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      <title>Pittura gotica by angela</title>
      <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica</link>
      <description>Angela Straziuso  III H</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-27 18:38:39 UTC</pubDate>
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         <title>Scuola Senese</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/263884682</link>
         <description><![CDATA[<div>Conservativa e focalizzata maggiormente sulla <strong>bellezza decorativa</strong> e l'<strong>eleganza</strong> dell'ultimo periodo dell'arte gotica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 18:38:39 UTC</pubDate>
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         <title>Scuola Fiorentina</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sottolineatura dei panneggi accentuando così l’idea del <strong>volume</strong>. Il forte <strong>chiaroscuro</strong> evidenzia maggiormente il volume divenuto più reale e più fisico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 18:38:39 UTC</pubDate>
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         <title>PITTURA GOTICA</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
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         <description><![CDATA[<div>In tutt'Europa viene meno l'importanza della pittura, tranne che in <strong>Italia</strong> dove, fino alla prima metà del duecento, prevale ancora la tradizione bizantina, superata a partire dalla seconda metà del secolo dagli artisti di <strong>Siena</strong> e <strong>Firenze</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 18:38:39 UTC</pubDate>
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         <title>Cimabue</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/263890677</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 19:51:21 UTC</pubDate>
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         <title>Giotto</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 19:51:32 UTC</pubDate>
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         <title>Duccio di Buoninsegna</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 19:52:08 UTC</pubDate>
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         <title>Simone Martini</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 19:52:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264080859</link>
         <description><![CDATA[<div>Figura di grande spessore storico, Cimabue, seppur legato alla<strong> tradizione bizantina</strong>, seppe introdurre in essa delle innovazioni e delle varianti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 18:24:44 UTC</pubDate>
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         <title>Crocifisso di San Domenico ad Arezzo</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264081513</link>
         <description><![CDATA[<div>È una delle sue prime opere, mostra la medesima stilizzazione  formale da quello del maestro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giunta_Pisano">Giunta Pisano</a>, ma con una rappresentazione del dolore più pacata e un'espressione del volto più intensa e meno grottesca. Cimabue riesce ad imprimere maggiore volumetria all'intera figura e alle singole parti del corpo, dotando i muscoli di un vigore ed una possanza solo parzialmente raggiunti prima. Ciò è conseguito grazie ad un pittoricismo che fa uso di righe scure molto sottili, parallele e concentriche, tracciate con la punta del pennello, la cui densità si fa più alta nelle zone scure e più rada nelle zone chiare del corpo. La croce conserva la <strong>cimasa</strong>, ossia la parte superiore, composta di un tondino con l'Eterno benedicente e di una tabella inscritta. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 18:28:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264084696</link>
         <description><![CDATA[<div>Celebrato come grande rinnovatore della pittura italiana, con Giotto si passa da una pittura dominata dalla tradizione bizantina a una <strong>concezione moderna</strong>, che recupera il <strong>naturalismo</strong> dei modelli classici dell'arte romana. Le figure di Giotto sono persone reali che popolano spazi reali, costruiti in modo organico e razionale. Non si parla ancora però di prospettiva ma di<strong> spazialità</strong>. I corpi e gli oggetti, grazie ad un uso coerente del<strong> chiaroscuro</strong>, assumono consistenza plastica e naturalezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 18:53:31 UTC</pubDate>
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         <title>Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264085494</link>
         <description><![CDATA[<div>Giotto dà al Cristo l'aspetto di un vero uomo, che pende verso il basso come un corpo morto. Il <strong>senso di gravità</strong> è accentuato dal fatto che i piedi sono trafitti da un unico chiodo. Anche il <strong>chiaroscuro</strong> conferisce alle figure una consistenza tridimensionale mai raggiunta prima. Nell'aureola del Cristo sono inserite numerose piccole <strong>lastre in vetro</strong> dipinto, dorato e decorato con graffiti, che imitano gli effetti in pasta vitrea. La croce comprendeva in origine una<strong> cimasa</strong> con l'Eterno benedicente, oggi perduto; resta invece la tabella.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 18:59:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264089944</link>
         <description><![CDATA[<div>Il suo stile si evolve rapidamente, fino a esaltare i caratteri più propriamente gotici della pittura, come l'<strong>eleganza della linea</strong> e gli <strong>effetti decorativi</strong>, affidati anche a un sapiente uso dell'<strong>oro</strong>. Con l'<a href="https://www.frammentiarte.it/2016/33-allegoria-virgiliana/">Allegoria Virgiliana</a> introduce poi un <strong>nuovo naturalismo</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 19:36:59 UTC</pubDate>
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         <title>Madonna Rucellai</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264092568</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>trono</strong> è più leggero e goticheggiante anche negli intagli; si notino per esempio le bifore che si aprono sui fianchi, che fanno pensare a un'opera di oreficeria, mentre la parte superiore sembra dissolversi in un semplice velo di stoffe preziose. Anche in questo caso la parte anteriore del trono è vista frontalmente, mentre il fianco è scorciato, per accennare alla profondità spaziale. <strong>Personaggi</strong>: la Madonna ha un'espressione dolce e uno sguardo tenero mentre il volume del suo corpo sembra farsi astratto, scomparendo sotto la superficie del manto, appena delineato da pieghe morbide e dalla continua e sinuosa bordura dorata, un tremulo arabesco di sapore ormai decisamente gotico. Gli angeli, quasi fluttuanti nell'aria, sono sovrapposti e perfettamente simmetrici. <strong>Colore</strong>: Duccio predilige colori chiari e luminosi. La veste trasparente del bambino è appena coperta da un prezioso mantello rosso con fitte e sottili lumeggiature dorate, raffinatissimo come il tessuto che fa da fondale al trono.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 19:55:31 UTC</pubDate>
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         <title>Maestà del Louvre</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264092658</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>trono</strong> è una struttura massiccia di dimensioni colossali; sembra sospeso in basso in un vuoto vertiginoso, ed è arricchito da intagli fitti e ageminature. La parte anteriore è vista frontalmente, parallela alla superficie del dipinto, mentre il fianco è scorciato, per dare l'impressione di profondità. <strong>Personaggi</strong>: il volto di Maria e del Bambino sono solenni, austeri e velati di malinconia. I corpi acquistano volume grazie al panneggio, realizzato con fitte pieghe secche. Anche gli angeli hanno solidità e volume. Il <strong>colore</strong> è steso sulla superficie con pennellate brevi e ravvicinate, ottenendo l'effetto di una pelle iridescente e trasparente. Prevalgono i toni scuri, nelle ali degli angeli, nello schienale del trono e nel manto della Madonna. Per tutto il dipinto i colori si richiamano similmente: il grigio-acciaio trasparente del mantello dei due angeli in basso ritorna nel mantello di Gesù, mentre la tunichetta trasparente e ambrata ricorda il bordo del manto di Maria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 19:56:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264094417</link>
         <description><![CDATA[<div>Col tempo lo stile di Duccio raggiunse esiti di sempre maggiore <strong>naturalezza</strong> e morbidezza e seppe anche aggiornarsi alle innovazioni introdotte da Giotto, quali la resa dei <strong>chiaroscuri</strong> secondo una o poche fonti di luce, la <strong>volumetria</strong> delle figure e del panneggio, la <strong>resa prospettica</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 20:11:00 UTC</pubDate>
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         <title>Maestà del Palazzo Pubblico di Siena</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264094975</link>
         <description><![CDATA[<div>L'affresco raffigura la Madonna in trono col Bambino circondata da Angeli e Santi. Una Madonna che volge lo sguardo lontano sia dall'osservatore che da suo figlio, in un punto imprecisato nel vuoto, siede su un ampio trono con i due fianchi laterali aperti e adornato con i motivi dello stile gotico raggiante. Con la mano sinistra regge il bambino, mentre con la destra tocca il piedino destro del piccolo. La particolarità di questo affresco è la laicità della scena: nonostante le figure siano di carattere religioso, la Vergine viene rappresentata come una principessa, e gli angeli e i santi formano la sua corte. Ai lati del trono, in posizione inginocchiata, troviamo i quattro santi protettori della città di Siena e due angeli. L'affresco è racchiuso da una cornice che corre su tutti e quattro i lati esterni. Qui sono presenti venti oculi al cui interno troviamo altrettante figure. Negli spazi tra i vari oculi troviamo motivi vegetali quali cardi con foglie e, talvolta, fiori. Al centro di questi spazi troviamo, alternati i simboli della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stemma_di_Siena"><em>balzana</em></a> (lo scudo bianco e nero simbolo della città di Siena) e del capitano del Popolo (il leone rampante su sfondo rosso).<br><br></div><blockquote><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maest%C3%A0_del_Palazzo_Pubblico_di_Siena">Storia, descrizione e differenze dai predecessori</a></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 20:15:31 UTC</pubDate>
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         <title>Maestà di Ognissanti</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264096081</link>
         <description><![CDATA[<div>La Madonna e il Bambino hanno un volume solido, ben sviluppato in<strong> plasticità</strong>, dal netto contrasto tra ombre e lumeggiature, molto più che nella vicina opera di Cimabue (la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maest%C3%A0_di_Santa_Trinita"><em>Maestà di Santa Trinità</em></a>) di circa dieci anni anteriore. Il peso così terreno delle figure è evidenziato dalla gracilità delle strutture architettoniche del trono. Raffinati sono i colori, come il bianco madreperlaceo della veste, il blu di lapislazzuli del manto, il rosso intenso della fodera. Maria è una matrona che, in maniera del tutto originale, accenna quasi un sorriso, dischiudendo appena le labbra e mostrando da uno spiraglio i denti bianchi. Le figure sono incorniciate da un raffinato trono cuspidato, creato secondo una prospettiva intuitiva ma efficace, che accentua la profondità spaziale, nonostante il fondo oro. Esso si ispira a Cimabue, ma ha anche una straordinaria somiglianza con quello della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giustizia_(Giotto)"><em>Giustizia</em></a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_degli_Scrovegni">Cappella degli Scrovegni</a>. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 20:25:53 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264153427</link>
         <description><![CDATA[<div>Wikipedia<br>Arte viva 2<br>Didatticarte</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-29 06:07:31 UTC</pubDate>
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         <title>Compianto sul Cristo morto, Padova, Cappella degli Scrovegni</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264527924</link>
         <description><![CDATA[<div>Giotto rinnova l'antica tecnica dell'affresco attraverso l'utilizzo della <strong>sinopia</strong>. Il disegno viene dapprima realizzato con il carboncino e con una terra rossa direttamente sulla parete da affrescare, che poi verrà colorata. Ciò permette di avere un disegno più dettagliato e di dividere il lavoro in fasi giornaliere (<strong>giornate</strong>).<br>Questo affresco fa parte di un<strong> vasto ciclo</strong>, commissionato a Giotto dal ricco banchiere padovano Enrico degli Scrovegni, che ha come tema la <strong>redenzione dell'umanità dal peccato</strong>. Sulle pareti laterali in trentasette riquadri sono rappresentate le <strong>Storie della Vergine</strong> e le <strong>Storie di Cristo</strong>; sulla controfacciata è invece affrescato il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giudizio_universale_(Giotto)"><strong>Giudizio Universale</strong></a>.<br>Qui è rappresentato uno degli episodi della vita di Cristo, quello in cui, dopo la sua deposizione dalla croce, viene pianto da sua madre e dai discepoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 13:45:17 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264533653</link>
         <description><![CDATA[<div>Il centro della composizione si trova in basso a sinistra, dove sono i volti della Madonna e di Cristo. Qui convergono gli sguardi gli sguardi degli altri personaggi e anche quello dell'osservatore, indirizzato dalla linea discendente della roccia.<br>Le figure verticali ai lati del dipinto danno maggior risalto alla tensione emotiva dei personaggi raffigurati al centro. Le due donne in primo piano sono rappresentate di spalle e hanno un volume pieno e compatto. Le figure sono <strong>contornate da linee scure</strong>, che le fanno risaltare dal fondo e le distacca l'una dall'altra.<br>Si avverte un forte <strong>senso dello spazio</strong>, nel quale le figure si dispongono con naturalezza, su <strong>diversi piani di profondità</strong>. I colori sono brillanti e al posto del fondo oro c'è un bellissimo cielo azzurro. Le ombre sono suggerite da pennellate di colore scuro poste accanto a zone luminose, ottenute con tonalità più chiare, che danno alle figure un senso di volume. Tutti i personaggi esprimono un dolore intenso, ma umano, composto e dignitoso: solo gli angeli in cielo si disperano. Anche il paesaggio sembra partecipare, nella sua aridità, al dramma. Per il senso del volume e dello spazio, oltre che per il realismo e per la grande espressività, questo affresco testimonia la grande rivoluzione pittorica operata da Giotto.<br><br></div><blockquote><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gc5MSJmkKd8">Cappella degli Scrovegni raccontata</a></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 14:00:11 UTC</pubDate>
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         <title>Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita</title>
         <author>galilei_astraziuso</author>
         <link>https://padlet.com/galilei_astraziuso/pitturagotica/wish/264563846</link>
         <description><![CDATA[<div>L'ultima opera del periodo senese di Simone Martini è la raffinatissima ed enigmatica <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Annunciazione_tra_i_santi_Ansano_e_Margherita"><em>Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita</em></a>, eseguita assieme al cognato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lippo_Memmi">Lippo Memmi</a> nel 1333 per uno dei quattro altari della crociera del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Siena">Duomo di Siena</a>. La tavola, firmata e datata dai due autori, è oggi visibile agli Uffizi di Firenze. <br>Il dipinto risulta essere diviso in tre piani: il fondo dorato che suggerisce un'indeterminatezza dello spazio; il piano intermedio del vaso di gigli e dello Spirito Santo in alto; e il primo piano dei due personaggi della rappresentazione, diviso dagli altri non tanto dalla tonalità cromatica, quanto dall'estrema nettezza dei contorni. L'intera rappresentazione inoltre è impregnata di un eccezionale<strong> dinamismo</strong>: l'arcangelo ha appena toccato terra, come evidenzia la predominanza di linee verticali generate dalle ali ancora spiegate e dal lembo del mantello non ancora richiamato dalla forza di gravità; la Madonna invece è caratterizzata da una <strong>forte torsione</strong> della sua esile figura, sottolineata dalla posizione delle braccia e dall'inclinazione della testa, contrapposta alla rigida geometria del trono su cui è seduta. Con questi elementi, Simone Martini riesce a costruire una <strong>realtà nuova e diversa</strong>, calibratissima nella distribuzione delle figure e nell'equilibrio di vuoti e pieni, impregnata di un <strong>supremo ideale di bellezza</strong>, <strong>eleganza</strong> e <strong>armonia</strong>. <br>Grazie all'incredibile espressività della linea, l'angelo mantiene la sua forma nonostante l'immaterialità del suo corpo, quasi trasparente, sovrapponendo l'oro delle sue vesti con l'oro dello sfondo, creando straordinari effetti di rifrazione, immergendo così l'osservatore in un'estasi di luce e ricchezza, raffinatissima, che mai sconfina in opulenza. Contrapposta, sta la figura della Vergine, del tutto terrena, sottolineata dalla chiarezza e semplicità delle vesti, marcatamente scure. <br>Importante sottolineare come l'artista voglia suggerire una precisa spazialità della scena, scostandosi dagli schemi dell'adimensionalità bizantina e inserendo <strong>dettagli prospettici</strong> come il pavimento marmoreo, i panneggi, i volti, il vaso di gigli, le olive, il trono in tralice e il libro, caratterizzati da un grande <strong>realismo</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:36:35 UTC</pubDate>
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