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      <title>Eugenio Montale by giusy mancuso</title>
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      <description>Il male di vivere</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-22 17:55:31 UTC</pubDate>
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         <title>Genova 1896- Milano 1981</title>
         <author>giusymancusofil</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896. Compì studi tecnici a Torino (dovette ripetere la terza!!!). Si dedicò al canto lirico, ma smise presto. Nel frattempo praticava le biblioteche e scriveva i suoi primi componimenti. Nel 1917 partì per il fronte combattendo a <a href="http://www.trentinograndeguerra.it/context.jsp?area=5&amp;ID_LINK=2&amp;page=9">Vallarsa</a>, in Trentino. Congedato nel 1920 riprese a frequentare la cerchia di letterati genovesi ed entrò in contatto con l'ambiente intellettuale torinese, collaborando al <em>Baretti</em> di Gobetti. Fra il '20 e il '23 conobbe Anna degli Uberti ( <em>Annetta</em> ), la prima sua ispiratrice. Nel 1925 firma il manifesto degli intellettuali antifascisti, scritto da B. Croce. Del '25 è anche la prima edizione di <em>Ossi di seppia</em>. Nel 1927 si trasferì a Firenze dove frequentò il caffè delle <em>Giubbe Rosse</em> e fu vicino agli intellettuali di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Solaria"><em>Solaria</em></a><em>.</em>&nbsp; Dal 1929 fu direttore del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gabinetto_Vieusseux">Gabinetto scientifico-letterario <em>Vieusseux</em></a>, incarico da cui fu rimosso nel 1938 perché non iscritto al Partito fascista. A Firenze conobbe due donne fondamentali nella sua vita: Drusilla Tanzi ( <em>Mosca</em>) e Irma Brandeis ( <em>Clizia</em>).&nbsp; Nel frattempo vengono pubblicate <em>Le Occasioni. </em>Durante la Seconda guerra mondiale si avvicinò alla Resistenza e nel '45 si iscrisse al Partito d'Azione.&nbsp; Nel '48 venne assunto stabilmente dal <em>Corriere della sera </em>e quindi visse a Milano. L'attività giornalistica fu molto intensa e Montale viaggiò molto anche all'estero. Nel 1956 pubblicò la raccolta poetica <em>La bufera e altro</em> e raccolse le opere narrative in <em>La farfalla di Dinard</em>. Nel '63 morì la moglie a cui dedicherà gli <em>Xenia, </em>che confluiranno nella raccolta <em>Satura .</em> Nel '67 il presidente della Repubblica Saragat lo nominò senatore a vita. Nel '75 ottenne il Premio Nobel per la letteratura. Negli ultimi dieci anni della sua vita compose diverse raccolte poetiche. Morì a Milano nel 1981. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-22 18:04:36 UTC</pubDate>
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         <title>La vita</title>
         <author>giusymancusofil</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-22 18:07:58 UTC</pubDate>
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         <title>Pensiero e poetica</title>
         <author>giusymancusofil</author>
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         <pubDate>2018-05-22 18:09:59 UTC</pubDate>
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         <title>Una poesia di Montale</title>
         <author>giusymancusofil</author>
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         <description><![CDATA[<div>Meriggiare pallido e assorto</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-22 18:11:11 UTC</pubDate>
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         <title>Quiz</title>
         <author>giusymancusofil</author>
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         <description><![CDATA[<div>1)Montale nasce e muore a Genova<br>-vero<br>-falso<br>2)Fece studi classici e poi si dedicò alla musica<br>-vero<br>-falso<br>3)La sua prima raccolta di poesie si intitola Le Occasioni<br>-vero <br>-falso<br>4)Ossi di seppia fu la sua unica raccolta di poesie<br>-vero<br>-falso<br>5)Si impegnò attivamente nella Grande guerra<br>-vero<br>-falso<br>6)Fu nominato senatore a vita e nel'75 ottenne il premio Nobel per la letteratura<br>-vero<br>-falso<br>7)Diverse donne furono le sue ispiratrici ma ne sposò solo una<br>-vero<br>-falso<br>8)Alle donne amate, nelle sue poesie, diede uno pseudonimo<br>-vero<br>-falso<br>9)Visse a Milano dal '48 e qui morì nel 1981<br>-vero<br>-falso<br>10)Non compone opere in prosa<br>-vero<br>-falso<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 12:58:45 UTC</pubDate>
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         <title>il male di vivere</title>
         <author>giusymancusofil</author>
         <link>https://padlet.com/giusymancusofil/90sipezvy8b4/wish/263046640</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella poesia di Montale è fondamentale la consapevolezza dell'arida negatività dell'esistenza, dell'inevitabile infelicità. E'  celebre tema del "male di vivere" , che ritroviamo spessissimo nell'opera del poeta,  e che nasce anche dalla consapevolezza che l'esistenza umana è priva di senso.  La vita  è come una catena di eventi di cui non si individua l’ultimo segreto, ossia il “perché” dello stare al mondo. Nasce da qui il pessimismo che non trova conforto nemmeno nella fede. In Montale però non viene meno la speranza, la fiducia di poter cogliere il vero senso della vita. La poesia  non può fornire risposte sui “perché” della vita. Può dare solo una s<em>torta sillaba e secca come un ramo</em>, essere cioè scabra ed essenziale, dire solo <em>ciò che non siamo e ciò che non vogliamo</em> ( Non chiederci la parola). </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 14:33:55 UTC</pubDate>
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         <title>Ancora una poesia</title>
         <author>giusymancusofil</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Spesso il male di vivere ho incontrato</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 14:57:14 UTC</pubDate>
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         <title>Poetica degli oggetti</title>
         <author>giusymancusofil</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il compito di riflettere sui problemi esistenziali è affidato a una poetica degli oggetti che tende a lasciar parlare le cose, escludendo l’effusione diretta di riflessioni e i sentimenti.&nbsp; Il procedimento di Montale è vicino a quello del cosiddetto «correlativo oggettivo» dell’inglese Thomas Stearns Eliot. Oggetti e paesaggi sono guardati dal poeta nella loro dimensione fisica e metafisica insieme, vale a dire nel loro essere “cosa” e contemporaneamente “emblema” della condizione umana di sofferenza.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 21:55:45 UTC</pubDate>
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         <title>Spesso ho visto la sofferenza del vivere: era il faticoso fluire del ruscello che gorgoglia (come in un lamento) impedito nel suo scorrere (strozzato: un ostacolo impedisce al ruscello di fluire liberamente), era l’accartocciarsi della foglia  bruciata  dalla calura (riarsa:  è rinsecchita  e perciò si accartoccia - rimanda al consueto tema montaliano dell&#39;aridità esistenziale che si rispecchia, oggettivandosi, nella natura), era  il cavallo stroncato dalla fatica (stramazzato)Non conobbi altra possibilità di salvezza se non nella condizione prodigiosa (prodigio condizione rara, eccezionale come un miracolo) che un atteggiamento di superiore distacco (l’Indifferenza, con la i maiuscola, è conquista sovrumana che equipara l’uomo alla divinità) concede(Il male di vivere può essere non annullato, ma almeno attenuato dall’ indifferenza, che porta ad un distacco dalla realtà e quindi dal dolore): era la statua nell’ ora sonnolente del meriggio (l’immagine del meriggio cara al poeta accentua l’immobilità e l’indifferenza della statua) e la nuvola e il falco che vola lontano. Statua..nuvola..falco: elenca immagini-simbolo dell’immobilità e quindi dell’indifferenza. La statua, immagine cara della poesia crepuscolare, viene caricata di un valore emblematico per indicare la staticità inerte e insensibile delle cose. La nuvola per la sua inconsistenza e il falco per la sua libertà istintiva, colti mentre si stagliano nel cielo in un momento di staticità.</title>
         <author>giusymancusofil</author>
         <link>https://padlet.com/giusymancusofil/90sipezvy8b4/wish/266121279</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-06-07 14:16:49 UTC</pubDate>
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         <title>Commento</title>
         <author>giusymancusofil</author>
         <link>https://padlet.com/giusymancusofil/90sipezvy8b4/wish/267505294</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa poesia, che fa parte della raccolta Ossi di seppia, è particolarmente suggestiva proprio per le immagini del mondo naturale che sembrano possedere una sensibilità  propria in cui si riflette l`emozione del poeta. In solo due strofe il poeta sintetizza la sua visione pessimistica della vita, un susseguirsi di azioni prive di scopo, senza alcun senso. Il "male di vivere", l`esperienza della vita come sofferenza, è comune a tutto l`universo, cosi il poeta la ritrova negli oggetti più semplici della natura: in un ruscello che non scorre liberamente, nella foglia che inaridisce e si accartoccia, in un cavallo stramazzato al suolo. Non c`e` scampo a questa sofferenza se non nell'indifferenza, qui evocata dall'immagine della statua immobile nella sonnolenza del meriggio, della nuvola e del falco che osservano il mondo da lontano, dall'alto del cielo. Un'indifferenza che è anche accettazione distaccata e dignitosa della realtà.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-17 16:41:26 UTC</pubDate>
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