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      <title>Learning story by silvana aricò</title>
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      <description>Silvana Arico&#39;  </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-31 15:26:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <description><![CDATA[<div>Napoli nel '700</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-08 15:13:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <description><![CDATA[<div>Presentazione della scuola</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-21 06:01:05 UTC</pubDate>
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         <title>Residenze reali e nobiliari</title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Con l'ascesa al trono di Carlo di Borbone nel 1734 Napoli ritorna ad essere capitale di un regno autonomo vivendo uno dei periodi più importanti della sua storia. Avvalendosi dell'opera dei maggiori architetti e artisti dell'epoca nel giro di pochi anni in città ed in altre parti del regno vengono edificate le principali residenze reali della casata borbonica, siti monumentali che testimoniano l'alto livello culturale raggiunto in quegli anni. Il Palazzo Reale di Napoli rappresenta l'unica importante residenza reale preesistente al periodo borbonico ma comunque il complesso architettonico subisce nel corso del XVIII secolo importanti ampliamenti e riadattamenti.</div><div><a href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?s=5&amp;Menu_ID=205&amp;Sub_ID=207&amp;Info_ID=4063"><strong>Casina Vanvitelliana</strong></a><br>L'edificio è ubicato su un'isoletta nel lago Fusaro all'interno di un'area che già dalla metà del XVIII secolo era diventata riserva di caccia e pesca dei Borbone. I lavori per la sistemazione dell'area furono affidati a Luigi Vanvitelli e poi al figlio Carlo che, nel 1782, realizzò il Casino Reale di Caccia su commissione di Ferdinando IV. La casina nel corso degli anni ha ospitato vari uomini illustri come Wolfgang Amadeus Mozart. Il sito incampania.com e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casina_Vanvitelliana">wikipedia</a> forniscono informazioni storiche e architettoniche del piccolo edificio.</div><div><a href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?s=5&amp;Menu_ID=205&amp;Sub_ID=207&amp;Info_ID=4509"><strong>Palazzo Reale di Capodimonte</strong></a><br>Concepito inizialmente da re Carlo come un casino di caccia, l'edificazione del Palazzo Reale di Capodimonte ebbe inizio nel 1738 con lo scopo di ospitare la collezione della madre del sovrano Elisabetta Farnese. La vicenda architettonica dell'edificio, protrattasi per circa un secolo, vide nel 1757&nbsp; l'apertura di una parte della Reggia nella quale venne sistemata la collezione; inoltre, negli anni successivi, vennero ampliati i progetti per la sistemazione del grande parco e per l'ultimazione della chiesa di San Gennaro. Il sito ufficiale del Turismo e dei Beni Culturali della Regione Campania fornisce una scheda ed un breve contributo video riguardante il complesso di Capodimonte. Sul portale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Capodimonte">wikipedia</a> è possibile consultare una maggiore quantità di notizie sul palazzo che ospita oggi il <a href="http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/">Museo Nazionale di Capodimonte</a> di cui si riporta il sito ufficiale; inoltre sul sito www.campaniatour.it una breve scheda sulla Reggia viene accompagnata da un interessante <a href="http://www.campaniatour.it/poi.view.php?id=749">Tour Virtuale</a>.</div><div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Portici"><strong>Palazzo Reale di Portici</strong></a><br>Una delle tesi sulla storia del palazzo vuole che dopo un soggiorno con la regina Maria Amalia di Sassonia presso la villa del duca d'Elboeuf a Portici il re Carlo di Borbone, incantato dalla bellezza del luogo, decise di commissionare la costruzione di una Reggia nel 1738. Le piccole dimensioni del Palazzo Reale, inadatto ad ospitare l'intera corte reale, fu un importante stimolo per la successiva edificazione di molte dimore storiche nelle vicinanze, dando vita all'insieme delle ville vesuviane lungo il Miglio d'Oro. Una serie di notizie sul Palazzo Reale di Portici vengono presentate da wikipedia e dal sito del <a href="http://www.comune.portici.na.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=408&amp;catid=81&amp;Itemid=80">Comune di Portici</a>. Oggi il palazzo ospita la sede della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e <a href="http://www.reggiadiportici.unina.it/">I musei della Reggia di Portici</a> di cui si riporta il sito.</div><div><a href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?s=5&amp;Menu_ID=205&amp;Sub_ID=207&amp;Info_ID=4572"><strong>Real Casino di Carditello</strong></a><br>L'enorme tenuta situata nei pressi di San Tammaro, a metà strada tra Napoli e Caserta, fu acquistata dal re Carlo di Borbone nel 1754 come luogo per la caccia e l'allevamento dei cavalli. All'interno della tenuta venne costruita la Reggia di Carditello in stile neoclassico; l'intero complesso divenne successivamente un' azienda agricola per la coltivazione del grano e l'allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini come voluto dal re Ferdinando, figlio di Carlo di Borbone. Il sito incampania.com e wikipedia presentano la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reale_tenuta_di_Carditello">"Reale Delizia"</a> mentre YouTube fornisce un contributo visivo del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=TmqbFk4qJn8&amp;feature=youtu.be">Real sito di Carditello</a>.</div><div><a href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?s=5&amp;Menu_ID=205&amp;Sub_ID=207&amp;Info_ID=3609"><strong>Reggia di Caserta</strong></a><br>Molto probabilmente la Reggia di Caserta rappresenta la più famosa tra le residenze borboniche nel Regno di Napoli; l'enorme Palazzo Reale e il vasto parco che lo circonda furono commissionati dal re Carlo di Borbone intorno al 1752 all'architetto Luigi Vanvitelli. La Reggia fu concepita come un simbolo di&nbsp; grandiosità e magnificenza del nuovo stato borbonico a modello della reggia di Versailles voluta da Luigi IV di Francia, del quale Carlo di Borbone era discendente. Il Sito ufficiale del Turismo e dei Beni Culturali della Regione Campania presenta una breve scheda improntata sulle caratteristiche architettoniche del complesso mentre all'interno del portale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Caserta">wikipedia</a> è possibile visualizzare informazioni sulla storia della Reggia insieme ad un contributo di immagini degli interni e dei giardini. YouTube, inoltre, fornisce ulteriori informazioni visive del Palazzo Reale, dichiarato dall'UNESCO <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nhKkXPZPbXA">Patrimonio dell'Umanità</a> insieme ad un'altro contributo video che presenta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=l8aWwrBQF2A">appartamenti reali, parco e giardino inglese</a>.</div><div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzi_di_Napoli#XVIII_secolo"><strong>Palazzi nobiliari<br></strong></a><br></div><div>Nel corso del XVIII secolo molti nobili napoletani poterono avvalersi dell'opera di importantissimi architetti partenopei e non per edificare le residenze di famiglia in città. Tra gli altri molto proficua fu l'attività di Ferdinando Sanfelice che nelle sue opere ebbe la possibilità di sperimentare continue variazioni sul tema della scala monumentale. Anche Luigi Vanvitelli ebbe l'opportunità di avvalersi di committenze nobiliari e progettò il palazzo Doria d'Angri, del quale concepì la facciata in relazione allo spazio esterno; questo elemento rappresentò una importante novità rispetto ai secoli passati in quanto la struttura aveva la fortuna di sorgere isolata, con due strade che le scorrevano di fianco. Un utile approfondimento sull'argomento è rappresentato dal lavoro di Sergio Attanasio: <a href="http://www.fedoa.unina.it/1637/1/Attanasio_Storia_dell_Architettura_e_della_Citta.pdf">Palazzo di città - villa di campagna</a>, visualizzabile all'interno di FedOA, l'archivio istituzionale dei documenti digitali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.</div><div><a href="http://www.napoligrafia.it/monumenti/palazzi/spagnolo/foto.htm"><strong>Palazzo dello Spagnolo</strong></a><br>Una serie di immagini relative al Palazzo dello Spagnolo, visualizzabili sul sito www.napoligrafia.it, presenta tutta la bellezza di questo importante complesso architettonico ubicato in via Vergini, nel rione Sanità. Il progetto e la realizzazione dell'edificio furono commissionati da Nicola Moscati, marchese di Poppano, all'architetto Ferdinando Sanfelice. A partire dal 1738 l'architetto unificò due precedenti edifici che il marchese aveva ricevuto in dote dalla moglie e realizzò una monumentale scala a doppia rampa, definita ad "ali di falco". Alcune informazioni riguardanti l'edificio sono consultabili sul sito del <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10831">Comune di Napoli</a> mentre per maggiori notizie sulle caratteristiche architettoniche del complesso si rimanda a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_dello_Spagnolo">wikipedia</a>. Intorno alla fine del secolo XVIII il palazzo fu acquistato da Tommaso Atienza, detto "lo Spagnolo", che operò alcune modifiche al complesso che prese il suo nome, tra cui la costruzione di un piano ulteriore.</div><div><a href="http://www.napoligrafia.it/monumenti/palazzi/doriaAngri/doriaAngri01.htm"><strong>Palazzo Doria d'Angri</strong></a><br>All'interno del sito www.napoligrafia.it è possibile localizzare la posizione del complesso architettonico mediante Google Maps. L'ideazione dell'edificio risale pressappoco alla metà del XVIII secolo quando Marcantonio Doria acquistò lungo via Toledo due edifici cinquecenteschi. Alla morte del Doria, nel 1760,&nbsp; il figlio Giovanni Carlo proseguì l'impresa paterna affidando il progetto a Luigi Vanvitelli. La costruzione del palazzo subì, nel corso degli anni, numerose vicissitudini che causarono molti rallentamenti nei lavori. Dopo la morte di Luigi Vanvitelli la direzione della fabbrica fu affidata ad altri architetti come Ferdinado Fuga, Mario Gioffredo e Carlo Vanvitelli. All'interno del portale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Doria_d'Angri">wikipedia</a> è possibile visualizzare alcune immagini e consultare le più importanti caratteristiche architettoniche della struttura. Il palazzo divenne famoso nel 1860 quando il generale Giuseppe Garibaldi annunciò dal balcone l'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. La piazza antistante l'edificio prende il nome dal giorno 7 settembre, data dell'evento storico. &nbsp;</div><div><a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10829"><strong>Palazzo Sanfelice</strong></a><br>Come informa il sito del Comune di Napoli, la storia del palazzo inizia nel 1724, quando l'architetto Ferdinando Sanfelice decise di costruire la propria residenza privata nella zona della Sanità. L'edificio si apre alla città con una grande facciata che unisce due corpi di fabbrica distinti. La facciata presenta due ingressi che introducono ai due edifici: il primo è composto da un cortile ottagonale da cui parte una scenografica scala a doppia rampa che raggiunge i piani superiori mentre il secondo edificio presenta un cortile più ampio a pianta rettangolare ed una scala aperta con cinque arcate per piano che lo separa dal giardino retrostante. All'interno del sito <a href="http://www.napoligrafia.it/monumenti/palazzi/sanfelice/sanfelice01.htm">www.napoligrafia.it</a> è possibile attivare un collegamento con Google Maps&nbsp; per la localizzazione del sito in cui sorge il complesso architettonico ultimato dal famoso architetto nel 1726. Alcune iscrizioni presenti all'interno del palazzo e qualche curiosità relativa alla storia dell'edificio sono consultabili all'interno del portale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Sanfelice">wikipedia</a>.</div><div><a href="http://www.napoligrafia.it/monumenti/palazzi/serra/serra01.htm"><strong>Palazzo Serra di Cassano</strong></a><br>Sito sulla collina di Pizzofalcone nel quartiere San Ferdinando, è possibile localizzare il palazzo Serra di Cassano grazie ad un collegamento con Google Maps presente nel sito www.napoligrafia.it. Dopo la demolizione di un edificio preesistente nel 1725 la famiglia Serra, di origine genovese, commissionò il progetto e la costruzione dell'edificio a Ferdinando Sanfelice. Elemento centrale del complesso risulta lo scalone monumentale, espressione tipica del Sanfelice. Alcune immagini della monumentale scalinata e la differenziazione architettonica con altre scale progettate dall'architetto partenopeo sono presenti sul portale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Serra_di_Cassano">wikipedia</a>. Dopo la morte di Gennaro Serra di Cassano, giustiziato in seguito ai fatti della Repubblica Napoletana del 1799, l'ingresso principale del palazzo che affaccia su via Egiziaca fu chiuso in segno di protesta. Da allora viene utilizzato l'ingresso secondario del palazzo in Via Monte di Dio. Dal 1975 il palazzo ospita l'<a href="http://www.iisf.it/">Istituto Italiano per gli Studi Filosofici</a> e la relativa biblioteca.</div><div><a href="http://www.napoligrafia.it/monumenti/palazzi/tarsia/tarsia01.htm"><strong>Palazzo Spinelli di Tarsia</strong></a><br>L'edificio è ubicato in Piazzetta Tarsia&nbsp; al numero 2, come è possibile vedere su www.napoligrafia.it. L'edificazione del palazzo fu voluta dal principe di Tarsia, Ferdinando Vincenzo Spinelli che, intorno al 1730, commissionò all'architetto Domenico Antonio Vaccaro il rifacimento di un fabbricato preesistente per realizzare una dimora dalle dimensioni principesche. Il progetto del Vaccaro non fu mai realizzato integralmente ma, nel 1747, il principe Spinelli fondò all'interno del palazzo la storica <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_Tarsia">Biblioteca Tarsia</a> oltre a laboratori forniti di numerosi strumenti per osservazioni astronomiche e apparecchiature per sperimentazioni di fisica. Informazioni storiche e caratteristiche architettoniche del palazzo sono presenti sul portale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Spinelli_di_Tarsia">wikipedia</a>.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-21 06:02:51 UTC</pubDate>
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         <title>Individuare il periodo storico e i luoghi</title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <pubDate>2021-04-21 06:04:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <pubDate>2021-04-21 06:07:41 UTC</pubDate>
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         <title>Museo di Capodimonte</title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <title>La casina Vanvitelliana  e il lago Fusaro</title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <pubDate>2021-04-21 06:10:35 UTC</pubDate>
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         <title>Cappella Sansevero</title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <description><![CDATA[<div>Visita al Palazzo e alla cappella</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-21 06:12:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <description><![CDATA[Asse storico-sociale : Competenze - Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree geografiche e culturali. - Collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente

Conoscenze/abilità - Leggere - anche in modalità multimediale - le differenti fonti letterarie, iconografiche, documentarie, cartografiche ricavandone informazioni su eventi storici di diverse epoche e differenti aree geografiche - Adottare nella vita quotidiana comportamenti responsabili per la tutela e il rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali.

COMPETENZE DI CITTADINANZA 

Si svilupperanno in particolare le seguenti competenze: Imparare ad imparare. Collaborare e partecipare. Acquisire ed interpretare l’ informazione. Comunicare. Agire in modo autonomo e responsabile.

COMPETENZE SPECIFICHE IN CAMPO DIGITALE

Si mirerà a :  Acquisire consapevolezza della necessità di conservare, proteggere, valorizzare e promuovere il patrimonio artistico e naturalistico del proprio territorio - Partecipare più attivamente alla vita sociale, culturale, economica del proprio territorio - Adottare nella vita quotidiana comportamenti responsabili per la tutela e il rispetto dei beni storici, artistici e paesaggistici ]]></description>
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         <pubDate>2021-04-21 08:10:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silvanaarico</author>
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         <description><![CDATA[<div>I criteri di valutazione terranno presente :</div><ul><li>L'originalità del materiale raccolto</li><li>Il rispetto dei tempi di consegna;</li><li>La competenza linguistica</li><li>Il&nbsp; grado di successo del cooperative learning</li><li>La disponibilità e l'impegno dimostrato all'interno dei singoli gruppi e la capacità di gestire i rapporti tra pari e quelli con il docente tutor/facilitare</li><li>La competenza digitale&nbsp;acquisite</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-21 08:13:05 UTC</pubDate>
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