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      <title>Vincent Van Gogh by Egle Morrone</title>
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      <description>Vita e Ultima lettera</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-08 19:42:24 UTC</pubDate>
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         <title>VITA</title>
         <author>egle_99</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>V</strong>incent <strong>W</strong>illem <strong>V</strong>an <strong>G</strong>ogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert ed ebbe, a causa della sua estrema sensibilità di artista, una vita molto tormentata. <br> Mentre ancora vive a Zundert, Vincent esegue i suoi primi disegni.<br>A Zevenbergen. Impara il Francese, l'Inglese, il Tedesco e per la prima volta inizia a dipingere. <br>Terminati gli studi, va a lavorare come impiegato. Nel maggio del 1875 viene definitivamente trasferito a Parigi. Il trasferimento nella città francese, dove già risiede il fratello Theo, segna l'inizio del periodo appunto francese. Molto del suo tempo lo spende assieme al fratello e i due, da quel momento, iniziano una corrispondenza che durerà tutta la vita e che rappresenta ancora oggi il mezzo migliore per studiare le opinioni, i sentimenti  lo stato d'animo e la pittura di Vincent. A Parigi Vincent Van Gogh scopre la pittura impressionista e approfondisce l'interesse per l'arte e le stampe giapponesi.  Intanto, la sua dedizione agli studi biblici raggiunge un livello ossessivo.  Il 29 Ottobre Vincent pronuncia il suo primo sermone domenicale. Man mano che il fervore religioso di Vincent aumenta, il suo stato di salute fisico e mentale volge al peggio. <br>Il 1880 è un punto di svolta nella vita di Vincent Van Gogh. Abbandona i suoi propositi religiosi e si dedica esclusivamente a dipingere poveri minatori e tessitori. Theo inizia ad appoggiarlo finanziariamente, una situazione che si protrarrà fino alla fine della vita di Vincent. Più tardi nel corso dell'anno, intraprende studi formali di anatomia e prospettiva all'Accademia di Bruxelles. <br> Incontra Clasina Maria Hoornik (detta "Sien"), una prostituta gravata fra l'altro dal mantenimento di una figlia di cinque anni ed incinta di un altro figlio. Mentre continua i suoi studi e dipinge in compagnia di alcune nuove conoscenze, il suo stato di salute va nuovamente deteriorandosi, tanto da dover essere ricoverato in ospedale per gonorrea. Una volta dimesso, inzia alcune sperimentazioni pittoriche e, dopo più di un anno trascorso insieme, pone termine alla sua relazione con Sien. Più tardi nel corso dell'anno, Vincent si trasferisce a Nuenen dai suoi genitori, mette in piedi un piccolo studio per lavorare e continua a fare affidamento sul sostegno di Theo.  Vincent  sviluppa un grandissimo interesse per le incisioni su legno giapponesi. Desiderando continuare con qualche tipo di educazione artistica formale, sottopone qualcuno dei suoi lavori all'Accademia di Anversa, dove viene posto in una classe per principianti. Come ci si aspetterebbe, Vincent non si trova a suo agio all'Accademia ed abbandona.  il 1888, un anno fondamentale nella vita di Van Gogh. Lascia Parigi in febbraio e si trasferisce ad Arles, nel Sud. All'inizio, il cattivo tempo invernale gli impedisce di lavorare, ma una volta arrivata la primavera inizia a dipingere i paesaggi in fiore della Provenza. Si trasferisce infine nella "Casa Gialla", una dimora che ha preso in affitto dove spera di stabilire una comunità di artisti. E' il momento in cui riesce a dipingere alcune delle sue opere migliori. Durante la prima parte dell'anno, lo stato di salute mentale di Vincent oscilla paurosamente. La frequenza crescente degli attacchi lo induce, con l'aiuto di Theo, a farsi ricoverare presso l'ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Per ironia della sorte, mentre lo stato mentale di salute di Vincent continua a peggiorare nel corso dell'anno, la sua opera inizia infine a ricevere riconoscimenti presso la comunità artistica. Vincent Van Gogh muore nelle prime ore del 29 luglio 1890.<br>  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 20:03:02 UTC</pubDate>
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         <title>Van Gogh </title>
         <author>egle_99</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 20:19:24 UTC</pubDate>
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         <title>Lettere a Theo</title>
         <author>egle_99</author>
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         <description><![CDATA[<div>è una raccolta epistolare che raccoglie gran parte della corrispondenza tra Vincent Van Goghe il fratello Theo, iniziata nel 1872 e finita con la morte dell'artista nel 1890. Le lettere sono state raccolte dalla moglie di Theo,  dopo la morte del marito, e pubblicate nel 1914. Van Gogh ha scritto in totale 821 lettere. Delle 668 indirizzate al fratello Theo, 466 sono scritte in olandese, la loro lingua madre, 200 in francese e 2 in inglese. I temi ricorrenti nelle lettere sono: L'arte, la vita privata, la letteratura, e le difficoltà economiche. <br>Le lettere di van Gogh sono state molto studiate ed apprezzate per la loro bellezza stilistica. In esse appare con evidenza la cultura letteraria di Vincent, la sua capacità di analizzarsi ed esprimersi con grande lucidità. Le lettere hanno un grande valore umano: da esse si ricava un quadro molto ampio delle personalità sfaccettate di entrambi i fratelli, soprattutto di Vincent. L'artista, pittore e scrittore, riesce a rappresentare la sua visione del mondo, la sua costante ricerca del senso dell’esistenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 20:21:10 UTC</pubDate>
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         <title>l&#39;ultima lettera </title>
         <author>egle_99</author>
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         <description><![CDATA[<div>l’ultima lettera aiuta a comprendere parte della sua angoscia e delle motivazioni che l’hanno spinto a compiere il gesto. <br><br><br><em>''Mio caro fratello,</em></div><div><em> </em></div><div><em>grazie della buona lettera e dei 50 franchi. La cosa più importante è che tutto vada bene; perché allora insistere sui dettagli di minore importanza?; del resto, c’è tempo prima che ci si presenti la possibilità di parlare d’affari a mente calma.</em></div><div><em> </em></div><div><em>Gli altri pittori, di qualsiasi opinione siano, si tengono istintivamente lontani dalle discussioni sul commercio attuale. E infatti non possiamo far parlare che i nostri quadri. Pure, caro fratello, c’è qualcosa che ti ho sempre detto e ti ripeto ancora una volta con tutta la gravità che possono dare gli sforzi di una preoccupazione constante a fare più bene possibile − ti ripeto ancora: io ti considero ben altra cosa da un semplice venditore di Corot; per conto mio, tu hai la tua parte nella stessa produzione di certe tele, che anche nello sfacelo conservano la loro calma.</em></div><div><em> </em></div><div><em>Siamo infatti a questo punto ed è la cosa migliore che posso dirti in un momento di relativa crisi. In un momento in cui i rapporti tra negozianti di quadri di artisti morti e di artisti viventi, sono molto tesi. Ebbene: per il mio lavoro rischio ogni giorno la vita e vi ho perduto metà della mia ragione</em><strong><em> </em></strong><em>– va bene – ma tu non sei tra i mercanti d’uomini per quanto sappia io, e puoi assumere una tua posizione, agendo realmente con umanità. </em><strong><em>Ma che cosa vuoi tu infine?'</em></strong><strong>'<br><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 20:39:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>egle_99</author>
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         <title>Vincent e Theo Van Gogh</title>
         <author>egle_99</author>
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