&gt; espressione recettore complete--&gt; linfocita B maturo, campterà segnali di sopravvivenza.&nbsp;<br><br><br>-Linfocita pro T: cambiamenti a livello del locus corrispondente alla catena beta del TCR--&gt; stesse modifiche dei linfociti B--&gt; espressione in superficie della catena beta nel caso del TCR--&gt; pseudorecettore-(anche qui si avrà il primo punto di controllo)-&gt; LINFOCITA PRE-T--&gt; espressione recettore complete--&gt; linfocita T maturo, campterà segnali di sopravvivenza.&nbsp;<br><br>Entrambi, saranno sottoposti al SECONDO PUNTO DI CONTROLLO DELLA MATURAZIONE--&gt; nel midollo c'è la verifica che questi linfociti non attacchino il self--&gt; se non riconoscono il self, avviene:<br>-&nbsp;o un EDITING RECETTORIALE (che riattiva RAG1/2 provando a ripristinare la catena leggera, si prendono i segmenti V e J rimasti a monte del segmento ricombinato, e scelti altri 2 a caso e si attua un riarrangiamento nella speranza di ottenere una diversa specificità, per riprovare a fare un altro swift antigenico,  in modo da provar a non far riconoscere il selfvale solo per i linfociti B, processo spiegato meglio dopo)<br>- o saranno eliminati per apoptosi.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 17:57:47 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Modificazioni quantitative e qualitative dei leucociti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leucocitosi --&gt; leucociti sopra i 10.000 per mm3 (in assoluto)<br>In base alla popolazione che aumenta si può avere basofilia, esofilia, monocitosi o neutrofilia. <br>Nei polimorfonucleati neutrofili, il numero di lobi nucleari da un'idea della loro età --&gt; <strong>Schema di Arneth:</strong><br>- 5% sono i piu immaturi e hanno il nucleo a ferro di cavallo&nbsp;<br>- 35% hanno 2 lobi&nbsp;<br>- 41% hanno 3 lobi&nbsp;<br>- 17% hanno 4 lobi&nbsp;<br>- 2% 5 lobi, gia senescenti&nbsp;<br>Questo schema viene trascritto tramite una curva classica il cui discostamente: A sinistra: indica che si stanno producendo massivamente nuovi leucociti da parte del midollo osseo.<br>A destra: aumento dei leucociti vecchi che non vengono rimpiazzati in maniera adeguata.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 18:00:05 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 18:00:17 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>La parte sulle alterazioni quantitative e qualitative si rimanda al testo Pontieri --&gt; questa è la nuova versione:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:14:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:15:12 UTC</pubDate>
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         <title>Patologie da variazione della pressione atmosferica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Legge di Henry --&gt; s=kP</strong> --&gt; la solubilità di un gas è direttamente proporzionale alla pressione a cui il gas è sottoposto.<br>Un sub subisce un aumento di pressione di 1 atm per ogni 10m che scende in profondità --&gt; aumenta anche la solubilità dei gas (non tutti) nel sangue del sub:<br><strong>-O2: </strong>aumenta la solubilità nel sangue ma l'affinità con l'Hb è così elevata da non creare problemi<br><strong>-N:</strong> compone circa l'80% dell'aria --&gt; si solubilizza nel sangue con l'aumentare della pressione --&gt; non crea problemi, tranne per la risalita --&gt; una brusca decompressione induce un velocissimo passaggio dell'azoto dallo stato liquido ad aeriforme --&gt; formando bolle nel sangue --&gt; emboli gassosi --&gt; circolano nel sangue --&gt; arrivano negli organi --&gt; si bloccano vicino i capillari di diametro inferiore alla bolla --&gt; occlusione e ischemia --&gt; <strong><mark>malattia da decompressione (MDD)</mark></strong> --&gt; l'unica soluzione è la camera iperbarica --&gt; aumentando la pressione atmosferica riposta l'embolo gassoso in soluzione e poi viene riportata lentamente la pressione atmosferica normale.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:32:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:33:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:33:39 UTC</pubDate>
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         <title>Ipobaropatie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ricorda che la pressione atmosferica è considerata il peso della colonna di fluido che "solleviamo" --&gt; quindi se andiamo sott'acqua la pressione aumenta al contrario se saliamo in montagna diminuisce.<br>Quando saliamo (in montagna) --&gt; la pressione diminuisce --&gt; diminuisce anche la differenza tra la pO2 atmosferica (da 104mmHg a 67mmHg) e pO2 alveolare --&gt; diminuzione della percentuale di saturazione dell'emoglobina --&gt; riduzione della cessione di O2.<br>Quindi ci si trova in <strong>ipossia ipossica</strong> --&gt; condizione classica del <strong><mark>mal di montagna acuto</mark></strong> (se si sale improvvisamente si può anche morire) --&gt; colpisce ovviamente persone non acclimatate --&gt; si può risolvere o scendendo di altitudine o respirando ossigeno puro in modo da aumentare la pO2 atmosferica.<br>La risposta all'ipossia ipossica è l'iperventilazione --&gt; alcalosi respiratoria --&gt; depressione dei centri respiratori per cercare di non eliminare la CO2 e mantenere l'equilibrio acido-base --&gt;la depressione dura solo per qualche giorno poi --&gt; vengono attivati i processi più lunghi:<br><strong>-Risposta renale</strong> --&gt; risoluzione dell'alterazione acido-base e produzione di eritropoietina per aumentare l'ossigenazione tramite la iperplasia del midollo nella produzione di eritrociti --&gt; aumento ematocrito e quindi viscosità del sangue.<br>Inoltre viene anche aumentata la frequenza cardiaca (tachicardia).<br>-La <strong>condizione di ipossia</strong> continua fino a risoluzione a stimolare i centri respiratori --&gt;<strong> iperventilazione</strong>.<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 19:49:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:51:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:52:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:52:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:54:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:54:15 UTC</pubDate>
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         <title>Effetti dell&#39;assenza di gravità</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Viene avvertita con la sensazione dell'assenza del peso corporeo --&gt; l'assenza di gravità provoca effetti patologici sia immediati che tardivi:<br>• vertigini da disfunzione vestibolare della durata di qualche giorno,&nbsp;<br>• riduzione della massa dei liquidi corporei che comporta un calo della pressione sanguigna, aggravata dalla riduzione della gittata cardiaca,&nbsp;<br>• discreta anemia da insufficiente eritropoiesi,&nbsp;<br>• ipotrofia dei muscoli striati. Tra gli effetti più tardivi, che si manifestano dopo il rientro cisono la stanchezza che subentra dall’esercizio fisico e una rarefazione della massa ossea da deficiente osteosintesi&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 19:54:36 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Cinetosi o Cinetopatie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono sindromi (dette anche “malattie da movimento”) dovute all’azione sull’organismo di brusche accelerazioni di una certa entità, che si verificano durante il percorso in mezzi di trasporto, per cui si parla di mal d’auto, mal di treno, mal di mare, mal d’aereo, tutte caratterizzate dalla comparsa di vertigini, nausea e vomito, che cessano col cessare delle sollecitazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 19:57:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-25 19:58:20 UTC</pubDate>
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         <title>Malattie da variazioni della temperatura ambientale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531452317</link>
         <description><![CDATA[<div>• Crampi da calore. Sono dovuti alla perdita di elettroliti con la sudorazione. Sono caratteristici i crampi dei muscoli volontari, di solito in associazione a intensa attività fisica. <br><strong>• Colpo di calore: </strong>Dovuto ad alte temperature ambientali, umidità e/o sforzo fisico. Nei casi più gravi i meccanismi di termoregolazione diventano insufficienti e può essere disturbata anche la funzione del recettore per la rianodina di tipo 1 (Ryr1, canale del calcio, espresso sul reticolo sarcoplasmatico delle cellule del muscolo striato): aumenta il rilascio di Ca2+ nel citoplasma e si ha contrazione muscolare e produzione di calore; questo recettore è mutato nell’ipertermia maligna (malattia genetica in cui si ha aumento della temperatura corporea interna simile al colpo di calore e da contratture muscolari in seguito all’esposizione ai comuni anestetici, es. alotano).&nbsp;</div><ul><li><strong>Colpo di sole.</strong> È causato dall’esposizione prolungata della testa al sole per ore. La sintomatologia è caratterizzata da cefalea, alterazioni psichiche, ipertermia e da esito frequentemente 109 infausto. La patogenesi è ancora sconosciuta.&nbsp;</li><li><strong>Colpo di calore tropicale.</strong> Colpisce individui provenienti da Paesi a clima temperato o freddo che si recano nelle regioni tropicali; il rischio di contrarlo aumenta con gli sforzi muscolari. I sintomi sono vertigini, convulsioni, perdita della coscienza.&nbsp;</li><li><strong>Colpo di calore comune.</strong> Può colpire persone che lavorano in locali chiusi e poco ventilati, a elevata concentrazione di vapore acqueo.</li></ul><div><strong>Congelamento.</strong> Le alterazioni che conseguono all’esposizione di una regione del corpo ad una temperatura molto bassa, prendo il nome di congelamento ed assumono varia gravità a seconda dell’intensità del freddo e dalla durata dell’esposizione, interessando prevalentemente le estremità del corpo.</div><ul><li>Alla sensazione di bruciore provocata dall’esposizione prolungata al freddo subentra quella di riduzione o perdita della sensibilità. Questa zona inizialmente impallidisce a causa della vasocostrizione ma poi assume un colore rosso bluastro per la subentrante vasodilatazione passiva, seguita da vaso-paralisi, che riduce la circolazione locale del sangue e blocca la cessione di ossigeno ai tessuti <strong>(congelamento di 1° grado).&nbsp;</strong></li><li>Se l’esposizione al freddo continua, si ha liberazione di citochine pro-flogistiche con formazione di essudato che rende la zona edematosa e provoca la formazione di bolle con comparsa di intenso dolore e rigidità muscolare<strong> (congelamento di 2° grado)</strong>.&nbsp;</li><li>La prolungata ischemia diventa responsabile di necrosi tissutale <strong>(congelamento di 3° grado)</strong> che può esitare in cancrena.&nbsp;</li></ul><div>Una patologia localizzata da esposizione prolungata a bassa temperatura è l’eritema pernio (o geloni), che colpisce le falangi delle dita di soggetti esposti cronicamente al freddo; è una patologia che si autorisolve. A una temperatura corporea di circa 32°C si determina perdita di coscienza, seguita da bradicardia e fibrillazione atriale.&nbsp;</div><div><strong>• Assideramento:</strong> La permanenza di lunga durata in un ambiente a bassa temperatura provoca alterazioni generali, definite assideramento, causate dall’insufficienza dei meccanismi termoregolatori con la conseguenza che la temperatura corporea si abbassa progressivamente (ipotermia) fino alla soppressione di tutte le attività metaboliche e della funzione cardiocircolatoria. La morte interviene quando la temperatura corporea si abbassa al di sotto dei 25°C. Nella terapia, il riscaldamento dell’individuo deve avvenire molto lentamente per evitare la comparsa di vasodilatazione generalizzata che, a sua volta, diventa responsabile di grave ipotensione e shock cardiocircolatorio.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 20:03:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Azione locale del trasferimento di energia termica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ustioni o scottature --&gt; quando l'area colpita supera la temperatura di 40-50 gradi --&gt; la gravità dipende da estensione e profondità della lesione e da fattori come:<br>• quantità di calore trasferito, <br>• livello temperatura raggiunto dai tessuti, <br>• durata del contatto con la sorgente di calore, <br>• modalità di trasferimento di calore, <br>• natura dei tessuti. <br>La <strong>gravità delle ustioni</strong> è classificata in<strong> gradi</strong>, ognuno dei quali prende in considerazione la profondità della lesione, i tessuti coinvolti ed il tipo di lesione da questi subita. Lesioni superficiali guariscono con una completa restitutio ad integrum, in quanto gli annessi cutanei sono stati risparmiati, mentre quelle profonde possono dare origine a cicatrici retratte, pigmentate o meno, e alle formazioni di cheloidi (cicatrici esuberanti per fenomeni di ipertrofia e iperplasia delle cellule del connettivo dermico)&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 20:05:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie da errata alimentazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una dieta corretta dovrebbe garantire: <br>• energia sufficiente, <br>• amminoacidi e acidi grassi, da utilizzare come mattoni per la sintesi, <br>• vitamine e minerali. <br>La<strong> malnutrizione</strong> è la conseguenza di un’inadeguata assunzione di proteine e calorie, o di carenze nella digestione o nell’assorbimento di proteine, che esita in perdita di tessuto adiposo e muscolare, calo ponderale, letargia e debolezza generalizzata. <br><strong>-Malnutrizione primaria:</strong> mancano tutte le componenti della dieta <br><strong>-Malnutrizione secondaria:</strong> dipende dal malassorbimento<br>Cause che possono portare ad una delle due:<br>• povertà,&nbsp;<br>• infezioni,&nbsp;<br>• malattie acute e croniche: il metabolismo basale accelera in molte patologie, generando così un aumentato fabbisogno giornaliero di tutti i nutrienti,&nbsp;<br>• alcolismo cronico; non riuscire a riconoscere la possibilità di un deficit di tiamina in individui con alcolismo cronico può esitare in un danno cerebrale irreversibile (encefalopatie di Wernicke, e psicosi di Korsakoff),&nbsp;<br>• ignoranza e mancata integrazione della dieta,&nbsp;<br>• restrizioni volontarie della dieta (anoressia nervosa, bulimia e patologie alimentari meno palesi),&nbsp;<br>• altre cause&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 20:09:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;inadeguatezza alimentare va considerata sotto 2 aspetti:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531454830</link>
         <description><![CDATA[<div>-Quantitativo --&gt; iperalimentazione e ipoalimentazione<br>-Qualitativo --&gt; dieta squilibrata<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-03-25 20:10:21 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie da alimentazione squilibrata</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531459896</link>
         <description><![CDATA[<div>L'apporto calorico è adeguato ma c'è inadeguata assunzione di nutrienti (eccesso di uno dei macronutrienti --&gt; es glucidi a scapito di altri poco assunti).<br><strong>-Malnutrizione proteica:</strong></div><blockquote><strong>Malnutrizione protido-energetico (PEM):</strong><br>Assunzione di calorie e proteine inadeguata (diffusa nei paesi sottosviluppati --&gt; sussiste malnutrizione) --&gt; ci sono 2 estremità di questo aspetto:<br><strong>o </strong><strong><mark>Kwashiorkor</mark></strong><mark>:</mark> dieta povera di proteine ma con normale apporto di calorie --&gt; arresto della crescita, anemia, apatia, alterazioni parenchiami, da ipoalbuminemia, edema generalizzato, fegato steatosico, alterazioni cutanee e difetti immunitari. <br>La perdita di peso è mascherata dall'aumentata ritenzione di fluidi.<br><strong>o </strong><strong><mark>Marasma</mark></strong>: quando il bambino affetto scende di peso del 60% rispetto al peso normale --&gt; si ha dimagrimento con perdita della massa grassa e muscolare con relativa conservazione dell'albumina sierica.<br>E' causata da diete povere di calorie sia a contenuto proteico che non.<br>PEM secondaria: si verifica in persone con patologie croniche e con cancro in stadio avanzato --&gt; prende anche il nome di <strong><mark>cachessia</mark></strong><strong>.</strong><br>-La perdita di peso di più del 5% associata con PEM aumenta il rischio di mortalità nei pazienti delle case di riposo di almeno 5 volte. <br>-La cachessia si verifica nel 50% dei pazienti affetti da cancro (soprattutto cancri gastrointestinali, pancreatici e polmonari) --&gt; responsabili del 30% delle morti per cancro.<br>La mortalità è data dal <strong>PIF fattore inducente la proteolisi </strong>e dalle<strong> citochine infiammatorie</strong> --&gt; che in caso di digiuno determinano la distruzione del muscolo scheletrico attraverso l'attivazione di NFKB e della via del proteasoma e dell'ubiquitina (quindi vi è sovraespressione delle ubiquitina ligasi muscolo-specifiche)</blockquote><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 20:24:04 UTC</pubDate>
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         <title>Problemi dovuti all&#39;acqua</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La perdita del 10% --&gt; morte, bisogna introdurre 1,5-2L di acqua al giorno.<br>In caso di scarsa assunzione si ha a sensazione di sete, secchezza della cute, astenia e perdita della conoscenza. <br><br><strong>-Intossicazione da acqua:</strong><br>Eccessiva assunzione di acqua nel tempo non bilanciata dall'escrezione renale --&gt; condizione che si verifica in soggetti affetti da<strong><mark> diabete insipido</mark></strong> e da <strong><mark>potomania </mark></strong><em>(patologia psichica che comporta inesauribile sensazione di sete --&gt; ipervolemia --&gt; insufficienza cardiocircolatoria --&gt; alterazioni a carico del ricambio idrico-salino)</em>.<br><br><strong>-Inadeguato apporto di sali minerali</strong><br>I sali minerali mantengono l'equilibrio elettrico nella norm e la corretta funzionalità degli apparati<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-25 20:24:26 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Iper, ipo-vitaminosi e avitaminosi.</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>In tutte le cellule, specialmente gli epatociti c'è un accumulo di vitamine --&gt; carenze si verificano solo dopo tempo --&gt; dapprima in maniera subdola e poi sempre più grave.<br><br><strong>Carenza di vitamina A</strong> <strong>--&gt; retinolo, retinale e acido retinoico</strong>.<br>Funzioni:<br><strong>-Mantenimento della visione normale: </strong>ci sono 4 tipi di pigmento che contengono vit A --&gt; rodopsine -&gt; bastoncelli e 3 iodopsine -&gt; coni --&gt; i fotoni isomerizzano il cis-retinale in trans-retinale --&gt; trasduzione dei fotorecettori.<br><strong>-Regolazione della crescita e del differenziamento cellulare: </strong>dell'epitelio muco-secernente --&gt; come il lume intestinale --&gt; deficit possono portare a mortalità per alcune forme di diarrea.<br>-Regolazione del metabolismo dei lipidi.<br>Vegetali a foglia verde e gialla --&gt; carotenoidi (beta) --&gt; 30% dell'apporto di vitamina A --&gt; digestione --&gt; chilomicroni (retinolo) --&gt; recettore per Apo-E nel fegato --&gt; immagazinamento nel fegato (90% delle riserve) --&gt; consentono di integrarla per 6 mesi senza assunzione.<br><strong>Deficit di vit A:</strong><br><strong>-Peggioramento della vista</strong> --&gt; nictalopia (luce ridotta).<br><strong><mark>-Xeroftalmia</mark></strong> (occhio secco):&nbsp; secchezza della congiuntiva (xerosi della congiuntiva) --&gt; poi inizia l'accumulo di cheratina --&gt; forma piccole placche opache (macchie di Bitot) --&gt; progredisce fino ad erosione della superficie rugosa corneale, rammollimento e distruzione della cornea (cheratomalacia) e cecità.<br><strong>-Metaplasia epiteliale</strong> (in quanto la vitamina A cerca di mantenere il grado di differenziamento dell'epitelio) e cheratinizzazione di epiteli come quello respiratorio e urinario.<br><strong>-Tossicità della vitamina A:</strong><br>cefalea, vertigine, vomito, stupore e visione offuscata, sintomi che possono essere confusi con quelli di una neoplasia encefalica. La tossicità cronica è associata a perdita di peso, anoressia, nausea, vomito e dolore articolare.&nbsp;<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:31:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:31:23 UTC</pubDate>
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         <title>Carenza di vit D</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Permette di mantenere i livelli plasmatici di calcio e fosforo adeguati per sostenere le funzioni metaboliche, la mineralizzazione ossea e la trasmissione neuromuscolare.<br>Sintesi endogena:<br>cute --&gt; 7-deidrocolesterolo (deriva dal colesterolo) --&gt; luce UV da 290 a 315 nm (UBV) --&gt; colecalciferolo --&gt; vit D3 --&gt; produzione del 90% del fabbisogno di vit D.<br>I soggetti con pelle più scura, avendo più pigmeno meleninico che scherma i raggi UV --&gt; hanno minor produzione di vitamina D.<br><strong>Le fasi principali del metabolismo della vitamina D sono: </strong><br>-sintesi fotochimica della vitamina D dal 7-deidrocolesterolo nella cute e assorbimento della vitamina D dai cibi, <br>-conversione della vitamina D in 25-idrossicolecalciferolo nel fegato, -conversione nel rene del 25-idrossicolecalciferolo in 1,25-diidrossivitamina D, che è la forma più attiva di vitamina D, a opera della 1-alfa-idrossilasi. <br>Le funzioni principali della 1,25-diidrossivitamina D su calcio e fosforo sono le seguenti: <br><strong>-stimolazione dell’assorbimento di calcio intestinale: </strong>induce la sintesi di un canale del calcio nella membrana degli enterociti, <br>-stimolazione del <strong>riassorbimento di calcio nel rene</strong>: induce la sintesi di un canale del calcio nella membrana delle cellule del tubulo renale, <br>-interazione con il<strong> PTH </strong>nella regolazione della calcemia: aumentano l’espressione di RANKL sugli <strong>osteoclasti</strong>, inducendone la maturazione, <br>-<strong>mineralizzazione dell’osso</strong>: stimola gli osteoblasti a depositare matrice ossea.<br><br><strong>Stati deficitari:</strong><br>Vit D --&gt; 20-100ng/L --&gt; se sotto i 20 --&gt; deficit --&gt; aumento del 30-50% dell'incidenza di cancro al colon, prostata e memmella.<br>Deficit inducono a rachitismo nei bambini e osteomalacia negli adulti --&gt; patologie scheletriche.<br>Il deficit è creato sia da un'alimentazione povera di Vit D che dalla bassa esposizione alla luce solare.<br><br><strong>Tossicità vit D:</strong><br>La continua esposizione alla luce del sole non produce enormi quantità di vit D ma il sovradosaggio orale --&gt; potenzialmente tossico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:46:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:47:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531687993</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:47:18 UTC</pubDate>
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         <title>Deficit di vit C</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Scorbuto: </strong>patologia ossea nei bambini nell'età della crescita, mentre sia in bambini che in adulti induce emorragie e difetti della guarigione.<br>La vitamina C può essere introdotta solo dall'esterno (non c'è sintesi endogena).<br><strong>Tossicità:</strong><br>Dosi elevate --&gt; sovraccarico di ferro, anemia emolitica nei soggetti affetti da deficit di G6Pdeidrogenasi.<br><strong>Funzione:</strong><br><strong>Attiva gli enzimi prolil-idrossilasi e lisil-idrossilasi </strong>--&gt; permettendo idrossilazione del procollagene --&gt; che se non viene idrossilato adeguatamente non assume una conformazione ad alpha-elica --&gt; scarsamente secreto dai fibroblasti --&gt; quindi, la vitamina C è necessaria per la sintesi del collagene, la formazione di legami crociati e la resistenza alla trazione del collagene. <br><strong>La vit C ha proprietà antiossidant</strong>i --&gt; può fungere da spazzino nei confronti dei ROS e può rigenerare la forma antiossidante della vitamina E.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:52:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531690466</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:52:59 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Iperalimentazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531692375</link>
         <description><![CDATA[<div>Iperalimentazione accompagnata da vita sedentaria--&gt; bilancio positivo tra entrata e eliminazione delle calorie --&gt; ingrassamento --&gt;Iperplasia e ipertrofia degli adipociti --&gt; obesità --&gt; maggiore sforzo cardiaco e predisposizione a malattie metaboliche (diabete mellito di tipo II e aterosclerosi).<br>L’obesita` puo` anche essere la conseguenza di alterazioni endocrine di vario tipo. <br>La spinta ad assumere un quantitativo in eccesso di cibo va sotto il nome di <strong>bulimia nervosa</strong>.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 09:58:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Obesità</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531693239</link>
         <description><![CDATA[<div>Bilancio positivo di calorie --&gt; accumulo di tessuto adiposo in entità tali da compromettere lo stato di salute --&gt; aumenta il rischio di:<br><strong>-il diabete di tipo II, <br>-le dislipidemie, <br>-la patologia cardiovascolare</strong> (come il rischio di coronariopatie), <br><strong>-l’ipertensione, <br>-l’ipertrigliceridemia, <br>-il cancro, <br>-la steatosi epatica non alcolica, <br>-i calcoli biliari </strong><br>Gli individui con un <strong>BMI superiore a 30 Kg/m2</strong> sono classificati come obesi. È una patologia multifattoriale: sono coinvolti fattori energetici e metabolici, neuronali ed endocrini, e genetici. Studiamo i meccanismi che controllano l’appetito e la sazietà.<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 10:00:42 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Controllo dell&#39;assunzione di cibo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531709905</link>
         <description><![CDATA[<div>Ipotalamo --&gt; nucleo arcuato --&gt; produce releasing hormons (CRH, TRH ecc) e possiede <strong>neuroni di secondo livello </strong>che regolano l'assunzione del cibo--&gt;<br><strong>&nbsp;-Neuroni oressinizzanti</strong> --&gt; stimolano l'assunzione di cibo (porzione peri-fornicale dell'ipotalamo laterale)<br><strong>-Neuroni anoressizzanti</strong> --&gt; inibiscono l'assunzione di cibo --&gt; inducono sazietà --&gt; porta ad interrompere il pasto --&gt; sono responsabili anche dell'anoressia.<br>Sono situati nel <strong>nucleo paraventricolare,</strong> producono <strong>orexina </strong>(un neuromodulatore) e, con i loro prolungamenti, contattano anche il <strong>nucleo del tratto solitario</strong>, che fa capo soprattutto al<strong> nervo vago</strong> e che riceve gli impulsi dai visceri; per esempio, riceve dallo stomaco (quando le sue pareti si dilatano) lo stimolo di ripienezza gastrica. <br>Questi neuroni sono regolati da neuroni di primo livello presenti nel nucleo arcuato:<br><strong>-Neuroni AgRP/NPY </strong>&nbsp;--&gt; AgRP e NPY (Agouti-Related Peptide e il NeuroPeptide Y) --&gt; stimolano i neuroni oressizzanti e inibiscono i anoressizanti --&gt; inducono l'assunzione di cibo.<br>-Neuroni POMC/CART --&gt; (i cui neurotrasmettitori sono la Pro-OpioMelanoCortina, trasformata poi in α-MSH, e il Cocaine-Amphetamine Regulated Transcript; secernono anche il GABA) --&gt; attivano i neuroni anoressizzanti tramite la secrezione di alpha-MSH e i neuroni bersagio hanno i recettori MC4 (recettore per la melacortina-4) e inibiscono i neuroni oressinizzanti tramite il GABA --&gt; alterazioni del recettore MC4 --&gt; obesità essenziale --&gt; prevale quindi il circuito oressizzante.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 10:40:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531716146</link>
         <description><![CDATA[<div>I neuroni di primo livello del nucleo arcuato a loro volta sono stimolati da ormoni periferici:<br><strong>-Leptina</strong>: prodotta da tessuto adiposo --&gt; attiva i neuroni POMC/CART e inibisce i neuroni AgRP/NPY --&gt; induce sazietà.<br>Quando sia è a digiuno e quindi si riduce la massa di tessuto adiposo --&gt; viene meno la leptinemia --&gt; insorgenza dello stimolo della fame: attivazione del sistema oressizzante --&gt; influenza le gonadi --&gt; non si ha più l'ovulazione per risparmiare energie .<br><strong>Mutazioni del gene della leptina</strong> --&gt; <strong><mark>obesità monogenica</mark></strong> per mancanza di stimoli anoressizzanti --&gt; i bambini affetti non sentendo lo stimolo della sazietà mangiano a dismisura --&gt; entro i 6-8 anni sono obesi e pesano 3 volte il normale --&gt; la terapia genica consiste nella somministrazione di leptina ricombinata --&gt; aggressivo dimagrimento.<br><strong>-Insulina: </strong>anoressizzante<br><strong>-PYY: </strong>prodotto da colon --&gt; anoressizzante<br><strong>-Grelina:</strong> oressizzante --&gt; contrario della leptina, è prodotta dalle cellule endocrine gastriche dello stomaco durante il digiuno.<br><strong>-Amilina: </strong>peptide secreto insieme all'insulina dalla cellule beta pancreatiche --&gt; riduce l'apporto di cibo e l'aumento di peso.<br><strong>-Adiponectina: </strong>secreto dal tessuto adiposo --&gt; agisce come agente sensibilizzante per l'insulina --&gt; nei topi stimola l'ossidazione degli acidi grassi nel muscolo --&gt; diminuzione della massa grassa.<br><br><strong>Regolazione degli adipociti:</strong><br>Il numero resta costante --&gt; <br>Dimagrimento: riduzione delle dimensioni.<br>Ingrasso: ipertrofia dell'adipocita.<br>Il 10% va in turnover all'anno.<br><br><strong>Obesità e cancro:</strong><br>Circa il 4% nell'uomo e il 7% nella donna delle neoplasie sono dovute all'obesità:<br>-livelli elevati di insulina,&nbsp;<br>-’obesità ha effetti sugli ormoni steroidei che regolano la crescita cellulare e il differenziamento in mammella, utero e altri tessuti,&nbsp;<br>-lo stato proinfiammatorio può essere esso stesso cancerogeno,&nbsp;<br>-diminuzione di adiponectina deisoggetti obesi contribuisce alla iperinsulinemia&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 10:54:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531716218</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 10:55:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531716604</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 10:55:44 UTC</pubDate>
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         <title>Ipoalimentazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531719313</link>
         <description><![CDATA[<div>Induce ipoplasia e ipotrofia degli adipociti e delle cellule parenchimali di vari organi.<br>Ipoalimentazione prolungeta --&gt; alterazioni endocrine e riduzione delle riserve energetice (glicogeno, grassi e proteine) --&gt; denutrizione --&gt; immunodeficienza, edemi da fame ( si riduce la concentrazione delle proteine plasmatiche --&gt; riduzione della pressione oncotica --&gt; liquidi fuoriescono dai vasi).<br><strong><mark>Anoressia nervosa</mark></strong><strong>:</strong> malattia psichica che porta ipoalimentazione.<br><br><strong>BMI</strong>: indice di massa corporea --&gt; rapporto tra peso/(altezza)^2 --&gt; BMI normale è di 24 per i maschi e 24,5 per le donne.<br>Sovrappeso: BMI tra 24 e 30.<br>Obeso: BMI superiore a 30.<br>Sottopeso: BMI tra 18-24.<br>Anoressico: sotto i 18.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 11:02:20 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Patologie da agenti chimici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Possono danneggiare l'organismo in seguito a contatto --&gt; di solito avviene con:<br>-Apparato respiratorio<br>-Apparato digerente<br>-Cute.<br>L'entità del danno dipende sempre dal tipo, quantità e tempo di esposizione.<br><strong>Il danno può essere suddiviso in 2 tipi:<br>-Diffuso: </strong>dipende da quantità e tempo di contatto --&gt; si verifica in conseguenza a delle proprietà comuni a gruppi di agenti chimici (es. quelle che possono provocare variazioni di pH o la solubilizzazione di costituenti cellulari o la denaturazione delle proteine.<br><strong>-Selettivo:</strong> indotto dalla capacità di alcuni agenti chimici di alterare uno specifico costituente cellulare --&gt; riduzione o perdita di funzione. <br><strong>Il danno può essere:<br>-Acuto:</strong> quando si manifesta subito dopo il contatto<br><strong>-Cronico:</strong> la penetrazione avviene lentamente in dosi subliminali nel tempo.<br>Con il termine <strong>xenobiotici </strong>consideriamo tutte le sostanze chimiche con struttura molecolare diversa da quelle che costituiscono l’organismo degli esseri viventi del regno animale e vegetale.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 11:08:13 UTC</pubDate>
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         <title>Danno diffuso da agenti chimici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Variazioni del pH</strong><br>Entrano in gioco sistemi tampone --&gt; riportano il pH a valori fisiologici --&gt; se non avviene --&gt; alterazioni dell'equilibrio acido-base --&gt; acidosi o alcalosi.<br><strong>Innalzamento lieve del pH</strong> --&gt; rigonfiamento dei mitocondri e aumento delle ossidazioni.<br><strong>Innalzamento medio del pH </strong>--&gt; rigonfiamento di tutti gli organelli e una riduzione dell'attività enzimatica.<br><strong>Innalzamento elevato del pH</strong> --&gt; <br>-Idrolisi delle proteine<br>-Necrosi <br>-Nei tessuti superficiali --&gt; escare molli --&gt; si ha perche´ le basi forti a contatto con i tessuti superficiali sviluppano calore e determinano ustioni gravi che, a causa del loro potere idrolitico, inducono la macerazione dei tessuti dando luogo alle escare molli. <br><strong>Abbassamento del pH:</strong><br><strong>-Lieve</strong> --&gt; riduzione dei processi ossidativi<br><strong>-Medio </strong>--&gt; attivazione degli enzimi lisosomiali --&gt; autolisi cellulare.<br><strong>-Elevato </strong>--&gt;&nbsp;<br>-Denaturazione proteine<br>-Necrosi&nbsp;<br>-Nei tessuti superficiali porta a formare escare secche --&gt; gli acidi forti, diluendosi con i liquidi dell’organismo producono calore e determinano nella cute e nelle mucose ustioni anche gravi che, a causa della disidratazione deitessuti indotta dalla evaporazione dell’acqua, formano escare secche, ovvero materiale necrotico che tende a distaccarsi dal tessuto.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 14:12:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>2) Solubilizzazione di costituenti cellulari:</strong><br>Agenti chimici con funzione di solvente --&gt; il danno dipende dal potere solvente:<br><strong>-Solventi per lipidi:</strong> alcol, benzolo, acetone, cloroformio et) --&gt; disorganizzazione della cellula per estrazione di lipidi --&gt; lisi cellulare.<br>A livello cutaneo sono limitati dallo strato corneo --&gt; quindi fanno danno solo se ingestiti o inalati.<br><strong>Es:</strong><br>La <strong>saponina</strong> è un glicoside vegetale che interagisce con il colesterolo delle membrane --&gt; turba l'orientamento dei fosfolipidi di membrana --&gt; lisi.<br><strong>Detergenti o tensioattivi</strong> --&gt; sono molecole anfipatiche capaci di abbassare la tensione superficiale&nbsp; --&gt; provocano lisi perchè interagiscono con la membrana lipidica e con la componente acquosa (essendo anfipatiche)&nbsp; --&gt; sovvertono la struttura della membrana plasmatica che diventa permeabile all'acqua.<br>I detergenti possono essere ionici e non ionici e molti di essi sono utilizzati anche come disinfettanti. <br><strong>-Solventi acquosi</strong> (per sostanze idrofili) --&gt; i danni variano in base che la soluzione sia ipo o iper toniche:<br>a) Ipertoniche --&gt; raggrinzimento --&gt; plasmolisi<br>b) Ipotoniche --&gt; rifonfiamento --&gt; lisi osmotica.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 14:32:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531832518</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>3) Denaturazione delle proteine</strong><br>Indotta da vari agenti chimici --&gt; acidi, sostanze organiche, sali e molti ioni metallici --&gt; riduzione o perdita di funzione delle proteine e della loro solubilità --&gt; provoca danno cellulare spesso irreversibile --&gt; necrosi cellulare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 14:34:26 UTC</pubDate>
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         <title>Danno selettivo da agenti chimici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vengono definiti veleni --&gt; sono composti di origine naturale o sintetica capaci di indurre un danno selettivo nelle cellule dell'organismo --&gt; comparsa di manifestazioni patologiche --&gt; esito anche letale.<br>La selettività consiste nella capacità di interagire direttamento o tramite un prodotto della sua trasformazione metabolica --&gt; con un determinato costituente dell'organismo alterandolo nella struttura e nella funzione.<br><strong>Es: farmaci </strong>--&gt; se in dosi superiori inducono tossicità comportandosi come i veleni.<br><strong>Dose minima letale: </strong>corrisponde alla quantità di composto in riferimento all'unità di peso espresso in Kg in grado di provocare la morte degli animali da esperimento in un determinato tempo.<br><strong>DL50 o dose limite</strong>: corrisponde alla quantità del composto in riferimento all’unità di peso espressa in Kg, in grado di provocare la morte di almeno il 50% degli animali da esperimento in un determinato tempo. <br><strong>L'avvelenamento può essere:<br>-Acuto:</strong> la dose è tale che gli effetti sono immediati.<br><strong>-Cronico:</strong> corrisponde all'esposizione protratta nel tempo al veleno in piccole dosi che immediatamente possono risultare prive di effetti ma in un secondo momento ne possono indurre la comparsa dei sintomi in base alla frequenza e durata dell'esposizone.<br>I veleni possono essere locali o sistemici.<br>Ancora possono essere esogeni o endogeni (molecole prodotte dall'organismo --&gt; autointossicazione).<br><strong>Alcuni veleni per essere tali devono essere metabolizzati </strong>--&gt; es:<br><strong>-Piombo-tetraetile</strong>: addittivo della benzina --&gt; quando viene assunto --&gt; la citocromo p450 lo priva di un gruppo etilico --&gt; formazione dello ione piombo-trietile --&gt; inibisce la fosforilazione ossidativa.<br>L'organismo ha meccanismi per allontanare il veleno, inoltre, si possono somministrare antidoti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 15:14:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531869294</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Veleni di origine biologica:<br>Le piante </strong>--&gt; producono fitotossine (veleni delle piante) --&gt; es:<br>-Ricina, cocaina, cannabinoidi, morfina.<br><br><strong>Veleni prodotti dai funghi </strong>--&gt; quelli del genere Amanita (classico fungo rosso con puntini bianchi) --&gt;<br><strong>-Amanita muscaria: </strong>produce muscarina --&gt; esercita azione parasimpatica-mimetica, in maniera più potente, l'azione dell'acetilcolina,&nbsp; agendo sui recettori muscarinici (recettori dell'Acetilcolina) e non è suscettibile alla colinesterasi --&gt; l'antidoto è l'atropina.<br><strong>-Amanita phalloides, A vitrosa, A verna</strong>: sono mortali perchè non si hanno noti antidoti --&gt; le <strong>amanitine </strong>sono inibitrici della RNA polimerasi e le <strong>falloidine </strong>impediscono la polimerizzazione dell'actina.<br><br><strong>Veleni prodotti da muffe:</strong><br><strong>-Ergotina</strong> (alcaloide)--&gt; contamina il pane di segale --&gt; azione vasocostrittrice.<br><br><strong>Veleni prodotti da animali </strong>--&gt; zootossine:<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 15:33:53 UTC</pubDate>
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         <title>Altri veleni:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Acido cianidrico HCN e cianuri</strong>:<br>Causano morte rapidamente per anossia istotossica --&gt; CN inattiva specificamente la citocromo-ossidasi mitocondriale --&gt; il mitocondrio non può utilizzare ossigeno.<br><br>-<strong>Monossido di carbonio (CO)</strong>:<br>Si ottiene dalla combustione incompleta di combustibili organici in ambienti chiusi con scarsa concentrazione di O2 --&gt; essendo insapore, inodore e non irritante --&gt; è insidioso perchè si muore senza accorgersi della sua presenza.<br>L'hb è circa 200 volte più affine rispetto al CO che all'O2 --&gt; quindi quando competono per lo stesso sito di legame vince automaticamente il CO.<br>La HbCO è più stabile dell'ossiemoglobina quindi causa:<br>-Riduzione dell'O2 trasportata nel sangue<br>-Diminuzione della quantità di O2 rilasciata ai tessuti --&gt; inadeguata ossigenzazione del SNC e del cuore.<br>La percentuale di HbCO nel sangue dipende dalla concentrazione ambientale e dalla durata dell'esposizione --&gt; sintomi --&gt; cefalea, affaticamento e infine morte.<br>In caso di intossicazione si deve portare all'aria aperta o all'interno di una camera iperbarica --&gt; aumenta la pO2 e aumenta la frazione disciolta --&gt; ne permette il discostamento della CO dal sito di legame e la sua eliminazione con la ventilazione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 16:35:57 UTC</pubDate>
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         <title>Droghe</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Smart drug:</strong> serie di prodotti di origine naturale o sintetica che contengono principi attivi di estratti vegetali e sostanze psicotrope (efedrina, caffeina, mescalina)&nbsp; --&gt; queste provocano modificazioni delle capacità cognitive e della coscienza.<br>La loro assunzione provoca tossicodipendenza, stato di eccitazione (onnipotenza), esaltazione delle proprie capacità creative ed associative e in alcune allucinazioni.<br><strong>Danni:</strong><br>-Sia a lungo che breve termine al SNC<br>-In caso di iperdosaggio si osserva la comparsa di effetti dannosi immediati (dovuti anche a contaminanti che vengono messi in queste sostanze) --&gt; morte.<br><strong>Intossicazione cronica</strong>: uso abituale delle droghe --&gt; progressivo decadimento delle capacità fisiche e psichiche ed è responsabile della crisi d'astinenza.<br><strong>Sostanze somministrate nella terapia del dolore: </strong>morfina, codeina, ed altre sostanze oppioidi, vengono somministrate anche a scopo palliativo.<br>Morfina: mima l'azione di peptidi oppioidi endogeni (encefaline, beta-endorfine e dinorfine) --&gt; controllo endogeno del dolore --&gt; vengono rilasciati sotto stimolazione delle vie discendenti inibitorie composte dagli interneuroni inibitori delle lamine superficiali delle corna dorsali del midollo spinale --&gt; si legano a recettori specifici per gli oppioidi (μ, δ, ĸ) presenti sui neuroni nocicettivi di proiezione del fascio spino-mesencefalico --&gt; inibizione della trasmissione nocicettiva.<br>Può indurre tolleranza --&gt; resistenza a gli effetti del farmaco se impiegata in modo continuativo --&gt; quindi man mano che si somministra va somministrata a dosaggi crescenti per alleviare il dolore.<br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 16:43:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 17:11:09 UTC</pubDate>
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         <title>Inquinamento ambientale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Inquinamento atmosferico: </strong>smog dei centri urbani a cui si aggiungono idrocarburi aromatici policiclici (derivati dal benzene) che si formano per combustione/ossidazione&nbsp; dei combustibili fossili e dei prodotti di raffinazione del petrolio, vi si possono aggiungere anche anidride solforosa --&gt; piogge acide che distruggono le foreste--&gt; l'aria contiene particelle (la maggior parte dovute ai residui di gomma che vengono rilasciati inseguito alle frenate delle macchina) --&gt; intorno ai 10 micron --&gt;<br><strong>a) Inquinamento particolato</strong> --&gt; polveri respirabili <br><strong>b) Inquinamento da composti organici volatili VOC</strong><br>Tutte colpiscono le vie aeree --&gt; danni alla respirazione e sul tratto bronchiale --&gt; forme di infiammazione, infezione e a lungo termine anche di neoplasie.<br>Le persone più a rischio sono anziani e bambini.<br>Per ciascun composto organico volatile è stabilito il valore limite di concentrazione (mg/m3)<br><br><strong>-Inquinamento del suolo:</strong><br>E' causato da nitrati usati per la concimazione e da pesticidi (questi hanno un potere cancerogeno e sviluppano patologie che interessano organi diversi) --&gt; dato il loro largo utilizzo è possibile rinvenire sulle matrici alimentare residui di pesticiti e principi attivi --&gt; <strong>carbammati</strong>.<br><br><strong>-Inquinamento idrico: </strong><br>Contatto diretto: ingestione o contatto.<br>Contatto indiretto: assunzione di pesci che hanno ingerito plancton che a loro volta hanno ingerito composti non degradabili.<br>Si è visto che la quantità media di materiale tossico depositato all'interno di un essere umano --&gt; si sono riscontrate circa 100 tracce di sostanze nocive in volontari dello studio.<br>Si è notato anche che l'inquinamento sta riducendo il numero di spermatozoi prodotti --&gt; pericolo per la sopravvivenza della nostra specie.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 18:47:37 UTC</pubDate>
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         <title>Benzene</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' una molecola non tossica di per sè ma essendo estremamente reattiva può dare origine a reazioni redox --&gt; produzione di sostanze pericolose e cancerogene.<br>E' causa del 2% delle leucemie.<br><strong>Le fonti di emissione del benzene sono:</strong><br>-82% prodotti di combustione delle automobili, <br>-14% attività industriali, <br>-1% attività individuali, <br>-&lt;0.4% fumo disigaretta. <br><strong>Le fonti di esposizione individuale al benzene sono:</strong>&nbsp; <br>-3% attività industriali, <br>-15% prodotti di combustione delle automobili, <br>-34% attività individuali, <br>-40% fumo di sigaretta.<br>La concentrazione di benzene nell’aria dipende anche da: <br><strong>-Fattori ambientali:</strong> vento --&gt; se la città è meno ventilata la concentrazione aumenta.<br><strong>-Fluttuazioni stagionali</strong> --&gt; nei mesi invernali c'è maggiore traffico e uso riscaldamenti domestici --&gt; prima fonte di inquinamento.<br>Benzopirene: si forma dalla combustione dei lipidi ed è presente quindi in tute le combustioni di carbone, petrolio etc. --&gt; essendo tra le più cancerogene viene studiata per valutare l'inquinamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 18:54:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 18:57:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 18:57:34 UTC</pubDate>
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         <title>Fumo di sigaretta</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il fumo è la prima fonte di benzene, è composto da:<br>-solventi<br>-particolato<br>-sostanze vasoattive <br>-sostanze cangerogene di diversa natura organo-specifica su polmone, laringe, esofago, vescica, cavo orale, pancreas. <br>E' la prima causa di cancro alla vescica --&gt; sostanze tossiche vanno nel circolo ematico --&gt; filtrati nei reni --&gt; accumulati nella vescica.<br>I danni da tabacco riguardano soprattutto l'apparato respiratorio --&gt; i polmoni appaiono neri e i figli dei fumatori sono maggiormente suscettibili a sviluppare neoplasia al polmone (solo nel 50% dei casi la terapia risulta efficace).<br>Tabagisti-tossicodipendenti: chi consuma più di 20 sigaretti al giorno.<br>La soglia minima per avere una probabilità 200x superiore ad un non fumatore di sviluppare neoplasia al polmone è 7 sigarette al giorno.<br><strong>-Fumo attivo: </strong>prodotto dalle sigarette ad una temperatura di combustione &gt;900 gradi e permette di degradare molte delle sostanze cancerogene che lo compongono --&gt; in parte viene inalato e espirato.<br><strong>-Fumo passivo: </strong>fumo emanato dalla sigaretta accesa che brucia senza essere aspirata (la combustione deve avvenire a 600 gradi per cui molti componenti non vengono eliminati e risultano in concentrazione maggiore rispetto al fumo attivo).<br>Il fumo di sigaretta è più dannoso rispetto al fumo di pipa o sigaro:<br>Perchè il tabacco della sigaretta ha un pH più alto --&gt; per far aumentare la nicotinemia c'è bisogno di aspirare --&gt; maggiore rischio di neoplasie rispetto a pipa e sigaro.<br>Quando invece si fuma pipa o sigaro basta trattenere il fumo nelle vie aeree superiori affinchè la nicotina attraversi la mucosa oro-faringea --&gt; diffonde nel circolo ematico --&gt; lesioni alla mucosa orale e faringea ed in misura minore ai polmoni.<br>Dal punto di vista del rischio cardiovascolare i due tipi si equivalgono.<br>L'esposizione sia al fumo passivo che attivo comporta una riduzione della funzionalità respiratoria --&gt; aumenta il rischio di neoplasie.<br><strong>Il danno provocato si manifesta generalmente in una riduzione di ampiezza dell'atto respiratorio associato a:</strong><br>-sollecitazione prolungata della muscolatura liscia bronchiale a contrarsi; <br>-irritazione cronica con tosse;<br>-eccesso disecrezione mucosa; <br>-infezione delle vie respiratorie per ritenzione di materiale potenzialmente batterico; <br>-riduzione della superficie discambio gassoso a livello alveolare; <br>-malattie respiratorie, quali asma ed enfisema polmonare <br><strong>Cancerogenesi:</strong> inalazione di sostanze cancerogene (ossido-radicaliche)--&gt; cellule della nicchia staminale e dell'epitelio respiratorio esposte a queste molecole --&gt; trasformazione in senso neoplastico dellle cellule staminali polmonari (prognosi più grave rispetto alla trasformazione neoplastica delle cellule epiteliali polmonari).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 19:19:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 19:20:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 19:20:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 19:20:32 UTC</pubDate>
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         <title>Piombo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' responsabile di:<br>-Tossicità cronico professionale (saturismo)<br>-Embriotossicitò<br>Viene assunto cronicamente per via orale e respiratoria, i più esposti sono i verniciatori, lavoratori delle fonderie e delle miniere.<br>La benzina ha come addittivo il piombotetraetile --&gt; con la combustione viene liberato piombo nell'aria .<br>Il piombo interferisce con la sintesi degli anelli tetrapirrolici --&gt; malfunzionamento della sintesi dei citocromi e dell'Hb --&gt; i danni riguardano:<br>-gengive,&nbsp;<br>-reni (malattia tubulo interstiziale cronica),&nbsp;<br>-il tratto gastrointestinale, in cuisi determina la comparsa della cosiddetta “colica saturnina”,&nbsp;<br>-il sistema nervoso centrale (mal di testa, alterazioni della memoria, encefalopatie, riduzione QI nei bambini) e periferico; questi sono i danni più gravi;&nbsp;<br>-il midollo osseo: la scorretta sintesi di emoglobina porta all’insorgenza di una patologia acquisita detta anemia sideroblastica (anemia perché si riduce la quantità di globuli rossi e quindi la concentrazione di emoglobina circolante, sideroblastica perché sono presenti cellule ricche di ferro non utilizzabile sotto forma di granuli),&nbsp;<br>-l’osso: abbiamo osteoporosi a causa della sostituzione deisali di calcio con sali di piombo,&nbsp;<br>-l’apparato riproduttore (sterilità).&nbsp;<br>Genera danni al SN dei bambini --&gt; la dose sufficiente a generare danni rilevanti è 10mg/dl --&gt; si possono sviluppare encefalopatie --&gt; morte.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 19:30:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 19:30:49 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2531998654</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 19:31:01 UTC</pubDate>
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         <title>Mercurio</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532001144</link>
         <description><![CDATA[<div>Inalazione cronica dei vapori di mercurio metallico (esposizione professionale) --&gt; danni a carico di parenchima renale, epatico e SNC (il mercurio metallico attraversa la BEE mentre i composti inorganici del mercurio no).<br>Avvelenamento da composti inorganici solubili del mercurio --&gt; grave insufficienza renale per deposizione di mercurio a livello del tratto gastrointestinale e renale --&gt; morte.<br>I composti organici del mercurio --&gt; attraversano la placenta --&gt; neonati nascono con paralisi spastica e disturbi del SN poichè attraversa la BEE del nascituro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 19:35:26 UTC</pubDate>
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         <title>Cadmio</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si concentra nell'apparato digerente, reni, muscoli e ossa --&gt; nei soggetti da esposizione lavorativa cronica (metallurgiche) --&gt; sintomatologia pleomorfa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 19:39:21 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Asbesto (amianto)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532038208</link>
         <description><![CDATA[<div>E' costituito da minerali silicati e tende a sfaldarsi in fibre (classificate in grosse (10micron), intermedie (da 10 a 0,5 micron) e piccole (d&gt;1micron) --&gt; queste introdotte per inalazione o ingestione (il succo gastrico con il suo pH bassissimo e la barriera mucosa-gastrica riducono nettamente il suo potenziale cancerogeno) --&gt; insorgenza di patologie:<br><br><strong><mark>-Asbestosi: </mark></strong>patologia respiratoria cronica --&gt; si manifesa con estensione in base a durata e intensità dell'esposizione --&gt; con fibrosi interstiziale del polmone.<br>Le fibre arrivano a livello dei bronchioli respiratori e alveoli --&gt; questo induce:<br><strong>a) Trasformazione morfologica dell'epitelio bronchiale</strong> (le cellule cubiche divengono ovoidali)<br><strong>b) Macrofagi alveolari </strong>--&gt; formazione dei corpi ferruginosi/corpi marizali --&gt; innescano tramite infiammazione un processo fibrotico --&gt; ispessimento dei setti alveolari --&gt; riduzione della superficie di scambio aria-sangue --&gt; riduzione della compliance e dei volumi polmonari.<br><br><strong><mark>-Mesotelioma pleurico maligno</mark></strong>:&nbsp; tumore del rivestimento sierico del polmone --&gt; tumore sentinella perchè di solito marker di Asbesto e quindi di un'alta probabilità di sviluppare altri tumori e patologie respiratorie per via della presenza dell'amianto.<br>Si sviluppa nella pleura viscerale e man mano avvolge il polmone --&gt; ma potrebbe interessare anche l'intera cavità.<br>Fibre arrivate a livello degli alveoli polmonari --&gt; processo fibrotico --&gt; ostruzione delle vie linfatiche --&gt; flusso al contrario (la linfa che era diretta ai linfonodi ilari o mediastinici (flusso centrale), viene drenata verso la pleura) --&gt; le fibre seguendo la linfa prima si mettono sul foglietto viscerale della sierosa --&gt; poi su quello parietale in prossimità degli stomi linfatici delle soluzioni di continuità tra cavo pleurico e vasi linfatici della parete toracica.</div><pre>Gli stomi linfatici sono presenti nella pleura parietale specialmente alla base dei polmoni per riassorbire il liquido preurico e mantenere la pressione negativa all'interno.</pre><div>Quindi le fibre si accumulano negli stomi linfatici --&gt; inducono un processo fibrotico del mesotelio (caratterizzato da lesioni grigiastre o biancastre definite black spots o white spots con concentrazioni elevate di amianto) --&gt; spesso associato a versamento pleurico e metastasi.<br><strong>Questi tumori sono stati descritti in seguito a:</strong><br>-Esposizione primaria (lavorativa)<br>-Esposizione secondaria (familiari venuti in contatto con la polvere arrivata in casa dei lavoratori)<br>Quindi l'epitelio maligno è tipico solo dell'amianto e fa sospettare la sua esposizione.</div><blockquote><strong>Diagnosi:<br>P</strong>resenza di aghi di amianto o corpi ferruginosi all'analisi istologica o nel prelievo pleurico.<br><strong>Terapia:</strong> <br>La profilassi prevede di associare la radioterapia alla tomoterapia sulla pleura; l’efficacia di tali trattamenti è favorita dall’individuazione del tumore negli stadi precoci.<br><strong>Epidemiologia:</strong>&nbsp;<br>1-2 casi di epitelioma ogni 10 casi di adenocarcinoma polmonare e 100 casi di malattie non neoplastiche tipo asbestosi o silicosi.<br>L’incidenza del mesotelioma pleurico in Italia è di ca. 2000 casi l’anno, in confronto ai 150.000 annuali per l’adenocarcinoma polmonare; l’essere fumatori aumenta la suscettibilità anche allo sviluppo del mesotelioma pleurico.&nbsp;</blockquote><div><strong><mark>-Adenocarcinoma polmonare</mark></strong> (aumento del rischio di 4-12 volte) <br><strong><mark>-Carcinomi dell'apparato gastrointestinale</mark></strong>.<br><br>Se si riscalda --&gt; cristalli di silice --&gt; maggior potere cancerogeno.<br><strong>Le fibre intermedie si accumulano nelle vie aeree superiori:<br>-Alcune rimangono intrappolate nel secreto mucoso</strong> e vengono o eliminate all'esterno dal modo delle ciglia o fagocitate dai macrofagi residenti --&gt; non riuscendole a degradare --&gt; accumulo di concrezioni definite --&gt; corpi ferruginosi essendo rivestiti da un complesso ferro-proteine --&gt; si accumulano sia nel parenchima polmonare che nelle vie aeree superiori<br><strong>-Le fibre espongono ioni o gruppi metallici che danno rispettivamente </strong>--&gt; reazioni di Haber-weiss e Fenton --&gt; formazione di ossido radicali --&gt; determinano danno con conseguente infiammazione cronica e inoltre agiscono su gli oncosoppressori e protoncogeni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 20:45:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 20:45:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 20:45:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 20:46:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 20:46:09 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-26 20:46:43 UTC</pubDate>
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         <title>Guerra e Uranio</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ordigni di guerra: <strong>NAPALM</strong> (acronimo di acido naftenico e acido palmitico dai quali si ottiene) --&gt; usato per la fabbricazione di alcune bombe incendiarie --&gt; dove è stata usata si risconta un aumento di aborti spontanei e tumori al fegato per liberazione di diossine da parte delle bombe esplose.<br><strong>Armi all'uranio impoverito:</strong> si ottiene eliminando gli isotopi più leggeri (più poveri di neutroni) e conservando quelli più pesanti (su 12kg di uranio 11 sono di quello impoverito ovvero isotopi pesanti e 1kg è quello arricchito cioè con isotopi leggeri) --&gt; causa leucemie e linfomi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 20:50:27 UTC</pubDate>
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         <title>Xenobiotici e le biotrasformazioni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Xenobiotici idrosolubili </strong>--&gt; escreti con urina, feci, bile, sudore e se sono volatili con l'espirazione.<br><strong>Xenobiotici liposolubili </strong>--&gt; devono essere trasformati in molecole idrofile per poterle fare rimuovere da parte dell'organismo --&gt; REL, mitocondri, lisosomi e citosol (di solito degli epatociti 75%) --&gt; gli enzimi preposti alla metabolizzazione degli xenobiotici sono compresi in unico sistema definito <strong>DMES (Drug metabolizing enzyme system)</strong>. --&gt; questo complesso viene indotto (incremetato tramite trascrizione) in presenza nell'organismo di un loro substrato --&gt; alcuni substrati possono legarsi in maniera irreversibile al substrato --&gt; inattivazione temporanea/persistente.<br>Ovviamente alcune volte queste reazioni ativano procancerogeni --&gt; cancerogeni.<br><br><strong>3 reazioni enzimatiche che hanno come substrato gli xenobiotici:</strong><br><strong>-Reazione di fase I (funzionalizzazione) </strong>--&gt;&nbsp;</div><ul><li>sistema monoossigenasi citocromo p450-dipendente e il sistema delle monoossigenasi flaviniche --&gt; reazioni redox.&nbsp;</li><li>Reazioni di idrolisi catalizzati da altri enzimi microsomiali e plasmatici.</li></ul><div>I prodotti di queste reazioni possono uscire come tali o andare alla reazione di fase II.<br><br></div><div><strong>-Reazioni di fase II (coniugazione)</strong> --&gt;<br>Queste reazioni sono catalizzate da transferasi --&gt; coniugano una molecola endogena con il prodotto ottenuto dalle reazioni di fase I --&gt; l'unione forma molecole idrofile e quindi facilmente allontanabili:<br><strong>o con l’acido glicuronico</strong>, è la reazione più frequente e occupa il secondo posto fra tutte le reazioni detossificanti dopo le reazioni catalizzate daisistemi mono-ossigenasici, <br><strong>o con il glutatione</strong>, catalizzata da enzimi microsomiali e citosolici, <br><strong>o con l’acido solforico (solfatazione)</strong>, una via alternativa alla coniugazione glicuronica, catalizzata dalla solfotransferasi, <br><strong>o con gruppi metilici (metilazione)</strong>, operata dalle metiltransferasi, <br><strong>o con gruppi acetilici (acetilazione)</strong>, operata dall’N-acetiltransferasi, <br><strong>o con aminoacidi (acilazione)</strong>, utilizzata sia per composti endogeni che esogeni, dei quali viene incrementata la idrosolubilità; <br><br><strong>-Reazioni di fase III: </strong>si svolgono nel citosol delle cellule della mucosa intestinale e anche in numerose altre cellule --&gt; si dividono in 2 gruppi:</div><ul><li>Reazioni di deconiugazione --&gt; che provvede a riformare compostitossici da metaboliti di composti endogeni ed esogeni precedentemente detossificati nel fegato da reazioni di fase I e di fase II.</li><li>I trasportatori ABC che espellono gli xenobiotici dal compartimento intracellulare a quello extracellulare.&nbsp;</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 21:14:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 21:14:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 21:14:53 UTC</pubDate>
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         <title>Endocrine Disruptor Chemicals (EDC)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono sostanze alteranti il normale funzionamento del sistema endocrino nostro e degli animali che mangiamo.<br>Caratteristiche di queste sostanze:<br>-sono sostanze lipofile (si accumulano nei tessuti adiposi),&nbsp;<br>-alterano ilsistema endocrino (sono dunque EDC),&nbsp;<br>-possiedono alogeni nella loro formula chimica (cloro, fluoro, iodio ecc),&nbsp;<br>-si accumulano e si depositano all’interno dell’organismo, soprattutto nel tessuto adiposo (biomagnificazione)&nbsp;<br>Molte di queste sostanze (idrocarburi) diventano tossiche dopo idrossilazione epatica (fase I della detossificazione) --&gt; aggiungendo OH --&gt; modifica le proprietà chimico-fisiche (proprietà di diffusione) --&gt; una volta filtrate a livello renale possono rimanere nel sistema tubulare e essere riassorbite.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 21:18:26 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Patologie da agenti fisici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Patologie da assorbimento di radiazioni </strong>--&gt; queste sono:<br><strong>-Radiazioni elettromagnetiche</strong>, che si muovono alla velocità della luce sotto forma di fotoni (quanti di energia con massa nulla), <br><strong>-Radiazioni corpuscolate</strong>, formate da particelle subatomiche formate di massa e carica elettrica (elettroni, protoni, neutroni). <br><strong>In base alla quantità di energia, le radiazionisono</strong>: <br><strong>-non ionizzanti</strong>, con energia inferiore a 10 eV, <br><strong>-ionizzanti,</strong> con energia superiore a 10 eV <br><strong>Radon</strong>: gas fonte di radiazioni che si trova nel sottosuolo, è radioattivo, incolore e inodore.<br><br><strong>Azione patogena ed effetti delle radiazioni ionizzanti </strong><br>Le radiazioni non ionizzanti fanno parte dello spettro elettromagnetico con l’esclusione dei raggi X e dei raggi ɣ. Esse, nella collisione con la materia, non trasmettono energia a sufficienza a determinare l’espulsione di un elettrone. Troviamo: <br><strong>-onde radio</strong>, che provocano effetti biologici ancora non chiari, <br><strong>-microonde</strong>, inducono un incremento di rotazione delle molecole biologiche, in particolare di quelle dell’acqua. L’esposizione prolungata a queste onde nell’uomo può determinare l’insorgenza di cataratta ed effetti termici simili a quelli provocati da radiazioni infrarosse, <br><strong>-radiazioni infrarosse</strong>, inducono anch’esse sui tessuti un effetto termico, <br><strong>-radiazioni luminose</strong>, inducono anch’esse un effetto termico. I tessuti ocularisono tra i più sensibili all’esposizione diretta e prolungata della luce solare. Le lesioni della retina da radiazioni luminose sono gravi e sono determinate dall’effetto Joule, <br><strong>-radiazioni ultraviolette</strong>, radiazioni eccitanti. Sono un’importante componente delle radiazioni so- lari e vengono in parte assorbite dall’ozono atmosferico (che sta diminuendo a causa dell’accumulo nell’atmosfera di composti alogenati). Raggiungono la cute: alcune sono riflesse, altre assorbite da cromofori cutanei (basi azotate, melanina, AA aromatici), altre trasmesse aglistrati più profondi. Le radiazioni UV sono più penetranti di quelle luminose e il loro spettro è suddiviso in tre regioni <strong>(UVC, UVB, UVA)</strong>. Gli effetti indottisulla cute variano:&nbsp;</div><ul><li><strong>Una o poche esposizioni:</strong> effetti immediati --&gt; reazione infiammatoria a carico di cute o congiuntiva --&gt; si risolve rapidamente senza lasciare reliquati --&gt; si manifesta con eritema o al massimo bolle o flogosi oculare (se non si hanno occhiali).</li><li><strong>Esposizioni ripetute: </strong>effetti tardivi --&gt; cute si presenta secca e desquamata --&gt; dermatiti attiniche .</li></ul><div>A livello del DNA le UVB causano la dimerizzazione di basi pirimidiniche, purinche e altri danni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 21:29:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Radiazioni ionizzanti </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532067398</link>
         <description><![CDATA[<div>Le radiazioni ionizzanti comprendono i raggi X, i raggi ɣ e le radiazioni corpuscolate --&gt; eccitano gli atomi su cui collidono con la consecutiva espulsione di un elettrone nell'orbita più eterna (ionizzazione) con rilascio di energia che viene liberata all'acqua --&gt; radiolisi dell'acqua --&gt; formazione di ROS --&gt; provocano ulteriori danni.<br>Le cellule staminali e proliferanti sono quelle subiscono danni maggiori a parità di esposizione con altre cellule --&gt; subiscono danno al DNA , proteine e lipidi (specialmente di membrana).<br><strong>Lo stress ossidativo induce:<br>-Danni a costituenti cellulari<br>-attivazione di pathway di riparazione al DNA e sopravvivenza cellulare</strong> --&gt; p53, fattori di trascrizione come NFKB --&gt; se nn vengono riparati i danni --&gt; mutazioni --&gt; le cellule colpite si trasformano in cellule neoplastiche.<br>Possono causare anche danni e sclerosi ai vasi --&gt; necrosi ischemica delle cellule parenchimali e sostituzione da parte di tessuto fibroso.<br><strong>Effetti tardivi:</strong><br>-Infertilità<br>-Cancerogenesi<br>-Comparsa di cataratta<br>-Fibrosi</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 21:43:35 UTC</pubDate>
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         <title>Fallout radioattivo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532068586</link>
         <description><![CDATA[<div>Si intende per fallout radioattivo la ricaduta sulla superficie terrestre di contaminanti radioattivi (chernobyl) --&gt; gli isotopi radioattivi raggiungono l'uomo in:<br>-Modo diretto (incontro ravvicinato)<br>-Indiretto --&gt; tramite la catena alimentare.<br>Un isotopo è lo iodio --&gt; carcinoma papillifero della tioride nella popolazione ucraina (in questa neoplasia le mutazioni del <strong>gene ret </strong>coinvolgono gli stessi codoni alterati nei tumori tiroidei a substrato ereditario) --&gt; per questo si consigliava di ingerire iodio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 21:45:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Campi elettromagnetici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532076991</link>
         <description><![CDATA[<div>Campo magnetico terrestre: la guaina mielinica ci protegge da questo campo.<br>Abbiamo dei recettori delle onde elettromagnetiche:<br>-Coni<br>-Bastoncelli<br>-Termocettori (sensori del caldo e degli infrarossi)<br>-Melanociti (sensori delle onde UV)<br>Ogni dispositivo elettrico, una volta attivato, crea un campo magnetico e quindi una perturbazione elettromagnetica più o meno intensa --&gt; il limite di emissione è di 6V/m ma non viene rispettato (un telefono in chiamata può arrivare a 100V/m) ma questo non è misurabile per lo sfasamento tra campo elettrico e magnetico (zona di Frauloffer). <br><strong>Elettrosmog: </strong>indichiamo l’inquinamento prodotto dai campi elettrici e magnetici.<br><br><strong>Effetti sull'uomo</strong>:<br>Una radiazione induce depolarizzazione --&gt; induzione elettrica nelle cellule --&gt; aumenta il numero di elettroni nelle cellule --&gt; ROS per energizzazione delle molecole d'acqua.<br><strong>-Effetti termici: </strong>onde superiori a 61V/m --&gt; riscaldamento degli oggetti colpiti (forno a microonde) --&gt; se supera 1° negli organismi --&gt; questi non potendo dissiparlo --&gt; produce effetti negativi.<br><strong>-Effetti non termici: </strong>onde di potenza inferiore --&gt; modificano i processi metabolici --&gt; aumenta necrosi e alterazione della cinetica enzimatica.<br><strong>-Effetti acuti:&nbsp;</strong></div><ul><li><strong>Per esposizione ad alte frequenze</strong>: opacizzazione del cristallino, anomalie della cornea, ridotta produzione del liquido seminale, alterazioni neuroni e muscolari.&nbsp;</li><li><strong>Per esposizione a basse frequenze: </strong>effettisulsistema visivo, sul SNC, stimolazione dei tessuti eccitabili, extrasistole, fibrillazione ventricolare, cefalea, etc;&nbsp;</li></ul><div><br><strong>I campi elettromagnetici in base all'esposizione:<br>-Entro 2 ore</strong> --&gt; si attivano geni proapoptotici<br><strong>-Entro 24 ore</strong> --&gt; si attivano i geni pro-sopravvivenza.<br>La soglia minima è di 0,6 microWatt.<br><br>Esiste una forma di ipersensibilità (intolleranza) all'esposizione ai campi elettromagnetici --&gt; Questa ipersensibilità si verifica al di sotto dei livelli termici, e si vede che alcune frequenze (come quella del cellulare) danno una latenza del sintomo di 15 min (la latenza dei sintomi dipende dalle frequenze). È comunque difficile correlare in modo causale isintomi all’esposizione. <br><br>Campi elettromagnetici a radiofrequenza sono possibili cancerogeni con aumenta problabilità di glioma e neuroma del nervo acustico.<br>Radiazioni elettromagnetiche di 50Hz sono possibili cancerogeni.<br><br><strong>Uso in diagnosi e in terapie</strong>:<br><strong>-RMN<br>-Risonanza di ciclotrone: </strong>mobilizza degli ioni nelle cellule; è un’interazione tra due sequenze: una portante (veloce) e una relativa allo ione (lenta), in un campo magnetico statico. Questa interazione interagisce con le fibre del fuso mitotico e si oppone alla proliferazione: per esempio si usa per trattare le metastasi ossee e i tumori cerebrali.&nbsp;<br><br><br><br>&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 22:04:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie da trasferimento di energia elettrica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il corpo umano si comporta come conduttore elettrolitico.<br>La membrana plasmatica ha un ricco contenuto lipidico che è un pessimo conduttore per la notevole resistenza --&gt; ma induce la formazione di fori --&gt; scambio di elettroliti --&gt; morte per necrosi --&gt; il fenomeno è detto <strong>elettroporazione</strong> <em>(viene giudicato il primum movens della necrosi a cui vanno incontro le cellule muscolari e quelle nervose attraversate da una c. e. che ha provocato uno scarso effetto termico)</em>. <br>-Cute=pessimo conduttore<br>-Muscolatura e vasi (elevato contenuto d'acqua) --&gt; ottimi conduttori (più è vascolarizzato un organo e minore è la resistenza).<br>Il punto d'ingresso e d'uscita della corrente è indicativo del percorso seguito dalla corrente.<br>La corrente alternata induce spasmo muscolare tetanico.<br><br><strong>Effetti della corrente quando attraversa il corpo:<br>-Termico (effetto joule)</strong> --&gt; responsabile di ustioni che interessano cute e strutture sottostanti.<br><strong>-Elettrochimico</strong> --&gt; corrente continua in:<br>Corrispondenza del polo positivo: vengono richiamati anioni che reagendo con H2O si ha formazione di HCl e H2SO4&nbsp; --&gt; lesioni da acido --&gt; <strong>necrosi secca o necrosi coagulativa --&gt; escara</strong>.<br>Corrispondenza del polo negativo: si accumulano cationi che reagendo con l'acqua --&gt; si formano le basi NaOH e KOH --&gt; comparsa di <strong>escara umido o colliquativo</strong>.<br><strong>-Biologico/fisiologico</strong>: interessano il SN, muscolatura striata e cardiaca.<br>I peggiori effetti derivano dalla corrente alternata a bassa frequenza (quella ad alta frequenza non induce effetti elettrochimici e biologici di minore intensita --&gt; scarsa intensità le alterazioni a carico della membrana)<br><br>Usi della corrente continua: defibrillatori.<br><strong><mark>La folgorazione </mark></strong>si verifica quando l’uomo è colpito da una potente scarica elettrica. Solitamente tra gli effetti diretti della folgorazione abbiamo la morte dell’individuo che avviene per fibrillazione cardiaca.&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 22:20:56 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Patologie da trasferimento di energia termica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532086273</link>
         <description><![CDATA[<div>Ustioni e scottature --&gt; se T&gt;40-45 gradi.<br>Gravità dipende da:<br>-Durata del contatto con la sorgente di calore<br>-Modalità di trasferimento<br>-Temperatura raggiunta dal tessuto<br>-Estensione<br>-Regione coinvolta<br>-Profondità della lesione tessutali<br><br><strong>Gravità delle ustioni:<br>-primo grado</strong>, è una lesione molto lieve che porta ad un danno limitato; corrisponde alle prime fasi infiammatorie (infiammazione acuta); <br><strong>-secondo grado</strong>, si ha la formazione di bolle sull’epidermide; lo strato basale immediatamente riepitelizza e quindi si genera una lesione brutta a vedersi, ma che guarisce tranquillamente (ovviamente se non si infetta); <br><strong>-terzo grado</strong>, si ha una necrosi che coinvolge tutto lo spessore, non solo l’epidermide, ma anche il derma e addirittura i tessuti profondi, tanto da poter coinvolgere anche le ossa; <br><strong>-quarto grado</strong>, corrisponde alla carbonizzazione dei tessuti con perdita di materia in maniera grave. <br><br><strong>In base all'estensione della regione cutanea interessata abbiamo:<br>-Maggiori </strong>--&gt; sindrome da ustione --&gt; se è cosi grave da mettere a rischio la vita del paziente --&gt; per limitare la perdita idro-elettro-proteica con l’essudazione, l’area ustionata viene ricoperta da uno strato di cheratinociti. <br><strong>-intermedie</strong>. <br><strong>-minore</strong>.<br>Le lesioni superficiali guariscono con una completa restitutio ad integrum. Le ustioni profonde possono dar luogo alla formazione di cicatrici retratte, pigmentate o alla formazione di cheloidi (la cui incidenza elle persone di colore è maggiore non solo nella cicatrizzazione delle ustioni, ma anche in quella delle ferite)&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 22:27:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie da trasferimento di energia meccanica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532088873</link>
         <description><![CDATA[<div>I traumi fisici possono essere:<br><strong>-Superficiali</strong> --&gt; lesione solo della cute:<br><strong>Abrasione o escoriazione:</strong> perdita dello strato superficiale dell'epitelio senza sanguinamento.<br><strong>Ecchimosi o contusione: </strong>compressione o stiramento in grado di ledere i vasi del derma e del sottocute --&gt; sanguinamento stravasa --&gt; infiltra nei tessuti --&gt; essumono con un colore nero-blueastro poi giallo-verdastro --&gt; infine giallo per le modifiche a cui va incontro l'emoglobina <br><strong>-Profondi</strong> --&gt; quando sono coinvolti gli organi sotto al rivestimento cutaneo<br><strong>Se il trauma è intenso </strong>--&gt; si inducono effetti generali --&gt; Shock traumatico --&gt; coinvolgono l'apparato cardiocircolatorio, SNC --&gt; <strong>ipotensione e perdita di coscienza rispettivamente</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 22:33:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cancerogenesi fisica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532091454</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Gas Radon </strong>--&gt; esposizione prolungata ha dimostrato rischio oncogeno --&gt; avviene in seguito a soggiorno in ambienti poco areati e in abitazioni costruite con materiali che lo emanano.<br>E' un gas radioattivo --&gt; si presenza con 3 isotopi --&gt; Rn-222, Rn-220, Rn-219 (219 è il più pericoloso) --&gt; ha emivita bassisima (4 giorni circa) e deriva dal decadimento dell'uranio 238 che si trova nelle rocce e in materiali come il tufo.<br>Il radon può reagire con molecole d'acqua presenti sottoforma di vapore e formare un aerosol --&gt; inalato --&gt; raggiunge i bronchi.<br>Il Radon libera particelle alpha --&gt; alla fine della liberazione diventa polonio per decadimento radioattivo.<br>-Carcinomi polmonari --&gt; mutazioni dell'oncosoppressore p53:<br>Nei fumatori --&gt; prevalgono mutazioni di p53 compatibili con la formazione di addotti del DNA (frammenti di DNA legati covalentemente ad una sostanza chimica)<br>Nei soggetti non fumatori --&gt; mutazioni di p53 compatibili con quelle dovute all'esposizione al radon.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 22:39:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cancerogenesi da corpi estranei</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532091547</link>
         <description><![CDATA[<div>La presenza di corpi estranei nell’organismo per lunghi periodi di tempo puo` correlarsi all’insorgenza di tumori&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 22:39:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>METABOLISMO DI CALCIO E FOSFATO</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532723909</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Depositi di Calcio.</strong><br>Il 99% del Ca2+ è nelle ossa il restante 1% corrisponde a quello mobilizzabile presente nei fluidi intra e extracellulari.<br>Nel sangue il Ca2+ lo si trova:<br>-50% legato a proteine plasmatiche (albumina e globuline) o complessato con anioni.<br>-50% calcio ionizzato (5mg/dl) --&gt; in forma libera.<br>Ergo la calcemia totale è di 10mg/dl.<br>Il calcio è estremamente più concentrato all'esterno (10K x) rispetto all'interno (a sua volta depositato in REL o altri organismi) --&gt; funzione di secondo messaggero (signalling)<br>-Media la contrazione.<br><strong><br>Depositi di fosfato:</strong><br>Le concentrazioni sono uguali a livello intra ed extra cellulare.<br>-85% si trova nelle ossa e nei denti<br>-12% circolante legato a proteine plasmatiche<br>-Il resto in forma ionizzata (2,5-4 mg/dl)<br>La fosfatinemia in totale è di 5mg/dl.<br>A livello intracellulare è usato sia a scopo energetico che nell'attivazione di determinati substrati (fosforilazione), ruolo anche strutturale (fosfolipidi)<br>Entrambi sono presenti in quantità maggiore rispetto al loro limite di solubilità --&gt; dunque se aumenta la loro quota --&gt; precipitano sottoforma di cristalli.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 08:26:03 UTC</pubDate>
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         <title>Turnover del calcio</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532734847</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Sistema che mantiene costante la calcemia regolando 3 siti principali:</strong><br><br><strong>1) Intestino:</strong> assorbimento intestinale di 1/3 di tutto il calcio ingerito con gli alimenti e endogeno secreto tramite secreti pancreatici, vie biliari .<br>Vie riassorbito tramite due vie:<br><strong>-Via transcellulare</strong> (nel duodeno e dove la vit D): con un canale ionico sul dominio apicale e uno sul dominio basale --&gt; circolo sanguigno.<br><strong>-Via paracellulare </strong>(preponderante, avviene nel tenue e crasso): il calcio passa tra due cellule, il meccanismo è compromesso se la mucosa è danneggiata (celiachia, malattie infiammatorie croniche).<br><br><strong>2) Osso:</strong> Steady state --&gt; bilancio tra riassorbimento e deposizione di osso --&gt; il bilancio osseo = 0 (prima dei 30 anni poi inizia il declino della massa ossea).<br><br><strong>3) Rene: </strong>tutto il calcio viene filtrato --&gt; il 98% viene riassorbito (tubulo contordo distale e ansa di Henle) mentre il 2% viene escreto con le urine --&gt; il riassorbimento si può controllare in casi come eccesso di calcemia.<br><br><strong>NB: </strong>L’assorbimento è dipendente dagli alimenti che introduciamo, in quanto in questi vi possono essere sostanze chelanti che legano il calcio e lo inibiscono.&nbsp;<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 08:35:35 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Regolazione del metabolismo calcio-fosforo --&gt; 1) PTH</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532769293</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) PTH </strong><br>Prodotto dalle paratiroidi --&gt; ormono peptidico (come l'insulina) --&gt; quindi --&gt; sintetizzato come pre-pro-ormone --&gt; RE --&gt; perde la sequenza segnale --&gt; golgi --&gt; pro-paratormono --&gt; stoccato nei granuli secretori in&nbsp; paratormone --&gt; dentro i granuli ci sono delle catepsine che lo intaccano formando dei frammenti in C-term privi di attività biologica --&gt; questi peptidi interferiscono con i test di determinazione del PTH sierico.<br>Paratiroidi sensibili al circolo sanguigno --&gt; CaSR (anche sulle cellule renali)--&gt;<br>- Calcemia bassa --&gt; Gq --&gt; fosfolipasi C --&gt; rilascio PTH<br>-Calcemia alta --&gt; Gi --&gt; inibisce la sintesi di AMP ciclico --&gt; inibizione rilascio PTH.<br>Le paratiroidi rispondono meglio ad un calo della calcemia rispetto che ad un suo aumento perchè in caso di ipercalcemia i livelli di paratormone sono gia a livelli basali minimi e non si può abbassare più di un tot.<br><strong>Mutazioni di CaSR </strong>--&gt; paratiroidi non percepiscono la calcemia --&gt; registrano una costante ipocalcemia --&gt; rilascio costante di PTH --&gt; <strong><mark>ipercalcemia ipocalciurica familiare</mark></strong>.<br>Sbalzi della calcemia --&gt; stimolazione cronica delle paratiroidi --&gt; possibile trasformazione neoplastica o iperplasia.<br>Il paratormone essendo un ormone peptidico viene subito degradato dal fegato e reni in meno di 2m dalla secrezione --&gt; solo l'1% viene effettivamente legato dai recettori --&gt; questo permette che sia impossibile accumulare PTH a livello sanguigno ( se non in caso di malattia epatica e renale contemporaneamente).<br><br><strong>Recettore per il paratormone legati alla Gq --&gt; PLC --&gt; DAG e IP3 --&gt; mobilizzazione del Ca2+ nel REL --&gt;<br>-Tipo 1 (preponderante) </strong>lega paratormone e PTHrP peptide correlato al paratormone (peptide prodotto dalle cellule delle ghiandole mammarie, in condizioni patologiche è prodotto da neoplasie come il carcinoma squamocellulare del polmone e tutte le neoplasie con metastasi osteolitiche come il mieloma multiplo --&gt; PTHrp è un marker di sindrome paraneoplastica) che ha la parte N-term che è quella che lega il recettore.<br><strong>-Tipo II </strong>--&gt; lega TIP39 (39 aa) --&gt; ormone di origine ipotalamica simile al PTH.<br><br><strong>Misurazione del PTH nel sangue:</strong><br><strong>ELISA con anticorpi Ab che riconosce un solo epitopo (C-term e N-term)</strong> --&gt; inutile perchè ci sarebbe interferenza con i frammenti C-term prodotti dalle catepsine e gli N term sono presenti in concentrazioni nulle.<br><strong>Si usano anticorpi con 2 epitopi (N-term e C-term)</strong> --&gt; si positivizzano solo se legano entrambi, stessa cosa si fa con i pazienti affetti da PTHrP --&gt; bisogna distinguere i pazienti normali dagli affetti da ipercalcemia umorale --&gt; tumori con neoplasie in cui si ha liberazione ectopica di PTHrP.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 09:03:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Azione del PTH a livello renale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532810205</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Tubulo contorto prossimale</strong> --&gt; riassorbimento di Ca2+ PTH-indipendente non soggetto a regolazione --&gt; circa il 65%.<br><br>-Il 20% viene assorbito nella parte <strong>ascendente dell'ansa di Henle</strong> tramite al gradiente elettrochimico dell'NKCC --&gt; crea gradiente per il riassorbimento paracellulare di Ca e Mg.<br><strong>I diuretici bloccano NKCC </strong>--&gt; ipocalcemia per blocco del gradiente.<br>E' un meccanismo PTH indipendente ma essendo che queste cellule esprimono CaSR all'occorrenza può essere modulato dal PTH in presenza di livelli aumentati di calcio sierico.<br><br><strong>-Tubulo contorto distale</strong> -(qui agisce anche la vitamina D)-&gt; il legame del PTH con CaSR --&gt; induce l'espressione--&gt;<br>a) in membrana del canale TRPV5 --&gt; riassorbe il calcio<br>b) Calbindina --&gt; lega il Ca2+ nella cellula --&gt; il calcio viene rilasciato dalla calbindina al trasportatore NCX (antiporto Ca2+ (esce nel torrente) / Na+ (entra nella cellula) il cui gradiente viene mantenuto dalla sodio potassio (3 Na+ nel sangue e 2K+ nella cellula) sul versante basolaterale della cellula.<br><br><strong>Per i fosfati:</strong><br>Il riassorbimento a livello renale è sempre PTH-dipendente --&gt; viene riassorbito all'80% nel tubulo contorto prossimale e al 10% nel tubulo contorto distale solo che a questo livello il PTH ha azione contraria --&gt; induce la proteolisi dei canali apicali (cotrasportatori Na-Pi) --&gt; quindi stimola l'escrezione di fosfati.<br>Per quanto riguarda quindi l’omeostasi Ca-P a livello renale per azione del PTH le azioni sono contrastanti: il PTH facilita il riassorbimento di Ca e favorisce l’escrezione di Pi.&nbsp;<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 09:40:45 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Azione del PTH a livello osseo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532825689</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Genesi di osteoblasti e osteoclasti:<br>-Cellula mesenchimale</strong> --&gt; stimolazione (fattori di crescita presenti nell'ambiente, l'equilibrio tra adipogenesi e osteogenesi contribuisce a determinare la massa ossea --&gt; nell'invecchiamento --&gt; ambiente infiammatorio --&gt; formazione soprattutto di tessuto adiposo)--&gt; osteoblasto, adipocita o condrocita --&gt; l'osteoblasto --&gt; si può differenziare in --&gt;<br>a) osteocita --&gt; corrisponde all'osteoblasto che ha secreto matrice ossea e si trova intrappolato all'interno della sua stessa matrice e smette di produrla.<br>b) lining cell (cellula di rivestimento) --&gt; osteoblasti che si pongono sulla superficie del periostio e possono tornare a deporre matrice ossea.<br><strong>-Cellula staminale emopoietica </strong>--&gt; osteoclasto.<br><br><strong>Osteoblasti </strong>--&gt; esprimono RANK-L (ligando di RANK, attiva NFKB, MAPK e PI3K) e il recettore per il PTH.<br><strong>Osteoclasti </strong>esprimono RANK (recettore) <br>Osteoblasti legano PTH --&gt; questo fa esprimere RANK-L in superficie e inibisce la sintesi di <strong>osteoprotegerina</strong> (una proteina che si comporta come RANK-L occupando il sito di legame, è prodotta solo dagli osteoblasti) --&gt; RANK-L si lega a RANK degli osteoclasti --&gt; attivazione degli osteoclasti --&gt; rimodellamento osseo --&gt; si ha attivazione uguale e contraria di osteoblasti e la deposizione di nuova matrice ossea --&gt; dunque c'è sia rimodellamento che riassorbimento.<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 09:53:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>2) vitamina D</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2532825835</link>
         <description><![CDATA[<div>Prodotta a livello endogeno a partire da 7-deidro-colesterolo grazie ai raggiu UV&nbsp; a livello cutaneo --&gt;<strong> vit D non attiva (VDBP)</strong> che viaggia in circolo con una biding protein VDBP e in quota minore con l'albumina --&gt; fegato (in maniera costitutiva, fase non soggetta a regolazione per questo è quella misurata in laboratorio) --&gt; idrossilazione in posizione 25' --&gt; poi va nel rene --&gt; idrossilazione in posizione 1' --&gt; questa tappa viene regolata --&gt;<br>L' 1 alpha idrossilasi viene stimolata da:<br><strong>-PTH e dall'ipofosfatemia</strong> --&gt; in questi casi c'è bisogno di vit D in forma attiva per promuovere il riassorbimento di Ca e Pi&nbsp; a livello intestinale (per deporre matrice osse c'è bisogno di fosfato)<br><strong>-Inibito da calcemia, vit D in forma attiva</strong> (feedback negativo da prodotto) e l?<strong>FGF23</strong>.<br><br><strong>Azione a livello intracellulare:</strong><br><strong>La vit D è un ormone steroideo</strong> --&gt; il <strong>recettore (VDR)</strong> è a livello nucleare --&gt; questo una volta avvenuto il legame dimerizza con <strong>RXR</strong> (Retinoid X receptor, famiglia di recettori che riconoscono strutture derivanti dal colesterolo) --&gt; eterodimero VDR-RXR --&gt; funge da fattore di trascrizione di determinati geni --&gt; trascrizione di 200 geni per l'omeostasi minerale, ruolo importante nel differenziamento cellulare, apoptosi e angiogenesi, trasportatori tra cui TRPV6 è calbindina, RANKL, FGF23, osteocalcina e osteopontina.<br><br><strong>Target d'organo</strong> --&gt;<br><strong>-Intestino: </strong>stimola l'espressione di TRPV6, calbindina e PMCA (trasportato basolaterale ATP-dipendente)<br><strong>-Osso:</strong> la funzione dipende del calcio e Pi --&gt; livello circolante.<br>-A livello nucleare trascirve geni con varie azioni --&gt; anche extrascheletriche (pleiotropiche):<br><strong>-Legata al sistema immunitario: <br>Macrofago</strong> --&gt; LPS o INF-alpha tramite TLR1 o TLR2 --&gt; aumenta espressione dei recettori della vit D e dell'1-alpha idrossilasi --&gt; il macrofago produce vit D che agisce in maniera autocrina e paracrina --&gt; stimola la sintesi delle catelicidina (geni trascritti inseguito a risposta alla vitamina D) --&gt; peptide attivo contro il micobatterio della tubercolosi e recluta l'immunità adattiva --&gt; quindi l'aumento di Vit D si ha in malattie granulomatose croniche di carattere sterile come sarcoidosi non infettiva, che nella tubercolosi.<br>Quindi in caso di sarcoidosi il suo livello aumenta.<br><br><strong>-Ciclo cellulare</strong>: nei tumori aumenta l'espressione di p21 e p27 --&gt; impedisce la replicazione poichè inibiscono il ciclo cellulare e l'angiogenesi.<br><br>-Produzione di insulina (trascurabile)<br><br><strong>-Paratiroidi:</strong> inibisce la sintesi di paratormone, meccanismo compensatorio importante --&gt; feedback negativo sulla produzione di paratormone.<br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 09:54:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>3) FGF23</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533239671</link>
         <description><![CDATA[<div>Prodotto solo dagli osteociti --&gt; ha 2 funzioni principali che abbassano i livelli sierici di fosfati:<br><strong>-Eliminazione dei fosfati per via renale </strong>--&gt; viene inibito a livello renale la sintesi del trasportatore per il fosfato --&gt; viene rimosso dalla membrana e degradato nei lisosomi --&gt; il fosfato viene cosi mantenuto nel lume e non riassorbito.<br><strong>-Inibisce la sintesi di vit D attiva</strong> --&gt; diminuisce la 1-alphaidrossilasi e aumenta l'attività della 24-alpha idrossilasi --&gt; inattiva la vit D.<br>Insufficienza renale --&gt; rene non riesce a filtrare il fosfato che rimane in circolo --&gt; iperfosfatemia --&gt; iperproduzione di FGF23 che agendo anche a livello cardiaco induce ipertrofia e a livello vasale causando rispettivamente ---&gt; scompenso o definire ipertensione arteriosa.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 14:49:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Meccanismi che si attivano se c&#39;è carenza di calcio</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533243089</link>
         <description><![CDATA[<div>Le paratiroidi aumentano la secrezione di PTH --&gt; <br>-Sintesi di vit. D --&gt; aumentato assorbimento di Ca e P a livello intestinale<br>-Riassorbimento a livello renale<br>-Mobilizzazione di Ca dai depositi ossei<br><strong>Il sistema non eccede perchè:</strong><br><strong>L'assunzione di fosfato</strong> a livello intestinale è limitato da FGF23 e PTH --&gt; inibiscono il riassorbimento per proteolisi dei canali apicali renali che riassorbono il fosfato.<br><strong>L'azione della vitamina D limita il PTH </strong>--&gt; ne riduce la sintesi --&gt; calcemia non eccede.<br><br><strong>L'ipercalcemia è letale se c'è disfunzione renale che elimina il calcio:</strong><br>-Paratiroidi in caso di ipercalcemia non possono azzerare l'escrezioni di PTH<br>-Si annulla o diminuisce la sintesi di vit D --&gt; ridotto assorbimento a livello intestinale.<br>-Il rene ne induce l'escrezione evitando il riassorbimento --&gt; unico che permette di far fronte a dosi letali.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 14:51:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie del metabolismo calcio-fosforo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533268478</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Ipercalcemia: &gt;10mg/dl --&gt; ci sono 2 tipi:<br>-Mediata dal PTH:</strong> eccessiva sintesi di PTH per disfunzione delle paratiroidi --&gt; adenomi delle paratiroidi --&gt;<strong> iperparatiroidismo primario</strong>.<br><strong>-Non mediata dal PTH</strong>: causato dalla massiva lisi cellulare che c'è in corso di neoplasia, sia a causa della massiva produzione di PTHrP da parte delle cellule neoplastiche (sindrome paraneoplastica), in questi casi i livelli di PTH sono ai minimi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 15:07:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>I 3 tipi di iperparatiroidismo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533352849</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Primario:</strong>&nbsp;</div><blockquote>iperplasia delle paratiroidi --&gt; adenoma o raramente ad un carcinoma, si può associare anche a <strong>MEN1 o MEN2a </strong>--&gt; si manifesta con elevata calcemia e <strong>normale/bassa fosforemia</strong> --&gt; l'eccesso di PTH promuove l'escrezione renale di fosfati e aumenta il riassorbimento della matrice ossea sostituita da componente fibrovascolare --&gt; sotto RX --&gt; osso appare ricco di componente fibrosa (Il cranio appare a "sale e pepe" per via di zone di erosione).<br>Essendo che c'è ipercalcemia il rene cerca di rimuoverlo (ma raggiunge una concentrazione tale da superare la soglia di riassorbimento renale) ma a lungo andare si accumula nei tubuli (<strong><mark>nefrolitiasi</mark></strong>) in cui precipita e nella midollare renale (<strong><mark>nefrocalcinosi</mark></strong>) --&gt; insufficienza renale.<br>Inoltre, l'eccessiva calcemia calcifica la parete dei vasi con conseguente <strong>ipertensione ateriosa </strong>e <strong>pancreatite cronica </strong>(per precipitazione dei sali biliari per l'eccessiva composizione di calcio).<br>Il fenotipo è: perdita di osso, iperfosfaturia e ipercalcemia.<br><br><strong>Ora vediamo le diverse cause di iperparatiroidismo primario:</strong><br><br><br>1) <strong><mark>Adenoma</mark></strong>: aumento del numero di cellule con diminuzione della concentrazione dei sensori per il calcio&nbsp; --&gt; quindi il numero aumenta più velocemente di quanto faccia la densità recettoriale sulla superficie delle cellule (CaSR) --&gt; quindi sono cellule poco responsive alla calcemia --&gt; tendono a produrre più PTH.<br>Soluzione --&gt; rimozione paratiroidi.<br><br><strong>2) Si riscontra anche nella MEN1 (oncosoppressore) </strong>insieme tumore pancreatico e tumore all'adenoipofisi.<br><br><strong>&nbsp;3) Nella MEN2a (recettore tirosin chinasico RET)</strong> insieme invece a feocromocitoma (tumore del surrene), tumore delle cellule C della tiroide e neurofibromi.<br><br><strong>4) Ipercalcemia ipocalciurica familiare (FHH) (ipercalcemia mediata da PTH)</strong>:<br>Autosomica dominante --&gt; mutazione del gene CaSR (sensore del calcio) --&gt; difetti o perdita totale di funzione --&gt; <br>-Nelle paratiroidi: cellule espello PTH nonostante l'ipercalcemia.<br>-Nel rene: la mancanza del recettore porta a riassorbimento a livello dell'ansa --&gt; ipocalciuria.<br><br><strong>5) Ipercalcemia associata a neoplasie (non mediata da PTH)</strong><br><strong>L'ipercalcemia può essere marker di neoplasie per 2 motivi:</strong><br><strong><mark>-Carcinoma mammario, mieloma multiplo, squamocellulare del polmone, tumori della testa-collo, cancro all'esofago, cervice uterina, vescica e cercinoma a cellule renali--&gt;</mark></strong><strong> producono PTHrP</strong> --&gt; induce l'espressione di RANKL su gli osteoblasti --&gt; riassorbimenoto osseo --&gt; aumento calcemia.<br><strong>-Cellule neoplastiche producono citochine pro-infiammatorie</strong> come IL-1beta, IL-6 e TNFalpha --&gt; stimolano l'espressione di RANKL --&gt; promozione del riassorbimento osseo.<br><br><strong>6) Altre cuase di ipercalcemia non mediata da PTH:</strong><br><strong>-Immobilizzazione</strong> --&gt; meno stimolo da carico --&gt; rimodellamento matrice<br><strong>-Intossicazione da vitamina D</strong> per assunzione di dosi estremamente alti 100000UI/die.<br><strong>-Sarcoidosi e altre malattie granulomatose croniche</strong>: macrofagi stimolati da IFN-gamma --&gt; produzione di alti livelli di vit D per innescare meccanismi antibatterici --&gt; attivazione autocrina/paracrina del VDR, PTH soppresso.<br><strong>-Ipertiroidismo</strong>: gli ormoni tiroidei stimolano il riassorbimento osseo.<br><strong>-Intossicazione da vitamina A:</strong> retinoidi stimolano il riassorbimento osseo.<br><strong>-Insufficienza cortico-surrenalica</strong>: ipercalcemia da emoconcentrazione.<br><strong>-Diuretici tiazidici </strong>--&gt; essendo che inibiscono NKCC sul contorto distale, aumenta il riassorbimento a livello del tubulo prossimale (paracellulare).<br><strong>-Insufficienza renale acuta<br>-Sindrome di Williams (stenosi aortica, facies elfica)</strong>: aumentati livelli di vit D.</blockquote><div><br><strong>-Secondario:</strong>&nbsp;</div><blockquote>Dovuto a<strong> ipocalcemia</strong> -(data in seguito a insufficienza renale o insufficienza renale cronica)-&gt; paratiroidi rispondono con iperplasia fisiologica in cerca di ristabilire la calcemia --&gt; i fosfati sono alti.<br>Se si rimuovono le paratiroidi --&gt; letale --&gt; nel primario e secondario invece può aiutare.<br><br><strong>Cause:<br>-Insufficienza renale</strong> --&gt; ridotta clearance dei fosfati (che avviene solo a livello renale, mentre per il calcio basta non riassorbirlo a livello intestinale per avere valori normali) --&gt; aumenta la fosfatemia:</blockquote><ul><li><blockquote><strong>Reprime la sintesi di vit D</strong> e se il parenchima renale è compromesso --&gt; manca la quantità adeguata di 1alpha-idrossilasi --&gt; non avviene la sintesi di vit D.</blockquote></li><li><blockquote><strong>Aumento espressione FGF23 </strong>da parte degli osteociti che cerca di espellere i fosfati per via renale e inibisce ancora di più la sintesi di vit D.</blockquote></li></ul><blockquote>Quindi per via di questi due fattori si viene a creare ipocalcemia perchè la vit D permetteva il riassorbimento a livello intestinale (anche di P per cui si è innescato il meccanismo).<br>Ipocalcemia --&gt; iperplasia delle paratiroidi --&gt; le cellule aumentano più velocemente della velocità di esprimere CaSR (quindi poco sensibili alla calcemia) --&gt; PTH a palla&nbsp; --&gt; man mano che va in iperplasia se le cellule rimangono monoclonali --&gt; adenoma --&gt; poi si passa a iperparatiroidismo terziario --&gt; irreversibile.<br><br><strong><mark>Osteodistrofia renale:</mark></strong><br>Alterazioni scheletriche per via di patologie croniche renali (anche quelle associate alla dialisi) --&gt; manifestazioni: osteoporosi, osteomalacia, iperparatiroidiso secondario e ritardo della crescita.<br>In base alle diverse modifiche istologiche dell'osso può essere divisa in 3 tipi:<br><strong>-Osteodistrofia a elevato turnover</strong> --&gt; aumento del riassorbimento rispetto alla fomrazione.<br><strong>-Osteodistrofia a basso turnover o aplastica </strong>--&gt; si manifesta come osso adinamico (con scarsa attività osteoclastica e osteoblastica) e meno frequentemente come osteomalacia.<br><strong>-Osteodistrofia a pattern misto</strong> --&gt; alternanza di aree ad alto e basso turnover.<br><br><strong>Causa delle alterazioni scheletriche:</strong><br><strong>1) Disfunzione tubulare</strong> --&gt; non avviene riassorbimento di HCO3- --&gt; acidosi tubulare --&gt; dissoluzione dell'idrossiapatite --&gt; demineralizzazione della matrice e stimolazione di RANKL --&gt; osteoclasi riassorbono matrice --&gt; osteopenia (riduzione della massa ossea).<br><strong>2) Aumento di FGF23 (come risposta all'iperfosfatemia) </strong>--&gt; conduce a ipocalcemia (riducendo la produzione di vit D e aumenta l'escrezione di fosfati) e ipertiroidsmo --&gt; aumento del riassorbimento osseo.<br><strong>3) Ridotta produzione di fattori di secrezione renale --&gt; proteine BMP7 e Klotho --&gt;</strong><br><strong>-Determina calo di vit D </strong>--&gt; ipocalcemia che alimenta iperparatiroidismo.<br>-<strong>Klotho</strong> è il corecettore dell'FGF23 e impedisce in questo caso l'azione della stessa FGF23.<br><strong>-BMP7: </strong>prodotta dalle cellule dei tubuli renali --&gt; induce la proliferazione e differenziamento degli osteoblasi --&gt; la carenza si associa ad un deficit di ricostruzione della matrice --&gt; osteopenia.<br><strong>4) Aumento dei composti uremici in circolo:</strong> l'osso è soggetto all'azione dei cataboliti dell'azoto (urea che viene eliminata a livello renale e che in questo caso non viene eliminata per insufficienza renale) --&gt; osso uremico --&gt; resistente all'azione del PTH (serve una maggiore concentrazione per vedere effetti).<br>Quindi l'osteopenia deriva da eccessiva attivazione degli osteoclasi e inibizione dell'attività degli osteoblasti.<br>L'osteomalacia è associata alla carenza di vit D e all'azione dei composti tossici sull'osso.</blockquote><div><br><strong>-Terziario:</strong> <br>Ipocalcemia cronica --&gt; ipertiroidismo --&gt; sviluppo di un adenoma per eccessa stimolazione iperplastica --&gt; sia calcio che fosfati sono elevati.</div>]]></description>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
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         <title>Formazione degli osteoblasti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Cellula stamina mesenchimale</strong> (uniche staminali non immortali, invecchiano per accorciamento telomerico) --&gt; molecole (fattori di trascrizione) nel microambiente stimolano in senso osteogenico o pre-adipocita --&gt; <br><strong>-PPAR</strong> --&gt; induce l'espressione dei GLUT4 in superficie --&gt; accumulo di glucosio --&gt; sintesi di acidi grassi e formare le goccioline --&gt; quindi spinge per adipogenesi traducendo l'azione dell'insulina.<br><strong>-Runx2</strong> --&gt; traduce l'effetto della vitamina C che se presente spinge il senso osteogenico --&gt; sintesi del collagene I (forma l'osso).<br>Per capirci l'insulina nel caso di PPAR e la vit C nel caso di Runx2 stimolano questi fattori di trascrizione --&gt; entrano nel nucleo e trascrivono per il fenotipo indotto dall'agente che ha stimolato il fattore di trascrizione stesso.<br><strong><em>NB: </em></strong><em>tutti i fattori che strappano le cellule mesenchimali staminali dal differenziarsi in osteoblasti sono dannosi per la massa ossea --&gt; nell'anziano si spinge più verso gli adipociti</em>.<br>Nel secondo caso che è quello che ci interessa--&gt; pre-osteoblasto --&gt; può diventare:<br><strong>-Osteocita </strong>--&gt; produce FGF23, inibisce la formazione di nuova matrice tramite la liberazione di sclerostina, percepire il peso che grava sulle ossea per sentire la necessità di rimodellamento.<br>Possiede prolungamenti con cui prende nutrienti dagli osteoblasti, scambia informazioni con altri osteociti e produce sostanze.<br><strong>-Cellula di rivestimento</strong> --&gt; presente sulla superficie periostale --&gt; all'occorrenza durane il rimodellamento possono tornare ad essere osteoblasti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 17:01:14 UTC</pubDate>
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         <title>Pathway di differenziamento e infiammazione (obesità)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>WNT --&gt; frizzled --&gt; reclutamento di Dishevelled --&gt; sequestra l'axina dal complesso con APC-GSK3beta --&gt; beta catenina si accumula --&gt; va nel nucleo e funge da fattore di trascrizione --&gt; differenziamento in osteoblasti.<br><br>in presenza di citochine pro-infiammatorie --&gt; si ha un'aumentata produzione di DKK1 --&gt; degrada LRP corecettore di WNT -<em>(allo stesso modo agisce la </em><strong><em>sclerostina</em></strong><em> prodotta dagli osteociti --&gt; in questo caso è feedback negativo)</em>-&gt; differenzazione non avviene in più le citochine infiammatorie stimolano gli osteoclasti tramite RANKL&nbsp;--&gt; riassorbimento osseo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 17:08:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Formazione degli osteoclasti </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>staminale ematopoietica --&gt; via mieloide --&gt; se c'è RANKL (secreto dagli osteoblasti) e M-CSF in maniera sufficiente (se c'è solo M-CSF si differenzia in un monocita) --&gt; pre-osteoclasto --&gt; osteoclasto.<br>I linfociti T se stimolati da IFN-gamma -&gt; RANKL --&gt; differenzazione --&gt; aumento riassorbimento osseo.<br>Intorno all'unità di riassorbimento si accumulano macrofagi residenti nell'osso che formano una barriera contro le infiltrazioni esterne, inoltre, eliminano i detriti del riassorbimento.<br>Quando l'osteoclasto lega RANKL --&gt; si unisce con altri osteoclasti --&gt; <strong>cellula polipoide</strong>.<br><br><strong>Funzione del macrofago:</strong><br>1) si appoggia sull'osso e forma delle strutture laterali che circoscrivono l'area d'azione<br>2) secerne enzimi lisosomiali (catepsina K --&gt; proteasi che degrada il collagene e protoni derivati dall'ATPasi V lisosomiale esposta all'esterno --&gt; acidifica l'ambiente a pH=5 --&gt; che permette di degradare il collagene)&nbsp;<br><br>RANKL fa parte della superfamiglia di TNF, così come CD40L, TNFα, FASL, ossia proteine implicate in meccanismi di apoptosi, differenziamento e proliferazione.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 17:20:28 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Rimodellamento osseo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Processo che prima degrada e poi mette nuova matrice --&gt; 10% dello scheletro all'anno rimodellato.<br><strong>Comunicazioni:</strong><br>-Osteoclasti --&gt; TGFbeta --&gt; osteoblasti --&gt; sopravvivenza.<br>-Osteoblasti --&gt; RANKL --&gt; osteoclasti --&gt; attivazione<br>-Osteoblasti --&gt; OPG (osteoprogenina) --&gt; inibizione osteoclasti per competizione per il legame con RANK.<br>-Osteoblasti --&gt; efrine --&gt; osteoblasti --&gt; si allineano nel momento della ri-deposizione della matrice --&gt; questo impedisce che il rimodellamento avvenga in maniera scordinata.<br>Il rimodellamento ha bilancio positivo nell'accrescimento, nullo in età adulta e negativo nell'invecchiamento --&gt; dove il riassorbimento prevale sulla deposizione.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 17:30:42 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Altri mediatori del rimodellamento osseo:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Tutte le citochine pro-infiammatorie (IL1β/α, TNFα/β, IL7/15/17);&nbsp; --&gt; differenziamento degli osteoclasti.<br>-Citochine antinfiammatorie: IL-4/10/13 --&gt; differenzazione dei macrofagi in senso M2 o dei linfociti in Th2 --&gt; inibiscono il riassorbimento osseo.<br>-FGF23 --&gt; inibisce il rimodellamento osseo inibendo la vit D.<br>-IGF1 --&gt; prodotto dal fegato in risposta a GH --&gt; stimola l'accrescimento<br>-Sclerostina--&gt; inibisce l'accrescimento<br>-ROS: crea ambiente pro-ossidante tipico dell'infiammazione --&gt; cellule si differenziano in adipose.<br>-Vit D: se l'intestino non è in grado di riassorbire calcio (la vit D agisce prima sull'intestino) --&gt; la vit D induce il riassorbimento osseo&nbsp;<br>-Glucocorticoidi --&gt; prodotti corticale del surrene.<br>Sopprimmono il pathway della betacatenina<br>Aumento dell'espressione di RANKL sulla superficie degli osteoblasti.<br>Sopprimono la sintesi di OPG --&gt; riassorbimento osseo&nbsp;<br>Inibiscono l'aromatasi che converte gli ormoni sessuali --&gt; questi aiutano il rimodellamento osseo.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 17:40:41 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Osteocalcina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533689654</link>
         <description><![CDATA[<div>Osteoblasti --&gt; osteocalcina nella forma cabossilata "inattiva" (la sua sintesi necessita della vitamina K ) --&gt; nella lacuna di riassorbimento osseo perde parte della sua carbossilazione --&gt; si trasforma nella forma sotto-carbossilata --&gt; forma metabolicamente attiva ad opera degli osteoclasti --&gt; osteocalcina attiva --&gt; stimola il trofismo delle cellule pancreatiche --&gt; aumenta la secrezione di insulina e l'insulino-sensibilità degli organi bersaglio (muscolo e tessuto adiposo --&gt; qui promuove anche la produzione di adiponectina) --&gt; l'insulina prodotta agisce su gli stessi osteoblasti --&gt; sintesi di osteocalcina --&gt; feedback positivo.<br><strong><mark>Nel diabete</mark></strong> viene repressa questa via e si accumulano gli AGEs (glicosilazione avanzata delle proteine)&nbsp; --&gt; portano a rimodellamento osseo, spengono l'attività di osteoblasti e osteoclasti che rimangono sotto l'azione delle citochine infiammatorie prodotte dal sistema immunitario --&gt; quindi gli osteoclasti vengono attivati da queste, mentre avviene il deterioramento degli osteoblasti.<br>Quindi nel diabete si ha osteoporosi per:<br>1) Stress-ossidativo<br>2) Citochine pro-infiammatorie<br>3) Interruzione della via insulina-osteocalcina&nbsp;<br>L'insulino resistenza è reversibile con il trattamento ormonale esterno (pillola)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 20:08:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Marker del rimodellamento osseo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si valuta la componente amorfa (collagene) sia nella sua formazione che nel suo riassorbimento.<br>-Peptidi N e C-term che si ottengono dopo il clivaggio del pro-peptide per ottenere collagene di tipo 1 attivo --&gt; non sono diagnostici di osteoporosi ma danno indicazioni su come procede la terapia per l'osteoporosi<br>-Fosfatasi alcalina è un pessimo marker perchè è identica a quella sintetizzata nel fegato (invece questa è marker della colestasi)<br>-Osteocalcina --&gt; indica che gli osteoblasti hanno un'adeguata funzione endocrina solo che è di difficile misurazione come tutti gli ormoni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 20:16:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Osteoporosi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533773099</link>
         <description><![CDATA[<div>Riduzione della densità minerale ossea per bilancio negativo.<br>Si può dividere in:<br><strong>-Primaria:&nbsp;</strong></div><blockquote>La malattia parte direttamente dall'osso ed è correlata all'età e al calo di fattori che stimolano il rimodellamento osseo (estrogeni) --&gt; su base epidemiologica è distinguibile in:<br>-Osteoporosi primaria di tipo 1 o post-menopausale (solo per donne) --&gt; insorge in età peri-menopausale.<br>-Osteoporosi primaria di tipo 2 (invecchiamento)&nbsp;<br>Di solito è dovuta a fattori di rischio ambientali (malattia multifattoriale):<br>-Menopausa&nbsp;<br>-Farmaci (glucocorticoidi)&nbsp;<br>-Fumo --&gt; stress ossidativo alle ossa<br>-Alcol --&gt; tossico al midollo osseo<br>-Infiammazione: le citochine promuovono il differenziamento degli osteoclasti e riassorbimento osseo --&gt; a rischio i soggetti con patologie autoimmuni.<br>-Assunzione di vitamina D<br>-Cadute --&gt; immobilizzazione --&gt; meno carico avvertito dagli osteoblasti --&gt; erosione ossea.</blockquote><div><strong>-Secondaria:</strong></div><blockquote>Causata da problemi in altri distretti (carenza vitD, malassorbimento di calcio intestinale o abuso di glucocorticoidi) --&gt; si risolve quando eliminiamo la causa.<br>Varie cause:<br>-Ipogonadismi congeniti: turner, Klinefelter --&gt; mancano gli estrogeni per garantire la massa ossea --&gt; sviluppo precoce di osteoporosi<br>-Autoimmuni --&gt; rilascio di citochine<br>-Neoplasie --&gt; citochine<br>-Malnutrizione e sindromi da malassorbimento --&gt; ridotto assorbimento di calcio e vit D.<br>-Neoplasie ematologiche (mieloma multiplo)<br>-Talassemie --&gt; compromesso l'apporto e sostegno ematico<br>-Immobilizzazione<br>-Ipossia e problemi ventilatori --&gt; mancanza di O2<br>-Disturbi endocrini<br>Sindrome di Cushing (ipersurrenalismo) --&gt; porta ad aumento dei glucocorticoidi<br>Iperparatiroidismo<br>Tireotossicosi --&gt; ormoni tiroidei riassorbono osso<br>Insufficienza surrenalica --&gt; mancanza di ormoni sessuali.</blockquote><div><br>Diagnosi:<br>-Menarca<br>-Puberta<br>-Calcoli renali (possibile iperparatiroidismo --&gt; accumulo di calcio)<br>-Alcol<br>-Fumo&nbsp;<br>-Gravidanze --&gt; no estrogeni --&gt; maggiore osteoporosi<br>-Allattamento al seno<br><br>In pazienti in cui si è diagnosticata si valuta:<br>o Emocromo&nbsp;<br>o Funzione renale&nbsp;<br>o Test di funzionalità epatica&nbsp;<br>o Proteine plasmatiche (per indagare una eventuale malnutrizione)&nbsp;<br>o Fosfatasi alcalina (pessimo marker poiché comune con la sua forma epatica) o Glicemia (il diabete può dare osteoporosi in maniera indiretta: le complicanze microvascolari tipiche del diabete danneggiano il microcircolo indispensabile per la funzione dell’osso)&nbsp;<br>o Test di funzionalità tiroidea (l’ipertiroidismo aumenta il rischio di osteoporosi) o Livelli circolanti di vitamina D&nbsp;<br>o Profiling ormonale (estrogeni, progesterone,TSH, LH)&nbsp;<br>-Autoimmuni (celiachia)<br>-Disturbi psichiatrici del comportamento alimentare<br>-Amenorrea da esercizio fisico prolungato<br>-Biopsia midollare<br><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 20:52:43 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Ruolo degli estrogeni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533796246</link>
         <description><![CDATA[<div>Prevengono la perdita di massa ossea:<br>-Inibizione del differenziamento della cellula staminale in pre-osteoclasto <br>-Inibizione dei linfociti T midollari che producono sotto INF-gamma --&gt; RANK e citochine pro-infiammatorie<br>-Inibizione del rilascio di sclerostina --&gt; proteina prodotta dagli osteociti --&gt; inibisce la via della betacatenina e quindi il differenziamento degli osteoblasti.<br><strong>Ci sono 2 tipi di osso:</strong><br>-Osso trabecolare che si forma a livello endocorticale --&gt; gli estrogeni ne permettono il rimodellamento attivando gli osteoclasti.<br>-Osso corticale che si forma per espansione a livello periostale --&gt; gli estrogeni ne conferiscono maggiore resistenza perchè ne attenuano il riassorbimento --&gt; quando non ci sono diventa poroso.<br>Nell'uomo è presente maggiore componente corticale (periostale) nella donna invece di più il trabecolare (meno resistente al danno) --&gt; con l'età i due ossi si assomigliano ma quelle delle donne essendo più sottoposte ad estrogeni ed essendo più trabecolari partono svantaggiate --&gt; con l'età gli osteociti vanno in apoptosi --&gt; formazione di lacune.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 21:06:01 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Ruolo dello stress ossidativo </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533835904</link>
         <description><![CDATA[<div>Nelle cellule giovani ci sono enzimi che fanno testa ai ROS --&gt; superossido dismutasi, glutatione reduttasi, catalasi e il fattore di trascrizione FOXO. <br>-Se lo stress ossidativo è controllato --&gt; la cellula funziona e il turn-over avviene più per autofagia che per apoptosi.<br>-Se la cellula va incontro a senescenza cellulare risulterà più suscettibile al danno da stress ossidativo e attiverà in atto risposte che esse stesso formano ROS --&gt; p53:<br>a) p53: se c'è basso stress promuove le difese antiossidanti<br>b) p53: se lo stress è cronico proca la produzione di radicali liberi che portano ulteriore senescenza alla cellula che li contiene e alle adiacenti --&gt; aumenta il tasso di apoptosi --&gt; se la cellula è un osteoblasto si ha perdita di massa ossea.<br>Il carico di stress ossidativo è rappresentato dall’enzima NOX (famiglia delle NADPH ossidasi: enzimi che dopo opportuna attivazione producono le specie reattive dell’ossigeno). <br><br><strong>FOXO</strong> (fattore di trascrizione): in caso di stress ossidativo --&gt; sequestra la beta-catenina (impedendo differenzazione e sopravvivenza dell'osteoblasto) --&gt; va nel nucleo come fattore di trascrizione per enzimi come catalasi e SOD --&gt; eliminano i ROS.<br><br>Nel giovane la struttura ossea ha una microarchitettura dell'osso conservata che davoriscono un basso rischio di frattura.<br>Nell'anziano il rischio aumenta perchè in risposta allo stress ossidativo osteoblasti e osteociti --&gt; apoptosi --&gt; lasciano lacune riempite da cristalli di pirofosfato di calcio (il processo viene chiamato micro petrosi) --&gt; inoltre la mancaza di osteociti non permette di avvertire il carico corporeo --&gt; maggiore rimodellamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 21:22:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Osteogenesi imperfetta</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' una sindrome monogeniche autosomica dominante --&gt; ridotta secrezione di collagene I --&gt; segmenti ossei flessibili e mancanza della massa ossea --&gt; fenotipo simil osteoporosi con sclere blu.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 21:23:53 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Contributo dell&#39;epigenetica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533851652</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo studio dell'epigenetica permette di:<br>-Spiegare la patogenesi<br>-Utilizzare gli acidi nucleici come marker di malattia (alcuni vengono rilasciati come forme di comunicazione tra tipi cellulari)<br>Es:<br>-Osteoblasto --&gt; DNA metiltransferasi 1 metila il promotore di RANKL --&gt; in alcuni casi mir126 --&gt; inibisce la metiltransferasi --&gt; attivazione e trascrizione di RANKL.<br>-Osteoclasto --&gt; mir503 --&gt; ha come obiettivo RANK --&gt; downregolation --&gt; non risponde a RANKL --&gt; blocca differenziamento e proliferazione.<br>Lo studio di miRNA in pazienti con osteoporosi permette di stimare il rischio di fratture.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 21:30:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Misurazione della massa ossea</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533898077</link>
         <description><![CDATA[<div>DXA (dual energy x-ray absorptiometry), tecnica radiologica convenzionale effettuata su rachide lombare (L1-L4) e a livello dell’anca.&nbsp;<br>Il software calcola la densità minerale ossea del soggetto --&gt; se è meno radio-opaco la densità minerale è minore.</div><pre>La massa ossea si distribuisca nella popolazione mondiale secondo una curva gaussiana a campana (distribuzione normale). Per questo motivo chi studia l’osteoporosi si concentra su quelle fasce di popolazione che hanno una massa ossea che si colloca agli estremi della curva gaussiana, oltre un certo numero di deviazioni standard in meno.&nbsp;</pre><div><strong>T-score </strong>--&gt; discostamento dell'individuo dalla media --&gt; esprime la deviazione standard di differenza tra densità minerale ossea del soggetto e quella di una popolazione di riferimento, normalizzata per sesso ed etnia, prendendo come riferimento solo individui giovani non tiene conto dell'età.<br><br>T score= massa misurata - massa media della popolazione giovanile di riferimento / deviazione standard della massa ossea della popolazione di riferimento. <br>Tanto più è negativo tanto più il quadro è grave.<br><br>Se la densità minerale ossea è sotto di almeno 2,5 deviazioni standard sotto la media --&gt; osteoporosi.<br>Se la densità è compresa tra 1 e 2,50 deviazioni standard al di sotto della media, si definisce osteopenia. <br><br><strong>Z score:</strong> la densità minerale ossea viene normalizzata per una popolazione appaiata per sesso, etnia ed anche età.<br><br>Es paziente di 80 anni avrà:<br>T score = -3 --&gt; osteoporosi con 3 deviazioni standard sotto la media nella popolazione giovane.<br>Z score = 0 --&gt; condizione nella media tra i suoi coetanei<br>Quindi il T score permette di fare una diagnosi di osteoporosi.<br><br>L'osteoporosi viene misurata tramite un grafico in cui:<br>X = età<br>Y = densità minerale ossea<br><br>Verde: indica normalità&nbsp;<br>Giallo: indica osteopenia (T-score tra -1 e -2,5)&nbsp;<br>Rosso: indica osteoporosi conclamata (con T-score &lt; -2,5).&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 21:51:11 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Osteoporosi vs osteomalacia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2533947241</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Osteomalacia:</strong> conformazione dell'osso con poco calcio e/o poca vit D --&gt; indebolimento dell'osso corticale per un eccesso di matrice ossea non mineralizzata, persistenza di masse di cartilagine disorganizzata, ingrandimento ed espansione laterale della giunzione osteocondrale, sovracrescita di capillari&nbsp; e fibroblasti nelle regioni a più elevata disorganizzazione.<br><br>Il soggetto con osteoporosi hanno ridotta calcificazione lungo l'intera estensione dell'osso mentre quello con osteomalacia non ha problemi di densità minerale ma ha un osso molle, debole e pieno di matrice amorfa --&gt; spesso sfugge alla DXA (non si riscontrano variazioni di densità minerale ossea --&gt; la demineralizzazione coinvolge solo l'osso corticale.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 22:17:30 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Target terapeutici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2534607455</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Bifosfonati: </strong><br>Sono analoghi del pirofosfato --&gt; assorbibili nella matrice ossea.<br>Vengono liberati dagli osteoclasti in seguito a riassorbimento --&gt; solo che una volta liberati degradano l'osso --&gt; e a volte possono portare a necrosi dell'osso con formazione di buchi a causa della necrosi così che non sia possibile nessun tipo di riassorbimento osseo (prefernzialmente: mandibola, mascella e testa del femore).<br>Vengono somministrati a pazienti con osteoporosi così da indurre morte dell'osso e gli osteoclasti non riescano a degradare l'osso --&gt; è evidente la sua aspecificità.<br><br><strong>-Modulatori selettivi degli estrogeni</strong>:<br>Usati nel trattamento delle neoplasie --&gt; favoriscono l'inibizione degli estrogeni senza alterarne gli effetti benefici nell'osso.<br><strong><br>-Anticorpo monoclonale anti-RANKL </strong>--&gt; costoso e efficace --&gt; somministrato ogni 6 mesi o ogni anno.<br><br><strong>-Analoghi sintetici del PTH: </strong><br>Se somministrati in dose acuta giornaliera --&gt; aumentano la densità ossea.<br>Se somministrati cronicamente e in modo persistente --&gt; porta al riassorbimento.<br><strong><br>Carenza di vit C e osteoporosi:</strong><br>Vitc C --&gt; idrossilazione residui di prolina e lisina --&gt; collagene I --&gt; osteoide --&gt; se non avviene --&gt; manca il substrato per una efficace mineralizzazione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:37:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Morbo di Paget</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2534612198</link>
         <description><![CDATA[<div>Malattia dell'osteoclasto che si iperattiva aumentando le sue dimensioni e diventantando poliploide (fino 100 nuclei) --&gt; assorbe enormemente l'osso e gli osteoblasti non riescono a controbilanciare --&gt; quindi c'è un aumentato riassorbimento a cui segue --&gt; deposizione disorganizzata di nuovo osso per cercare di sanare il riassorbimento.<br>Nelle radiografie si vedono: tubercoli nel cranio --&gt; aree di eccessiva deposizione ossea.<br>L'iperproliferazione degli osteoclasti è causata da vari fattori:<br>1) Genetici<br>2) Virus<br>3) Ambiente ricco di citochine pro-infiammatorie.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:41:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2534624467</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Corticale:</strong><br><strong>• Zona glomerulare</strong>, che produce mineralcorticoidi, di cui il principale è l’aldosterone; <br><strong>• Zona fascicolata</strong>, che produce cortisolo; <br><strong>• Zona reticolare</strong>, che produce androgeni, i quali possono subire conversione periferica grazie all’enzima aromatasi con produzione di estrogeni e grazie all’enzima 5α reduttasi si produce il diidrotestosterone.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:51:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 07:51:34 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Sintesi di ormoni:</strong><br><strong>Colesterolo </strong>--&gt; nella zona glomerulare diventa pregnenolone e poi progesterone --&gt; queste due ultime molecole possono subire 3 destini in base alla zona di collocamento:<br><strong>-Glomerulare</strong>: nel REL --&gt;<strong> 21alpha idrossilasi</strong> --&gt; 11-deossicorticosterone --&gt; mitocondri --&gt; <strong>11beta idrossilasi</strong> e altri due enzimi viene convertito in aldosterone.<br><strong>-Fascicolata:</strong> 17alpha-idrossilasi --&gt; 17alphaidrossiprogesterone --&gt; 21-idrossilasi --&gt; 11-deossicortisolo --&gt; 11 beta idrossilasi nei mitocondri --&gt; cortisolo<br><strong>-Reticolare:</strong> REL 17,20 liasi (17 alpha idrossilasi) --&gt; deidroepiandrosterone DHEA --&gt; reduttasi --&gt; testosterone --&gt; aromatasi e 5alpha reduttasi (enzimi responsabili dei caratteri sessuali secondari) presenti sulla superficie di molti organi --&gt; conversione in estrone/estradiolo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 08:01:12 UTC</pubDate>
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         <title>Asse ipotalamo-ipofisi-surrene</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ipotalamo </strong>--&gt; CRH (ormone di rilascio della corticotropina) --&gt; adenoipofisi --&gt; POMC (proopiomelanocortina) viene clivato da enzimi (chiamati proormone e codificati dai geni PCSK1 e PCSK2 --&gt; determinano la produzione di oppioidi endogeni) --&gt; che formano oppioidi endogeni e ACTH --&gt; ACTH --&gt; circolo lega le proteine Gs del surrene zona glomerulare --&gt; singnaling con produzione di cAMP e attivazione PKA --&gt; trascrizione dei geni di questo complesso enzimatico --&gt; sintesi di glucocorticoidi e in minima parte anche di aldosterone nella zona fascicolata.<br>C'è un sistema a feedback negativo che agisce sugli enzimi del POMC.<br><br>Le cellule hanno bisogno di 1.30h prima di rispondere allo stimolo&nbsp; --&gt; ci sono dei picchi nelle prime ore della mattina e livelli minimi la sera.<br>Se si introduce uno stress (intervento) --&gt; si ha un'alterazione della curva di rilascio di ACTH --&gt; massimo rilascio di cortisolo --&gt; si sostiene il circolo e si promuove la gluconeogenesi nell'individuo.<br>L'ACTH ha andamento simile al cortisolo ma non è misurabile per via del fatto che ha solo una struttura secondaria con scarsissima emivita e che il suo rilascio varia in base al momento --&gt; si preferisce misurare il cortisolo nelle urine delle 24h o alla sera --&gt; se i livelli sono superiori a 0 --&gt; si sospetta una condizione patologica.<br><br><strong>Caso dell'aldosterone:</strong><br>Tubulo renale --&gt; scarsi carichi di fluidi (macula densa trasportatore NKCC)--&gt; apparato iuxtraglumerulare --&gt; secrezione di renina --&gt; angiotensinogeno in angiotensina I --&gt; le cellule endoteliali del polmone --&gt; ACE (tutte esprimono ACE ma nel polmone c'è maggiore densità recettoriale)--&gt; angiotensina II --&gt;&nbsp; si lega ai recettori AT1 e AT2 --&gt; regolazione glomerulare e sintesi di aldosterone dal surrene --&gt; effetto sodio ritentivo (cosi entra acqua e aumenta la volemia).<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 08:21:23 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Azione dei glucocorticoidi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si legano a recettori intracitoplasmatici --&gt; dimerizza (gluco-omodimerizzazione) --&gt; migrazione nel nucleo --&gt; GRE (elementi di risposta presenti sul DNA) e stimola o inibisce la trascrizione di determinati geni.<br><br>Recettori per glucocorticoidi e mineralcorticoidi:<br>-Nr3C1 recettore dei glucocorticoidi<br>-Nr3C2 recettore per i mineralcorticoidi<br><br><strong>Azioni dei glucocorticoidi</strong>:<br><strong>-Azione anti-infiammatoria: </strong>vengono repressi i geni per le citochine, TNFalpha, iNOS e ciclossigenasi 2 --&gt; no sintesi di derivati dell'acido arachidonico.<br><strong>-Potenziamento del metabolismo glucidico e lipidico</strong>: inducono geni che si traducono in aumento della gluconeogenesi (G6fosfatasi) e della sintesi di acidi grassi (PPAR --&gt; stimola il differenziamento in senso adipocitario).<br><strong>- A livello osseo </strong>--&gt; inibisce la sintesi di osteocalcina<br><strong>-Azione sodio-ritentiva: </strong>glucocorticoidi --&gt; si legano ai recettori per i mineral corticoidi --&gt; esposizione dei canali Enac per il riassorbimento di sodio e quindi anche di acqua da parte delle acquaporine essendo nel tubulo contorto prossimale.<br><strong>-A livello endocrino:</strong> i geni repressi sono quelli del POMC --&gt; feedback negativo<br><strong>-Inibiscono le cicline</strong> --&gt; progressione del cuclo cellulare bloccata<br><strong>-Stimolano la senescenza del marker p21</strong> --&gt; ci fa capire che i glucocorticoidi tendono ad inibire il differenziamento e la proliferazione cellulare (in linea con l'azione immunosoppressiva perchè le prime cellule che sentono ciò sono i linfociti T).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 08:29:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Effetti metabolici dei glucocorticoidi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cortisolo --&gt; <strong>iperglicemizzante</strong>:<br>1) Riduce la trascrizione dei GLUT-4 --&gt; riduce l'insulino-sensibilità.<br>2) Agisce a livello epatico sulla glucocorticoid response unit --&gt; induce la trascrizione della fosfoenolpiruvato carbossichinasi e la glucosio-6-fosfatasi --&gt; gluconeogenesi (questi sono gli unici due enzimi non condividi con la glicolisi).<br>3) Disfunzione delle cellule beta --&gt; disfunzione del trasportatore GLUT2 insulino-indipendente --&gt; permette alle cellule beta di avvertire la concentrazione di glucosio --&gt; se questo è alterato si ha un rilascio eccessivo di insulina perchè è come se venisse avvertita una bassa glicemia --&gt; solo che questa insulina per via della riduzione dell'insulino sensibilità (punto (1)) --&gt; non viene legata dalle cellule e la glicemia rimane costante.<br><br>Cortisolo --&gt; <strong>adipogenico e lipolitico:</strong><br>1) Stimolano la acetil coenzima A carbossilasi epatica e adiposa --&gt; sono enzimi della sintesi degli acidi grassi --&gt; aumento della lipogenesi consegue al rilascio di insulina.<br>2) La lipolisi aumenta specialmente nelle ore notturne e nel digiuno --&gt; indotta sia da una maggiore sintesi degli enzimi protagonisti sia del rilascio di glicerolo e acidi grassi --&gt; l'effetto si traduce in un aumento del colesterolo e dei tg a livello ematico.<br>3) Agiscono su PARRgamma --&gt; stimolando in senso adipogenico la differenzazione delle cellule mesenchimali staminali --&gt; osteoporosi<br>4) Inibizione della CP1 (proteina disaccoppiante che genera calore nel tessuto adiposo bruno) --&gt; iperplasia del tessuto adiposo bianco.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 15:14:02 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Recettore dei glucocorticoidi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Meccanismi che agiscono in senso antinfiammatorio:</strong><br>1) recettore-ligando --&gt; omodimerizza --&gt; si lega ai GRE --&gt; trascrive IKB (proteine che inibisce NFKB tenendolo legato nel citoplasma)<br>2) Il complesso recettore-ligando impedisce lo svolgimento della cromatina necessario per far legare NFKB ai promotori dei geni --&gt; quindi viene impedito il rilascio di citochine, chemochine e mediatori dell'infiammazione.<br> <br><strong>Meccanismo a feedback negativo:</strong><br>Recettore --&gt; si lega ad elementi di risposta negativi sul DNA --&gt; reprime la sintesi di POMC, CRH a livello ipotalamico e osteocalcina a livello osseo --&gt; feedback negativo a livello ipotalamo-ipofisi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 16:01:13 UTC</pubDate>
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         <title>Altre funzioni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Aumento della degradazione della PLA2 --&gt; cascata delle prostaglandine e leucotrieni distrutta.<br>-Aumento della pressione intraoculare --&gt; glaucoma per occlusione dei canali di ricircolo dell'umor acqueo nella cavità oculare.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 16:01:48 UTC</pubDate>
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         <title>Inattivazione del cortisolo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>11betaidrossisteroido deidrogenasi di tipo II --&gt; converte il cortisolo in cortisone Questo enzima viene inibito da: liquirizia (infatti la sua assunzione determina l'aumento di pressione --&gt; poichè il cortisolo che rimane in circolo può legarsi ai recettori dell'aldosterone --&gt; aumento volemia e quindi pressione arteriosa).<br><br>Altra azione antinfiammatoria:<br>Somministrazione di idrocortisone in eccesso --&gt; viene attivato a cortisolo dall'enzima di tipo 1.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 16:06:12 UTC</pubDate>
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         <title>Azione dei mineralcorticoidi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Recettore (NR3C2, lega con la stessa affinità aldosterone, cortisolo e corticosterone, la concentrazione di cortisolo è superiore rispetto a quella di aldosterone --&gt; quindi le cellule che devono rispondere prevalentemente all'aldosterone presentano sulla membrana l'enzima 11beta-idrossi-steroide deidrogenasi II che inattiva il cortisolo) intracitoplasmatico simile a quello dei glucocorticoidi --&gt; lega l'aldosterone e migra nel nucleo --&gt; si lega a gli elementi responsivi --&gt;<br>-Trascrizione delle subunità del canale ENAC che operano il riassorbimento di sodio.<br>-Subunità della Na/K ATPasi sul versante basolaterale --&gt; in modo che ENAK possa far entrare sodio per gradiente di concentrazione e la pompa immetterlo nel sangue con conseguente riassorbimento di acqua e quindi aumento della volemia --&gt; aumento della pressione arteriosa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 16:14:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <title>Patologia della corticale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Ipercortisolismi</strong></div><blockquote><strong>-Sindrome di Cushing:</strong><br>Paziente con obesità, irsutismo (presenza anomala nella donna di peli) e amenorrea (mancanza di mestruazioni) --&gt; eccesso di ACTH (causato da un adenoma ipofisario secernente ACTH)--&gt; iperplasia dei surreni.<br>Elenco di tutte le possibili manifestazioni cliniche:<br>-Ritardo della crescita --&gt; 85% dei bambini<br>-Sindrome da eccesso di androgeni (si manifesta delle donne con virilizzazione, irregolarità del ciclo mestruale e infertilità)<br>-Osteoporosi --&gt; per il riassorbimento osseo indotto dai glucocorticoidi<br>-Atrofia della pelle --&gt; strie rubre particolarmente evidenti a livello dell'addome<br>-Difetti della coagulazione --&gt; inibizione di PLA2 --&gt; inibizione dei trombassani che sono mediatori dell'aggregazione piastrinica.<br>-Ipertensione&nbsp; (i glucocorticoidi sovrastano l'azione dell'enzima 11beta-idrossi-steroide-deidrogenasi di tipo II)<br>-Faces lunaris: per alterazioni del connettivo sottocutaneo (faccia estremamente rotonda)<br>-Disturbi dell'umore<br>-Diabete di tipo II associato all'antagonismo tra glucocorticoidi e insulina.<br><br><strong>Diagnosi di Cushing:</strong><br>-Comparsa di <strong>strie addominali</strong><br>-<strong>Bruising</strong> --&gt; coparsa di porpora, petecchie ed ecchimosi associate a difetti della coagulazione che aumentano il rischio di emorragia.<br>-<strong>Astenia</strong> --&gt; legata a deficit di potassio poichè il cortisolo in eccesso --&gt; lega i recettori dei mineralcorticoidi --&gt; ritenzione di sodio ed escrezione di potassio.<br><br><strong>Cause della sindrome --&gt; 2 tipologie:</strong><br><strong>-Dipendenti da ACTH (80%):</strong> adenomi all'ipofisi o carcinomi ( a piccole cellule polmonari o carcinoidi bronchiali) --&gt; iperproduzione di ACTH.<br><br></blockquote><ul><li><blockquote><strong>Nel caso di adenoma all'ipofisi parliamo di morbo di Cushing </strong>--&gt; dovuta a microadenoma (dimensioni inferiori a 1cm 80% dei casi) o macroadenoma (dimensioni &gt;1cm 10%), nel resto del 10% --&gt; iperplasia non neoplastica delle cellule basofile dell'ipofisi.&nbsp; Nell'ipofisi --&gt; gene USP8 --&gt; degradazione del EGFR (stimola la crescita dell'adenoipofisi e la trascrizione di POMC con la successiva sintesi di ACTH tramite la via delle MAPK)&nbsp; tramite il complesso ubiquitina-proteasoma --&gt; se mutato con guadagno di funzione (35-62%) --&gt; adenomi corticotropi ( di solito hanno cellule molto differenziate come le basofile e sono asportabili e rispondono a gli stimoli esterni).</blockquote></li><li><blockquote>Sindrome di ACTH ectopico: il gene di POMC è espresso in molti tipi cellulari ed è sottoposto ad una pesante regolazione che determina lo spegnimento dei tipi cellulari non interessati --&gt; in cellule neoplastiche si riattiva il gene di POMC --&gt; produzione di ACTH --&gt; iperplasia del surrene. Questo tipo è pericoloso perchè spesso sfugge alla diagnosi e il paziente muore della neoplasia prima di sviluppare il quadro della Cushing.</blockquote></li></ul><blockquote><strong><mark>-Carcinoma a piccole cellule del polmone:</mark></strong> maligno, secerne sia ACTH che ADH a volte contemporaneamente.<br>-Tumori APUDomi neuroendocrini <br>-Carcinomi bronchiali benigni a spiccata propensione endocrina (questi sono leggermente responsivi al feedback negativo)<br><br><strong>Forme ACTH indipendenti (20%):</strong><br><br>Adenomi benigni del surrene unilaterali --&gt; 10% dei casi della sindrome --&gt; come sintomatologia si aggiunge ingombro addominale --&gt; mutazione della subunità catalitica della PKA (due catalitiche e due regolatorie che legano cAMP e permettono l'attivazione delle catalitiche) --&gt;essendo mutata è sempre attiva --&gt; migra nel nucleo e promuove la trascrizione tramite CREB (che fosforila) di geni target --&gt; come enzimi deputati alla biosintesi di steroidi.<br><br><strong><mark>Sindrome di McCune Albright </mark></strong>--&gt; mutazione della proteina GS (proteina che trasduce il MRC2 recettore associato a proteina G che attiva PKA) --&gt; porta ad attivazione costitutiva di ACTH a livello surrenalico.<br><br><strong><mark>Iperplasia macronodulare bilaterale:</mark></strong> essendo bilaterale si suppone che la mutazione interessi la linea germinale.<br>Il gene responsabile è <strong>ARMC5</strong> --&gt; per sviluppare la neoplasia sarà necessaria una seconda mutazione inattivante che si sviluppa nella linea somatica (secondo colpo) --&gt; il gene stimola l'apoptosi --&gt; se mutato --&gt; iperplasia surrenale ma diminuisce la quota di steroidi secreti dalle cellule --&gt; però essendo di più le cellule la quota di corticosteroidi prodotti rimane globalmente maggiore.<br>Dentro le cellule cominciano ad esprimere recettori a proteina GS che hanno numerosi ligandi ( ACTH, Angiotensina I) --&gt; tendono ad auto attivarsi --&gt; secrezione incontrollata di cortisolo (le cellule stesse producono ACTH e sono indifferenti al controllo di CRH).<br><br><strong><mark>Iperplasia micronodulare bilaterale:</mark></strong> <br>Si sviluppa sempre con il doppio colpo --&gt; è interessata la subunità regolatoria della PKA --&gt; questa manca e l'attività della subunità catalitica della PKA aumenta --&gt; essendo coinvolta in tanti processi --&gt; si ottengono una serie di patologie chiamate nel complesso --&gt; complesso di Carney <br><br><strong><em>NB</em></strong><em>: la differenza tra adenoma e carcinoma è che le prime hanno cellule differenziate come quelle di partenza mentre le seconde sono dedifferenziate</em>.</blockquote><div><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 18:24:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cosa succede al feedbacl quando si somministra cortisolo esogeno (desametasone)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535502999</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>a) In condizione fisiologica </strong>--&gt; l'asse viene soppresso per feedback negativo (quindi come se si iniettasse cortisolo).<br><strong>b) In caso della malattia di Cushing:</strong> sopprimo il CRH e sopprimo parzialmente il rilascio di ACTH --&gt; il soggetto viene riportato in condizione di relativa normalità (l'adenoma risponde alla somministrazione esogena).<br><strong>c) Tumore come il microcitoma polmonare che produce ACTH </strong>(in questo caso sia l'ipotalamo che l'ipofisi sono inibiti) --&gt; il tumore non lo considera e continua a produrre ACTH come se non fosse successo niente.<br><strong>d) Tumore benigno che produce ACTH:</strong> c'è una parziale responsività al feedback negativo e quindi al rilascio ectopico di ACTH (viene soppresso).<br><strong>e) Tumore surrenalico unilaterale (adenoma o carcinoma):</strong> non è influenzato dalla somministrazione esterna. per via dell'imponente produzione di cortisolo viene attuato un feedback negativo.<br><strong>f) Iperplasia macronodulare bilaterale:</strong> il rilascio di cortisolo avviene perchè queste autoproducono ACTH e non sono sensibili alla somministrazione esogena --&gt; non è sensibile alla somministrazione esogenza di desametasone.&nbsp;<br>Quindi la somministrazione esogena funziona solo nella Cushing e nei carcinoidi polmonari con secrezione ectopia di ACTH.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 18:42:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>2) Ipocorticosurrenalismi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535612372</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Primari:</strong></div><blockquote>La causa agisce direttamente sul surrene --&gt; deficit di tutti gli ormoni steroidei per lesione del parenchima surrenzale --&gt; non lavora.<br><br><strong>Iposurrenalismi primari <br><br>Morbo di Addison </strong>--&gt; si sviluppa per:<br><br><strong>Natura autoimmune: </strong>stress ambientale o infettivo o di altra natura --&gt; parziale lisi delle cellule del parenchima del surrene --&gt; DAMPs --&gt; presenza all'esterno di enzimi come la 21-idrossilasi o di suoi frammenti --&gt; attivazione del sistema immunitario poichè viene presentata dalle APC che richiamano gli altri componenti dell'immunità --&gt; CD4, CD8 e autoanticorpi liberati dalle plasmacellule e citochine pro-infiammatorie liberate dai macrofagi --&gt; aggressione delle cellule surrenali.<br>In uno stesso soggetto: tiroidite di Hashimoto, diabete mellito di tipo 1, ipoparatiroidismo, ipogonadismo e enteropatia fino a sviluppo di celiachia. <br><br><strong>Invasione metastatica</strong> (neoplasia renale sottostante)<br><strong>Infiltrazione di amiloide o depositi di ferro</strong> (emocromatosi)<br><strong>Setticemia da meningococco</strong> --&gt; emorragia intraparenchimale (sepsi da meningococco --&gt; distruzione del parenchima del surrene --&gt; sindrome di Waterhouse-Friderichsen)<br><strong>Cause congenite</strong> --&gt; recettore per l'ACTH (MC2R) mutato con perdita di funzione e il surrene diventa non responsivo all'ACTH (deficienza familiare di glucocorticoidi) e va incontro ad atrofia.<br><br><strong>Altre forme congenite:</strong><br>Le mutazioni possono coinvolgere i geni SF1 e DAX1 --&gt; sono importanti nella determinazione del sesso e nello sviluppo delle gonadi e corticale del surrene --&gt; ghiandola non si sviluppa bene --&gt; <strong><mark>ipoplasia surrenalica congenita</mark></strong><mark>.</mark><br><br><strong><mark>Adrenoleucodistrofia </mark></strong>(forma legata alla X) --&gt; manca il trasportatore degli acidi grassi a catena lunga nei perossisomi --&gt; accumulo di acidi grassi --&gt; infiammazione e tossicità alle guaine mieliniche (malattia demielinizzante)<br>L’interessamento sincrono di cellule del surrene e della glia è l’utilizzo di grandi quantità di acidi grassi per la loro funzione.&nbsp;</blockquote><div><br></div><div><strong>Secondari:&nbsp;</strong></div><blockquote>il surrene non ha ACTH --&gt; viene meno la secrezione di glucocorticoidi.<br>Cause:<br><strong>-Terapia prolungata di corticosteroidi </strong>--&gt; inibisce il feedback ipotalamo-ipofisi --&gt; sopprime il rilascio di ACTH --&gt; per mancanza troppo tempo di ACTH il surrene va in atrofia che se spinta per troppo tempo diventa irreversibile anche se si interrompe.<br><strong>-Ipopituitarismi: </strong>difetto embrionale dell'ipofisi o trauma cranico.<br><strong>-Necrosi ipofisaria:</strong> spesso condizione riportata nel post-parto.<br><strong>-Tumori benigni</strong> --&gt; lesioni che occupano spazio nella scatola cranica (es craniofaringiomi che comprimono l'ipofisi o il peduncolo ipofisario).<br>-Mutazione del gene POMC o nella sua maturazione (mancanza degli enzimi che lo convertono --&gt; convertasi 1 o 2 da pro-ormone ad ormone) --&gt; produzione difettiva di ACTH e di oppioidi endogeni tra cui l'alpha-MSH (colore rosso dei capelli).<br><strong>-Forme transitorie (reversibili) e funzionali che si verificano nello stress prolungato e nella sepsi</strong> : <br>Paziente in terapia intensiva ha subito un politrauma --&gt; risposta allo stress mediata da cortisolo importante per la sopravvivenza perchè permette l'apporto di fluidi e di glucosio e inattiva l'attivazione incontrollata del sistema immunitario --&gt; se però ci si rimane 1/2 settimane --&gt; la scarica di cortisolo finisce e nel frattempo andra ad inibire l'ipofisi per feedback negativo parallelamente ai farmaci --&gt; ipofisi non funzionante --&gt; situazione non si stabilizza --&gt; paziente ha poche possibilità di ripresa.<br><br><strong>Manifestazioni cliniche dell'iposurrenalismo (insufficienza surrenalica)</strong>:<br>-Dimagrimento, anoressia (cortisolo stimola la differenzazione degli adipociti), debolezza, perdita di sali (iponatriemia, soprattutto nelle primarie), salt wasting --&gt; deplezione di liquidi --&gt; ipotensione (avviene per perdita di aldosterone nelle forme primarie o comunque dell'effetto sodio-ritentivo dei glucocorticoidi), iponatremia e iperkalemia, iperpigmentazione per accumulo di prodotti anomali per il clivaggio di POMC, dolori addominali --&gt; l'iperkalemia oltre a danneggiare i muscoli scheletrici danneggia la muscolatura intestinale --&gt; costipazione.<br><br><strong>Differenza tra Cushing e Allison:</strong><br>Nella prima vi è ritenzione di liquidi --&gt; aumento del postcarico --&gt; scompenso cardiaco.<br>Nella seconda vi è invece carenza di fluidi perchè manca la perfusione degli organi periferici.<br>Entrambe se trattate presto rispondono bene alla terapia.<br><br><br><br></blockquote><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 20:30:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535612527</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 20:30:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535612725</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 20:30:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Fisiopatologia della crisi surrenalica </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535620013</link>
         <description><![CDATA[<div>Asportati entrambi i surreni (errore chirurgico o danno da sepsi meningococcica) --&gt; crisi surrenalica --&gt; mancanza di cortisolo e aldosterone (gia senza un solo rene va somministrato subito cortisolo).<br><br><strong>-Mancanza di cortisolo: </strong><br>Ipoglicemia --&gt; non avviene più gluconeogenesi<br>Alterazioni di digestione e assorbimento --&gt; deplezione di liquidi attraverso vomito e diarrea.<br><br><strong>-Mancanza di aldosterone:</strong><br>Porta a perdita di sodio e iperkalemia (ENAC non viene esposto) --&gt; aritmie cardiache potenzialmente fatali per la deplezione di liquidi (non avviene riassorbimento di acqua isomolare) --&gt; shock da ipoglicemia e perdita di liquidi --&gt; coma --&gt; soggetto muore in pochissimo tempo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 20:39:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>3) Iperplasia surrenalica congenita (problemi enzimatici nella biosintesi degli steroidi --&gt; autosomica recessiva)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535634257</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong>-95% dei casi --&gt; carenza dell'enzima 21-idrossilasi </strong>sul braccio corto del cromosoma 6 (qui è presente anche HLA quindi è una zona che va incontro a continui riarrangiamenti --&gt; danno al gene con alta probabilità).<br>1:10000 nati --&gt; ipotensione, ipoglicemia (questi due possono essere da soli o associati) e ambiguità dei genitali.<br>&nbsp;La 21-idrossilasi permette la maturazione da progesterone e prognenolone in aldosterone e cortisolo --&gt; con la mutazione --&gt; non si ha ne cortisolo ne aldosterone e gli ormoni che si accumulano (progesterone e prognenolone) --&gt; vengono usati per la sintesi di ormoni sessuali maschili--&gt; ambiguità dei genitali , crescita ossea accelerata e amenorrea (negli individui XX sottoposto all'azione di ormoni invece machili che non riescono ad essere riconvertiti in estrogeni), gli uomini invece hanno fenotipo normale ma con un quantitativo maggiore di ormoni ma comunque avere ipotensione e ipoglicemia.<br><br><strong>-Deficit di 11-beta-idrossilasi </strong>--&gt; un pò più a valle della 21 idrossilasi --&gt; accumulo di deossicorticosterone nella glomerulare --&gt; attiva i recettori mineralcorticoidi --&gt; azione sodio-ritentiva --&gt; aumento volemia con fortissima ipertensione insieme a ipoglicemia.<br><br><strong>-Deficit di 17alpha idrossilasi:</strong> converte progesterone e pregnenolone rispettivamente in 17-idrossi-progesterone e 17- idrossi-pregnenolone --&gt; se inibita non si formano ne cortisolo ne ormoni sessuali --&gt; amenorrea primaria (femmina), ipogonadismo ipergonadotropo e mancato sviluppo dei caratteri sessuali secondari (le gonadi non producono ormoni quindi l’ipofisi tenta di stimolarli con le gonadotropine LH e FSH).&nbsp;<br>Quindi si avrà ipoglicemia per mancanza di cortisolo --&gt; ACTH continua ad essere immesso nella circolazione ma per mancanza dell'enzima si avrà solo produzione di aldosterone dagli intermedi in cui si blocca la via --&gt; aldosterone e intermedi (DOC e corticosterone) --&gt; azione ipertensiva.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 20:57:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>4) Deficit di mineralcorticoidi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535641497</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Deficit enzimatici: </strong>21idrossilasi e 3betaidrossisteroido-deidrogenasi.<br><strong>-Deficit acquisiti:</strong> verificata nel contesto del morbo di Addison.<br><strong>-Ipoaldosteroinismo iporeninemico: </strong>manca la renina --&gt; compromissione del sistema iuxtraglomerulare --&gt; non sente il carico dei fluidi dei tubuli --&gt; manca produzione di renina --&gt; manca produzione di aldosterone.<br><strong>-Pseudoipoaldosteronismi</strong> --&gt; l'aldosterone è presente ma non riesce a svolgere la sua azione a valle --&gt; mancanza di ENAC, mancanza del recettore dell'aldosterone o iperespressione NKCC</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 21:07:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>5) Eccesso di mineralcorticoidi (iperaldosteronismo)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2535660913</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Iperaldosteronismo:<br>Primario: </strong>surrene che produce più aldosterone --&gt; inibizione rilascio di renina.<br><strong>Secondario: </strong>è aumentata la renina --&gt; l'attivazione del SRAA per eziologia renale o extrarenale.<br><strong>Sindrome da iperproduzione di DOC e corticosterone</strong>: renina e aldosterone basso, ma per problemi enzimatici (deficit di 11betaidrossilasi e 17alphaidrossilasi) --&gt; si accumulano intermedi che mimano l'aldosterone.<br><br><strong>Sono causati da:<br>-Adenoma di Conn </strong>(adenoma monolaterale che produce aldosterone) --&gt; si cura con la rimozione chirurgica<br><strong>-Iperplasia surrenalica bilaterale</strong> (come il precedente ma si è impossibilitati a rimuovere entrambi i reni)<br><strong>-Sindromi di iperaldosteronismo familiare:</strong> mutazione per cui l'aldosterone da essere sotto il controllo della sequenza dell'angiotensina II finche sotto il controllo dell'ACTH --&gt; vengono definiti “<strong>glucocorticoid remediable</strong>”, perché basta somministrare cortisone per sopprimere ACTH e la sintesi di aldosterone. <br><br><strong>Manifestazioni cliniche:</strong><br>Di solito si riscontrano in soggetti giovani --&gt; 20-50 anni con:<br>-Ipokalemia --&gt; aldosterone fa entrare sodio con ENAC e potassio tramite l'esocitosi di oppurtuni canali sul lato apicale<br>-Ipersodiemia (per ENAC --&gt; polidpsia (sensazione di sete)&nbsp;<br>-Poliuria: perchè aumenta il filtrato aumentando la volemia e di conseguenza la pressione sanguigno e i canali riassorbono tanto sodio ma perdono comunque acqua libera.<br>-Nicturia<br>-Alcalosi metabolica --&gt; perchè l'accumulo di sodio fa espellere potassio che dopo un pò si trova in una situazione per cui la pompa sodio/potassio non funziona più per mancanza di sodio e quindi il potassio non può essere di nuovo rimmesso nel liquido extracellulare tramite l'antiporto H+/K+ che quindi prenderà solo idrogenioni dall'esterno --&gt; alcalinizzazione --&gt; se siamo in ipercalemia avviene acidificazione per entrata di potassio e fuoriuscita di idrogeno.<br>L'insulina promuove la rimozione del potaggio dal circolo --&gt; riduce la kalemia (usato anche farmacologicamente) e nei pazienti con diabete di tipo II questo tipo di internalizzazione del potassio viene meno --&gt; iperkalemia.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 21:34:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Midollare</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>La midollare è un ganglio specializzato con cellule cromoaffini (presenti anche nell'aorta addominale) --&gt; innervazione simpatica da fibre colinergiche pregangliari --&gt; rilasciano catecolammine.<br><strong>Formazione delle catecolammine:</strong> tirosina --&gt; si aggiunge una prima idrossilazione sull'anello aromatico --&gt; DOPA --&gt; segue decarbossilazione di DOPA --&gt; dopamina --&gt; idrossilazione --&gt; noradrenalina --&gt; viene metilata sull'atomo di N da una metiltransferasi (<em>sarà questo enzima a fare la differenza tra feocromocitomi che secernono adrenalina e quelli che secernono noradrenalina)</em>--&gt; adrenalina.<br><strong>Si legano ai recettori adrenergici:</strong><br>-Alfa 1: proteina Gq --&gt; liberazione di calcio, legano preferenzialmente adrenalina --&gt; media la contrazione della muscolatura liscia a livello delle arteriole.<br>-Alfa 2: Gi --&gt; inibitoria, si trova nei terminali presinaptici, legano preferenzialmente noradrenalina.<br>-Recettori beta: sono tre famiglia (beta1,2,3) sono accoppiati a proteine Gs --&gt; produzione di cAMP.<br>Beta 2 e 3--&gt; sono accoppiati anche con proteine Gi --&gt; mediano vasodilatazione che si verifica a livello splancnico e muscolare.<br>B1 --&gt; ha effetto cronotropo positivo, legano in modo indifferente adrenalina e noradrenalina.<br>B2 --&gt; preferiscono l'adrenalina.<br>B3 --&gt; media la termogenesi del tessuto adiposo bruno.<br> (per quanto riguarda l’ipertensione, i recettori mediano azioni opposte a seconda del distretto in cui agiscono)<br>Le catecolammine sono immagazzinate in vescicole secretorie ad opera di una pompa (trasporto attivo) impedendo che vengano degradate --&gt; rilascio avviene in seguito a stimolazione da parte di fibre pregangliari --&gt; rilascio di acetilcolina --&gt; attivazione dei recettori colinergici --&gt; ingrasso di calcio nelle cellule cromoaffini --&gt; esocitosi delle vescicole --&gt; gli ormoni hanno bassa emivita (10-100sec) e possono legarsi depolmente all'albumina, alcuni si legano a recettori alfa2 presinaptici delle cellule cromoaffine --&gt; inibizione --&gt;feedback negativo.<br>Quindi per dosarle si valuta la concentrazione dei loro metaboliti nelle urine.<br>Le catecolammine sono metabolizzate da 2 enzimi --&gt; MAO e COMT --&gt; che agiscono in sinergia tra loro e in ordine intercambiabile --&gt; degradano le catecolammine in metanefrina e normetanefrine e la dopamina in --&gt; HVA acido omovanillico --&gt; sono prodotti che ricerchiamo nelle urine delle 24h.<br><strong>Gli ormoni una volta liberati --&gt; <br>-Uptake di tipo 1</strong> --&gt; entrano nella cellula che le ha prodotte --&gt; mediato dal trasportatore NET <br><strong>-Uptake di tipo 2 </strong>--&gt; entrano nelle cellule o organi bersaglio con il trasportatore della famiglia SRC.<br><br>Ipertensione arteriosa primaria/essenziale: non se ne conosce la causa --&gt;95% dei casi.<br>Seconardia --&gt; 5% dei casi --&gt; all'interno di questo frangente rientrano le ipertensioni endocrine --&gt; 4:<br><br>-Sindrome di Cushing (aumento del cortisolo)<br>-Iperaldosteronismo (incremento dei livelli di aldosterone)<br>-Feocromocitoma (tumore della midollare del surrene --&gt; porta ad un'aumentata produzione di catecolamine --&gt; effetto ipertensivo)<br>-Tireotossicicosi (aumento di ormoni tiroidei che provoca ipertensione)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 08:53:28 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Feocromocitoma </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2536457014</link>
         <description><![CDATA[<div>Tumore delle cellule cromoaffini della midollare dle surrene --&gt; 8:1 mln --&gt; possono essere benigni o maligni&nbsp; --&gt; il problema non stà nell'invasività ma nel rilascio massivo di catecolamine --&gt; fibrillazione ventricolare --&gt; morte.<br>Sono facilmente asportabili e quindi rimovibili.<br>Il 50% è familiare.<br><br><strong>Manifestazioni cliniche:</strong><br>-Ipertensione<br>-Parossismi&nbsp; <br>-episodi sintomatici limitati nel tempo associati ad una crisi adrenergica per attivazione dell'ortosimpatico:<br>- sensazione di morte imminente e ansia <br>- dolore toracico e palpitazioni <br>- dispnea <br>- cefalea e pallore <br>- ipertensione <br>- nausea e vomito <br>- tremore e sensazione di freddo alle estremità <br>- iperglicemia <br><strong><br>2 cluster che spiegano l'insorgenza del feocromocitoma:<br>-Cluster 1:</strong> geni che codificano per proteine coinvolte nella risposta all'ipossia:<br><strong><mark>Sindrome di Von Hipper Lindau:</mark></strong> manca VHL per mutazione con perdita di funzione --&gt; HIF1alpha non viene più degradato --&gt; trasformazione neoplastica perchè viene tradotto VEGF a manetta e aumenta la vascolarizzazione della midollare con conseguente rilascio di catecolamine.<br><br><strong>Mutazioni ad enzimi del ciclo di Krebs:</strong> succinato deidrogenasi e fumarato idratasi --&gt; fanno credere alla cellula di essere in ipossia per via del blocco del ciclo --&gt; l'accumulo di alphachetoglutarato porta ad inattivazione di idrossiprolina che non idrossila più HIF1alpha e questo migra nel nucleo e trascrive geni che favoriscono anche la metilazione a livello del DNA --&gt; espressione di geni target (VERGF)<br><br><strong>-Cluster 2: geni che attivano il signalling delle chinasi:</strong><br><strong><mark>MEN2:</mark></strong><mark> </mark>mutazione di Ret --&gt; disappaiamento delle cisteine --&gt; saranno dispari&nbsp; e questo favorisce la dimerizzazione costitutiva --&gt; attivazione costitutiva di RAS e PI3K/akt.<br><br><strong><mark>Neurofibromatosi di tipo 1:</mark></strong> autosomica dominante --&gt; mutazione di NF1 --&gt; regolatore negativo di RAS --&gt; sarcomi, neurofibromi cutanei, feocromocitomi e a strocitomi insieme a tumori delle guaine mieliniche --&gt; il feocromocitoma dovuto a questa mutazione è benigno, monolaterale e secernente adrenalina.</div><pre><strong>NB: </strong>Ricordiamo qualcosa sulla MEN2A: tutte le MEN di tipo 2 presentano il carcinoma midollare della tiroide, ma solo MEN 2A e 2B presentano il feocromocitoma. In aggiunta, la MEN 2A presenta anche iperparatiroidismo, mentre la 2B presenta manifestazioni cutanee (neuromi della mucosa). </pre><div><br><strong>Essendo un tumore raro --&gt; diagnosi differenziale --&gt; cosa può simulare una crisi adrenergica:</strong><br>-Ipoglicemia<br>-Scompenso cardiaco<br>-Aritmie<br>-Cardiopatia ischemica <br>-Epilessia <br>-Disturbi psicologici (ansia generalizzata)<br>-sindrome da carcinoide (tumori che secernono serotonina e danno manifestazioni cliniche che mimano la scarica adrenergica)<br>-Ipertiroidismo<br>-Sindrome menopausale <br><br><strong>Cosa ci fa sospettare di un feocromocitoma:</strong><br>-Ipertensione arteriosa resistente ai normali trattamenti in un soggetto giovane<br>-Ventenne iperteso (se era vecchio sicuro non penso a feocromocitoma)<br>-Storia familiare con diagnosi di MEN o NF<br>-Incidentaloma (masse scoperte ancora da accertare) surrenalici<br>Scarica di catecolamine --&gt; aumento del consumo da parte del miocardio di ossigeno --&gt; insorgenza dello scompenso cardiaco --&gt; a volte può essere la prima manifestazione di un feocromocitoma (se l'ipertensione rimane asintomatica) --&gt;<strong> cardiopatia dilatativa idiopatica </strong>fa indurre anche a feocromocitoma.<br><br>La diagnosi si basa sulla misurazione di catecolamine plasmatiche e urinarie (meglio urinarie), metanefrine urinarie (quindi i prodotti di degradazione) e acido vanilmandelico, che è il prodotto di degradazione della dopamina.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 09:47:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2537310459</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1156199768/1132d12ddb1378e89dea7cf27e0c0545/Snapshot_23_03_29_22_46_29.jpg" />
         <pubDate>2023-03-29 20:46:58 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita dell&#39;insulino-resistenza:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2537351803</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Nasce nell'adipocita --&gt;<br>-Fisiologico</strong> -&gt; accumula grasso e lo rilascia in circolo tramite lipolisi (fa tanta lipogenesi quanta fa lipolisi) insieme ad adiponectina e minime quantità di citochine pro-infiammatorie.<br><strong>-Obesità</strong> --&gt; accumulo di grasso (per ingestione di nutrimenti non accompagnato da smaltimento con esercizio fisico) --&gt; questo permette a gli adipociti di effettuare uno switch fenotipico e produrre fattori che prima non produceva:<br>-Diminuiscono i livelli di adiponectina (ha effetti benefici in circolo)<br>-Aumenta i livelli di TNF alpha, IL-6 e PAI1<br>-Aumenta il rilascio da parte dell'adipocita di acidi grassi.<br>Questo è un fenotipo tipico degli omenti.<br><strong>Questo fenotipo fa molta lipolisi</strong> --&gt; acidi grassi in circolo --&gt; componenti simili a LPS (attivazione dell'immunità innata)--&gt; l'acido grasso lega:<br><strong>-Lega TLR4</strong> --&gt; attiva una risposta immune nella cellula (TLR4 è ubiquitiario)<br><strong>-entra nella cellula tramite FATP1, FATP3 </strong>--&gt; al suo interno vengono metabolizzati (nel mitocondrio il trasporto non è agevole per via del sistema della carnitina-palmitoil-transferasi e molte volte questo meccanismo può essere bloccato) e permette anche l'attivazione della PKC --&gt; fosforila il recettore dell'insulina sui residui di serina rendendolo più sordo all'insulina.<br>Nella cellula il glucosio viene convertito a glucosio6P --&gt; quindi non può uscire --&gt; questo richiama acqua e la cellula per non scoppiare --&gt; o smaltisce il glucosio o forma il glicogeno con la glicogenosintesi --&gt; questa però è inibita dalla mancanza di insulina --&gt; quindi il glucosio per smaltirlo viene ossidato --&gt; la catena respiratoria dopo un pò produce ROS --&gt; attivano la PKC --&gt; insulino-resistenza --&gt; attivazione della risposta da proteine mal ripiegate --&gt; stress del reticolo endoplasmatico --&gt; senescenza, blocco differenziativo, blocco dei segnali dell'insulina.<br>I macrofagi infiltrati nel tessuto adiposo in presenza di adipociti di grandi dimensioni e che producono citochine infiammatorie --&gt; si differenziano in senso M1 --&gt; producono citochine pro-infiammatorie.<br>Quindi eccesso di nutrienti --&gt; insulino resistenza --&gt; dislipidemia.<br><br><strong>Acidi grassi in circolo</strong> --&gt; fegato --&gt; accumula come Tg (fegato diventa steatosico) oppure li manda tramite VLDL --&gt; VLDL tramite CEPP (enzima che trasferisce colesterolo esterificato, indotto specialmente nelle condizioni di insulino-resistenza) --&gt; aumenta la tendenza a cedere sia alle LDL che alle HDL tg in cambio di colesterolo esterificato --&gt;&nbsp;<br>-Le HDL con tg vengono indirizzate verso la degradazione&nbsp;<br>-Le LDL con tg --&gt; diventano target definiti per le cellule (tra cui le cellule endoteliali che esprimono la LPL) --&gt; formazione di small dense LDL con esclusivamente colesterolo (hanno densità simile alle HDL ma hanno recettori ApoB100 come le LDL) --&gt; sono ad alto potenziale aterogeno --&gt; i macrofagi li bersagliano per la formazione della placca aterosclerotica --&gt; quindi un diabeta ha bassi livelli di HDL e alti livelli di LDL con elevata trigliceridemia (il fegato rilascia acidi grassi in eccesso).<br><br><br>AMPK --&gt; sensore intracellulare dello stato energetico --&gt; in una cellula iperglicemica che non ha carenze la sua produzione è scarsa --&gt; la stimolazione in un soggetto diabetico induce:<br>-Inibizione di mTOR<br>-Ossidazione dei lipidi con minor rilascio di questi in circolo.<br>-Attiva PGC1alpha fattore che porta alla biogenesi mitocondriale --&gt; più mitocondri nella cellula e più funzionale l'ossidazione del glucosio.<br>-Esercizio mimetico --&gt; stimola la condizione che si ha nell'esercizio fisico in cui i nutrienti vengono utilizzati per produrre energia e non per costruire riserve<br>-Inibisce FOXO1 e stimola GSK3beta --&gt; questo conduce ad un aumento dell' l'uptake di glucosio, ad una ridotta glicogenolisi e ridotta gluconeogenesi --&gt; quindi aumento della sensibilità all'insulina.<br>-Allevia l'inibizione di Cpd1(A) (sistema che porta gli acidi grassi nel mitocondrio) e di malonil-CoA --&gt; questi due permettono una migliore betaossidazione degli acidi grassi impedendo che vadano in circolo.<br>(nelle cellule iperglicemiche --&gt; producono tanto citrato --&gt; citosol --&gt; impiegato per fare acidi grassi --&gt; inibisce l'entrata di acidi grassi nel mitocondrio per fare beta-ossidazione --&gt; AMPK contrasta questo meccanismo)<br>I farmaci per il diabete stimolano AMPK<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 21:43:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Ottetto infausto del diabete</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2537366220</link>
         <description><![CDATA[<div>1) Sistema adiposo -&gt; Aumentata lipolisi;&nbsp;<br>2) Fegato -&gt; Aumentata lipogenesi;&nbsp;<br>3) Pancreas -&gt; Disfunzione β-cellulare;&nbsp;<br>4) Rene -&gt; Aumentato riassorbimento di glucosio (fino a che non si satura la capacità del trasportatore);&nbsp;<br>5) Muscolo -&gt; Mancata captazione di glucosio (nel muscolo di conseguenza si concentrano i lipidi);&nbsp;<br>6) Cervello -&gt; Presenza di una resistenza, nel SNC, verso quegli ormoni anoressizzanti, come la leptina e le incretine (ormoni prodotti a livello gastrointestinale  --&gt; GLP-1 prodotto dalle cellule L dell'ileo e GIP prodotto dalle cellule K del duodeno) , che oltre a stimolare la produzione pancreatica di insulina mediano la risposta di sazietà;&nbsp;<br>7) Infiammazione -&gt; non solo nei singoli organi, ma anche a livello del circolo, dove si manifesta come pacchetti di molecole pro-infiammatorie che mettono in comunicazione gli organi;&nbsp;<br>8) Vasi -&gt; resistenza vascolare all’insulina: l’iperglicemia media la disfunzione endoteliale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 22:05:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Complicanze acute e croniche del diabete</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538047568</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Complicanze di tipo microvascolare</strong> --&gt; nascono principalmente dall'endotelio capillare:<br>-Retinopatia<br>-Nefropatia<br>-Neuropatia periferica<br><br><strong>Complicanze di tipo macrovascolare </strong>--&gt; coincidono con l'aterosclerosi:<br>-Cardiomiopatia ischemica<br>-Scompenso cardiaco cronico<br>-Malattie cerebro-vascolari (ictus)<br>-Arteriopatia periferica (arteriopatia obliterante del circolo degli arti inferiori)<br><strong><br>Patogenesi delle complicanze</strong>:<br>Iperglicemia --&gt; Hb-glicata --&gt; maggiore rischio di retinopatia ma in generale di complicanze man mano che l'iperglicemia segue un andamento esponenziale rispetto ai livelli di Hb glicata (glicemia).<br><br><strong>Il danno è causato prevalentemente da iperglicemia intracellulare:</strong><br><strong>-Cellula muscolare liscia</strong> --&gt; dopo 5,5mM di glucosio impedisce l'ingresso di altro glucosio --&gt; difensiva.<br><br><strong>-Cellula endoteliale</strong> --&gt; non riesce ad impedire l'ingresso di glucosio --&gt; si rigonfia --&gt; perde l'organizzazione spaziale delle cellule nei capillari --&gt; stravaso del contenuto tra cui le proteine --&gt; la cellula può andare:<br><strong>a) Necrosi: </strong>le cellule endoteliali di un vaso quindi collassano --&gt; il capillare si riempie di detriti --&gt; occlusione --&gt; risposta all'ipossia --&gt; proliferazione di nuove cellule endoteliali.<br><strong>b) Proliferazione:</strong> l'ipossia fa proliferare le cellule danneggiate --&gt; la proliferazione fa occludere il vaso --&gt; alimentando nuovamente l'ipossia.<br><br><strong>-Cellula mesangiale: </strong>se esposta ad iperglicemia --&gt; produce proteine tipiche della matrice extracellulare --&gt; collagene tipo I, IV, fibronectina --&gt; fenomeno che innesca la retinopatia diabetica.<br><br><strong>Memoria dell'insulto iperglicemico:</strong><br>Se la glicemia in un periodo di tempo rimane più elevata rispetto al normale (terapia meno aggressiva)&nbsp; --&gt; hanno maggiore probabilità di avere complicanze --&gt; l'organismo ha memoria ha memoria dell'insulto glicemico del passato --&gt; le cellule endoteliali sono tra quelle che si "ricordano dell'insulto" --&gt; il ricordo viene innestato:<br><strong>-Epigenetico </strong>--&gt; metilazione/de <br><strong>-Promozione di modificazioni non enzimatiche delle proteine</strong> --&gt; proteine che stabilizzano la cromatina che venendo glicosilate perdono di funzione&nbsp; e così avviene in modo più grave anche sul DNA.<br>-Cellula sovraccaricata da nutrienti --&gt; produzione di ROS --&gt; danno ai mitocondri e al suo DNA --&gt; innesca meccanismi a cascata di disfunzione endoteliale.<br>Le cellule prive di mitocondri non davano "memoria" e queste cellule danneggiate possono andare incontro a senescenza che diventa irreversibile se entra in gioco p53.<br><br><strong>Fattori metabolici che portano a complicanze microvascolari:</strong><br>In condizioni fisiologiche --&gt; Hb-glicata = 5,5% del totale.<br>Glucosio entra nella cellula --&gt; glicolisi --&gt; accumulo di piruvato --&gt; vie collaterali:<br><strong>1) Lattico deidrogenasi</strong> (non è più sufficiente a proseguire la glicolisi essendo che converte il lattato in piruvato --&gt; indirizzano all'esterno il lattato in modo che l'enzima possa continuare ad agire)<br><strong>2) Gliceraldeide3P deidrogenasi</strong> --&gt; suscettibile alla senescenza --&gt; le cellule senescenti hanno una down-regolation di questo enzima (viene anche inibito in presenza di danno al DNA).<br>Quindi se presente danno al DNA --&gt; glusso di glucosio attraverso la glicolisi viene parzialmente inibito --&gt; viene indirizzato in una delle vie patologiche:<br><strong>-Via dei polioli</strong> --&gt; conversione da glucosio a fruttosio.<br><strong>-Via delle esosamine</strong> --&gt; conversione del fruttosio6P in N-acetil-glucosammina --&gt; aderisce alle proteine --&gt; modificazioni post-traduzionali.<br>-Via del diacil-glicerolo --&gt; dal glucosio porta alla sintesi di diacilglicerolo --&gt; <strong>PKC </strong>--&gt; deleteria nel diabete.<br><strong>-Via degli AGE </strong>--&gt; formazione di metil-gliossale --&gt; aldeide altamente reattivo che tende ad interagire con tutti i target che incontra (proteine, acidi nucleici e lipidi) --&gt; producendo AGE --&gt; si legano a recettori dell'immunità innata (TLR4) ma anche&nbsp; recettore specifico RAGE della famiglia delle immunoglobulina (come struttura è una catena pesante dell'Ig) espresso in tutte le cellule e che lega però preferenzialmente HMGB1 (proteina che stabilizza la cromatina) --&gt; questa proteina nel diabete si trova nel citoplasma e poi rilasciata all'esterono per:<br>a) Danno alla cromatina --&gt; rilascio delle proteine.<br>b) Il diabete induce una sua up-regolation<br>Il legame TLR4-HMGB1 --&gt; NFKB (tramite inibizione di IKB)--&gt; trascrizione di citochine pro-infiammatorie.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 08:31:54 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Fattori emodinamici</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538060349</link>
         <description><![CDATA[<div>Iperglicemia --&gt; attivazione sostenuta del sistema RAA --&gt; inattivazione di p53 (viene attivata per fosforilazione e inattivata patologicamente per glicosilazione) --&gt; aumentata sintesi dell'angiotensinogeno --&gt; angiotensina II --&gt; tutte le cellule presentano AT1 e AT2 (solo AT1 ha effetti patologici nel diabete quindi viene riportata l'azione di AT1)<br>-Vasocostrizione<br>-Effetti pro-infiammatori<br>-Effetti pro-fibrotici&nbsp;<br>-Stimolazione della proliferazione --&gt; fondamentale nella progressione della retinopatia diabetica.<br>Quindi i diabetici --&gt; sono quasi sempre ipertesi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 08:41:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Fattori di crescita</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538072150</link>
         <description><![CDATA[<div>Prime fasi del diabete di tipo II --&gt; iperinsulinemia --&gt; overstimolazione dell'asse <strong>GH-IGF1 -</strong>-&gt; insieme a TGFbeta --&gt; stimolano la produzione di ECM attorno ai vasi e a livello renale --&gt; stimolazione delle cellule mesangiali a produrre collagene e fibronectina.<br><br><strong>altri fattori:</strong><br><strong>-Osteoprotegerina (famiglia TNF)</strong>--&gt; media deposizione di matrice (tessuto cicatriziale) --&gt; ridotta comunicazione fra le cellule e ad un ridotto apporto di nutrienti.<br><br>L'attivazione della<strong> PKC</strong> porta ad azioni deleterie:<br>- aumento della sintesi di <strong>TGFβ</strong>; <br>- aumento della sintesi di <strong>VEFG</strong>; la cellula endoteliale può essere stimolata a proliferare in maniera patologica (è quello che accade a livello retinico); <br>- ridotta attività dell’ossido-nitrico-sintasi-endoteliale <strong>(eNOS)</strong> ed aumento dell’endotelina 1: essendo NO un vasodilatatore ed endotelina 1 un vasocostrittore, a seguito di queste disregolazioni il vaso tende a collassare, vasocostringersi; <br>- aumento della sintesi del<strong> PAI1 </strong>(inibitore degli attivatori del plasminogeno), questo è il principale inibitore della fibrinolisi; i suoi elevati livelli sono associati ad aumentato rischio cardiovascolare; infatti, in assenza di fibrinolisi adeguata il trombo rimane in sede; <br>- stimolazione<strong> NFKB</strong>; <br>- aumento dell’attività <strong>NADPH ossidasi,</strong> enzimi che consumano NADPH per produrre radicale superossido.&nbsp;<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 08:48:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Fattori immuni</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538076248</link>
         <description><![CDATA[<div>Via del complemento --&gt; via lecitinica --&gt; alcune proteine del diabete vengono glicosilate in maniera aberrante e riconosciute da MBL (lectina legante il mannosio) --&gt; attivazione della via --&gt; formazione della C3 convertasi --&gt; innesco della via comune e formazione del complesso di attacco alla membrana --&gt; le cellule esposte ad iperglicemia diventano più riconoscibili dal complemento --&gt; formazione del complesso di attacco --&gt; attivazione di NFKB (attivato anche dalle vie coinvolgono PKC).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 08:51:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Stress ossidativo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538085982</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Iperafflusso di substrati (derivanti dal glucosio)</strong> --&gt; sbilanciamento verso il complesso I --&gt; alla catena respiratoria arriva una grande quantità di equivalenti riducenti che stimolano fortemente il complesso I a pompare protoni sminuendo il gradiente per i complessi III e IV che non riescono a pompare protoni --&gt; se il flusso di elettroni si blocca --&gt; coenzima Q10 ridotto si accumula --&gt; non riesce ad essere riossidato --&gt; il Q10 parzialmente ridotto determina la formazione di radicale superossido --&gt; questo danneggia il DNA sia mitocondriale che nucleare --&gt; attivazione di meccanismi del riparo del DNA --&gt; PARP (enzima che ripara il DNA) --&gt; la sua azione consuma NADPH che serve per difendersi allo stress ossidativo (la glutatione reduttasi riduce il NADP --&gt; NADPH) --&gt; quindi si ha:<br>-Minor difese contro lo stress ossidativo<br>-PARP inibisce anche GAPTH --&gt; inibisce il flusso di substrati attraverso la glicolisi --&gt; i substrati vengono inidirizzati nelle vie alternative prima menzionate --&gt; formazione di AGE, N-acetilglucosammina.<br>-Il blocco della glicolisi --&gt; attiva DAG --&gt; attivazione della PKC.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 08:59:45 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Retinopatia diabetica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538132765</link>
         <description><![CDATA[<div>Cecità acquisita in età adulta: retinopatia diabetica e maculopatia acquisita legata all'età e all'esposizione ai raggi solari --&gt; queste condividono alcuni elementi patogenetici ma nella seconda non vi è l'iperglicemia.<br><br>E' una serie di alterazioni progressive e ingravescenti del microcircolo della retina (vascolarizzazione aberrante) --&gt; macula (dentro è presente la fovea e dentro la fovea la foveola che è un punto centrale avascolare) --&gt; zona povera di vasi in condizioni fisiologiche --&gt; nel caso di retinopatia viene invasa da neovasi e da spot bianchi e rossi&nbsp; che corrispondono a essudati proteici e microemorragie (stravaso di componenti da questi neovasi --&gt; componenti che si accumulano sotto la retina).<br>La cecità essendo progressiva (dai campi laterali man mano si arriva alla foveola) si avverte solo quando arriva a livello della foveola.<br>Anche la cornea e il nervo ottico possono danneggiarsi e queste sono strutture che hanno deficit di riparazione del danno.<br>Il diabete accentua anche la cataratta --&gt; aumento del tasso di opacizzazione del cristallino.<br>L'ipertensione e la dislipidemia contribuiscono a cronicizzare e far precipitare la retinopatia.<br><strong><br>Fisiopatologia della retinopatia:</strong><br><strong>Iperglicemia</strong> --&gt; danneggia i vasi (sia cellule endoteliali che periciti) --&gt; degenerazione del capillare --&gt; richiamo di leucociti che in presenza di infiammazione accelerano il danno:<br>-Microaneurismi<br>-Stravasi di emazie<br>-Edema maculare --&gt; fuoriuscite di proteine nell'ambiente esterno porta alla formazione di un essudato proteico per richiamo d'acqua.<br><strong>Iperlicemia</strong> --&gt; stimola la sintesi di membrana basale mediante l'azione del TGFbeta --&gt; ispessimento della membrana basale con conseguente alterazione del flusso ematico per occlusione del vaso.<br><br><strong>A livello clinico:</strong><br><strong>-Retinopatia non proliferante</strong> (maculopatia diabetica) --&gt; capillari non hanno apporto di O2 --&gt; VEGF --&gt; formazione di neovasi che intaccano fovea e foveola --&gt; insorge nella retinopatia proliferante.<br><strong>-Retinopatia proliferante</strong>.<br><strong><br>Perdita irreversibile della vista:</strong><br><strong>-Distruzione dei vasi</strong> --&gt; formazione di circuito cicatriziale che si attacca da un lato alla retina e dall'altro all'umor vitreo, essendo retrattile tende a staccare la retina dalla membrana basale.<br><strong>-Accumulo di emorragie<br>-Neovascolarizzazione </strong>--&gt; può raggiungere iride e camera anteriore --&gt; può occludere i canali che drenano umor acqueo portando al glaucoma.<br><br><br><strong>Terapia:<br>-Controllo glicemico<br>-Anticorpi anti-VEGF direttamente nell'occhio</strong><br>(Hb-glicata tra 6 e 12% tende a sviluppare retinopatia 20 volte superiore rispetto a chi ha valori inferiori)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 09:38:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538132913</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 09:38:28 UTC</pubDate>
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         <title>Nefropatia diabetica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538173936</link>
         <description><![CDATA[<div>Si sviluppa nel 40% dei pazienti diabetici I e II --&gt; si può definire anche come una glomerulonefrite secondaria al diabete --&gt; si caratterizza per 3 manifestazioni:<br>1) Ipertensione --&gt; dovuta a protratta attivazione del SRAA<br>2) proteinuria<br>3) Insufficienza renale<br><br><strong>Meccanismi patogenetici</strong> --&gt; sono quelli associati a iperglicemia:<br>• fattori emodinamici: attivazione dei SRAA; <br>• fattori intracellulari: produzione di TGFβ che promuove la deposizione di matrice all’interno del glomerulo, produzione di endoteline che agiscono come vasocostrittrici dei capillari glomerulari; <br>• fattori metabolici: produzione di ROS, AGE che portano a glicosilazione le proteine che formano la membrana basale glomerulare; <br>• fattori pro-infiammatori; <br>• fattori pro-fibrotici. <br><br><strong>Alterazioni visibili a livello macroscopico:</strong><br><strong>- ipertrofia del glomerulo </strong>(ispessimento della membrana basale), in fase iniziale è di fatto un meccanismo di compenso che porta però poi a ridotta filtrazione; <br><strong>- perdita dei pedicelli podocitari e del diaframma di filtrazione</strong>; <br><strong>- espansione del mesangio; <br>- neovascolarizzazione inefficace;</strong> <br><strong>- fibrosi e infiammazione dei tubuli e dell’interstizio </strong>(la nefropatia coinvolge infatti sia i glomeruli che i tubuli); <br><strong>- glomerulosclerosi nodulare diffusa</strong> (in fase tardiva, rappresenta la condizione in cui si riversano gli altri elementi); <br><strong>- fibrosi renale</strong> (in fase tardiva). <br><br>Lo studio di correlazione tra diabete e nefropatia si è fatta sui diabetici di tipo I perchè i tipo II presentano altre complicanze che ne mascherano il nesso.<br>Si possono osservare 5 fasi progressive:<br><strong>1) Iperfiltrazione:</strong> il TGFbeta e l'asse GH-IGF1 --&gt; particolarmente attivi nel diabete portano ad un certo grado di iperotrofia renale a livello di tutte le componenti --&gt; all'inizio però non c'è aumento della perfusione questo induce --&gt; aumento della perfusione dovuto all'attivazione del SRAA che promuove iperfiltrazione (questo è dovuto al fatto che tra il glomerulo e la macula densa ci sia tessuto fibrotico che rende sordo il glomerulo rispesso alla camula densa e comincia a comportarsi come se fosse sempre rilevata una bassa quantità di sodio dal NKCC --&gt; produce ingenti quantità di renina) --&gt; aumento della VFG e la pressione arterioa non ha ancora significative modificazioni.<br><br><strong>2) silente</strong>: la VFG è normale (90-125ml/min) e non c'è albuminuria --&gt; in questa fase non essendoci evidenze cliniche si cerca di individuare la presenza di eventuali fattori in circolo per cominciare un monitoraggio della funzione renale.<br><br><strong>3) Nefropatia incipiente</strong>: membrana glomerulare (filtrazione) inizia ad essere danneggiata perchè le cellule cme i podociti sono sensibili all'iperglicemia--&gt; passaggio di albumina (30-300mg/urina24h) perchè viene meno il filtro elettrico che impediva il passaggio di albumina (carica negativamente come i residui sulla membrana di filtrazione --&gt; repulsione) --&gt; inizialmente viene riassorbita dalle cellule del tubulo contorto prossimale --&gt; anche queste verranno danneggiate --&gt; si limita il riassorbimento e l'albumina va a comporre le urine.<br><br><strong>4) Nefropatia conclamata:</strong> macroalbuminuria (300mg/urine24h) --&gt; i glomeruli danneggiati cominciano ad indurirsi --&gt; glomerulosclerosi --&gt; passa meno acqua --&gt; il filtrato glomerulare inizia a scendere (per glomerulosclerosi).<br><br><strong>5) Terminale (ESRD, End Stage Renal Disease)</strong>:&nbsp; insufficienza renale cronicizzata --&gt; paziente candidato al trapianto di rene.<br><br><em><br></em><strong><em>NB:</em></strong><em> nelle fasi iniziali le cellule tubulari sono ben disposte a riassorbire albumina e sodio --&gt; solo che man mano cala il gradiente del sodio che si viene a trovare in grandi quantità nella macula densa --&gt; attivazione di SRAA.<br>Inoltre i problemi di vascolarizzazione a livello tubulare portano ad ipossia --&gt; deficit funzionale --&gt; diminuisce il riassorbimento</em>.<br><em>Gli AGE --&gt; reclutamento di molecole infiammatorie mediato da CCL2 --&gt; aggravano il quadro generico.<br>A livello delle cellule endoteliali, in condizioni di iperglicemia, sono promosse modificazioni epigenetiche che conservano il ricordo dell’insulto glicemico</em>.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 10:21:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Neuropatia diabetica</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2538194350</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Insieme alla retinopatia costituisce uno dei fattori più invalidanti</strong>.<br>Esordisce con perdita di sensibilità, formicolii o dolore --&gt; ci si accorge di neuropatia di solito alla condizione di piede diabetico --&gt; perdita di sensibilità dlel'arto inferiore e deficit vascolari (ulcerazioni, infezioni per mancato ricircolo, deformazioni per mancanza di meccanismi propriocettivi che consentono la contrazione dei muscoli per il mantenimento della postura corretta, alterazione dei nervi delle dita che assumono morfologia ad artiglio).<br><br><br><strong>Meccanismi patogenetici</strong>:<br>-Insulina --&gt; neuroni --&gt; sintesi di fattori neurotrofici --&gt; se c'è insulino-resistenza --&gt; neurone maggiormente soggetto a degenerazione.<br>-I neuroni per formare le guaine mieliniche lasciano libero accesso ai lipidi --&gt; ma con diabete --&gt; aumenta la lipolisi del tessuto adiposo --&gt; eccesso di lipidi --&gt; neuroni non riescono a smaltirli.<br>-Glicosilazione dei canali di membrana --&gt; degenerazione della trasmissione del segnale --&gt; i canali danneggiati sono:<br>TRPA1 --&gt; media impulsi legati ad agenti irritanti<br>Nav1.8 --&gt; nocicettori<br>Portano a guadagno di funzione --&gt; <strong>dolore neuropatico</strong>.<br>-Danno iperglicemico alle cellule di Schwann --&gt; perdita del supporto citoscheletrico, fattori neutrofici e di ribosomi agli assoni che permettono la sintesi proteica nelle estremità assonali.<br><br><strong>Neuropatia autonomica è più insidiosa della sensoriale perchè richiede maggiore attenzione da parte del medico a riconoscere la sintomatologia --&gt; porta a:</strong><br>-Non percepire il dolore toracico --&gt; infarto silente (appunto perchè non ce ne accorgiamo)<br>-Diarrea<br>-Disfunzione erettile<br>-Sudorazione gustativa o lacrime di coccodrilo (mancato controllo nervoso a carico della funzione lacrimale e salivare).<br><br><strong>La neuropatia si ritiene all'interno delle complicanze microvascolari del diabete</strong> --&gt; poichè molte alterazioni a carico dei neuroni sono veicolate da problematiche dei vasa nervorum.<br>Le cellule che soffrono per iperglicemia sono: Schwann, astrociti del ganglio della redice dorsale al confine tra SNC e periferico.<br><br><strong>Problematiche correlate alla neuropatia:</strong><br>-Impossibilità di riconoscere dolore, termo, tatto e vibrazione (ritiro patente).<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 10:42:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 10:42:37 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 10:42:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 10:42:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-30 10:42:56 UTC</pubDate>
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         <title>Complicanze macrovascolari del dibate</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Aterosclerosi</strong><br>Dovuto alla sindrome metabolica.<br>Il rischio di aterosclerosi solo con diabete è pari a 1 --&gt; se si aggiungono condizioni come ipertensione, iperglicemia, alte LDL e basse HDL --&gt; il rischio aumenta anche di 10 volte.<br>Il substrato comune è l'obesità viscerale --&gt; uno dei predittori clinici di rischio cardiovascolare è l'indice vita-fianchi WHR (Waist to hip ratio) --&gt; rapporto tra misura della vita (obesità viscerale) e misura dei fianchi (indice di obesità sottocutanea) --&gt; se l'indice è = 1 --&gt; rischio cardiovascolare.<br>Sono considerati come valori diagnostici di obesità viscerale una circonferenza di vita uguale o maggiore a 94 nell'uomo e a 80 nella donna.<br><br><br><strong>Arterosclerosi subclinica</strong><br>Esame della carotide --&gt; avendo una biforcazione è possibile avere un flusso turbolento --&gt; normalmente le cellule endoteliali in condizioni fisiologiche, nel giro di 24h tende ad allinearsi parallelamente al flusso che la bagna --&gt; quando c'è flusso laminare --&gt; la cellula produce eNOS --&gt; forma NO --&gt; diffonde alle cellule vicine inducendo rilassamento della muscolatura liscia --&gt; tramite l'aumento di cGMP --&gt; il calibro viene adeguato alle richieste di O2 di un determinato tessuto --&gt; se il meccanismo è alterato il rischio di avere danni ischemici sarebbe più elevato.<br><br><strong>Formazione della placca aterosclerotica:</strong><br>LPL sono quelle che rimangono più tempo in circolo e possono andare incontro a ossidazione se il fegato non effettua il giusto turnover (ai fini della placca si devono reclutare monociti in una zona ricca di apoproteine della classe B --&gt; chilomicroni B48 e LDL con B100) --&gt; diventano neoantigeni --&gt; attraenti per monociti che differenziano in macrofagi --&gt; <strong>cellule schiumose </strong>--&gt; induce proliferazione delle cellule muscolari lisce sottostanti che formano un cappello fibroso sulla placca in formazione.<br>E' possibile vedere le <strong>strie lipidiche </strong>(accumuli di grasso sotto le cellule endoteliali delle grosse arterie formati da macrofagi carichi di grasso ed infiltrati nel sottoendotelio) --&gt; in questi accumuli di grasso ancora non si è innescata l'azione macrofagica --&gt; esse sono già presenti nei soggetti di età giovane (per un fattore alimentare) --&gt; l'aterosclerosi è un processo inevitabile che inizia dalla nascita.<br><br><strong>Insulino-resistenza e aterosclerosi:</strong><br><strong>Fase precoce</strong> (nella prima dase dell'insulino resistenza): <br>L'aumento degli acidi grassi liberi porta a mancato rilasciamento del vaso che danneggia la funzione endoteliale --&gt; inoltre l'insulino-resistenza porta alla mancata attivazione di akt e di eNOS --&gt; disfunzione endoteliale.<br>La cellula muscolare non si danneggia con l'iperglicemia ma può essere insulino-resistente --&gt; ma resistente solo all'azione metabolica (quindi attivazione di PI3/akt) e non dalla via della proteina chinasi attivata da mitogeni Ras/MAPK --&gt; proliferazione cellulare --&gt; accelera la formazione della placca.<br><strong>Fase tardiva:</strong> Diabete conclamato e placca formata --&gt;<br>C'è l'attivazione della risposta alle proteine mal ripiegate che danneggiano la loro capacità di clearance e <strong>impediscono processi di efferocitosi </strong>attraverso cui le altre cellule dell'immunità innata dovrebbero smaltire i macrofagi schiumosi.<br>I macrofagi M1 soprattutto rimanendo nella placca producono citochine tipiche e tendeono ad andare in apoptosi mediata dallo stress del reticolo.<br><br>Nel core necrotico è importante il ruolo della cellula muscolare liscia che mentre in fase iniziale è indotta a proliferare ora soccombe sia per stress ossidativo che per mancanza di insulina (la cellula beta perde la sua funzione nelle fasi avanzate del diabete II) --&gt; quindi la cellula muscolare che forma il tetto della placca andando verso la morte predisponde il soggetto diabetico a ulcerazioni che innescano la coagulazione --&gt; formazione di trombi che possono rimanere sia in loco che staccarsi e occludere i vasi (accelerando il quadro mediato da NFKB).<br>Il macrofago esprime TLR4 --&gt; attivabile dai RAGE ma viene danneggiato anche dall'iperglicemia --&gt; contribuisce all'infiammazione con produzione di ROS.<br><br><strong>Il NADH viene consumato:<br>-Via dei polioli<br>-Aldoso reduttasi<br>-Attivazione di NOX</strong> (NADPH ossidasi) --&gt; si prendono due elettroni da NADPH e si cedono all'ossigeno per la formazione di radicale superossido.<br>Questa via viene attivata anche nelle cellule endoteliali --&gt; produzione di ROS e quindi aumento dei livelli di LDL ossidate --&gt; maggiore rischio di arterosclerosi.<br>Nei diabetici si assiste ad una minore quota di colesterolo e LDL rispetto al normale (70mg/dl) --&gt; in modo da ridurre il substrato della placca aterosclerotica (LDL).<br><br><strong>Arterosclerosi e diabete --&gt; la parete vascolare</strong>:<br>La parete endoteliale è formata da sistemi anticoagulanti --&gt; nel diabete:<br>Le piastrine sono sotto attacco degli AGE e dall'iperglicemia&nbsp; --&gt; questi danneggiano le lipoproteine che permettono l'aggregazione --&gt; la piastrina diabetica ha un alto contenuto di cAMP (che normalmente dovrebbe essere degradato), alta quantità di calcio e trombossani --&gt; la piastrina può attivarsi da un momento all'altro --&gt; la proteina C accoppiata alla S --&gt; sono glicosilate --&gt; questo influisce sull'azione anticoagulante --&gt; contribuisce alla formazione delle placche.<br>Quindi cappello fibroso della placca a rischio ulcerazione + sistema coagulazione/anticoagulazione sviluppato a favore della coagulazione --&gt; aumento del rischio cardiovascolare.<br><br><strong>eNOS:</strong><br>Funziona sotto forma di dimero consumando NADH e tetraidrobiopterina --&gt; promuove la trasformazione di arginina in citrullina --&gt; formazione e rilascio di NO --&gt;nel diabete può mancare tetraidrobiopterina o la L-arginina --&gt; eNOS non riesce a dimerizzare e si trasforma nella NADPH ossidasi --&gt; utilizza NADPH e ossigeno --&gt; per produrre radicale superossido --&gt; il processo si chiama disaccoppiamento della eNOS --&gt; in condizioni di iperglicemia c'è un iniziale aumento di eNOS.<br> <br><strong>Diabete e scompenso cardiaco<br>Patologie su base ischemica</strong> --&gt; <br>-Occlusione delle coronarie<br>-Occlusione dei rami terminali della carotide --&gt; ictus ischemico<br>-Occlusione dei circoli periferici degli arti inferiori --&gt; arteropatia periferica o arteropatia obliterante degli arti inferiori.<br><strong>Diabete</strong> --&gt; attivazione del SRAA --&gt; ipertensione --&gt; cuore ha maggior postcarico --&gt; parete del ventricolo va incontro a ipertrofia concentrica --&gt; il volume della cavità si riduce --&gt; scompenso diastolico per minor volume che può contenere --&gt; lo scompenso può diventare sistolico quando incide sul riempiemento delle coronarie in diastole --&gt; se l'apporto di O2 non è più sufficiente --&gt; cuore non può contrarsi.<br><strong>I cardiomiociti che subiscono insulino resistenza </strong>--&gt; non esprimono GLUT4 --&gt; non assorbe glucosio (inoltre per via dello stress ossidativo GAPDH gliceraldeide3P viene danneggiata)--&gt; cuore diventa più avido di acidi grassi esprimendo maggiori quantità di CD36 --&gt; trasportatore di acidi grassi (questi però la maggior parte sono quelli rilasciati dalla lipogenesi degli adipociti quindi saturi a catena lunga) --&gt; questi vengono ossidati ( richiede più ossigeno rispetto alla fosforilazione ossidativa ed essendo le coronarie occluse&nbsp; da aterosclerosi può dare conseguenze fatali ) e in parte convertiti nel citoplasma perchè sono troppi quelli che si accumulano --&gt; formazione di Tg o Diacilgliceroli --&gt; attivano la PKC --&gt; istaura lipotossicità e apoptosi dei miocardiociti.<br>Quindi è un circolo che si autoalimenta --&gt; sistema simpatico --&gt; produzione di catecolammine --&gt; recettori beta-adrenergici con azione cronotropa e inotropa positiva --&gt; mediano la glicogenolisi e la gluconeogenesi a livello epatico e la lipolisi adipocitaria --&gt; azione iperglicemizzante.<br>Sistema simpatico --&gt; aumenta glicemia e insulino resistenza --&gt; questi inducono:<br>• Ipertensione&nbsp;<br>• Disturbi metabolici&nbsp;<br>• Disturbi della funzione cellulare, in particolare mitocondriale&nbsp;<br>• Alterazioni strutturali date dalla deposizione dagli AGE a livello cardiaco&nbsp;<br>• Neuropatia autonomica a livello cardiaco che porta la mancanza del meccanismo nervoso di regolazione della frequenza cardiaca&nbsp;<br>• Sistena Renina-Angiotensina-Aldosterone&nbsp;<br>• Malattia cardiovascolare su base aterosclerotica&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 14:18:44 UTC</pubDate>
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         <title>Complicanze acute del diabete</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1) Chetoacidosi diabetica</strong><br>E' la più tipica manifestazione del diabete di tipo I --&gt; il fattore scatenante è l'assoluta mancanza di insulina --&gt; va trattata entro nel giro di poche ore --&gt; la <strong>carenza di insulina porta a 3 fenomeni:<br>-Iperglicemia<br>-Eccessiva lipolisi</strong> --&gt; nell'adipocita viene stimolata la lipasi ormono-sensibile (HSL) --&gt; non soggetta a controllo inibitorio da parte dell'insulina --&gt; gli acidi grassi tentano di essere ossidate dalle cellule dell'organismo --&gt; l'eccesso porta ad accumulo di acetil CoA --&gt; (l'ossalacetato è impiegato nella gluconeogenesi quindi non disponibile --&gt; no ciclo di krebs) --&gt; viene condensato con altri acetil CoA --&gt; formazione di corpi chetonici.<br><strong>-Accumulo di corpi chetonici: </strong>amplificata da altri stimoli come traumi, infezioni o digiuno prolungato.<br><br><strong>Per via della mancanza di insulina si ha la produzione di tutti gli ormoni antagonisti dell'insulina: </strong>cortisolo, catecolammine, glucagone e GH --&gt;<br><strong>-Diminuzione dell'utilizzo del glucosio</strong> --&gt; si accumula in circolo<br><strong>-Aumento della lipolisi </strong>--&gt; si associa alla presenza di acidi grassi liberi che nel fegato vengono usati per produrre corpi chetonici e glucosio in minima parte.<br>Se con uno stick si rileva la presenza di corpi chetonici nelle urine --&gt; il paziente va trattato con insulina esogena.<br>I corpi chetonici tendono ad abbasare il pH perchè tendono a stimolare la conversione del piruvato a lattato (essendo Krebs bloccato) --&gt; il lattato è acido --&gt; acidosi metabolica indipendente dal sistemza respiratorio --&gt; il gap anionico aumentato perchè non è misurabile.<br><br><strong>Squilibri elettrolitici:</strong><br>Il glutocosio si accumula in circolo --&gt; acqua fuoriesce dalle cellule e diluisce il Na+ presente in circolo --&gt; iponatriemia --&gt; inoltre è per l'accumulo di corpi chetonici --&gt; questi vengono captati dalle cellule e scambiarli col potassio --&gt; iperkalemia.<br><br><strong>Disidratazione:</strong><br>Diuresi osmotica: il glucosio supera la quota di clearance --&gt; le cellule tubulari non riuscendo ad assorbirlo permettono il suo accumulo nei tubuli --&gt; richiama acqua --&gt; porta a disidratazione e ipovolemia --&gt; la ridotta volemia riduce il flusso ematico al SNC --&gt; altera lo stato mentale.<br><strong><br>Quindi la chetoacidosi diabetica è causata:</strong><br>-Non aderenza alla terapia (insulina)<br>-Infezioni --&gt; aumentano i corpi chetonici che sono comunque degli acidi<br>-Nuova diagnosi --&gt; esordio diabete di tipo I.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 16:24:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>2) Coma iperosmolare (più tipica di MD2)</strong><br>Glicemia sui 1000mg/dl.<br>La carenza di insulina in MD2 non è così accentuata come nel tipo MD1 ergo non si ha formazione dei corpi chetonici e gli acidi grassi possono essere completamente ossidati e manca tutta la parte inerente all'acidosi.<br>L'iperglicemia è enorme e porta sempre a diuresi osmotica, iponatriemia, disidratazione e coma.<br><br><strong>Differenze tra acidosi metabolica e coma iperosmolare</strong><br>-Insorgenza: spontanea nel primo caso e nel secondo è un processo graduale --&gt; una settimana con prolungata disidratazione.<br>-Glicemie diverse.<br>-Nella seconda sono assenti corpi chetonici<br>-Nella prima i valori di pH sono bassi mentre nella seconda sono normali<br>-K+ --&gt; aumenta nell'acidosi e diminuisce invece nel coma in quanto escreto per via renale<br>-Osmolarità: Schizza alle stelle nella seconda mentre nella prima il rene tendenzialmente è ancora funzionante.<br>-Chetoni nelle urine: solo nell'acidosi.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 16:44:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>3) Ipoglicemia</strong><br>Per somministrazione errata di ingenti dosi di insulina --&gt; morte nel giro di poche ore (glicemia otto i 55 compaiono i primi sintomi --&gt; sotto i 50 perdita di coscienza).<br>Risposta fisiologica all'ipoglicemia --&gt; sotto gli 80mg/dl:<br>1) calo della produzione di insulina<br>2) Il calo della produzione di insulina permette di disinibire le isole alpha --&gt; rilascio di glucagone.<br>3) Contemporaneamente si ha rilascio di adrenalina e cortisolo dal surrene<br><br><strong>Nel diabetico:</strong><br>1) Insulina è gia a 0 nel DM1 <br>2) Le cellule alpha sono inibite perchè manca il decremento dell'insulina <br>3) Le neuropatie diabetiche danneggiano le fibre colinergiche che innervano la midollare --&gt; no rilascio di catecolammine<br>4) stimoli come quelli della fame sono compromessi (neuropatia)<br>L'individuo non sentendo l'iperglicemia puà morire senza accorgersene soprattutto se si aggiungono cali della glicemia come un esame stressante o esercizio fisico .<br>Durante la notte se c'è qualche problema l'arousal fa svegliare l'individuo se ci sono problemi --&gt; nel diabetico questo non c'è --&gt; morte.<br>Per il clinico quindi si palesa la problematica legata al dosaggio dell’insulina durante la notte che ad oggi è quella “a durata lenta”, ovvero che attenua i suoi effetti durante il periodo notturno. <br><br><strong>Sintomi dell'ipoglicemia:</strong><br><strong>1) Neurologici: </strong>attivazione del simpatico --&gt; sudorazione, fame, tremori, pesantezza cardiaca, ansia e nervosismo<br><strong>2) Neuroglicopenici: </strong>dovuti a mancanza di glucosio nel SNC --&gt; calore, debolezza, alterazione del pensiero, stanchezza, svenimento, difficoltà nell'eloquio e la visione appannata.<br><strong>In altre condizioni non diabetiche:</strong><br><strong>-Abuso di alcol </strong>--&gt; blocca la gluconeogenesi e calo della glicemia<br><strong>-Malattie acute critiche come infezioni o sepsi</strong><br><strong>-Carenze ormonali </strong>--&gt; mancanza di cortisolo.<br><strong><br>Nell'individuo che sembra sano una crisi ipoglicemica si può verificare per</strong>:<br><strong>-Assunzione voluttuaria di insulina<br>-Insulinoma</strong> --&gt; tumore neuroendocrino benigno delle cellule beta del pancreas che producono insulina in modo indipendente e incontrollato.<br><br><strong>Triade di Whirplle:</strong><br>Condizione caratterizzata da --&gt;<br>-Presenza di ipoglicemia sotto 55mg/dl.<br>-Sintomi da ipoglicemia, neuroglicopenici o neuromediati.<br>-Quando viene somministrato glucosio (via orale se cosciente o per infusione se incosciente) --&gt; risoluzione immediata --&gt; se non avviene non era ipoglicemia ma una condizione associata ad altro (scarica di catecolammine).<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 16:56:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Origina a partire dalla 12esima settimana per migrazione di precursori lungo il sistema degli archi branchiali e raggiunge la localizzazione definitiva solo in 12esima settimana --&gt; potrebbero rimanere dei residui di tiroide.<br>E' formata da:<br><strong>-Cellule C o parafollicolari</strong>: derivano dalla cresta neurale e producono calcitonina&nbsp; --&gt; nell'uomo non ricopre nessun ruolo importante se non come marker della proliferazione delle cellule C in certi tumori.<br><strong>-Cellula follicolare o tireocita:</strong> è una cellula epiteliale fortemente polarizzata --&gt;<br><strong>Dominio basolaterale</strong> sul circolo ematico.<br><strong>Dominio luminale</strong> guarda nel follicolo fatto da varie cellule follicolari vicine --&gt; l'interno del follicolo è formato da colloide (proteina particolarmente ricca in tirosine --&gt; tireoglobulina)<br><br><strong>Formazione degli ormoni tiroidei<br>Dominio basolaterale </strong>--&gt; recettore per TSH (fattore ipofisario, legato a proteina Gs-&gt; cAMP e Gq -&gt;DAG, IP3 e rilascio di Ca2+ dal REL) --&gt; sintesi di NIS e della tireoperossidasi --&gt;<strong> simporto attivo secondario</strong> <strong>NIS </strong>(Sodium Iodide Symporter) entra iodio e 2 sodio (è secondario perchè questo sodio viene ributtato fuori tramite la pompa sodio/potassio tramite uso di ATP) --&gt; essendo che il gradiente di concentrazione per lo iodio è uguale tra fuori e dentro --&gt; per incamerarlo per la sintesi derve un terzo distretto che corrisponde appunto al follicolo --&gt; lo iodio viene immesso nel follicolo tramite la pendrina (PDS, mutata nella sindrome di Pendred --&gt; ipotiroidismo e sordità essendo che si trova anche a livello dell'orecchio interno). <br>--&gt; lo iodio entrato nel follicolo è sottoforma dello ione ioduro I- --&gt; la tireoperossidasi (<strong>TPO</strong>, espressa sul dominio apicale, per funzionare necessita del calcio liberato dal REL e di acqua ossigenata --&gt; prodotta da <strong>DUOX</strong> una ossidasi che consuma NADPH con la formazione di perossido di idrogeno) lo converte in <strong>monoiodio-tirosina MIT</strong> quindi lo rende una sostanza organica tramite la perossidazione delle tirosine --&gt; o può formare anche DIT (diiodiotirosina) --&gt; quindi viene aggiunto iodio ai residui di tirosina delle tireoglobuline (contiene tante tirosine che possono o meno legare lo iodio) --&gt; questi atomi di iodio sono legati all'anello benzeico delle tirosine --&gt; la tireoperossidasi poi prende una tirosina e la riattacca (non più allo scheletro dell'AA) ma alla catena laterale di un'altra tirosina --&gt; Tiroxina T4 (se sono stati uniti due DIT tra loro, è una forma inattiva ed è presente in maggioranza dentro la tireoglobulina) o una triiodiotironina (T3 si trova in minima parte all'interno del follicolo ed è in forma attiva) se sono stati uniti una monoiodiotirosina (MIT) e una diiodiotirosina (DIT) --&gt;&nbsp; la colloide viene assorbita per pinocitosi --&gt; vescicola si fonde con un lisosoma --&gt; enzimi degradano l'interno e rimangono solo AA sfusi tra cui T3 e T4 --&gt; sono gli unici che possono passare attraverso il versante basolaterale per via delle cariche (se nella vescicola ci sono DIT e MIT vengono riciclati e ributtate nel follicolo) --&gt; T3 e T4 in circolo --&gt; si legano a:<br><strong>-TBG</strong> (glubulina legante ormoni tiroidei)<br><strong>-Transretina TTR</strong> (proteina plasmatica molto importante perchè di solito tende a formare il picco della prealbumina nell'elettroforesi delle proteine plasmatiche)<br><strong>-Albumina</strong><br>La funzione delle proteine trasportatrici è quella di aumentare la loro emivita ed evitare che si leghino ai recettori del primo organo che incontrano (vene tiroidee --&gt; vene giugulari --&gt; vena cava sup --&gt; atrio di destra --&gt; cuore) quindi il cuore e ppermettono un rilascio graduale dell'ormone.<br>Sulle cellule c'è l'enzima deiodinasi --&gt; ha varie isoforme --&gt; D1 (di membrana), D2 (intracellulare, come la D1 stacca l'atomo di iodio più distale) e D3 (di membrana che toglie lo ione iodio più prossimale ottenendo di-iodiotironina che ha un atomo di iodio su una tirosina e l'altro su un'altra tirosina --&gt; quindi non è un DIT perchè in quel caso erano sulla stessa tirosina --&gt; quindi inattiva l'ormone) --&gt; T3 si può trovare sia in versione attiva (manca lo iodio della tirosina distale) che in forma invertito (manca lo iodio nella tirosina prossimale --&gt; biologicamente inattivo --&gt; viene misurato per ricercare deficit della produzione)<br>(Es: astrocita capta T4 --&gt; D2 (citoplasmatico) --&gt; T3 --&gt; lo passa al neurone che possiede D3 --&gt; T3 diventa T2)<br><strong>Gli ormoni tiroidei si possono misurare in circolo:</strong><br>-Il T4 in circolo è tutto di origine tiroidea mentre solo il 20% di T3 è di origine tiroidea il resto deriva dalla conversione di T4 in T3.<br>-T3 è 50 volte meno concentrato<br>• la quota in forma libera: di 0.02% per T4 e 0.3% per T3&nbsp;<br>• l’emivita: T4 di giorni e T3 di qualche ora&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <title>Effetti degli ormoni tiroidei</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante lo sviluppo --&gt; vita intrauterina --&gt; l'embrione beneficia degli ormoni tiroidei della madre che passano la BEP barriera emato placentare --&gt; fondamentali per la crescita durante la vita intrauterina e anche per i primi anni di vita (via piramidale si completa intorno ai 5 anni) --&gt; se la madre ha ipotiroidismo il bambino nasce probabilmente con lo stesso problema invece se la madre ha ipertiroidismo --&gt; il bambino alla nascita non potendo produrre ormoni in quantità come quelli della madre si trova in un ipotiroidismo relativo.<br>I neonati a cui sono mancati durante lo sviluppo intrauterino gli ormoni tiroidei vanno incontro a ritardo psico-motorio --&gt; cretinismo.<br>Nell'adulto questi ormoni servono ad aumentare il consumo di O2.<br><br><strong>Meccanismo d'azione di T3 in forma attiva:<br>-Stimola l'espressione genica</strong> --&gt; T3 lega un recettore intracellulare della famiglia dei recettori per i retinoidi e vit D --&gt; eterodimerizza con RXR --&gt; lega i le TRE thyroid responsive element--&gt; formazione della proteina PGC1alpha --&gt; promuove la biogenesi di mitocondri --&gt; quindi li fa replicare all'interno della cellula.<br><strong>-Stimola l'azione di AMPK --&gt; fosforila PGC1 alpha rendendolo ancora più attivo</strong> (simula quindi come una condizione di esercizio fisico) --&gt; promuove la trascrizione dei geni che codificano a livello mitocondriale e nucleare per le subunità dei complessi della catena respiratoria --&gt; maggiore è il numero di complessi e maggiore è il consumo di ossigeno.<br>AMPK simulando la carenza nutritiva inibisce la sintesi di acidi grassi exnovo.<br><strong>-Aumenta la captazione intracellulare di acidi grassi</strong> --&gt; upregolazione di CD36 (trasportatore che li fa entrare nella cellula) e Carnitina-palmitoil-transferasi 1 (per l'importazione nel mitocondrio).<br><strong>-Sintesi di UCP </strong>per far consumare ancora più ossigeno alla catena respiratoria.<br>Un soggetto che ha un eccesso di ormoni tiroidei ha un metabolismo iperattivo e brucia una quantità enorme di ossigeno&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 21:10:58 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Regolazione della funzione tiroidea</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Feedback negativo: adenoipofisi --&gt; recettori per T3 --&gt; inibizione della liberazione di TSH.<br><br>Recettore del TSH<br>La sequenza extracellulare ha una forte omologia con il recettore della gonadotropina corionica umana di tipo beta.</div><pre><strong>BetaHCG</strong> (quest'ultima si eleva in determinate situazioni tipo la gravidanza, ma anche alcuni casi patologici come i tumori del trofoblasto o malattie non neoplastiche del trofoblasto quali la Mola Vescicolare o Idatiforme che è una sorta di gravidanza non riuscita che si verifica quando un ovulo morto viene fecondato da uno spermatozoo e per caso si impianta nell'utero dando una gravidanza incompleta che però produce grossissime quantità di betaHCG). </pre><div>L'azione intracellulare è sempre quella: il signalling del recettore del TSH ha un braccio associato a proteina <strong>Gs</strong> (Gs→ adenilato ciclasi→ cAMP→ PKA→fattore CREB→trascrizione di determinati geni, primo tra tutti la tireoperossidasi) e un braccio <strong>Gq (connesso con PI3K)</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 21:32:54 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Ipertiroidismo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><mark>Ipertiroidismo secondario </mark></strong>--&gt; adenoma ipofisario --&gt; aumento della produzione di TSH --&gt; estremamente raro.<br><strong><mark>Ipertiroidismo primario</mark></strong> --&gt;eccesso di ormoni tiroidei (e dunque una riduzione di TSH in circolo) --&gt; cause dell'eccesso di ormoni tiroidei in circolo:<br><strong>-Danno meccanico o infettivo alla ghiandola</strong> --&gt; rottura dei follicoli con liberazione di ormoni tiroidei (negli interventi di tiroidectomia si deve prima somministrare un inibitore degli ormoni tiroidei) --&gt; tireotossicosi iatrogena<br><strong>-Eccesso di somministrazione esogena (terapia sostitutiva)<br>-Aumentata conversione periferica</strong> --&gt; dovuto ad aumento della funzionalità degli enzimi che operano la conversione di T3 e T4.<br><strong>-Iperattività dei sistemi che convertono T4 in T3</strong>.<br>Per diagnosticare ipertiroidismo valutiamo la riduzione ematica dei livelli di TSH --&gt; il dosaggio del TSH in laboratorio ha problematiche di sensibilità --&gt; perchè il range di riferimento, nel suo valore inferiore è molto basso e i test erano poco sensibili per dosare l'ormone (non riuscivano a dosare tra 0 e un valore molto basso che comunque rientrava nel range di normalità) --&gt; questo ci dice che i livelli di TSH specialmente nel Graves sono praticamente azzerati.<br><br><br><strong>L'ipertiroidismo primario può essere a sua volta classificato in:<br>-Subclinico: </strong>calo dei livelli di TSH senza aumento degli ormoni tiroidei circolanti.<br><strong>-Conclamato:</strong> calo dei valori di TSH con aumento degli ormoni tiroidei circolanti.<br><br><strong>Sintomi:</strong><br>Possono essere di due tipologie--&gt;<br><strong>-Dovuti a stato ipermetabolico</strong> --&gt; termogenesi (UCP1), sudorazione (eliminazione calore prodotto), perdita di peso (grassi che bruciano in modo incontrollato --&gt; se maggiore al 10% del peso in 6 mesi --&gt; neoplasia o ipertiroidismo)<br><br><strong>-Iperattività del sistema simpatico </strong>(amplificazione dell'azione delle catecolammine) --&gt;</div><blockquote>a)<strong>Aumentano l'espressione dei recettori alpha e beta adrenergici su tutte le cellule degli organi</strong>.<br>b)<strong>Riducono il fenomeno della desensitizzazione </strong>(fenomeno che si ha quando un recettore è stimolato per un tempo prolungato).&nbsp;<br>Quindi si manifesteranno tremori, iperattività, ansia, insonnia, instabilità emotiva, malassorbimento intestinale e anche diarrea, a livello cardiaco si presenta tachicardia e una condizione di simil-ischemia che non è dovuta a ridotta disponibilità di ossigeno ma ad una sua aumentata richiesta e poi consumo&nbsp;<br>Le catecolammine legandosi ai recettori alpha1 --&gt; costrizione delle arteriole periferiche --&gt; aumento di resistenza.<br>Catecolammine su recettori beta2 --&gt; promuovono vasodilatazione splancnica.<br>L'ipertiroidismo può sfociare in uno scompenso cardiaco ad alta gittata (il cuore non riesce a pompare l'enorme quantità di sangue richiesta) per via della perfusione degli organi (dovuta alla maggiore richiesta di ossigeno) sia per effetti ionotropo che cronotropo positivi dovuti alle catecolammine --&gt; inoltre diminuiscono le resistenze periferiche per aumento della circolazione splancnica.<br>Quindi possono simulare gli effetti di una crisi ipoglicemica (ma insieme vi saranno sempre iperirritabilità, ansia, instabilità emotiva nel tempo e la crisi è reversibile con la somministrazione di glucosio)</blockquote><div><br><strong>3 malattie più frequenti:</strong><br>-Morbo di Graves (ipertiroidismo dovuto ad eccessiva stimolazione del recettore del TSH ed è su base autoimmune)&nbsp;<br>Le altre due portano a secrezione autonoma degli ormoni da parte della tiroide che si svincola dal controllo del TSH e li produce in modo incontrastato --&gt; sono:<br>-Gozzo multinodulare tossico<br>-Adenoma tossico tiroideo / morbo di Plummer</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-30 21:47:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Morbo di Graves</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' la forma più comune di ipertiroidismo --&gt; è una forma autoimmune e si manifesta con una serie di segni e sintomi legati all'aumento della presenza di ormoni tiroidei in circolo.<br>Ci sono autoanticorpi che attivano TSHr --&gt; determinando l'aumento degli ormoni tiroidei in circolo.<br>E' una immunoglobulina G stimolante il TSHr --&gt; prodotta da plasmacellule che vengono stimolate da parte di un linfocita CD4+.<br>Ci possono essere anche autoanticorpi neutri o inattivanti il TSHr --&gt; sono dosabili in circolo.<br>Se andassimo a sezionare la ghiandola si nota anche una infiltrazione tipica di altri linfociti --&gt; infiltrato di tipo oligoclonale --&gt; componente cellulemediata.<br>Ci sono due manifestazioni cliniche tipiche di questo morbo perchè appunto sono dovute all'attivazione del TSH --&gt; oftalmopatia e dermopatia di Basedow.<br><br><strong>Sviluppo dell'autoimmunità:</strong><br><strong>-C'è una certa predisposizione</strong> --&gt;<br><strong>1)</strong> <strong>Determinati aplotipi di HLA<br>2) Riduzione della funzione dei linfociti T reg</strong> --&gt; compromessa risposta ad insulti di vario genere --&gt; che possono essere patogeni, stress, immunodepressione sviluppo della malattia autoimmune conclamata.<br><strong>-Epitopi criptici:</strong> la tiroide è abbastanza nascosta nei confronti del sistema immunitario --&gt; alcuni antigeni come la perossidasi sboccano nel follicolo e quindi sono estremamente nascosti --&gt; un aumento della permeabilità dell'epitelio follicolare potrebbe portare all'esposizione degli antigeni all'esterno --&gt; risposta autoimmune.<br><strong>-Mimetismo molecolare: </strong>alcuni antigeni tiroidei possono mimare alcuni antigeni per esempio di origine virale --&gt; attivazione del sistema immunitario.<br><strong>-Attivazione bystander: </strong>attivazione più o meno casuale di cellule del sistema immunitario che si trovano nel contesto della ghiandola per altri motivi --&gt; questa è una patologia autoimmune organospecifica.<br><strong>-Geni come il recettore alpha dell'IL-2, gene del TSHr e la tireoglobulina stessa, CD40</strong> (coattivatore dei linfociti T).<br><br><strong>Manifestazioni cliniche:</strong><br><strong>-Dovute ad ipertiroidismo</strong> --&gt; calo ponderale molto evidente, ansia, insonnia, intolleranza al caldo, alterazioni dell'umore varie, sudorazione profusa, tachicardia --&gt; fibrillazione atriale (una delle maggiori manifestazioni di ipertiroidismo)<br><strong>-Dovute ad Oftalmopatia di Basedow</strong>: impossibilità della palpebra superiore di ricoprire l'occhio --&gt; dovuto alla <strong>presenza di TSHr sulla superficie dei fibroblasti retrorbitari </strong>--&gt; una volta stimolati dal recettore --&gt; producono una matrice amorfa, accumulo degli adipociti che creano --&gt; esoftalmo, disturbi nell'azione dei muscoli estrinseci dell'occhio (occhi in fuori e problematiche sull'uso del muscolo abducente --&gt; il primo muscolo che viene implicato in questa problematica).<br>Qui non sono coinvolti gli ormoni tiroidei --&gt; questo si sviluppa di pari passo col danno alla tiroide e si può sviluppare prima dell'ipertiroidismo.<br><strong>&nbsp;-Dovute a dermopatia infiltrante:</strong> <strong>mixedema pretibiale </strong>per produzione di matrice amorfa per conto dei fibroblasti sottocutanei della regione pretibiale (sotto il ginocchio) -&gt; edema che richiama acqua (è un edema di tipo non improntabile dovuto alla presenza di GAG quindi massa proteica amorfa).<br><strong>-Dovute alla tempesta tiroidea: </strong>immissione ingente e immediata di ormoni tiroidei per accumulo di autoanticorpi--&gt; attivazione del sistema simpatico --&gt; catecolamine recettori alpha1 --&gt; vasocostrizione delle arteriole periferiche --&gt; ipertensione --&gt; alterazioni di livello cardiaco che per via dell'immediatezza non vengono placati dal rimodellamento cardiaco --&gt; cuore va incontro a scompenso perchè il cuore non riesce a star dietro all'ipertensione.<br><strong>In fase cronica</strong> --&gt; ipertrofia del ventricolo sinistro a scapito del volume della camera --&gt; in diastole diminuisce il riempimento coronarico accompagnato per via degli ormoni tiroidei ad uso eccessivo di O2 da parte del miocardio (ma in generale da tutti i tessuti periferici) non accompagnato a compensazione --&gt; il cuore non riesce a stare dietro al fabbisogno dei tessuti periferici ed ha anche minore irrorazione--&gt; scompenso cardiaco --&gt; non batte più. <br><strong>-Fistola artereovenosa:</strong> si verificano in modo che non avviene la caduta pressoria del circolo periferico (praticamente non avviene il restringimento con la caduta di pressione ma si va direttamente da un'arteria ad una vena di più o meno lo stesso calibro con la vena sempre inferiore) --&gt; diventa tutto un unico condotto e il sangue ovviamente segue la fistola perchè è il punto di minore resistenza --&gt; si possono trovare soprattutto a livello intracranico.<br><br><strong>Cure:</strong><br>-Blocco di produzione degli ormoni tiroidei.<br><br><br>Essendo una patologia autoimmune sorge dai 30 a gli 80 anni perchè il sistema immunitario deve essere efficiente<br><br>Per la diagnosi si ricercano: autoanticorpi, ormoni tiroidei e livelli di TSH.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 09:30:23 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 09:30:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Gozzo multinodulare tossico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Assunzione da parte di una porzione di ghiandola di autonomia nei confronti del TSH --&gt; l'aggettivo tossico indica che a livello netto si ha un ipertiroidismo --&gt; si ha maggiore produzione di ormoni tiroidei.<br>E' una patologia che si verifica nei posti in cui c'è carenza endemica di iodio.<br><strong>Patogenesi </strong>--&gt; mancanza di iodio --&gt; ghiandola per compensare va incontro ad ipertrofia --&gt; alcuni gruppi di cellule diminuiscono la densità del TSHr --&gt; diventano autonome (come nelle paratiroidi) --&gt; quindi avremo dei noduli iperfunzionanti --&gt;<br><strong>-Noduli caldi:</strong> producono una quantità di ormoni tiroidei sufficienti a sopprimere il TSH da parte dell'ipofisi (questo induce il resto della ghiandola che non ha subito modificazioni ad andare in atrofia).<br><strong>-Noduli freddi.<br>-Noduli ipofunzionanti.</strong><br>La diagnosi viene effettuata vedendo la grandezza della ghiandola --&gt; gozzo per ingrossamento della tiroide.<br>Negli anziani le cellule possono stancarsi più facilmente e insorgere nella patologia quindi è più sviluppata tra gli anziani ma resta estremamente rara.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 09:43:51 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Adenoma tossico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2539678180</link>
         <description><![CDATA[<div>Tumore benigno estremamente differenziato con un sngolo nodulo circondato dalla tiroide essenzialmente sana --&gt; può essere talmente caldo na non riuscire a sopprimere il rilascio di TSH --&gt; necrosi spontanea (caso fortunato) altrimenti si opera la rimozione.</div><blockquote><strong>NB: </strong><br>-Noduli caldi: maggiore captazione di iodio<br>-Noduli freddi: minore captazione di iodio.</blockquote><div><strong>Patogenesi: </strong>mutazione del dominio transmembrana del TSHr --&gt; attivazione costitutiva --&gt; guadagno di funzione che riguarda solo le cellule clone --&gt; ipertrofia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 09:52:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ipertiroidismi secondari</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>LH, HCG-beta, FSH e TSH</strong> sono 4 ormoni identici tra loro --&gt; tutti hanno una subunità alpha e una beta --&gt; la alpha è uguale per tutte --&gt; durante la gravidanza l'ipofisi sta ancora maturando quindi HCG-beta prodotta dal trofoblasto svolge la funzione del TSH --&gt; si rega ai TSHr nella tiroide in via di sviluppo.<br><strong>-Tumori del trofoblasto </strong>--&gt; HCG espressa --&gt; ipertiroidismo nella donna che ha questa neoplasia.<br><strong>-Tumori al testicolo</strong> --&gt; stessa cosa ma per l'uomo --&gt; HCG è un marcatore circolante di tumore al testicolo.<br>HCG è marker circolante di tumore al testicolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 10:07:14 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Ipotiroidismo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2539712444</link>
         <description><![CDATA[<div>Deficit alimnetare di iodio degato alla malnutrizione o alla carenza di una determinata area geografica.<br>Tiroide --&gt; ipertrofia --&gt; gozzo.<br>Ci possono essere difetti congeniti del metabolismo tiroideo --&gt; <br>-mutazione della pendrina (sindrome di Pend)<br>Oppure altri:<br>-Ablazione chirurgica o da radio terapia<br>-Trattamento con radioiodio --&gt; viene intrappolato nella tiroide --&gt; danno localizzato da radiazioni.<br>-Autoimmune --&gt; Hashimoto<br>-Aumento della clearance degli ormoni circolanti<br>-Amiodarone (da farmaci) --&gt; farmaco antiaritmico per la fibrillazione atriale per ripristinare il ritmo sinusale normale, ma contenendo iodio viene subito accumulato nella tiroide dai meccanismi efficienti di trasporto --&gt; viene somministrato 5/7 giorni per evitare l'accumulo --&gt; esiste una versione senza iodio meno efficace e più costosa --&gt; dronedarone.<br><strong>Effetto di WOlff-Chaikoff </strong>--&gt; inseguito alla somministrazione di iodio dopo un pò la ghiandola si inibisca (lo iodio se presente ad alti contenuti inibisce la sintesi degli ormoni) --&gt; questo effetto:<br>-Si usa per combattere la tempesta tiroidea tramite somministrazione di iodio esogeno.<br>-Spiega l'azione dell'amiodarone<br>-Spiega il trattamento con lo iodio esogeno<br>Se il problema è cronico non si può attuare perchè la ghiandola dopo giorni scappa dall'inibizione ritornando più forte di prima.<br>Quindi nella somministrazione di amiodarone si può avere --&gt; ipertiroidismo iniziale seguito poi da ipotiroidismo e poi di nuovo ipertiroidismo per l'escape della ghiandola.<br><br>Quindi il gozzo serve a compensare --&gt; se si ha mutazione dell'apparato di sintesi degli ormoni tiroidei --&gt; ipotiroidismo --&gt; il gozzo di sviluppa in multinodulare --&gt; diventa tossico se quella porzione di parenchima diventa talmente efficiente che riesce ad usare quel poco iodio a disposizione --&gt; non è una patologia neoplastica o infiammatoria infatti non ci sono linfociti.<br><br><strong>L'ipertiroidismo serve per lo sviluppo</strong> (soprattutto del SNC) del feto --&gt; deficiti --&gt; ridardo dello sviluppo psicomotorio --&gt; cretinismo (controllo sulle gravidanze con madri con ipotiroidismo).<br>-Se l'ipotiroidismo&nbsp; è in tenera età --&gt; ridarto costituzionale di crescita dovuto a carenza ormonale --&gt; quindi inaguatezza della stimolazione degli ormoni secondari al processo di accrescimento --&gt; ormoni sessuali o tiroidei in questo caso.<br><br><strong>Nell'ipotiroidismo oltre quello elencato si ha:</strong><br>-Ridotta attivazione del sistema simpatico<br>-Mixedema diffuso sul tronco (non localizzato come nel graves) --&gt; dovuto a depositi di mucopolisaccaridi nel sottocute.<br>-Aumento ponderale (ingrassa) per mancanza degli ormoni tiroidei che inibiscono la acetilCoA carbossilasi che serve per la biogenesi degli acidi grassi e del colesterolo (inibizione)--&gt; avviene quindi la sintesi di acidi grassi e colesterolo --&gt; si accumulano negli adipociti --&gt; fegato tende a captare meno le LDL circolanti --&gt; maggiore produzione con minore clearance --&gt; accumulo di lipoproteine --&gt; rischio cardiovascolari.<br>Ipotiroidismo --&gt; dislipidemia (ipercolesterolemia) --&gt; associazione strettissima in tutti quei casi in cui non vi sono fattori per il rischio cardiovascolare (Ipercolesterolemia, fumo, alcol ecc).<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 10:29:41 UTC</pubDate>
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         <title>Tiroidite di Hashimoto</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>Autoimmune, ipotiroidismo più comune in paesi con adeguato introito di iodio --&gt; in italia 350 donne su 100.000 --&gt; insorge dai 40-60 anni.<br><br>La patologia è data da 3 diversi anticorpi che possono essere presenti sia singolarmente che in combinazione.<br><strong>-Anticorpi anti-tireoglobulina<br>-Anticorpi anti-tireoperossidasi<br>-Anticorpi anti-TSHr</strong><br>La differenza col Graves è che la presenza di questi anticorpi non è direttamente correlata con lo sviluppo della malattia --&gt; (come la celiachia) --&gt; l'ambiente contribuisce a tradurre questa disposizione genetica in un fenotipo di malattia.<br><strong>Manifestazione</strong>: prima con anticorpi contro tireoperossidasi --&gt; se progredisco sviluppo l'ipotiroidismo subclinico (tiroide funziona ma serve più TSH per funzionare) --&gt; nei casi conclamati si ha basso livello di T3 e T4 circolanti ma si ha solo il 5% di probabilità annuo che questo avvenga --&gt; quindi si può morire senza mai sviluppare la sindrome di Hashimoto pur presentando gli anticorpi.<br>Quindi finchè non si conoscono i valori del TSH la sola presenza di autoanticorpi contro tireoperossidasi e tireoglobulina non indica la patologia.<br><br><strong>Meccanismi patogenici:</strong><br>-Immunità cellulomediata --&gt; linfociti T che attivano macrofagi e CD8+ che distruggono le cellule, autoanticorpi (ovviamente gli antigeni come la tireoperossidasi sono nascoste nella tiroide quindi ci deve essere un aumento della permeabilità della tiroide per scovarla) --&gt; gli immunocomplessi attivano anche il complemento.<br>-Predisposizione genetica --&gt; due aplotipi del sistema HLA --&gt; DQ2 e DQ8 (li stessi che predispongono allo sviluppo della celiachia e del DM1, quindi se il soggetto ha una di queste tre patologie deve essere regolarmente sottoposto a screening per le altre due).<br>Se la patologia è particolarmente spinta si assiste ad una tumefazione della ghiandola, l'insorgenza è molto graduale al contrario del Graves.<br><br><strong>Cura con Tiroxina </strong>--&gt; ormoni esogeni --&gt; si deve valutare bene il dosaggio altrimenti si rischia di andare incontro a atrofia irreversibile della ghiandola.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 12:48:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 12:48:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 12:48:55 UTC</pubDate>
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         <title>Altre tiroiditi</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tiroiditi</strong> --&gt; patologie su base infiammatoria.<br><br><strong><mark>-De Quervain</mark></strong> --&gt; tiroidite dolora che può essere innescata da infezioni virali delle vie aree superiori --&gt; ci sono linfociti T che danneggiano in maniera pesante il tireocita ma il processo generalmente si autolimita quindi è solo dolorosa.<br><br><strong><mark>-Tiroidite linfocitaria: danno alla tiroide mediato da linfociti </mark></strong>--&gt; liberazione di ormoni tiroidei --&gt; segue ipotiroidismo.<br><br><strong><mark>-Tiroidite di Riedel </mark></strong>--&gt; tiroide di consistenza duro-lignea (coinvolge anche tessuti molli circostanti come il mediastino, retroperitoneo e la regione orbitaria).<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 12:54:39 UTC</pubDate>
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         <title>Neoplasie tiroidee</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Diagnosi:</strong><br>-Ecografia<br>-Biopsia tramite ago aspirato --&gt; prelevo solo poche cellule.<br><br><strong>Disastro di Chernobyl:</strong><br>Nube radioattiva con iodio 131 radioattivo --&gt; si somministrano pasticche di iodio usando l'effetto Wolff-Chaikoff --&gt; somministrando iodio normale in maniera tale da spegnere la ghiandola ed evitare che questa assorba quello radioattivo.<br><br><strong><br>Classificazione:</strong><br><strong>-Carcinoma midollare </strong>--&gt; derivante dalle cellule C<br><strong>-Carcinoma di tipo epiteliale</strong>:</div><ul><li>Papillare</li><li>Follicolare</li></ul><div>Questi due sono due varianti speculari perchè le cellule mantengono sempre la loro organizzazione a follicolo.</div><ul><li>A cellule di Hurtle</li><li>Anaplastico --&gt; tireocita perde la differenzazione --&gt; non produce più ormoni ma gode di spiccata invasività sia come infiltrazione dei linfonodi del collo che come metastasi patogene.</li></ul><div><strong>I più comuni sono i benigni</strong>: adenomi --&gt; adenoma multinodulare tossico, edenoma follicolare, capsulato (mantiene la struttura a follicoli).<br>Nascono dal nodolo solitario freddo --&gt; quindi non producono ormoni tiroidei e come sintomatologia eventualmente danno compressione sia sulla ghiandola che sulle strutture nervose adiacenti.<br><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 13:14:34 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Carcinoma papillare:</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2539884871</link>
         <description><![CDATA[<div>E' come un carcinoma follicolare ma i follicoli si organizzano in papille --&gt; questo è un carcinoma dovuto all'esposizione a radiazioni ionizzanti --&gt; riarrangiamenti di RET (in seguito ad inversione del cromosoma 10) o di altre tirosin-chinasi o RAF e RAS --&gt; ma sono esclusive quindi o una o l'altra mai insieme.<br>Inseguito ad inversione --&gt; il gene di RET si va ad associare ad un gene partner.<br>Il riarrangiamento comprende RET e una serie possibile di altri geni.<br>Attivazione costitutiva di RET --&gt; proliferazione .<br><br><strong>NB:</strong> mutazioni di RET le ritroviamo anche in&nbsp; carcinoma midollare, neoplasie endocrine multiple (carcinoma midollare della tiroide isolato e familiare (FMTC) oppure carcinoma midollare della tiroide in associazione ad altre neoplasie come feocromocitomi, MEN2A (adenoma paratiroideo) o nella MEN2B )neuromi mucocutanei).<br>Nella MEN2 e FMTC ritroviamo mutazione germinale di RET.<br>A volte in casi sporadici di carcinomi midollari della tiroide ritroviamo mutazioni puntiformi di RET.<br><br><strong>Diversi tipi di mutazioni possibili:</strong><br><strong>-Sostituzione di una cisteina</strong> nella porzione extracellulare (quando lega il ligando dimerizza formado ponti disolfuro tra le due coppie di cisteina) --&gt; ora mi trovo solo con una cisteina --&gt; permette di dimerizzare con altri recettori --&gt; attivazione costitutiva.<br><strong>-Mutazione intracellulare -</strong>-&gt; sostituzione di una singola base M918T --&gt; sostituzione di una<strong> metionina con una treonina</strong> --&gt; amplificazione della cascata trasduzionale del segnale --&gt; questa è una mutazione solo di RET perchè gli altri hanno gia una treonina in quel punto --&gt; non possono essere soggetti a questa mutazione --&gt; possono avere o carcinoma midollare della tiroide o se RET viene riarrangiato --&gt; carcinoma papillare.<br><br>Il problema del carcinoma papillare è l'infiltrazione --&gt; a volte a livello delle giugulari fino ad ostruirle --&gt; presentare edemi a livello di testa e collo.<br>Possono infiltrare anche nei nervi ricorrenti --&gt; calo della voce --&gt; questo è il tipico comportamento di un tumore anaplastico (raro).<br>Il papillare e il follicolare di solito si manifestano con noduli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 13:29:56 UTC</pubDate>
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         <title>Asse GH-IGF</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540006891</link>
         <description><![CDATA[<div>Ipotalamo --&gt; GHRH e somatostatina (SRIF che permette di stimolare in maniera pulsatile il rilascio di GH)--&gt; adenoipofisi (cellule acidofile) --&gt; GH (ormone della crescita) --&gt; la secrezione avviene grazie all'alterananza bifasica tra il rilascio di GHRH e quello di somatostatina che vengono prodotti in manier pulsatile ma diametralmente opposta tra loro.<br><strong><br>Ridotto apporto calorico</strong> --&gt; cellule neuroendocrine dello stomaco --&gt; grelina (peptide acilato --&gt; ha legato acidi grassi presi dal lume dello stomaco quando digerisce gli alimenti quindi è prefabbricata) --&gt; stimola l'ipotalamo e l'ipofisi a secernere GHRH e GH rispettivamente.<br>(La grelina agisce anche negli organi gluconeogenici --&gt; riduce l'uptake di glucosio e stimola la gluconeogenesi, ha azione simile al GH --&gt; entrambi sono iperglicemizzanti)<br><br><strong>GH --&gt; fegato --&gt; IGF -</strong>-&gt; inibizione a livello ipofisario del rilascio di GH <br>(se non avessi IGF avrei diabete per l'azione iperglicemizzante e allo stesso tempo la riduzione dell'uptake di glucosio).<br><br><strong>GH: </strong>--&gt; GHr presente su quasi tutte le cellule--&gt; a livello intracellulare attiva la via di JAK e STAT --&gt; vengono attivate anche le classiche vie delle MAP kinasi --&gt; proliferazione cellulare, fenomeno molto importante sempre a livello dell'interfaccia di accrescimento radiale e longitudinale osseo.<br>Adipociti --&gt; induce lipolisi e mobilizzazione di nutrienti verso il circolo --&gt; IGF1 ne induce l'indirizzamento verso i muscoli e i nuclei di accrescimento osseo (se non avessi IGF1 avrei accumulo di acidi grassi in circolo)<br>L'insulina agisce in sinergia con IGF1 per spostare i nutrienti.<br>Insulina stimola il rilascio di IGF e diminuisce la sintesi delle IGFBP --&gt; quindi aumenta la quota di IGF libero che può agire più velocemente.<br>GH su adipociti --&gt; lipolisi, riduce uptake di glucsio e riduce la lipogenesi.<br>GH su muscolo --&gt; riduzione uptake di glucosio.<br>GH è l'ormone diabetogeno per eccellenza<br><br><br><br><strong>IGF: </strong>agisce in maniera simile all'insulina --&gt; si può legare ai recettori dell'insulina --&gt; controbilancia l'azione iperglicemizzante.<br>L'IGF1 ha azione permissiva nei confronti del GH inibendo l'internalizzazione del GHr <br>Sul tessuto adiposo --&gt; stimola l'espressione di PPAR-Gamma --&gt; differenziamento in senso adipocitario.<br>Nel fegato stimola la sintesi di lipoproteine<br>(Quindi GH mobilizza i nutrienti da gli organi mentre IGF sposta i nutrienti negli organi)<br><br><strong>Ruolo dell'asse nell'accrescimento:</strong><br><strong>-Accrescimento radiale: </strong>deposizione di matrice a livello periostale e riassorbimento endostale --&gt; il GH ha azione diretta sulle cellule mesenchimali --&gt; differenziamento in osteoblasto, inoltre, induce il rilascio di IGF1 a livello epatico.<br>(IGF può essere sia in forma libera che legata a IGF biding protein che sono di 6 tipi (quella di tipo 3 forma un complesso ternario con IGF1 e un'altra subunità di derivazione epatica --&gt; per funzionare il complesso deve essere scisso da una proteasi presente a livello periferico ).<br>Su questo accrescimento agiscono anche gli ormoni sessuali --&gt; questo spiega il motivo per cui tra maschio e femmina c'è una differenza crescita --&gt; nella donna c'è minor riassorbimento endostale (più trabecole rispetto all'uomo) <br>Durante la crescita si ha che man mano il GH diventa meno responsivo per minore espressione dei GHr e le cellule mesenchiami diventano più responsive a IGF1 per l'espansione.<br><br><strong>-Crescita longitudinale:</strong> si verfica a livello dei nuclei di accrescimento --&gt; abbiamo integrazione di segnali endocrini (tipo quelli mediati dall'IGF1, di segnali pro o antinfiammatori --&gt; produzione di citochine pro o antinfiammatorie e quindi comunicazione cellula-cellula --&gt; la placca durante infiammazioni è inibita ( il bambino malato non cresce)<br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 15:03:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-31 15:03:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-31 15:04:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-31 15:04:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-03-31 15:04:30 UTC</pubDate>
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         <title>Patologie associate</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Acromegalia: eccesso di GH in età adulta (si possono ingrandire solo i tessuti molli --&gt; organi parenchimatosi --&gt; ergo non si ha aumento della statura ma solo ingrandimento di alcuni organi), se si verifica in età pediatrica --&gt; gigantismo.<br><strong>Cause:<br>-adenoma ipofisario 98% dei casi.<br>-Rilascio di GH </strong>da neoplasie tipo tumori delle isole pancreatiche e linfomi, sommistrazione esogena, tumori del SNC che coinvolgono l'ipotalamo --&gt; GHRH --&gt; 2% <br><strong>Adenoma ipofisario</strong> --&gt; associato a MEN1 e sindrome di McCune-Albright --&gt; attivazione costitutiva di Gs --&gt; PKA --&gt; stimolazione della proliferazione.<br><br>Vediamo alcuni effetti:<br>-Adenoma ipofisario --&gt; comprime chiasma ottico --&gt; difetti della vista, se comprime nervi cranici --&gt; cefalea.<br>-Aumento dei tessuti molli di mani e piedi&nbsp;<br>-Prognatismo --&gt; dislocazione anteriore della mandibola<br>-Tunnel carpale --&gt; la proliferazione dei tessuti molli può comprimere il N mediano.<br>-Ispessimento della mucosa del colon --&gt; colon più grosso e maggiore probabilità di sviluppare adenomi<br>-Visceromegalia --&gt;<br>Lingua -&gt; visceromegalia<br>fegato, ghiandole salivari, milza, rene e prostata.<br>Può indurre a scompenso cardiaco per ingrossamento delle arterie --&gt; aumentano le resistenze periferiche e anche perchè vi è cardiomiopatia per l'ispessimento delle pareti.<br>Ovviamente il GH agisce sulle cellule che rimangono responsive.<br>Il GH prodotto a causa di neoplasie non viene bilanciato da IGF1 --&gt; effetto diabetogeno di tipo 2 (insulino-resistenza).<br>Il GH attiva anche SRAA --&gt; ipertensione.<br>Il GH a livello circolatorio ha la proliferazione della muscolatura liscia e scheletrica (indurimento delle arterie), disfunzione endoteliale, aumento dello spessore mediointimale e aumento della volemia.<br>Il GH a livello cardiaco --&gt; ipertrofia concentrica del miocardio per replicazione dei miocardiociti --&gt; aumento della gittata per soddisfare le richieste di perfusione degli organi.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 15:17:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Deficit di GH</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540031162</link>
         <description><![CDATA[<div>Nanismo --&gt; può essere proporzionale (tutti i segmenti sono in proporzione ed è l'unica che riguarda l'asse perchè il GH interviene sia sulla crescita radiale che longitudinale) o non proporzionale --&gt; alcuni segmenti non sono in proporzione (es tronco più lungo ecc).<br>Se il nanismo è proporzionale e non coinvolge l'asse --&gt; si cercano le displasie scheletriche --&gt; difetti dell'apparato muscoloscheletrico (<strong><mark>acondroplasia</mark></strong> --&gt; autosomica recessiva, mutazione gene FGFR3 --&gt; recettore che inibisce la replicazione ossea ma in patologia è attivato --&gt; la bassa statura è disarmonica con arti non proporzionali (corti) e tronco normale).<br><br><strong>Deficit del GH:</strong><br>-Congeniti (difetto sviluppo embrionale di ipotalamo o ipofisi)<br>-Acquisiti --&gt; tumori del SNC infiltrato all'ipofisi<br>-Problemi con IGF1 --&gt; congeniti o acquisiti --&gt; ridotta produzione a livello epatico o fegato sordo.<br><br><strong><mark>Sindrome di Laron</mark></strong>:<br>Dovuta a resistenza dell'osso e del fegato al GH --&gt; nessuna produzione di IGF1.<br><br>Età pediatrica --&gt; malformazioni dell'albero biliare --&gt; Cirrosi epatica --&gt; compromissione di IGF1 e della crescita<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 15:25:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Emostasi primaria (formazione del tappo piastrinico)</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540068070</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-NO: </strong>mantiene il tono vascolare (vasodilatatore) ed è antiaggregante nei confronti delle piastrine.<br><strong>-CD39:</strong> ectoATPasi --&gt;scinde l'ATP circolante --&gt; è un attivatore piastrinico<br><strong>-Prostaciclina PGI:</strong> prodotto dall'acido arachidonico --&gt; azione vasodilatatrice e aggregante.<br><br><strong>Disfunzione endoteliale </strong>(impossibilità di mantenere il tono vascolare in risposta al flusso laminare oppure incapacità di produrre tutti i sistemi antitrombotici) --&gt; causate da dislipidemia, diabete (induce aterosclerosi), alcuni patogeni (sepsi), senescenza endoteliale (cellula meno efficiente e produce citochine pro-infiammatorie come TNF-alpha, IL-6, IL-1beta, IL-1/6) --&gt;si producono citochine con effetto pro-trombotico<br><br></div><blockquote><strong>Breve recap delle piastrine:</strong><br><strong>Hanno 3 tipi di granuli:<br>-Alpha<br>-delta o densi:</strong> ADP, ATP (agisce come neurotrasmettitore legandosi a P2Y12 --&gt; principale attivatore delle piastrine) e Ca2+.<br><strong>-gamma </strong>--&gt; lisosomi.<br><strong>Le piastrine comunicano in modo bidirezionale con l'ambiente esterno:</strong><br>-Legano componenti del vaso (collagene subendoteliale, piastrine, trombina e agonisti)<br><strong>-Segnale dall'interno verso l'esterno</strong> --&gt; la piastrina attivata secerne mediatori --&gt; cambia il fenotipo di membrana e acquisisce capacità di attivare le piastrine.<br>Le piastrine esprimono i <strong>recettori alpha2 adrenergico</strong> --&gt; può legare l'adrenalina --&gt; attiva l'aggregazione piastrinica (alcune ferite possono essere curate somministrando adrenalina)<br>Esprimono il <strong>recettore del trombassano A2</strong> --&gt; attivazione piastrinica.<br>Legame tramite alpha2-beta1 con collagene (normalmente è subendoteliale ma a causa di ferite può essere esposto nel vaso) --&gt; attivazione piastrinica.<br>Recettori che legano sia la <strong>trombina (tramite GP-1P/IX/V</strong>) che il fibrinogeno mediante il <strong>recettore alpha1-beta3 o GP-2P/IIIa</strong> (viene esposto sulla membrana quando la piastrina è attivata).<br><br>Segnale esterno --&gt; piastrina --&gt; degranulazione e rilascio di ATP --&gt; amplifica l'attivazione reclutando ulteriori piastrine nel sito di lesione --&gt; si espongono in membrana la proteina alpha1-beta3 --&gt; permette il legame con il fibrinogeno --&gt; unisce l'emostasi primaria con la secondaria.</blockquote><div><br></div><blockquote><strong>Fattore di Von Willebrand (VWF)</strong><br>E' una proteina prodotta sia dalle piastrine che dalle cellule endoteliale e normalmente presente in forma "coiled" quindi compatta come una bobina --&gt; in condizioni fisiologiche si trova sempre nel sangue --&gt; quando c'è una lesione --&gt; aderisce con uno dei suoi domini al collagene subendoteliale --&gt;sotto la spinta del flusso ematico si srotola fungendo da rete e legando le piastrine --&gt; il legame avviene sia:<br>-Trombina tramite GP-1P<br>-Fibrinogeno mediante GP-2P/IIIa&nbsp;<br>Le piastrine essendo sensibili al flusso laminare --&gt; quando questo non vi è più --&gt; aumenta la probabilità che le piastrine si fermino nella lesione (unito all'azione del VWF) --&gt; attivazione del processo di aggregazione.</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 15:57:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Emostasi secondaria --&gt; coagulo di fibrina</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Fattori della coagulazione:</strong><br><strong>Vengono prodotti dal fegato.<br>-II, VII, IX e X</strong> --&gt; necessitano della vitamina K per la carbossilazione dei residui di glutammato.<br><strong>-XII, XI e pre-callicreina </strong>--&gt; sono molecole che si legano a superfici cariche negativamente --&gt; sono zimogeni --&gt; per l'attivazione serve un taglio proteolitico.<br><strong>-V, VI e chininogeno</strong> agiscono come cofattori (aumentano la velocità di reazione permettendo che la reazione avvenga in vivo) <br>-Fibrinogeno: substrato che subisce la cascata coagulativa.<br><strong>-Proteina C e proteina S</strong>: fanno parte del sistema anticoagulante.<br>-C: è un enzima vitamina K dipendente<br>-S è il suo cofattore<br>Il fatto che una molecola abbia o meno attività enzimatica permette di sfruttarla per effettuare dei saggi cromogenici o colorimetrici, in alternativa a di saggi immunoenzimatici, che risultano essere molto più costosi <br><strong>Via estrinseca e via intrinseca</strong><br>L'endotelio fisiologico produce proteine come il TF (normalmente prodotto dalle cellule endoteliali e segregato nel versante subluminale, prodotto anche dai monociti --&gt; rilasciato in circolo) <br><br><strong>Via estrinseca: </strong><br>Lesione vascolare --&gt; zona scoperta ed accessibile ai TF --&gt; permette su una superficie di fosfolipi la formazione della <strong>tenasi estrinseca (VII + X)--&gt; attivazione del fattore VII in VIIa </strong>&nbsp;--&gt; quest'ultimo <strong>rompe il fattore X --&gt; Xa --&gt; via comune.<br><br>Via intrinseca:<br>Tenasi intrinseca ( --&gt; IX+VIII +X)</strong>--&gt;Il fattore VIII convertito in VIII è un cofattore che permette a IXa di clivare il fattore X in circolo --&gt; via comune.<br>Il fattore VIII si trova legato al VWF nella sua forma avvolta --&gt; quando viene rilasciato e si trova libero forma la via intrinseca (ovvero quando il VWF si spiega e viene attivato in seguito a lesione vascolare).<br><br><strong>Via comune:</strong><br>Xa+Ca2+V --&gt; scinde il fattore II (protrombina) in IIa (trombina) --&gt; permette la formazione del coagulo di fibrina --&gt; amplifica tutto il processo coagulativo permettendo la formazione del fattore Va e VIII (promuove il suo distacco da VWF) --&gt; aumenta l'attività della via intrinseca.<br><br><strong>Via da contatto</strong>:<br>Corpi estreanei nei vasi (cateteri, valvole cardiache ecc) --&gt; hanno cariche negative --&gt; attiva la coagulazione --&gt; fattore XIIa converte sotto spinta del chininogeno ad alto peso molecolare --&gt; la pre-callicreina in callicreina (tutte molecole che sono anche nei processi infiammatori)--&gt;&nbsp; callicreina attiva XII (si autosostiene) in XIIa --&gt; cliva XI in XIa (attivato anche dalla trombina --&gt; quindi dalla via estrinseca)--&gt; cliva IX in IXa --&gt; via intrinseca.<br><br><strong>Conversione del fibrinogeno in fibrina:</strong><br>Si presenta in una forma con:<br><strong>-2 domini D uniti a ponte <br>-dominio E:</strong> questo ha 4 cappucci di natura peptidica che impedisce ai monomeri di fibrinogeno di legarsi tra loro in condizioni normali --&gt; la trombina rimuove questi cappucci lisandoli (prendono il nome di fibropeptidi A e B una volta lisati) --&gt; questi peptidi possono legare i domini D di un'altra molecola formando l'unione di 2 monomeri in maniera sfalsata --&gt; questi polimeri se ne formano tanti che legandosi reciprocamente tra loro grazie al <strong>fattore XIIIa</strong> (di derivazione piastrinica, permetta la formazione tra domini D adiacenti tra loro e appartententi a molecole diverse di fibrinogeno, il fattore non è indispensabile, se manca il paziente comunque riesce a costruire qualcosa simile alla fibrina) --&gt; quindi si ha una rete di monomeri di fibrinogeno che precipita sul sito della lesione --&gt; il tappo di fibrinogeno altera il flusso ematico --&gt; il plasminogeno viene attivato a plasmina da attivatori tissutali del plasminogeno (TPA) espressi dalle cellule endoteliali&nbsp; --&gt;formazione della plasmina che cliva la fibrina rompendo i legami tra dominio D e E --&gt;<strong> liberazione di prodotti degradazione del fibrinogeno (FDP)</strong>:<br><strong>-Frammento X:</strong> formato da un dominio D, un dominio E e un altro dominio D.<br><strong>-Frammento Y: </strong>formato da un dominio D e un dominio E che deriva dall'ulteriore azione della plasmina sul frammento X.<br><strong>-Frammento D o E libero.<br>-D-dimero: </strong>formato da due domini D legati tra loro tramite cross-link.<br>Misuranto il D-dimero si ottiene l'efficacia del sistema fibrinolitico --&gt; la sua presenza in circolo indica la formazione della trompina, coagulo di fibrina, la plasmina si è correttamente generata, la plasmina ha clovato la fibrina --&gt; quindi che si è svolto un ciclo completo di cloagulazione e fibrinolici.<br>Se è presente in eccesso implica che c'è qualcosa che sta facendo coagulare il sangue e questi vengono lisati.<br>Il D-dimero è sempre presente a livello fisiologico perchè fenomeni di coagulazione e fibrinolisi si innescano sempre e continuamente.<br>Gli altri peptidi non vengono dosati perchè sono anche intermedi di produzione di fibrinogeno/fibrina (residui di emostasi secondaria)<br><br><strong>Inibitori naturali del processo fibrinolitico:<br>-PAI-1 inibitore dell'attivatore del plasminogeno</strong> --&gt; inibisce TPA, PAI-1 viene prodotto in grandi quantità dalle cellule endoteliali in situazioni pro-infiammatorie ma anche dal sistema monocito-macrofagico --&gt; essendo che aumenta il rischio pro-trombotico (specialmente a livello coronarico dove una possibile placca aterosclerotica viene resa più stabile) --&gt; viene considerato un fattore di rischio cardiovascolare.<br><strong>-Alpha2-antiplasmina:</strong> inattiva la plasmina --&gt; crea un guscio attorno alla plasmina impedendone l'interazione con la fibrina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 16:01:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Emostasi terziaria --&gt; attivazione del sistema fibrinolitico</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540073289</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-31 16:02:27 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540539384</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-01 08:44:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540539428</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-01 08:44:56 UTC</pubDate>
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         <title>Sistemi anticoagulanti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540544670</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Proteine integrali di membrana e eparansolfato mediano due dei tre sistemi anticoagulanti:</strong><br><strong>-Trombomodulina<br>-EPCR (recettore di membrana endoteliale per proteina C)</strong> --&gt; si lega la proteina C --&gt; viene attivata la trombina e svolge azione anticoagulante.<br><strong>-TFPI (Tissue Factor Pathway Inibitor) </strong>--&gt; controlla i livelli circolanti di TF (fattore tissutale) --&gt; contiene l'attivazione della via estrinseca.<br><br>I sistemi anticoagulanti sono tutti di pertinenza endoteliale --&gt; richiedono l'integrità anatomica e funzionale dell'endotelio:<br><br><strong>-Sistema proteina C/S: <br>La proteina C</strong> è un fattore dotato di attività enzimatica e vitamina K-dipendente --&gt; si attiva quando si lega alla <strong>trombomodulina</strong> presente sulle cellule endoteliali --&gt; in presenza di Ca2+ e fosfolipidi si attiva --&gt; proteina C reattiva --&gt; lega la proteina S che è un cofattore --&gt; complesso enzimatico che porta all'inattivazione dei fattori V e VIII (rispettivamente i cofattori di protrombinasi e della tenasi intrinseca) --&gt; il sistema si ripercuote molto di più sulla via intrinseca che su quella estrinseca.<br>La proteinca C si può dosare mentre la S no perchè viaggia legata a C4B-BP che interferisce con la misurazione e fa si che venga rilasciata solo se reclutata dalla proteina C.<br><br>-<strong>Sistema degli inibitori delle serin-pro-teasi (trombina e Xa) (azione simile all'antitrombina III)</strong> --&gt; inibisce trombina e Xa legandosi a loro.<br>Si usa questo meccanismo quando nei pazienti si somministra eparina --&gt; azione anticoagulante --&gt; forma un involucro e stabilizza il legame tra AT-III e i suoi target.<br><strong>Ci sono 2 tipi: <br>-Non frazionata </strong>--&gt; grande e potente e altamente immunogena (la somministrazione deve essere regolata)<br><strong>-Frazionata </strong>--&gt; si ottiene un pentasaccaride --&gt; diminuisce molto la caratteristia immunogenica --&gt; fa si che l'attività dell'AT-III si esplichi soltanto nei confronti del fattore Xa.<br><strong>-TFPI: </strong>porta a inibizione sia del legame tra TF e VIIa sia in minima parte dell'azione di Xa --&gt; è un sistema prettamente endoteliale.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-01 09:01:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie correlate</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540545280</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) Patologie che riguardano le piastrine:</strong><br>-Alterazione quantitativa: piastrinopenie<br>-Alterazione qualitativa: piastrinopatie<br><br><strong>2) Patologie che riguardano un difetto di interazione tra piastrine e superficie endoteliale</strong> --&gt; sono specifiche per il fattore VWF.<br><br><strong>3) Patologie che riguardano i fattori della coagulazione:</strong><br>-Alterazioni strutturali --&gt; rendono impossibile o ridotta la loro funzione.<br>-Alterazioni quantitative --&gt; dovute a carenze di:<br>o ridotta sintesi <br>o aumentata eliminazione, cioè clearance <br>o presenza di inibitori, che spesso sono autoanticorpi che rendono impossibile l’azione del fattore della coagulazione. <br><br><strong>Manifestazioni cliniche sono:</strong><br><strong>-Petecchie: </strong>disordini dell'omeostasi primaria --&gt; sono macchie rosse che non scompaiono alla digitopressione, sono stravasi ematici dovuti ad un'alterazione funzionale dell'aggregazione piastrinica o della funzione delle piastrine stesse.<br><strong>-Emartro: </strong>versamento ematico che riguarda i disordini dell'emostasi secondaria (possono essere anche sanguinamenti gengivali).<br>Riguardano specialmente le articolazioni a ginglimo e sono in grado di innescare processi infiammatori a livello della membrana sinoviale --&gt; esistando con fibrosi e formazione di tessuto circatriziale --&gt; si accumula in eccesso --&gt; crea limitazione funzionale dell'articolazione stessa --&gt; infiammano la capsula che cicatrizza e ne bloccano il normale movimento.<br><strong>Deficit di aggregazione piastrinica </strong>--&gt; sanguinamento è immediato o spontaneo dopo un trauma.<br>Si manifestano soprattutto a livello cutaneo<br>Patologie legate a fottori della coagulazione --&gt; il sanguinamento non è immediatamente successivo al trauma ma è solo ritardato rispetto al trauma precedente.<br>Possono riguardare gli organi interni e SNC.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-01 09:03:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>TEST DI SCREENING</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2540563022</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1) Tempo di protrombina PT</strong> --&gt; indaga l'attività della via estrinseca e comune:<br>Si aggiunge <strong>tromboplastina e calcio</strong> --&gt; si vede quanto tempo passa prima che si ricalcifica il campione dopo l'aggiunta di calcio.<br>Se aumenta solo il PT --&gt; carenza del fattore VIII.<br><br><strong>2) Tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT)</strong> indaga la via intrinseca e comune:<br>Il plasma non coagulato viene incubato con fosfolipidi (per assemblare la via intrinseca) e superficie di cariche negative (simulare un contatto) --&gt; si aspettano 5m --&gt; si vede in quanto tempo si forma il coagulo (di solito 30-40s).<br><strong>Se aumenta solo aPTT</strong> --&gt; se sintomatico probabilmente ha emofilia, se asintomatico probabile che sia affetto da una serie di disturbi più rari che coinvolgono principalmente la via da contatto (via non indispensabile per l'emostasi).<br><strong>Se aumenta sia il PT e aPTT</strong> --&gt; probabilmente è coinvolta la via comune --&gt; <strong>manca trombina</strong> o i <strong>fattori della coagulazione </strong>sono tutti quanti in egual misura consumati o si avranno altri rari deficit che non coinvolgono la cascata della coagulazione ma il fibrinogeno (questo sarà resistente all'azione della trombina o carente o si avrà una ridotta formazione di quei cross-link che completavano la struttura della fibrina la quale era mediata dal fattore XIII).<br><br><br><br><strong>3) Tempo di trombina TCT</strong> --&gt; misura l'attività della trombina nel convertire il fibrinogeno in fibrina:<br>Viene attivata trombina esogena già pre-attivata e in quantità eccessiva --&gt; serve per annullare eventuali variazioni dovute a carenza di fattori della coagulazione<br>Il test serve solo per capire se il fibrinogeno è più o meno resistente alla trombina e se c'è n'è molto o poco (in caso di eccesso o poco la trombina impiegherebbe molto tempo a formare il coagulo).<br><strong>Batroxobina: </strong>composto estratto dal veleno dei serpenti --&gt; può essere sostituito alla trombina esogena perchè può clivare il fibrinogeno con elevata efficienza --&gt; per cui elimina tutte quelle condizioni in cui il fibrinogeno è resistente all’azione della trombina, lasciando possibili solo le situazioni in cui c’è carenza di fibrinogeno. <br><br><strong>4) Saggio di Bethesda:</strong> permette di identificare la presenza di autoanticorpi senza doverli ricercare con metodi immunologici molto costosi.<br>(Gli autoanticorpi si formano inseguito a somministrazione esogena di fattori della coagulazione nelle sindromi severe (25% emofilia A e 5% emofilia B) --&gt; ovviamente questi autoanticorpi riducono l'efficacia del trattamento --&gt; dopo un pò non si sa come proseguire.)<br>Svolgimento:<br>Si unisce il plasma del paziente con un plasma di riferimento in soluzione 1:1 --&gt; dopo aver raggiunto la temperatura di 37° si misura l'attività del fattore VIII:<br><strong>- &lt;50% </strong>--&gt; è presente 1 unità Bethesda di autoanticorpi.<br><strong>- 25% </strong>--&gt; 2 unità<br><strong>- 75%</strong> --&gt; 0,2-0,3 unità<br><strong>- &lt;25%</strong> --&gt; si esce dal range di sensibilità del test e bisogna ripeterlo <br><br><strong>Come esame di controllo si tende a prescrivere --&gt; conta piastrinica, PT e aPTT</strong> --&gt; (tramite prelievo di sangue con citrato di sodio) --&gt; ci fa capire se il problema consta nelle piastrine, fattori della coagulazione e inseguito vedere effettivamente quale fattore è alla base del problema.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-01 09:59:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Problema dell&#39;emostasi secondaria --&gt; dunque dei fattori della coagulazione --&gt; scrematura del colpevole</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Aumento isolato del PT ma non dell'aPTT</strong> --&gt; sospetta carenza del<strong> fattore VII </strong>(perchè è l'unico che partecipa in maniera esclusiva alla via estrinseca).<br><br><strong>-Aumento dell'aPTT</strong> --&gt; coinvolge la via intrinseca e da contatto:<br><strong>Se è elevato:</strong> <strong>e il paziente non mostra segni clinici</strong> (sanguinamento) --&gt; probabilmente coinvolge la via da contatto.<br><strong>Se elevato e sintomatico: </strong>&nbsp;coinvolta la via intrinseca --&gt; deficit del fattore VIII, IX e XI o del braccio della coagulazione che aiuta la via estrinseca<br>Queste sono emofilie.<br><br><strong>-Aumento di aPTT e PT</strong>: possono coinvolgere tutte e 3 le cascate --&gt; i problemi possono essere dovuti a:<br><strong>Carenza di vit K</strong> --&gt; deficit di II,IX,I&nbsp; --&gt; le cause possono essere nutrizionali o legate a terapie con farmaci che inibiscono la sua azione.<br><strong>Epatopatie</strong> --&gt; il fegato non funziona bene e non produce i fattori della coagulazione<br><strong>Coagulazione intravasale disseminata:</strong> si consumano tutti i fattori della coagulazione.<br><strong>Trasfusioni massive<br>Utilizzo di anticoagulanti esogeni<br>Disfibrinogemia --&gt; carenza di fibrinogeno<br>Carenza di fattore X, II, V.<br><br>-Difetti rari:<br>Carenza di fattore XIII (cross-link del fibrinogeno)<br>Deficit di alpha2-antiplasmina e PAI-1 inibitori della fibrinolisi.<br><br>Diagnosticare una carenza di fattori della coagulazione o un inibizione del processo:<br>-</strong>Considerando che aPTT si altera solo se un dato fattore si riduce estremamente (se è presente al 50% il valore non cambia) --&gt; si misura il tempo di PT e aPTT&nbsp; --&gt; si aggiunge plasma normale in condizione 1:1 e il tempo dovrebbe presentarsi normale --&gt; questi ci dive che c'è carenza di un dato fattore.<br>-Se nel plasma del paziente sono presenti anticorpi contro un fattore --&gt; dopo l'aggiunta del plasma si assiste comunque ad alterazione del test perchè gli anticorpi aggrediscono i fattori del plasma normale quindi è presente un inibitore a livello plasmatico e se somministro fattori esogeni il danno aumenta per la reazione con gli anticorpi.<br><br><strong>Test per capire quale fattore della coagulazione è coinvolto:<br>-Sequenziamento del genoma e dei loci dei fattori della coagulazione</strong> --&gt; si vede quali sono mutati.<br><strong>-Diluizione del plasma da analizzare con altri plasmi di riferimento</strong> --&gt; ogni plasma con cui si va a diluire manca di un fattore della coagulazione quindi si vede ogni volta effettuando il test dell'aPTT in quale si altera ancora di più e non si normalizza.<br><strong>-Saggio immunoenzimatico: </strong>ELISA effettuato per ogni fattore della coagulazione in un contesto immunoenzimatico finchè non si trova il fattore mancante --&gt; questo permette di distinguere vari disturbi:<br><strong>Quantitativi:</strong> concortanza tra PT e aPTT entrambi allungati --&gt; il saggio immunologico rileva una bassa presenza di fattori della coagulazione.<br><strong>Qualitativi:</strong> qualcosa interferisce con la funzione del fattore --&gt; i due test sono discordanti --&gt; il test evidenzia una quantità normale se non aumentata del fattore --&gt; questo perchè l'organismo tenta un compenso.<br><br><strong>-Saggio cromogenico:</strong> si effettua solo per i fattori con attività enzimatica.<br>Es fattore X --&gt; attività serin-proteasi --&gt; si incuba il plasma del paziente con un substrato che clivato dal fattore X --&gt; converte in un prodotto che emana luce nello spettro visibile --&gt; metodi spettrofotometrici misurano l'intensità della luce emanata -- più è colorata e più enzima è presente <br><strong><em>NB: </em></strong><em>Se ho degli autoanticorpi che inibiscono il fattore ed è già legato, non posso riconoscerlo, in realtà si utilizzano degli anticorpi con epitopi diversi che riescono a riconoscere il complesso</em>.&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-01 10:27:31 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-04-01 10:29:09 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-04-01 10:29:28 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-04-01 10:29:34 UTC</pubDate>
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         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-04-01 10:29:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-04-01 10:29:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-04-01 10:30:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <pubDate>2023-04-01 10:30:07 UTC</pubDate>
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         <title>Patologie legate ai fattori della coagulazione</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>-Ereditari: </strong>mutazioni che portano a ridotta o cessata sintesi.<br><strong><mark>Emofilia A:</mark></strong> mutazione X-linked recessiva --&gt; carenza fattore VIII --&gt; si manifesta solo negli uomini --&gt; 1:5000 --&gt; aPTT allungato (via intrinseca) solo se il fattore è minore del 30%&nbsp; --&gt; pazienti vengono trattati con concentrati di fattore VIII ricombinante.<br>1/3 dei casi non presenta mutazione genetica ma autoanticorpi contro il fattore --&gt; attività border-line del fattore --&gt; in alcuni casi coagula mentre in altri no.<br>Viene diagnosticata in età pediatrica quando si assiste a sanguinamento interrotto.<br><strong>Sulla base dell'attività del fattore VIII possiamo avere diverse condizioni:</strong><br>-1-5% si forma l'emartro.<br>&gt;5% il paziente rischia un importante sanguinamento solo in seguito a grosse procedure chirurgiche.<br><strong>-Nulla </strong>--&gt; sanguinamenti spontanei senza alcun fattore scatenante.<br>La somministrazione del fattore VIII avviene solo nei casi severi perchè purtroppo la sua somministrazione aumenta il rischio di formazione di autoanticorpi.<br><strong>Diagnosi:</strong><br><strong>-aPTT modificato ad uno step</strong> --&gt; la diluizione avviene con un plasma carente di fattore VIII o mancante proprio.<br><strong>-Test cromogenico: </strong>VIII non ha azione enzimatica ma si aggiunge fattore Xa in eccesso --&gt; la formazione del prodotto colorato dipende dal clivaggio del fattore X dipendente dal fattore VIII via estrinseca--&gt; se c'è carenza si ha compromessa l'abilità del X di attivarsi<br>Una volta fatta la diagnosi va sequenziato il gene per vedere la mutazione.<br><strong>Terapia: </strong>somministrazione di fattore VIII esogeno in base al peso del paziente e di quanto vogliamo far aumentare l'attività del fattore&nbsp; VIII --&gt; di solito la quantità minima per far si che non si sanguini.<br><strong>L'unità internazionale è la quantità di&nbsp; VIII/IX&nbsp; presente in 1mL di plasma</strong>.<br><strong>Es:</strong> paziente con attività pari allo 0% --&gt; per riportarlo al 30% bisogna somministrare 15 unità/mL --&gt; (ad ogni unità internazionale aumentiamo l'attività del fattore VIII del 2% mentre per IX (emofilia B) aumenta dell'1%.<br>L'emivita fa capire quanto tempo deve intercorrere tra una somministrazione e l'altra e quando avviene la normalizzazione del quadro emolitico.<br><br><br><strong><mark>Emofilia B: </mark></strong>mutazione X-linked --&gt; provoca carenza di fattore IX--&gt; prevale 1:30000 individui --&gt; aPTT allungato e vengono trattati con fattore IX ricombinante.<br><br><strong><mark>Emofilia C: </mark></strong>mutazione autosomica recessiva --&gt; provoca carenza del fattore&nbsp; XI -&gt; 1:100.000 individui --&gt; vengono trattati con fresh frozen plasma --&gt; plasma prelevato da un donatore --&gt; se somministriamo solo il fattore questo essendo altamente immunogeno --&gt; conseguenze letali.<br><br><strong>Mutazioni autosomiche recessive</strong> che portano a carenza di alcuni fattori della via da contatto: FXII, Precallicreina e fibrinogeno al alto peso molecolare.<br><strong>-Acquisiti</strong> --&gt; motivi rari.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 08:52:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Disfibrinogenemia</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541035307</link>
         <description><![CDATA[<div>Mutazioni del gene del fibrinogeno:<br>-A monte&nbsp; --&gt; compromettono la sintesi epatica<br>-Forme più o meno resistenti all'azione della trombina<br>Nei casi di deficit nella formazione della fibrina bisogna isolare a livello laboratoristico tutta la cascata della coagulazione per escludere che ci siano difetti a monte --&gt; si misura il PT in modo che somministrando trombina esogena sono certo che i rallentamenti non sono dovuti ai fattori della coagulazione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 10:09:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>CID o Coagulazione intravasale/intravascolare disseminata</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541051539</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>E' una coagulopatia acquisita</strong> --&gt; è una condizione che risulta fatale se non trattata ed è uno degli eventi che si succedono nella sepsi.<br>Microrganismo nei vasi --&gt; innesca una risposta immunitaria dentro il letto vascolare --&gt; <br>-massiva vasodilatazione<br>-calo della pressione arteriosa<br>-Calo della perfusione di tutti gli organi --&gt; insufficienza di tipo pre-renale.<br>-In caso di sepsi --&gt; aumento della permeabilità vascolare.<br>Se l'agente patogeno non viene rimosso e non si assumono liquidi in maniera appropriata --&gt; condizioni di morte.<br><br><strong>Coagulazione aberrante in corso di sepsi:</strong><br>Sepsi da gram - --&gt; possiedono sulle loro membrane endotossine (LPS) formta da una componente lipidica ancorata alla membrana&nbsp; + una parte glucidica che fluttua nell'ambiente esterno che viene rilasciata in caso di distruzione del batterio --&gt; LPS circolante --&gt; attiva TLR4 --&gt; attivazione dei monociti in circolo --&gt; produce grandi quantità di FT (fattore tissutale o FIII che viene prodotto sia dalle cellule endoteliali che dai monociti attivati e viene inibito dal sistema TFPI anticoagulante presente sulle cellule endoteliali) in maniera tale da non riuscire ad essere neutralizzate da TFPI --&gt; le cellule endoteliali rispondono attivamente a qualsiasi stimolo nel letto vascolare --&gt; quindi cellule endoteliali infiammate o danneggiate producono meno inibitore del fattore tissutale --&gt; CID --&gt; attivazione incontrollata della cascata coagulativa seguendo la via estrinseca.<br><br><strong>Altri fattori che possono portare il soggetto alla CID:</strong><br><strong>-Politraumi: </strong>risposte compensatorie che potenzialmente possono scatenare la coagulazione.<br><strong>-Ustioni:</strong> portano ad un grado di disidratazione tale per cui le concentrazioni di tutti i fattori anticoagulanti prodotti possono essere alterate.<br><strong>-Gravidanza e complicazioni associate<br>-Sostanze tossiche ingerite o somministrate</strong> che inibiscono i meccanismi endoteliali di anticoagulazione o che sono in grado di indurre una risposta infiammtoria che si esplicita tramite citochine (IL-6) che inducono i monociti a produrre il fattore tissutale.<br><br><strong>Fattori che possono amplificare la CID:<br>-Trombina: </strong>cliva i recettori PAR (recettori attivati da proteasi) dei monociti--&gt; i frammenti che ne derivano attivano gli stessi recettori PAR --&gt; attivazione con risposta di tipo infiammatorio e pro-coagulante.<br><strong>-Fibrinogeno: </strong>quando si attiva la cascata coagulativa aumenta anche la produzione di fibrinogeno che è un ligando del TRL4 --&gt; attivazione --&gt; amplificazione.<br><br><strong>Lista di modelli che possono attivare la CID:</strong><br><strong><mark>-Aterosclerosi particolarmente marcata </mark></strong>--&gt; il fattore tissutale viene prodotto dalle cellule schiumose della placca e dalle vescicole extracellulari di derivazione monocito-macrofagica (monocita attivato --&gt; secerne vescicole extracellulari rivestite di un doppio strato fosfolipidico --&gt; mantengono al loro interno proteine (tra cui fattore tissutale, acidi nucleici) ) --&gt; coagulazione che si innesca sia nel sito della placca sia a distanza.<br><strong>-Neoplasia:</strong> le cellule scarsamente differenziate producono vescicole extracellulari che contengono al loro interno fattore tissutale.<br><strong>-Sindrome da anticorpi anti fosfolipidi: </strong>il rischio pro-trombotico è enormemente aumentato --&gt; i monociti nei pazienti con questa sindrome producono fattore tissutale.<br>In tutte le condizione fin'ora menzionate il fattore tissutale viene prodotto anche dalle cellule endoteliali infiammate.<br><strong>-Epatopatia</strong> --&gt; in questi casi gli epatociti sono in grado di produrre questa proteina.<br><br><strong>Cause fisiopatologiche della CID:</strong><br><strong>-Aumento espressione aberrante del fattore tissutale<br>-Compromissione dei sistemi anticoagulanti: </strong><br>Alcuni bloccano anche l'infiammazione --&gt;<br><strong>1) la proteina C attivata blocca la via di NFKB nel nucleo dei monociti </strong>(ma se la cellula endoteliale è danneggiata questa non produce più proteina C--&gt; monociti liberi di produrre IL-6 --&gt; che amplificherà notevolmente lo stimolo alla produzione del fattore tissutale).<br><strong>2) Sistema TFPI diminuisce la produzione di interleuchina e di TNF alfa nei monociti </strong>--&gt; azione antinfiammatoria.<br><strong>3) Anti-trombina come TFPI quindi tutti e 3 i sistemi anticoagulanti endoteliali sono anti-infiammatori</strong>.<br><strong>-Non si può fare affidamento sulla fibrinolisi </strong>perchè i monociti attivati producono anche PAI-1 che inibisce l'attivatone del plasminogeno --&gt; questo non viene più attivato a plasmina e non si verifica più la rottura del coagulo di fibrina --&gt; aumentata coagulazione e ridotta fibrinolisi.<br><strong>-Emorragia</strong> per alterazione della concentrazione dei fattori anticoagulanti e innescano una CID --&gt; formazione di trombi sia ridotto apporto ematico in organi come il rene.<br>Quindi la CID compromette la perfusione di organi vitali (nella sepsi la perfusione è gia diminuita e questo va a diminuirla ancora di più)<br><br>La CID tende ad autolimitarsi per esaurimento dei fattori della coagulazione --&gt; quindi se l'individuo è sopravvissuto all'ondata di coagulazione dopo ore si ritroverà a rischio di sanguinamento.<br><br><strong><em>NB:</em></strong><em> in caso di shock settico molti dei sistemi che tengono a bada la coagulazione per via del fatto che aumenta la permeabilità --&gt; possono stravasare e passare negli spazi extra-vasali dove però non possono svolgere la loro funzione</em>.<br><br><strong>Ricapitoliamo i punti fondamentali: </strong><br>• Insulto di vario tipo <br>• Incontrollata formazione di trombina <br>• Deposizione di tappi di fibrina nel microcircolo e, quindi, danno ischemico ai tessuti che conduce poi ad insufficienza multiorgano <br>• Nel frattempo si ha il consumo di piastrine e fattori della coagulazione <br>• L’organismo tenta di sciogliere i tappi di fibrina facendo fibrinolisi, si accumulano prodotti di degradazione della fibrina e anche D-Dimero ( quando lo troviamo in circolo significa che sono avvenute la coagulazione e la fibrinolisi, come in questo caso). <br>Lo sforzo che il corpo fa per rimuovere la fibrina e il consumo delle piastrine porta ad un sanguinamento spontaneo. <br>In corso, per esempio, di trauma può verificarsi un’ ingente perdita di volume ematico. <br>L’individuo può morire sia per ischemia dovuta alla trombosi, sia per sanguinamento massivo <br>&nbsp;<br><strong>Diagnosi di CID:</strong><br><strong>-Trombocitopenia </strong>--&gt; piastrine sono consumate.<br><strong>-PT e aPTT aumentati </strong>--&gt; per aumento indiscriminato di tutti i fattori della coagulazione (sia via intrinseca che estrinseca)<br><strong>-Consumo di fibrinogeno </strong>(nei primi momenti il fegato ne produce di più)</div><blockquote><strong>-Misurazione dei FDP</strong> -(comprendono una grande classe di prodotti ma si misura solo il monomero D, che ha il cross-link, in quanto è l'unico che si forma alla fine del processo di formazione del coagulo di fibrina, il cross-link si forma solo dopo la lisi del coagulo)-&gt; prodotti di degradazione della fibrina --&gt; questi hanno una sensibilità del 99% ( in tutti i soggetti troverò elevati livelli di FDP)<br>Il D-dimero si trova anche in:<br><strong>-Traumi<br>-Sforzo fisico eccessivo<br>-Gravidanza<br>-aumento delle citochine proinfiammatorie circolanti</strong><br><strong>-Embolia polmonare </strong>--&gt; trombo che si forma da gli arti inferiori --&gt; si incaglia nella biforcazione delle arterie polmonari --&gt; messa in atto di sistemi pro-fibrinolitici per cercare di sciogliere il trombo --&gt; produzione di D-dimero.<br>Essendo che si può trovare aumentato in tante condizioni non viene utilizzato spesso.</blockquote><div><strong>-Dosaggio dell'attività della proteina C reattiva<br>-Dosaggio immunoenzimatico<br>-Misurazione dei livelli di antitrombina III</strong><br><strong>-Dosaggio dei livelli di alfa2antiplasmina e PAI</strong><br>Di solito si associano tra di loro queste misurazioni essendo che nessuna di queste è perfetta.<br>Si evidenzia uno score/punteggio da utilizzare solamente in soggetti che hanno in corso una condizione tipicamente associata a CID --&gt; lo score tiene conto di:<br>• Conta piastrinica&nbsp;<br>• D-Dimero&nbsp;<br>• PT e PTT&nbsp;<br>• Livelli di fibrinogeno&nbsp;<br>Ognuno di questi ha un peso e la somma dei punteggi ci dà la probabilità che quel soggetto abbia in corso una CID.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 11:00:04 UTC</pubDate>
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         <title>Alterazioni epatiche che portano al sanguinamento </title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541249137</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Smette di produrre i fattori di coagulazione di propria competenza</strong>: V, VII, IX, X, XI, trombina.<br><strong>-La vitamina K ossidata non viene correttamente riattivata --&gt; non vengono riattivati i fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina</strong> (II,VII,IX,X).<br>(Questo è sia prosanguinamento che protrombotica).<br><strong>-Riduzione della produzione di fibrinogeno</strong><br><strong>-Danno epatico a causa di ipertensione portale</strong> --&gt; ingrossamento della milza --&gt; sequestro piastrinico --&gt; queste saranno meno disponibili a partecipare all'emostasi primaria --&gt; aumento rischio di sanguinamento.<br><strong>-Produzione elevata dell'attivatore tissutale del plasminogeno.<br>-Riduzione della produzione di plasminogeno </strong><br><strong>-Cirrosi epatica </strong>--&gt; maggiore permeabilità intestinale --&gt; facilita l'intresso di patogeni --&gt; possono innescare una risposta infiammatoria --&gt; CID.<br>Si misura il fattore V --&gt; si riscontra un abbassamento vuol dire dire che c'è un problema epatocitico (essendo non dipendente dalla vit K --&gt; indica che non è un problema della vit K).<br>Se c'è un deficit di qualche altro fattore probabilmente ci sarà un deficit di vitamina K di tipo nutrizionale o associato ad epatopatia.<br>Si può studiare la capacità del fibrinogeno di essere clivato dalla trombina --&gt; perchè l'epatocita malato può produrre un fibrinogeno non funzionale e quindi non coagulabile --&gt; indice di disfibrogenemia fibrinogeno <strong>coagulabile/fibrinogeno totale</strong>.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 17:23:23 UTC</pubDate>
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         <title>Azione della vitamina K e anticoagulanti</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541275608</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>-Osso </strong>--&gt; cofattore della carbossilasi che permette la carbossilazione dell'osteocalcina --&gt; migliora la sensibilità all'insulina.<br><strong>-Cofattore</strong> <strong>per la produzione di alcuni fattori della coagulazione</strong> passando dalla forma ridotta (K1H2) alla forma ossidata (vit K epossido) e poi riconvertita per il riutilizzo dalla vitamina K epossido reduttasi --&gt; ovviamente la funzione del ciclo necessita:<br><strong>1) Introduzione adeguata della vitamina</strong><br><strong>2) Assenza di agenti esterni che inibiscono l'attività dell'enzima che la rigenera </strong>(malattie epatiche o Coumadin --&gt; nome del farmaco "Warfarin" --&gt; inibisce la sintesi dei fattori della coagulazione dipendenti da vit K --&gt; nel caso in cui il paziente mangia molta verdura a foglia larga --&gt; la vitamina K verrà soggetta all'enzima DT diaforasi --&gt; porta alla produzione di vitamina K ridotta senza passare per la vitamina K epossido reduttasi --&gt; bisogna avvertire il paziente altrimenti il funzionamento del farmaco viene aggirato.<br>Il coumadin ha un intervallo terapeutico (range di dosaggio all'interno del quale non si hanno effetti indesiderati) molto ristretto --&gt; basta sbagliare il dosaggio un giorno per andare fuori dal range rapeutico.<br>Il farmaco richiederà l'aggiustamento del dosaggio circa ogni 15 giorni tramite il monitoraggio del PT --&gt; se somministro troppo si allunga, se somministro poco si accorcia.<br>Il farmaco viene smaltito dal sistema dei citocromi)<br><strong><em>NB</em></strong><em>: il PT viene standardizzato (INR International Normalized Ratio) con la media di una serie di valori di PT misurati in pazienti sani --&gt; quindi si fa il rapporto tra il valore riscontrato e il valore media e corrisponde proprio al valore INR--&gt; PT=1 in pazienti che stanno bene, questo risultato va elevato ad un esponente ISI indice della sensibilità della tromboplastina che sto utilizzando</em>.<br><strong>&nbsp;Es:</strong> pz con fibrillazione atriale --&gt; sangue ristagna nell'atrio --&gt; rischio di mandare trombi in circolo --&gt; trattamento con Warfarin --&gt; INR è normale a 2.5 --&gt; sotto si ha formazione di trombi, se è sopra rischia il sanguinamento spontaneo.<br>Se INR è altissimo va somministrato vitamina K esogena.<br>Warfarin viene usato anche per:<br>-Valvolopatia meccanica --&gt; coagulazione da contatto --&gt; INR = 3.5 normale.<br>Il farmaco non può essere somministrato in gravidanza.<br><br><strong>Ci sono nuovi anticoagulanti orali che bloccano solo il fattore X</strong>:<br>-Efficaci a basse dosi<br>-Cinetica prevedibile e non richiedono aggiutamenti continui<br>-Più sicuri<br>-Più costosi<br>-Non richiedono il PT<br>-Non possono essere usati se INR=3.5 --&gt; valvole meccaniche<br>-Vengono usati dopo che è stato usato il Warfarin e INR è risultato fuori range.<br><br><strong>Eparina:</strong><br>Facilita l'antitrombina III prodotta dall'endotelio nell'inibizione della trombina e del fattore X attivato ( di solito usata per trombosi venosa profonda provocata di solito da stasi prolungata )<br>Esiste in varie forme:<br><strong>-Non frazionata: </strong>inibisce sia trombina che X ma ha emivita breve<br><strong>-Frazionata:</strong> inibisce fattore II e X --&gt; azione più duratura<br>E' un pentasaccaride di cui gli ultimi 5 residui glucidici hanno azione inibitoria per X, viene prodotta in quantità infinitesimali dai mastociti (in condizioni fisiologiche ne viene prodotta poca).<br>Per agire su antitrombina III ha bisogno del FP4 fattore piastrinico 4 --&gt; in modo che si possa legare sulle cellule endoteliali.<br>In seguito a continue somministrazioni di eparina il sistema immunitario si rende conto della presenza di eparina che non dovrebbe esserci e produce autoanticorpi contro FP4 (prima che si formino si può fare un trattamento di 3/4 settimane).<br><br><strong>Coagulometro (si trova in sala operatoria):<br>Misura l'Activating Clotting Time (ACT) </strong>--&gt; il macchinario misura in casi di circolazione extra-corporea lo stato di coagulazione del sangue essendo che questo tende a coagulare una volta che esce fuori --&gt; quindi si usa eparina frazionata --&gt; il macchinario ha delle cartucce con cariche negative che inducono la via da contatto in modo da misurare il tempo di coagulazione in modo da aumentare o diminuire la dose di eparina frazionata ed evitare la coagulazione nella macchina dell'extra circolazione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 18:15:37 UTC</pubDate>
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         <title>Coagulopatie</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541354446</link>
         <description><![CDATA[<div>Produzione di inibitori dei fattori della coagulazione (autoanticorpi contro il fattore VIII di solito).<br><strong>Dovute:</strong><br><strong>-Somministrazione esogena di fattore VIII ricombinante (emofilia A --&gt; rendono vana la terapia)<br>-Neoplasie</strong> (mieloma multiplo, neoplasia plasma cellulare) --&gt; produzione di autoanticorpi contro il fattore VIII<br><strong>-Patologie autoimmuni.</strong><br><strong><em>NB</em></strong><em>: il fattore VIII --&gt; viaggia in circolo legato al fattore di von Willebrand e si stacca da esso quando si srotola e si lega ai fosfolipidi per partecipare al complesso tenasico (cliva il fattore X come cofattore)</em>.<br>Alcuni anticorpi possono agire come serin-proteasi e andare a clivare il fattore VIII neutralizzandolo. <br><mark><br></mark><strong><mark>Sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi</mark></strong>:<br>Anticorpi che riconoscono beta2-glicoproteina1 --&gt; proteina che si lega ai fosfolipidi che mediano l'attivazione della coagulazione sulle piastrine --&gt; anticoagulazione in vitro mentre in vivo porta ad attivazione piastrinica di degranulazione e attivazione dell'emostasi primaria.<br>La presenza di questi anticorpi prende anche il nome di anticoagulante lupico (LAC= anticorpi circolanti di tipo lupico)<br><strong>Diagnosi:<br>DRVVT:</strong><br>Veleno di vipera di Russel che porta ad attivazione eccessiva del fattore X --&gt; quindi nel campione del paziente si mette il veleno e si aggiungono fosfolipidi esogeni (essenziali per far avvenire la coagulazione) --&gt; in vitro non coagula per la presenza di anticorpi lupici --&gt; se si eccede con i fosfolipidi --&gt; coagulazione --&gt; innesco della coagulazione.<br>La sindrome si sospetta quando ci sono eventi trombotici senza un'apparente spiegazione.<br>Di solito si sospetta in seguito ad aborti spontanei in cui gli anticorpi-antifosfolipidi interagiscono con le componenti del trofoblasto e danneggiano la possibilità d'impianto e distruggendo la placenta causano eventi trombotici ripetuti a livello del microcircolo placentare.<br><strong><br>Trattamento:</strong><br>Si usa il Warfarin per evitare eventi trombotici.<br><br><strong>Disordini dell'emostasi (disordini che coinvolgono l'aggregazione piastrinica)</strong><br><strong>-GP1P:</strong> glicoproteina che lega il fattore di von Willebrand --&gt; serve alla piastrina per interagire con l'endotelio --&gt; compromessa l'adesione delle piastrine all'endotelio tramite il fattore di von Willebrand.<br><strong>-GP2B3A:</strong> lega fibrinogeno e in misura minore il fattore di von Willebrand --&gt; se c'è deficit --&gt; piastrine non legano più il fibrinogeno.<br><strong>-Recettore per ADP:</strong> liberato dai granuli presenti nelle piastrine quando avviene il legame P2Y12-ADP (quindi propagazione dell'onda di attivazione piastrinica).<br><br><strong>Indagini sulla funzione e quantità di piastrine:<br>-Conta piastrinica </strong>--&gt; 150.000-400.000 piastrine per microlitro di sangue --&gt; sotto --&gt; piastrinopenia (severa se sulle 2000) .<br><strong>-Parametri di volume piastrinico medio<br>-Ampiezza di distribuzione piastrinica</strong><br>Corrispettivi del MCV e RDW degli eritrociti, entrambi danno solo una vaga idea del compenso midollare che si verifica in seguito a emorragia o rimozione di piastrine.<br><strong>-Valutazione dello stato di maturità piastrinica</strong> --&gt; tanto RNA --&gt; piastrina giovane.<br><strong>-PRP plasma ricco in piastrine </strong>--&gt; plasma preso dal paziente e messo in continua agitazione impedendo cosi l'aggregazione e dunque aumenta la quantità di piastrine al suo interno --&gt; poi viene aggiunto un agonista come ADP o adrenalina --&gt; permette di aumentare l'aggregazione piastrinca e si valuta con il sistema ottico il livello di aggregazione piastrinica.<br><strong>-Saggio della luciferasi: </strong>valuta quanta ATP c'è nei granuli densi --&gt; si incubano le piastrine con questo enzima (che necessita di ATP per funzionare) --&gt; si sviluppa maggiore luminosità in base al loro contenuto di ATP.<br>Quindi serve per vedere la funzione di aggregazione.<br><strong>-Test di valutazione della capacità delle piastrine di interagire con il fibrinogeno:</strong> piastrine si legano tra loro con la presenza del fibrinogeno che si lega tramite GP2B3A --&gt; se questa glicoproteina non funziona --&gt; non avviene il legame.<br>Questi test in vitro discostano comunque dalla situazione reale in cui il flusso laminare impedisce l'aggregazione piastrinica.<br><strong>-PFA-100(Platelet Function Analyzer=analizzatore del funzionamento delle piastrine)</strong>: che è quanto di più simile a ciò che si verifica in vivo. Questo test valuta la capacità delle piastrine di interagire con il fattore di von Willebrand.<br>Il campione del paziente viene fatto passare attraverso un condotto che assomiglia ad un vaso --&gt; a un certo punto di questo condotto c’è una fessura in cui è posizionato il fattore di von Willebrand --&gt; questo tecnicamente dovrebbe srotolarsi essendo stata creata un'alterazione del flusso e intrappolare le piastrine --&gt; ma se le piastrine non riescono a interagire non avverrà il tappamento del foro (tutto ciò avviene con attivatori delle piastrine come adrenalina o ADP)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 21:02:00 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541359616</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Patologie che si associano a trombocitopenia</strong><br>si suddividono in:<br><strong>-Non immuno-mediate</strong><br>Portano ad un consumo di piastrine non indotto da autoanticorpi: protesi valvolari meccaniche (distruggono le piastrine quando vi passano), infezioni, splenomegalia.<br><strong>-Immuno-mediate</strong><br>1) Indotta da farmaci --&gt; eparina&nbsp; --&gt; formazione di autoanticorpi<br>2) Trombocitopenia immune secondaria: autoanticorpi secondari ad altri processi (neoplasie ematologiche) --&gt; distruzione delle piastrine --&gt; se non si fa diagnosi di esclusione di porpora trombocitopenica immune di tipo primario = PTI --&gt; dovuta a distruzione per anticorpi di origine sconosciuta.<br>Quando c'è alterazione del numero di piastrine si verifica:<br>-Presenza di autoanticorpi<br>-Striscio --&gt; si verifica se sono avvenuti danni meccanici<br>-Fattori esogeni come esclusione di infezioni sistemiche (HIV)&nbsp;<br>-Aspirato midollare per vedere se le piastrine mancano per aplasia midollare che coinvolge la linea piastrinica, sindrome mielodisplastica, tumore che infiltra il midollo osseo o se le piastrine sono distrutte da anticorpi o danno meccanico.<br>(Se ho deficit di GP1B --&gt; compromessa l'adesione piastrinica, se ho deficit di GP2B3A --&gt; mancato legame con il fibrinogeno da parte delle piastrine)<br><br>La mancanza di piastrine si manifesta con petecchie (sanguinamento muco-cutaneo).<br>Il risultato di laboratorio non sempre concorda con la vita reale --&gt; ci sono casi di indidui con poche piastrine che non sanguinano e viceversa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 21:13:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Patologie dell&#39;endotelio legate a FVW</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541364033</link>
         <description><![CDATA[<div>Viene prodotta da cellule endoteliali e megacariociti --&gt; viene immagazzinata nei granuli alfa --&gt; secreto in forma multimerica ad elevato peso molecolare (formano una proteia enorme, tanto è più grande più riesce ad intrappolare le piastrine formando una rete ampia) --&gt; per evitare che disturbi la funzione delle piastrine --&gt; viene clivata da ADAMTS13 in frammenti più piccoli che hanno minor rischio di innescare l'adesione piastrinica.<br><br>Funzioni:<br>-Lega il collagene subendoteliale e le piastrine --&gt; quindi fa da ponte alle piastrine per aderire all'endotelio che ha subito lesioni vascolari.<br>-Lega e stabilizza VIII<br><br>Test di laboratorio:<br>Elettroforesi (westernblot e successiva immunofissazione) --&gt; si separa il FVW in base al suo peso molecolare.<br><br><strong>Divisione delle patologie correlate:<br>1) Sintetizzato in normali dimensioni ma in minore o assente quantità</strong> --&gt; tendenza maggiore a sanguinare.<br><strong>2) Peso molecolare minore del normale e non viene clivato a sufficienza o viene clivato troppo</strong> --&gt; non funziona molto perchè riesce meno ad intercettare le piastrine.<br><strong>3) ADAMTS13 non funziona</strong> --&gt; multimeri insolitamente grandi e iperfunzionanti --&gt; porpora trombotica trombocitopenica&nbsp; (perchè si forma un trombo e le piastrine si consumano perchè rimangono incastrate) --&gt; è congenita se la metalloproteasi non c'è perchè ha una mutazione o acquisita se si formano degli anticorpi contro la metalloproteasi.<br>Quindi saranno presenti piastrinopenie ma anche formazione di trombi nel microcircolo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 21:24:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ruolo del laboratorio analisi nel determinare il rischio protrombotico in un individuo</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541368197</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cause dell'aumento del rischio:<br>1) Fattore V di Leiden</strong> --&gt; fattore V con mutazione puntiforme che provoca una sostituzione AA che lo rende resistente alla proteina C reattiva.<br>Si cerca quando si sviluppa trombosi venosa profonda (a cui corrisponde il maggior fattore di rischio, è di 5 volte negli eterozigoti e 10 volte negli omozigoti) prima dei 50 anni e senza apparentemente nessun fattore di rischio.<br><strong>2) Ridotta attività della proteina C - proteina S</strong><br><strong>3) Uso di contraccettivi orali nella donna di qualsiasi tipo</strong> (sia per normalizzare il ciclo che per emergenza) --&gt; diminuisce la sintesi della proteina S e diminuisce l'attività del sistema TFPI, aumenta il livello di VIII, IX e X (se il paziente ha anche il V di Leiden --&gt; balzo del rischio trombotico)<br><strong>4) Tumori <br><br>Testi in laboratorio:<br></strong>PT, aPTT in presenza o assenza di un eccesso esogeno di proteina C reattiva.<br>Di solito si riscontra aPTT più corto del normale per maggiore tendenza a coagulare (se si aggiunge proteina C dall'esterno e aPTT si normalizza vuol dire che c'era una resistenza intrinseca alla proteina C attivata).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-02 21:34:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2541977360</link>
         <description><![CDATA[<div>Sindrome eterogenea ed eziologia variabile spesso multifattoriale dovuta a uno o più insulti esogeni o endogeni --&gt; valutato attraverso la creatinina sierica o il volume urinario facendo riferimento ad un intervallo temporale (questo lo distingue dall'insufficienza renale cronica in cui invece si valuta solo la VFG).<br>Si devono verificare almeno 3 di queste condizioni:<br>-Aumento di creatinina sierica di almeno 0,3 mg/dl in 48h<br>-Aumento della creatinina sierica del 50% rispetto al valore basale degli ultimi 7 giorni.<br>-Valore urinario minore a 0,5 ml/Kg/h --&gt; se questa riduzione si protrae per almeno 6 ore parlo di danno renale acuto (il volume urinario si può misurare in un ambiente protetto oppure a domicilio se il paziente è cateterizzato, in ambiente extraospedaliero non conoscendo i valori di creatinemia del paziente 48h o 7 giorni prima e quindi spesso si prendono le ultime analisi e si danno per buone).<br>Per fare la diagnosi si cerca di basarsi su più di uno solo dei tre criteri.<br><br><strong>Ci sono 3 stadi:</strong><br>-Primo: creatinina sierica --&gt; aumento maggiore del 50%<br>-Secondo: aumento maggiore del 100-200%<br>-Terzo: creatinina sierica triplica o abbonda di più<br>Invece le considerazioni sul volume urinario --&gt; se il paziente non presenta aumenti della creatinina sierica ma è anurico --&gt; terzo stadio.<br><br><strong>La creatinina viene utilizzata perchè viene prodotta in maniera costante dalle cellule muscolari </strong>--&gt; se paziente con ridotta creatinemia --&gt; (es anziani sarcopenici) --&gt; si può avere una sottostima del danno renale acuto&nbsp; perchè magari ha insufficienza renale ma per via della bassa concentrazione ematica risulta una minore quota nelle urine.<br><br>Questo tipo di patologie stanno aumentando perchè i farmaci sono soprattutto nefrotossici (es ACE inibitori e sartani usati contro l'ipertensione intereferiscono con i meccanismi di autoregolazione renale mediati dall'ATII --&gt; possono portare ad una riduzione della VFG potenzialmente fatale soprattutto in soggetti mono-rene o con stenosi all'arteria renale, Es FANS --&gt; inibiscono talune prostaglandine che intervengono nell'autoregolazione del flusso plasmatico renale)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 08:51:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cause di danno acuto pre-renale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2542006571</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono tutte quelle condizioni che portano a un ridotto flusso ematico al rene (FER) in assenza inizialmente di danno glomerulare --&gt; motivi che portano ad una riduzione del flusso ematico al rene:<br><strong>-Riduzione della volemia</strong> --&gt; riduzione del sangue dentro i vasi --&gt; dovuto a:<br>a) Perdita di liquidi per vomito o diarrea o per causa ormonale (es insufficienza surrenalica --&gt; manca aldosterone e cortisolo --&gt; viene meno l'azione di questi ormoni e quindi il rene elimina liquidi --&gt; se non trattato --&gt; shock --&gt; insufficienza d'organo.<br>b) Emorragia<br>c) Sequestro di liquidi in un terzo spazio (ustioni --&gt; essudazione di liquidi nel tessuto sottocutaneo --&gt; edema)<br><strong>-Insufficienza cardiaca</strong> -(aritmia, tachicardia ventricolare, malattie valvolari a insorgenza acuta come una rottura di una corda tendinea, embolia polmonare massiva)-&gt; il cuore non riesce a garantire il giusto apporto ematico a tutti gli organi --&gt; attivazione del SRAA --&gt;per attenuare lo scompenso cardiaco --&gt;&nbsp; insufficenza renale cronica.<br><strong>-Vasodilatazione sistemica</strong>: sepsi, anafilassi, farmaci vasodilatatori (NO)--&gt; riduzione delle resistenze periferiche --&gt; vasodilatazione generalizzata acuta data da (sepsi, anafilassi, farmaci vasodilatatori) --&gt; riduzione del FER.<br><strong>-Vasocostrizione selettiva:</strong> uso di alcuni farmaci o di sindrome epatorenale --&gt; tossici per il rene con danno alle cellule --&gt; riducono la FER.<br>Ridotto apporto ematico al rene --&gt; danno ischemico quindi da insufficienza pre-renale a <strong>insufficienza intrinseca</strong>.<br><br><strong>Insufficienza renale intrinseca</strong><br>Si intendono tutte le manifestazioni date dal <strong>danno ischemico</strong> (quinda di tipo pre-renale --&gt; crea danno al parenchima) e le condizioni primitive --&gt; patologia parte direttamente dal rene (non dall'arteria renale).<br>In base al compartimento che può essere coinvolto:<br><strong>-Danni alla vascolarizzazione interna del rene</strong>: vascoliti o processi trombo-embolici (danno meccanico)<br><strong>-Danni al glomerulo: </strong>può essere soggetto a glomerulonefriti --&gt;<br><strong><mark>a) Sindrome nefritica</mark></strong> --&gt; quando il danno renale è causato da diverse cause che convergono su infiammazione con ematuria e gonfiore.<br><strong><mark>b) Sindrome nefrotica </mark></strong>--&gt; a insorgenza acuta o cronica caratterizzata da danno glomerulare con proteinuria.<br><strong>-Danno interstiziale:</strong> comprende la midollare che in condizioni normali è quasi virturale come spazio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 09:25:50 UTC</pubDate>
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         <title>Insufficienza renale di tipo post-renale</title>
         <author>ACU_GULLIVER_LIBRI</author>
         <link>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2542013648</link>
         <description><![CDATA[<div>Si intendono tutti i danni che possono interessare danni che si estendono dai tubuli collettori all'uretra --&gt; questo creare un'ostruzione delle vie urinarie --&gt; può creare insufficienza renale perchè i fluidi si accumulano dentro i tubuli e quando </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-03 09:35:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ACU_GULLIVER_LIBRI/9pq0bl96l527jwxc/wish/2542013648</guid>
      </item>
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