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      <title>Recensione video A. Barbero by silvia odone</title>
      <link>https://padlet.com/silvia_odone/dinocompagni</link>
      <description>Realizzato dalla 3M Liceo Weil 2018</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-10-01 08:36:26 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-10-05 10:21:21 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Recensione video su Dino Compagni. Bolandrini Giulia, Cremonesi Anna, Martinelli Giulia e Pantile Fabiana</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/silvia_odone/dinocompagni/wish/289494483</link>
         <description><![CDATA[<div>La conferenza tenuta da Alessandro Barbero al festival della mente parla di <strong>Dino Compagni</strong>, un mercante e imprenditore tessile, e uomo di politica che visse tra il '200 e '300, stessa epoca di Dante Alighieri. Scrisse un libro sulla politica e la società del tempo in modo che le generazioni future potessero sapere quel che succedeva nella Firenze del 1200. <br> Tratta specialmente del periodo della <strong>Battaglia di Campaldino</strong>, tra Firenze e Arezzo, avvenuta nel 11 Giugno <strong>1289</strong> e conclusasi con la vittoria di Firenze. È stata principalmente combattuta dai nobili e dai cavalieri delle due fazioni, perché potevano permettersi armature ed equipaggiamento. I nobili erano anche a capo di Firenze, e conducevani una politica basata sui loro interessi e conflitti personali. Alla fine del 1200 la classe <strong>borghese-mercantile</strong> salì al potere e formò un governo di popolo, con 6 priori, uomini a cui aspettavano le decisioni importanti, che rimanevano in carica 2 mesi. Dal governo vennero stabiliti degli <strong>ordinamenti di giustizia</strong>, secondo i quali i nobili non potevano ricoprire cariche politiche, e se questi offendevano un popolano, venivano puniti insieme ai parenti.<br>Nel governo veniva deciso tutto tramite votazioni e assemblee, di conseguenza si formò una <strong>democrazia assembleare</strong>. In parallelo al periodo di formazione del governo, a Firenze si crearono dei problemi, quali la ripartizione delle imposte e furti del denaro pubblico da parte di chi aveva il potere.<br>Dino proponeva di fare l'interesse comune, in quanto credeva che nessun partito dovesse prevalere.<br>A questo punto, l'opposizione chiese la dimissione del governo in carica, che accontentò la richiesta e formò un governo paritario: i 6 priori erano 3 <strong>guelfi bianchi</strong> e 3 <strong>guelfi neri</strong>, a capo assieme a una nuova figura: il <strong>gonfaloniere di giustizia</strong>.<br>Sfortunatamente il governo cadde subito. La città attraversò un periododi caos: guelfi bianchi e neri si scontrarono, portando alla supremazia dei nobili.<br>Dino sperava che con l'arrivo di <strong>Enrico VII</strong> in Italia si sarebbe ristabilita la pace, con l'aiuto del governo di un imperatore, ma ciò non successe.<br><br><em>Il video è stato completo ed eusariente in quanto ha fornito molte informazioni importanti sulla vita del 1300 e la presenza di numerosi episodi riguardanti quel periodo hanno reso l'ascolto più coinvolgente e interessante. Inoltre Barbero è riuscito nell'intento di ricreare il quadro generale della vita di quel tempo: posizioni sociali, mentalità, eventi storici e forma di governo</em>.<br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 08:17:38 UTC</pubDate>
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         <title>IL MERCANTE IN FIERA </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>(Breviario Luna, Gatti Letizia, Intra Elisabetta, Cacciapuoti MarinaA Firenze, nel 1200, <strong>Dino Compagni</strong>, imprenditore medievale, a causa del governo aggressivo e prepotente dei nobili, si ritrova catapultato nella vita politica tentando di infondere concordia in tutti i cittadini.<br>Tutte queste tematiche, sono state scritte da Dino stesso nelle sue cronache per darci un'idea della Firenze medievale.<br>Oltre ad illustrare scene di vita dell'epoca, <strong>Alessandro</strong> <strong>Barbero</strong>, storico e docente universitario, ci spiega quanto fosse importante appartenere ad un ceto sociale alto, come spesso accade in alcune situazioni della vita attuale.<br>A nostro parere, la visione di questa conferenza è stata esaustiva dal punto di vista dei contenuti e scorrevole per il modo in cui ha coinvolto il suo pubblico, nonostante la durata del video.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 08:30:13 UTC</pubDate>
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         <title>Dino Compagni: mercante e uomo politico</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/silvia_odone/dinocompagni/wish/289499209</link>
         <description><![CDATA[<div>La conferenza tenuta da Alessandro Barbero, racconta le vicende di Dino Compagni, imprenditore politico del Medioevo.&nbsp;<br>Dino visse tra la metà del ‘200 e inizio ‘300, coetaneo di Dante, a Firenze.<br>Ricoprendo la carica di uno dei sei Priori, scrive un libro testimonianza della società e della situazione politica di Firenze, del tempo.<br>Il tema rilevante che ricompare spesso, riguarda la posizione sociale dei nobili che dopo decenni di potere, si vedono scomparire la loro condizione privilegiata. Una nuova classe sociale irrompe tra i rapporti del popolo e dei nobili, i mercanti.<br>La mentalità dei mercanti era aperta e indirizzata verso pace e stabilità e verso il lavoro, a differenza dei nobili che racchiusi nelle loro famiglie prediligevano le guerre.<br>Dino faceva parte di essi, e della Corporazione Por Santa Maria, un gruppo di mercanti dediti al commercio e all’elezione dei Priori: imprenditori e artigiani che detenevano il potere politico della città.<br>A seguito della resistenza alle leggi dei nobili, il governo si fa più duro, creando ordinamenti di giustizia mirati a fare obbedire le classi sociali più alte.<br>Dino acquista sempre più importanza, con un governo aperto al dialogo, volto a dare importanza alle assemblee e alle decisioni comuni.&nbsp;<br>Assistiamo così ad una prima infarinatura di democrazia moderna.<br>Successivamente, in seguito ad una disputa tra Guelfi bianchi e Guelfi neri, Dino viene costretto a dimettersi su pressione di alcune fazioni popolari.<br>Il libro termina descrivendo la mancanza di religiosità a Firenze e della situazione sociale basata sui soldi.<br>L’interessante video-conferenza, oltre al lato storico culturale della Firenze del ‘200, ci da un’importante morale.<br>Comprendiamo, come l’unione in campo politico e l’astuzia possano ribaltare le sorti di un’intera società&nbsp;<br>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 08:34:45 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandra Colombo, Alessandra Crippa, Alice Ciurca, Alice Marchetti, Marco Giani</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/silvia_odone/dinocompagni/wish/289526050</link>
         <description><![CDATA[<div>PROSPETTIVA MEDIEVALE<br><br><strong>Durante l’assemblea tenutasi al Festival della Mente, il professor Alessandro Barbero ci spiega la biografia e ciò che era il punto di vista di Dino Compagni all’epoca a Firenze tra il ‘200 e il ‘300.&nbsp;</strong></div><div><strong>Dino Compagni era un mercante ex uomo di politica che scrisse un libro in toscano, dato che non conosceva il latino, per denunciare la</strong></div><div><strong>situazione politica corrotta di Firenze e la vita cittadina.&nbsp;</strong></div><div><strong>Firenze a quel tempo era comandata da famiglie di nobili il cui governo era basato sulla violenza, con cui Dino ebbe vari scontri nel corso della sua vita ma ai quali portò sempre rispetto perché considerati da lui superiori; oltretutto la popolazione era divisa in due principali fazioni: Guelfi e Ghibellini.&nbsp;</strong></div><div><strong>La rivalità tra famiglie nobili, secondo i borghesi come Dino,era all’origine dei problemi di Firenze.</strong></div><div><strong>Per una situazione politica pacifica, Dino istituisce il governo del popolo, nel quale al vertice erano presenti sei priori nominati dalle corporazioni; grazie a ciò Dino salì al potere, anche se non riuscì a impedire la guerra voluta dai nobili.</strong></div><div><strong>In seguito, ai nobili venne impedito di governare e di sfoderare spade conto i cittadini secondo gli ordinamenti di giustizia.</strong></div><div><strong>Si crearono così gare di uffici per salire al potere, con durata di due mesi, ma che la gente sfruttò soltanto per rappresentare i propri interessi. In questo contesto la ripartizione delle imposte e del denaro pubblico costituivano il problema della città.</strong></div><div><strong>Un altro ideale di Dino era quello di non far prevalere nessun governo, dato che i guelfi neri tentarono di avere il sopravvento sul partito opposto.</strong></div><div><strong>A questo punto Dino corre ai ripari convocando invanamente una nuova assemblea: Firenze sprofonda nel caos.</strong></div><div><strong>Alla fine della guerra civile i gulfi neri salgono al potere, esiliando i guelfi bianchi di cui faceva parte anche Dante.</strong></div><div><br></div><div><strong>Il linguaggio usato da Alessandro Barbero è abbastanza semplice e scorrevole, anche se si dilungua troppo con continue ripetizioni e molti esempi a volte inutili.</strong></div><div><strong>A causa della lunghezza non è stato semplice mantenere la concentrazione.</strong></div><div><strong>Nonostante ciò abbiamo trovato il contenuto interessante per apprendere diversi aspetti non solamente della politica, ma anche della mentalità dell’epoca.</strong></div><div><strong>pur essendo passato parecchio tempo abbiamo riscontrato delle analogie con la situazione politica attuale. Per esempio i partiti o i singoli politici cercano sempre un modo per far prevalere i propri interessi ed arricchirsi a scapito di altri. &nbsp;</strong></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 10:11:50 UTC</pubDate>
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