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      <title>Romanico Fiorentino by francesco</title>
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      <description>Il particolare sviluppo di tale stile in Firenze e dintorni</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-12 03:56:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il Romanico</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine romanico fu usato per la prima volta dallo studioso francese del Medioevo De Caumont (1824) per definire l'arte dei secc. XI e XII nell'Europa centrale: egli ne sottolineava il significato di libera rinascita delle forme dell'arte romana e l'analogia con la contemporanea formazione e sviluppo delle lingue romanze.<br><br></div><div>L'ambito proprio dell'arte romanica copre l'arco che va dal 1000 al 1150 ca per la Francia, estendendosi ai primi decenni del 1200 per altri paesi europei.<br><br></div><div>Il fenomeno più imponente del romanico fu il rinnovato fervore edilizio che percorse l'Europa, alla cui base furono la ripresa demografica ed economica posteriore al 1000, la fondazione di nuovi centri urbani e la rinascita delle città, l'intensificarsi degli scambi commerciali. In questo quadro, importante fu il ruolo giocato dall'Impero, dalla nobiltà feudale, dal papato e dagli ordini religiosi (benedettini, cluniacensi).<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><strong>La cattedrale<br></strong><br></div><div>Fu proprio l'ambito cittadino a offrire la forma principe dell'architettura romanica, la chiesa o cattedrale, affacciata in genere sulla piazza, centro di vita economica e sociale. Robusta, di salde proporzioni, essa presenta una complessa articolazione dello spazio: a pianta cruciforme, a tre o cinque navate, transetto e abside. La cattedrale trova i suoi elementi caratteristici nell'uso dell'arco a tutto sesto, della copertura a volta, a crociera o a botte, dal punto di vista costruttivo e nell'attento studio dello scarico dei pesi sui robusti pilastri, sugli archi trasversali, sui muri in funzione di contrafforte.<br><br></div><div>Le prime grandi chiese con copertura a volta furono costruite pressoché contemporaneamente, agli inizi del sec. XI, in Lombardia e nell'area continentale di influenza normanna. Di qui il romanico si diffuse, in articolazioni estremamente ricche e dense di apporti locali, in tutta Europa. L'attività dei Normanni si estese dalla Normandia vera e propria (Jumièges, Caen) alla Francia (Vézelay, Antun, St.-Étienne, Poitiers), ai paesi nordici, all'Inghilterra, fino in Palestina. Le maestranze lombarde, invece, attive in quasi tutta Europa, riportarono poi in patria esperienze diverse dalla Normandia, dalla Provenza (Arles, St.-Gilles), dalla Catalogna.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-12 03:58:54 UTC</pubDate>
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         <title>Volta a crociera</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <pubDate>2017-04-12 04:01:05 UTC</pubDate>
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         <title>Il Romanico a Firenze</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
         <link>https://padlet.com/francescopostiglioni01/9bp4qc0lky4p/wish/166012779</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>Le caratteristiche specifiche del romanico fiorentino sono generalmente riferite ad una sopravvivenza o a un recupero di elementi della classicità romana. Tale derivazione ha fatto sorgere anche il mito secondo cui il battistero di San Giovanni, l'edificio simbolo della cultura architettonica del romanico a Firenze, sarebbe stato frutto di un riuso di un edificio dell'epoca imperiale.<br></strong><br></div><div><strong><br>L'elemento più evidente di tale stile è la partizione delle facciate caratterizzate dalla presenza di arcate a tutto sesto cieche, poggianti su semicolonne, riquadri geometrici, ottenuti da intarsi marmorei, che ripartiscono la superficie secondo modularità complesse e da finestre o edicole generalmente sormontate da timpani.<br></strong><br></div><div><strong><br>Tali elementi, unitamente al bicromismo (bianco e verde), a parte il carattere geometrico e ordinato, sottoposto all'ordine architettonico, richiama la classicità anche in riferimento alle tarsie marmoree che ricoprivano numerose architetture romane.<br></strong><br></div><div><strong><br>Anche il bicromismo delle facciate architettoniche solo in parte è riferibile all'influenza del </strong><a href="/wiki/Romanico_pisano"><strong>romanico pisano</strong></a><strong> che dai cantieri di </strong><a href="/wiki/Piazza_dei_Miracoli"><strong>Piazza del Duomo</strong></a><strong> si irradiava alla </strong><a href="/wiki/Toscana"><strong>Toscana</strong></a><strong> settentrionale da </strong><a href="/wiki/Lucca"><strong>Lucca</strong></a><strong> fino a </strong><a href="/wiki/Pistoia"><strong>Pistoia</strong></a><strong> e </strong><a href="/wiki/Prato"><strong>Prato</strong></a><strong> dove l'alternarsi delle fasce orizzontali bicromatiche bianche e verdi divenne particolarmente marcato anche a causa dell'uso dei materiali locali (</strong><a href="/wiki/Pietra_alberese"><strong>pietra alberese</strong></a><strong> bianca e </strong><a href="/wiki/Verde_di_Prato"><strong>verde di Prato</strong></a><strong>). A Firenze, anche tale elemento fu utilizzato con un'impronta molto diversa, caratterizzata da una serena armonia geometrica che ricorda le opere antiche. Il bicromatismo fu infatti utilizzato non in fasce orizzontali, ma proprio per disegnare i riquadri delle facciate.<br></strong><br></div><div><strong><br>Anche i particolari architettonici, come le edicole, i capitelli, le cornici ed in genere gli elementi dell'ordine architettonico, trovano richiami nelle testimonianze classiche. Inoltre non mancano significativi esempi di riuso di elementi di spoglio, come nel battistero.<br></strong><br></div><div><strong><br>Lo stile romanico fiorentino non ha prodotto molte opere e non ha avuto la diffusione del romanico pisano o lombardo, tuttavia la sua influenza fu determinante per i successivi sviluppi dell'architettura, in quanto ha costituito la base alla quale attinsero </strong><a href="/wiki/Francesco_Talenti"><strong>Francesco Talenti</strong></a><strong>, </strong><a href="/wiki/Leon_Battista_Alberti"><strong>Leon Battista Alberti</strong></a><strong>, </strong><a href="/wiki/Filippo_Brunelleschi"><strong>Filippo Brunelleschi</strong></a><strong> e gli altri architetti che crearono l'</strong><a href="/wiki/Architettura_rinascimentale"><strong>architettura del Rinascimento</strong></a><strong>.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-12 04:02:37 UTC</pubDate>
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         <title>Pietra verde di Prato</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <pubDate>2017-04-12 04:09:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il Battistero</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <pubDate>2017-04-12 04:10:53 UTC</pubDate>
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         <title>Il Battistero</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <pubDate>2017-04-12 04:13:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il Battistero</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <description><![CDATA[<div><em><br>Sembra che l'origine del battistero possa essere fatta risalire all'inizio del VII secolo. Poco si sa della chiesa di questo periodo. di certo nel 1059 fu consacrato un edificio che nelle forme architettoniche era simile all'attuale. Fino al 1113 l'edificio ha avuto il ruolo di cattedrale di Firenze. Nel 1150 la basilica venne affidata all'Arte di Calimala che nei successivi due secoli abbellì l'edificio e lo dotò di opere d'arte. Nalla seconda metà del XII secolo venne creata la decorazione marmorea dei primi due ordini. Nel 1202 l'abside semicircolare venne sostituita da quella attuale mentre nella seconda metà del secolo venne costruito il tetto a piramide e venne completata la decorazione esterna. Nel 1330 Andrea Pisano creò la porta Sud mentre nel 1403 e nel 1424 vennero ordinate al Ghiberti le porte Nord ed Est rispettivamente.</em> | <br> | <a href="http://www.medioevo.org/artemedievale/Images/Toscana/Firenze/BattisterodiFirenze/Firenze01.jpg"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:222,&quot;url&quot;:&quot;http://www.medioevo.org/artemedievale/Images/Toscana/Firenze/BattisterodiFirenze/Firenze01s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:300}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.medioevo.org/artemedievale/Images/Toscana/Firenze/BattisterodiFirenze/Firenze01s.jpg" width="300" height="222"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a> |&nbsp; | <br> | <em>Il battistero è il massimo esempio del classicismo romanico fiorentino. Tutto nella forma architettonica e nella decorazione evidenziano la razionalità della concezione.L'abside a pianta rettangolare ha una struttura decorativa dominata da due ampi archi ciechi al cui interno si allineano quadrati di marmo bianco bordati di serpentino verde.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-12 04:14:42 UTC</pubDate>
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         <title>La Porta Sud</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <pubDate>2017-04-12 04:19:34 UTC</pubDate>
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         <title>La Basilica di San Miniato</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Basilica di San Miniato al Monte sorge su una collina a sud-est del centro storico di Firenze, nei pressi del Piazzale Michelangelo, ed è considerata uno dei più begli esempi di romanico fiorentino. Eretta tra l’XI e il XIII secolo, conserva opere di grande valore come la cappella del Cardinale del Portogallo, e nella Sacrestia gli splendidi affreschi di Spinello Aretino raffiguranti le storie di San Benedetto.</div><div>La chiesa è dedicata al protomartire San Miniato, la cui storia risale alle persecuzioni messe in atto attorno al 250 d.C. dall’imperatore Decio. Miniato, cristiano d’origine armena, fu decapitato fuori dalle mura di Firenze (nella zona di Porta alla Croce, Piazza Beccaria) per aver professato la propria fede, la leggenda narra che San Miniato abbia raccolto la propria testa e attraversato l’Arno risalì la collina dove fu sepolto e dove adesso è la chiesa a lui dedicata.</div><div>La più antica testimonianza dell’esistenza della chiesa risale al 783 dC. Nell’XI secolo il vescovo Ildebrando iniziò la costruzione della chiesa attuale che si protrasse per oltre 200 anni, nell’annesso convento s’insediò una comunita di monaci benedettini. Alla fine del XIII secolo fu costruito accanto alla chiesa il palazzo noto come Palazzo dei Vescovi, antica residenza estiva dei Vescovi di Firenze, poi divenuto Convento, Ospedale e Casa dei Gesuiti. A partire dal 1373 il monastero fu concesso ai monaci olivetani.<br>Durante il XVI secolo con l’affermarsi del dominio mediceo, la zona, essendo posta in posizione dominante la città, fu trasformata in fortezza, i monaci abbandonarono il monastero, ma la chiesa grazie al culto della popolazione per San Miniato rimase intatta.</div><div>I monaci olivetani (dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore in provincia di Siena) ritornarono solo nel XIX secolo quando fu anche costruito il cimitero monumentale delle Porte Sante che ospita numerose cappelle della borghesia fiorentina realizzate in stile liberty e art dèco.</div><div>La Basilica, uno dei capolavori del romanico toscano, unisce l’impianto basilicale di derivazione classica a elementi tipicamente romanici. La facciata bicroma della chiesa è rivestita in marmi bianchi e verdi, nel caratteristico stile romanico fiorentino dell’XI-XIII secolo (simile al coevo rivestimento del Battistero di San Giovanni), sulla facciata spicca un mosaico del XIII secolo raffigurante Cristo in trono tra la Madonna e San Miniato, mentre sulla sommità della facciata è posta un aquila in bronzo che rappresenta la corporazione dei mercanti dell’Arte della Lana (Arte di Calimala) che dal XIII secolo ebbe il patronato sulla chiesa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-12 04:30:27 UTC</pubDate>
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         <title>Esterno</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <pubDate>2017-04-12 05:09:17 UTC</pubDate>
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         <title>Interno</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <title>Abside</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <title>Badia Fiesolana</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <title>Empoli</title>
         <author>francescopostiglioni01</author>
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         <pubDate>2017-04-12 07:30:38 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[Le caratteristiche specifiche del romanico fiorentino sono generalmente riferite ad una sopravvivenza o a un recupero di elementi della classicità romana. Tale derivazione ha fatto sorgere anche il mito secondo cui il battistero di San Giovanni, l'edificio simbolo della cultura architettonica del romanico a Firenze, sarebbe stato frutto di un riuso di un edificio dell'epoca imperiale.


L'elemento più evidente di tale stile è la partizione delle facciate caratterizzate dalla presenza di arcate a tutto sesto cieche, poggianti su semicolonne, riquadri geometrici, ottenuti da intarsi marmorei, che ripartiscono la superficie secondo modularità complesse e da finestre o edicole generalmente sormontate da timpani.


Tali elementi, unitamente al bicromismo (bianco e verde), a parte il carattere geometrico e ordinato, sottoposto all'ordine architettonico, richiama la classicità anche in riferimento alle tarsie marmoree che ricoprivano numerose architetture romane.


Anche il bicromismo delle facciate architettoniche solo in parte è riferibile all'influenza del romanico pisano che dai cantieri di Piazza del Duomo si irradiava alla Toscana settentrionale da Lucca fino a Pistoia e Prato dove l'alternarsi delle fasce orizzontali bicromatiche bianche e verdi divenne particolarmente marcato anche a causa dell'uso dei materiali locali (pietra alberese bianca e verde di Prato). A Firenze, anche tale elemento fu utilizzato con un'impronta molto diversa, caratterizzata da una serena armonia geometrica che ricorda le opere antiche. Il bicromatismo fu infatti utilizzato non in fasce orizzontali, ma proprio per diseg]]></description>
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         <pubDate>2019-11-19 10:35:05 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2020-03-21 19:05:34 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[Le caratteristiche specifiche del romanico fiorentino sono generalmente riferite ad una sopravvivenza o a un recupero di elementi della classicità romana. Tale derivazione ha fatto sorgere anche il mito secondo cui il battistero di San Giovanni, l'edificio simbolo della cultura architettonica del romanico a Firenze, sarebbe stato frutto di un riuso di un edificio dell'epoca imperiale.


L'elemento più evidente di tale stile è la partizione delle facciate caratterizzate dalla presenza di arcate a tutto sesto cieche, poggianti su semicolonne, riquadri geometrici, ottenuti da intarsi marmorei, che ripartiscono la superficie secondo modularità complesse e da finestre o edicole generalmente sormontate da timpani.


Tali elementi, unitamente al bicromismo (bianco e verde), a parte il carattere geometrico e ordinato, sottoposto all'ordine architettonico, richiama la classicità anche in riferimento alle tarsie marmoree che ricoprivano numerose architetture romane.


Anche il bicromismo delle facciate architettoniche solo in parte è riferibile all'influenza del romanico pisano che dai cantieri di Piazza del Duomo si irradiava alla Toscana settentrionale da Lucca fino a Pistoia e Prato dove l'alternarsi delle fasce orizzontali bicromatiche bianche e verdi divenne particolarmente marcato anche a causa dell'uso dei materiali locali (pietra alberese bianca e verde di Prato). A Firenze, anche tale elemento fu utilizzato con un'impronta molto diversa, caratterizzata da una serena armonia geometrica che ricorda le opere antiche. Il bicromatismo fu infatti utilizzato non in fasce orizzontali, ma proprio per diseg]]></description>
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         <pubDate>2020-04-02 09:01:35 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2021-05-10 16:22:11 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2022-03-05 10:37:05 UTC</pubDate>
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