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      <title>PATRIMONIO DELL&#39;UMANITA&#39; UNESCO by </title>
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      <description>CLASSE II F</description>
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      <pubDate>2023-05-17 14:37:23 UTC</pubDate>
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         <title>Le Dolomiti </title>
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         <description><![CDATA[<div>Pietro Leggio<br><br>Le Dolomiti sono una catena montuosa situata nel nord-est dell'Italia, che fa parte delle Alpi Orientali. Questa regione montuosa è famosa per le sue spettacolari formazioni rocciose, le valli pittoresche, i laghi alpini e i panorami mozzafiato.<br><br>Le Dolomiti sono state inserite nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO il 26 giugno 2009. Sono state riconosciute per la loro straordinaria bellezza naturale e per la loro importanza geologica. Le rocce dolomitiche che compongono la catena montuosa sono uniche e offrono un notevole valore scientifico e paesaggistico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 08:30:05 UTC</pubDate>
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         <title>Venezia </title>
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         <description><![CDATA[<div>Il sito Patrimonio Mondiale si trova in Veneto, nel Nord-est d’Italia.<br><br>Nella laguna, che si estende su una superficie di oltre 70,000 ha, la natura e la storia si intrecciano sin dal V secolo, quando le popolazioni locali, per sfuggire alle invasioni barbariche, trovarono rifugio sulle isole sabbiose di Torcello, Jesolo e Malamocco. Questi insediamenti temporanei divennero gradualmente permanenti e Venezia, nata dalla riunione in un unico sistema urbano di 118 piccole isole collegate da canali e piccoli rii, nel X secolo divenne un importante potenza marittima e una delle maggiori capitali del mondo medievale<br><br>Fin dalle origini Venezia fu caratterizzata da un rapporto singolare con l’acqua e nel corso dei secoli, durante il periodo di espansione, quando fu costretta a difendere i propri mercati dalle iniziative commerciali degli arabi, dei genovesi e dei turchi ottomani, Venezia non cessò mai di consolidare la propria posizione nella laguna. In questo mare interno sorge una delle aree edificate più spettacolari del Medioevo: da Torcello, a Nord, fino a Chioggia, verso Sud, quasi ognuna delle minuscole isole vantava un insediamento, una cittadina, un villaggio di pescatori e un centro di produzione artigianale.<br><br>Venezia e il suo paesaggio lagunare sono dunque il risultato di un processo dinamico che dimostra l’interazione nel tempo tra l’uomo e l’ecosistema del suo ambiente naturale. L’intervento umano si distingue per le elevate capacità tecniche e creative nella realizzazione di opere idrauliche e architettoniche nell’area lagunare, che hanno reso Venezia un’opera d’arte e che le hanno consentito di esercitare un’influenza notevole sullo sviluppo dell’architettura e delle arti monumentali. Basti pensare ai “fondachi”, edificati sulla base dei modelli veneziani negli scali commerciali della Serenissima Repubblica posti lungo la costa dalmata, in Asia Minore e in Egitto, nelle isole del Mar Ionio, nel Peloponneso, a Creta e a Cipro.<br><br>Quando iniziò a perdere il proprio potere sui mari, Venezia esercitò la propria influenza in modo molto diverso, grazie ai suoi grandi pittori. Bellini e Giorgione, e poi Tiziano, Tintoretto, Veronese e Tiepolo cambiarono totalmente la percezione dello spazio, della luce e del colore, lasciando una chiara impronta sullo sviluppo della pittura e delle arti decorative in tutta Europa.<br><br>Venezia, un eccezionale sito archeologico ancora animato di vita, è essa stessa testimonianza del suo passato, un ponte tra l’Oriente e l’Occidente, fra l’Islam e la Cristianità, e continua a vivere nelle migliaia di monumenti e vestigia di epoche passate.<br><br>Venezia possiede una serie ineguagliabile di complessi architettonici che ricordano l’apice dello splendore della Repubblica. Dai grandi monumenti, come Piazza San Marco e la Piazzetta (la Basilica, il Palazzo Ducale, la Biblioteca Marciana, il Museo Correr, le Procuratie Vecchie) alle residenze più modeste nelle calli e nei campi dei suoi sei sestieri, tra cui figurano le Scuole Grandi, gli ospedali delle Scuole e delle istituzioni di beneficenza o di mutuo soccorso del XIII secolo.<br><br>Nell’area mediterranea, la Laguna di Venezia rappresenta un esempio eccezionale di habitat semi-lacustre, reso vulnerabile da cambiamenti naturali e climatici irreversibili. In questo ecosistema interconnesso, in cui le barene (terreni fangosi ora sopra ora sotto il livello del mare) rivestono la stessa importanza delle isole, è necessario proteggere le abitazioni costruite sui pali, i villaggi dei pescatori e le risaie tanto quanto i palazzi e le chiese. Venezia dunque è il simbolo della lotta vittoriosa dell’uomo contro gli elementi e della sua capacità di dominare una natura ostile.<br><br>La città, denominata “Regina dei mari”, è associata in modo diretto e tangibile alla storia dell’umanità in quanto ha esteso i propri orizzonti ben oltre la laguna, l’Adriatico e il Mediterraneo. È da Venezia che Marco Polo (1254-1324) partì alla ricerca della Cina e la sua tomba a San Lorenzo ricorda il ruolo dei mercanti veneziani nella scoperta del mondo, dopo gli Arabi, ma ben prima dei Portoghesi.<br><br>&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 08:30:08 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>PALERMO ARABO-NORMANNA E LE CATTEDRALI DI CEFALÙ E MONREALE<br>Palermo si trova sulla costa nord-occidentale della Sicilia e come sito del Patrimonio mondiale comprende una serie di strutture religiose e civili, incluse&nbsp; le cattedrali di Cefalù e di Monreale, risalenti al Regno dei Normanni&nbsp; nell’isola (1130-1194).<br>Il Regno dei Normanni nella Sicilia del XII secolo fu caratterizzato da una eccezionale convergenza tra le culture che coesistevano nell’isola, ossia la cultura occidentale, quella islamica e quella bizantina, che dette origine nell’arte e nell’architettura a nuovi concetti di spazio e decorazione. Questo scambio tra culture generò una combinazione unica di elementi derivanti dalle diverse tecniche, una nuova straordinaria sintassi stilistica che fuse elementi bizantini,musulmani e romani e che contribuì allo sviluppo della cultura in tutta l’area mediterranea.<br>Il sito, dunque, è la straordinaria testimonianza della particolare condizione politica e culturale vissuta dalla Sicilia in quel periodo e caratterizzata da una proficua convivenza di genti di diversa provenienza e diversa religione (musulmani, bizantini, latini, ebrei, lombardi e francesi) che favorì l’interscambio di valori umani e la fioritura di una vivace stagione di sincretismo culturale.<br>Per approfondimenti si consiglia di visitare il sito ufficiale del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO responsabile dell’iscrizione dei siti del Patrimonio Mondiale.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 08:30:25 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>L'area delle Dolomiti copre circa 141.903 ettari e si estende su diverse regioni italiane, tra cui il Trentino-Alto Adige, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia. Questa regione montuosa è un paradiso per gli amanti della natura e offre una vasta gamma di attività all'aperto, come escursioni, arrampicate, sci, mountain bike e molto altro ancora.</div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>L'inserimento delle Dolomiti nella lista dell'UNESCO è stato motivato dalla loro bellezza unica e dalla loro importanza dal punto di vista scientifico e geologico. Le rocce dolomitiche sono state formate milioni di anni fa e presentano una caratteristica colorazione rossastra al tramonto, che contribuisce alla loro spettacolarità. Inoltre, la regione ospita una ricca biodiversità, con numerosi habitat alpini e una vasta gamma di specie vegetali e animali.</div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>La designazione delle Dolomiti come sito del Patrimonio Mondiale ha portato a maggiori sforzi per preservare e proteggere questa preziosa area naturale. Gli enti locali e le comunità si impegnano per gestire in modo sostenibile l'area, promuovendo il turismo responsabile e conservando l'ecosistema fragile delle montagne.<br><br>Le Dolomiti sono diventate una meta turistica popolare sia per gli amanti della natura che per gli appassionati di attività all'aperto. Ogni anno attirano numerosi visitatori da tutto il mondo, desiderosi di esplorare i sentieri escursionistici, ammirare i panorami alpini e immergersi nella tranquillità e nella bellezza di questa regione montuosa unica.</div>]]></description>
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         <title>&quot;L’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano”</title>
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         <description><![CDATA[<div>"L’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano” è stata riconoscita come parte del patrimonio culturale dell’umanità, trasmesso di generazione in generazione e continuamente ricreato, in grado di fornire alla comunità un senso di identità e continuità e di promuovere il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana, secondo i criteri previsti dalla Convenzione Unesco del 2003. Si tratta di una pratica culinaria che comprende varie fasi, tra le quali la preparazione dell'impasto, un movimento rotatorio fatto dal pizzaiolo e la cottura nel forno a legna.<br><br>L'Arte è nata a Napoli, dove vivono e lavorano circa 3000 pizzaiuoli, suddivisi in tre categorie in base al'esperienza e alle capacità. Ogni anno l'Accademia dei Pizzaiuoli Napoletani organizza corsi sulla storia, gli strumenti e la tecnica del'arte con lo scopo di assicurarne la sopravvivenza, ma gli apprendisti possono fare pratica anche nelle loro case, dove l'arte è ampiamente diffusa.<br><br>Il riconoscimento dell'UNESCO porta la pizza, cibo tra i più amati e consumati al mondo, nell’Olimpo della cucina nazionale e internazionale e identifica l'arte del pizzaiolo napoletano come espressione di una cultura che si manifesta in modo unico, perché la manualità del pizzaiolo non ha eguali e fa sì che questa produzione alimentare possa essere percepita come marchio di italianità nel mondo.<br><br>”L’Arte tradiziona“L’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano” rappresenta l’ottavo riconoscimento italiano nella lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO ed è la terza iscrizione nazionale nell’ambito della tradizione enogastronomica, (dopo la “Dieta Mediterranea”, bene transnazionale iscritto nel 2013, “La vite ad alberello di Pantelleria” iscritta nel 2014, e l'arte del pizzaiuolo napoletano nel 2017).</div>]]></description>
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         <title>La dieta mediterranea</title>
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         <description><![CDATA[<div>La dieta mediterranea è un modello alimentare tradizionale seguito nelle regioni del bacino del Mediterraneo, come Italia, Grecia, Spagna e altri paesi circostanti. È stata riconosciuta come un patrimonio culturale immateriale dell'umanità dall'UNESCO.</div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>La dieta mediterranea si basa principalmente su alimenti di origine vegetale, come frutta, verdura, cereali integrali, legumi, noci e semi. Include anche l'uso moderato di latticini, pesce, pollame e uova, e un consumo limitato di carni rosse. L'olio d'oliva è un componente fondamentale di questa dieta, utilizzato come principale fonte di grassi. Altre caratteristiche distintive includono l'abitudine di consumare moderatamente il vino durante i pasti e di condividere i pasti in compagnia.</div>]]></description>
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         <description><![CDATA[<div>La dieta mediterranea è stata riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale nel 2010. La motivazione di questa designazione è stata quella di preservare e promuovere un modello alimentare tradizionale che è stato associato a numerosi benefici per la salute. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la dieta mediterranea può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiache, diabete, obesità e alcune forme di cancro. Inoltre, è stata associata a una maggiore longevità e a un miglior benessere complessivo.<br><br>L'inclusione della dieta mediterranea nell'elenco dell'UNESCO ha portato a una maggiore consapevolezza e promozione di questa tradizione alimentare. Ciò ha contribuito a preservare la cultura culinaria mediterranea, incoraggiando le persone a mantenere uno stile di vita sano basato su una dieta equilibrata e adottando abitudini alimentari tradizionali.<br><br>La dieta mediterranea non si limita solo all'alimentazione, ma rappresenta anche un modo di vivere che promuove il valore delle relazioni sociali, della convivialità e della condivisione dei pasti. La combinazione di alimenti freschi e nutrienti, insieme a uno stile di vita attivo e a una mentalità positiva verso il cibo, è ciò che rende la dieta mediterranea un patrimonio prezioso che va oltre l'aspetto nutrizionale.</div>]]></description>
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         <title>L&#39;arte delle perle di vetro</title>
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         <description><![CDATA[<div>L’ARTE DELLE PERLE DI VETRO</div><div>L’arte delle perle di vetro” è una pratica antica, legata alla maestria nella lavorazione della materia grezza grazie a un uso sapiente del fuoco. Un’attività che è particolarmente legata, in Italia, all’area storica della città di Venezia e alle isole di Murano, Burano, Torcello e Pellestrina. Il più antico documento veneziano attesta già nel 983 d.C. una produzione di paste vitree a imitazione di pietre preziose, i verixelli, mentre nel 1338 è documentata l’esistenza di grani da rosario in vetro, paternostri de vitro, perle create per scopo religioso e che, a seguito di scambi commerciali, assumevano nuovi significati e funzioni monetarie, simboliche, apotropaiche.</div><div>Oggi la comunità italiana riunisce 142 membri detentori della pratica, suddivisi in figure dall’elevata specializzazione. I Perlai realizzano la perla e possono specializzarsi in una o più tecniche; il Molatore modella le perle da canna vitrea forata mediante utilizzo di mola ad acqua, valutando quanto incisiva debba essere l’abrasione del vetro per far emergere i motivi decorativi senza danneggiare la perla; l’Impiraressa, generalmente donna, infila attraverso movimenti precisi le perline a semenza e realizza con esse diversi artefatti. Infine, il Maestro Vetraio, che in fornace interviene, insieme agli aiutanti, solo nella realizzazione della canna rosetta forata e tirata a mano e delle bacchette di vetro non forate.</div><div>L’Arte delle perle di vetro è iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dal 2020, nell’ambito di una candidatura transnazionale che ha visto l’Italia al fianco della Francia, Paese in cui il polo irradiante dell’arte delle perle di vetro è Parigi. Le comunità italiane e francesi sono unite fin dal secolo XIX da numerosi scambi tecnici, culturali e artistici.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <title>Area archeologica di Agrigento  </title>
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         <description><![CDATA[<div>L’area archeologica di Agrigento, conosciuta come Valle dei Templi, si trova lungo la costa meridionale della Sicilia e copre il territorio dell’antica polis, dalla Rupe Atenea all’acropoli, dai templi dorici sulla collina sacra alla necropoli fuori le mura.</div><div>Gli straordinari templi dorici testimoniano la grandezza e la supremazia di Agrigento, fondata dai greci nel VI secolo a.C. e divenuta una delle città più importanti del Mediterraneo, per gli scambi commerciali ma anche per la vita culturale. Nella città nacque nel 495 a.C. il filosofo Empedocle.</div><div>La storia di Agrigento dopo l’assoggettamento ai Cartaginesi nel 406 a.C. vede una rinascita con la conquista da parte dei Romani nel 210 a.C., ma anche il declino e lo spopolamento conseguenti al successivo indebolimento dell’Impero Romano. La città diventa prima araba (nell’829) e poi normanna (nel 1086) e mantiene il nome datole dagli ultimi dominatori, Girgenti, fino al 1927, quando riprende il nome classico di Agrigento.</div><div>A metà del Novecento alcune riprese aeree svelano l’antico impianto urbano che si estendeva in tutta l’area della collina meridionale ai piedi della rupe Atenea e che tuttora, in parte, giace sotto i campi e gli uliveti. Oggi il sito originario, splendidamente conservato, è un magnifico esempio dell’architettura greca e una testimonianza tra le più significative al mondo dell’architettura dorica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:33:01 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-18 09:34:24 UTC</pubDate>
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         <title>La Transumanza</title>
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         <description><![CDATA[<div>La transumanza è un’antica pratica della pastorizia che consiste nella migrazione stagionale del bestiame nel Mediterraneo e nelle Alpi. Si tratta di una tradizione che affonda le sue radici nella preistoria e che si sviluppa in Italia anche tramite le vie erbose dei “tratturi” che testimoniano, oggi come ieri, un rapporto equilibrato tra uomo e natura e un uso sostenibile delle risorse naturali.&nbsp;</div><div>La <a href="https://ich.unesco.org/en/RL/transhumance-the-seasonal-droving-of-livestock-along-migratory-routes-in-the-mediterranean-and-in-the-alps-01470">transumanza</a> è stata inserita nel 2019 dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, che ha riconosciuto il valore della pratica sulla base di una candidatura transnazionale presentata da Italia, Austria e Grecia. L'UNESCO ha riconosciuto due tipi di transumanza - quella orizzontale, nelle regioni pianeggianti, e quella verticale, tipica delle aree di montagna - evidenziando l'importanza culturale di una tradizione che ha modellato le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi, dando origine a riti, feste e pratiche sociali che costellano l'estate a l'autunno, segno ricorrente di una pratica che si ripete da secoli con la ciclicità delle stagioni in tutte le parti del mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:37:51 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-18 09:38:22 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-18 09:38:56 UTC</pubDate>
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         <title>Centro storico di Firenze </title>
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         <description><![CDATA[<div>Firenze nacque da un insediamento etrusco poi trasformato in colonia romana con il nome di Florentia. Nel corso del Medioevo e nella prima Età Moderna divenne uno dei centri più vitali d’Europa, il luogo di rappresentazione del potere cittadino, sia per le Istituzioni comunali e repubblicane sia per la Signoria Medicea, grazie al fiorente commercio, alla ricca produzione tessile, al vasto impegno dei nuovi ordini religiosi nati nel Duecento e alla accesa vita culturale. Dal Quattrocento Firenze ha esercitato un’influenza predominante sullo sviluppo dell’architettura e delle arti monumentali, divenendo la “culla del Rinascimento italiano” grazie al lavoro di artisti straordinari come Brunelleschi, Donatello e Masaccio, e a due geni dell’arte quali Michelangelo e Leonardo da Vinci.</div><div>L’insieme urbano di Firenze, che rappresenta la più forte concentrazione di opere d’arte conosciute in tutto il mondo, è di per sé una realizzazione artistica unica, un capolavoro assoluto, frutto di una continua creazione durata sei secoli che include musei, chiese, edifici e opere d’arte di incommensurabile valore che hanno avuto influenza sullo sviluppo dell’architettura e delle belle arti sia in Italia che in Europa.</div><div>L’ambientazione di Firenze, circondata dalle colline toscane e attraversata dal fiume Arno, è rimasta immutata nel corso dei secoli e i fiorentini, consapevoli del proprio passato architettonico, sono stati in grado di preservare le tecniche costruttive originali mediante l’utilizzo dei tradizionali materiali da costruzione quali la “pietra forte”, “pietra serena”, intonaci ed affreschi. La città ha così salvaguardato le sue caratteristiche in termini di volumi e decorazioni ed ha rispettato le sue radici medievali, come la forma urbana con stretti vicoli e l’identità rinascimentale di cui è esempio Palazzo Pitti</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:40:31 UTC</pubDate>
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         <title>La falconeria </title>
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         <description><![CDATA[<div>Nata come metodo per procurare il cibo, la pratica della falconeria si è evoluta rafforzando il suo aspetto legato alla conservazione della natura, al patrimonio culturale e all’impegno sociale all’interno delle comunità.</div><div>&nbsp;</div><div>La pratica esiste in molti paesi nel mondo e può variare per alcuni aspetti, quali il tipo di equipaggiamento utilizzato, ma i metodi rimangono simili. I falconieri si ritengono un gruppo legato al passato, soprattutto nei paesi in cui la pratica della falconeria rappresenta uno dei pochi legami con l’ambiente naturale e con la cultura tradizionale.</div><div>La conoscenza e le competenze vengono tramandate tra generazioni all’interno delle famiglie attraverso un mentore ufficiale ed esercitazioni in club o scuole. In alcuni paesi per divenire falconiere è necessario superare un esame nazionale. I festival e gli incontri organizzati dai falconieri danno alle comunità l’opportunità rafforzare la condivisione e promuovere la diversità.</div><div>&nbsp;</div><div>La falconeria è riconosciuta patrimonio vivente dell’umanità e iscritta nella Lista del Patrimonio Immateriale come elemento transnazionale dei seguenti Paesi: Emirati Arabi, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Kazakhistan, Repubblica di Corea, Mongolia, Marocco, Pakistan, Portogallo, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Repubblica Araba di Siria, Croazia, Irlanda, Kirghizistan, Paesi Bassi, Polonia e Slovacchia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 09:44:44 UTC</pubDate>
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         <title>LE GRANDI CITTÀ TERMALI D’EUROPA</title>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il sito seriale transnazionale “The Great Spa Towns of Europe” comprende undici città in sette Stati europei: Baden bei Wien in Austria, Spa in Belgio, Karlovy Vary, Frantiskovy Lazne e Marianske Lazne nella Repubblica Ceca, Vichy in Francia, Bad Ems, Baden-Baden e Bad Kissingen in Germania, la Città di Bath nel Regno Unito, oltre a Montecatini Terme, in Italia.</div><div>Tutte queste città si sono sviluppate intorno a sorgenti di acque minerali naturali e sono testimoni della cultura europea delle terme, sviluppatasi agli inizi del XVIII secolo, per durare fino agli Anni Trenta del Novecento, contribuendo alla creazione di grandi resort internazionali capaci di impattare la tipologia urbana intorno a edifici come le kurhaus e le kursaal (edifici e sale dedicate alla terapia), i locali pompe, le sale per bere, colonnati e gallerie creati per far confluire le sorgenti di acque minerali, per facilitarne il loro uso pratico sia per fare bagni che per bere. Impianti collegati includono giardini, saloni, casinò, teatri, hotel e ville, così come infrastrutture specifiche di supporto alle spa. Questi edifici sono tutti integrati in un contesto urbano che comprende un ambiente terapeutico e ricreativo molto ben gestito, inserito in un paesaggio pittoresco. Insieme, questi siti rappresentano l’importante interscambio tra valori umani e sviluppi in medicina, scienza e balneologia.</div><div>Montecatini Terme rappresenta l’emblema dell’ultimo vivace periodo, all’inizio del XX secolo. Anche se le sue acque termali venivano apprezzate già dai Romani, i primi insediamenti urbani intorno all’area centrale della spa si devono al Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, che diede anche l’ordine di costruire i bagni dal 1773 al 1783. Insieme agli stabilimenti fu costruito anche un ampio viale costeggiato da olmi, diventato poi uno dei simboli della città.</div><div>All’inizio del XX secolo, Montecatini cominciò la trasformazione da città dei bagni a città termale, anche grazie al lavoro dell’architetto Giulio Bernardini, che sull’esempio di altre città termali in Svizzera, Bohemia e Germania, costruì alcuni edifici emblematici come le Terme Tamerici, le Terme Excelsior e il Parco Pubblico.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <title>Monte Etna </title>
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         <description><![CDATA[<div>Il Monte Etna si trova sulla costa orientale della Sicilia ed è il vulcano attivo più alto d’Europa, uno tra i più attivi del globo. Grazie ai 2700 anni di attività eruttiva, l’altezza massima del cono vulcanico oggi supera i 3300 metri di altitudine su circa 45 km di diametro di base. Tali dimensioni lo rendono il vulcano terrestre più imponente d’Europa e dell’intera area mediterranea.</div><div>L’Etna è anche uno dei vulcani più studiati e monitorati al mondo e riveste un’importanza scientifica e culturale globale, per la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienze della terra.</div><div>Secondo il mito, l’attività di ceneri ed eruzioni laviche del vulcano sarebbero il ‘respiro’ infuocato del gigante Encelado, sconfitto da Atena e intrappolato per l’eternità in una prigione sotterranea sotto il Monte Etna, e i terremoti sarebbero causati dal suo rigirarsi tra le catene.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-18 17:19:50 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-18 17:20:15 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-18 17:20:47 UTC</pubDate>
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         <title>Centro storico di San Gimignano</title>
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         <description><![CDATA[<div>San Gimignano delle belle torri" si trova in Toscana, 56 kmn a sud di Firernze, ed è una una testimonianza eccezionale della civiltà medievale poiché racchiude, all’interno di un’area limitata, tutte le strutture tipiche della vita urbana: piazze e strade, case e palazzi, pozzi e fonti.</div><div>Le 14 torri&nbsp; gentilizie ancora intatte (erano 72) contribuiscono alla conservazione dell'atmosfera e dell'aspetto feudale della città, che intrattiene un virtuoso dialogo con il paesaggio circostante e rappresenta un gioiello dell'urbanistica medievale e scrigno di capolavori dell'arte italiana tra il XIV e il XV secolo.</div><div>Il centro storico di San Gimignano è un sito culturale di valore eccezionale, per la sua omogeneità architettonica e la sua originale disposizione urbana ed ha&nbsp; preservato la sua autenticità grazie alla rigida applicazione dei principi del restauro. Gli interventi su monumenti e edifici, per i quali vengono usati solo materiali e tecniche tradizionali, rispettano le principali caratteristiche del patrimonio culturale, dell’architettura, della storia e dell’arte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 08:30:29 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-19 08:31:19 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-19 08:33:32 UTC</pubDate>
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         <title>2008 canto al tenore sardo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il canto a tenore, che si è sviluppato nell’ambito della cultura pastorale della Sardegna, è una forma di canto polifonico eseguito da un gruppo di quattro uomini usando quattro diverse voci chiamate bassu, contra,boche e mesu boche. E’ caratterizzato dal timbro profondo e gutturale del bassu e delle controvoci ed è eseguito in piedi in circolo. I solisti cantano un pezzo di prosa o poesia, che può anche appartenere a forme di espressioni culturali contemporanee, mentre le altre voci fanno un coro di accompagnamento.</div><div>&nbsp;</div><div>La maggior parte dei praticanti di questo canto vivono nella Barbagia e nella Sardegna centrale e si esibiscono spontaneamente nei bar chiamati “su zilleri” ma anche in occasioni formali e cerimonie e durante il carnevale barbaricino. Il canto a tenore è vulnerabile ai cambiamenti socio-economici come il declino della cultura pastorale e l’aumento del turismo, che rischia di rovinare la diversità dei repertori e il modo originario in cui veniva eseguito il canto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 08:41:13 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.unesco.it/it/PatrimonioMondiale/Detail/159</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 09:42:46 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2023-05-22 10:40:33 UTC</pubDate>
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