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      <title>La mia parete artistico by Lucia Aleandri</title>
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      <description>Realizzato con il fascino</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-16 13:39:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lucia_aleandri</author>
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         <pubDate>2018-04-16 14:09:27 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;inconscio: vero motore dell&#39;agire umano</title>
         <author>alessio_valloni</author>
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         <description><![CDATA[<h1>Aspetti psicologici della dipendenza</h1><div>Nell’età evolutiva vi è da parte dell’adolescente uno sforzo continuo teso a migliorare la propria autostima. Il miglioramento dell’autostima implica necessariamente la capacità di una maggiore affermazione della propria identità sessuale e del suo ruolo all’interno dei gruppi di appartenenza: famiglia, scuola, comitiva ecc. A questo bisogno cosciente di autoaffermazione se ne contrappone, però, un altro inconscio, che è quello di essere aiutato, guidato nei vari stadi della sua crescita e delle sue conquiste, il desiderio, cioè, di continuare a dipendere dai suoi modelli educativi e di riferimento. Potremmo definire questi due comportamenti l’uno come antagonista dell’altro: da un lato la voglia di diventare adulto e dimostrarlo, dall’altro la paura di non farcela e di essere deriso. Questa condizione che potremmo definire destabilizzante, induce l’adolescente a cercare dei modelli di riferimento certi, consolidati, che possano aiutarlo definitivamente e in fretta ad affermare la sua nuova identità di adulto.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:425,&quot;url&quot;:&quot;http://www.metodoantifumo.it/images/ladipendenza/LA%20DIPENDENZA%20DA%20TABACCO-ASPETTI%20PSICOLOGICI%20DELLA%20DIPENDENZA%201.jpg&quot;,&quot;width&quot;:283}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.metodoantifumo.it/images/ladipendenza/LA%20DIPENDENZA%20DA%20TABACCO-ASPETTI%20PSICOLOGICI%20DELLA%20DIPENDENZA%201.jpg" width="283" height="425"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>La figura del fumatore è certamente adatta a rappresentare uno di questi modelli sociali in quanto espressione di autonomia e “virilità”. Ecco che,</div><div>&nbsp;<strong>l’adolescente, fumando, si sente finalmente adulto</strong>, non importa se solo illusoriamente. Per la donna tali motivazioni sono da considerare solo in parte. Il sesso femminile, infatti, in passato, si è sempre trovato in difficoltà ad affermare la sua autonomia e la sua libertà, e ancora oggi, nonostante le cose siano cambiate, su di loro grava il retaggio di comportamenti, tradizioni e memorie dure a morire che tendono a relegare la donna a ruoli d’inferiorità rispetto all’uomo e a ostacolare la loro reale capacità di affermazione. Ne consegue che la donna, spesso, scelga di&nbsp; identificarsi con il modello maschile adulto pensando ad una sua maggiore libertà e più veloce emancipazione. Tale identificazione la porta ad imitare comportamenti e stili di vita che per tradizione e cultura vengono ritenuti&nbsp; perlopiù maschili, tra questi anche il fumare.&nbsp;</div><div>Secondo la psicoanalisi, Il fumatore è consapevole della sua dipendenza, del fatto che la sigaretta in fondo lo lascia insoddisfatto e che fumando rischia di ammalarsi di cancro o di qualche altra grave malattia, tuttavia è convinto di trarre piacere da questa insana “abitudine”. Ma si tratta di vero piacere? Certamente no! È solo un piacere fittizio, illusorio, che cessa subito dopo aver spento la sigaretta per lasciare posto ai sensi di colpa. Il piacere autentico, infatti, non può essere generato da nessuna forma di dipendenza, perché tale condizione implica sempre un travaglio interiore, una sofferenza. In realtà <strong>ciò che il fumatore definisce “piacere” potrebbe essere l’appagamento del bisogno inconscio di aggredirsi, di farsi del male</strong>. La psicoanalista Odile Lesourne definisce questo atteggiamento come “masochismo morale”, riferendosi a quei sentimenti che il fumatore prova: vergogna (per essere un individuo senza volontà o coraggio di smettere, privo di autocontrollo e quindi con una bassa autostima), angoscia (perché sa di avere maggiori possibilità di ammalarsi di cancro e altre malattie), senso di colpa (per il continuo deterioramento cui sottopone il proprio corpo).<br><br></div><div><strong>Nell’assuefazione tabagica si riscontrano altre forme di “piacere” tese a soddisfare bisogni arcaici come, ad esempio, quello della oralità</strong>: si tratta del bisogno di succhiare che appartiene ai primi mesi di vita e che si stabilisce tra il lattante e il seno materno. Nel succhiare, il lattante crea un rapporto di continuità con la madre attraverso il capezzolo, che gli dà sicurezza e gli fa sentire vivo il legame con lei. Se questo bisogno orale non viene soddisfatto può capitare che rimanga sempre vivo il desiderio di farlo e che, non potendosi concretizzare nella forma primitiva, trova sfogo in “surrogati” come la sigaretta. Il collegamento tra il comportamento del fumatore e quello del neonato sta nella dipendenza -qualcosa che dà piacere e a cui difficilmente si riesce a rinunciare-. Inoltre, cosa importante, in entrambi i casi, il piacere si realizza attraverso l’atto di “succhiare per incorporare”. Le correlazioni tra la dipendenza del fumatore e quella del neonato sono avvalorate dal fatto che durante l’astinenza entrambi seguono lo stesso andamento emotivo, esprimendo rabbia, ansia, irritabilità, tristezza.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:424,&quot;url&quot;:&quot;http://www.metodoantifumo.it/images/ladipendenza/LA%20DIPENDENZA%20DA%20TABACCO-ASPETTI%20PSICOLOGICI%20DELLA%20DIPENDENZA%202.jpg&quot;,&quot;width&quot;:283}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.metodoantifumo.it/images/ladipendenza/LA%20DIPENDENZA%20DA%20TABACCO-ASPETTI%20PSICOLOGICI%20DELLA%20DIPENDENZA%202.jpg" width="283" height="424"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Lesourne spiega che i movimenti del fumare rispecchiano almeno tre tipi di esigenze: la prima dovuta al bisogno di scaricare una tensione non legata a contenuti mentali, che si va perdendo in movimenti senza senso e finalità; la seconda alla necessità di aggrapparsi a qualcosa che dia sollievo e benessere; la terza, il desiderio inconscio di rimanere attaccato a quell’ “oggetto d’amore” (che era il seno materno, sostituito adesso dalla sigaretta), al fine di non provare sentimenti di abbandono. Da ciò si intuisce facilmente come la sigaretta sia in grado di richiamare memorie perdute, apparentemente dimenticate, ma sempre presenti nella vita emotiva degli individui dipendenti.</div><div><strong>Nel fumo va considerato anche l’aspetto autoerotico</strong>. La sigaretta, infatti, è in grado di procurare piacere senza ricorrere agli altri. Come la defecazione e la minzione procurano un piacere “sfinterico” autoerotico, anche l’esalazione di effluvi dai bronchi può essere considerata una forma di piacere.<br><br></div><div>Vi è poi nel fumatore una componente gestuale molto marcata tesa ad appagare il bisogno di sicurezza nevrotica. Un fumatore, infatti, ripete ogni giorno centinaia di movimenti e sequenze motorie automatiche fuori dal controllo cosciente, cosa che gli permette di sfogare bisogni non sempre riconosciuti e accettabili. Ad esempio, <strong>schiacciare la cicca con forza nel portacenere o calpestarla energicamente, potrebbero esprimere forme di piacere distruttivo</strong>. Inoltre, la gestualità legata al fumo, riproduce l’idea dell’azione di fronte a situazioni difficili da affrontare e scongiura una inevitabile passività oltre a permettere lo scarico della tensione accumulata</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 14:12:11 UTC</pubDate>
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         <title>J. Joyce The Dead (Dubliners)</title>
         <author>raffadandrea</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 14:17:05 UTC</pubDate>
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         <title>Dipendenza e fase orale</title>
         <author>alessio_valloni</author>
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         <description><![CDATA[<div>La fase orale</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Per Sigmund Freud la struttura della personalità si evolve secondo tappe o fasi, che sono messe in rapporto con alcune zone dei corpo. Le prime tre fasi, fondamentali per la costruzione della personalità, sono: la fase orale, la fase anale e la fase fallica. Ognuno di queste domina a turno sulle altre.</strong></div><div><br></div><div>Nella fase orale (da 0 a 1 anno) l'interesse del bambino è polarizzato verso il nutrimento e prova le maggiori sensazioni di piacere nel succhiare, cosicché la bocca diventa l'organo sensitivo per eccellenza. Per la psicologia psicodinamica è importante l'influenza dell'erotismo orale sulla formazione del carattere, poiché durante questa fase il bambino inizia la conoscenza degli oggetti e impara ad avere un rapporto con essi. Infatti è solo attraverso la bocca che prende contatto con il mondo esterno. Quando noi regaliamo un giocattolo, subito il bambino lo porta alla bocca, perché è attraverso le mucose che conosce e costruisce un rapporto con l'oggetto. Nello stesso modo costruisce il suo rapporto con la madre.</div><div>Alla nascita il neonato non sa distinguere il seno materno dal proprio corpo; soltanto quando s'accorge che quel seno gli viene a mancare, imparerà a porlo fuori di sé e inizierà a considerarlo un "oggetto". Ma in questa prima fase dello sviluppo psichico avviene un altro fatto: attraverso il rapporto gratificante con la madre, il bambino acquista quella fiducia che in futuro sarà alla base del suo sentirsi un adulto sicuro e accettato. Infatti i rapporti che ciascuno di noi ha avuto nei primi stadi di sviluppo, condiziona il modello delle successive relazioni con gli altri.</div><h1><em>Importanza della fase orale</em></h1><div>A una buona gratificazione orale seguiranno autosicurezza e ottimismo, mentre la frustrazione orale avrà come conseguenza un atteggiamento pessimista e incline alla depressione. Sappiamo che nella depressione si crea una dolorosa frattura tra il Sé ideale, cioè come si vorrebbe essere e il Sé reale, come in realtà si è. Questa frattura provoca uno stato di dolore psichico che può portare a diverse reazioni, come: la protesta, la lotta, l'aggressività... Talvolta la perdita di autostima che ne deriva può portare a una situazione di dolore psichico intollerabile.</div><div>Il bambino che non supera positivamente la fase orale, da adulto sarà volubile, irrequieto, curioso, insoddisfatto. La caratteristica predominante sarà la dipendenza dagli altri, cioè l'esigenza continua di aiuto e un bisogno di essere incoraggiato e lodato. Infatti l'adulto che nell'infanzia non ha superato questa fase è destinato a rimanere isolato dagli altri, perché ha poca capacità di dare, proprio a motivo della sua "aridità" emotiva e ha, invece, molto bisogno di ricevere per la sua insicurezza e dipendenza.</div><div>Inoltre tenderà a sentirsi rifiutato e tradito dagli altri, verso i quali manifesterà il suo sadismo e la sua voglia di vendicarsi. La fase anale invece (da 1 a 3 anni), è il periodo durante il quale il bambino riceve sollecitazioni piacevoli dalla funzione dell'escrezione, sia nell'espellere che nel ritenere le feci.</div><div>L'evoluzione dalla fase orale a quella anale significa il passaggio dalla capacità di ricevere alla capacità di dare o di rifiutare.</div><div>Nella fase anale, il bambino inizia a vivere come persona e impara a distinguere l'lo dal Tu, cioè sa cogliere la presenza o l'assenza della madre come oggetto indipendente da lui. Durante questa fase il bambino fa la prima esperienza di disciplina imposta dall'autorità esterna. t l'inizio della costruzione della "coscienza", definita "coscienza primitiva".</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 14:18:23 UTC</pubDate>
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         <title>V. Woolf To the lighthoude</title>
         <author>raffadandrea</author>
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         <title>Una filosofia umanizzata: Italo Svevo e le teorie freudiane</title>
         <author>lucia_aleandri</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 14:20:43 UTC</pubDate>
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         <title>La fase orale</title>
         <author>alessio_valloni</author>
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         <title></title>
         <author>raffadandrea</author>
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         <description><![CDATA[<div>Les Surréalistes et l'Ecriture automatique</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 14:53:27 UTC</pubDate>
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