<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Giovanni Pascoli by </title>
      <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-02-19 13:50:42 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-03-04 15:48:08 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>Biografia</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334362634</link>
         <description><![CDATA[<p>Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre 1855 a San Mauro (oggi San Mauro Pascoli). Cresciuto in una famiglia agiata, fu il quarto di dieci figli. Nel 1867, a 11 anni, suo padre fu assassinato, un evento che segnò profondamente la sua vita. Nonostante tre processi, l'assassino non fu mai identificato. Dopo la morte del padre, Pascoli dovette affrontare altre tragiche perdite familiari: nel giro di pochi anni morirono la madre, due sorelle e un fratello, e si sospetta che uno dei fratelli fosse stato avvelenato.</p><p>Durante gli anni di studio, Pascoli sviluppò un forte senso di dovere verso le sorelle, che, dopo aver studiato in convento, chiesero aiuto a lui. La sua biografia, scritta dalla sorella Maria, lo descrive come un giovane solido e vivace, impegnato nella ricerca della giustizia per la morte del padre. Nonostante le difficoltà, Pascoli non nutriva desideri di vendetta e si oppose sempre alla pena di morte e all'ergastolo per motivi umanitari.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/PkOl5CiJFQo" />
         <pubDate>2025-02-19 13:58:59 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334362634</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I primi studi</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334364113</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1871, all'età di quindici anni e dopo la morte del fratello Luigi avvenuta per meningite il 19 ottobre dello stesso anno, Giovanni Pascoli dovette lasciare il collegio Raffaello dei padri Scolopi di Urbino; si trasferì a Rimini, per frequentare il liceo classico Giulio Cesare. Giovanni giunse a Rimini assieme ai suoi cinque fratelli: Giacomo (19 anni), Raffaele (14), Alessandro Giuseppe, (12), Ida (8), Maria (6, chiamata affettuosamente Mariù). «L'appartamento, già scelto da Giacomo ed arredato con lettini di ferro e di legno, e con mobili di casa nostra, era in uno stabile interno di via San Simone, e si componeva del pianterreno e del primo piano», scrive Mariù: «La vita che si conduceva a Rimini… era di una economia che appena consentiva il puro necessario». Pascoli terminò infine gli studi liceali a Cesena dopo aver frequentato il ginnasio ed il liceo al prestigioso Liceo Dante di Firenze, ed aver fallito l'esame di licenza a causa delle materie scientifiche.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3427490782/677e8c4ae3cd42e452917bea6c40f350/Come_promuovere_un_libro.jpg" />
         <pubDate>2025-02-19 14:00:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334364113</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;università e l&#39;impegno politico</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334516398</link>
         <description><![CDATA[<p>Grazie a una borsa di studio, Pascoli si iscrisse all'Università di Bologna, dove studiò con Giosuè Carducci e Giovanni Battista Gandino, facendo amicizia con il critico Severino Ferrari. Avvicinatosi al movimento anarco-socialista, nel 1877 iniziò a tenere comizi a Forlì e Cesena. Durante una manifestazione a Bologna, lesse pubblicamente un sonetto in supporto all'anarchico Giovanni Passannante, ma il componimento venne poi strappato. Pascoli fu arrestato nel 1879 per partecipare a una protesta contro la condanna di alcuni anarchici, ma fu assolto dopo poco più di cento giorni di prigionia. Nonostante il difficile periodo, riprese gli studi. In seguito, pur avendo inizialmente simpatizzato per l'anarco-socialismo, Pascoli si distaccò dalla militanza politica, dopo l'assassinio del re Umberto I da parte di un anarchico. Conservò un socialismo umanitario, sostenendo il miglioramento delle condizioni dei deboli e la concordia tra gli uomini, temi che trattò nelle sue liriche.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-19 15:46:07 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334516398</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il &quot;nido di Caselvecchio&quot;</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334517767</link>
         <description><![CDATA[<p>Giovanni Pascoli, professore universitario dal 1895, visse in diverse città italiane, ma non riuscì mai a radicarsi in nessuna di esse, cercando sempre un rifugio nel suo mondo rurale. Nel 1895 si trasferì con la sorella Maria a Castelvecchio, nella Media Valle del Serchio, dove acquistò una casa che divenne la sua residenza stabile. La sua vita familiare fu segnata da sofferenze, soprattutto dopo il matrimonio della sorella Ida, che creò un distacco affettivo tra loro, aggravato dalle richieste economiche di Ida e del marito. Pascoli rinunciò anche all'amore e alla vita coniugale per non ferire la sorella Mariù. La sua poesia rimase ancorata al mondo rurale, riflettendo un desiderio di protezione dal "disordine esterno". Pascoli cercò di ricostruire un "nido" familiare protettivo, ma escludendo gli altri membri della famiglia. La sua scelta di vivere in montagna, lontano dalla città, rappresentava un rifugio dalle difficoltà della vita moderna e dalle complicazioni familiari.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-19 15:47:18 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334517767</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Gli ultimi anni</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334521631</link>
         <description><![CDATA[<p>Alla fine del secolo, le trasformazioni politiche e sociali, insieme al crescente pessimismo di Pascoli, lo portarono a una profonda depressione e all'alcolismo. Nonostante il fallimento dei suoi tentativi di ricostruzione familiare, trovava conforto nella poesia e nel suo "nido di Castelvecchio". Dopo aver perso la fede religiosa, mantenne un agnosticismo mistico. Continuò a insegnare e pubblicò opere letterarie, diventando nel 1906 professore di letteratura italiana all'Università di Bologna. Nel 1911, presentò il poema Inno a Roma e sostenne l'imperialismo durante la guerra italo-turca. La sua salute peggiorò a causa dell'alcolismo e, il 6 aprile 1912, morì a Bologna, probabilmente per cirrosi epatica. Fu sepolto a Castelvecchio di Barga accanto alla sorella Maria, sua biografa e curatrice delle opere postume.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/YQSsECJTqu0" />
         <pubDate>2025-02-19 15:50:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334521631</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La formazione letteraria</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334526095</link>
         <description><![CDATA[<p>La fase cruciale della formazione letteraria di Pascoli va fatta risalire ai nove anni trascorsi a Bologna come studente alla Facoltà di Lettere (1873-1882). Allievo di Carducci, che si accorse subito delle qualità del giovane Pascoli, nella cerchia ristretta dell'ambiente creatosi attorno al poeta, Pascoli visse gli anni più movimentati della sua vita. Qui, protetto comunque dalla naturale dipendenza tra maestro e allievo, Pascoli non ebbe bisogno di alzare barriere nei confronti della realtà, dovendo limitarsi a seguire gli indirizzi e i modelli del suo corso di studi: i classici, la filologia, la letteratura italiana. Nel 1875 perse la borsa di studio e con essa l'unico mezzo di sostentamento su cui poteva contare. La frustrazione e i disagi materiali lo spinsero verso il movimento socialista in quella che fu una delle poche, brevi parentesi politiche della sua vita. Nel 1879 venne arrestato e assolto dopo tre mesi di carcere; l'ulteriore senso di ingiustizia e la delusione lo riportarono nell'alveo d'ordine del maestro Carducci e al compimento degli studi con una tesi sul poeta greco Alceo.</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-19 15:53:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334526095</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La poesia come nido che protegge</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334529562</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Giovanni Pascoli concepisce la poesia come un'esperienza irrazionale, dove il poeta, simile a un "poeta-fanciullo", raggiunge la verità tramite l'intuizione piuttosto che la ragione. Rifiutando il Positivismo e il razionalismo, abbraccia il decadentismo e crea una poesia analogica, in cui realtà apparentemente distanti sono collegate tramite analogie. I suoi versi esplorano temi quotidiani e intimi, come i lutti familiari, e la figura del "nido", simbolo di protezione. Pascoli contrappone la vita cittadina, simbolo di degrado, alla vita agreste, percepita come un "paradiso perduto". La natura, pur essendo fonte di consolazione, non lo libera dalla morte, tema centrale della sua poesia. La riflessione sulla morte si lega alla sua intimità familiare e naturale, spingendolo a rifugiarsi nel "nido" e a evitare la vita sociale. Nonostante una carriera accademica, Pascoli rimane psicologicamente isolato, creando una poesia sofisticata e complessa, lontana dalla spontaneità delle avanguardie artistiche. Le raccolte Myricae e Canti di Castelvecchio esplorano il dolore, la morte e il rapporto tra amore e natura. Pascoli vede la natura come luogo dell'anima, dove la morte è parte integrante della vita, arricchendo il significato della sua esistenza poetica.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-02-19 15:56:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334529562</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La poetica del fanciullino</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334536616</link>
         <description><![CDATA[<p>Giovanni Pascoli vede la poesia come un’esperienza irrazionale, in cui il poeta, simile a un "poeta-fanciullo", raggiunge la verità attraverso l’intuizione piuttosto che la ragione. Rifiutando il Positivismo, si avvicina al decadentismo, creando una poesia analogica in cui connette realtà distanti tramite analogie, esplorando temi quotidiani e umili come i suoi lutti familiari. La figura del "nido" diventa simbolo di protezione e intimità, mentre la sua poesia si contrappone alla vita cittadina, vista come degradata, e alla vita agreste, percepita come un "paradiso perduto". Pur trovando consolazione nella natura, Pascoli non riesce a sfuggire al destino ineluttabile della morte, che rimane il tema centrale della sua poesia. La riflessione sulla morte è legata alla sua intimità familiare, portandolo a isolarsi psicologicamente e a rifugiarsi nel "nido". Pur continuando la sua carriera accademica, la sua poesia resta sofisticata, lontana dalla spontaneità delle avanguardie artistiche. Le raccolte Myricae e Canti di Castelvecchio esplorano il dolore, la morte e il rapporto tra amore e natura. Pascoli vede la natura come luogo dell'anima, dove la morte è parte integrante della vita, arricchendo il significato della sua esistenza poetica.</p><p><br/></p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/AEUUYnfYm8c" />
         <pubDate>2025-02-19 16:02:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334536616</guid>
      </item>
      <item>
         <title>X Agosto</title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334548407</link>
         <description><![CDATA[<p>San Lorenzo, io lo so perché tanto<br>di stelle per l’aria tranquilla<br>arde e cade, perché si gran pianto<br>nel concavo cielo sfavilla.</p><p><br></p><p>Ritornava una rondine al tetto:<br>l’uccisero: cadde tra spini:<br>ella aveva nel becco un insetto:<br>la cena de’ suoi rondinini.</p><p>Ora è là, come in croce, che tende<br>quel verme a quel cielo lontano;<br>e il suo nido è nell’ombra, che attende,<br>che pigola sempre più piano.</p><p>Anche un uomo tornava al suo nido:<br>l’uccisero: disse: Perdono;<br>e restò negli aperti occhi un grido:<br>portava due bambole in dono.</p><p>Ora là, nella casa romita,<br>lo aspettano, aspettano in vano:<br>egli immobile, attonito, addita<br>le bambole al cielo lontano.</p><p>E tu, Cielo, dall’alto dei mondi<br>sereni, infinito, immortale,<br>oh!, d’un pianto di stelle lo innondi<br>quest’atomo opaco del Male!</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3427490782/0b5071e2a59e8a307ba171cc757ef603/stella.jpg" />
         <pubDate>2025-02-19 16:10:36 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334548407</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>mariavillano1</author>
         <link>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334556907</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3427490782/a4112fb6bdcb8d79e0ba70f5e9cde688/download.jpg" />
         <pubDate>2025-02-19 16:17:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mariavillano1/8yjbuitcnfimi5qu/wish/3334556907</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
