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      <title>Aggiornamenti by gino</title>
      <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko</link>
      <description>Realizzato con un pizzico di ingegno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-10-08 13:53:59 UTC</pubDate>
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         <title>La Super Luna.</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/138102008</link>
         <description><![CDATA[<div> Lunedì 14 novembre, il cielo notturno avrà una luce del tutto speciale, grazie alla Luna più grande e brillante degli ultimi sessant'anni: è la “Superluna”, effetto della coincidenza del plenilunio con il perigeo, cioè il punto di massimo avvicinamento del nostro satellite</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-16 15:16:52 UTC</pubDate>
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         <title>Antartide</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/138103725</link>
         <description><![CDATA[<div>storico accordo internazionale è stato raggiunto da 24 Paesi fra cui l'Italia, oltre all'Unione Europea, per creare il più grande parco marino al mondo nell'Oceano Meridionale, nel Mare di Ross presso l'Antartide. È il risultato raggiunto dopo cinque anni di compromessi e di negoziati falliti, dalla Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell'Antartide (Ccamlr), organismo istituito nel 1982 che ha concluso oggi la riunione annuale di due settimane a Hobart in Tasmania. Saranno protetti oltre 1,5 milioni di chilometri quadrati del Mare di Ross, fra cui 1,1 milioni di kmq, pari all'area combinata di Spagna e Francia, riservati come “zona di protezione generale”, con divieto assoluto pesca. La protezione non ridurrà la quantità totale di pescato permesso nel Mare di Ross, ma terrà lontani i pescherecci dagli habitat cruciali vicino al continente stesso. Nel 72% della regione la pesca sarà bandita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-16 15:20:00 UTC</pubDate>
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         <title>Sonda su Marte</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/138106249</link>
         <description><![CDATA[<div> Stamattina, dopo la conferenza stampa dei responsabili dell'Agenzia Spaziale Europea, Esa, al centro Controllo di Darmstadt il sapore della missione europea Exomars è decisamente agrodolce. Una parte infatti è perfettamente riuscita, l'altra, quella in cui più forte batte il cuore, specie quello italiano, probabilmente fallita in modo quasi completo. I vertici Esa hanno stressato più volte nei loro discorsi che la prima parte della missione, fondamentale anche per proseguire nel programma che ne prevede una seconda parte nel 2021, è stata un successo pieno. Tgo, il grande Trace Gas Orbiter che ha trasportato la piccola sonda Schiaparelli fino a Marte in 7 mesi e con un viaggio da mezzo miliardo di chilometri, funziona perfettamente. Ha infatti compiuto con pieno successo la difficile serie di manovre per passare dall'orbita molto ellittica iniziale, assunta al suo arrivo nei pressi del pianeta rosso, in quella definitiva stabile che terrà per vari anni. In quell'orbita Tgo deve assolvere due compiti importanti: studiare l'atmosfera marziana, che tuttora presenta vari punti interrogativi nella sua composizione e dinamica e fare da ponte radio con i futuri mezzi che andranno su Marte, come ad esempio il sofisticato rover che l'Europa pensa di spedire su Marte con la seconda parte della missione Exomars nel 2021.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-16 15:23:14 UTC</pubDate>
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         <title>Softwer contro </title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/138108668</link>
         <description><![CDATA[<div> PredPol, software che predice in quali zone metropolitane verranno perpetrati i delitti. Creato dalla polizia della contea di Los Angeles insieme all'Università della California, PredPol oggi viene usato da oltre 60 dipartimenti di altrettante città americane, che pagano fino a 150mila dollari all'omonima startup creata nel 2012. Ma mentre i dati diramati dalla società e dalle polizie che si servono di questo strumento parlano di un abbassamento del tasso di criminalità nei quartieri sorvegliati grazie allo strumento informatico, inizia ad emergere il vero rischio legato all'utilizzo dei big data per la prevenzione dei delitti. Una ricerca dell'associazione Human Rights Data Analysis Group ha verificato come il programma finisca per colpevolizzare solo i quartieri più poveri ed agisca a discapito soprattutto dei neri e degli ispanici. Il motivo? Il software non fa altro che formulare un modello di previsione basandosi sui reati del passato, ma così finisce per immaginare un futuro che non fa la tara alle discriminazioni già perpetrate: negli Usa infatti, secondo uno studio di Prison Policy Initiative i neri vengono arrestati e incarcerati cinque volte più dei bianchi, mentre gli ispanici due volte tanto. Quindi, nonostante studi come quello riportato nel 2014 dal Washington Post dimostrino come i bianchi commerciano droga molto più dei neri, ma questi ultimi subiscono maggiori arresti per questo tipi di reati, i software continuano a riportare l'attenzione verso i quartieri dove appunto si concentrano le minoranze che già hanno avuto guai con la giustizia. PredPol è solo il più celebre tra i software di cosiddetta polizia predittiva altrimenti resi celebri dal racconto breve di Philip K. Dick Minority Report. Solo che nel testo poi adattato per il grande schermo da Steven Spielberg la predizione avveniva mediante divinazione da parte di tre veggenti, mentre in questo caso ci pensa un algoritmo a incrociare date, luoghi, tipi di crimini e così via. Nel business si sono lanciate anche grandi aziende come Ibm, Microsoft, Motorola e LexisNexis, e tra le soluzioni all'avanguardia non ci sono soltanto quelle provenienti dagli Usa: alla questura di Milano già dal 2007 è operativo KeyCrime, un software che per ogni nuovo reato elabora dati quali data, luogo, ora, tipologia, caratteristiche dell'obiettivo, dati descrittivi e profilo comportamentale del malvivente e confrontandoli con migliaia di rapporti riguardanti i reati del passato è in grado di evidenziare somiglianze, serialità e indirizzare gli investigatori verso probabili nuovi obiettivi. Al di là del fatto che, come sostiene l'inventore di KeyCrime, l'assistente capo della Polizia Mario Venturi, questi software non dovrebbero mai  agire autonomamente, ma lasciare il giudizio finale sulla correttezza della previsione sempre all'investigatore, la tendenza generale è a renderli sempre più autonomi e complessi, a fargli elaborare una mole di dati sempre più ampia e variegata e a produrre di conseguenza analisi sempre più approfondite che possano servire di ausilio alle indagini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-16 15:26:39 UTC</pubDate>
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         <title>Americhe annulla</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/138114102</link>
         <description><![CDATA[<div>Come ha infatti annunciato la Pan American Health Organization (Paho), sezione continentale del’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), il virus del morbillo è stato debellato dall’intera area continentale grazie a una campagni durata 22 anni e che ha visto come protagonista il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. L’annuncio è stato fatto dall’International Expert Committee for Documenting and Verifying Measles (morbillo), Rubella (rosolia), and Congenital Rubella Syndrome (sindrome da rosolia congenita) Elimination in the Americas. Si tratta della quinta patologia vaccino-prevenibile dichiarata “sconfitta” nelle Americhe, dopo il vaiolo (nel 1971), la poliomielite (1994) e appunto rosolia e rosolia congenita l’anno scorso. «È un giorno storico per la nostra regione e anche per il mondo», ha detto la direttrice del Paho Carissa F. Etienne. «È la prova del notevole successo che può essere raggiunto quando diversi Paesi lavorano insieme verso un obiettivo comune. È il risultato di un impegno preso più di due decenni fa, nel 1994, quando le nazioni delle Americhe si sono impegnate a debellare il morbillo nei primi anni del XXI secolo».</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-16 15:36:11 UTC</pubDate>
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         <title>Passa vicino alla Terra un asteroide inaspettato</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/146257052</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella giornata del 09/01/17 un asteroide è passato più o meno a mezza distanza Terra- Luna questo asteroide era stato visto solo due giorni fa e nessuno si aspettava che sarebbe passato nella giornata di ieri cosi vicino da poter dire che abbia sfiorato la Terra.<br>E' passato molto velocemente ma dei telescopi sono riusciti a captarlo comunque.<br>si programma che nessun asteroide dovrebbe colpire la Terra nei prossimi 100 anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-10 14:35:36 UTC</pubDate>
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         <title>il polpo e le noci di cocco</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/146260390</link>
         <description><![CDATA[<div>Da poco è stato scoperto che c'è un animale marino con un comportamento molto simile al nostro.<br>Questo animale è il polpo la scoperta è avvenuta da dei ricercatori Australiani, che hanno scoperto che molte delle bucce di noci di cocco gettate dall'uomo in mare venivano usate dai polpi per nascondersi e tendere agguati.<br>All'inizio i polpi usarono solo una metta di noce d cocco che veniva pulita con il soffione e poi usata più tardi si ingegnarono e scoprirono che con due metà sarebbe stato molto più facile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-10 14:44:09 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Da noi la gente entra sana ed esce malata&quot;</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/146263463</link>
         <description><![CDATA[<div>Riccardo Sabatini <strong>MILANO -</strong> "Sa qual è una battuta che fa spesso Craig Venter quando parla della clinica Health Nucleus di San Diego? "Da noi la gente entra sana ed esce malata". Sembra paradossale, ma rende bene l'idea di quello che facciamo ". Riccardo Sabatini, 34 anni, cremonese, è uno degli uomini che lavorano con il guru californiano della genetica, il biologo Craig Venter. Sabatini si occupa di ricerca presso i laboratori di Human Longevity, nella Silicon Valley, dove coordina un team di studiosi che analizzano dati sul genoma. A renderlo famoso, un suo discorso all'ultima Ted di Vancouver (ciclo di conferenze internazionale) in cui ha mostrato la ricostruzione del suo stesso volto fatta da un computer sulla base dell'analisi del Dna.<br><br><strong>Ce la spieghi meglio questa storia dell'entrare sani e uscire malati.</strong><br>"L'idea base dietro a Human Longevity è un servizio clinico. Quando è il momento della nostra vita in cui pensiamo alla salute? Quando stiamo male. È pazzesco: significa che ci occupiamo della nostra salute quando vediamo i sintomi della malattia. L'idea di Venter è l'opposto. Darti strumenti quando sei sano per prenderti cura di alcune condizioni che non sai di avere. Strumenti che ti consentono di intervenire presto, addirittura quando non si sono sviluppate queste condizioni. Medicina predittiva ".<br><br><strong>Come si pratica?</strong><br>"Anche tramite lo studio di dati sui genomi umani. Io faccio questo, gestisco una parte della ricerca, quella di "data mining". Invece di definire un modello a priori di come le cose funzionano, impari dai dati. Può essere un evento fisico, biologico, finanziario. Non è teoria costruita a priori, ma nata da quel che i dati dicono. Per fare questo ne servono molti e servono macchine potenti in grado di trovare delle relazioni tra dati tramite modelli matematici. Craig Venter ha deciso di applicare questo metodo alla genomica ".<br><br><strong>Quali sono i vantaggi?</strong><br>"Prendiamo le pillole ad esempio. Vai dal medico e te ne dà una. Dietro c'è l'assunzione teorica che quella pillola vada bene per tutta la popolazione. Maschi, femmine, caucasici, asiatici, alti, bassi. Non è così. Ci sono farmaci che nel 30 per cento della popolazione non funzionano. Perché? Abbiamo imparato che ci sono interazioni diverse. Grazie allo studio dei genomi saremo sempre più in grado di capire come queste interazioni agiscono in ognuno di noi. Ed è quello che fa Human Longevity: nella clinica il 40 per cento delle persone che si fanno lo screening totale cominciano a fare cure preventive".</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-10 14:52:40 UTC</pubDate>
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         <title>Ottenuto il primo embrione artificiale.</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/159497131</link>
         <description><![CDATA[<div>Ottenuto il primo embrione artificiale. È di topo e si è formato a partire da cellule staminali che si sono assemblate dando origine a una struttura tridimensionale simile a un embrione naturale. Il risultato pubblicato su Science, è stato ottenuto dal gruppo dall'Università britannica di Cambridge guidato da Sarah Harrison, di cui fa parte anche Magdalena Zernicka-Goetz, la stessa che a maggio di un anno fa era riuscita a battere un altro record scientifico, ovvero coltivare in vitro embrioni umani per quasi due settimane.<br><br></div><div>L'esperimento di oggi è anch’esso un record perchè è la prima volta che si riproducono esattamente tutte le fasi dello sviluppo di un embrione in una struttura tridimensionale. Sia le cellule embrionali sia quelle che danno vita alla struttura su cui si sviluppa l'embrione “cominciano a parlare le une con le altre fino a organizzarsi in una struttura che si comporta come un embrione - ha spiegato Magdalena Zernicka-Goetz -. Confrontato con un embrione normale, quello artificiale ha mostrato di seguire lo stesso andamento nello sviluppo e di essere completo sotto tutti gli aspetti, compresa la formazione delle cellule germinali destinate a diventare ovuli e spermatozoi e quella della cavità amniotica nella quale l'embrione si sviluppa.<br><br></div><div>Ma qual è l’obiettivo di avere un embrione artificiale in 3D?<br><br></div><div>«Osservare le cellule nella struttura tridimensionale che imita perfettamente la morula, ossia l'agglomerato di cellule la cui forma ricorda quella di una mora, permette non soltanto di osservane lo sviluppo, ma di comprenderne il comportamento a seconda della posizione che occupano» commenta Carlo Alberto Redi, direttore del laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'Università di Pavia - . Ci sono infatti moltissime informazioni che una cellula acquisisce dall'ambiente in cui è immersa e dalla particolare posizione che occupa e adesso è possibile conoscerle».<br><br></div><div>Questa, per Redi, è solo una delle possibili ricadute. Diventa possibile, ad esempio, capire anche i meccanismi che permettono all'embrione di superare le primissime fasi cruciali dello sviluppo e di attecchire nell'utero, o spiegare perchè il 90% degli embrioni generati non attecchisce.<br><br></div><div>Detto questo al momento è solo una prova di principio. Nonostante l'embrione artificiale sia simile a un embrione naturale, per i ricercatori è improbabile che possa svilupparsi per dare origine a un feto sano. Perchè questo possa avvenire bisogna utilizzare anche le cellule staminali che permettono la formazione del sacco vitellino, la cui rete di vasi sanguigni è indispensabile per nutrire l'embrione.<br>Potrebbe invece essere un risultato importante per la zootecnia. « Se in futuro la tecnica sarà perfezionata e si riuscirà a concretizzare la possibilità teorica di far sviluppare un embrione fuori dall'utero, allora si potranno ottenere degli “avatar” degli animali da laboratorio» conclude Redi . Per il benessere degli animali e la felicità degli animalisti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 14:33:02 UTC</pubDate>
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         <title>Sette pianeti simili alla Terra</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/159497792</link>
         <description><![CDATA[<div>Scovati molto vicino a noi sette piccoli pianeti di tipo terrestre attorno a una stella freddissima, molto piccola e molto vicina a noi, solo 40 anni luce. Sembra quasi la trama e il titolo di un giallo che Agatha Christie non ha potuto purtroppo scrivere ed invece è quanto è stato annunciato questa sera congiuntamente da NASA e dall'Osservatorio astronomico europeo.<br><br></div><div><strong>Sulla importante rivista Nature</strong>, contemporaneamente alla conferenza stampa tenutasi alle 19 ora italiana a Nasa, è stato pubblicato oggi il lavoro di un team di oltre 30 astrofisici di varie nazionalità che, utilizzando il telescopio spaziale Spitzer, lo Hubble Space Telescope e gli importanti telescopi a terra dell'Osservatorio europeo del Sud in Cile, hanno effettuato questa importante scoperta che ci fa un po' sognare.<br>ovati molto vicino a noi sette piccoli pianeti di tipo terrestre attorno a una stella freddissima, molto piccola e molto vicina a noi, solo 40 anni luce. Sembra quasi la trama e il titolo di un giallo che Agatha Christie non ha potuto purtroppo scrivere ed invece è quanto è stato annunciato questa sera congiuntamente da NASA e dall'Osservatorio astronomico europeo.<br>Il motivo di particolare interesse è che i sette pianeti che ruotano attorno a Trappist-1, una stella molto piccola e molto fredda, sono delle piccole terre, grandi grosso modo come il nostro pianeta e solidi. E ben tre di questi sono nella cosiddetta zona Goldilocks, ovverossia non sono così vicini alla propria stella da essere troppo caldi, parliamo di centinaio di gradi come su Mercurio, né troppo distanti da risultare sostanzialmente mondi ultrafreddi, Plutone ricordiamoci che sta a circa meno 200 gradi.<br><strong>Sono stati individuati grazie a una tecnica ormai molto consolidata</strong> ovverosia osservando le mini eclissi provocate da questi piccoli pianeti quando transitano davanti all'altrettanto piccola stella. Ovviamente questa tecnica è possibile solo per stelle molto, molto vicine a noi. Trappist-1 è una stella nana bruna, fra le più piccole e fredde esistenti, qualcosa di molto simile al pianeta Giove come dimensioni, che, come si sa da tempo non è riuscito e a innescare quelle reazioni nucleari che lo avrebbero fatto diventare una stella. In effetti trappist-1 è una stella di massa solo un decimo del sole e quindi molto piccola, la più piccola possibile secondo le leggi della fisica e molto fredda, meno di 1000 gradi. Non ci si aspettava che una stella del genere potesse avere attorno un corredo di pianeti così nutrito e ora ovviamente iniziano le illazioni, benevole e speranzose, dato che le condizioni fisiche di almeno 3 dei sette pianeti potrebbero consentire la presenza di acqua allo stato liquido e i più audaci sperano che questo sia sintomo di vita, ma questo lo lasciamo all'ottimismo di chi legge, sostituendo il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto con un pianeta intero, pieno di eventuali laghi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 14:40:31 UTC</pubDate>
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         <title>Il 2016 è il nuovo anno più caldo della storia. E la colpa è dell’uomo</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/159498940</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutti lo davano ormai per certo, ma ora è arrivata la conferma ufficiale: il 2016 è il nuovo anno più caldo per la Terra, per il terzo anno consecutivo, con un aumento di oltre un grado rispetto ai livelli pre-rivoluzione industriale. Dal 1880, da quando è stata avviata la misurazione delle temperature terrestri, il nostro pianeta non registrava temperature di questo genere, sia a livello terrestre che di riscaldamento degli oceani. <br>Il dato 2016, comunicato ieri contemporaneamente dalla Nasa, dalla Noaa e dallo Uk Met Office, rientra in un trend che appare univoco: da oltre un anno ogni singolo mese risulta il mese più caldo della storia e le temperature record hanno segnato questo inizio secolo, dato che 16 dei 17 anni del secolo sono risultati i più caldi di sempre.<br>Stando alle ricerche scientifiche, per trovare un livello di temperature come quello attuale bisogna tornare indietro a 115mila anni fa e l'atmosfera terrestre non registrava una concentrazione di anidride carbonica come quella attuale dalla bellezza di quattro milioni di anni fa.<br><br><strong>Le causeattribuibili all’attività umana</strong> <br>Non c'è dubbio che le cause del riscaldamento globale siano attribuibili all'attività umana. È vero che i primi mesi dell'anno sono stati condizionati dagli effetti del famigerato El Nino, ma questi sono ormai andati a sparire, lasciando la CO2 come principale fattore che guida il <em>climate change</em>: «Sia il 2015 che il 2016 sarebbero risultati anni record in termini di caldo anche senza l'effetto del Nino», ha commentato Gavin Schmidt, direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, indicando che anche l'anno appena iniziato promette di essere estremamente caldo. <br><br><strong>I rimedi</strong> <br>Il 2016 si è chiuso con un livello medio di temperature superiore di 1,1 gradi centigradi rispetto ai livelli precedenti alla rivoluzione industriale, periodo che è indicato come livello di riferimento per le emissioni derivanti da combustibili fossili. Le temperature si avvicinano così in maniera imbarazzante a quel livello di 1,5 gradi di aumento che è indicato come obiettivo da non superare nell'ambito dell'accordo di Parigi. <br>A preoccupare è soprattutto il fatto che il riscaldamento proseguirà anche nei prossimi mesi dal momento che eventuali azioni di contenimento non riusciranno a ridurre in tempi brevi i livelli di CO2, che hanno superato ormai stabilmente le 400 parti per milione, e lo scioglimento dei ghiacci che provoca un innalzamento dei mari e un riscaldamento degli oceani con conseguenze sull'intero ecosistema meteorologico. <br>La comunicazione dei dati sul 2016 arriva alla vigilia dell'insediamento ufficiale alla Casa Bianca del nuovo presidente americano Donald Trump che ha più volte negato il <em>climate change </em>bollandolo come una bufala inventata dai cinesi per frenare l'industria americana. E che ha portato nella sua amministrazione più di un personaggio che nega il fenomeno del cambiamento climatico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-12 14:55:46 UTC</pubDate>
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         <title>geoingegneria</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/219415904</link>
         <description><![CDATA[<div>L' obiettivo è chiaro: raffreddare la Terra per ridurre l'impatto del riscaldamento globale. Ma le vie per raggiungerlo sono moltissime, e per certi versi fantascientifiche: si va da macchine giganti che agiscono come veri e propri “netturbini” per l'anidride carbonica che viene portata fuori dall'atmosfera fino a particelle riflettenti che facciano “rimbalzare” la luce del sole. Ma la geoingegneria è solamente uno degli strumenti per “salvare” il pianeta, in uno sforzo che deve vedere alla base delle scelte un nuovo rapporto tra uomo e natura.<br><br></div><div>A dare questa chiave di lettura per il futuro è Oliver Morton, autore del volume “Il pianeta nuovo”, che all’ultimo Festival della Scienza di Genova ha spiegato la sua visione di un futuro che dovrà partire da scelte politiche globali ben precise. «Prima di tutto è importante definire bene i rischi che intendiamo ridurre – è il suo parere -. Per me è fondamentale conoscere il rischio che gli habitat e gli esseri umani possano diventare più vulnerabili. La Terra è un grande pianeta che esiste da miliardi di anni e sta all'umanità e al suo precario senso di solidarietà indirizzare le scelte politiche che consentiranno di salvaguardarla».<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-08 16:15:21 UTC</pubDate>
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         <title>nuovo sistema di stampa 3D</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/219417525</link>
         <description><![CDATA[<div>tampare oggetti 3D con l'inchiostro “vivente”: viscoso come il dentifricio, con la consistenza di una crema per le mani, si chiama Flinck e grazie ai batteri di cui è composto, permette di stampare delle “mini-fabbriche” con proprietà biochimiche, capaci per esempio di digerire inquinanti o rendere più facili i trapianti. Il risultato, descritto sulla rivista <em>Science Advavances</em>, è stato ottenuto dai ricercatori del Politecnico federale di Zurigo, guidati da Andre Studart.<br>Le tradizionali stampanti 3D usano come inchiostro polveri di metalli e plastica, che sono ottime per produrre acciaio o ossa artificiali, meno per i materiali biocompatibili che devono essere più flessibili, come gli innesti di pelle.&nbsp; Negli esperimenti hanno impiegato due tipi di batteri (Pseudomonas putida e Acetobacter xylinum), capaci di trattenere gli inquinanti e produrre della cellulosa molto pura, utile in medicina.<br>Questa infatti non solo dà sollievo al dolore, trattiene l'umidità e rimane stabile, ma può essere usata come “impalcatura” per i trapianti di pelle o per proteggere i malati dal rigetto. Con questo sistema possono essere stampati materiali 3D di qualsiasi forma in una volta sola, e si possono combinare fino a quattro batteri insieme, aprendo la strada a tantissime applicazioni dalla medicina all'ambiente, come la produzione di vitamine, sensori per l'inquinamento dell'acqua potabile e filtri per le perdite di petrolio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-08 16:18:33 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Nuova eclissi nel 2026</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/219421775</link>
         <description><![CDATA[<div>L' eclissi totale di Sole più seguita della storia è terminata. Si stimano in almeno 30 milioni, ma forse sono di più, gli americani che si sono assiepati lungo il percorso della fascia di totalità, che ha tagliato gli Usa quasi a 45 gradi dal Pacifico all'Atlantico, dall'Oregon al North Carolina. Come il pennello di un pittore cosmico l'ombra della Luna, larga 110 chilometri circa, è passata attraverso gli Stati Uniti e per un'ora e mezza ha oscurato del tutto il sole, donando via via un massimo di 2 minuti e 30 di oscurità inusuale nei vari punti che successivamente toccava. Il fenomeno, che si poteva seguire via rete, è durato dalle 18 circa, ora italiana, alle 21 e oltre, ma la vera totalità, come detto, assai meno.L'eclissi di Sole è uno dei più grandi spettacoli della natura, assieme forse alle aurore boreali che si vedono al nord del nostro emisfero, e non ha mancato di suscitare l'interesse degli americani che, con un po' del solito orgoglio, hanno fatto notare che la visibilità del fenomeno, da costa a costa, era solo per loro, come nel lontano 1918 o addirittura nel 1176, anni entrambi molto significativi per gli Usa.Come era logico aspettarsi l'eclissi è stato anche un gigantesco business, fatto di infiniti piccoli affari, non tutti apprezzabili per la verità. “Abbiamo visto alberghi da 100 dollari a notte cedere camere nelle zone interessate dal massimo del fenomeno a non meno di 1000 dollari” ci dice Roberto Ragazzoni, astrofisico italiano che era al lavoro al Large Binocular Telescope in Arizona, il più grande telescopio binoculare esistente in cui l'Italia ha una partecipazione al 25%, e che ha percorso 1400 chilometri per poter assistere all'eclissi in Idaho da semplice spettatore. E questo la dice lunga sul fascino che il fenomeno esercita sugli appassionati di cielo ma anche sui semplici curiosi. Pare poi che praticamente ogni bar o piccolo ristorante abbia proposto lungo tutti gli Stati Uniti toccati dal fenomeno vari cocktail, caffè e interi menù ribattezzati per l'occasione con nomi astronomici riguardanti l'eclissi.Notevole l'inventiva specie nelle campagne, occhialini da eclissi del costo di 1 dollaro rivenduti agli sprovveduti che non li avevano ad almeno 25, “Per parcheggiare l'auto in aperta campagna abbiamo dovuto pagare 25 dollari” aggiunge Ragazzoni fra il divertito e l'arrabbiato. Pare infatti che i governatori di alcuni Stati, temendo ingorghi “astronomici”, abbiano proibito il parcheggio lungo le strade statali e anche provinciali. Con questo si è aperto un mercato agli agricoltori che hanno recinto i campi adiacenti alle strade in modo sommario e affittato il suolo a prezzi esosi. Ma la domanda, si sa, governa l'offerta.&nbsp;<br>Per avere un'eclissi totale visibile in Europa, in parte anche Italia, occorrerà aspettare parecchio, fino al 2026, nel frattempo ci saranno varie eclissi anulari e molte eclissi di Luna con cui consolarsi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-08 16:25:29 UTC</pubDate>
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         <title>Un materiale più resistente dell&#39;acciaio creato dal letto</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/230964833</link>
         <description><![CDATA[<div>La favola dei <strong>tre porcellini</strong> che costruscono una casa con materiali diversi, solo una delle quali sopravvive all’<strong>attacco del lupo</strong>, potrebbe essere presto smentita dalle ultime ricerche scientifiche su un materiale spesso ritenuto “povero”:<strong> il legno</strong>.<br>Un gruppo di ricercatori dell’<strong>università del Maryland</strong>, di College Park (Usa), ha infatti recentemente <a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.nature.com/articles/nature25476&amp;from=Studio+Usa%3A+creato+dal+legno+materiale+pi%C3%B9+resistente+dell%E2%80%99acciaio">pubblicato sulla rivista <em>Nature</em></a>uno studio che mostra come un trattamento chimico-meccanico di alcuni tipi di legno possa portare al rafforzamento della sua struttura, rendendola <strong>più resistente dell’acciaio</strong>. Come ha detto infatti Liangbing Hu, professore associato di scienza dei materiali e ingegneria, membro del Maryland Energy Innovation Institute e a capo del team che ha realizzato la ricerca, «il nuovo modo di trattare il legno lo rende <strong>11,5 volte più forte</strong> del legno naturale e <strong>dieci volte più duro</strong>». Il nuovo materiale «potrebbe essere <strong>un concorrente dell'acciaio o addirittura delle leghe di titanio</strong>, grazie alla sua resistenza. È anche <strong>paragonabile alla fibra di carbonio</strong>, ma è molto meno costoso», ha proseguito Liangbing Hu.Il processo seguito dai ricercatori della University of Maryland è il seguente. Tavole di diversi tipi di legno, tra cui quello di quercia, sono state sottoposte a una bollitura di sette ore in una soluzione di idrossido di sodio (la comune <strong>soda caustica</strong>) e di solfito di sodio. In seguito a questo trattamento, il legno mantiene al suo interno <strong>amido e cellulosa </strong>-il duro polimero naturale che compone le cellule tubolari che convogliano l'acqua attraverso il tessuto vegetale- ma vengono eliminati altri composti come la <strong>lignina</strong>, un polimero che nel legno naturale tiene insieme le fibre di cellulosa e che conferisce il tipico colore bruno. Poi il materiale, la cui struttura in questo stadio del trattamento contiene diversi spazi vuoti, viene <strong>pressato alla temperatura di 100 gradi</strong> centigradi per 24 ore. Il risultato finale è una tavola di legno con uno spessore di <strong>un quinto di quella originale</strong>, ma con una densità tre volte superiore e, soprattutto, una<strong>capacità di resistere ai cedimenti 11,5 volte </strong>maggiore rispetto all’originale. La tavola, analizzata con un microscopio elettronico a scansione, mostra che il processo <strong>frantuma i microtubi di cellulosa </strong>accartocciandoli e incastrandoli insieme. Come spiega Liangbing Hu, il nuovo materiale è composto da «tutte le nanofibre allineate nel senso della crescita. <strong>Legni teneri </strong>come il pino o la balsa, che crescono velocemente e sono più rispettosi dell'ambiente, potrebbero sostituire i legni più lenti a crescere ma più densi come il teak, nei mobili o negli edifici. Potrebbe essere utilizzato <strong>nelle auto, in aerei ed edifici</strong>, in qualsiasi applicazione in cui viene utilizzato l'acciaio», ha sottolineato ancora Hu.La robustezza del materiale ottenuto con il nuovo procedimento è stata testata utilizzando uno <strong>speciale cannoncino ad aria compressa</strong>, normalmente impegato per provare la resistenza dei veicoli militari. Un laminato composto da cinque tavole del nuovo materiale, con uno spessore complessivo di <strong>soli tre millimetri</strong>, si è dimostrato in grado di fermare un proiettile di metallo del peso di <strong>46 grammi </strong>sparato a una velocità di circa <strong>30 metri al secondo </strong>(108 chilometri orari). La velocità del proiettile utilizzato è molto inferiore a quella delle pallottole di un’arma, che è dell’ordine di parecchie centinaia di metri al secondo, ma è paragonabile, come fa notare ancora Liangbing Hu, a quella di un’auto in movimento, rendendo quindi possibile l’<strong>utilizzo del nuovo materiale anche nei veicoli a motore</strong>, considerando inoltre lo spessore assai sottile del laminato utilizzato durante le prove.Finora, però, gli studi si sono concentrati più sulla sintesi di nuovi materiali ottenuti <strong>estraendo le nanofibre</strong> in cellulosa dalla struttura del legno, mentre l’approccio tenuto dai ricercatori della University of Maryland parte dal <strong>trattamento di lamine di legno naturale</strong>. Gli studi però proseguono, anche seguendo altre strade: Fred Kamke, professore alla Oregon State University di Corvallis, ha ricordato che anche senza rimuovere la lignina, ma <strong>utilizzando tecniche differenti</strong> -come l'applicazione al legno di temperature più elevate, la cottura a vapore e il trattamento con resine - si possono ottenere prestazioni simili a quelle registrate dal team della università del Maryland. E, sottolinea Kamke, «questi altri metodi sono probabilmente <strong>molto meno costosi </strong>di una ebollizione del materiale della durata di 7 ore in una soluzione caustica». In alcune prove da lui condotte, 24 strati di legno densificato, non trattato da sostanze chimiche, sono stati in grado di <strong>fermare un proiettile di 9 millimetri </strong>sparato da una pistola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-13 10:29:48 UTC</pubDate>
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         <title>Stephen Hawking</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/243881615</link>
         <description><![CDATA[<div>È SCOMPARSO all'età di 76 anni l'astrofisico <a href="http://www.repubblica.it/protagonisti/Stephen_Hawking"><strong>Stephen Hawking</strong></a>.<br> Ad annunciarlo è stato il portavoce della famiglia. <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2018/03/14/news/stephen_hawking_coincidenze-191244090/?ref=search">Nato l'8 gennaio 1942</a> a Oxford, nel 1963 scoprì di essere affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), una malattia degenerativa invalidante che negli anni Ottanta lo costrinse all'immobilità ma che non gli impedì di diventare uno dei più grandi scienziati a livello mondiale.&nbsp;<br><br></div><div>Aveva 21 anni quando gliene diedero appena due di sopravvivenza. In quel momento, raccontò negli anni successivi, "ogni cosa è cambiata: quando hai di fronte l'eventualità di una morte precoce, realizzi tutte le cose che vorresti fare e che la vita deve essere vissuta a pieno". Per due volte ha rischiato di morire: nel 1985 e nel 2009, per due gravi forme di polmonite. Nella sua lunga vita di scienziato curioso e senza pregiudizi riuscì a stupirsi e a stupire, lasciando il segno con le sue scoperte sul cosmo.<br><br></div><div>A 32 anni Hawking divenne uno dei membri più giovani della Royal Society, l'istituzione scientifica più prestigiosa della Gran Bretagna. Lasciò l'Università di Oxford per studiare astronomia teorica e cosmologia a Cambridge, dove ottenne la cattedra di matematica nel 1979 insegnando per trent'anni.<br>&nbsp;<br>&nbsp;A Hawking si deve la teoria cosmologica sull'inizio senza confini dell'Universo (denominata stato di Hartle-Hawking) e la termodinamica dei buchi neri, la cosiddetta "radiazione di Hawking". Ma lo studio e l'osservazione dell'Universo non si è mai fermata: negli anni Hawking rivide più volte le sue scoperte senza mai smettere di indagare i "confini" del cosmo portando oltre le conoscenze dell'uomo.<br><br></div><div>A pochi giorni dalla sua morte, divulgato l’ultimo lavoro dello scienziato, che dimostra come potremmo trovare altri universi oltre al nostro<br><br></div><div><a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2018/03/14/stephen-hawking-tutto/"><strong>Stephen Hawking</strong></a> continua a stupirci. Il suo ultimo studio, completato poco tempo prima delle sua <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2018/03/14/morto-stephen-hawking/">morte</a> e intitolato <em>A Smooth Exit from Eternal Inflation,</em> potrebbe essere l’<a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2018/03/15/stephen-hawking-scoperte/">eredità</a> più importante dello scienziato britannico deceduto la settimana scorsa all’età di 76 anni, in quanto spiegherebbe la possibile esistenza di altri <strong>universi</strong>, o <strong>teoria del multiverso</strong>.<br><br></div><div>Il <strong>multiverso</strong> è una delle teorie più intriganti e controverse della fisica moderna, secondo cui dopo il <strong>Big Bang</strong> ci furono contemporaneamente un numero infinito di altre esplosioni che diedero vita ad altri <strong>universi paralleli.</strong> Ma l’ultimo lavoro di <strong>Hawking</strong> si spingerebbe oltre. Sostiene che le prove di altri universi dovrebbero essere misurabili, con una serie di complesse formule matematiche, attraverso la <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2014/02/21/radiazione-cosmica-fondo-big-bang/"><strong>radiazione cosmica di fondo</strong></a>, (Cmb, acronimo di <em>Cosmic Microwave Background</em>), una radiazione nell’ordine delle microonde, che permea il nostro universo e che viene considerata una sorta di relitto dell’universo primordiale.<br><br></div><div>E che, sempre secondo questo ultimo studio, dovrebbe essere rilevabile da una <strong>sonda spaziale</strong>, attraverso la quale gli scienziati potrebbero trovare le prove sperimentali dell’esistenza di un universo parallelo.<br><br></div><div>Questa teoria, secondo la quale la radiazione cosmica di fondo sia legata in qualche modo agli universi paralleli, non è però del tutto nuova. Per esempio, nel 2015, lo scienziato Ranga-Ram Chary del California Institute of Technology (Caltech) aveva <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2015/11/06/prova-universi-paralleli/">notato</a> alcune <strong>anomalie</strong> nella mappa della Cmb che potevano essere la prova dell’<strong>esistenza di universi paralleli.<br></strong><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-20 08:45:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/243881615</guid>
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         <title></title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/249678090</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>Un quarto dell'azoto terrestre viene dalle rocce<br>L'azoto necessario alle piante e al resto dei viventi non si trova soltanto in atmosfera, ma anche nel substrato roccioso. Il suo ruolo nel sequestro di CO2 potrebbe essere più importante di quanto si credesse.<br><br><br>Per secoli si è pensato che tutto l'azoto disponibile sulla Terra provenisse dall'atmosfera, di cui è il principale costituente. Ma in base a una ricerca appena pubblicata su Science, il 26% della totalità di questo elemento chimico negli ecosistemi naturali avrebbe invece origine dalle rocce.<br>La scoperta è importante perché l'azoto è indispensabile alle piante per la produzione di clorofilla e il compimento della fotosintesi - quindi per assorbire CO2 dall'atmosfera, ricavando nutrimento e restituendo ossigeno. Ne deriva che la disponibilità di azoto è essenziale per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi.<br>La ricerca dell'Università della California risolve il mistero dell'"azoto mancante": il fatto, cioè, che sembra che nel suolo e nelle piante si accumuli più azoto di quanto ne sia naturalmente disponibile in atmosfera. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-09 07:49:49 UTC</pubDate>
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         <title>BB Biotech, più investimenti per i pionieri delle cure genetiche</title>
         <author>oscar_mannazzu</author>
         <link>https://padlet.com/oscar_mannazzu/9icnaig7gjko/wish/362646612</link>
         <description><![CDATA[<div>B Biotech è un fondo chiuso quotato a Piazza Affari, Zurigo e Francoforte il cui oggetto sociale è investire nelle aziende biotecnologiche. Soprattutto quotate. Si tratta di un settore d’investimento contraddistinto da una certa alea. Analizzare dapprima l’indice di riferimento è quindi fondamentale. Il Nasdaq Biotech Index, da inizio anno, è in crescita del 10,6% (chiusura al 30/4/2019).</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-22 17:38:37 UTC</pubDate>
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