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      <title>Feste e tradizioni d&#39;Italia by Montse Cañada</title>
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      <description>Livello A2</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-03-02 02:03:45 UTC</pubDate>
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         <title>Palio di Siena</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Palio non è una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico: è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. <br>Esso ha origini remote con alcuni regolamenti ancor oggi validi dal 1644, anno in cui venne corso il primo palio con i cavalli, così come ancora avviene, in continuità mai interrotta.<br> Il territorio della Città è diviso in diciassette Contrade con dei confini stabiliti nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice della Città.</div>]]></description>
         <pubDate>2017-03-02 02:08:53 UTC</pubDate>
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         <title>I Krampus</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nelle zone di lingua tedesca, i Krampus sono dei diavoli travestiti che accompagnano Sinterklaas (figura folcloristica derivata da San Nicola da Bari), nella tradizionale sfilata lungo le strade del paese. Questa tradizione è legata alla mitologia cristiana, più precisamente al vescovo San Nicolò e al suo servitore Krampus (a volte anche noto come David il conte). È un evento tipico delle festività natalizie nato più di 500 anni fa e tuttora festeggiato in diverse zone d'Italia (nei territori dell'ex Impero austro-ungarico, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia), in Austria e Germania meridionale (Baviera). </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 02:14:01 UTC</pubDate>
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         <title>La Vara di Messina</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Vara di Messina è un grande carro votivo dedicato alla Madonna Assunta e che viene portato in processione il 15 agosto di ogni anno.</div><div>Il termine "vara" è la traslitterazione di "bara", che sta ad indicare la bara dove giaceva il corpo della Dormitio Virginis (la Madonna Dormiente). La Vara è alta circa 13,5 metri e pesa sulle 8 tonnellate, viene portata in processione da centinaia di fedeli tramite delle lunghe corde (gomene) che servono a farla trainare. Dette gomene, lunghe poco più di cento metri, sono tirate all'inizio da due gruppi di persone che fanno capo ai rispettivi capi corda; fino a qualche anno fa indossavano delle magliette di diverso colore (Blu e Marrone) ma adesso sono semplicemente di colore blu in onore della Madonna. Un'antichissima tradizione popolare vuole che le corde della Vara posseggano proprietà magiche e taumaturgiche. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 02:16:24 UTC</pubDate>
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         <title>Il miracolo del sangue a Napoli</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>La condizione generale del miracolo legato al Culto del Sangue di San Gennaro è la liquefazione della materia contenuta in uno dei due sacri balsamari, l’ampolla grande.  Il prodigio è stato registrato come avvenuto per l'ultima volta martedì 19 settembre 2016, alle 10:00 presso la cappella omonima. A far data 16 dicembre 2016 il sangue del Santo non si è sciolto. La notizia è sopraggiunta inaspettata, in quanto, questa sortita non accadeva da circa 150 anni ed è il primo evento di questa portata dell'era digitale. La festività del 16 dicembre è giorno dedicato al culto del Sangue di San Gennaro ed il fenomeno del miracolo terzo ed ultimo dell'anno. </div><div> Il 16 dicembre è ricordato anche come la festa del Patrocinio, data a far notizia in cui la città di Napoli scampò dal pericolo della lava del Vesuvio arrestata a Portici, proprio la notte del 16 dicembre 1631, evento miracoloso attribuito al volere di San Gennaro. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 02:21:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il Carnevale di Venezia</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa. Chi non ne ha mai sentirto parlare? Tuttavia il Carnevale ha tradizioni molto più antiche che rimandano ai culti ancestrali di passaggio dall’inverno alla primavera, culti presenti in quasi tutte le società, basti pensare ai Saturnalia latini o ai culti dionisiaci nei quali il motto era “Semel in anno licet insanire” (“Una volta all’anno è lecito non avere freni”) ed è simile lo spirito che anima le oligarchie veneziane e le classi dirigenti latine con la concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Una utile valvola di sfogo per tenere sotto controllo le tensioni sociali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 02:35:57 UTC</pubDate>
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         <title>Festa del Duca di Urbino</title>
         <author>mcanyada</author>
         <link>https://padlet.com/mcanyada/9m58jezv1az9/wish/157219506</link>
         <description><![CDATA[<div>La festa del Duca è nata nel 1982 in occasione del centenario della morte del Mecenate Federico da Montefeltro. Gli antichi splendori di Urbino all’epoca dei Montefeltro vengono rievocati intorno al Palazzo Ducale con: musicisti, acrobati, giocolieri e danzatori. Ai quali fanno seguito prove di destrezza da parte di sbandieratori, tamburini e balestrieri. Come da tradizione, la figura del Duca, grande mecenate e cultore di tutte le arti, sarà ricordato attraverso la musica antica, il teatro, la danza, e le mostre.</div><div>Durante la festa si snoda il corteo del Duca Federico il quale propone ogni anno la rievocazione di un fatto diverso della storia del ducato e della Signoria dei Montefeltro. I tornei principali della festa sono torneo degli arcieri e il torneo cavalleresco della cortigiana all’anello, al quale prendono parte i cavalieri della città. Si tratta di una disputa entrata in uso nel Rinascimento alla corte Urbinate durante la quale, nel 1450, Federico perse l’occhio destro con la punta della lancia dell’avversario.</div>]]></description>
         <pubDate>2017-03-02 02:43:21 UTC</pubDate>
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         <title>Il ballo della morte</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>La terza domenica di luglio, quella successiva alla Santa Maddalena del Bosco (22 luglio), vicino Imperia, ad Arma di Taggia, ancora oggi si rievoca un antico e misterioso rituale. In questa notte, gli affiliati della congregazione fondata per onorare Santa Maddalena, nel 1716, partono alla volta di un eremo nascosto nei boschi. Giunti al casolare, dopo alcune ore in groppa ai muli, vi trascorrono la notte, tra canti e balli. Prima di tornare al paese, poi, due affiliati, innamorati, eseguono il cosiddetto "ballo della morte" che si svolge così: dopo che la ragazza fingendo un mancamento è caduta al suolo, viene rianimata dal giovane con un mazzetto di lavanda, e quindi i due ballano sfrenatamente insieme cantando il motto della congregazione <em>"Comedamus et bibamus, cras enim morietur"</em> ossia "mangiamo e beviamo insieme, poiché un giorno moriremo". Questo culto, oggi assorbito dalla liturgia cattolica, mantiene chiari elementi bacchici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 02:49:28 UTC</pubDate>
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         <title>U fistinu</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>A Palermo, tra l'11 e il 15 luglio, ogni anno si tiene una delle più importanti feste della regione. La giornata è ricca di attrazioni, tra le quali spicca la sfilata di un carro allegorico sul quale suona una banda di musicisti, spandendo per le vie della città una melodia di festa. L'ultima sera dei festeggiamenti, inoltre, il cielo viene rischiarato da un maestoso spettacolo di fuochi d'artificio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 02:55:05 UTC</pubDate>
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         <title>La cavalcata sarda</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tremila persone in costume, provenienti da ogni parte della Sardegna, si riuniscono a Sassari l'ultima domenica di maggio, per dare vita ad una magnifica cerimonia. Organizzata nel passato in onore di re e principi in visita, la festa vede protagonisti i cavalli locali, che si fronteggiano nel suggestivo Palio di Sassari. Anche questa festa si conclude con canti e balli tradizionali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 02:58:08 UTC</pubDate>
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         <title>Corsa dei pescatori scalzi</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni anno, a Cabras (Oristano) si tiene una delle maratone più spettacolari d'Italia. La prima domenica di settembre, trecento giovani vestiti di bianco, percorrono a piedi nudi sei chilometri e mezzo di corsa, sopportando il caldo, la fatica e le asperità del terreno. L'evento, a metà tra il sacro e il profano, che è altamente suggestivo e comporta uno sforzo fisico veramente notevole, rievoca un fatto avvenuto quattro secoli fa, quando la popolazione di Cabras dovette fuggire per salvarsi da un'invasione saracena, e portò con sé la statua del Cristo correndo per dieci chilometri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 03:00:41 UTC</pubDate>
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         <title>Festa degli incappucciati e Pranzo del purgatorio</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il giovedì grasso, a Gradoli, in provincia di Viterbo, gli appartenenti alla Fratellanza del Purgatorio, infilano i loro tradizionali cappucci neri e, preceduti da uno stendardo ed un tamburino, si aggirano con fare solenne per le strade del paese, bussando ad ogni porta, per raccogliere varie cibarie per il Pranzo del purgatorio, in onore delle Anime sante. Il pasto viene poi consumato il giorno delle Ceneri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 03:04:10 UTC</pubDate>
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         <title>Festa della castagna</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>A Roncegno, vicino Trento, gli abitanti del paese sono molto fieri delle proprie castagne, che si narra fossero richieste dalla famiglia Asburgo di Vienna, fin dai tempi dell'Impero austro-ungarico. In ricordo di tanto fasto e dell'importanza di questi frutti del bosco, ogni anno si organizza un festa in cui sfila la banda del paese ed i popolani si sfidano in antichi giochi dal sapore medievale.</div>]]></description>
         <pubDate>2017-03-02 03:07:36 UTC</pubDate>
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         <title>Strozegada</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla vigilia della notte di Santa Lucia (13 dicembre) tutti i bambini di Levico Terme (Trento) si mettono a raccogliere le lattine vuote che trovano in giro. Queste vengono poi legate insieme e trascinate, mentre i bambini seguono un asinello che porta su di sé una figura della Santa, cercando di fare più chiasso possibile. La "strozegada", ossia il trascinare le lattine in giro, serve, secondo i bambini locali, ad attirare l'attenzione della Santa, che dovrà ricordarsi di portar loro i doni durante la notte.</div>]]></description>
         <pubDate>2017-03-02 03:09:59 UTC</pubDate>
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         <title>Sagra del formaggio</title>
         <author>mcanyada</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 1° maggio, a Montecchio Emilia (Reggio Emilia), in un antico "casello", stabile ottagonale in cui veniva preparato il pregiatissimo parmigiano-reggiano, si possono ancora vedere le antiche forme e gli strumenti di lavoro settecenteschi. Qui viene preparato una volta all'anno un parmigiano secondo gli antichi metodi, con il fuoco vivo delle fascine e gli strumenti del tempo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 03:14:19 UTC</pubDate>
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         <title>Festa della pigiatura in spiaggia</title>
         <author>mcanyada</author>
         <link>https://padlet.com/mcanyada/9m58jezv1az9/wish/157222283</link>
         <description><![CDATA[<div>Ogni anno, nel periodo della vendemmia, la seconda domenica di ottobre, a Predappio alta, vicino Forlì, si pratica la tradizionale pigiatura dell'uva con i piedi. Così viene preparato il mosto del Sangiovese, che viene posto nei tini delle vecchie cantine del paese, nelle cosiddette "Ca' se sanzves", le case del Sangiovese, dove è possibile trovare bottiglie anche del 1860!</div>]]></description>
         <pubDate>2017-03-02 03:17:34 UTC</pubDate>
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