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      <title>I viaggi di Leopardi by Luca Negro</title>
      <link>https://padlet.com/negroluca2002/Giacomo_Leopardi</link>
      <description>La vita di Giacomo Leopardi fu caratterizzata da viaggi, i quali gli cambieranno la vita.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-10-21 22:29:07 UTC</pubDate>
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         <title>Roma, RM, Italia</title>
         <author>negroluca2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'autunno del 1822 ottenne dai genitori il permesso di recarsi a Roma, dove rimase dal novembre all'aprile dell'anno successivo, ospite dello zio materno, Carlo Antici. A Leopardi Roma apparve squallida e modesta al confronto con l'immagine idealizzata che egli si era figurata studiando i classici. Lo colpirono la corruzione della Curia e l'alto numero di prostitute che gli fece abbandonare l'immagine idealizzata della donna, come scrive in una lettera al fratello Carlo del 6 dicembre.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-21 22:34:07 UTC</pubDate>
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         <title>Milano, MI, Italia</title>
         <author>negroluca2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1825">1825</a> il poeta, invitato dall'editore Antonio Fortunato Stella, si recò a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a> con l'incarico di dirigere l'edizione completa delle opere di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cicerone">Cicerone</a> ed altre edizioni di classici latini e italiani. A Milano, però, egli non rimase a lungo perché il clima gli era dannoso alla salute e l'ambiente culturale, troppo polarizzato intorno al Monti, gli recava noia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-21 22:36:14 UTC</pubDate>
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         <title>Bologna, BO, Italia</title>
         <author>negroluca2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Decise, così, di trasferirsi a Bologna dove visse , tranne una breve permanenza a Recanati nell'inverno del 1827, sino al giugno di quello stesso anno mantenendosi con l'assegno mensile dello Stella e dando lezioni private. Nell'ambiente bolognese Leopardi conobbe il conte Carlo Pepoli, patriota e letterato, al quale dedicò un'epistola in versi intitolata <em>Al conte Carlo Pepoli</em> che lesse il 28 marzo 1826 nell'Accademia dei Felsinei. Nell'autunno iniziò a compilare, per ordine di Stella, una "Crestomazia", antologia di prosatori italiani dal Trecento al Settecento che venne pubblicata nel 1827 alla quale fece seguito, l'anno successivo, una "Crestomazia" poetica</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-21 22:37:46 UTC</pubDate>
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         <title>Firenze, FI, Italia</title>
         <author>negroluca2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel giugno dello stesso anno si trasferì a Firenze, dove conobbe il gruppo di letterati appartenenti al circolo Vieusseux tra i quali Gino Capponi, Giovanni Battista Niccolini Pietro Colletta, Niccolò Tommaseo ed anche il Manzoni, che si trovava a Firenze per rivedere dal punto di vista linguistico i suoi Promessi Sposi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-21 22:40:52 UTC</pubDate>
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         <title>Pisa, PI, Italia</title>
         <author>negroluca2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel novembre del 1827 si recò a Pisa, dove rimase fino alla metà del 1828. Qui strinse un'affettuosa amicizia con la giovane cognata del padrone del pensionato, Teresa Lucignani (1807-1897), a cui dedicò una breve lirica rimasta a lungo inedita. Grazie all'inverno mite, la sua salute migliorò e Leopardi tornò alla poesia, che taceva dal 1823 (con l'eccezione della poco riuscita epistola in versi <em>Al conte Carlo Pepoli</em> e del <em>Coro di morti nello studio di Federico Ruysch</em> contenuto nel <em>Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie</em> delle <em>Operette morali</em>); compose la canzonetta in strofe metastasiane <em>Il Risorgimento</em> e il canto <em>A Silvia</em> (figura forse ispirata, secondo i critici che si basano su appunti dello Zibaldone e dichiarazioni del fratello Carlo, alla figlia del cocchiere di Monaldo, morta giovane, Teresa Fattorini), inaugurando il periodo creativo detto dei Canti "pisano-recanatesi", chiamati anche "grandi idilli", in cui il poeta si cimenta nella cosiddetta canzone libera o leopardiana, il cui primo sperimentatore era stato Alessandro Guidi, dalla cui lettura ne era venuto a conoscenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-21 22:43:05 UTC</pubDate>
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         <title>Napoli, NA, Italia</title>
         <author>negroluca2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando Ranieri tornò a Napoli, tra i due iniziò una fitta corrispondenza che ha fatto a taluni ritenere che tra Leopardi e Ranieri vi fosse un rapporto amoroso. Pietro Citati però precisa che si sarebbe trattato di un semplice e intenso affetto "platonico" assai diffuso nel XIX secolo, senza traccia di omosessualità, come quello rivolto a suo tempo al Giordani. Durante gli anni trascorsi a Napoli si dedicò alla stesura dei <em>Pensieri,</em> che raccolse probabilmente tra il 1831 e il 1835 riprendendo molti appunti già scritti nello <em>Zibaldone</em>, e riprese i <em>Paralipomeni della Batracomiomachia</em> che, iniziati nel 1831, aveva interrotto. A quest'ultima opera lavorò, assistito dal Ranieri, fino agli ultimi giorni di vita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-21 22:49:55 UTC</pubDate>
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