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      <title>Tirocinio: La parola di cura -https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt by </title>
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      <description>Fatto con ♥</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-23 11:47:23 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-05-13 18:03:36 UTC</lastBuildDate>
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         <title>La parola chiave è RELAZIONE</title>
         <author>felicetta_danza584888</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>“Il processo didattico è un processo di natura relazionale,<br>&nbsp;nel senso che mira a sostenere lo studente <br>&nbsp;nella acquisizione della capacità<br>&nbsp;di dare un senso alla propria esperienza, <br>&nbsp;in un clima di scambio aperto e continuo”<br>&nbsp; (Rogers)<br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 06:35:17 UTC</pubDate>
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         <title>La mia parola chiave è ASCOLTO</title>
         <author>silvio_durso584673</author>
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         <description><![CDATA[<div>“<a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/amare/">Amare</a> vuol <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/comunicare/">dire</a> soprattutto <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/ascoltare/">ascoltare</a> in <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/silenzio/">silenzio</a>.”<br>ANTOINE DE SAINT-EXUPERY</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:30:18 UTC</pubDate>
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         <title>La mia parola chiave è COMPRENSIONE</title>
         <author>alessandra_doria549559</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Comprendere: “cum prendere”, cioè prendere qualcosa e diventare uniti con essa. Se ci limitiamo a esaminare una persona dall’esterno senza diventare una con lei, senza metterci nei suoi panni, entrare nella sua pelle, non arriveremo mai a comprenderla."<br>(Thich Nhat Hanh)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:35:31 UTC</pubDate>
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         <title>La mia parola chiave è ATTENZIONE</title>
         <author>alessandra_doria549559</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come gesto cognitivo primario, come azione concentrata sull'altro, come segno etico di cura e nel tenere saldo lo sguardo dell'altro nel proprio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:43:17 UTC</pubDate>
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         <title>La parola chiave è ACCOMPAGNARE </title>
         <author>alessiadaddato</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per me la parola di cura è<strong> ACCOMPAGNARE </strong>gli alunni nel percorso di crescita e nel progetto di vita.<strong> </strong>Durante l'esperienza di tirocinio ho avuto modo di partecipare a diverse attività scolastiche e in ognuna di esse gli alunni e docenti non erano mai soli, ma camminavo insieme per raggiungere gli stessi obiettivi. La docente di sostegno era sempre a disposizione del gruppo classe, pronta ad aiutare chi ne avesse bisogno e ad <strong>ACCOMPAGNARE</strong> gli alunni&nbsp; con un parola di incoraggiamento, con un sorriso, con una mappa concettuale o con un "dai la prossima volta andrà meglio". <br>Allo stesso modo è opportuno che tutto il corpo docente e le altre agenzie formative camminino <strong>insieme</strong> per accompagnare gli alunni alla fine della "strada" e renderli i cittadini di domani.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:43:31 UTC</pubDate>
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         <title>La mia parola chiave è Aiuto</title>
         <author>nicoletta_dortona585332</author>
         <link>https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt/wish/2155094389</link>
         <description><![CDATA[<div>«Il concetto di un'educazione che assuma la vita come centro della propria funzione altera tutte le idee educative precedenti. L'educazione non deve essere più basata su un programma prestabilito, ma sulla conoscenza della vita umana» (Montessori)<br>La mia esperienza mi ha portato a capire che avere cura dell'allievo vuol dire conoscere la persona più che il programma, che prima di insegnare qualunque concetto bisogna conoscere l'allievo, entrare nel suo mondo e incoraggiarlo alla partecipazione promuovendo l'interesse con una didattica che sia coinvolgente.. "eh se funziona con i più fragili vuol dire che funziona con tutti".</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:48:58 UTC</pubDate>
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         <title>La parola chiave è &quot;VICINANZA&quot;    </title>
         <author>piccadillylinemap</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il momento di maggior rilievo durante la mia esperienza con lo studente disabile è stato quando egli ha accettato di accendere la LIM e affiancare il docente nella presentazione di una lezione. Nonostante il docente sapesse ben usare la Lim, lo studente disabile è riuscito a risolvere un problema della Lim, mostrando dimestichezza e disinvoltura nell'utilizzo degli strumenti informatici. Per la prima volta lo studente era arrivato dove altri non erano riusciti e la dimensione inclusiva era molto presente in classe. Si percepiva la vicinanza del compagni e la sua presenza era diventata centrale nel contesto. L'episodio ha insegnato come la volontà e la partecipazione rendono ognuno di noi una risorsa preziosa al momento giusto. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:51:59 UTC</pubDate>
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         <title>La parola chiave è: RISPETTO</title>
         <author>chiara_damelio585188</author>
         <link>https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt/wish/2155096972</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla base di ogni nuova relazione che si instaura con uno studente disabile deve esistere una chiara volontà di accettazione rispettosa delle caratteristiche altrui. Se l'insegnante di sostegno partecipa alla relazione con lo studente disabile con la consapevolezza di dover, in primis, accettare e rispettare l'individualità di chi ha di fronte, sarà facilitato nell'attuazione degli interventi didattico educativi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:55:25 UTC</pubDate>
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         <title>La mia esperienza di tirocinio: FIDUCIA e CURA</title>
         <author>felicetta_danza584888</author>
         <link>https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt/wish/2155098480</link>
         <description><![CDATA[<div>L’esperienza di tirocinio mi ha fatto conoscere Marco, un ragazzo di 16 anni con una disabilità cognitiva media, timido e molto riservato. Il primo passaggio da affrontare con lui è stato superare la sua iniziale diffidenza ed in questo la fase iniziale dell’osservazione è stata utile e determinante per comprendere quali fossero i canali e gli strumenti più giusti per costruire con lui una relazione di fiducia reciproca. L’elemento centrale e determinante perché si sostanzi questa relazione d’aiuto è la FIDUCIA. La fiducia non va data per scontata, ma costruita tramite autenticità, disponibilità all’ascolto, coerenza tra parole e fatti. La relazione in un contesto professionale non è amicizia ed implica responsabilità diverse. Il compito di guida e controllo della relazione è dell’insegnante: è chi aiuta che raccoglie gli aspetti significativi dello scambio e li restituisce perché il ragazzo li riordini, li rielabori e li faccia propri. L'attenzione, quindi, deve essere centrata sul ragazzo che apprende e non sull’insegnante che gli è accanto nell’aiuto.&nbsp; All’insegnante sono richieste capacità relazionali che permettano di “entrare in relazione”, di “sviluppare un rapporto” con il ragazzo e la sua famiglia attraverso attenzione, cura, partecipazione, empatia per costruire uno spazio relazionale in cui la persona si sente accettata con i suoi limiti, le sue fragilità, la sua unicità e nella sua globalità al fine di predisporre un intervento educativo efficace e profiquo.<br><strong><em><br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 07:59:34 UTC</pubDate>
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         <title>La mia esperienza di tirocinio: Flavio, la passione per i cani e il filosofo Schopenhauer</title>
         <author>silvio_durso584673</author>
         <link>https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt/wish/2155102126</link>
         <description><![CDATA[<div>L'esperienza di tirocinio che vorrei raccontare è la seguente: un giorno durante la lezione di spagnolo Flavio, il ragazzo che seguivo, mi ha parlato della sua passione per i cani e di quanto ne desiderasse uno. Questa cosa avveniva esattamente a pochi giorni dall'inizio della fase operativa del tirocinio e mi stavo occupando di pianificare un'unità didattica di filosofia su Schopenhauer quando con la mia tutor ho deciso - spinto da quanto appena appreso parlando con Flavio - di dedicare una parte consistente dell'unità didattica sul rapporto di Schopenhauer coi cani (li amava molto e avevano ispirato alcune sue riflessioni filosofiche). Quando ho sottoposto il materiale didattico a Flavio ho apprezzato quanta concentrazione ed entusiasmo ha messo nell'apprendimento, a dimostrazione del fatto che se ascoltiamo e ci interessiamo autenticamente di ciò che vogliono i nostri alunni possiamo insegnargli molto più di più se non addirittura imparare noi qualcosa da loro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 08:08:15 UTC</pubDate>
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         <title>Esperienza significativa: trovare il giusto canale comunicativo</title>
         <author>chiara_damelio585188</author>
         <link>https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt/wish/2155108241</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel percorso di tirocinio diretto a scuola c'è stato un episodio particolarmente significativo che ha rappresentato un punto di svolta nella relazione con l'alunno disabile.<br>Da qualche settimana, dopo un episodio di crisi con un suo amico, l'alunno si era chiuso irrimediabilmente nel suo mondo e non permetteva più alcuna comunicazione con lui né ai suoi compagni né ai suoi insegnanti. Egli trascorreva tutto il tempo in classe con gli auricolari alle orecchie e il cappello in testa, rifiutandosi di fare qualsiasi attività.&nbsp;<br>Dopo un primo, inconcludente, incontro con l'insegnante di sostegno, riproviamo un secondo approccio, durante il quale l'alunno alterna i suoi lunghi silenzi con qualche parola in inglese. Inizio, così a rispondergli in inglese e lui, dopo un primo iniziale momento di stupore, piano piano, si apre e iniziamo una conversazione in cui mi apre parte del suo mondo e mi confessa alcune delle sue paure. Da quell' episodio riusciamo, con dedizione, a costruire la nostra relazione fatta di fiducia e accettazione. L'alunno si libera piano piano delle barriere che aveva costruito per tenere tutti lontani e inizia a sentirsi parte integrante del suo gruppo classe.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 08:22:29 UTC</pubDate>
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         <title>EMPATIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt/wish/2155111235</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Key word -&nbsp; </strong><em>Empatia</em>: la capacità di “mettersi nei panni dell'altro” percependo, in questo modo, emozioni e pensieri. E' l'abilità di vedere il mondo come lo vedono gli altri, essere non giudicanti, comprendere i sentimenti altrui mantenendoli però distinti dai propri.<br><br><strong>Esperienza - </strong>Questo anno scolastico, come insegnante curricolare, ho avuto l’esperienza di lavorare con un ragazzo cieco, F.. La paura di affrontare questa nuova sfida e di non essere abbastanza competente mi ossessionava. Lavorando con F. ho messo in discussione le mie certezze su come rapportarmi con il mondo esterno e su come poter trasmettere i principi della mia materia. Affiancando F. ho potuto apprezzare il valore degli altri quattro sensi come “strumenti didattici” che se usati in sinergia possono garantire un buon successo scolastico all’alunno ipovedente.</div><div>Per approntare le dovute modifiche nel mio agire professionale, ho dovuto mettere in gioco la mia capacità di “mettermi nei panni degli altri”, cioè in quelli di F.&nbsp;</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 08:29:06 UTC</pubDate>
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         <title>FIDUCIA</title>
         <author>davenaantonella</author>
         <link>https://padlet.com/felicetta_danza584888/9nvdcu11n2op1clt/wish/2155121911</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando un alunno sente intorno a sé la fiducia e la stima dell'adulto è messo nelle condizioni migliori per apprendere e crescere. La fiducia è alla base dell'aiuto all'autorealizzazione: dare la possibilità di mettersi alla prova consente di sperimentare piccoli successi che generano una spirale positiva di crescita verso l'autonomia. Al contrario, quando l'adulto è eccessivamente protettivo, previene i desideri del ragazzo e si sostituisce a lui, lo educa alla dipendenza e gli insegna a sentirsi impotente.<br>La parola chiave è dunque FIDUCIA, credere in qualcuno. È quanto ho avuto modo di apprezzare durante la mia esperienza di tirocinio: l'insegnante infatti incoraggiava piccoli gesti quotidiani che normalmente l'alunno non sperimenta a casa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 08:50:29 UTC</pubDate>
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