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      <title>la vita nella trincea by </title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-29 12:14:14 UTC</pubDate>
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         <title>L’inferno del &#39;15-&#39;18.</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Condizioni fisiche e psicologiche. Testimonianze…</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:15:00 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianze di Paolo Caccia Dominioni</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div>�"Trincea! Abominevole carnaio di putredine [...], che la terra si rifiuta di assorbire, che l'aria infuocato non riesce a dissolvere. Lì il tanfo lo ingoiamo col caffè, col pane, col brodo". <br> �“…La pioggia continua [...] in certi posti si è costretti a strisciare a terra, mettendo le mani sopra ogni genere di roba".</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:16:30 UTC</pubDate>
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         <title>Fatto storico</title>
         <author>lubilli06</author>
         <link>https://padlet.com/lubilli06/9ezj0vya1mdingbe/wish/601032999</link>
         <description><![CDATA[<div>�In questa situazione, quasi indescrivibile a parole, i soldati dovevano mangiare quel che c’era e dormire dove capitava, insomma sopravvivere. Il sonno dei soldati era flebile, breve e tormentato, a causa dei forti rumori e della pressione psicologica, tutto ciò favoriva tremende crisi nervose e psicologiche. Ci potremmo immaginare anche dei soldati scheletrici a causa della mancanza di viveri, però un fatto curioso è che l’esercito italiano, più di tutti gli altri, forniva grandi quantità di cibo: pane, carne, caffè, brodo e riso arrivavano in abbondanza, ma erano di qualità infima, poiché venivano cucinati nelle retrovie e poi trasportati nelle trincee più avanzate, dove arrivavano freddi e quasi immangiabili, ma erano lo stesso, insieme alle lettere dei cari, vitali per lo stomaco e la mente dei soldati. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:18:30 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianze riguardo il fuoco continuo</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>-“Tiro di sbarramento su di noi. Grossi calibri piovono fitti sul nostro povero sistema difensivo. Un enorme 420, inesploso, si è coricato attraverso il camminamento. Ecco, stavolta non è possibile cavarsela, questa è una grandinata feroce che distrugge tutto, solleva immense colonne di terra, ferro, rocce, uomini. Se almeno questa orrenda agonia potesse finire presto.”<br>-Giuseppe Ungaretti, fu costretto dal fuoco nemico a passare un’intera nottata accanto al corpo di un suo compagno, ormai morto. Riflettendo su questa esperienza, però dice « non sono mai stato così attaccato alla vita»<br>-"Sono ritornato dalla più dura prova che abbia mai sopportato: quattro giorni e quattro notti, 96 ore, le ultime due immerso nel fango ghiacciato, sotto un terribile bombardamento, senza altro riparo che la strettezza della trincea, che sembrava persino troppo ampia. I tedeschi non attaccavano, naturalmente, sarebbe stato troppo stupido. Era molto più conveniente effettuare una bella esercitazione a fuoco su di noi; risultato: sono arrivato là con 175 uomini, sono ritornato con 34, parecchi quasi impazziti".</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:23:24 UTC</pubDate>
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         <title>Fatto storico</title>
         <author>lubilli06</author>
         <link>https://padlet.com/lubilli06/9ezj0vya1mdingbe/wish/601046726</link>
         <description><![CDATA[<div>�La vita di trincea, avviliva il soldato, anzi lo demoliva, molti fattori di cui abbiamo testimonianza, fanno avvicinare l’immagine della trincea a quella dell’inferno dantesco. Uno dei fattori più avvilenti era il fuoco continuo, che rappresentava un forte avversario psicologico, che metteva a dura prova il sistema nervoso a causa degli assordanti rumori, inoltre ovviamente quei colpi venivano sparati con l’obiettivo di ucciderli e così sopra le loro teste transitavano colpi di cannone e granate, le cui schegge spesso raggiungevano le trincee. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:27:29 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianze su disertori e fucilazioni</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div>�Il generale Luigi Cardona "Chi tenti ignominiosamente di arrendersi e di retrocedere, sarà raggiunto prima che si infami dalla giustizia sommaria del piombo delle linee retrostanti e da quella dei carabinieri incaricati di vigilare alle spalle delle truppe, sempre quando non sia freddato da quello dell’ufficiale".<br>�Lettera di un soldato condannato per denigrazione  "Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; essi vanno al macello perché sono guidati e perché temono la fucilazione. Se avessi per le mani il capo del governo, o meglio dei briganti, lo strozzerei".<br>�Lettera di un soldato "Ma ancora un fatto le voglio raccontare: un giorno ci hanno messo tutti in riga perché hanno detto che ci facevano la decimazione, per via che molti erano disfattisti... "Soldati - ha gridato il colonnello - sarete fucilati uno ogni dieci, se non dite i nomi di quei vigliacchi che fanno i disfattisti, mettendo in grave pericolo la patria" e subito hanno incominciato a contare, fuori uno ogni dieci. Però, neanche un soldato ha fatto la spia e, alla fine, non hanno fucilato nessuno, avevano fatto solo per dare un avvertimento; ma, a guardare, disfattisti eravamo tutti, perché in trincea si sentivano solo lamentele, bestemmie contro il governo e contro i comandi, ostie continue contro la guerra e quelli che l'avevano voluta.."</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:30:21 UTC</pubDate>
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         <title>Fatto storico</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div>�Queste condizioni esasperavano i soldati, che pur di fuggire letteralmente dalla trincea, disobbedivano agli ordini, tali comportamenti, erano spesso dettati dal disperato senso di sopravvivenza, ma le punizione che incombeva sui disertori era quasi sempre la morte. alle trasgressioni più gravi seguiva una punizione esemplare, la fucilazione, che aveva lo scopo di scoraggiare gli altri soldati a emulare le gesta del disertore. Altre trasgressioni, più leggere, venivano punite con l’assegnazione ai disertori di pericolosi ruoli e compiti, che portavano alla morte inflitta dal nemico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:33:03 UTC</pubDate>
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         <title>La religione</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div>�Una parte di soldati, ritrovandosi in tali condizioni abbandonò l’idea dell’esistenza di Dio, passando il giorno a bestemmiare e inveire contro il cielo. La restante parte, però si aggrappò alla fede di cui sentiva bisogno, portando crocifissi e santini quasi fossero dei portafortuna. "in questa orrenda carneficina", così l'ha definita papa Benedetto XV, i soldati trovavano conforto nelle preghiere scritte sui santini e nell'immagine della Madonna che, invitandoli a portare rispetto verso il nemico dopo la sua uccisione, avrebbe vegliato su di loro. si erano arruolati molti uomini di chiesa e la loro presenza nelle trincee, che ammontava circa a 2000 unità, fu di grande conforto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 12:34:12 UTC</pubDate>
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         <title>Il mio interesse</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ho scelto questo argomento poiché sin da piccolo, ascoltando le storie di mia nonna sulla guerra, rimanevo affascinato,  ma non le capivo fino in fondo. Poi, crescendo, studiando, guardando documentari, sono riuscito a comprendere l'orribile situazione, in cui i miei parenti si erano trovati. Oggi vi voglio portare le storie con cui sono cresciuto, raccontate dalla narratrice originale: mia nonna!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-05 10:33:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il mio trisavo Angelo Savini</title>
         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Le onorificenze del mio bisnonno Giovanni Francesconi</title>
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         <description><![CDATA[<div>medaglia al ricordo della guerra del '15-'18</div>]]></description>
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         <author>lubilli06</author>
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         <description><![CDATA[<div>Medaglia di ricordo per la batteria d'assedio 174</div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>Croce al merito di guerra </div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>Medaglia commemorativa della guerra italo-turca</div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>Distintivo zona di guerra</div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>Medaglia cavaliere di Vittorio Veneto</div>]]></description>
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