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      <title>Intervista col Vesuvio by Valentina Malpede</title>
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      <description>Made with a dash of wit</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-25 15:18:16 UTC</pubDate>
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         <title>Ambientazione: Studio televisivoPersonaggi: Giornalista, Vesuvio, Narratore, Lapide vicereale del 1632, Vite piedipalumbo, Pulcinella,  San Gennaro</title>
         <author>valentina_malpede</author>
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         <pubDate>2017-05-25 15:22:05 UTC</pubDate>
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         <title>Giornalista 	(rivolto alla telecamera): Buongiorno, cari telespettatori. L’argomento della puntata di oggi è stato ispirato da un recente studio che ha riacceso l’interesse dell’opinione pubblica sulla storica eruzione del Vesuvio del 1631. Abbiamo qui in studio alcuni protagonisti di quell’episodio: il Vesuvio, la Lapide fatta realizzare dal Vicerè in seguito all’eruzione nel territorio di Portici, la Vite Piedipalumbo, Pulcinella e San Gennaro.Benvenuti! (rivolto agli ospiti)(si rivolge al Vesuvio) Perchè Lei ha eruttato proprio il 16 dicembre del 1631? Un’eruzione che si ricorda come una delle più violente!Vesuvio       	(con tono imbronciato) Ero in letargo da tanto tempo e...e così feci BOOM! E                      	poi...certo, se paragoniamo questa eruzione a quella del ‘79 d. C., ci sembra                     	recente...ma, se riflettiamo, sono trascorsi quasi quattro secoli!!!!Giornalista  	Beh!, abbiamo alcune lettere che la descrivono dettagliatamente e che                      	testimoniano che non fu proprio un semplice sfogo…Vesuvio       	Certamente...sono le lettere che lo studioso Gianbattista Manso scrisse all’amico Antonio Brunbi, che dirigeva l’Archivio storico per le Province Napoletane, ma...in quelle lettere ha esagerato perché si trattava di uno studioso che scriveva ad un altro studioso!Giornalista 	Sì, va bene (con tono di sufficienza), ci vuole allora raccontare la Sua                                   versione? Come accaddero precisamente i fatti? Napoli da chi era dominata? E la popolazione come reagì?Vesuvio Mi svegliai nella notte tra il 15 e il 16 dicembre1631. Napoli era sotto il dominio degli Spagnoli ed era, dopo Parigi, la più grande città d’Europa...i suoi dintorni erano molto popolati… (pensieroso) verso le cinque del pomeriggio mi venne un fortissimo mal di stomaco e le mie viscere cominciarono ad agitarsi… (dispiaciuto) Non pensavo che avrei scatentato tutta quella paura! I dolori aumentavano sempre più e, inoltre, cominciai a fumare. A quel punto non si capì più niente: chi scappava, chi gridava e chi pregava… Il peggio arrivò col giorno: il mio stomaco non ce la fece più e io vomitai cenere e lapilli! Distrussi tutto, ma anche io mi ritrovai mezzo morto: la mia cima non esisteva più, i miei fianchi erano ridotti in fumo, insieme alle viti e alle tante coltivazioni che mi abbelivano…(triste) mi ritrovai solo...</title>
         <author>valentina_malpede</author>
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         <pubDate>2017-05-25 15:22:33 UTC</pubDate>
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         <title>S’interrompe l’intervista e l’attenzione si sposta su un personaggio fuori campo che racconta l’eruzione (si possono inserire una o più immagini della struttura di un vulcano in fase eruttiva):Narratore	La sera del 16 dicembre il Vesuvio incominciò a svegliarsi dal suo lungo sonno: dopo cinquecento anni la terra iniziò a tremare. All’alba del giorno seguente il Vesuvio eruttò, interrompendo i sogni degli abitanti. In una prima fase espulse ceneri frammiste all’acqua che scesero a valle a grande velocità, raggiungendo Pompei, Ercolano e Torre del Greco. Il grande e impetuoso vulcano distrusse case e edifici, trasformando le città in un vero e proprio disastro. Riguardo a questo tragico episodio ci furono alcune testimonianze: un contadino raccontò che all’alba del sedici dicembre, mentre coglieva ortaggi sulla “montagna”, vide all’improvviso una nube di fumo che si allargava sempre di più. La vista era appannata, il cielo era scuro e una grande nube copriva sempre di più il sole “e u sole annascunnenno ca notte già parèva juorno”. Ma cosa avviene durante un’eruzione? Il Vesuvio respira attraverso il magma, ma prima di respirare, starnutisce, lanciando in aria cenere e lapilli. Dopo di che, dal camino, fuoriesce il magma, roccia fusa, che scende lentamente, andando a coprire tutto ciò che incontra sul suo passaggio. A un certo punto il magma si ferma e si raffredda e il Vesuvio ricomincia a respirare normalmente. Gli abitanti del luogo, superstiti, davanti a questo fenomeno, restano stupefatti e sempre pensano a un miracolo...</title>
         <author>valentina_malpede</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_malpede/94pwyc9se1f0/wish/173845009</link>
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         <pubDate>2017-05-25 15:22:57 UTC</pubDate>
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         <title>La scena riprende nello studio televisivo.Giornalista(si rivolge alla Lapide) Il Vesuvio è ancora un pericolo per le popolazioni circostanti?LapideEh...sì! Questa montagna devasta tutto quello che la circonda. Dopo un mese dall’eruzione il Vicerè spagnolo, Emanuele Fonseca, mi fece scolpire e erigere nella piazza principale di Portici e ancora oggi mi trovo lì, nel Palazzo Bagnara, tra Corso Garibaldi e Via Gianturco.VesuvioSì, è vero! è stata una catastrofe, ma io avevo mandato segnali di pericolo…Lapide(urlando) “Questa montagna è pronta ad esplodere! Fuggite finché siete in tempo!”GiornalistaAllora Lei, pregiatissima Lapide, crede di essere il primo documento di evacuazione? Lei è stata creata per tutelare i Comuni Vesuviani?Vesuvio(rivolto al giornalista) Certamente! Tuttavia questa Lapide vorrebbe far scappare i cittadini vesuviani dalle proprie terre al minimo segnale…LapideCerto! Come dovrebbe accadere tutt’oggi…(rivolgendosi al pubblico) Avete presente le prove di evacuazione nelle scuole? Ecco! Finché si è in tempo…Vesuvio(indignato alla Lapide) Ti maledico! Hai offeso me, rovinando la mia reputazione!Lapide“O cittadino, non preoccuparti del focolare, non preoccuparti dei fagotti, fuggi subito”VesuvioGentile Lapide (con tono accomodante), scappare, scappare… non sa dire altro? Le ricordo che io, quando erutto, rendo i terreni molto fertili che poi, col tempo, i contadini coltivano per sopravvivere.GiornalistaA proposito di questo, diamo spazio alla Vite Piedipalumbo, (rivolgendosi alla Vite) o Piedirosso: come preferisce essere chiamata?</title>
         <author>valentina_malpede</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_malpede/94pwyc9se1f0/wish/173845075</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Vite</strong></div><div>Ho due nomi: Piedirosso perché il mio raspro è di colore rosso, e Piedipalumbo perché i miei raspri somigliano a zampe di colombo… Ma veniamo a noi: quando nel 1631 il Vesuvio eruttò, fu una cosa catastrofica, però da quel terreno, reso fertile dalla lava e adatto alle coltivazioni, nacqui io… In realtà fu merito dei Borboni che, dopo oltre un secolo, mi piantarono. E per questo io mi sento di difendere il Vesuvio, perché comunque dopo quell’eruzione sono nata e mi sono sviluppata, grazie, appunto, a questo terreno contenente fosforo, magnesio e potassio. Queste sostanze aiutano la crescita delle viti da cui nasce l’uva, che contiene tanti zuccheri naturali. Però, mi raccomando, (rivolgendosi al pubblico) non bisogna ingozzarsi! Inoltre, dall’uva si ricava un ottimo vino, tra i migliori al mondo! Eh, sapete, il suolo del Vesuvio è prevalentemente sabbioso, però (con espressione divertita) questo non significa che potete portare ombrelli&nbsp; e lettini per prendere il sole! Io sono l’unica vite originaria del Vesuvio: il resto della mia specie è stata innestata con viti della California per sopravvivere ad un parassita e per questo gli specialisti dicono che sono “a piede franco”...Mah? So soltanto che il mio vino è ottimo, perché è caratterizzato da acidità e, allo stesso tempo, dolcezza: un sorso e poi subentra la salinità. Insomma: una goduria!</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-25 15:23:15 UTC</pubDate>
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         <title>III PARTEGiornalistaConcludendo (rivolgendosi al pubblico), in Europa, forse proprio a causa di quei drammatici eventi, si accese un interesse generale intorno a questo vulcano violento e indisciplinato. Libri, cronache, diari, leggende, storie che intrecciavano realtà e fantasia, nascevano intorno al Vesuvio… Ad esempio si racconta di un miracolo compiuto da San Gennaro (rivolgendosi al Santo)...Allora San Gennaro, Lei è contro il Vesuvio: perché?San GennaroSicuramente! Il monte rappresenta una caratteristica importante del nostro meraviglioso territorio, ma allo stesso tempo è una minaccia per i suoi abitanti.GiornalistaIo sono a conoscenza del fatto che durante l’eruzione del 1631 Lei fermò la lava: in che modo?San GennaroSì, la maggior parte degli abitanti che non erano fuggiti o morti mi trasportarono fino al ponte dei ganili, insieme al mio sangue che si sciolse, fermando la lava.GiornalistaMa c’è ancora un ospite che non abbiamo ascoltato: Pulcinella, che ne pensa di questo rancore verso il Vesuvio?PulcinellaEh, e c’aggia penzà? Io sono nato dalle viscere del maestoso Vesuvio (fa il gesto tipico di Pulcinella di chinarsi in avanti) proprio durante l’eruzione del 1631. Perciò v’o vogl’ cuntà: in quegli anni si alimentò una vera e propria attività turistica, bene orgnanizzata e proficua per il popolo. Io divenni la maschera, il cuore e il simbolo di Napoli… Il Vesuvio per me è la mia casa, perciò nun me l’avita tuccà!GiornalistaBene! Ha altro da aggiungere?PulcinellaU Vesuvio s’adda rispettà! con i suoi terreni fertili, grazie alla presenza di sostanze vulcaniche, ha dato origine a tanti ottimi vini, famosi in tutto il mondo. E’ ormai diventato il cuore che dà vita a questa splendida regione. Alcuni dicono che è pericoloso e disastroso, ma per noi è ‘a casa nostra… Anche se è na muntagna incandescente, che possiamo fare? Ma nessuno può permettersi di accusarlo! (rivolgendosi al pubblico, fa il gesto tipico di chinarsi in avanti) E mò salutamm’ a tutta sta bella gente che ci ha fatto l’onore di starci a sentire.</title>
         <author>valentina_malpede</author>
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         <pubDate>2017-05-25 15:26:20 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2017-05-29 19:46:09 UTC</pubDate>
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