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      <title>Giovanni Pascoli by </title>
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      <description>Elaborato finale Giovanni Citino</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-19 14:20:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 14:36:03 UTC</pubDate>
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         <title>Anni giovanili</title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre, giorno di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Silvestro">San Silvestro</a> del 1855 a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Mauro">San Mauro </a>(oggi San Mauro Pascoli in suo onore) in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Forl%C3%AC">provincia di Forlì</a> all'interno di una famiglia agiata, quarto dei dieci figli - due dei quali morti molto piccoli - di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_Pascoli">Ruggero Pascoli</a>, amministratore della tenuta <em>La Torre</em> della famiglia dei principi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Torlonia">Torlonia</a>, e di Caterina Vincenzi Alloccatelli. I suoi familiari lo chiamavano affettuosamente "Zvanì". Il 10 agosto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1867">1867</a>, quando Giovanni aveva undici anni, il padre fu assassinato con una fucilata mentre sul proprio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calesse">calesse</a> tornava a casa da Cesena.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-delitto-1"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Le ragioni del delitto, forse di natura politica o forse dovute a contrasti di lavoro, non furono mai chiarite e i responsabili rimasero ignoti, nonostante tre processi celebrati e nonostante la famiglia avesse forti sospetti sull'identità dell'assassino, come traspare evidentemente nella poesia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_cavalla_storna"><em>La cavalla storna</em></a><em>.<br></em><br>Sempre da Pascoli venne scritta una poesia in ricordo della notte dell' assassinio del padre, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/X_agosto">X agosto</a>, la notte di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Lorenzo">San Lorenzo</a>, la stessa notte in cui morì il padre.<br><br></div><div><br>Costretti a lasciare la tenuta, l'anno successivo morirono la sorella Margherita di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tifo">tifo</a>, e la madre per un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Attacco_cardiaco">attacco cardiaco</a> (di "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cardiomiopatia_da_stress">crepacuore</a>", si disse), nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1871">1871</a> il fratello Luigi, colpito da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meningite">meningite</a>, e nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1876">1876</a> il fratello maggiore Giacomo, di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tifo">tifo</a>. Da recenti studi anche il fratello maggiore, che aveva tentato inutilmente di ricostituire il nucleo familiare a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimini">Rimini</a>, potrebbe essere stato assassinato, forse avvelenato. Giacomo infatti nell'anno in cui morì ricopriva la carica di assessore comunale e pare conoscesse personalmente coloro che avevano partecipato al complotto per uccidere il padre, oltre al fatto che i giovani fratelli Pascoli (in particolare Raffaele e Giovanni) si erano avvicinati a tal punto alla verità sul delitto da essere minacciati di morte.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-recensione-2"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Le due sorelle Ida (1863-1957) e Maria (1865-1953) andarono a studiare nel collegio del convento delle monache agostiniane, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sogliano_al_Rubicone">Sogliano al Rubicone</a>, dove viveva Rita Vincenzi, sorella della madre Caterina e dove rimasero dieci anni: nel 1882, uscite di convento, Ida e Maria chiesero aiuto al fratello Giovanni, che dopo la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Laurea">laurea</a> insegnava al liceo Duni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Matera">Matera</a>, chiedendogli di vivere con lui, facendo leva sul senso di dovere e di colpa di Giovanni, il quale durante i 9 anni universitari non si era più occupato delle sorelle. Nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biografia">biografia</a> scritta dalla sorella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Pascoli">Maria</a>, <em>Lungo la vita di Giovanni Pascoli</em>, il futuro poeta è presentato come un ragazzo solido e vivace, il cui carattere non è stato alterato dalle disgrazie; per anni, infatti, le sue reazioni parvero essere volitive e tenaci, nell'impegno a terminare il liceo e a cercare i mezzi per proseguire gli studi universitari, nonché nel puntiglio, sempre frustrato, nel ricercare e perseguire l'assassino del padre. Questo desiderio di giustizia non sarà mai voglia di vendetta, e Pascoli si pronuncerà sempre contro la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte">pena di morte</a> e contro l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ergastolo">ergastolo</a>, per motivi principalmente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umanitarismo">umanitari</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-6"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 14:37:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1871">1871</a>, all'età di quindici anni e dopo la morte del fratello Luigi avvenuta per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meningite">meningite</a> il 19 ottobre dello stesso anno, Giovanni Pascoli dovette lasciare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_del_Collegio_Raffaello">collegio Raffaello</a> dei padri <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scolopi">Scolopi</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Urbino">Urbino</a>; si trasferì a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimini">Rimini</a>, per frequentare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_classico">liceo classico</a> Giulio Cesare. Giovanni giunse a Rimini assieme ai suoi cinque fratelli: Giacomo (19 anni), Raffaele (14), Alessandro Giuseppe, (12), Ida (8), Maria (6, chiamata affettuosamente Mariù). «L'appartamento, già scelto da Giacomo ed arredato con lettini di ferro e di legno, e con mobili di casa nostra, era in uno stabile interno di via San Simone, e si componeva del pianterreno e del primo piano», scrive Mariù: «La vita che si conduceva a Rimini… era di una economia che appena consentiva il puro necessario». Pascoli terminò infine gli studi liceali a Cesena dopo aver frequentato il ginnasio ed il liceo al prestigioso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_Ginnasio_Dante">Liceo Dante di Firenze</a>, ed aver fallito l'esame di licenza a causa delle materie scientifiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 14:51:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Grazie ad una borsa di studio di 600 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lire">lire</a> (che poi perse per aver partecipato ad una manifestazione studentesca) Pascoli si iscrisse all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Bologna">Università di Bologna</a>, dove ebbe come docenti il poeta <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giosu%C3%A8_Carducci">Giosuè Carducci</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Latinista">latinista</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Gandino">Giovanni Battista Gandino</a>, e diventò amico del poeta e critico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Severino_Ferrari">Severino Ferrari</a>. Conosciuto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Costa">Andrea Costa</a> e avvicinatosi al movimento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anarco-socialismo">anarco-socialista</a>, cominciò, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1877">1877</a>, a tenere comizi a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Forl%C3%AC">Forlì</a> e a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cesena">Cesena</a>. Durante una manifestazione socialista a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bologna">Bologna</a>, dopo l'attentato fallito dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anarchia">anarchico</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata">lucano</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Passannante">Giovanni Passannante</a> ai danni del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Re_Umberto_I">re Umberto I</a>, il giovane poeta lesse pubblicamente un proprio sonetto dal presunto titolo <em>Ode a Passannante</em>. L'ode venne subito dopo strappata (probabilmente per timore di essere arrestato o forse pentito, pensando all'assassinio del padre) e di essa si conoscono solamente gli ultimi due versi tramandati oralmente: «colla berretta d'un cuoco, faremo una bandiera».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-8"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>La paternità del componimento fu oggetto di controversie: sia la sorella Maria sia lo studioso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Bianconi">Piero Bianconi</a> negarono che egli avesse scritto tale ode (Bianconi la definì «la più celebre e citata delle poesie inesistenti della letteratura italiana»). Benché non vi sia alcuna prova tangibile sull'esistenza dell'opera, Gian Battista Lolli, vecchio segretario della federazione socialista di Bologna e amico del Pascoli, dichiarò di aver assistito alla lettura e attribuì al poeta la realizzazione della lirica. Pascoli fu arrestato il 7 settembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1879">1879</a>, per aver partecipato ad una protesta contro la condanna di alcuni anarchici, i quali erano stati a loro volta imprigionati per i disordini generati dalla condanna di Passannante. Durante il loro processo, il poeta urlò: «Se questi sono i malfattori, evviva i malfattori!».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-11"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Dopo poco più di cento giorni, esclusa la maggiore gravità del reato, con sentenza del 18 novembre 1879, la Corte d'Appello rinviò gli imputati - Pascoli e Ugo Corradini - davanti al Tribunale: il processo, in cui Pascoli era difeso dall'avvocato Barbanti, ebbe luogo il 22 dicembre, chiamato a testimone anche il maestro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giosue_Carducci">Giosue Carducci</a> che inviò una sua dichiarazione: "Il Pascoli non ha capacità a delinquere in relazione ai fatti denunciati". Viene assolto ma attraversa un periodo difficile, medita il suicidio ma il pensiero della madre defunta lo fa desistere, come dirà nella poesia <em>La voce</em>. Alla fine riprende gli studi con impegno.<br><br></div><div><br>Nonostante le simpatie verso il movimento anarco-socialista in età giovanile, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1900">1900</a>, quando <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_I_di_Savoia">Umberto I</a> venne ucciso da un altro anarchico, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Bresci">Gaetano Bresci</a>, Pascoli rimase amareggiato dall'accaduto e compose la poesia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Al_Re_Umberto"><em>Al Re Umberto</em></a>. Abbandona la militanza politica, mantenendo un <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Socialismo_umanitario&amp;action=edit&amp;redlink=1">socialismo umanitario</a> che incoraggiasse l'impegno verso i deboli e la concordia universale tra gli uomini, argomento di alcune liriche:<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 14:52:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
         <link>https://padlet.com/giovannibattista_citino/9b98kiv3ssfu/wish/232942725</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>Il "nido" di Castelvecchio</strong></div><div><br></div><div>Divenuto professore universitario nel 1895 e costretto dalla sua professione a lavorare in più città (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bologna">Bologna</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messina">Messina</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pisa">Pisa</a>), egli non si radicò mai in esse, preoccupandosi sempre di garantirsi una "via di fuga" verso il proprio mondo di origine, quello agreste. Tuttavia il punto di arrivo sarebbe stato sul versante appenninico opposto a quello da cui proveniva la sua famiglia. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1895">1895</a> infatti si trasferì con la sorella Maria nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Media_Valle_del_Serchio">Media Valle del Serchio</a> nel piccolo borgo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castelvecchio_Pascoli">Castelvecchio</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comune">comune</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barga">Barga</a>, in una casa che divenne la sua residenza stabile quando (impegnando anche alcune medaglie d'oro vinte al Concorso di poesia latina di Amsterdam) poté acquistarla.</div><div><br>Dopo il matrimonio della sorella Ida con il romagnolo Salvatore Berti, matrimonio che il poeta aveva contemplato e seguito sin dal 1891, Pascoli vivrà in seguito alcuni mesi di grande sofferenza per l'indifferenza della sorella Ida nei suoi confronti e le continue richieste economiche da parte di lei e del marito, vivendo la cosa come una profonda ferita dopo i dieci anni di sacrifici e dedizione alle sorelle, a causa delle quali il poeta aveva di fatto più volte rinunciato all'amore. A tale proposito, una mostra dedicata agli "Amori di Zvanì" e allestita dal Museo Casa Pascoli nel 2013, getta luce sulle vicende amorose inedite di Pascoli, chiarendo finalmente il suo desiderio più volte manifestato di crearsi una propria famiglia. Molti particolari della vita personale, emersi dalle lettere private, furono taciuti dalla celebre biografia scritta da Maria Pascoli, poiché giudicati da lei sconvenienti o non conosciuti.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-19"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Il fidanzamento con la cugina Imelde Morri di Rimini, all'indomani delle nozze di Ida, organizzato all'insaputa di Mariù, dimostra infatti il reale intento del poeta. Di fronte alla disperazione di Mariù, che non avrebbe mai accettato di sposarsi, né l'ingerenza di un'altra donna in casa sua, Pascoli ancora una volta rinuncerà al proposito di vita coniugale.<br><br></div><div><br>Si può affermare che la vita moderna della città non entrò mai, neppure come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antitesi">antitesi</a>, come contrapposizione polemica, nella poesia pascoliana: egli, in un certo senso, non uscì mai dal suo mondo, che costituì, in tutta la sua produzione letteraria, l'unico grande tema, una specie di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Microcosmo">microcosmo</a> chiuso su sé stesso, come se il poeta avesse bisogno di difenderlo da un minaccioso disordine esterno, peraltro sempre innominato e oscuro, privo di riferimenti e di identità, come lo era stato l'assassino di suo padre. Sul tormentato rapporto con le sorelle - il "nido" familiare che ben presto divenne "tutto il mondo" della poesia di Pascoli - ha scritto parole di estrema chiarezza il poeta <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Luzi">Mario Luzi</a>:<br><br></div><div>« Di fatto si determina nei tre che la disgrazia ha diviso e ricongiunto una sorta di infatuazione e mistificazione infantili, alle quali Ida è connivente solo in parte. Per il Pascoli si tratta in ogni caso di una vera e propria regressione al mondo degli affetti e dei sensi, anteriore alla responsabilità; al mondo da cui era stato sbalzato violentemente e troppo presto. Possiamo notare due movimenti concorrenti: uno, quasi paterno, che gli suggerisce di ricostruire con fatica e pietà il nido edificato dai genitori; di investirsi della parte del padre, di imitarlo. Un altro, di ben diversa natura, gli suggerisce invece di chiudersi là dentro con le piccole sorelle che meglio gli garantiscono il regresso all'infanzia, escludendo di fatto, talvolta con durezza, gli altri fratelli. In pratica il Pascoli difende il nido con sacrificio, ma anche lo oppone con voluttà a tutto il resto: non è solo il suo ricovero ma anche la sua misura del mondo. Tutto ciò che tende a strapparlo di lì in qualche misura lo ferisce; altre dimensioni della realtà non gli riescono, positivamente, accettabili. Per renderlo più sicuro e profondo lo sposta dalla città, lo colloca tra i monti della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Media_Valle_del_Serchio">Media Valle del Serchio</a> dove può, oltre tutto, mimetizzarsi con la natura. »<br>([M. Luzi, Giovanni Pascoli])</div><div><br>In particolare si fecero difficili i rapporti con Giuseppe, che mise più volte in imbarazzo Giovanni a Bologna, ubriacandosi continuamente in pubblico nelle osterie, e con il marito di Ida, il quale nel 1910, dopo aver ricevuto in prestito dei soldi da Giovanni, partì per l'America lasciando in Italia la moglie e le tre figlie.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 14:57:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Le trasformazioni politiche e sociali che agitavano gli anni di fine secolo e preludevano alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">catastrofe bellica europea</a>, gettarono progressivamente Pascoli, già emotivamente provato dall'ulteriore fallimento del suo tentativo di ricostruzione familiare, in una condizione di insicurezza e pessimismo ancora più marcati, che lo condussero in una fase di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Depressione_(malattia)">depressione</a> e nel baratro dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alcolismo">alcolismo</a>: il poeta abusava di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vino">vino</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cognac_(distillato)">cognac</a>, come riferisce anche nelle lettere. Le uniche consolazioni sono la poesia, e il suo "nido di Castelvecchio", dopo la perdita della fede trascendente, cercata e avvertita comunque nel senso del mistero universale, in una sorta di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agnosticismo">agnosticismo</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mistico">mistico</a>, come testimonia una missiva al cappellano militare padre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Semeria">Giovanni Semeria</a>: «Io penso molto all'oscuro problema che resta... oscuro. La fiaccola che lo rischiara è in mano della nostra sorella grande Morte! Oh! sarebbe pur dolce cosa il credere che di là fosse abitato! Ma io sento che le religioni, compresa la più pura di tutte, la cristiana, sono per così dire, Tolemaiche. Copernico, Galileo le hanno scosse».<br><br></div><div><br>Mentre insegnava <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_greca_antica">greco</a> nelle varie università dove aveva accettato l'incarico, pubblicò anche i volumi di analisi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Alighieri">dantesca</a> <em>Minerva oscura</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1898">1898</a>), <em>Sotto il velame</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1900">1900</a>) e <em>La Mirabile Visione</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1902">1902</a>). Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1906">1906</a> assunse la cattedra di letteratura italiana all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Bologna">Università di Bologna</a> succedendo a Carducci. Qui ebbe allievi che sarebbero stati poi celebri, tra cui <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Garzanti">Aldo Garzanti</a>. Nel novembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1911">1911</a>, presenta al concorso indetto dal Comune di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a> per celebrare il cinquantesimo dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A0_d%27Italia">Unità d'Italia</a>, il poema latino <em>Inno a Roma</em> in cui riprendendo un tema già anticipato nell'ode <em>Al corbezzolo</em> esalta Pallante come il primo morto per la causa nazionale e poi deposto su rami di corbezzolo che con i fiori bianchi, le bacche rosse e le foglie verdi, vengono visti come un'anticipazione della bandiera tricolore.<br><br></div><div><br>Scoppiata la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_italo-turca">guerra italo-turca</a>, presso il teatro di Barga pronuncia il celebre discorso a favore dell'imperialismo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_grande_Proletaria_si_%C3%A8_mossa"><em>La grande Proletaria si è mossa</em></a>: egli sostiene infatti che la Libia sia parte dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_irredenta">Italia irredenta</a>, e l'impresa sia anche a favore delle popolazioni sottomesse alla Turchia, oltre che positiva per i contadini italiani, che avranno nuove terre. Si tratta, in sostanza, non di nazionalismo vero e proprio, ma di un'evoluzione delle sue utopie socialiste e patriottiche. Il 31 dicembre 1911 compie 56 anni; sarà il suo ultimo compleanno: poco tempo dopo le sue condizioni di salute peggiorano. Il medico gli consiglia di lasciare Castelvecchio e trasferirsi a Bologna, dove gli viene diagnosticata la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cirrosi_epatica">cirrosi epatica per l'abuso di alcool</a>; nelle memorie della sorella viene invece affermato che fosse malato di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Epatite">epatite</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tumore_al_fegato">tumore al fegat</a>o<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-26"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Il certificato di morte riporta come causa un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tumore_allo_stomaco">tumore allo stomaco</a>, ma è probabile fosse stato redatto dal medico su richiesta di Mariù, che intendeva eliminare tutti gli aspetti che lei giudicava sconvenienti dall'immagine del fratello, come la dipendenza da alcool, la simpatia giovanile per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Passannante">Passannante</a> e la sua affiliazione alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massoneria">Massoneria</a>. La malattia lo porta infatti alla morte il 6 aprile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1912">1912</a>, un Sabato Santo vigilia di Pasqua,nella sua casa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bologna">Bologna</a>, in via dell'Osservanza n. 2; la vera causa del decesso fu probabilmente la cirrosi epatica. Pascoli venne sepolto nella cappella annessa alla sua dimora di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castelvecchio_Pascoli">Castelvecchio di Barga</a>, dove sarà tumulata anche l'amata sorella Maria, sua biografa, nominata erede universale nel testamento, nonché curatrice delle opere postume.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 14:58:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
         <link>https://padlet.com/giovannibattista_citino/9b98kiv3ssfu/wish/232943665</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La fase cruciale della formazione letteraria di Pascoli va fatta risalire ai nove anni trascorsi a Bologna come studente alla Facoltà di Lettere (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1873">1873</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1882">1882</a>). Allievo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giosu%C3%A8_Carducci">Carducci</a>, che si accorse subito delle qualità del giovane Pascoli, nella cerchia ristretta dell'ambiente creatosi attorno al poeta, Pascoli visse gli anni più movimentati della sua vita. Qui, protetto comunque dalla naturale dipendenza tra maestro e allievo, Pascoli non ebbe bisogno di alzare barriere nei confronti della realtà, dovendo limitarsi a seguire gli indirizzi e i modelli del suo corso di studi: i <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Letteratura_classica&amp;action=edit&amp;redlink=1">classici</a>, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filologia">filologia</a>, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_letteratura_italiana">letteratura italiana</a>. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1875">1875</a> perse la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Borsa_di_studio">borsa di studio</a> e con essa l'unico mezzo di sostentamento su cui poteva contare. La frustrazione e i disagi materiali lo spinsero verso il movimento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Socialismo">socialista</a> in quella che fu una delle poche, brevi parentesi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politica">politiche</a> della sua vita. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1879">1879</a> venne arrestato e assolto dopo tre mesi di carcere; l'ulteriore senso di ingiustizia e la delusione lo riportarono nell'alveo d'ordine del maestro Carducci e al compimento degli studi con una tesi sul poeta greco <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alceo">Alceo</a>.<br><br></div><div><br>A margine degli studi veri e propri, egli, comunque, condusse una vasta esplorazione del mondo letterario e anche scientifico straniero, attraverso le riviste francesi specializzate come la <em>Revue des deux Mondes</em>, che lo misero in contatto con l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Avanguardia">avanguardia</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simbolismo">simbolista</a>, e la lettura dei testi scientifico-naturalistici di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jules_Michelet">Jules Michelet</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Henri_Fabre">Jean-Henri Fabre</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Maeterlinck">Maurice Maeterlinck</a>. Tali testi utilizzavano la descrizione naturalistica - la vita degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Insecta">insetti</a> soprattutto, per quell'attrazione per il microcosmo così caratteristica del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Romanticismo">Romanticismo</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Decadentismo">decadente</a> di fine Ottocento - in chiave poetica; l'osservazione era aggiornata sulle più recenti acquisizioni scientifiche dovute al perfezionamento del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio">microscopio</a> e della sperimentazione di laboratorio, ma poi veniva filtrata letterariamente attraverso uno stile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poesia_lirica">lirico</a> in cui dominava il senso della meraviglia e della fantasia. Era un atteggiamento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Positivismo">positivista</a> "romanticheggiante" che tendeva a vedere nella natura l'aspetto pre-cosciente del mondo umano.<br><br></div><div><br>Coerentemente con questi interessi, vi fu anche quello per la cosiddetta "filosofia dell'inconscio" del tedesco <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Robert_Eduard_von_Hartmann">Karl Robert Eduard von Hartmann</a>, l'opera che aprì quella linea di interpretazione della psicologia in senso anti-meccanicistico che sfociò nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicanalisi">psicanalisi</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud">freudiana</a>. È evidente in queste letture - come in quella successiva dell'opera dell'inglese <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=James_Sully&amp;action=edit&amp;redlink=1">James Sully</a> sulla "psicologia dei bambini" - un'attrazione di Pascoli verso il "mondo piccolo" dei fenomeni naturali e psicologicamente elementari che tanto fortemente caratterizzò tutta la sua poesia. E non solo la sua. Per tutto l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo">Ottocento</a> la cultura europea aveva coltivato un particolare culto per il mondo dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Infanzia">infanzia</a>, dapprima, in un senso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pedagogia">pedagogico</a> e culturale più generico, poi, verso la fine del secolo, con un più accentuato intendimento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia">psicologico</a>. I Romantici, sulla scia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giambattista_Vico">Giambattista Vico</a> e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Jacques_Rousseau">Rousseau</a>, avevano paragonato l'infanzia allo stato primordiale "di natura" dell'umanità, inteso come una sorta di età dell'oro.<br><br></div><div><br>Verso gli anni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1880">Ottanta</a> si cominciò, invece, ad analizzare in modo più realistico e scientifico la <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Psicologia_dell%27infanzia&amp;action=edit&amp;redlink=1">psicologia dell'infanzia</a>, portando l'attenzione sul bambino come individuo in sé, caratterizzato da una propria realtà di riferimento. La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura_per_l%27infanzia">letteratura per l'infanzia</a> aveva prodotto in meno di un secolo una quantità considerevole di libri che costituirono la vera <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura">letteratura</a> di massa fino alla fine dell'Ottocento. Parliamo dei libri per i bambini, come le innumerevoli raccolte di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiaba">fiabe</a> dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Grimm">fratelli Grimm</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1822">1822</a>), di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Christian_Andersen">H.C. Andersen</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1872">1872</a>), di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/John_Ruskin">Ruskin</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1851">1851</a>), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Wilde">Wilde</a>(<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1888">1888</a>), Maurice Maeterlinck (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1909">1909</a>); o come il capolavoro di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lewis_Carroll">Carroll</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alice_nel_Paese_delle_Meraviglie"><em>Alice nel Paese delle Meraviglie</em></a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1865">1865</a>). Oppure i libri di avventura adatti anche all'infanzia, come i romanzi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jules_Verne">Jules Verne</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rudyard_Kipling">Kipling</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Twain">Twain</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Salgari">Salgari</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jack_London">London</a>. O libri sull'infanzia, dall'intento moralistico ed educativo, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senza_famiglia_(romanzo)"><em>Senza famiglia</em></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hector_Malot">Malot</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1878">1878</a>), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_piccolo_Lord_(romanzo)"><em>Il piccolo Lord</em></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Frances_Hodgson_Burnett">F.H. Burnett</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1886">1886</a>), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piccole_donne"><em>Piccole donne</em></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Louisa_May_Alcott">Alcott</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1869">1869</a>) e i celeberrimi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cuore"><em>Cuore</em></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edmondo_De_Amicis">De Amicis</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1886">1886</a>) e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinocchio">Pinocchio</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Collodi">Collodi</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1887">1887</a>).<br><br></div><div><br>Tutto questo ci serve a ricondurre, naturalmente, la teoria pascoliana della poesia come intuizione pura e ingenua, espressa nella poetica del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_fanciullino"><em>Fanciullino</em></a>, ai riflessi di un vasto ambiente culturale europeo che era assolutamente maturo per accogliere la sua proposta. In questo senso non si può parlare di una vera novità, quanto piuttosto della sensibilità con cui egli seppe cogliere un gusto diffuso e un interesse già educato, traducendoli in quella grande poesia che all'Italia mancava dall'epoca di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Leopardi">Leopardi</a>. Per quanto riguarda il linguaggio, Pascoli ricerca una sorta di musicalità evocativa, accentuando l'elemento sonoro del verso, secondo il modello dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poeti_maledetti">poeti maledetti</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Verlaine">Paul Verlaine</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/St%C3%A9phane_Mallarm%C3%A9">Stéphane Mallarmé</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 14:59:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div>« Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giosu%C3%A8_Carducci">Giosuè Carducci</a>, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l'oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l'uno e l'altra [...] »<br>(Da <em>Il fanciullino</em>)</div><div><br>Uno dei tratti salienti per i quali Pascoli è passato alla storia della letteratura è la cosiddetta <em>poetica del fanciullino</em>, da lui stesso esplicitata nello scritto omonimo apparso sulla rivista <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Marzocco_(rivista)"><em>Il Marzocco</em></a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1897">1897</a>. In tale scritto Pascoli, influenzato dal manuale di psicologia infantile di <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=James_Sully&amp;action=edit&amp;redlink=1">James Sully</a> e da <em>La filosofia dell'</em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inconscio"><em>inconscio</em></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Robert_Eduard_von_Hartmann">Eduard von Hartmann</a>, dà una definizione assolutamente compiuta - almeno secondo il suo punto di vista - della poesia (dichiarazione poetica). Si tratta di un testo di 20 capitoli, in cui si svolge il dialogo fra il poeta e la sua anima di fanciullino, simbolo:<br><br></div><ul><li>dei margini di purezza e candore, che sopravvivono nell'uomo adulto;</li><li>della poesia e delle potenzialità latenti di scrittura poetica nel fondo dell'animo umano.</li></ul><div><br>Caratteristiche del fanciullino:<br><br></div><ul><li>"Rimane piccolo anche quando noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce ed egli fa sentire il suo tinnulo squillo come di campanella".</li><li>"Piange e ride senza un perché di cose, che sfuggono ai nostri sensi ed alla nostra ragione".</li><li>"Guarda tutte le cose con stupore e con meraviglia, non coglie i rapporti logici di causa - effetto, ma <em>intuisce"</em>.</li><li>"Scopre nelle cose le relazioni più ingegnose".</li><li>"Riempie ogni oggetto della propria immaginazione e dei propri ricordi (soggettivazione), trasformandolo in <em>simbolo"</em>.</li></ul><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Hirundo_rustica_1_(Martin_Mecnarowski).jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/77/Hirundo_rustica_1_%28Martin_Mecnarowski%29.jpg/180px-Hirundo_rustica_1_%28Martin_Mecnarowski%29.jpg" width="180" height="129"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>Una rondine. Gli uccelli e la natura, con precisione del lessico zoologico e botanico ma anche con semplicità, sono stati spesso cantati da Giovanni Pascoli</div><div><br>Il poeta allora mantiene una razionalità di fondo, organizzatrice della metrica poetica, ma:<br><br></div><ul><li>Possiede una sensibilità speciale, che gli consente di caricare di significati ulteriori e misteriosi anche gli oggetti più comuni;</li><li>Comunica verità latenti agli uomini: è "Adamo", che mette nome a tutto ciò che vede e sente (secondo il proprio personale modo di sentire, che tuttavia ha portata universale).</li><li>Deve saper combinare il talento della fanciullezza (saper vedere), con quello della vecchiaia (saper dire);</li><li>Percepisce l'essenza delle cose e non la loro apparenza fenomenica.</li></ul><div><br>La poesia, quindi, è tale solo quando riesce a parlare con la voce del fanciullo ed è vista come la perenne capacità di stupirsi tipica del mondo infantile, in una disposizione irrazionale che permane nell'uomo anche quando questi si è ormai allontanato, almeno cronologicamente, dall'infanzia propriamente intesa. È una realtà <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ontologia"><em>ontologica</em></a>. Ha scarso rilievo per Pascoli la dimensione storica (egli trova suoi interlocutori in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omero">Omero</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Virgilio_Marone">Virgilio</a>, come se non vi fossero secoli e secoli di mezzo): la poesia vive fuori dal tempo ed esiste in quanto tale. Nel fare poesia una realtà ontologica (il poeta-microcosmo) si interroga su un'altra realtà ontologica (il mondo-macrocosmo); ma per essere poeta è necessario confondersi con la realtà circostante senza che il proprio punto di vista personale e preciso interferisca: il poeta si impone la <em>rinuncia a parlare di se stesso</em>, tranne in poche poesie, in cui esplicitamente parla della sua vicenda personale. È vero che la vicenda autobiografica dell'autore caratterizza la sua poesia, ma con connotazioni di portata universale: ad esempio la morte del padre viene percepita come l'esempio principe della descrizione dell'universo, di conseguenza gli elementi autenticamente autobiografici sono scarsi, in quanto raffigura il male del mondo in generale. Tuttavia, nel passo XI de "Il fanciullino", Pascoli dichiara che un vero poeta è, più che altro, il suo sentimento e la sua visione che cerca di trasmettere agli altri. Per cui il poeta Pascoli rifiuta:<br><br></div><ul><li>il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neoclassicismo">Classicismo</a>, che si qualifica per la centralità ed unicità del punto di vista del poeta, che narra la sua opera ed esprime le proprie sensazioni.</li><li>il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Romanticismo">Romanticismo</a>, dove il poeta fa di sé stesso, dei suoi sentimenti e della sua vita, poesia.</li></ul><div><br>La poesia, così definita, è naturalmente buona ed è occasione di consolazione per l'uomo e il poeta. Pascoli fu anche commentatore e critico dell'opera di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Alighieri">Dante</a> e diresse inoltre la collana editoriale "Biblioteca dei Popoli". Il limite della poesia del Pascoli è costituito dall'ostentata pateticità e dall'eccessiva ricerca dell'effetto commovente. D'altro canto, il merito maggiore attribuibile al Pascoli fu quello di essere riuscito nell'impresa di far uscire la poesia italiana dall'eccessiva aulicità e retoricità non solo del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giosu%C3%A8_Carducci">Carducci</a> e del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Leopardi">Leopardi</a>, ma anche del suo contemporaneo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gabriele_D%27Annunzio">D'Annunzio</a>. In altre parole, fu in grado di creare finalmente un legame diretto con la poesia d'Oltralpe e di respiro europeo. La <em>lingua</em> pascoliana è profondamente innovativa: essa perde il proprio tradizionale supporto logico, procede per simboli e immagini, con brevi frasi, musicali e suggestive.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 15:00:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div>San Lorenzo , io lo so perché tanto<br>di stelle per l'aria tranquilla<br>arde e cade, perché si gran pianto<br>nel concavo cielo sfavilla.</div><div><br>Ritornava una rondine al tetto :<br>l'uccisero: cadde tra i spini;<br>ella aveva nel becco un insetto:<br>la cena dei suoi rondinini.</div><div><br>Ora è là, come in croce, che tende<br>quel verme a quel cielo lontano;<br>e il suo nido è nell'ombra, che attende,<br>che pigola sempre più piano.</div><div><br>Anche un uomo tornava al suo nido:<br>l'uccisero: disse: Perdono ;<br>e restò negli aperti occhi un grido: <br>portava due bambole in dono.</div><div><br>Ora là, nella casa romita,<br>lo aspettano, aspettano in vano:<br>egli immobile, attonito, addita<br>le bambole al cielo lontano.</div><div><br>E tu, Cielo, dall'alto dei mondi<br>sereni, infinito, immortale,<br>oh! d'un pianto di stelle lo inondi<br>quest'atomo opaco del Male!</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 15:01:20 UTC</pubDate>
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         <title>PARAFRASI</title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div>San Lorenzo, io lo so perché un così gran numero<br>di stelle nell’aria serena <br>s’incendia e cade, perché un così gran pianto <br>risplende nel cielo.</div><div><br>Una rondine ritornava al suo nido: <br>l’uccisero: cadde tra rovi spinosi:<br>ella aveva un insetto nel becco: <br>la cena per i suoi rondinini.</div><div><br></div><div><br>Ora è là, morta, come se fosse in croce, che tende <br>quel verme a quel cielo lontano;<br>e i suoi rondinini sono nell’ombra, che attendono,<br>e pigolano sempre più piano.</div><div><br></div><div><br>Anche un uomo tornava alla sua casa:<br>lo uccisero: disse: Perdono; <br>e nei suoi occhi sbarrati restò un grido:<br>portava con sé due bambole per le figlie...</div><div><br></div><div><br>Ora là, nella solitaria casa,<br>lo aspettano, aspettano invano:<br>egli, immobile, stupefatto mostra <br>le bambole al cielo lontano.</div><div><br></div><div><br>E tu cielo, dall’alto dei mondi <br>sereni, che sei infinito, immortale<br>inondi con un pianto di stelle<br>quest’atomo opaco del male!</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 15:02:23 UTC</pubDate>
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         <title>Intenzione comunicativa</title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>CARATTERISTICHE DOMINANTI DELLA POESIA:</strong></div><div><strong>COMPONIMENTO METRICO </strong>: La poesia è composta da sei quartine in cui si alternano endecasillabi e novenari piani in rime alternata. (ABAB CDCD…)</div><div><strong>FIGURE RETORICHE D’ORDINE DI SIGNIFICATO </strong>: metonimia (il suo nido che pigola)e (al suo nido), similitudine (come in croce) personificazione del Cielo; parallelismo tra la rondine e il padre</div><div><strong>FIGURE RETORICHE D’ORDINE: </strong>anafora ( ora è la, ora è là; aspettano aspettano), Ritornava una rondine al tetto = iperbato,  </div><div><strong>Nella prima strofa </strong>: troviamo nei primi due versi una consonanza della lettera L e un’assonanza tra le parole “arde e cade”. Nel primo verso invece troviamo un enjambement.</div><div><strong>Nella seconda strofa </strong>: contrariamente troviamo in tutta la strofa una consonanza della lettera "R" e nel secondo verso si ha una cesura ad " uccisero".</div><div><strong>Nella terza strofa: </strong>Nel primo verso si ha un enjambement</div><div><strong>Nella quarta strofa: </strong>Nel secondo verso ci sono due cesure e una rima interna (mondi/inondi).</div><div>In tutta la poesia si ha un <strong>climax ascendente ed è circolare.</strong> </div><div><strong>Titolo: </strong>Dall’analisi delle poesie pascoliane, per quanto riguarda la funzione del titolo, c’e una forte prevalenza di titoli con fine informativo attraverso i quali il poeta fornisce informazioni riguardanti il tema della poesia stessa. Si può notare anche l’uso non raro di titoli a scopo interpretativo, mediante i quali il Pascoli agevola al lettore la comprensione di ciò che la poesia vuole comunicare.</div><div>In questo caso il titolo è informativo e dà il tema</div><div><strong>Ambientazione: </strong>L’ambientazione è il passato con particolare riferimento alla morte del padre</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 15:04:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 15:17:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giovannibattista_citino</author>
         <link>https://padlet.com/giovannibattista_citino/9b98kiv3ssfu/wish/232952234</link>
         <description><![CDATA[<div>Per Pascoli la poesia ha natura irrazionale e con essa si può giungere alla verità di ogni cosa; il poeta deve essere un poeta-fanciullo che arriva a questa verità mediante l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Irrazionalit%C3%A0">irrazionalità</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Intuizione">intuizione</a>. Rifiuta quindi la ragione e, di conseguenza, rifiuta il Positivismo, che era l'esaltazione della ragione stessa e del progresso, approdando così al decadentismo. La poesia diventa così analogica, cioè senza apparente connessione tra due o più realtà che vengono rappresentate; ma in realtà una connessione, a volte anche un po' forzata, è presente tra i concetti, e il poeta spesso e volentieri è costretto a voli vertiginosi per mettere in comunicazione questi concetti. La poesia irrazionale o analogica è una poesia di svelamento o di scoperta e non di invenzione. I motivi principali di questa poesia devono essere "umili cose": cose della vita quotidiana, cose modeste o familiari. A questo si unisce il ricordo ossessivo dei suoi morti, le cui presenze aleggiano continuamente nel “nido”, riproponendo il passato di lutti e di dolori e inibendo al poeta ogni rapporto con la realtà esterna, ogni vita di relazione, che viene sentita come un tradimento nei confronti dei legami oscuri, viscerali del “nido”.<br><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Duomo_di_Barga_from_SW.JPG"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5b/Duomo_di_Barga_from_SW.JPG/220px-Duomo_di_Barga_from_SW.JPG" width="220" height="140"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>Il duomo, al cui suono della campana si fa riferimento ne <em>L'ora di Barga</em></div><div><br>Nella vita dei letterati italiani degli ultimi due secoli ricorre pressoché costantemente la contrapposizione problematica tra mondo cittadino e mondo agreste, intesi come portatori di valori opposti: mentre la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campagna_(ambiente)">campagna</a> appare sempre più come il "paradiso perduto" dei valori morali e culturali, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0">città</a> diviene simbolo di una condizione umana maledetta e snaturata, vittima della degradazione morale causata da un ideale di progresso puramente materiale. Questa contrapposizione può essere interpretata sia alla luce dell'arretratezza economica e culturale di gran parte dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> rispetto all'evoluzione industriale delle grandi nazioni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">europee</a>, sia come conseguenza della divisione politica e della mancanza di una grande metropoli unificante come erano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a> per la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Londra">Londra</a> per l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra">Inghilterra</a>. I "luoghi" poetici della "terra", del "borgo", dell'"umile popolo" che ricorrono fino agli anni del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">primo dopoguerra</a> non fanno che ripetere il sogno di una piccola <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patria">patria</a> lontana, che l'ideale unitario vagheggiato o realizzato non spegne mai del tutto.<br><br></div><div><br>Decisivo nella continuazione di questa tradizione fu proprio Pascoli, anche se i suoi motivi non furono quelli tipicamente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ideologia">ideologici</a> degli altri scrittori, ma nacquero da radici più intimistiche e soggettive. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1899">1899</a> scrisse al pittore De Witt: «C'è del gran dolore e del gran mistero nel mondo; ma nella vita semplice e familiare e nella contemplazione della natura, specialmente in campagna, c'è gran consolazione, la quale pure non basta a liberarci dall'immutabile destino».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli#cite_note-29"><sup>[29]<br></sup></a><br></div><div><br>In questa contrapposizione tra l'esteriorità della vita sociale (e cittadina) e l'interiorità dell'esistenza familiare (e agreste) si racchiude l'idea dominante - accanto a quella della morte - della poesia pascoliana. Dalla casa di Castelvecchio, dolcemente protetta dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bosco">boschi</a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Media_Valle_del_Serchio">Media Valle del Serchio</a>, Pascoli non "uscì" più (psicologicamente parlando) fino alla morte. Pur continuando in un intenso lavoro di pubblicazioni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poesia">poetiche</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Saggio">saggistiche</a>, e accettando nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1905">1905</a> di succedere a Carducci sulla cattedra dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Bologna">Università di Bologna</a>, egli ci ha lasciato del mondo una visione univocamente ristretta attorno ad un "centro", rappresentato dal mistero della natura e dal rapporto tra amore e morte.<br><br></div><div><br>Fu come se, sopraffatto da un'angoscia impossibile a dominarsi, il poeta avesse trovato nello strumento intellettuale del componimento poetico l'unico mezzo per costringere le paure e i fantasmi dell'esistenza in un recinto ben delimitato, al di fuori del quale egli potesse continuare una vita di normali relazioni umane. A questo "recinto" poetico egli lavorò con straordinario impegno creativo, costruendo una raccolta di versi e di forme che la letteratura italiana non vedeva, per complessità e varietà, dai tempi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gabriello_Chiabrera">Chiabrera</a>.<sup>[</sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Uso_delle_fonti"><em><sup>senza fonte</sup></em></a><sup>]</sup> La ricercatezza quasi sofisticata, e artificiosa nella sua eleganza, delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Metrica">strutture metriche</a> scelte da Pascoli - mescolanza di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Novenari">novenari</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quinari">quinari</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Quaternari&amp;action=edit&amp;redlink=1">quaternari</a> nello stesso componimento, e così via - è stata interpretata come un paziente e attento lavoro di organizzazione razionale della forma poetica attorno a contenuti psicologici informi e incontrollabili che premevano dall'inconscio. Insomma, esattamente il contrario di quanto i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simbolismo">simbolisti</a> francesi e le altre avanguardie artistiche del primo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo">Novecento</a> proclamavano nei confronti della spontaneità espressiva.<br><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:La_grande_proletaria.jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/8/8f/La_grande_proletaria.jpg/220px-La_grande_proletaria.jpg" width="220" height="330"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>Frontespizio di un'edizione del discorso socialista e nazionalista di Pascoli <em>La Grande Proletaria si è mossa</em>, in favore della guerra di Libia.</div><div><br>Anche se l'ultima fase della produzione pascoliana è ricca di tematiche socio-politiche (<em>Odi e inni</em> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1906">1906</a>, comprendenti gli inni <em>Ad </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Fratti"><em>Antonio Fratti</em></a>, <em>Al re </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_I"><em>Umberto</em></a>, <em>Al </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Amedeo_di_Savoia-Aosta"><em>Duca degli Abruzzi</em></a><em> e ai suoi compagni</em>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salomon_August_Andr%C3%A9e"><em>Andrée</em></a>, nonché l'ode, aggiunta nella terza edizione, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Geo_Chavez"><em>Chavez</em></a>; <em>Poemi italici</em> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1911">1911</a>; <em>Poemi del Risorgimento</em>, postumi; nonché il celebre discorso <em>La grande Proletaria si è mossa</em>, tenuto nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1911">1911</a> in occasione di una manifestazione a favore dei feriti della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_Italo-Turca">guerra di Libia</a>), non c'è dubbio che la sua opera più significativa è rappresentata dai volumi poetici che comprendono le raccolte di <em>Myricae</em> e dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canti_di_Castelvecchio"><em>Canti di Castelvecchio</em></a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1903">1903</a>), nei quali il poeta trae spunto dall'ambiente a lui familiare come la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Lucca-Aulla">Ferrovia Lucca-Aulla</a> (<em>"In viaggio"</em>), nonché parte dei <em>Poemetti</em>. Il "mondo" di Pascoli è tutto lì: la natura come luogo dell'anima dal quale contemplare la morte come ricordo dei lutti privati.<br><br></div><div>« Troppa questa morte? Ma la vita, senza il pensiero della morte, senza, cioè, religione, senza quello che ci distingue dalle bestie, è un delirio, o intermittente o continuo, o stolido o tragico. D'altra parte queste poesie sono nate quasi tutte in campagna; e non c'è visione che più campeggi o sul bianco della gran nave o sul verde delle selve o sul biondo del grano, che quella dei trasporti o delle comunioni che passano: e non c'è suono che più si distingua sul fragor dei fiumi e dei ruscelli, su lo stormir delle piante, sul canto delle cicale e degli uccelli, che quello delle Avemarie. <em>Crescano e fioriscano intorno all'antica tomba della mia giovane madre queste myricae (diciamo cesti o stipe) autunnali. »</em><br>(Dalla Prefazione di Pascoli ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canti_di_Castelvecchio">Canti di Castelvecchio</a>)</div>]]></description>
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         <author>giovannibattista_citino</author>
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