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      <title>Torquato Tasso by CarloDD</title>
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      <description>Realizzato da Giuliano Piscopo</description>
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      <pubDate>2017-06-02 14:00:10 UTC</pubDate>
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         <title>La vita</title>
         <author>cdidonna014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Torquato Tasso nacque a Sorrento nel 1544. Nel 1557 si trasferì ad Urbino, dove venne a contatto con l'ambiente cortigiano. Nel 1559 seguì il padre a Venezia e lì iniziò la stesura del poema epico <strong>Il Gierusalemme</strong>. Nel 1565 si trasferì invece a Ferrara dove fu assunto al servizio del cardinale Luigi d'Este. La corte ferrarese si era dimostrata particolarmente amante della letteratura cavalleresca fin dai tempi di Boiardo e Ariosto e per questo motivo Tasso fu spinto a completare il poema epico cavalleresco che aveva precedentemente lasciato incompleto e che rinominò  <strong>la Gerusalemme liberata</strong>. In questo periodo della sua vita viaggiò per varie corti come Torino, Mantova e Urbino. In seguito Tasso tornò a Ferrara, ma non trovando l'accoglienza calorosa che si aspettava diede in escandescenze e fu rinchiuso nell'ospedale di Sant'Anna. Negli anni in cui fu rinchiuso il suo poema venne pubblicato.  L'opera venne conclusa nel 1575, ma da quel momento iniziò per Tasso una lunga depressione accompagnata dalla sua instabilità psichica e fisica. Egli realizzerò poi una seconda versione del poema, terminata nel 1593 ed intitolata <strong>la Gerusalemme conquistata.</strong> Morì nel convento di Sant'Onofrio a Roma nel 1595.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-02 14:00:10 UTC</pubDate>
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         <title>Il poeta cortigiano</title>
         <author>cdidonna014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tasso incarna esemplarmente la figura del poeta cortigiano del Cinquecento. Egli trascorre la sua vita interamente a contatto con l'ambiente di corte in quanto ritiene che solo in essa le sue opere possano essere realmente apprezzate. Anche Ariosto era stato un poeta cortigiano, ma a differenza di Tasso egli sentiva il bisogno di allontanarsi dalla corte ed era convinto che il poeta per realizzarsi dovesse operare all'infuori di essa. Tuttavia, Tasso celebra la corte ma al contempo sembra provare una segreta avversione che è identificabile nel suo atteggiamento e nelle sue continue fughe. Ricordiamo anche però che Tasso vive in un'epoca di grandi cambiamenti in cui la figura dell'intellettuale cortigiano Rinascimentale comincia ad entrare in crisi</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-02 14:00:10 UTC</pubDate>
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         <author>cdidonna014</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-02 14:00:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cdidonna014</author>
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         <pubDate>2017-06-02 14:00:10 UTC</pubDate>
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         <title>La Gerusalemme liberata</title>
         <author>cdidonna014</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli anni compresi tra il 1565 e il 1575 Tasso si dedica alla sua opera maggiore,&nbsp; la<em> Gerusalemme liberata</em>, sviluppando il progetto giovanile del <em>Gierusalemm</em>e. La vicenda è distribuita in venti canti, in ottave, il metro tradizionale della poesia epico-narrativa italiana si svolge negli ultimi mesi della prima crociata dove i cristiani, guidati da Goffredo di Buglione riescono ad assediare&nbsp; Gerusalemme ma, indeboliti, sono costretti ad abbandonare il campo di battaglia; il loro ritorno garantirà poi la vittoria sugli avversari pagani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-02 14:00:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cdidonna014</author>
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         <pubDate>2017-06-02 14:00:10 UTC</pubDate>
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         <title>La ingua e lo stile</title>
         <author>giulianopiscopo23</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nelle scelte stilistiche emerge una tensione verso il grande, il magnifico, il sublime; con grande frequenza ricorrono immagini e versi di altri poeti, in particolare di Virgilio, di Dante e di Petrarca. Il poema è contrassegnato da un fitto uso di figure retoriche, iperboli, metafore, similitudini e paragoni. </div><div>A livello lessicale il poeta predilige parole lontane dall’uso comune e a livello della sintassi i periodi lunghi e complessi e i frequenti enjambements conferiscono all’opera un grande potere suggestivo, come pure innumerevoli parole che evocano l’idea della solitudine, fisica ed esistenziale. Al modello petrarchesco, che il classicismo rinascimentale aveva profondamente assimilato, Tasso contrappose un modello nuovo, ricco di emotività, di musicalità, che rispecchia il suo “bifrontismo spirituale” e il suo tormento interiore, ma senza dubbio è sintomo e simbolo di una nuova civiltà letteraria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 09:40:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giulianopiscopo23</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 09:41:48 UTC</pubDate>
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         <title>Proemio</title>
         <author>giulianopiscopo23</author>
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         <description><![CDATA[<div> Canto l'arme pietose e 'l capitano<br>che 'l gran sepolcro liberò di Cristo.<br>Molto egli oprò co 'l senno e con la mano,<br>molto soffrí nel glorioso acquisto;<br>e in van l'Inferno vi s'oppose, e in vano<br>s'armò d'Asia e di Libia il popol misto.<br>Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi<br>segni ridusse i suoi compagni erranti.<br><br>O Musa, tu che di caduchi allori<br>non circondi la fronte in Elicona,<br>ma su nel cielo infra i beati cori<br>hai di stelle immortali aurea corona,<br>tu spira al petto mio celesti ardori,<br>tu rischiara il mio canto, e tu perdona<br>s'intesso fregi al ver, s'adorno in parte<br>d'altri diletti, che de' tuoi, le carte.<br><br>Sai che là corre il mondo ove piú versi<br>di sue dolcezze il lusinghier Parnaso,<br>e che 'l vero, condito in molli versi,<br>i piú schivi allettando ha persuaso.<br>Cosí a l'egro fanciul porgiamo aspersi<br>di soavi licor gli orli del vaso:<br>succhi amari ingannato intanto ei beve,<br>e da l'inganno suo vita riceve.<br><br>Tu, magnanimo Alfonso, il quale ritogli<br>al furor di fortuna e guidi in porto<br>me peregrino errante, e fra gli scogli<br>e fra l'onde agitato e quasi absorto,<br>queste mie carte in lieta fronte accogli,<br>che quasi in voto a te sacrate i' porto.<br>Forse un dí fia che la presaga penna<br>osi scriver di te quel ch'or n'accenna.<br><br>È ben ragion, s'egli averrà ch'in pace<br>il buon popol di Cristo unqua si veda,<br>e con navi e cavalli al fero Trace<br>cerchi ritòr la grande ingiusta preda,<br>ch'a te lo scettro in terra o, se ti piace,<br>l'alto imperio de' mari a te conceda.<br>Emulo di Goffredo, i nostri carmi<br>intanto ascolta, e t'apparecchia a l'armi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 09:55:42 UTC</pubDate>
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         <title>Parafrasi Proemio</title>
         <author>giulianopiscopo23</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Canto le imprese devote e il condottiero [Goffredo di Buglione] che liberò il Santo Sepolcro. Egli compì molte opere con la ragione e con le gesta militari, soffrì molto nella gloriosa conquista; invano l'Inferno cercò di opporsi a lui e invano il popolo misto di Asia e Africa prese le armi. Il Cielo gli diede il suo favore ed egli ricondusse sotto le insegne della Croce i suoi compagni allettati dal vizio.<br><br><br>O Musa, tu che non ti circondi sul monte Elicona la fronte di allori destinati a cadere, ma hai una corona dorata di stelle immortali su nel cielo, tra i cori dei beati, tu ispira al mio petto ardori celesti, illumina il mio canto e perdonami se aggiungo abbellimenti alla verità, se adorno il mio poema con altri piaceri oltre ai tuoi.<br><br><br><br>Tu sai che i lettori si rivolgono volentieri a quelle opere in cui il lusinghiero Parnaso riversa maggiormente le sue dolcezze e che il vero, mescolato a piacevoli versi, ha persuaso i più ritrosi allettandoli. Così porgiamo al fanciullo malato gli orli del bicchiere cosparsi di sostanze dolci: egli, ingannato, beve una medicina amara, e dall'inganno riceve la vita.<br><br><br><br>Tu, nobile Alfonso II d'Este, che sottrai al furore della tempesta e guidi in porto me, esule vagabondo, che sono sbattuto e quasi sommerso dalle onde tra gli scogli, ricevi con benevolenza questa mia opera che ti offro come un dono consacrato a te. Forse un giorno avverrà che la mia penna presaga osi scrivere sul tuo conto quello che ora a malapena accenna.<br><br><br><br>Se mai avverrà che il buon popolo cristiano ritrovi la pace interna, e cerchi di riconquistare con navi e truppe di cavalleria al feroce Turco la grande e ingiusta preda [il Santo Sepolcro], è certo giusto che conceda a te il comando in terra o, se preferisci, l'alto comando della flotta. Intanto ascolta i miei versi, emulo di Goffredo, e preparati alla battaglia</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 09:56:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giulianopiscopo23</author>
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         <pubDate>2017-06-04 10:09:21 UTC</pubDate>
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         <title>Tasso, poeta di un&#39; età di crisi e transizione.</title>
         <author>giulianopiscopo23</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 1559 e il trattato di Cateau Cambrésis segnò la fine di un lungo periodo di crisi e di guerre, che aveva tolto all’Italia la sua indipendenza politica e aveva determinato il consolidamento del dominio della Spagna su una parte della penisola. Era ormai consolidata la Riforma protestante che aveva separato dalla Chiesa romana gran parte dell’Europa. La fiducia entusiastica nell’uomo e nelle sue forze, la concezione dell’arte come un libero creare vennero meno sotto il peso dell’autoritarismo e della censura di carattere tanto politico quanto ecclesiastico.</div><div>In questa età che si suole chiamare della Controriforma si possono distinguere due modi di concepire l’arte: moralistica l’una, edonistica l’altra. La poetica del moralismo fu quella di coloro che, considerando l’arte un’attività umana responsabile, capace di influire fortemente sui lettori, giudicarono che essa dovesse essere sottoposta alle leggi della fede e della morale. Diversa invece, la concezione edonistica dell’arte, concezione che considera l’arte fonte di piacere destinata a suscitare il diletto e la meraviglia del lettore. L’autonomia dell’arte e dell’artista veniva così rivendicata e sganciata dalla tutela severa della morale e della fede.</div><div>Il poeta di questa età, che più di altri ne riassunse in sé, spesso drammaticamente, gli umori e le tendenze contrastanti, fu Torquato Tasso.</div><div>Negli anni in cui in cui scrive la Gerusalemme Liberata, la sua opera più celebrata, Tasso comincia a meditare e ad elaborare attente riflessioni sul poema epico ma in generale proprio sul fare poesia. A Padova Tasso prende parte alle lezioni sulla «Poetica» di Aristotele e venendone particolarmente influenzato, elabora i Discorsi dell'arte poetica e si preoccupa di delineare l'immagine di un poema «eroico» che da un lato si conformi alle regole del tempo e dall'altro lato si discosti dal modello del poema di Ariosto. Tasso abbandona i temi cavallereschi e romanzeschi adottati da Ariosto e si rivolge ad una materia storica e afferma che, mentre la storiografia tratta del <em>vero</em>, quindi di ciò che è realmente accaduto, la poesia deve trattare del <em>verisimile</em>, ovvero di ciò che sarebbe potuto avvenire. Il poema per poter dunque rispondere al principio della verosimiglianza deve collocare il suo argomento né troppo lontano né troppo vicino nel tempo così da lasciare al suo autore un margine di finzione e al contempo deve avere un fondamento storico così da dare importanza a ciò che viene narrato. Accanto a questi precetti, le teorie del tempo assegnavano alla poesia compiti morali e pedagogici. Tasso, nonostante applichi al suo poema questi due compiti, riconosce che la poesia non può prescindere dal diletto; poiché egli riteneva che la bellezza poetica doveva rendere gradevole al lettore la dura materia morale e religiosa. Il diletto, inoltre, doveva essere rafforzato dal MERAVIGLIOSO, ma non il meraviglioso fantasmagorico di cui è permeato il poema cavalleresco piuttosto un “meraviglioso cristiano”, fatto di interventi soprannaturali operati da Dio ma anche dalle potenze infernali.</div><div>Anziché al poema romanzesco del suo tempo Tasso guarda al poema epico classico, l’Iliade, l’Eneide. Il poema eroico punta verso il sublime, nell’argomento come nello stile, diversamente dal romanzo cavalleresco di Ariosto, caratterizzato da una pluralità di eroi e di azioni, che si alternano e si intrecciano fra di loro, nel poema di Tasso vi è un’azione unica e un eroe centrale.</div><div>Il suo poema, carico di intenti edificanti e morali lo pone nella posizione di perfetto poeta cristiano, il cantore degli ideali della Controriforma che dominano la sua epoca, ossequioso verso la religione, il potere assoluto e la civiltà della corte; allo stesso tempo la Gerusalemme Liberata si presenta il perfetto poema epico in obbedienza alle leggi della Poetica di Aristotele, le cui tesi filosofiche rimanendo aderenti alle leggi della natura costituivano sin dalla cultura medievale un’alternativa filosofica ugualmente valida per la possibilità di venire adattata e integrata nella visione del mondo cristiana.</div><div>Eppure al di là del progetto emerge una realtà ben diversa e complessa fatta di contraddizioni e ambivalenze, innanzitutto nei confronti della corte, che si esprime ora in ammirazione ora in una forte insofferenza, al rigoroso moralismo a cui è protesa la sua opera si contrappone l’amore come voluttà o sofferenza, all’esaltazione della guerra come manifestazione di eroismo si contrappone una visione dolorosa e la spinta individuale verso la realizzazione delle proprie aspirazioni di gloria. Infine, alla celebrazione della maestà della religione si contrappone una religiosità più intima e sofferta, proiettata verso il bisogno di purificazione interiore.&nbsp;</div><div>Sono questi gli atteggiamenti che il critico letterario Lanfranco Caretti ha definito di <strong>bifrontisno spirituale, </strong>contraddizioni non solo del poeta, ma proprie di un’epoca e di una civiltà che sta vivendo un tormentato processo di transizione e che arricchiscono l’opera di Torquato Tasso conferendogli una straordinaria forza suggestiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 10:16:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giulianopiscopo23</author>
         <link>https://padlet.com/cdidonna014/9ofgde4p6lws/wish/175102092</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-04 10:32:36 UTC</pubDate>
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